CITTA' DEL VATICANO, 8 GEN. 2006 (VIS). Oggi, festa del Battesimo del Signore, seguendo una consuetudine inaugurata dal Suo Predecessore, il Santo Padre Benedetto XVI ha amministrato, nella Cappella Sistina, il sacramento del Battesimo a dieci neonati.
Nell'omelia, pronunciata a braccio, rivolgendosi ai genitori, ai padrini e alle madrine dei cinque neonati e delle cinque neonate, tutti italiani, il Papa ha detto che nel ricevere questo sacramento i piccoli "entrano a far parte di una cerchia di amici che non li abbandonerà mai nella vita e nella morte. E questa cerchia di amici è la famiglia di Dio, che porta in sé la promessa dell'eternità".
Il Santo Padre ha detto che: "per essere coerenti con il Battesimo nel contesto attuale occorre dire "sì" a Cristo, alla vita e "no" al male e alla morte. "Nel nostro tempo è necessario un 'no' alla cultura ampiamente dominante della morte. Un'anticultura che si mostra per esempio nella fuga, nella droga, nella fuga dal reale, nell'illusorio, nella felicità falsa che si mostra nella menzogna, nella truffa, nell'ingiustizia, nel disprezzo dell'altro, della solidarietà, della responsabilità per i poveri e per i sofferenti".
Questa cultura della morte, ha detto ancora Papa Benedetto "si mostra in una sessualità che diventa puro divertimento senza responsabilità, che diventa una 'cosificazione' dell'uomo, che non è più una persona, ma diventa una merce, una cosa pura".
"A questa vita apparente che in realtà è solo strumento della morte, a questa cultura diciamo 'no' per coltivare la cultura della vita'. Quello dei battesimi di oggi, è un grande sì alla vita, il sì a Cristo, il sì al vincitore della morte".
Benedetto XVI ha affermato che il "sì" alla cultura della vita si pronuncia con fedeltà ai dieci comandamenti "che non sono delle proibizioni ma sono una visione di vita: sono un sì alla vita. Sono un 'sì' a un Dio che dà senso al vivere (i tre primi comandamenti), 'sì' alla famiglia (quarto comandamento); 'sì' alla vita (quinto comandamento); 'sì' all'amore responsabile (sesto comandamento); 'sì' alla solidarietà, alla responsabilità sociale, alla giustizia (settimo comandamento); 'sì' alla verità (ottavo comandamento); 'sì' al rispetto dell'altro e di ciò che gli è proprio (nono e decimo comandamento). Questa è la filosofia della vita, è la cultura della vita, che diviene concreta e praticabile e bella nella comunione con Cristo".
HML/BATTESIMO/CAPPELLA SISTINA VIS 20060109 (400)
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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana... [+]
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lunedì 9 gennaio 2006
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 7 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:
- Il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/.../... VIS 20060109 (60)
- Il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/.../... VIS 20060109 (60)
RISULTATI SIGNIFICATIVI DIALOGO CATTOLICI E RIFORMATI
CITTA' DEL VATICANO, 7 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in Vaticano una Delegazione dell'Alleanza Mondiale delle Chiese Riformate presieduta dal Reverendo Clifton Kirkpatrick.
Nel suo discorso, Papa Benedetto XVI, ricordando con gratitudine la presenza dei Rappresentanti dell'Alleanza Mondiale ai funerali di Giovanni Paolo II e alla cerimonia di inaugurazione del suo ministero petrino, ha affermato: "Mi rallegra constatare in questi segni di rispetto e di amicizia reciproca un risultato provvidenziale del dialogo fraterno e della cooperazione intrapresa negli ultimi quaranta anni, e un segno di certa speranza per il futuro".
Successivamente Papa Benedetto XVI ha fatto riferimento al 40° anniversario della chiusura del Concilio Vaticano II che promulgò il decreto sull'Ecumenismo "Unitatis Redintegratio" e ha affermato che: "il dialogo fra cattolici e riformati, che si instaurò a partire da quel momento, ha reso un importante contributo all'opera esigente della riflessione teologica e della ricerca storica indispensabili per superare le tragiche divisioni che sorsero fra i cristiani nel sedicesimo secolo".
Fra i risultati di tale dialogo il Papa ha citato le significative aree di convergenza fra la comprensione riformata della Chiesa come 'Creatura Verbi' e la comprensione cattolica della Chiesa come l'originario Sacramento della grazia di Dio dispensata generosamente in Cristo. (...) Il Decreto sull'Ecumenismo ha ribadito che 'non ci può essere ecumenismo degno del nome senza una conversione interiore".
"All'inizio del mio Pontificato" - ha detto il Santo Padre - "ho espresso la mia convinzione che 'la conversione interiore è il prerequisito di ogni progresso ecumenico' ed ho ricordato l'esempio del mio Predecessore Papa Giovanni Paolo II che spesso parlò della necessità di una 'purificazione della memoria' come mezzo per aprire i nostri cuori a ricevere la piena verità di Cristo. Il compianto Pontefice (...) diede un potente impulso a questo intendimento della Chiesa Cattolica e mi rallegro nell'apprendere che diverse Chiese riformate membri dell'Alleanza Mondiale abbiano intrapreso simili iniziative".
Papa Benedetto XVI ha concluso il suo discorso ricordando che la via del dialogo "esige saggezza, umiltà, studio e pazienti interscambi. Che possiamo ripartire con rinnovata fiducia, in obbedienza al Vangelo e con la nostra speranza fermamente riposta nella preghiera di Cristo per la sua Chiesa".
AC/ALLEANZA CHIESE RIFORMATE/KIRKPATRICK VIS 20060109 (370)
Nel suo discorso, Papa Benedetto XVI, ricordando con gratitudine la presenza dei Rappresentanti dell'Alleanza Mondiale ai funerali di Giovanni Paolo II e alla cerimonia di inaugurazione del suo ministero petrino, ha affermato: "Mi rallegra constatare in questi segni di rispetto e di amicizia reciproca un risultato provvidenziale del dialogo fraterno e della cooperazione intrapresa negli ultimi quaranta anni, e un segno di certa speranza per il futuro".
Successivamente Papa Benedetto XVI ha fatto riferimento al 40° anniversario della chiusura del Concilio Vaticano II che promulgò il decreto sull'Ecumenismo "Unitatis Redintegratio" e ha affermato che: "il dialogo fra cattolici e riformati, che si instaurò a partire da quel momento, ha reso un importante contributo all'opera esigente della riflessione teologica e della ricerca storica indispensabili per superare le tragiche divisioni che sorsero fra i cristiani nel sedicesimo secolo".
Fra i risultati di tale dialogo il Papa ha citato le significative aree di convergenza fra la comprensione riformata della Chiesa come 'Creatura Verbi' e la comprensione cattolica della Chiesa come l'originario Sacramento della grazia di Dio dispensata generosamente in Cristo. (...) Il Decreto sull'Ecumenismo ha ribadito che 'non ci può essere ecumenismo degno del nome senza una conversione interiore".
"All'inizio del mio Pontificato" - ha detto il Santo Padre - "ho espresso la mia convinzione che 'la conversione interiore è il prerequisito di ogni progresso ecumenico' ed ho ricordato l'esempio del mio Predecessore Papa Giovanni Paolo II che spesso parlò della necessità di una 'purificazione della memoria' come mezzo per aprire i nostri cuori a ricevere la piena verità di Cristo. Il compianto Pontefice (...) diede un potente impulso a questo intendimento della Chiesa Cattolica e mi rallegro nell'apprendere che diverse Chiese riformate membri dell'Alleanza Mondiale abbiano intrapreso simili iniziative".
Papa Benedetto XVI ha concluso il suo discorso ricordando che la via del dialogo "esige saggezza, umiltà, studio e pazienti interscambi. Che possiamo ripartire con rinnovata fiducia, in obbedienza al Vangelo e con la nostra speranza fermamente riposta nella preghiera di Cristo per la sua Chiesa".
AC/ALLEANZA CHIESE RIFORMATE/KIRKPATRICK VIS 20060109 (370)
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Dialogo interreligioso/Ecumenismo
LA VERITÀ PUÒ ESSERE RAGGIUNTA SOLO NELLA LIBERTÀ
CITTA' DEL VATICANO, 9 GEN. 2006 (VIS). Questa mattina, nella Sala Regia del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre ha ricevuto in udienza i membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede per il tradizionale scambio di auguri per il Nuovo Anno.
Di seguito riportiamo alcuni estratti del discorso del Papa, pronunciato in lingua francese e che è stato tradotto in lingua spagnola, inglese e italiana:
Il Papa inizia il suo discorso rivolgendo agli Ambasciatori, ai popoli e ai governi che rappresentano il suo augurio di "gioia cristiana". "Sia essa" - scrive il Pontefice - "la gioia dell'universale fratellanza portata da Cristo, una gioia ricca dei veri valori ed aperta alla generosa condivisione. Essa vi accompagni e cresca in ogni giorno dell'anno che da poco si è aperto".
"Ci sentiamo così uniti come in una comune missione, che ci pone sempre di fronte a nuove formidabili sfide. Noi le affrontiamo tuttavia con fiducia, nella volontà di sostenerci a vicenda - ciascuno secondo il compito suo proprio - verso grandi finalità comuni".
"Ho detto 'nostra comune missione'. E qual è essa, se non quella della pace? (...) La pace - lo constatiamo con dolore - resta in molte parti del mondo impedita o ferita o minacciata. Qual è la via verso la pace?".
"Guardando alla situazione del mondo di oggi, in cui accanto a funesti scenari di conflitti bellici, aperti o latenti, o solo apparentemente sopiti, si può - grazie a Dio - rilevare uno sforzo coraggioso e tenace da parte di tanti uomini e di tante istituzioni in favore della pace, vorrei, quasi a fraterno incoraggiamento, proporre qualche riflessione, che enucleo in alcuni semplici enunciati".
"Il primo: l'impegno per la verità è l'anima della giustizia. Chi è impegnato per la verità non può non rifiutare la legge del più forte, che vive di menzogna e che - a livello nazionale ed internazionale - ha tante volte segnato di tragedie la storia dell'uomo".
"Sistemi politici del passato, ma non solo del passato, ne sono un'amara esemplificazione. Sul versante opposto si collocano la verità e la veracità, che portano all'incontro, al suo riconoscimento ed all'intesa".
"La vostra esperienza di diplomatici non può confermare che, anche nei rapporti internazionali, la ricerca della verità riesce ad individuare le diversità fin nelle più sottili sfumature, e le relative esigenze, e per ciò stesso anche i limiti da rispettare e da non oltrepassare, nella tutela di ogni legittimo interesse delle parti. (...) E quando questi aspetti, distinti e complementari - la diversità e l'uguaglianza - sono conosciuti e riconosciuti, allora i problemi possono risolversi ed i dissidi ricomporsi secondo giustizia, e sono possibili intese profonde e durevoli, mentre quando uno di essi viene misconosciuto o non tenuto nel debito conto, è allora che subentra l'incomprensione, lo scontro, la tentazione della violenza e della sopraffazione".
"Quasi con evidenza esemplare tali considerazioni mi sembrano applicabili in quel punto nevralgico della scena mondiale, che resta la Terra Santa. In essa lo Stato di Israele deve poter sussistere pacificamente in conformità alle norme del diritto internazionale; in essa, parimenti, il Popolo palestinese deve poter sviluppare serenamente le proprie istituzioni democratiche per un avvenire libero e prospero".
"Il pericolo è reso più acuto dal terrorismo organizzato, che si estende ormai a livello planetario. Numerose e complesse ne sono le cause, non ultime quelle ideologico-politiche, commiste ad aberranti concezioni religiose. Il terrorismo non esita a colpire persone inermi, senza alcuna distinzione, o a porre in essere ricatti disumani, inducendo nel panico intere popolazioni, al fine di costringere i responsabili politici ad assecondare i disegni dei terroristi stessi. Nessuna circostanza vale a giustificare tale attività criminosa, che copre di infamia chi la compie, e che è tanto più deprecabile quando si fa scudo di una religione, abbassando così la pura verità di Dio alla misura della propria cecità e perversione morale".
"L'impegno per la verità da parte delle Diplomazie, sia a livello bilaterale che plurilaterale, può dare un contributo essenziale, perché le innegabili diversità che caratterizzano popoli di differenti parti del mondo e le loro culture possano ricomporsi non solo in una coesistenza tollerante, ma in un più alto e più ricco disegno di umanità. In secoli passati gli scambi culturali (...) hanno fecondato la cultura e favorito le scienze e le civiltà. Così oggi dovrebbe essere di nuovo, ed in maggior misura, essendo di fatto le possibilità di scambio e di reciproca comprensione assai più favorevoli. Per questo ciò che oggi si richiede è, anzitutto, che si tolga ogni ostacolo all'accesso all'informazione a mezzo della stampa e dei moderni mezzi informatici, ed, inoltre, che si intensifichino gli scambi di docenti e di studenti tra le discipline umanistiche delle università delle diverse regioni culturali".
"Il secondo enunciato che vorrei proporre suona: l'impegno per la verità dà fondamento e vigore al diritto di libertà. (...) Ma la verità può essere raggiunta solo nella libertà. Ciò vale per tutte le verità, come appare dalla storia delle scienze; ma è vero in maniera eminente per le verità in cui è in giuoco l'uomo stesso in quanto tale, le verità dello spirito: quelle che riguardano il bene ed il male, le grandi mete e prospettive di vita, il rapporto con Dio. Perché essere non si possono attingere senza che ne derivino profondi riflessi sulla conduzione della propria vita. Ed una volta liberamente fatte proprie, hanno poi bisogno di spazi di libertà per poter essere vissute secondo tutte le dimensioni della vita umana".
"È qui che si inserisce naturalmente l'attività di ogni Stato, così come l'attività diplomatica inter-statale. Negli odierni sviluppi del diritto internazionale si avverte con crescente sensibilità che nessun Governo può dispensarsi dal compito di garantire ai propri cittadini adeguate condizioni di libertà, senza pregiudicare per ciò stesso la propria credibilità come interlocutore nelle questioni internazionali. E ciò è giusto: perché nella tutela dei diritti inerenti alla persona in quanto tale, internazionalmente garantiti, non si può non riservare una valutazione prioritaria allo spazio dato ai diritti di libertà all'interno dei singoli Stati, sia nella vita pubblica come in quella privata, sia nei rapporti economici come in quelli politici, in quelli culturali come in quelli religiosi".
"A questo proposito vi è ben noto, Signore e Signori Ambasciatori, come l'attività della diplomazia della Santa Sede sia per natura sua rivolta a promuovere, tra i vari ambiti in cui la libertà deve realizzarsi, l'aspetto della libertà di religione. Purtroppo in alcuni Stati, anche tra quelli che pure possono vantare tradizioni culturali plurisecolari, essa, lungi dall'essere garantita, è anzi gravemente violata, in particolare nei confronti delle minoranze. In merito vorrei solo ricordare quanto stabilito con grande chiarezza nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo".
"I diritti fondamentali dell'uomo sono i medesimo sotto tutte le latitudini; e tra di essi un posto di primo piano deve essere riconosciuto al diritto di libertà di religione, perché riguarda il rapporto umano più importante, il rapporto con Dio. A tutti i responsabili della vita delle Nazioni vorrei dire: se non temete la verità, non potete temere la libertà! La Santa Sede, nel chiedere per la Chiesa Cattolica, ovunque, condizioni di vera libertà, le chiede parimenti per tutti".
"Vorrei venire ad un terzo enunciato: l'impegno per la verità apre la via al perdono ed alla riconciliazione. Alla necessaria connessione tra l'impegno per la verità e la pace si solleva un'obiezione: le convinzioni diverse sulla verità danno luogo a tensioni, ad incomprensioni, a dispute, tanto più forti quanto più profonde sono le convinzioni stesse. Nel corso della storia esse hanno dato luogo anche a violente contrapposizioni, a conflitti sociali e politici e addirittura a guerre di religione. È vero, e non lo si può negare; ma ciò è sempre avvenuto per una serie di cause concomitanti, poco o nulla venti a che fare con la verità e la religione (...). Per quanto poi riguarda specificamente la Chiesa Cattolica, in quanto anche da parte di suoi membri e di sue istituzioni sono stati compiti gravi errori in passato, essa li condanna, e non ha esitato a chieder perdono. Lo esige l'impegno per la verità".
"La richiesta di perdono e la concessione del perdono, parimenti dovuta - perché per tutti vale il monito di Nostro Signore: chi è senza peccato scagli la prima pietra! - sono elementi indispensabili per la pace. (...) Non posso non ricordare le parole luminose di Giovanni Paolo II: 'Non c'è pace senza giustizia, non c'è giustizia senza perdono'. Io le ripeto, umilmente e con profondo amore, ai responsabili delle Nazioni, in particolare di quelle dove più brucianti sono le ferite fisiche e morali dei conflitti e più impellente il bisogno di pace".
"Il pensiero va spontaneamente alla terra dove è nato Gesù Cristo, il Principe della Pace, che per tutti ha avuto parole di pace e di perdono, va al Libano, la cui popolazione deve ritrovare, anche con il sostegno della solidarietà internazionale, la sua vocazione storica alla collaborazione sincera e fruttuosa tra le comunità di diversa fede; e va a tutto il Medio Oriente, in particolare all'Iraq, culla di grandi civiltà, in questi anno quotidianamente funestato da sanguinosi atti terroristici".
