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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 21 dicembre 2006

COMUNICATI NOMINA ARCIVESCOVO METROPOLITA VARSAVIA


CITTA' DEL VATICANO, 21 DIC. 2006 (VIS). Di seguito riportiamo il testo di due Comunicati, il primo della Presidenza della Conferenza Episcopale Polacca ed il secondo della Sala Stampa della Santa Sede, relativi alla nomina del nuovo Arcivescovo Metropolita di Varsavia Monsignor Stanislaw Wielgus:

Comunicato della Presidenza della Conferenza Episcopale Polacca:

  "In relazione alle accuse avanzate verso Sua Eccellenza Monsignor Stanis?aw Wielgus da parte dei mezzi di comunicazione polacchi, la Presidenza della Conferenza Episcopale Polacca richiama l'attenzione sulla pubblica lesione del diritto alla buona fama di una concreta persona da essi commessa".

  "La situazione che è venuta a determinarsi provoca un'inquietudine ancora maggiore dal momento che si è creato un chiaro esempio di 'lustrazione selvaggia' [lustrazione è il termine tecnico per il procedimento di riconoscimento delle responsabilità di collaborazione con gli organi di sicurezza del regime comunista]. Tale situazione è specialmente offensiva nel caso di un ecclesiastico: infatti il semplice verificarsi di una conversazione di un sacerdote con gli esponenti dei servizi di sicurezza comunisti non può in se stesso attestare una collaborazione immorale, dato che non di rado tale conversazione aveva carattere di ufficio, o doveva essere intrapresa per ragioni pastorali o di svolgimento degli studi, dietro consenso del proprio vescovo".

  "Ci appelliamo perciò a che venga rispettata la decisione del Santo Padre Benedetto XVI, che ha manifestato fiducia alla persona nominata, affidandogli l'ufficio di Arcivescovo Metropolita di Varsavia".

  "Esprimendo solidarietà verso Sua Eccellenza Monsignor Wielgus, affidiamo a Dio la sua persona ed il nuovo ministero a lui affidato".

  "Confidiamo che il subbuglio mediatico che si è creato non rovini l'atmosfera religiosa e familiare che accompagna le feste del Natale".

Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede:

  "La Santa Sede, nel decidere la nomina del nuovo Arcivescovo Metropolita di Varsavia, ha preso in considerazione tutte le circostanze della sua vita, tra cui anche quelle riguardanti il suo passato. Ciò significa che il Santo Padre nutre verso Sua Eccellenza Monsignor Stanis?aw Wielgus piena fiducia e, con piena consapevolezza, gli ha affidato la missione di Pastore dell'Arcidiocesi di Varsavia".
OP/ARCIVESCOVO VARSAVIA/WIELGUS                   VIS 20061221 (350)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 21 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L'Arcivescovo Giovanni Lajolo, Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

- L'Arcivescovo Stanislaw Rylko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici.
AP/.../...                                         VIS 20061221 (60)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 21 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Don Carlo Chenis, S.D.B., Vescovo di Civitavecchia-Tarquinia (superficie: 876; popolazione: 85.000; cattolici: 82.750; sacerdoti: 68; religiosi: 182; diaconi permanenti: 10), Italia. Il Vescovo eletto, finora Segretario della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, è nato a Torino (Italia), nel 1954, professo nella Congregazione salesiana di San Giovanni Bosco dal 1971, è stato ordinato sacerdote nel 1984. Succede al Vescovo Girolamo Grillo, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../CHENIS:GRILLO                                   VIS 20061221 (100)


mercoledì 20 dicembre 2006

UMANITÀ ATTENDE AVVENTO SALVATORE CHE RINNOVA MONDO

CITTA' DEL VATICANO, 20 DIC. 2006 (VIS). Il mistero del Natale ormai prossimo è stato il tema della catechesi del Santo Padre Benedetto XVI per l'Udienza Generale di oggi tenutasi nell'Aula Paolo VI.

  "'Il Signore è vicino: venite, adoriamo'. Con questa invocazione la liturgia ci invita, in questi ultimi giorni dell'Avvento" - ha detto il Santo Padre - "ad avvicinarci, quasi in punta dei piedi, alla grotta di Betlemme, dove si è compiuto l'evento straordinario, che ha cambiato il corso della storia: la nascita del Redentore. Nella Notte di Natale ci fermeremo, ancora una volta, dinanzi al presepe, a contemplare stupiti il 'Verbo fatto carne'. (...) Da molti secoli il popolo eletto attendeva il Messia, ma lo immaginava come un potente e vittorioso condottiero che avrebbe liberato i suoi dall'oppressione degli stranieri. Il Salvatore nacque invece nel silenzio e nella più assoluta povertà".

  "L'umanità del nostro tempo attende ancora un Salvatore?" - si è chiesto il Pontefice ed ha proseguito affermando: "Si ha la sensazione che molti considerino Dio come estraneo ai propri interessi. Apparentemente non hanno bisogno di Lui; vivono come se non esistesse e, peggio, come se fosse un 'ostacolo' da rimuovere per realizzare se stessi. Anche fra i credenti - siamo certi - alcuni si lasciano attrarre da allettanti chimere e distrarre da fuorvianti dottrine che propongono illusorie scorciatoie per ottenere la felicità".

  "Eppure, pur con le sue contraddizioni, le sue angustie e i suoi drammi, e forse proprio per questi, l'umanità oggi cerca una strada di rinnovamento, di salvezza, cerca un Salvatore e attende, talora inconsapevolmente, l'avvento del Salvatore che rinnova il mondo e la nostra vita, l'avvento di Cristo, l'unico vero Redentore dell'uomo e di tutto l'uomo".

  "Certo, falsi profeti continuano a proporre una salvezza a 'basso prezzo', che finisce sempre per generare cocenti delusioni. Proprio la storia degli ultimi cinquant'anni dimostra questa ricerca di un Salvatore a 'basso prezzo' ed evidenzia tutte le delusioni che ne sono derivate".

  "È compito di noi cristiani diffondere" - ha ribadito il Pontefice - "con la testimonianza della vita, la verità del Natale, che Cristo reca a ogni uomo e donna di buona volontà. Nascendo nella povertà del presepe, Gesù viene ad offrire a tutti quella gioia e quella pace che sole possono colmare l'attesa dell'animo umano".

  Nelle parole di saluto in italiano, a conclusione dell'Udienza, il Santo Padre Benedetto XVI ha detto: "Tra qualche giorno è Natale e immagino che nelle vostre case si stia ultimando l'allestimento del presepe, che costituisce una quanto mai suggestiva rappresentazione della Natività. Auspico che un elemento così importante, non solo della nostra spiritualità, ma anche della nostra cultura e dell'arte, continui ad essere un semplice ed eloquente modo per ricordare Colui che è venuto 'ad abitare in mezzo a noi'".

  Al termine dell'Udienza, il Papa ha ricevuto il "Premio della Carità" dalla Fondazione Banco Alimentare onlus che organizza la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare (25 novembre). La motivazione del Premio, si legge in un Comunicato di detta Fondazione, è che dall'inizio del suo Pontificato, il Santo Padre "ha voluto porre come dimensione naturale dell'esistenza cristiana, la carità come dono di sé commosso all'altro".

  La cerimonia di conferimento del Premio al Pontefice ha coinciso con l'annuncio della decisione del Santo Padre di devolvere parte degli utili dei propri diritti d'autore al Centro studi che l'associazione dei suoi ex studenti di teologia intende intitolargli, come ha spiegato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, intervenuto ad un incontro della Libreria Editrice Vaticana con gli editori internazionali degli scritti di Joseph Ratzinger. Benedetto XVI, ha precisato il Cardinale Bertone, "desidera che vengano finanziate delle borse di studio di teologia fondamentale, di studi patristici e studi biblici".
AG/NATALE/...                                   VIS 20061220 (620)


CERIMONIA ACCENSIONE LUCI ALBERO NATALE PIAZZA SAN PIETRO

CITTA' DEL VATICANO, 20 DIC. 2006 (VIS). L'Arcivescovo Giovanni Lajolo, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, presiederà questa sera la cerimonia di accensione delle luci dell'Albero di Natale, collocato in Piazza San Pietro, mercoledì scorso, accanto al Presepio in via di allestimento.
 
  Alla cerimonia, il cui inizio è previsto alle 16:30, assisteranno autorità religiose e civili della Regione Calabria, che quest'anno ha donato l'abete, di quasi 30 metri e del peso di più di 7 tonnellate, proveniente dalla zona boschiva Piccola Sila.

  La Sacra Rappresentazione, che sarà inaugurata la sera del 24 dicembre, è composta da una serie di diciassette statue a grandezza naturale, delle quali nove sono originali e provengono dal Presepio allestito nel 1842 da San Vincenzo Pallotti, nella Chiesa di Sant'Andrea della Valle, mentre le altre otto sono state aggiunte nel corso degli anni per arricchire la scenografia di insieme. Quest'anno la Provincia Autonoma di Trento e il Comune di Tesero - comune della Val di Fiemme situato a 1.000 metri di altitudine - hanno partecipato all'allestimento del presepio offrendo delle statue lignee a grandezza naturale ed oggetti di uso domestico per la rappresentazione della vita quotidiana.

  L'Associazione Amici del Presepio di Tesero, fondata nel 1965, ha organizzato nell'Aula Paolo VI, una Mostra di venti antichi presepi di Tesero.

  La tradizione di collocare il Presepio e l'Albero di Natale in Piazza San Pietro, voluta da Giovanni Paolo II, ha avuto inizio nel 1982.
.../PRESEPIO:ALBERO SAN PIETRO/LAJOLO               VIS 20061220 (260)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 20 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Shreveport (Stati Uniti d'America), presentata dal Vescovo William Benedict Friend, per raggiunti limiti d'età.
RE/.../FRIEND                                     VIS 20061220 (40)

martedì 19 dicembre 2006

PACE DURATURA NELLA REGIONE DEI GRANDI LAGHI


CITTA' DEL VATICANO, 19 DIC. 2006 (VIS). Il 14 e 15 dicembre ha avuto luogo a Nairobi (Kenya), il Secondo Vertice della Conferenza Internazionale sulla Regione dei Grandi Laghi, alla quale il Santo Padre Benedetto XVI ha voluto rendersi presente con un Messaggio, a firma del Segretario di Stato Cardinale Tarcisio Bertone, indirizzato al Signor Mwai Kibaki, Presidente della Repubblica del Kenya e Presidente di turno della medesima Conferenza.

  Al Secondo Vertice della Conferenza Internazionale sulla Regione dei Grandi Laghi hanno preso parte i Capi di Stato e di Governo di undici Paesi della Regione, come pure quelli di altri Stati limitrofi e associati. La Santa Sede vi ha partecipato con una Delegazione guidata dall'Arcivescovo Luigi Travaglino, Nunzio Apostolico, in qualità di Inviato Speciale.

  Nel Messaggio il Cardinale Bertone scrive che il presente Vertice "deve nuovamente assumersi la sfida di rispondere alla profonda aspirazione delle popolazioni - che soffrono da troppo tempo - ad una pace duratura, con la firma e l'attuazione del 'Patto su Sicurezza, stabilità e sviluppo'".

  "I quattro requisiti contemplati nel Patto - pace e sicurezza, democrazia e buon governo, sviluppo economico ed integrazione regionale, promozione sociale ed umanitaria - sono strettamente connessi ed interdipendenti. Nessuna di queste realizzazioni umane può sussistere, in forma duratura ed autentica, senza il sostegno delle altre. Esse richiedono da tutte le persone interessate - autorità e cittadini - generosità, coraggio e perseveranza".

