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martedì 11 ottobre 2005

TREDICESIMA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 11 OTT. 2005 (VIS). Questa mattina si è tenuta in presenza del Santo Padre la tredicesima Congregazione Generale del Sinodo dei Vescovi, alla quale hanno partecipato 241 Padri Sinodali. Presidente Delegato di turno è stato il Cardinale Juan Sandoval Iñiguez.
Riportiamo di seguito alcuni estratti dei diversi interventi:

CARDINALE ANGELO SODANO, SEGRETARIO DI STATO (CITTÀ DEL VATICANO) "Tutta la liturgia eucaristica ci porta a rinsaldare fra noi i vincoli di unità. Importante è, per questo, la preghiera per il Papa, che è presente in ogni Santa Messa. Importante è la preghiera per il Vescovo, Pastore della Chiesa particolare ove si celebra l'Eucaristia. Importante è l'abbraccio di pace fra i presenti, per curare tutte le eventuali ferite all'unità che possono esistere nelle comunità locali. E vi sono spesso tante divisioni anche fra di noi, ministri del Signore, negli stessi istituti religiosi, nelle diocesi con diversi gruppi etnici. L'Eucaristia è sempre un invito all'unità di tutti i discepoli di Cristo; anzi, è sempre un agente di unità a motivo della grazia unificante che ci comunica. (...) Problema delicato è, invece, l'atteggiamento che dobbiamo tenere verso i nostri fratelli separati, che desiderano partecipare all'Eucaristia celebrata nella nostra Santa Chiesa. (...) Vorrei ricordare che, per favorire l'unità con i fratelli separati, non dobbiamo dividerci fra noi. E la via sicura per non dividerci è la fedeltà alla disciplina vigente della Chiesa. A tale proposito, la disciplina è chiara: basta leggere l'ultima Enciclica del compianto Papa Giovanni Paolo II 'Ecclesia de Eucharistia'.
Al n. 45, si legge:
"'Se in nessun caso è legittima la concelebrazione in mancanza di piena comunione, non accade lo stesso rispetto all'amministrazione dell'Eucaristia, in circostanze speciali, a singole persone appartenenti a Chiese o Comunità ecclesiali non in piena comunione con la Chiesa cattolica. In questo caso, infatti, l'obiettivo è di provvedere a un grave bisogno spirituale per l'eterna salvezza di singoli fedeli, non di realizzare una intercomunione, impossibile fintanto che non siano appieno annodati i legami visibili della comunione ecclesiale'".

VESCOVO CZESLAW KOZON, DI COPENHAGEN (DANIMARCA) "I paesi della Conferenza Episcopale nordica costituiscono un territorio della diaspora molto esteso, con circa 200.000 cattolici distribuiti diversamente nei vari Paesi, con una maggiore concentrazione in Svezia, Norvegia e Danimarca. I paesi di per sé sono in prevalenza luterani, seppure, in misura differente, secolarizzati. Una delle sfide principali è rappresentata dalle notevoli distanze geografiche. Ciononostante, nella maggior parte delle parrocchie è possibile celebrare l'Eucaristia tutte le domeniche, con una partecipazione di circa il 20-30 per cento dei fedeli. Sebbene il numero dei sacerdoti sia relativamente elevato in rapporto al numero dei credenti, è il minimo richiesto dalle lunghe distanze. (...) La maggior parte delle persone ha una comprensione autentica dell'Eucaristia, tuttavia bisogna sottolineare e approfondire sempre più, attraverso la catechesi, l'aspetto del mistero e il carattere sacrificale della Santa Messa. Anche i cattolici dei paesi nordici devono affrontare la sfida di unire la fede e la vita, affinché la partecipazione all'Eucaristia li conduca a una vita d'impegno nella Chiesa e nella società. Anche la pratica della confessione lascia molto a desiderare. Non si riscontrano quasi abusi liturgici seri. (...) Dal punto di vista ecumenico, nonostante un clima generalmente positivo, la Chiesa cattolica percepisce una rafforzata incomprensione riguardo alla questione dell'intercomunione. Il punto di vista cattolico, a questo riguardo, è considerato superato dagli altri cristiani, e tale opinione purtroppo è condivisa anche da alcuni cattolici. Vorremmo inoltre ricordare la situazione dolorosa di molti cattolici divorziati e risposati che non possono partecipare alla Comunione".

ARCIVESCOVO DIARMUID MARTIN, DI DUBLINO (IRLANDA) "In una società segnata da una crescente secolarizzazione, occorre dare più spazio nelle nostre catechesi e nelle nostre parrocchie alla formazione nella fede. In molte comunità oggi non possiamo più dare per scontata la fede. Il seme della fede ha bisogno di nutrimento, non solo nei primi anni della vita del cristiano nelle catechesi tradizionali rivolte ai giovani, ma in ogni fase della vita. La rapidità dei cambiamenti sociali significa che la formazione alla fede degli adulti è sempre più urgente, per accompagnarli mentre tentano, giorno dopo giorno ed anno dopo anno, di vivere il loro impegno cristiano nel mondo che cambia. Il laico compenetrato con lo spirito Eucaristico sarà presente nelle realtà del mondo secolare con una capacità di guardare ai valori che durano ed indicare le fondamenta di una speranza che sorge dal riconoscimento dell'Eucaristia come rivelazione e presenza fra noi dell'amore gratuito di Dio per noi in Gesù Cristo che ha dato la sua vita per noi".

VESCOVO EDWARD GABRIEL RISI, O.M.I., DI KEIMOES-UPINGTON (SUDAFRICA). "Nella Conferenza Episcopale Regionale dell'Africa meridionale (SACBC) abbiamo scoperto che il ruolo delle piccole comunità di base è essenziale nella preparazione e nella celebrazione della liturgia ed è anche il luogo dove viene vissuto il dono dello Spirito. (...) In ogni caso, per via della carenza di sacerdoti, ci sono molte comunità che celebrano la Messa solo una volta al mese o una volta ogni due mesi. (...) C'è da osservare che la parte più sacra della Liturgia della domenica, la Preghiera Eucaristica, è la meno capace di attirare l'attenzione. Nonostante essa sia il fulcro dell'Eucaristia, il punto più alto, è risultata esserne il punto meno elevato. Il sacerdote la recita da solo e i laici hanno una partecipazione passiva e non più attiva. Vorremmo proporre una qualche forma di partecipazione responsoriale che permettesse alle persone di partecipare più attivamente che non mantenendo un rispettoso silenzio. Non stiamo proponendo che venga sminuito il ruolo del celebrante, ma piuttosto che venga dato alla gente un ruolo con cui rendersi attivi, insieme al celebrante ed accrescere la propria partecipazione".

VESCOVO GABRIEL MBILINGI, C.S.SP., DI LWENA (ANGOLA). "Sono trascorsi più di cinque secoli da quando il Vangelo è arrivato in Angola. È un paese a maggioranza cristiana. (...) Con una così elevata percentuale di cristiani e di cattolici in particolare, c'è da chiederci come mai abbiamo potuto vivere tanti anni di guerra civile? E le Sante Messe a cui hanno partecipato tanti cristiani quale frutto hanno portato? Perché non si fa sentire il peso della presenza dei cattolici che occupano posti di rilievo in politica e nelle varie attività sociali? Sono domande legittime anche se provocatorie. (...) C'è da insistere sul senso personale ed ecclesiale dell'Eucaristia in rapporto alla vita morale, alla santità e alla missione nel mondo. Dalla Comunione Eucaristica dovrebbe derivare un impegno morale che sia sorgente di vita per vincere il peccato, ricercando la verità, la rettitudine della coscienza e la testimonianza dei valori evangelici messi in ombra dallo stato di guerra. Dovremo insistere nella catechesi sul legame tra Eucaristia e costruzione di una società giusta, attraverso la personale responsabilità di ognuno nella partecipazione attiva alla missione della Chiesa nel mondo".

VESCOVO LEON MALY, AUSILIARE DI LVIV DEI LATINI (UCRAINA). "Bisogna partecipare alla Santa Messa in maniera sempre più profonda. A proposito di ciò va detto che anche il Concilio Vaticano II nella Costituzione 'Sacrosanctum Concilium' suggerisce la stessa cosa: 'si raccomanda molto, quella partecipazione più perfetta alla Messa, per la quale i fedeli, dopo la Comunione del sacerdote, ricevono il Corpo del Signore dal medesimo Sacrificio'. La raccomandazione non è affatto nuova: era presente anche nel Concilio di Trento. (...) A quarant'anni dal Concilio Vaticano II sembra che questa indicazione non sia stata ancora capita appieno. A volte non si consacrano le ostie per i fedeli, ma le si prendono dal Tabernacolo sempre pieno di ostie già consacrate. La raccomandazione dei Padri Conciliari contiene in sé un profondo segno della Chiesa, la sua dimensione di Popolo di Dio, nonché Corpo Mistico di Cristo. Il Popolo di Dio si è radunato attorno all'altare dal quale riceve il Corpo di Cristo".
SE/TREDICESIMA CONGREGAZIONE/... VIS 20051011 (1280)

lunedì 10 ottobre 2005

COMMEMORAZIONE XL ANNIVERSARIO SINODO DEI VESCOVI

CITTA' DEL VATICANO, 8 OTT. 2005 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, nell'Aula del Sinodo, ha avuto luogo una Congregazione Generale speciale di commemorazione del XL anniversario dell'istituzione del Sinodo dei Vescovi. Presidente Delegato di turno è stato il Cardinale Telesphore Placidus Toppo.

