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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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domenica 10 dicembre 2006

IMPEGNARSI A COSTRUIRE LA "DIMORA DI DIO CON GLI UOMINI"

CITTA' DEL VATICANO, 10 DIC. 2006 (VIS). A mezzogiorno il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  Il Papa ha ricordato di aver avuto la gioia di dedicare una nuova chiesa parrocchiale, intitolata a Maria Stella della Evangelizzazione, nel quartiere del Torrino Nord di Roma ed ha detto: "È un avvenimento che, (...), acquista un significato simbolico all'interno del tempo liturgico dell'Avvento, mentre ci prepariamo a celebrare il Natale del Signore. In questi giorni la liturgia ci ricorda costantemente che 'Dio viene' a visitare il suo popolo, per dimorare in mezzo agli uomini e formare con loro una comunione di amore e di vita, cioè una famiglia".

  "La chiesa-edificio è segno concreto della Chiesa-comunità, formata dalle 'pietre vive' che sono i credenti" - ha spiegato il Pontefice - "immagine tanto cara agli Apostoli. San Pietro e San Paolo mettono in risalto come la 'pietra angolare' di questo tempio spirituale sia Cristo e che, stretti a Lui e ben compatti, anche noi siamo chiamati a partecipare all'edificazione di questo tempio vivo. Se dunque è Dio che prende l'iniziativa di venire ad abitare in mezzo agli uomini, ed è sempre Lui l'artefice principale di questo progetto, è vero anche che Egli non vuole realizzarlo senza la nostra attiva collaborazione. Pertanto, prepararsi al Natale significa impegnarsi a costruire la 'dimora di Dio con gli uomini' (...). Alla fine dei tempi, essa sarà completata e sarà la 'Gerusalemme celeste'"

  "L'Avvento ci invita a volgere lo sguardo verso la 'Gerusalemme celeste', che è il fine ultimo del nostro pellegrinaggio terreno. Al tempo stesso, ci esorta ad impegnarci con la preghiera, la conversione e le buone opere, ad accogliere Gesù nella nostra vita, per costruire insieme a Lui questo edificio spirituale del quale ognuno di noi - le nostre famiglie e le nostre comunità - è pietra preziosa".

  Al termine della recita dell'Angelus, il Santo Padre ha espresso la sua viva preoccupazione per la situazione in Medio Oriente "dove a spiragli di soluzione delle crisi che travagliano la regione si alternano tensioni e difficoltà che fanno temere nuove violenze".

  "Una speciale menzione merita il Libano, sul cui suolo, oggi come ieri, sono chiamati a 'vivere insieme uomini differenti sul piano culturale e religioso, per edificare una nazione di 'dialogo e di convivenza' e per concorrere al bene comune" - ha detto Benedetto XVI citando l'Esortazione Apostolica post-sinodale di Giovanni Paolo II, 'Una speranza nuova per il Libano' - "Condivido perciò, di fronte ai recenti avvenimenti, le forti apprensioni espresse dal Patriarca, Sua Beatitudine il Signor Cardinale Nasrallah Boutros Sfeir, e dai Vescovi maroniti nel Comunicato che hanno reso pubblico mercoledì scorso".

  "Insieme a loro, chiedo ai libanesi e ai loro responsabili politici di avere a cuore esclusivamente il bene del Paese e l'armonia tra le sue comunità," - ha proseguito il Pontefice riferendosi al medesimo Documento - "ispirando il loro impegno a quell'unità che è responsabilità di tutti e di ciascuno e richiede sforzi pazienti e perseveranti, insieme a un dialogo fiducioso e permanente".

  "Auspico anche che la Comunità internazionale" - ha concluso Benedetto XVI -"aiuti ad individuare le urgenti soluzioni pacifiche ed eque necessarie per il Libano e per l'intero Medio Oriente, mentre invito tutti alla preghiera in questo grave momento".
ANG/AVVENTO:LIBANO/...                           VIS 20061211 (580)


giovedì 7 dicembre 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 7 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Doraboina Moses Prakasam, Vescovo di Nellore (superficie: 30.800; popolazione: 6.665.490; cattolici: 82.740; sacerdoti: 137; religiosi: 251), India. Il Vescovo Prakasam, finora Vescovo di Cuddapah (India), succede al Vescovo Pudhota Chinniah Balaswamy, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età
NER:RE/.../PRAKASAM:BALASWAMY                 VIS 20061207 (70)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 7 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale Italiana, Regione Lazio, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Salvatore Boccaccio, di Frosinone-Veroli-Ferentino.

    - Il Vescovo Vincenzo Apicella, di Velletri-Segni.

    - Il Vescovo Lorenzo Loppa, di Anagni-Alatri.

    - Il Vescovo Divo Zadi, di Civita Castellana.

    - Il Vescovo Girolamo Grillo, di Civitavecchia-Tarquinia.

    - Il Vescovo Giuseppe Petrocchi, di Latina-Terracina-Sezze-Priverno.

    - Dom Mauro Meacci, O.S.B., Abate di Subiaco.

- Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale Francis Arinze, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.
AL:AP/.../...                                       VIS 20061207 (110)

XI SEDUTA PUBBLICA DELLE PONTIFICIE ACCADEMIE

CITTA' DEL VATICANO, 7 DIC. 2006 (VIS). Questa mattina, nell'Aula nuova del Sinodo in Vaticano, si è tenuta la XI Seduta Pubblica delle Pontificie Accademie, organizzata quest'anno dalla Pontificia Accademia dell'Immacolata e dalla Pontificia Accademia Mariana Internazionale, sul tema: "L'Immacolata, Madre di tutti gli uomini, icona della bellezza e della carità divina".

  All'introduzione ai lavori da parte del Cardinale Paul Poupard, è seguito l'intervento dell'Arcivescovo Angelo Amato, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede e Membro della Pontificia Accademia Mariana Internazionale e l'intervento del Vescovo Stanislaw Nowak, di Czestochowa e Vice Presidente della Pontificia Accademia dell'Immacolata.

  Al termine della Seduta Pubblica, il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha dato lettura di un Messaggio di Papa Benedetto XVI ed ha consegnato, a nome del Santo Padre, il Premio delle Pontificie Accademie.

  Il Santo Padre, ha detto il Cardinale Bertone, si avvale di questa occasione "per rivolgere un caloroso incoraggiamento a tutti i cultori di Mariologia, affinché si impegnino sempre più ed intensifichino la loro attività nell'ambito dei Centri di studio e nel campo delle pubblicazioni scientifiche, prestando particolare attenzione ad una metodologia rispettosa dell'interazione feconda tra la 'via veritatis' e la 'via pulchritudinis', che si compendiano nella 'via caritatis'".

  Accogliendo la proposta del Consiglio di Coordinamento fra Accademie Pontificie, il Papa ha consegnato il Premio delle Pontificie Accademie alla Sezione Africana per i Congressi Mariologici, collegata alla Pontificia Accademia Mariana Internazionale, formata da giovani studiosi e docenti di Mariologia di vari Paesi africani.

  Il Cardinale Segretario di Stato ha segnalato, inoltre, che il Papa ha offerto anche una Medaglia del Pontificato allo studioso Padre Fidel Stockl, O.R.C., delle Filippine, per l'opera "Mary, Model and Mother of consacrated Life. A Marian Synthesis of Theology of consacrated Life based on the Teachings of John Paul II".
MESS/SESSIONE PONTIFICIE ACCADEMIE/BERTONE        VIS 20061207 (300)


mercoledì 6 dicembre 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 6 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Stanislaw Wojciech Wielgus, Arcivescovo Metropolita di Warszawa (superficie: 3.350; popolazione: 1.533.600; cattolici: 1.439.600; sacerdoti: 1.076; religiosi: 3.011), Polonia. L'Arcivescovo eletto, finora Vescovo di Plock (Polonia), è nato nel 1939 a Wierzohowiska (Polonia), è stato ordinato sacerdote nel 1962 ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 1999. Succede al Cardinale Józef Glemp, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha eretto la Diocesi di São José dos Pinhais (Brasile), con territorio dismembrato dall'Arcidiocesi di Curitiba, rendendola suffraganea della medesima Chiesa Metropolitana.

- Ha nominato il Vescovo Ladislau Biernaski, C.M., finora Ausiliare di Curitiba (Brasile), primo Vescovo della Diocesi di São José dos Pinhais (superficie: 7.172; popolazione: 649.556; cattolici: 497.454; sacerdoti: 58; religiosi: 165).

- Ha nominato Membri Ordinari della Pontificia Accademia per la Vita: il Vescovo Daniel Nlandu Mayi, Ausiliare e Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo); Il Professor John Haas (Stati Uniti d'America); il Professor Alejandro César Serani Merlo (Cile) e la Professoressa Mónica López Barahona (Spagna).
NER:RE:ECE:NA/.../...                               VIS 20061206 (200)


IN BREVE

LA PREFETTURA DELLA CASA PONTIFICIA ANNUNCIA che le Prediche per l'Avvento 2006 si terranno venerdì 15 e 22 dicembre, nella Cappella Redemptoris Mater e saranno dedicate al tema: "Imparate da me che sono mite ed umile di cuore" (Le Beatitudini evangeliche). "Le Beatitudini" - si legge nella Nota della Prefettura della Casa Pontificia - "sono l'autoritratto spirituale di Gesù di Nazareth, povero, mite, puro di cuore e perseguitato per la giustizia". Le riflessioni sulle Beatitudini si concentreranno quest'anno sulle Beatitudini degli afflitti e dei miti, "particolarmente consone allo spirito liturgico dell'Avvento e necessarie alla Chiesa nella presente situazione storica".  Le prediche di Avvento 2006 saranno tenute da Padre Raniero Cantelamessa, O.F.M.Cap., Predicatore della Casa Pontificia.

LUNEDÌ 11 DICEMBRE NELL'AULA GIOVANNI PAOLO II della Sala Stampa della Santa Sede, avrà luogo la presentazione dei lavori che hanno riportato alla luce il Sarcofago di San Paolo, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura. Interverranno il Cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, Arciprete della Basilica di San Paolo fuori le Mura; il Dottor Giorgio Filippi, Archeologo e l'Ingegner Pier Carlo Visconti, Delegato per l'amministrazione della Basilica di San Paolo fuori le Mura.
.../IN BREVE/...                                   VIS 20061206 (200)


PROMOZIONE DIGNITÀ UMANA E DIMENSIONE RELIGIOSA

CITTA' DEL VATICANO, 6 DIC. 2006 (VIS). L'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, è intervenuto, nel pomeriggio di lunedì scorso, al XIV Consiglio Ministeriale dell'OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa),  - Bruxelles, Belgio, 4-5 dicembre -, al quale erano invitati i Ministri degli Affari Esteri dei 56 Stati aderenti all'Organizzazione.

  "La Santa Sede" - ha detto l'Arcivescovo - "si augura vivamente che tale riunione rafforzi e metta in pratica la 'esperienza' dell'OSCE, affinando gli strumenti di cui dispone per pervenire al suo obiettivo finale: la pace e la stabilità della zona euro-atlantica, mediante società sicure e prospere, che promuovano la dignità della persona umana, riconoscendone la dimensione religiosa fondamentale".

  Riguardo alla dimensione umana, il Presule ha ribadito che: "La Santa Sede apprezza vivamente i documenti che intendono intensificare la lotta contro il traffico di esseri umani, con un approccio che si concentri sulle vittime. Il flagello dello sfruttamento dei minori, sovente legato al traffico di esseri umani, richiede particolare attenzione. La Chiesa Cattolica, nella maniera che le è propria, non mancherà di continuare a sensibilizzare la coscienza internazionale riguardo all'estensione e alla gravità di tale flagello".

  Sottolineando che la Santa Sede è particolarmente attenta alla questione della tolleranza, l'Arcivescovo Mamberti si è posto il seguente interrogativo: "Come possono le religioni promuovere con autorità ed efficacia il rispetto e la comprensione, se esse stesse sono vittime di stereotipi e pregiudizi?" ed ha ricordato che in un Paese appartenente all'OSCE un sacerdote cattolico è stato assassinato e dei cristiani sono rimasti vittime della violenza e dell'aggressione.