  Ribadendo che la Chiesa Cattolica "attribuisce grande importanza ai valori contenuti in tali proposte e per molti anni ha dedicato il suo instancabile impegno ad essi", il Porporato scrive che: "Sua Santità confida che la comunità cattolica continui a percorrere questa strada con generoso zelo, in collaborazione con i membri di altre religioni e con tutti gli uomini e le donne di buona volontà".

  Benedetto XVI, si legge ancora nel Messaggio, "incoraggia tutte le Delegazioni presenti alla Conferenza ad assumersi coraggiosamente la loro responsabilità storica ed assicura loro le sue preghiere mentre cercano di trovare una accordo e mettere in opera misure concrete che scoraggino risolutamente ogni ricorso alla violenza, e promuovano l'unica alternativa razionale ed umana alla guerra: il negoziato e il dialogo. Il Papa confida che sulla base di una pace autentica e duratura, la Regione dei Grandi Laghi con le sue risorse umane e naturali, ed il sostegno della comunità internazionale, superi le sue attuali difficoltà ed offra alle sue popolazioni la vera speranza in un dignitoso futuro".

    Nella Dichiarazione finale i Vescovi della Regione dei Grandi Laghi ricordano i problemi della Regione, fra i quali "l'instabilità politica in alcune aree, la violenza come conseguenza di una concezione negativa dell'identità etnica e la povertà".

  "A causa alla violenza che provoca la perdita di vite umane, parte delle nostre popolazioni si sentono divise e senza speranza", scrivono i Presuli aggiungendo che "questa iniziativa dei nostri Capi di Stato e di Governo offre la possibilità di avviare il processo di riconciliazione, che la Chiesa appoggia pienamente impegnandosi ad invitare le nostre popolazioni al perdono e alla riconciliazione, nell'interesse di una convivenza pacifica, nel momento presente ed in futuro".

  "Chiediamo a tutti i responsabili di assicurare l'equa distribuzione delle risorse a livello nazionale e regionale e ci impegniamo ad adoperarci per prevedere e prevenire le situazioni negative ed esplosive. In tal modo salveremo la nostra regione da guerre estenuanti e da altre esperienze negative".

  "Invitiamo i nostri responsabili politici a promuovere una cultura della tolleranza, della pazienza e del perdono ed ad essere sensibili alle esigenze della maggioranza della popolazione quando le loro divergenze di opinione fanno precipitare i diversi paesi nella instabilità politica" - sottolineano i Vescovi che concludono la Dichiarazione invitando i laici ad "accettare la sfida della missione" e "ad assumersi il giusto ruolo nella società che includa le funzioni politiche ed amministrative".
MESS/REGIONE GRANDI LAGHI/NAIROBI:BERTONE        VIS 20061219 (640)


COMUNIONE ECCLESIASTICA PATRIARCA ALESSANDRIA DEI COPTI


CITTA' DEL VATICANO, 19 DIC. 2006 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo di una Lettera di Papa Benedetto XVI al Cardinale Ignace Moussa I Daoud, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, con la quale il Santo Padre nomina il Porporato Suo Delegato alla cerimonia per la conferma della Comunione Ecclesiastica a Sua Beatitudine Antonios Naguib, nuovo Patriarca di Alessandria dei Copti, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura.

  Il Sinodo dei Vescovi della Chiesa Cattolica Copta, riunito a Il Cairo (Egitto), dal 27 al 30 marzo 2006, dopo aver consultato il Papa, ha accettato la rinuncia di Sua Beatitudine Cardinale Stephanos II Ghattas, Patriarca di Alessandria dei Copti, ed ha eletto il Vescovo Antonios Naguib, nuovo Patriarca di Alessandria dei Copti.
BXVI-LETTERA/NAGUIB/DAOUD                       VIS 20061219 (140)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 19 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l'Arcivescovo Paolo Romeo, Arcivescovo Metropolita di Palermo (superficie: 1.366; popolazione: 915.787; cattolici: 887.169; sacerdoti: 518; religiosi: 1.706; diaconi permanenti: 33), Italia. Finora Nunzio Apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino, l'Arcivescovo Romeo succede al Cardinale Salvatore De Giorgi, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Richard J. Garcia, Vescovo di Monterey in California (superficie: 21.916; popolazione: 975.451; cattolici: 195.000; sacerdoti: 118; religiosi: 207; diaconi permanenti: 5), Stati Uniti d'America. Finora Ausiliare della Diocesi di Sacramento (Stati Uniti d'America), il Vescovo Garcia succede al Vescovo Sylvester D. Ryan, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/...                                                                                      VIS 20061219 (150)


lunedì 18 dicembre 2006

MUSEI CENTRI DI ARRICCHIMENTO CULTURALE E SPIRITUALE


CITTA' DEL VATICANO, 16 DIC. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i partecipanti al Convegno Internazionale dei Musei Vaticani, tenutosi dal 13 al 15 dicembre, sul tema: "L'idea del Museo: identità, ruoli, prospettive", e che conclude le iniziative commemorative del V centenario dei Musei Vaticani.

  "I Musei Vaticani" - ha detto il Papa - "possono rappresentare una straordinaria opportunità di evangelizzazione perché, attraverso le varie opere esposte, offrono ai visitatori una testimonianza eloquente dell'intreccio continuo che esiste tra il divino e l'umano nella vita e nella storia dei popoli".

  "La funzione del Museo è oggi sensibilmente cambiata" - ha rilevato Benedetto XVI - "da privilegio il Museo è diventato diritto, da centro riservato agli artisti, agli specialisti e ai soli uomini di cultura, è ai nostri giorni sempre più 'casa' di tutti, rispondendo in tal modo ad una diffusa esigenza formativa della società".

  Ricordando che un'attenzione speciale viene riservata alle nuove generazioni "che nei Musei possono riconoscere le radici della loro storia e della loro cultura", il Papa  ha ribadito che: "Ogni opportunità per favorire l'integrazione e l'incontro tra gli individui e i popoli è senza dubbio da incoraggiare".

  "In tale prospettiva" - ha proseguito il Pontefice - "anche i musei, pur tenendo conto delle mutate condizioni sociali, possono diventare luoghi di mediazione artistica, anelli di raccordo tra il passato, il presente e il futuro, crocevia di uomini e donne dei vari continenti, nonché cantieri di ricerca e fucine di arricchimento culturale e spirituale".

  "Il dialogo, grazie a Dio, sempre più auspicato fra culture e religioni non può che agevolare la reciproca conoscenza e rendere più proficui gli sforzi per costruire un comune avvenire di solidale progresso e di pace per l'intera umanità. I Musei potranno contribuire a diffondere la cultura della pace se, conservando la loro natura di templi della memoria storica, saranno anche luoghi di dialogo e di amicizia tra tutti".
AC/MUSEI VATICANI/...                               VIS 20061218 (330)


RELAZIONI DIPLOMATICHE SANTA SEDE E MONTENEGRO

CITTA' DEL VATICANO, 16 DIC. 2006 (VIS). Un Comunicato reso pubblico questa mattina rende noto che: "La Santa Sede e la Repubblica di Montenegro, desiderose di promuovere rapporti di mutua amicizia, hanno deciso di comune accordo di stabilire tra di loro relazioni diplomatiche a livello di Nunziatura Apostolica da parte della Santa Sede e di Ambasciata da parte della Repubblica di Montenegro".

  Una Nota allegata al Comunicato precisa che: "Nel 1852, l'Impero austro-Ungarico e la Russia riconobbero il Montenegro quale Principato secolare;" e nel "1886 fu sottoscritta una Convenzione tra il Principato e la Santa Sede. In forza di essa, la Chiesa Cattolica riceveva un riconoscimento ufficiale".

  "In seguito alla vittoria dei partigiani comunisti jugoslavi alla fine della Seconda Guerra Mondiale" - prosegue la Nota - "la Monarchia venne abolita ed il Montenegro divenne una delle sei Repubbliche costitutive della Repubblica Federale di Jugoslavia, governata dal Maresciallo Tito fino al 1980. (...) Nel processo di disintegrazione della Jugoslavia (1991-1995), il Montenegro è rimasto unito alla Serbia. Nel 2003 ha aderito all'Unione di Serbia e Montenegro, (...) unione sciolta con la dichiarazione di separazione da parte del Parlamento montenegrino, il 3 giugno 2006".

  "Il 19 giugno 2006 la Santa Sede ha riconosciuto ufficialmente la Repubblica di Montenegro. Attualmente vi sono nel Paese due circoscrizioni ecclesiastiche cattoliche: l'Arcidiocesi di Antivari (Bar), immediatamente soggetta alla Santa Sede, che conta circa 11.500 cattolici, prevalentemente Albanesi, 19 parrocchie, 12 sacerdoti e 34 religiose, e la diocesi di Cattaro (Kotor), suffraganea di Spalato (Split), che conta circa 10.000 cattolici, prevalentemente Croati, 23 parrocchie, 15 sacerdoti e 31 religiose. I due Ordinari appartengono alla Conferenza Episcopale Internazionale dei Santi Cirillo e Metodio".
.../RELAZIONI DIPLOMATICHE/MONTENEGRO               VIS 20061218 (290)


PROMULGAZIONE DECRETI CONGREGAZIONE CAUSE SANTI

CITTA' DEL VATICANO, 16 DIC. 2006 (VIS). Questa mattina, nel corso di un'udienza privata al Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, il Santo Padre Benedetto XVI ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti i:

MIRACOLI

- Beato Simone da Lipnica, polacco, Sacerdote professo dell'Ordine dei Frati Minori (1439-1482).

- Beato Antonio di Sant'Anna (al secolo: Antonio Galvão De França), brasiliano, Sacerdote professo dell'Ordine dei Frati Minori Alcantarini o Scalzi e Fondatore del Monastero delle Suore Concezioniste (1739-1822).

- Beato Carlo di Sant'Andrea (al secolo: Giovanni Andrea Houben), olandese, Sacerdote professo della Congregazione della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo (1821-1893).

- Beata Maria Eugenia di Gesù (al secolo: Anna Eugenia Milleret De Brou), francese, Fondatrice dell'Istituto delle Suore dell'Assunzione della Beata Vergine Maria (1817-1898).

- Venerabile Servo di Dio Carlo Liviero, italiano, Vescovo di Città di Castello e Fondatore della Congregazione delle Suore Piccole Ancelle del Sacro Cuore (1866-1932).

- Venerabile Servo di Dio Stanislao di Gesù Maria (al secolo: Giovanni Papczynksi), polacco, Sacerdote e Fondatore della Congregazione dei Chierici Mariani sotto il titolo dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria (1631-1701).

- Venerabile Serva di Dio Celina Chludzinkska, vedova Borzecka, polacca, Fondatrice della Congregazione delle Suore della Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo (1833-1913).

- Venerabile Serva di Dio Maria Celina della Presentazione (al secolo: Giovanna Germana Castang), francese, Monaca professa del Second'Ordine di San Francesco (1878-1897).

MARTIRIO

- Servi di Dio Manuel Gómez González, spagnolo, Sacerdote Diocesano, nato nel 1877, e Adilio Daronch, brasiliano, Laico, nato nel 1908. Uccisi in odio alla Fede nel 1924 nella foresta nei pressi di Feijão Miúdo (Brasile).

- Serva di Dio Albertina Berkenbrock, brasiliana, Laica, nata nel 1919 a São Luis ed ivi uccisa in odio alla Fede nel 1931.

- Servo di Dio Eufrasio di Gesù Bambino (al secolo: Eufrasio Barredo Fernández), spagnolo, Sacerdote professo dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi, nato nel 1897 e ucciso in odio alla Fede durante la persecuzione religiosa in Spagna nel 1934.

