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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 11 gennaio 2007

NECESSARIA POLITICA DELLA FAMIGLIA E PER LA FAMIGLIA

CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2007 (VIS). Questa mattina, come di consueto all'inizio dell'anno, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto il Presidente della Regione Lazio, Onorevole Piero Marrazzo, il Sindaco di Roma, Onorevole Walter Veltroni e il Presidente della Provincia di Roma, Onorevole Enrico Gasbarra, accompagnati dagli Amministratori della Regione Lazio, della Provincia di Roma e del Comune di Roma, per il tradizionale scambio di auguri di inizio d'anno.

"Non posso non rallegrarmi" - ha detto il Pontefice - "della collaborazione da molto tempo in atto tra gli organismi ecclesiali e le vostre Amministrazioni, allo scopo di alleviare e soccorrere le molte forme di povertà, economica ma anche umana e relazionale, che affliggono un notevole numero di persone e di famiglie, specialmente tra gli immigrati".

Riferendosi al campo della tutela della salute, Benedetto XVI ha sottolineato che "la Chiesa e le organizzazioni cattoliche sono liete di offrire la loro collaborazione, alla luce dei grandi principi della sacralità della vita umana, dal concepimento fino al suo termine naturale, e della centralità della persona del malato. Confido nella vostra disponibilità a favorire una tale collaborazione, che va sicuramente a vantaggio dell'intera popolazione".

"Oggi il matrimonio e la famiglia" - ha proseguito il Pontefice - "hanno bisogno di essere meglio compresi nel loro intrinseco valore e nelle loro autentiche motivazioni, e a tal fine è grande e deve crescere ulteriormente l'impegno pastorale della Chiesa. Ma è ugualmente necessaria una politica della famiglia e per la famiglia, che chiama in causa, su un duplice versante, anche le responsabilità che vi sono proprie. Si tratta cioè di incrementare le iniziative che possono rendere meno difficile e gravosa per le giovani coppie la formazione di una famiglia, e poi la generazione e l'educazione dei figli, favorendo l'occupazione giovanile, contenendo per quanto possibile il costo degli alloggi, aumentando il numero delle scuole materne e degli asili nido".

"Appaiono invece" - ha ribadito il Papa - "pericolosi e controproducenti quei progetti che puntano ad attribuire ad altre forme di unione impropri riconoscimenti giuridici, finendo inevitabilmente per indebolire e destabilizzare la famiglia legittima fondata sul matrimonio".

Sottolineando che "l'educazione delle nuove generazioni costituisce la priorità pastorale" della Diocesi di Roma, il Papa ha espresso la sua gratitudine per il sostegno già offerto dalle Amministrazioni della Regione, della Provincia e del Comune, "ad alcune forme di impegno educativo della Chiesa, tra cui in particolare gli oratori" ed ha auspicato "che anche in questo ambito possa ulteriormente svilupparsi una proficua collaborazione, nel rispetto dell'indole e dei compiti propri di ciascuno dei soggetti interessati".
AC/.../REGIONE:PROVINCIA ROMA VIS 20070111 (430)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L'Onorevole Piero Marrazzo, Presidente della Regione Lazio.

- L'Onorevole Walter Veltroni, Sindaco di Roma.

- L'Onorevole Enrico Gasbarra, Presidente della Provincia di Roma.

- Il Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica (dei Seminari e degli Istituti di Studi).

- Il Signor Ahamad Abdulkareem Al-Ibrahim, Ambasciatore del Kuwait, in visita di congedo.

Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva in udienze separate:

- Il Cardinale Sergio Sebastiani, Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede.

- Il Cardinale Antonio María Rouco Varela, Arcivescovo di Madrid (Spagna).
AP/.../... VIS 20070111 (120)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Reverendo Kurian Valiakandathil, Vescovo di Bhagalpur (superficie: 40.000; popolazione: 8.247.236; cattolici: 76.940; sacerdoti: 94; religiosi: 306), India. Il Vescovo eletto, finora Parroco a Leela (India), è nato nel 1952 a Elanjy (India), ed stato ordinato sacerdote nel 1977.

- L'Arcivescovo Giuseppe Bertello, finora Nunzio Apostolico in Messico, Nunzio Apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino.
NER:NN/.../VALIAKANDATHIL:BERTELLO VIS 20070111 (80)

mercoledì 10 gennaio 2007

STEFANO: IMPEGNO CARITATIVO ED ANNUNCIO EVANGELICO

CITTA' DEL VATICANO, 10 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato a Santo Stefano il Protomartire la catechesi dell'Udienza Generale di questa mattina, svoltasi nell'Aula Paolo VI con la partecipazione di 7.000 persone.

"Santo Stefano" - ha detto il Papa - "è il più rappresentativo di un gruppo di sette compagni" che espletarono l'incarico dell'assistenza ed un servizio sociale caritativo a favore delle necessità della comunità cristiana. "Alcuni di loro erano originari della terra d'Israele ed erano detti 'ebrei', mentre altri di fede ebraica verterotestamentaria provenivano dalla diaspora di lingua greca ed erano detti 'ellenisti'".

"La tradizione vede in questo gruppo il germe del futuro ministero dei 'diaconi'", ai quali, dopo aver pregato, gli Apostoli imposero le mani. "Il gesto dell'imposizione delle mani può avere vari significati. Nell'Antico Testamento il gesto ha soprattutto il significato di trasmettere un incarico importante, come fece Mosè con Giosuè (cfr Nm 27,18-23), designando così il suo successore".

"Che si trattasse di un'azione importante, da compiere dopo discernimento" - ha rilevato il Papa - "si desume da quanto si legge nella Prima Lettera a Timoteo: 'Non aver fretta di imporre le mani ad alcuno, per non farti complice dei peccati altrui' (5,22)".

"La cosa più importante da notare" - ha sottolineato il Pontefice - "è che, oltre ai servizi caritativi, Stefano svolge pure un compito di evangelizzazione nei confronti dei connazionali, dei cosiddetti 'ellenisti'. Luca infatti insiste sul fatto che egli, 'pieno di grazia e di fortezza' (At 6,8), presenta nel nome di Gesù una nuova interpretazione di Mosè e della stessa Legge di Dio, rilegge l'Antico Testamento nella luce dell'annuncio della morte e della risurrezione di Gesù. Questa rilettura dell'Antico Testamento, rilettura cristologica, provoca le reazioni dei Giudei che percepiscono le sue parole come una bestemmia (cfr At 6,11-14)".

Stefano "dimostra che il mistero della Croce sta al centro della storia della salvezza raccontata nell'Antico Testamento, mostra che realmente Gesù, il crocifisso e il risorto, è il punto di arrivo di tutta questa storia. E dimostra quindi anche che il culto del tempio è finito e che Gesù, il risorto, è il nuovo e vero 'tempio'. Proprio questo 'no' al tempio e al suo culto provoca la condanna di Santo Stefano, il quale, in questo momento - ci dice San Luca - fissando gli occhi al cielo vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla sua destra". La lapidazione, ha proseguito il Pontefice, "costituì l'occasione concreta che spinse il gruppo dei cristiani giudeo-ellenisti a fuggire da Gerusalemme e a disperdersi. Cacciati da Gerusalemme, essi si trasformarono in missionari itineranti (...) La persecuzione e la conseguente dispersione diventano missione".

Il Santo Padre ha spiegato ancora che la storia di Santo Stefano "ci insegna che non bisogna mai disgiungere l'impegno sociale della carità dall'annuncio coraggioso della fede". Il primo martire "con la carità, annuncia Cristo crocifisso, fino al punto di accettare anche il martirio".

"La Croce rimane sempre centrale nella vita della Chiesa e anche nella nostra vita personale" - ha detto ancora Benedetto XVI - "Nella storia della Chiesa non mancherà mai la passione, la persecuzione. E proprio la persecuzione diventa, secondo la celebre frase di Tertulliano, fonte di missione per i nuovi cristiani. Cito le sue parole: 'Noi ci moltiplichiamo ogni volta che da voi siamo mietuti: è un seme il sangue dei cristiani' (Apologetico 50,13: Plures efficimur quoties metimur a vobis: semen est sanguis christianorum)".

"Ma anche nella nostra vita la croce, che non mancherà mai, diventa benedizione" - ha concluso il Pontefice - "E accettando la croce, sapendo che essa diventa ed è benedizione, impariamo la gioia del cristiano anche nei momenti di difficoltà. Il valore della testimonianza è insostituibile, poiché ad essa conduce il Vangelo e di essa si nutre la Chiesa. Santo Stefano ci insegni a fare tesoro di queste lezioni, ci insegni ad amare la Croce, perché essa è la strada sulla quale Cristo arriva sempre di nuovo in mezzo a noi".
AG/STEFANO/... VIS 20070110 (670)

martedì 9 gennaio 2007

CONFERENZA CELAM INAUGURATA DAL SANTO PADRE

CITTA' DEL VATICANO, 9 GEN. 2007 (VIS). Alle 11:30 di venerdì 12 gennaio, presso la Sala Stampa della Santa Sede, il Padre David Gutiérrez Gutiérrez, Direttore dell'Ufficio Stampa del CELAM (Consiglio Episcopale Latinoamericano), informerà i giornalisti sulla prossima V Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi, in programma ad Aparecida (Brasile), dal 13 al 31 maggio 2007, che sarà inaugurata dal Santo Padre Benedetto XVI.
OP/CONFERENZA EPISCOPATO/BRASILE VIS 20070109 (80)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 9 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto ieri sera in udienza il Cardinale Joachim Meisner, Arcivescovo di Köln (Germania).
AP/.../... VIS 20070109 (30)

lunedì 8 gennaio 2007

NUOVO POPOLO DI DIO BASATO SOLO SULLA FEDE COMUNE IN GESÙ

CITTA' DEL VATICANO, 6 GEN. 2007 (VIS). La Solennità dell'Epifania del Signore è stato il tema centrale delle brevi meditazioni del Santo Padre Benedetto XVI prima della recita dell'Angelus con i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

Il Papa ha ricordato che San Matteo dà grande risalto nel suo Vangelo a tale avvenimento, così importante perché in esso cominciò "a realizzarsi l'adesione dei popoli pagani alla fede in Cristo (...). Se dunque Maria, Giuseppe e i pastori di Betlemme rappresentano il popolo d'Israele che ha accolto il Signore, i Magi sono invece le primizie delle genti, chiamate anch'esse a far parte della Chiesa, nuovo popolo di Dio, basato non più sulla omogeneità etnica, linguistica o culturale, ma solo sulla fede comune in Gesù, Figlio di Dio".

"L'Epifania di Cristo, perciò" - ha detto ancora il Santo Padre - "è nello stesso tempo epifania della Chiesa, cioè manifestazione della sua vocazione e missione universale. In questo contesto sono lieto di indirizzare il mio cordiale saluto agli amati fratelli e sorelle delle Chiese Orientali che, seguendo il Calendario Giuliano, celebreranno domani il Santo Natale: con affetto auguro loro abbondanza di pace e di cristiana prosperità. Mi piace poi ricordare che, in occasione dell'Epifania, si celebra la Giornata Mondiale dell'Infanzia Missionaria. È la festa dei bambini cristiani che vivono con gioia il dono della fede e pregano perché la luce di Gesù arrivi a tutti i fanciulli del mondo".
ANG/EPIFANIA:GIORNATA MONDIALE INFANZIA/... VIS 20070108 (250)

NUOVO POPOLO DI DIO BASATO SOLO SULLA FEDE COMUNE IN GESÙ

CITTA' DEL VATICANO, 6 GEN. 2007 (VIS). La Solennità dell'Epifania del Signore è stato il tema centrale delle brevi meditazioni del Santo Padre Benedetto XVI prima della recita dell'Angelus con i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

Il Papa ha ricordato che San Matteo dà grande risalto nel suo Vangelo a tale avvenimento, così importante perché in esso cominciò "a realizzarsi l'adesione dei popoli pagani alla fede in Cristo (...). Se dunque Maria, Giuseppe e i pastori di Betlemme rappresentano il popolo d'Israele che ha accolto il Signore, i Magi sono invece le primizie delle genti, chiamate anch'esse a far parte della Chiesa, nuovo popolo di Dio, basato non più sulla omogeneità etnica, linguistica o culturale, ma solo sulla fede comune in Gesù, Figlio di Dio".

