CITTA' DEL VATICANO, 19 GEN. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto una Delegazione Ecumenica della Finlandia in occasione della Festa di Sant'Enrico, Patrono del Paese.
"Negli ultimi anni" - ha affermato il Papa nel suo discorso - "i rapporti fra i cristiani in Finlandia si sono sviluppati in modo tale da offrire molte speranze per il futuro dell'ecumenismo; i cristiani pregano e lavorano insieme offrendo una pubblica testimonianza comune della parola di Dio".
"Sono proprio queste convincenti testimonianze delle verità del Vangelo, che guidano e salvano, che tutti gli uomini e le donne cercano ed hanno bisogno di sentire. Ciò esige coraggio da parte dei cristiani".
Ponendo in rilievo che con la Dichiarazione comune sulla dottrina della Giustificazione "i luterani e i cattolici hanno colmato una considerevole distanza dal punto di vista teologico", il Papa ha affermato che: "Nonostante resti ancora molto da fare, è incoraggiante constatare che il dialogo fra cattolici e luterani in Finlandia e Svezia stia esaminando l'argomento: 'Giustificazione nella vita della Chiesa'".
Il Santo Padre ha concluso il suo discorso esprimendo l'auspicio che "queste conversazioni contribuiscano efficacemente alla ricerca della piena e visibile unità della Chiesa, mentre contemporaneamente offrano una più chiara risposta alle questioni fondamentali che riguardano la vita e la società".
AC/.../DELEGAZIONE ECUMENICA FINLANDIA VIS 20070119 (220)
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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana... [+]
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venerdì 19 gennaio 2007
CATTOLICI IMPEGNATI BENE COMUNE TURCHIA
CITTA' DEL VATICANO, 19 GEN. 2007 (VIS). Nel ricevere questa mattina in Vaticano il Signor Muammer Dogan Akdur, nuovo Ambasciatore di Turchia presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali, il Santo Padre Benedetto XVI ha espresso ancora una volta la sua riconoscenza per l'accoglienza riservatagli dalle Autorità e dalla popolazione turca in occasione della sua Visita Apostolica del dicembre scorso.
Benedetto XVI ha affermato che la sua memorabile visita, sulle orme dei Predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II, gli ha consentito di "verificare i buoni rapporti" esistenti fra la Turchia e la Santa Sede. "In occasione dei diversi incontri con le Autorità politiche" - ha ricordato il Pontefice - "ho voluto riaffermare il radicamento della Chiesa cattolica nella società turca, grazie alla prestigiosa eredità delle prime comunità cristiane dell'Asia Minore e all'insostituibile contributo alla vita della Chiesa universale dei primi concili ecumenici, ma anche grazie all'esistenza delle comunità cristiane di oggi, certo minoritarie, ma attaccate al loro paese e al bene comune di tutta la società, che desiderano offrire il loro contributo all'edificazione della Nazione".
"Godendo della libertà religiosa garantita a tutti i credenti dalla Costituzione turca, la Chiesa cattolica desidera poter beneficiare di uno statuto giuridico riconosciuto e vedere la realizzazione di un'istanza di dialogo ufficiale fra la Conferenza Episcopale e le Autorità dello stato, al fine di regolare i diversi problemi che possono emergere e proseguire i buoni rapporti fra le due parti. Non dubito che il vostro governo farà tutto il possibile per continuare ad avanzare in questa direzione".
Successivamente il Santo Padre ha sottolineato di aver, nel corso del suo "memorabile" Viaggio in Turchia, "manifestato a più riprese il rispetto della Chiesa cattolica per l'Islam e la stima del Papa e dei fedeli per i credenti musulmani".
"Nel mondo attuale dove le tensioni sembrano esacerbarsi, la convinzione della Santa Sede" - ha aggiunto il Pontefice - "è che i credenti delle diverse religioni debbano adoperarsi insieme a favore della pace, cominciando dalla denuncia della violenza, troppo spesso utilizzata in passato con il pretesto di motivi religiosi, e apprendendo a conoscersi e a rispettarsi meglio per edificare una società più fraterna. Le religioni possono anche unire i loro sforzi per promuovere il rispetto dell'essere umano, creato ad immagine dell'Onnipotente, e per far conoscere i valori fondamentali che regolano la vita degli individui e della società".
"La Santa Sede riconosce il ruolo specifico della Turchia e la sua situazione geografica e storica di ponte fra il continente asiatico ed il continente europeo e di crocevia fra le culture e le religioni" - ha detto ancora Benedetto XVI esprimendo inoltre l'apprezzamento della Santa Sede per l'impegno del Paese "nell'ambito della comunità internazionale, a favore della pace, specialmente la sua azione per la ripresa dei negoziati in Medio Oriente e l'aiuto offerto al Libano per la ricostruzione del paese devastato dalla guerra e per favorire un dialogo costruttivo fra tutte le parti costitutive della società libanese".
Il Papa ha ricordato la grande attenzione con la quale la Santa Sede "segue le discussioni e gli sforzi intrapresi dalle Nazioni per regolare fra di loro, alle volte con il contributo di paesi terzi e di Autorità regionali o internazionali, le situazioni di conflitto ereditate dal passato, e le azioni intraprese per riavvicinare i paesi fra loro in associazioni e unioni politiche, culturali ed economiche. La globalizzazione degli scambi, già evidente a livello economico e finanziario, deve chiaramente accompagnarsi ad impegni politici comuni, a livello mondiale, per garantire uno sviluppo duraturo ed organizzato che non escluda nessuno ed assicuri un futuro equilibrato agli individui, alle famiglie e ai popoli".
Benedetto XVI ha concluso il suo discorso pregando l'Ambasciatore di trasmettere i suoi saluti alle comunità cattoliche della Turchia, al Patriarca Ecumenico Bartolomeo I ed ai fedeli della Chiesa Ortodossa "alla quale ci uniscono tanti legami di fraternità".
CD/LETTERE CREDENZIALI/TURCHIA:AKDUR VIS 20070119 (670)
Benedetto XVI ha affermato che la sua memorabile visita, sulle orme dei Predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II, gli ha consentito di "verificare i buoni rapporti" esistenti fra la Turchia e la Santa Sede. "In occasione dei diversi incontri con le Autorità politiche" - ha ricordato il Pontefice - "ho voluto riaffermare il radicamento della Chiesa cattolica nella società turca, grazie alla prestigiosa eredità delle prime comunità cristiane dell'Asia Minore e all'insostituibile contributo alla vita della Chiesa universale dei primi concili ecumenici, ma anche grazie all'esistenza delle comunità cristiane di oggi, certo minoritarie, ma attaccate al loro paese e al bene comune di tutta la società, che desiderano offrire il loro contributo all'edificazione della Nazione".
"Godendo della libertà religiosa garantita a tutti i credenti dalla Costituzione turca, la Chiesa cattolica desidera poter beneficiare di uno statuto giuridico riconosciuto e vedere la realizzazione di un'istanza di dialogo ufficiale fra la Conferenza Episcopale e le Autorità dello stato, al fine di regolare i diversi problemi che possono emergere e proseguire i buoni rapporti fra le due parti. Non dubito che il vostro governo farà tutto il possibile per continuare ad avanzare in questa direzione".
Successivamente il Santo Padre ha sottolineato di aver, nel corso del suo "memorabile" Viaggio in Turchia, "manifestato a più riprese il rispetto della Chiesa cattolica per l'Islam e la stima del Papa e dei fedeli per i credenti musulmani".
"Nel mondo attuale dove le tensioni sembrano esacerbarsi, la convinzione della Santa Sede" - ha aggiunto il Pontefice - "è che i credenti delle diverse religioni debbano adoperarsi insieme a favore della pace, cominciando dalla denuncia della violenza, troppo spesso utilizzata in passato con il pretesto di motivi religiosi, e apprendendo a conoscersi e a rispettarsi meglio per edificare una società più fraterna. Le religioni possono anche unire i loro sforzi per promuovere il rispetto dell'essere umano, creato ad immagine dell'Onnipotente, e per far conoscere i valori fondamentali che regolano la vita degli individui e della società".
"La Santa Sede riconosce il ruolo specifico della Turchia e la sua situazione geografica e storica di ponte fra il continente asiatico ed il continente europeo e di crocevia fra le culture e le religioni" - ha detto ancora Benedetto XVI esprimendo inoltre l'apprezzamento della Santa Sede per l'impegno del Paese "nell'ambito della comunità internazionale, a favore della pace, specialmente la sua azione per la ripresa dei negoziati in Medio Oriente e l'aiuto offerto al Libano per la ricostruzione del paese devastato dalla guerra e per favorire un dialogo costruttivo fra tutte le parti costitutive della società libanese".
Il Papa ha ricordato la grande attenzione con la quale la Santa Sede "segue le discussioni e gli sforzi intrapresi dalle Nazioni per regolare fra di loro, alle volte con il contributo di paesi terzi e di Autorità regionali o internazionali, le situazioni di conflitto ereditate dal passato, e le azioni intraprese per riavvicinare i paesi fra loro in associazioni e unioni politiche, culturali ed economiche. La globalizzazione degli scambi, già evidente a livello economico e finanziario, deve chiaramente accompagnarsi ad impegni politici comuni, a livello mondiale, per garantire uno sviluppo duraturo ed organizzato che non escluda nessuno ed assicuri un futuro equilibrato agli individui, alle famiglie e ai popoli".
Benedetto XVI ha concluso il suo discorso pregando l'Ambasciatore di trasmettere i suoi saluti alle comunità cattoliche della Turchia, al Patriarca Ecumenico Bartolomeo I ed ai fedeli della Chiesa Ortodossa "alla quale ci uniscono tanti legami di fraternità".
CD/LETTERE CREDENZIALI/TURCHIA:AKDUR VIS 20070119 (670)
550° ANNIVERSARIO FONDAZIONE ALMO COLLEGIO CAPRANICA
CITTA' DEL VATICANO, 19 GEN. 2007 (VIS). Come tutti gli anni, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina i superiori e gli alunni dell'Almo Collegio Capranica di Roma, dove si formano i candidati al sacerdozio della Diocesi di Roma e di altre Diocesi di Italia e del mondo, in occasione dell'imminente Festa della Patrona dell'Almo Collegio, Sant'Agnese.
Il Papa ha ricordato anche che quest'anno ricorre il 550° anno di fondazione del Collegio ad opera del Cardinale Domenico Capranica, che lo volle "esclusivamente destinato alla formazione dei futuri sacerdoti, con attenzione preferenziale per i candidati meno abbienti".
La motivazione di fondo di questa "provvida iniziativa", ha continuato il Pontefice, consiste "nella convinzione che la qualità del clero dipende dalla serietà della sua formazione", ed ha precisato che "il Cardinale impose agli studenti di teologia l'accostamento ai migliori autori, specialmente a Tommaso d'Aquino; a quelli di diritto la dottrina del Papa Innocenzo III, e per tutti l'etica aristotelica".
Benedetto XVI ha ricordato inoltre che l'impostazione degli studi "era inserita in un quadro di formazione integrale, incentrata sulla dimensione spirituale, che aveva come pilastri i Sacramenti dell'Eucaristia - quotidiana - e della Penitenza - almeno mensile - ed era sostenuta dalle pratiche di pietà prescritte o suggerite dalla Chiesa. Grande importanza aveva anche l'educazione caritativa, sia nella vita fraterna ordinaria che nell'assistenza ai malati; come pure quella che oggi chiamiamo 'esperienza pastorale'".
Infine il Santo Padre ha espresso l'auspicio che "l'Almo Collegio Capranica prosegua in questo suo cammino, fedele alla sua lunga tradizione e agli insegnamenti del Concilio Vaticano II" ed ha detto: "A voi cari Alunni, auguro di rinnovare ogni giorno dal profondo del cuore la vostra offerta a Dio e alla santa Chiesa, conformandovi sempre più a Cristo Buon Pastore, che vi ha chiamati a seguirLo e a lavorare nella sua vigna".
AC/.../ALMO COLLEGIO CAPRANICA VIS 20070119 (310)
Il Papa ha ricordato anche che quest'anno ricorre il 550° anno di fondazione del Collegio ad opera del Cardinale Domenico Capranica, che lo volle "esclusivamente destinato alla formazione dei futuri sacerdoti, con attenzione preferenziale per i candidati meno abbienti".
La motivazione di fondo di questa "provvida iniziativa", ha continuato il Pontefice, consiste "nella convinzione che la qualità del clero dipende dalla serietà della sua formazione", ed ha precisato che "il Cardinale impose agli studenti di teologia l'accostamento ai migliori autori, specialmente a Tommaso d'Aquino; a quelli di diritto la dottrina del Papa Innocenzo III, e per tutti l'etica aristotelica".
Benedetto XVI ha ricordato inoltre che l'impostazione degli studi "era inserita in un quadro di formazione integrale, incentrata sulla dimensione spirituale, che aveva come pilastri i Sacramenti dell'Eucaristia - quotidiana - e della Penitenza - almeno mensile - ed era sostenuta dalle pratiche di pietà prescritte o suggerite dalla Chiesa. Grande importanza aveva anche l'educazione caritativa, sia nella vita fraterna ordinaria che nell'assistenza ai malati; come pure quella che oggi chiamiamo 'esperienza pastorale'".
Infine il Santo Padre ha espresso l'auspicio che "l'Almo Collegio Capranica prosegua in questo suo cammino, fedele alla sua lunga tradizione e agli insegnamenti del Concilio Vaticano II" ed ha detto: "A voi cari Alunni, auguro di rinnovare ogni giorno dal profondo del cuore la vostra offerta a Dio e alla santa Chiesa, conformandovi sempre più a Cristo Buon Pastore, che vi ha chiamati a seguirLo e a lavorare nella sua vigna".
AC/.../ALMO COLLEGIO CAPRANICA VIS 20070119 (310)
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Educazione
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 19 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:
- Il Cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, Arciprete della Basilica Pontificia di San Paolo fuori le Mura.
- Il Padre Beda Paluzzi, O.S.B., Amministratore Apostolico dell'Abbazia di Montevergine (Italia), in Visita "ad Limina Apostolorum".
Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP:AL/.../... VIS 20070119 (80)
- Il Cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, Arciprete della Basilica Pontificia di San Paolo fuori le Mura.
- Il Padre Beda Paluzzi, O.S.B., Amministratore Apostolico dell'Abbazia di Montevergine (Italia), in Visita "ad Limina Apostolorum".
Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP:AL/.../... VIS 20070119 (80)
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 19 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Venice (Stati Uniti d'America), presentata dal Vescovo John J. Nevins, per raggiunti limiti d'età. Gli succede il Vescovo Frank J. Dewane, finora Vescovo Coadiutore della medesima Diocesi.
RE:NER/.../NEVINS:DEWANE VIS 20070119 (50)
RE:NER/.../NEVINS:DEWANE VIS 20070119 (50)
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Nomine ed altri atti pontifici
giovedì 18 gennaio 2007
RIUNIONE RELATIVA CHIESA CATTOLICA IN CINA
CITTA' DEL VATICANO, 18 GEN. 2007 (VIS). Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha annunciato che venerdì 19 e sabato 20 gennaio prossimo, avrà luogo in Vaticano, un incontro sulla situazione della Chiesa Cattolica in Cina, presieduto dal Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato.
OP/INCONTRO CHIESA CINA/BERTONE VIS 20070118 (60)
OP/INCONTRO CHIESA CINA/BERTONE VIS 20070118 (60)
INFORMAZIONE SITUAZIONE ATTUALE ECUMENISMO
CITTA' DEL VATICANO, 18 GEN. 2007 (VIS). Alle ore 11:30 di martedì 23 gennaio prossimo, presso la Sala Stampa della Santa Sede, il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, terrà una conversazione sulla situazione attuale dell'ecumenismo, in occasione della Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani. Interverranno anche il Vescovo Brian Farrell, Segretario del Pontificio Consiglio per l'Unità dei Cristiani ed il Monsignor Eleuterio F. Fortino, Sotto-Segretario del medesimo Dicastero.
OP/ECUMENISMO/KASPER VIS 20070118 (80)
OP/ECUMENISMO/KASPER VIS 20070118 (80)
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 18 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:
- Il Signor Lawrence Gonzi, Primo Ministro di Malta, con Consorte e Seguito.
- Sei Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Campania), in Visita "ad Limina Apostolorum":
- L'Arcivescovo Orazio Soricelli, di Amalfi-Cava de' Tirreni.
- Il Vescovo Gioacchino Illiano, di Nocera Inferiore-Sarno.
- Il Vescovo Angelo Spinillo, di Teggiano-Policastro.
- Il Vescovo Giuseppe Rocco Favale, di Vallo della Lucania.
- Il Vescovo Carlo Liberati, Prelato di Pompei, Delegato Pontificio per il Santuario della Beata Vergine Maria del Santo Rosario.
- Dom Benedetto Maria Salvatore Chianetta, O.S.B., Abate dell'Abbazia della Santissima Trinità di Cava de' Tirreni.
Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva Sua Beatitudine il Cardinale Ignace Moussa I Daoud, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.
AP:AL/.../... VIS 20070118 (130)
- Il Signor Lawrence Gonzi, Primo Ministro di Malta, con Consorte e Seguito.
- Sei Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Campania), in Visita "ad Limina Apostolorum":
- L'Arcivescovo Orazio Soricelli, di Amalfi-Cava de' Tirreni.
- Il Vescovo Gioacchino Illiano, di Nocera Inferiore-Sarno.
- Il Vescovo Angelo Spinillo, di Teggiano-Policastro.
- Il Vescovo Giuseppe Rocco Favale, di Vallo della Lucania.
- Il Vescovo Carlo Liberati, Prelato di Pompei, Delegato Pontificio per il Santuario della Beata Vergine Maria del Santo Rosario.
- Dom Benedetto Maria Salvatore Chianetta, O.S.B., Abate dell'Abbazia della Santissima Trinità di Cava de' Tirreni.
Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva Sua Beatitudine il Cardinale Ignace Moussa I Daoud, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.
AP:AL/.../... VIS 20070118 (130)
mercoledì 17 gennaio 2007
PERCORRERE SENZA SCORAGGIARSI CAMMINO UNITÀ CRISTIANI
CITTA' DEL VATICANO, 17 GEN. 2007 (VIS). La Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, che ha inizio domani, è stata il fulcro della catechesi del Santo Padre Benedetto XVI per l'Udienza Generale di oggi tenutasi nell'Aula Paolo VI con la partecipazione di oltre seimila persone.
"L'unità" - ha detto il Pontefice - "è dono di Dio e frutto dell'azione del suo Spirito. Per questo è importante pregare. Più ci avviciniamo a Cristo convertendoci al suo amore, più ci avviciniamo anche gli uni agli altri".
Ricordando che il tema proposto quest'anno alla riflessione per la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani è tratto dal Vangelo di Marco "Fa udire i sordi e fa parlare i muti", il Santo Padre Benedetto XVI ha spiegato che esso: "mettendo in luce due aspetti della missione di ogni comunità cristiana - l'annuncio del Vangelo e la testimonianza della carità - sottolinea anche quanto sia importante tradurre il messaggio di Cristo in concrete iniziative di solidarietà. Ciò favorisce il cammino dell'unità, perchè si può dire che ogni sollievo, pur piccolo, che i cristiani recano insieme alla sofferenza del prossimo, contribuisce a rendere più visibile anche la loro comunione e la loro fedeltà al comando del Signore".
"Il cammino dell'unità resta certamente lungo e non facile" - ha sottolineato il Papa - "occorre tuttavia non scoraggiarsi e continuare a percorrerlo contando in primo luogo sul sicuro sostegno di Colui che, prima di partire per il cielo, ha promesso ai suoi 'ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo'", ed ha aggiunto: "Ho potuto avvertire quanto sia sentito il desiderio dell'unità negli incontri che ho avuto con vari rappresentanti di Chiese e Comunità ecclesiali lungo questi anni, e, in modo molto commovente, nella recente visita al Patriarca Ecumenico Bartolomeo I, ad Istanbul, in Turchia".
Il Papa ha parimenti ricordato che oggi, in alcuni Paesi, tra cui l'Italia, si celebra la Giornata di riflessione ebraico-cristiana ed ha citato alcuni momenti culminanti del "rapporto di reciproca amicizia" tra la comunità cristiana e quella ebraica che si è sviluppato positivamente dopo il Concilio Vaticano II e dopo la visita del Servo di Dio Giovanni Paolo II alla Sinagoga Maggiore di Roma nell'aprile 1986.
La Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani si concluderà il 25 gennaio prossimo con la Celebrazione dei Vespri presieduti dal Santo Padre nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, alla quale parteciperanno Rappresentanti di altre Chiese e comunità cristiane presenti a Roma.
AG/UNITÀ CRISTIANI/... VIS 20070117 (420)
"L'unità" - ha detto il Pontefice - "è dono di Dio e frutto dell'azione del suo Spirito. Per questo è importante pregare. Più ci avviciniamo a Cristo convertendoci al suo amore, più ci avviciniamo anche gli uni agli altri".
Ricordando che il tema proposto quest'anno alla riflessione per la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani è tratto dal Vangelo di Marco "Fa udire i sordi e fa parlare i muti", il Santo Padre Benedetto XVI ha spiegato che esso: "mettendo in luce due aspetti della missione di ogni comunità cristiana - l'annuncio del Vangelo e la testimonianza della carità - sottolinea anche quanto sia importante tradurre il messaggio di Cristo in concrete iniziative di solidarietà. Ciò favorisce il cammino dell'unità, perchè si può dire che ogni sollievo, pur piccolo, che i cristiani recano insieme alla sofferenza del prossimo, contribuisce a rendere più visibile anche la loro comunione e la loro fedeltà al comando del Signore".
"Il cammino dell'unità resta certamente lungo e non facile" - ha sottolineato il Papa - "occorre tuttavia non scoraggiarsi e continuare a percorrerlo contando in primo luogo sul sicuro sostegno di Colui che, prima di partire per il cielo, ha promesso ai suoi 'ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo'", ed ha aggiunto: "Ho potuto avvertire quanto sia sentito il desiderio dell'unità negli incontri che ho avuto con vari rappresentanti di Chiese e Comunità ecclesiali lungo questi anni, e, in modo molto commovente, nella recente visita al Patriarca Ecumenico Bartolomeo I, ad Istanbul, in Turchia".
Il Papa ha parimenti ricordato che oggi, in alcuni Paesi, tra cui l'Italia, si celebra la Giornata di riflessione ebraico-cristiana ed ha citato alcuni momenti culminanti del "rapporto di reciproca amicizia" tra la comunità cristiana e quella ebraica che si è sviluppato positivamente dopo il Concilio Vaticano II e dopo la visita del Servo di Dio Giovanni Paolo II alla Sinagoga Maggiore di Roma nell'aprile 1986.
La Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani si concluderà il 25 gennaio prossimo con la Celebrazione dei Vespri presieduti dal Santo Padre nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, alla quale parteciperanno Rappresentanti di altre Chiese e comunità cristiane presenti a Roma.
