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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 14 febbraio 2006

INIZIATIVE V CENTENARIO DEI MUSEI VATICANI


CITTA' DEL VATICANO, 14 FEB. 2006 (VIS). Il Cardinale Edmund Casimir Szoka, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano ed il Professor Francesco Buranelli, Direttore dei Musei Vaticani, hanno presentato questa mattina presso la Sala Stampa della Santa Sede, le iniziative per il V Centenario dei Musei Vaticani.

"Si tratta di una ricorrenza" - ha detto il Cardinale Szoka - "non convenzionale e neanche meramente simbolica che si riallaccia all'occasionale ma felice scoperta del gruppo marmoreo del Laocoonte, avvenuta nel 1506. Essa vuole ricondurre ad unità una storia secolare di cultura e di arte che i Pontefici Romani promossero con costanza e competenza, raccogliendo le opere del passato per preservarle dall'oblio e dalla distruzione e per destinarle alle generazioni successive".

Il Cardinale Szoka ha precisato che i Musei Vaticani, che ogni anno attirano quattro milioni di visitatori, "custodi di un'eredità secolare non solo materiale, sono ben consapevoli del loro dovere di conservare e trasmettere nel modo migliore alle future generazioni queste espressioni del genio, della vita, del pensiero e della spiritualità del passato e continueranno a farlo, senza sottrarsi alle sfide del tempo presente, con la perseveranza e la convinzione di sempre".

Il Professor Francesco Buranelli, Direttore dei Musei Vaticani, ha illustrato una serie di iniziative che nel corso del 2006 commemoreranno il quinto centenario dei musei.

La commemorazione si aprirà ufficialmente venerdì 17 febbraio, con la celebrazione nella Cappella Sistina di una Santa Messa di ringraziamento celebrata dal Cardinale Edmund C. Szoka, alla quale parteciperà tutto il personale dei Musei Vaticani.

Nel corso della prima metà dell'anno saranno inaugurati i rinnovati allestimenti di due importanti Musei che esemplificano l'impegno dei Pontefici Romani nella promozione dell'evangelizzazione attraverso il linguaggio dell'arte. Il primo ad aprire le manifestazioni sarà il Museo Cristiano istituto da Papa Benedetto XIV fra il 1756 e il 1757 al fine di raccogliere i diversi nuclei di oggetti che, nel corso della prima metà del Settecento, erano confluiti in Vaticano, con la finalità di "promuovere lo splendore di Roma e di affermare la verità della religione cristiana". A partire dal 16 marzo sarà presentato un nuovo allestimento che riproporrà al pubblico i celeberrimi rinvenimenti di provenienza catacombale riuniti per contesti di provenienza ed esposti nelle splendide vetrine decorate sulla sommità dai busti di ventiquattro Cardinali Bibliotecari.

Il 20 giugno si apriranno le Sezioni Cina, Giappone, Corea, Tibet e Mongolia del Museo Missionario Etnologico fondato nel 1926 da Papa Pio XI, allestito fino al 1963 nel Palazzo Apostolico Lateranense quando per volere del Beato Giovanni XXIII venne trasferito in Vaticano. Il Museo fu aperto al pubblico dieci anni dopo sotto il Pontificato di Papa Paolo VI e presenta le culture e le pratiche religiose dei paesi extra europei ed i loro contatti con il Cristianesimo.

Dopo un restauro completo, il 27 aprile saranno presentati il restauro dei dipinti murali realizzati dal Pinturicchio e dalla sua bottega nella Sala dei Misteri dell'Appartamento Borgia. Sulle lunette della Sala dei Misteri sono rappresentati gli episodi della Vita di Cristo e di Maria, mentre nel registro inferiore delle pareti sono state recuperate le decorazioni, rimaste per oltre trent'anni oscurate dalle pesanti tappezzerie.

In autunno avrà luogo la presentazione del nuovo settore della necropoli romana lungo la Via Triumphalis riportato alla luce tre anni or sono durante la costruzione del nuovo parcheggio in Vaticano. Saranno visitabili circa trenta edifici sepolcrali ed una settantina di sepolture singole, tombe che vanno dalla fine del I secolo A.C. a tutto il III secolo D.C.

Chiuderanno le celebrazioni la mostra sul "Laocoonte alle origini dei Musei Vaticani" ed un Convegno internazionale dedicato al tema del museo come identità, essenza e ruolo nella società odierna.
.../MUSEI VATICANI/SZOKA:BURANELLI VIS 20060214 (620)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 14 FEB. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha confermato Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, "donec aliter provideatur", il Cardinale Camillo Ruini, Suo Vicario Generale per la Diocesi di Roma.

- Ha nominato Difensore del Vincolo presso il Tribunale della Rota Romana, il Reverendo Don Alessandro Perego, del clero della Diocesi di Roma.
NA/.../RUINI:PEREGO VIS 20060214 (60)

SOLIDA COLLABORAZIONE CON IL CONSIGLIO ECUMENICO CHIESE

CITTA' DEL VATICANO, 14 FEB. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha indirizzato un Messaggio al Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani in occasione della IX Assemblea Generale del Consiglio Ecumenico delle Chiese di Ginevra in corso a Porto Alegre (Brasile), dal 14 al 23 febbraio.

Nel testo, redatto in inglese, il Santo Padre scrive: "Consapevoli della nostra comune fede battesimale nel Dio uno e Trino, la Chiesa Cattolica ed il Consiglio Ecumenico delle Chiese cercano modi di collaborare sempre più efficacemente nella missione di testimoniare l'amore divino di Dio. Dopo quaranta anni di proficua cooperazione, intendiamo continuare questo promettente percorso di speranza, mentre intensifichiamo i nostri sforzi per arrivare a quel giorno quando i cristiani saranno uniti nel proclamare il messaggio di salvezza del Vangelo".

Papa Benedetto conclude il Messaggio assicurando la sua vicinanza spirituale ai partecipanti all'Assemblea e riaffermando "l'intento della Chiesa Cattolica a proseguire una solida collaborazione con il Consiglio Ecumenico delle Chiese".
MESS/CONSIGLIO ECUMENICO CHIESE/KASPER VIS 20060214 (180)

lunedì 13 febbraio 2006

RIUNIONE DEL PAPA CON I CARDINALI E I CAPI DICASTERO

CITTA' DEL VATICANO, 13 FEB. 2006 (VIS). Alle 10:30 di questa mattina, nella Sala Bologna del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto una riunione con i Cardinali e i Capi Dicastero della Curia Romana.
.../RIUNIONE CARDINALI:CAPI DICASTERO/... VIS 20060213 (50)

CRISTO È IL VERO "MEDICO" DELL'UMANITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 12 FEB. 2006 (VIS). La Giornata Mondiale del Malata, celebrata l'11 febbraio, Memoria della Beata Maria Vergine di Lourdes, è stato il tema principale delle meditazioni del Santo Padre Benedetto XVI che hanno preceduto la recita dell'Angelus con le migliaia di pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

"La malattia" - ha detto il Papa - "è un tratto tipico della condizione umana, al punto che può diventare una realistica matafora, come Sant'Agostino ben esprime in una sua preghiera: 'Abbi pietà di me, Signore! Vedi: non ti nascondo le mie ferite. Tu sei il medico, io sono il malato' (...) Cristo è il vero 'medico' dell'umanità, che il Padre celeste ha mandato nel mondo per guarire l'uomo, segnato nel corpo e nello spirito dal peccato e dalla sue conseguenze".

Successivamente il Papa ha parlato del Vangelo di San Marco che si legge in queste domeniche e che presenta Gesù che, all'inizio del suo ministero pubblico, "si dedica completamente alla predicazione e alla guarigione dei malati nei villaggi della Galilea. Gli innumerevoli segni prodigiosi che egli compie sugli infermi confermano la 'buona notizia' del Regno di Dio".

Nel Vangelo di oggi, che narra la guarigione di un lebbroso "esprime con grande efficacia l'intensità del rapporto tra Dio e l'uomo. (...) Vediamo qui come concentrata tutta la storia della salvezza; quel gesto di Gesù, che stende la mano e tocca il corpo piagato della persona che lo invoca, manifesta perfettamente la volontà di Dio di risanare la sua creatura decaduta, restituendole la vita 'in abbondanza', la vita eterna, piena, felice. Cristo è 'la mano' di Dio tesa all'umanità, perché possa uscire dalle sabbie mobili della malattia e della morte, rialzarsi in piedi sulla salda roccia dell'amore divino".

"Vorrei oggi affidare a Maria 'Salus infirmorum' tutti i malati" - ha concluso il Pontefice - "specialmente quelli che, in ogni parte del mondo, oltre alla mancanza della salute, soffrono anche la solitudine, la miseria e l'emarginazione".

Al termine della recita dell'Angelus, Papa Benedetto XVI ha ricordato che in questi giorni si è aperta a Torino la XX edizione dei Giochi Olimpici Invernali ed ha affermato: "Auguro che questa bella competizione sportiva si svolga all'insegna dei valori olimpici della lealtà, della gioia e della fraternità, recando così un contributo alla pace tra i popoli".

Infine il Papa ha ricordato il 75° anniversario dell'inaugurazione della Radio Vaticana, il 12 febbraio, e il "primo Radio messaggio al mondo del Papa Pio XI, che aveva dato incarico allo scienziato Guglielmo Marconi di costruire la stazione radiofonica del Vaticano. Con lo strumento della radio, e poi della televisione, il messaggio del Vangelo e le parole dei Papi hanno potuto raggiungere più rapidamente e facilmente tutte le genti".
ANG/MALATI:GIOCHI OLIMPICI:RADIO VATICANA VIS 20060213 (460)

VIVERE ANCHE LA MALATTIA SECONDO LA DIGNITÀ UMANA


CITTA' DEL VATICANO, 11 FEB. 2006 (VIS). Alle 16:30 di oggi, Festa della Beata Maria Vergine di Lourdes, il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale del Santo Padre per la Diocesi di Roma, ha celebrato la Santa Messa per gli ammalati e i pellegrini dell'U.N.I.T.A.L.S.I. (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Italiani) e dell'Opera Romana Pellegrinaggi, in occasione della XIV Giornata Mondiale del Malato.

Al termine della Celebrazione Eucaristica, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato nella Basilica Vaticana per benedire i malati e rivolgere loro un discorso.

"Presso la Grotta di Massabielle" - ha ricordato il Papa - "la Vergine ha manifestato la tenerezza di Dio per i sofferenti. (...) Presentandosi a Bernardetta come l'Immacolata Concezione, Maria Santissima è venuta a ricordare al mondo moderno, che rischiava di dimenticarlo, il primato della Grazia divina, più forte del peccato e della morte".

Successivamente il Santo Padre ha fatto riferimento al Congresso promosso dal Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute ad Adelaide (Australia), il 9 e 10 febbraio, sul tema. "Salute mentale e dignità umana".

"La persona umana" - ha affermato Papa Benedetto - "è un tutt'uno, e le diverse dimensioni si possono e si devono distinguere, ma non separare. Così anche la Chiesa si propone sempre di considerare le persone come tali, e questa concezione qualifica le istituzioni sanitarie cattoliche, come pure lo stile degli operatori sanitari in esse impegnati".

"Penso in modo particolare" - ha detto ancora il Santo Padre - "alle famiglie che hanno al proprio interno una persona malata di mente e vivono la fatica e i diversi problemi che ciò comporta. Ci sentiamo vicini a tutte queste situazioni, con la preghiera e con le innumerevoli iniziative che la Comunità ecclesiale pone in atto in ogni parte del mondo, specialmente là dove la legislazione è carente, dove le strutture pubbliche sono insufficienti, e dove calamità naturali o, purtroppo, guerre e conflitti armati producono gravi traumi psichici nelle persone".

"A tutti i medici, gli infermieri e gli altri operatori sanitari, a tutti i volontari impegnati in questo campo, vorrei oggi consegnare simbolicamente l'Enciclica 'Dues caritas est', con l'augurio che l'amore di Dio sia sempre vivo nei loro cuori, così da animare il loro lavoro quotidiano, i progetti, le iniziative, e soprattutto i loro rapporti con le persone malate. Agendo in nome della carità e nello stile della carità voi, cari amici, offrite il vostro prezioso contributo anche all'evangelizzazione, perché l'annuncio del Vangelo ha bisogno di segni coerenti che lo confermino. E questi segni parlano il linguaggio dell'amore universale, un linguaggio comprensibile da tutti".

Il Papa ha concluso il suo discorso con queste parole: "Sia Maria a tenere desta la nostra speranza, perché, fedeli all'insegnamento di Cristo, rinnoviamo l'impegno di sollevare i fratelli nelle loro infermità. Il Signore faccia sì che nessuno nel momento del bisogno sia solo e abbandonato, ma, al contrario, possa vivere, anche la malattia, secondo la dignità umana".
AC/GIORNATA MONDIALE MALATO/... VIS 20060213 (500)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 13 FEB. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Edmundo Ponziano Valenzuela Mellid, S.D.B., Vicario Apostolico di Chaco Paraguayo (superficie: 96.030; popolazione: 18.200; cattolici: 18.000; sacerdoti: 5; religiosi: 8), Paraguay. Il Vescovo eletto, finora Missionario in Angola, è nato nel 1944 a Villarrica del Espiritu Santo (Paraguay), ha emesso la professione perpetua nel 1968 ed è stato ordinato sacerdote nel 1971.