- Servi di Dio Lorenzo, Virgilio e 44 Compagni, dell'Istituto dei Fratelli Maristi delle Scuole, (spagnoli), uccisi in odio alla Fede durante la persecuzione religiosa in Spagna nel 1936.
- Servi di Dio Enrico Izquierdo Palacios e 13 Compagni, spagnoli, dell'Ordine dei Frati Predicatori, uccisi in odio alla Fede durante la persecuzione religiosa in Spagna nel 1936.

- Servi di Dio Ovidio Beltrán, Hermenegildo Lorenzo, Luciano Pablo, Estanislao Victor e Lorenzo Santiago, spagnoli, Membri dell'Istituto dei Frati delle Scuole Cristiane, nonché José María Cánovas Martínez, spagnolo, Coadiutore Parrocchiale, uccisi in odio alla Fede durante la persecuzione religiosa in Spagna nel 1936.

- Servi di Dio Maria del Carmen, Rosa e Magdalena Fradera Ferragutcasas, spagnole, Religiose professe della Congregazione delle Figlie del Santissimo e Immacolato Cuore di Maria, uccise in odio alla Fede durante la persecuzione religiosa in Spagna nel 1936.

- Serva di Dio Lindalva Justo de Oliveira, brasiliana, della Società delle Figlie della Carità di San Vincenzo de Paul, nata nel 1953 e uccisa in odio alla Fede nel 1993 a Salvador do Bahia (Brasile).

VIRTÙ EROICHE

- Servo di Dio Mamerto Esquiú, argentino, (1826-1883), dell'Ordine dei Frati Minori, Vescovo di Cordoba (Argentina).

- Servo di Dio Salvatore Micalizzi, italiano, (1856-1937), Sacerdote professo della Congregazione della Missione.

- Servo di Dio Giuseppe Olallo Valdés, cubano (1820-1889), Religioso professo dell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio.

- Servo di Dio Stefano Kaszap, ungherese, (1916-1935), Candidato della Compagnia di Gesù.
CCS/DECRETI/SARAIVA                               VIS 20061218 (590)


INVITO GIOIA ANNUNCIO PROFETICO DESTINATO UMANITÀ INTERA

CITTA' DEL VATICANO, 17 DIC. 2006 (VIS). Alle 12:00 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro.

  "Nell'odierna terza Domenica di Avvento" - ha detto il Papa - "la liturgia ci invita alla gioia dello spirito. (...) La gioia che la liturgia risveglia nei cuori dei cristiani, non è riservata a loro soli: è un annuncio profetico destinato all'umanità intera, in modo particolare ai più poveri, in questo caso 'ai più poveri di gioia'!".

  "Pensiamo ai nostri fratelli e sorelle che, specialmente in Medio Oriente, in alcune zone dell'Africa ed in altre parti del mondo vivono il dramma della guerra: quale gioia possono vivere? Come sarà il loro Natale?" - si è chiesto il Santo Padre - "Pensiamo a tanti ammalati e persone sole che, oltre ad essere provati nel fisico, lo sono anche nell'animo, perché non di rado si sentono abbandonati: come condividere con loro la gioia senza mancare di rispetto alla loro sofferenza?"

  "Ma pensiamo anche a coloro - specialmente ai giovani - che hanno smarrito il senso della vera gioia, e la cercano invano là dove è impossibile trovarla: nell'esasperata corsa verso l'autoaffermazione e il successo, nei falsi divertimenti, nel consumismo, nei momenti di ebbrezza, nei paradisi artificiali della droga e di ogni forma di alienazione. Non possiamo non mettere a confronto la liturgia di oggi e il suo 'Rallegratevi!' con queste drammatiche realtà".

  "Come ai tempi del profeta Sofonìa, è proprio a chi è nella prova, ai 'feriti della vita ed orfani della gioia'" - ha concluso il Pontefice - "che si rivolge in modo privilegiato la Parola del Signore. L'invito alla gioia non è un messaggio alienante, né uno sterile palliativo, ma, al contrario, é profezia di salvezza, appello ad un riscatto che parte dal rinnovamento interiore".
ANG/GIOIA/...                                           VIS 20061218 (310)


BENEDIZIONE STATUETTE GESÙ BAMBINO E AIUTI PROFUGHI IRAQ


CITTA' DEL VATICANO, 17 DIC. 2006 (VIS). Questa mattina, al termine della recita dell'Angelus con le migliaia di fedeli convenuti in Piazza San Pietro, il Papa ha rivolto alcune parole ai bambini e ai ragazzi di Roma, venuti con i familiari e gli educatori per la benedizione della statuette di Gesù Bambino, che porranno nei presepi delle loro case, delle scuole e degli oratori.

  Ringraziando il Centro Oratori Romani che ha organizzato "questo significativo pellegrinaggio", il Santo Padre ha detto: "Cari ragazzi, davanti al presepe, pregate Gesù anche per le intenzioni del Papa! Vi ringrazio e vi auguro un buon Natale!".

  Successivamente Benedetto XVI ha ricordati i profughi iracheni ed ha detto: "Il mio pensiero va oggi alle centinaia di migliaia di profughi iracheni in Siria, costretti a lasciare il loro Paese a causa della drammatica situazione che vi si sta vivendo. In loro favore si sta già impegnando a fondo la Caritas della Siria; mi rivolgo tuttavia alla sensibilità dei privati, delle Organizzazioni internazionali e dei Governi, perché si facciano ulteriori sforzi per venire incontro ai loro più urgenti bisogni. Elevo al Signore la mia preghiera, perché dia conforto a questi fratelli e sorelle e muova a generosità il cuore di tanti".
ANG/BAMBINO GESÙ:PROFUGHI IRACHENI SIRIA/...        VIS 20061218 (210)


EBREI E CRISTIANI: PROMOZIONE VALORI COMUNI

CITTA' DEL VATICANO, 18 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Vaticano i 112 Componenti della Delegazione "B'nai B'rith International" (Figli dell'Alleanza), la più antica organizzazione di volontariato ebraica, fondata nel 1843 a New York.

  Salutando i Rappresentanti della "B'nai B'rith International", il Papa ha ricordato che dalla promulgazione, nel 1965, della Dichiarazione del Concilio Vaticano II "Nostra Aetate", i responsabili dell'Organizzazione hanno visitato la Santa Sede in numerose occasioni e "nello spirito di comprensione, rispetto e reciproco apprezzamento che si è sviluppato nelle nostre comunità" - ha detto il Papa - "vi porgo il benvenuto, e attraverso di voi, porgo il benvenuto a tutti coloro che voi rappresentante".

  "Molto è stato realizzato negli ultimi quaranta anni nelle relazioni ebraico-cattoliche e dobbiamo ringraziare il Signore per la notevole trasformazione che si è compiuta sulla base del nostro comune patrimonio spirituale. È questo ricco patrimonio di fede che permette alle nostre comunità non solo di stabilire un dialogo, ma anche di operare insieme per il bene della famiglia umana. (...) Gli Ebrei e i Cristiani sono chiamati a lavorare insieme per la guarigione del mondo, promuovendo i valori spirituali e morali radicati nelle nostre convinzioni religiose. Se offriamo un chiaro esempio di proficua collaborazione, la nostra voce nel rispondere alle necessità dell'umanità, sarà molto più convincente".

  "In occasione della vostra visita, ribadisco la mia inesauribile speranza e preghiera per la pace in Terra Santa. La pace si raggiungerà solo se sarà un obiettivo comune ad ebrei, cristiani e musulmani, espresso in autentico dialogo interreligioso e in concreti gesti di riconciliazione. Tutti i credenti devono dimostrare che non è l'odio e la violenza, ma la comprensione e la collaborazione pacifica che aprono la porta a quel futuro di giustizia e di pace che è la promessa e il dono di Dio".
AC/COPERAZIONE EBREI:CRISTIANI/B'NAI B'RITH               VIS 20061218 (320)


MIGRANTI ARRICCHISCONO CULTURE E SOCIETÀ

CITTA' DEL VATICANO, 18 DIC. 2006 (VIS). L'Arcivescovo Silvano M. Tomasi, C.S., Osservatore Permanente presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra, è intervenuto, il 1° dicembre scorso, alla 92ema Sessione del Consiglio dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni.

  "La lezione della storia" - ha affermato l'Arcivescovo Tomasi nel suo intervento, reso pubblico oggi - "è che i migranti arricchiscono le culture e le società e le famiglie e le comunità transnazionali creano ponti di comprensione e di interazione produttiva. Ciò dimostra che la risorsa più importante di tutte è l'essere umano".

  "Se l'economia dei paesi ospitanti trae beneficio dal lavoro degli immigrati - evidentemente non possono fare a meno di loro - è necessario rispondere alle aspirazioni degli immigrati ed offrire loro la possibilità dell'integrazione. La legislazione nazionale non può essere volta unicamente alla regolazioni dei flussi di servizi e di lavoro, senza tener conto della persona che fornisce tali servizi. Per questa ragione" - ha concluso il Nunzio Apostolico - "la riunificazione familiare deve essere una priorità: la famiglia ha un ruolo fondamentale nel processo di integrazione, nel dare stabilità alla presenza degli immigrati nel nuovo ambiente sociale, ed anche nelle dinamiche delle migrazioni temporanee".
DELSS/MIGRAZIONI/GINEVRA:TOMASI                VIS 20061218 (200)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 18 DIC. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Ennio Antonelli, Arcivescovo di Firenze (Italia).

- Il Signor Durak Osman, Ambasciatore di Turchia, in visita di congedo.

- Il Vescovo Antoni Stankiewicz, Decano del Tribunale della Rota Romana, con i Familiari.

- Il Vescovo Gianfranco Girotti, Reggente della Penitenzieria Apostolica, con i Familiari.

- Il Vescovo Raffaele Farina, Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana, con i Familiari.

  Sabato 16 dicembre il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Signor Nikola Gruevski, Primo Ministro della ex-Repubblica Jugoslava di Macedonia, e Seguito.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/.../...                                       VIS 20061218 (120)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 18 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Bruno Bertagna, Segretario del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, Uditore Generale della Camera Apostolica.

  Sabato 16 dicembre è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha nominato l'Arcivescovo Christopher Collins, Arcivescovo Metropolita di Toronto (superficie: 13.000; popolazione: 5.083.000; cattolici: 1.374.000; sacerdoti: 799; religiosi: 1.206; diaconi permanenti: 119; Canada. Finora Arcivescovo Metropolita di Edmonton (Canada), l'Arcivescovo Collins succede al Cardinale Aloysius Matthew Ambrozic, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato Membro Ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze il Professor Krishnaswamy Kasturirangan, Professore di Fisica al "Phisical Research Laboratory" di Ahmedabad (India).
NA:NER/.../...                                       VIS 20061218 (120)


venerdì 15 dicembre 2006

INCARNAZIONE DONO PER ECCELLENZA DEL FIGLIO DI DIO


CITTA' DEL VATICANO, 15 DIC. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nella Basilica Vaticana, al termine della tradizionale Celebrazione Eucaristica per gli Studenti Universitari degli Atenei Romani in preparazione al Santo Natale, celebrata dal Cardinale Vicario Camillo Ruini, il Santo Padre Benedetto XVI ha incontrato gli studenti.

  "I doni natalizi" - ha affermato Papa Benedetto XVI - "ci ricordano il dono per eccellenza, che il Figlio di Dio ha fatto di se stesso a noi nell'Incarnazione. (...) Natale è il giorno in cui Dio ha donato se stesso all'umanità e questo suo dono diventa, per così dire, perfetto nell'Eucaristia".