"L'Epifania di Cristo, perciò" - ha detto ancora il Santo Padre - "è nello stesso tempo epifania della Chiesa, cioè manifestazione della sua vocazione e missione universale. In questo contesto sono lieto di indirizzare il mio cordiale saluto agli amati fratelli e sorelle delle Chiese Orientali che, seguendo il Calendario Giuliano, celebreranno domani il Santo Natale: con affetto auguro loro abbondanza di pace e di cristiana prosperità. Mi piace poi ricordare che, in occasione dell'Epifania, si celebra la Giornata Mondiale dell'Infanzia Missionaria. È la festa dei bambini cristiani che vivono con gioia il dono della fede e pregano perché la luce di Gesù arrivi a tutti i fanciulli del mondo".
ANG/EPIFANIA:GIORNATA MONDIALE INFANZIA/... VIS 20070108 (250)

IN OGNI BAMBINO CHE NASCE RICONOSCIAMO VITA È DONO DI DIO

CITTA' DEL VATICANO, 7 GEN. 2007 (VIS). Nella Festa del Battesimo del Signore, che chiude il tempo di Natale, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, nella Cappella Sistina, la Santa Messa nel corso della quale ha amministrato il Sacramento del Battesimo a 13 bambini provenienti da diversi paesi.

"Ogni bambino che nasce" - ha detto il Santo Padre nell'omelia - "ci reca il sorriso di Dio e ci invita a riconoscere che la vita è dono suo, dono da accogliere con amore e da custodire con cura, sempre e in ogni momento".

"Ogni figlio che nasce, Dio lo affida ai suoi genitori: quanto è importante allora la famiglia fondata sul matrimonio, culla della vita e dell'amore!".

Sottolineando che il Battesimo "è adozione e assunzione nella famiglia di Dio, nella comunione con la Santissima Trinità, nella comunione col Padre, col Figlio e con lo Spirito Santo", il Santo Padre ha affermato che i bambini "rinascono come figli di Dio. Da figli di genitori umani, diventano anche figli di Dio nel Figlio del Dio vivente".

"Nel Battesimo" - ha proseguito il Pontefice - "siamo adottati dal Padre celeste, ma in questa famiglia che Egli si costituisce c'è anche una madre, la madre Chiesa".

"L'uomo non può avere Dio come Padre, dicevano già gli antichi scrittori cristiani, se non ha anche la Chiesa come madre" - ha sottolineato il Papa - "Vediamo così nuovamente come il cristianesimo non sia una realtà solo spirituale, individuale, una semplice decisione soggettiva che io prendo, ma sia qualcosa di reale, di concreto, potremmo dire qualcosa anche di materiale. La famiglia di Dio si costruisce nella realtà concreta della Chiesa".

Papa Benedetto XVI ha esortato i papà e le mamme, i padrini e le madrine dei bambini con queste parole: "Vegliate sempre su questi vostri piccoli, perché crescendo apprendano a conoscere Dio, ad amarlo con tutte le forze e a servirlo fedelmente. Siate per loro i primi educatori nella fede, offrendo insieme con gli insegnamenti anche gli esempi di una coerente vita cristiana. Insegnate loro a pregare e a sentirsi membri attivi della concreta famiglia di Dio, della comunità ecclesiale".

"Un aiuto importante potrà offrirvi lo studio attento del 'Catechismo della Chiesa Cattolica' o del 'Compendio' di tale Catechismo. Esso contiene gli elementi essenziali della nostra fede e potrà essere strumento quanto mai utile e immediato per crescere voi stessi nella conoscenza della fede cattolica e per poterla trasmettere integralmente e fedelmente ai vostri figli. Soprattutto, non dimenticate che è la vostra testimonianza, è il vostro esempio a incidere maggiormente sulla maturazione umana e spirituale della libertà dei vostri bambini".
HML/BATTESIMI/... VIS 20070108 (450)

BENEDETTO XVI ACCETTA DIMISSIONI ARCIVESCOVO WIELGUS

CITTA' DEL VATICANO, 7 GEN. 2007 (VIS). In una Nota diffusa questa mattina, la Nunziatura Apostolica in Polonia rende noto che: "Sua Eccellenza Monsignor Stanislaw Wielgus, Arcivescovo Metropolita di Varsavia, nel giorno in cui era previsto l'ingresso nella basilica cattedrale, per dare inizio al suo ministero pastorale nella Chiesa di Varsavia, ha rassegnato a Sua Santità Benedetto XVI le dimissioni dall'ufficio canonico a norma del can. 401, paragrafo 2 del Codice di Diritto Canonico".

Nella Nota, firmata dell'Arcivescovo Józef Kowalczyk, Nunzio Apostolico in Polonia, si legge ancora che: "Il Santo Padre ha accettato le dimissioni dell'Arcivescovo Stanis?aw Wielgus ed ha nominato Sua Eminenza il Cardinale Józef Glemp, Primate di Polonia, Amministratore Apostolico dell'Archidiocesi di Varsavia fino a nuovo provvedimento".

Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato, domenica 7 gennaio, la dichiarazione che segue:

"Il comportamento di Monsignor Wielgus negli anni passati del regime comunista in Polonia ha compromesso gravemente la sua autorevolezza, anche presso i fedeli. Perciò, nonostante la sua umile e commovente richiesta di perdono, la rinuncia alla sede di Varsavia e la sua pronta accettazione da parte del Santo Padre è apparsa come una soluzione adeguata per far fronte alla situazione di disorientamento venutasi a creare in quella Nazione".

"È un momento di grande sofferenza per una Chiesa a cui tutti dobbiamo moltissimo e che amiamo, che ci ha dato pastori della grandezza del Cardinale Wyszynski e soprattutto del Papa Giovanni Paolo II. La Chiesa universale deve sentirsi solidale spiritualmente con la Chiesa che è in Polonia ed accompagnarla con la preghiera e l'incoraggiamento perché possa ritrovare presto la serenità".

"Allo stesso tempo, è bene osservare che il caso di Monsignor Wielgus non è il primo e probabilmente non sarà l'ultimo caso di attacco a personalità della Chiesa in base alla documentazione dei servizi del passato regime. Si tratta di un materiale sterminato e, nel cercare di valutarne il valore e di trarne conclusioni attendibili, non bisogna dimenticare che è stato prodotto da funzionari di un regime oppressivo e ricattatorio".

"A tanti anni di distanza dalla fine del regime comunista, venuta a mancare la grande e inattaccabile figura di Papa Giovanni Paolo II, l'attuale ondata di attacchi alla Chiesa cattolica in Polonia, più che di una sincera ricerca di trasparenza e di verità, ha molti aspetti di una stra na alleanza fra i persecutori di un tempo ed altri suoi avversari e di una vendetta da parte di chi, nel passato, l'aveva perseguitata ed è stato sconfitto dalla fede e dalla voglia di libertà del popolo polacco".

"'La verità vi farà liberi' dice Cristo. La Chiesa non ha paura della verità e, per essere fedeli al loro Signore, i suoi membri devono saper riconoscere le proprie colpe. Auguriamo alla Chiesa in Polonia di saper vivere e superare con coraggio e lucidità questo periodo difficile, affinché possa continuare a dare il suo prezioso e straordinario contributo di fede e di slancio evangelico alla Chiesa europea ed universale".
OP/DIMISSIONI/WIELGUS VIS 20070108 (500)

ASCOLTO GESÙ IMPEGNO CHE SCATURISCE DAL BATTESIMO

CITTA' DEL VATICANO, 7 GEN. 2007 (VIS). Conclusa la Santa Messa con l'amministrazione del Battesimo ad un gruppo di tredici bambini nella Cappella Sistina, il Santo Padre si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli e i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

"Si celebra oggi la festa del Battesimo del Signore che chiude il tempo del Natale" - ha detto il Papa precisando che il racconto del Battesimo di Gesù al Giordano "è ricordato e posto in evidenza, sia pure in grado diverso, da tutti gli Evangelisti. Faceva parte infatti della predicazione apostolica, giacché costituiva il punto di partenza dell'intero arco dei fatti e delle parole di cui gli Apostoli dovevano rendere testimonianza".

"La comunità apostolica" - ha spiegato Benedetto XVI - "lo riteneva molto importante, non solo perché in quella circostanza, per la prima volta nella storia, c'era stata la manifestazione del mistero trinitario in maniera chiara e completa, ma anche perché da quell'evento aveva avuto inizio il ministero pubblico di Gesù sulle strade della Palestina. Il Battesimo di Gesù al Giordano è anticipazione del suo battesimo di sangue sulla Croce, ed è simbolo anche dell'intera attività sacramentale con cui il Redentore attuerà la salvezza dell'umanità".

Ricordando che questa festa "è la più antica dopo la Pasqua", il Papa ha sottolineato che "C'è una stretta correlazione tra il Battesimo di Cristo ed il nostro Battesimo. Al Giordano si aprirono i cieli ad indicare che il Salvatore ci ha dischiuso la via della salvezza e noi possiamo percorrerla grazie proprio alla nuova nascita 'da acqua e da Spirito' che si realizza nel Battesimo. In esso noi siamo inseriti nel Corpo mistico di Cristo, che è la Chiesa, moriamo e risorgiamo con Lui, ci rivestiamo di Lui, come a più riprese sottolinea l'apostolo Paolo. L'impegno che scaturisce dal Battesimo è pertanto quello di 'ascoltare' Gesù: credere cioè in Lui e seguirlo docilmente facendo la sua volontà, la volontà di Dio".
ANG/BATTESIMO CRISTO/... VIS 20070108 (340)

LAVORIAMO INSIEME COSTRUZIONE UMANESIMO INTEGRALE

CITTA' DEL VATICANO, 8 GEN. 2007 (VIS). Questa mattina, nella Sala Regia del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza i Membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede ed ha pronunciato il suo discorso annuale contenente l'analisi degli avvenimenti più importanti dell'anno appena conclusosi, dopo aver ascoltato l'indirizzo augurale formulato dal Decano del Corpo Diplomatico, Sua Eccellenza il Professor Giovanni Galassi, Ambasciatore della Repubblica di San Marino presso la Santa Sede. La Santa Sede intrattiene attualmente relazioni diplomatiche con 175 Paesi ai quali occorre aggiungere le Comunità Europee e il Sovrano Militare Ordine di Malta e due Missioni a carattere speciale: la Federazione Russa e l'Ufficio di Rappresentanza dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina.

"All'inizio dell'anno" - ha detto il Papa all'inizio del suo discorso - "siamo invitati a dare uno sguardo alla situazione internazionale per esaminare le sfide che siamo chiamati ad affrontare insieme. (...) Lo scandalo della fame, che tende ad aggravarsi, è inaccettabile in un mondo che dispone dei beni, delle conoscenze e dei mezzi per porvi fine. Esso ci spinge a cambiare i nostri modi di vita, ci richiama l'urgenza di eliminare le cause strutturali delle disfunzioni dell'economia mondiale e di correggere i modelli di crescita che sembrano incapaci di garantire il rispetto dell'ambiente e uno sviluppo umano integrale per oggi e soprattutto per domani".

"Invito di nuovo i Responsabili della Nazioni più ricche a prendere i provvedimenti necessari affinché i paesi poveri, spesso pieni di ricchezze naturali, possano beneficiare dei frutti dei beni che appartengono loro in modo proprio. Da questo punto di vista, il ritardo nella messa in opera degli impegni presi dalla comunità internazionale nel corso di tutti gli ultimi anni è fonte di preoccupazione. È necessario augurarsi la ripresa dei negoziati commerciali del 'Doha Development Round' dell'Organizzazione Mondiale del Commercio, come il proseguimento e l'accelerazione del processo di cancellazione e di riduzione del debito dei paesi più poveri, senza che questo sia condizionato a misure di aggiustamento strutturale, nefaste per le popolazioni più vulnerabili".

"Nell'ambito del disarmo, ugualmente, si moltiplicano sintomi di una crisi progressiva, legata alle difficoltà di negoziati sulle armi convenzionali così come sulle armi di distruzione di massa e, d'altra parte, all'aumento delle spese militari su scala mondiale. Le questioni di sicurezza, aggravate dal terrorismo, che bisogna condannare fermamente, devono essere trattate in un approccio globale e lungimirante".

"Per quanto concerne le crisi umanitarie, occorre notare che le Organizzazioni che le affrontano hanno bisogno di un più forte sostegno, affinché siano in grado di fornire alle vittime protezione e assistenza. Un'altra questione che acquista sempre più rilievo è quella del movimento di persone: milioni di uomini e di donne sono costretti a lasciare le loro case e la loro patria a causa delle violenze oppure per ricercare condizioni di vita più dignitose. È illusorio pensare che i fenomeni migratori potranno essere bloccati o controllati semplicemente attraverso la forza. Le migrazioni e i problemi che esse creano devono essere affrontati con umanità, giustizia e compassione".

"Come non preoccuparsi dei continui attentati portati alla vita, dal concepimento fino alla morte naturale? Non risparmiano tali attentati anche quelle regioni dove la cultura del rispetto della vita è tradizionale, come in Africa, dove si tenta di banalizzare surrettiziamente l'aborto attraverso il Protocollo di Maputo (...). Allo stesso modo si sviluppano minacce contro la struttura naturale della famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, e tentativi di relativizzarla conferendole lo stesso statuto di forme di unione radicalmente diverse".