AG/UNITÀ CRISTIANI/... VIS 20070117 (420)
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Udienza generale
DOCUMENTO FINALE INCONTRO PASTORALE DELLA STRADA
17
CITTA' DEL VATICANO, 17 GEN. 2007 (VIS). Il Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti ha reso pubblico un Documento finale relativo al II Incontro Internazionale di Pastorale della Strada, tenutosi in Vaticano l'1 e il 2 dicembre 2006.
Il Documento contiene alcune raccomandazioni pastorali dirette agli automobilisti ed ai professionisti del trasporto automobilistico e ferroviario per promuovere "una mobilità sicura, sostenibile, che rispetti la vita, l'uomo, la sua dignità, i suoi diritti e il suo destino".
Si raccomanda inoltre di "intensificare i contatti con i mezzi di comunicazione sociale per invitarli ad una più attenta analisi dei messaggi quotidiani e a diventare alleati in un'opera di educazione, anche di quella stradale".
È necessario anche "creare luoghi e occasioni di incontro con i professionisti della strada, poiché a differenza di chi va in macchina per esigenze personali o familiari, essi sperimentano di più la solitudine e la lontananza della famiglia".
I partecipanti all'Incontro Internazionale raccomandano infine di "svolgere tali incontri negli spazi che gli interessati considerano 'propri', con possibilità di crescere nella fede".
CON-SM/PASTORALE STRADA/... VIS 20070117 (180)
CITTA' DEL VATICANO, 17 GEN. 2007 (VIS). Il Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti ha reso pubblico un Documento finale relativo al II Incontro Internazionale di Pastorale della Strada, tenutosi in Vaticano l'1 e il 2 dicembre 2006.
Il Documento contiene alcune raccomandazioni pastorali dirette agli automobilisti ed ai professionisti del trasporto automobilistico e ferroviario per promuovere "una mobilità sicura, sostenibile, che rispetti la vita, l'uomo, la sua dignità, i suoi diritti e il suo destino".
Si raccomanda inoltre di "intensificare i contatti con i mezzi di comunicazione sociale per invitarli ad una più attenta analisi dei messaggi quotidiani e a diventare alleati in un'opera di educazione, anche di quella stradale".
È necessario anche "creare luoghi e occasioni di incontro con i professionisti della strada, poiché a differenza di chi va in macchina per esigenze personali o familiari, essi sperimentano di più la solitudine e la lontananza della famiglia".
I partecipanti all'Incontro Internazionale raccomandano infine di "svolgere tali incontri negli spazi che gli interessati considerano 'propri', con possibilità di crescere nella fede".
CON-SM/PASTORALE STRADA/... VIS 20070117 (180)
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Famiglia
martedì 16 gennaio 2007
SETTIMANA DI PREGHIERA PER L'UNITÀ DEI CRISTIANI
CITTA' DEL VATICANO, 16 GEN. 2007 (VIS). Giovedì prossimo avrà inizio la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, che tradizionalmente si celebra dal 18 al 25 gennaio. Il tema prescelto per il 2007 è: "Fa udire i sordi e fa parlare i muti!" (Mc, 7,37).
I testi di quest'anno sono stati preparati dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e dalla Commissione "Fede e Costituzione" del Consiglio Ecumenico delle Chiese.
Le Settimana di preghiera per l'Unità dei Cristiani 2007 - si legge in un testo del Pontificio Consiglio - propone due temi, due inviti rivolti alle Chiese ed ai cristiani: pregare per l'unità dei cristiani ed insieme perseguirla da una parte e, dall'altra, unire le nostre forze per rispondere alle sofferenze umane. Queste due responsabilità sono strettamente collegate fra loro. L'una e l'altra si collegano alla guarigione del corpo di Cristo, per cui il testo principale prescelto dalla Settimana di Preghiera di quest'anno è una storia di guarigione.
Ogni giorno della settimana sarà trattato un tema distinto:
- 18 gennaio: In principio c'era colui che è "la Parola". "Dio disse..." (Genesi 1).
- 19 gennaio: La parola salvifica di Cristo. "Fa udire i sordi e fa parlare i muti!" (Marco 7,31-37).
- 20 gennaio: Lo Spirito Santo ci dona la Parola "Lo Spirito [...] sarà il mio testimone" (Giovanni 15,26).
- 21 gennaio: Il silenzio dei dimenticati e il pianto dei sofferenti. "Se una parte soffre, tutte le altre soffrono con lei" (1 Corinzi 12,26).
- 22 gennaio: Il giudizio di Dio sul nostro silenzio. "Tutto quel che non avete fatto ad uno di questi piccoli..." (Matteo 25,45).
- 23 gennaio: Messi in grado di dire la verità. "La donna aveva paura e tremava [...] e gli raccontò tutta la verità" (Marco 5,33).
- 24 gennaio: Abbandono "Perché mi hai abbandonato?" (Salmo 22,1).
- 25 gennaio: Resurrezione - glorificazione "Ogni lingua proclami Gesù Cristo è il Signore" (Filippesi, 2,11).
Alle 17:30 di giovedì 25 gennaio, Festa della Conversione di San Paolo Apostolo, il Santo Padre Benedetto XVI presiederà, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, la celebrazione dei Vespri a conclusione della Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani.
.../SETTIMANA PREGHIERA UNITÀ CRISTIANI/... VIS 20070116 (400)
I testi di quest'anno sono stati preparati dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e dalla Commissione "Fede e Costituzione" del Consiglio Ecumenico delle Chiese.
Le Settimana di preghiera per l'Unità dei Cristiani 2007 - si legge in un testo del Pontificio Consiglio - propone due temi, due inviti rivolti alle Chiese ed ai cristiani: pregare per l'unità dei cristiani ed insieme perseguirla da una parte e, dall'altra, unire le nostre forze per rispondere alle sofferenze umane. Queste due responsabilità sono strettamente collegate fra loro. L'una e l'altra si collegano alla guarigione del corpo di Cristo, per cui il testo principale prescelto dalla Settimana di Preghiera di quest'anno è una storia di guarigione.
Ogni giorno della settimana sarà trattato un tema distinto:
- 18 gennaio: In principio c'era colui che è "la Parola". "Dio disse..." (Genesi 1).
- 19 gennaio: La parola salvifica di Cristo. "Fa udire i sordi e fa parlare i muti!" (Marco 7,31-37).
- 20 gennaio: Lo Spirito Santo ci dona la Parola "Lo Spirito [...] sarà il mio testimone" (Giovanni 15,26).
- 21 gennaio: Il silenzio dei dimenticati e il pianto dei sofferenti. "Se una parte soffre, tutte le altre soffrono con lei" (1 Corinzi 12,26).
- 22 gennaio: Il giudizio di Dio sul nostro silenzio. "Tutto quel che non avete fatto ad uno di questi piccoli..." (Matteo 25,45).
- 23 gennaio: Messi in grado di dire la verità. "La donna aveva paura e tremava [...] e gli raccontò tutta la verità" (Marco 5,33).
- 24 gennaio: Abbandono "Perché mi hai abbandonato?" (Salmo 22,1).
- 25 gennaio: Resurrezione - glorificazione "Ogni lingua proclami Gesù Cristo è il Signore" (Filippesi, 2,11).
Alle 17:30 di giovedì 25 gennaio, Festa della Conversione di San Paolo Apostolo, il Santo Padre Benedetto XVI presiederà, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, la celebrazione dei Vespri a conclusione della Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani.
.../SETTIMANA PREGHIERA UNITÀ CRISTIANI/... VIS 20070116 (400)
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 16 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:
- Il Padre François Jacolin, M.D.P., Vescovo di Mende (superficie: 5.180; popolazione: 74.300; cattolici: 58.400; sacerdoti: 126; religiosi: 193; diaconi permanenti: 5), Francia. Il Vescovo eletto è nato nel 1950 a Fontainebleau (Francia), è stato ordinato sacerdote nel 1982 ed ha fatto la Professione perpetua nella Congregazione dei "Missionnaires de La Plaine et de Sainte Thérèse" nel 1987. È stato finora Vicario Episcopale dell'Arcidiocesi di Bourges (Francia) e Parroco della Parrocchia di "La Résurrection" a Châteauroux della medesima Arcidiocesi.
- Il Monsignore Leo Boccardi, Nunzio Apostolico in Sudan, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto è nato a San Martino in Pensilis (Campobasso) nel 1953 ed è stato ordinato sacerdote nel 1979. È stato finora Rappresentante Permanente della Santa Sede presso l'Agenzia Internazionale dell'Energia Atomica (A.I.E.A.), presso l'Organizzazione per la Sicurezza e Cooperazione in Europa (O.S.C.E.) e presso la Commissione Preparatoria del Trattato sull'Interdizione Globale degli Esperimenti Nucleari (CTBTO), ed Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale (O.N.U.D.I.), e presso l'Ufficio delle Nazioni Unite a Vienna.
NER:NN/.../JACOLIN:BOCCARDI VIS 20070116 (200)
- Il Padre François Jacolin, M.D.P., Vescovo di Mende (superficie: 5.180; popolazione: 74.300; cattolici: 58.400; sacerdoti: 126; religiosi: 193; diaconi permanenti: 5), Francia. Il Vescovo eletto è nato nel 1950 a Fontainebleau (Francia), è stato ordinato sacerdote nel 1982 ed ha fatto la Professione perpetua nella Congregazione dei "Missionnaires de La Plaine et de Sainte Thérèse" nel 1987. È stato finora Vicario Episcopale dell'Arcidiocesi di Bourges (Francia) e Parroco della Parrocchia di "La Résurrection" a Châteauroux della medesima Arcidiocesi.
- Il Monsignore Leo Boccardi, Nunzio Apostolico in Sudan, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto è nato a San Martino in Pensilis (Campobasso) nel 1953 ed è stato ordinato sacerdote nel 1979. È stato finora Rappresentante Permanente della Santa Sede presso l'Agenzia Internazionale dell'Energia Atomica (A.I.E.A.), presso l'Organizzazione per la Sicurezza e Cooperazione in Europa (O.S.C.E.) e presso la Commissione Preparatoria del Trattato sull'Interdizione Globale degli Esperimenti Nucleari (CTBTO), ed Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale (O.N.U.D.I.), e presso l'Ufficio delle Nazioni Unite a Vienna.
NER:NN/.../JACOLIN:BOCCARDI VIS 20070116 (200)
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Nomine ed altri atti pontifici
lunedì 15 gennaio 2007
CONTRASTARE VIOLENZA CONTRO LA DONNA
CITTA' DEL VATICANO, 13 GEN. 2007 (VIS). In occasione della Riunione della Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione della donna, in programma il 27 febbraio prossimo a New York, l'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, la "Path to Peace Foundation" ed il Centro Vincenziano per la Chiesa e la Società della St. John's University di New York, hanno organizzato un incontro parallelo sul tema: "La dignità della donna nella società contemporanea: contrastare la violenza nei confronti della donna".
Un Comunicato reso pubblico oggi rende noto che l'incontro analizzerà il problema della violenza nei confronti della donna da un punto di vista sociale, economico e giuridico, nella prospettiva della dignità della persona umana; descriverà le forme più adeguate per contrastare la violenza perpetrata nei confronti della donna ed illustrerà l'approccio etico alla questione della violenza e della sua prevenzione; svilupperà un dibattito per lo scambio di esperienze nei diversi paesi, promuovendo un dialogo fra i conferenzieri e i partecipanti.
Nel corso dell'incontro, la cui moderatrice sarà la Professoressa Marilyn Martone, Ph.D., Professore Associato di Teologia della St. John's University, verranno esaminati i seguenti temi: "Violenza domestica"; "Sfruttamento sessuale delle donne e delle giovani: traffico, prostituzione ed armi di guerra"; "La violenza fondata sul genere: diritti umani internazionali e politiche di riunificazione della famiglia".
DELSS/VIOLENZA CONTRO DONNE/O.N.U. VIS 20070115 (220)
Un Comunicato reso pubblico oggi rende noto che l'incontro analizzerà il problema della violenza nei confronti della donna da un punto di vista sociale, economico e giuridico, nella prospettiva della dignità della persona umana; descriverà le forme più adeguate per contrastare la violenza perpetrata nei confronti della donna ed illustrerà l'approccio etico alla questione della violenza e della sua prevenzione; svilupperà un dibattito per lo scambio di esperienze nei diversi paesi, promuovendo un dialogo fra i conferenzieri e i partecipanti.
Nel corso dell'incontro, la cui moderatrice sarà la Professoressa Marilyn Martone, Ph.D., Professore Associato di Teologia della St. John's University, verranno esaminati i seguenti temi: "Violenza domestica"; "Sfruttamento sessuale delle donne e delle giovani: traffico, prostituzione ed armi di guerra"; "La violenza fondata sul genere: diritti umani internazionali e politiche di riunificazione della famiglia".
DELSS/VIOLENZA CONTRO DONNE/O.N.U. VIS 20070115 (220)
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SANTA FAMIGLIA DI NAZARET ICONA FAMIGLIA MIGRANTE
CITTA' DEL VATICANO, 14 GEN. 2007 (VIS). La Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, in particolare la famiglia migrante, è stato il tema delle meditazioni del Santo Padre Benedetto XVI che precedono la recita dell'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.
"Possiamo guardare alla santa Famiglia di Nazaret, icona di tutte le famiglie" - ha detto Benedetto XVI - "perché essa riflette l'immagine di Dio custodita nel cuore di ogni umana famiglia, anche quando è debilitata e talvolta sfigurata dalle prove della vita. Narra l'evangelista Matteo che, poco tempo dopo la nascita di Gesù, San Giuseppe fu costretto a partire per l'Egitto prendendo con sé il bambino e sua Madre, al fine di sfuggire alla persecuzione del re Erode. Nel dramma della Famiglia di Nazaret" - ha spiegato il Pontefice - "intravediamo la dolorosa condizione di tanti migranti, specialmente dei rifugiati, degli esuli, degli sfollati, dei profughi, dei perseguitati. Riconosciamo, in particolare, le difficoltà della famiglia migrante come tale: i disagi, le umiliazioni, le strettezze, le fragilità".
Successivamente il Papa ha ricordato che il fenomeno della mobilità umana "è molto ampio e diversificato" e che, secondo recenti stime delle Nazioni Unite, "i migranti per ragioni economiche sono oggi quasi 200 milioni, circa 9 milioni i rifugiati e circa 2 milioni gli studenti internazionali".
"A questo gran numero di fratelli e sorelle dobbiamo aggiungere gli sfollati interni e gli irregolari, tenendo conto che ad ognuno fa capo, in un modo o nell'altro, una famiglia. È importante, dunque, tutelare i migranti e le loro famiglie mediante l'ausilio di presìdi legislativi, giuridici e amministrativi specifici, ed anche attraverso una rete di servizi, di punti di ascolto e di strutture di assistenza sociale e pastorale".
Il Papa ha auspicato che "si giunga presto ad una gestione bilanciata dei flussi migratori e della mobilità umana in generale, così da portare benefici all'intera famiglia umana, cominciando con misure concrete che favoriscano l'emigrazione regolare e i ricongiungimenti familiari, con particolare attenzione per le donne e i minori".
"Soltanto il rispetto della dignità umana di tutti i migranti" - ha proseguito il Pontefice - "da un lato, e il riconoscimento da parte dei migranti stessi dei valori della società che li ospita, dall'altro, rendono possibile la giusta integrazione delle famiglie nei sistemi sociali, economici e politici dei Paesi d'accoglienza".
"Cari amici, la realtà delle migrazioni" - ha concluso il Pontefice - "non va mai vista soltanto come un problema, ma anche e soprattutto come una grande risorsa per il cammino dell'umanità. E una risorsa è in modo speciale la famiglia migrante, purché essa venga rispettata come tale, non debba subire lacerazioni irreparabili, ma possa rimanere unita o ricongiungersi, e compiere la sua missione di culla della vita e primo ambito di accoglienza e di educazione della persona umana".
ANG/FAMIGLIE MIGRANTI/... VIS 20070115 (480)
"Possiamo guardare alla santa Famiglia di Nazaret, icona di tutte le famiglie" - ha detto Benedetto XVI - "perché essa riflette l'immagine di Dio custodita nel cuore di ogni umana famiglia, anche quando è debilitata e talvolta sfigurata dalle prove della vita. Narra l'evangelista Matteo che, poco tempo dopo la nascita di Gesù, San Giuseppe fu costretto a partire per l'Egitto prendendo con sé il bambino e sua Madre, al fine di sfuggire alla persecuzione del re Erode. Nel dramma della Famiglia di Nazaret" - ha spiegato il Pontefice - "intravediamo la dolorosa condizione di tanti migranti, specialmente dei rifugiati, degli esuli, degli sfollati, dei profughi, dei perseguitati. Riconosciamo, in particolare, le difficoltà della famiglia migrante come tale: i disagi, le umiliazioni, le strettezze, le fragilità".
Successivamente il Papa ha ricordato che il fenomeno della mobilità umana "è molto ampio e diversificato" e che, secondo recenti stime delle Nazioni Unite, "i migranti per ragioni economiche sono oggi quasi 200 milioni, circa 9 milioni i rifugiati e circa 2 milioni gli studenti internazionali".
"A questo gran numero di fratelli e sorelle dobbiamo aggiungere gli sfollati interni e gli irregolari, tenendo conto che ad ognuno fa capo, in un modo o nell'altro, una famiglia. È importante, dunque, tutelare i migranti e le loro famiglie mediante l'ausilio di presìdi legislativi, giuridici e amministrativi specifici, ed anche attraverso una rete di servizi, di punti di ascolto e di strutture di assistenza sociale e pastorale".
Il Papa ha auspicato che "si giunga presto ad una gestione bilanciata dei flussi migratori e della mobilità umana in generale, così da portare benefici all'intera famiglia umana, cominciando con misure concrete che favoriscano l'emigrazione regolare e i ricongiungimenti familiari, con particolare attenzione per le donne e i minori".
"Soltanto il rispetto della dignità umana di tutti i migranti" - ha proseguito il Pontefice - "da un lato, e il riconoscimento da parte dei migranti stessi dei valori della società che li ospita, dall'altro, rendono possibile la giusta integrazione delle famiglie nei sistemi sociali, economici e politici dei Paesi d'accoglienza".
"Cari amici, la realtà delle migrazioni" - ha concluso il Pontefice - "non va mai vista soltanto come un problema, ma anche e soprattutto come una grande risorsa per il cammino dell'umanità. E una risorsa è in modo speciale la famiglia migrante, purché essa venga rispettata come tale, non debba subire lacerazioni irreparabili, ma possa rimanere unita o ricongiungersi, e compiere la sua missione di culla della vita e primo ambito di accoglienza e di educazione della persona umana".
ANG/FAMIGLIE MIGRANTI/... VIS 20070115 (480)
LETTERA DEI VESCOVI POLACCHI A TUTTI I FEDELI CHIESA POLONIA
CITTA' DEL VATICANO, 14 GEN. 2007 (VIS). I Cardinali e Vescovi della Polonia che hanno partecipato questa settimana alla sessione plenaria del Consiglio permanente ed i Vescovi diocesani della Conferenza Episcopale, hanno indirizzato una lettera a tutti i fedeli della Chiesa in Polonia, della quale è stata data lettura questa domenica in tutte le parrocchie.
"Negli ultimi giorni" - scrivono i Presuli - "abbiamo vissuto l'avvenimento drammatico, legato alla rinuncia alla carica dell'Arcivescovo Metropolita di Varsavia Stanis?aw Wielgus (...). Con dolore abbiamo seguito le accuse a lui indirizzate nelle settimane scorse, riguardanti il suo coinvolgimento nella collaborazione con i Servizi di Sicurezza e con lo spionaggio della PRL. (...) Siamo grati al Santo Padre Benedetto XVI per il suo aiuto paterno nell'evangelico misurarsi con la difficile situazione di fronte alla quale ci troviamo. Grazie alla sua decisione e al suo atteggiamento siamo meglio preparati a vivere in modo coraggioso e fruttuoso questo tempo insolito".
"Affermiamo con dolore che la mancata presa in considerazione delle norme universalmente accettate di presunta incolpevolezza ha creato intorno all'accusato Arcivescovo un'atmosfera di pressione che non lo ha aiutato a presentare all'opinione pubblica l'adeguata difesa, alla quale aveva diritto".
"Desideriamo" - si legge ancora nella Lettera - "che il Mercoledì delle Ceneri, 21 febbraio prossimo, sia un giorno di preghiera e penitenza per tutti i sacerdoti della Polonia. Che in tutte le chiese delle nostre diocesi si celebrino funzioni di preghiera alla Misericordia di Dio chiedendo perdono per gli errori e le debolezze nel trasmettere il Vangelo nella sua interezza".
"Chiediamo ai governanti e ai parlamentari di assicurare una utilizzazione dei materiali trovati negli archivi provenienti dai tempi della Repubblica Popolare di Polonia in modo da non ledere i diritti della persona umana, da non degradare la dignità dell'uomo e in modo da rendere possibile la verifica di tali materiali da parte di un tribunale indipendente. E non si può dimenticare che questi materiali accusano soprattutto i loro autori".
"Coscienti del richiamo di Cristo: 'Non giudicate affinché non siate giudicati' (Mt 7,1) preghiamo tutti di desistere dal dare giudizi superficiali e affrettati, perché possono essere offensivi. Pensiamo a tutti coloro che lavorano nei mezzi di comunicazione sociale. Che la coscienza cristiana e la sensibilità umana suggeriscano loro che cosa e come presentare all'opinione pubblica tenendo sempre presente la dignità della persona umana, il suo diritto alla difesa, anche dopo la morte".
La Lettera dei Vescovi polacchi si conclude con queste parole: "Crediamo che ciò che ora stiamo sperimentando porterà ad un rinnovamento della Chiesa, ad una maggior trasparenza e maturità dei suoi membri. Crediamo che aiuterà la Chiesa ad essere fedele al Vangelo, a cercare in esso le soluzioni ai nostri problemi e a rigenerarsi da esso per essere lievito di bene e di amore nel mondo".
.../WIELGUS/VESCOVI POLACCHI VIS 20070115 (460)
"Negli ultimi giorni" - scrivono i Presuli - "abbiamo vissuto l'avvenimento drammatico, legato alla rinuncia alla carica dell'Arcivescovo Metropolita di Varsavia Stanis?aw Wielgus (...). Con dolore abbiamo seguito le accuse a lui indirizzate nelle settimane scorse, riguardanti il suo coinvolgimento nella collaborazione con i Servizi di Sicurezza e con lo spionaggio della PRL. (...) Siamo grati al Santo Padre Benedetto XVI per il suo aiuto paterno nell'evangelico misurarsi con la difficile situazione di fronte alla quale ci troviamo. Grazie alla sua decisione e al suo atteggiamento siamo meglio preparati a vivere in modo coraggioso e fruttuoso questo tempo insolito".
"Affermiamo con dolore che la mancata presa in considerazione delle norme universalmente accettate di presunta incolpevolezza ha creato intorno all'accusato Arcivescovo un'atmosfera di pressione che non lo ha aiutato a presentare all'opinione pubblica l'adeguata difesa, alla quale aveva diritto".