All'inizio della sessione, nel suo intervento, l'Arcivescovo Nikola Eterovic ha definito il Sinodo "espressione privilegiata della collegialità episcopale". Il Segretario Generale del Sinodo ha affermato che il XL anniversario "è un'occasione per approfondire la natura teologica e giuridica di tale istituzione, nata nel Concilio Vaticano II". Il Sinodo ha affermato l'Arcivescovo "ha avuto il grande merito di sviluppare la dimensione sinodale del 'corpus episcoporum', di fomentare la collegialità episcopale tra i Vescovi e con il Santo Padre".

Ricordando che il Sinodo dei Vescovi fu istituto il 15 settembre 1965, l'Arcivescovo Eterovic ha ricordato che: "Il Sinodo ha avuto finora quattro Presidenti, quattro Pontefici: Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Sua Santità sta presiedendo per la prima volta un Sinodo dei Vescovi".

Il Sinodo dei Vescovi, ha proseguito l'Arcivescovo Eterovic, "ha avuto il privilegio che due Cardinali Relatori Generali delle Assemblee Generali Ordinarie, rispettivamente del 1974 e del 1980, siano diventati Pontefici. Si tratta dell'Eminentissimo Cardinale Karol Wojtyla e, poi, di Sua Eminenza il Cardinale Joseph Ratzinger".

L'Arcivescovo Eterovic ha sottolineato inoltre che: "Il segno tangibile della giovinezza del Sinodo è pure il fatto che oltre la metà dei Padri Sinodali dell'XI Assemblea Generale Ordinaria partecipa per la prima volta ad un'Assemblea sinodale".

Successivamente, il Cardinale Jozef Tomko, Presidente del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali - Segretario Generale del Sinodo fra il 1979 ed il 1985 - e il Cardinale Peter Erdö, Arcivescovo di Esztergom-Budapest (Ungheria), hanno tenuto, rispettivamente, una relazione sugli aspetti teologici e sugli aspetti giuridici del Sinodo dei Vescovi.

Il Cardinale Adrianus Simonis, Arcivescovo di Utrecht (Paesi Bassi), ha presentato una comunicazione sull'Assemblea Speciale per i Paesi Bassi - convocata dal Santo Padre Giovanni Paolo II e tenutasi nel gennaio 1980 - della quale è stato Membro.

Dell'Assemblea Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi, convocata nell'aprile-maggio 1994, ha parlato l'Arcivescovo Paul Verdzekov, di Bamenda (Camerun) - della quale è stato Membro.

L'Arcivescovo Cyrille Salim Bustros, M.S.S.P., Eparca di Newton dei Greco-Melkiti (Stati Uniti d'America), ha offerto una riflessione sui risultati dell'Assemblea Speciale per il Libano, tenutasi nel novembre 1995, della quale fu Relatore Generale.

Il Cardinale Juan Sandoval Iñiguez, Arcivescovo di Guadalajara (Messico), è intervenuto sui frutti dell'Assemblea Speciale per l'America (novembre-dicembre 1997), della quale fu Relatore Generale.

Dei risultati dell'Assemblea Speciale per l'Asia, tenutasi nell'aprile-maggio 1998, ha parlato il Cardinale Paul Shan Kuo-Hsi, S.I., di Kaohsiung (Taiwan) - della quale fu Relatore Generale.

L'Arcivescovo John Atcherley Dew, di Wellington (Nuova Zelanda), ha dato lettura del testo del Cardinale Thomas S. Williams, Arcivescovo emerito di Wellington, che fu Presidente Delegato dell'Assemblea Speciale per l'Oceania del novembre-dicembre 1998.

Infine, il Cardinale Antonio María Rouco Varela, Arcivescovo di Madrid (Spagna), ha parlato della II Assemblea Speciale per l'Europa del Sinodo dei Vescovi (ottobre 1999), della quale fu eletto Relatore Generale.
SE/XL ANNIVERSARIO SINODO/... VIS 20051010 (520)

DECIMA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 8 OTT. 2005 (VIS). Questa mattina, nell'Aula del Sinodo, si è tenuta la Decima Congregazione Generale della XI Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi, alla quale hanno assistito il Santo Padre Benedetto XVI e 238 Padri Sinodali. Presidente Delegato di turno è stato il Cardinale Telesphore Placidus Toppo.

ARCIVESCOVO SEAN BAPTIST BRADY, DI ARMAGH (IRLANDA) PRESIDENTE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE IRLANDESE. "La Parola di Dio è viva e attiva, ha la capacità di cambiare le menti e i cuori. È in grado di indirizzare i bisogni dell'individuo e della comunità riuniti in ascolto della Parola di Vita. Essa costituisce un'importante fonte dell'attività trasformante dello Spirito Santo nella Liturgia. (...) L'esperienza del mio paese ha dimostrato il potere di trasformazione che la liturgia della Parola e l'omelia operano. (...) È gratificante notare come parole della Sacra Scrittura quali giustizia, pace, perdono siano diventate la 'lingua franca' del processo di pace. In tempi recenti, un momento storico in questo processo politico è stato raggiunto con la riduzione delle armi da parte delle maggiori organizzazioni paramilitari. A due uomini di Chiesa, un ex presidente della Chiesa Metodista e un sacerdote redentorista che per molti anni si sono adoperati a promuovere il dialogo e la riconciliazione, è stato chiesto di firmare l'atto di disarmo. Ciò, forse, è dovuto al riconoscimento del ruolo avuto dai Ministri della Parola di Dio nel creare le condizioni per la riconciliazione e la pace. Ciò testimonia il potere della Parola, sotto l'azione dello Spirito Santo, di fare nuove tutte le cose".

ARCIVESCOVO METROPOLITA BERHANEYESUS SOURAPHIEL C.M. DI ADDIS ABEBA (ETIOPIA) E PRESIDENTE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE DI ETIOPIA ED ERITREA. "La celebrazione della 'Eucaristia domenicale' presuppone l'esistenza della 'Domenica' - in particolare l'esistenza del giorno del Signore - e l'Eucaristia si può celebrare liberamente la domenica. In alcune parti del mondo, ciò non è possibile: ad esempio in Arabia Saudita o in altri paesi islamici. La domenica è un giorno lavorativo e non si celebra l'Eucaristia perchè non esistono Chiese, né sacerdoti, o perché non vi è alcuna libertà religiosa. Molti cristiani che lavorano e vivono in paesi islamici provengono dall'Eritrea e dall'Etiopia. (...) Prima di emigrare nei paesi islamici, sono costretti a cambiare i loro nomi cristiani in nomi islamici e, in particolare, le donne devono indossare indumenti secondo la tradizione musulmana. Una volta raggiunta la destinazione finale, i loro passaporti vengono requisiti e rimangono vittime di ogni tipo di abuso. Molti di essi sono costretti dalla circostanze a convertirsi alla religione islamica. Essi sono costretti a recarsi nei paesi musulmani a causa della povertà del loro paese d'origine ed anche perché le porte di altri paesi cristiani sono chiuse per loro. Sappiamo che molti cristiani africani muoiono nell'attraversare il deserto del Sahara e annegano nel Mediterraneo mentre tentano di raggiungere paesi cristiani in Europa ed in America. (...) Chiedo che i Padri Sinodali, soprattutto coloro che operano in Paesi islamici dove i cristiani poveri si recano in cerca di lavoro, estendano la loro cura pastorale a questi cristiani e chiedano ai governi islamici di rispettare la libertà religiosa dei cristiani".

VESCOVO FELIX LAZARO MARTINEZ, DI PONCE (PORTO RICO). "Molti cattolici sono molto lontani per poter rendere e dar ragione della propria fede, così come propone San Pietro nella sua prima Lettera: 'Siate sempre pronti a dare ragione della speranza che è in voi'. D'altra parte, non si può amare ciò che non si conosce. E se non vi è conoscenza della Chiesa, dell'Eucaristia, della fede cristiana, non si può amare la Chiesa, l'Eucaristia e la stessa fede cristiana. È necessaria la catechesi. A mio parere quello che manca è la catechesi. (...) L'assenza di catechesi e di formazione religiosa può forse spiegare anche la facilità con la quale ed il perchè alcuni dei nostri fedeli si rivolgano ad altre denominazioni o sette religiose, attratti dai fuochi di bengala offerti da una pseudo-scienza religiosa, perchè non si è stati in grado di illuminarli con la luce del Vangelo, con una buona e opportuna catechesi".