  "Il Mistero eucaristico" - ha proseguito il Pontefice - "costituisce il punto di convergenza privilegiato tra i diversi ambiti dell'esistenza cristiana, compreso quello della ricerca intellettuale. (...) L'Eucaristia, dunque, alimenta nella persona, che se ne nutre assiduamente e con fede, una feconda unità tra contemplazione e azione".

  "Cari amici, entriamo nel mistero del Natale, ormai vicino, attraverso la 'porta' dell'Eucaristia: nella grotta di Betlemme adoriamo lo stesso Signore che nel Sacramento eucaristico ha voluto farsi nostro alimento spirituale, per trasformare il mondo dall'interno, a partire dal cuore dell'uomo".

  "Ponetevi alla scuola della Vergine Maria, la prima che ha contemplato l'umanità del Verbo incarnato, l'umanità della Divina Sapienza. Nel Bambino Gesù, col quale intrecciava infiniti e silenziosi colloqui, Ella riconosceva il Volto umano di Dio, così che la misteriosa Sapienza del Figlio si è impressa nella mente e nel cuore della Madre".

  "Perciò Maria è diventata" - ha concluso il Pontefice - "la 'Sede della Sapienza', e con questo titolo è venerata in particolare dalla Comunità accademica romana. Alla 'Sedes Sapientiae' è dedicata una speciale Icona, che da Roma ha già visitato vari Paesi, pellegrinando attraverso le istituzioni universitarie. Oggi essa è qui presente, perché passa dalla delegazione proveniente dalla Bulgaria a quella qui giunta dall'Albania. Saluto con affetto le rappresentanze di queste due Nazioni ed auguro che, 'per Mariam', le loro rispettive comunità accademiche possano avanzare sempre più nella ricerca della verità e del bene, alla luce della divina Sapienza. Questo augurio rivolgo di cuore a ciascuno di voi, qui presenti, e lo accompagno con una speciale Benedizione, che estendo volentieri a tutti i vostri cari. Buon Natale!".
AC/NATALE/UNIVERSITARI ROMA                       VIS 20061215 (380)


L'ARCIVESCOVO CORDES IN TERRA SANTA

CITTA' DEL VATICANO, 15 DIC. 2006 (VIS). Un Comunicato del Pontificio Consiglio "Cor Unum" rende noto che l'Arcivescovo Paul Josef Cordes, Presidente del medesimo Dicastero, si è recato, il 13 dicembre scorso, in Terra Santa "per testimoniare la vicinanza spirituale del Santo Padre a quelle comunità cristiane e per portare loro un dono a nome del Papa".

  "In occasione della Visita pastorale compiuta da Benedetto XVI lo scorso settembre in Baviera, i fedeli delle Diocesi di Monaco, Ratisbona e Passau hanno organizzato una colletta allo scopo di aiutare i cristiani della Terra dove è nato Gesù" - si legge nel Comunicato - "La raccolta di fondi è stata molto sentita ed ha raggiunto la somma di un milione di Euro, che è stato trasmesso al Pontificio Consiglio 'Cor Unum' e che l'Arcivescovo Cordes porterà, a nome del Papa, a Padre Pierbattista Pizzaballa, O.F.M., Responsabile della Custodia francescana di Terra Santa".

  "Tale somma sarà interamente destinata alla costruzione di un Centro pastorale a Nazareth. Collocata su di un'area di oltre 30.000 metri quadrati, non distante dalla Basilica dell'Annunciazione, nella struttura sono previsti ampi spazi per i giovani e per le famiglie, oltre ad alloggi, sale per incontri e per la catechesi, aule scolastiche, un campo sportivo. Si tratta di un vero e proprio Centro di vita e di attività per i cristiani ed un punto di riferimento per i pellegrini".

  "I cristiani della Terra Santa sentiranno in questo modo la vicinanza e l'incoraggiamento di tutto il popolo di Dio a mantenere la loro presenza nella terra di Gesù ed a costruire la civiltà dell'amore, anche di fronte a difficoltà e ad avversità. Questo è l'augurio che l'Arcivescovo Cordes porta a nome del Papa ai cristiani di Nazareth".

  "Il programma della visita del Presidente di 'Cor Unum' si sviluppa nei principali luoghi della Terra Santa. A Gerusalemme l'Arcivescovo Cordes incontrerà i Padri Benedettini della 'Dormition Abbey', il Patriarca latino di Gerusalemme, Sua Beatitudine Michel Sabbah, e il Nunzio Apostolico, Arcivescovo Antonio Franco. A Betlemme egli visiterà il Seminario di 'Bet-Jala'. Sabato 16 avverrà la consegna ufficiale del dono del Papa alla Custodia di Terra Santa. Poi l'Arcivescovo Cordes sarà con i Benedettini tedeschi del Monastero di 'Tabga', presso il Mare di Galilea".

  "Infine il giorno 18 dicembre l'Arcivescovo Cordes incontrerà l'Arcivescovo greco-melkita, Sua Eccellenza Monsignor Elias Chacour, al quale consegnerà un dono di 50.000 dollari, per la costruzione di una scuola nel villaggio di 'Mughar', frutto della colletta recentemente svoltasi in Vaticano in occasione dell'anteprima del film 'Nativity'. La particolarità della progettata scuola - oltre che essere situata nei luoghi dove hanno vissuto i genitori di Gesù - sta nel fatto che vedrà seduti sugli stessi banchi bambini cristiani, drusi e musulmani".
CON-CU/COLLETTA:TERRA SANTA/CORDES                   VIS 20061215 (460)


ELOGIO RICCA TRADIZIONE SPIRITUALITÀ ALESSANDRINA

CITTA' DEL VATICANO, 15 DIC. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano Sua Beatitudine Antonios Naguib, Patriarca di Alessandria dei Copti, nella prima Visita Ufficiale alla Santa Sede, dopo la sua elezione, nel marzo scorso.

  Il Papa ha pregato il Patriarca di trasmettere i suoi saluti a tutti i Vescovi, sacerdoti e fedeli del Patriarcato e a Sua Beatitudine il Cardinale Stéphanos II Ghattas, C.M., Patriarca emerito.

  "È nella Celebrazione della Divina Liturgia" - ha detto Benedetto XVI - "che meglio si manifesta la comunione nel Cristo, che fa di noi dei fratelli. È là che si esprime in pienezza la comunione fra tutti i cattolici, attorno al Successore di Pietro".

  Ricordando che la sede di Alessandria fu nei primi cinque secoli del cristianesimo "il primo Patriarcato dopo Roma", Benedetto XVI ha sottolineato che questa comunità patriarcale "è portatrice di una ricca tradizione spirituale, liturgica e teologica - la tradizione alessandrina - i cui tesori fanno parte del patrimonio della Chiesa" ed ha assicurato il Patriarca della sua preghiera e del suo sostegno "nel 'particolare incarico' che il Concilio Ecumenico Vaticano II affidò alle Chiese Orientali cattoliche: 'Far progredire l'unità di tutti i cristiani, soprattutto dei cristiani orientali'".

  Il Patriarcato di Alessandria dei Copti riveste inoltre, ha affermato il Pontefice, "un ruolo importante nel dialogo interreligioso per la promozione della fraternità e della stima fra cristiani e musulmani e fra tutti gli uomini", invitando Sua Beatitudine Naguib a "sviluppare la ricerca teologica e spirituale propria della vostra tradizione".

  "Nel mondo attuale, la vostra missione è di grande importanza per i vostri fedeli e per tutti gli uomini" - ha detto ancora il Santo Padre elogiando l'attenzione che il Patriarca ha riservato "all'educazione, umana, spirituale, morale e intellettuale della gioventù attraverso un sistema scolastico e catechistico di qualità, che costituisce un servizio a tutta la società".

  Riferendosi alla formazione dei sacerdoti il Papa ha sottolineato che "La vitalità delle comunità cristiane nel mondo di oggi reclama pastori secondo il cuor di Dio che siano veri testimoni del Verbo di Dio e guide per aiutare i fedeli a radicare, sempre più profondamente, la loro vita e la loro missione in Cristo".

  "So bene il posto che ricopre la vita consacrata nella vostra Chiesa. Che la povertà, la castità e l'obbedienza vissute secondo i consigli evangelici siano una testimonianza ed un appello alla santità per il mondo di oggi".
AC/PATRIARCATO ALESSANDRIA/NAGUIB                   VIS 20061215 (410)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 15 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale Italiana - Regione Calabria - in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Ercole Lupinacci, di Lungro degli Italo-Albanesi dell'Italia Continentale.

    - Il Vescovo Luigi Antonio Cantafora, di Lamezia Terme.

    - Il Vescovo Domenico Graziani, di Cassano all'Jonio.

    - Il Vescovo Domenico Crusco, di San Marco Argentano-Scalea.

- Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/.../...                                       VIS 20061215 (100)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 15 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Sacerdote Gregorio Martínez Sacristán, Vescovo di Zamora (superficie: 6.984; popolazione: 165.065: cattolici: 163.865; sacerdoti: 211; religiosi: 546), Spagna. Il Vescovo eletto, finora Delegato diocesano per la Catechesi dell'Arcidiocesi di Madrid (Spagna), è nato nel 1946 a Villarejo de Salvanés (Spagna) ed è stato ordinato sacerdote nel 1971
NER/.../MARTÍNEZ SACRISTÁN                             VIS 20061215 (70)


giovedì 14 dicembre 2006

RESPONSABILI SOCIETÀ CIVILE: ASCOLTATE VOSTRO POPOLO

CITTA' DEL VATICANO, 14 DIC. 2006 (VIS). Alle 12:30 di questa mattina, nella Sala del Concistoro, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza i seguenti nuovi Ambasciatori presso la Santa Sede: il Signor Lars Moller, Ambasciatore di Danimarca, il Signor Maratbek Salievic Bakiev, Ambasciatore del Kyrgyzstan, il Signor Carlos Dos Santos, Ambasciatore del Mozambico, la Principessa Elizabeth Bagaya, Ambasciatrice dell'Uganda, il Signor Makram Obeid, Ambasciatore di Siria ed il Signor Makase Nyaphisi, Ambasciatore del Lesotho.

  "L'anno che si conclude ha visto numerosi conflitti nei diversi Continenti" - ha detto il Papa nel discorso, in lingua francese, ai nuovi Ambasciatori - "Come diplomatici, senza dubbio vi preoccupano le situazioni e i focolai di tensione che non cessano di svilupparsi, a scapito delle popolazioni locali, causando un gran numero di vittime innocenti".

  Il Santo Padre ha assicurato che la Santa Sede "condivide tale preoccupazione che rischia di mettere in pericolo la sopravvivenza di alcune popolazioni e fa pesare sui più poveri il fardello della sofferenza e della mancanza dei beni essenziali" ed ha sottolineato che per arginare tali fenomeni, i responsabili della società civile devono "mettersi sempre in ascolto del loro popolo, cercando le soluzioni più appropriate per rispondere alle situazioni di angoscia e povertà, e per una condivisione la più possibile equa, in ogni nazione e a livello della comunità internazionale".

  "È in effetti dovere dei Responsabili della società non creare né mantenere in un paese o in una regione, situazioni di grave insoddisfazione in ambito politico, economico o sociale, che fanno pensare alle persone di essere poste ai margini della società, senza partecipare alle decisioni e senza godere del diritto di beneficiare dei frutti del prodotto nazionale".

  "Tali ingiustizie non possono che essere fonte di disordini e possono provocare l'intensificarsi della violenza. La ricerca della pace, della giustizia e della buona intesa fra tutti deve essere uno degli obiettivi prioritari, che esige dalle persone l'esercizio delle responsabilità e l'attenzione alle realtà concrete del paese, adoperandosi per eliminare ciò che è in contrasto con l'equità e la solidarietà, particolarmente la corruzione e la mancata condivisione delle risorse".