"Esso va all'Africa, e soprattutto a Paesi della Regione dei Grandi laghi, dove ancora si sentono le tragiche conseguenze delle guerre fratricide degli anni passati; va alle inermi popolazioni del Darfur, colpite da esecrabile ferocia, con pericolose ripercussioni internazionali; fa a tante altre terre, in diverse parti del mondo, che sono teatro di cruenti contese".
"Tra i grandi compiti della diplomazia deve essere sicuramente annoverato quello di far comprendere a tutte le parti in conflitto che, se sono amanti della verità, non possono non riconoscere gli errori - e non solo quelli degli altri - né possono rifiutare di aprirsi al perdono, richiesto e concesso. (...) Il sangue versato non grida vendetta, ma invoca rispetto della vita, e pace! A questa fondamentale esigenza dell'umanità possa la 'Peacebuilding Commission', recentemente istituita dall'O.N.U., rispondere efficacemente con volenterosa cooperazione da parte di tutti".
"Un ultimo enunciato vorrei proporvi, Signore e Signori Ambasciatori: l'impegno per la pace apre a nuove speranze. È quasi una logica conclusione di quanto ho cercato di illustrare finora. Perché l'uomo è capace di verità! Lo è sui grandi problemi dell'essere, come sui grandi problemi dell'agire: nella sfera individuale e nei rapporti sociali, a livello di un popolo come dell'umanità intera".
"La pace, alla quale tale suo impegno può e deve portarlo, non è solo il silenzio delle armi; è, ben più, una pace, che favorisce il formarsi di nuovi dinamismi nei rapporti internazionali, dinamismi che a loro volta si trasformano in fattori di mantenimento della pace stessa. Ed essi sono tali solo se rispondenti alla verità dell'uomo e della sua dignità. E per questo non si può dire pace, là dove l'uomo non ha nemmeno l'indispensabile per vivere in dignità".
"Penso qui alle turbe sterminate di popolazioni che soffrono la fame. Non è pace, la loro, anche se non sono in guerra: della guerra, anzi esse sono vittime inermi. Alla mente si affacciano spontaneamente anche le immagini sconvolgenti dei grandi campi di profughi o di rifugiati - in diverse parti del mondo - raccolti in condizioni di fortuna, per scampare a sorte peggiore, ma di tutto bisognosi. Non sono questi esseri umani nostri fratelli e sorelle? Non sono i loro bambini venuti al mondo con le stesse legittime attese di felicità degli altri?"
"Il pensiero va anche a tutti coloro che condizioni di vita non degne spingono ad emigrare, lontano dal loro Paese e dai loro cari, nella speranza di una vita più umana. Né possiamo dimenticare la piaga del traffico di persone, che resta una vergogna del nostro tempo".
"Di fronte a queste 'emergenze umanitarie', così come ad altri drammatici problemi dell'uomo, molte persone di buona volontà, diverse istituzioni internazionali ed organizzazioni non governative non sono rimaste inerti. Ma si richiede un accresciuto sforzo congiunto delle Diplomazie per individuare nella verità, e superare con coraggio e generosità, gli ostacoli che tuttora si frappongono a soluzioni efficaci e degne dell'uomo. E verità vuole che nessuno degli Stati prosperi sottragga alle proprie responsabilità ed al dovere di aiuto, attingendo con maggiore generosità alle proprie risorse".
"Sulla base di dati statistici disponibili si può affermare che meno della metà delle immense somme globalmente destinate agli armamenti sarebbe più che sufficiente per togliere stabilmente dall'indigenza lo sterminato esercito dei poveri. La coscienza umana ne è interpellata".
"Alle popolazioni che vivono sotto la soglia della povertà, più a causa di situazioni dipendenti dai rapporti internazionali politici, commerciali e culturali, che non a motivo di circostanze incontrollabili, il nostro comune impegno nella verità può e deve dare nuova speranza".
Commentando una frase di Sant'Agostino: "La verità è germogliata dalla terra: Cristo, che ha detto: Io sono la Verità, è nato dalla Vergine", il Papa conclude il suo discorso affermando: "È di questa verità che la Chiesa sempre vive; ma di essa in particolare si illumina e gioisce in questa fase del suo anno liturgico. E alla luce di questa verità queste mie parole vogliono essere di fonte a voi e per voi, che qui rappresentate la maggior parte delle Nazioni del mondo, al contempo testimonianza ed augurio: nella verità, la pace!".
Sono 174 gli Stati che attualmente intrattengono relazioni diplomatiche piene con la Santa Sede. A questi 174 Stati vanno aggiunti le Comunità Europee ed il Sovrano Militare Ordine di Malta e due Missioni a carattere speciale: la Missione della Federazione Russa, retta da un Ambasciatore, e l'Ufficio dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), guidata da un Direttore.
AC/NUOVO ANNO:CORPO DIPLOMATICO/... VIS 20060109 (2280)
Di seguito riportiamo alcuni estratti del discorso del Papa, pronunciato in lingua francese e che è stato tradotto in lingua spagnola, inglese e italiana:
Il Papa inizia il suo discorso rivolgendo agli Ambasciatori, ai popoli e ai governi che rappresentano il suo augurio di "gioia cristiana". "Sia essa" - scrive il Pontefice - "la gioia dell'universale fratellanza portata da Cristo, una gioia ricca dei veri valori ed aperta alla generosa condivisione. Essa vi accompagni e cresca in ogni giorno dell'anno che da poco si è aperto".
"Ci sentiamo così uniti come in una comune missione, che ci pone sempre di fronte a nuove formidabili sfide. Noi le affrontiamo tuttavia con fiducia, nella volontà di sostenerci a vicenda - ciascuno secondo il compito suo proprio - verso grandi finalità comuni".
"Ho detto 'nostra comune missione'. E qual è essa, se non quella della pace? (...) La pace - lo constatiamo con dolore - resta in molte parti del mondo impedita o ferita o minacciata. Qual è la via verso la pace?".
"Guardando alla situazione del mondo di oggi, in cui accanto a funesti scenari di conflitti bellici, aperti o latenti, o solo apparentemente sopiti, si può - grazie a Dio - rilevare uno sforzo coraggioso e tenace da parte di tanti uomini e di tante istituzioni in favore della pace, vorrei, quasi a fraterno incoraggiamento, proporre qualche riflessione, che enucleo in alcuni semplici enunciati".
"Il primo: l'impegno per la verità è l'anima della giustizia. Chi è impegnato per la verità non può non rifiutare la legge del più forte, che vive di menzogna e che - a livello nazionale ed internazionale - ha tante volte segnato di tragedie la storia dell'uomo".
"Sistemi politici del passato, ma non solo del passato, ne sono un'amara esemplificazione. Sul versante opposto si collocano la verità e la veracità, che portano all'incontro, al suo riconoscimento ed all'intesa".
"La vostra esperienza di diplomatici non può confermare che, anche nei rapporti internazionali, la ricerca della verità riesce ad individuare le diversità fin nelle più sottili sfumature, e le relative esigenze, e per ciò stesso anche i limiti da rispettare e da non oltrepassare, nella tutela di ogni legittimo interesse delle parti. (...) E quando questi aspetti, distinti e complementari - la diversità e l'uguaglianza - sono conosciuti e riconosciuti, allora i problemi possono risolversi ed i dissidi ricomporsi secondo giustizia, e sono possibili intese profonde e durevoli, mentre quando uno di essi viene misconosciuto o non tenuto nel debito conto, è allora che subentra l'incomprensione, lo scontro, la tentazione della violenza e della sopraffazione".
"Quasi con evidenza esemplare tali considerazioni mi sembrano applicabili in quel punto nevralgico della scena mondiale, che resta la Terra Santa. In essa lo Stato di Israele deve poter sussistere pacificamente in conformità alle norme del diritto internazionale; in essa, parimenti, il Popolo palestinese deve poter sviluppare serenamente le proprie istituzioni democratiche per un avvenire libero e prospero".
"Il pericolo è reso più acuto dal terrorismo organizzato, che si estende ormai a livello planetario. Numerose e complesse ne sono le cause, non ultime quelle ideologico-politiche, commiste ad aberranti concezioni religiose. Il terrorismo non esita a colpire persone inermi, senza alcuna distinzione, o a porre in essere ricatti disumani, inducendo nel panico intere popolazioni, al fine di costringere i responsabili politici ad assecondare i disegni dei terroristi stessi. Nessuna circostanza vale a giustificare tale attività criminosa, che copre di infamia chi la compie, e che è tanto più deprecabile quando si fa scudo di una religione, abbassando così la pura verità di Dio alla misura della propria cecità e perversione morale".
"L'impegno per la verità da parte delle Diplomazie, sia a livello bilaterale che plurilaterale, può dare un contributo essenziale, perché le innegabili diversità che caratterizzano popoli di differenti parti del mondo e le loro culture possano ricomporsi non solo in una coesistenza tollerante, ma in un più alto e più ricco disegno di umanità. In secoli passati gli scambi culturali (...) hanno fecondato la cultura e favorito le scienze e le civiltà. Così oggi dovrebbe essere di nuovo, ed in maggior misura, essendo di fatto le possibilità di scambio e di reciproca comprensione assai più favorevoli. Per questo ciò che oggi si richiede è, anzitutto, che si tolga ogni ostacolo all'accesso all'informazione a mezzo della stampa e dei moderni mezzi informatici, ed, inoltre, che si intensifichino gli scambi di docenti e di studenti tra le discipline umanistiche delle università delle diverse regioni culturali".
"Il secondo enunciato che vorrei proporre suona: l'impegno per la verità dà fondamento e vigore al diritto di libertà. (...) Ma la verità può essere raggiunta solo nella libertà. Ciò vale per tutte le verità, come appare dalla storia delle scienze; ma è vero in maniera eminente per le verità in cui è in giuoco l'uomo stesso in quanto tale, le verità dello spirito: quelle che riguardano il bene ed il male, le grandi mete e prospettive di vita, il rapporto con Dio. Perché essere non si possono attingere senza che ne derivino profondi riflessi sulla conduzione della propria vita. Ed una volta liberamente fatte proprie, hanno poi bisogno di spazi di libertà per poter essere vissute secondo tutte le dimensioni della vita umana".
"È qui che si inserisce naturalmente l'attività di ogni Stato, così come l'attività diplomatica inter-statale. Negli odierni sviluppi del diritto internazionale si avverte con crescente sensibilità che nessun Governo può dispensarsi dal compito di garantire ai propri cittadini adeguate condizioni di libertà, senza pregiudicare per ciò stesso la propria credibilità come interlocutore nelle questioni internazionali. E ciò è giusto: perché nella tutela dei diritti inerenti alla persona in quanto tale, internazionalmente garantiti, non si può non riservare una valutazione prioritaria allo spazio dato ai diritti di libertà all'interno dei singoli Stati, sia nella vita pubblica come in quella privata, sia nei rapporti economici come in quelli politici, in quelli culturali come in quelli religiosi".
"A questo proposito vi è ben noto, Signore e Signori Ambasciatori, come l'attività della diplomazia della Santa Sede sia per natura sua rivolta a promuovere, tra i vari ambiti in cui la libertà deve realizzarsi, l'aspetto della libertà di religione. Purtroppo in alcuni Stati, anche tra quelli che pure possono vantare tradizioni culturali plurisecolari, essa, lungi dall'essere garantita, è anzi gravemente violata, in particolare nei confronti delle minoranze. In merito vorrei solo ricordare quanto stabilito con grande chiarezza nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo".
"I diritti fondamentali dell'uomo sono i medesimo sotto tutte le latitudini; e tra di essi un posto di primo piano deve essere riconosciuto al diritto di libertà di religione, perché riguarda il rapporto umano più importante, il rapporto con Dio. A tutti i responsabili della vita delle Nazioni vorrei dire: se non temete la verità, non potete temere la libertà! La Santa Sede, nel chiedere per la Chiesa Cattolica, ovunque, condizioni di vera libertà, le chiede parimenti per tutti".
"Vorrei venire ad un terzo enunciato: l'impegno per la verità apre la via al perdono ed alla riconciliazione. Alla necessaria connessione tra l'impegno per la verità e la pace si solleva un'obiezione: le convinzioni diverse sulla verità danno luogo a tensioni, ad incomprensioni, a dispute, tanto più forti quanto più profonde sono le convinzioni stesse. Nel corso della storia esse hanno dato luogo anche a violente contrapposizioni, a conflitti sociali e politici e addirittura a guerre di religione. È vero, e non lo si può negare; ma ciò è sempre avvenuto per una serie di cause concomitanti, poco o nulla venti a che fare con la verità e la religione (...). Per quanto poi riguarda specificamente la Chiesa Cattolica, in quanto anche da parte di suoi membri e di sue istituzioni sono stati compiti gravi errori in passato, essa li condanna, e non ha esitato a chieder perdono. Lo esige l'impegno per la verità".
"La richiesta di perdono e la concessione del perdono, parimenti dovuta - perché per tutti vale il monito di Nostro Signore: chi è senza peccato scagli la prima pietra! - sono elementi indispensabili per la pace. (...) Non posso non ricordare le parole luminose di Giovanni Paolo II: 'Non c'è pace senza giustizia, non c'è giustizia senza perdono'. Io le ripeto, umilmente e con profondo amore, ai responsabili delle Nazioni, in particolare di quelle dove più brucianti sono le ferite fisiche e morali dei conflitti e più impellente il bisogno di pace".
"Il pensiero va spontaneamente alla terra dove è nato Gesù Cristo, il Principe della Pace, che per tutti ha avuto parole di pace e di perdono, va al Libano, la cui popolazione deve ritrovare, anche con il sostegno della solidarietà internazionale, la sua vocazione storica alla collaborazione sincera e fruttuosa tra le comunità di diversa fede; e va a tutto il Medio Oriente, in particolare all'Iraq, culla di grandi civiltà, in questi anno quotidianamente funestato da sanguinosi atti terroristici".
"Esso va all'Africa, e soprattutto a Paesi della Regione dei Grandi laghi, dove ancora si sentono le tragiche conseguenze delle guerre fratricide degli anni passati; va alle inermi popolazioni del Darfur, colpite da esecrabile ferocia, con pericolose ripercussioni internazionali; fa a tante altre terre, in diverse parti del mondo, che sono teatro di cruenti contese".
"Tra i grandi compiti della diplomazia deve essere sicuramente annoverato quello di far comprendere a tutte le parti in conflitto che, se sono amanti della verità, non possono non riconoscere gli errori - e non solo quelli degli altri - né possono rifiutare di aprirsi al perdono, richiesto e concesso. (...) Il sangue versato non grida vendetta, ma invoca rispetto della vita, e pace! A questa fondamentale esigenza dell'umanità possa la 'Peacebuilding Commission', recentemente istituita dall'O.N.U., rispondere efficacemente con volenterosa cooperazione da parte di tutti".
"Un ultimo enunciato vorrei proporvi, Signore e Signori Ambasciatori: l'impegno per la pace apre a nuove speranze. È quasi una logica conclusione di quanto ho cercato di illustrare finora. Perché l'uomo è capace di verità! Lo è sui grandi problemi dell'essere, come sui grandi problemi dell'agire: nella sfera individuale e nei rapporti sociali, a livello di un popolo come dell'umanità intera".
"La pace, alla quale tale suo impegno può e deve portarlo, non è solo il silenzio delle armi; è, ben più, una pace, che favorisce il formarsi di nuovi dinamismi nei rapporti internazionali, dinamismi che a loro volta si trasformano in fattori di mantenimento della pace stessa. Ed essi sono tali solo se rispondenti alla verità dell'uomo e della sua dignità. E per questo non si può dire pace, là dove l'uomo non ha nemmeno l'indispensabile per vivere in dignità".
"Penso qui alle turbe sterminate di popolazioni che soffrono la fame. Non è pace, la loro, anche se non sono in guerra: della guerra, anzi esse sono vittime inermi. Alla mente si affacciano spontaneamente anche le immagini sconvolgenti dei grandi campi di profughi o di rifugiati - in diverse parti del mondo - raccolti in condizioni di fortuna, per scampare a sorte peggiore, ma di tutto bisognosi. Non sono questi esseri umani nostri fratelli e sorelle? Non sono i loro bambini venuti al mondo con le stesse legittime attese di felicità degli altri?"
"Il pensiero va anche a tutti coloro che condizioni di vita non degne spingono ad emigrare, lontano dal loro Paese e dai loro cari, nella speranza di una vita più umana. Né possiamo dimenticare la piaga del traffico di persone, che resta una vergogna del nostro tempo".
"Di fronte a queste 'emergenze umanitarie', così come ad altri drammatici problemi dell'uomo, molte persone di buona volontà, diverse istituzioni internazionali ed organizzazioni non governative non sono rimaste inerti. Ma si richiede un accresciuto sforzo congiunto delle Diplomazie per individuare nella verità, e superare con coraggio e generosità, gli ostacoli che tuttora si frappongono a soluzioni efficaci e degne dell'uomo. E verità vuole che nessuno degli Stati prosperi sottragga alle proprie responsabilità ed al dovere di aiuto, attingendo con maggiore generosità alle proprie risorse".