  Citando le parole pronunciate da Papa Benedetto XVI nel recente Viaggio Apostolico in Turchia: "Il riconoscimento del ruolo positivo delle religioni nel corpo sociale può e deve incitare le nostre società ad approfondire sempre più la conoscenza dell'uomo e a rispettare sempre meglio la sua dignità", il Presule ha espresso l'auspicio della Santa Sede che "tale conoscenza e rispetto appaiano con trasparenza e onestà nell'opera dell'OSCE e delle sue istituzioni, anche nell'ambito della tolleranza".
DELSS/PACE:RELIGIONI/OSCE:MAMBERTI                   VIS 20061206 (350)


CATECHESI DEDICATA RECENTE VIAGGIO APOSTOLICO TURCHIA

CITTA' DEL VATICANO, 6 DIC. 2006 (VIS). L'Udienza Generale di questo mercoledì si è tenuta dapprima nella Basilica Vaticana, dove erano convenuti fedeli di diverse città d'Italia e successivamente nell'Aula Paolo VI, dove il Papa ha incontrato i pellegrini provenienti da altri paesi.

  Salutando in particolare i fedeli delle Diocesi del Lazio, che accompagnavano i Vescovi in occasione della Visita "ad Limina Apostolorum", il Santo Padre ha detto: "Cari amici, vi incoraggio ad approfondire sempre di più la vostra vita di fede, tenendo ben presenti gli orientamenti emersi dal recente incontro della Chiesa Italiana a Verona", dell'ottobre scorso.

  "Una coraggiosa azione evangelizzatrice" - ha ribadito Benedetto XVI - "ne siamo certi, susciterà l'auspicato rinnovamento dell'impegno dei cattolici nella società, anche nel Lazio. Compito primario dell'evangelizzazione è indicare in Cristo Gesù il Salvatore di ogni uomo. Non stancatevi di affidarvi a Lui e di annunciarlo con la vostra vita in famiglia e in ogni ambiente. È questo che gli uomini anche oggi attendono dalla Chiesa e dai cristiani".

  Successivamente il Santo Padre ha raggiunto l'Aula Paolo VI dove erano ad attenderlo i pellegrini provenienti dall'estero ed ha proseguito l'udienza dedicando la catechesi di oggi al Viaggio Apostolico in Turchia, svoltosi dal 28 novembre al 1° dicembre scorso.

  "Anche i viaggi pastorali del Papa contribuiscono a realizzare la sua missione che si snoda 'a cerchi concentrici'" - ha detto Benedetto XVI spiegando che: "Nel cerchio più interno il Successore di Pietro conferma nella fede i cattolici, in quello intermedio incontra gli altri cristiani, in quello più esterno si rivolge ai non cristiani e all'intera umanità".

  All'ultimo cerchio corrisponde la prima giornata della Visita del Papa in Turchia e l'incontro con le Autorità civili. "Questa intensa serie di incontri ha costituito una parte importante della Visita" - ha detto il Benedetto XVI - "specialmente in considerazione del fatto che la Turchia è un Paese a larghissima maggioranza musulmana, regolato però da una Costituzione che afferma la laicità dello Stato. È dunque un Paese emblematico in riferimento alla grande sfida che si gioca oggi a livello mondiale: da una parte, cioè, occorre riscoprire la realtà di Dio e la rilevanza pubblica della fede religiosa, e dall'altra assicurare che l'espressione di tale fede sia libera, priva di degenerazioni fondamentaliste, capace di ripudiare fermamente ogni forma di violenza".

  Il Papa ha ricordato di aver insistito "sull'importanza che cristiani e musulmani si impegnino insieme per l'uomo, per la vita, per la pace e la giustizia" ed ha ribadito "che la distinzione tra la sfera civile e quella religiosa costituisce un valore e che lo Stato deve assicurare al cittadino e alle comunità religiose l'effettiva libertà di culto. Nell'ambito del dialogo interreligioso, la divina Provvidenza mi ha concesso di compiere, quasi alla fine del mio viaggio, un gesto inizialmente non previsto, e che si è rivelato assai significativo: la visita alla celebre Moschea Blu di Istanbul. Sostando qualche minuto in raccoglimento in quel luogo di preghiera, mi sono rivolto all'unico Signore del cielo e della terra, Padre misericordioso dell'intera umanità".

  "La seconda giornata mi ha portato ad Efeso" - ha proseguito il Pontefice - "e dunque rapidamente mi sono trovato nel 'cerchio' più interno del viaggio, a contatto diretto con la Comunità cattolica. (...) Presso la 'Casa di Maria' ci siamo sentiti davvero 'a casa', e in quel clima di pace abbiamo pregato per la pace in Terra Santa e nel mondo intero".

  "Il 'cerchio' intermedio, quello dei rapporti ecumenici, ha occupato la parte centrale di questo viaggio, avvenuto in occasione della festa di Sant'Andrea, il 30 novembre". In questo ambito, Papa Benedetto XVI ha ricordato di aver rinnovato, sulle orme di Papa Paolo VI, che incontrò il Patriarca Atenagora e di Papa Giovanni Paolo II, che fu accolto da Dimitrios I, "con Sua Santità Bartolomeo I questo gesto di grande valore simbolico, per confermare l'impegno reciproco di proseguire sulla strada verso il ristabilimento della piena comunione tra cattolici ed ortodossi. A sancire tale fermo proposito ho sottoscritto insieme con il Patriarca Ecumenico una 'Dichiarazione Congiunta', che costituisce un'ulteriore tappa in questo cammino"

  Sempre nell'ambito dei rapporti ecumenici il Papa ha ricordato gli incontri con il Patriarca della Chiesa Armena Apostolica, il Metropolita Siro-Ortodosso ed il Gran Rabbino di Turchia.

  "La mai visita si è conclusa" - ha detto infine il Papa - "ritornando al 'cerchio' più interno, e cioè incontrando la Comunità cattolica presente in ogni sua componente nella Cattedrale latina dello Spirito Santo, ad Istanbul. Hanno assistito a questa Santa Messa pure il Patriarca Ecumenico, il Patriarca Armeno, il Metropolita Siro-Ortodosso e i Rappresentanti delle Chiese protestanti. (...) Confortati dalla Parola di Cristo abbiamo vissuto l'esperienza di una rinnovata Pentecoste".

  Il Santo Padre ha concluso la catechesi dedicata al Viaggio in Turchia invocando Dio con queste parole: "Aiuti Iddio Onnipotente e Misericordioso il popolo turco, i suoi governanti e i rappresentanti delle diverse religioni, a costruire insieme un futuro di pace, sì che la Turchia possa essere un 'ponte' di amicizia e di fraterna collaborazione fra l'Occidente e l'Oriente".
AG/EVANGELIZZAZIONE:TURCHIA/...                       VIS 20061206 (840)


martedì 5 dicembre 2006

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2006 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli defunti nelle ultime settimane:

- Il Vescovo Joseph D'Silva, di Bellary (India), il 17 novembre, all'età di 74 anni.

- Il Vescovo Paul Vincent Dudley, emerito di Sioux Falls (Stati Uniti d'America), il 20 novembre, all'età di 79 anni.

- L'Arcivescovo Michel Hakim, B.S., Vescovo emerito di Saint-Sauveur de Montréal dei Greco-Melkiti (Canada), il 22 novembre, all'età di 85 anni.

- L'Arcivescovo Jean Mansour, Ausiliare emerito di Antiochia dei Greco-Melkiti (Siria), il 17 novembre, all'età di 78 anni.

- L'Arcivescovo Santiago Martínez Acebes, emerito di Burgos (Spagna), il 25 novembre, all'età di 80 anni.

- Il Vescovo Manuel D. Moreno, emerito di Tucson (Stati Uniti d'America), il 17 novembre, all'età di 75 anni.

- Il Vescovo Augusto José Zini Filho, di Limeira (Brasile), il 15 novembre, all'età di 73 anni.
.../DEFUNTI/...                                   VIS 20061205 (150)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Padre Alberto Serrano, I.E.M.E., Vescovo di Hwange (superficie: 43.427; popolazione: 345.265; cattolici: 41.118; sacerdoti: 34; religiosi: 58), Zimbabwe. Il Vescovo eletto, nato nel 1942 a Zaragoza (Spagna) ed ordinato sacerdote nel 1966, è stato finora Amministratore Diocesano della medesima Diocesi.

- Il Vescovo Sergio Alfredo Fenoy, finora Ausiliare di Rosario (Argentina), Vescovo di San Miguel (superficie: 206; popolazione: 845.000; cattolici: 810.000; sacerdoti: 95; religiosi: 335; diaconi permanenti: 7), Argentina.

- Il Monsignore Hugo Santiago, Vescovo di Santo Tomé (superficie: 29.011; popolazione: 152.700; cattolici: 137.800; sacerdoti: 18; religiosi: 32), Argentina. Il Vescovo eletto, finora Vicario Episcopale di Rafaela e Parroco di San Guillermo (Argentina), è nato nel 1954 a María Juana (Argentina) ed è stato ordinato sacerdote nel 1985.

- Consultori della Sezione Straordinaria dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, il Dottor Carlo Gilardi (Italia), il Dottor Peter D. Sutherland (Irlanda) ed il Dottor Robert J. McCann (Stati Uniti d'America).
NER:NA/.../...                                       VIS 20061205 (180)


EDUCAZIONE: RESPONSABILITÀ INSEGNANTI, GENITORI E PASTORI

CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2006 (VIS). Il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha inviato, a nome del Santo Padre, un Messaggio al Presidente Nazionale dell'UCIIM (Unione Cattolica Italiana Insegnanti di Scuola Media) Professor Luciano Corradini, ed ai partecipanti al XXII Congresso Nazionale dell'Associazione a Roma per discutere sul tema: "Educare nella scuola. Nuovi scenari, nuove responsabilità".

  "Sua Santità" scrive il Segretario di Stato nel Messaggio - "apprezza quanto codesta Associazione", fondata nel 1944 dal Professor Gesualdo Nosengo, "ha fatto e continua a fare in quest'ambito, operando attivamente nei complessi scolastici, promuovendo iniziative per l'aggiornamento culturale e pedagogico-didattico degli insegnanti, con particolare cura per la loro crescita religiosa e spirituale, e sostenendo ogni utile iniziativa tesa all'educazione della gioventù. Egli incoraggia a proseguire nel cammino intrapreso, affrontando con lungimirante coraggio le sfide dell'epoca moderna".

  "La formazione delle nuove generazioni, mai come in questo momento storico, esige un corale apporto di riflessione, accompagnato dall'elaborazione di strategie educative e pastorali atte a rispondere alle attese dell'universo giovanile del terzo millennio. Si tratta di comunicare ai giovani l'apprezzamento per il valore positivo della vita, suscitando in essi il desiderio di spenderla al servizio del Bene. E questo" - conclude il Cardinale Bertone - "domanda l'apporto responsabile di tutti: degli insegnanti e dei genitori, dei pastori e di ogni persona che ha veramente a cuore il futuro dell'umanità".
SS/EDUCAZIONE:UCIIM/BERTONE                       VIS 20061205 (240)


lunedì 4 dicembre 2006

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 4 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate quattordici Presuli della Conferenza Episcopale Italiana, Regione Lazio, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Pier Luigi Mazzoni, di Gaeta.

    - Il Vescovo Marcello Semeraro, di Albano.

    - Il Vescovo Giuseppe Matarrese, di Frascati.

    - Il Vescovo Domenico Sigalini, di Palestrina.

    - Il Vescovo Gino Reali, di Porto-Santa Rufina.

    - Il Vescovo Lino Fumagalli, di Sabina-Poggio Mirteto.

    - Il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma, con gli Ausiliari Arcivescovo Luigi Moretti, Vicegerente, Vescovo Enzo Dieci, Vescovo Armando Brambilla, Vescovo Salvatore Fisichella, Vescovo Paolino Schiavon, Vescovo Ernesto Mandara e Vescovo Benedetto Tuzia.
AL/.../...                                       VIS 20061204 (120)

COMUNICATO COSTRUZIONE GRATTACIELO BUCAREST

CITTA' DEL VATICANO, 4 DIC. 2006 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico, nella tarda mattinata di oggi, il seguente Comunicato:

  "In merito alla costruzione di un grattacielo attiguo alla storica Cattedrale romano-cattolica di San Giuseppe a Bucarest, la Sala Stampa della Santa Sede desidera precisare quanto segue:

1.    Alla fine di aprile scorso, l'Arcidiocesi di Bucarest ha informato la Segreteria di Stato della costruzione di un edificio di 19 piani in superficie (e 4 sotterranei), a distanza di meno di dieci metri dalla parete nord-est della Cattedrale di San Giuseppe; essa, di conseguenza, rischia di venire irreparabilmente danneggiata. Il timore è aggravato dal precedente della Chiesa armena che, per analoghi motivi, ha subito gravi lesioni. Varie volte, l'Arcivescovo ed il Vescovo Ausiliare di Bucarest sono venuti in Segreteria di Stato per aggiornare sul caso, di cui si sta occupando anche la Nunziatura Apostolica in Romania e sul quale la Santa Sede è stata interpellata da altre persone e istanze".