VESCOVO AMEDEE GRAB, O.S.B., DI CHUR (SVIZZERA), PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DELLE CONFERENZE EPISCOPALI D'EUROPA. "Mi riferisco alle comunità ecclesiali che celebrano nella Santa Cena il Memoriale del Signore. Nel dialogo ecumenico con tali comunità si nota, non di rado, una convergenza crescente su temi importantissimi: presenza reale, carattere sacrificale del Memoriale, necessità dell'ordinazione. Più difficile la formulazione della natura della Chiesa e l'accordo sul fatto che ad essa è affidata la Santa Eucaristia, fonte e culmine della sua vocazione e della sua missione, per cui 'sarebbe errato non appartenere alla comunità ecclesiale e voler ricevere la comunione eucaristica'. Non sono possibili per noi l'intercelebrazione, l'intercomunione, l'ospitalità generale offerta a tutti i battezzati (o addirittura a tutti i presenti). Ma la partecipazione alla Santa Comunione di singoli battezzati non cattolici, in casi eccezionali e a determinate condizioni, è esplicitamente prevista dal n.129 del Direttorio ecumenico del 1993, che non parla solo di ammissione ma anche di invito, qualora si siano verificate le condizioni, e tra queste non viene annoverata l'appartenenza alla Chiesa cattolica. Non si dovrebbe dimenticare questa possibilità. Occorre che i pastori tengano presente tale possibilità nei confronti di quanti, senza appartenere alla Chiesa cattolica, condividono la preghiera accorata di Gesù per l'unità; e tale possibilità resti una via riconosciuta per realizzare l'unità quando e come il Signore, 'Pane Vivo sceso dal cielo per la vita del mondo', vorrà".

VESCOVO GABRIEL PIROIRD, DI COSTANTINE (ALGERIA). "Noi siamo Chiese particolari molto piccole che vivono in un contesto dove l'Islam ha influenzato fortemente la cultura. (...) Per le necessità della nostra missione, alcune persone vivono lontane da qualunque presenza sacerdotale. Di fatto possono partecipare all'Eucaristia solo sporadicamente. Questa situazione ci ha portati ad approfondire i rapporti tra l'Eucaristia e la missione. La nostra azione di grazie si unisce a quella dei nostri amici musulmani che adorano Dio per l'opera della creazione e per la misericordia. Spiritualmente, possiamo unire le loro preghiere ai nostri Sacrifici Eucaristici. Alcune volte restiamo ammirati per come i nostri amici musulmani 'si associano misteriosamente al Mistero Pasquale'. Quando offriamo la nostra vita a Cristo, offriamo, anche, in qualche modo, quella dei nostri amici. Invisibilmente le nostre celebrazioni eucaristiche riuniscono anche persone assenti fisicamente: sono coloro i quali cercano Dio nella rettitudine del loro cuore. Per una Chiesa particolare il modo di vivere l'Eucaristia é inseparabile dalla storia del popolo alla quale é stata assegnata dal Signore".

CARDINALE GEORGES COTTIER, O.P., PRO-TEOLOGO DELLA CASA PONTIFICIA (CITTÁ DEL VATICANO). "Se la Chiesa ha emesso delle direttive circa l'ammissione dei cristiani non cattolici all'Eucaristia, e se respinge l'inter-comunione, ciò accade perché la comunione eucaristica non è un punto di partenza, bensì esprime e porta a perfezione una comunione che essa presuppone nella sua integralità: la comunione nella dottrina degli Apostoli, nei Sacramenti e nella comunione con il Collegio Apostolico di cui Pietro è il Capo. Talvolta questa posizione, non venendo compresa, appare ingiustamente rigida ai nostri fratelli protestanti. È quindi un dovere fraterno per la Chiesa affermare di non avere il diritto di disporre a suo piacimento di un dono ricevuto dal suo Signore. Il suo è un atteggiamento di adorazione, di lode e di obbedienza".
SE/DECIMA CONGREGAZIONE/... VIS 20051010 (1200)

NONA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 7 OTT. 2005 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, nell'Aula del Sinodo, si è tenuta la Nona Congregazione Generale della XI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, alla quale hanno assistito 239 Padri Sinodali. Presidente Delegato di turno è stato il Cardinale Juan Sandoval Íñiguez. Il Santo Padre ha assistito alla sessione degli interventi liberi.

Di seguito riportiamo gli estratti di alcuni interventi:

VESCOVO GERVAIS BANSHIMIYUBUSA, DI NGOSI (BURUNDI). "Il Burundi, paese cristiano con più del 60% di cattolici, ha conosciuto un periodo di gravi difficoltà, vivendo conflitti tragici tra le diverse comunità etniche del paese. Questi conflitti sono degenerati in guerra civile, al punto che le persone delle diverse etnie non osavano nemmeno più incrociarsi per strada. Le Celebrazioni Eucaristiche sono diventate luoghi privilegiati dove i fedeli di diverse etnie hanno potuto incontrarsi e pregare per la riconciliazione. Attraverso la 'duplice Mensa' della Parola di Dio e del Pane eucaristico, la Celebrazione Eucaristica è stata, per così dire un'occasione privilegiata per:
- un annuncio profetico che ha alimentato regolarmente la speranza del popolo in vista di una possibile riconciliazione;
- una Parola che ha interpellato tutti, senza pregiudizi, in vista della conversione dei cuori e delle menti. Al di là di tutto, la Celebrazione Eucaristica è stata fonte di grazia che ha donato ai cristiani un coraggio soprannaturale per agire controcorrente, rifiutando, spesso a prezzo del proprio sangue, qualsiasi solidarietà negativa basata sull'unica fratellanza naturale dell'etnia o dell'interesse egoistico".

CARDINALE FRANCISCO JAVIER ERRÁZURIZ OSSA, DEI PADRI DI SCHÖNSTATT, ARCIVESCOVO DI SANTIAGO DEL CILE, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO EPISCOPALE LATINOAMERICANO (CILE). "L''Instrumentum Laboris', al n. 25, ci invita a considerare la partecipazione interiore. Nel Documento leggiamo 'la partecipazione dei fedeli alla liturgia, soprattutto alla Celebrazione Eucaristica consiste essenzialmente nell'entrare in questo culto, nel quale Dio discende verso l'uomo e l'uomo va verso Dio'. (...) Occorre, dunque, come dice l''Instrumentum Laboris', entrare nell'azione liturgica. Per questo, il cammino migliore è condividere i sentimenti e la disposizione di Maria Santissima, 'Donna Eucaristica', che ha preceduto e precede la Chiesa Sposa, lungo i cammini della fede, del Calvario, dell'Alleanza e della nuova vita con l'ardore e con l'invio della Pentecoste. I fedeli laici partecipano con pienezza quando tutta la loro vita è profondamente unita all'Eucaristia; quando la vita è completa accoglienza di Dio, ascolto della Parola, docilità allo Spirito; quando è adorazione e azione di grazie, come anche rinnovamento della Nuova Alleanza; quando è interamente offerta e comunione, sacrificio, impetrazione ed espiazione, dono gratuito di Dio per i fratelli".

VESCOVO JOSÉ DE LA TRINIDAD VALERA ANGULO, DI LA GUAIRA (REPUBBLICA BOLIVARIANA DEL VENEZUELA). "Celebrare con gioia e celebrare la gioia della Pasqua del Signore. Il mondo ha bisogno di conoscere e vivere la gioia nello Spirito Santo, ha fame di Dio ed è Cristo colui che rivela l'uomo all'uomo. La Rivelazione, più che puro ragionamento, è Vita, è l'esultanza della comunicazione della Trinità del Dio unico. (...) Il nostro servizio di pastori del gregge consiste nel trovare le strade che permettono al nostro popolo di vivere la gioia del Risorto. Gli orientamenti liturgici devono fuggire qualsivoglia legalismo e cercare di essere in sintonia con l'esultanza nello Spirito Santo, perché il mondo creda e abbia vita".

CARDINALE ZENON GROCHOLEWSKI, PREFETTO DELLA CONGREGAZIONE PER L'EDUCAZIONE CATTOLICA DEI SEMINARI E DEGLI ISTITUTI DI STUDI (CITTÀ DEL VATICANO). "L'Eucaristia costituisce la trama dell'intera formazione dei seminaristi, ossia umana, spirituale, intellettuale e pastorale. Questa centralità dell'Eucaristia deve essere fortemente accentuata nella vita del Seminario, a diversi livelli: la solida illustrazione teologica del Mistero Eucaristico e il suo rapporto con il Sacramento della Penitenza, la dovuta spiegazione del significato delle norme liturgiche, l'esempio da parte degli educatori, l'adeguata preparazione delle stesse celebrazioni eucaristiche in modo da poter essere intimamente vissute da tutta la comunità, come pure la presenza e la disponibilità di buoni confessori, le Adorazioni Eucaristiche ben preparate, l'invito persistente all'adorazione privata del Santissimo Sacramento, ecc. Tutto ciò, tenuto nella dovuta considerazione e con costanza, dovrebbe aiutare il seminarista a comprendere, amare e vivere l'Eucaristia fino in fondo. (...) Questa formazione dei seminaristi è di massima importanza e dovrebbe essere sottolineata, perché principalmente dai sacerdoti dipenderà come l'Eucaristia sarà celebrata, percepita e vissuta dai fedeli".