"Sulla base di dati statistici disponibili si può affermare che meno della metà delle immense somme globalmente destinate agli armamenti sarebbe più che sufficiente per togliere stabilmente dall'indigenza lo sterminato esercito dei poveri. La coscienza umana ne è interpellata".
"Alle popolazioni che vivono sotto la soglia della povertà, più a causa di situazioni dipendenti dai rapporti internazionali politici, commerciali e culturali, che non a motivo di circostanze incontrollabili, il nostro comune impegno nella verità può e deve dare nuova speranza".
Commentando una frase di Sant'Agostino: "La verità è germogliata dalla terra: Cristo, che ha detto: Io sono la Verità, è nato dalla Vergine", il Papa conclude il suo discorso affermando: "È di questa verità che la Chiesa sempre vive; ma di essa in particolare si illumina e gioisce in questa fase del suo anno liturgico. E alla luce di questa verità queste mie parole vogliono essere di fonte a voi e per voi, che qui rappresentate la maggior parte delle Nazioni del mondo, al contempo testimonianza ed augurio: nella verità, la pace!".
Sono 174 gli Stati che attualmente intrattengono relazioni diplomatiche piene con la Santa Sede. A questi 174 Stati vanno aggiunti le Comunità Europee ed il Sovrano Militare Ordine di Malta e due Missioni a carattere speciale: la Missione della Federazione Russa, retta da un Ambasciatore, e l'Ufficio dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), guidata da un Direttore.
AC/NUOVO ANNO:CORPO DIPLOMATICO/... VIS 20060109 (2280)
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DICHIARAZIONE SULLA POSSIBILE LIBERAZIONE DI ALI AGCA
CITTA' DEL VATICANO, 8 GEN. 2006 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Dr. Joaquín Navarro-Valls, ha rilasciato nel pomeriggio di oggi la seguente dichiarazione:
"La Santa Sede ha appreso soltanto dalle agenzie di stampa la notizia dell'eventuale possibile scarcerazione di Mehmet Ali Agca", il terrorista turco che attentò alla vita di Giovanni Paolo II il 13 maggio 1981 e che attualmente si trova in carcere in Turchia.
"La Santa Sede, di fronte ad un problema di natura giudiziaria, si rimette alle decisioni dei tribunali coinvolti in questa vicenda".
OP/LIBERAZIONE AGCA/NAVARRO-VALLS VIS 20060109 (100)
"La Santa Sede ha appreso soltanto dalle agenzie di stampa la notizia dell'eventuale possibile scarcerazione di Mehmet Ali Agca", il terrorista turco che attentò alla vita di Giovanni Paolo II il 13 maggio 1981 e che attualmente si trova in carcere in Turchia.
"La Santa Sede, di fronte ad un problema di natura giudiziaria, si rimette alle decisioni dei tribunali coinvolti in questa vicenda".
OP/LIBERAZIONE AGCA/NAVARRO-VALLS VIS 20060109 (100)
IL BATTESIMO VISSUTO CON FEDE CI RINNOVA CONTINUAMENTE
CITTA' DEL VATICANO, 8 GEN. 2006 (VIS). Il Battesimo di Gesù, festività che conclude il tempo liturgico del Natale, è stato il tema della riflessione di Papa Benedetto XVI per l'Angelus di questa mattina.
"Si trattava di un battesimo di penitenza" - ha spiegato il Papa alle migliaia di fedeli convenuti in Piazza San Pietro - "che utilizzava il simbolo dell'acqua per esprimere la purificazione del cuore e della vita. (...) Quando Gesù fu battezzato nel Giordano, lo Spirito Santo discese, si posò su di Lui in apparenza corporea come di colomba, e Giovanni il Battista riconobbe che Egli era il Cristo, l''Agnello di Dio' venuto per togliere il peccato del mondo. Perciò il Battesimo al Giordano è anch'esso una 'epifania', una manifestazione dell'identità messianica del Signore e della sua opera redentrice, che culminerà in un altro 'battesimo', quello della sua morte e risurrezione, per il quale il mondo intero sarà purificato nel fuoco della divina misericordia".
"Il Battesimo dei bambini" - ha proseguito il Pontefice - "esprime e realizza il mistero della nuova nascita alla vita divina in Cristo: i genitori credenti portano i loro figli al fonte battesimale, che rappresenta il 'grembo' della Chiesa, dalle cui acque benedette vengono generati i figli di Dio. Il dono ricevuto dai neonati chiede di essere accolto da loro, una volta fattisi adulti, in modo libero e responsabile: questo processo di maturazione li porterà poi a ricevere il sacramento della Cresima e Confermazione, che, appunto, confermerà il Battesimo e conferirà a ciascuno il 'sigillo' dello Spirito Santo".
"Cari fratelli e sorelle" - ha concluso il Santo Padre - "l'odierna solennità sia occasione propizia per tutti i cristiani di riscoprire con gioia la bellezza del loro Battesimo, che, se vissuto con fede, è una realtà sempre attuale: ci rinnova continuamente ad immagine dell'uomo nuovo, nella sanità dei pensieri e delle azioni".
ANG/BATTESIMO/... VIS 20060109 (320)
"Si trattava di un battesimo di penitenza" - ha spiegato il Papa alle migliaia di fedeli convenuti in Piazza San Pietro - "che utilizzava il simbolo dell'acqua per esprimere la purificazione del cuore e della vita. (...) Quando Gesù fu battezzato nel Giordano, lo Spirito Santo discese, si posò su di Lui in apparenza corporea come di colomba, e Giovanni il Battista riconobbe che Egli era il Cristo, l''Agnello di Dio' venuto per togliere il peccato del mondo. Perciò il Battesimo al Giordano è anch'esso una 'epifania', una manifestazione dell'identità messianica del Signore e della sua opera redentrice, che culminerà in un altro 'battesimo', quello della sua morte e risurrezione, per il quale il mondo intero sarà purificato nel fuoco della divina misericordia".
"Il Battesimo dei bambini" - ha proseguito il Pontefice - "esprime e realizza il mistero della nuova nascita alla vita divina in Cristo: i genitori credenti portano i loro figli al fonte battesimale, che rappresenta il 'grembo' della Chiesa, dalle cui acque benedette vengono generati i figli di Dio. Il dono ricevuto dai neonati chiede di essere accolto da loro, una volta fattisi adulti, in modo libero e responsabile: questo processo di maturazione li porterà poi a ricevere il sacramento della Cresima e Confermazione, che, appunto, confermerà il Battesimo e conferirà a ciascuno il 'sigillo' dello Spirito Santo".
"Cari fratelli e sorelle" - ha concluso il Santo Padre - "l'odierna solennità sia occasione propizia per tutti i cristiani di riscoprire con gioia la bellezza del loro Battesimo, che, se vissuto con fede, è una realtà sempre attuale: ci rinnova continuamente ad immagine dell'uomo nuovo, nella sanità dei pensieri e delle azioni".
ANG/BATTESIMO/... VIS 20060109 (320)
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ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 9 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Lawrence Huculak, O.S.B.M., finora Vescovo di Edmonton degli Ucraini (Canada), Arcivescovo Metropolita di Winnipeg degli Ucraini (cattolici: 29.740; sacerdoti: 50; religiosi: 43; diaconi permanenti: 15), Canada. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1951 a Vernon (Canada), è entrato nell'Ordine Basiliano di San Giosafat nel 1971, ha emesso la professione perpetua nel 1977, è stato ordinato sacerdote nello stesso anno ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 1997. Succede all'Arcivescovo Michael Bzdel, C.SS.R., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcieparchia, presentata per raggiunti limiti d'età.
Sabato 7 gennaio è stato reso noto che il Santo Padre:
- Ha nominato il Reverendo Pierre-Célestin Tshitoko Mamba Vescovo di Luebo (superficie: 32.000; popolazione: 1.670.000; cattolici: 918.000; sacerdoti: 84; religiosi: 102), Repubblica Democratica del Congo. Il Vescovo eletto, finora Rettore del Filosofato Interdiocesano di Kabwe (Repubblica Democratica del Congo), è nato nel 1956 a Kolwezi (Repubblica Democratica del Congo) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1982.
- Ha nominato il Vescovo Felipe Bacarreza Rodríguez, finora Ausiliare di Concepción (Cile), Vescovo di Los Ángeles (superficie: 13.454; popolazione: 333.007; cattolici: 221.040; sacerdoti: 39; religiosi: 74; diaconi permanenti: 27), Cile. Succede al Vescovo Miguel Blas Caviedes Medina, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../ VIS 20060109 (240)
Sabato 7 gennaio è stato reso noto che il Santo Padre:
- Ha nominato il Reverendo Pierre-Célestin Tshitoko Mamba Vescovo di Luebo (superficie: 32.000; popolazione: 1.670.000; cattolici: 918.000; sacerdoti: 84; religiosi: 102), Repubblica Democratica del Congo. Il Vescovo eletto, finora Rettore del Filosofato Interdiocesano di Kabwe (Repubblica Democratica del Congo), è nato nel 1956 a Kolwezi (Repubblica Democratica del Congo) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1982.
- Ha nominato il Vescovo Felipe Bacarreza Rodríguez, finora Ausiliare di Concepción (Cile), Vescovo di Los Ángeles (superficie: 13.454; popolazione: 333.007; cattolici: 221.040; sacerdoti: 39; religiosi: 74; diaconi permanenti: 27), Cile. Succede al Vescovo Miguel Blas Caviedes Medina, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../ VIS 20060109 (240)
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Nomine ed altri atti pontifici
giovedì 5 gennaio 2006
CASA PONTIFICIA SIA SEMPRE ACCOGLIENTE CON TUTTI
CITTA' DEL VATICANO, 5 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in udienza gli Addetti di Anticamera che prestano servizio d'onore nelle udienze, nelle cerimonie e nei ricevimenti ufficiali.
"Il vostro benemerito Collegio, coordinato dal Decano" - ha ricordato il Pontefice - "è alle dipendenze della Prefettura della Casa Pontificia ed ha secoli di storia alle sue spalle. Cambiano i tempi, mutano le usanze e i costumi, resta però invariato lo spirito con cui ognuno è chiamato ad operare accanto a colui che la Provvidenza divina chiama a reggere la Chiesa universale. Poiché questa casa, la Casa Pontifica, è casa di tutti i credenti, tocca anche a voi, cari Addetti di Anticamera, renderla sempre accogliente a chiunque viene ad incontrare il Papa".
Il Santo Padre ha sottolineato inoltre che il servizio prestato dagli Addetti "comporta anche un impegno assiduo di testimonianza verso Colui che è il vero Signore e Padrone di casa: Gesù Cristo. Ciò richiede che si intrattenga con Lui un dialogo costante nella preghiera, che si cresca nella sua amicizia e intimità, pronti a testimoniare il suo amore accogliente con chiunque si incontra. Se questo è lo spirito con cui svolgete le vostre mansioni (...) allora esse possono diventare un singolare apostolato, un'occasione per trasmettere con la cortesia e la cordialità la gioia di essere discepoli di Cristo in ogni situazione e in tutti i momenti della nostra vita".
Ricordando infine che domani si celebra la solennità dell'Epifania del Signore, il Papa ha affermato: "Come presentò Gesù ai Magi, così la Vergine continua ad offrirlo all'umanità. Accogliamolo dalle sue mani: Cristo colma le attese più profonde del nostro cuore e dà senso pieno ad ogni nostro progetto e azione. Sia Egli presente nelle famiglie e regni dappertutto con la potenza del suo amore".
AC/.../ADDETTI ANTICAMERA VIS 20060105 (310)
"Il vostro benemerito Collegio, coordinato dal Decano" - ha ricordato il Pontefice - "è alle dipendenze della Prefettura della Casa Pontificia ed ha secoli di storia alle sue spalle. Cambiano i tempi, mutano le usanze e i costumi, resta però invariato lo spirito con cui ognuno è chiamato ad operare accanto a colui che la Provvidenza divina chiama a reggere la Chiesa universale. Poiché questa casa, la Casa Pontifica, è casa di tutti i credenti, tocca anche a voi, cari Addetti di Anticamera, renderla sempre accogliente a chiunque viene ad incontrare il Papa".
Il Santo Padre ha sottolineato inoltre che il servizio prestato dagli Addetti "comporta anche un impegno assiduo di testimonianza verso Colui che è il vero Signore e Padrone di casa: Gesù Cristo. Ciò richiede che si intrattenga con Lui un dialogo costante nella preghiera, che si cresca nella sua amicizia e intimità, pronti a testimoniare il suo amore accogliente con chiunque si incontra. Se questo è lo spirito con cui svolgete le vostre mansioni (...) allora esse possono diventare un singolare apostolato, un'occasione per trasmettere con la cortesia e la cordialità la gioia di essere discepoli di Cristo in ogni situazione e in tutti i momenti della nostra vita".
Ricordando infine che domani si celebra la solennità dell'Epifania del Signore, il Papa ha affermato: "Come presentò Gesù ai Magi, così la Vergine continua ad offrirlo all'umanità. Accogliamolo dalle sue mani: Cristo colma le attese più profonde del nostro cuore e dà senso pieno ad ogni nostro progetto e azione. Sia Egli presente nelle famiglie e regni dappertutto con la potenza del suo amore".
AC/.../ADDETTI ANTICAMERA VIS 20060105 (310)
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 5 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Kaohsiung (Taiwan), presentata dal Cardinale Paul Shan Kuo-hsi, S.I., per raggiunti limiti d'età. Gli succede il Vescovo Peter Liu Cheng-chung, Coadiutore della medesima Diocesi.
- Ha nominato il Reverendo Gary Gordon, Vescovo di Whitehorse (superficie: 723.515; abitanti: 35.614; cattolici: 9.175; sacerdoti: 13; religiosi: 9), Canada. Il Vescovo eletto, finora Parroco e Delegato dell'Arcivescovo per le carceri, è nato a Vancouver (Canada) nel 1957 ed è stato ordinato sacerdote nel 1982.
- Ha nominato il Monsignor Andrzej Siemieniewski, Vescovo Ausiliare di Wroclaw (superficie: 11.490; popolazione: 1.580.000; cattolici: 1.470.100; sacerdoti: 1.163; religiosi: 1.781), Polonia. Il Vescovo eletto è nato nel 1957 a Wroclaw (Polonia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1985. È stato finora Vicario Episcopale per la Formazione permanente del clero e Professore Ordinario e Direttore della Cattedra di Teologia Spirituale presso la Pontificia Facoltà di Teologia di Wroclaw (Polonia).
- Ha nominato il Dottor Adalbert Roth, finora Aiuto Scriptor, "Scriptor latinus" della Biblioteca Apostolica Vaticana.
- Ha nominato il Dottor Sever Juan Voicu, finora Assistente, "Scriptor graecus" della Biblioteca Apostolica Vaticana.
RE:NER:NEA:NA/.../... VIS 20060105 (200)
- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Kaohsiung (Taiwan), presentata dal Cardinale Paul Shan Kuo-hsi, S.I., per raggiunti limiti d'età. Gli succede il Vescovo Peter Liu Cheng-chung, Coadiutore della medesima Diocesi.
- Ha nominato il Reverendo Gary Gordon, Vescovo di Whitehorse (superficie: 723.515; abitanti: 35.614; cattolici: 9.175; sacerdoti: 13; religiosi: 9), Canada. Il Vescovo eletto, finora Parroco e Delegato dell'Arcivescovo per le carceri, è nato a Vancouver (Canada) nel 1957 ed è stato ordinato sacerdote nel 1982.
- Ha nominato il Monsignor Andrzej Siemieniewski, Vescovo Ausiliare di Wroclaw (superficie: 11.490; popolazione: 1.580.000; cattolici: 1.470.100; sacerdoti: 1.163; religiosi: 1.781), Polonia. Il Vescovo eletto è nato nel 1957 a Wroclaw (Polonia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1985. È stato finora Vicario Episcopale per la Formazione permanente del clero e Professore Ordinario e Direttore della Cattedra di Teologia Spirituale presso la Pontificia Facoltà di Teologia di Wroclaw (Polonia).
- Ha nominato il Dottor Adalbert Roth, finora Aiuto Scriptor, "Scriptor latinus" della Biblioteca Apostolica Vaticana.
- Ha nominato il Dottor Sever Juan Voicu, finora Assistente, "Scriptor graecus" della Biblioteca Apostolica Vaticana.
RE:NER:NEA:NA/.../... VIS 20060105 (200)
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Nomine ed altri atti pontifici
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 5 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:
- Il Principe Don Alessandro Torlonia, Assistente al Soglio, con la Consorte.
- Il Signor John Joseph Herron, Ambasciatore di Australia, con la Consorte, in visita di congedo.
- Frère Alois, Priore di Taizé.
AP/.../... VIS 20060105 (60)
- Il Principe Don Alessandro Torlonia, Assistente al Soglio, con la Consorte.
- Il Signor John Joseph Herron, Ambasciatore di Australia, con la Consorte, in visita di congedo.
- Frère Alois, Priore di Taizé.