  "2. In seguito a ciò, la Segreteria di Stato non ha mancato di compiere gli opportuni passi presso le Autorità rumene, sia direttamente che tramite l'Ambasciata presso la Santa Sede, per chiedere la sospensione immediata dei lavori e la revoca delle rispettive autorizzazioni, anche in considerazione delle disposizioni del Trattato dell'Unione Europea circa le Condizioni Legali e le Misure per il Mantenimento del Patrimonio Culturale, del 1993, a cui la Romania ha aderito, e del Rapporto della Commissione statale per il Monitoraggio delle Costruzioni".

  "3. La Santa Sede ha preso conoscenza della Risoluzione con cui il Senato della Romania ha approvato il Rapporto della relativa Commissione di inchiesta, che chiede l'immediata sospensione dei lavori. Ad essa dovrebbe far seguito una decisione delle competenti Autorità".

  "4. La Segreteria di Stato continua a seguire da vicino la situazione, nella speranza che si trovi una soluzione rapida e soddisfacente alla spinosa questione, nei termini più sopra menzionati, a tutela della Cattedrale di Bucarest, del patrimonio storico che essa costituisce e dei valori di fede che rappresenta, non solo per la comunità cattolica, ma per tutta la popolazione rumena".
OP/GRATTACIELO CATTEDRALE/BUCAREST               VIS 20061204 (360)


DICHIARAZIONE CARDINALE HUMMES CELIBATO SACERDOTI


CITTA' DEL VATICANO, 4 DIC. 2006 (VIS). Di seguito riportiamo la dichiarazione rilasciata dal Cardinale Claudio Hummes, Prefetto della Congregazione per il Clero, relativa all'intervista riportata dal giornale "Estado de Sâo Paulo", sul celibato dei sacerdoti.

  "A proposito degli echi suscitati dalle mie parole riportate dal giornale 'Estado de São Paulo' desidero precisare quanto segue:

  "Nella Chiesa è sempre stato chiaro che l'obbligo del celibato per i sacerdoti non è un dogma, ma una norma disciplinare. Tanto è vero che essa vale per la Chiesa latina, ma non per i riti orientali, dove anche nelle comunità unite alla Chiesa cattolica è normale che vi siano sacerdoti sposati".

  "È tuttavia anche chiaro che la norma del celibato per i sacerdoti nella Chiesa latina è molto antica e poggia su una tradizione consolidata e su forti motivazioni, di carattere sia teologico-spirituale sia pratico-pastorale, ribadite anche dai Papi".

  "Anche nel recente Sinodo dei vescovi sui sacerdoti l'opinione più diffusa fra i padri era che un allargamento della regola del celibato non sarebbe stato una soluzione neppure per il problema della scarsità di vocazioni, che è da collegare piuttosto ad altre cause, a cominciare dalla cultura secolarizzata moderna, come dimostra l'esperienza anche delle altre confessioni cristiane, che hanno sacerdoti o pastori sposati".

  "Tale questione non è quindi attualmente all'ordine del giorno delle autorità ecclesiastiche, come recentemente ribadito dopo l'ultima riunione dei Capi dicastero con il Santo Padre".
.../CELIBATO SACERDOTI/HUMMES                       VIS 20061204 (240)


PRIMA VISITA UFFICIALE AL PAPA ARCIVESCOVO CHRISTODOULOS

CITTA' DEL VATICANO, 4 DIC. 2006 (VIS). Un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede rende noto che Sua Beatitudine Christodoulos, Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, farà visita al Santo Padre Benedetto XVI e alla Chiesa di Roma nei giorni 13-16 dicembre 2006.

  "L'Arcivescovo era stato a Roma per i funerali di Sua Santità Giovanni Paolo II, di venerata memoria," - si legge nel Comunicato - "ma è la prima volta che il Primate della Chiesa Ortodossa di Grecia si reca in visita ufficiale al Papa e alla Chiesa di Roma".

  "Il Santo Padre riceverà Sua Beatitudine Christodoulos e il suo seguito nella mattinata di giovedì 14 dicembre. Con una cerimonia nella Basilica di S. Paolo fuori le Mura, sarà consegnata all'Arcivescovo parte della preziosa Catena della prigionia di S. Paolo, che si conserva in quella Basilica. L'Università Lateranense conferirà all'illustre ospite una Laurea 'Honoris Causa'. Nel suo soggiorno, l'Arcivescovo e il suo seguito si recheranno in pellegrinaggio in alcuni luoghi santi di Roma (Basiliche, Catacombe)".

  "Il Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa di Grecia, nella sessione del 3 novembre 2006, come si riferisce nel Comunicato reso pubblico al termine dei lavori, 'ha espresso la propria gioia per la realizzazione di questa visita i cui frutti saranno positivi'".

  "L'Arcivescovo sarà ricevuto con calorosa fraternità ecclesiale e con l'onore dovuto al suo rango di Primate della Chiesa Ortodossa di Grecia. Nell'anno 2001 il Papa Giovanni Paolo II, di venerata memoria, nel suo pellegrinaggio sulle orme di San Paolo, si era recato all'Aeropago di Atene dove, dopo una cerimonia, era stata firmata una Dichiarazione comune con Sua Beatitudine l'Arcivescovo Christodoulos. Il Santo Padre era stato ricevuto nella sede del Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa di Grecia. Negli anni seguenti vi è stato uno scambio di visite fra una Delegazione del Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa di Grecia venuta a Roma, e una Delegazione del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani recatasi ad Atene. A queste iniziative sono seguiti altri fraterni e intensi contatti fra la Chiesa di Roma e la Chiesa Ortodossa di Grecia".
OP/VISITA CHRISTODOULOS/...                           VIS 20061204 (360)


BENEDETTO XVI RIEVOCA VIAGGIO IN TURCHIA

CITTA' DEL VATICANO, 3 DIC. 2006 (VIS). Prima della recita dell'Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha rievocato il recente Viaggio Apostolico in Turchia nel quale si è sentito "accompagnato e sostenuto dalla preghiera dell'intera Comunità cristiana".

  Il Papa ha espresso la speranza che da "questa indimenticabile esperienza spirituale e pastorale (...) possano scaturire frutti di bene per una cooperazione sempre più sincera tra tutti i discepoli di Cristo e per un dialogo proficuo con i credenti musulmani". Ringraziando le Autorità della Turchia ed il popolo turco per la "accoglienza degna del suo tradizionale spirito di ospitalità", il Santo Padre ha ricordato la comunità cattolica che vive nel Paese che si trova "in condizioni spesso non facili".

  La comunità cattolica di Turchia, ha precisato il Santo Padre "È veramente un piccolo gregge, variegato, ricco di entusiasmo e di fede che, potremmo dire, vive costantemente ed in maniera forte l'esperienza dell'Avvento sostenuto dalla speranza. In Avvento la liturgia ci ripete spesso e ci assicura, quasi a vincere la naturale nostra diffidenza, che Dio 'viene': viene a stare con noi, in ogni nostra situazione; viene ad abitare in mezzo a noi, a vivere con noi e in noi; viene a colmare le distanze che ci dividono e ci separano; viene a riconciliarci con Lui e tra di noi. Viene nella storia dell'umanità, a bussare alla porta di ogni uomo e di ogni donna di buona volontà, per recare agli individui, alle famiglie e ai popoli il dono della fraternità, della concordia e della pace".

  "Per questo l'Avvento è per eccellenza il tempo della speranza (...). Per vivere nel modo più autentico e fruttuoso questo periodo (...), la liturgia ci esorta a guardare a Maria Santissima, e ad incamminarci idealmente insieme a Lei verso la Grotta di Betlemme. Quando Dio bussò alla porta della sua giovane vita, Ella lo accolse con fede e con amore. Tra qualche giorno La contempleremo nel luminoso mistero della sua Immacolata Concezione. Lasciamoci attrarre dalla sua bellezza, riflesso della gloria divina, perché 'il Dio che viene' trovi in ognuno di noi un cuore buono e aperto, che Egli possa colmare dei suoi doni".
ANG/TURCHIA:AVVENTO/...                           VIS 20061204 (370)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Anthony Swamy Thomasappa, Vescovo di Chikmagalur (superficie: 14.015; popolazione: 2.984.422; cattolici: 37.397; sacerdoti: 72; religiosi: 266), India. Il Vescovo eletto, finora Professore del "St. Peter's Pontifical Seminary" a Bangalore (India), è nato nel 1951 a Mariannapalaya (India) ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. Succede al Vescovo John Baptist Sequeira, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre Paul Cremona, O.P., Arcivescovo di Malta (superficie: 246; popolazione: 395.000; cattolici: 375.000; sacerdoti: 689; religiosi: 1.454), Malta. L'Arcivescovo eletto, finora Parroco della Chiesa di Gesù Nazareno a Malta, è nato alla Valletta (Malta) nel 1946, ha emesso la Professione Solenne nell'Ordine dei Frati Predicatori nel 1967 ed è stato ordinato sacerdote nel 1969. Succede all'Arcivescovo Joseph Mercieca, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Diego Coletti, Vescovo di Como (superficie: 4.244; popolazione: 530.000; cattolici: 520.000; sacerdoti: 579; religiosi: 1.083; diaconi permanenti: 9), Italia. Finora Vescovo di Livorno (Italia), il Vescovo Coletti succede al Vescovo Alessandro Maggiolini, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Salvatore Di Cristina, Arcivescovo di Monreale (superficie: 1.509; popolazione: 232.250; cattolici: 215.000; sacerdoti: 136; religiosi: 325; diaconi permanenti: 2), Italia. L'Arcivescovo eletto, nato a Palermo (Italia), nel 1937 ed ordinato sacerdote nel 1960, è stato finora Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Palermo ed Amministratore Apostolico della medesima Arcidiocesi di Monreale (Italia).
NER:RE/.../...                                       VIS 20061204 (290)


LA PACE È LA META A CUI ASPIRA L'INTERA UMANITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2006 (VIS). Alle 17:00 di oggi pomeriggio, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, nella Basilica Vaticana, la Celebrazione dei Primi Vespri della Domenica I di Avvento.

  Nell'omelia pronunciata nel corso della Celebrazione il Santo Padre ha affermato: "All'inizio di un nuovo ciclo annuale, la liturgia invita la Chiesa a rinnovare il suo annuncio a tutte le genti e lo riassume in due parole: 'Dio viene'".

  "L'unico vero Dio, 'il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe'" - ha sottolineato il Pontefice - "non è un Dio che se ne sta in cielo, disinteressato a noi e alla nostra storia, ma è il-Dio-che-viene. È un Padre che mai smette di pensare a noi e, nel rispetto estremo della nostra libertà, desidera incontrarci e visitarci; vuole venire, dimorare in mezzo a noi, restare con noi. Il suo 'venire' è spinto dalla volontà di liberarci dal male e dalla morte, da tutto ciò che impedisce la nostra vera felicità. Dio viene a salvarci".

  "La liturgia dell'Avvento pone così in luce come la Chiesa dia voce all'attesa di Dio profondamente inscritta nella storia dell'umanità; un'attesa purtroppo spesso soffocata o deviata verso false direzioni".

  "Corpo misticamente unito a Cristo Capo, la Chiesa è sacramento, cioè segno e strumento efficace anche di questa attesa di Dio. In una misura nota a Lui solo la comunità cristiana può affrettarne l'avvento finale, aiutando l'umanità ad andare incontro al Signore che viene", con la preghiera e le "buone opere". "L'Avvento è più che mai adatto ad essere un tempo vissuto in comunione con tutti coloro - e grazie a Dio sono tanti - che sperano in un mondo più giusto e più fraterno".