Sabato 11 febbraio è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignore Tadeusz Bronakowski, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Lomza (superficie: 11.500, popolazione: 573.647; cattolici: 567.035; sacerdoti: 476; religiosi: 213), Polonia. Il Vescovo eletto, finora Docente di Diritto Canonico presso il Seminario Maggiore e Vice-Cancelliere della Curia Diocesana, è nato a Augustów (Polonia), nel 1959 ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. Il Vescovo Bronakowski succede al Vescovo Tadeusz Józef Zawistowski, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Lionel Gendron, P.S.S., Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Montréal (superficie: 1.399; popolazione: 2.340.928; cattolici: 1.590.150; sacerdoti: 1.283; religiosi: 5.881; diaconi permanenti: 103), Canada. Il Vescovo eletto, finora Superiore della Provincia Canadese dei Preti di "Saint-Sulpice", è nato a Saint-Quintin (Canada) nel 1944 ed è stato ordinato sacerdote nel 1969.

- Ha nominato il Reverendo André Gazaille, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Montréal (superficie: 1.399; popolazione: 2.340.928; cattolici: 1.590.150; sacerdoti: 1.283; religiosi: 5.881; diaconi permanenti: 103), Canada. Il Vescovo eletto, finora Parroco delle Parrocchie "Saints-Martyrs-Canadiens", "Visitation de la-Bienheureuse-Vierge-Marie" e "Saint-Antoine-Marie-Claret", è nato a Montréal (Canada) nel 1946 ed è stato ordinato sacerdote nel 1971.

- Ha nominato il Reverendo Peter Joseph Hundt, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Toronto (superficie: 13.000; popolazione: 5.043.085; cattolici: 1.363.657; sacerdoti: 811; religiosi: 1.178; diaconi permanenti: 96), Canada. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Parrocchia "Holy Cross" in Georgetown (Canada), è nato ad Hanover (Canada) nel 1956 ed è stato ordinato sacerdote nel 1982.

- Ha nominato il Reverendo Aloísio Jorge Pena Vitral, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Belo Horizonte (superficie: 7.240; popolazione: 4.216.719; cattolici: 3.162.539; sacerdoti: 572; religiosi: 2.252), Brasile. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Parrocchia "Nossa Senhora das Dores", è nato a Rio de Janeiro (Brasile), nel 1955 ed è stato ordinato sacerdote nel 1986.

- Ha nominato il Reverendo Joaquim Giovanni Mol Guimarães, Vescovo Ausiliare di Belo Horizonte (superficie: 7.240; popolazione: 4.216.719; cattolici: 3.162.539; sacerdoti: 572; religiosi: 2.252), Brasile. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Parrocchia "Santa Maria Mãe de Deus" e Vice-Rettore della Pontificia Università Cattolica di Minas Gerais, è nato a Ponte Nova (Brasile) nel 1960, ha emesso la professione solenne nei Salesiani nel 1986 ed è stato ordinato sacerdote nel 1988.
NEA:RE/.../... VIS 20060213 (450)

venerdì 10 febbraio 2006

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 10 FEB. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Miloslav Vlk, Arcivescovo di Praga (Repubblica Ceca).

- Il Cardinale Christoph Schönborn, Arcivescovo di Vienna (Austria).

Due Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Democratica del Congo, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Faustin Ngabu, di Goma.

- Il Vescovo Pierre-Célestin Tshitoko Mamba, Vescovo eletto di Luebo.
AP:AL/.../... VIS 20060210 (70)

RAFFORZARE LA LOTTA CONTRO LA POVERTÀ


CITTA' DEL VATICANO, 10 FEB. 2006 (VIS). Ieri a New York, l'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto alla 44a Sessione della Commissione per lo Sviluppo Sociale del Consiglio Economico e Sociale dell'O.N.U. (ECOSOC), riunita per esaminare i risultati del Primo Decennio del progetto di Eliminazione della Povertà nel mondo, negli anni dal 1997 al 2006.

Il Nunzio ha dapprima precisato che sebbene la percentuale della popolazione mondiale che vive in condizioni di povertà estrema, sia calata, fra il 1981 e il 2001, dal 40 al 21 per cento, "ancora sono numerose le nazioni e le popolazioni che vivono in condizioni di povertà estrema".

"Nonostante (...) i progressi incoraggianti compiuti per ridurre la povertà in diversi paesi asiatici" - ha proseguito l'Arcivescovo Migliore - "il quadro globale è molto diversificato, con l'Africa sub-sahariana dove il progresso nella riduzione della povertà è scarso o addirittura nullo negli anni '90. Se continuano queste tendenze, solo otto paesi africani dimezzeranno la povertà estrema per il 2015. (...) Il numero di africani che vive attualmente con meno di un dollaro al giorno è quasi raddoppiato dal 1980, passando da 165 milioni a 315 milioni".

L'Osservatore Permanente della Santa Sede ha lanciato un appello alla comunità internazionale a raddoppiare gli sforzi per eliminare la povertà concentrandosi su tre obiettivi fra loro collegati: "migliorare le condizioni del commercio; raddoppiare gli aiuti allo sviluppo e potenziare la riduzione del debito".

"L'esperienza di alcuni paesi in via di sviluppo, particolarmente in Asia, rendono chiaro che la rapida riduzione della povertà non può verificarsi senza una crescita economica sostenibile nella quale i poveri condividano equamente i benefici. Di conseguenza occorre incoraggiare ed assistere i responsabili dei paesi in via di sviluppo a mettere a punto politiche che consentano alle loro nazioni di realizzare indici più alti di crescita economica rispetto a quelli realizzati a partire dall'anno 2000".

L'Arcivescovo Migliore ha concluso il suo intervento ribadendo che la Santa Sede ritiene che l'ECOSOC ricopra un ruolo chiave nell'analisi dei progressi nel conseguire gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDG) nei paesi più poveri ed ha posto l'accento sulla necessità che tale analisi si compia con scadenza annuale, nell'approssimarsi del 2015, data prefissata per la riduzione della metà dei livelli di povertà nel mondo.
DELSS/DECADE ELIMINAZIONE POVERTÀ/MIGLIORE VIS 20060210 (400)

IN GESÙ CRISTO RISIEDE COMPIMENTO OGNI ASPIRAZIONE UMANA


CITTA' DEL VATICANO, 10 FEB. 2006 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI, nel ricevere i partecipanti all'Assemblea Plenaria della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha ricordato che la Congregazione è chiamata "a favorire e richiamare proprio la centralità della fede cattolica, nella sua autentica espressione".

Il Papa ha ribadito che "Quando si affievolisce la percezione di questa centralità, anche il tessuto della vita ecclesiale perde la sua originale vivacità e si logora, decadendo in uno sterile attivismo o riducendosi a scaltrezza politica dal sapore mondano. Se la verità della fede è invece posta con semplicità e decisione al centro dell'esistenza cristiana, la vita dell'uomo viene innervata e ravvivata da un amore che non conosce soste né confini".

"Gesù Cristo" - ha proseguito il Pontefice - "è la Verità fatta Persona, che attira a sé il mondo. La luce irradiata da Gesù è splendore di verità. Ogni altra verità è un frammento della Verità che Egli è ed a Lui rimanda. Gesù è la stella polare della libertà umana: senza di Lui essa perde il suo orientamento, poiché senza la conoscenza della verità la libertà si snatura, si isola e si riduce a sterile arbitrio".

Benedetto XVI ha sottolineato che Gesù Cristo "attira a sé il cuore di ogni uomo, lo dilata e lo colma di gioia. Solo la verità è infatti capace di invadere la mente e di farla gioire compiutamente. È questa gioia che allarga le dimensioni dell'animo umano, risollevandolo dalle angustie dell'egoismo e rendendolo capace di amore autentico".

"L'amore alla verità" - ha detto ancora il Santo Padre - "ispira ed orienta anche l'approccio cristiano al mondo contemporaneo e l'impegno evangelizzatore della Chiesa. (...) I grandi progressi del sapere scientifico, cui abbiamo assistito nel secolo scorso, hanno aiutato a comprendere meglio il mistero della creazione. (...) I progressi della scienza tuttavia sono stati a volte così rapidi da rendere assai complesso riconoscere come essi siano compatibili con la verità rivelata da Dio sull'uomo e sul mondo. Talora, alcune affermazioni del sapere scientifico sono state addirittura contrapposte a tali verità. (...) È perciò di vitale importanza ogni studio che si proponga di approfondire la conoscenza delle verità scoperte dalla ragione, nella certezza che non vi è 'competitività alcuna tra la ragione e la fede".

Il Papa ha ribadito ancora che: "Il dialogo fra fede e ragione, religione e scienza, offre non solo la possibilità di mostrare all'uomo di oggi, in modo più efficace e convincente, la ragionevolezza della fede in Dio, ma altresì di mostrare che in Gesù Cristo risiede il compimento definitivo di ogni autentica aspirazione umana. In questo senso, un serio sforzo evangelizzatore non può ignorare gli interrogativi che sorgono anche dalle odierne scoperte scientifiche ed istanze filosofiche".

Il Santo Padre ha concluso il suo discorso sottolineando che "il servizio alla pienezza della fede" prestato dai Membri e dai Consultori della Congregazione "è un servizio alla verità e perciò alla gioia, una gioia che proviene dalle profondità del cuore (...). Da questo punto di vista, il vostro ministero dottrinale, in modo appropriato, può essere definito 'pastorale'. Il vostro servizio è infatti un servizio alla piena diffusione della luce di Dio nel mondo!".
AC/FEDE:RAGIONE:VERITÀ/CDF VIS 20060210 (540)

giovedì 9 febbraio 2006

IL SANTO PADRE ACCETTA L'INVITO A RECARSI IN TURCHIA

CITTA' DEL VATICANO, 9 FEB. 2006 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi il Dr. Joaquín Navarro-Valls, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

"Confermo che il Presidente della Turchia Ahmet Necdet Sezer ha invitato Sua Santità Benedetto XVI a compiere una visita ufficiale in quella Nazione nei giorni 28-30 novembre 2006".

"Il Santo Padre ha accettato l'invito. Si stanno definendo le modalità del Viaggio".
OP/VIAGGIO TURCHIA/NAVARRO-VALLS:SEZER VIS 20060209 (80)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 9 FEB. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Sacerdote Franz Scharl, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Vienna (superficie: 9.000; popolazione: 2.423.466; cattolici: 1.360.433; sacerdoti: 1.172; religiosi: 2.540; diaconi permanenti: 145), Austria. Il Vescovo eletto è nato a Oberndorf (Austria) nel 1958 ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. Dal 2000 è stato Parroco della Parrocchia "Risurrezione di Cristo" a Vienna e dal 2001 è stato anche Decano del Decanato "Wien 4/5".
NEA/.../SCHARL VIS 20060209 (80)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 9 FEB. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- La Signora Laura Bush, Consorte del Presidente degli Stati Uniti d'America, e Seguito.

- Il Cardinale Edmund Casimir Szoka, Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

- Il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana con il Vescovo Giuseppe Betori, Segretario Generale della medesima Conferenza.

Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AP/.../... VIS 20060209 (120)

INIZIATIVE PER IL V CENTENARIO DEI MUSEI VATICANI

CITTA' DEL VATICANO, 9 FEB. 2006 (VIS). Martedì 14 febbraio, alle 11:30, presso la Sala Stampa della Santa Sede, avrà luogo la Conferenza Stampa di presentazione delle iniziative per celebrare il V Centenario dei Musei Vaticani. Alla Conferenza Stampa interverranno il Cardinale Edmund Casimir Szoka, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano ed il Dottor Francesco Buranelli, Direttore dei Musei Vaticani.
OP/CENTENARIO MUSEI VATICANI/SZOKA VIS 20060209 (80)

mercoledì 8 febbraio 2006

SACRIFICIO DON ANDREA INCORAGGI DIALOGO INTERRELIGIOSO


CITTA' DEL VATICANO, 8 FEB. 2006 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale di oggi, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricordato Don Andrea Santoro, il sacerdote italiano assassinato domenica scorsa a Trebisonda (Turchia) mentre era raccolto in preghiera nella Chiesa dove aveva appena terminato di celebrare la Santa Messa.

Il Papa ha detto: "Il sacrificio della vita" di Don Andrea "contribuisca alla causa del dialogo fra le religioni e della pace tra i popoli". Dopo un lungo applauso levatosi dagli 8.000 pellegrini presenti nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre ha aggiunto: "Il Signore accolga l'anima di questo silenzioso e coraggioso servitore del Vangelo".