ARCIVESCOVO DOMINIC JALA, S.D.B., DI SHILLONG (INDIA). "Nei contesti multireligiosi, la comunità riunita per l'Eucaristia spesso non è composta solo da cattolici. La presenza dei seguaci di altre fedi pone seri interrogativi alla nostra ecclesiologia eucaristica, specialmente in India. Che posto occupano queste persone rispetto alla nostra comunità di fede? Fino a che punto può estendersi una comunità Eucaristica? Se il Sacrificio della Comunione viene celebrato per la salvezza di tutti, qual'è il rapporto tra la comunità Eucaristica cristiana e gli altri? La fede e la disciplina della Chiesa ammettono alla comunione solo quanti condividono la fede e professano la stessa fede Eucaristica. (...) Rimane la sfida di trovare dei modi per mostrare qualche segno di ospitalità Eucaristica ai membri delle altre fedi. (...) La devozione Eucaristica fuori dalla Messa, che scaturisce da essa e ad essa riconduce, ha avuto e continua ad avere una grande influenza nell'attirare le persone verso la Chiesa e nell'aiutare le comunità ad essere più missionarie. Una particolare importanza, per esempio, rivestono le processioni Eucaristiche annuali, specialmente nell'India nord-orientale. Tuttavia, le comunità che ancora attendono un sacerdote, come accade nella maggior parte dei villaggi più remoti delle nostre missioni, rappresentano una grande preoccupazione per noi. La Liturgia domenicale deve alimentare in questi fedeli un amore e un anelito autentico per l'Eucaristia".

VESCOVO LEO LABA LADJAR, O.F.M., DI JAYAPURA (INDONESIA). "Il sacerdote non può essere separato dalla comunità. Ho l'impressione che l''Instrumentum Laboris' sia troppo 'incentrato sul sacerdote'. Vi sono alcune pratiche e alcune regole che andrebbero discusse, tra cui le seguenti: l'autorità del sacerdote di celebrare l'Eucaristia in assenza di un'assemblea di fedeli (la cosiddetta Messa privata); la limitazione dello scopo dell'ordinazione alla sola Eucaristia; (...) l'accresciuta differenza tra sacerdozio ministeriale e sacerdozio comune, al punto di limitare il ruolo degli accoliti alle situazioni d'emergenza. (...) Viene sottovalutata l'importanza della riconciliazione nella comunità e nell'assemblea liturgica. (...) La mia impressione secondo la quale la visione dell''Instrumentum Laboris' è 'centrata sul sacerdote' è rafforzata anche da come viene sottostimata la liturgia della Parola presieduta da un ministro laico. L''Instrumentum Laboris', al n. 55, la definisce 'liturgia in attesa del sacerdote', e non un ascolto della voce del Signore e una risposta data nella preghiera. Suggerimenti: dobbiamo incoraggiare i teologi a studiare e a formulare una nuova teologia del sacerdote collegata al triplice 'munus' degli ecclesiastici nella comunità ecclesiale, che tenga conto anche della pratica nei tempi apostolici e nelle Chiese Orientali".
SE/NONA CONGREGAZIONE/... VIS 20051010 (1120)

BEATO VON GALEN: DIFENSORE DIRITTI VIOLATI DAL NAZISMO


CITTÁ DEL VATICANO, 9 OTT. 2005 (VIS). Alle 9:30 di oggi, il Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, ha presieduto la Celebrazione Eucaristica nella Basilica Vaticana e, per incarico di Benedetto XVI, ha dato lettura della Lettera Apostolica con la quale il Santo Padre ha iscritto nell'albo dei Beati il Servo di Dio Clemens August von Galen (1878-1946), Vescovo di Münster (Germania).

Al termine della Messa, il Papa ha raggiunto la Basilica Vaticana per venerare le Reliquie del nuovo Beato e, dopo aver rivolto alcune parole di saluto ai presenti, ha impartito la Benedizione Apostolica.

Il Santo Padre ha salutato le Autorità civili e religiose ed i pellegrini provenienti da Münster e dal resto della Germania. Parlando del Cardinale von Galen, Papa Benedetto ha detto a braccio: "Noi tutti, e in particolare noi tedeschi, siamo grati perché il Signore ci ha donato questo grande testimone della fede, che in tempi bui ha fatto splendere la luce della verità e ha mostrato il coraggio di opporsi al potere della tirannide. Ma dobbiamo anche chiederci: Da dove gli giunse questa intuizione in un tempo in cui persone intelligenti erano come cieche? E da dove gli giunse la forza di opporsi in un momento in cui anche i forti si dimostrarono deboli e vili?".

"Ha tratto intuizione e coraggio dalla fede" - ha continuato Papa Benedetto - "che gli ha mostrato la verità, gli ha aperto il cuore e gli occhi. Più degli uomini egli temeva Dio, che gli ha concesso il coraggio di fare e di dire ciò che altri non osavano dire e fare. Così egli ci dona coraggio, ci esorta a vivere di nuovo la fede oggi e ci mostra anche come sia realizzabile nelle cose semplici e umili e tuttavia grandi e profonde".

Il Papa ha concluso sottolineando che il nuovo Beato "ci mostra dunque questa cattolicità semplice, nella quale il Signore ci incontra, nella quale schiude il nostro cuore e ci dona il discernimento degli spiriti, il coraggio della fede e la gioia di essere salvati. Rendiamo grazie a Dio per questo grande testimoni della fede e preghiamolo affinché ci illumini e ci guidi".

Nel testo preparato che avrebbe dovuto leggere, il Santo Padre Benedetto XVI scrive: "Nella folta schiera dei testimoni di Cristo del secolo ventesimo, risalta la sua figura di sacerdote zelante e Vescovo generoso. Il Signore gli diede un coraggio eroico per difendere i diritti di Dio, della Chiesa e dell'uomo che il regime nazionalsocialista violava in modo grave e sistematico, in nome di un'aberrante ideologia neopagana".

"Oggi" - ha concluso il Pontefice - "la sua beatificazione lo ripropone quale modello di fede profonda ed intrepida. Invochiamo l'intercessione del nuovo Beato affinché benedica la Chiesa e l'umana società in Germania, in Europa e nel mondo intero".

Nell'Angelus, Benedetto XVI ha ricordato davanti migliaia di fedeli che riempivano Piazza San Pietro che il Beato von Galen fu "un intrepido oppositore del regime nazista. Ordinato sacerdote nel 1904, egli svolse a lungo il ministero in una parrocchia di Berlino e nel 1933 fu ordinato Vescovo di Münster".

"In nome di Dio, denunciò l'ideologia neopagana del nazionalsocialismo, difendendo - ha detto - la libertà della Chiesa e i diritti umani gravemente violati, proteggendo gli ebrei e le persone più deboli, che il regime considerava rifiuti da eliminare".

Dopo aver ricordato che nel 1941 pronunciò "le tre celebri prediche", il Santo Padre ha detto che nel 1946, un mese dopo essere stato creato Cardinale da Pio XII, von Galen "morì, circondato dalla venerazione dei fedeli che riconobbero in lui un modello di coraggio cristiano. Proprio questo è il messaggio sempre attuale del Beato von Galen: la fede non si riduce a sentimento privato, magari da nascondere quando diventa scomoda, ma implica la coerenza e la testimonianza anche in ambito pubblico in favore dell'uomo, della giustizia, della verità".
AC/BEATIFICAZIONE VON GALEN/SARAIVA VIS 20051010 (390)

UNDICESIMA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTÁ DEL VATICANO, 10 OTT. 2005 (VIS). Questa mattina si é celebrata, in presenza del Santo Padre e di 244 Padri Sinodali, l'undicesima Congregazione Generale del Sinodo sull'Eucaristia. Presidente Delegato di turno é stato il Cardinale Francis Arinze.

CARDINALE LUBOMYR HUSAR, M.S.U., ARCIVESCOVO DI LVIV DEGLI UCRAINI, PRESIDENTE DEL SINODO DELLE CHIESE GRECO-CATTOLICHE DI UCRAINA. "La mia premessa è che non ci può essere dubbio alcuno che l'Eucaristia è 'fons et culmen' della vita e della missione della Chiesa. Ma anche per le Chiese Ortodosse questo è vero! Se la Liturgia è 'regula fidei' ('lex orandi', 'lex credendi'); se la Divina Liturgia celebrata dalle Chiese Orientali in comunione con la Sede di Roma e dalle Chiese Ortodosse o Apostoliche è identica per entrambe; se è reciproco il riconoscimento della Successione Apostolica dei Vescovi e, conseguentemente, dei sacerdoti che la celebrano, allora la mia domanda è: cosa occorre di più per l'unità? Esiste forse un'altra 'fons' o un altro 'culmen' superiore all'Eucaristia? E se non esiste, perché non si permette la concelebrazione?".