  "So che è necessario un certo coraggio per mantenersi risoluti nelle difficoltà, avendo come obiettivo il bene degli individui e della comunità nazionale. Tuttavia, nella vita pubblica, il coraggio è una virtù indispensabile per non lasciarsi dominare da ideologie partigiane, né da gruppi di pressione, né ancora dalla sete di potere. Come ricorda la Dottrina Sociale della Chiesa, il bene degli individui e dei popoli deve sempre restare il criterio fondamentale delle decisioni nella vita sociale".

  Al termine del discorso rivolto alla totalità degli Ambasciatori, il Papa ha consegnato ad ogni singolo Rappresentante diplomatico un discorso dedicato alla situazione del Paese rappresentato. Nel discorso all'Ambasciatore del Mozambico, il Papa sottolinea la necessità di una riconciliazione nazionale; agli Ambasciatori di Uganda e Lesotho ricorda la collaborazione della Chiesa cattolica nella lotta contro l'Aids; nel testo consegnato al Rappresentante Diplomatico della Siria, Benedetto XVI esprime la speranza nello sviluppo dei rapporti fra la Siria e la Santa Sede che gioverebbe alla risoluzione del problema delle proprietà della Chiesa confiscate dallo Stato. Infine il Santo Padre elogia il rispetto della famiglia e la tolleranza fra le diverse comunità etniche in Kyrghyzstan e per l'impegno profuso dalla Danimarca nel realizzare gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.
CD/LETTERE CREDENZIALI/...                           VIS 20061214 (550)


CATTOLICI ED ORTODOSSI OFFRONO CONTRIBUTO SPIRITUALE

CITTA' DEL VATICANO, 14 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Visita Ufficiale in Vaticano, Sua Beatitudine Christodoulos, Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, il quale prima dell'udienza, si è recato in visita alla Basilica Vaticana ed ha pregato sulla tomba di Giovanni Paolo II.

  Nel suo discorso il Santo Padre ha ricordato che: "La Grecia e Roma hanno intensificato i loro rapporti all'alba del cristianesimo ed hanno proseguito le loro relazioni, che hanno dato vita a diverse forme di comunità e di tradizioni cristiane nelle regioni del mondo che oggi corrispondono all'Europa Orientale e all'Europa Occidentale. Tali intense relazioni hanno ugualmente contribuito a creare una sorta di osmosi nella formazione delle istituzioni ecclesiali. Tale osmosi - nella salvaguardia delle particolarità disciplinari, liturgiche, teologiche e spirituali delle due tradizioni romana e greca - ha reso proficua l'azione evangelizzatrice della Chiesa e l'inculturazione della fede cristiana".

  Ponendo in risalto che "i nostri rapporti attuali proseguono lentamente ma in profondità e con una preoccupazione di autenticità e che sono per noi occasione di riscoprire tutta una nuova gamma di espressioni spirituali ricche di significato e di impegno reciproco", il Papa ha rievocato "la memorabile visita" di Giovanni Paolo II ad Atene nel 2001, che rappresentò "un momento determinante nel progressivo intensificarsi dei nostri contatti e della nostra collaborazione".

  Benedetto XVI ha sottolineato che cattolici ed ortodossi "sono chiamati ad offrire il loro contributo culturale e sopratutto spirituale. Essi hanno in effetti il dovere di difendere le radici cristiane del Continente europeo, dalle quali esso è stato modellato nel corso dei secoli, e di permettere così alla tradizione cristiana di continuare a manifestarsi, adoperandosi con tutte le forze a favore della salvaguardia della dignità della persona umana, del rispetto delle minoranze, avendo cura di evitare una uniformità culturale che rischierebbe di provocare la perdita delle immense ricchezze della civiltà. Parimenti occorre lavorare alla salvaguardia dei diritti umani, che comprendono il principio della libertà individuale, in particolare della libertà religiosa; tali diritti sono da promuovere e difendere nell'Unione Europea ed in ogni Paese Membro".

  "Conviene sviluppare una collaborazione fra cristiani in ogni Paese dell'Unione europea, in modo da far fronte ai nuovi rischi con i quali deve confrontarsi la fede cristiana: una crescente secolarizzazione, il relativismo e il nichilismo, che apre la strada a comportamenti e perfino a legislazioni che attentano alla dignità inalienabile delle persone e che minacciano istituzioni fondamentali quali il matrimonio. È urgente" - ha concluso il Pontefice - "intraprendere azioni pastorali comuni che costituiranno una testimonianza comune per i nostri contemporanei e ci disporranno a render conto della speranza che è in noi".
AC/.../CRISTODOULOS                                       VIS 20061214 (450)


DICHIARAZIONE COMUNE SANTO PADRE E S.B. CHRISTODOULOS

CITTA' DEL VATICANO, 14 DIC. 2006 (VIS).  Dopo l'incontro privato di questa mattina e lo scambio di discorsi, il Santo Padre Benedetto XVI e Sua Beatitudine Christodoulos, hanno proceduto alla firma di una Dichiarazione comune in presenza dei Componenti del Seguito dell'Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, e dei Rappresentanti cattolici.

  "Noi, Benedetto XVI, Papa e Vescovo di Roma, e Christodoulos, Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, in questo luogo sacro di Roma (...) desideriamo vivere sempre più intensamente la nostra missione di dare una testimonianza apostolica, di trasmettere la fede (...) e di annunciare la Buona Novella della nascita del Salvatore. (...) È anche nostra responsabilità comune superare, nell'amore e nella verità, le molteplici difficoltà e le esperienze dolorose del passato (...)".

  "Il nostro incontro nella carità ci rende consapevoli della nostra missione comune: percorrere insieme la via ardua del dialogo nella verità per ristabilire la piena comunione di fede nel vincolo dell'amore. È così che obbediremo al comandamento divino (...) e che (...) realizzeremo il nostro impegno in questa direzione, seguendo l'esempio apostolico e dando prova di amore reciproco e di spirito di riconciliazione".

  "Riconosciamo i passi importanti nel dialogo della carità e nelle decisioni del Concilio Vaticano II in materia di relazioni reciproche. Inoltre auspichiamo che il dialogo teologico bilaterale tragga profitto da questi elementi positivi per formulare proposizioni accettate da una parte e dall'altra nello spirito di riconciliazione (...)".

  "Affermiamo all'unanimità la necessità di perseverare nella via di un dialogo teologico costruttivo. Poiché, nonostante le difficoltà constatate, questa via è una delle vie essenziali di cui disponiamo per ristabilire l'unità tanto desiderata (...) come anche per rafforzare la credibilità del messaggio cristiano in un periodo di sconvolgimenti nelle società, che noi sperimentiamo, ma anche di grandi ricerche spirituali, da parte di numerosi nostri contemporanei, preoccupati dalla crescente globalizzazione, che minaccia talvolta l'uomo, anche nella sua esistenza e nel suo rapporto con Dio e con il mondo".

  "(...) Rinnoviamo solennemente il nostro desiderio di annunciare al mondo il Vangelo di Gesù Cristo, e specialmente alle nuove generazioni. (...) È molto importante nelle nostre società dove numerose correnti di pensiero allontanano da Dio e non danno senso all'esistenza".

  "Pensiamo che le religioni abbiano una missione da compiere nell'assicurare il trionfo della pace nel mondo, esse non devono essere in alcun modo fonte di intolleranza né di violenza. In qualità di guide religiose cristiane, esortiamo insieme tutti i capi religiosi a perseguire e a rafforzare il dialogo interreligioso, ed ad operare per creare una società di pace e di fraternità fra le persone e fra i popoli. Questa è una delle missioni delle religioni (...)".

  Il Santo Padre e l'Arcivescovo di Atene riconoscono i progressi impressionanti della scienza, ma esprimono la loro preoccupazione per "le sperimentazioni sugli esseri umani, che non rispettano né la dignità, né l'integrità della persona in tutte le fasi della sua esistenza, dal concepimento alla sua fine naturale". Parimenti il Santo Padre Benedetto XVI e Sua Beatitudine Christodoulos domandano "di proteggere più efficacemente, nei nostri paesi, in Europa e in tutto il mondo, i diritti fondamentali dell'uomo, fondati sulla dignità della persona creata a immagine di Dio".

  "Desideriamo una feconda collaborazione per far riscoprire a noi contemporanei le radici cristiane del Continente europeo, che hanno forgiato le diverse nazioni e contribuito allo sviluppo di legami sempre più armoniosi fra di esse. Ciò le aiuterà a vivere e a promuovere i valori umani e spirituali fondamentali per le persone e per lo sviluppo delle società stesse"

  Il Santo Padre Benedetto XVI e Sua Beatitudine Christodoulos invitano i paesi ricchi ad essere solidali con i paesi più svantaggiati. È anche importante" - scrivono nel Documento - "non sfruttare in maniera indiscriminata la creazione, che è opera di Dio. Noi ci appelliamo alle persone che hanno delle responsabilità nella società e a tutti gli uomini di buona volontà affinché tutti si impegnino in una gestione ragionevole e rispettosa della creazione, affinché essa sia gestita correttamente, preoccupandosi della solidarietà verso i popoli che soffrono la fame, e per lasciare alle generazioni future una terra davvero abitabile per tutti".

  Nell'ultimo punto della Dichiarazione comune, il Santo Padre e l'Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia implorano Dio affinché "conceda a tutti gli uomini il dono della pace, nella carità e nell'unità della famiglia umana".
AC/DICHIARAZIONE COMUNE/CHRISTODOULOS               VIS 20061214 (720)


CELEBRAZIONI PRESIEDUTE DAL SANTO PADRE TEMPO DI NATALE

CITTA' DEL VATICANO, 14 DIC. 2006 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha reso noto il calendario delle celebrazioni che il Santo Padre presiederà nel tempo di Natale 2006-2007.

DICEMBRE

- Domenica 24: Solennità della Natività del Signore. Alle ore 24:00, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre celebrerà la Santa Messa della Notte.

- Lunedì 25: Solennità del Natale del Signore. Alle ore 12:00, dalla Loggia Centrale della Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI rivolgerà il Suo messaggio natalizio al mondo e impartirà la Benedizione "Urbi et Orbi".

- Domenica 31: Alle ore 18:00, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre presiederà i Primi Vespri della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio nel corso dei quali verrà cantato il tradizionale inno "Te Deum" a conclusione dell'anno civile.

GENNAIO

- Lunedì 1°: Solennità di Maria Santissima Madre di Dio. Alle ore 10:00 nella Basilica Vaticana, il Santo Padre presiederà la Celebrazione della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio nell'ottava di Natale in occasione della XL Giornata Mondiale della Pace sul tema: "Persona umana: cuore della pace".

- Sabato 6: Solennità dell'Epifania del Signore. Alle ore 10:00, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre celebrerà la Santa Messa nella Solennità dell'Epifania del Signore.

- Domenica 7: Festa del Battesimo del Signore. Alle ore 10:00, nella Cappella Sistina, il Santo Padre presiederà la Celebrazione Eucaristica nel corso della quale amministrerà il Sacramento del Battesimo ad alcuni bambini.
BXVI-CALENDARIO/CELEBRAZIONI NATALE/...               VIS 20061214 (250)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 14 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Vescovo Giancarlo Maria Bregantini, C.S.S., di Locri-Gerace (Italia), in Visita "ad Limina Apostolorum".
AL/.../...                                         VIS 20061214 (30)

mercoledì 13 dicembre 2006

NON SI PUÒ RESTARE INDIFFERENTI IMMANE TRAGEDIA SHOAH

CITTA' DEL VATICANO, 13 DIC. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di ieri è stata resa pubblica la seguente Dichiarazione della Sala Stampa della Santa Sede:

  "In riferimento alla Conferenza che si sta svolgendo a Teheran (Iran), la Santa Sede richiama la propria posizione, già espressa col documento della Commissione per i Rapporti Religiosi con l'Ebraismo 'Noi ricordiamo: una riflessione sulla Shoah'".