Il Santo Padre Benedetto XVI ha quindi informato di aver ricevuto proprio ieri sera "una bella lettera" di Don Andrea, scritta il 31 gennaio scorso, insieme alla piccola comunità cristiana della parrocchia Sancta Maria in Trebisonda. "È una commovente testimonianza di amore e di adesione a Cristo e alla Sua Chiesa. Ma è soprattutto lo specchio della sua anima sacerdotale e del suo impegno per i piccoli".

Insieme a quella di Don Andrea, il Papa ha ricevuto anche una lettera delle donne della parrocchia di Trebisonda, nella quale, ha precisato, "mi invitano ad andare". Anche in questo scritto, ha concluso il Santo Padre, c'è una testimonianza "di zelo e di amore per Cristo".
AG/SACERDOTE ASSASSINATO/TURCHIA:SANTORO VIS 20060208 (230)

REGALITÀ DI DIO NEL CHINARSI CREATURE FRAGILI E INDIFESE


CITTA' DEL VATICANO, 8 FEB. 2006 (VIS). Tema della catechesi per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, è stato la seconda sezione del Salmo 144: "Il tuo regno è un regno eterno".

"Il Salmista punta la sua attenzione" - ha detto il Santo Padre - "sull'amore che il Signore riserva in modo particolare al povero e al debole. La regalità divina non è, quindi, distaccata e altezzosa, come a volte può accadere nell'esercizio del potere umano. Dio esprime la sua regalità nel chinarsi sulle creature più fragili e indifese".

Dio, ha continuato Papa Benedetto, "è prima di tutto un padre che 'sostiene quelli che vacillano' e fa rialzare coloro che sono caduti nella polvere dell'umiliazione. Gli esseri viventi sono, in conseguenza, tesi verso il Signore quasi come mendicanti affamati ed Egli offre, come un genitore premuroso, il cibo a loro necessario per vivere".

Benedetto XVI ha segnalato che il Salmista "invoca" il Signore nella preghiera fiduciosa, lo "cerca" nella vita "con cuore sincero", "teme" il suo Dio, rispettandone la volontà e obbedendo alla sua parola, ma sopratutto lo "ama", certo di essere accolto sotto il manto della sua protezione e della sua intimità".

"L'ultima parola del Salmista è, allora, quella con cui aveva aperto il suo inno: è un invito a lodare e a benedire il Signore e il suo 'nome', ossia la sua persona vivente e santa che opera e salva nel mondo e nella storia. (...) È una sorta di canto perenne che si deve levare dalla terra al cielo, è la celebrazione comunitaria dell'amore universale di Dio, sorgente di pace, gioia e salvezza".

Al termine della catechesi, il Papa, ricordando l'asceta Barsanufio di Gaza, morto attorno alla metà del VI secolo, che consigliava ad un discepolo di chiedere aiuto al Signore di fronte alle tentazioni, con la certezza di essere ascoltati dal Signore, ha aggiunto a braccio: "Ciò vale anche per noi; davanti alle nostre difficoltà e problemi dobbiamo invocare il Signore, chiedergli aiuto, con la certezza che ci ascolterà, senza scoraggiarci, sapendo che in questo modo raggiungeremo la meta: Gesù, il Signore".
AG/SALMO 144/... VIS 20060208 (360)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 8 FEB. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Dominique Marie Jean Denis You, finora Ausiliare di São Salvador da Bahia (Brasile), Vescovo della Diocesi di Santíssima Conceição do Araguaia (superficie: 52.500; popolazione: 270.000; cattolici: 200.000; sacerdoti: 15; religiosi: 28), Brasile.
NER/.../DENIS YOU VIS 20060208 (50)

APERTURA NUOVA PORTA NELLE MURA VATICANE


CITTA' DEL VATICANO, 8 FEB. 2006 (VIS). Un Comunicato del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano informa che il 10 febbraio prossimo, il Vaticano potrà servirsi, nella zona Nord, di una nuova porta in uscita verso Roma.

Il nuovo varco avrà la funzione di sola uscita pedonale e carrabile dal parcheggio interrato di Santo Rosa e servirà ad alleggerire il traffico delle auto in uscita dal Vaticano, che attualmente è solo possibile indirizzare verso la porta Sant'Anna.

Nello stesso tratto fu aperto nel 1929, anno dei Patti Lateranensi tra la Santa Sede e l'Italia durante il Pontificato di Papa Pio XI, un varco, poi successivamente richiuso, necessario alla costruzione della "Zona industriale Vaticana" realizzata nel triennio 1929-1931.

Dopo oltre settantacinque anni, quel varco viene definitivamente riaperto e completato con la posa di una porta di bronzo, opera dello scultore Gino Giannetti, decorata semplicemente con lo stemma dello Stato della Città del Vaticano, le insegne del Pontefice regnante e la scritta in rilievo "Benedictus XVI Pont. Max. Anno Domini MMV Pont.I".
.../NUOVA PORTA MURA VATICANE/... VIS 20060208 (180)

martedì 7 febbraio 2006

TELEGRAMMA CORDOGLIO ASSASSINIO PADRE GESUITA BURUNDI


CITTA' DEL VATICANO, 7 FEB. 2006 (VIS). A nome del Santo Padre Benedetto XVI, il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio all'Arcivescovo Paul Gallagher, Nunzio Apostolico in Burundi, per l'assassinio di Padre Elie Koma, S.I., sabato 4 febbraio, a Bujumbura:

"Informato della tragica morte di Padre Élie Koma, S.I., il Santo Padre mi ha incaricato d'esprimere a tutti i membri della sua famiglia e ai suoi fratelli Gesuiti la sua profonda simpatia. Il Santo Padre, mentre rivolge una fervente preghiera al Signore della vita per il defunto e per tutti coloro che sono oggi nel cordoglio, rende grazie per l'opera compiuta dal Padre Koma al servizio della crescita spirituale di tutte le persone che hanno beneficiato del suo apostolato. Sua Santità esorta anche coloro che commettono ancora atti di violenza a rinunciare definitivamente a queste azioni di morte, per permettere a tutti gli abitanti del Paese di vivere nella pace e nella sicurezza. Affidando alla sollecitudine materna di Maria tutti coloro che sono uniti nella fede per la celebrazione delle esequie, il Santo Padre invia, in segno di conforto, una particolare Benedizione Apostolica, perché Dio li conservi nella pace e nella speranza".
TGR/ASSASSINIO SACERDOTE/BURUNDI:GALLAGHER VIS 20060207 (210)

CONGRESSO PONTIFICIA ACCADEMIA VITA SU EMBRIONE UMANO

CITTA' DEL VATICANO, 7 FEB. 2006 (VIS). Il 27 e 28 febbraio prossimo, la Pontificia Accademia per la Vita terrà nell'Aula Nuova del Sinodo in Vaticano, un Congresso Internazionale su "L'embrione umano nella fase del preimpianto: aspetti scientifici e considerazioni bioetiche", a cui seguirà, il 1° marzo, la XII Assemblea Generale della medesima Pontificia Accademia.

Ad aprire i lavori del Congresso sarà il Vescovo Elio Sgreccia, Presidente della Pontificia Accademia ed il Cardinale Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per la Salute, svolgerà la prolusione sul tema: "La cultura della morte contro la cultura della vita nell'insegnamento della 'Evangelium vitae'".

Nelle tre sessioni del Congresso saranno esaminati problemi quali lo sviluppo dell'embrione preimpiantatorio, la diagnosi prenatale e preimpiantatoria, lo statuto bio-antropologico dell'embrione pre-impiantatorio. Infine, il pomeriggio del 28 febbraio avrà luogo una tavola rotonda sull'interrogativo "L'embrione è persona?".
ACAD-V/CONGRESSO:EMBRIONE UMANO/SGRECCIA VIS 20060207 (160)

lunedì 6 febbraio 2006

LETTERA PONTIFICIA INVIATO XIV GIORNATA MONDIALE MALATO

CITTA' DEL VATICANO, 4 FEB. 2006 (VIS). Questa mattina è stata pubblicata la Lettera Pontificia con la quale il Santo Padre Benedetto XVI nomina il Cardinale Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni della XIV Giornata Mondiale del Malato che avranno luogo ad Adelaide (Australia), l'11 febbraio prossimo.

La Missione che accompagnerà il Cardinale Lozano Barragán è composta dal Monsignore James O'Loughlin, Parroco a Salisbury e dal Monsignor Vincent Tiggeman, Vicario Giudiziale emerito.
BXVI-LETTERA/GIORNATA MALATO/LOZANO VIS 20060206 (100)

IL PAPA PREGA PER LE VITTIME INCIDENTE STADIO FILIPPINE


CITTA' DEL VATICANO, 4 FEB. 2006 (VIS). Il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, ha fatto pervenire, a nome del Santo Padre Benedetto XVI, un telegramma di cordoglio al Vescovo Francisco C. San Diego, di Pasig (Filippine), per le numerose persone che hanno perso la vita mentre cercavano di abbandonare precipitosamente uno stadio di Manila, dopo che era stato lanciato l'allarme che ci fosse una bomba.

"Profondamente rattristato dalla notizia della tragica perdita di vite umane a Pasig, il Santo Padre prega per tutti coloro che sono rimasti coinvolti in questo terribile incidente. In modo particolare Sua Santità invoca Dio Onnipotente affinché conceda consolazione ai feriti e a tutti coloro che piangono la perdita dei loro cari. Affidando Lei e tutta la popolazione alla protezione di Maria, Regina della Pace, il Santo Padre imparte la Benedizione Apostolica in segno di fortezza e consolazione nel Signore".
TGR/VITTIME STADIO FILIPPINE/SAN DIEGO VIS 20060206 (160)

TELEGRAMMA PAPALE TRAGHETTO AFFONDATO MAR ROSSO


CITTA' DEL VATICANO, 4 FEB. 2006 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del telegramma che il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, ha fatto pervenire, a nome del Santo Padre Benedetto XVI, al Cardinale Stephanos II Ghattas, C.M., Patriarca di Alessandria dei Copti (Egitto), dopo l'incidente del traghetto Al Salam 98 affondato nel Maro Rosso, nel quale hanno perso la vita più di mille persone, lo scorso venerdì 3 febbraio.

"Appresa la dolorosa notizia del tragico incidente che ha coinvolto il traghetto egiziano Al Salam 98, Sua Santità Benedetto XVI mi ha incaricato di trasmettere alle famiglie ed ai parenti dei defunti la sua vicinanza spirituale. Il Papa invoca l'Onnipotente affinché conceda alle persone scomparse, originarie di vari paesi, la gioia eterna e sostenga le famiglie nel lutto e nell'afflizione, ed invita tutti ad una grande solidarietà fraterna e spirituale verso le famiglie nella prova. Egli rende omaggio ai soccorritori e a tutte le persone che si sono adoperate per salvare i passeggeri in difficoltà. Su tutti, Sua Santità implora le Benedizioni dell'Onnipotente".
TGR/NAUFRAGIO MAR ROSSO/GHATTAS VIS 20060206 (180)

IL SIGNORE DISSIPA LE NEBBIE DELLE IDEOLOGIE E IDOLATRIE


CITTA' DEL VATICANO, 5 FEB. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha celebrato la Santa Messa nella Parrocchia di Sant'Anna in Vaticano, affidata alla cura pastorale degli Agostiniani.

Nell'omelia il Papa ha commentato l'episodio del Vangelo di oggi che narra che il Signore si reca alla casa di Simon Pietro ed Andrea e trova ammalata con febbre la suocera di Pietro. "Gesù" - ha detto il Santo Padre - "venendo dal Padre si reca nella casa dell'umanità, sulla nostra terra e trova un'umanità ammalata, ammalata di febbre, di quella febbre che sono le ideologie, le idolatrie, la dimenticanza di Dio. Il Signore ci dà la sua mano, ci solleva e ci guarisce. E lo fa in tutti i secoli; ci prende per mano con la sua parola, e così dissipa le nebbie delle ideologie, delle idolatrie. Prende la nostra mano nei sacramenti, ci risana dalla febbre delle nostre passioni e dei nostri peccati mediante l'assoluzione nel sacramento della riconciliazione".

Riferendosi al dipinto sopra l'altare della Parrocchia di Sant'Anna, che raffigura Sant'Anna che spiega alla Vergine Maria, sua figlia, le Sacre Scritture, il Santo Padre ha affermato: "Le donne sono anche le prime portatrici della parola di Dio del Vangelo, sono vere evangeliste. E mi sembra che questo Vangelo (...) ci dà l'occasione di dire un grazie sentito a tutte le donne (...) che ci aiutano sempre di nuovo a conoscere la parola di Dio non solo con l'intelletto, ma col cuore".

"Ritorniamo al Vangelo" - ha proseguito il Pontefice - "Gesù dorme nella casa di Pietro, ma di prima mattina quando ancora è buio, si alza ed esce e cerca un luogo deserto e prega. (...) Questo Vangelo ci insegna il centro della fede e della nostra vita cioè il primato di Dio. Dove Dio non c'è, anche l'uomo non è più rispettato. Solo se lo splendore di Dio rifulge sul volto dell'uomo, l'uomo immagine di Dio è protetto da una dignità che poi da nessuno deve essere violata".