"Altre forme di aggressione alla vita sono talvolta commesse sotto l'apparenza della ricerca scientifica. Si fa largo la convinzione che la ricerca non abbia altre leggi all'infuori di quelle che vuole darsi e che non abbia alcun limite alle proprie possibilità. È il caso, per esempio, dei tentativi di legittimare la clonazione umana per ipotetici fini terapeutici".

"Questo quadro preoccupante non impedisce però di percepire gli elementi positivi che caratterizzano la nostra epoca. Vorrei citare in primo luogo la presa di coscienza crescente dell'importanza del dialogo tra le culture e tra le religioni".

"Si deve anche notare lo sviluppo della presa di coscienza della comunità internazionale nei confronti delle enormi sfide del nostro tempo, così come gli sforzi perché si traduca in atti concreti. In seno all'Organizzazione delle Nazioni Unite, è stato creato l'anno scorso il Consiglio dei Diritti dell'Uomo: occorre sperare che esso impernierà la sua attività verso la difesa e la promozione dei diritti fondamentali della persona, in particolare il diritto alla vita e alla libertà religiosa".

"Nel quadro dello sviluppo, sono state lanciate diverse iniziative, alle quali la Santa Sede non ha mancato di portare il suo sostegno, richiamando in pari tempo che questi progetti non devono sopprimere l'impegno dei paesi sviluppati a destinare lo 0,7% del loro prodotto interno lordo all'aiuto internazionale. Un altro elemento importante nello sforzo comune per l'eliminazione della miseria richiede non solamente un'assistenza, della quale non si può non desiderare l'espansione, ma anche la presa di coscienza dell'importanza della lotta alla corruzione e la promozione del buon governo. Occorre anche incoraggiare e proseguire gli sforzi al fine di assicurare l'applicazione del diritto umanitario alle persone ed ai popoli per una protezione più efficace delle popolazioni civili".

"Considerando la situazione politica nei diversi continenti, troviamo ancora motivi di preoccupazione e di speranza. Constatiamo in primo luogo che la pace è spesso fragile e anche derisa. Non possiamo dimenticare il Continente Africano. il dramma del Darfour prosegue e si estende alle regioni di confine del Ciad e della Repubblica Centroafricana. La comunità internazionale sembra impotente da ormai quattro anni, malgrado le iniziative destinate ad alleviare le popolazioni provate e a dare una soluzione politica. È solamente attraverso una collaborazione attiva tra le Nazioni Unite, l'Unione Africana, i Governi interessati e altri protagonisti che questi mezzi potranno divenire efficaci".

"La situazione nel Corno d'Africa si è recentemente aggravata con la ripresa delle ostilità e l'internazionalizzazione del conflitto. (...) In Uganda, occorre auspicare il progresso dei negoziati tra le parti, in vista della fine di un conflitto crudele che vede persino l'arruolamento di numerosi bambini costretti a farsi soldati".

"La regione dei Grandi Laghi è stata insanguinata da anni da guerre senza pietà. È con interesse e speranza che occorre accogliere i recenti sviluppi positivi, in particolare la conclusione della fase di transizione politica nel Burundi e più recentemente nella Repubblica Democratica del Congo. (...) Mi auguro che in Rwanda il lungo processo di riconciliazione nazionale dopo il genocidio trovi il suo sbocco nella giustizia, ma anche nella verità e nel perdono. (...) Infine, vorrei menzionare la Costa d'Avorio, esortando le parti in causa a creare un clima di fiducia reciproca che possa condurre al disarmo e alla pacificazione, come pure l'Africa Australe: in questi paesi milioni di persone sono ridotte ad una situazione di grande vulnerabilità, che esige l'attenzione e l'appoggio della comunità internazionale".

"Segnali positivi per l'Africa vengono anche dalla volontà espressa dalla comunità internazionale di mantenere questo continente al centro della sua attenzione, e anche dal rafforzamento delle istituzioni continentali e regionali, che testimoniano l'intenzione dei paesi coinvolti di diventare sempre più responsabili del loro proprio destino".

"Il Viaggio Apostolico che effettuerò nel prossimo mese di maggio in Brasile mi dà l'occasione di volgere il mio sguardo verso questo grande paese, che mi attende con gioia, e verso tutta l'America Latina e i Caraibi. Il miglioramento di alcuni indici economici, l'impegno nella lotta contro il traffico di droga e contro la corruzione, i diversi processi di integrazione, gli sforzi per migliorare l'accesso all'educazione, per combattere la disoccupazione e per ridurre le disuguaglianze nella distribuzione dei redditi, costituiscono degli indizi da rilevare con soddisfazione. Se queste evoluzioni dovessero consolidarsi, potrebbero contribuire in maniera determinante a vincere la povertà che affligge vasti settori della popolazione e ad accrescere la stabilità istituzionale".

"Parlando delle elezioni che si sono svolte l'anno scorso in molti paesi, occorre sottolineare che la democrazia è chiamata a considerare le aspirazioni dell'insieme dei cittadini, a promuovere lo sviluppo nel rispetto di tutte le componenti della società, secondo i principi della solidarietà, della sussidiarietà e della giustizia. Bisogna però mettere in guardia contro il rischio che l'esercizio della democrazia si trasformi nella dittatura del relativismo, proponendo modelli antropologici incompatibili con la natura e la dignità dell'uomo".

"La mia attenzione si volge in modo particolare verso alcuni paesi, segnatamente la Colombia, dove il lungo conflitto interno ha provocato una crisi umanitaria, soprattutto per ciò che concerne i profughi. Si devono fare tutti gli sforzi per pacificare il Paese, per restituire alle famiglie i loro parenti che sono stati rapiti, per ridare sicurezza e una vita normale a milioni di persone. (...) Il nostro sguardo si rivolge anche verso Cuba. Auspicando che ciascuno dei suoi abitanti possa realizzare le sue aspirazioni legittime nell'impegno per il bene comune, permettetemi di ripetere l'appello del mio venerato Predecessore: 'Che Cuba si apra al mondo e il mondo a Cuba'. L'apertura reciproca con gli altri paesi non potrà che essere a beneficio di tutti. Non lontano da lì, il popolo haitiano vive sempre in una grande povertà e nella violenza. Formulo voti affinché l'interesse della comunità internazionale, manifestato tra l'altro dalle conferenze dei donatori che si sono tenute nel 2006, conduca al consolidamento delle istituzioni e permetta al popolo di diventare artefice del proprio sviluppo, in un clima di riconciliazione e di concordia".

"L'Asia presenta prima di tutto paesi che sono caratterizzati da una popolazione molto numerosa e da un grande sviluppo economico. Penso alla Cina e all'India, paesi in piena espansione, auspicando che la loro crescente presenza sulla scena internazionale determini dei benefici per le stesse popolazioni e per le altre nazioni. Così pure formulo voti augurali al Viet-Nâm, rammentando la sua recente adesione all'Organizzazione Mondiale del Commercio. Il mio pensiero si volge ora alle comunità cristiane. Nella maggior parte dei paesi dell'Asia si tratta spesso di comunità piccole ma vivaci, che desiderano legittimamente poter vivere e agire in un clima di libertà religiosa. È al tempo stesso un diritto naturale e una condizione che permetterà loro di contribuire al progresso materiale e spirituale della società, e di essere elemento di coesione e di concordia".

"A Timor Est, la Chiesa cattolica intende continuare ad offrire il suo contributo in particolare nei settori dell'educazione, della sanità e della riconciliazione nazionale. La crisi politica attraversata da questo giovane Stato, come del resto, anche da altri paesi della regione, mette in evidenza una certa fragilità dei processi di democratizzazione. Pericolosi focolai di tensione covano nella penisola della Corea. L'obiettivo della riconciliazione del popolo coreano e della de-nuclearizzazione della Penisola, che avranno degli effetti benefici in tutta la regione, devono essere perseguiti nel quadro dei negoziati. Occorre evitare gesti che possano compromettere le trattative, senza tuttavia condizionare ai risultati gli aiuti umanitari destinati agli strati più vulnerabili della popolazione".

"In Afghanistan, nel corso degli ultimi mesi, occorre ahimé deplorare un aumento notevole della violenza e degli attacchi terroristici, che rendono difficile il cammino verso l'uscita dalla crisi e che pesano gravemente sulla popolazione locale. In Sri Lanka il fallimento dei negoziati di Ginevra tra il Governo e il Movimento Tamil ha prodotto una intensificazione del conflitto, che provoca immense sofferenze tra la popolazione civile. Solo la via del dialogo potrà assicurare un futuro migliore e più sicuro per tutti".

"Anche il Medio Oriente è fonte di grandi inquietudini. (...) Rinnovo il mio pressante appello a tutte le parti in causa nel complesso scacchiere politico della regione, con la speranza che si consolidino i segni positivi tra Israeliani e Palestinesi registrati nel corso delle ultime settimane. La Santa Sede non smetterà di ripetere che le soluzioni militari non conducono a nulla, come si è potuto vedere in Libano l'estate scorsa. Il futuro di questo paese passa necessariamente attraverso l'unità di tutte le sue componenti e attraverso le relazioni fraterne tra i diversi gruppi religiosi e sociali. (...); in modo particolare, i Libanesi hanno diritto a vedere rispettata l'integrità e la sovranità del loro paese; gli Israeliani hanno il diritto di vivere in pace nel loro Stato, i Palestinesi hanno il diritto ad una patria libera e sovrana. Se ciascuno dei popoli della regione vede le sue aspettative prese in considerazione e si sente meno minacciato, la fiducia reciproca si rafforzerà".

"Questa stessa fiducia si svilupperà se un paese come l'Iran, specialmente per quanto concerne il suo programma nucleare, accettasse una risposta soddisfacente alle preoccupazioni legittime della comunità internazionale. Dei passi compiuti in questo senso avranno senza alcun dubbio un effetto positivo per la stabilizzazione di tutta la regione, e dell'Iraq in particolare, mettendo fine alla spaventosa violenza che insanguina questo paese, e offrendo la possibilità di rilanciare la sua ricostruzione e la riconciliazione tra tutti i suoi abitanti".

"Più vicino a noi, in Europa, nuovi paesi, la Bulgaria e la Romania, paesi di lunga tradizione cristiana, hanno fatto il loro ingresso nell'Unione europea. Nel momento in cui ci si appresta a celebrare il cinquantesimo anniversario dei Trattati di Roma, una riflessione si impone sul Trattato costituzionale. Mi auguro che i valori fondamentali che sono alla base della dignità umana siano pienamente protetti, in particolare la libertà religiosa in tutte le sue dimensioni e i diritti istituzionali delle Chiese. (...) Il cinquantesimo anniversario dell'insurrezione di Budapest, festeggiato nell'ottobre scorso, ci ha ricordato gli avvenimenti drammatici del ventesimo secolo che spingono tutti gli Europei a costruire un futuro libero da ogni oppressione e condizionamento ideologico, a tessere legami di amicizia e di fraternità, e a manifestare sollecitudine e solidarietà verso i più poveri e i più piccoli: allo stesso modo, è importante purificare le tensioni del passato, promuovendo la riconciliazione a tutti i livelli, perché essa sola permette di costruire il futuro e di aprirsi alla speranza. Faccio appello anche a tutti coloro che, nel continente europeo, sono tentati dal terrorismo, a cessare ogni attività di questo tipo, perché tali comportamenti, che fanno prevalere la violenza e che provocano paura presso le popolazioni, costituiscono una strada senza uscita. Penso anche ai diversi 'conflitti congelati', auspicando che possano trovare rapidamente una soluzione definitiva, e alle tensioni ricorrenti, legati ai nostri giorni soprattutto alle risorse energetiche".

"Mi auguro che la regione dei Balcani giunga alla stabilità che tutti sperano, in particolare grazie all'integrazione delle nazioni che la compongono nelle strutture continentali e al sostegno della comunità internazionale. L'allacciamento di relazioni diplomatiche con la Repubblica del Montenegro, appena entrata pacificamente nel concerto delle Nazioni, e l'Accordo di Base firmato con la Bosnia Erzegovina, costituiscono delle prove dell'attenzione costante della Santa Sede per la regione dei Balcani. Mentre si avvicina il momento in cui sarà definitivo lo statuto del Kosovo, la Santa Sede domanda a tutti coloro che sono coinvolti uno sforzo di saggezza lungimirante, di flessibilità e di moderazione affinché sia trovata una soluzione rispettosa dei diritti e della attese legittime di tutti".