  "Il secolo scorso è stato testimone del tentativo di sterminare il popolo ebraico, con la conseguente uccisione di milioni di Ebrei, di tutte le età e categorie sociali, per il solo fatto di appartenere a tale popolo. La Shoah è stata una immane tragedia, dinanzi alla quale non si può restare indifferenti".

  "La Chiesa si accosta con profondo rispetto e con grande compassione all'esperienza vissuta dal popolo ebraico durante la Seconda Guerra Mondiale: il ricordo di quei terribili fatti deve rimanere un monito per le coscienze, al fine di eliminare i conflitti, rispettare i legittimi diritti di tutti i popoli, esortare alla pace, nella verità e nella giustizia".

  "Tale posizione, tra l'altro, è stata affermata dal Papa Giovanni Paolo II al Monumento alla Memoria 'Yad Vashem' a Gerusalemme il 23 marzo 2000 e ribadita da Sua Santità Benedetto XVI nella visita al campo di sterminio di Auschwitz il 28 maggio 2006".
OP/SHOAH:EBREI/TEHERAN                                   VIS 20061213 (220)


TIMOTEO E TITO INSEGNANO SERVIRE VANGELO CON GENEROSITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 13 DIC. 2006 (VIS). L'Udienza Generale del Mercoledì si è svolta questa mattina in due tempi. Dapprima, nella Basilica Vaticana, il Papa ha rivolto parole di saluto ad un gruppo di studenti italiani ed ai fedeli delle Diocesi della Calabria, giunti con i loro Vescovi, che questa settimana compiono la Visita "ad Limina Apostolorum" e successivamente si è trasferito nell'Aula Paolo VI per l'Udienza Generale.

  Nell'indirizzo di saluto ai pellegrini della Calabria, Benedetto XVI ha affermato che la Chiesa in Calabria "ha un ruolo fondamentale da continuare a svolgere nella società calabrese. Mi riferisco innanzitutto alla sua missione evangelizzatrice, quanto mai urgente anche in questo nostro tempo per affrontare le attuali sfide culturali, sociali e religiose. Non stancatevi, pertanto, di attingere con coraggio dal Vangelo la luce e la forza per promuovere un'autentica rinascita morale, sociale ed economica della vostra Regione. Siate testimoni gioiosi di Cristo e infaticabili costruttori del suo Regno di giustizia e di amore".

  "Esprimo, infine, già da ora," - ha detto ancora il Papa - "viva gratitudine alla Calabria per il dono dell'albero natalizio, che proprio oggi è stato collocato in Piazza San Pietro".

  Il Santo Padre ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi alle figure dei Santi Timoteo e Tito, i due collaboratori di San Paolo ed ha ricordato che Timoteo "pastore di grande rilievo", fu il primo Vescovo di Efeso, mentre Tito, che Paolo elogia definendolo "mio vero figlio nella fede comune", fu Vescovo di Creta. 

  "Se consideriamo unitariamente le due figure di Timoteo e di Tito" - ha detto Benedetto XVI - "ci rendiamo conto di alcuni dati molto significativi. Il più importante è che Paolo si avvalse di collaboratori nello svolgimento delle sue missioni. Egli resta certamente l'Apostolo per antonomasia, fondatore e pastore di molte Chiese. Appare tuttavia chiaro che egli non faceva tutto da solo, ma si appoggiava a persone fidate che condividevano le sue fatiche e le sue responsabilità".

  "Un'altra osservazione riguarda la disponibilità di questi collaboratori" - ha proseguito il Pontefice - "Le fonti concernenti Timoteo e Tito mettono bene in luce la loro prontezza nell'assumere incombenze varie, consistenti spesso nel rappresentare Paolo anche in occasioni non facili. In una parola, essi ci insegnano a servire il Vangelo con generosità, sapendo che ciò comporta anche un servizio alla Chiesa stessa".

  Benedetto XVI ha citato come esempio la raccomandazione che l'Apostolo Paolo fa a Tito nella lettera a lui indirizzata: "'Voglio che tu insista su queste cose, perché coloro che credono in Dio si sforzino di essere i primi nelle opere buone. Ciò è bello e utile per gli uomini".

  "Mediante il nostro impegno concreto dobbiamo e possiamo scoprire la verità di queste parole" - ha concluso il Pontefice - "e proprio in questo tempo di Avvento essere anche noi ricchi di opere buone e così aprire le porte del mondo a Cristo, il nostro Salvatore".
AG/TIMOTEO:TITO/...                               VIS 20061213 (480)


MESSAGGIO PER LA XV GIORNATA MONDIALE DEL MALATO


CITTA' DEL VATICANO, 13 DIC. 2006 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi è stato reso pubblico il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la XV Giornata Mondiale del Malato, in programma a Seoul (Corea), l'11 febbraio 2007, memoria liturgica della Beata Maria Vergine di Lourdes.

  Nel Messaggio, pubblicato in lingua inglese, e datato 8 dicembre, il Santo Padre scrive: "Nonostante i progressi della scienza, ancora non esistono terapie per tutte le malattie. (...) Inoltre, molti milioni di persone nel mondo ancora sperimentano condizioni di vita insalubri e non hanno accesso all'assistenza medica di base oltremodo necessaria, con il risultato di un considerevole aumento del numero di esseri umani considerati 'incurabili'".

  Sottolineando che è indispensabile "promuovere politiche che creino le condizioni nelle quali gli esseri umani possono sopportare malattie incurabili e la morte con dignità", Papa Benedetto XVI ricorda la necessità di "centri di cure palliative più numerosi che forniscano un'assistenza integrale, offrendo al malato l'assistenza umana e l'accompagnamento spirituale di cui hanno bisogno. Si tratta di un diritto umano appartenente ad ogni essere umano, che noi tutti dobbiamo impegnarci a difendere".

  "La Chiesa" - scrive ancora il Pontefice - "seguendo l'esempio del Buon Samaritano, ha sempre dimostrato particolare sollecitudine per il malato. (...) Molte persone - professionisti della salute, agenti pastorali e volontari - ed istituzioni nel mondo servono instancabilmente il malato, negli ospedali e nelle unità di cura palliativa, nelle strade delle metropoli, nelle case  e nelle parrocchie".

  Successivamente il Papa si rivolge ai malati incurabili e terminali incoraggiandoli "a contemplare le sofferenze di Cristo crocifisso", e scrive: "Confidate che le vostre sofferenze, unite a quelle di Cristo, si dimostreranno proficue per le necessità della chiesa e del mondo".

  "Attraverso i sacerdoti e gli operatori pastorali" - conclude il Pontefice - "la Chiesa desidera assistervi a rimanere al vostro fianco, aiutandovi nei momenti difficili, e così manifestando l'amore misericordioso di Cristo verso coloro che soffrono".
MESS/GIORNATA MONDIALE MALATO/...                   VIS 20061213 (350)


PRIMO MINISTRO STATO DI ISARELE INCONTRA IL SANTO PADRE


CITTA' DEL VATICANO, 13 DIC. 2006 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico, oggi, il seguente Comunicato:

  "Oggi, mercoledì 13 dicembre, il Santo Padre benedetto XVI ha incontrato Sua Eccellenza il Signor Ehud Olmert, Primo Ministro dello Stato d'Israele, il quale successivamente si è riunito con l'Eminentissimo Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati e da Monsignor Pietro Parolin, Sotto-Segretario".

  "Nel corso dei colloqui sono stati toccati i temi della pace in Medio oriente e le questioni riguardanti la situazione della comunità cattolica in Israele, anche in relazione alle prossime celebrazioni natalizie".
OP/ISRAELE/OLMERT                                       VIS 20061213 (120)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 13 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Zamora (Messico), presentata dal Vescovo Carlos Suárez Cázares, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Sacerdote Wilfredo Pino Estévez, Vescovo di Guantánamo-Baracoa (superficie: 6.565; popolazione: 512.555; cattolici: 183.086; sacerdoti: 10; religiosi: 16; diaconi permanenti: 5), Cuba. Il Vescovo eletto, nato nel 1950 a Camagüey (Cuba), ordinato sacerdote nel 1975, è stato finora Vicario Episcopale e Parroco nella Arcidiocesi di Camagüey (Cuba). Succede al Vescovo Carlos Jesús Patricio Baladrón Valdés, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Monsignor Jorge Enríque Serpa Pérez, Vescovo di Pinar del Río (superficie: 13.500; popolazione: 1.888.000; cattolici: 811.844; sacerdoti: 24; religiosi: 38), Cuba. Il Vescovo eletto, nato nel 1942 a Santa Clara (Cuba), ordinato sacerdote nel 1968, è stato finora Rettore del Seminario Maggiore di San Cristóbal de La Habana (Cuba). Succede al Vescovo José Siro González Bacallao, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Eparchia di São João Batista em Curitiba degli Ucraini (Brasile), presentata dal Vescovo Efraim Basílio Krevey, O.S.B.M., in conformità al canone 210, paragrafo 1, del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali. Gli subentra nel governo pastorale della medesima Eparchia, il Vescovo Valdomiro Koubetch, O.S.B.M., finora Coadiutore della stessa circoscrizione ecclesiastica.

- Ha nominato il Reverendo Shelton Joseph Fabre, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di New Orleans (superficie: 10.898; popolazione: 1.361.488; cattolici: 490.898; sacerdoti: 413; religiosi: 1.020; diaconi permanenti: 189), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto, nato a New Road (Stati Uniti d'America), nel 1963, ordinato sacerdote nel 1989, è stato finora Parroco della "Sacred Heart Parish" a Baton Rouge (Stati Uniti d'America).

- Ha  accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare dell'Arcidiocesi di New Orleans (Stati Uniti d'America), presentata dal Vescovo Dominic Carmon, S.V.D., per raggiunti limiti d'età.
RE:NER:NEA/.../...                                   VIS 20061213 (360)


martedì 12 dicembre 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 12 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha convocato la V Conferenza Generale dell'Episcopato Latino-americano, che avrà luogo ad Aparecida (Brasile), dal 13 al 31 maggio 2007, sul tema: "Discípulos y misioneros de Jesucristo para que nuestros pueblos en Él tengan vida" ("Yo soy el Camino, la Verdad y la Vida", Jn. 14,6).
- Ha nominato Presidenti della Quinta Conferenza Generale dell'Episcopato Latino-americano:

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi e Presidente della Pontificia Commissione per l'America Latina.

- Il Cardinale Francisco Javier Errázuriz Ossa, Arcivescovo di Santiago de Chile e Presidente del CELAM.

- Il Cardinale Geraldo Majella Agnelo, Arcivescovo di São Salvador da Bahia e Presidente della Conferenza Episcopale Brasiliana.

- Il Vescovo Andrés Stanovnik, O.F.M.Cap., di Reconquista (Argentina), e Segretario del CELAM, Segretario Generale della medesima Conferenza Generale.

 - Il Vescovo Odilo Scherer, Ausiliare di São Paulo (Brasile), e Segretario della Conferenza Episcopale del Brasile, Segretario Aggiunto della Quinta Conferenza Generale dell'Episcopato Latino-Americano.

- Ha nominato il Vescovo Dodë Gjergji, Amministratore Apostolico di Prizren (superficie: 11.800; popolazione: 2.100.000; cattolici: 65.000; sacerdoti: 53; religiosi: 88), Kosovo, trasferendolo dalla Diocesi di Sapë (Albania).