Ricordando che la Chiesa celebra oggi in Italia la Giornata per la Vita, il Santo Padre ha sottolineato che: "l'uomo non è il padrone della vita; ne è piuttosto il custode e l'amministratore. (...) Constatiamo (...) che, malgrado vi sia in senso generale un'ampia convergenza sul valore della vita, tuttavia quando si arriva a questo punto, cioè alla 'disponibilità' o indisponibilità della vita, due mentalità si oppongono in maniera inconciliabile. (...) L'una delle due mentalità ritiene che la vita umana sia nelle mani dell'uomo, l'altra riconosce che essa è nelle mani di Dio".

Benedetto XVI ha affermato infine che: "Il rispetto pieno della vita è legato al senso religioso, all'atteggiamento interiore con cui l'uomo si pone nei confronti della realtà, se come padrone o come custode. Del resto, la parola 'rispetto', deriva dal verbo latino 'respicere'-guardare, e indica un modo di guardare le cose e le persone che porta a riconoscere la consistenza, a non appropriarsene, ma ad averne riguardo, prendendosene cura. In ultima analisi, se vien tolto alle creature il loro riferimento a Dio, come fondamento trascendente, esse rischiano di cadere in balia dell'arbitrio dell'uomo che può farne, come vediamo, un uso dissennato".
HML/.../SANTA ANNA VIS 20060206 (540)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 4 FEB. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre John Barwa, che è Superiore Provinciale della Società del Verbo Divino e Presidente della Conferenza dei Religiosi in India, Vescovo Coadiutore della Diocesi di Rourkela (superficie: 9.675; popolazione: 1.813.000; cattolici: 210.665; sacerdoti: 109; religiosi: 367), India. Il Vescovo eletto è nato nel 1955 a Gaibira (India), ha emesso i voti perpetui nei Verbiti nel 1984 ed è stato ordinato sacerdote nel 1985.
NEC/.../BARWA VIS 20060206 (80)

RAPPRESENTAZIONI OFFENSIVE SENTIMENTI RELIGIOSI


CITTA' DEL VATICANO, 4 FEB. 2006 (VIS). Per rispondere a varie richieste di precisazioni sulla posizione della Santa Sede di fronte a recenti rappresentazioni offensive dei sentimenti religiosi di singole persone o di intere comunità, la Sala Stampa della Santa Sede è in grado di dichiarare:

"1. Il diritto alla libertà di pensiero e di espressione, sancito dalla Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo, non può implicare il diritto di offendere il sentimento religioso dei credenti. Tale principio vale ovviamente in riferimento a qualsiasi religione".

"2. La convivenza umana esige poi un clima di mutuo rispetto, per favorire la pace fra gli uomini e le Nazioni. Inoltre, talune forme di critica esasperata o di derisione degli altri denotano una mancanza di sensibilità umana e possono costituire in alcuni casi un'inammissibile provocazione. La lettura della storia insegna che non è con tale via che si sanano le ferite esistenti nella vita dei popoli".

"3. Va però subito detto che le offese arrecate da una singola persona e da un organo di stampa non possono essere imputate alle istituzioni pubbliche del relativo Paese, le cui Autorità potranno e dovranno, eventualmente, intervenire secondo i principi della legislazione nazionale. Azioni violente di protesta sono, pertanto, parimenti deplorabili. Per reagire ad un'offesa, non si può infatti venir meno al vero spirito di ogni religione. L'intolleranza reale o verbale, da qualsiasi parte venga, come azione o come reazione, costituisce poi sempre una seria minaccia alla pace".
OP/LIBERTÀ PENSIERO:RELIGIONE/... VIS 20060206 (250)

AI VESCOVI CONGOLESI: SIATE PROFETI DI GIUSTIZIA E PACE


CITTA' DEL VATICANO, 6 FEB. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI, nel ricevere il secondo gruppo di Vescovi della Repubblica Democratica del Congo al termine della Visita "ad Limina Apostolorum", ha invitato i Presuli a trasmettere a tutti i membri delle loro Diocesi la sua "vicinanza spirituale", ricordando che sono invitati "con tutti gli abitanti del Paese a mobilitarsi per lavorare per la pace e la riconciliazione, dopo anni di guerra che hanno causato, specialmente nella vostra regione, milioni di vittime".

"L'impegno per la pace" - ha proseguito il Santo Padre - "è una sfida lanciata alla missione evangelizzatrice del Vescovo. I vostri rapporti quinquennali descrivono le condizioni difficili nelle quali voi esercitate il vostro ministero. (...) Questo anno che la vostra Chiesa locale dedica alla Beata Anuarite Nengapeta, auspico che l'imperativo della carità vi mobiliti e che, con la santità della vostra vita ed il dinamismo missionario che vi anima, voi siate profeti di giustizia e di pace".

"È importante che voi proseguiate la difficile missione del radicamento del Vangelo nella vostra cultura, rispettando i ricchi ed autentici valori africani ma anche purificando tali valori da tutto ciò che potrebbe renderli incompatibili con la verità del Vangelo. (...) Edificare la Chiesa Famiglia di Dio nel vostro Paese, come altrove, è un compito arduo, ma conosco il dinamismo apostolico che vi anima. È molto positivo che la Conferenza Episcopale Nazionale del Congo (...) non abbia risparmiato i propri sforzi per aprire nei cuori e nelle coscienze vie di riconciliazione e di comunione fraterna".

Riferendosi al tema della riconciliazione nazionale, il Papa ha espresso l'auspicio che dia buoni frutti: "la campagna di sensibilizzazione messa in opera, con i Responsabili di altre confessioni religiose, al fine di proporre a tutti i cittadini un'educazione civica. (...) La Chiesa è chiamata a partecipare a questa opera, nel posto che le corrisponde e secondo la sua propria vocazione. (...) Per questo, è importante proporre ai responsabili politici del paese una formazione specifica. Nell'approfondire il ricco patrimonio della dottrina sociale della Chiesa, essi potranno riflettere al loro impegno al servizio del bene comune e tenendo conto delle esigenze morali, per adoperarsi a favore dell'instaurazione di istituzioni giuste, al servizio del rinnovamento della società".

Papa Benedetto XVI ha invitato successivamente i Presuli a servirsi nel loro Paese, ai fini delle diffusione del Vangelo, dei "mezzi di comunicazione sociale, in particolare la radio e la televisione (...) per limitare l'azione delle sette che utilizzano abbondantemente le nuove tecnologie per attirare e confondere i fedeli".

Un'altra priorità pastorale è "l'evangelizzazione della famiglia" poiché "i movimenti di rifugiati e profughi, la pandemia dell'Aids, ma anche i mutamenti importanti della società contemporanea, hanno smembrato numerose famiglie, rendendo fragile l'istituzione familiare". Il Papa ha ribadito l'importanza di incoraggiare i cattolici a preservare e promuovere i valori della famiglia e a dare una solida preparazione umana e spirituale a coloro che si preparano a contrarre matrimonio.

Il Santo Padre ha avuto parole di apprezzamento per i consacrati che "in condizioni estreme, hanno scelto di rimanere presso le popolazioni provate per portare l'assistenza, il conforto ed il sostegno spirituale necessari". Ricordando la condizione dei giovani, il Papa ha ribadito la necessità di "iniziative pastorali destinate a permettere la ricostituzione umana e spirituale dei bambini di strada e dei bambini soldato" ed ha esortato i Vescovi e le scuole cattoliche a vivificare la fede e ad alimentare la speranza nelle giovani generazioni.

"Lancio inoltre un appello alla Comunità internazionale" - ha concluso il Pontefice - "a non dimenticare l'Africa, intraprendendo in particolare azioni coraggiose e determinate per consolidare la stabilità politica ed economica".
AL/.../REPUBBLICA DEMOCRATICA CONGO/ VIS 20060206 (620)

AMORE PROFONDO PER OGNI PERSONA: PERNO SERVIZIO VITA


CITTA' DEL VATICANO, 5 FEB. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha recitato l'Angelus con le migliaia di pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, fra i quali numerosa era una rappresentanza di aderenti al Movimento per la Vita, accompagnati dal Cardinale Camillo Ruini.

Nelle riflessioni prima dell'Angelus, il Papa ha ricordato che la Giornata per la Vita, che si celebra oggi in Italia, "costituisce una preziosa occasione di preghiera e di riflessione sui temi della difesa e della promozione della vita umana, specialmente quando versa in condizioni di difficoltà".

Il Santo Padre ha successivamente invitato i presenti a riflettere sul messaggio dei Vescovi italiani, sul tema: "Rispettare la vita" ed ha ricordato la "costante attenzione" che il Suo Predecessore Papa Giovanni Paolo II riservò a queste problematiche. "In particolare" - ha detto Papa Benedetto - "vorrei ricordare l'Enciclica 'Evangelium vitae', che egli pubblicò nel 1995 e che rappresenta un'autentica pietra miliare nel magistero della Chiesa su una questione tanto attuale e decisiva. Inserendo gli aspetti morali in un ampio quadro spirituale e culturale, il mio venerato Predecessore ha più volte ribadito che la vita umana è un valore primario da riconoscere, e il Vangelo invita a rispettarla sempre".

Successivamente, Benedetto XVI ha citato la Sua recente Lettera Enciclica "Deus caritas est", sull'amore cristiano per ribadire "l'importanza del servizio della carità per il sostegno e la promozione della vita umana. (...) La cultura della vita è in effetti basata sull'attenzione agli altri, senza esclusioni o discriminazioni. Ogni vita umana, in quanto tale, merita ed esige di essere sempre difesa e promossa. Sappiamo bene che questa verità rischia di essere spesso contraddetta dall'edonismo diffuso nelle cosiddette società del benessere: la vita viene esaltata finché è piacevole, ma si tende a non rispettarla più quando è malata o menomata".

"Partendo invece dall'amore profondo per ogni persona, è possibile mettere in atto forme efficaci di servizio alla vita: a quella nascente come a quella segnata dalla marginalità o dalla sofferenza, specialmente nella sua fase terminale".

"La Vergine Maria" - ha concluso il Papa - "ha accolto con amore perfetto il Verbo della vita, Gesù Cristo, venuto nel mondo perché gli uomini 'abbiano la vita in abbondanza'. A Lei affidiamo le donne in attesa, le famiglie, gli operatori sanitari e i volontari che si impegnano in molti modi al servizio della vita. Preghiamo, in particolare, per le persone che si trovano in situazioni di maggiore difficoltà".
ANG/PROMOZIONE VITA/RUINI VIS 20060206 (420)

PROFONDO DOLORE DEL PAPA ASSASSINIO SACERDOTE IN TURCHIA


CITTA' DEL VATICANO, 6 FEB. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio al Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale per la Diocesi di Roma, per l'assassinio del sacerdote italiano Don Andrea Santoro, avvenuto ieri a Trebisonda (Turchia), mentre era raccolto in preghiera nella Chiesa dove aveva appena terminato di celebrare la Santa Messa.

Il Papa si unisce al dolore della Chiesa di Roma della quale Don Andrea era missionario "fidei donum". "Mentre auspico che il suo sangue versato diventi seme di speranza per costruire un'autentica fraternità tra i popoli" - scrive il Pontefice - "elevo fervide preghiere di suffragio per il coraggioso testimone del Vangelo della carità e di cuore imparto la confortatrice Benedizione Apostolica ai familiari in particolare all'anziana mamma tanto provata e a quanti ne piangono la violenza dipartita".

In un altro telegramma indirizzato al Vescovo Luigi Padovese, Vicario Apostolico dell'Anatolia (Turchia), il Papa sottolinea la generosità e lo zelo apostolico con i quali il defunto sacerdote svolgeva il suo ministero "in favore del Vangelo e a servizio delle persone bisognose ed emarginate". "Desidero far pervenire" - scrive ancora il Pontefice - "in questo doloroso momento l'espressione della mia particolare vicinanza a codesta comunità cristiana riaffermando la mia ferma deplorazione per ogni forma di violenza e mentre assicuro fervide preghiere di suffragio per così zelante sacerdote, imparto a Lei venerato fratello, ai sacerdoti e ai fedeli tutti, la confortatrice Benedizione Apostolica".
TGR/ASSASSINIO SACERDOTE/RUINI:PADOVESE VIS 20060206 (250)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 6 FEB. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Jean-Louis Tauran, Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa con il Padre Sergio Pagano, B., Prefetto dell'Archivio Segreto Vaticano.

- L'Arcivescovo Paolo Romeo, Nunzio Apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino.

Sabato 4 febbraio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Democratica del Congo, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Jean-Anatole Kalala Kaseba, di Kamina.

- Il Vescovo Fulgence Muteba Mugalu, di Kilwa-Kasenga.

- Il Vescovo Nestor Ngoy Katahwa, di Kolwezi.