AP/.../... VIS 20060105 (60)
mercoledì 4 gennaio 2006
UDIENZA: PROGRESSO È REALIZZARE UMANITÀ UNITA IN CRISTO
CITTA' DEL VATICANO, 4 GEN. 2006 (VIS). La prima Udienza Generale del 2006 ha avuto luogo in due momenti: alle 10:30 il Santo Padre ha incontrato nell'Aula Paolo VI diversi gruppi di fedeli e successivamente, nella Basilica Vaticana, ha salutato ed impartito la benedizione ai pellegrini singoli che non hanno trovato posto nell'Aula Paolo VI.
Il tema della catechesi di questo mercoledì è l'inno cristologico contenuto nella Lettera ai Colossesi: "Cristo fu generato prima di ogni creatura, è il primogenito di coloro che risuscitano dai morti". Il testo, ha detto il Santo Padre, ha inizio con "un'ampia formula di ringraziamento. Essa ci aiuta a creare l'atmosfera spirituale per vivere bene questi primi giorni del 2006, come pure il nostro cammino lungo l'intero arco del nuovo anno".
"La lode sale a 'Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo', sorgente di quella salvezza che è descritta in negativo come 'liberazione dal potere delle tenebre', cioè come 'redenzione e remissione dei peccati'. Essa è poi riproposta in positivo come 'partecipazione alla sorte dei santi nella luce' e come ingresso 'nel regno del Figlio diletto'".
"Due sono" - ha precisato il Santo Padre - "i movimenti del canto. Nel primo è presentato il primogenito di tutta la creazione, Cristo, 'generato prima di ogni creatura'. Egli è, infatti, l'immagine del Dio invisibile'. (...) Il secondo movimento dell'Inno è dominato dalla figura di Cristo salvatore all'interno della storia della salvezza. La sua opera si rivela innanzitutto nell'essere 'capo del corpo, cioè della Chiesa': è questo l'orizzonte salvifico privilegiato nel quale si manifestano in pienezza la liberazione e la redenzione, la comunione vitale che intercorre tra il capo e le membra del corpo, ossia tra Cristo e i cristiani".
San Paolo, ha aggiunto il Papa, parlando a braccio, "ci indica una cosa molto importante, la storia ha una meta, ha una direzione, la storia va verso una umanità unita in Cristo. (...) O con altre parole San Paolo ci dice sì, c'è progresso nella storia, c'è una se vogliamo evoluzione nella storia, progresso è tutto ciò che ci avvicina a Cristo e ci avvicina così all'umanità unita al vero umanesimo e così dietro queste indicazioni si nasconde anche un imperativo per noi, lavorare per il progresso, cosa che vogliamo: tutti possiamo lavorare per l'avvicinamento degli uomini a Cristo, possiamo conformandoci personalmente a Cristo, andando nella linea del vero progresso".
"Cristo" - ha proseguito il Pontefice, ritornando al testo scritto - "è 'il primogenito di coloro che risuscitano dai morti', è colui che dischiude le porte alla vita eterna, strappandoci dal limite della morte e del male. Ecco, infatti, quel pleroma, quella 'pienezza' di vita e di grazia che è in Cristo stesso e che è a noi donata e comunicata. Con questa presenza vitale, che ci rende partecipi della divinità, siamo trasformati interiormente, riconciliati, rappacificati".
Il Santo Padre ha quindi ricordato le parole di San Proclo di Costantinopoli: "Chi ci ha redento non è un puro uomo (...) tutto il genere umano infatti era asservito al peccato; ma neppure era un Dio privo di natura umana: aveva infatti un corpo. Che, se non si fosse rivestito di me, non m'avrebbe salvato. Apparso nel seno della Vergine, Egli si vestì del condannato. Lì avvenne il tremendo commercio, diede lo spirito, prese la carne'".
"Siamo, quindi" - ha concluso Papa Benedetto XVI - "davanti all'opera di Dio, che ha compiuto la Redenzione proprio perché anche uomo. Egli è contemporaneamente il Figlio di Dio, salvatore ma è anche nostro fratello ed è con questa prossimità che Egli effonde in noi il dono divino".
AG/CANTICO COLOSSESI/... VIS 20060104 (500)
Il tema della catechesi di questo mercoledì è l'inno cristologico contenuto nella Lettera ai Colossesi: "Cristo fu generato prima di ogni creatura, è il primogenito di coloro che risuscitano dai morti". Il testo, ha detto il Santo Padre, ha inizio con "un'ampia formula di ringraziamento. Essa ci aiuta a creare l'atmosfera spirituale per vivere bene questi primi giorni del 2006, come pure il nostro cammino lungo l'intero arco del nuovo anno".
"La lode sale a 'Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo', sorgente di quella salvezza che è descritta in negativo come 'liberazione dal potere delle tenebre', cioè come 'redenzione e remissione dei peccati'. Essa è poi riproposta in positivo come 'partecipazione alla sorte dei santi nella luce' e come ingresso 'nel regno del Figlio diletto'".
"Due sono" - ha precisato il Santo Padre - "i movimenti del canto. Nel primo è presentato il primogenito di tutta la creazione, Cristo, 'generato prima di ogni creatura'. Egli è, infatti, l'immagine del Dio invisibile'. (...) Il secondo movimento dell'Inno è dominato dalla figura di Cristo salvatore all'interno della storia della salvezza. La sua opera si rivela innanzitutto nell'essere 'capo del corpo, cioè della Chiesa': è questo l'orizzonte salvifico privilegiato nel quale si manifestano in pienezza la liberazione e la redenzione, la comunione vitale che intercorre tra il capo e le membra del corpo, ossia tra Cristo e i cristiani".
San Paolo, ha aggiunto il Papa, parlando a braccio, "ci indica una cosa molto importante, la storia ha una meta, ha una direzione, la storia va verso una umanità unita in Cristo. (...) O con altre parole San Paolo ci dice sì, c'è progresso nella storia, c'è una se vogliamo evoluzione nella storia, progresso è tutto ciò che ci avvicina a Cristo e ci avvicina così all'umanità unita al vero umanesimo e così dietro queste indicazioni si nasconde anche un imperativo per noi, lavorare per il progresso, cosa che vogliamo: tutti possiamo lavorare per l'avvicinamento degli uomini a Cristo, possiamo conformandoci personalmente a Cristo, andando nella linea del vero progresso".
"Cristo" - ha proseguito il Pontefice, ritornando al testo scritto - "è 'il primogenito di coloro che risuscitano dai morti', è colui che dischiude le porte alla vita eterna, strappandoci dal limite della morte e del male. Ecco, infatti, quel pleroma, quella 'pienezza' di vita e di grazia che è in Cristo stesso e che è a noi donata e comunicata. Con questa presenza vitale, che ci rende partecipi della divinità, siamo trasformati interiormente, riconciliati, rappacificati".
Il Santo Padre ha quindi ricordato le parole di San Proclo di Costantinopoli: "Chi ci ha redento non è un puro uomo (...) tutto il genere umano infatti era asservito al peccato; ma neppure era un Dio privo di natura umana: aveva infatti un corpo. Che, se non si fosse rivestito di me, non m'avrebbe salvato. Apparso nel seno della Vergine, Egli si vestì del condannato. Lì avvenne il tremendo commercio, diede lo spirito, prese la carne'".
"Siamo, quindi" - ha concluso Papa Benedetto XVI - "davanti all'opera di Dio, che ha compiuto la Redenzione proprio perché anche uomo. Egli è contemporaneamente il Figlio di Dio, salvatore ma è anche nostro fratello ed è con questa prossimità che Egli effonde in noi il dono divino".
AG/CANTICO COLOSSESI/... VIS 20060104 (500)
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Udienza generale
TELEGRAMMA VITTIME CROLLO PALAGHIACCIO BAVIERA
CITTA' DEL VATICANO, 4 GEN. 2006 (VIS). Il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, ha fatto pervenire al Cardinale Friedrich Wetter, Arcivescovo di München und Freising (Germania), un telegramma di cordoglio in cui trasmette le condoglianze del Santo Padre ai familiari delle vittime del crollo del tetto palaghiaccio a Bad Reichenhall (Alpi Bavaresi). La maggioranza delle vittime dell'incidente, occorso il 2 gennaio scorso, erano giovani e bambini.
TGR/CROLLO PALAGHIACCIO/SODANO:WETTER VIS 20060104 (70)
TGR/CROLLO PALAGHIACCIO/SODANO:WETTER VIS 20060104 (70)
martedì 3 gennaio 2006
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 3 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha nominato il Vescovo Paul Patrick Chomnycky, O.S.B.M., al presente Esarca Apostolico per i fedeli ucraini di rito bizantino residenti in Gran Bretagna, Vescovo di Stamford degli Ucraini (cattolici: 16.000; sacerdoti: 78; religiosi: 61; diaconi permanenti: 9), Stati Uniti d'America. Succede al Vescovo Basil Harry Losten, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Eparchia, presentata per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Monsignore John Bura, al presente Parroco della Parrocchia di San Nicola a Wilmington (Stati Uniti d'America), Vescovo Ausiliare dell'Arcieparchia di Philadelphia degli Ucraini (cattolici: 65.500; sacerdoti: 66; religiosi: 118; diaconi permanenti: 5), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato a Wegeleben (Germania) nel 1944 ed è stato ordinato sacerdote nel 1971.
- Ha nominato il Reverendo Basilio Cho Kyu-man, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Seoul (superficie: 606; popolazione: 10.207.295; cattolici: 1.247.150; sacerdoti: 836; religiosi: 2.678), Corea. Il Vescovo eletto, finora Professore al Seminario Maggiore di Seoul e Segretario Esecutivo della Conferenza Episcopale Coreana, è nato nel 1955 a Pochon (Corea) ed è stato ordinato sacerdote nel 1982.
Sua Beatitudine il Cardinale Stéphanos II Ghattas, C.M., Patriarca di Alessandria dei Copti (Egitto), ha trasferito, a norma del canone 85 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, il Vescovo Antonios Aziz Mina, dall'ufficio di Vescovo Ausiliare del medesimo Patriarcato di Alessandria dei Copti (Egitto), alla Sede eparchiale di Guizeh dei Copti (Egitto).
NER:RE:NEA/.../... VIS 20060103 (260)
- Ha nominato il Vescovo Paul Patrick Chomnycky, O.S.B.M., al presente Esarca Apostolico per i fedeli ucraini di rito bizantino residenti in Gran Bretagna, Vescovo di Stamford degli Ucraini (cattolici: 16.000; sacerdoti: 78; religiosi: 61; diaconi permanenti: 9), Stati Uniti d'America. Succede al Vescovo Basil Harry Losten, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Eparchia, presentata per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Monsignore John Bura, al presente Parroco della Parrocchia di San Nicola a Wilmington (Stati Uniti d'America), Vescovo Ausiliare dell'Arcieparchia di Philadelphia degli Ucraini (cattolici: 65.500; sacerdoti: 66; religiosi: 118; diaconi permanenti: 5), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato a Wegeleben (Germania) nel 1944 ed è stato ordinato sacerdote nel 1971.
- Ha nominato il Reverendo Basilio Cho Kyu-man, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Seoul (superficie: 606; popolazione: 10.207.295; cattolici: 1.247.150; sacerdoti: 836; religiosi: 2.678), Corea. Il Vescovo eletto, finora Professore al Seminario Maggiore di Seoul e Segretario Esecutivo della Conferenza Episcopale Coreana, è nato nel 1955 a Pochon (Corea) ed è stato ordinato sacerdote nel 1982.
Sua Beatitudine il Cardinale Stéphanos II Ghattas, C.M., Patriarca di Alessandria dei Copti (Egitto), ha trasferito, a norma del canone 85 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, il Vescovo Antonios Aziz Mina, dall'ufficio di Vescovo Ausiliare del medesimo Patriarcato di Alessandria dei Copti (Egitto), alla Sede eparchiale di Guizeh dei Copti (Egitto).
NER:RE:NEA/.../... VIS 20060103 (260)
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Nomine ed altri atti pontifici
lunedì 2 gennaio 2006
TE DEUM: IL SIGNORE LENISCA NOSTRE PENE E CI DIA VIGORE
CITTA' DEL VATICANO, 31 DIC. 2005 (VIS). Nel pomeriggio di oggi il Santo Padre ha presieduto nella Basilica Vaticana i primi Vespri della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio e il Te Deum di ringraziamento a conclusione dell'anno civile.
Nell'omelia Benedetto XVI ha affermato che la Chiesa "con l'abbondanza dei suoi doni, accompagna il cammino dell'uomo, affinché coloro che accolgono Cristo abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza".
Negli ultimi mesi, la Chiesa di Roma, ha ricordato il Papa, ha ricevuto molte altre Chiese e Comunità ecclesiali "per approfondire il dialogo della verità nella carità, che unisce tutti i battezzati, e sperimentare insieme più vivo il desiderio della piena comunione. Ma anche molti credenti di altre religioni hanno voluto testimoniare la propria stima cordiale e fraterna a questa Chiesa e al suo Vescovo, coscienti che nell'incontro sereno e rispettoso si cela l'anima di un'azione concorde a favore dell'umanità intera".
Il Santo Padre ha precisato che quest'anno il programma pastorale della Diocesi di Roma ha concentrato la sua attenzione sulla famiglia e, citando le parole di Giovanni Paolo II che in ripetute occasioni ribadì che "la crisi della famiglia costituisce un grave pregiudizio per la stessa nostra civiltà", ha affermato: "Proprio per sottolineare l'importanza nella vita della Chiesa e della società della famiglia fondata sul matrimonio, anch'io ho voluto offrire il mio contributo intervenendo la sera del 6 giugno scorso, al Convegno diocesano".
Infine Papa Benedetto XVI ha voluto ricordare "in modo speciale coloro che sono in difficoltà: le persone più povere e abbandonate, quanti hanno perso la speranza in un fondato senso della propria esistenza, o sono involontarie vittime di interessi egoistici, senza che a loro sia chiesta adesione o opinione".
"Facendo nostre le loro sofferenze" - ha proseguito il Pontefice - "li affidiamo tutti a Dio, che sa volgere ogni cosa al bene. (...) Al Signore della vita chiediamo di lenire con la sua grazia le pene provocate dal male, e di continuare a dare vigore alla nostra esistenza terrena, donandoci il Pane e il Vino della salvezza, per sostentare il nostro cammino verso la patria del Cielo".
Al termine della celebrazione il Papa ha compiuto una visita al Presepe di Piazza San Pietro davanti al quale è rimasto alcuni minuti in preghiera.
HML/VESPRI:TE DEUM/... VIS 20060102 (390)
CELEBRAZIONI PRESIEDUTE DAL SANTO PADRE: GENNAIO-APRILE
CITTA' DEL VATICANO, 31 DIC 2005 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha reso pubblico il calendario delle celebrazioni che il Santo Padre presiederà dal 6 gennaio al 16 aprile 2006:
GENNAIO
- Venerdì 6: Solennità dell'Epifania del Signore. Alle ore 9:30 Santa Messa nella Basilica Vaticana.
- Domenica 8: Festa del Battesimo del Signore. Alle ore 10:00 Santa Messa e Battesimo dei bambini nella Cappella Sistina.
- Mercoledì 25: Festa della Conversione di San Paolo Apostolo. Alle ore 17:30 nella Basilica di San Paolo Celebrazione dei Vespri.
FEBBRAIO
- Giovedì 2: Festa della Presentazione del Signore. Giornata della Vita Consacrata. Alle ore 17:30 nella Basilica Vaticana Benedizione delle candele, Processione e Santa Messa con i membri degli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.
MARZO
- Mercoledì 1°: Mercoledì delle Ceneri. Alle 16:30 Processione dalla Chiesa di Sant'Anselmo. Alle ore 17:00 nella Basilica di Santa Sabina Santa Messa, benedizione e imposizione delle Ceneri.
- Domenica 5: I Domenica di Quaresima. Alle ore 18:00 nella Cappella "Redemptoris Mater" del Palazzo Apostolico inizio degli Esercizi Spirituali per la Curia Romana.
- Sabato 11: Alle ore 9:00, nella Cappella "Redemptoris Mater" conclusione degli Esercizi Spirituali.
- Domenica 19: III Domenica di Quaresima. Alle ore 9:30 all'Altare della Confessione della Basilica Vaticana, Santa Messa per i lavoratori.
- Domenica 26: IV Domenica di Quaresima. Alle ore 9:30, Visita pastorale alla Parrocchia romana di Dio Padre Misericordioso e Santa Messa.
APRILE
- Lunedì 3: alle ore 17:30, all'Altare della Confessione della Basilica Vaticana Santa Messa in suffragio del defunto Sommo Pontefice Giovanni Paolo II.
- Domenica 9: Domenica delle Palme. Alle 9:30 in Piazza San Pietro Benedizione delle Palme, processione e Santa Messa.
- Martedì 11: Martedì Santo. Alle 17:30 nella Basilica Vaticana celebrazione della Penitenza. Rito per la riconciliazione di più penitenti con la confessione e l'assoluzione individuale.
- Giovedì 13: Giovedì Santo. Alle ore 9:30 nella Basilica Vaticana. Santa Messa del Crisma. Alle ore 17:30 nella Basilica di San Giovanni in Laterano inizio del Triduo Pasquale e Santa messa nella Cena del Signore.