  "In questo impegno per la giustizia" - ha proseguito il Pontefice - "possono in qualche misura ritrovarsi insieme uomini di ogni nazionalità e cultura, credenti e non credenti. Tutti infatti sono animati da un anelito comune, seppure diverso nelle motivazioni, verso un futuro di giustizia e di pace".

  Il Papa ha sottolineato ancora che: "La pace è la meta a cui aspira l'intera umanità! Per i credenti 'pace' è uno dei più bei nomi di Dio, che vuole l'intesa di tutti i suoi figli, come ho avuto modo di ricordare anche nel pellegrinaggio dei giorni scorsi in Turchia".

  "Iniziamo dunque questo nuovo Avvento - tempo donatoci dal Signore del tempo - risvegliando nei nostri cuori l'attesa del Dio-che-viene e la speranza che il suo Nome sia santificato, che venga il suo Regno di giustizia e di pace, che sia fatta la sua Volontà come in Cielo, così in terra".
HML/VESPRI AVVENTO/...                           VIS 20061204 (440)


RIUNIONE CONSIGLIO SPECIALE SINODO VESCOVI ASIA

CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2006 (VIS). Un Comunicato, reso pubblico oggi, rende noto che il 17 e 18 novembre si è tenuta a Roma la X Riunione del Consiglio Speciale per l'Asia della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi.

  Sotto la presidenza dell'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, i Cardinali, Arcivescovi e Vescovi, hanno affrontato "due argomenti di grande attualità contenuti nell'Esortazione Apostolica Postsinodale 'Ecclesia in Asia': le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata e il dialogo interreligioso".

  Relativamente al Continente asiatico, il Comunicato della Segreteria del Sinodo rende noto che: "Dal 1978 al 2004 è aumentato il numero del clero secolare del 05,56% e quello del clero regolare del 42,55%. Le vocazioni alla vita religiosa maschile non clericale sono aumentate del 38,72% e quelle femminili del 64,59%".

  Riguardo al dialogo interreligioso, prosegue il Comunicato: "È stato incoraggiante notare i numerosi sforzi e i buoni risultati a livello delle chiese particolari e delle Conferenze Episcopali per mantenere aperto il dialogo e la collaborazione con le grandi religioni nate nel continente asiatico, in particolare l'Islam, l'Induismo e il Buddismo, anche se non mancano difficoltà provocate da certi gruppi fondamentalisti in diversi Paesi. Si tratta di gruppi minoritari, dato che la grande maggioranza degli appartenenti alle religioni è aperta al dialogo della vita ed è disposta a collaborare con i cristiani e gli uomini di buona volontà nella promozione della giustizia e della pace come pure dei valori fondamentali della convivenza sociale, tra cui un posto importante lo occupa il rispetto della libertà religiosa".

  Infine il Comunicato precisa che dal 18 al 22 ottobre 2006 si è tenuto il Primo Congresso Missionario Asiatico a Chiang Mai (Thailanda), sul tema: "La Storia di Gesù: una celebrazione di fede e di vita", al quale hanno partecipato anche alcuni osservatori rappresentanti di religioni non cristiane.

  La prossima Riunione del Consiglio Speciale per l'Asia è stata fissata nei giorni 20-21 novembre 2007.
SE/SINODO ASIA/ETEROVIC                           VIS 20061204 (340)


COMUNICATO DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE

CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2006 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico oggi il seguente Comunicato:

  "La Santa Sede si sente in dovere di far conoscere la sua posizione in merito all'ordinazione episcopale del sacerdote Giovanni Wang Renlei, che ha avuto luogo giovedì, 30 novembre u.s., a Xuzhou nella provincia di Jiangsu (Cina Continentale)".

  "1) Il Santo Padre ha appreso la notizia con profondo dolore, poiché la suddetta ordinazione episcopale è stata conferita senza il mandato pontificio, vale a dire senza rispettare la disciplina della Chiesa cattolica circa la nomina dei Vescovi (cfr. canone 377, paragrafo 1, del Codice di Diritto Canonico)".

  "2) Quella di Xuzhou è l'ultima - in ordine di tempo - delle ordinazioni episcopali illegittime, che travagliano la Chiesa cattolica in Cina ormai da alcune decine di anni, creando divisioni nelle comunità diocesane e tormentando la coscienza di molti ecclesiastici e fedeli. Questa serie di atti estremamente gravi, che offendono i sentimenti religiosi di ogni cattolico in Cina e nel resto del mondo, è frutto e conseguenza di una visione della Chiesa, che non corrisponde alla dottrina cattolica e sovverte principi fondamentali della sua struttura gerarchica. Infatti, come precisa il Concilio Vaticano II, 'uno è costituito membro del Corpo episcopale in virtù della consacrazione sacramentale e mediante la comunione gerarchica col Capo del Collegio e con le membra' ('Lumen gentium', n. 22, primo capoverso)".

  "3) La Santa Sede, venuta a conoscenza all'ultimo momento della progettata ordinazione episcopale nella diocesi di Xuzhou, non ha mancato di fare quei passi, che erano possibili nel breve tempo a disposizione, affinché non si arrivasse a un atto che avrebbe prodotto una nuova lacerazione della comunione ecclesiale. Infatti un'ordinazione episcopale illegittima è un atto oggettivamente così grave che il diritto canonico stabilisce severe sanzioni per coloro che la conferiscono e la ricevono, sempre che l'atto sia compiuto in condizioni di vera libertà (cfr. canone 1382 del Codice di Diritto Canonico)".

  "4) È consolante constatare che, malgrado le difficoltà passate e presenti, la quasi totalità dei Vescovi, i sacerdoti, i religiosi, le religiose ed i laici in Cina, consapevoli di essere membra vive della Chiesa universale, hanno mantenuto una profonda comunione di fede e di vita con il Successore di Pietro e con tutte le comunità cattoliche sparse per il mondo".

  "5) La Santa Sede è consapevole del dramma spirituale e della sofferenza di quegli ecclesiastici - Vescovi consacranti e Ordinandi - che si trovano costretti a essere parte attiva di ordinazioni episcopali illegittime, contravvenendo in tal modo alla tradizione cattolica che in cuor loro vorrebbero seguire fedelmente. Essa, inoltre, partecipa al disagio interiore di quei cattolici - sacerdoti, religiosi, religiose e laici - che si vedono obbligati ad accogliere un Pastore, che sanno non essere in piena comunione gerarchica né col Capo del Collegio dei Vescovi né con gli altri Vescovi sparsi nel mondo".

  "6) Per quanto riguarda le ordinazioni episcopali, la Santa Sede non può accettare di essere messa di fronte a fatti compiuti. Pertanto, deplora il modo di procedere nell'ordinazione del sacerdote Wang Renlei, avvenuta a Xuzhou, e si augura che incidenti del genere non si ripetano in futuro".
OP/ORDINAZIONE EPISCOPALE ILLEGITTIMA/CINA       VIS 20061204 (530)


venerdì 1 dicembre 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Padre Manuel António Mendes dos Santos, C.M.F., Vescovo di São Tomé e Principe (superficie: 1.000; popolazione: 140.000; cattolici: 103.000; sacerdoti: 12; religiosi: 39), São Tomé e Principe. Il Vescovo eletto, finora Superiore Provinciale della Congregazione dei Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria, è nato nel 1960 a São Joanhinho (Portogallo), ha emesso la prima professione religiosa nel 1980, quella perpetua nel 1983 ed è stato ordinato sacerdote nel 1985. Il Vescovo Mendes dos Santos succede al Vescovo Abílio Rodas de Sousa Ribas, C.S.Sp., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Emílio Sumbelelo, Vescovo Coadiutore della Diocesi di Uije (superficie: 63.467; popolazione: 1.295.555; cattolici: 572.500; sacerdoti: 49; religiosi: 92), Angola. Il Vescovo eletto, finora Vicario Giudiziale della Diocesi di Benguela (Angola), è nato nel 1964 a Cubal (Angola) ed è stato ordinato sacerdote nel 1991.
NER:RE:NEC/.../DOS SANTOS:RIBAS:SUMBELELO               VIS 20061201 (180)


INTENZIONI DI PREGHIERA DEL PAPA PER IL MESE DI DICEMBRE


CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2006 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di dicembre è la seguente: "Perché Cristo, mite e umile di cuore, ispiri ai responsabili delle nazioni un uso saggio e responsabile del potere".

  L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perchè in ogni parte del mondo i missionari vivano con gioia ed entusiasmo la loro vocazione nella fedele sequela di Cristo".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/DICEMBRE/…                       VIS 20061201 (90)


TELEGRAMMA CORDOGLIO DEL PAPA VITTIME CICLONE FILIPPINE


CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2006 (VIS). Il Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato, ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio, a nome del Santo Padre, al Nunzio Apostolico nelle Filippine, Arcivescovo Fernando Filoni, per le vittime del ciclone abbattutosi ieri sulle Isole Filippine, che ha causato numerose vittime.

 "Profondamente rattristato dall'apprendere della tragica perdita di vite umane nel ciclone che ha colpito le Filippine orientali, Sua Santità Papa Benedetto XVI" - scrive il Porporato - "assicura tutte le persone colpite della sua vicinanza nella preghiera. Il Santo Padre raccomanda i defunti all'amorevole misericordia di Dio Onnipotente ed invoca sulle famiglie in lutto e su tutti i feriti la forza e la consolazione divina. Sua Santità prega anche per quanti si adoperano nei soccorsi e per tutti coloro che offrono assistenza alle vittime del disastro, incoraggiandoli a perseverare nei loro sforzo di portare soccorso e sostegno".
TGR/CICLONE FILIPPINE/BERTONE                               VIS 20061201 (160)


DOMENICA NUCLEO PRIMORDIALE DELL'ANNO LITURGICO

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2006 (VIS). È stato reso pubblico, questa mattina, il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI al Cardinale Francis Arinze, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, in occasione della Giornata di Studio che il Dicastero dedica oggi al tema: "La Messa domenicale per la santificazione del popolo cristiano".

  Nel testo, datato 27 novembre, il Papa ricorda che la Giornata odierna si celebra nell'anniversario della promulgazione della Costituzione "Sacrosanctum Concilium", dopo le Giornate precedenti dedicate al Martirologio Romano ed alla Musica Sacra.

  "La domenica" - scrive il Pontefice - "rimane il fondamento germinale e, insieme, il nucleo primordiale dell'anno liturgico, che attinge la sua origine dalla risurrezione di Cristo (...). La domenica è allora, per così dire, un frammento di tempo pervaso di eternità, perché la sua alba ha visto il Crocifisso risuscitato entrare vittorioso nella vita eterna".

  "Per i primi cristiani la partecipazione alle celebrazioni domenicali costituiva la naturale espressione della loro appartenenza a Cristo, della comunione al suo Corpo mistico, nella gioiosa attesa del suo ritorno glorioso".

  "Quanto più oggi va ribadita la sacralità del giorno del Signore e la necessità di partecipare alla Messa domenicale!" - esclama il Papa - "Il contesto culturale in cui viviamo, segnato spesso dall'indifferenza religiosa e dal secolarismo che offusca l'orizzonte del trascendente, non deve far dimenticare che il Popolo di Dio, nato dall'Evento pasquale, ad esso deve ritornare come ad inesauribile sorgente, per comprendere sempre meglio i tratti della propria identità e le ragioni della propria esistenza".

  "La domenica non è stata scelta dalla comunità cristiana, bensì dagli Apostoli, ed anzi da Cristo stesso" - spiega il Pontefice - "il quale in quel giorno 'il primo giorno della settimana', risorse ed apparve ai discepoli, rinnovando l'apparizione 'otto giorno dopo'. (...) In ogni Celebrazione eucaristica domenicale si attua la santificazione del popolo cristiano, fino alla domenica senza tramonto, giorno del definitivo incontro di Dio con le sue creature".

  Benedetto conclude il Messaggio auspicando che la Giornata "contribuisca al recupero del senso cristiano della domenica nell'ambito della pastorale e nella vita di ogni credente".
MESS/DOMENICA/ARINZE                           VIS 20061201 (360)


CHIESA CHIEDE VIVERE LIBERAMENTE PER ANNUNCIARE CRISTO

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2006 (VIS). Alle 8:30 di questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha celebrato la Santa Messa nella Cattedrale latina dello Spirito Santo di Istanbul, alla quale hanno partecipato fedeli delle varie comunità della città e di diversi riti della Chiesa cattolica. Erano presenti anche il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Sua Santità Bartolomeo I, il Patriarca Armeno Apostolico, Sua Beatitudine Mesrob II, il Metropolita Siro-Ortodosso, Filuksinos Yusuf Cetin ed i Rappresentanti delle Chiese protestanti presenti in Turchia.