"Le situazioni che ho voluto evocare" - ha concluso il Santo Padre - "costituiscono una sfida che ci riguarda tutti; si tratta di una sfida che consiste nel promuovere e consolidare tutto ciò che c'è di positivo nel mondo e a superare, con buona volontà, saggezza e tenacia, tutto ciò che ferisce, degrada e uccide l'uomo. Solo rispettando la persona umana è possibile promuovere la pace, e solo costruendo la pace si pongono le basi per un autentico umanesimo integrale. (...) Nel suo impegno al servizio dell'uomo e alla costruzione della pace, la Chiesa si pone al fianco di tutte le persone di buona volontà offrendo una collaborazione disinteressata. Che insieme, ciascuno al suo posto e con i suoi propri talenti, sappiamo lavorare alla costruzione di un umanesimo integrale che solo può assicurare un mondo pacifico, giusto e solidale".
AC/NUOVO ANNO/CORPO DIPLOMATICO VIS 20070108 (2620)

SCOMPARSA CARDINALE BAMUNGWABI, ARCIVESCOVO KINSHASA

CITTA' DEL VATICANO, 8 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire al Vescovo Daniel Nlandu Mayi, Ausiliare di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo), un telegramma di cordoglio per la scomparsa, sabato 6 gennaio, all'età di 76 anni, dell'Arcivescovo della medesima Arcidiocesi, Cardinale Frédéric Etsou-Nzabi-Bamungwabi, C.I.C.M.

"Prego il Padre Misericordioso" - scrive Benedetto XVI - "di accogliere nella luce e nella pace del Suo Regno questo Pastore che ha dedicato la vita al servizio di Cristo e della Sua Chiesa, con ardore e devozione, in particolare nell'Arcidiocesi di Mbandaka-Bikoro e in quella di Kinshasa. Rendo grazie per il ministero di questo illustre figlio d'Africa che fu anche Presidente della Conferenza Episcopale e che si prodigò nell'annuncio del Vangelo, al servizio e per la promozione dei Popoli di questo Continente".

Il Santo Padre ha inviato un telegramma di cordoglio anche al Padre Jozef Lapauw, Superiore Generale della Congregazione del Cuore Immacolata di Maria, alla quale apparteneva il defunto Porporato.
TGR/SCOMPARSA/ETSOU-NZABI-BAMUNGWABI VIS 20070108 (170)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 8 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo John Charles Wester, finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di San Francisco (Stati Uniti d'America), Vescovo di Salt Lake City (superficie: 220.974; popolazione: 2.351.467; cattolici: 180.000; sacerdoti: 85; religiosi: 86; diaconi permanenti: 70), Stati Uniti d'America.

- Membri della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli: il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi; il Cardinale Sergio Sebastiani, Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede; il Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica; il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede; il Cardinale Franc Rodé, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica; il Cardinale Agostino Vallini, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica e l'Arcivescovo Giuseppe De Andrea, Nunzio Apostolico.
NER:NA/.../... VIS 20070108 (150)

venerdì 5 gennaio 2007

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 5 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L'Arcivescovo Angelo Amato, S.D.B., Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.

- Il Cardinale Cláudio Hummes, Prefetto della Congregazione per il Clero.

- Il Cardinale William Wakefield Baum, Penitenziere Maggiore emerito.

- Fra Mauro Jöhri, Ministro Generale dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini.
AP/.../... VIS 20070105 (70)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 5 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Padre Rodrigo Mejía Saldarriaga, S.I., Vicario Apostolico di Soddo-Hosanna (superficie: 65.000; popolazione: 7.000.000; cattolici: 250.000; sacerdoti: 56; religiosi: 74) Etiopia. Il Vescovo eletto, finora Direttore del "Galilee Centre" di Addis Abeba (Etiopia), è nato a Medellin (Colombia), nel 1938, è stato ordinato sacerdote nel 1969 ed ha fatto la professione dei voti perpetui nella Compagnia di Gesù nel 1976. Succede al Vescovo Domenico Marinozzi, O.F.M.Cap., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale del medesimo Vicariato, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre Leopoldo C. Jaucian, S.V.D., Vescovo di Bangued (superficie: 3.975; popolazione: 236.545; cattolici: 198.497; sacerdoti: 38; religiosi: 38), Filippine. Il Vescovo eletto, finora Superiore della Provincia Verbita Centrale (Filippine), è nato a Santa (Filippine), nel 1960, ha emesso i voti perpetui nella Società del Verbo Divino nel 1981 ed è stato ordinato sacerdoti nel 1988.

- Ha nominato il Vescovo Isabelo Caiban Abarquez, finora Ausiliare di Palo (Filippine), Vescovo di Calbayog (superficie: 5.069; popolazione: 689.087; cattolici: 654.632; sacerdoti: 61; religiosi: 81), Filippine.

- Ha nominato il Reverendo Emmanuel Félémou Vescovo di Kankan (superficie: 118.000; popolazione: 1.811.000; cattolici: 56.255; sacerdoti: 29; religiosi: 24), Guinea. Il Vescovo eletto, finora Rettore del Seminario "Saint Eugène de Samoé" e Vicario Episcopale per la formazione del clero diocesano, è nato nel 1960 a Kolouna (Guinea) ed è stato ordinato sacerdote nel 1989.
NER:RE/.../... VIS 20070105 (250)

giovedì 4 gennaio 2007

VISITA DI BENEDETTO XVI AD UNA MENSA CARITAS DI ROMA

CITTA' DEL VATICANO, 4 GEN. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI si è recato in visita alla Mensa sociale della Caritas diocesana di Roma a Colle Oppio, prima struttura di accoglienza per senza dimora fondata a Roma da Don Luigi Di Liegro nel 1983. In questi 23 anni ha ospitato migliaia di disagiati italiani e stranieri, distribuendo oltre nove milioni di pasti.

Il Santo Padre, accompagnato dal Cardinale Camillo Ruini, Vicario per la Diocesi di Roma, dal Vescovo Ausiliare del Settore Centro, Monsignor Ernesto Mandara e dal Monsignor Guerino Di Tora, Direttore della Caritas, ha visitato il centro accoglienza, la Mensa, la Sala da pranzo, il Presepio allestito dai Volontari e dagli Ospiti e, lungo il percorso, ha salutato i Giovani che frequentano l'attiguo Oratorio del Centro Giovanile Monti-Esquilino.

All'ingresso della Mensa, Benedetto XVI ha scoperto e benedetto una lapide commemorativa della Visita di Papa Giovanni Paolo II, il 20 dicembre 1992, che riporta la frase pronunciata in quella occasione dal defunto Pontefice: "L'uomo che soffre ci appartiene".

Successivamente, nel cortile interno della Mensa, il Santo Padre ha incontrato gli Ospiti della Mensa e i Volontari della Caritas.

"In questa Mensa, che in un certo modo potrebbe essere considerata il simbolo della Caritas di Roma" - ha detto il Santo Padre - "è possibile toccare con mano la presenza di Cristo nel fratello che ha fame e in colui che gli offre da mangiare. Qui si può sperimentare che, quando amiamo il prossimo, conosciamo meglio Dio: nella grotta di Betlemme, infatti, Egli si è manifestato a noi nella povertà di un neonato bisognoso di tutto. Il messaggio del Natale è semplice: Dio è venuto tra noi perché ci ama. Dio è amore: non un amore sentimentale, ma un amore che si è fatto dono totale sino al sacrificio della Croce".

Benedetto XVI ha quindi ricordato che appena nato Gesù è stato deposto nella mangiatoia di Betlemme, parola che "significa la Casa del pane. In realtà Gesù, 'il pane disceso dal cielo', il 'pane della vita', si rende in qualche modo visibile ogni giorno in questa Mensa, dove non si vuole dare soltanto da mangiare, ma servire la persona, senza distinzione di razza, religione e cultura".

"Dalla grotta di Betlemme, da ogni presepe si diffonde un annuncio che è per tutti: Gesù ci ama e ci insegna ad amare" - ha ribadito il Pontefice - "I responsabili, i volontari e tutti coloro che frequentano la Mensa possano sperimentare la bellezza di questo amore; possano sentire la profondità della gioia che da esso deriva, una gioia certamente diversa da quella illusoria reclamizzata dalla pubblicità".

Il Papa ha concluso il suo breve discorso invocando Dio, "in particolare, perché continui a proteggere quanti nella 'Caritas' romana svolgono una preziosa opera di solidarietà qui e in altri punti della città. Lo Spirito Santo animi i cuori dei responsabili e di tutti gli operatori e volontari, perché compiano il loro servizio con dedizione sempre più consapevole, ispirandosi all'autentico stile dell'amore cristiano, che i Santi della carità hanno riassunto nel motto: 'il bene va fatto bene'".

Al termine del discorso è stata data lettura di cinque intenzioni di preghiera e dopo il canto del Padre nostro e la Benedizione Finale, il Papa ha ricevuto in dono la tessera "numero uno" per accedere alle mense della Caritas diocesana di Roma, un grembiule dei volontari, una coperta e un album di disegni di bambini ospiti di una casa di accoglienza per mamme in difficoltà. Benedetto XVI ha risposto ai doni regalando uno stock di 10 mila coperte e 2 mila giacconi da distribuire ai senza fissa dimora che i volontari della Caritas incontrano ogni notte per le strade della capitale.

A conclusione della visita, il Papa è rientrato, in autovettura, Vaticano.
BXVI-VISITA/MENSA CARITAS/ROMA VIS 20070104 (640)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 4 GEN. 2007 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Vescovo Auguste Delisle, C.S.Sp., emerito di Lokoja (Nigeria), il 13 novembre, all'età di 98 anni.

- L'Arcivescovo Nerses Der Nersessian, C.A.M., Ordinario emerito per gli Armeni cattolici dell'Europa Orientale, il 24 dicembre, all'età di 86 anni.

- L'Arcivescovo Ettore Di Filippo, emerito di Campobasso - Boiano (Italia), il 18 dicembre, all'età di 84 anni.

- Il Vescovo Daniele Ferrari, emerito di Chiavari (Italia), il 20 dicembre, all'età di 86 anni.

- Il Vescovo Jacinto Guerrero Torres, di Tlaxcala (Messico), il 27 dicembre, all'età di 72 anni.

- L'Arcivescovo Jorge Manuel López, emerito di Rosario (Argentina), il 22 dicembre, all'età di 88 anni.
.../DEFUNTI/... VIS 20070104 (130)

mercoledì 3 gennaio 2007

RAVVIVIAMO IN NOI IMPEGNO APRIRE A CRISTO MENTE E CUORE

RAVVIVIAMO IN NOI IMPEGNO APRIRE A CRISTO MENTE E CUORE
CITTA' DEL VATICANO, 3 GEN. 2007 (VIS). Nella catechesi della prima Udienza Generale del nuovo anno, tenutasi nell'Aula Paolo VI, il Papa ha ricordato che l'Udienza di oggi ha luogo "ancora nel clima natalizio, in una atmosfera che ci invita alla gioia per la nascita del Redentore".

"Chi si ferma a meditare davanti al Figlio di Dio che giace inerme nel presepe" - ha detto il Pontefice - "non può non sentirsi sorpreso da questo evento umanamente incredibile; non può non condividere lo stupore e l'umile abbandono della Vergine Maria, che Dio ha scelto come Madre del Redentore proprio per la sua umiltà".

"Nel Bambino di Betlemme" - ha proseguito il Papa - "ogni uomo scopre di essere gratuitamente amato da Dio; nella luce del Natale si manifesta a ciascuno di noi l'infinta bontà di Dio. In Gesù il Padre celeste ha inaugurato una nuova relazione con noi; ci ha resi 'figli nello stesso Figlio'".

"La gioia del Natale non ci fa però dimenticare il mistero del male ('mysterium iniquitatis'), il potere delle tenebre che tenta di oscurare lo splendore della luce divina: e, purtroppo, sperimentiamo ogni giorno questo potere delle tenebre. (...) È il dramma del rifiuto di Cristo, che, come in passato, si manifesta e si esprime anche oggi in tanti modi diversi. Forse persino più subdole e pericolose sono le forme del rifiuto di Dio nell'era contemporanea: dal netto rigetto all'indifferenza, dall'ateismo scientista alla presentazione di un Gesù modernizzato, o, meglio, postomodernizzato. Un Gesù uomo, ridotto in modo diverso ad un semplice uomo del suo tempo, privato della sua divinità: oppure un Gesù talmente idealizzato da sembrare talora il personaggio di una fiaba".

Il Papa ha sottolineato successivamente che: "In realtà, solo il Bambino che giace nel presepe possiede il vero segreto della vita. Per questo chiede di accoglierlo, di fargli spazio in noi, nei nostri cuori, nelle nostre case e nelle nostre città e nelle nostre società". A questo scopo, ha aggiunto il Pontefice, "ci viene in aiuto la semplicità dei pastori e la ricerca dei Magi che, attraverso la stella, scrutano i segni di Dio; ci è di esempio la docilità di Maria e la sapiente prudenza di Giuseppe".