- Il Vescovo Jérôme Nday Kanyangu Lukundwe, di Kongolo.

- Il Vescovo Vincent de Paul Kwanga Njubu, di Manono.

- Il Vescovo Gaston Kashala Ruwezi, S.D.B., di Sakania-Kipushi.

- Il Vescovo François-Xavier Maroy Rusengo, Amministratore Diocesano di Bukavu.

- L'Arcivescovo William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP:AL/.../... VIS 20060206 (160)

SECONDA RIUNIONE SINODO DEI VESCOVI SULL'EUCARISTIA


CITTA' DEL VATICANO, 6 FEB. 2006 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico un Comunicato relativo alla Seconda Riunione dell'XI Consiglio Ordinario della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi sull'Eucaristia che si è svolta il 30 e il 31 gennaio scorso.

A questa seconda Riunione, presieduta dall'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, hanno partecipato 15 Membri del Consiglio Ordinario, eletti nel corso della fase finale della XI Assemblea Generale Ordinaria, tenutasi dal 2 al 23 ottobre 2005, sul tema: "L'Eucaristia fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa".

Il Comunicato segnala che i Membri del Consiglio hanno riflettuto sulle 50 Proposizioni presentate al Santo Padre a conclusione del Sinodo per l'elaborazione dell'Esortazione Apostolica Postsinodale. Inoltre sono stati presentati suggerimenti volti a migliorare i risultati delle innovazioni introdotte nell'ultima Assemblea Generale Ordinaria, e gli interventi individuali in aula, la discussione libera, il lavoro dei Circoli Minori o gruppi di lavoro.

Infine è stata fissata la data della prossima Riunione, che avrà luogo nei giorni 1-2 giugno 2006.
SE/SINODO EUCARISTIA/ETEROVIC VIS 20060206 (180)

venerdì 3 febbraio 2006

CONCESSE INDULGENZE XIV GIORNATA MONDIALE DEL MALATO


CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2006 (VIS). La Penitenzieria Apostolica ha pubblicato questa mattina un Decreto che annuncia la concessione ai fedeli di speciali indulgenze nella ricorrenza della "XIV Giornata Mondiale del Malato", l'11 febbraio prossimo, memoria liturgica della Beata Maria Vergine di Lourdes. Quest'anno la Giornata avrà il suo culmine con la Celebrazione Eucaristica nella Cattedrale di San Francesco Saverio ad Adelaide (Australia).

Nell'udienza concessa, il 2 gennaio scorso, al Cardinale James Francis Stafford, Penitenziere Maggiore, il Santo Padre Benedetto XVI ha disposto la concessione di speciali indulgenze agli ammalati "spinto da vivo desiderio che dalle infermità e dolori degli uomini, sopportati con rassegnazione e offerti all'Eterno Padre (...) provengano abbondanti frutti spirituali, e soprattutto sostenuto dalla speranza che siano promosse opere ed iniziative di cristiana pietà e di sociale solidarietà in favore degli infermi, in modo particolare verso quelli che, essendo affetti da qualche menomazione mentale, più facilmente sono emarginati dalla società e dalla propria famiglia".

Pertanto viene concessa l'Indulgenza plenaria "ai fedeli che, alle solite condizioni (Confessione sacramentale, Comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre) e con l'animo distaccato da qualsiasi peccato, l'11 febbraio prossimo parteciperanno devotamente, nella cattedrale di Adelaide o in qualsiasi altro luogo stabilito dall'Autorità ecclesiastica, a qualche sacra cerimonia celebrata per impetrare da Dio le finalità della 'Giornata Mondiale del Malato'".

"I fedeli che negli ospedali pubblici o in qualsivoglia casa privata assistono caritatevolmente come 'buoni Samaritani' gli ammalati, specialmente quelli che a causa di qualche menomazione mentale richiedono maggiore pazienza, diligenza e attenzione, e, a motivo del loro servizio non possono partecipare alla cerimonia sopra indicata, otterranno il medesimo dono dell'Indulgenza plenaria, se in quel giorno presteranno generosamente almeno per qualche ora la loro caritatevole assistenza agli ammalati come se lo facessero allo stesso Cristo Signore, avendo l'animo distaccato da ogni peccato e il proposito di adempiere, quando potranno, alle condizioni richieste per l'ottenimento dell'Indulgenza plenaria".

"I fedeli infine che per malattia, per età avanzata o per altra simile ragione, sono impediti dal prendere parte alla cerimonia sopra indicata, otterranno l'Indulgenza plenaria, purché, avendo l'animo distaccato da qualsiasi peccato e proponendosi di adempiere alle solite condizioni appena possibile, in quel giorno, unitamente al Santo Padre, partecipino spiritualmente con il desiderio alla suddetta celebrazione, preghino devotamente per tutti gli ammalati e offrano a Dio, attraverso la Vergine Maria, 'Salute degli Infermi', le loro sofferenze fisiche e spirituali".

"L'Indulgenza parziale" - si legge al termine del Decreto - "a tutti i fedeli, dal 9 all'11 del prossimo febbraio, ogniqualvolta, con cuore contrito, rivolgeranno a Dio misericordioso devote preghiere per implorare le suddette finalità in aiuto degli infermi".
PENT/INDULGENZE:MALATI/STAFFORD VIS 20060203 (450)

CONSACRATI: SEGNO PRESENZA REGNO DI DIO PER IL MONDO


CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, Festa della Presentazione del Signore e X Giornata della Vita Consacrata, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Celebrazione Eucaristica per i Membri degli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.

La Santa Messa è stata preceduta dalla liturgia della luce con l'accensione e la benedizione delle candele, seguita dalla processione fino all'Altare della Confessione.

Commentando nell'omelia i testi della liturgia di oggi, il Santo Padre ha affermato: "Portando il Figlio a Gerusalemme, la Vergine Madre lo offre a Dio come vero Agnello che toglie i peccati del mondo; lo porge a Simeone e ad Anna quale annuncio di redenzione; lo presenta a tutti come luce per un cammino sicuro sulla via della verità e dell'amore".

Nella festa della Presentazione del Signore, ha ricordato Papa Benedetto, la Chiesa celebra la Giornata della Vita Consacrata che è "un'opportuna occasione per lodare il Signore e ringraziarlo del dono inestimabile che la vita consacrata nelle sue differenti forme rappresenta; è al tempo stesso uno stimolo a promuovere in tutto il popolo di Dio la conoscenza e la stima per chi è totalmente consacrato a Dio".

"Come, infatti, la vita di Gesù" - ha proseguito il Pontefice - "nella sua obbedienza e dedizione al Padre, è parabola vivente del 'Dio con noi', così la concreta dedizione delle persone consacrate a Dio e ai fratelli diventa segno eloquente della presenza del Regno di Dio per il mondo di oggi".

"Il loro modo di vivere e di operare è in grado di manifestare senza attenuazioni la piena appartenenza all'unico Signore; la loro completa consegna nelle mani di Cristo e della Chiesa è un annuncio forte e chiaro della presenza di Dio in un linguaggio comprensibile anche ai nostri contemporanei".

Infine il Papa ha ribadito che: "È questo il primo servizio che la vita consacrata rende alla Chiesa e al mondo. All'interno del Popolo di Dio essi sono come sentinelle che scorgono e annunciano la vita nuova già presente nella storia".
HML/CONSACRATI/... VIS 20060203 (350)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Oscar Domingo Sarlinga, Vescovo di Zárate-Campana (superficie: 5.903; popolazione: 660.500; cattolici: 600.000; sacerdoti: 58; religiosi: 154; diaconi permanenti. 2), Argentina. Finora Ausiliare di Mercedes - Luján (Argentina), il Vescovo Sarlinga succede al Vescovo Rafael Eleuterio Rey, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Vescovo John Choi Young-su, Arcivescovo Coadiutore dell'Arcidiocesi di Daegu (superficie: 9.128; popolazione: 4.466.810; cattolici: 402.958; sacerdoti: 315; religiosi: 1.048), Corea. L'Arcivescovo Young-su è stato finora Ausiliare della medesima Arcidiocesi.
NER:RE:NEC/.../SARLINGA:REY:YOUNG-SU VIS 20060203 (120)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate sei Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Democratica del Congo, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Marcel Utembi Tapa, di Mahagi-Nioka.

- Il Vescovo Janvier Kataka Luvete, di Wamba.

- Il Vescovo Melchisedec Sikuli Paluku, di Butembo-Beni.

- Il Vescovo Théophile Kaboy Ruboneka, di Kasongo ed Amministratore Apostolico di Kindu.

- Il Vescovo Jean-Pierre Tafunga, S.D.B., di Uvira.

- Il Vescovo Dominique Kimpinde, di Kalemie-Kirungu.

Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/.../... VIS 20060203 (110)

giovedì 2 febbraio 2006

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 2 FEB. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Democratica del Congo, in visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Laurent Monsengwo Pasinya, di Kisangani.

- Il Vescovo Dieudonné Uringi Uuci, di Bunia.

- Il Vescovo Joseph Banga Bane, di Buta.

- Il Vescovo Richard Domba Mady, di Doruma-Dungu.

- Il Vescovo Camille Lembi Zaneli, di Isangi.

- Il Vescovo Julien Andavo Mbia, di Isiro-Niangara.

- La Signora Siba Nasser, Ambasciatrice della Repubblica Araba di Siria, in visita di congedo.
AL:AP/.../... VIS 20060202 (100)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 2 FEB. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare dell'Arcidiocesi di Detroit (Stati Uniti d'America), presentata dal Vescovo Thomas J. Gumbleton, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignor Anthony Chirayath, Vescovo di Sagar dei Siro-Malabaresi (superficie: 39.020; popolazione: 4.538.500; cattolici: 6.710; sacerdoti: 36; religiosi: 249; diaconi permanenti: 1), India. Il Vescovo eletto, al presente Capo Ufficio del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, è nato nel 1941 a Aranattukara (India), ed è stato ordinato sacerdote nel 1970. Succede al Vescovo Joseph Pastor Neelankavil, C.M.I., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Eparchia, presentata in conformità al canone 210, paragrafo 1, del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali.

- Ha nominato il Reverendo Peter Machado, Vescovo di Belgaum (superficie: 44.215; popolazione: 11.939.363; cattolici: 29.525; sacerdoti: 120; religiosi: 426), India. Il Vescovo eletto è nato a Honavar (India), nel 1954 ed è stato ordinato sacerdote nel 1978. È stato finora Parroco a Kone e Segretario Regionale della Commissione per i Laici a Bangalore.

- Ha nominato il Monsignore José Colin Mendoza Bagaforo, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Cotabato (superficie: 8.889; popolazione: 1.809.618; cattolici: 823.640; sacerdoti: 71; religiosi: 167), Filippine. Il Vescovo eletto è nato a Cotabato nel 1954 ed è stato ordinato sacerdote nel 1980. Dal 2004 è stato Vicario Generale della medesima Arcidiocesi.

- Ha nominato l'Arcivescovo Odon Marie Arsène Razanakolona, di Antananarivo (Madagascar), Membro del Consiglio Speciale per l'Africa della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi.
RE:NER:NEA:NA/.../... VIS 20060202 (260)

mercoledì 1 febbraio 2006

LA MISERICORDIA DI DIO È SUPERIORE A TUTTE LE SUE OPERE


CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2006 (VIS). Nella catechesi per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI con la partecipazione di 8.000 pellegrini, il Santo Padre Benedetto XVI ha commentato la prima parte del Salmo 144: "Lode alla Maestà divina".

Il Salmo - ha detto il Papa - è "una celebrazione intensa ed appassionata della regalità divina" che "è espressione del progetto salvifico di Dio. Egli non è indifferente riguardo alla storia umana, anzi ha nei suoi confronti il desiderio di attuare un disegno di armonia e di pace. A compiere questo piano è convocata anche l'intera umanità, perché aderisca alla volontà salvifica divina, una volontà che si estende a tutti gli 'uomini', a 'ogni generazione' e a 'tutti i secoli'. Un'azione universale, che strappa il male dal mondo e vi insedia la 'gloria' del Signore, ossia la sua presenza personale efficace e trascendente".

Nel Salmo 144, il Signore è "esaltato come un sovrano amoroso e tenero, preoccupato per tutte le sue creature" - ha ricordato il Santo Padre - "Noi non siamo in balia di forze oscure, né siamo solitari con la nostra libertà, bensì siamo affidati all'azione del Signore potente e amoroso, che ha nei nostri confronti un disegno, un 'regno' da instaurare. Questo 'regno' non è fatto di potenza e di dominio, di trionfo e di oppressione, come spesso accade per i regni terreni, ma è la sede di una manifestazione di pietà, di tenerezza, di bontà, di grazia, di giustizia, come si ribadisce a più riprese nel flusso dei versetti che contengono la lode. (...) Il Signore è 'lento all'ira e ricco di grazia'".