  La Cattedrale latina dello Spirito Santo fu aperta al culto nel luglio del 1846. Presso l'Altare sono custodite le reliquie di alcuni santi, fra cui quelle di San Lino, Papa e martire (67-69), successore dell'Apostolo Pietro. Nel 1884 Papa Leone XIII donò alla Cattedrale una reliquia di San Giovanni Crisostomo e, nel maggio 1989, la Cattedrale fu affiliata alla Basilica Vaticana.

  All'interno del cortile della Cattedrale vi è una statua di Benedetto XV (1914-1922), eretta dai turchi nel 1919, a ricordo del suo impegno in favore delle vittime turche della guerra del 1915-18, che reca la scritta: "Al grande Pontefice della tragedia mondiale, Benedetto XV, benefattore dei popoli, senza distinzione di nazionalità o religione, in segno di riconoscenza, l'Oriente".

  Hanno visitato la Cattedrale dello Spirito Santo Papa Paolo VI, nel 1967, con il Patriarca Ecumenico Athenagoras ed il Papa Giovanni Paolo II, nel 1979, con il Patriarca Ecumenico Dimitrios I.

  Prima dell'inizio della Santa Messa, il Santo Padre ha benedetto nel cortile della Cattedrale una statua del Beato Giovanni XXIII, che sarà custodita in una chiesa del luogo, ed ha liberato tre colombe bianche.

  Nella celebrazione della Santa Messa votiva dello Spirito Santo, sono state usate le lingue: latina, turca, francese, tedesca, siriaca, araba e spagnola. Agli Armeni sono stati riservati il canto d'ingresso e il "Sanctus", ai Caldei, il Salmo responsoriale e il canto di offertorio in lingua aramaica ed ai Siri la proclamazione del Vangelo.

  Nell'omelia, Papa Benedetto XVI ha ricordato con San Paolo che: "lo Spirito è la sorgente permanente della nostra fede e della nostra unità. Egli suscita in noi la vera conoscenza di Gesù e pone sulle nostre labbra le parole della fede affinché noi possiamo riconoscere il Signore".

  "Manifestare lo Spirito, vivere secondo lo Spirito" - ha proseguito il Pontefice - "non significa vivere soltanto per sé, ma vuol dire imparare a conformarsi costantemente allo stesso Cristo Gesù, divenendo alla sua sequela servitore dei propri fratelli. Ecco un insegnamento molto concreto per ciascuno di noi, Vescovi, chiamati dal Signore a condurre il suo popolo facendoci servitori sulle sue orme".

  Il Papa ha ribadito che la Chiesa "ha ricevuto il compito di annunciare il suo Vangelo fino ai confini della terra, vale a dire di trasmettere agli uomini e alle donne di questo tempo una buona novella che non solo illumina ma cambia la loro vita, fino a passare e vincere la morte stessa. Questa Buona Novella non è soltanto una Parola, ma è una Persona, Cristo stesso, risorto, vivo!".

  "La missione della Chiesa non consiste nel difendere poteri, né ottenere ricchezze; la sua missione è di donare Cristo, di partecipare la Vita di Cristo, il bene più prezioso dell'uomo che Dio stesso ci dà nel suo Figlio".

  "Sapete bene che la Chiesa non vuole imporre nulla a nessuno" - ha sottolineato il Papa - "e che chiede semplicemente di poter vivere liberamente per rivelare Colui che essa non può nascondere, Cristo Gesù che ci ha amati fino alla fine sulla Croce e che ci ha dato il suo Spirito (...). Siate sempre aperti allo Spirito di Cristo e, pertanto, siate attenti a quelli che hanno sete di giustizia, di pace, di dignità, di considerazione per essi stessi e per i loro fratelli".

  "Fratelli e Sorelle, affidiamo in questo momento il nostro desiderio di servire il Signore alla Vergine Maria, Madre di Dio e Serva del Signore. (...) Insieme con Lei preghiamo ora Cristo Signore: Invia il tuo Spirito Santo, Signore, su tutta la Chiesa; che Egli abiti ciascuno dei suoi membri e che faccia di loro messaggeri del tuo Vangelo!".

  Al termine della Santa Messa, il Papa ha pronunciato alcune parole di saluto e di ringraziamento "per la comprensione e la pazienza dimostrate" in questi giorni e "per l'accoglienza davvero calorosa che mi è stata riservata, anche perché so che la mia presenza ha creato non pochi disagi alla vita quotidiana delle persone e della città".

  Infine il Papa ha raggiunto l'aeroporto di Istanbul, dove ha preso congedo dal Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, dal Patriarca Armeno Apostolico, dal Metropolita Siro-Ortodosso, e dai Membri della Conferenza Episcopale Turca. Prima di salire a bordo dell'aereo, il Papa ha ricevuto il saluto del Governatore della Regione, del Comandante militare e del Sindaco di Istanbul.
PV-TURCHIA/MESSA:CONGEDO/ISTANBUL                   VIS 20061201 (770)


CURARE FERITE SEPARAZIONE E RICOSTRUIRE UNITÀ CRISTIANI

CITTA' DEL VATICANO, 30 NOV. 2006 (VIS). Al termine della visita al Museo di Santa Sofia e alla Moschea Blu, dove ha condiviso con il Gran Mufti un momento di raccoglimento, il Papa Benedetto XVI è giunto al Patriarcato Armeno Apostolico di Istanbul, che è sotto la giurisdizione del Catholicos di Etchmiadzin, Sua Santità Karekin II, per assistere alla Celebrazione della Parola nella Cattedrale della Santa Madre di Dio. 

  Papa Benedetto XVI è stato accolto da Sua Beatitudine il Patriarca Mesrob II, il quale già a capo di una processione, ha accompagnato il Papa e il Seguito all'interno della Cattedrale di Santa Maria. Al termine della preghiera e del discorso del Patriarca, il Santo Padre ha rivolto ai presenti un breve discorso.

  "Con grande affetto saluto l'intera comunità armena apostolica" - ha detto Benedetto XVI - "a cui Ella presiede come pastore e padre spirituale. Estendo il mio saluto fraterno anche a Sua Santità Karekin II, Catholicos della Santa Etchmiadzin, e alla gerarchia della Chiesa Armena Apostolica. Rendo grazie a Dio per la fede e la testimonianza cristiana del popolo armeno, trasmesse da una generazione all'altra, spesso in circostanze davvero tragiche come quelle sperimentate durante il secolo passato".

  "Il nostro incontro è ben più che un semplice gesto di cortesia ecumenica e di amicizia." - ha sottolineato il Papa - "È un segno della nostra speranza condivisa nelle promesse di Dio e del nostro desiderio di vedere adempiuta la preghiera che Gesù elevò per i suoi discepoli alla vigilia della sua passione e morte: 'Perché tutti siano una cosa sola'. (...) Le tragiche divisioni che, lungo il tempo, sono sorte fra i seguaci di Cristo contraddicono apertamente alla volontà del Signore, sono di scandalo al mondo e danneggiano la santissima causa della predicazione del Vangelo a ogni creatura. Proprio mediante la testimonianza della propria fede e del proprio amore, i cristiani sono chiamati ad offrire un segno raggiante di speranza e di consolazione a questo mondo, così segnato da conflitti e da tensioni".

  "Dobbiamo perciò continuare a fare tutto il possibile per curare le ferite della separazione ed affrettare l'opera di ricostruzione dell'unità dei cristiani" - ha affermato Benedetto XVI elevando "un sentito grazie al Signore per la sempre più profonda relazione fraterna sviluppatasi fra la Chiesa Apostolica Armena e la Chiesa Cattolica".

  A conclusione del suo discorso il Papa ha citato le parole del Dottore della Chiesa Armena del XIII secolo Nerses di Lambron: "'Ora, poiché tutti abbiamo bisogno della pace con Dio, facciamo sì che l'armonia tra fratelli ne sia il fondamento'. Queste parole di Nerses non hanno perduto niente del loro potere" - ha concluso il Pontefice esortando a continuare "a pregare insieme per l'unità di tutti i cristiani, così che, ricevendo tale dono dall'alto con cuori disponibili, noi possiamo essere testimoni sempre più convincenti della verità del Vangelo e migliori servitori della missione della Chiesa".

  Al termine della cerimonia è stata svelata una lapide a forma di croce armena con iscrizioni in lingua latina ed armena a ricordo della visita alla Cattedrale dei tre Pontefici Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.
PV-TURCHIA/PATRIARCATO ARMENO/MESROB               VIS 20061201 (510)


giovedì 30 novembre 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 30 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Padre Gerard Pettipas, C.Ss.R., Arcivescovo di Grouard-McLennan (superficie. 224.596; popolazione: 120.530; cattolici: 47.028; sacerdoti: 14; religiosi: 23; diaconi permanenti: 2), Canada. L'Arcivescovo eletto, finora Parroco di St. Joseph in Grand Praire (Canada), è nato ad Halifax (Canada), nel 1950, ha emesso la sua prima professione nella Congregazione dei Redentoristi nel 1973 ed è stato ordinato sacerdote nel 1977. Succede all'Arcivescovo Arthé Guimond, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Joseph Chusak Sirisut, Vescovo di Nakhon Ratchasima (superficie: 41.148; popolazione: 5.220.430; cattolici: 5.429; sacerdoti: 27; religiosi: 35), Thailandia. Il Vescovo eletto, finora Professore al Seminario Maggiore Nazionale e Direttore del Centro di Ricerca Culturale e Religiosa a Sampran, è nato a Bang Nok Kwek (Thailandia), nel 1956 ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. Succede al Vescovo Joachim Phayao Mansap, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Emmanuel Bushu, Vescovo di Buéa (superficie: 13.410; popolazione: 957.000; cattolici: 295.630; sacerdoti: 59; religiosi: 72), Camerun. Finora Vescovo di Yagoua (Camerun), il Vescovo Bushu succede al Vescovo Pius Suh Awa del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Christophe Zoa, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Yaoundé (superficie: 4.964; popolazione: 1.591.960; cattolici: 700.700; sacerdoti: 307; religiosi:794), Camerun. Il Vescovo eletto, finora Cancelliere della medesima Arcidiocesi, è nato nel 1961 a Yaoundé (Camerun) ed è stato ordinato sacerdote nel 1991.
NER:RE:NEA/.../...                                   VIS 20061130 (230)


DICHIARAZIONE CONGIUNTA BENEDETTO XVI E BARTOLOMEO I

CITTA' DEL VATICANO, 30 NOV. 2006 (VIS). Al termine della Divina Liturgia, celebrata questa mattina nella Chiesa Patriarcale di San Giorgio, il Santo Padre Benedetto XVI e Sua Santità Bartolomeo I hanno proceduto alla firma di una Dichiarazione Congiunta nel Patriarcato Ecumenico ad Istanbul.

  Nella Dichiarazione il Papa e il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli ricordano gli incontri dei Predecessori che "hanno mostrato al mondo l'urgenza dell'unità e hanno tracciato sentieri sicuri per giungere ad essa, nel dialogo, nella preghiera e nella vita ecclesiale quotidiana".

  "Come Pastori" - scrivono nella Dichiarazione - "abbiamo innanzitutto riflettuto sulla missione di annunciare il Vangelo nel mondo di oggi. (...) Inoltre, non possiamo ignorare la crescita della secolarizzazione, del relativismo e perfino del nichilismo, soprattutto nel mondo occidentale. Tutto ciò esige un rinnovato e potente annuncio del Vangelo, adatto alle culture del nostro tempo. Le nostre tradizioni rappresentano un patrimonio che deve essere continuamente condiviso, proposto e attualizzato. Per questo motivo,  dobbiamo rafforzare le collaborazioni e la nostra testimonianza comune davanti a tutte le nazioni".

  "Abbiamo valutato positivamente il cammino verso la formazione dell'Unione Europea. Gli attori di questa grande iniziativa non mancheranno di prendere in considerazione tutti gli aspetti che riguardano la persona umana ed i suoi inalienabili diritti, soprattutto la libertà religiosa, testimone e garante del rispetto di ogni altra libertà. In ogni iniziativa di unificazione, le minoranze debbono essere protette, con le loro tradizioni culturali e le loro specificità religiose".