"Cari fratelli e sorelle" - ha concluso il Pontefice - "all'inizio di questo nuovo anno ravviviamo in noi l'impegno di aprire a Cristo la mente ed il cuore, manifestandogli sinceramente la volontà di vivere da veri amici suoi. Diventeremo così collaboratori del suo progetto di salvezza e testimoni di quella gioia che Egli ci dona perché la diffondiamo in abbondanza attorno a noi. (...) Andiamo insieme con Gesù, camminiamo con Lui, e così l'anno nuovo sarà un anno felice e buono".
AG/NATALE/... VIS 20070103 (460)
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 3 GEN. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Sacerdote Angelo Pignoli, Vescovo di Quixadá (superficie: 15.134; popolazione: 294.125; cattolici: 263.900; sacerdoti: 40; religiosi: 98), Brasile. Il Vescovo eletto, finora Coordinatore di Pastorale della Diocesi di Franca e Parroco della Parrocchia "Santa Ana", è nato nel 1946 a Cappella Picenardi (Italia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1976. Il Vescovo Pignoli succede al Vescovo Adélio Giuseppe Tomasin, P.S.D.P., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre João Bosco Barbosa de Sousa, O.F.M., Vescovo di União da Vitória (superficie: 10.000; popolazione: 286.000; cattolici: 246.000; sacerdoti: 39; religiosi: 72; diaconi permanenti: 12), Brasile. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Parrocchia "São Francisco de Assis" nell'Arcidiocesi di São Paulo (Brasile), è nato nel 1952 a Guaratinguetá (Brasile), ed è stato ordinato sacerdote nel 1978. Il Vescovo Barbosa de Sousa succede al Vescovo Walter Michael Ebejer, O.P., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Sacerdote Messias dos Reis Silveira, Vescovo di Uruaçu (superficie: 43.000; popolazione: 354.000; cattolici: 302.000; sacerdoti: 38; religiosi: 36), Brasile. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Cattedrale "Nossa Senhora das Dores" nella Diocesi di Guaxupé (Brasile), è nato nel 1958 a Passos (Brasile) ed è stato ordinato sacerdote nel 1992. Il Vescovo dos Reis Silveira succede al Vescovo José da Silva Chaves, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo René-Marie Ehuzu, C.I.M., finora Vescovo di Abomey (Benin), Vescovo di Porto Novo (superficie: 4.545; popolazione: 1.180.015; cattolici: 376.050; sacerdoti: 61; religiosi: 109), Benin.

- Ha nominato l'Arcivescovo Giovanni Marra, emerito di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela (Italia), e l'Arcivescovo Giorgio Zur, Nunzio Apostolico, Membri della Congregazione per i Vescovi.
NER:RE:NA/.../... VIS 20070103 (320)

martedì 2 gennaio 2007

ESECUZIONE CAPITALE SADDAM HUSSEIN: UNA NOTIZIA TRAGICA

CITTA' DEL VATICANO, 30 DIC. 2006 (VIS). In merito alla esecuzione capitale di Saddam Hussein, avvenuta questa notte, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha rilasciato oggi la seguente Dichiarazione:

"Una esecuzione capitale è sempre una notizia tragica, motivo di tristezza, anche quando si tratta di una persona che si è resa colpevole di gravi delitti".

"La posizione della Chiesa cattolica - contraria alla pena di morte - è stata più volte ribadita".

"L'uccisione del colpevole non è la via per ricostruire la giustizia e riconciliare la società. Vi è anzi il rischio che al contrario si alimenti lo spirito di vendetta e si semini nuova violenza".

"In questo tempo oscuro della vita del popolo iracheno non si può che auspicare che tutti i responsabili facciano veramente ogni sforzo perchè in una situazione drammatica si aprano infine spiragli di riconciliazione e di pace".
OP/ESECUZIONE/SADDAM HUSSEIN/LOMBARDI VIS 20070102 (160)

INTERCESSIONE MADRE DI DIO CI OTTENGA FEDE AUTENTICA

CITTA' DEL VATICANO, 31 DIC. 2006 (VIS). Questa sera, alle ore 18:00, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto i primi Vespri della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio e il 'Te Deum' di ringraziamento a conclusione dell'anno civile.

Riferendosi nell'omelia alla dimensione del tempo, il Santo Padre ha affermato: "Nelle ultime ore di ogni anno solare assistiamo al ripetersi di taluni 'riti' mondani che, nell'attuale contesto, sono prevalentemente improntati al divertimento, vissuto spesso come evasione dalla realtà, quasi ad esorcizzarne gli aspetti negativi e a propiziare improbabili fortune. Quanto diverso deve essere l'atteggiamento della Comunità cristiana! La Chiesa è chiamata a vivere queste ore facendo propri i sentimenti della Vergine Maria. Insieme a Lei è invitata a tenere lo sguardo fisso sul Bambino Gesù, nuovo Sole apparso all'orizzonte dell'umanità e, confortata dalla sua luce, a premurarsi di presentargli 'le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d'oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono'".

Ponendo in risalto che la Maternità di Maria "è al tempo stesso un evento umano e divino", Benedetto XVI ha spiegato che Gesù "è il Figlio di Dio, è generato da Lui, e al tempo stesso è figlio di una donna, Maria. Viene da lei. È da Dio e da Maria. Per questo la Madre di Gesù si può e si deve chiamare Madre di Dio".

Il Papa ha invocato la "Theotókos", Madre di Dio, "supplicandola di pregare 'per noi peccatori'. Al termine di un anno, sentiamo il bisogno di invocare in modo tutto speciale la materna intercessione di Maria Santissima per la città di Roma, per l'Italia, per l'Europa e per il mondo intero. A Lei, che è la Madre della Misericordia incarnata, affidiamo soprattutto le situazioni nelle quali solo la grazia del Signore può recare pace, conforto, giustizia".

"Perciò, mentre si chiude il 2006 e si intravede già l'alba del 2007, domandiamo alla Madre di Dio che ci ottenga il dono di una fede matura: una fede che vorremmo assomigliasse per quanto possibile alla sua, una fede limpida, genuina, umile e al tempo stesso coraggiosa, intrisa di speranza e di entusiasmo per il Regno di Dio, una fede scevra di ogni fatalismo e tutta protesa a cooperare in piena e gioiosa obbedienza alla divina volontà, nell'assoluta certezza che Dio non vuole altro che amore e vita, sempre e per tutti".

Al termine della celebrazione, il Santo Padre ha compiuto una breve visita al Presepio di Piazza San Pietro.
HML/VESPRI:TE DEUM/... VIS 20070102 (430)

PACE DONO E COMPITO DA INVOCARE CON LA PREGHIERA

CITTA' DEL VATICANO, 1 GEN. 2007 (VIS). Alle ore 10:00 di questa mattina, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Celebrazione della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio nell'ottava di Natale e in occasione della XL Giornata Mondiale della Pace sul tema: "La persona umana, cuore della pace".

"Oltre alla maternità oggi viene messa in evidenza anche la verginità di Maria" - ha detto il Santo Padre nell'omelia - "Si tratta di due prerogative che vengono sempre proclamate insieme ed in maniera indissociabile, perché si integrano e si qualificano vicendevolmente. Maria è madre, ma madre vergine; Maria è vergine, ma vergine madre. Se si tralascia l'uno o l'altro aspetto non si comprende appieno il mistero di Maria, come i Vangeli ce lo presentano".

Riferendosi al tema della Giornata Mondiale della Pace, il Santo Padre ha sottolineato che: ""Proprio perché creato ad immagine e somiglianza di Dio, ogni individuo umano, senza distinzione di razza, cultura e religione, è rivestito della medesima dignità di persona. Per questo va rispettato, né alcuna ragione può mai giustificare che si disponga di lui a piacimento, quasi fosse un oggetto".

"Di fronte alle minacce alla pace" - ha detto ancora il Pontefice - "purtroppo sempre presenti, dinanzi alle situazioni di ingiustizia e di violenza, che continuano a persistere in diverse regioni della terra, davanti al permanere di conflitti armati, spesso dimenticati dalla vasta opinione pubblica, e al pericolo del terrorismo che turba la serenità dei popoli, diventa più che mai necessario operare insieme per la pace. Questa, ho ricordato nel Messaggio, è 'insieme un dono e un compito' (n. 3): dono da invocare con la preghiera, compito da realizzare con coraggio senza mai stancarsi".

Rivolgendo il pensiero alla Terra dove nacque Gesù, il Papa ha detto: "Come non implorare con insistente preghiera che anche in quella regione giunga quanto prima il giorno della pace, il giorno in cui si risolva definitivamente il conflitto in atto che dura ormai da troppo tempo? Un accordo di pace, per essere durevole, deve poggiare sul rispetto della dignità e dei diritti di ogni persona".

"L'auspicio che formulo dinanzi ai rappresentanti delle Nazioni qui presenti è che la Comunità internazionale congiunga i propri sforzi, perché in nome di Dio si costruisca un mondo in cui gli essenziali diritti dell'uomo siano da tutti rispettati. Perché ciò avvenga è però necessario che il fondamento di tali diritti sia riconosciuto non in semplici pattuizioni umane, ma 'nella natura stessa dell'uomo e nella sua inalienabile dignità di persona creata da Dio'".

"Se infatti gli elementi costitutivi della dignità umana vengono affidati alle mutevoli opinioni umane" - ha sottolineato il Pontefice - "anche i suoi diritti, pur solennemente proclamati, finiscono per diventare deboli e variamente interpretabili".

"Iniziamo dunque guardando a Maria questo nuovo anno" - ha concluso il Santo Padre - "che riceviamo dalle mani di Dio come un 'talento' prezioso da far fruttare, come un'occasione provvidenziale per contribuire a realizzare il Regno di Dio".
HML/GIORNATA MONDIALE PACE/... VIS 20070102 (500)

DIGNITÀ DELLA PERSONA FONDAMENTO DEI DIRITTI UMANI

CITTA' DEL VATICANO, 1 GEN. 2007 (VIS). Al termine della Santa Messa nella Solennità di Maria Santissima Madre di Dio e nella ricorrenza della XL Giornata Mondiale della Pace, il Santo Padre Benedetto XVI, prima di recitare l'Angelus, ha rivolto ai fedeli e ai pellegrini presenti in Piazza San Pietro le seguenti parole:

"Quest'oggi contempliamo Gesù, nato da Maria Vergine, nella sua prerogativa di vero 'Principe della Pace'. Egli 'è la nostra pace', venuto ad abbattere il 'muro di separazione' che divide gli uomini e i popoli, cioè 'l'inimicizia'".

Benedetto XVI ha rievocato il Predecessore, il Servo di Dio Paolo VI, che volle "che l'anno si aprisse sotto la protezione di Maria Santissima, venerata come Madre di Dio" e che "il 1° gennaio diventasse anche la Giornata Mondiale della Pace: perché ogni nuovo anno incominci nella luce di Cristo, il grande pacificatore dell'umanità".

"Rinnovo quest'oggi" - ha detto Benedetto XVI - "il mio augurio di pace ai Governanti e ai Responsabili delle Nazioni e degli Organismi internazionali e a tutti gli uomini e le donne di buona volontà. Lo faccio particolarmente con lo speciale Messaggio che ho preparato insieme ai miei collaboratori del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, e che quest'anno ha per tema: 'La persona umana, cuore della pace'".

Il Messaggio, ha sottolineato ancora il Pontefice "tocca un punto essenziale, il valore della persona umana, che è la colonna portante dell'intero grande edificio della pace. Oggi si parla molto di diritti umani, ma spesso si dimentica che essi hanno bisogno di un fondamento stabile, non relativo, non opinabile. E questo non può che essere la dignità della persona. Il rispetto per questa dignità comincia dal riconoscimento e dalla tutela del suo diritto a vivere e a professare liberamente la propria religione".

"Alla Santa Madre di Dio rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera" - ha concluso il Pontefice - "perchè si sviluppi nelle coscienze il sacro rispetto per ogni persona umana e il fermo ripudio della guerra e della violenza. Aiutaci, Maria, Tu che hai dato al mondo Gesù, ad accogliere da Lui il dono della pace e ad essere sinceri e coraggiosi costruttori di pace".
ANG/PACE:DIGNITÀ UMANA/... VIS 20070102 (370)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 2 GEN. 2007 (VIS). Sua Beatitudine Cyril Mar Baselios Malancharuvil, Arcivescovo Maggiore di Trivandrum dei Siro-Malankaresi, con il consenso del Sinodo dei Vescovi e dopo aver consultato la Sede Apostolica, ha eretto a norma del canone 85, paragrafo 1, del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali l'Eparchia di Mavelikara dei Siro-Malankaresi (popolazione: 2.998.325; fedeli di rito siro-malankarese cattolici: 30.825; sacerdoti: 75; religiosi: 105), India, con territorio dismemebrato dall'Arcieparchia dei Trivandrum dei Siro-Malankaresi, rendendola suffraganea della medesima Arcieparchia.