"Desideriamo" - si legge ancora nella Lettera - "che il Mercoledì delle Ceneri, 21 febbraio prossimo, sia un giorno di preghiera e penitenza per tutti i sacerdoti della Polonia. Che in tutte le chiese delle nostre diocesi si celebrino funzioni di preghiera alla Misericordia di Dio chiedendo perdono per gli errori e le debolezze nel trasmettere il Vangelo nella sua interezza".
"Chiediamo ai governanti e ai parlamentari di assicurare una utilizzazione dei materiali trovati negli archivi provenienti dai tempi della Repubblica Popolare di Polonia in modo da non ledere i diritti della persona umana, da non degradare la dignità dell'uomo e in modo da rendere possibile la verifica di tali materiali da parte di un tribunale indipendente. E non si può dimenticare che questi materiali accusano soprattutto i loro autori".
"Coscienti del richiamo di Cristo: 'Non giudicate affinché non siate giudicati' (Mt 7,1) preghiamo tutti di desistere dal dare giudizi superficiali e affrettati, perché possono essere offensivi. Pensiamo a tutti coloro che lavorano nei mezzi di comunicazione sociale. Che la coscienza cristiana e la sensibilità umana suggeriscano loro che cosa e come presentare all'opinione pubblica tenendo sempre presente la dignità della persona umana, il suo diritto alla difesa, anche dopo la morte".
La Lettera dei Vescovi polacchi si conclude con queste parole: "Crediamo che ciò che ora stiamo sperimentando porterà ad un rinnovamento della Chiesa, ad una maggior trasparenza e maturità dei suoi membri. Crediamo che aiuterà la Chiesa ad essere fedele al Vangelo, a cercare in esso le soluzioni ai nostri problemi e a rigenerarsi da esso per essere lievito di bene e di amore nel mondo".
.../WIELGUS/VESCOVI POLACCHI VIS 20070115 (460)
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 15 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:
- Sei Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Campania), in Visita "ad Limina Apostolorum":
- L'Arcivescovo Beniamino Depalma, C.M., Vescovo di Nola.
- Il Vescovo Gennaro Pascarella, di Pozzuoli.
- L'Arcivescovo Felice Cece, di Sorrento-Castellammare di Stabia.
- Il Vescovo Arturo Aiello, di Teano-Calvi.
- Il Vescovo Antonio Napoletano, C.SS.R., di Sessa Aurunca.
- L'Arcivescovo Gerardo Pierro, di Salerno-Campagna-Acerno.
- Il Signor James T. Morris, Direttore Esecutivo del Programma Alimentare Mondiale, in visita di congedo.
Sabato 13 gennaio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:
- Sei Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Campania), in Visita "ad Limina Apostolorum":
- Il Vescovo Salvatore Giovanni Rinaldi, di Acerra.
- Il Vescovo Pietro Farina, di Alife-Caiazzo.
- L'Arcivescovo Mario Milano, Vescovo di Aversa.
- L'Arcivescovo Bruno Schettino, di Capua.
- Il Vescovo Raffaele Nogaro, di Caserta.
- Il Vescovo Filippo Strofaldi, di Ischia.
- Il Cardinale Jorge Mario Bergoglio, Arcivescovo di Buenos Aires (Argentina); Presidente della Conferenza Episcopale Argentina con i due Vice-Presidenti:
- L'Arcivescovo Luis Héctor Villalba, di Tucumán.
- Il Vescovo Agustín Roberto Radrizzani, di Lomas de Zamora; e con il Segretario Generale:
- Il Vescovo Sergio Alfredo Fenoy, di San Miguel.
- Il Signor Guillermo León Escobar-Herrán, Ambasciatore di Colombia, in visita di congedo.
- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
- L'Arcivescovo Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum".
AL:AP/.../... VIS 20070115 (250)
- Sei Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Campania), in Visita "ad Limina Apostolorum":
- L'Arcivescovo Beniamino Depalma, C.M., Vescovo di Nola.
- Il Vescovo Gennaro Pascarella, di Pozzuoli.
- L'Arcivescovo Felice Cece, di Sorrento-Castellammare di Stabia.
- Il Vescovo Arturo Aiello, di Teano-Calvi.
- Il Vescovo Antonio Napoletano, C.SS.R., di Sessa Aurunca.
- L'Arcivescovo Gerardo Pierro, di Salerno-Campagna-Acerno.
- Il Signor James T. Morris, Direttore Esecutivo del Programma Alimentare Mondiale, in visita di congedo.
Sabato 13 gennaio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:
- Sei Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Campania), in Visita "ad Limina Apostolorum":
- Il Vescovo Salvatore Giovanni Rinaldi, di Acerra.
- Il Vescovo Pietro Farina, di Alife-Caiazzo.
- L'Arcivescovo Mario Milano, Vescovo di Aversa.
- L'Arcivescovo Bruno Schettino, di Capua.
- Il Vescovo Raffaele Nogaro, di Caserta.
- Il Vescovo Filippo Strofaldi, di Ischia.
- Il Cardinale Jorge Mario Bergoglio, Arcivescovo di Buenos Aires (Argentina); Presidente della Conferenza Episcopale Argentina con i due Vice-Presidenti:
- L'Arcivescovo Luis Héctor Villalba, di Tucumán.
- Il Vescovo Agustín Roberto Radrizzani, di Lomas de Zamora; e con il Segretario Generale:
- Il Vescovo Sergio Alfredo Fenoy, di San Miguel.
- Il Signor Guillermo León Escobar-Herrán, Ambasciatore di Colombia, in visita di congedo.
- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
- L'Arcivescovo Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum".
AL:AP/.../... VIS 20070115 (250)
venerdì 12 gennaio 2007
APPREZZAMENTO SERVIZIO ISPETTORATO SICUREZZA VATICANO
CITTA' DEL VATICANO, 12 GEN. 2007 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI, nel ricevere, come di consueto all'inizio del nuovo anno, i Membri dell'Ispettorato Generale di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano, ha espresso apprezzamento e riconoscenza per il loro prezioso servizio.
"So bene" - ha detto il Papa nel suo discorso - "anche per esperienza diretta, quanto sia importante per i pellegrini e i turisti la vostra discreta presenza presso i luoghi che costituiscono il cuore di Roma cristiana. Ognuno di loro, che desidera visitare la Basilica di San Pietro e sosta entro l'imponente Colonnato del Bernini, incontra i vostri volti e non di rado si avvale delle vostre premure".
"Avete il compito di custodire e di sorvegliare luoghi che hanno un valore inestimabile per la memoria e la fede di milioni di pellegrini; luoghi che contengono grandi tesori di storia e di arte, ma dove soprattutto avviene, per imperscrutabile mistero, l'incontro vivo dei fedeli con il Signore Gesù. Il popolo di Dio, il pellegrino, ogni persona comprende, passando accanto a voi, di godere di una speciale rassicurante protezione".
"È questa, cari fratelli e sorelle, una riflessione che vale per ognuno di noi: siamo tutti chiamati ad essere custodi del nostro prossimo." - ha concluso il Pontefice - "Il Signore ci chiederà conto della responsabilità a noi affidata, del bene o del male che avremo compiuto nei confronti dei nostri fratelli: se li avremo accompagnati con attenzione nel cammino quotidiano, facendoci partecipi delle ansie e della gioia manifestate dal loro cuore; se ci saremo affiancati, in modo discreto ma costante, al loro viaggio e li avremo aiutati e sorretti quando la strada si faceva più impegnativa e faticosa".
AC/ISPETTORATO PUBBLICA SICUREZZA:VATICANO/... VIS 20070112 (290)
"So bene" - ha detto il Papa nel suo discorso - "anche per esperienza diretta, quanto sia importante per i pellegrini e i turisti la vostra discreta presenza presso i luoghi che costituiscono il cuore di Roma cristiana. Ognuno di loro, che desidera visitare la Basilica di San Pietro e sosta entro l'imponente Colonnato del Bernini, incontra i vostri volti e non di rado si avvale delle vostre premure".
"Avete il compito di custodire e di sorvegliare luoghi che hanno un valore inestimabile per la memoria e la fede di milioni di pellegrini; luoghi che contengono grandi tesori di storia e di arte, ma dove soprattutto avviene, per imperscrutabile mistero, l'incontro vivo dei fedeli con il Signore Gesù. Il popolo di Dio, il pellegrino, ogni persona comprende, passando accanto a voi, di godere di una speciale rassicurante protezione".
"È questa, cari fratelli e sorelle, una riflessione che vale per ognuno di noi: siamo tutti chiamati ad essere custodi del nostro prossimo." - ha concluso il Pontefice - "Il Signore ci chiederà conto della responsabilità a noi affidata, del bene o del male che avremo compiuto nei confronti dei nostri fratelli: se li avremo accompagnati con attenzione nel cammino quotidiano, facendoci partecipi delle ansie e della gioia manifestate dal loro cuore; se ci saremo affiancati, in modo discreto ma costante, al loro viaggio e li avremo aiutati e sorretti quando la strada si faceva più impegnativa e faticosa".
AC/ISPETTORATO PUBBLICA SICUREZZA:VATICANO/... VIS 20070112 (290)
BRASILE SEDE V CONFERENZA EPISCOPATO LATINOAMERICANO
CITTA' DEL VATICANO, 12 GEN. 2007 (VIS). Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, il Reverendo David Gutiérrez Gutiérrez, Direttore dell'Ufficio Stampa del CELAM (Consiglio Episcopale Latinoamericano) ha illustrato ai giornalisti la prossima Quinta Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi che si terrà in Aparecida (Brasile) dal 13 al 31 maggio 2007.
La V Conferenza, che sarà inaugurata, il 13 maggio prossimo, dal Santo Padre Benedetto XVI, ha per tema: "Discepoli e missionari di Gesù Cristo perché i nostri popoli in Lui abbiano la vita" ("Io Sono la via, la verità, la vita", Gv. 14,6). Il Papa presiederà una Messa solenne, concelebrata da una rappresentanza di tutti i Vescovi dell'America Latina e pronuncerà un discorso nella sessione di apertura.
Attualmente un gruppo di esperti sta selezionando i temi di riflessione proposti dalle diverse Conferenza Episcopali e sta approntando una sintesi per la fine di febbraio, quando verrà pubblicato un documento di base.
Alla Conferenza parteciperanno i Presidenti delle 22 Conferenza Episcopali del CELAM ed una rappresentanza di Presuli di ciascuna Conferenza Episcopale, in totale 176, numero comprendente anche Vescovi provenienti da Canada, Stati Uniti, Spagna e Portogallo. Interverranno anche 24 sacerdoti, 23 religiosi e religiose e 17 laici e laiche, e 6 Rappresentanti Ecumenici.
Il Reverendo Gutiérrez ha sottolineato che la novità della presente Conferenza rispetto alle precedenti tenutesi nel 1955, 1968, 1979 e 1992, è che alla pubblicazione di un documento conclusivo il giorno di chiusura dei lavori, seguirà l'inizio di una "grande missione continentale".
Il Reverendo Gutiérrez ha infine reso noto che in principio era stata scelta la città di Quito (Ecuador) come sede della Conferenza Generale, ma l'altitudine elevata della città, (5.000 metri), ha fatto temere per la salute dei partecipanti più anziani. Benedetto XVI ha espresso il desiderio che la Conferenza si svolgesse nei pressi di un santuario mariano, per cui la scelta è caduta sulla città di Aparecida, dove ogni anno si recano in visita al Santuario, che può accogliere al suo interno 35.000 fedeli, più di 8 milioni di persone .
OP/CONFERENZA EPISCOPATO SUDAMERICA/BRASILE VIS 20070112 (340)
La V Conferenza, che sarà inaugurata, il 13 maggio prossimo, dal Santo Padre Benedetto XVI, ha per tema: "Discepoli e missionari di Gesù Cristo perché i nostri popoli in Lui abbiano la vita" ("Io Sono la via, la verità, la vita", Gv. 14,6). Il Papa presiederà una Messa solenne, concelebrata da una rappresentanza di tutti i Vescovi dell'America Latina e pronuncerà un discorso nella sessione di apertura.
Attualmente un gruppo di esperti sta selezionando i temi di riflessione proposti dalle diverse Conferenza Episcopali e sta approntando una sintesi per la fine di febbraio, quando verrà pubblicato un documento di base.
Alla Conferenza parteciperanno i Presidenti delle 22 Conferenza Episcopali del CELAM ed una rappresentanza di Presuli di ciascuna Conferenza Episcopale, in totale 176, numero comprendente anche Vescovi provenienti da Canada, Stati Uniti, Spagna e Portogallo. Interverranno anche 24 sacerdoti, 23 religiosi e religiose e 17 laici e laiche, e 6 Rappresentanti Ecumenici.
Il Reverendo Gutiérrez ha sottolineato che la novità della presente Conferenza rispetto alle precedenti tenutesi nel 1955, 1968, 1979 e 1992, è che alla pubblicazione di un documento conclusivo il giorno di chiusura dei lavori, seguirà l'inizio di una "grande missione continentale".
Il Reverendo Gutiérrez ha infine reso noto che in principio era stata scelta la città di Quito (Ecuador) come sede della Conferenza Generale, ma l'altitudine elevata della città, (5.000 metri), ha fatto temere per la salute dei partecipanti più anziani. Benedetto XVI ha espresso il desiderio che la Conferenza si svolgesse nei pressi di un santuario mariano, per cui la scelta è caduta sulla città di Aparecida, dove ogni anno si recano in visita al Santuario, che può accogliere al suo interno 35.000 fedeli, più di 8 milioni di persone .
OP/CONFERENZA EPISCOPATO SUDAMERICA/BRASILE VIS 20070112 (340)
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 12 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:
- Sette Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Campania), in Visita "ad Limina Apostolorum":
- Il Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo di Napoli con l'Ausiliare Vescovo Filippo Iannone, O.Carm.
- L'Arcivescovo Andrea Mugione, di Benevento.
- Il Vescovo Giovanni d'Alise, di Ariano Irpino-Lacedonia.
- Il Vescovo Francesco Marino, di Avellino.
- Il Vescovo Michele De Rosa, di Cerreto Sannita-Telese-Sant'Agata dei Goti.
- L'Arcivescovo Francesco Alfano, di Sant'Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia.
Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/.../... VIS 20070112 (110)
- Sette Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Campania), in Visita "ad Limina Apostolorum":
- Il Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo di Napoli con l'Ausiliare Vescovo Filippo Iannone, O.Carm.
- L'Arcivescovo Andrea Mugione, di Benevento.
- Il Vescovo Giovanni d'Alise, di Ariano Irpino-Lacedonia.
- Il Vescovo Francesco Marino, di Avellino.
- Il Vescovo Michele De Rosa, di Cerreto Sannita-Telese-Sant'Agata dei Goti.
- L'Arcivescovo Francesco Alfano, di Sant'Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia.
Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/.../... VIS 20070112 (110)
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 12 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Orlando Antonio Corrales García, finora Vescovo di Palmira (Colombia), Arcivescovo Metropolita di Santa Fede de Antioquia (superficie: 11.803; popolazione: 255.183; cattolici: 230.000; sacerdoti: 93: religiosi: 135; diaconi permanenti: 3), Colombia. L'Arcivescovo eletto è nato a Abejorral (Colombia), nel 1947, è stato ordinato sacerdote nel 1971 ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 1998. Succede all'Arcivescovo Ignacio Gómez Aristizabal, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../CORRALES GARCÍA:GOMEZ ARISTIZABAL VIS 20070112 (100)
NER:RE/.../CORRALES GARCÍA:GOMEZ ARISTIZABAL VIS 20070112 (100)
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Nomine ed altri atti pontifici
giovedì 11 gennaio 2007
NECESSARIA POLITICA DELLA FAMIGLIA E PER LA FAMIGLIA
CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2007 (VIS). Questa mattina, come di consueto all'inizio dell'anno, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto il Presidente della Regione Lazio, Onorevole Piero Marrazzo, il Sindaco di Roma, Onorevole Walter Veltroni e il Presidente della Provincia di Roma, Onorevole Enrico Gasbarra, accompagnati dagli Amministratori della Regione Lazio, della Provincia di Roma e del Comune di Roma, per il tradizionale scambio di auguri di inizio d'anno.
"Non posso non rallegrarmi" - ha detto il Pontefice - "della collaborazione da molto tempo in atto tra gli organismi ecclesiali e le vostre Amministrazioni, allo scopo di alleviare e soccorrere le molte forme di povertà, economica ma anche umana e relazionale, che affliggono un notevole numero di persone e di famiglie, specialmente tra gli immigrati".
Riferendosi al campo della tutela della salute, Benedetto XVI ha sottolineato che "la Chiesa e le organizzazioni cattoliche sono liete di offrire la loro collaborazione, alla luce dei grandi principi della sacralità della vita umana, dal concepimento fino al suo termine naturale, e della centralità della persona del malato. Confido nella vostra disponibilità a favorire una tale collaborazione, che va sicuramente a vantaggio dell'intera popolazione".
"Oggi il matrimonio e la famiglia" - ha proseguito il Pontefice - "hanno bisogno di essere meglio compresi nel loro intrinseco valore e nelle loro autentiche motivazioni, e a tal fine è grande e deve crescere ulteriormente l'impegno pastorale della Chiesa. Ma è ugualmente necessaria una politica della famiglia e per la famiglia, che chiama in causa, su un duplice versante, anche le responsabilità che vi sono proprie. Si tratta cioè di incrementare le iniziative che possono rendere meno difficile e gravosa per le giovani coppie la formazione di una famiglia, e poi la generazione e l'educazione dei figli, favorendo l'occupazione giovanile, contenendo per quanto possibile il costo degli alloggi, aumentando il numero delle scuole materne e degli asili nido".
"Appaiono invece" - ha ribadito il Papa - "pericolosi e controproducenti quei progetti che puntano ad attribuire ad altre forme di unione impropri riconoscimenti giuridici, finendo inevitabilmente per indebolire e destabilizzare la famiglia legittima fondata sul matrimonio".
Sottolineando che "l'educazione delle nuove generazioni costituisce la priorità pastorale" della Diocesi di Roma, il Papa ha espresso la sua gratitudine per il sostegno già offerto dalle Amministrazioni della Regione, della Provincia e del Comune, "ad alcune forme di impegno educativo della Chiesa, tra cui in particolare gli oratori" ed ha auspicato "che anche in questo ambito possa ulteriormente svilupparsi una proficua collaborazione, nel rispetto dell'indole e dei compiti propri di ciascuno dei soggetti interessati".
AC/.../REGIONE:PROVINCIA ROMA VIS 20070111 (430)
"Non posso non rallegrarmi" - ha detto il Pontefice - "della collaborazione da molto tempo in atto tra gli organismi ecclesiali e le vostre Amministrazioni, allo scopo di alleviare e soccorrere le molte forme di povertà, economica ma anche umana e relazionale, che affliggono un notevole numero di persone e di famiglie, specialmente tra gli immigrati".
Riferendosi al campo della tutela della salute, Benedetto XVI ha sottolineato che "la Chiesa e le organizzazioni cattoliche sono liete di offrire la loro collaborazione, alla luce dei grandi principi della sacralità della vita umana, dal concepimento fino al suo termine naturale, e della centralità della persona del malato. Confido nella vostra disponibilità a favorire una tale collaborazione, che va sicuramente a vantaggio dell'intera popolazione".
"Oggi il matrimonio e la famiglia" - ha proseguito il Pontefice - "hanno bisogno di essere meglio compresi nel loro intrinseco valore e nelle loro autentiche motivazioni, e a tal fine è grande e deve crescere ulteriormente l'impegno pastorale della Chiesa. Ma è ugualmente necessaria una politica della famiglia e per la famiglia, che chiama in causa, su un duplice versante, anche le responsabilità che vi sono proprie. Si tratta cioè di incrementare le iniziative che possono rendere meno difficile e gravosa per le giovani coppie la formazione di una famiglia, e poi la generazione e l'educazione dei figli, favorendo l'occupazione giovanile, contenendo per quanto possibile il costo degli alloggi, aumentando il numero delle scuole materne e degli asili nido".
"Appaiono invece" - ha ribadito il Papa - "pericolosi e controproducenti quei progetti che puntano ad attribuire ad altre forme di unione impropri riconoscimenti giuridici, finendo inevitabilmente per indebolire e destabilizzare la famiglia legittima fondata sul matrimonio".
Sottolineando che "l'educazione delle nuove generazioni costituisce la priorità pastorale" della Diocesi di Roma, il Papa ha espresso la sua gratitudine per il sostegno già offerto dalle Amministrazioni della Regione, della Provincia e del Comune, "ad alcune forme di impegno educativo della Chiesa, tra cui in particolare gli oratori" ed ha auspicato "che anche in questo ambito possa ulteriormente svilupparsi una proficua collaborazione, nel rispetto dell'indole e dei compiti propri di ciascuno dei soggetti interessati".
AC/.../REGIONE:PROVINCIA ROMA VIS 20070111 (430)
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Famiglia
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:
- L'Onorevole Piero Marrazzo, Presidente della Regione Lazio.
- L'Onorevole Walter Veltroni, Sindaco di Roma.
- L'Onorevole Enrico Gasbarra, Presidente della Provincia di Roma.
- Il Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica (dei Seminari e degli Istituti di Studi).
- Il Signor Ahamad Abdulkareem Al-Ibrahim, Ambasciatore del Kuwait, in visita di congedo.
Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva in udienze separate:
- Il Cardinale Sergio Sebastiani, Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede.
- Il Cardinale Antonio María Rouco Varela, Arcivescovo di Madrid (Spagna).
AP/.../... VIS 20070111 (120)
- L'Onorevole Piero Marrazzo, Presidente della Regione Lazio.
- L'Onorevole Walter Veltroni, Sindaco di Roma.
- L'Onorevole Enrico Gasbarra, Presidente della Provincia di Roma.
- Il Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica (dei Seminari e degli Istituti di Studi).
- Il Signor Ahamad Abdulkareem Al-Ibrahim, Ambasciatore del Kuwait, in visita di congedo.
Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva in udienze separate:
- Il Cardinale Sergio Sebastiani, Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede.
- Il Cardinale Antonio María Rouco Varela, Arcivescovo di Madrid (Spagna).
AP/.../... VIS 20070111 (120)
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:
- Il Reverendo Kurian Valiakandathil, Vescovo di Bhagalpur (superficie: 40.000; popolazione: 8.247.236; cattolici: 76.940; sacerdoti: 94; religiosi: 306), India. Il Vescovo eletto, finora Parroco a Leela (India), è nato nel 1952 a Elanjy (India), ed stato ordinato sacerdote nel 1977.
- L'Arcivescovo Giuseppe Bertello, finora Nunzio Apostolico in Messico, Nunzio Apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino.
NER:NN/.../VALIAKANDATHIL:BERTELLO VIS 20070111 (80)
- Il Reverendo Kurian Valiakandathil, Vescovo di Bhagalpur (superficie: 40.000; popolazione: 8.247.236; cattolici: 76.940; sacerdoti: 94; religiosi: 306), India. Il Vescovo eletto, finora Parroco a Leela (India), è nato nel 1952 a Elanjy (India), ed stato ordinato sacerdote nel 1977.