  Il Papa e il Patriarca ricordano anche le difficoltà che devono affrontare i cristiani in alcune parti del mondo "in particolare la povertà, le guerre e il terrorismo, ma anche le diverse forme di sfruttamento dei poveri, degli emigrati, delle donne e dei bambini. Siamo chiamati ad intraprendere insieme azioni a favore del rispetto dei diritti dell'uomo, di ogni essere umano, creato ad immagine e somiglianza di Dio, come pure per lo sviluppo economico, sociale e culturale".

  "Le nostre tradizioni teologiche ed etiche" - si legge ancora nel Documento - "possono offrire una solida base alla predicazione e all'azione comuni. Innanzitutto, vogliamo affermare che l'uccisione di innocenti nel nome di Dio è un'offesa a Lui e alla dignità umana. Tutti dobbiamo impegnarci per un rinnovato servizio all'uomo e per la difesa della vita umana, di ogni vita umana".

  Benedetto XVI e Bartolomeo I scrivono ancora: "Abbiamo profondamente a cuore la pace in Medio Oriente, dove nostro Signore ha vissuto, ha sofferto, è morto ed è risorto, e dove vive, da tanti secoli, una moltitudine di fratelli cristiani. Desideriamo ardentemente che la pace sia ristabilita su quella terra, che si rafforzi la coesistenza cordiale tra le sue diverse popolazioni, tra le Chiese e le diverse religioni che vi si trovano. A questo fine, incoraggiamo a stabilire rapporti più stretti tra i cristiani e un dialogo interreligioso autentico e leale, per combattere ogni forma di violenza e di discriminazione".

  "Nell'epoca attuale, davanti ai grandi pericoli per l'ambiente naturale, vogliamo esprimere la nostra preoccupazione per le conseguenze negative che possono derivare per l'umanità e per tutta la creazione da un progresso economico e tecnologico che non riconosce i propri limiti. Come capi religiosi, consideriamo come uno dei nostri doveri incoraggiare e sostenere gli sforzi compiuti per proteggere la creazione di Dio e per lasciare alle generazioni future una terra sulla quale potranno vivere".

  Al termine il Papa e il Patriarca hanno consumato la seconda colazione nella sede del Patriarcato Ecumenico ad Istanbul.

  Nel pomeriggio il Santo Padre si recherà in visita al Museo di Santa Sofia ed alla Moschea Blu, la più grande di Istanbul. Successivamente, nella sede del Patriarcato Armeno Apostolico di Istanbul, il Papa incontrerà Sua Beatitudine il Patriarca Mesrob II Mutafian, e, nella Rappresentanza Pontificia di Istanbul, il Metropolita Siro-Ortodosso, Sua Eccellenza Filuksinos Yusuf Cetin, ed il Gran Rabbino di Turchia, Sua Eccellenza Isak Haleva. Infine è in programma un incontro e la cena con i Membri della Conferenza Episcopale cattolica turca, nella sede della Rappresentanza Pontificia di Istanbul.
PV-TURCHIA/DICHIARAZIONE/BARTOLOMEO I                  VIS 20061130 (670)


ROMA E COSTANTINOPOLI CONDIVIDONO CHIAMATA APOSTOLICA


CITTA' DEL VATICANO, 30 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha assistito alla Divina Liturgia celebrata nella Chiesa Patriarcale di San Giorgio nel Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, che festeggia oggi il Santo Patrono, Andrea Apostolo. Il Papa è stato accolto dal Patriarca Ecumenico Bartolomeo I, che dopo le letture, ha tenuto un discorso al quale è seguito l'intervento del Santo Padre.

  "Oggi, in questa Chiesa Patriarcale di San Giorgio" - ha detto Papa Benedetto XVI - "siamo in grado di sperimentare ancora una volta la comunione e la chiamata dei due fratelli, Simon Pietro e Andrea, nell'incontro fra il Successore di Pietro e il suo Fratello nel ministero episcopale, il capo di questa Chiesa, fondata secondo la tradizione dall'Apostolo Andrea. Il nostro incontro fraterno sottolinea la relazione speciale che unisce le Chiese di Roma e di Costantinopoli quali Chiese Sorelle".

  "Con gioia cordiale ringraziamo Dio" - ha proseguito il Pontefice - "perché dà nuova vitalità alla relazione sviluppatasi sin dal memorabile incontro a Gerusalemme, nel dicembre del 1964, fra i nostri Predecessori, il Papa Paolo VI e il Patriarca Atenagora", i quali, "alla vigila della sessione finale del Concilio Vaticano II, (...) intrapresero un passo unico e indimenticabile rispettivamente nella Chiesa Patriarcale di San Giorgio e nella Basilica di San Pietro in Vaticano: essi rimossero dalla memoria della Chiesa le tragiche scomuniche del 1054. In tal modo essi confermarono un cambiamento decisivo nei nostri rapporti".

  "In quello stesso spirito, la mia presenza qui oggi è destinata a rinnovare il comune impegno per proseguire sulla strada verso il ristabilimento - con la grazia di Dio - della piena comunione fra la Chiesa di Roma e la Chiesa di Costantinopoli" - ha esclamato Benedetto XVI - "Posso assicurarvi che la Chiesa Cattolica è pronta a fare tutto il possibile per superare gli ostacoli e per ricercare, insieme con i nostri fratelli e sorelle ortodossi, mezzi sempre più efficaci di collaborazione pastorale a tale scopo".

  Gesù affidò agli Apostoli Pietro e Andrea "la missione di fare discepole tutte le nazioni, battezzandole e proclamando i suoi insegnamenti" - ha spiegato il Papa ricordando che tale incarico è oggi "ancora più urgente e necessario. Esso infatti riguarda  non soltanto le culture toccate marginalmente dal messaggio del Vangelo, ma anche le culture europee da lunga data profondamente radicate nella tradizione cristiana".

  "Il processo di secolarizzazione ha indebolito la tenuta di quella tradizione; essa anzi è posta in questione e persino rigettata. Di fronte a questa realtà, siamo chiamati, insieme con tutte le altre comunità cristiane, a rinnovare la consapevolezza dell'Europa circa le proprie radici, tradizioni e valori cristiani, ridando loro nuova vitalità. I nostri sforzi per edificare legami più stretti fra la Chiesa Cattolica e le Chiese Ortodosse sono parte di questo compito missionario. Le divisioni esistenti fra i cristiani sono uno scandalo per il mondo ed un ostacolo per la proclamazione del Vangelo".

  Benedetto XVI ha ribadito che Simon Pietro e Andrea furono chiamati a diventare pescatori di uomini, ma "lo stesso impegno prese forme differenti per ciascuno dei due fratelli. Simone, nonostante la sua personale fragilità, fu chiamato 'Pietro', la 'roccia' sulla quale sarebbe stata edificata la Chiesa; a lui in maniera particolare furono affidate le chiavi del Regno dei Cieli. Il suo itinerario lo avrebbe condotto da Gerusalemme ad Antiochia, e da Antiochia a Roma, così che in quella città egli potesse esercitare una responsabilità universale".

  "Il tema del servizio universale di Pietro e dei suoi Successori" - ha spiegato ancora il Papa - "ha sfortunatamente dato origine alle nostre differenze di opinione, che speriamo di superare, grazie anche al dialogo teologico, ripreso di recente". Al riguardo Benedetto XVI ha ricordato le parole di Giovanni Paolo II sulla "misericordia che caratterizza il servizio all'unità di Pietro" invitando su questa base "ad entrare in dialogo fraterno, con lo scopo di identificare vie nelle quali il ministero petrino potrebbe essere oggi esercitato, pur rispettandone la natura e l'essenza, così da 'realizzare un servizio di amore riconosciuto dagli uni e dagli altri'".

   La missione che Andrea, in grado di parlare greco, ricevette dal Signore fu quella di divenire insieme a Filippo "l'Apostolo dell'incontro con i Greci". Andrea rappresenta così "l'incontro fra la cristianità primitiva e la cultura greca. Questo incontro, particolarmente nell'Asia Minore, divenne possibile grazie specialmente ai grandi Padri della Cappadocia, che arricchirono la liturgia, la teologia e la spiritualità sia delle Chiese Orientali sia di quelle Occidentali".

  "Il messaggio cristiano, come il chicco di grano, è caduto su questa terra e ha portato molto frutto" - ha affermato Benedetto XVI, ribadendo che: "Dobbiamo essere profondamente grati per l'eredità che è derivata dal fruttuoso incontro fra il messaggio cristiano e la cultura ellenica. Ciò ha avuto un impatto duraturo sulle Chiese dell'Oriente e dell'Occidente".

  "Nel corso della storia, entrambe le Chiese di Roma e di Costantinopoli hanno spesso sperimentato la lezione del chicco di grano. Insieme noi veneriamo molti dei medesimi martiri (...). Con loro, condividiamo la stessa speranza che obbliga la Chiesa a proseguire il suo pellegrinaggio fra le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio'. Per parte sua, anche il secolo appena trascorso ha visto coraggiosi testimoni della fede, sia in Oriente sia in Occidente. Anche oggi vi sono molti di tali testimoni in diverse parti del mondo. Li ricordiamo nella nostra preghiera e, in ogni modo possibile, offriamo loro il nostro sostegno, mentre chiediamo con insistenza a tutti i leader del mondo di rispettare la libertà religiosa come diritto umano fondamentale".

  "La Divina Liturgia alla quale abbiamo partecipato è stata celebrata secondo il rito di San Giovanni Crisostomo. La croce e la risurrezione di Gesù Cristo sono state rese misticamente presenti. (...) Questa fede nella morte redentrice di Gesù sulla croce e questa speranza che Cristo risorto offre all'intera famiglia umana, sono da noi tutti condivise, Ortodossi e Cattolici. Che la nostra preghiera ed attività quotidiane" - ha concluso il Pontefice - "siano ispirate dal fervente desiderio non soltanto di essere presenti alla Divina Liturgia, ma di essere in grado di celebrarla insieme, per prendere parte all'unica mensa del Signore, condividendo il medesimo pane e lo stesso calice".

  Conclusa la Divina Liturgia, il Papa e il Patriarca Ecumenico hanno impartito insieme la Benedizione finale.
PV-TURCHIA/DIVINA LITURGIA/ISTANBUL                 VIS 20061130 (1040)


VISITA CHIESA PATRIARCALE DI SAN GIORGIO


CITTA' DEL VATICANO, 29 NOV. 2006 (VIS). Giunto nel pomeriggio ad Istanbul, proveniente da Izmir, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato in automobile al Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, centro dell'Ortodossia in tutto il mondo, dove era ad accoglierlo Sua Santità Bartolomeo I.

  Il Patriarca Ecumenico è "primus inter pares" rispetto agli altri Patriarchi dell'Ortodossia ed il primato di Costantinopoli incarna canonicamente l'unità dell'Ortodossia e ne coordina le attività. La sua giurisdizione ecclesiastica comprende, oltre a Istanbul, quattro diocesi turche, il Monte Athos, Creta, Patmos e le isole del Dodecanneso e, in seguito ad emigrazioni, Diocesi nell'Europa Centrale, Occidentale, nelle Americhe, in Pakistan e Giappone. Infine, fanno capo al Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli gli ortodossi di tutto il mondo, in quei territori non soggetti alla diretta giurisdizione degli altri Patriarcati ortodossi.

  La sede del Patriarcato è stata per secoli accanto alla Cattedrale di Santa Sofia. Dopo la caduta di Costantinopoli nel 1453, è stata trasferita in altri quartieri di Istanbul, e si trova dal 1601 nel quartiere di Fanar.

  La Chiesa Patriarcale di San Giorgio, del 1720, sorge accanto al Patriarcato. L'edificio sacro sprovvisto di cupola, secondo la regola stabilita dagli Ottomani dopo la conquista della Città, essendo la cupola ritenuta appannaggio esclusivo delle moschee e degli edifici legati alla tradizione islamica, custodisce le reliquie di alcune della più venerate sante dell'Antica Costantinopoli, come Eufemia di Calcedonia e parte delle reliquie dei Santi Gregorio il Teologo e Giovanni Crisostomo consegnate da Giovanni Paolo II al Patriarca Bartolomeo I nel novembre 2004.