Sua Beatitudine Cyril Mar Baselios Malancharuvil, con il consenso del Sinodo dei Vescovi, a norma del canone 85, paragrafo 2, del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, ha inoltre trasferito il Vescovo Joshuah Mar Ignathios Kizhakkeveettil, da Ausiliare dell'Archieparchia di Trivandrum dei Siro-Malankaresi, a primo Vescovo di Mavelikara dei Siro-Malankaresi (India).
ECE:NER/.../KIZHAKKEVEETTIL VIS 20070102 (140)

venerdì 29 dicembre 2006

OLTRE TRE MILIONI PELLEGRINI INCONTRI PUBBLICI CON IL PAPA

CITTA' DEL VATICANO, 29 DIC. 2006 (VIS). Sono oltre tre milioni e 222 mila i fedeli ed i pellegrini che hanno partecipato ad incontri pubblici con Papa Benedetto XVI in Vaticano o nella residenza di Castel Gandolfo nel corso dell'anno solare 2006.

 Dai dati statistici forniti dalla Prefettura della Casa Pontificia risulta che un totale di 3.222.820 persone ha assistito alle Udienze Generali del mercoledì, alle Udienze Speciali, alle Celebrazioni Liturgiche a all'Angelus domenicale.

  Delle 3.222.820 persone, 1.031.500 sono i fedeli che in Piazza San Pietro o nell'Aula Paolo VI hanno assistito alle Udienze Generali del Mercoledì, secondo il numero dei biglietti distribuiti in queste occasioni, senza contare le migliaia di persone intervenute agli incontri sprovviste di biglietto.

  Per la recita dell'Angelus sono convenute quest'anno in Piazza San Pietro 1.295.000 persone e 539.200 sono stati i fedeli che hanno partecipato alle Celebrazioni Liturgiche. Durante la Settimana Santa, nell'aprile scorso, si è registrata la più alta affluenza di fedeli: 196.000.
PD/UDIENZE PAPA/...                               VIS 20061229 (170)


VISITA PASTORALE DI BENEDETTO XVI ALLA MENSA CARITAS

CITTA' DEL VATICANO, 29 DIC. 2006 (VIS). Un Comunicato del Vicariato di Roma rende noto che giovedì 4 gennaio prossimo, il Santo Padre Benedetto XVI si recherà in visita presso la Mensa sociale della Caritas diocesana di Roma a Colle Oppio.

  Durante la visita pastorale il Papa intitolerà la Mensa alla memoria di Giovanni Paolo II scoprendo una targa commemorativa e visiterà il presepe artistico allestito dai volontari della Caritas.

  Il Santo Padre, accompagnato dal Cardinale Camillo Ruini, Vicario per la Diocesi di Roma, dal Vescovo Ausiliare del Settore Centro, Monsignor Ernesto Mandara e dal Monsignor Guerino Di Tora, Direttore della Caritas, saluterà gli ospiti della Mensa, incontrerà i volontari, gli operatori della Caritas ed i giovani del Centro giovanile "il Centro" che ha sede presso il medesimo edificio.

  La Mensa di Colle Oppio è la prima struttura di accoglienza per senza dimora fondata a Roma, aperta nel 1983 e convenzionata con il Comune di Roma. In questi 23 anni ha ospitato migliaia di disagiati italiani e stranieri, distribuendo oltre nove milioni di pasti.

  Il 20 dicembre 1992 la Mensa venne visitata da Giovanni Paolo II che, durante la visita, pronunciò la frase "L'uomo che soffre ci appartiene" ora riportata nella targa commemorativa che verrà scoperta da Benedetto XVI.
BXVI-VISITA/MENSA CARITAS/ROMA                       VIS 20061229 (220)


INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MESE DI GENNAIO

CITTA' DEL VATICANO, 29 DIC. 2006 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di gennaio 2007 è la seguente: "Perché nel nostro tempo, segnato purtroppo da non pochi episodi di violenza, i Pastori della Chiesa continuino ad indicare al cuore di ogni uomo la via della pace e dell'intesa fra i popoli".
 
  L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perchè la Chiesa in Africa diventi sempre più autentica testimone della Buona Novella di Cristo, e s'impegni in ogni Nazione nel promuovere la riconciliazione e la pace".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/GENNAIO/…                      VIS 20061229 (110)


ATTIVITÀ SANTO PADRE E SANTA SEDE AGOSTO-DICEMBRE 2006

CITTA' DEL VATICANO, 29 DIC. 2006 (VIS). Di seguito riportiamo un resoconto dei principali avvenimenti dell'attività di Benedetto XVI e della Santa Sede, dall'agosto al dicembre 2006.

AGOSTO

- 2: Telegramma di cordoglio del Santo Padre per la morte, all'età di 96 anni, del Cardinale Joahnnes Willebrands, Presidente emerito del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani.

- 11: Il Santo Padre chiede al Presidente dell'Indonesia, Signor Susilo Yudhoyono, un gesto di clemenza a favore di tre condannati a morte accusati di essere responsabili delle violenze avvenute a Poso, in Indonesia, nel 2000.

- 11: Papa Benedetto XVI designa il Cardinale Roger Etchegaray, Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, Suo Inviato Speciale in Libano per portare a tutti coloro che soffrono nella regione l'espressione della Sua spirituale vicinanza e della Sua concreta solidarietà e per pregare per la pace.

- 13: Pubblicazione del testo dell'intervista concessa dal Santo Padre Benedetto XVI alle testate televisive Bayerischer Rundfunk (ARD); ZDF; Deutsche Welle e alla Radio Vaticana,  in preparazione del prossimo Viaggio Apostolico a München, Altötting e Regensburg (Germania, 9-14 settembre).

- 19: Telegramma a Sua Beatitudine Emmanuel III Delly, Patriarca di Babilonia dei Caldei, nel quale il Santo Padre Benedetto XVI esprime la Sua vicinanza alla Chiesa cattolica caldea e chiede la liberazione del Sacerdote P. Saad Syrop Hanna, rapito a Baghdad (Iraq) il 15 agosto.

- 28: Il Santo Padre Benedetto XVI riceve la Signora Angela Merkel, Cancelliere della Repubblica Federale di Germania e Seguito.

SETTEMBRE

- 1: Visita di Papa Benedetto XVI al Santuario del Volto Santo a Manoppello (Chieti).

- 8: Lettere Credenziali del nuovo Ambasciatore del Cile presso la Santa Sede, Signor Pedro Pablo Cabrera Gaete.

- 9-14 settembre: Secondo Viaggio Apostolico in Germania del Santo Padre Benedetto XVI - il primo, nell'agosto 2005, ebbe come destinazione Colonia in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù - comprendente tre tappe: München, Altötting e Regensburg.

- 15: Nella Sala degli Svizzeri del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre accoglie la Comunità della Segreteria di Stato in occasione della nomina a Segretario di Stato del Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., finora Arcivescovo di Genova (Italia) e della cerimonia di congedo dall'ufficio di Segretario di Stato del Cardinale Angelo Sodano.

- 16: Lettere Credenziali dal nuovo Ambasciatore di Slovenia presso la Santa Sede,  Signor Ivan Rebernik.

- 17: Beatificazione della Serva di Dio Sára Salkaházi (1899-1944), dell'Istituto delle Sorelle dell'Assistenza nella Piazza della Basilica di Santo Stefano a Budapest (Ungheria), assassinata nel 1944 per aver protetto un centinaio di ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale. Nella Cattedrale di Brescia (Italia), Beatificazione del Servo di Dio Mosé Tovini (1877-1930), sacerdote della Diocesi di Brescia e catechista.

- 18: Lettere Credenziali del nuovo Ambasciatore dell'Austria presso la Santa Sede, Signor Martin Bolldorf.

- 18-25: A Belgrado (Serbia), IX Sessione Plenaria della "Commissione Mista Internazionale per il Dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa nel suo insieme".

- 20: Telegramma di cordoglio del Santo Padre Benedetto XVI per l'assassinio a Mogadiscio (Somalia), di Suor Leonella Sgorbati, della Congregazione delle Missionarie della Consolata. 

- 25: Il Santo Padre Benedetto XVI riceve in udienza il Cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, con gli Ambasciatori dei Paesi a maggioranza musulmana accreditati presso la Santa Sede ed alcuni esponenti delle comunità musulmane in Italia.

- 28: Lettere Credenziali del nuovo Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania presso la Santa Sede, Signor Hans Henning Horstmann.

- 29: Lettere Credenziali del nuovo Ambasciatore della Repubblica di Albania presso la Santa Sede, Signor Rrok Logu.

- 30: Telegramma di cordoglio del Santo Padre Benedetto XVI per la morte, all'età di 94 anni, il 29 settembre, del Cardinale Louis-Albert Vachon, emerito dell'Arcidiocesi di Québec (Canada).

OTTOBRE

- 5: Udienza al Presidente della Repubblica Federale dell'Austria, Signor Heinz Fischer.

- 6: Il Santo Padre convoca, nei giorni 5- 26 ottobre 2008, la Dodicesima Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, sul tema: "La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa".

- 8: Beatificazione della Serva di Dio: Maria Teresa di Gesù (Maria Scrilli), italiana, (1825-1889), Fondatrice della Congregazione delle Suore di Nostra Signora del Carmelo, nell'Anfiteatro Romano di Fiesole (Italia).

- 12: "Petros Eni/Pietro è qui" inaugurazione della Mostra che la Fabbrica di San Pietro in Vaticano dedica all'attuale Basilica Vaticana, nella ricorrenza dei 500 anni dalla sua fondazione, e all'Apostolo Pietro cui la Basilica è dedicata.

- 12: Nel V Centenario dei Musei Vaticani, presentazione del nuovo settore della Necropoli romana della "Via Triumphalis", scoperto nel 2003 durante i lavori per la realizzazione del parcheggio di Santa Rosa all'interno dello Stato della Città del Vaticano.

- 12:  Visita del Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica di Polonia, Signor Jaros?aw Kaczy?ski, al Santo Padre Benedetto XVI.

- 13: Telegramma di cordoglio del Santo Padre per la morte, all'età di 84 anni, del Cardinale Dino Monduzzi, Prefetto emerito della Casa Pontifica.

- 13: Visita del Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, Onorevole Romano Prodi al Santo Padre Benedetto XVI.

- 15:  Canonizzazione dei Beati: Rafael Guízar Valencia (1878-1938), Vescovo, messicano; Filippo Smaldone (1848-1923), Presbitero, italiano, Fondatore della Congregazione delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori; Rosa Venerini (1656-1728), Vergine, italiana, Fondatrice della Congregazione delle Maestre Pie Venerini; Théodore Guérin (Anne-Thérèse) (1798-1856), Vergine, francese, Fondatrice della Congregazione delle Suore della Provvidenza di Santa Maria "ad Nemus" (v.d. Saint Mary of the Woods), nella Basilica Vaticana.

- 19: Telegramma di cordoglio del Santo Padre Benedetto XVI per la morte, all'età di 77 anni, il 18 ottobre, del Cardinale Mario Francesco Pompedda, Prefetto emerito del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.

- 19: Visita Pastorale del Papa a Verona in occasione del IV Convegno Ecclesiale Italiano sul tema: "Testimoni di Gesù Risorto, speranza del mondo".

- 22: Beatificazione della Serva di Dio: Margarita María López de Maturana Ortiz de Zarate, spagnola, (1884-1934), Fondatrice dell'Istituto delle Suore Mercedarie Missionarie, nella Cattedrale di Bilbao (Spagna).

- 26:  Lettere Credenziali del nuovo Ambasciatore del Belgio presso la Santa Sede, Signor Frank De Coninck.

- 26: Udienza ai partecipanti al Quinto Convegno Internazionale degli Ordinariati Militari, in occasione del ventesimo anniversario della Costituzione Apostolica "Spirituali militum curae", promulgata dal Servo di Dio Giovanni Paolo II.

- 27: Udienza al Signor José Ramos-Horta, Primo Ministro di Timor Orientale, e Seguito.

- 29: Beatificazione del Servo di Dio: Paul Josef Nardini, (1821-1862), tedesco, Sacerdote diocesano e Fondatore delle Religiose Francescane della Sacra Famiglia, nella Cattedrale di Speyer (Germania).

NOVEMBRE

- 5: Beatificazione del Servo di Dio: Mariano de la Mata Aparicio, spagnolo, (1905-1983), Sacerdote professo dell'Ordine di Sant'Agostino, nella Cattedrale di San Paolo (Brasile).

- 6: Udienza al Presidente della Repubblica d'Ungheria, Signor László Sólyom.

- 10:  Udienza al Presidente della Repubblica di Cipro, Signor Tassos Papadopoulos.

- 13: Lettere Credenziali del nuovo Ambasciatore del Giappone presso la Santa Sede, Signor Kagefumi Ueno.

- 14: Pubblicazione del Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la 93ema Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, (14 gennaio 2007), sul tema. "La famiglia migrante".
- 18: Udienza al Presidente della Repubblica Federale di Germania, Dottor Horst Köhler.