- L'Arcivescovo Giuseppe Bertello, finora Nunzio Apostolico in Messico, Nunzio Apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino.
NER:NN/.../VALIAKANDATHIL:BERTELLO VIS 20070111 (80)
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mercoledì 10 gennaio 2007
STEFANO: IMPEGNO CARITATIVO ED ANNUNCIO EVANGELICO
CITTA' DEL VATICANO, 10 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato a Santo Stefano il Protomartire la catechesi dell'Udienza Generale di questa mattina, svoltasi nell'Aula Paolo VI con la partecipazione di 7.000 persone.
"Santo Stefano" - ha detto il Papa - "è il più rappresentativo di un gruppo di sette compagni" che espletarono l'incarico dell'assistenza ed un servizio sociale caritativo a favore delle necessità della comunità cristiana. "Alcuni di loro erano originari della terra d'Israele ed erano detti 'ebrei', mentre altri di fede ebraica verterotestamentaria provenivano dalla diaspora di lingua greca ed erano detti 'ellenisti'".
"La tradizione vede in questo gruppo il germe del futuro ministero dei 'diaconi'", ai quali, dopo aver pregato, gli Apostoli imposero le mani. "Il gesto dell'imposizione delle mani può avere vari significati. Nell'Antico Testamento il gesto ha soprattutto il significato di trasmettere un incarico importante, come fece Mosè con Giosuè (cfr Nm 27,18-23), designando così il suo successore".
"Che si trattasse di un'azione importante, da compiere dopo discernimento" - ha rilevato il Papa - "si desume da quanto si legge nella Prima Lettera a Timoteo: 'Non aver fretta di imporre le mani ad alcuno, per non farti complice dei peccati altrui' (5,22)".
"La cosa più importante da notare" - ha sottolineato il Pontefice - "è che, oltre ai servizi caritativi, Stefano svolge pure un compito di evangelizzazione nei confronti dei connazionali, dei cosiddetti 'ellenisti'. Luca infatti insiste sul fatto che egli, 'pieno di grazia e di fortezza' (At 6,8), presenta nel nome di Gesù una nuova interpretazione di Mosè e della stessa Legge di Dio, rilegge l'Antico Testamento nella luce dell'annuncio della morte e della risurrezione di Gesù. Questa rilettura dell'Antico Testamento, rilettura cristologica, provoca le reazioni dei Giudei che percepiscono le sue parole come una bestemmia (cfr At 6,11-14)".
Stefano "dimostra che il mistero della Croce sta al centro della storia della salvezza raccontata nell'Antico Testamento, mostra che realmente Gesù, il crocifisso e il risorto, è il punto di arrivo di tutta questa storia. E dimostra quindi anche che il culto del tempio è finito e che Gesù, il risorto, è il nuovo e vero 'tempio'. Proprio questo 'no' al tempio e al suo culto provoca la condanna di Santo Stefano, il quale, in questo momento - ci dice San Luca - fissando gli occhi al cielo vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla sua destra". La lapidazione, ha proseguito il Pontefice, "costituì l'occasione concreta che spinse il gruppo dei cristiani giudeo-ellenisti a fuggire da Gerusalemme e a disperdersi. Cacciati da Gerusalemme, essi si trasformarono in missionari itineranti (...) La persecuzione e la conseguente dispersione diventano missione".
Il Santo Padre ha spiegato ancora che la storia di Santo Stefano "ci insegna che non bisogna mai disgiungere l'impegno sociale della carità dall'annuncio coraggioso della fede". Il primo martire "con la carità, annuncia Cristo crocifisso, fino al punto di accettare anche il martirio".
"La Croce rimane sempre centrale nella vita della Chiesa e anche nella nostra vita personale" - ha detto ancora Benedetto XVI - "Nella storia della Chiesa non mancherà mai la passione, la persecuzione. E proprio la persecuzione diventa, secondo la celebre frase di Tertulliano, fonte di missione per i nuovi cristiani. Cito le sue parole: 'Noi ci moltiplichiamo ogni volta che da voi siamo mietuti: è un seme il sangue dei cristiani' (Apologetico 50,13: Plures efficimur quoties metimur a vobis: semen est sanguis christianorum)".
"Ma anche nella nostra vita la croce, che non mancherà mai, diventa benedizione" - ha concluso il Pontefice - "E accettando la croce, sapendo che essa diventa ed è benedizione, impariamo la gioia del cristiano anche nei momenti di difficoltà. Il valore della testimonianza è insostituibile, poiché ad essa conduce il Vangelo e di essa si nutre la Chiesa. Santo Stefano ci insegni a fare tesoro di queste lezioni, ci insegni ad amare la Croce, perché essa è la strada sulla quale Cristo arriva sempre di nuovo in mezzo a noi".
AG/STEFANO/... VIS 20070110 (670)
"Santo Stefano" - ha detto il Papa - "è il più rappresentativo di un gruppo di sette compagni" che espletarono l'incarico dell'assistenza ed un servizio sociale caritativo a favore delle necessità della comunità cristiana. "Alcuni di loro erano originari della terra d'Israele ed erano detti 'ebrei', mentre altri di fede ebraica verterotestamentaria provenivano dalla diaspora di lingua greca ed erano detti 'ellenisti'".
"La tradizione vede in questo gruppo il germe del futuro ministero dei 'diaconi'", ai quali, dopo aver pregato, gli Apostoli imposero le mani. "Il gesto dell'imposizione delle mani può avere vari significati. Nell'Antico Testamento il gesto ha soprattutto il significato di trasmettere un incarico importante, come fece Mosè con Giosuè (cfr Nm 27,18-23), designando così il suo successore".
"Che si trattasse di un'azione importante, da compiere dopo discernimento" - ha rilevato il Papa - "si desume da quanto si legge nella Prima Lettera a Timoteo: 'Non aver fretta di imporre le mani ad alcuno, per non farti complice dei peccati altrui' (5,22)".
"La cosa più importante da notare" - ha sottolineato il Pontefice - "è che, oltre ai servizi caritativi, Stefano svolge pure un compito di evangelizzazione nei confronti dei connazionali, dei cosiddetti 'ellenisti'. Luca infatti insiste sul fatto che egli, 'pieno di grazia e di fortezza' (At 6,8), presenta nel nome di Gesù una nuova interpretazione di Mosè e della stessa Legge di Dio, rilegge l'Antico Testamento nella luce dell'annuncio della morte e della risurrezione di Gesù. Questa rilettura dell'Antico Testamento, rilettura cristologica, provoca le reazioni dei Giudei che percepiscono le sue parole come una bestemmia (cfr At 6,11-14)".
Stefano "dimostra che il mistero della Croce sta al centro della storia della salvezza raccontata nell'Antico Testamento, mostra che realmente Gesù, il crocifisso e il risorto, è il punto di arrivo di tutta questa storia. E dimostra quindi anche che il culto del tempio è finito e che Gesù, il risorto, è il nuovo e vero 'tempio'. Proprio questo 'no' al tempio e al suo culto provoca la condanna di Santo Stefano, il quale, in questo momento - ci dice San Luca - fissando gli occhi al cielo vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla sua destra". La lapidazione, ha proseguito il Pontefice, "costituì l'occasione concreta che spinse il gruppo dei cristiani giudeo-ellenisti a fuggire da Gerusalemme e a disperdersi. Cacciati da Gerusalemme, essi si trasformarono in missionari itineranti (...) La persecuzione e la conseguente dispersione diventano missione".
Il Santo Padre ha spiegato ancora che la storia di Santo Stefano "ci insegna che non bisogna mai disgiungere l'impegno sociale della carità dall'annuncio coraggioso della fede". Il primo martire "con la carità, annuncia Cristo crocifisso, fino al punto di accettare anche il martirio".
"La Croce rimane sempre centrale nella vita della Chiesa e anche nella nostra vita personale" - ha detto ancora Benedetto XVI - "Nella storia della Chiesa non mancherà mai la passione, la persecuzione. E proprio la persecuzione diventa, secondo la celebre frase di Tertulliano, fonte di missione per i nuovi cristiani. Cito le sue parole: 'Noi ci moltiplichiamo ogni volta che da voi siamo mietuti: è un seme il sangue dei cristiani' (Apologetico 50,13: Plures efficimur quoties metimur a vobis: semen est sanguis christianorum)".
"Ma anche nella nostra vita la croce, che non mancherà mai, diventa benedizione" - ha concluso il Pontefice - "E accettando la croce, sapendo che essa diventa ed è benedizione, impariamo la gioia del cristiano anche nei momenti di difficoltà. Il valore della testimonianza è insostituibile, poiché ad essa conduce il Vangelo e di essa si nutre la Chiesa. Santo Stefano ci insegni a fare tesoro di queste lezioni, ci insegni ad amare la Croce, perché essa è la strada sulla quale Cristo arriva sempre di nuovo in mezzo a noi".
AG/STEFANO/... VIS 20070110 (670)
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Udienza generale
martedì 9 gennaio 2007
CONFERENZA CELAM INAUGURATA DAL SANTO PADRE
CITTA' DEL VATICANO, 9 GEN. 2007 (VIS). Alle 11:30 di venerdì 12 gennaio, presso la Sala Stampa della Santa Sede, il Padre David Gutiérrez Gutiérrez, Direttore dell'Ufficio Stampa del CELAM (Consiglio Episcopale Latinoamericano), informerà i giornalisti sulla prossima V Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi, in programma ad Aparecida (Brasile), dal 13 al 31 maggio 2007, che sarà inaugurata dal Santo Padre Benedetto XVI.
OP/CONFERENZA EPISCOPATO/BRASILE VIS 20070109 (80)
OP/CONFERENZA EPISCOPATO/BRASILE VIS 20070109 (80)
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 9 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto ieri sera in udienza il Cardinale Joachim Meisner, Arcivescovo di Köln (Germania).
AP/.../... VIS 20070109 (30)
AP/.../... VIS 20070109 (30)
lunedì 8 gennaio 2007
NUOVO POPOLO DI DIO BASATO SOLO SULLA FEDE COMUNE IN GESÙ
CITTA' DEL VATICANO, 6 GEN. 2007 (VIS). La Solennità dell'Epifania del Signore è stato il tema centrale delle brevi meditazioni del Santo Padre Benedetto XVI prima della recita dell'Angelus con i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.
Il Papa ha ricordato che San Matteo dà grande risalto nel suo Vangelo a tale avvenimento, così importante perché in esso cominciò "a realizzarsi l'adesione dei popoli pagani alla fede in Cristo (...). Se dunque Maria, Giuseppe e i pastori di Betlemme rappresentano il popolo d'Israele che ha accolto il Signore, i Magi sono invece le primizie delle genti, chiamate anch'esse a far parte della Chiesa, nuovo popolo di Dio, basato non più sulla omogeneità etnica, linguistica o culturale, ma solo sulla fede comune in Gesù, Figlio di Dio".
"L'Epifania di Cristo, perciò" - ha detto ancora il Santo Padre - "è nello stesso tempo epifania della Chiesa, cioè manifestazione della sua vocazione e missione universale. In questo contesto sono lieto di indirizzare il mio cordiale saluto agli amati fratelli e sorelle delle Chiese Orientali che, seguendo il Calendario Giuliano, celebreranno domani il Santo Natale: con affetto auguro loro abbondanza di pace e di cristiana prosperità. Mi piace poi ricordare che, in occasione dell'Epifania, si celebra la Giornata Mondiale dell'Infanzia Missionaria. È la festa dei bambini cristiani che vivono con gioia il dono della fede e pregano perché la luce di Gesù arrivi a tutti i fanciulli del mondo".
ANG/EPIFANIA:GIORNATA MONDIALE INFANZIA/... VIS 20070108 (250)
Il Papa ha ricordato che San Matteo dà grande risalto nel suo Vangelo a tale avvenimento, così importante perché in esso cominciò "a realizzarsi l'adesione dei popoli pagani alla fede in Cristo (...). Se dunque Maria, Giuseppe e i pastori di Betlemme rappresentano il popolo d'Israele che ha accolto il Signore, i Magi sono invece le primizie delle genti, chiamate anch'esse a far parte della Chiesa, nuovo popolo di Dio, basato non più sulla omogeneità etnica, linguistica o culturale, ma solo sulla fede comune in Gesù, Figlio di Dio".
"L'Epifania di Cristo, perciò" - ha detto ancora il Santo Padre - "è nello stesso tempo epifania della Chiesa, cioè manifestazione della sua vocazione e missione universale. In questo contesto sono lieto di indirizzare il mio cordiale saluto agli amati fratelli e sorelle delle Chiese Orientali che, seguendo il Calendario Giuliano, celebreranno domani il Santo Natale: con affetto auguro loro abbondanza di pace e di cristiana prosperità. Mi piace poi ricordare che, in occasione dell'Epifania, si celebra la Giornata Mondiale dell'Infanzia Missionaria. È la festa dei bambini cristiani che vivono con gioia il dono della fede e pregano perché la luce di Gesù arrivi a tutti i fanciulli del mondo".
ANG/EPIFANIA:GIORNATA MONDIALE INFANZIA/... VIS 20070108 (250)
NUOVO POPOLO DI DIO BASATO SOLO SULLA FEDE COMUNE IN GESÙ
CITTA' DEL VATICANO, 6 GEN. 2007 (VIS). La Solennità dell'Epifania del Signore è stato il tema centrale delle brevi meditazioni del Santo Padre Benedetto XVI prima della recita dell'Angelus con i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.
Il Papa ha ricordato che San Matteo dà grande risalto nel suo Vangelo a tale avvenimento, così importante perché in esso cominciò "a realizzarsi l'adesione dei popoli pagani alla fede in Cristo (...). Se dunque Maria, Giuseppe e i pastori di Betlemme rappresentano il popolo d'Israele che ha accolto il Signore, i Magi sono invece le primizie delle genti, chiamate anch'esse a far parte della Chiesa, nuovo popolo di Dio, basato non più sulla omogeneità etnica, linguistica o culturale, ma solo sulla fede comune in Gesù, Figlio di Dio".
"L'Epifania di Cristo, perciò" - ha detto ancora il Santo Padre - "è nello stesso tempo epifania della Chiesa, cioè manifestazione della sua vocazione e missione universale. In questo contesto sono lieto di indirizzare il mio cordiale saluto agli amati fratelli e sorelle delle Chiese Orientali che, seguendo il Calendario Giuliano, celebreranno domani il Santo Natale: con affetto auguro loro abbondanza di pace e di cristiana prosperità. Mi piace poi ricordare che, in occasione dell'Epifania, si celebra la Giornata Mondiale dell'Infanzia Missionaria. È la festa dei bambini cristiani che vivono con gioia il dono della fede e pregano perché la luce di Gesù arrivi a tutti i fanciulli del mondo".
ANG/EPIFANIA:GIORNATA MONDIALE INFANZIA/... VIS 20070108 (250)
Il Papa ha ricordato che San Matteo dà grande risalto nel suo Vangelo a tale avvenimento, così importante perché in esso cominciò "a realizzarsi l'adesione dei popoli pagani alla fede in Cristo (...). Se dunque Maria, Giuseppe e i pastori di Betlemme rappresentano il popolo d'Israele che ha accolto il Signore, i Magi sono invece le primizie delle genti, chiamate anch'esse a far parte della Chiesa, nuovo popolo di Dio, basato non più sulla omogeneità etnica, linguistica o culturale, ma solo sulla fede comune in Gesù, Figlio di Dio".
"L'Epifania di Cristo, perciò" - ha detto ancora il Santo Padre - "è nello stesso tempo epifania della Chiesa, cioè manifestazione della sua vocazione e missione universale. In questo contesto sono lieto di indirizzare il mio cordiale saluto agli amati fratelli e sorelle delle Chiese Orientali che, seguendo il Calendario Giuliano, celebreranno domani il Santo Natale: con affetto auguro loro abbondanza di pace e di cristiana prosperità. Mi piace poi ricordare che, in occasione dell'Epifania, si celebra la Giornata Mondiale dell'Infanzia Missionaria. È la festa dei bambini cristiani che vivono con gioia il dono della fede e pregano perché la luce di Gesù arrivi a tutti i fanciulli del mondo".
ANG/EPIFANIA:GIORNATA MONDIALE INFANZIA/... VIS 20070108 (250)
IN OGNI BAMBINO CHE NASCE RICONOSCIAMO VITA È DONO DI DIO
CITTA' DEL VATICANO, 7 GEN. 2007 (VIS). Nella Festa del Battesimo del Signore, che chiude il tempo di Natale, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, nella Cappella Sistina, la Santa Messa nel corso della quale ha amministrato il Sacramento del Battesimo a 13 bambini provenienti da diversi paesi.
"Ogni bambino che nasce" - ha detto il Santo Padre nell'omelia - "ci reca il sorriso di Dio e ci invita a riconoscere che la vita è dono suo, dono da accogliere con amore e da custodire con cura, sempre e in ogni momento".
"Ogni figlio che nasce, Dio lo affida ai suoi genitori: quanto è importante allora la famiglia fondata sul matrimonio, culla della vita e dell'amore!".
Sottolineando che il Battesimo "è adozione e assunzione nella famiglia di Dio, nella comunione con la Santissima Trinità, nella comunione col Padre, col Figlio e con lo Spirito Santo", il Santo Padre ha affermato che i bambini "rinascono come figli di Dio. Da figli di genitori umani, diventano anche figli di Dio nel Figlio del Dio vivente".
"Nel Battesimo" - ha proseguito il Pontefice - "siamo adottati dal Padre celeste, ma in questa famiglia che Egli si costituisce c'è anche una madre, la madre Chiesa".
"L'uomo non può avere Dio come Padre, dicevano già gli antichi scrittori cristiani, se non ha anche la Chiesa come madre" - ha sottolineato il Papa - "Vediamo così nuovamente come il cristianesimo non sia una realtà solo spirituale, individuale, una semplice decisione soggettiva che io prendo, ma sia qualcosa di reale, di concreto, potremmo dire qualcosa anche di materiale. La famiglia di Dio si costruisce nella realtà concreta della Chiesa".
Papa Benedetto XVI ha esortato i papà e le mamme, i padrini e le madrine dei bambini con queste parole: "Vegliate sempre su questi vostri piccoli, perché crescendo apprendano a conoscere Dio, ad amarlo con tutte le forze e a servirlo fedelmente. Siate per loro i primi educatori nella fede, offrendo insieme con gli insegnamenti anche gli esempi di una coerente vita cristiana. Insegnate loro a pregare e a sentirsi membri attivi della concreta famiglia di Dio, della comunità ecclesiale".
"Un aiuto importante potrà offrirvi lo studio attento del 'Catechismo della Chiesa Cattolica' o del 'Compendio' di tale Catechismo. Esso contiene gli elementi essenziali della nostra fede e potrà essere strumento quanto mai utile e immediato per crescere voi stessi nella conoscenza della fede cattolica e per poterla trasmettere integralmente e fedelmente ai vostri figli. Soprattutto, non dimenticate che è la vostra testimonianza, è il vostro esempio a incidere maggiormente sulla maturazione umana e spirituale della libertà dei vostri bambini".
HML/BATTESIMI/... VIS 20070108 (450)
"Ogni bambino che nasce" - ha detto il Santo Padre nell'omelia - "ci reca il sorriso di Dio e ci invita a riconoscere che la vita è dono suo, dono da accogliere con amore e da custodire con cura, sempre e in ogni momento".
"Ogni figlio che nasce, Dio lo affida ai suoi genitori: quanto è importante allora la famiglia fondata sul matrimonio, culla della vita e dell'amore!".
Sottolineando che il Battesimo "è adozione e assunzione nella famiglia di Dio, nella comunione con la Santissima Trinità, nella comunione col Padre, col Figlio e con lo Spirito Santo", il Santo Padre ha affermato che i bambini "rinascono come figli di Dio. Da figli di genitori umani, diventano anche figli di Dio nel Figlio del Dio vivente".
"Nel Battesimo" - ha proseguito il Pontefice - "siamo adottati dal Padre celeste, ma in questa famiglia che Egli si costituisce c'è anche una madre, la madre Chiesa".
"L'uomo non può avere Dio come Padre, dicevano già gli antichi scrittori cristiani, se non ha anche la Chiesa come madre" - ha sottolineato il Papa - "Vediamo così nuovamente come il cristianesimo non sia una realtà solo spirituale, individuale, una semplice decisione soggettiva che io prendo, ma sia qualcosa di reale, di concreto, potremmo dire qualcosa anche di materiale. La famiglia di Dio si costruisce nella realtà concreta della Chiesa".
Papa Benedetto XVI ha esortato i papà e le mamme, i padrini e le madrine dei bambini con queste parole: "Vegliate sempre su questi vostri piccoli, perché crescendo apprendano a conoscere Dio, ad amarlo con tutte le forze e a servirlo fedelmente. Siate per loro i primi educatori nella fede, offrendo insieme con gli insegnamenti anche gli esempi di una coerente vita cristiana. Insegnate loro a pregare e a sentirsi membri attivi della concreta famiglia di Dio, della comunità ecclesiale".
"Un aiuto importante potrà offrirvi lo studio attento del 'Catechismo della Chiesa Cattolica' o del 'Compendio' di tale Catechismo. Esso contiene gli elementi essenziali della nostra fede e potrà essere strumento quanto mai utile e immediato per crescere voi stessi nella conoscenza della fede cattolica e per poterla trasmettere integralmente e fedelmente ai vostri figli. Soprattutto, non dimenticate che è la vostra testimonianza, è il vostro esempio a incidere maggiormente sulla maturazione umana e spirituale della libertà dei vostri bambini".
HML/BATTESIMI/... VIS 20070108 (450)
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Sacramenti
BENEDETTO XVI ACCETTA DIMISSIONI ARCIVESCOVO WIELGUS
CITTA' DEL VATICANO, 7 GEN. 2007 (VIS). In una Nota diffusa questa mattina, la Nunziatura Apostolica in Polonia rende noto che: "Sua Eccellenza Monsignor Stanislaw Wielgus, Arcivescovo Metropolita di Varsavia, nel giorno in cui era previsto l'ingresso nella basilica cattedrale, per dare inizio al suo ministero pastorale nella Chiesa di Varsavia, ha rassegnato a Sua Santità Benedetto XVI le dimissioni dall'ufficio canonico a norma del can. 401, paragrafo 2 del Codice di Diritto Canonico".
Nella Nota, firmata dell'Arcivescovo Józef Kowalczyk, Nunzio Apostolico in Polonia, si legge ancora che: "Il Santo Padre ha accettato le dimissioni dell'Arcivescovo Stanis?aw Wielgus ed ha nominato Sua Eminenza il Cardinale Józef Glemp, Primate di Polonia, Amministratore Apostolico dell'Archidiocesi di Varsavia fino a nuovo provvedimento".
Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato, domenica 7 gennaio, la dichiarazione che segue:
"Il comportamento di Monsignor Wielgus negli anni passati del regime comunista in Polonia ha compromesso gravemente la sua autorevolezza, anche presso i fedeli. Perciò, nonostante la sua umile e commovente richiesta di perdono, la rinuncia alla sede di Varsavia e la sua pronta accettazione da parte del Santo Padre è apparsa come una soluzione adeguata per far fronte alla situazione di disorientamento venutasi a creare in quella Nazione".
"È un momento di grande sofferenza per una Chiesa a cui tutti dobbiamo moltissimo e che amiamo, che ci ha dato pastori della grandezza del Cardinale Wyszynski e soprattutto del Papa Giovanni Paolo II. La Chiesa universale deve sentirsi solidale spiritualmente con la Chiesa che è in Polonia ed accompagnarla con la preghiera e l'incoraggiamento perché possa ritrovare presto la serenità".
"Allo stesso tempo, è bene osservare che il caso di Monsignor Wielgus non è il primo e probabilmente non sarà l'ultimo caso di attacco a personalità della Chiesa in base alla documentazione dei servizi del passato regime. Si tratta di un materiale sterminato e, nel cercare di valutarne il valore e di trarne conclusioni attendibili, non bisogna dimenticare che è stato prodotto da funzionari di un regime oppressivo e ricattatorio".
"A tanti anni di distanza dalla fine del regime comunista, venuta a mancare la grande e inattaccabile figura di Papa Giovanni Paolo II, l'attuale ondata di attacchi alla Chiesa cattolica in Polonia, più che di una sincera ricerca di trasparenza e di verità, ha molti aspetti di una stra na alleanza fra i persecutori di un tempo ed altri suoi avversari e di una vendetta da parte di chi, nel passato, l'aveva perseguitata ed è stato sconfitto dalla fede e dalla voglia di libertà del popolo polacco".
"'La verità vi farà liberi' dice Cristo. La Chiesa non ha paura della verità e, per essere fedeli al loro Signore, i suoi membri devono saper riconoscere le proprie colpe. Auguriamo alla Chiesa in Polonia di saper vivere e superare con coraggio e lucidità questo periodo difficile, affinché possa continuare a dare il suo prezioso e straordinario contributo di fede e di slancio evangelico alla Chiesa europea ed universale".
OP/DIMISSIONI/WIELGUS VIS 20070108 (500)
Nella Nota, firmata dell'Arcivescovo Józef Kowalczyk, Nunzio Apostolico in Polonia, si legge ancora che: "Il Santo Padre ha accettato le dimissioni dell'Arcivescovo Stanis?aw Wielgus ed ha nominato Sua Eminenza il Cardinale Józef Glemp, Primate di Polonia, Amministratore Apostolico dell'Archidiocesi di Varsavia fino a nuovo provvedimento".
Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato, domenica 7 gennaio, la dichiarazione che segue:
"Il comportamento di Monsignor Wielgus negli anni passati del regime comunista in Polonia ha compromesso gravemente la sua autorevolezza, anche presso i fedeli. Perciò, nonostante la sua umile e commovente richiesta di perdono, la rinuncia alla sede di Varsavia e la sua pronta accettazione da parte del Santo Padre è apparsa come una soluzione adeguata per far fronte alla situazione di disorientamento venutasi a creare in quella Nazione".
"È un momento di grande sofferenza per una Chiesa a cui tutti dobbiamo moltissimo e che amiamo, che ci ha dato pastori della grandezza del Cardinale Wyszynski e soprattutto del Papa Giovanni Paolo II. La Chiesa universale deve sentirsi solidale spiritualmente con la Chiesa che è in Polonia ed accompagnarla con la preghiera e l'incoraggiamento perché possa ritrovare presto la serenità".
"Allo stesso tempo, è bene osservare che il caso di Monsignor Wielgus non è il primo e probabilmente non sarà l'ultimo caso di attacco a personalità della Chiesa in base alla documentazione dei servizi del passato regime. Si tratta di un materiale sterminato e, nel cercare di valutarne il valore e di trarne conclusioni attendibili, non bisogna dimenticare che è stato prodotto da funzionari di un regime oppressivo e ricattatorio".
"A tanti anni di distanza dalla fine del regime comunista, venuta a mancare la grande e inattaccabile figura di Papa Giovanni Paolo II, l'attuale ondata di attacchi alla Chiesa cattolica in Polonia, più che di una sincera ricerca di trasparenza e di verità, ha molti aspetti di una stra na alleanza fra i persecutori di un tempo ed altri suoi avversari e di una vendetta da parte di chi, nel passato, l'aveva perseguitata ed è stato sconfitto dalla fede e dalla voglia di libertà del popolo polacco".
"'La verità vi farà liberi' dice Cristo. La Chiesa non ha paura della verità e, per essere fedeli al loro Signore, i suoi membri devono saper riconoscere le proprie colpe. Auguriamo alla Chiesa in Polonia di saper vivere e superare con coraggio e lucidità questo periodo difficile, affinché possa continuare a dare il suo prezioso e straordinario contributo di fede e di slancio evangelico alla Chiesa europea ed universale".
OP/DIMISSIONI/WIELGUS VIS 20070108 (500)
ASCOLTO GESÙ IMPEGNO CHE SCATURISCE DAL BATTESIMO
CITTA' DEL VATICANO, 7 GEN. 2007 (VIS). Conclusa la Santa Messa con l'amministrazione del Battesimo ad un gruppo di tredici bambini nella Cappella Sistina, il Santo Padre si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli e i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.
"Si celebra oggi la festa del Battesimo del Signore che chiude il tempo del Natale" - ha detto il Papa precisando che il racconto del Battesimo di Gesù al Giordano "è ricordato e posto in evidenza, sia pure in grado diverso, da tutti gli Evangelisti. Faceva parte infatti della predicazione apostolica, giacché costituiva il punto di partenza dell'intero arco dei fatti e delle parole di cui gli Apostoli dovevano rendere testimonianza".
"La comunità apostolica" - ha spiegato Benedetto XVI - "lo riteneva molto importante, non solo perché in quella circostanza, per la prima volta nella storia, c'era stata la manifestazione del mistero trinitario in maniera chiara e completa, ma anche perché da quell'evento aveva avuto inizio il ministero pubblico di Gesù sulle strade della Palestina. Il Battesimo di Gesù al Giordano è anticipazione del suo battesimo di sangue sulla Croce, ed è simbolo anche dell'intera attività sacramentale con cui il Redentore attuerà la salvezza dell'umanità".
Ricordando che questa festa "è la più antica dopo la Pasqua", il Papa ha sottolineato che "C'è una stretta correlazione tra il Battesimo di Cristo ed il nostro Battesimo. Al Giordano si aprirono i cieli ad indicare che il Salvatore ci ha dischiuso la via della salvezza e noi possiamo percorrerla grazie proprio alla nuova nascita 'da acqua e da Spirito' che si realizza nel Battesimo. In esso noi siamo inseriti nel Corpo mistico di Cristo, che è la Chiesa, moriamo e risorgiamo con Lui, ci rivestiamo di Lui, come a più riprese sottolinea l'apostolo Paolo. L'impegno che scaturisce dal Battesimo è pertanto quello di 'ascoltare' Gesù: credere cioè in Lui e seguirlo docilmente facendo la sua volontà, la volontà di Dio".
ANG/BATTESIMO CRISTO/... VIS 20070108 (340)
"Si celebra oggi la festa del Battesimo del Signore che chiude il tempo del Natale" - ha detto il Papa precisando che il racconto del Battesimo di Gesù al Giordano "è ricordato e posto in evidenza, sia pure in grado diverso, da tutti gli Evangelisti. Faceva parte infatti della predicazione apostolica, giacché costituiva il punto di partenza dell'intero arco dei fatti e delle parole di cui gli Apostoli dovevano rendere testimonianza".
"La comunità apostolica" - ha spiegato Benedetto XVI - "lo riteneva molto importante, non solo perché in quella circostanza, per la prima volta nella storia, c'era stata la manifestazione del mistero trinitario in maniera chiara e completa, ma anche perché da quell'evento aveva avuto inizio il ministero pubblico di Gesù sulle strade della Palestina. Il Battesimo di Gesù al Giordano è anticipazione del suo battesimo di sangue sulla Croce, ed è simbolo anche dell'intera attività sacramentale con cui il Redentore attuerà la salvezza dell'umanità".
Ricordando che questa festa "è la più antica dopo la Pasqua", il Papa ha sottolineato che "C'è una stretta correlazione tra il Battesimo di Cristo ed il nostro Battesimo. Al Giordano si aprirono i cieli ad indicare che il Salvatore ci ha dischiuso la via della salvezza e noi possiamo percorrerla grazie proprio alla nuova nascita 'da acqua e da Spirito' che si realizza nel Battesimo. In esso noi siamo inseriti nel Corpo mistico di Cristo, che è la Chiesa, moriamo e risorgiamo con Lui, ci rivestiamo di Lui, come a più riprese sottolinea l'apostolo Paolo. L'impegno che scaturisce dal Battesimo è pertanto quello di 'ascoltare' Gesù: credere cioè in Lui e seguirlo docilmente facendo la sua volontà, la volontà di Dio".
ANG/BATTESIMO CRISTO/... VIS 20070108 (340)
LAVORIAMO INSIEME COSTRUZIONE UMANESIMO INTEGRALE
CITTA' DEL VATICANO, 8 GEN. 2007 (VIS). Questa mattina, nella Sala Regia del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza i Membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede ed ha pronunciato il suo discorso annuale contenente l'analisi degli avvenimenti più importanti dell'anno appena conclusosi, dopo aver ascoltato l'indirizzo augurale formulato dal Decano del Corpo Diplomatico, Sua Eccellenza il Professor Giovanni Galassi, Ambasciatore della Repubblica di San Marino presso la Santa Sede. La Santa Sede intrattiene attualmente relazioni diplomatiche con 175 Paesi ai quali occorre aggiungere le Comunità Europee e il Sovrano Militare Ordine di Malta e due Missioni a carattere speciale: la Federazione Russa e l'Ufficio di Rappresentanza dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina.
"All'inizio dell'anno" - ha detto il Papa all'inizio del suo discorso - "siamo invitati a dare uno sguardo alla situazione internazionale per esaminare le sfide che siamo chiamati ad affrontare insieme. (...) Lo scandalo della fame, che tende ad aggravarsi, è inaccettabile in un mondo che dispone dei beni, delle conoscenze e dei mezzi per porvi fine. Esso ci spinge a cambiare i nostri modi di vita, ci richiama l'urgenza di eliminare le cause strutturali delle disfunzioni dell'economia mondiale e di correggere i modelli di crescita che sembrano incapaci di garantire il rispetto dell'ambiente e uno sviluppo umano integrale per oggi e soprattutto per domani".
"Invito di nuovo i Responsabili della Nazioni più ricche a prendere i provvedimenti necessari affinché i paesi poveri, spesso pieni di ricchezze naturali, possano beneficiare dei frutti dei beni che appartengono loro in modo proprio. Da questo punto di vista, il ritardo nella messa in opera degli impegni presi dalla comunità internazionale nel corso di tutti gli ultimi anni è fonte di preoccupazione. È necessario augurarsi la ripresa dei negoziati commerciali del 'Doha Development Round' dell'Organizzazione Mondiale del Commercio, come il proseguimento e l'accelerazione del processo di cancellazione e di riduzione del debito dei paesi più poveri, senza che questo sia condizionato a misure di aggiustamento strutturale, nefaste per le popolazioni più vulnerabili".
"Nell'ambito del disarmo, ugualmente, si moltiplicano sintomi di una crisi progressiva, legata alle difficoltà di negoziati sulle armi convenzionali così come sulle armi di distruzione di massa e, d'altra parte, all'aumento delle spese militari su scala mondiale. Le questioni di sicurezza, aggravate dal terrorismo, che bisogna condannare fermamente, devono essere trattate in un approccio globale e lungimirante".
"Per quanto concerne le crisi umanitarie, occorre notare che le Organizzazioni che le affrontano hanno bisogno di un più forte sostegno, affinché siano in grado di fornire alle vittime protezione e assistenza. Un'altra questione che acquista sempre più rilievo è quella del movimento di persone: milioni di uomini e di donne sono costretti a lasciare le loro case e la loro patria a causa delle violenze oppure per ricercare condizioni di vita più dignitose. È illusorio pensare che i fenomeni migratori potranno essere bloccati o controllati semplicemente attraverso la forza. Le migrazioni e i problemi che esse creano devono essere affrontati con umanità, giustizia e compassione".
"Come non preoccuparsi dei continui attentati portati alla vita, dal concepimento fino alla morte naturale? Non risparmiano tali attentati anche quelle regioni dove la cultura del rispetto della vita è tradizionale, come in Africa, dove si tenta di banalizzare surrettiziamente l'aborto attraverso il Protocollo di Maputo (...). Allo stesso modo si sviluppano minacce contro la struttura naturale della famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, e tentativi di relativizzarla conferendole lo stesso statuto di forme di unione radicalmente diverse".
"Altre forme di aggressione alla vita sono talvolta commesse sotto l'apparenza della ricerca scientifica. Si fa largo la convinzione che la ricerca non abbia altre leggi all'infuori di quelle che vuole darsi e che non abbia alcun limite alle proprie possibilità. È il caso, per esempio, dei tentativi di legittimare la clonazione umana per ipotetici fini terapeutici".
"Questo quadro preoccupante non impedisce però di percepire gli elementi positivi che caratterizzano la nostra epoca. Vorrei citare in primo luogo la presa di coscienza crescente dell'importanza del dialogo tra le culture e tra le religioni".
"Si deve anche notare lo sviluppo della presa di coscienza della comunità internazionale nei confronti delle enormi sfide del nostro tempo, così come gli sforzi perché si traduca in atti concreti. In seno all'Organizzazione delle Nazioni Unite, è stato creato l'anno scorso il Consiglio dei Diritti dell'Uomo: occorre sperare che esso impernierà la sua attività verso la difesa e la promozione dei diritti fondamentali della persona, in particolare il diritto alla vita e alla libertà religiosa".
"Nel quadro dello sviluppo, sono state lanciate diverse iniziative, alle quali la Santa Sede non ha mancato di portare il suo sostegno, richiamando in pari tempo che questi progetti non devono sopprimere l'impegno dei paesi sviluppati a destinare lo 0,7% del loro prodotto interno lordo all'aiuto internazionale. Un altro elemento importante nello sforzo comune per l'eliminazione della miseria richiede non solamente un'assistenza, della quale non si può non desiderare l'espansione, ma anche la presa di coscienza dell'importanza della lotta alla corruzione e la promozione del buon governo. Occorre anche incoraggiare e proseguire gli sforzi al fine di assicurare l'applicazione del diritto umanitario alle persone ed ai popoli per una protezione più efficace delle popolazioni civili".
"Considerando la situazione politica nei diversi continenti, troviamo ancora motivi di preoccupazione e di speranza. Constatiamo in primo luogo che la pace è spesso fragile e anche derisa. Non possiamo dimenticare il Continente Africano. il dramma del Darfour prosegue e si estende alle regioni di confine del Ciad e della Repubblica Centroafricana. La comunità internazionale sembra impotente da ormai quattro anni, malgrado le iniziative destinate ad alleviare le popolazioni provate e a dare una soluzione politica. È solamente attraverso una collaborazione attiva tra le Nazioni Unite, l'Unione Africana, i Governi interessati e altri protagonisti che questi mezzi potranno divenire efficaci".
"La situazione nel Corno d'Africa si è recentemente aggravata con la ripresa delle ostilità e l'internazionalizzazione del conflitto. (...) In Uganda, occorre auspicare il progresso dei negoziati tra le parti, in vista della fine di un conflitto crudele che vede persino l'arruolamento di numerosi bambini costretti a farsi soldati".
"La regione dei Grandi Laghi è stata insanguinata da anni da guerre senza pietà. È con interesse e speranza che occorre accogliere i recenti sviluppi positivi, in particolare la conclusione della fase di transizione politica nel Burundi e più recentemente nella Repubblica Democratica del Congo. (...) Mi auguro che in Rwanda il lungo processo di riconciliazione nazionale dopo il genocidio trovi il suo sbocco nella giustizia, ma anche nella verità e nel perdono. (...) Infine, vorrei menzionare la Costa d'Avorio, esortando le parti in causa a creare un clima di fiducia reciproca che possa condurre al disarmo e alla pacificazione, come pure l'Africa Australe: in questi paesi milioni di persone sono ridotte ad una situazione di grande vulnerabilità, che esige l'attenzione e l'appoggio della comunità internazionale".
"Segnali positivi per l'Africa vengono anche dalla volontà espressa dalla comunità internazionale di mantenere questo continente al centro della sua attenzione, e anche dal rafforzamento delle istituzioni continentali e regionali, che testimoniano l'intenzione dei paesi coinvolti di diventare sempre più responsabili del loro proprio destino".
"Il Viaggio Apostolico che effettuerò nel prossimo mese di maggio in Brasile mi dà l'occasione di volgere il mio sguardo verso questo grande paese, che mi attende con gioia, e verso tutta l'America Latina e i Caraibi. Il miglioramento di alcuni indici economici, l'impegno nella lotta contro il traffico di droga e contro la corruzione, i diversi processi di integrazione, gli sforzi per migliorare l'accesso all'educazione, per combattere la disoccupazione e per ridurre le disuguaglianze nella distribuzione dei redditi, costituiscono degli indizi da rilevare con soddisfazione. Se queste evoluzioni dovessero consolidarsi, potrebbero contribuire in maniera determinante a vincere la povertà che affligge vasti settori della popolazione e ad accrescere la stabilità istituzionale".
"Parlando delle elezioni che si sono svolte l'anno scorso in molti paesi, occorre sottolineare che la democrazia è chiamata a considerare le aspirazioni dell'insieme dei cittadini, a promuovere lo sviluppo nel rispetto di tutte le componenti della società, secondo i principi della solidarietà, della sussidiarietà e della giustizia. Bisogna però mettere in guardia contro il rischio che l'esercizio della democrazia si trasformi nella dittatura del relativismo, proponendo modelli antropologici incompatibili con la natura e la dignità dell'uomo".
"La mia attenzione si volge in modo particolare verso alcuni paesi, segnatamente la Colombia, dove il lungo conflitto interno ha provocato una crisi umanitaria, soprattutto per ciò che concerne i profughi. Si devono fare tutti gli sforzi per pacificare il Paese, per restituire alle famiglie i loro parenti che sono stati rapiti, per ridare sicurezza e una vita normale a milioni di persone. (...) Il nostro sguardo si rivolge anche verso Cuba. Auspicando che ciascuno dei suoi abitanti possa realizzare le sue aspirazioni legittime nell'impegno per il bene comune, permettetemi di ripetere l'appello del mio venerato Predecessore: 'Che Cuba si apra al mondo e il mondo a Cuba'. L'apertura reciproca con gli altri paesi non potrà che essere a beneficio di tutti. Non lontano da lì, il popolo haitiano vive sempre in una grande povertà e nella violenza. Formulo voti affinché l'interesse della comunità internazionale, manifestato tra l'altro dalle conferenze dei donatori che si sono tenute nel 2006, conduca al consolidamento delle istituzioni e permetta al popolo di diventare artefice del proprio sviluppo, in un clima di riconciliazione e di concordia".
"L'Asia presenta prima di tutto paesi che sono caratterizzati da una popolazione molto numerosa e da un grande sviluppo economico. Penso alla Cina e all'India, paesi in piena espansione, auspicando che la loro crescente presenza sulla scena internazionale determini dei benefici per le stesse popolazioni e per le altre nazioni. Così pure formulo voti augurali al Viet-Nâm, rammentando la sua recente adesione all'Organizzazione Mondiale del Commercio. Il mio pensiero si volge ora alle comunità cristiane. Nella maggior parte dei paesi dell'Asia si tratta spesso di comunità piccole ma vivaci, che desiderano legittimamente poter vivere e agire in un clima di libertà religiosa. È al tempo stesso un diritto naturale e una condizione che permetterà loro di contribuire al progresso materiale e spirituale della società, e di essere elemento di coesione e di concordia".
"A Timor Est, la Chiesa cattolica intende continuare ad offrire il suo contributo in particolare nei settori dell'educazione, della sanità e della riconciliazione nazionale. La crisi politica attraversata da questo giovane Stato, come del resto, anche da altri paesi della regione, mette in evidenza una certa fragilità dei processi di democratizzazione. Pericolosi focolai di tensione covano nella penisola della Corea. L'obiettivo della riconciliazione del popolo coreano e della de-nuclearizzazione della Penisola, che avranno degli effetti benefici in tutta la regione, devono essere perseguiti nel quadro dei negoziati. Occorre evitare gesti che possano compromettere le trattative, senza tuttavia condizionare ai risultati gli aiuti umanitari destinati agli strati più vulnerabili della popolazione".
"In Afghanistan, nel corso degli ultimi mesi, occorre ahimé deplorare un aumento notevole della violenza e degli attacchi terroristici, che rendono difficile il cammino verso l'uscita dalla crisi e che pesano gravemente sulla popolazione locale. In Sri Lanka il fallimento dei negoziati di Ginevra tra il Governo e il Movimento Tamil ha prodotto una intensificazione del conflitto, che provoca immense sofferenze tra la popolazione civile. Solo la via del dialogo potrà assicurare un futuro migliore e più sicuro per tutti".
"Anche il Medio Oriente è fonte di grandi inquietudini. (...) Rinnovo il mio pressante appello a tutte le parti in causa nel complesso scacchiere politico della regione, con la speranza che si consolidino i segni positivi tra Israeliani e Palestinesi registrati nel corso delle ultime settimane. La Santa Sede non smetterà di ripetere che le soluzioni militari non conducono a nulla, come si è potuto vedere in Libano l'estate scorsa. Il futuro di questo paese passa necessariamente attraverso l'unità di tutte le sue componenti e attraverso le relazioni fraterne tra i diversi gruppi religiosi e sociali. (...); in modo particolare, i Libanesi hanno diritto a vedere rispettata l'integrità e la sovranità del loro paese; gli Israeliani hanno il diritto di vivere in pace nel loro Stato, i Palestinesi hanno il diritto ad una patria libera e sovrana. Se ciascuno dei popoli della regione vede le sue aspettative prese in considerazione e si sente meno minacciato, la fiducia reciproca si rafforzerà".
"Questa stessa fiducia si svilupperà se un paese come l'Iran, specialmente per quanto concerne il suo programma nucleare, accettasse una risposta soddisfacente alle preoccupazioni legittime della comunità internazionale. Dei passi compiuti in questo senso avranno senza alcun dubbio un effetto positivo per la stabilizzazione di tutta la regione, e dell'Iraq in particolare, mettendo fine alla spaventosa violenza che insanguina questo paese, e offrendo la possibilità di rilanciare la sua ricostruzione e la riconciliazione tra tutti i suoi abitanti".