- Venerdì 14: Venerdì Santo. Alle ore 17:00 nella Basilica Vaticana. Celebrazione della Passione del Signore. Alle 21:15 Via Crucis al Colosseo.
- Sabato 15: Sabato Santo. Alle ore 22:00 nella Basilica Vaticana. Veglia Pasquale nella notte santa.
- Domenica 16: Domenica di Pasqua. Alle ore 10:30 in Piazza San Pietro Santo Messa del giorno con il rito del "Resurrexit". Alle ore 12:00, dalla Loggia centrale della Basilica Vaticana, Benedizione "Urbi et Orbi".
OCL/CALENDARIO GENNAIO:APRILE/... VIS 20060102 (420)
GENNAIO
- Venerdì 6: Solennità dell'Epifania del Signore. Alle ore 9:30 Santa Messa nella Basilica Vaticana.
- Domenica 8: Festa del Battesimo del Signore. Alle ore 10:00 Santa Messa e Battesimo dei bambini nella Cappella Sistina.
- Mercoledì 25: Festa della Conversione di San Paolo Apostolo. Alle ore 17:30 nella Basilica di San Paolo Celebrazione dei Vespri.
FEBBRAIO
- Giovedì 2: Festa della Presentazione del Signore. Giornata della Vita Consacrata. Alle ore 17:30 nella Basilica Vaticana Benedizione delle candele, Processione e Santa Messa con i membri degli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.
MARZO
- Mercoledì 1°: Mercoledì delle Ceneri. Alle 16:30 Processione dalla Chiesa di Sant'Anselmo. Alle ore 17:00 nella Basilica di Santa Sabina Santa Messa, benedizione e imposizione delle Ceneri.
- Domenica 5: I Domenica di Quaresima. Alle ore 18:00 nella Cappella "Redemptoris Mater" del Palazzo Apostolico inizio degli Esercizi Spirituali per la Curia Romana.
- Sabato 11: Alle ore 9:00, nella Cappella "Redemptoris Mater" conclusione degli Esercizi Spirituali.
- Domenica 19: III Domenica di Quaresima. Alle ore 9:30 all'Altare della Confessione della Basilica Vaticana, Santa Messa per i lavoratori.
- Domenica 26: IV Domenica di Quaresima. Alle ore 9:30, Visita pastorale alla Parrocchia romana di Dio Padre Misericordioso e Santa Messa.
APRILE
- Lunedì 3: alle ore 17:30, all'Altare della Confessione della Basilica Vaticana Santa Messa in suffragio del defunto Sommo Pontefice Giovanni Paolo II.
- Domenica 9: Domenica delle Palme. Alle 9:30 in Piazza San Pietro Benedizione delle Palme, processione e Santa Messa.
- Martedì 11: Martedì Santo. Alle 17:30 nella Basilica Vaticana celebrazione della Penitenza. Rito per la riconciliazione di più penitenti con la confessione e l'assoluzione individuale.
- Giovedì 13: Giovedì Santo. Alle ore 9:30 nella Basilica Vaticana. Santa Messa del Crisma. Alle ore 17:30 nella Basilica di San Giovanni in Laterano inizio del Triduo Pasquale e Santa messa nella Cena del Signore.
- Venerdì 14: Venerdì Santo. Alle ore 17:00 nella Basilica Vaticana. Celebrazione della Passione del Signore. Alle 21:15 Via Crucis al Colosseo.
- Sabato 15: Sabato Santo. Alle ore 22:00 nella Basilica Vaticana. Veglia Pasquale nella notte santa.
- Domenica 16: Domenica di Pasqua. Alle ore 10:30 in Piazza San Pietro Santo Messa del giorno con il rito del "Resurrexit". Alle ore 12:00, dalla Loggia centrale della Basilica Vaticana, Benedizione "Urbi et Orbi".
OCL/CALENDARIO GENNAIO:APRILE/... VIS 20060102 (420)
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Calendario celebrazioni
UDIENZA MEMBRI CORPO GENDARMERIA STATO CITTÀ VATICANO
CITTA' DEL VATICANO, 31 DIC. 2005 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI, nel ricevere nella Sala Clementina in Vaticano i Membri del Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano, ha ricordato che la loro visita ha luogo in un "anno veramente speciale per la Chiesa. La malattia, la morte e i funerali dell'amato Papa Giovanni Paolo II, il periodo della Sede Vacante e il Conclave, la mia elezione a Vescovo di Roma sono eventi che hanno segnato in modo straordinario quanti vivono qui, in Vaticano, oltre che i fedeli del mondo intero. Per voi, lo so bene, è stato un periodo di più intenso lavoro, che avete svolto con impegno e spirito di sacrificio".
Papa Benedetto ha ringraziato la Gendarmeria per il lavoro quotidiano svolto "con abnegazione e fedeltà per servire il Papa ed i suoi collaboratori, insieme al Corpo della Guardia Svizzera Pontificia (...). La vostra è un'attività delicata e quanto mai necessaria, che richiede dedizione, prudenza e tanta disponibilità".
Successivamente il Papa ha esortato i gendarmi con queste parole: "Sappiate essere sempre vigilanti anche nell'ambito propriamente spirituale. (...) Per questo è indispensabile pregare sempre, conservando l'unione interiore con il Signore. Egli solo dà senso e valore alla nostra esistenza. Sia Lui, pertanto, a sostenervi in ogni momento e a ricompensarvi dei sacrifici che il vostro servizio comporta".
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Virtù cardinali
LA PACE SI EDIFICA CON L'APPORTO DI TUTTI
CITTA' DEL VATICANO, 1 GEN. 2006 (VIS). Alle 10:00 di questa mattina, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Celebrazione Eucaristica nella Solennità di Maria Santissima Madre di Dio e nella XXXIX Giornata Mondiale della Pace.
Nell'omelia il Santo Padre ha precisato che, scegliendo come tema del Messaggio della Giornata Mondiale della Pace "Nella verità, la pace", ha voluto esprimere la convinzione che "dove e quando l'uomo si lascia illuminare dallo splendore della verità, intraprende quasi naturalmente il cammino della pace".
Sottolineando che la pace "grande aspirazione del cuore di ogni uomo e di ogni donna si edifica giorno dopo giorno con l'apporto di tutti", il Papa ha affermato che: "Di fronte al permanere di situazioni di ingiustizia e di violenza che continuano ad opprimere diverse zone della terra, davanti a quelle che si presentano come le nuove e più insidiose minacce alla pace - il terrorismo, il nichilismo ed il fondamentalismo fanatico - diventa più che mai necessario operare insieme per la pace!".
"È necessario un 'sussulto' di coraggio e di fiducia in Dio e nell'uomo per scegliere di percorrere il cammino della pace. E questo da parte di tutti: singoli individui e popoli, Organizzazioni internazionali e potenze mondiali. In particolare, nel Messaggio per l'odierna ricorrenza, ho voluto richiamare l'Organizzazione delle Nazioni Unite a prender rinnovata coscienza delle sue responsabilità nella promozione dei valori della giustizia, della solidarietà e della pace, in un mondo sempre più segnato dal vasto fenomeno della globalizzazione".
Benedetto XVI ha detto ancora che: "Se la pace è aspirazione di ogni persona di buona volontà, per i discepoli di Cristo essa è mandato permanente che impegna tutti; è missione esigente che li spinge ad annunciare e testimoniare 'il Vangelo della Pace', proclamando che il riconoscimento della piena verità di Dio è condizione previa e indispensabile per il consolidamento della verità della pace. Possa questa consapevolezza crescere sempre più, sì che ogni comunità cristiana diventi 'fermento' di un'umanità rinnovata nell'amore".
Il Papa ha concluso l'omelia esortando ad apprendere dalla scuola di Maria "a diventare attenti e docili discepoli del Signore. Con il suo aiuto materno, desideriamo impegnarci a lavorare alacremente nel 'cantiere' della pace, alla sequela di Cristo, Principe della Pace".
HML/GIORNATA MONDIALE PACE/... VIS 20060102 (380)
VIA DELLA PACE: DIALOGO, PERDONO, SOLIDARIETÀ
CITTA' DEL VATICANO, 1 GEN. 2006 (VIS). Questa mattina, prima di recitare l'Angelus, il Santo Padre Benedetto XVI si è rivolto alle migliaia di fedeli convenuti in Piazza San Pietro, ed ha ricordato che dal tempo liturgico del Natale "viene a noi una grande lezione: per accogliere il dono della pace, dobbiamo aprirci alla verità che si è rivelata nella persona di Gesù, il quale ci ha insegnato il 'contenuto' e insieme il 'metodo' della pace, cioè l'amore".
"Dio, infatti, che è l'Amore perfetto e sussistente" - ha proseguito il Pontefice - "si è rivelato in Gesù sposando la nostra condizione umana. In questo modo ci ha anche indicato la via della pace: il dialogo, il perdono, la solidarietà. Ecco l'unica strada che conduce alla vera pace".
Il Santo Padre ha invocato Maria Santissima "che oggi benedice il mondo intero mostrando il suo Figlio divino, il 'principe della pace'", affinché "la famiglia umana, aprendosi al messaggio evangelico, possa trascorrere l'anno che oggi inizia nella fraternità e nella pace".
Infine il Papa ha rivolto a tutti i presenti e a quanti erano collegati mediante la radio e la televisione i suoi "più cordiali auguri di pace e di bene".
ANG/PACE/... VIS 20060102 (200)
"Dio, infatti, che è l'Amore perfetto e sussistente" - ha proseguito il Pontefice - "si è rivelato in Gesù sposando la nostra condizione umana. In questo modo ci ha anche indicato la via della pace: il dialogo, il perdono, la solidarietà. Ecco l'unica strada che conduce alla vera pace".
Il Santo Padre ha invocato Maria Santissima "che oggi benedice il mondo intero mostrando il suo Figlio divino, il 'principe della pace'", affinché "la famiglia umana, aprendosi al messaggio evangelico, possa trascorrere l'anno che oggi inizia nella fraternità e nella pace".
Infine il Papa ha rivolto a tutti i presenti e a quanti erano collegati mediante la radio e la televisione i suoi "più cordiali auguri di pace e di bene".
ANG/PACE/... VIS 20060102 (200)
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 2 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:
- Il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.
- Il Cardinale James Francis Stafford, Penitenziere Maggiore.
- L'Arcivescovo Franc Rodé, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica.
AP/.../... VIS 20060102 (70)
- Il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.
- Il Cardinale James Francis Stafford, Penitenziere Maggiore.
- L'Arcivescovo Franc Rodé, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica.
AP/.../... VIS 20060102 (70)
INTENZIONI APOSTOLATO PREGHIERA MESE DI GENNAIO
CITTA' DEL VATICANO, 2 GEN. 2006 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di gennaio è la seguente: "Perché lo sforzo di unità dei cristiani porti riconciliazione e pace tra gli uomini di tutto il mondo".
L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perché i migranti trovino tra i cristiani un'accoglienza fatta di rispetto e di amore, che riconosca in loro l'immagine di Dio".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/GENNAIO/… VIS 20060102 (80)
L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perché i migranti trovino tra i cristiani un'accoglienza fatta di rispetto e di amore, che riconosca in loro l'immagine di Dio".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/GENNAIO/… VIS 20060102 (80)
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 2 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato l'Arcivescovo Ignatius Suharyo Hardjoatmodjo, di Semarang (Indonesia), Ordinario Militare di Indonesia. Succede al Cardinale Julius Riyadi Darmaatmadja, S.I., Arcivescovo di Jiakarta (Indonesia), del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale del medesimo Ordinariato Militare, presentata in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.
NER:RE/.../HARDJOATMODJO:DARMAATMADJA VIS 20060102 (70)
NER:RE/.../HARDJOATMODJO:DARMAATMADJA VIS 20060102 (70)
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Nomine ed altri atti pontifici
venerdì 30 dicembre 2005
C'È GRANDE BISOGNO DI SOSTENERE LA FAMIGLIA
CITTA' DEL VATICANO, 30 DIC. 2005 (VIS). Questa mattina Papa Benedetto XVI ha compiuto una visita al Dispensario Pontificio "Santa Marta" in Vaticano, struttura destinata all'assistenza di nuclei extracomunitari di qualsiasi Paese, etnia o religione, in prevalenza bambini fino ai due anni di età. Essa si avvale di un'équipe composta da dieci medici delle diverse specializzazioni, una psicologa, e quaranta volontari, con il coordinamento delle Figlie della Carità di San Vincenzo de' Paoli.
Nel suo discorso il Santo Padre ha rilevato che la sua visita "assume un significato singolare, perché si svolge nel periodo natalizio: in questi giorni il nostro sguardo si posa sul Bambino Gesù". Nella Grotta di Betlemme "Gesù bussa alla porta del nostro cuore, domanda di fargli spazio nella nostra vita. Dio è così: non si impone, non entra mai con la forza ma, come un bambino, chiede di essere accolto. In un certo senso, anche Dio si presenta bisognoso di attenzione; attende che gli apriamo il cuore e che ci prendiamo cura di Lui".
Ricordando che oggi si celebra la festa della Santa Famiglia di Nazaret, il Papa ha affermato: "Trovandomi in mezzo a voi e vedendo il vostro impegno per i bambini e i genitori, desidero sottolineare la fondamentale vocazione della famiglia ad essere il primo e principale luogo di accoglienza della vita. La concezione moderna della famiglia, anche per reazione al passato, riserva grande importanza all'amore coniugale, sottolineandone gli aspetti soggettivi di libertà nella scelta e nei sentimenti. Si fa invece più fatica a percepire e comprendere il valore della chiamata a collaborare con Dio nel procreare la vita umana".
"Inoltre" - ha detto ancora il Pontefice - "le società contemporanee, pur dotate di tanti mezzi, non riescono sempre a facilitare la missione dei genitori, sia sul piano delle motivazioni spirituali e morali che su quello delle condizioni pratiche di vita. C'è un grande bisogno, tanto sotto il profilo culturale quanto sotto quello politico e legislativo, di sostenere la famiglia, ed iniziative come quella del vostro dispensario risultano al riguardo quanto mai utili. Si tratta di realtà piccole ma importanti e, grazie a Dio, la Chiesa ne è ricca e non cessa di metterle al servizio di tutti".
Infine il Papa ha invitato i presenti a "pregare con me per tutte le famiglie di Roma e del mondo, specialmente per quelle che versano in condizioni difficili, soprattutto perchè costrette a vivere lontano dalla loro terra d'origine. Preghiamo per quei genitori che non riescono ad assicurare ai figli il necessario per la salute, per l'istruzione, per un'esistenza dignitosa e serena".
BXVI-VISITA/DISPENSARIO VATICANO/... VIS 20051230 (430)
MUSICA SACRA: "FUNZIONE MINISTERIALE" NEL SERVIZIO DIVINO
CITTA' DEL VATICANO, 30 DIC. 2005 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Vaticano i partecipanti al XXXIII Congresso Internazionale della Federazione Internazionale dei Pueri Cantores, in corso in questi giorni a Roma. L'Associazione, istituita come ente morale nel 1965 con decreto del Cardinale Vicario di Roma, si propone la diffusione del canto liturgico eseguito da bambini e bambine in età scolare.
Il Papa ha rivolto parole di saluto al Presidente dell'Associazione, ed ha espresso il suo apprezzamento per lo "spirito nel quale la vostra Federazione realizza ed intende perseguire la sua missione nella Chiesa, al servizio della liturgia, offrendo in più al mondo intero un messaggio di pace e di fraternità".
"È particolarmente opportuno nel tempo di Natale" - ha proseguito il Pontefice - "cantare le lodi del Signore e esprimergli gioia, seguendo così l'esempio della Vergine Maria, che, per prima, ha reso grazie al Signore per il mistero dell'Incarnazione, con il suo 'Magnificat', che la Chiesa riprende di generazione in generazione. (...) Il Concilio Vaticano II non ha mancato di ricordare quanto la Chiesa apprezzi il ruolo di coloro che, con il canto, contribuiscono alla bellezza della liturgia. Poiché 'il Cristo è presente quando la Chiesa prega e canta' e noi siamo uniti al cielo".
Il Santo Padre ha sottolineato ancora l'importante missione dei 'Pueri Cantores' nello "aiutare il popolo di Dio a pregare con dignità, poiché la musica sacra è una 'funzione ministeriale' nel servizio divino. Ricordate sempre che quando 'la Chiesa prega, canta o agisce, la fede dei partecipanti viene nutrita, le anime sono elevate al Signore per renderGli omaggio spirituale e ricevere la sua grazia con più abbondanza".
Al termine del discorso, il Papa ha impartito la Benedizione Apostolica a tutti i membri della Federazione dei Pueri Cantores.
AC/MUSICA SACRA:LITURGIA/PUERI CANTORES VIS 20051230 (310)
giovedì 29 dicembre 2005
QUASI TRE MILIONI FEDELI AD INCONTRI PAPA BENEDETTO XVI
CITTA' DEL VATICANO, 29 DIC. 2005 (VIS). Un Comunicato della Prefettura della Casa Pontificia informa che dall'inizio del Pontificato di Papa Benedetto XVI, il 24 aprile scorso, hanno partecipato agli incontri pubblici con il Santo Padre 2.855.500 persone.