- 20: Il Santo Padre Benedetto XVI riceve in visita ufficiale in Vaticano, il Presidente della Repubblica Italiana, Onorevole Giorgio Napolitano, eletto alla Presidenza della Repubblica il 15 maggio 2006.

- 21: Nella primavera 2007 pubblicazione di un nuovo libro del Santo Padre Benedetto XVI intitolato "Gesù di Nazareth. Dal Battesimo nel Giordano alla Trasfigurazione".

- 21-26: Visita ufficiale al Santo Padre dell'Arcivescovo di Canterbury e Primate della Comunione Anglicana, Sua Grazia Dottor Rowan Williams.

- 24: Visita al Santo Padre Benedetto XVI del Presidente della Repubblica di Honduras, Signor José Manuel Zelaya Rosales.

- 28 nov. - 1 dic.: Viaggio Apostolico del Santo Padre Benedetto XVI in Turchia, quinto Viaggio all'estero del Suo Pontificato, comprendente tappe ad Ankara, Efeso ed Istanbul.

- 30: Dichiarazione Congiunta firmata dal Santo Padre Benedetto XVI e da Sua Santità Bartolomeo I nel Patriarcato Ecumenico ad Istanbul.

DICEMBRE

- 3: Beatificazione della Serva di Dio Eufrasia del Sacro Cuore di Gesù Eluvathingal, (al secolo Rosa Eluva Thingal), indiana, (1877-1952), Suora professa della Congregazione delle Suore della Madre del Carmelo, ad Ollur, Arcidiocesi di Trichur, (India).

- 10: Visita Pastorale del Santo Padre alla Parrocchia di Santa Maria Stella dell'Evangelizzazione al Torrino (Nord), nel settore Sud della Diocesi di Roma, per la Celebrazione della Santa Messa e la Dedicazione della nuova Chiesa.

- 11: Telegramma di cordoglio del Santo Padre Benedetto XVI per la morte, all'età di 88 anni, il 10 dicembre, del Cardinale Salvatore Pappalardo, Arcivescovo emerito di Palermo (Italia).

- 11: Conferenza Stampa di presentazione dei lavori che hanno portato alla luce il sarcofago di San Paolo nella Basilica romana di San Paolo fuori le Mura, presieduta dal Cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, Arciprete della Basilica di San Paolo fuori le Mura.

- 12:  Pubblicazione del Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la Giornata Mondiale della Pace (1° gennaio 2007), sul tema: "La persona umana, cuore della pace".

- 13-16: Prima Visita Ufficiale di Sua Beatitudine Christodoulos, Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, al Santo Padre Benedetto XVI e alla Chiesa di Roma e firma, il 14 dicembre, di una Dichiarazione comune.

- 13: Pubblicazione del Messaggio del Santo Padre per la XV Giornata Mondiale del Malato, in programma a Seoul (Corea), l'11 febbraio 2007, memoria liturgica della Beata Maria Vergine di Lourdes.

- 13: Udienza al Signor Ehud Olmert, Primo Ministro dello Stato d'Israele.

- 14: Presentazione delle Lettere Credenziali dei seguenti nuovi Ambasciatori presso la Santa Sede: Signor Lars Moller, Ambasciatore di Danimarca, Signor Maratbek Salievic Bakiev, Ambasciatore del Kyrgyzstan, Signor Carlos Dos Santos, Ambasciatore del Mozambico, Principessa Elizabeth Bagaya, Ambasciatrice dell'Uganda, Signor Makram Obeid, Ambasciatore di Siria ed il Signor Makase Nyaphisi, Ambasciatore del Lesotho.

- 15: Prima Visita Ufficiale alla Santa Sede di Sua Beatitudine Antonios Naguib, Patriarca di Alessandria dei Copti, dopo la sua elezione, nel marzo scorso.

- 16: La Santa Sede e la Repubblica di Montenegro decidono di comune accordo di stabilire tra di loro relazioni diplomatiche a livello di Nunziatura Apostolica da parte della Santa Sede e di Ambasciata da parte della Repubblica di Montenegro.

- 20: Benedetto XVI riceve il "Premio della Carità" dalla Fondazione Banco Alimentare onlus per aver voluto "porre come dimensione naturale dell'esistenza cristiana, la carità come dono di sé commosso all'altro".
.../ATTIVITÀ 2006/...                             VIS 20061229 (1730)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 29 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AP/.../...                                 VIS 20061229 (30)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 29 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Jorge Herbas Balderrama, O.F.M., Vescovo Coadiutore della Prelatura di Aiquile (superficie: 23.325; popolazione: 230.000; cattolici: 200.000; sacerdoti: 27; religiosi: 86), Bolivia. Il Vescovo eletto è nato nel 1963 a Mizque (Bolivia), ha emesso la prima professione nell'Ordine Francescano nel 1986, quella solenne nel 1989 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1990. È stato finora Segretario per la formazione e gli studi della Provincia Francescana di San Antonio e Presidente del Tribunale Ecclesiastico di Prima Istanza dell'Arcidiocesi di Cochabamba (Bolivia).
NEC/.../HERBAS BALDERRAMA                           VIS 20061229 (100)


giovedì 28 dicembre 2006

NESSUNO STRANIERO MONDO DA QUANDO GESÙ POSE SUA TENDA


CITTA' DEL VATICANO, 24 DIC. 2006 (VIS). Poco prima delle 12:00 di oggi, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  "La celebrazione del Santo Natale è ormai imminente" - ha detto il Papa - "Nel divino Neonato, che deporremo nel presepe, si rende manifesta la nostra salvezza. Nel Dio che si fa uomo per noi, ci sentiamo tutti amati ed accolti, scopriamo di essere preziosi e unici agli occhi del Creatore".

  "Il Natale di Cristo" - ha sottolineato il Pontefice - "ci aiuta a prendere coscienza di quanto valga la vita umana, la vita di ogni essere umano, dal suo primo istante al suo naturale tramonto. A chi apre il cuore a questo 'bambino avvolto in fasce' e giacente 'in una mangiatoia', egli offre la possibilità di guardare con occhi nuovi le realtà di ogni giorno. Potrà assaporare la potenza del fascino interiore dell'amore di Dio, che riesce a trasformare in gioia anche il dolore".

  "Prepariamoci, cari amici, ad incontrare Gesù, l'Emmanuele, Dio con noi. Nascendo nella povertà di Betlemme, Egli vuole farsi compagno di viaggio di ciascuno. In questo mondo, da quando Lui stesso ha voluto porvi la sua 'tenda', nessuno è straniero. (...) Il dono sorprendente del Natale è proprio questo: Gesù è venuto per ciascuno di noi e in lui ci ha resi fratelli. L'impegno corrispondente è quello di superare sempre più i preconcetti e i pregiudizi, abbattere le barriere ed eliminare i contrasti che dividono, o peggio, contrappongono gli individui e i popoli, per costruire insieme un mondo di giustizia e di pace".
ANG/NATALE/...                                   VIS 061228 (300)


DIO CHIEDE IL NOSTRO AMORE PERCIÒ SI FA BAMBINO


CITTA' DEL VATICANO, 24 DIC. 2006 (VIS). A mezzanotte, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, nella Basilica Vaticana, la Santa Messa della Notte per la Solennità del Natale del Signore 2006. Con il Papa hanno concelebrato 36 Cardinali.

  Nell'omelia, Benedetto XVI ha affermato: "Il segno di Dio è la semplicità. Il segno di Dio è il bambino. Il segno di Dio è che Egli si fa piccolo per noi. È questo il suo modo di regnare. Egli non viene con potenza e grandiosità esterne. Egli viene come bambino - inerme e bisognoso del nostro aiuto. Non vuole sopraffarci con la forza. Ci toglie la paura della sua grandezza. Egli chiede il nostro amore: perciò si fa bambino".

  "Dio" - ha proseguito il Pontefice - "si è fatto piccolo affinché noi potessimo comprenderLo, accoglierLo, amarLo. (...)  Il Figlio stesso è la Parola, è il 'Logos'; la Parola eterna si è fatta piccola - così piccola da entrare in una mangiatoia. Si è fatta bambino, affinché la Parola diventi per noi afferrabile. Così Dio ci insegna ad amare i piccoli. Ci insegna così ad amare i deboli. Ci insegna in questo modo il rispetto di fronte ai bambini. Il bambino di Betlemme dirige il nostro sguardo verso tutti i bambini, particolarmente i bambini sofferenti ed abusati nel mondo, i nati come i non nati. Verso i bambini che, come soldati, vengono introdotti in un mondo di violenza; verso i bambini che devono mendicare; verso i bambini che soffrono la miseria e la fame; verso i bambini che non sperimentano nessun amore. In tutti loro è il bambino di Betlemme che ci chiama in causa; ci chiama in causa il Dio che si è fatto piccolo".

  "Dio, per noi, si è fatto dono. Ha donato se stesso. Si prende tempo per noi. Egli, l'Eterno che è al di sopra del tempo, ha assunto il tempo, ha tratto in alto il nostro tempo presso di sé. Natale è diventato la festa dei doni per imitare Dio che ha donato se stesso a noi. Lasciamo che il nostro cuore, la nostra anima e la nostra mente siano toccati da questo fatto! Tra i tanti doni che compriamo e riceviamo non dimentichiamo il vero dono: di donarci a vicenda qualcosa di noi stessi! Di donarci a vicenda il nostro tempo. Di aprire il nostro tempo per Dio. Così si scioglie l'agitazione. Così nasce la gioia, così si crea la festa".

  "L'uomo, per vivere, ha bisogno del pane, del frutto della terra e del suo lavoro" - ha concluso il Pontefice - "Ma non vive di solo pane. Ha bisogno di nutrimento per la sua anima: ha bisogno di un senso che riempia la sua vita. Così, per i Padri, la mangiatoia degli animali è diventata il simbolo dell'altare, sul quale giace il Pane che è Cristo stesso: il vero cibo per i nostri cuori. E vediamo ancora una volta, come Egli si sia fatto piccolo: nell'umile apparenza dell'ostia, di un pezzettino di pane, Egli ci dona se stesso".
HML/NATALE/...                                   VIS 20061228 (510)


SALVATORE NATO MONDO PERCHÈ SA CHE ABBIAMO BISOGNO LUI

CITTA' DEL VATICANO, 25  DIC. 2006 (VIS). Alle ore 12 di oggi, Solennità del Natale del Signore, dalla Loggia della Benedizione, il Santo Padre Benedetto XVI ha rivolto il tradizionale Messaggio natalizio ai fedeli presenti in Piazza San Pietro e a quanti lo ascoltavano attraverso la radio e la televisione ed ha impartito la Benedizione "Urbi et Orbi".

  Riportiamo di seguito alcuni estratti del Messaggio:

"'Salvator noster natus est in mundo'! 'È nato nel mondo il nostro Salvatore'! Questa notte, ancora una volta, abbiamo riascoltato nelle nostre Chiese quest'annuncio che, nonostante il trascorrere dei secoli, conserva inalterata la sua freschezza. (...) Ma ha ancora valore e significato un 'Salvatore' per l'uomo del terzo millennio? È ancora necessario un 'Salvatore' per l'uomo che ha raggiunto la Luna e Marte e si dispone a conquistare l'universo; per l'uomo che esplora senza limiti i segreti della natura e riesce a decifrare persino i codici meravigliosi del genoma umano?"

  "Ha bisogno di un Salvatore" - ha proseguito il Pontefice - "l'uomo che ha inventato la comunicazione interattiva, che naviga nell'oceano virtuale di internet e, grazie alle più moderne ed avanzate tecnologie massmediali, ha ormai reso la Terra, questa grande casa comune, un piccolo villaggio globale? Si presenta come sicuro ed autosufficiente artefice del proprio destino, fabbricatore entusiasta di indiscussi successi quest'uomo del secolo ventunesimo".

  "Sembra, ma così non è. Si muore ancora di fame e di sete, di malattia e di povertà in questo tempo di abbondanza e di consumismo sfrenato. C'è ancora chi è schiavo, sfruttato e offeso nella sua dignità; chi è vittima dell'odio razziale e religioso, ed è impedito da intolleranze e discriminazioni, da ingerenze politiche e coercizioni fisiche o morali, nella libera professione della propria fede. C'è chi vede il proprio corpo e quello dei propri cari, specialmente bambini, martoriato dall'uso delle armi, dal terrorismo e da ogni genere di violenza in un'epoca in cui tutti invocano e proclamano il progresso, la solidarietà e la pace per tutti".

  "E che dire di chi, privo di speranza, è costretto a lasciare la propria casa e la propria patria per cercare altrove condizioni di vita degne dell'uomo? Che fare per aiutare chi è ingannato da facili profeti di felicità, chi è fragile nelle relazioni e incapace di assumere stabili responsabilità per il proprio presente e per il proprio futuro, si trova a camminare nel tunnel della solitudine e finisce spesso schiavo dell'alcool o della droga? Che pensare di chi sceglie la morte credendo di inneggiare alla vita?".