CARDINALE CRESCENZIO SEPE, PREFETTO DELLA CONGREGAZIONE PER L'EVANGELIZZAZIONE DEI POPOLI (CITTÁ DEL VATICANO). "Si ritiene opportuna una trattazione più organica che chiarisca la distinzione tra l'evangelizzazione destinata 'ad Gentes' e quella destinata a quanti hanno abbandonato la propria fede. È vero che l'evangelizzazione è unica nel contenuto, ma si diversifica in relazione ai destinatari ai quali essa è indirizzata. (...) Oggi sono circa 5 miliardi le persone che non conoscono Gesù Cristo e quindi non possono alimentarsi del Suo Corpo e del Suo Sangue. La Chiesa ha il diritto e dovere di portare anche a loro il Pane della Vita e il Calice della Salvezza. A tal fine è necessario che la dottrina eucaristica sia offerta ai non cristiani nella sua integrale verità, senza cedere alle 'mode culturali' che porterebbero a quella deriva ermeneutica per la quale l'Eucaristia perderebbe la sua dimensione mistica reale e diventerebbe una variante di quella antropologia culturale che relativizza la stessa persona di Gesù Cristo".

VESCOVO PETRU GHERGHEL, DI IASI (ROMANIA), DELEGATO DELLA CONFERENZA EPISCOPALE RUMENA. "Il 'rimanere in Cristo' (Gv 15,4) ha garantito sin dall'inizio la vitalità e la forza delle prime comunità cristiane. (...) Nel lungo periodo comunista, l'unico luogo dove i fedeli potevano alimentare il coraggio della loro fede era la Chiesa. La celebrazione dell'Eucaristia era insieme momento di evange1izzazione, catechesi e comunione con Dio e con i fratelli. (...) Suggerisco una proposta per incrementare il rispetto verso l'Eucaristia. Avendo presente la tradizione orientale, la ricchezza di tali testimonianze e l'intento di uno scambio di doni tra le nostre Chiese, propongo di adoperare per la Santa Messa anche l'appellativo di 'Santa e Divina Liturgia', accanto a quello latino, già in uso ma poco preciso. Sarà un titolo che suggerisce maggiormente il sacro e invita al raccoglimento, allo stupore, al silenzio, all'adorazione".

VESCOVO GABRIEL MALZAIRE, DI ROSEAU (SANTO DOMINGO). "Il Sacramento della Penitenza non fa più parte della normale vita spirituale per un numero sempre più grande di cattolici. I matrimoni misti portano a volte ad una diminuzione del bisogno dell'Eucaristia. Nelle Antille, l'inter-comunione pone dei problemi. Molti fedeli credono che la Santa Comunione porti alla santità personale e ad una trasformazione dei comportamenti e generi un senso di responsabilità verso i bisogni degli altri. Tuttavia, per molti vi è discordanza tra ciò in cui credono e il loro modo di vivere. Alcuni suggerimenti: il ritorno all'importanza dei doveri Pasquali con la necessità (come minimo) di una Confessione annuale; il richiamo al rispetto ed alla riverenza dovuti ai luoghi sacri; la necessità del silenzio prima e durante la celebrazione della Santa Messa; un ritorno ai banchi con gli inginocchiatoi nelle Chiese così che la gente sia condotta anche ad un atteggiamento esterno di riverenza verso il Santissimo Sacramento".

PADRE PETER HANS KOLVENBACH, PREPOSITO GENERALE DELLA COMPAGNIA DI GESÚ. "La riscoperta della nozione tridentina di Ripresentazione Sacramentale apre orizzonti promettenti nel dialogo tra Cattolici e Riformati. Invece di dire che la Messa è rinnovazione del Sacrificio della Croce, oggi diciamo più esattamente che la Messa è la rinnovazione del Memoriale del Sacrificio della Croce. La Messa è infatti Sacrificio Sacramentale, vale a dire il Sacramento di quel Sacrificio, la Ripresentazione Sacramentale nostra all'unico Sacrificio. Il limite che ha contrapposto la teologia cattolica del secondo millennio a quella ortodossa è stato quello di analizzare la trasformazione eucaristica in base alla nozione di tempo fisico, facendola dipendere esclusivamente o dal momento in cui vengono pronunciate le parole della Consacrazione o dal momento in cui si pronuncia l'Epiclesi Consacratoria. Da una parte come dall'altra si è dimenticato che l'istante in cui avviene la Transustanziazione (o Metabolè) non è quello del nostro cronometro, bensì è l'istante di Dio, che è Tempo Sacramentale. Il magistero della 'lex orandi' insegna che questo istante, essendo per natura sua 'al di là delle cose fisiche', ammette due momenti forti, entrambi provvisti di efficacia consacratoria assoluta: il Racconto Istituzionale e l'Epiclesi. Riferita alle parole della Consacrazione e all'Epiclesi Consacratoria, la nozione di efficacia consacratoria assoluta non sopporta né conflittualità, né esclusivismi. Lungi dal presentarsi come ostacolo, la questione dell'Epiclesi si rivela un vero ponte ecumenico nel dialogo tra Cattolici e Ortodossi".

ARCIVESCOVO OSWALD GRACIAS, DI AGRA (INDIA), PRESIDENTE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE INDIANA. "In India, dove c'è grande bisogno di formazione nella fede, occorre prestare maggiore attenzione all'obiettivo di portare le persone a comprendere, apprezzare e vivere le Scritture nella loro ricchezza. A tale scopo si può cercare di ricorrere all'impiego dei mezzi di comunicazione, quali proiezioni di audiovisivi con scene del Vangelo e importanti rappresentazioni, così che la proclamazione giunga a tutti i livelli dell'umana coscienza. I Vescovi, in quanto pienamente responsabili, dovrebbero cercare di evitare il pericolo del protagonismo. (...) Le persone in alcune zone dell'India sono attratte dalle sette perché trovano la nostra liturgia monotona e impersonale, ben lontana da un'esperienza di Dio. Le Conferenze Episcopali, insieme alla Congregazione del Culto Divino e della Disciplina dei Sacramenti, potrebbero studiare strumenti per una miglior inculturazione della Liturgia, e consentire una maggiore libertà e creatività nella stessa, salvaguardandola allo stesso tempo dal pericolo degli abusi. Le Messe di gruppo e le Messe per le famiglie potrebbero rappresentare mezzi efficaci per rafforzare l'unità della famiglia e per impartire la catechesi".
SE/UNDICESIMA CONGREGAZIONE/... VIS 20051010 (1030)

IN BREVE


IL SANTO PADRE BENEDETTO XVI HA INDIRIZZATO UN MESSAGGIO ai partecipanti al Convegno Internazionale in occasione della celebrazione del centenario della nascita del teologo Hans Urs Von Balthasar (Basilea 1905 - Lucerna 1988), dal titolo "Solo l'amore è credibile", presso la Pontificia Università Lateranense. "Posso attestare" - scrive il Santo Padre nel Messaggio datato 6 ottobre - "che la sua vita è stata una genuina ricerca della verità, che egli comprendeva come una ricerca della vera Vita. Ha cercato le tracce della presenza di Dio e della sua verità ovunque: nella filosofia, nella letteratura, nelle religioni, giungendo sempre a spezzare quei circuiti che tengono spesso la ragione prigioniera di sé e aprendola agli spazi dell'infinito".

IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DELLA SALUTE MENTALE che si tiene il 10 ottobre, il Cardinale Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale della Salute, osserva, in una nota informativa, che la Chiesa Cattolica, gli Istituti religiosi e le Associazioni laicali che aiutano i malati mentali e le loro famiglie, "Con il loro operato dimostrano che la malattia della mente non crea fossati invalicabili né impedisce rapporti di autentica carità cristiana con chi ne è vittima".
.../IN BREVE/... VIS 20051010 (200)

IL PAPA PREGA PER VITTIME SUD ASIATICO E CENTRO AMERICA


CITTÁ DEL VATICANO, 9 OTT. 2005 (VIS). Prima di recitare l'Angelus, Benedetto XVI ha ricordato la figura del Beato Clemens August von Galen e ha chiesto ai pellegrini riuniti in Piazza San Pietro di continuare a pregare "per il Sinodo affinché possa portare i frutti sperati".

"In particolare, in questo mese di ottobre, nel quale ogni comunità ecclesiale è chiamata a rinnovare il proprio impegno missionario" - ha proseguito il Papa - "invito a riprendere quanto il Papa Giovanni Paolo II ha scritto nella Lettera Apostolica 'Mane nobiscum Domine', a proposito dell'Eucaristia come 'principio e progetto di missione': 'L'incontro con Cristo, continuamente approfondito nell'intimità eucaristica, suscita nella Chiesa e in ciascun cristiano l'urgenza di testimoniare e di evangelizzare'".

Una volta recitato l'Angelus, il Santo Padre ha affidato "alla misericordia amorosa di Dio" le migliaia di vittime del recente terremoto in Pakistan, India e Afghanistan e ha espresso "il suo profondo affetto" per l'ingente numero di feriti e di persone che hanno subito gravi danni. "Prego che la comunità internazionale" - ha aggiunto il Papa - "risponda rapidamente e generosamente al disastro e chiedo al Signore che dia forza e coraggio a quanti partecipano alle operazioni di recupero e ricostruzione".

Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricordato anche "i cari Paesi dell'America Centrale e del Messico - specialmente El Salvador, Guatemala, Honduras e Nicaragua - i quali stanno soffrendo a causa delle conseguenze delle intense alluvioni e inondazioni, che hanno causato numerose vittime e notevoli danni materiali. Prego il Signore che dia l'eterno riposo ai morti ed esprimo la mia vicinanza spirituale e il mio affetto a quanti sono stati privati delle loro abitazioni e dei loro strumenti di lavoro. Invito poi le istituzioni e tutte le persone di buona volontà a prestare un aiuto efficace con spirito di vera solidarietà fraterna".

Infine il Papa ha salutato gli insegnanti italiani di religione cattolica che hanno tenuto in questi giorni il loro primo incontro nazionale. "Il vostro impegno nella scuola" - ha detto Papa Benedetto - "è un prezioso contributo alla formazione delle nuove generazioni e alla loro maturazione nella conoscenza della tradizione e della cultura cattolica, nella consapevolezza delle responsabilità personali e nell'adesione ai valori della convivenza civile".
ANG/SINODO:CATASTROFI NATURALI:SCUOLA/... VIS 20051010 (350)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 10 OTT. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Jabulani Nxumalo, O.M.I., finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di Durban (Sud Africa), Arcivescovo Metropolita di Bloemfontein (superficie: 64.393; popolazione: 123.185; cattolici: 113.833; sacerdoti: 32; religiosi: 91), Sud Africa.

- Il Padre Barry Wood, O.M.I., Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Durban (superficie: 20.318; popolazione: 3.000.000; cattolici: 205.387; sacerdoti: 134; religiosi: 597; diaconi permanenti: 30), Sud Africa. Il Vescovo eletto, già Vicario Generale della medesima Arcidiocesi e Parroco a Woodlands, è nato nel 1942 a Port Elisabeth (Sud Africa), ha emesso la professione perpetua nella Congregazione O.M.I. nel 1965 ed è stato ordinato sacerdote nel 1968.
NER/.../NXUMALO:WOOD VIS 20051010 (110)

venerdì 7 ottobre 2005

OTTAVA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 7 OTT. 2005 (VIS). L'Ottava Congregazione Generale del Sinodo dei Vescovi sull'Eucaristia è iniziata alle 9:00 di oggi, in presenza del Santo Padre e di 245 Padri Sinodali. Presidente Delegato di turno è stato il Cardinale Juan Sandoval Iñiguez.

All'inizio della seconda parte della sessione mattutina, il Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, l'Arcivescovo Nikola Eterovic, ha chiesto ai presenti di pregare per le vittime dell'uragano tropicale in America Centrale. Successivamente ha comunicato che il Santo Padre, accogliendo il suggerimento di alcuni Padri Sinodali, ha disposto che lunedì 17 ottobre, dalle 18:00 alle 19:00, nella Basilica Vaticana, si celebri un'ora di Adorazione Eucaristica.

Seguono estratti di alcuni interventi:

CARDINALE ALFONSO LÓPEZ TRUJILLO, PRESIDENTE DEL PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA FAMIGLIA. "Si può permettere l'accesso alla comunione eucaristica a coloro che negano i principi e i valori umani e cristiani? La responsabilità dei politici e legislatori è grande. Non si può separare una cosiddetta opzione personale dal compito socio politico. Non è un problema 'privato', occorre l'accettazione del Vangelo, del Magistero e della retta ragione! (...) Nell'Eucaristia è realmente presente il Signore della famiglia e della vita, dell'amore, dell'alleanza che unisce gli sposi. Dio è il Creatore della dignità umana. La questione non si risolve in modo congiunturale secondo la varietà degli atteggiamenti nei differenti paesi, poiché la coscienza dei cristiani e la comunione ecclesiale risulterebbero offuscate e confuse. Tutte quelle questioni devono essere chiarite e illuminate dalla Parola di Dio alla luce del Magistero della Chiesa. (...) I politici e i legislatori devono sapere che, proponendo o difendendo i progetti di leggi inique, hanno una grave responsabilità e devono porre rimedio al male fatto e diffuso per poter accedere alla comunione con il Signore che è via, verità e vita".

CARDINALE NASRALLAH PIERRE SFEIR, PATRIARCA DI ANTIOCHIA DEI MARONITI, CAPO DEL SINODO DELLA CHIESA MARONITA (LIBANO). "La Chiesa maronita ammette i sacerdoti coniugati. La metà dei nostri sacerdoti diocesani sono coniugati. Ma occorre riconoscere che il matrimonio dei sacerdoti, se risolve un problema, ne crea altri molto gravi. Un sacerdote sposato ha il dovere di occuparsi della consorte e dei figli, deve assicurare loro una buona educazione ed una posizione sociale. (...) Un'altra difficoltà sorge quando non vi è più comprensione fra il sacerdote sposato ed i parrocchiani. Malgrado ciò accade che il Vescovo della Diocesi alla quale il sacerdote appartiene non possa trasferirlo, in ragione dell'impossibilità per la sua famiglia di seguirlo. Malgrado tutto i sacerdoti sposati hanno conservato la fede del popolo con il quale hanno condiviso una vita dura. Senza questi sacerdoti, tale fede sarebbe scomparsa. (...) Il celibato è il gioiello più prezioso nel tesoro della Chiesa cattolica. Ma come conservarlo in una società erotizzata: giornali, Internet, manifesti, spettacoli, tutto procede senza vergogna, ferendo la virtù della castità. Va da sé che una volta ordinato il sacerdote non può più contrarre matrimonio. Inviare sacerdoti in un paese dove mancano da un paese che ne ha in numero sufficiente, non è una soluzione ideale, quando non si tiene conto delle tradizioni, delle abitudini e della mentalità. Il problema resta aperto".

CARDINALE FRANCIS ARINZE, PREFETTO DELLA CONGREGAZIONE PER IL CULTO DIVINO E LA DISCIPLINA DEI SACRAMENTI (CITTÀ DEL VATICANO). "Nel trattare la Celebrazione Eucaristica, l''ars celebrandi' si riferisce alla partecipazione interiore ed esteriore da parte del celebrante e della Congregazione. (...) L''ars celebrandi' aiuta il sacerdote a porsi in una disposizione di piena fede e in un atteggiamento composto durante la Messa. Da una parte, il sacerdote non può isolarsi dai presenti, dall'altra, non deve diventare un protagonista che dà spettacolo di sé. Liturgia non è ciò che facciamo, bensì ciò che riceviamo nella fede. Per quanto riguarda coloro che contribuiscono alla Celebrazione Eucaristica - i servitori dell'altare, i lettori, il coro, ecc. - l''ars celebrandi' esige una buona preparazione, fede, umiltà e una costante attenzione al sacro mistero, più che a se stessi. Quando la Messa viene celebrata in questo spirito nutre la fede e la manifesta fortemente- 'lex orandi', 'lex credendi'. Grazie a un'autentica comprensione del ruolo delle norme liturgiche, una celebrazione siffatta è scevra da banalizzazioni e dissacrazioni. Essa fa sì che i fedeli tornino alle loro case, avendo ricevuto il nutrimento appropriato, spiritualmente rinfrancati e dinamicamente pronti all'evangelizzazione".

ARCIVESCOVO CORNELIUS FONTEM ESUA, COADIUTORE DI BAMENDA (CAMERUN). "Per sottolineare l'importanza della Liturgia della Parola durante la Celebrazione Eucaristica dovrebbe esserci nelle nostre parrocchie, innanzitutto, un'appropriata organizzazione del Ministero Pastorale Biblico. (...) In secondo luogo, dovrebbe essere sottolineata l'importanza dell'omelia che spiega la Parola di Dio a uso del fedele. Essa lega la Parola all'Eucaristia e fa sì che i partecipanti continuino a vivere l'Eucaristia, la testimonino nella carità e vadano in missione alla fine della celebrazione. (...) Senza l'omelia la celebrazione Eucaristica potrebbe essere considerata un atto di magia. È l'omelia a fare la differenza tra la celebrazione cristiana dell'Eucaristia e i sacrifici della Religione Tradizionale Africana, che molte volte sono accompagnati da invocazioni e formule magiche, spesso in lingue non comprese dai partecipanti. (...) In alcune Chiese Particolari dell'Africa, per esempio in molte Diocesi del Camerun, la Liturgia della Parola è introdotta da un solenne Lezionario o da una Processione della Bibbia che comincia immediatamente dopo la Preghiera d'Inizio e non subito prima della proclamazione del Vangelo. L'assemblea è così invitata ad ascoltare la Parola di Dio con la stessa attenzione e rispetto con cui ascolta un sovrano tradizionale che si rivolge ad essa o quando viene proclamato un suo messaggio".

VESCOVO DENIS GEORGE BROWNE, DI HAMILTON (NUOVA ZELANDA), PRESIDENTE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE DI OCEANIA. "È importante, per noi come Chiesa, ricordare che le piccole comunità di cattolici hanno lo stesso diritto di partecipare all'Eucaristia dei loro fratelli e sorelle delle parrocchie grandi e impegnate. Noi, come Chiesa, abbiamo continuo bisogno di aprirci per trovare dei modi in cui l'Eucaristia sia di facile accesso per tutti i nostri fedeli. 'Allora gli dissero: Signore, dacci sempre questo pane' (Gv 6,34). Dobbiamo essere sensibili alle domande che i fedeli spesso ci pongono, per esempio: 'Perché pare che sia possibile che i preti un tempo sposati della Comunità Anglicana vengano ordinati e fungano da sacerdoti cattolici, mentre ex sacerdoti cattolici che hanno avuto la dispensa dal loro voto di celibato non possono svolgere alcuna funzione pastorale?'".