- Ha nominato il Monsignore Lucjan Augustini, finora Vicario Generale dell'Arcidiocesi Metropolitana di Shkodrë-Pult (Albania), Vescovo di Sapë (superficie: 2.544; popolazione: 200.000; cattolici: 90.000, sacerdoti: 12; religiosi: 54; diaconi permanenti: 1), Albania. Il Vescovo eletto è nato nel 1963 a Ferizaj (Kosovo) ed è stato ordinato sacerdote nel 1989.
NA:NER/.../...                                       VIS 20061212 (250)


MESSAGGIO PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA PACE 2007

CITTA' DEL VATICANO, 12 DIC. 2006 (VIS). Oggi è stato pubblicato il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la Giornata Mondiale della Pace (1° gennaio 2007), sul tema: "La persona umana, cuore della pace". Il Documento è stato pubblicato in lingua inglese, francese, spagnola, italiana, tedesca e portoghese.

  Di seguito riportiamo alcuni estratti del Messaggio:

  "All'inizio del nuovo anno, vorrei far giungere ai Governanti e ai Responsabili delle Nazioni, come anche a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, il mio augurio di pace".

  "Perché creato ad immagine di Dio, l'individuo umano ha la dignità di persona; non è soltanto qualche cosa, ma qualcuno, capace di conoscersi, di possedersi, di liberamente donarsi e di entrare in comunione con altre persone".

  "Anche la pace è insieme un dono e un compito. Se è vero che la pace tra gli individui ed i popoli - la capacità di vivere gli uni accanto agli altri tessendo rapporti di giustizia e di solidarietà - rappresenta un impegno che non conosce sosta, è anche vero, lo è anzi di più, che la pace è dono di Dio".

  "La trascendente 'grammatica', vale a dire l'insieme di regole dell'agire individuale e del reciproco rapportarsi delle persone secondo giustizia e solidarietà, è iscritta nelle coscienze, nelle quali si rispecchia il progetto sapiente di Dio. (...) La pace è quindi anche un compito che impegna ciascuno ad una risposta personale coerente col piano divino. Il criterio cui deve ispirarsi tale risposta non può che essere il rispetto della 'grammatica' scritta nel cuore dell'uomo dal divino suo Creatore".

  "In tale prospettiva, le norme del diritto naturale non vanno considerate come direttive che si impongono dall'esterno, quasi coartando la libertà dell'uomo. Al contrario, esse vanno accolte come una chiamata a realizzare fedelmente l'universale progetto divino iscritto nella natura dell'essere umano. (...) Il riconoscimento e il rispetto della legge naturale pertanto costituiscono anche oggi la grande base per il dialogo tra i credenti delle diverse religioni e tra i credenti e gli stessi non credenti. È questo un grande punto di incontro e, quindi, un fondamentale presupposto per un'autentica pace".

  "Il dovere del rispetto per la dignità di ogni essere umano, nella cui natura si rispecchia l'immagine del Creatore, comporta come conseguenza che della persona non si possa disporre a piacimento. Chi gode di maggiore potere politico, tecnologico, economico, non può avvalersene per violare i diritti degli altri meno fortunati. È infatti sul rispetto dei diritti di tutti che si fonda la pace. Consapevole di ciò, la Chiesa si fa paladina dei diritti fondamentali di ogni persona".

  "In particolare, essa rivendica il rispetto della vita e della libertà religiosa di ciascuno. Il rispetto del diritto alla vita in ogni sua fase stabilisce un punto fermo di decisiva importanza: la vita è un dono di cui il soggetto non ha la completa disponibilità. (...) Il diritto alla vita e alla libera espressione della propria fede in Dio non è in potere dell'uomo".

  "Per quanto concerne il diritto alla vita, è doveroso denunciare lo scempio che di essa si fa nella nostra società: accanto alle vittime dei conflitti armati, del terrorismo e di svariate forme di violenza, ci sono le morti silenziose provocate dalla fame, dall'aborto, dalla sperimentazione sugli embrioni e dall'eutanasia. Come non vedere in tutto questo un attentato alla pace? L'aborto e la sperimentazione sugli embrioni costituiscono la diretta negazione dell'atteggiamento di accoglienza verso l'altro che è indispensabile per instaurare durevoli rapporti di pace".

  "Per quanto riguarda poi la libera espressione della propria fede, un altro preoccupante sintomo di mancanza di pace nel mondo è rappresentato dalle difficoltà che tanto i cristiani quanto i seguaci di altre religioni incontrano spesso nel professare pubblicamente e liberamente le proprie convinzioni religiose. Parlando in particolare dei cristiani, debbo rilevare con dolore che essi non soltanto sono a volte impediti; in alcuni Stati vengono addirittura perseguitati, ed anche di recente si sono dovuti registrare tragici episodi di efferata violenza".

  "Vi sono regimi che impongono a tutti un'unica religione, mentre regimi indifferenti alimentano non una persecuzione violenta, ma un sistematico dileggio culturale nei confronti delle credenze religiose. In ogni caso, non viene rispettato un diritto umano fondamentale, con gravi ripercussioni sulla convivenza pacifica. Ciò non può che promuovere una mentalità e una cultura negative per la pace".

  "All'origine di non poche tensioni che minacciano la pace sono sicuramente le tante ingiuste disuguaglianze ancora tragicamente presenti nel mondo. Tra esse particolarmente insidiose sono, da una parte, le disuguaglianze nell'accesso a beni essenziali, come il cibo, l'acqua, la casa, la salute; dall'altra, le persistenti disuguaglianze tra uomo e donna nell'esercizio dei diritti umani fondamentali".

  "Costituisce un elemento di primaria importanza per la costruzione della pace il riconoscimento dell'essenziale uguaglianza tra le persone umane, che scaturisce dalla loro comune trascendente dignità. (...)  Le gravissime carenze di cui soffrono molte popolazioni, specialmente del Continente africano, sono all'origine di violente rivendicazioni e costituiscono pertanto una tremenda ferita inferta alla pace".

  "Anche la non sufficiente considerazione per la condizione femminile introduce fattori di instabilità nell'assetto sociale. Penso allo sfruttamento di donne trattate come oggetti e alle tante forme di mancanza di rispetto per la loro dignità; penso anche - in contesto diverso - alle visioni antropologiche persistenti in alcune culture, che riservano alla donna una collocazione ancora fortemente sottomessa all'arbitrio dell'uomo, con conseguenze lesive per la sua dignità di persona e per l'esercizio delle stesse libertà fondamentali. Non ci si può illudere che la pace sia assicurata finché non siano superate anche queste forme di discriminazione, che ledono la dignità personale, inscritta dal Creatore in ogni essere umano".

  "Accanto all'ecologia della natura c'è (...) un'ecologia che potremmo dire 'umana', la quale a sua volta richiede un''ecologia sociale'. E ciò comporta che l'umanità, se ha a cuore la pace, debba tenere sempre più presenti le connessioni esistenti tra l'ecologia naturale, ossia il rispetto della natura, e l'ecologia umana. L'esperienza dimostra che ogni atteggiamento irrispettoso verso l'ambiente reca danni alla convivenza umana, e viceversa".

  "In questi anni nuove Nazioni sono entrate con slancio nella produzione industriale, incrementando i bisogni energetici. Ciò sta provocando una corsa alle risorse disponibili che non ha confronti con situazioni precedenti. Nel frattempo, in alcune regioni del pianeta si vivono ancora condizioni di grande arretratezza, in cui lo sviluppo è praticamente inceppato anche a motivo del rialzo dei prezzi dell'energia".

  "La distruzione dell'ambiente, un suo uso improprio o egoistico e l'accaparramento violento delle risorse della terra generano lacerazioni, conflitti e guerre, proprio perché sono frutto di un concetto disumano di sviluppo".

  "Urge pertanto, pur nel quadro delle attuali difficoltà e tensioni internazionali, impegnarsi per dar vita ad un'ecologia umana che favorisca la crescita dell''albero della pace'. Per tentare una simile impresa è necessario lasciarsi guidare da una visione della persona non viziata da pregiudizi ideologici e culturali o da interessi politici ed economici, che incitino all'odio e alla violenza. È comprensibile che le visioni dell'uomo varino nelle diverse culture. Ciò che invece non si può ammettere è che vengano coltivate concezioni antropologiche che rechino in se stesse il germe della contrapposizione e della violenza. Ugualmente inaccettabili sono concezioni di Dio che stimolino all'insofferenza verso i propri simili e al ricorso alla violenza nei loro confronti. È questo un punto da ribadire con chiarezza: una guerra in nome di Dio non è mai accettabile!"

  "Oggi, però, la pace non è messa in questione solo dal conflitto tra le visioni riduttive dell'uomo, ossia tra le ideologie. Lo è anche dall'indifferenza per ciò che costituisce la vera natura dell'uomo. (...)  Una visione 'debole' della persona, che lasci spazio ad ogni anche eccentrica concezione, solo apparentemente favorisce la pace. In realtà impedisce il dialogo autentico ed apre la strada all'intervento di imposizioni autoritarie, finendo così per lasciare la persona stessa indifesa e, conseguentemente, facile preda dell'oppressione e della violenza".

  "Alla tutela dei diritti umani fanno costante riferimento gli Organismi internazionali e, in particolare, l'Organizzazione delle Nazioni Unite, che con la Dichiarazione Universale del 1948 si è prefissata, quale compito fondamentale, la promozione dei diritti dell'uomo. A tale Dichiarazione si guarda come ad una sorta di impegno morale assunto dall'umanità intera. Ciò ha una sua profonda verità soprattutto se i diritti descritti nella Dichiarazione sono considerati come aventi fondamento non semplicemente nella decisione dell'assemblea che li ha approvati, ma nella natura stessa dell'uomo e nella sua inalienabile dignità di persona creata da Dio. È importante, pertanto, che gli Organismi internazionali non perdano di vista il fondamento naturale dei diritti dell'uomo. Ciò li sottrarrà al rischio, purtroppo sempre latente, di scivolare verso una loro interpretazione solo positivistica. Se ciò accadesse, gli Organismi internazionali risulterebbero carenti dell'autorevolezza necessaria per svolgere il ruolo di difensori dei diritti fondamentali della persona e dei popoli, principale giustificazione del loro stesso esistere ed operare".

  "A partire dalla consapevolezza che esistono diritti umani inalienabili connessi con la comune natura degli uomini, è stato elaborato un diritto internazionale umanitario, alla cui osservanza gli Stati sono impegnati anche in caso di guerra. Ciò purtroppo non ha trovato coerente attuazione, a prescindere dal passato, in alcune situazioni di guerra verificatesi di recente. Così, ad esempio, è avvenuto nel conflitto che mesi fa ha avuto per teatro il Libano del Sud, dove l'obbligo di proteggere e aiutare le vittime innocenti e di non coinvolgere la popolazione civile è stato in gran parte disatteso".

  "La dolorosa vicenda del Libano e la nuova configurazione dei conflitti, soprattutto da quando la minaccia terroristica ha posto in atto inedite modalità di violenza, richiedono che la comunità internazionale ribadisca il diritto internazionale umanitario e lo applichi a tutte le odierne situazioni di conflitto armato, comprese quelle non previste dal diritto internazionale in vigore".

  "Inoltre, la piaga del terrorismo postula un'approfondita riflessione sui limiti etici che sono inerenti all'utilizzo degli strumenti odierni di tutela della sicurezza nazionale. Sempre più spesso, in effetti, i conflitti non vengono dichiarati, soprattutto quando li scatenano gruppi terroristici decisi a raggiungere con qualunque mezzo i loro scopi. Dinanzi agli sconvolgenti scenari di questi ultimi anni, gli Stati non possono non avvertire la necessità di darsi delle regole più chiare, capaci di contrastare efficacemente la drammatica deriva a cui stiamo assistendo".