Benedetto XVI ha concluso la catechesi citando una frase del "Secondo discorso sul digiuno" di San Pietro Crisologo: "Grandi sono le opere del Signore. La sua misericordia è superiore a tutte le sue opere"

Al termine dell'Udienza, il Papa ha rivolto parole di saluto ai Dirigenti dell'Amministrazione Penitenziaria Italiana, dicendo loro: "La vostra presenza mi offre l'opportunità di richiamare i singoli e l'intera società al rispetto delle norme etiche e civili, che stanno alla base dell'umana convivenza".

Rivolgendosi ai pellegrini polacchi, il Papa ha ricordato la celebrazione, domani 2 febbraio, della Giornata della Vita Consacrata ed ha detto: "Ringraziamo Dio per le vocazioni religiose e chiediamo che sostenga con la grazia le sorelle e i fratelli che hanno scelto la castità, la povertà e l'obbedienza come cammino di santità".
AG/SALMO 144/... VIS 20060201 (410)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre José Luiz Ferreira Salles, C.Ss.R., Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Fortaleza (superficie: 14.813; popolazione: 3.400.657; cattolici: 2.406.000; sacerdoti: 291; 1.152), Brasile. Il Vescovo eletto, finora Formatore dei Novizi della Provincia Brasiliana della C.Ss.R. a Fortaleza, è nato nel 1957 a Itirapina (Brasile), ha emesso la professione perpetua ed è stato ordinato sacerdote nel 1985.
NEA/.../FERREIRA SALLES VIS 20060201 (70)

INTENZIONI APOSTOLATO PREGHIERA MESE DI FEBBRAIO

CITTA' DEL VATICANO, 2 GEN. 2006 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di febbraio è la seguente: "Perché la comunità internazionale sia sempre più consapevole dell'urgente dovere di porre fine al traffico di esseri umani".

L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perché nelle Missioni i fedeli laici avvertano la necessità di
servire il proprio Paese anche con un maggiore impegno nella vita politica e sociale".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/FEBBRAIO/… VIS 20060201 (80)

martedì 31 gennaio 2006

MESSAGGIO DEL PAPA PER LA QUARESIMA 2006

CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2006 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la Quaresima 2006, datato 20 settembre 2005, ed intitolato: "Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione".

Di seguito riportiamo la versione integrale del Documento:

"Carissimi fratelli e sorelle!"

"La Quaresima è il tempo privilegiato del pellegrinaggio interiore verso Colui che è la fonte della misericordia. È un pellegrinaggio in cui Lui stesso ci accompagna attraverso il deserto della nostra povertà, sostenendoci nel cammino verso la gioia intensa della Pasqua".

"Anche nella 'valle oscura' di cui parla il Salmista (Sal 23,4), mentre il tentatore ci suggerisce di disperarci o di riporre una speranza illusoria nell'opera delle nostre mani, Dio ci custodisce e ci sostiene. Sì, anche oggi il Signore ascolta il grido delle moltitudini affamate di gioia, di pace, di amore. Come in ogni epoca, esse si sentono abbandonate. Eppure, anche nella desolazione della miseria, della solitudine, della violenza e della fame, che colpiscono senza distinzione anziani, adulti e bambini, Dio non permette che il buio dell'orrore spadroneggi".

"Come infatti ha scritto il mio amato Predecessore Giovanni Paolo II, c'è un 'limite divino imposto al male', ed è la misericordia ("Memoria e identità", 29 ss). È in questa prospettiva che ho voluto porre all'inizio di questo Messaggio l'annotazione evangelica secondo cui 'Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione' (Mt 9,36)".

"In questa luce vorrei soffermarmi a riflettere su di una questione molto dibattuta tra i nostri contemporanei: la questione dello sviluppo. Anche oggi lo 'sguardo' commosso di Cristo non cessa di posarsi sugli uomini e sui popoli. Egli li guarda sapendo che il 'progetto' divino ne prevede la chiamata alla salvezza. Gesù conosce le insidie che si oppongono a tale progetto e si commuove per le folle: decide di difenderle dai lupi anche a prezzo della sua vita. Con quello sguardo Gesù abbraccia i singoli e le moltitudini e tutti consegna al Padre, offrendo se stesso in sacrificio di espiazione".

"Illuminata da questa verità pasquale, la Chiesa sa che, per promuovere un pieno sviluppo, è necessario che il nostro 'sguardo' sull'uomo si misuri su quello di Cristo. Infatti, in nessun modo è possibile separare la risposta ai bisogni materiali e sociali degli uomini dal soddisfacimento delle profonde necessità del loro cuore. Questo si deve sottolineare tanto maggiormente in questa nostra epoca di grandi trasformazioni, nella quale percepiamo in maniera sempre più viva e urgente la nostra responsabilità verso i poveri del mondo. Già il mio venerato Predecessore, il Papa Paolo VI, identificava con precisione i guasti del sottosviluppo come una sottrazione di umanità. In questo senso nell'Enciclica 'Populorum progressio' egli denunciava 'le carenze materiali di coloro che sono privati del minimo vitale, e le carenze morali di coloro che sono mutilati dall'egoismo… le strutture oppressive, sia che provengano dagli abusi del possesso che da quelli del potere, sia dallo sfruttamento dei lavoratori che dall'ingiustizia delle transazioni' (n. 21)".

"Come antidoto a tali mali Paolo VI suggeriva non soltanto 'l'accresciuta considerazione della dignità degli altri, l'orientarsi verso lo spirito di povertà, la cooperazione al bene comune, la volontà di pace', ma anche 'il riconoscimento da parte dell'uomo dei valori supremi e di Dio, che ne è la sorgente e il termine' (ibid.)".

"In questa linea il Papa non esitava a proporre 'soprattutto la fede, dono di Dio accolto dalla buona volontà dell'uomo, e l'unità nella carità di Cristo' (ibid.). Dunque, lo 'sguardo' di Cristo sulla folla, ci impone di affermare i veri contenuti di quell''umanesimo plenario' che, ancora secondo Paolo VI, consiste nello 'sviluppo di tutto l'uomo e di tutti gli uomini' (ibid., n. 42). Per questo il primo contributo che la Chiesa offre allo sviluppo dell'uomo e dei popoli non si sostanzia in mezzi materiali o in soluzioni tecniche, ma nell'annuncio della verità di Cristo che educa le coscienze e insegna l'autentica dignità della persona e del lavoro, promuovendo la formazione di una cultura che risponda veramente a tutte le domande dell'uomo".

"Dinanzi alle terribili sfide della povertà di tanta parte dell'umanità, l'indifferenza e la chiusura nel proprio egoismo si pongono in un contrasto intollerabile con lo 'sguardo' di Cristo. Il digiuno e l'elemosina, che, insieme con la preghiera, la Chiesa propone in modo speciale nel periodo della Quaresima, sono occasione propizia per conformarci a quello 'sguardo'. Gli esempi dei santi e le molte esperienze missionarie che caratterizzano la storia della Chiesa costituiscono indicazioni preziose sul modo migliore di sostenere lo sviluppo".

"Anche oggi, nel tempo della interdipendenza globale, si può constatare che nessun progetto economico, sociale o politico sostituisce quel dono di sé all'altro nel quale si esprime la carità. Chi opera secondo questa logica evangelica vive la fede come amicizia con il Dio incarnato e, come Lui, si fa carico dei bisogni materiali e spirituali del prossimo. Lo guarda come incommensurabile mistero, degno di infinita cura ed attenzione. Sa che chi non dà Dio dà troppo poco, come diceva la beata Teresa di Calcutta: 'La prima povertà dei popoli è di non conoscere Cristo'. Perciò occorre far trovare Dio nel volto misericordioso di Cristo: senza questa prospettiva, una civiltà non si costruisce su basi solide".

"Grazie a uomini e donne obbedienti allo Spirito Santo, nella Chiesa sono sorte molte opere di carità, volte a promuovere lo sviluppo: ospedali, università, scuole di formazione professionale, micro-imprese. Sono iniziative che, molto prima di altre espressioni della società civile, hanno dato prova della sincera preoccupazione per l'uomo da parte di persone mosse dal messaggio evangelico. Queste opere indicano una strada per guidare ancora oggi il mondo verso una globalizzazione che abbia al suo centro il vero bene dell'uomo e così conduca alla pace autentica".

"Con la stessa compassione di Gesù per le folle, la Chiesa sente anche oggi come proprio compito quello di chiedere a chi ha responsabilità politiche ed ha tra le mani le leve del potere economico e finanziario di promuovere uno sviluppo basato sul rispetto della dignità di ogni uomo. Un'importante verifica di questo sforzo sarà l'effettiva libertà religiosa, non intesa semplicemente come possibilità di annunciare e celebrare Cristo, ma anche di contribuire alla edificazione di un mondo animato dalla carità. In questo sforzo si iscrive pure l'effettiva considerazione del ruolo centrale che gli autentici valori religiosi svolgono nella vita dell'uomo, quale risposta ai suoi più profondi interrogativi e quale motivazione etica rispetto alle sue responsabilità personali e sociali. Sono questi i criteri in base ai quali i cristiani dovranno imparare anche a valutare con sapienza i programmi di chi li governa".

"Non possiamo nasconderci che errori sono stati compiuti nel corso della storia da molti che si professavano discepoli di Gesù. Non di rado, di fronte all'incombenza di problemi gravi, essi hanno pensato che si dovesse prima migliorare la terra e poi pensare al cielo. La tentazione è stata di ritenere che dinanzi ad urgenze pressanti si dovesse in primo luogo provvedere a cambiare le strutture esterne. Questo ebbe per alcuni come conseguenza la trasformazione del cristianesimo in un moralismo, la sostituzione del credere con il fare. A ragione, perciò, il mio Predecessore di venerata memoria, Giovanni Paolo II, osservava: 'La tentazione oggi è di ridurre il cristianesimo ad una sapienza meramente umana, quasi a una scienza del buon vivere. In un mondo fortemente secolarizzato è avvenuta una graduale secolarizzazione della salvezza, per cui ci si batte sì per l'uomo, ma per un uomo dimezzato. Noi invece sappiamo che Gesù è venuto a portare la salvezza integrale' (Enc. Redemptoris missio, 11)".

"È proprio a questa salvezza integrale che la Quaresima ci vuole condurre in vista della vittoria di Cristo su ogni male che opprime l'uomo. Nel volgerci al divino Maestro, nel convertirci a Lui, nello sperimentare la sua misericordia grazie al sacramento della Riconciliazione, scopriremo uno 'sguardo' che ci scruta nel profondo e può rianimare le folle e ciascuno di noi. Esso restituisce la fiducia a quanti non si chiudono nello scetticismo, aprendo di fronte a loro la prospettiva dell'eternità beata. Già nella storia, dunque, il Signore, anche quando l'odio sembra dominare, non fa mai mancare la testimonianza luminosa del suo amore. A Maria, 'di speranza fontana vivace' (Dante Alighieri, Paradiso, XXXIII, 12) affido il nostro cammino quaresimale, perché ci conduca al suo Figlio. A Lei affido in particolare le moltitudini che ancora oggi, provate dalla povertà, invocano aiuto, sostegno, comprensione. Con questi sentimenti a tutti imparto di cuore una speciale Benedizione Apostolica".
MESS/QUARESIMA 2006/... VIS 20060131 (1410)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Reverendo Clement Tirkey, finora Vicario Generale della Diocesi di Bagdogra (India), Vescovo della Diocesi di Jalpaiguri (superficie: 6.914; popolazione: 4.917.688; cattolici: 118.700; sacerdoti: 61; religiosi: 301), India. Il Vescovo eletto è nato nel 1947 nella Diocesi di Raigarh (India) ed è stato ordinato sacerdote nel 1978.

- Consultori della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede i Dottori Francesco Silvano, Walter M. Bonino e Antonio Chiminello.
NER:NA/.../... VIS 20060131 (90)

lunedì 30 gennaio 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 28 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha eretto di Diocesi di Nongstoin e Jowai (India), con territorio dismembrato dall'Arcidiocesi di Shillong, rendendole suffraganee della medesima Sede Metropolitana.

- Ha nominato il Reverendo Victor Lyngdoh, finora Parroco della Cattedrale di Shillong (India), Primo Vescovo di Nongstoin (superficie: 5.247; popolazione: 313.723; cattolici: 75.715; sacerdoti: 18: religiosi: 61), India. Il Vescovo eletto è nato nel 1956 a Wahlang (India) ed è stato ordinato sacerdote nel 1987.

- Ha nominato il Reverendo Vincent Kympat, Parroco e Direttore del "Laity Formation Centre" a Shillong (India), primo Vescovo di Jowai (superficie: superficie: 3.819; popolazione: 293.229; cattolici: 59.095; sacerdoti: 17; religiosi: 45), India. Il Vescovo eletto è nato a Mawsurong (India) nel 1946 ed è stato ordinato sacerdote nel 1977.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Évreux (Francia), presentata dal Vescovo Jacques David, per raggiunti limiti d'età. Gli succede il Vescovo Christian Nourrichard, finora Coadiutore della medesima Diocesi.