Il Santo Padre Benedetto XVI ha tenuto la prima Udienza Generale del suo Pontificato il 27 aprile e con l'Udienza di ieri, l'ultima del 2005, ha tenuto complessivamente 32 Udienze Generali, alle quali hanno partecipato 810.000 fedeli. I mesi di maggior affluenza di pellegrini sono stati rispettivamente ottobre con 190.000 persone, giugno con 130.000 e settembre con 126.000.
PD/UDIENZE PUBBLICHE/... VIS 20051229 (110)
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Udienze
ATTIVITÀ SANTO PADRE E SANTA SEDE AGOSTO-DICEMBRE 2005
CITTA' DEL VATICANO, 29 DIC. 2005 (VIS). Di seguito diamo un resoconto dei principali avvenimenti dell'attività di Benedetto XVI e della Santa Sede dal mese di agosto al mese di dicembre 2005.
AGOSTO
- 18-21: Viaggio Apostolico a Colonia (Repubblica Federale di Germania), per la celebrazione della XX Giornata Mondiale della Gioventù, sul tema: "Siamo venuti per adorarLo".
SETTEMBRE
- 2: Il Santo Padre Benedetto XVI affida alla Radio Vaticana l'esercizio e la tutela dei diritti d'autore e di proprietà intellettuale su tutte le registrazioni sonore della propria voce risalenti al periodo antecedente la Sua elevazione alla Cattedra di Pietro, salvi i diritti già legittimamente acquisiti da terzi.
- 16: Il Santo Padre riceve in udienza i partecipanti al Congresso Internazionale "La Sacra Scrittura nella vita della Chiesa", (Roma, 14-18 settembre), su iniziativa del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e dalla Federazione Biblica Cattolica (FBC), in occasione del 40° anniversario della promulgazione della Costituzione Dogmatica sulla Rivelazione Divina "Dei Verbum" del Concilio Vaticano II.
- 23: Benedetto XVI riceve le Lettere Credenziali del nuovo Ambasciatore del Messico presso la Santa Sede, Signor Luis Felipe Bravo Mena.
- 24: Colloquio del Santo Padre Benedetto XVI con il Professor Hans Küng (Tubinga).
- 29: Il Presidente della Repubblica di Serbia, Boris Tadic invita il Papa a visitare il suo Paese.
OTTOBRE
- 2: Apertura della XI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, sul tema: "L'Eucaristia: fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa".
- 9: Beatificazione del Servo di Dio Clemens August von Galen (1878-1946), Vescovo di Münster (Germania).
- 11: Presentazione del volume "La rivoluzione di Dio", che raccoglie i dodici interventi che il Santo Padre Benedetto XVI ha pronunciato a Colonia in occasione della XX Giornata Mondiale della Gioventù nel suo primo Viaggio Apostolico fuori d'Italia.
- 15: 100.000 bambini italiani e di altre parti del mondo che hanno ricevuto quest'anno la Prima Comunione, partecipano in Piazza San Pietro ad un incontro di catechesi e di preghiera con il Santo Padre Benedetto XVI, sul tema: "Il Pane del Cielo".
- 17: Telegramma di cordoglio del Santo Padre per la morte del Cardinale Giuseppe Caprio, avvenuta il 15 ottobre.
- 22: Pubblicazione del Messaggio finale della XI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi nelle diverse lingue, intitolato: "L'Eucaristia, Pane vivo per la pace del mondo".
- 23: Lettera indirizzata ai quattro Vescovi cinesi assenti dall'Assemblea Sinodale: Vescovo Antonio Li Duan, di Xi'an; Vescovo Luca Li Jingfeng, di Fengsiang; Vescovo Aloysius Jin Luxian, S.I., di Shanghai; e Vescovo Giuseppe Wei Jingyi, di Qiqihar.
- 23: Concelebrazione Eucaristica con i Padri Sinodali presieduta, in Piazza San Pietro, dal Santo Padre Benedetto XVI, per la chiusura della XI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi e dell'Anno dell'Eucaristia. Canonizzazione dei Beati: Józef Bilczewski (1860-1923), Vescovo; Gaetano Catanoso (1879-1963), Presbitero, Fondatore della Congregazione delle Suore Veroniche del Volto Santo; Zygmunt Gorazdowski (1845-1920), Presbitero, Fondatore della Congregazione delle Suore di San Giuseppe; Alberto Hurtado Cruchaga (1901-1952), Presbitero, della Compagnia di Gesù, e Felice da Nicosia (1715-1787), Religioso, dell'Ordine Francescano dei Frati Minori Cappuccini.
- 27: Giornata di commemorazione del 40° anniversario della promulgazione della Dichiarazione "Nostra aetate", del Concilio Vaticano II, relativa alle relazioni della Chiesa cattolica con le religioni non cristiane.
- 28: Presentazione del Messaggio del Santo Padre per la 92a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (15 gennaio 2006), sul tema: "Migrazioni: segno dei tempi".
- 29: Beatificazione dei Servi di Dio: Josep Tàpies Sirvant e sei compagni, Presbiteri e Martiri (1936) e María de los Ángeles Ginard Martí (1894-1936), Vergine e Martire della Congregazione delle Suore Zelatrici del Culto Eucaristico.
NOVEMBRE
- 6: Beatificazione di Eurosia Fabris (1866-1932), Terziaria Francescana, nota come "Mamma Rosa".
- 12: Lettere Credenziali del nuovo Ambasciatore degli Stati Uniti d'America presso la Santa Sede, Signor Francis Rooney.
- 13: Beatificazione dei Servi di Dio: Charles de Foucauld, Presbitero (1858-1916); Maria Pia Mastena, Vergine, Fondatrice delle Suore del Santo Volto (1881-1951) e Maria Crocifissa Curcio, Vergine, Fondatrice della Congregazione delle Suore Carmelitane Missionarie di Santa Teresa del Bambino Gesù (1877-1957).
- 17: Visita del Presidente dello Stato di Israele, Signor Moshe Katsav, al Santo Padre Benedetto XVI.
- 19: Motu proprio "De Basilicis Sancti Francisci et Sanctae Mariae Angelorum", che detta nuove disposizioni circa le Basiliche di San Francesco e di Santa Maria degli Angeli, ad Assisi, la prima affidata all'Ordine dei Frati Minori Francescani Conventuali e la seconda all'Ordine Francescano dei Frati Minori.
- 20: Beatificazione nello Stadio Jalisco di Guadalajara (Messico), di tredici martiri della persecuzione religiosa del secolo scorso in Messico: Anacleto González Flores e sette compagni, José Trinidad Rangel, Andrés Solá Molist, Leonardo Pérez, Darío Acosta Zurita e il giovane di 14 anni José Sánchez del Rio.
- 22: Presentazione del programma delle manifestazioni commemorative del Quinto centenario della Fondazione della Guardia Svizzera Pontificia (1505-2006).
- 25: Visita del Santo Padre Benedetto XVI alla sede romana dell'Università Cattolica del Sacro Cuore in occasione dell'inaugurazione dell'Anno Accademico.
- 28: Pubblicazione del Messaggio del Santo Padre ai giovani d'Olanda che hanno partecipato a Nieuwegein (Paesi Bassi), alla Prima Giornata Nazionale della gioventù cattolica.
- 29: Il Santo Padre Benedetto XVI concede ai fedeli l'Indulgenza plenaria nella solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, l'8 dicembre, quando si compiranno quarant'anni dalla conclusione del Concilio Vaticano II.
- 29: Pubblicazione della "Istruzione circa i criteri di discernimento vocazionale riguardo alle persone con tendenze omosessuali in vista della loro ammissione al seminario e agli Ordini Sacri".
DICEMBRE
- 1°: Presentazione delle Lettere Credenziali degli Ambasciatori: Signor Ali Abeid A. Karume (Tanzania); Signor Madan Kumar Bhattarai (Nepal); Signor Pekka Ojanen (Finlandia); Signor Gilbert Ramez Chagoury (Santa Lucia); Signor Francisco A. Soler (El Salvador); Signor Sten Erik Malmborg Lilholt (Danimarca); Signora Konji Sebati (Sud Africa); Signor Idriss Jazaïry (Algeria); Signor Petros Tseggai Asghedom (Eritrea); Signor Félix Kodjo Sagbo (Togo) e Signor Antoni Morell Mora (Principato di Andorra).
- 3: Al termine della Visita "ad Limina Apostolorum" di un gruppo di Presuli della Conferenza Episcopale della Polonia, l'Arcivescovo di Cracovia Stanislaw Dziwisz, invita il Santo Padre a recarsi in visita in Polonia.
- 3: Udienza al Presidente dell'Autorità Palestinese Mahmud Abbas.
- 8: Il Santo Padre presiede oggi, solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, una Concelebrazione Eucaristica nella Basilica Vaticana, in occasione del 40° anniversario della conclusione del Concilio Ecumenico Vaticano II e si reca nel pomeriggio in Piazza di Spagna per l'omaggio floreale alla statua della Vergine.
- 13: Presentazione del Messaggio del Santo Padre per la Giornata Mondiale della Pace 2006, (1° gennaio 2006), sul tema: "Nella verità la pace".
- 15: Udienza ai Membri del Comitato Misto di Coordinamento della Commissione Internazionale per il Dialogo teologico tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa nel suo insieme.
- 16: Pubblicazione del Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la XIV Giornata Mondiale del Malato che si celebra tutti gli anni l'11 febbraio, Memoria Liturgica della Beata Vergine di Lourdes.
- 18: Prima visita pastorale di Papa Benedetto XVI alle parrocchie della Diocesi di Roma e celebrazione della Santa Messa nella Parrocchia di Santa Maria Consolatrice a Casalbertone, della quale l'allora Cardinale Ratzinger prese possesso del titolo nel 1977.
- 19: Presentazione al Santo Padre delle Lettere Credenziali del Signor Bernard Kessedjian, nuovo Ambasciatore di Francia presso la Santa Sede.
- 23: Presentazione delle Lettere Credenziali del nuovo Ambasciatore della Gran Bretagna presso la Santa Sede, Signor Francis Martin-Xavier Campbell.
ATTIVITÀ SANTO PADRE/.../... VIS 051229 (1230)
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 29 DIC. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Octavio Villegas Aguilar, finora Vescovo di Tula (Messico), Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Morelia (superficie: 17.710; popolazione: 2.378.720; cattolici: 2.259.784; sacerdoti: 513; religiosi: 1.254: diaconi permanenti: 8), Messico.
L'Arcivescovo Maggiore di Kyiv-Halyc, Cardinale Lubomyr Husar, con il consenso del Sinodo della Chiesa Greco Cattolica Ucraina e dopo aver informato la Sede Apostolica, ha trasferito, a norma del canone 85 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, il Vescovo Ihor Vozniak, C.SS.R., da Vescovo titolare di Nisa di Licia ed Ausiliare dell'Arcieparchia di Lviv degli Ucraini ad Arcivescovo residenziale della medesima sede.
NEA:NA/.../VILLEGAS:VOZNIAK VIS 20051229 (110)
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Nomine ed altri atti pontifici
mercoledì 28 dicembre 2005
UOMO MODERNO LASCIATI PRENDER PER MANO DA BAMBINO GESÙ
CITTA' DEL VATICANO, 25 DIC. 2005 (VIS). Alle 12:00 di oggi, Solennità del Natale del Signore, il Santo Padre Benedetto XVI ha rivolto dalla Loggia della Benedizione, il tradizionale Messaggio natalizio, il primo del suo Pontificato, trasmesso da 111 canali televisivi di 68 paesi.
"In questo giorno solenne" - ha detto il Santo Padre - "risuona l'annuncio dell'Angelo ed è invito anche per noi, uomini e donne del terzo millennio, ad accogliere il Salvatore. Non esiti l'odierna umanità a farlo entrare nelle proprie case, nelle città, nelle nazioni e in ogni angolo della terra!".
"L'uomo dell'era tecnologica" - ha proseguito il Pontefice - "rischia però di essere vittima degli stessi successi della sua intelligenza e dei risultati delle sue capacità operative, se va incontro ad un'atrofia spirituale, ad un vuoto del cuore. Per questo è importante che apra la propria mente e il proprio cuore al Natale di Cristo, evento di salvezza capace di imprimere rinnovata speranza all'esistenza di ogni essere umano".
"Svegliati, uomo del terzo millennio!" - ha esclamato il Papa - "A Natale l'Onnipotente si fa bambino e chiede aiuto e protezione. Il suo modo di essere Dio mette in crisi il nostro modo di essere uomini; il suo bussare alle nostre porte ci interpella, interpella la nostra libertà e ci chiede di rivedere il nostro rapporto con la vita e il nostro modo di concepirla".
"Uomo moderno, adulto eppure talora debole nel pensiero e nella volontà, lasciati prender per mano dal Bambino di Betlemme; non temere, fidati di Lui! La forza vivificante della sua luce ti incoraggia ad impegnarti nell'edificazione di un nuovo ordine mondiale, fondato su giusti rapporti etici ed economici. Il suo amore guidi i popoli e ne rischiari la comune coscienza di essere 'famiglia' chiamata a costruire rapporti di fiducia e di vicendevole sostegno".
"L'umanità unita" - ha ribadito il Papa - "potrà affrontare i tanti e preoccupanti problemi del momento presente: dalla minaccia terroristica alle condizioni di umiliante povertà in cui vivono milioni di esseri umani, dalla proliferazione delle armi alle pandemie e al degrado ambientale che pone a rischio il futuro del pianeta".
"Il Dio che si è fatto uomo per amore dell'uomo sostenga quanti operano in Africa a favore della pace e dello sviluppo integrale" - ha detto ancora il Papa - "opponendosi alle lotte fratricide, perché si consolidino le attuali transizioni politiche ancora fragili, e siano salvaguardati i più elementari diritti di quanti versano in tragiche situazioni umanitarie, come nel Darfur ed in altre regioni dell'Africa centrale".
"Induca i popoli latino-americani a vivere in pace e concordia. Infonda coraggio agli uomini di buona volontà, che operano in Terra Santa, in Iraq, in Libano, dove i segni di speranza, che pure non mancano, attendono di essere confermati da comportamenti ispirati a lealtà e saggezza; favorisca i processi di dialogo nella Penisola coreana e altrove nei Paesi asiatici, perché, superate pericolose divergenze, si giunga, in spirito amichevole, a coerenti conclusioni di pace, tanto attese da quelle popolazioni".
Al termine del Messaggio natalizio, il Papa ha impartito la Benedizione "Urbi et Orbi" in 32 lingue.
MESS/URBI ET ORBI/... VIS 20051228 (530)
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Libertà e diritti
MESSA DI MEZZANOTTE: LUCE DI BETLEMME NON SI È MAI SPENTA
CITTA' DEL VATICANO, 25 DIC. 2005 (VIS). A mezzanotte, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Santa Messa della Notte per la Solennità del Natale del Signore 2005. Durante il canto del "Gloria in excelsis Deo" alcuni bambini provenienti dai diversi Continenti hanno presentato un omaggio floreale all'immagine di Gesù Bambino.
Dopo la proclamazione del Santo Vangelo, Benedetto XVI ha pronunciato l'omelia della quale riportiamo di seguito alcuni paragrafi:
"Il Signore mi ha detto: 'Tu sei mio figlio, io oggi ti ho generato'. Con queste parole del Salmo secondo, la Chiesa inizia la Santa Messa della veglia di Natale, nella quale celebriamo la nascita del nostro Redentore Gesù Cristo nella stalla di Betlemme. Una volta, questo Salmo apparteneva al rituale dell'incoronazione dei re di Giuda. Il popolo d'Israele, a causa della sua elezione, si sentiva in modo particolare figlio di Dio, adottato da Dio. (...) Nella notte di Betlemme queste parole, che erano di fatto più l'espressione di una speranza che una realtà presente, hanno assunto un senso nuovo ed inaspettato. Il Bimbo nel presepe è davvero il Figlio di Dio. Dio non è solitudine perenne, ma, un circolo d'amore nel reciproco darsi e ridonarsi, Egli è Padre, Figlio e Spirito Santo".
"Ancora di più: in Gesù Cristo, il Figlio di Dio, Dio stesso, Dio da Dio, si è fatto uomo. (...) L'eterno oggi di Dio è disceso nell'oggi effimero del mondo e trascina il nostro oggi passeggero nell'oggi perenne di Dio. Dio è così grande che può farsi piccolo. Dio è così potente che può farsi inerme e venirci incontro come bimbo indifeso, affinché noi possiamo amarlo. (...) Questo è il Natale: 'Tu sei mio figlio, io oggi ti ho generato'. Dio è diventato uno di noi, affinché noi potessimo essere con Lui, diventare simili a Lui. Ha scelto come suo segno il Bimbo nel presepe: Egli è così. In questo modo impariamo a conoscerlo. E su ogni bambino rifulge qualcosa del raggio di quell'oggi, della vicinanza di Dio che dobbiamo amare ed alla quale dobbiamo sottometterci - su ogni bambino, anche su quello non ancora nato".