  "Altro elemento che suscita grande inquietudine è la volontà, manifestata di recente da alcuni Stati, di dotarsi di armi nucleari. Ne è risultato ulteriormente accentuato il diffuso clima di incertezza e di paura per una possibile catastrofe atomica".

  "Purtroppo ombre minacciose continuano ad addensarsi all'orizzonte dell'umanità. La via per assicurare un futuro di pace per tutti è rappresentata non solo da accordi internazionali per la non proliferazione delle armi nucleari, ma anche dall'impegno di perseguire con determinazione la loro diminuzione e il loro definitivo smantellamento. Niente si lasci di intentato per arrivare, con la trattativa, al conseguimento di tali obiettivi! È in gioco il destino dell'intera famiglia umana!"

  "Desidero, infine, rivolgere un pressante appello al Popolo di Dio, perché ogni cristiano si senta impegnato ad essere infaticabile operatore di pace e strenuo difensore della dignità della persona umana e dei suoi inalienabili diritti. (...) In Cristo noi possiamo trovare le ragioni supreme per farci fermi paladini della dignità umana e coraggiosi costruttori di pace".
MESS/GIORNATA MONDIALE PACE 2007/...                 VIS 20061212 (1820)


LA PERSONA UMANA, CUORE DELLA PACE

CITTA' DEL VATICANO, 12 DIC. 2006 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ed il Vescovo Giampaolo Crepaldi, Segretario del medesimo Dicastero, hanno presentato il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la Giornata Mondiale della Pace 2007, sul tema: "La persona umana, cuore della pace".

  "Possiamo affermare" - ha detto il Cardinale Martino - "che il Messaggio di quest'anno va letto e interpretato come una continuazione ed un completamento del Messaggio precedente. Al n. 1, infatti, il Santo Padre afferma che, 'rispettando la persona si promuove la pace, e costruendo la pace si pongono le premesse per un autentico umanesimo integrale'".

  Il Messaggio, ha spiegato il Cardinale Martino - "si presenta strutturato in tre parti (...). Nella prima parte si evidenzia 'il senso e il valore della connessione tra persona umana e pace' intese e proposte attraverso le categorie teologico-spirituali del 'dono e del compito'; nella seconda, la verità della persona umana è messa in relazione con il concetto nuovo e innovativo di 'ecologia della pace'; nella terza, la verità della persona umana è considerata in riferimento alla complessa realtà del rispetto dei suoi diritti fondamentali, del diritto umanitario internazionale e di alcune responsabilità inerenti all'azione delle Organizzazioni internazionali. Il Messaggio si conclude con un invito ai cristiani a farsi operatori di pace".

  "Nella prospettiva del Messaggio, è il riconoscimento dell'ordine trascendente delle cose la base su cui dare fondamento al dialogo interreligioso e culturale finalizzato alla promozione della pace. (...) Per far progredire il fronte della pace, l'umanità di oggi deve far tesoro delle norme del diritto naturale che 'non vanno considerate come direttive che si impongono dall'esterno, quasi coartando la libertà dell'uomo".

  Il Santo Padre afferma inoltre che "alcuni beni sono e devono restare indisponibili; si tratta del diritto alla vita e del diritto alla libertà religiosa. (...) Possiamo riassumere la risposta del Santo Padre con le seguenti parole" - ha proseguito il Cardinale Martino - "il rispetto del diritto alla vita in ogni sua fase pone l'uomo davanti alla natura intesa come dono; (...) il diritto alla libertà religiosa apre la natura ad un fondamento che la trascende e, (...) la toglie alla completa disponibilità umana".

  Riguardo al tema dell'uguaglianza di natura di tutte le persone umane, il Santo Padre - ha precisato ancora il Porporato - ribadisce che "le disuguaglianze sociali e quelle di genere sono motivi preoccupanti di instabilità nella costruzione della pace".

   L'articolo 9 dedicato alla "ecologia della pace", riporta una serie di interrogativi del Santo Padre, i quali "pongono in evidenza come il problema del rapporto con la natura sia strettamente collegato con la costruzione, tra gli uomini e tra le Nazioni, di rapporti umani ecologici, ossia rispettosi della dignità della persona e dei suoi autentici bisogni".

  "Ai numeri 10 e 11 il Santo Padre offre il fondamento dell'ecologia della pace e la base su cui far crescere l''albero della pace'. (...) È possibile a patto che ci si lasci guidare da una visione corretta e la più ampia possibile della persona umana, perchè le riduzioni dell'uomo, del suo valore e della sua dignità spesso si pagano con il conflitto".

  "Il Messaggio papale" - ha proseguito il Cardinale Martino - "afferma che la pace è resa difficile anche dall'indifferenza per ciò che costituisce la vera natura dell'uomo. (...) Un simile atteggiamento è molto pericoloso per la pace, che non può costruirsi sul vuoto e sull'indifferenza, perché in questo caso il riconoscimento reciproco sarà solo formale, convenzionale, provvisorio".

  Nella terza parte del Messaggio, comprendente gli articoli dal 12 al 15, Benedetto XVI "afferma che una pace vera e stabile presuppone il rispetto dei diritti dell'uomo, ancorati ad una concezione 'forte' della persona umana. (...) I diritti esprimono le esigenze della natura dell'uomo scaturita dalla Creazione. Ci dicono di che cosa l'uomo ha bisogno nella sua esistenza per poter essere dignitosamente se stesso. Ci dicono come dobbiamo trattarlo per mantenerlo in conformità con la sua dignità. I diritti umani non reggono ai continui attacchi di cui sono fatti bersaglio, se non riscoprono continuamente questi loro significati".

  Il Santo Padre, ha aggiunto il Porporato, "richiama la vocazione originaria degli organismi internazionali e, soprattutto, delle Nazioni Unite, incitandoli a farsi paladini della promozione dei diritti umani" e "ritorna anche quest'anno sul valore del diritto umanitario internazionale", con riflessioni "ispirate da realismo e fiducia. (...) Per ultimo, troviamo il preoccupato richiamo papale al fatto che alcuni Paesi hanno manifestato la volontà di dotarsi di armi nucleari".

  "La conclusione del Messaggio di Benedetto XVI (...) è tutta dedicata ai cattolici, invitati ad essere infaticabili operatori di pace e strenui difensori della dignità della persona umana. (...) Il sentimento dell'appartenenza ecclesiale va vissuto in una generosa dedizione verso tutti, specialmente verso coloro che patiscono povertà e privazioni e che mancano del prezioso bene della pace".
OP/MESSAGGIO GIORNATA PACE/MARTINO                   VIS 20061212 (830)


lunedì 11 dicembre 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Gabriel Mbilingi, C.S.Sp., finora Vescovo di Lwena (Angola), Arcivescovo Coadiutore dell'Arcidiocesi di Lubango (superficie: 118.000; popolazione: 3.085.651; cattolici: 1.604.539; sacerdoti: 83; religiosi: 255), Angola.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare dell'arcidiocesi di Melbourne(Australia), presentata dal Vescovo Joseph Peter O'Connell, per raggiunti limiti d'età.

  Sabato 9 dicembre è stato reso noto che il Santo Padre ha nominato il Vescovo Marcel Madila Basanguka, Arcivescovo di Kananga (superficie: 33.000; popolazione: 2.264.000; cattolici: 1.363.000; sacerdoti: 123; religiosi: 345), Repubblica Democratica del Congo. L'Arcivescovo eletto è stato finora Ausiliare della medesima Arcidiocesi.
NEC:RE:NER/.../MBILINGI:O'CONNELL:BASANGUKA         VIS 20061211 (110)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate sette Presuli della Conferenza Episcopale Italiana, Regione Calabria, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Vittorio Luigi Mondello, di Reggio Calabria-Bova.

    - L'Arcivescovo Antonio Ciliberti, di Catanzaro-Squillace.

    - L'Arcivescovo Salvatore Nunnari, di Cosenza-Bisignano.

    - Il Vescovo Domenico Tarcisio Cortese, O.F.M., di Mileto-Nicotera-Tropea.

    - Il Vescovo Luciano Bux, di Oppido Mamertina-Palmi.

    - L'Arcivescovo Santo Marcianò, di Rossano-Cariati.

    - Il Monsignore Francesco Frandina,  Amministratore Apostolico di Crotone-Santa Severina.

  Sabato 9 dicembre il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale Italiana, Regione Lazio, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Delio Lucarelli, di Rieti.

    - Il Vescovo Luca Brandolini, C.M., di Sora-Aquino-Pontecorvo.

    - Il Vescovo Giovanni Paolo Benotto, di Tivoli.

    - Il Vescovo Lorenzo Chiarinelli, di Viterbo.

    - Il Vescovo Fabio Bernardo D'Onorio, O.S.B., Abate Ordinario di Montecassino.

    - Il Padre Emiliano Fabbricatore, O.S.B.I., Archimandrita dell'Abbazia di Santa Maria di Grottaferrata.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/.../...                                       VIS 20061211 (180)

CONCLUSIONE SCAVI BASILICA SAN PAOLO FUORI LE MURA

CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2006 (VIS). Questa mattina nella Sala Stampa della Santa Sede ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione di lavori che hanno portato alla luce il sarcofago di San Paolo nella Basilica romana di San Paolo fuori le Mura.

  Alla Conferenza Stampa hanno partecipato il Cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, Arciprete della Basilica di San Paolo, l'Archeologo Dottor Giorgio Filippi e l'Ingegner Pier Carlo Visconti, Delegato per l'amministrazione della Basilica di San Paolo fuori le Mura.

  Il Cardinale Cordero Lanza di Montezemolo si è soffermato sui seguenti punti: la nuova denominazione delle quattro Basiliche Maggiori Romane, che si chiameranno "Papali" e non più "Patriarcali"; del programma di riordinamento del complesso di San Paolo fuori le Mura, comprendente il progetto di stabilire un percorso pedonale per pellegrini e visitatori che permetta di definire un'area museale col chiostro e alcune parti all'intorno; i lavori intorno alla tomba di San Paolo e la collocazione di una lastra trasparente a pavimento per vedere i resti dell'abside costantiniana.

  Il Dottor Giorgio Filippi ha affermato a sua volta che "è un dato incontrovertibile nella tradizione storica" che "la Basilica di San Paolo fosse sorte sulla tomba dell'Apostolo", mentre "l'identificazione del sepolcro originario è una questione rimasta aperta".

  "La Cronaca del Monastero" - ha proseguito l'Archeologo Filippi - "parla di un grande sarcofago marmoreo rinvenuto durante i lavori di ricostruzione della Basilica dopo l'incendio del 1823, nell'area della Confessione, sotto due lastre iscritte PAVLO APOSTOLO MART(YRI), di cui però non esiste traccia nella documentazione di scavo, a differenza degli altri sarcofagi che furono scoperti e rilevati nella stessa occasione".

  "Le indagini archeologiche nell'area tradizionalmente considerata il luogo di sepoltura dell'Apostolo, iniziate nel 2002 e terminate il 22 settembre 2006, hanno permesso di riportare alla luce un importante contesto stratificato, formato dall'abside della basilica costantiniana, inglobata nel transetto dell'edificio dei Tre Imperatori: sul pavimento di quest'ultimo, sotto l'altare papale, è stato riscoperto quel grande sarcofago del quale si erano perse le tracce e che veniva considerato fin dall'epoca teodosiana la Tomba di San Paolo".
OP/SAN PAOLO FUORI LE MURA/...                       VIS 20061211 (360)


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