"Più vicino a noi, in Europa, nuovi paesi, la Bulgaria e la Romania, paesi di lunga tradizione cristiana, hanno fatto il loro ingresso nell'Unione europea. Nel momento in cui ci si appresta a celebrare il cinquantesimo anniversario dei Trattati di Roma, una riflessione si impone sul Trattato costituzionale. Mi auguro che i valori fondamentali che sono alla base della dignità umana siano pienamente protetti, in particolare la libertà religiosa in tutte le sue dimensioni e i diritti istituzionali delle Chiese. (...) Il cinquantesimo anniversario dell'insurrezione di Budapest, festeggiato nell'ottobre scorso, ci ha ricordato gli avvenimenti drammatici del ventesimo secolo che spingono tutti gli Europei a costruire un futuro libero da ogni oppressione e condizionamento ideologico, a tessere legami di amicizia e di fraternità, e a manifestare sollecitudine e solidarietà verso i più poveri e i più piccoli: allo stesso modo, è importante purificare le tensioni del passato, promuovendo la riconciliazione a tutti i livelli, perché essa sola permette di costruire il futuro e di aprirsi alla speranza. Faccio appello anche a tutti coloro che, nel continente europeo, sono tentati dal terrorismo, a cessare ogni attività di questo tipo, perché tali comportamenti, che fanno prevalere la violenza e che provocano paura presso le popolazioni, costituiscono una strada senza uscita. Penso anche ai diversi 'conflitti congelati', auspicando che possano trovare rapidamente una soluzione definitiva, e alle tensioni ricorrenti, legati ai nostri giorni soprattutto alle risorse energetiche".
"Mi auguro che la regione dei Balcani giunga alla stabilità che tutti sperano, in particolare grazie all'integrazione delle nazioni che la compongono nelle strutture continentali e al sostegno della comunità internazionale. L'allacciamento di relazioni diplomatiche con la Repubblica del Montenegro, appena entrata pacificamente nel concerto delle Nazioni, e l'Accordo di Base firmato con la Bosnia Erzegovina, costituiscono delle prove dell'attenzione costante della Santa Sede per la regione dei Balcani. Mentre si avvicina il momento in cui sarà definitivo lo statuto del Kosovo, la Santa Sede domanda a tutti coloro che sono coinvolti uno sforzo di saggezza lungimirante, di flessibilità e di moderazione affinché sia trovata una soluzione rispettosa dei diritti e della attese legittime di tutti".
"Le situazioni che ho voluto evocare" - ha concluso il Santo Padre - "costituiscono una sfida che ci riguarda tutti; si tratta di una sfida che consiste nel promuovere e consolidare tutto ciò che c'è di positivo nel mondo e a superare, con buona volontà, saggezza e tenacia, tutto ciò che ferisce, degrada e uccide l'uomo. Solo rispettando la persona umana è possibile promuovere la pace, e solo costruendo la pace si pongono le basi per un autentico umanesimo integrale. (...) Nel suo impegno al servizio dell'uomo e alla costruzione della pace, la Chiesa si pone al fianco di tutte le persone di buona volontà offrendo una collaborazione disinteressata. Che insieme, ciascuno al suo posto e con i suoi propri talenti, sappiamo lavorare alla costruzione di un umanesimo integrale che solo può assicurare un mondo pacifico, giusto e solidale".
AC/NUOVO ANNO/CORPO DIPLOMATICO VIS 20070108 (2620)
"All'inizio dell'anno" - ha detto il Papa all'inizio del suo discorso - "siamo invitati a dare uno sguardo alla situazione internazionale per esaminare le sfide che siamo chiamati ad affrontare insieme. (...) Lo scandalo della fame, che tende ad aggravarsi, è inaccettabile in un mondo che dispone dei beni, delle conoscenze e dei mezzi per porvi fine. Esso ci spinge a cambiare i nostri modi di vita, ci richiama l'urgenza di eliminare le cause strutturali delle disfunzioni dell'economia mondiale e di correggere i modelli di crescita che sembrano incapaci di garantire il rispetto dell'ambiente e uno sviluppo umano integrale per oggi e soprattutto per domani".
"Invito di nuovo i Responsabili della Nazioni più ricche a prendere i provvedimenti necessari affinché i paesi poveri, spesso pieni di ricchezze naturali, possano beneficiare dei frutti dei beni che appartengono loro in modo proprio. Da questo punto di vista, il ritardo nella messa in opera degli impegni presi dalla comunità internazionale nel corso di tutti gli ultimi anni è fonte di preoccupazione. È necessario augurarsi la ripresa dei negoziati commerciali del 'Doha Development Round' dell'Organizzazione Mondiale del Commercio, come il proseguimento e l'accelerazione del processo di cancellazione e di riduzione del debito dei paesi più poveri, senza che questo sia condizionato a misure di aggiustamento strutturale, nefaste per le popolazioni più vulnerabili".
"Nell'ambito del disarmo, ugualmente, si moltiplicano sintomi di una crisi progressiva, legata alle difficoltà di negoziati sulle armi convenzionali così come sulle armi di distruzione di massa e, d'altra parte, all'aumento delle spese militari su scala mondiale. Le questioni di sicurezza, aggravate dal terrorismo, che bisogna condannare fermamente, devono essere trattate in un approccio globale e lungimirante".
"Per quanto concerne le crisi umanitarie, occorre notare che le Organizzazioni che le affrontano hanno bisogno di un più forte sostegno, affinché siano in grado di fornire alle vittime protezione e assistenza. Un'altra questione che acquista sempre più rilievo è quella del movimento di persone: milioni di uomini e di donne sono costretti a lasciare le loro case e la loro patria a causa delle violenze oppure per ricercare condizioni di vita più dignitose. È illusorio pensare che i fenomeni migratori potranno essere bloccati o controllati semplicemente attraverso la forza. Le migrazioni e i problemi che esse creano devono essere affrontati con umanità, giustizia e compassione".
"Come non preoccuparsi dei continui attentati portati alla vita, dal concepimento fino alla morte naturale? Non risparmiano tali attentati anche quelle regioni dove la cultura del rispetto della vita è tradizionale, come in Africa, dove si tenta di banalizzare surrettiziamente l'aborto attraverso il Protocollo di Maputo (...). Allo stesso modo si sviluppano minacce contro la struttura naturale della famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, e tentativi di relativizzarla conferendole lo stesso statuto di forme di unione radicalmente diverse".
"Altre forme di aggressione alla vita sono talvolta commesse sotto l'apparenza della ricerca scientifica. Si fa largo la convinzione che la ricerca non abbia altre leggi all'infuori di quelle che vuole darsi e che non abbia alcun limite alle proprie possibilità. È il caso, per esempio, dei tentativi di legittimare la clonazione umana per ipotetici fini terapeutici".
"Questo quadro preoccupante non impedisce però di percepire gli elementi positivi che caratterizzano la nostra epoca. Vorrei citare in primo luogo la presa di coscienza crescente dell'importanza del dialogo tra le culture e tra le religioni".
"Si deve anche notare lo sviluppo della presa di coscienza della comunità internazionale nei confronti delle enormi sfide del nostro tempo, così come gli sforzi perché si traduca in atti concreti. In seno all'Organizzazione delle Nazioni Unite, è stato creato l'anno scorso il Consiglio dei Diritti dell'Uomo: occorre sperare che esso impernierà la sua attività verso la difesa e la promozione dei diritti fondamentali della persona, in particolare il diritto alla vita e alla libertà religiosa".
"Nel quadro dello sviluppo, sono state lanciate diverse iniziative, alle quali la Santa Sede non ha mancato di portare il suo sostegno, richiamando in pari tempo che questi progetti non devono sopprimere l'impegno dei paesi sviluppati a destinare lo 0,7% del loro prodotto interno lordo all'aiuto internazionale. Un altro elemento importante nello sforzo comune per l'eliminazione della miseria richiede non solamente un'assistenza, della quale non si può non desiderare l'espansione, ma anche la presa di coscienza dell'importanza della lotta alla corruzione e la promozione del buon governo. Occorre anche incoraggiare e proseguire gli sforzi al fine di assicurare l'applicazione del diritto umanitario alle persone ed ai popoli per una protezione più efficace delle popolazioni civili".
"Considerando la situazione politica nei diversi continenti, troviamo ancora motivi di preoccupazione e di speranza. Constatiamo in primo luogo che la pace è spesso fragile e anche derisa. Non possiamo dimenticare il Continente Africano. il dramma del Darfour prosegue e si estende alle regioni di confine del Ciad e della Repubblica Centroafricana. La comunità internazionale sembra impotente da ormai quattro anni, malgrado le iniziative destinate ad alleviare le popolazioni provate e a dare una soluzione politica. È solamente attraverso una collaborazione attiva tra le Nazioni Unite, l'Unione Africana, i Governi interessati e altri protagonisti che questi mezzi potranno divenire efficaci".
"La situazione nel Corno d'Africa si è recentemente aggravata con la ripresa delle ostilità e l'internazionalizzazione del conflitto. (...) In Uganda, occorre auspicare il progresso dei negoziati tra le parti, in vista della fine di un conflitto crudele che vede persino l'arruolamento di numerosi bambini costretti a farsi soldati".
"La regione dei Grandi Laghi è stata insanguinata da anni da guerre senza pietà. È con interesse e speranza che occorre accogliere i recenti sviluppi positivi, in particolare la conclusione della fase di transizione politica nel Burundi e più recentemente nella Repubblica Democratica del Congo. (...) Mi auguro che in Rwanda il lungo processo di riconciliazione nazionale dopo il genocidio trovi il suo sbocco nella giustizia, ma anche nella verità e nel perdono. (...) Infine, vorrei menzionare la Costa d'Avorio, esortando le parti in causa a creare un clima di fiducia reciproca che possa condurre al disarmo e alla pacificazione, come pure l'Africa Australe: in questi paesi milioni di persone sono ridotte ad una situazione di grande vulnerabilità, che esige l'attenzione e l'appoggio della comunità internazionale".
"Segnali positivi per l'Africa vengono anche dalla volontà espressa dalla comunità internazionale di mantenere questo continente al centro della sua attenzione, e anche dal rafforzamento delle istituzioni continentali e regionali, che testimoniano l'intenzione dei paesi coinvolti di diventare sempre più responsabili del loro proprio destino".
"Il Viaggio Apostolico che effettuerò nel prossimo mese di maggio in Brasile mi dà l'occasione di volgere il mio sguardo verso questo grande paese, che mi attende con gioia, e verso tutta l'America Latina e i Caraibi. Il miglioramento di alcuni indici economici, l'impegno nella lotta contro il traffico di droga e contro la corruzione, i diversi processi di integrazione, gli sforzi per migliorare l'accesso all'educazione, per combattere la disoccupazione e per ridurre le disuguaglianze nella distribuzione dei redditi, costituiscono degli indizi da rilevare con soddisfazione. Se queste evoluzioni dovessero consolidarsi, potrebbero contribuire in maniera determinante a vincere la povertà che affligge vasti settori della popolazione e ad accrescere la stabilità istituzionale".
"Parlando delle elezioni che si sono svolte l'anno scorso in molti paesi, occorre sottolineare che la democrazia è chiamata a considerare le aspirazioni dell'insieme dei cittadini, a promuovere lo sviluppo nel rispetto di tutte le componenti della società, secondo i principi della solidarietà, della sussidiarietà e della giustizia. Bisogna però mettere in guardia contro il rischio che l'esercizio della democrazia si trasformi nella dittatura del relativismo, proponendo modelli antropologici incompatibili con la natura e la dignità dell'uomo".
"La mia attenzione si volge in modo particolare verso alcuni paesi, segnatamente la Colombia, dove il lungo conflitto interno ha provocato una crisi umanitaria, soprattutto per ciò che concerne i profughi. Si devono fare tutti gli sforzi per pacificare il Paese, per restituire alle famiglie i loro parenti che sono stati rapiti, per ridare sicurezza e una vita normale a milioni di persone. (...) Il nostro sguardo si rivolge anche verso Cuba. Auspicando che ciascuno dei suoi abitanti possa realizzare le sue aspirazioni legittime nell'impegno per il bene comune, permettetemi di ripetere l'appello del mio venerato Predecessore: 'Che Cuba si apra al mondo e il mondo a Cuba'. L'apertura reciproca con gli altri paesi non potrà che essere a beneficio di tutti. Non lontano da lì, il popolo haitiano vive sempre in una grande povertà e nella violenza. Formulo voti affinché l'interesse della comunità internazionale, manifestato tra l'altro dalle conferenze dei donatori che si sono tenute nel 2006, conduca al consolidamento delle istituzioni e permetta al popolo di diventare artefice del proprio sviluppo, in un clima di riconciliazione e di concordia".
"L'Asia presenta prima di tutto paesi che sono caratterizzati da una popolazione molto numerosa e da un grande sviluppo economico. Penso alla Cina e all'India, paesi in piena espansione, auspicando che la loro crescente presenza sulla scena internazionale determini dei benefici per le stesse popolazioni e per le altre nazioni. Così pure formulo voti augurali al Viet-Nâm, rammentando la sua recente adesione all'Organizzazione Mondiale del Commercio. Il mio pensiero si volge ora alle comunità cristiane. Nella maggior parte dei paesi dell'Asia si tratta spesso di comunità piccole ma vivaci, che desiderano legittimamente poter vivere e agire in un clima di libertà religiosa. È al tempo stesso un diritto naturale e una condizione che permetterà loro di contribuire al progresso materiale e spirituale della società, e di essere elemento di coesione e di concordia".
"A Timor Est, la Chiesa cattolica intende continuare ad offrire il suo contributo in particolare nei settori dell'educazione, della sanità e della riconciliazione nazionale. La crisi politica attraversata da questo giovane Stato, come del resto, anche da altri paesi della regione, mette in evidenza una certa fragilità dei processi di democratizzazione. Pericolosi focolai di tensione covano nella penisola della Corea. L'obiettivo della riconciliazione del popolo coreano e della de-nuclearizzazione della Penisola, che avranno degli effetti benefici in tutta la regione, devono essere perseguiti nel quadro dei negoziati. Occorre evitare gesti che possano compromettere le trattative, senza tuttavia condizionare ai risultati gli aiuti umanitari destinati agli strati più vulnerabili della popolazione".
"In Afghanistan, nel corso degli ultimi mesi, occorre ahimé deplorare un aumento notevole della violenza e degli attacchi terroristici, che rendono difficile il cammino verso l'uscita dalla crisi e che pesano gravemente sulla popolazione locale. In Sri Lanka il fallimento dei negoziati di Ginevra tra il Governo e il Movimento Tamil ha prodotto una intensificazione del conflitto, che provoca immense sofferenze tra la popolazione civile. Solo la via del dialogo potrà assicurare un futuro migliore e più sicuro per tutti".
"Anche il Medio Oriente è fonte di grandi inquietudini. (...) Rinnovo il mio pressante appello a tutte le parti in causa nel complesso scacchiere politico della regione, con la speranza che si consolidino i segni positivi tra Israeliani e Palestinesi registrati nel corso delle ultime settimane. La Santa Sede non smetterà di ripetere che le soluzioni militari non conducono a nulla, come si è potuto vedere in Libano l'estate scorsa. Il futuro di questo paese passa necessariamente attraverso l'unità di tutte le sue componenti e attraverso le relazioni fraterne tra i diversi gruppi religiosi e sociali. (...); in modo particolare, i Libanesi hanno diritto a vedere rispettata l'integrità e la sovranità del loro paese; gli Israeliani hanno il diritto di vivere in pace nel loro Stato, i Palestinesi hanno il diritto ad una patria libera e sovrana. Se ciascuno dei popoli della regione vede le sue aspettative prese in considerazione e si sente meno minacciato, la fiducia reciproca si rafforzerà".
"Questa stessa fiducia si svilupperà se un paese come l'Iran, specialmente per quanto concerne il suo programma nucleare, accettasse una risposta soddisfacente alle preoccupazioni legittime della comunità internazionale. Dei passi compiuti in questo senso avranno senza alcun dubbio un effetto positivo per la stabilizzazione di tutta la regione, e dell'Iraq in particolare, mettendo fine alla spaventosa violenza che insanguina questo paese, e offrendo la possibilità di rilanciare la sua ricostruzione e la riconciliazione tra tutti i suoi abitanti".
"Più vicino a noi, in Europa, nuovi paesi, la Bulgaria e la Romania, paesi di lunga tradizione cristiana, hanno fatto il loro ingresso nell'Unione europea. Nel momento in cui ci si appresta a celebrare il cinquantesimo anniversario dei Trattati di Roma, una riflessione si impone sul Trattato costituzionale. Mi auguro che i valori fondamentali che sono alla base della dignità umana siano pienamente protetti, in particolare la libertà religiosa in tutte le sue dimensioni e i diritti istituzionali delle Chiese. (...) Il cinquantesimo anniversario dell'insurrezione di Budapest, festeggiato nell'ottobre scorso, ci ha ricordato gli avvenimenti drammatici del ventesimo secolo che spingono tutti gli Europei a costruire un futuro libero da ogni oppressione e condizionamento ideologico, a tessere legami di amicizia e di fraternità, e a manifestare sollecitudine e solidarietà verso i più poveri e i più piccoli: allo stesso modo, è importante purificare le tensioni del passato, promuovendo la riconciliazione a tutti i livelli, perché essa sola permette di costruire il futuro e di aprirsi alla speranza. Faccio appello anche a tutti coloro che, nel continente europeo, sono tentati dal terrorismo, a cessare ogni attività di questo tipo, perché tali comportamenti, che fanno prevalere la violenza e che provocano paura presso le popolazioni, costituiscono una strada senza uscita. Penso anche ai diversi 'conflitti congelati', auspicando che possano trovare rapidamente una soluzione definitiva, e alle tensioni ricorrenti, legati ai nostri giorni soprattutto alle risorse energetiche".
"Mi auguro che la regione dei Balcani giunga alla stabilità che tutti sperano, in particolare grazie all'integrazione delle nazioni che la compongono nelle strutture continentali e al sostegno della comunità internazionale. L'allacciamento di relazioni diplomatiche con la Repubblica del Montenegro, appena entrata pacificamente nel concerto delle Nazioni, e l'Accordo di Base firmato con la Bosnia Erzegovina, costituiscono delle prove dell'attenzione costante della Santa Sede per la regione dei Balcani. Mentre si avvicina il momento in cui sarà definitivo lo statuto del Kosovo, la Santa Sede domanda a tutti coloro che sono coinvolti uno sforzo di saggezza lungimirante, di flessibilità e di moderazione affinché sia trovata una soluzione rispettosa dei diritti e della attese legittime di tutti".
"Le situazioni che ho voluto evocare" - ha concluso il Santo Padre - "costituiscono una sfida che ci riguarda tutti; si tratta di una sfida che consiste nel promuovere e consolidare tutto ciò che c'è di positivo nel mondo e a superare, con buona volontà, saggezza e tenacia, tutto ciò che ferisce, degrada e uccide l'uomo. Solo rispettando la persona umana è possibile promuovere la pace, e solo costruendo la pace si pongono le basi per un autentico umanesimo integrale. (...) Nel suo impegno al servizio dell'uomo e alla costruzione della pace, la Chiesa si pone al fianco di tutte le persone di buona volontà offrendo una collaborazione disinteressata. Che insieme, ciascuno al suo posto e con i suoi propri talenti, sappiamo lavorare alla costruzione di un umanesimo integrale che solo può assicurare un mondo pacifico, giusto e solidale".
AC/NUOVO ANNO/CORPO DIPLOMATICO VIS 20070108 (2620)
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SCOMPARSA CARDINALE BAMUNGWABI, ARCIVESCOVO KINSHASA
CITTA' DEL VATICANO, 8 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire al Vescovo Daniel Nlandu Mayi, Ausiliare di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo), un telegramma di cordoglio per la scomparsa, sabato 6 gennaio, all'età di 76 anni, dell'Arcivescovo della medesima Arcidiocesi, Cardinale Frédéric Etsou-Nzabi-Bamungwabi, C.I.C.M.
"Prego il Padre Misericordioso" - scrive Benedetto XVI - "di accogliere nella luce e nella pace del Suo Regno questo Pastore che ha dedicato la vita al servizio di Cristo e della Sua Chiesa, con ardore e devozione, in particolare nell'Arcidiocesi di Mbandaka-Bikoro e in quella di Kinshasa. Rendo grazie per il ministero di questo illustre figlio d'Africa che fu anche Presidente della Conferenza Episcopale e che si prodigò nell'annuncio del Vangelo, al servizio e per la promozione dei Popoli di questo Continente".
Il Santo Padre ha inviato un telegramma di cordoglio anche al Padre Jozef Lapauw, Superiore Generale della Congregazione del Cuore Immacolata di Maria, alla quale apparteneva il defunto Porporato.
TGR/SCOMPARSA/ETSOU-NZABI-BAMUNGWABI VIS 20070108 (170)
"Prego il Padre Misericordioso" - scrive Benedetto XVI - "di accogliere nella luce e nella pace del Suo Regno questo Pastore che ha dedicato la vita al servizio di Cristo e della Sua Chiesa, con ardore e devozione, in particolare nell'Arcidiocesi di Mbandaka-Bikoro e in quella di Kinshasa. Rendo grazie per il ministero di questo illustre figlio d'Africa che fu anche Presidente della Conferenza Episcopale e che si prodigò nell'annuncio del Vangelo, al servizio e per la promozione dei Popoli di questo Continente".
Il Santo Padre ha inviato un telegramma di cordoglio anche al Padre Jozef Lapauw, Superiore Generale della Congregazione del Cuore Immacolata di Maria, alla quale apparteneva il defunto Porporato.
TGR/SCOMPARSA/ETSOU-NZABI-BAMUNGWABI VIS 20070108 (170)
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 8 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:
- Il Vescovo John Charles Wester, finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di San Francisco (Stati Uniti d'America), Vescovo di Salt Lake City (superficie: 220.974; popolazione: 2.351.467; cattolici: 180.000; sacerdoti: 85; religiosi: 86; diaconi permanenti: 70), Stati Uniti d'America.
- Membri della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli: il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi; il Cardinale Sergio Sebastiani, Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede; il Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica; il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede; il Cardinale Franc Rodé, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica; il Cardinale Agostino Vallini, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica e l'Arcivescovo Giuseppe De Andrea, Nunzio Apostolico.
NER:NA/.../... VIS 20070108 (150)
- Il Vescovo John Charles Wester, finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di San Francisco (Stati Uniti d'America), Vescovo di Salt Lake City (superficie: 220.974; popolazione: 2.351.467; cattolici: 180.000; sacerdoti: 85; religiosi: 86; diaconi permanenti: 70), Stati Uniti d'America.
- Membri della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli: il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi; il Cardinale Sergio Sebastiani, Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede; il Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica; il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede; il Cardinale Franc Rodé, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica; il Cardinale Agostino Vallini, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica e l'Arcivescovo Giuseppe De Andrea, Nunzio Apostolico.
NER:NA/.../... VIS 20070108 (150)
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venerdì 5 gennaio 2007
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 5 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:
- L'Arcivescovo Angelo Amato, S.D.B., Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.
- Il Cardinale Cláudio Hummes, Prefetto della Congregazione per il Clero.
- Il Cardinale William Wakefield Baum, Penitenziere Maggiore emerito.