  "Come non sentire che proprio dal fondo di questa umanità gaudente e disperata si leva un'invocazione straziante di aiuto? È Natale: oggi entra nel mondo 'la luce vera, quella che illumina ogni uomo'. 'Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi', proclama l'evangelista Giovanni".

  "Oggi, anche oggi, 'il nostro Salvatore è nato nel mondo', perché sa che abbiamo bisogno di Lui. Malgrado le tante forme di progresso, l'essere umano è rimasto quello di sempre: una libertà tesa tra bene e male, tra vita e morte. È proprio lì, nel suo intimo, in quello che la Bibbia chiama il 'cuore', che egli ha sempre necessità di essere 'salvato'. E nell'attuale epoca post moderna ha forse ancora più bisogno di un Salvatore, perché più complessa è diventata la società in cui vive e più insidiose si sono fatte le minacce per la sua integrità personale e morale. Chi può difenderlo se non Colui che lo ama al punto da sacrificare sulla croce il suo unigenito Figlio come Salvatore del mondo?".

  "Con viva apprensione penso, in questo giorno di festa, alla regione del Medio Oriente, segnata da innumerevoli e gravi crisi e conflitti, ed auspico che si apra a prospettive di pace giusta e duratura, nel rispetto degli inalienabili diritti dei popoli che la compongono. Metto nelle mani del divino Bambino di Betlemme i segnali di ripresa del dialogo tra Israeliani e Palestinesi, di cui siamo stati testimoni in questi giorni, e la speranza di ulteriori confortanti sviluppi".

  "Confido che, dopo tante vittime, distruzioni e incertezze, sopravviva e progredisca un Libano democratico, aperto agli altri, in dialogo con le culture e le religioni. Faccio appello a quanti hanno in mano i destini dell'Iraq, perché cessi l'efferata violenza che insanguina il Paese e sia assicurata ad ogni suo abitante un'esistenza normale. Invoco Dio perché nello Sri Lanka trovi ascolto, nelle parti in lotta, l'anelito delle popolazioni per un avvenire di fraternità e di solidarietà; perché nel Darfur e dovunque in Africa si ponga fine ai conflitti fratricidi e vengano presto rimarginate le ferite aperte nella carne di quel Continente, si consolidino i processi di riconciliazione, di democrazia e di sviluppo. Conceda il divino Bambino, Principe della pace, che si estinguano quei focolai di tensione che rendono incerto il futuro di altre parti del mondo, in Europa come in America Latina".

  "Il nostro Salvatore è nato per tutti. Dobbiamo proclamarlo non solo con le parole, ma anche con l'intera nostra vita, dando al mondo la testimonianza di comunità unite ed aperte, nelle quali regna la fraternità e il perdono, l'accoglienza e il servizio reciproco, la verità, la giustizia e l'amore".

  "Solo riscoprendo il dono ricevuto la Chiesa può testimoniare a tutti Cristo Salvatore; lo fa con entusiasmo e passione, nel pieno rispetto di ogni tradizione culturale e religiosa; lo fa con gioia sapendo che Colui che annuncia non toglie nulla di ciò che è autenticamente umano, ma lo porta al suo compimento. In verità, Cristo viene a distruggere soltanto il male, solo il peccato; il resto, tutto il resto Egli eleva e perfeziona. Cristo non ci salva dalla nostra umanità, ma attraverso di essa; non ci salva dal mondo, ma è venuto nel mondo perché il mondo si salvi per mezzo di Lui".

  Al termine del Messaggio il Papa ha augurato Buon Natale in 62 lingue e quindi ha impartito la Benedizione "Urbi et Orbi".
MESS/URBI ET ORBI/...                               VIS 20061228 (990)


PERSEGUITATI PER TESTIMONIARE VANGELO AFFIDATI A MARIA


CITTA' DEL VATICANO, 26 DIC. 2006 (VIS). Prima della recita dell'Angelus con le migliaia di fedeli convenuti in Piazza San Pietro, il Papa ha ricordato che oggi celebriamo la festa di Santo Stefano, diacono e primo martire.

  Il ricordo del "Protomartire", all'indomani della solennità del Natale, ha detto Papa Benedetto XVI, "può lasciare stupiti, perché colpisce il contrasto tra la pace e la gioia di Betlemme e il dramma di Stefano, lapidato a Gerusalemme nella prima persecuzione contro la Chiesa nascente".

  "In realtà" - ha proseguito il Pontefice - "l'apparente stridore viene superato se consideriamo più in profondità il mistero del Natale. Il Bambino Gesù, che giace nella grotta, è l'Unigenito Figlio di Dio fattosi uomo. Egli salverà l'umanità morendo in croce".

  "Nei primi quattro secoli del cristianesimo" - ha ricordato il Papa - "tutti i santi venerati dalla Chiesa erano martiri. (...) La loro morte non incuteva paura e tristezza, ma entusiasmo spirituale che suscitava sempre nuovi cristiani. Per i credenti, il giorno della morte, ed ancor più il giorno del martirio, non è la fine di tutto, bensì il 'transito' verso la vita immortale, è il giorno della nascita definitiva, in latino 'dies natalis'. (...) Se Gesù non fosse nato sulla terra, gli uomini non avrebbero potuto nascere al Cielo. Proprio perché Cristo è nato, noi possiamo 'rinascere'!".

  "Maria, che strinse fra le braccia il Redentore a Betlemme, soffrì anche Lei un martirio interiore. Condivise la sua passione e dovette, ancora una volta, prenderlo tra le sue braccia una volta schiodato dalla croce. A questa Madre, che ha conosciuto la gioia della nascita e lo strazio della morte del suo divin Figlio, affidiamo quanti sono perseguitati e soffrono, in vario modo, per testimoniare e servire il Vangelo".

  "Con speciale vicinanza spirituale, penso anche a quei cattolici che mantengono la propria fedeltà alla Sede di Pietro senza cedere a compromessi, a volte anche a prezzo di gravi sofferenze. Tutta la Chiesa ne ammira l'esempio e prega perché essi abbiano la forza di perseverare, sapendo che le loro tribolazioni sono fonte di vittoria, anche se al momento possono sembrare un fallimento".
ANG/SANTO STEFANO:MARTIRI/...                       VIS 20061228 (360)


LA GLORIA DI DIO SI MANIFESTA NELLA SALVEZZA DELL'UOMO


CITTA' DEL VATICANO, 27 DIC. 2006 (VIS). Tema della catechesi del Santo Padre Benedetto XVI per l'Udienza Generale del Mercoledì, tenutasi nell'aula Paolo VI, è stato il mistero del Natale appena celebrato.

  "L'odierno incontro si svolge nel clima natalizio pervaso di intima gioia per la nascita del Salvatore" - ha detto il Papa - "Risuonano nel nostro animo le parole dell'evangelista Giovanni, del quale proprio oggi celebriamo la festa: 'Et Verbum caro factum est - Il Verbo si è fatto carne e venne ad abitare in mezzo a noi'. A Natale, dunque, Dio è venuto ad abitare fra noi; è venuto per noi, per restare con noi. Una domanda attraversa questi duemila anni di storia cristiana: 'Ma perché lo ha fatto, perché Dio si è fatto uomo?'".

  "Ci aiuta a rispondere a questo interrogativo il canto che gli angeli intonarono sulla grotta di Betlemme: 'Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama'. (...) Il termine 'gloria' (doxa)" - ha spiegato il Pontefice - "indica lo splendore di Dio che suscita la riconoscente lode delle creature. (...) 'Pace' (eirene) sta a sintetizzare la pienezza dei doni messianici, la salvezza cioè che, come nota sempre l'Apostolo, si identifica con Cristo stesso: 'Egli è, infatti, la nostra pace'. Vi è infine il riferimento agli uomini 'di buona volontà'. 'Buona volontà' (eudokia), nel linguaggio comune, fa pensare alla 'buona volontà' degli uomini, ma è qui indicato piuttosto il 'buon volere' di Dio verso gli uomini, che non conosce limiti. Ed ecco allora il messaggio del Natale: con la nascita di Gesù, Dio ha manifestato il suo buon volere verso tutti".

  "La gloria di Dio si manifesta, dunque, nella salvezza dell'uomo, che Dio ha tanto amato 'da dare - come afferma l'evangelista Giovanni - il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in Lui non muoia, ma abbia la vita eterna'. È dunque l'amore la ragione ultima dell'incarnazione di Cristo. Eloquente è al riguardo la riflessione del teologo H.U. von Balthasar, il quale ha scritto: Dio 'non è, in primo luogo, potenza assoluta, ma amore assoluto la cui sovranità non si manifesta nel tenere per sé ciò che gli appartiene, ma nel suo abbandono" (Mysterium paschale I, 4)".

  "Il Dio che contempliamo nel presepe è Dio-Amore" - ha ribadito Benedetto XVI -  "A questo punto l'annuncio degli angeli suona per noi anche come un invito: 'sia' gloria a Dio nel più alto dei cieli, 'sia' pace in terra agli uomini che Egli ama. L'unico modo di glorificare Dio e di costruire la pace nel mondo consiste nell'umile e fiduciosa accoglienza del dono di Natale: l'amore".
ANG/NATALE:AMORE/...                               VIS 20061228 (450)


CONSEGNATO AL PAPA UN MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELL'IRAN


CITTA' DEL VATICANO, 27 DIC. 2006 (VIS). Un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede ha annunciato che al termine dell'Udienza Generale di oggi il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto, in una saletta attigua all'Aula Paolo VI, il Ministro degli Esteri della Repubblica Islamica dell'Iran, Signor Manouchehr Mottaki, insieme con il Vice Presidente della Repubblica, Signor Esfandijar Rahim Mashai, che hanno consegnato al Papa un messaggio del Presidente Mahmoud Ahmadinejad.

  "Nel corso del colloquio" - si legge nel Comunicato - "i Rappresentanti iraniani hanno espresso al Papa i lori auguri e il compiacimento per i 50 anni di relazioni diplomatiche fra Iran e Santa Sede".

  "Per parte Sua il Santo Padre ha ricambiato gli auguri e riaffermato il ruolo che la Santa Sede intende esercitare per la pace nel mondo, non come autorità politica, ma religiosa e morale, facendo appello alle coscienze perché i problemi dei popoli vengano sempre risolti nel dialogo, nella mutua comprensione e nella pace".
OP/VISITA RAPPRESENTANTI IRANIANI/AHMADINEJAD VIS 20061228 (170)


IN BREVE

TELEGRAMMA DI CORDOGLIO PER L'ESPLOSIONE DI UN OLEODOTTO ALLA PERIFERIA DI LAGOS (NIGERIA), il 26 dicembre scorso, che ha causato centinaia di vittime, fatto pervenire dal Santo Padre Benedetto XVI, tramite il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, al Cardinale Anthony Olubunmi Okogie, Arcivescovo di Lagos.

IL SANTO PADRE HA INVIATO UN MESSAGGIO IN OCCASIONE DEL NATALE ai cattolici che vivono nella regione del Medio Oriente, ai quali esprime la sua "vicinanza spirituale" ed auspica che questo tempo liturgico "segni un termine o almeno un sollievo per tante sofferenze e dia a tante famiglie quel supplemento di speranza che è necessario per perseverare nell'arduo compito di promuovere la pace in un mondo ancora tanto lacerato e diviso". Il Papa scrive inoltre: "Spero vivamente che la Provvidenza faccia sì che le circostanze permettano un mio pellegrinaggio nella terra resa santa dagli avvenimenti della Storia della Salvezza".

IL PAPA HA INVIATO UN MESSAGGIO TRAMITE IL CARDINALE TARCISIO BERTONE, SEGRETARIO DI STATO, ai partecipanti all'Incontro Europeo dei Giovani promosso dalla Comunità di Taizé, in programma a Zagabria, dal 28 dicembre al 1° gennaio 2007. "In questa terra croata, segnata nel corso degli anni passati dai conflitti" - scrive il Papa nel Messaggio - "voi siete segno di nuova speranza e dimostrate che voi, i giovani, volete un'umanità nuova, fondata sul riconoscimento di tutte le persone, indipendentemente dalla sua nazionalità e dalla sua religione".

SABATO 23 DICEMBRE, HA AVUTO LUOGO UNA BREVE CERIMONIA, alla quale hanno partecipato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato ed il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale del Papa, l'Amministratore Delegato delle Ferrovie dello Stato, Ingegner Mauro Moretti, e il Sindaco di Roma, Onorevole Walter Veltroni, per la dedica della Stazione Termini a Papa Giovanni Paolo II. Due stele alte quasi dodici metri sono state collocate nei punti più frequentati della stazione.
.../IN BREVE/...                                           VIS 20061223 (320)


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