  Alle 19:30, il Santo Padre Benedetto XVI e Sua Santità Bartolomeo I hanno partecipato ad un servizio di preghiera nella Chiesa patriarcale.

  Dopo un discorso del Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Benedetto XVI ha detto alcune parole.

  "Mi è di grande gioia essere fra di voi, fratelli in Cristo, in questa Chiesa Cattedrale" - ha detto Papa Benedetto XVI - "mentre preghiamo insieme il Signore e ricordiamo gli importanti eventi che hanno sostenuto il nostro impegno per lavorare alla piena unità di cattolici e ortodossi. Desidero, anzitutto, ricordare la coraggiosa decisione di rimuovere la memoria degli anatemi del 1054".

  Sottolineando che "le nuove relazioni fra le Chiese di Roma e  Costantinopoli si sono sviluppate sul fondamento del reciproco amore", il Santo Padre ha affermato: "Segni di questo amore sono stati evidenti in numerose dichiarazioni di impegno condiviso e di molti gesti colmi di significato".

  "Mi rallegro, inoltre" - ha proseguito il Pontefice - "di essere in questa terra così strettamente collegata con la fede cristiana, dove molte Chiese fiorirono nei tempi antichi. Penso alle esortazioni di San Pietro alle primitive comunità cristiane 'nel Ponto, nella Galazia, nella Cappadocia, nell'Asia e nella Bitinia', e la ricca messe di martiri, di teologi, di pastori, di monaci, e di santi uomini e donne che queste Chiese hanno generato attraverso i secoli".

  San Gregorio di Nazianzo e San Giovanni Crisostomo, ha aggiunto il Papa, le cui reliquie riposano nella Basilica di San Pietro in Vaticano, e parte nella Cattedrale di San Giorgio, "sono degni intercessori per noi davanti al Signore".

  "In questa parte del mondo orientale si sono tenuti i sette Concili Ecumenici che Ortodossi e Cattolici riconoscono come autorevoli per la fede e la disciplina della Chiesa. Essi costituiscono permanenti pietre miliari e guide lungo il cammino verso la piena unità".

  Il Papa ha concluso il suo breve discorso con l'auspicio: "Che questo incontro rafforzi il nostro mutuo affetto e rinnovi il nostro comune impegno a perseverare nell'itinerario che porta alla riconciliazione e alla pace delle Chiese".

  Al termine della cerimonia, Benedetto XVI si è diretto alla "Casa Roncalli", residenza e sede della Delegazione Apostolica in Turchia, dove il Delegato Apostolico Angelo Roncalli, futuro Papa Giovanni XXIII, soggiornò dal 1935 al 1944.
PV-TURCHIA/PATRIARCATO ECUMENICO/ISTANBUL      VIS 20061130 (630)


mercoledì 29 novembre 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 29 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Franca (Brasile), presentata dal Vescovo Diógenes Silva Matthes, per raggiunti limiti d'età. Gli succede il Vescovo Caetano Ferrari, O.F.M., finora Coadiutore della medesima Diocesi.
RE:NER/.../MATTHES:FERRARI                     VIS 20061129 (50)

INCORAGGIAMENTO PAPA "PICCOLO GREGGE" DI CRISTO


CITTA' DEL VATICANO, 29 NOV. 2006 (VIS). Alle 8:00 di questa mattina il Santo Padre è partito in aereo da Ankara alla volta di Izmir da dove, in automobile, ha raggiunto Efeso.

  Antica città sulla costa dell'Asia Minore, Efeso è una delle più note località archeologiche del Mediterraneo ed attualmente conta 18.000 abitanti. Fra i suoi insigni monumenti il Tempio di Artemide, una delle sette meraviglie del mondo antico. Fu anche uno dei centri del nascente cristianesimo e qui trascorse tre anni l'Apostolo Paolo. La presenza e la morte di San Giovanni Evangelista ad Efeso ispirò la costruzione di una grande Basilica, voluta da Giustiniano, che attirò folle di pellegrini. Infine, Efeso è nota per il Concilio Ecumenico che nel 431 solennemente proclamò la divina maternità di Maria.

  Il Santuario di Meryem Ana Eví (Casa della Madre Maria), dista 4 chilometri da Efeso, dove il Papa ha incontrato la comunità cattolica residente in Turchia. La città è un centro di culto mariano unico al mondo, sebbene non esistano prove archeologiche che Maria abbia effettivamente vissuto ad Efeso, tranne una notizia del I secolo secondo la quale vi abitò con Giovanni Evangelista e una testimonianza siriana del XIII secolo. Il Santuario è frequentato non soltanto da cristiani, ma anche da fedeli musulmani che qui si recano per venerare "Meryem Ana", la Madre Maria, prima di recarsi in pellegrinaggio alla vicina Moschea di Isa Bey.

  Alle 11:30 il Santo Padre Benedetto XVI è giunto al Convento dei Frati Cappuccini del Santuario e dopo una breve sosta nella Cappella del Convento, si è recato nella Sacrestia, allestita all'interno della Casa della Madonna. Alle 12:00 ha avuto inizio la Santa Messa. Nell'omelia il Papa ha reso grazie a Dio per la "divina maternità di Maria" ed ha affermato che: "In questo luogo, uno dei più cari alla Comunità cristiana, sono venuti in pellegrinaggio i miei venerati predecessori i Servi di Dio Paolo VI e Giovanni Paolo II" e "un altro mio Predecessore che in questo Paese non è stato da Papa", il Beato Giovanni XXIII, Rappresentante Pontificio in Turchia dal 1935 al 1944.

  Giovanni XXIII, ha detto Benedetto XVI, "ha lasciato in dono alla Chiesa e al mondo un atteggiamento spirituale di ottimismo cristiano, fondato su una fede profonda e una costante unione con Dio. Animato da tale spirito, mi rivolgo a questa nazione e, in modo particolare, al 'piccolo gregge' di Cristo che vive in mezzo ad essa, per incoraggiarlo e manifestargli l'affetto della Chiesa intera".

  Ricordando la Lettera di San Paolo agli Efesini, testo che contiene l'espressione scelta quale motto del Viaggio Apostolico in Turchia, 'Egli, Cristo, è la nostra pace', Papa Benedetto XVI ha affermato: "L'Apostolo spiega in quale senso, veramente  imprevedibile, la pace messianica si sia realizzata nella Persona stessa di Cristo e nel suo mistero salvifico. Lo spiega scrivendo, mentre si trova prigioniero, alla comunità cristiana che abitava qui, a Efeso: (...) L'Apostolo augura 'grazia e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo' . 'Grazia' è la forza che trasforma l'uomo e il mondo; 'pace' è il frutto maturo di tale trasformazione. Cristo è la grazia; Cristo è la pace".

  Benedetto XVI precisa che San Paolo scrive, riguardo al rapporto tra Giudei e Gentili, che Cristo "'ha fatto dei due un popolo solo': affermazione, questa, che si riferisce (...) in ordine al mistero della salvezza eterna; affermazione, però, che può anche estendersi, su piano analogico, alle relazioni tra popoli e civiltà presenti nel mondo. Cristo 'è venuto ad annunziare pace',  non solo tra ebrei e non ebrei, bensì tra tutte le nazioni, perché tutte provengono dallo stesso Dio, unico Creatore e Signore dell'universo".

  "Da questo lembo della Penisola anatolica, ponte naturale tra continenti, invochiamo" - ha esclamato il Papa - "pace e riconciliazione anzitutto per coloro che abitano nella Terra che chiamiamo 'santa', e che tale è ritenuta sia dai cristiani, che dagli ebrei e dai musulmani: è la terra di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, destinata ad ospitare un popolo che diventasse benedizione per tutte le genti. Pace per l'intera umanità! Possa presto realizzarsi la profezia di Isaia: 'Forgeranno le loro spade in vomeri, / le loro lance in falci; / un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, / non si eserciteranno più nell'arte della guerra'".

  "Di questa pace universale abbiamo tutti bisogno; di questa pace la Chiesa è chiamata ad essere non solo annunciatrice profetica ma, più ancora, 'segno e strumento'" - ha proseguito il Pontefice - "Proprio in questa prospettiva di universale pacificazione, più profondo ed intenso si fa l'anelito verso la piena comunione e concordia fra tutti i cristiani".

  "All'odierna celebrazione sono presenti fedeli cattolici di diversi Riti, e questo è motivo di gioia e di lode a Dio. Tali Riti, infatti, sono espressione di quella mirabile varietà di cui è adornata la Sposa di Cristo, purché sappiano convergere nell'unità e nella comune testimonianza".

  "Cari fratelli e sorelle" - ha concluso il Pontefice - "con questa visita ho voluto far sentire l'amore e la vicinanza spirituale non solo miei, ma della Chiesa universale alla comunità cristiana che qui, in Turchia, è davvero una piccola minoranza ed affronta ogni giorno non poche sfide e difficoltà. Con salda fiducia cantiamo, insieme a Maria, il 'magnificat' della lode e del ringraziamento a Dio, che guarda l'umiltà della sua serva. Cantiamolo con gioia anche quando siamo provati da difficoltà e pericoli, come attesta la bella testimonianza del sacerdote romano Don Andrea Santoro, (assassinato nel febbraio scorso mentre era raccolto in preghiera nella Chiesa di Trebisonda, n.d.r.), che mi piace ricordare anche in questa nostra celebrazione".

  Nel pomeriggio il Papa lascerà Izmir diretto a Istanbul dove incontrerà il Patriarca Ecumenico Bartolomeo I.
PV-TURCHIA/COMUNITÀ CATTOLICA/EFESO               VIS 20061129 (920)


RELIGIONI RINUNCINO GIUSTIFICARE RICORSO VIOLENZA


CITTA' DEL VATICANO, 28 NOV. 2006 (VIS). Alle 17:30 di oggi, presso la sede della Nunziatura Apostolica di Ankara, ha avuto luogo l'incontro del Santo Padre Benedetto XVI con i Membri del Corpo Diplomatico accreditati in Turchia.

  Affermando di essere giunto in Turchia "come amico e come apostolo del dialogo e della pace", il Papa ha sottolineato che: "La vera pace ha bisogno della giustizia, per correggere le disuguaglianze economiche e i disordini politici che sono sempre dei fattori di tensioni e minacce in tutta la società".

  È insufficiente rispettare e sostenere "le decisioni delle Istituzioni internazionali (...) per prevenire i conflitti e per mantenere, grazie a forze di interposizione, zone di neutralità fra i belligeranti" - ha ribadito il Papa - "se non si giunge al vero dialogo, cioè alla concertazione tra le esigenze delle parti coinvolte, al fine di giungere a soluzioni politiche accettabili e durature, rispettose delle persone e dei popoli. Penso, in modo particolare, al conflitto del Medio Oriente, che perdura in modo inquietante pesando su tutta la vita internazionale, con il rischio di veder espandersi conflitti periferici e diffondersi le azioni terroristiche; saluto gli sforzi di numerosi Paesi che si sono impegnati oggi nella ricostruzione della pace in Libano, e fra di essi la Turchia".

  "Faccio appello ancora una volta, davanti a voi, Signore e Signori Ambasciatori, alla vigilanza della comunità internazionale perché non si sottragga alle sue responsabilità e dispieghi tutti gli sforzi necessari per promuovere, tra tutte le parti in causa, il dialogo, che solo permette di assicurare il rispetto verso gli altri, pur salvaguardando gli interessi legittimi e rifiutando il ricorso alla violenza".

  Benedetto XVI ha posto in rilievo inoltre che: "La Costituzione turca riconosce ad ogni cittadino i diritti alla libertà di culto e alla libertà di coscienza. È compito delle Autorità civili in ogni Paese democratico garantire la libertà effettiva di tutti i credenti e permettere loro di organizzare liberamente la vita della propria comunità religiosa. Ovviamente, mi auguro che i credenti, a qualsiasi comunità religiosa appartengano, continuino a beneficiare di tali diritti, nella certezza che la libertà religiosa è una espressione fondamentale della libertà umana e che la presenza attiva delle religioni nella società è un fattore di progresso e di arricchimento per tutti. Ciò implica, certo, che le religioni per parte loro non cerchino di esercitare direttamente un potere politico, poiché a questo non sono chiamate e, in particolare, che rinuncino assolutamente a giustificare il ricorso alla violenza come espressione legittima della pratica religiosa".