- Fra Mauro Jöhri, Ministro Generale dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini.
AP/.../... VIS 20070105 (70)
- L'Arcivescovo Angelo Amato, S.D.B., Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.
- Il Cardinale Cláudio Hummes, Prefetto della Congregazione per il Clero.
- Il Cardinale William Wakefield Baum, Penitenziere Maggiore emerito.
- Fra Mauro Jöhri, Ministro Generale dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini.
AP/.../... VIS 20070105 (70)
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 5 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha nominato il Padre Rodrigo Mejía Saldarriaga, S.I., Vicario Apostolico di Soddo-Hosanna (superficie: 65.000; popolazione: 7.000.000; cattolici: 250.000; sacerdoti: 56; religiosi: 74) Etiopia. Il Vescovo eletto, finora Direttore del "Galilee Centre" di Addis Abeba (Etiopia), è nato a Medellin (Colombia), nel 1938, è stato ordinato sacerdote nel 1969 ed ha fatto la professione dei voti perpetui nella Compagnia di Gesù nel 1976. Succede al Vescovo Domenico Marinozzi, O.F.M.Cap., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale del medesimo Vicariato, presentata per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Padre Leopoldo C. Jaucian, S.V.D., Vescovo di Bangued (superficie: 3.975; popolazione: 236.545; cattolici: 198.497; sacerdoti: 38; religiosi: 38), Filippine. Il Vescovo eletto, finora Superiore della Provincia Verbita Centrale (Filippine), è nato a Santa (Filippine), nel 1960, ha emesso i voti perpetui nella Società del Verbo Divino nel 1981 ed è stato ordinato sacerdoti nel 1988.
- Ha nominato il Vescovo Isabelo Caiban Abarquez, finora Ausiliare di Palo (Filippine), Vescovo di Calbayog (superficie: 5.069; popolazione: 689.087; cattolici: 654.632; sacerdoti: 61; religiosi: 81), Filippine.
- Ha nominato il Reverendo Emmanuel Félémou Vescovo di Kankan (superficie: 118.000; popolazione: 1.811.000; cattolici: 56.255; sacerdoti: 29; religiosi: 24), Guinea. Il Vescovo eletto, finora Rettore del Seminario "Saint Eugène de Samoé" e Vicario Episcopale per la formazione del clero diocesano, è nato nel 1960 a Kolouna (Guinea) ed è stato ordinato sacerdote nel 1989.
NER:RE/.../... VIS 20070105 (250)
- Ha nominato il Padre Rodrigo Mejía Saldarriaga, S.I., Vicario Apostolico di Soddo-Hosanna (superficie: 65.000; popolazione: 7.000.000; cattolici: 250.000; sacerdoti: 56; religiosi: 74) Etiopia. Il Vescovo eletto, finora Direttore del "Galilee Centre" di Addis Abeba (Etiopia), è nato a Medellin (Colombia), nel 1938, è stato ordinato sacerdote nel 1969 ed ha fatto la professione dei voti perpetui nella Compagnia di Gesù nel 1976. Succede al Vescovo Domenico Marinozzi, O.F.M.Cap., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale del medesimo Vicariato, presentata per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Padre Leopoldo C. Jaucian, S.V.D., Vescovo di Bangued (superficie: 3.975; popolazione: 236.545; cattolici: 198.497; sacerdoti: 38; religiosi: 38), Filippine. Il Vescovo eletto, finora Superiore della Provincia Verbita Centrale (Filippine), è nato a Santa (Filippine), nel 1960, ha emesso i voti perpetui nella Società del Verbo Divino nel 1981 ed è stato ordinato sacerdoti nel 1988.
- Ha nominato il Vescovo Isabelo Caiban Abarquez, finora Ausiliare di Palo (Filippine), Vescovo di Calbayog (superficie: 5.069; popolazione: 689.087; cattolici: 654.632; sacerdoti: 61; religiosi: 81), Filippine.
- Ha nominato il Reverendo Emmanuel Félémou Vescovo di Kankan (superficie: 118.000; popolazione: 1.811.000; cattolici: 56.255; sacerdoti: 29; religiosi: 24), Guinea. Il Vescovo eletto, finora Rettore del Seminario "Saint Eugène de Samoé" e Vicario Episcopale per la formazione del clero diocesano, è nato nel 1960 a Kolouna (Guinea) ed è stato ordinato sacerdote nel 1989.
NER:RE/.../... VIS 20070105 (250)
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giovedì 4 gennaio 2007
VISITA DI BENEDETTO XVI AD UNA MENSA CARITAS DI ROMA
CITTA' DEL VATICANO, 4 GEN. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI si è recato in visita alla Mensa sociale della Caritas diocesana di Roma a Colle Oppio, prima struttura di accoglienza per senza dimora fondata a Roma da Don Luigi Di Liegro nel 1983. In questi 23 anni ha ospitato migliaia di disagiati italiani e stranieri, distribuendo oltre nove milioni di pasti.
Il Santo Padre, accompagnato dal Cardinale Camillo Ruini, Vicario per la Diocesi di Roma, dal Vescovo Ausiliare del Settore Centro, Monsignor Ernesto Mandara e dal Monsignor Guerino Di Tora, Direttore della Caritas, ha visitato il centro accoglienza, la Mensa, la Sala da pranzo, il Presepio allestito dai Volontari e dagli Ospiti e, lungo il percorso, ha salutato i Giovani che frequentano l'attiguo Oratorio del Centro Giovanile Monti-Esquilino.
All'ingresso della Mensa, Benedetto XVI ha scoperto e benedetto una lapide commemorativa della Visita di Papa Giovanni Paolo II, il 20 dicembre 1992, che riporta la frase pronunciata in quella occasione dal defunto Pontefice: "L'uomo che soffre ci appartiene".
Successivamente, nel cortile interno della Mensa, il Santo Padre ha incontrato gli Ospiti della Mensa e i Volontari della Caritas.
"In questa Mensa, che in un certo modo potrebbe essere considerata il simbolo della Caritas di Roma" - ha detto il Santo Padre - "è possibile toccare con mano la presenza di Cristo nel fratello che ha fame e in colui che gli offre da mangiare. Qui si può sperimentare che, quando amiamo il prossimo, conosciamo meglio Dio: nella grotta di Betlemme, infatti, Egli si è manifestato a noi nella povertà di un neonato bisognoso di tutto. Il messaggio del Natale è semplice: Dio è venuto tra noi perché ci ama. Dio è amore: non un amore sentimentale, ma un amore che si è fatto dono totale sino al sacrificio della Croce".
Benedetto XVI ha quindi ricordato che appena nato Gesù è stato deposto nella mangiatoia di Betlemme, parola che "significa la Casa del pane. In realtà Gesù, 'il pane disceso dal cielo', il 'pane della vita', si rende in qualche modo visibile ogni giorno in questa Mensa, dove non si vuole dare soltanto da mangiare, ma servire la persona, senza distinzione di razza, religione e cultura".
"Dalla grotta di Betlemme, da ogni presepe si diffonde un annuncio che è per tutti: Gesù ci ama e ci insegna ad amare" - ha ribadito il Pontefice - "I responsabili, i volontari e tutti coloro che frequentano la Mensa possano sperimentare la bellezza di questo amore; possano sentire la profondità della gioia che da esso deriva, una gioia certamente diversa da quella illusoria reclamizzata dalla pubblicità".
Il Papa ha concluso il suo breve discorso invocando Dio, "in particolare, perché continui a proteggere quanti nella 'Caritas' romana svolgono una preziosa opera di solidarietà qui e in altri punti della città. Lo Spirito Santo animi i cuori dei responsabili e di tutti gli operatori e volontari, perché compiano il loro servizio con dedizione sempre più consapevole, ispirandosi all'autentico stile dell'amore cristiano, che i Santi della carità hanno riassunto nel motto: 'il bene va fatto bene'".
Al termine del discorso è stata data lettura di cinque intenzioni di preghiera e dopo il canto del Padre nostro e la Benedizione Finale, il Papa ha ricevuto in dono la tessera "numero uno" per accedere alle mense della Caritas diocesana di Roma, un grembiule dei volontari, una coperta e un album di disegni di bambini ospiti di una casa di accoglienza per mamme in difficoltà. Benedetto XVI ha risposto ai doni regalando uno stock di 10 mila coperte e 2 mila giacconi da distribuire ai senza fissa dimora che i volontari della Caritas incontrano ogni notte per le strade della capitale.
A conclusione della visita, il Papa è rientrato, in autovettura, Vaticano.
BXVI-VISITA/MENSA CARITAS/ROMA VIS 20070104 (640)
Il Santo Padre, accompagnato dal Cardinale Camillo Ruini, Vicario per la Diocesi di Roma, dal Vescovo Ausiliare del Settore Centro, Monsignor Ernesto Mandara e dal Monsignor Guerino Di Tora, Direttore della Caritas, ha visitato il centro accoglienza, la Mensa, la Sala da pranzo, il Presepio allestito dai Volontari e dagli Ospiti e, lungo il percorso, ha salutato i Giovani che frequentano l'attiguo Oratorio del Centro Giovanile Monti-Esquilino.
All'ingresso della Mensa, Benedetto XVI ha scoperto e benedetto una lapide commemorativa della Visita di Papa Giovanni Paolo II, il 20 dicembre 1992, che riporta la frase pronunciata in quella occasione dal defunto Pontefice: "L'uomo che soffre ci appartiene".
Successivamente, nel cortile interno della Mensa, il Santo Padre ha incontrato gli Ospiti della Mensa e i Volontari della Caritas.
"In questa Mensa, che in un certo modo potrebbe essere considerata il simbolo della Caritas di Roma" - ha detto il Santo Padre - "è possibile toccare con mano la presenza di Cristo nel fratello che ha fame e in colui che gli offre da mangiare. Qui si può sperimentare che, quando amiamo il prossimo, conosciamo meglio Dio: nella grotta di Betlemme, infatti, Egli si è manifestato a noi nella povertà di un neonato bisognoso di tutto. Il messaggio del Natale è semplice: Dio è venuto tra noi perché ci ama. Dio è amore: non un amore sentimentale, ma un amore che si è fatto dono totale sino al sacrificio della Croce".
Benedetto XVI ha quindi ricordato che appena nato Gesù è stato deposto nella mangiatoia di Betlemme, parola che "significa la Casa del pane. In realtà Gesù, 'il pane disceso dal cielo', il 'pane della vita', si rende in qualche modo visibile ogni giorno in questa Mensa, dove non si vuole dare soltanto da mangiare, ma servire la persona, senza distinzione di razza, religione e cultura".
"Dalla grotta di Betlemme, da ogni presepe si diffonde un annuncio che è per tutti: Gesù ci ama e ci insegna ad amare" - ha ribadito il Pontefice - "I responsabili, i volontari e tutti coloro che frequentano la Mensa possano sperimentare la bellezza di questo amore; possano sentire la profondità della gioia che da esso deriva, una gioia certamente diversa da quella illusoria reclamizzata dalla pubblicità".
Il Papa ha concluso il suo breve discorso invocando Dio, "in particolare, perché continui a proteggere quanti nella 'Caritas' romana svolgono una preziosa opera di solidarietà qui e in altri punti della città. Lo Spirito Santo animi i cuori dei responsabili e di tutti gli operatori e volontari, perché compiano il loro servizio con dedizione sempre più consapevole, ispirandosi all'autentico stile dell'amore cristiano, che i Santi della carità hanno riassunto nel motto: 'il bene va fatto bene'".
Al termine del discorso è stata data lettura di cinque intenzioni di preghiera e dopo il canto del Padre nostro e la Benedizione Finale, il Papa ha ricevuto in dono la tessera "numero uno" per accedere alle mense della Caritas diocesana di Roma, un grembiule dei volontari, una coperta e un album di disegni di bambini ospiti di una casa di accoglienza per mamme in difficoltà. Benedetto XVI ha risposto ai doni regalando uno stock di 10 mila coperte e 2 mila giacconi da distribuire ai senza fissa dimora che i volontari della Caritas incontrano ogni notte per le strade della capitale.
A conclusione della visita, il Papa è rientrato, in autovettura, Vaticano.
BXVI-VISITA/MENSA CARITAS/ROMA VIS 20070104 (640)
IN MEMORIAM
CITTA' DEL VATICANO, 4 GEN. 2007 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:
- Il Vescovo Auguste Delisle, C.S.Sp., emerito di Lokoja (Nigeria), il 13 novembre, all'età di 98 anni.
- L'Arcivescovo Nerses Der Nersessian, C.A.M., Ordinario emerito per gli Armeni cattolici dell'Europa Orientale, il 24 dicembre, all'età di 86 anni.
- L'Arcivescovo Ettore Di Filippo, emerito di Campobasso - Boiano (Italia), il 18 dicembre, all'età di 84 anni.
- Il Vescovo Daniele Ferrari, emerito di Chiavari (Italia), il 20 dicembre, all'età di 86 anni.
- Il Vescovo Jacinto Guerrero Torres, di Tlaxcala (Messico), il 27 dicembre, all'età di 72 anni.
- L'Arcivescovo Jorge Manuel López, emerito di Rosario (Argentina), il 22 dicembre, all'età di 88 anni.
.../DEFUNTI/... VIS 20070104 (130)
- Il Vescovo Auguste Delisle, C.S.Sp., emerito di Lokoja (Nigeria), il 13 novembre, all'età di 98 anni.
- L'Arcivescovo Nerses Der Nersessian, C.A.M., Ordinario emerito per gli Armeni cattolici dell'Europa Orientale, il 24 dicembre, all'età di 86 anni.
- L'Arcivescovo Ettore Di Filippo, emerito di Campobasso - Boiano (Italia), il 18 dicembre, all'età di 84 anni.
- Il Vescovo Daniele Ferrari, emerito di Chiavari (Italia), il 20 dicembre, all'età di 86 anni.
- Il Vescovo Jacinto Guerrero Torres, di Tlaxcala (Messico), il 27 dicembre, all'età di 72 anni.
- L'Arcivescovo Jorge Manuel López, emerito di Rosario (Argentina), il 22 dicembre, all'età di 88 anni.
.../DEFUNTI/... VIS 20070104 (130)
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In memoriam
mercoledì 3 gennaio 2007
RAVVIVIAMO IN NOI IMPEGNO APRIRE A CRISTO MENTE E CUORE
RAVVIVIAMO IN NOI IMPEGNO APRIRE A CRISTO MENTE E CUORE
CITTA' DEL VATICANO, 3 GEN. 2007 (VIS). Nella catechesi della prima Udienza Generale del nuovo anno, tenutasi nell'Aula Paolo VI, il Papa ha ricordato che l'Udienza di oggi ha luogo "ancora nel clima natalizio, in una atmosfera che ci invita alla gioia per la nascita del Redentore".
"Chi si ferma a meditare davanti al Figlio di Dio che giace inerme nel presepe" - ha detto il Pontefice - "non può non sentirsi sorpreso da questo evento umanamente incredibile; non può non condividere lo stupore e l'umile abbandono della Vergine Maria, che Dio ha scelto come Madre del Redentore proprio per la sua umiltà".
"Nel Bambino di Betlemme" - ha proseguito il Papa - "ogni uomo scopre di essere gratuitamente amato da Dio; nella luce del Natale si manifesta a ciascuno di noi l'infinta bontà di Dio. In Gesù il Padre celeste ha inaugurato una nuova relazione con noi; ci ha resi 'figli nello stesso Figlio'".
"La gioia del Natale non ci fa però dimenticare il mistero del male ('mysterium iniquitatis'), il potere delle tenebre che tenta di oscurare lo splendore della luce divina: e, purtroppo, sperimentiamo ogni giorno questo potere delle tenebre. (...) È il dramma del rifiuto di Cristo, che, come in passato, si manifesta e si esprime anche oggi in tanti modi diversi. Forse persino più subdole e pericolose sono le forme del rifiuto di Dio nell'era contemporanea: dal netto rigetto all'indifferenza, dall'ateismo scientista alla presentazione di un Gesù modernizzato, o, meglio, postomodernizzato. Un Gesù uomo, ridotto in modo diverso ad un semplice uomo del suo tempo, privato della sua divinità: oppure un Gesù talmente idealizzato da sembrare talora il personaggio di una fiaba".
Il Papa ha sottolineato successivamente che: "In realtà, solo il Bambino che giace nel presepe possiede il vero segreto della vita. Per questo chiede di accoglierlo, di fargli spazio in noi, nei nostri cuori, nelle nostre case e nelle nostre città e nelle nostre società". A questo scopo, ha aggiunto il Pontefice, "ci viene in aiuto la semplicità dei pastori e la ricerca dei Magi che, attraverso la stella, scrutano i segni di Dio; ci è di esempio la docilità di Maria e la sapiente prudenza di Giuseppe".
"Cari fratelli e sorelle" - ha concluso il Pontefice - "all'inizio di questo nuovo anno ravviviamo in noi l'impegno di aprire a Cristo la mente ed il cuore, manifestandogli sinceramente la volontà di vivere da veri amici suoi. Diventeremo così collaboratori del suo progetto di salvezza e testimoni di quella gioia che Egli ci dona perché la diffondiamo in abbondanza attorno a noi. (...) Andiamo insieme con Gesù, camminiamo con Lui, e così l'anno nuovo sarà un anno felice e buono".
AG/NATALE/... VIS 20070103 (460)
CITTA' DEL VATICANO, 3 GEN. 2007 (VIS). Nella catechesi della prima Udienza Generale del nuovo anno, tenutasi nell'Aula Paolo VI, il Papa ha ricordato che l'Udienza di oggi ha luogo "ancora nel clima natalizio, in una atmosfera che ci invita alla gioia per la nascita del Redentore".
"Chi si ferma a meditare davanti al Figlio di Dio che giace inerme nel presepe" - ha detto il Pontefice - "non può non sentirsi sorpreso da questo evento umanamente incredibile; non può non condividere lo stupore e l'umile abbandono della Vergine Maria, che Dio ha scelto come Madre del Redentore proprio per la sua umiltà".
"Nel Bambino di Betlemme" - ha proseguito il Papa - "ogni uomo scopre di essere gratuitamente amato da Dio; nella luce del Natale si manifesta a ciascuno di noi l'infinta bontà di Dio. In Gesù il Padre celeste ha inaugurato una nuova relazione con noi; ci ha resi 'figli nello stesso Figlio'".
"La gioia del Natale non ci fa però dimenticare il mistero del male ('mysterium iniquitatis'), il potere delle tenebre che tenta di oscurare lo splendore della luce divina: e, purtroppo, sperimentiamo ogni giorno questo potere delle tenebre. (...) È il dramma del rifiuto di Cristo, che, come in passato, si manifesta e si esprime anche oggi in tanti modi diversi. Forse persino più subdole e pericolose sono le forme del rifiuto di Dio nell'era contemporanea: dal netto rigetto all'indifferenza, dall'ateismo scientista alla presentazione di un Gesù modernizzato, o, meglio, postomodernizzato. Un Gesù uomo, ridotto in modo diverso ad un semplice uomo del suo tempo, privato della sua divinità: oppure un Gesù talmente idealizzato da sembrare talora il personaggio di una fiaba".
Il Papa ha sottolineato successivamente che: "In realtà, solo il Bambino che giace nel presepe possiede il vero segreto della vita. Per questo chiede di accoglierlo, di fargli spazio in noi, nei nostri cuori, nelle nostre case e nelle nostre città e nelle nostre società". A questo scopo, ha aggiunto il Pontefice, "ci viene in aiuto la semplicità dei pastori e la ricerca dei Magi che, attraverso la stella, scrutano i segni di Dio; ci è di esempio la docilità di Maria e la sapiente prudenza di Giuseppe".
"Cari fratelli e sorelle" - ha concluso il Pontefice - "all'inizio di questo nuovo anno ravviviamo in noi l'impegno di aprire a Cristo la mente ed il cuore, manifestandogli sinceramente la volontà di vivere da veri amici suoi. Diventeremo così collaboratori del suo progetto di salvezza e testimoni di quella gioia che Egli ci dona perché la diffondiamo in abbondanza attorno a noi. (...) Andiamo insieme con Gesù, camminiamo con Lui, e così l'anno nuovo sarà un anno felice e buono".
AG/NATALE/... VIS 20070103 (460)
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ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 3 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha nominato il Sacerdote Angelo Pignoli, Vescovo di Quixadá (superficie: 15.134; popolazione: 294.125; cattolici: 263.900; sacerdoti: 40; religiosi: 98), Brasile. Il Vescovo eletto, finora Coordinatore di Pastorale della Diocesi di Franca e Parroco della Parrocchia "Santa Ana", è nato nel 1946 a Cappella Picenardi (Italia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1976. Il Vescovo Pignoli succede al Vescovo Adélio Giuseppe Tomasin, P.S.D.P., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Padre João Bosco Barbosa de Sousa, O.F.M., Vescovo di União da Vitória (superficie: 10.000; popolazione: 286.000; cattolici: 246.000; sacerdoti: 39; religiosi: 72; diaconi permanenti: 12), Brasile. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Parrocchia "São Francisco de Assis" nell'Arcidiocesi di São Paulo (Brasile), è nato nel 1952 a Guaratinguetá (Brasile), ed è stato ordinato sacerdote nel 1978. Il Vescovo Barbosa de Sousa succede al Vescovo Walter Michael Ebejer, O.P., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Sacerdote Messias dos Reis Silveira, Vescovo di Uruaçu (superficie: 43.000; popolazione: 354.000; cattolici: 302.000; sacerdoti: 38; religiosi: 36), Brasile. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Cattedrale "Nossa Senhora das Dores" nella Diocesi di Guaxupé (Brasile), è nato nel 1958 a Passos (Brasile) ed è stato ordinato sacerdote nel 1992. Il Vescovo dos Reis Silveira succede al Vescovo José da Silva Chaves, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Vescovo René-Marie Ehuzu, C.I.M., finora Vescovo di Abomey (Benin), Vescovo di Porto Novo (superficie: 4.545; popolazione: 1.180.015; cattolici: 376.050; sacerdoti: 61; religiosi: 109), Benin.
- Ha nominato l'Arcivescovo Giovanni Marra, emerito di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela (Italia), e l'Arcivescovo Giorgio Zur, Nunzio Apostolico, Membri della Congregazione per i Vescovi.