"Ascoltiamo una seconda parola della liturgia di questa Notte santa, questa volta presa dal Libro del profeta Isaia: 'Su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. (...) Ma luce significa sopratutto conoscenza, significa verità in contrasto col buio della menzogna e dell'ignoranza. Così la luce ci fa vivere, ci indica la strada. Ma poi, la luce, in quanto dona calore, significa anche amore. Dove c'è amore, emerge una luce nel mondo; dove c'è odio, il mondo è nel buio. Sì, nella stalla di Betlemme, è apparsa la grande luce che il mondo attende".
"La luce di Betlemme non si è mai più spenta. Lungo tutti i secoli ha toccato uomini e donne, 'li ha avvolti di luce'. Dove è spuntata la fede in quel Bambino, lì è sbocciata anche la carità - la bontà verso gli altri, l'attenzione premurosa per i deboli ed i sofferenti, la grazia del perdono. A partire da Betlemme una scia di luce, di amore, di verità pervade i secoli. Se guardiamo ai santi - da Paolo ad Agostino fino a San Francesco e San Domenico, da Francesco Saverio e Teresa d'Avila a Madre Teresa di Calcutta - vediamo questa corrente di bontà, questa via di luce che, sempre di nuovo, si infiamma al mistero di Betlemme, a quel Dio che si è fatto Bambino. Contro la violenza di questo mondo Dio oppone, in quel Bambino, la sua bontà e ci chiama a seguire il Bambino".
"In questa notte, nella quale guardiamo verso Betlemme, vogliamo anche pregare in modo speciale per il luogo della nascita del nostro Redentore e per gli uomini che là vivono e soffrono. Vogliamo pregare per la pace in Terra Santa: Guarda, Signore, quest'angolo della terra che, come tua patria, ti è tanto caro! Fa' che lì rifulga la tua luce! Fa' che lì arrivi la pace!".
"Con il termine 'pace' siamo giunti alla terza parola-guida della liturgia di questa Notte santa. Il Bambino che Isaia annuncia è da lui chiamato 'Principe della pace'. Del suo regno si dice: 'La pace non avrà fine'. Ai pastori si annuncia nel Vangelo la 'gloria di Dio nel più alto dei cieli' e la 'pace in terra...'. Una volta si leggeva '...agli uomini di buona volontà'; nella nuova traduzione si dice: '...agli uomini che egli ama'. Che significa questo cambiamento? Non conta più la buona volontà? Poniamo meglio la domanda: Quali sono gli uomini che Dio ama, e perché li ama? Dio è forse parziale? Ama forse soltanto alcuni e abbandona gli altri a se stessi? Il Vangelo risponde a queste domande mostrandoci alcune precise persone amate da Dio. Ci sono persone singole - Maria, Giuseppe, Elisabetta, Zaccaria, Simeone, Anna, ecc. Ma ci sono anche due gruppi di persone: i pastori e i sapienti dell'Oriente, o cosiddetti re magi".
"Soffermiamoci in questa notte sui pastori. (...) Nel loro ambiente i pastori erano disprezzati; erano ritenuti poco affidabili e, in tribunale, non venivano ammessi come testimoni. Ma chi erano in realtà? Certamente non erano grandi santi, se con questo termine si intendono persone di virtù eroiche. Erano anime semplici. Il Vangelo mette in luce una caratteristica che poi, nelle parole di Gesù, avrà un ruolo importante: erano persone vigilanti. Questo vale dapprima nel senso esteriore: di notte vegliavano vicino alle loro pecore. Ma vale anche in un senso più profondo: erano disponibili per la parola di Dio, per l'Annuncio dell'angelo. La loro vita non era chiusa in se stessa; il loro cuore era aperto. In qualche modo, nel più profondo, erano in attesa di qualcosa, in attesa finalmente di Dio. La loro vigilanza era disponibilità - disponibilità ad ascoltare, disponibilità ad incamminarsi; era attesa della luce che indicasse loro la via. È questo che a Dio interessa. Egli ama tutti perché tutti sono creature sue".
"Tra i cristiani la parola pace ha poi assunto un significato tutto speciale: è diventata una parola per designare la comunione nell'Eucaristia. In essa è presente la pace di Cristo. Attraverso tutti i luoghi dove si celebra l'Eucaristia una rete di pace si espande sul mondo intero. Le comunità raccolte intorno all'Eucaristia costituiscono un regno della pace vasto come il mondo. Quando celebriamo l'Eucaristia ci troviamo a Betlemme, nella 'casa del pane'".
HML/MESSA DI MEZZANOTTE/... VIS 20051228 (1090)
L'ESSERE UMANO, OPERA MAESTRA DELLA CREAZIONE
CITTA' DEL VATICANO, 28 DIC. 2005 (VIS). 20.000 persone hanno partecipato questa mattina all'Udienza Generale del Mercoledì in Piazza San Pietro, nella quale il Santo Padre Benedetto XVI ha ripreso la catechesi sui Salmi.
"Il Salmo 138 (...) inno sapienziale di intensa bellezza e passione" - ha detto il Papa - "punta verso la realtà più alta e mirabile dell'intero universo, l'uomo, definito come il 'prodigio' di Dio. Si tratta, in realtà, di un tema profondamente in sintonia con il clima natalizio che stiamo vivendo in questi giorni, nei quali celebriamo il grande mistero del Figlio di Dio fattosi uomo per la nostra salvezza".
"Dopo aver considerato la sguardo e la presenza del Creatore che spaziano in tutto l'orizzonte cosmico" - ha spiegato il Santo Padre - "nella seconda parte del Salmo che meditiamo oggi, gli occhi amorevoli di Dio si rivolgono all'essere umano, considerato nel suo inizio pieno e completo. Egli è ancora 'informe' nell'utero materno: il vocabolo ebraico usato è stato inteso da qualche studioso della Bibbia come rimando all'embrione', descritto in quel termine come una piccola realtà ovale, arrotolata, ma sulla quale si pone già lo sguardo benevolo e amoroso degli occhi di Dio".
Benedetto XVI ha ricordato che nel Salmo ricorre il simbolo del vasaio e dello scultore che "'forma', plasma la sua creazione artistica, il suo capolavoro" ed ha aggiunto che nel testo estremamente potente è "l'idea che Dio di quell'embrione ancora 'informe' veda già tutto il futuro: nel libro della vita del Signore già sono scritti i giorni che quella creatura vivrà e colmerà di opere durante la sua esistenza terrena. Torna così ad emergere la grandezza trascendente della conoscenza divina, che non abbraccia solo il passato e il presente dell'umanità, ma anche l'arco ancora nascosto del futuro".
Il Papa ha concluso la catechesi citando la riflessione di San Gregorio Magno sulla frase del Salmo: "Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi e tutto era scritto nel tuo libro", sulla quale il Santo ha costruito "una meditazione riguardante quanti nella Comunità cristiana sono più deboli nel loro cammino spirituale". Costoro che "sono imperfetti e piccoli, tuttavia per quanto riescono a comprendere, amano Dio e il prossimo e non trascurano di compiere il bene che possono. Anche se non arrivano ancora ai doni spirituali, (...) tuttavia non si tirano indietro dall'amore di Dio e del prossimo. (...) Per cui avviene che anch'essi contribuiscono (...) all'edificazione della Chiesa. (...) Il messaggio di San Gregorio diventa, allora, un invito alla speranza rivolto a tutti, anche a coloro che procedono con fatica nel cammino della vita spirituale ed ecclesiale".
Al termine della catechesi, il Papa ha rivolto parole di saluto nelle diverse lingue ai pellegrini ed ha ricordato in particolare "le care popolazioni colpite un anno fa dallo tsunami, che ha causato innumerevoli vittime umane e ingenti danni ambientali. Preghiamo il Signore per loro e per quanti, anche in altre regioni del mondo, hanno subito calamità naturali, e attendono la nostra concreta e fattiva solidarietà".
AG/SALMO 138/... VIS 20051228 (510)
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Udienza generale
VIVERE CON COERENZA VANGELO COMPORTA UN ALTO PREZZO
CITTA' DEL VATICANO, 26 DIC. 2005 (VIS). "Dopo aver celebrato ieri con solennità il Natale di Cristo, facciamo oggi memoria della nascita al cielo di Santo Stefano, il primo martire", ha detto il Papa questa mattina alle migliaia di persone convenute in Piazza San Pietro per la recita dell'Angelus.
"Nell'atmosfera di gioia del Natale" - ha affermato il Santo Padre - "non sembri fuori luogo il riferimento al martirio di Santo Stefano. In effetti, sulla mangiatoia di Betlemme già s'allunga l'ombra della Croce. La preannunciano la povertà della stalla in cui il Bambino vagisce, la profezia di Simeone sul segno di contraddizione e sulla spada destinata a trafiggere l'anima della Vergine, la persecuzione di Erode che renderà necessaria la fuga in Egitto".
Benedetto XVI ha detto ancora: "Non deve stupire che un giorno questo Bambino diventato adulto, chieda ai suoi discepoli di seguirlo sul cammino della Croce con totale fiducia e fedeltà. Attratti dal suo esempio e sorretti dal suo amore molti cristiani, già alle origini della Chiesa, testimonieranno la loro fede con l'effusione del sangue. Ai primi martiri ne seguiranno altri nel corso dei secoli fino ai giorni nostri".
"Come non riconoscere che anche in questo nostro tempo, in varie parti del mondo, professare la fede cristiana richiede l'eroismo dei martiri? Come non dire poi che dappertutto, anche là dove non vi è persecuzione, vivere con coerenza il Vangelo comporta un alto prezzo da pagare?".
"Contemplando il divino Bambino fra le braccia di Maria e guardando all'esempio di Santo Stefano, chiediamo a Dio la grazia di vivere con coerenza la nostra fede, pronti sempre a rispondere a chiunque ci domandi ragione della speranza che è in noi".
ANG/SANTO STEFANO/... VIS 20051228 (290)
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Angelus
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 28 DIC. 2005 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha concesso il Suo assenso all'elezione canonicamente fatta dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa Antiochea dei Maroniti, riunitosi a Bkerké (Libano), dal 18 al 24 settembre 2005:
- del Padre Georges Bou-Jaoudé, C.M., ad Arcivescovo di Tripoli dei Maroniti (cattolici: 101.350; sacerdoti: 171; religiosi: 226), Libano. L'Arcivescovo eletto, finora Superiore della Casa religiosa a Mejdlaya, è nato nel 1943 a Jouret El-Ballout (Libano), ha emesso i voti perpetui nella Congregazione della Missione nel 1966 ed è stato ordinato sacerdote nel 1968.
- del Padre Elias Nassar, a Vescovo di Saïda dei Maroniti (cattolici: 83.000; sacerdoti: 85; religiosi: 80), Libano. Il Vescovo eletto, finora Parroco di Jezzine nell'Eparchia di Saïda (Libano), è nato a Sarba (Libano) nel 1960 ed è stato ordinato sacerdote nel 1990.
- del Padre Abate Simon Atallah, O.A.M., a Vescovo di Baalbek -Deir El-Ahmar dei Maroniti (cattolici: 30.000; sacerdoti: 14; religiosi: 20; diaconi permanenti: 2), Libano. Il Vescovo eletto, finora Superiore del Convento di San Giovanni a Ajaltoun, è nato nel 1937 a Hemayri (Libano), ha emesso i voti solenni nell'ordine Antoniano Maronita nel 1959 ed è stato ordinato sacerdote nel 1963.
- del Padre Abate François Eid, O.M.M., a Vescovo di Le Caire dei Maroniti (cattolici: 5.003; sacerdoti: 6; religiosi: 3), Egitto. Il Vescovo eletto, finora Procuratore Generale dell'Ordine Maronita Mariamita, è nato a Mtolleh (Libano) nel 1943, nel 1958 è entrato nell'Ordine Maronita della Beata Vergine Maria ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1971.
- Ha nominato il Padre Patrick K. Lynch, SS.CC., Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Southwark (superficie: 3.000; popolazione: 404.890; cattolici: 385.384; sacerdoti: 393; religiosi: 865; diaconi permanenti: 78), Gran Bretagna. Il Vescovo eletto, finora Vicario Episcopale per i Religiosi e Parroco in Southwark (Gran Bretagna), è nato a Cork City (Irlanda) nel 1947, ha emesso la professione religiosa nella Congregazione dei Sacri Cuori (Picpus) nel 1965 ed è stato ordinato sacerdote nel 1972.
- Ha nominato il Reverendo Paul Hendricks, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Southwark (superficie: 3.000; popolazione: 404.890; cattolici: 385.384; sacerdoti: 393; religiosi: 865; diaconi permanenti: 78), Gran Bretagna. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Parrocchia "Our Lady of Sorrows Parish" a Peckham (Gran Bretagna), è nato a Beckenham (Gran Bretagna), nel 1956 ed è stato ordinato sacerdote nel 1984.
NER:NEA/.../... VIS 20051228 (380)
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Nomine ed altri atti pontifici
venerdì 23 dicembre 2005
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 23 DIC. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:
- Il Monsignore José María Yanguas Sanz, Vescovo di Cuenca (superficie: 17.140; popolazione: 202.982; cattolici: 199.722; sacerdoti: 317; religiosi: 446; diaconi permanenti: 1), Spagna. Il Vescovo eletto, finora Capo Ufficio della Congregazione per i Vescovi, è nato ad Alberite de Iregua (Spagna) nel 1947 ed è stato ordinato sacerdote nel 1972.
- Il Sacerdote Randolph R. Calvo, Vescovo di Reno (superficie: 183.506; popolazione: 607.459; cattolici: 91.973; sacerdoti: 42; religiosi: 50; diaconi permanenti: 11), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto, finora Parroco della "Our Lady of Mount Carmel Parish" a Redwood City (Stati Uniti d'America), è nato ad Agana (Guam, Stati Uniti d'America) nel 1950 ed è stato ordinato sacerdote nel 1977.
NER/.../YANGUAS:CALVO VIS 20051223 (120)
- Il Monsignore José María Yanguas Sanz, Vescovo di Cuenca (superficie: 17.140; popolazione: 202.982; cattolici: 199.722; sacerdoti: 317; religiosi: 446; diaconi permanenti: 1), Spagna. Il Vescovo eletto, finora Capo Ufficio della Congregazione per i Vescovi, è nato ad Alberite de Iregua (Spagna) nel 1947 ed è stato ordinato sacerdote nel 1972.
- Il Sacerdote Randolph R. Calvo, Vescovo di Reno (superficie: 183.506; popolazione: 607.459; cattolici: 91.973; sacerdoti: 42; religiosi: 50; diaconi permanenti: 11), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto, finora Parroco della "Our Lady of Mount Carmel Parish" a Redwood City (Stati Uniti d'America), è nato ad Agana (Guam, Stati Uniti d'America) nel 1950 ed è stato ordinato sacerdote nel 1977.
NER/.../YANGUAS:CALVO VIS 20051223 (120)
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Nomine ed altri atti pontifici
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 23 DIC. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:
- Il Cardinale Edmund Casimir Szoka, Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.
- I 210 dipendenti che hanno collaborato alla ristrutturazione dell'Appartamento Pontificio.
AP/.../... VIS 20051223 (50)
- Il Cardinale Edmund Casimir Szoka, Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.
- I 210 dipendenti che hanno collaborato alla ristrutturazione dell'Appartamento Pontificio.
AP/.../... VIS 20051223 (50)
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Udienze
LETTERE CREDENZIALI NUOVO AMBASCIATORE GRAN BRETAGNA
CITTA' DEL VATICANO, 23 DIC. 2005 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto le Lettere Credenziali del nuovo Ambasciatore della Gran Bretagna presso la Santa Sede, Signor Francis Martin-Xavier Campbell.
Nel suo discorso Papa Benedetto XVI ha sottolineato che le relazioni tra la Santa Sede e la Gran Bretagna "hanno reso possibile un significativo grado di collaborazione al servizio della pace e della giustizia, specialmente nel mondo in via di sviluppo, dove il Regno Unito ha ricoperto un ruolo fondamentale negli sforzi internazionali per combattere la povertà e la malattia. (...) Prego che questa efficace solidarietà con i nostri fratelli e sorelle sofferenti si conservi e si sviluppi in futuro".
Riferendosi a quanto affermato dal diplomatico che la Gran Bretagna "non è estranea ai problemi causati dalle tristi divisioni nell'ambito della Cristianesimo", il Santo Padre ha affermato che: "Le ferite risultanti da più di quattro secoli di separazione non si possono rimarginare se non con un deciso sforzo, con la perseveranza e sopratutto con la preghiera".
Rendendo grazie a Dio per il progresso nel dialogo ecumenico, il Papa ha detto che: "L'ecumenismo non è semplicemente una questione interna alle comunità cristiane; è un imperativo della carità che esprime l'amore di Dio per tutta l'umanità ed il suo progetto di unire tutti i popoli in Cristo (....) ed ha un ruolo fondamentale nel superamento delle divisioni fra comunità e nazioni".
Papa Benedetto ha espresso la sua gioia nel constatare "il significativo progresso fatto negli ultimi anni nel conseguimento della pace e della riconciliazione nell'Irlanda del Nord. Le Chiese locali e le comunità ecclesiali si sono adoperate per superare le differenze storiche fra i settori della popolazione e, fra i segni più visibili che hanno accresciuto la fiducia reciproca, vi è il recente abbandono delle armi da parte dell'Irish Republican Army (IRA)" grazie "ai grandi sforzi diplomatici e politici".