- Ha nominato il Padre Wojciech Giertych, O.P., che è Teologo della Casa Pontificia, Consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede.

- Ha nominato il Vescovo Vincenzo Apicella, finora Vescovo Ausiliare di Roma per il Settore Ovest della Diocesi, Vescovo della Diocesi Suburbicaria di Velletri-Segni (superficie: 397; popolazione: 122.690; cattolici: 119.690; sacerdoti: 96; religiosi: 270; diaconi permanenti: 12), Italia. Il Vescovo Apicella succede al Vescovo Andrea Maria Erba, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi.

- Ha nominato il Monsignore Benedetto Tuzia, finora Parroco della Parrocchia di San Roberto Bellarmino,Vescovo Ausiliare della Diocesi di Roma (superficie: 881; popolazione: 2.787.206; cattolici: 2.454.000; sacerdoti: 5.390; religiosi: 27.530; diaconi permanenti: 88), Italia. Il Vescovo eletto è nato a Subiaco (Italia) nel 1944 ed è stato ordinato sacerdote nel 1969.

- Ha nominato il Monsignore Paul Alois Lakra, Vescovo della Diocesi di Gumla (superficie: 5.316; popolazione: 901.217; cattolici: 150.296; sacerdoti: 122; religiosi: 277), India. Il Vescovo eletto è nato nel 1955 a Naditoli (India) ed è stato ordinato sacerdote nel 1993. É stato finora Amministratore Diocesano della medesima Diocesi.

- Ha nominato il Vescovo Rodrigo Aguilar Martínez, finora Vescovo di Matehuala (Messico), Vescovo di Tehuacán (superficie: 6.294; popolazione: 967.471; cattolici: 919.126; sacerdoti: 96; religiosi: 153), Messico.
RE:NA:NER:NEA:ECE/.../... VIS 20060130 (380)

NON DIMINUIRE ATTENZIONE PROBLEMA DELLA LEBBRA

CITTA' DEL VATICANO, 28 GEN. 2006 (VIS). "Signore, se vuoi, puoi guarirmi" è il tema della 53ma Giornata Mondiale della Lebbra 2006 che si tiene domenica 29 gennaio. Il Cardinale Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, ha redatto un Messaggio indirizzato ai Presidenti delle Conferenze Episcopali nazionali ed ai Vescovi incaricati della Pastorale della Salute.

"La Chiesa in questa Giornata" - scrive il Porporato - "desidera mettersi in ascolto delle tante persone che ancora nel mondo sono colpite dal morbo di Hansen (...) e vuole dare voce al loro grido di aiuto, perché tutti insieme ci sentiamo coinvolti con le diverse possibilità e responsabilità nell'impegno di offrire risposte concrete al bisogno di cura dei malati di lebbra".

Il Cardinale ricorda che i progressi scientifici e farmacologici consentono di disporre di cure terapeutiche efficaci per la guarigione della lebbra nei suoi primi stadi, però "rimangono ampie fasce di persone malate e vaste zone del mondo, che non usufruiscono ancora di queste possibilità di cura, per diverse cause".

Il Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute cita le statistiche dell'Organizzazione Mondiale della Salute secondo le quali nel 2005 i casi dichiarati di lebbra erano in Africa 47.596, in America 36.877, nel Sud-Est asiatico. 186.182, nel Mediterraneo Orientale 5.398 e nel Pacifico occidentale 10.010 e sottolinea che secondo alcuni dati si è constatato un regresso della malattia: dai 763.262 malati nel 2001 si è passati ai 407.791 nel 2004. "La giusta e condivisa soddisfazione per i risultati raggiunti (...) non deve significare un minore impegno o una dimenticanza dei bisogni permanenti, delle cause endemiche del morbo, dei pregiudizi ancora esistenti: (...) Una caduta di attenzione al problema sarebbe particolarmente dannosa proprio nel momento in cui (...) si potrebbe fare uno sforzo decisivo per tentare di debellare definitivamente e in ogni parte del mondo la malattia della lebbra".

Il Cardinale Lozano Barragán invita gli organismi nazionali ed internazionali, le organizzazioni non governative e le Chiese locali a coordinare i loro programmi "per rispondere meglio alle attuali necessità di prevenzione e di cura delle persone a rischio o già malate di lebbra". Inoltre rileva l'urgente necessità di preparare "gruppi di operatori socio-sanitari che siano in grado di agire nel territorio diagnosticando per tempo la presenza del morbo e di curarlo".

Infine il Cardinale esprime gratitudine per l'opera svolta dalle comunità cristiane e dei missionari e missionarie per "l'impegno profuso nella lotta contro la malattia (...) e nella cura amorevole delle persone che ne sono state colpite". Il Cardinale Lozano Barragán sottolinea come "da sempre, la Chiesa in tanti paesi del mondo si sia adoperata con totale dedizione per l'accoglienza, la cura e il reinserimento sociale del malati di lebbra" ed esorta domenica 29 gennaio a "'fare memoria', nella Celebrazione Eucaristica del Corpo Totale di Cristo presente in tante persone e in famiglie che ancora soffrono per la malattia della lebbra".
CON-AVA/GIORNATA LEBBRA/LOZANO BARRAGÁN VIS 20060130 (500)

PUNTO D'INCONTRO DIRITTO E PASTORALE: AMORE PER LA VERITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 28 GEN. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto il Decano, i Giudici, gli Officiali e collaboratori del Tribunale Apostolico della Rota Romana, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario.

Dell'immensa eredità che Giovanni Paolo II ha lasciato in materia di diritto canonico, Papa Benedetto XVI ha voluto segnalare l'Istruzione "Dignitas connubii" sulla procedura da seguire nelle cause di nullità matrimoniale. "Il maggior contributo di questa Istruzione, che auspico venga applicata integralmente dagli operatori dei tribunali ecclesiastici, consiste nell'indicare in che misura e modo devono essere applicate nelle cause di nullità matrimoniale le norme contenute nei canoni relativi al giudizio contenzioso ordinario, in osservanza delle norme speciali dettate per le cause sullo stato delle persone e per quelle di bene pubblico".

Il Papa ha ricordato che nel corso dell'Assemblea del Sinodo sull'Eucaristia nell'ottobre scorso, i Padri Sinodali hanno invitato i tribunali ecclesiastici ad adoperarsi "affinché i fedeli non canonicamente sposati possano al più presto regolarizzare la loro situazione matrimoniale e riaccostarsi al banchetto eucaristico. Dall'altra parte, invece, la legislazione canonica e la recente Istruzione sembrerebbero, invece, porre dei limiti a tale spinta pastorale, come se la preoccupazione principale fosse quella di espletare le formalità giuridiche previste, con il rischio di dimenticare la finalità pastorale del processo. Dietro a questa impostazione si cela una pretesa contrapposizione tra diritto e pastorale in genere".

"In questo primo incontro con voi" - ha proseguito il Pontefice - "preferisco concentrarmi piuttosto su ciò che rappresenta il fondamentale punto di incontro tra diritto e pastorale: l'amore per la verità" ed ha ribadito che "lo scopo del processo è la dichiarazione della verità da parte di un terzo imparziale, dopo che è stata offerta alle parti pari opportunità di addurre argomentazioni e prove entro un adeguato spazio di discussione.. (...) Ogni sistema processuale deve tendere, quindi, ad assicurare l'oggettività, la tempestività e l'efficacia delle decisioni dei giudici".

Il Papa ha successivamente affermato che: "I processi poi, possono vertere anche su materie che esulano dalla capacità di disporre delle parti, nella misura in cui interessano i diritti dell'intera comunità ecclesiale. Proprio in questo ambito si pone il processo dichiarativo della nullità di un matrimonio: il matrimonio infatti, nella sua duplica dimensione naturale e sacramentale, non è un bene disponibile da parte dei coniugi né, attesa la sua indole sociale e pubblica, è possibile ipotizzare una qualche forma di autodichiarazione".

Indicando che: "Nessun processo è a rigore contro l'altra parte, come se si trattasse di infliggerle un danno ingiusto", Papa Benedetto ha affermato: "L'oggetto del processo è invece dichiarare la verità circa la validità o l'invalidità di un concreto matrimonio, vale a dire circa una realtà che fonda l'istituto della famiglia e che interessa in massima misura la Chiesa e la società civile".

"Il criterio della ricerca della verità" - ha detto ancora Papa Benedetto - "come ci guida a comprendere la dialettica del processo, così può servirci per cogliere l'altro aspetto della questione: il suo valore pastorale, che non può essere separato dall'amore alla verità. Può avvenire infatti che la carità pastorale sia a volte contaminata da atteggiamenti compiacenti verso le persone. Questi atteggiamenti possono sembrare pastorali, ma in realtà non rispondono al bene delle persone e della stessa comunità ecclesiale".

"La verità cercata nei processi di nullità matrimoniale non è tuttavia una verità astratta, avulsa dal bene delle persone. È una verità che si integra nell'itinerario umano e cristiano di ogni fedele. È pertanto assai importante che la sua dichiarazione arrivi in tempi ragionevoli".

Il Papa ha ribadito l'obbligo grave "di rendere l'operato istituzionale della Chiesa nei tribunali sempre più vicino ai fedeli. Inoltre, la sensibilità pastorale deve portare a cercare di prevenire le nullità matrimoniali (...) e ad adoperarsi affinché i coniugi risolvano i loro eventuali problemi e trovino la via della riconciliazione".

"Mi auguro che queste riflessioni" - ha concluso il Santo Padre - "giovino a far comprendere meglio come l'amore alla verità raccordi l'istituzione del processo canonico di nullità matrimoniale con l'autentico senso pastorale che deve animare tali processi. In questa chiave di lettura, l'Istruzione 'Dignitas connubii' e le preoccupazioni emerse nell'ultimo Sinodo si rivelano del tutto convergenti".
AC/.../ROTA ROMANA VIS 20060130 (700)

SANTI: TESTIMONI PRIVILEGIATI DEL PRIMATO DELLA CARITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 29 GEN. 2006 (VIS). Tema centrale delle riflessioni del Papa prima della recita dell'Angelus con i fedeli riuniti in Piazza San Pietro, è stato il primato della carità ed i suoi testimoni privilegiati: i santi.

Papa Benedetto ha ricordato la Sua prima Enciclica "Deus caritas est", pubblicata mercoledì scorso, dove scrive che i santi "hanno fatto della loro esistenza, pur con mille diverse tonalità, un inno a Dio Amore". In particolare il Papa ha citato i santi commemorati in questi giorni, Santi molto differenti tra loro: "L'Apostolo Paolo con i discepoli Timoteo e Tito" che "appartengono agli inizi della Chiesa, e sono missionari della prima evangelizzazione; nel Medioevo, Tommaso d'Aquino è il modello del teologo cattolico, che incontra in Cristo la suprema sintesi della verità e dell'amore; nel Rinascimento, Angela Merici propone una via di santità anche per chi vive in ambito laico; nell'epoca moderna, Don Bosco, infiammato dalla carità di Gesù Buon Pastore, si prende cura dei ragazzi più disagiati".

"In verità, tutta la storia della Chiesa è storia di santità, animata dall'unico Amore che ha la sua fonte in Dio. Infatti, solo la carità soprannaturale, come quella che sgorga sempre nuova dal cuore di Cristo, può spiegare la prodigiosa fioritura, nel corso dei secoli, di ordini, Istituti religiosi maschili e femminili e di altre forme di vita consacrata".

Il Papa ha concluso le sue riflessioni ricordando che "la Chiesa celebra il prossimo 2 febbraio, festa della Presentazione del Signore al Tempio, la Giornata della Vita Consacrata. Nel pomeriggio, come amava fare Giovanni Paolo II, presiederò nella Basilica Vaticana la Santa Messa. (...) Ringrazieremo insieme Dio per il dono della vita consacrata e pregheremo affinché essa continui ad essere nel mondo segno eloquente del suo amore misericordioso".
ANG/SANTITÀ/... VIS 20060130 (310)

PREGHIERE MALATI DI LEBBRA E VITTIME INCIDENTE POLONIA

CITTA' DEL VATICANO, 29 GEN. 2006 (VIS). Al termine della recita dell'Angelus con le migliaia di persone convenute in Piazza San Pietro, il Papa ha ricordato che oggi si celebra la Giornata mondiale dei malati di lebbra ed ha rivolto un appello ai responsabili delle Nazioni "affinché uniscano gli sforzi per superare i gravi squilibri che ancora penalizzano larga parte dell'umanità".

Ricordando che la celebrazione della Giornata mondiale dei malati di lebbra fu iniziata più di cinquant'anni fa da Raoul Follereau e fu portata avanti "dalle associazioni che si ispirano alla sua opera umanitaria", il Papa ha rivolto un saluto speciale a quanti soffrono per questa malattia ed ha incoraggiato "i missionari, gli operatori sanitari e i volontari impegnati su questa frontiera di servizio all'uomo".