CARDINALE JEAN-LOUIS TAURAN, ARCHIVISTA E BIBLIOTECARIO DI SANTA ROMANA CHIESA (CITTÀ DEL VATICANO). "Almeno nel mondo occidentale, la genuflessione è sempre meno in uso. Praticamente non ci si inginocchia più durante la celebrazione della Messa. Durante la settimana, le chiese sono spesso chiuse, la visita al Santissimo Sacramento diventa spesso impossibile. Sarebbe bene ricordare l'importanza della testimonianza di cristiani e comunità che non esitano a inginocchiarsi per affermare la grandezza e la vicinanza di Dio nell'Eucaristia. Davanti all'Eucaristia, l'uomo riconosce di avere bisogno di un Altro che gli dia nuove energie per le battaglie della vita. Un mondo senza adorazione sarebbe un mondo a sola misura d'uomo. Un mondo che sia solo un mondo produttivo, renderebbe la vita insopportabile. Un mondo senza adorazione non solo è irreligioso, è un mondo inumano!".

ARCIVESCOVO WILLIAM JOSEPH LEVADA, PREFETTO DELLA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE (CITTÀ DEL VATICANO). "Una certa artificiale opposizione tra le omelie a carattere dottrinale e le omelie di carattere liturgico ha impedito la formazione catechetica dei fedeli che desiderano attuare la loro fede nel mondo odierno secolarizzato. Questa falsa dicotomia si può superare solamente mostrando come l'aspetto dottrinale colga il senso più profondo della Sacra Scrittura, analogamente a quanto fa la liturgia stessa: farci incontrare con Cristo, nostro Redentore. Propongo, pertanto, che il Sinodo faccia propria la raccomandazione di chiedere che un programma pastorale sia preparato - non da imporre, ma da proporre a coloro che predicano nelle celebrazioni eucaristiche domenicali sulla base della ripartizione in tre anni del Lezionario, collegando la proclamazione della dottrina della fede ai testi biblici nei quali tali verità sono radicate, e facendo riferimento al Catechismo della Chiesa Cattolica ed al suo Compendio recentemente pubblicato".
SE/OTTAVA CONGREGAZIONE/... VIS 20051007 (870)

SETTIMA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 6 OTT. 2005 (VIS). Alle 16:30 di oggi é iniziata la settima Congregazione Generale della XIº Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi. Il presidente delegato di turno é stato il Cardinale Francis Arinze e hanno assistito 243 padri sinodali. Il Papa é stato presente a partire dalle 18:00.

Seguono estratti di alcuni interventi:

VESCOVO LUCIO ANDRICE MUANDULA, DI XAI-XAI (MOZAMBICO) "Partendo quindi dal presupposto dell'Eucaristia, fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa, e considerando che gli attuali dati statistici ci parlano di una grande scarsità di sacerdoti nel mondo, mi viene naturale chiedere fino a che punto una comunità ecclesiale priva del Sacramento dell'Eucaristia possa arrivare a quel dinamismo di vita che le permetta di trasformarsi in una comunità missionaria, capace di portare a compimento, con gioia, il progetto missionario che il Signore Gesù stesso ci ha affidato. (...) Bisogna quindi insistere nella giusta redistribuzione dei sacerdoti nel mondo, come è già stato più volte chiesto dai padri sinodali, ed è urgente riproporre a tutta la Chiesa, in particolare ai sacerdoti, una vera spiritualità eucaristica, tutta contrassegnata dalla gratuità del sacrificio di Cristo, che si dona come pane eucaristico, perché tutti possiamo accedere alla vita nuova della grazia".

CARDINALE ANTONIO MARIA ROUCO VARELA, ARCIVESCOVO DI MADRID (SPAGNA) "Il Concilio Vaticano II ha raccolto in una bellissima sintesi teologica i frutti dottrinali e pastorali del rinnovamento liturgico, spirituale e apostolico vissuto dalla Chiesa nella prima metà del XX secolo. Successivamente bisogna affrontare l'antitesi al Concilio, costituita dalle interpretazioni radicalmente secolarizzanti del contenuto, del significato e delle forme celebrative del Sacramento Eucaristico, 'fons et culmen totius vitae christianae'. Senza dimenticare la remora che la messa in discussione ecclesiologica della riforma liturgica da parte di piccoli gruppi ha supposto. Siamo quindi giunti al momento di una nuova sintesi dottrinale e pastorale che chiarisce e supera queste antitesi, per mezzo di un rinnovamento in chiave pasquale della dottrina, della catechesi e dell'esperienza pratica del Sacramento dell'Eucaristia, come quello in cui si attualizza il sacrificio e l'oblazione sacerdotale di Cristo; attraverso una pedagogia canonica e pastorale (...) che elimina il soggettivismo e l'arbitrarietà nelle forme della celebrazione e del culto eucaristico; e con la promozione di una spiritualità eucaristia, fondata sull'abitudine e nell'esperienza dell'adorazione del Sacramento per eccellenza, 'il Sacramento dell'Amore degli Amori'".

CARDINALE GODFRIED DANNEELS, ARCIVESCOVO DI MECHELEN-BRUSSEL, MALINES-BRUXELLES, PRESIDENTE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE (BELGIO). "Questo Sinodo sull'Eucaristia ha due obiettivi. Vogliamo prima di tutto riflettere e approfondire le nostre conoscenze delle ricchezze del mistero dell'Eucaristia e (...) lavorare affinché tutte queste ricchezze giungano a radicarsi in una cultura postmoderna che è (...) a prima vista, sfavorevole a tale radicamento. Eppure la nostra cultura è piena di paradossi. (...) Per l'uomo contemporaneo la percezione dell'invisibile è difficile. Eppure vi è un sicuro interesse per tutto ciò che si trova al di là dell'orizzonte, al di là del sensibile, del razionale, dell'efficacia e della produttività; l'uomo contemporaneo è oltretutto un uomo d'azione, ma in quest'uomo si nasconde anche un'immensa sete di gratuità, del dono; non ama il rito a causa della sua ripetitività e della sua monotonia, tuttavia inventa sempre i propri riti; l'escatologia cristiana sembra dimenticata e persino ingannevole, ma non vi è mai stata una simile sete di un mondo migliore e un così grande bisogno di speranza; (...) l'uomo contemporaneo vuole muoversi e le nostre liturgie spesso sono diventate molto attive, persino attivistiche. Ma dimentichiamo che in molti dei nostri contemporanei vi è una autentica sete di silenzio. Abbiamo forse mal compreso il senso della 'actuosa participatio' che comporta anche il silenzio davanti al mistero. Tutti questi elementi della nostra cultura portano in sé dei semi per un'evangelizzazione della nostra cultura".

ARCIVESCOVO LUCIAN MURESAN, METROPOLITA DI FAGARAS E ALBA IULIA DEI ROMENI, PRESIDENTE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE. "In Romania, i comunisti hanno cercato di dare all'uomo soltanto il pane materiale, ed hanno voluto cacciare dalla società e dal cuore della persona umana il 'pane di Dio'. (...) Affinché i sacerdoti non potessero più celebrare e parlare di Dio furono messi in carcere per la sola colpa di essere cattolici. La stessa sorte la hanno avuta i laici che partecipavano alle Sante Messe celebrate clandestinamente. Nel famoso periodo della "rieducazione" e del "lavaggio del cervello" nelle carceri della Romania, per prendersi gioco dei sacerdoti, per ridicolizzare l'Eucaristia e per distruggere la dignità umana, i persecutori li hanno obbligati a celebrare con degli escrementi, ma non sono riusciti a togliere loro la fede. (...) Quante umiliazioni, quando durante l'inverno a meno 30 gradi erano svestiti a pelle nuda per la perquisizione; quante giornate passate nella famosa stanza nera, come pena perché furono scoperti nella preghiera. Mai, nessuno lo saprà. Questi martiri moderni, del XXº secolo hanno offerto tutta la loro sofferenza al Signore per la dignità e la libertà umana.(...) Le speranze non mancano, e penso prima di tutto al profondo senso religioso del nostro popolo, alla profonda devozione con cui questo popolo si accosta alle celebrazioni liturgiche ed alla Eucaristia".