Il Santo Padre ha ricordato gli attentati terroristici di Londra dello scorso luglio ed ha assicurato "il continuo appoggio della Chiesa nella ricerca di soluzioni alle tensioni che hanno provocato tali atrocità. La popolazione cattolica in Gran Bretagna è caratterizzata da un alto grado di diversità etnica ed intende fare la sua parte nel promuovere la riconciliazione e l'armonia fra i vari gruppi etnici presenti nel vostro Paese. (...) La tolleranza e il rispetto per le differenze sono valori che il Regno Unito si è molto adoperato a promuover entro e fuori dei suoi confini".
"Lei ha parlato di quanto sia importante che il Regno Unito rimanga fedele alle ricche tradizioni dell'Europa, e tale fedeltà naturalmente implica un profondo rispetto per la verità che Dio ha rivelato riguardante la persona umana. Ciò richiede che noi riconosciamo e proteggiamo la santità della vita dal momento del concepimento fino alla morte naturale. Richiede inoltre che noi riconosciamo il ruolo indispensabile della stabilità del matrimonio e della vita familiare per il bene della società". Benedetto XVI ha aggiunto che ciò "ci obbliga a considerare attentamente le implicazioni etiche del progresso scientifico e tecnologico, particolarmente nel campo della ricerca medica e dell'ingegneria genetica".
"Soprattutto" - ha concluso il Santo Padre - "ci indirizza verso una corretta comprensione della libertà umana che non si può mai realizzare indipendentemente da Dio ma solo collaborando con il Suo progetto d'amore per l'umanità. Se la tolleranza e il rispetto per le differenze devono davvero essere benefiche per la società, devono fondarsi su di un autentica comprensione della persona umana, creata ad immagine e somiglianza di Dio e chiamata ad una condivisione della sua vita divina".
CD/CREDENZIALI:GRAN BRETAGNA/CAMPBELL VIS 20051223 (590)
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Corpo Diplomatico
giovedì 22 dicembre 2005
AL CORO CAPPELLA SISTINA: LA LITURGIA ESIGE BELLEZZA
CITTA' DEL VATICANO, 22 DIC. 2005 (VIS). Nel pomeriggio di ieri sono state pubblicate le parole di Papa Benedetto XVI al termine del concerto, martedì 20 dicembre, della Cappella Musicale Pontificia nella Cappella Sistina.
"Nella notte della nascita del Salvatore" - ha detto il Papa ai membri del Coro della Cappella Sistina - "gli angeli hanno annunciato ai Pastori la nascita di Cristo con le parole: 'Gloria in excelsis Deo et in terra pax hominibus'. La tradizione è da sempre convinta che gli angeli non abbiano semplicemente parlato come fanno gli uomini, ma che abbiano cantato e che fosse un canto di una bellezza celeste, il quale rivelava la bellezza del Cielo. La tradizione è anche convinta che i cori delle voci bianche possano farci sentire una risonanza del canto angelico. Ed è vero che nel canto della Cappella Sistina, nelle grandi liturgie, noi possiamo sentire la presenza della liturgia celeste, un po' della bellezza nella quale il Signore ci vuole comunicare la sua gioia".
"In realtà" - ha proseguito il Pontefice - "la lode di Dio esige il canto. (...) Per questo, il vostro contributo è essenziale per la liturgia;: non è un ornamento marginale, ma la liturgia come tale esige questa bellezza, esige il canto per lodare Dio e per dare gioia ai partecipanti".
"Per questo grande contributo vi vorrei dire grazie con tutto il mio cuore. La liturgia del Papa, la liturgia in San Pietro, deve essere la liturgia esemplare per il mondo. Voi sapete che con la televisione, con la radio, oggi in tutte le parti del mondo tante persone seguono questa liturgia. Imparano da qui, o non imparano da qui, che cosa è liturgia, come si deve celebrare la liturgia. Perciò è così importante, non solo che i nostri cerimonieri insegnino al Papa come celebrare bene la liturgia, ma anche che la Cappella Sistina sia un esempio di come si deve dare bellezza nel canto per la lode di Dio".
AC/CANTO:LITURGIA/CORO SISTINA VIS 20051222 (340)
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 22 DIC. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto nel pomeriggio di ieri in udienza l'Arcivescovo Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum".
Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva in udienza il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AP/.../... VIS 20051222 (60)
Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva in udienza il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
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INDISPENSABILE EQUO SISTEMA REGOLE COMMERCIALI
CITTA' DEL VATICANO, 22 DIC. 2005 (VIS). Questa mattina è stato pubblicato il testo dell'intervento dell'Arcivescovo Silvano Tomasi, C.S., Nunzio Apostolico e Capo della Delegazione della Santa Sede, alla VI Conferenza Ministeriale dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (O.M.C.), svoltasi ad Hong Kong dal 13 al 18 dicembre.
L'Arcivescovo ha preso la parola per ricordare che "il sistema di regole commerciali internazionali deve diventare un mezzo per raggiungere ulteriori obiettivi, tra cui quelli fondamentali dello sviluppo integrale di ogni persona e la riduzione della povertà".
Ricordando che il Papa ha fatto riferimento alla Conferenza di Hong Kong in un discorso rivolto, pochi giorni fa, ai membri della F.A.O., il Presule ha sottolineato che: "la Santa Sede auspica che prevalga un spirito di responsabilità e di solidarietà verso i più svantaggiati, così da mettere da parte interessi circoscritti e la logica del potere".
"La Santa Sede riconosce" - ha continuato il Nunzio - "i vantaggi di un sistema multilaterale equo e partecipativo di rapporti commerciali volto alla realizzazione e allo sviluppo del bene comune. (...) Il protezionismo troppo spesso predilige segmenti già privilegiati della società. L'effettivo multilateralismo, d'altra parte, è un processo globale che riconosce che il nucleo di tutti i rapporti sociali ed economici, e dei rapporti commerciali, è la persona umana, con la sua dignità ed i suoi diritti umani inalienabili. Perciò è indispensabile un equo sistema di regole commerciali (...) che sia conforme al livello di sviluppo economico degli Stati Membri e dia aperto sostegno e trattamento speciale e differenziato ai paesi poveri".
DELSS/SISTEMA COMMERCIALE/TOMASI:HONG KONG VIS 20051222 (260)
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Libertà e diritti
AUGURI NATALIZI AI MEMBRI DELLA CURIA ROMANA
CITTA' DEL VATICANO, 22 DIC. 2005 (VIS). Questa mattina, si è svolto nella Sala Clementina, il tradizionale incontro del Santo Padre con i Cardinali, Arcivescovi e Vescovi e i Membri della Curia Romana, per la presentazione degli auguri natalizi.
Il Santo Padre Benedetto XVI ha menzionato nel suo discorso i "grandi avvenimenti che hanno segnato profondamente la vita della Chiesa" nell'anno trascorso, la scomparsa di Giovanni Paolo II, la Giornata Mondiale della Gioventù a Colonia e la celebrazione del 40° anniversario della chiusura del Concilio Vaticano II.
"Nessun Papa" - ha detto Benedetto XVI, riferendosi al suo Predecessore - "ci ha lasciato una quantità di testi pari a quella che ci ha lasciato lui; nessun Papa in precedenza ha potuto visitare, come lui tutto il mondo e parlare in modo diretto agli uomini di tutti i continenti. Ma, alla fine, gli è toccato un cammino di sofferenza e di silenzio. (...) Non meno importante è la lezione che ci ha dato dalla cattedra della sofferenza e del silenzio".
"Nel suo ultimo libro 'Memoria e Identità'" - ha proseguito il Pontefice - "ci ha lasciato un'interpretazione della sofferenza che non è una teoria teologica o filosofica, ma un frutto maturato lungo il suo personale cammino di sofferenza, da lui percorso col sostegno della fede nel Signore crocifisso". Nel volume, il compianto Pontefice, "si mostra profondamente toccato dallo spettacolo del potere del male che, nel secolo appena terminato, ci è stato dato di sperimentare in modo drammatico". Di fronte alla domanda se esista un limite contro il quale si infranga la potenza del male, Giovanni Paolo II risponde nel volume che esso esiste: "il potere che al male mette un limite è la misericordia divina".
Benedetto XVI ha affermato ancora che: "Certo, noi dobbiamo fare del tutto per attenuare la sofferenza ed impedire l'ingiustizia che provoca la sofferenza degli innocenti. Tuttavia dobbiamo anche fare del tutto perché gli uomini possano scoprire il senso della sofferenza e unirla alla sofferenza di Cristo". Al riguardo il Papa ha ribadito che "la risposta che si è avuta in tutto il mondo alla morte del Papa è stata una manifestazione sconvolgente di riconoscenza per il fatto che egli, nel suo ministero, si è offerto totalmente a Dio per il mondo".
Riferendosi alla Giornata Mondiale della Gioventù celebrata a Colonia nell'agosto scorso, il Santo Padre ha detto che il tema scelto "Andiamo ad adorarlo", conteneva due grandi immagini: l'immagine del pellegrinaggio dell'uomo che si mette alla ricerca "della verità, della vita giusta, di Dio" e "l'uomo in adorazione". "La parola 'adorazione' ci porta al secondo grande avvenimento di cui vorrei parlare: il Sinodo dei Vescovi (ottobre 2005) e l'Anno dell'Eucaristia.
"È commovente per me vedere" - ha proseguito il Papa - "come dappertutto nella Chiesa si stia risvegliando la gioia dell'adorazione eucaristica e si manifestino i suoi frutti. Nel periodo della riforma liturgica spesso la Messa e l'adorazione fuori di essa erano viste come in contrasto tra loro. (...) Ricevere l'Eucaristia significa adorare Colui che riceviamo".
Successivamente Papa Benedetto si è soffermato sulla celebrazione della conclusione del Concilio Vaticano II quarant'anni fa e si è chiesto quale sia stato il risultato del Concilio e se sia stata recepito nel modo giusto.
I problemi della ricezione del Concilio "sono nati dal fatto che due ermeneutiche contrarie si sono trovate a confronto" - ha detto Papa Benedetto - da una parte un'interpretazione "'ermeneutica della discontinuità e della rottura'", che "non di rado si è potuta avvalere della simpatia dei mass media, e anche di una parte della teologia moderna"; dall'altra parte "l'ermeneutica della riforma', del rinnovamento nella continuità dell'unico soggetto-Chiesa. (...) L'ermeneutica della discontinuità rischia di finire in una rottura tra Chiesa preconciliare e Chiesa postconciliare".
In merito alla ermeneutica della riforma Benedetto XVI ricorda "le parole ben note di Giovanni XXIII (...) quando dice che il Concilio 'vuole trasmettere pura ed integra la dottrina, senza attenuazioni o travisamenti" e che "è necessario che questa dottrina certa ed immutabile, che deve essere fedelmente rispettata, sia approfondita e presentata in modo che corrisponda alle esigenze del nostro tempo".
"È chiaro che questo impegno di esprimere in modo nuovo una determinata verità esige una nuova riflessione su di essa e un nuovo rapporto vitale con essa. (...) In questo senso il programma proposto da Papa Giovanni XXIII era estremamente esigente, come appunto è esigente la sintesi di fedeltà e dinamica. Ma ovunque questa interpretazione è stata l'orientamento che ha guidato la ricezione del Concilio, è cresciuta una nuova vita e sono maturati frutti nuovi. Quarant'anni dopo il Concilio possiamo rilevare che il positivo e più grande e più vivo di quanto non potesse apparire nell'agitazione degli anni intorno al 1968".
Benedetto XVI afferma ancora che Papa Paolo VI, "nel suo discorso per la conclusione del Concilio, ha poi indicato ancora una specifica motivazione per cui un'ermeneutica della discontinuità potrebbe sembrare convincente. Nella grande disputa sull'uomo, che contraddistingue il tempo moderno, il Concilio doveva dedicarsi in modo particolare al tema dell'antropologia. Doveva interrogarsi sul rapporto tra la Chiesa e la sua fede, da una parte, e l'uomo ed il mondo di oggi, dall'altra. (...) Il Concilio doveva determinare in modo nuovo il rapporto tra Chiesa ed età moderna".
Il Papa ha ricordato infine le difficoltà che hanno caratterizzato tale rapporto, dal processo a Galileo, alla Rivoluzione Francese, dall'impatto del capitalismo e le due guerre mondiali, dalle ideologie del nazismo e del comunismo, senza dimenticare le problematiche poste dal progresso della scienza e i metodi storico-critici nella interpretazione delle Sacre Scritture.
"Si potrebbe dire che si erano formati tre cerchi di domande, che ora attendevano una risposta: (...) definire in modo nuovo la relazione tra fede e scienze moderne (...) definire in modo nuovo il rapporto tra Chiesa e Stato moderno" collegando "in modo più generale il problema della tolleranza religiosa (...) e definire in modo nuovo il rapporto tra la Chiesa e la fede di Israele".
"In tutti questi settori (...) poteva emergere una qualche forma di discontinuità (...) nella quale tuttavia, fatte le diverse distinzioni tra le concrete situazioni storiche e le loro esigenze, risultava non abbandonata la continuità nei principi . (...) È proprio in questo insieme di continuità e discontinuità a livelli diversi che consiste la natura della vera riforma. In questo processo di novità nella continuità dovremmo imparare a capire più concretamente di prima che le decisioni della Chiesa riguardanti cose contingenti - per esempio, certe forme concrete di liberalismo o di interpretazione liberale della Bibbia - dovevano necessariamente essere esse stesse contingenti, appunto perché riferite a una determinata realtà in se stessa mutevole. Bisognava imparare a riconoscere che, in tali decisioni, solo i principi esprimono l'aspetto duraturo, rimanendo nel sottofondo e motivando la decisione dal di dentro".
Successivamente il Papa ha fatto riferimento al tema della libertà religiosa ed ha ricordato che: "Il Concilio Vaticano II, riconoscendo e facendo suo con il Decreto sulla libertà religiosa un principio essenziale dello Stato moderno, ha ripreso nuovamente il patrimonio più profondo della Chiesa. (...) La Chiesa antica, con naturalezza, ha pregato per gli imperatori e per i responsabili politici considerando questo un suo dovere; ma, mentre pregava per gli imperatori, ha invece rifiutato di adorarli, e con ciò ha respinto chiaramente la religione di Stato. (...) Una Chiesa missionaria, che si sa tenuta ad annunciare il suo messaggio a tutti i popoli, deve impegnarsi per la libertà della fede".
"Il Concilio Vaticano II, con la nuova definizione del rapporto tra la fede della Chiesa e certi elementi essenziali del pensiero moderno, ha rivisto o anche corretto alcune decisioni storiche, ma in questa apparente discontinuità ha invece mantenuto ed approfondito la sua intima natura e la sua vera identità. (...) Chi si era aspettato che con questo 'sì' fondamentale all'età moderna tutte le tensioni si dileguassero e l'apertura vero il mondo' così realizzata trasformasse tutto in pura armonia, aveva sottovalutato le interiori tensioni e anche le contraddizioni della stessa età moderna".
"Anche nel nostro tempo la Chiesa resta un 'segno di contraddizione'. (...) Non poteva essere intenzione del Concilio abolire questa contraddizione del Vangelo nei confronti dei pericoli e degli errori dell'uomo. Era invece senz'altro suo intendimento accantonare contraddizioni erronee o superflue, per presentare a questo nostro mondo l'esigenza del Vangelo in tutta la sua grandezza e purezza".
"Il passo fatto dal Concilio verso l'età moderna (...) appartiene in definitiva al perenne problema del rapporto tra fede e ragione, che si ripresenta in sempre nuove forme. (...) Così possiamo oggi con gratitudine volgere il nostro sguardo al Concilio Vaticano II: se lo leggiamo e recepiamo guidati da una giusta ermeneutica, esso può essere e diventare sempre di più una grande forza per il sempre necessario rinnovamento della Chiesa".
AC/AUGURI NATALE/CURIA ROMANA VIS 20051222 (1460)
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 22 DIC. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:
- Il Vescovo José Luis Mollaghan, finora Vescovo di San Miguel (Argentina), Arcivescovo Metropolita di Rosario (superficie: 13.500; popolazione: 1.700.000; cattolici: 1.501.620; religiosi: 226; religiosi: 268; diaconi permanenti: 2), Argentina. L'Arcivescovo eletto è nato a Buenos Aires (Argentina), nel 1946, è stato ordinato sacerdote nel 1971 ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 1993. Succede all'Arcivescovo Eduardo Vicente Mirás, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi.
- Il Vescovo Jorge Eduardo Lozano, finora Ausiliare di Buenos Aires (Argentina), Vescovo di Gualeguaychú (superficie: 33.887; popolazione: 320.450; cattolici: 288.000; sacerdoti: 69; religiosi: 113), Argentina.
- Il Cardinale Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni della XIV Giornata Mondiale del Malato, che avranno luogo ad Adelaide (Australia), l'11 febbraio 2006.
NER:RE:NA/.../... VIS 20051222 (150)
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