"La lebbra" - ha detto ancora il Papa - "è sintomo di un male più grave e più vasto, che è la miseria. Per questo, sulla scia dei miei Predecessori, rinnovo l'appello ai responsabili delle Nazioni, affinché uniscano gli sforzi per superare i gravi squilibri che ancora penalizzano larga parte dell'umanità".

Nel salutare i pellegrini polacchi, il Santo Padre ha fatto riferimento al "tragico incidente" avvenuto ieri sera a Katowice, costato la vita a numerose persone rimaste schiacciate dal crollo del tetto del padiglione del Centro Internazionale Fieristico dove si teneva una esibizione di piccioni viaggiatori. "Affido alla misericordia di Dio" - ha detto Papa Benedetto - "quanti sono scomparsi, mi unisco nello spirito ai loro famigliari e a coloro che sono rimasti feriti. A tutti imparto la mia cordiale benedizione".

Infine Papa Benedetto si è rivolto ai 5.000 ragazzi e ragazze dell'Azione Cattolica di Roma, radunati in Piazza San Pietro alla fine del "Mese della Pace". Poco prima di liberare con due rappresentanti due colombe, simbolo della pace, il Papa ha detto dalla finestra del suo studio: "So che vi siete proposti di 'allenarvi alla pace', guidati dal grande 'allenatore' che è Gesù. Per questo affido a voi dell'Azione Cattolica Ragazzi il compito che ho proposto a tutti nel Messaggio del 1° gennaio: 'imparate a dire e fare sempre la verità, così diventerete costruttori di pace".
ANG/LEBBRA:INCIDENTE:PACE/... VIS 20060130 (370)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 30 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Signor Dieter Althaus, Ministro Presidente dello Stato Libero di Thüringen, con la Consorte e Seguito.

- Il Cardinale Antonio María Rouco Varela, Arcivescovo di Madrid (Spagna).

- Il Cardinale Salvatore De Giorgi, Arcivescovo di Palermo (Italia).

Sabato 28 gennaio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Signor Karolos Papoulias, Presidente di Grecia, con la Consorte e Seguito.

- Il Monsignore Antoni Stankiewicz, Decano del Tribunale della Rota Romana.

Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/.../... VIS 20060130 (110)

venerdì 27 gennaio 2006

RICERCA DELLA VERITÀ CONDIZIONE DI UNA DEMOCRAZIA REALE

CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto il Presidente ed un gruppo di dirigenti delle Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani (A.C.L.I.), in occasione del 60° anniversario di fondazione.

Nel suo discorso il Santo Padre ha ricordato: le tre "consegne" o "fedeltà", che storicamente vi siete impegnati ad incarnare nella vostra multiforme attività". La prima è la "fedeltà ai lavoratori. È la persona 'il metro della dignità del lavoro'. Per questo il Magistero ha sempre richiamato la dimensione umana dell'attività lavorativa (...), senza dimenticare che il coronamento dell'insegnamento biblico sul lavoro è il comandamento del riposo. Esigere dunque che la domenica non venga omologata a tutti gli altri giorni della settimana è una scelta di civiltà".

"Dal primato della valenza etica del lavoro umano" - ha proseguito il Pontefice - "derivano ulteriori priorità: quella dell'uomo sullo stesso lavoro, del lavoro sul capitale, della destinazione universale dei beni sul diritto alla proprietà privata: insomma la priorità dell'essere sull'avere".

Sottolineando che nel nostro tempo la scienza e la tecnica "offrono possibilità straordinarie per migliorare l'esistenza di tutti", Papa Benedetto ha affermato che "un uso distorto di questo potere può provocare gravi e irreparabili minacce per il destino della vita stessa".

"La tutela della vita dal concepimento al suo termine naturale, e ovunque questa sia minacciata, offesa o calpestata, è il primo dovere in cui si esprime un'autentica etica della responsabilità, che si estende coerentemente a tutte le altre forme di povertà, di ingiustizia e di esclusione".

"La seconda consegna (...) è la fedeltà alla democrazia, che sola può garantire l'uguaglianza e i diritti per tutti. (...) La giustizia è il banco di prova di un'autentica democrazia. Ciò posto, non va dimenticato che la ricerca della verità costituisce al contempo la condizione di possibilità di una democrazia reale e non apparente: 'Una democrazia senza valori si converte facilmente in un totalitarismo aperto oppure subdolo, come dimostra la storia'" - ha detto Papa Benedetto citando l'Enciclica di Giovanni Paolo II "Centesimus annus":

"La terza consegna" - ha detto ancora il Santo Padre - "è la fedeltà alla Chiesa. Solo un'adesione cordiale ed appassionata al cammino ecclesiale garantirà quella necessaria identità che sa farsi presente in ogni ambito della società e del mondo, senza perdere il sapore e il profumo del Vangelo".

"Da laici e lavoratori cristiani associati" - ha concluso il Papa - "curate sempre la formazione dei vostri soci e dirigenti, nella prospettiva del peculiare servizio a cui siete chiamati. Come testimoni del Vangelo e tessitori di legami fraterni, siate coraggiosamente presenti negli ambiti cruciali della vita sociale".
AC/LAVORO/ACLI VIS 20060127 (440)

SIATE SEGNI PROFETICI UMANITÀ LIBERATA RANCORE E PAURA

CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano i Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Democratica del Congo al termine della Visita "ad Limina Apostolorum".

Nel suo discorso il Papa ha ricordato "le profonde cicatrici che hanno lasciato nella memoria del popolo" i sanguinosi conflitti che il Paese ha vissuto negli ultimi anni ed ha lodato l'opera dei Vescovi congolesi che "hanno chiamato i responsabili locali a dar prova di responsabilità e coraggio affinché le popolazioni vivano nella pace e nella sicurezza". Il Papa ha incoraggiato la Conferenza Episcopale a "rimanere vigile per accompagnare il progresso in corso" nel processo di pacificazione del Paese.

Papa Benedetto XVI ha citato numerose volte l'Esortazione Apostolica post-sinodale "Ecclesia in Africa", della quale nel 2005 ricorreva il decimo anniversario di pubblicazione ed ha affermato: "Nel convocare l'Assemblea Sinodale Papa Giovanni Paolo II intendeva promuovere una solidarietà pastorale organica nel continente africano, affinché la Chiesa trasmettesse un messaggio di fede, di speranza e di carità credibile a tutti gli uomini di buona volontà, per un nuovo slancio missionario delle Chiese particolari. Mentre alcune Diocesi celebrano i cento anni di evangelizzazione, auspico che ciascuno di voi profitti per fare il punto sulla questione centrale della diffusione del Vangelo e ne tragga le conseguenze pastorali per la vita delle comunità locali affinché l'ardore apostolico dei pastori e dei fedeli sia rinnovato e la ricostruzione morale, spirituale e materiale unisca le comunità in una sola famiglia, segno di fraternità per i vostri contemporanei".

"Voi sottolineate" - ha proseguito il Pontefice - "la necessità di lavorare ad una evangelizzazione in profondità dei fedeli. Le comunità ecclesiali vive presenti in tutti i punti delle vostre Diocesi, ben riflettono questa evangelizzazione di vicinanza che rende i fedeli più adulti nella loro fede, in uno spirito di fraternità evangelica che stimola tutti a riflettere insieme sui diversi aspetti della vita ecclesiale. Queste comunità costituiscono così un prezioso baluardo contro l'offensiva delle sette che sfruttano la credulità dei fedeli fuorviandoli, proponendo una falsa visione della salvezza e del Vangelo ed una morale accomodante".

Benedetto XVI ha insistito sulla necessità della "formazione permanente dei responsabili di queste comunità, specialmente i catechisti" ed ha esortato i Presuli a dedicare le loro cure affinché "le Comunità ecclesiali vive siano veramente missionarie, desiderose non solo di accogliere il Vangelo di Cristo ma anche siano pronte a rendere testimonianza ai fratelli. (...) In questi tempi particolarmente decisivi per la vita del vostro paese, ricordate ugualmente ai fedeli laici l'urgenza d'assumere il rinnovamento dell'ordine temporale, chiamandoli ad 'esercitare sul tessuto sociale un influsso volto a trasformare non soltanto le mentalità, ma le stesse strutture della società in modo che vi si rispecchino meglio i disegni di Dio sulla famiglia umana".

Il Papa ha quindi salutato tutti i sacerdoti, i religiosi e le religiose che operano nel continente africano ed ha detto: "Conosco le condizioni difficili nelle quali molti di loro esercitano la loro missione e li ringrazio per il loro servizio spesso eroico". In merito Benedetto XVI ha invitato i Presuli ad esortare i sacerdoti "all'eccellenza nella vita spirituale e morale, ricordando loro il legame unico che associa i sacerdoti a Cristo, dei quali il celibato sacerdotale, vissuto nella perfetta castità, manifesta la profondità e il carattere vitale".

"Vi incoraggio inoltre" - ha proseguito il Pontefice - "a sviluppare sempre i legami di comunione nel vostro presbiterio diocesano. Come precisate nei vostri rapporti quinquennali, la permanenza dei conflitti ha talvolta negativamente influito sull'unità di tale presbiterio, favorendo lo sviluppo del tribalismo e di lotte di potere nefaste per l'edificazione del Corpo di Cristo, fonte di confusione per i fedeli".

"Esorto ciascuno a ritrovare la profonda fraternità sacerdotale che è propria dei ministri ordinati" - ha detto ancora il Santo Padre invitando i Vescovi ad incoraggiare i sacerdoti "ad esercitarsi reciprocamente alla carità fraterna, proponendo loro in particolare certe forme di vita comunitaria, per aiutarli a crescere insieme in santità nella fedeltà alla loro vocazione e alla loro missione, in piena comunione con voi".

"Al termine del nostro incontro, vi invito alla speranza. Da più di un secolo la Buona Novella è annunciata nella vostra terra. (...) Che le vostre comunità, incoraggiate dai testimoni della fede nel vostro Paese, in particolare la Beata Marie-Clémentine Anuarite Nengapeta ed il Beato Isidore Bakanja, siano segni profetici di un'umanità rinnovata dal Cristo, umanità liberata dal rancore e dalla paura".
AL/REPUBBLICA DEMOCRATICA CONGO/... VIS 20060127 (760)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato l'Arcivescovo Marco Dino Brogi, che è Nunzio Apostolico, Consultore della Segreteria di Stato - Sezione per i Rapporti con gli Stati.
NA/.../BROGI VIS 20060127 (40)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Cardinale Marc Ouellet, Arcivescovo di Québec (Canada).

Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva l'Arcivescovo Angelo Amato, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/.../... VIS 20060127 (50)

giovedì 26 gennaio 2006

VIAGGIO DEL CARDINALE KASPER IN ARMENIA E GEORGIA

CITTA' DEL VATICANO, 26 GEN. 2006 (VIS). Dal 26 al 30 gennaio si terrà in Armenia, presso il Catholicossato di Etchmiadzin, la terza riunione della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e le Chiese orientali ortodosse. Istituita nel 2003, la Commissione mista ha tenuto due riunioni, la prima a Il Cairo (Egitto) nel 2004 e la seconda a Roma nel 2005.

Alla riunione, convocata dal Catholicos di tutti gli Armeni, Sua Santità Karekin II, assisteranno due Delegazioni - cattolica ed ortodossa - la prima guidata dal Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e la seconda dal Metropolita Amba Bishoy della Chiesa Copto-Ortodossa.

Un Comunicato reso pubblico oggi precisa che nel programma della riunione figurano "tre temi di studio e di dialogo correlati con il tema centrale della Chiesa come comunione: i Vescovi nella successione apostolica; il rapporto tra primato e sinodalità/collegialità; il funzionamento e l'importanza ecclesiologica dei sinodi a livello locale e ecumenico".

Inoltre dal 31 gennaio al 4 febbraio, il Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani si recherà in visita in Georgia, accompagnato dal Padre Jozef M. Maj, S.J., Officiale della Sezione Orientale del medesimo Pontificio Consiglio.

Obiettivo della visita, la prima che un Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani compie in Georgia nel corso degli ultimi quindici anni, risponde all'invito del Vescovo Giuseppe Pasotto, Amministratore Apostolico del Caucaso dei Latini, di visitare la comunità cattolica locale e di rendere una visita ufficiale a Sua Santità Ilia II, Catholicos Patriarca di tutta la Georgia e Primate della Chiesa ortodossa di Georgia.

Oltre a tenere una conferenza sul tema "I rapporti tra la Chiesa cattolica e l'ortodossia", il Cardinale Kasper presiederà una Santa Messa, il 2 febbraio, Festa della Presentazione del Signore, con la partecipazione del clero e dei fedeli del luogo e prenderà parte anche ad una preghiera ecumenica nella Cattedrale della Chiesa Apostolica Armena a Tbilisi (Georgia). Il Comunicato rende noto infine che il Cardinale si recherà in visita all'Accademia Ecclesiastica e ai santuari e luoghi di vita monastica più significativi della Chiesa Ortodossa.
CON-UC/VISITA ARMENIA:GEORGIA/KASPER VIS 20060126 (360)
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