NER:RE:NA/.../... VIS 20070103 (320)
CITTA' DEL VATICANO, 3 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha nominato il Sacerdote Angelo Pignoli, Vescovo di Quixadá (superficie: 15.134; popolazione: 294.125; cattolici: 263.900; sacerdoti: 40; religiosi: 98), Brasile. Il Vescovo eletto, finora Coordinatore di Pastorale della Diocesi di Franca e Parroco della Parrocchia "Santa Ana", è nato nel 1946 a Cappella Picenardi (Italia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1976. Il Vescovo Pignoli succede al Vescovo Adélio Giuseppe Tomasin, P.S.D.P., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Padre João Bosco Barbosa de Sousa, O.F.M., Vescovo di União da Vitória (superficie: 10.000; popolazione: 286.000; cattolici: 246.000; sacerdoti: 39; religiosi: 72; diaconi permanenti: 12), Brasile. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Parrocchia "São Francisco de Assis" nell'Arcidiocesi di São Paulo (Brasile), è nato nel 1952 a Guaratinguetá (Brasile), ed è stato ordinato sacerdote nel 1978. Il Vescovo Barbosa de Sousa succede al Vescovo Walter Michael Ebejer, O.P., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Sacerdote Messias dos Reis Silveira, Vescovo di Uruaçu (superficie: 43.000; popolazione: 354.000; cattolici: 302.000; sacerdoti: 38; religiosi: 36), Brasile. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Cattedrale "Nossa Senhora das Dores" nella Diocesi di Guaxupé (Brasile), è nato nel 1958 a Passos (Brasile) ed è stato ordinato sacerdote nel 1992. Il Vescovo dos Reis Silveira succede al Vescovo José da Silva Chaves, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Vescovo René-Marie Ehuzu, C.I.M., finora Vescovo di Abomey (Benin), Vescovo di Porto Novo (superficie: 4.545; popolazione: 1.180.015; cattolici: 376.050; sacerdoti: 61; religiosi: 109), Benin.
- Ha nominato l'Arcivescovo Giovanni Marra, emerito di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela (Italia), e l'Arcivescovo Giorgio Zur, Nunzio Apostolico, Membri della Congregazione per i Vescovi.
NER:RE:NA/.../... VIS 20070103 (320)
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Nomine ed altri atti pontifici
martedì 2 gennaio 2007
ESECUZIONE CAPITALE SADDAM HUSSEIN: UNA NOTIZIA TRAGICA
CITTA' DEL VATICANO, 30 DIC. 2006 (VIS). In merito alla esecuzione capitale di Saddam Hussein, avvenuta questa notte, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha rilasciato oggi la seguente Dichiarazione:
"Una esecuzione capitale è sempre una notizia tragica, motivo di tristezza, anche quando si tratta di una persona che si è resa colpevole di gravi delitti".
"La posizione della Chiesa cattolica - contraria alla pena di morte - è stata più volte ribadita".
"L'uccisione del colpevole non è la via per ricostruire la giustizia e riconciliare la società. Vi è anzi il rischio che al contrario si alimenti lo spirito di vendetta e si semini nuova violenza".
"In questo tempo oscuro della vita del popolo iracheno non si può che auspicare che tutti i responsabili facciano veramente ogni sforzo perchè in una situazione drammatica si aprano infine spiragli di riconciliazione e di pace".
OP/ESECUZIONE/SADDAM HUSSEIN/LOMBARDI VIS 20070102 (160)
"Una esecuzione capitale è sempre una notizia tragica, motivo di tristezza, anche quando si tratta di una persona che si è resa colpevole di gravi delitti".
"La posizione della Chiesa cattolica - contraria alla pena di morte - è stata più volte ribadita".
"L'uccisione del colpevole non è la via per ricostruire la giustizia e riconciliare la società. Vi è anzi il rischio che al contrario si alimenti lo spirito di vendetta e si semini nuova violenza".
"In questo tempo oscuro della vita del popolo iracheno non si può che auspicare che tutti i responsabili facciano veramente ogni sforzo perchè in una situazione drammatica si aprano infine spiragli di riconciliazione e di pace".
OP/ESECUZIONE/SADDAM HUSSEIN/LOMBARDI VIS 20070102 (160)
INTERCESSIONE MADRE DI DIO CI OTTENGA FEDE AUTENTICA
CITTA' DEL VATICANO, 31 DIC. 2006 (VIS). Questa sera, alle ore 18:00, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto i primi Vespri della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio e il 'Te Deum' di ringraziamento a conclusione dell'anno civile.
Riferendosi nell'omelia alla dimensione del tempo, il Santo Padre ha affermato: "Nelle ultime ore di ogni anno solare assistiamo al ripetersi di taluni 'riti' mondani che, nell'attuale contesto, sono prevalentemente improntati al divertimento, vissuto spesso come evasione dalla realtà, quasi ad esorcizzarne gli aspetti negativi e a propiziare improbabili fortune. Quanto diverso deve essere l'atteggiamento della Comunità cristiana! La Chiesa è chiamata a vivere queste ore facendo propri i sentimenti della Vergine Maria. Insieme a Lei è invitata a tenere lo sguardo fisso sul Bambino Gesù, nuovo Sole apparso all'orizzonte dell'umanità e, confortata dalla sua luce, a premurarsi di presentargli 'le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d'oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono'".
Ponendo in risalto che la Maternità di Maria "è al tempo stesso un evento umano e divino", Benedetto XVI ha spiegato che Gesù "è il Figlio di Dio, è generato da Lui, e al tempo stesso è figlio di una donna, Maria. Viene da lei. È da Dio e da Maria. Per questo la Madre di Gesù si può e si deve chiamare Madre di Dio".
Il Papa ha invocato la "Theotókos", Madre di Dio, "supplicandola di pregare 'per noi peccatori'. Al termine di un anno, sentiamo il bisogno di invocare in modo tutto speciale la materna intercessione di Maria Santissima per la città di Roma, per l'Italia, per l'Europa e per il mondo intero. A Lei, che è la Madre della Misericordia incarnata, affidiamo soprattutto le situazioni nelle quali solo la grazia del Signore può recare pace, conforto, giustizia".
"Perciò, mentre si chiude il 2006 e si intravede già l'alba del 2007, domandiamo alla Madre di Dio che ci ottenga il dono di una fede matura: una fede che vorremmo assomigliasse per quanto possibile alla sua, una fede limpida, genuina, umile e al tempo stesso coraggiosa, intrisa di speranza e di entusiasmo per il Regno di Dio, una fede scevra di ogni fatalismo e tutta protesa a cooperare in piena e gioiosa obbedienza alla divina volontà, nell'assoluta certezza che Dio non vuole altro che amore e vita, sempre e per tutti".
Al termine della celebrazione, il Santo Padre ha compiuto una breve visita al Presepio di Piazza San Pietro.
HML/VESPRI:TE DEUM/... VIS 20070102 (430)
Riferendosi nell'omelia alla dimensione del tempo, il Santo Padre ha affermato: "Nelle ultime ore di ogni anno solare assistiamo al ripetersi di taluni 'riti' mondani che, nell'attuale contesto, sono prevalentemente improntati al divertimento, vissuto spesso come evasione dalla realtà, quasi ad esorcizzarne gli aspetti negativi e a propiziare improbabili fortune. Quanto diverso deve essere l'atteggiamento della Comunità cristiana! La Chiesa è chiamata a vivere queste ore facendo propri i sentimenti della Vergine Maria. Insieme a Lei è invitata a tenere lo sguardo fisso sul Bambino Gesù, nuovo Sole apparso all'orizzonte dell'umanità e, confortata dalla sua luce, a premurarsi di presentargli 'le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d'oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono'".
Ponendo in risalto che la Maternità di Maria "è al tempo stesso un evento umano e divino", Benedetto XVI ha spiegato che Gesù "è il Figlio di Dio, è generato da Lui, e al tempo stesso è figlio di una donna, Maria. Viene da lei. È da Dio e da Maria. Per questo la Madre di Gesù si può e si deve chiamare Madre di Dio".
Il Papa ha invocato la "Theotókos", Madre di Dio, "supplicandola di pregare 'per noi peccatori'. Al termine di un anno, sentiamo il bisogno di invocare in modo tutto speciale la materna intercessione di Maria Santissima per la città di Roma, per l'Italia, per l'Europa e per il mondo intero. A Lei, che è la Madre della Misericordia incarnata, affidiamo soprattutto le situazioni nelle quali solo la grazia del Signore può recare pace, conforto, giustizia".
"Perciò, mentre si chiude il 2006 e si intravede già l'alba del 2007, domandiamo alla Madre di Dio che ci ottenga il dono di una fede matura: una fede che vorremmo assomigliasse per quanto possibile alla sua, una fede limpida, genuina, umile e al tempo stesso coraggiosa, intrisa di speranza e di entusiasmo per il Regno di Dio, una fede scevra di ogni fatalismo e tutta protesa a cooperare in piena e gioiosa obbedienza alla divina volontà, nell'assoluta certezza che Dio non vuole altro che amore e vita, sempre e per tutti".
Al termine della celebrazione, il Santo Padre ha compiuto una breve visita al Presepio di Piazza San Pietro.
HML/VESPRI:TE DEUM/... VIS 20070102 (430)
PACE DONO E COMPITO DA INVOCARE CON LA PREGHIERA
CITTA' DEL VATICANO, 1 GEN. 2007 (VIS). Alle ore 10:00 di questa mattina, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Celebrazione della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio nell'ottava di Natale e in occasione della XL Giornata Mondiale della Pace sul tema: "La persona umana, cuore della pace".
"Oltre alla maternità oggi viene messa in evidenza anche la verginità di Maria" - ha detto il Santo Padre nell'omelia - "Si tratta di due prerogative che vengono sempre proclamate insieme ed in maniera indissociabile, perché si integrano e si qualificano vicendevolmente. Maria è madre, ma madre vergine; Maria è vergine, ma vergine madre. Se si tralascia l'uno o l'altro aspetto non si comprende appieno il mistero di Maria, come i Vangeli ce lo presentano".
Riferendosi al tema della Giornata Mondiale della Pace, il Santo Padre ha sottolineato che: ""Proprio perché creato ad immagine e somiglianza di Dio, ogni individuo umano, senza distinzione di razza, cultura e religione, è rivestito della medesima dignità di persona. Per questo va rispettato, né alcuna ragione può mai giustificare che si disponga di lui a piacimento, quasi fosse un oggetto".
"Di fronte alle minacce alla pace" - ha detto ancora il Pontefice - "purtroppo sempre presenti, dinanzi alle situazioni di ingiustizia e di violenza, che continuano a persistere in diverse regioni della terra, davanti al permanere di conflitti armati, spesso dimenticati dalla vasta opinione pubblica, e al pericolo del terrorismo che turba la serenità dei popoli, diventa più che mai necessario operare insieme per la pace. Questa, ho ricordato nel Messaggio, è 'insieme un dono e un compito' (n. 3): dono da invocare con la preghiera, compito da realizzare con coraggio senza mai stancarsi".
Rivolgendo il pensiero alla Terra dove nacque Gesù, il Papa ha detto: "Come non implorare con insistente preghiera che anche in quella regione giunga quanto prima il giorno della pace, il giorno in cui si risolva definitivamente il conflitto in atto che dura ormai da troppo tempo? Un accordo di pace, per essere durevole, deve poggiare sul rispetto della dignità e dei diritti di ogni persona".
"L'auspicio che formulo dinanzi ai rappresentanti delle Nazioni qui presenti è che la Comunità internazionale congiunga i propri sforzi, perché in nome di Dio si costruisca un mondo in cui gli essenziali diritti dell'uomo siano da tutti rispettati. Perché ciò avvenga è però necessario che il fondamento di tali diritti sia riconosciuto non in semplici pattuizioni umane, ma 'nella natura stessa dell'uomo e nella sua inalienabile dignità di persona creata da Dio'".
"Se infatti gli elementi costitutivi della dignità umana vengono affidati alle mutevoli opinioni umane" - ha sottolineato il Pontefice - "anche i suoi diritti, pur solennemente proclamati, finiscono per diventare deboli e variamente interpretabili".
"Iniziamo dunque guardando a Maria questo nuovo anno" - ha concluso il Santo Padre - "che riceviamo dalle mani di Dio come un 'talento' prezioso da far fruttare, come un'occasione provvidenziale per contribuire a realizzare il Regno di Dio".
HML/GIORNATA MONDIALE PACE/... VIS 20070102 (500)
"Oltre alla maternità oggi viene messa in evidenza anche la verginità di Maria" - ha detto il Santo Padre nell'omelia - "Si tratta di due prerogative che vengono sempre proclamate insieme ed in maniera indissociabile, perché si integrano e si qualificano vicendevolmente. Maria è madre, ma madre vergine; Maria è vergine, ma vergine madre. Se si tralascia l'uno o l'altro aspetto non si comprende appieno il mistero di Maria, come i Vangeli ce lo presentano".
Riferendosi al tema della Giornata Mondiale della Pace, il Santo Padre ha sottolineato che: ""Proprio perché creato ad immagine e somiglianza di Dio, ogni individuo umano, senza distinzione di razza, cultura e religione, è rivestito della medesima dignità di persona. Per questo va rispettato, né alcuna ragione può mai giustificare che si disponga di lui a piacimento, quasi fosse un oggetto".
"Di fronte alle minacce alla pace" - ha detto ancora il Pontefice - "purtroppo sempre presenti, dinanzi alle situazioni di ingiustizia e di violenza, che continuano a persistere in diverse regioni della terra, davanti al permanere di conflitti armati, spesso dimenticati dalla vasta opinione pubblica, e al pericolo del terrorismo che turba la serenità dei popoli, diventa più che mai necessario operare insieme per la pace. Questa, ho ricordato nel Messaggio, è 'insieme un dono e un compito' (n. 3): dono da invocare con la preghiera, compito da realizzare con coraggio senza mai stancarsi".
Rivolgendo il pensiero alla Terra dove nacque Gesù, il Papa ha detto: "Come non implorare con insistente preghiera che anche in quella regione giunga quanto prima il giorno della pace, il giorno in cui si risolva definitivamente il conflitto in atto che dura ormai da troppo tempo? Un accordo di pace, per essere durevole, deve poggiare sul rispetto della dignità e dei diritti di ogni persona".
"L'auspicio che formulo dinanzi ai rappresentanti delle Nazioni qui presenti è che la Comunità internazionale congiunga i propri sforzi, perché in nome di Dio si costruisca un mondo in cui gli essenziali diritti dell'uomo siano da tutti rispettati. Perché ciò avvenga è però necessario che il fondamento di tali diritti sia riconosciuto non in semplici pattuizioni umane, ma 'nella natura stessa dell'uomo e nella sua inalienabile dignità di persona creata da Dio'".
"Se infatti gli elementi costitutivi della dignità umana vengono affidati alle mutevoli opinioni umane" - ha sottolineato il Pontefice - "anche i suoi diritti, pur solennemente proclamati, finiscono per diventare deboli e variamente interpretabili".
"Iniziamo dunque guardando a Maria questo nuovo anno" - ha concluso il Santo Padre - "che riceviamo dalle mani di Dio come un 'talento' prezioso da far fruttare, come un'occasione provvidenziale per contribuire a realizzare il Regno di Dio".
HML/GIORNATA MONDIALE PACE/... VIS 20070102 (500)
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Violenza
DIGNITÀ DELLA PERSONA FONDAMENTO DEI DIRITTI UMANI
CITTA' DEL VATICANO, 1 GEN. 2007 (VIS). Al termine della Santa Messa nella Solennità di Maria Santissima Madre di Dio e nella ricorrenza della XL Giornata Mondiale della Pace, il Santo Padre Benedetto XVI, prima di recitare l'Angelus, ha rivolto ai fedeli e ai pellegrini presenti in Piazza San Pietro le seguenti parole:
"Quest'oggi contempliamo Gesù, nato da Maria Vergine, nella sua prerogativa di vero 'Principe della Pace'. Egli 'è la nostra pace', venuto ad abbattere il 'muro di separazione' che divide gli uomini e i popoli, cioè 'l'inimicizia'".
Benedetto XVI ha rievocato il Predecessore, il Servo di Dio Paolo VI, che volle "che l'anno si aprisse sotto la protezione di Maria Santissima, venerata come Madre di Dio" e che "il 1° gennaio diventasse anche la Giornata Mondiale della Pace: perché ogni nuovo anno incominci nella luce di Cristo, il grande pacificatore dell'umanità".
"Rinnovo quest'oggi" - ha detto Benedetto XVI - "il mio augurio di pace ai Governanti e ai Responsabili delle Nazioni e degli Organismi internazionali e a tutti gli uomini e le donne di buona volontà. Lo faccio particolarmente con lo speciale Messaggio che ho preparato insieme ai miei collaboratori del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, e che quest'anno ha per tema: 'La persona umana, cuore della pace'".
Il Messaggio, ha sottolineato ancora il Pontefice "tocca un punto essenziale, il valore della persona umana, che è la colonna portante dell'intero grande edificio della pace. Oggi si parla molto di diritti umani, ma spesso si dimentica che essi hanno bisogno di un fondamento stabile, non relativo, non opinabile. E questo non può che essere la dignità della persona. Il rispetto per questa dignità comincia dal riconoscimento e dalla tutela del suo diritto a vivere e a professare liberamente la propria religione".
"Alla Santa Madre di Dio rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera" - ha concluso il Pontefice - "perchè si sviluppi nelle coscienze il sacro rispetto per ogni persona umana e il fermo ripudio della guerra e della violenza. Aiutaci, Maria, Tu che hai dato al mondo Gesù, ad accogliere da Lui il dono della pace e ad essere sinceri e coraggiosi costruttori di pace".
ANG/PACE:DIGNITÀ UMANA/... VIS 20070102 (370)
"Quest'oggi contempliamo Gesù, nato da Maria Vergine, nella sua prerogativa di vero 'Principe della Pace'. Egli 'è la nostra pace', venuto ad abbattere il 'muro di separazione' che divide gli uomini e i popoli, cioè 'l'inimicizia'".
Benedetto XVI ha rievocato il Predecessore, il Servo di Dio Paolo VI, che volle "che l'anno si aprisse sotto la protezione di Maria Santissima, venerata come Madre di Dio" e che "il 1° gennaio diventasse anche la Giornata Mondiale della Pace: perché ogni nuovo anno incominci nella luce di Cristo, il grande pacificatore dell'umanità".
"Rinnovo quest'oggi" - ha detto Benedetto XVI - "il mio augurio di pace ai Governanti e ai Responsabili delle Nazioni e degli Organismi internazionali e a tutti gli uomini e le donne di buona volontà. Lo faccio particolarmente con lo speciale Messaggio che ho preparato insieme ai miei collaboratori del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, e che quest'anno ha per tema: 'La persona umana, cuore della pace'".
Il Messaggio, ha sottolineato ancora il Pontefice "tocca un punto essenziale, il valore della persona umana, che è la colonna portante dell'intero grande edificio della pace. Oggi si parla molto di diritti umani, ma spesso si dimentica che essi hanno bisogno di un fondamento stabile, non relativo, non opinabile. E questo non può che essere la dignità della persona. Il rispetto per questa dignità comincia dal riconoscimento e dalla tutela del suo diritto a vivere e a professare liberamente la propria religione".
"Alla Santa Madre di Dio rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera" - ha concluso il Pontefice - "perchè si sviluppi nelle coscienze il sacro rispetto per ogni persona umana e il fermo ripudio della guerra e della violenza. Aiutaci, Maria, Tu che hai dato al mondo Gesù, ad accogliere da Lui il dono della pace e ad essere sinceri e coraggiosi costruttori di pace".
ANG/PACE:DIGNITÀ UMANA/... VIS 20070102 (370)
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ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 2 GEN. 2007 (VIS). Sua Beatitudine Cyril Mar Baselios Malancharuvil, Arcivescovo Maggiore di Trivandrum dei Siro-Malankaresi, con il consenso del Sinodo dei Vescovi e dopo aver consultato la Sede Apostolica, ha eretto a norma del canone 85, paragrafo 1, del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali l'Eparchia di Mavelikara dei Siro-Malankaresi (popolazione: 2.998.325; fedeli di rito siro-malankarese cattolici: 30.825; sacerdoti: 75; religiosi: 105), India, con territorio dismemebrato dall'Arcieparchia dei Trivandrum dei Siro-Malankaresi, rendendola suffraganea della medesima Arcieparchia.
Sua Beatitudine Cyril Mar Baselios Malancharuvil, con il consenso del Sinodo dei Vescovi, a norma del canone 85, paragrafo 2, del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, ha inoltre trasferito il Vescovo Joshuah Mar Ignathios Kizhakkeveettil, da Ausiliare dell'Archieparchia di Trivandrum dei Siro-Malankaresi, a primo Vescovo di Mavelikara dei Siro-Malankaresi (India).
ECE:NER/.../KIZHAKKEVEETTIL VIS 20070102 (140)
Sua Beatitudine Cyril Mar Baselios Malancharuvil, con il consenso del Sinodo dei Vescovi, a norma del canone 85, paragrafo 2, del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, ha inoltre trasferito il Vescovo Joshuah Mar Ignathios Kizhakkeveettil, da Ausiliare dell'Archieparchia di Trivandrum dei Siro-Malankaresi, a primo Vescovo di Mavelikara dei Siro-Malankaresi (India).
ECE:NER/.../KIZHAKKEVEETTIL VIS 20070102 (140)
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Nomine ed altri atti pontifici
venerdì 29 dicembre 2006
OLTRE TRE MILIONI PELLEGRINI INCONTRI PUBBLICI CON IL PAPA
CITTA' DEL VATICANO, 29 DIC. 2006 (VIS). Sono oltre tre milioni e 222 mila i fedeli ed i pellegrini che hanno partecipato ad incontri pubblici con Papa Benedetto XVI in Vaticano o nella residenza di Castel Gandolfo nel corso dell'anno solare 2006.
Dai dati statistici forniti dalla Prefettura della Casa Pontificia risulta che un totale di 3.222.820 persone ha assistito alle Udienze Generali del mercoledì, alle Udienze Speciali, alle Celebrazioni Liturgiche a all'Angelus domenicale.
Delle 3.222.820 persone, 1.031.500 sono i fedeli che in Piazza San Pietro o nell'Aula Paolo VI hanno assistito alle Udienze Generali del Mercoledì, secondo il numero dei biglietti distribuiti in queste occasioni, senza contare le migliaia di persone intervenute agli incontri sprovviste di biglietto.
Per la recita dell'Angelus sono convenute quest'anno in Piazza San Pietro 1.295.000 persone e 539.200 sono stati i fedeli che hanno partecipato alle Celebrazioni Liturgiche. Durante la Settimana Santa, nell'aprile scorso, si è registrata la più alta affluenza di fedeli: 196.000.
PD/UDIENZE PAPA/... VIS 20061229 (170)
Dai dati statistici forniti dalla Prefettura della Casa Pontificia risulta che un totale di 3.222.820 persone ha assistito alle Udienze Generali del mercoledì, alle Udienze Speciali, alle Celebrazioni Liturgiche a all'Angelus domenicale.
Delle 3.222.820 persone, 1.031.500 sono i fedeli che in Piazza San Pietro o nell'Aula Paolo VI hanno assistito alle Udienze Generali del Mercoledì, secondo il numero dei biglietti distribuiti in queste occasioni, senza contare le migliaia di persone intervenute agli incontri sprovviste di biglietto.
Per la recita dell'Angelus sono convenute quest'anno in Piazza San Pietro 1.295.000 persone e 539.200 sono stati i fedeli che hanno partecipato alle Celebrazioni Liturgiche. Durante la Settimana Santa, nell'aprile scorso, si è registrata la più alta affluenza di fedeli: 196.000.
PD/UDIENZE PAPA/... VIS 20061229 (170)
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