  "Saluto a questo proposito la comunità cattolica di questo Paese" - ha proseguito il Pontefice - "poco numerosa ma molto desiderosa di partecipare nel modo migliore allo sviluppo del Paese, specialmente attraverso l'educazione dei giovani, l'edificazione della pace e l'armonia tra tutti i cittadini".

  Riferendosi all'importanza del dialogo, il Papa ha affermato: "Abbiamo assolutamente bisogno di un dialogo autentico tra le religioni e tra le culture" che "deve permettere alle diverse religioni di conoscersi meglio e di rispettarsi reciprocamente, al fine di agire sempre più al servizio delle aspirazioni più nobili dell'uomo, che è alla ricerca di Dio e della felicità".

  "Desidero, per parte mia, di poter dire nuovamente durante questo viaggio in Turchia tutta la mia stima per i musulmani, invitandoli a continuare ad impegnarsi insieme, grazie al reciproco rispetto, in favore della dignità di ogni essere umano e per la crescita di una società dove la libertà personale e l'attenzione nei confronti dell'altro permettano a ciascuno di vivere nella pace e nella serenità".

  "Sicuramente, il riconoscimento del ruolo positivo che svolgono le religioni in seno al corpo sociale può e deve spingere le nostre società ad approfondire sempre di più la loro conoscenza dell'uomo e a rispettarne sempre meglio la dignità, ponendolo al centro dell'azione politica, economica, culturale e sociale. Il nostro mondo deve prendere coscienza sempre più del fatto che tutti gli uomini sono profondamente solidali ed invitarli a porre in risalto le loro differenze storiche e culturali non per scontrarsi ma per rispettarsi reciprocamente".

  Papa Benedetto XVI ha sottolineato anche che: "La voce della Chiesa sulla scena diplomatica si caratterizza sempre per la volontà, contenuta nel Vangelo, di servire la causa dell'uomo, ed io mancherei a questo obbligo fondamentale se non richiamassi di fronte a voi la necessità di porre la dignità umana sempre più al centro delle nostre preoccupazioni. Lo sviluppo straordinario delle scienze e delle tecniche che il mondo oggi conosce, con le conseguenze quasi immediate per la medicina, l'agricoltura e la produzione di risorse alimentari, ma ugualmente per la comunicazione del sapere, non deve essere perseguito senza finalità e senza riferimenti, dato che si tratta della nascita dell'uomo, della sua educazione, della sua maniera di vivere e di lavorare, della sua vecchiaia e della sua morte".

  "Formulo voti" - ha concluso il Pontefice - "affinché l'intesa fra le nazioni, da voi rispettivamente servite, contribuisca sempre di più a far crescere l'umanità dell'uomo, creato ad immagine di Dio. Un così nobile obiettivo richiede il concorso di tutti. È per questo che la Chiesa cattolica intende rafforzare la collaborazione con la Chiesa ortodossa e io auspico vivamente che il mio prossimo incontro con il Patriarca Bartolomeo I al Fanar vi contribuisca efficacemente".
PV-TURCHIA/CORPO DIPLOMATICO/ANKARA               VIS 20061129 (860)


martedì 28 novembre 2006

PROSEGUIRE DIALOGO FRA CRISTIANI E MUSULMANI

CITTA' DEL VATICANO, 28 NOV. 2006 (VIS). Alle 16:30 (ora locale) di oggi pomeriggio, il Santo Padre Benedetto XVI, giunto alla Presidenza per gli Affari Religiosi - "Diyanet", ha avuto un incontro con il Signor Ali Bardakoglu, Presidente per gli Affari Religiosi e con diverse personalità della comunità islamica turca, fra i quali il Gran Mufti di Ankara e il Gran Mufti di Istanbul.

  Il Papa ha salutato "tutti i musulmani della Turchia con particolare stima ed affettuosa considerazione" e, ricordando che il Paese "è molto caro ai cristiani: molte delle primitive comunità della Chiesa furono fondate qui e vi raggiunsero la maturità, ispirate dalla predicazione degli Apostoli, particolarmente di San Paolo e di San Giovanni", ha affermato: "Questa nobile terra ha visto, inoltre, una ragguardevole fioritura della civiltà islamica nei più svariati campi, inclusa la letteratura e l'arte, come pure le istituzioni. Vi sono tantissimi monumenti cristiani e musulmani che testimoniano il glorioso passato della Turchia. Voi ne andate giustamente fieri".

  Benedetto XVI ha sottolineato di essersi preparato alla visita in Turchia "con i medesimi sentimenti espressi" dal Predecessore Beato Giovanni XXIII, "quando giunse qui come Arcivescovo Angelo Giuseppe Roncalli, per adempiere l'incarico di Rappresentante Pontificio ad Istanbul" ed "apprezzò le qualità naturali di questo Popolo, che ha pure il suo posto preparato nel cammino della civilizzazione" ed ha anche ripetuto le parole di Giovanni Paolo II che, in occasione della sua visita in Turchia, nel 1979, disse: "Mi domando se non sia urgente, proprio oggi in cui i cristiani e i musulmani sono entrati in un nuovo periodo della storia, riconoscere e sviluppare i vincoli spirituali che ci uniscono, al fine di promuovere e difendere insieme i valori morali, la pace e la libertà".

  "Tali questioni" che hanno continuato a presentarsi negli anni successivi, ha proseguito il Pontefice - "ci sospingono a portare avanti il nostro dialogo come un sincero scambio tra amici. (...) I cristiani e i musulmani, seguendo le loro rispettive religioni, richiamano l'attenzione sulla verità del carattere sacro e della dignità della persona. È questa la base del nostro reciproco rispetto e stima, questa è la base per la collaborazione al servizio della pace fra nazioni e popoli".

  "I cristiani e i musulmani appartengono alla famiglia di quanti credono nell'unico Dio e che, secondo le rispettive tradizioni, fanno riferimento ad Abramo. (...) Questa unità umana e spirituale nelle nostre origini e nei nostri destini ci sospinge a cercare un comune itinerario mentre facciamo la nostra parte in quella ricerca di lavori fondamentali che è così caratteristica delle persone del nostro tempo. Come uomini e donne di religione, siamo posti di fronte alla sfida della diffusa aspirazione alla giustizia, allo sviluppo, alla solidarietà, alla libertà, alla sicurezza, alla pace, alla difesa dell'ambiente e delle risorse della terra. Ciò perchè anche noi, mentre rispettiamo la legittima autonomia delle cose temporali, abbiamo un contributo specifico da offrire nella ricerca di soluzioni adatte a tali pressanti questioni".

  "In particolare, possiamo offrire una risposta credibile alla questione che emerge chiaramente dalla società odierna, (...) riguardante il significato e lo scopo della vita, per ogni individuo e per l'intera umanità" - ha proseguito il Pontefice. - "Siamo chiamati ad operare insieme, così da aiutare la società ad aprirsi al trascendente, riconoscendo a Dio Onnipotente il posto che Gli spetta. Il modo migliore per andare avanti è quello di un dialogo autentico fra cristiani e musulmani, basato sulla verità ed ispirato dal sincero desiderio di conoscerci meglio l'un l'altro, rispettando le differenze e riconoscendo quanto abbiamo in comune".

  Il Papa ha citato "Come esempio del rispetto fraterno" di tale collaborazione, le parole di encomio rivolte da Papa Gregorio VII, nel 1076, ad un principe musulmano che aveva agito con grande benevolenza verso i cristiani sotto la sua giurisdizione. Papa Gregorio VII parlò della "speciale carità che cristiani e musulmani si devono reciprocamente poiché 'noi crediamo e confessiamo un solo Dio, anche se in modo diverso, ogni giorno lo lodiamo e veneriamo come Creatore dei secoli e governatore di questo mondo'".

  "La libertà di religione" - ha detto ancora il Pontefice - "garantita istituzionalmente ed effettivamente rispettata, sia per gli individui come per le comunità, costituisce per tutti i credenti la condizione necessaria per il loro leale contributo all'edificazione della società, in atteggiamento di autentico servizio, specialmente nei confronti dei più vulnerabili e dei poveri".

  Infine il Papa ha concluso il suo discorso dando lode "all'Onnipotente e Misericordioso Iddio per questa felice occasione che ci consente di trovarci insieme nel suo nome" ed auspicando che "possiamo giungere a conoscerci meglio rafforzando i vincoli di affetto fra di noi, nel comune desiderio di vivere insieme in armonia, in pace nella vicendevole fiducia".
PV-TURCHIA/INCONTRO AFFARI RELIGIOSI/ANKARA     VIS 20061128 (780)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 28 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Bernard Housset, finora Vescovo di Montauban (Francia), Vescovo di La Rochelle (superficie. 6.863; popolazione: 559.600; cattolici: 381.700; sacerdoti: 130; religiosi: 234; diaconi permanenti: 15), Francia.
NER/.../HOUSSET                             VIS 20061128 (50)

PRIMI VESPRI DELLA PRIMA DOMENICA DI AVVENTO


CITTA' DEL VATICANO, 28 NOV. 2006 (VIS). Una Nota dell'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice annuncia che sabato 2 dicembre, alle 17:00, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI presiederà la Celebrazione dei Primi Vespri della Prima Domenica di Avvento.
OCL/VESPRI AVVENTO/...                             VIS 20061128 (50)


BENEDETTO XVI: NON È UN VIAGGIO POLITICO MA PASTORALE

CITTA' DEL VATICANO, 28 NOV . 2006 (VIS). Alle 9:20 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI è partito dall'aeroporto internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino per la Turchia, meta del suo Quinto Viaggio Apostolico fuori d'Italia. L'aereo papale è atterrato all'aeroporto Esemboga di Ankara alle 13.00, ora locale.

  A bordo dell'aereo papale, il Papa ha detto ai giornalisti che lo accompagnavano che il suo Viaggio in Turchia "non è un viaggio politico ma un viaggio pastorale ed ha come sua determinazione il dialogo e l'impegno comune per la pace".

  All'arrivo ad Ankara il Papa è stato accolto dal Primo Ministro della Turchia Signor Recep Tayyip Erdo?an, dal Governatore della regione, dal Comandante militare e dal Sindaco di Ankara, capitale politica del Paese che conta più di 5 milioni di abitanti. Ad accogliere il Papa c'era anche l'Arcivescovo cattolico di Izmir, Monsignor Ruggero Franceschini, O.F.M.Cap., Presidente della Conferenza Episcopale Cattolica di Turchia.

  Successivamente, in una saletta dell'aeroporto, Papa Benedetto si è intrattenuto con il Primo Ministro Erdogan.

  Al termine del colloquio, durato venti minuti, il Papa ha raggiunto in automobile il Mausoleo di Atatürk, a 45 chilometri dalla capitale. Edificato fra il 1944 e il 1953, il monumento custodisce le spoglie di Mustafa Kemal "Atatürk" (Padre del popolo turco), Fondatore e Primo Presidente della Repubblica Turca (1923-1938). All'edificio che ricorda un tempio greco, si accede con una scalinata. Le pareti sono di marmo verde ed il tetto è decorato di mosaici in oro. Il cenotafio è un blocco unico di marmo del peso di 40 tonnellate.

  Alle 15:00 ora locale (alle 14:00 ora di Roma), il Santo Padre Benedetto XVI è stato ricevuto dal Presidente della Repubblica, Signor Ahmet Necdet Sezer, nel Palazzo Presidenziale e successivamente nella "Guest House" il Papa si è intrattenuto con uno dei due Vice-Primi Ministri.

  Nel pomeriggio il Papa incontrerà il Presidente per gli Affari Religiosi, Signor Ali Bardakoglu, alla "Diyanet", sede del Dipartimento.

  La Turchia conta 72 milioni di abitanti, dei quali il 99,8% di religione musulmana e lo 0,20% di religione cristiana - greco-ortodossi, siro-ortodossi, armeno-ortodossi, protestanti e cattolici. Vi è anche una piccola comunità di religione ebraica.

  I cattolici sono 32.000, cioè lo 0,04 del totale della popolazione. La Conferenza Episcopale di Turchia conta sei Vescovi. La Chiesa Cattolica nel Paese ha 47 parrocchie, 68 sacerdoti, 98 religiosi e religiose, 4 diaconi permanenti, 5 seminaristi maggiori e 28 catechisti.
PV-TURCHIA/INCONTRO AUTORITÀ/ANKARA               VIS 20061128 (400)


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