VESCOVO NESTOR NGOY KATAHWA, DI KOLWEZI (REP. DEMOCRATICA DEL CONGO) "In un paese come il Congo-Kinshasa, i fedeli cattolici devono essere iniziati sempre più a portare all'Altare le loro sofferenze, che sono quelle di tutto il loro popolo e che perdurano da diversi decenni. Le frustrazioni per le ingiustizie e le disuguaglianze sociali, i rancori perché si vive in estrema povertà su un suolo e sottosuolo estremamente ricchi ma scandalosamente sfruttati per il benessere degli altri, le guerre che vengono imposte e che comportano distruzione e allontanamento forzato, gli sconvolgimenti dovuti agli odi tribali ed etnici, tanto per citare solo alcuni esempi, sono tragedie che lastricano la via crucis del popolo congolese. Essendo vittima e al tempo stesso artefice della sua stessa miseria, il popolo deve essere illuminato dal mistero del Corpo sacrificato e del Sangue versato per trovarvi la grazia della conversione, la purificazione dal peccato, la sincerità della riconciliazione con Dio e con il prossimo, l'impegno per combattere il male in ogni sua forma e in ogni settore della vita pubblica e privata. Che tutto il popolo congolese, insieme con i Pastori della Chiesa, trovi nell'Eucaristia il conforto e la forza necessari, fonte e pegno dell'auspicata e attesa ripresa del paese, per imporsi il più presto possibile! Ciò grazie alla buona volontà e alla collaborazione sincera di tutti".

ARCIVESCOVO CHARLES MAUNG BO, S.D.B., DI YANGON, PRESIDENTE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE (MYANMAR). Oltre 2.500 parrocchie nel mondo adesso hanno l'Adorazione Eucaristica Perpetua. Circa 500 nelle Filippine, negli Stati Uniti le cappelle per l'adorazione perpetua sono circa 1.100, in Irlanda intorno alle 150, nella Corea del Sud circa 70 e ancor meno in India, nello Sri Lanka e nel Myanmar. Santo Padre! Se fosse possibile istituire cappelle di adorazione perpetua in tutte le diocesi del mondo e in tutte le parrocchie possibili, che splendido risultato sarebbe per l'Anno Eucaristico. (...) E in verità: finché la Chiesa non dirà forte che Gesù nel Santissimo Sacramento deve essere oggetto di adorazione perpetua per tutto ciò che ha fatto per la nostra salvezza, continuerà ad essere sconfitta dai suoi nemici. Ritengo che il modo migliore, il più sicuro e il più efficace per stabilire la pace in eterno sulla terra sia quello di ricorrere al grande potere dell'Adorazione Perpetua del Santissimo Sacramento".
SE/SETTIMA CONGREGAZIONE/... VIS 20051007 (1220)

giovedì 6 ottobre 2005

SESTA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 6 OTT. 2005 (VIS). Alle 9:00 di oggi è iniziata, in presenza del Santo Padre e di 243 padri sinodali, la sesta Congregazione Generale della XI° Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi. Il presidente delegato di turno è stato il Cardinale Francis Arinze.

Di seguito pubblichiamo estratti di alcuni interventi:

VESCOVO JAVIER ECHEVARRIA RODRIGUEZ, PRELATO DELLA PRELATURA PERSONALE DELL'OPUS DEI. "L'Instrumentum laboris, al n. 34, sottolinea l'importanza del senso della sacralità nella celebrazione dell'Eucaristia. È utile studiare modi concreti che aiutino i fedeli a percepire in un modo più netto il senso della sacralità del Sacrificio eucaristico. (...) Sarebbe dunque utile, sulla base dell'Istruzione Redemptionis sacramentum, adoperarsi per rimuovere gli abusi che arrecano danno alla sacralità nelle celebrazioni eucaristiche, ed anche ripensare alcune norme, la cui applicazione si presta ad una interpretazione abusiva. A titolo di esempio, si suggerisce di ripensare l'opportunità di cerimonie eucaristiche con un eccessivo numero di concelebranti, tale da non rendere possibile uno svolgimento dignitoso dell'atto liturgico oppure valutare la reale convenienza di distribuire la Comunione a tutti i partecipanti a una Messa con un grandissimo numero di fedeli, quando la distribuzione generale vada a detrimento della dignità del culto".

VESCOVO ARTHUR ROCHE, DI LEEDS (INGHILTERRA). "L'apprezzamento impoverito della natura insostituibile del sacrificio Eucaristico ha anche delle implicazioni logiche sul modo d'intendere il sacerdozio. Facilitare l'accesso alla Santa Comunione diventa tanto rilevante e importante quanto essere presenti alla celebrazione della Messa. Dobbiamo collegare nuovamente l'accesso alla Santa Comunione all'offerta della Messa, attraverso la quale partecipiamo al sacrificio di Cristo sulla croce. La Santa Comunione fa propriamente parte della Messa come frutto di un atto sacramentale in cui incontriamo il sacrificio di Cristo sulla croce. In questo dibattito, il valore del luogo dell'adorazione Eucaristica diviene ancora più importante per la nostra preghiera e la nostra contemplazione. La presenza di Cristo e il suo essere sacrificio sono uniti, derivando da e muovendosi verso la Messa, ovvero nella celebrazione sacramentale in cui l'offerta del sacrificio e la presenza di Cristo nella Santa Comunione sono intimamente uniti".

VESCOVO EDWARD OZOROWSKI, AUSILIARE DI BIALYSTOK (POLONIA). "L' Eucaristia come sacramento del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo attualizza il sacrificio della croce. Il sacrificio è il primum principium dell' Eucaristia che ordina gerarchicamente tutte le verità ad essa legate. (...) Nell'insegnamento sull' Eucaristia si sottolineano molti temi importanti: il banchetto, la comunione, l'ascolto della Parola di Dio, il sacramento e via dicendo. Tuttavia esse non hanno una "chiave di volta". Ne deriva una determinata protestantizzazione della teologia dell'Eucaristia che in tale insegnamento si rivela essere un rito bello ma poco significativo per la vita. Intanto il sacrificio della croce di Cristo, al quale l'uomo accede attraverso l'Eucaristia, è ciò che di più importante vi è in questo mistero. Il sacrificio di Cristo sulla croce ha portato agli uomini la salvezza. (...) Grazie all'Eucaristia, ciò che è sacrificio nella vita umana, si trasforma nel sacrificio di Cristo. Soltanto percorrendo la via della croce, si può giungere alla gloria della risurrezione".

VESCOVO ARNOLD OROWAE, COAUDIUTORE DI WABAG (PAPUA NUOVA GUINEA). "Le esperienze di ingiustizie, violenza, corruzione, povertà, ecc., mostrano che c'è una distanza tra Eucaristia e Vita. Sia la reale salvezza che la presenza redentrice di Gesù nell'Eucaristia potrebbero non essere capite pienamente ed essere prese alla leggera, ma i cattolici sembrano essere saldi nella fede vissuta con il dovuto rispetto, l'adorazione e il rapporto personale. (...) Come può essere possibile questo per le comunità che vivono in luoghi isolati e che non hanno l'opportunità di andare a Messa e ricevere l'Eucaristia? La domanda è: che tipo di sacerdote è necessario nella nostra situazione? Sono necessari anni di formazione intellettuale filosofica e teologica per dare il servizio necessario alla gente povera che vive in luoghi isolati e che non è in grado di eguagliare tali capacità intellettuali? Il problema qui non è nell'avere più vocazioni, ma nell'assicurare a tutti i figli di Dio la possibilità di fare dell'Eucaristia il centro della propria vita partecipando al rito liturgico e ricevendola più spesso che possono. (...) Può la Chiesa dare la possibilità a uomini cristiani maturi, forti nella fede, impegnati, rispettati dal prossimo, di presiedere la partecipazione Eucaristica, così da rendere la presenza al rito più semplice per tutti?".

ARCIVESCOVO ANTHONY SABLAN APURON, O.F.M.CAP DI AGANA (GUAM), PRESIDENTE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE DEL PACIFICO. "Nel Pacifico, la scarsità di sacerdoti e l'aggressività delle sette evangeliche rappresentano una sfida alla stessa sopravvivenza della fede cattolica. In base alla mia esperienza, l'unica risposta a questo duplice ostacolo è la formazione di "comunità basate sulla fede". (...) Occorre che la Chiesa di oggi renda chiaramente visibili i simboli eucaristici: forse occorre che la Chiesa ricorra al "pane vero" per il pane che diventerà il Corpo di Cristo che tutti dovranno mangiare e per il vino che diventerà il sangue di Cristo e verrà bevuto da tutti. Questi simboli rappresentano pienamente e con forza la realtà che esprimono, non semplicemente un'approssimazione. (...) Faccio appello a quanti oggi guidano la Chiesa perché facciano tutto il possibile per aiutare le persone a conoscere veramente Gesù Cristo attraverso i simboli dell'Eucaristia e la realtà che rappresentano".
SE/SESTA CONGREGAZIONE/... VIS 20051006 (870)

QUINTA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 5 OTT. 2005 (VIS). Alle 16:30 di oggi, è iniziata, in presenza del Papa, la quinta Congregazione Generale della XI° Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi. Il presidente delegato di turno è stato il Cardinale Telesphore Placidus Toppo, Arcivescovo di Ranchi (India). Ad essa hanno partecipato 246 padri sinodali.

Seguono estratti di alcuni interventi:

SUA BEATITUDINE GREGORIE III LAHAM, B.S., PATRIARCA DI ANTIOCHIA DEI GRECO-MELKITI, CAPO DEL SINODO DELLA CHIESA GRECO-MELKITA CATTOLICA (REPUBBLICA ARABA DI SIRIA). "Nella situazione attuale, dopo l'11 settembre 2001, con la guerra contro l'Irak, con il conflitto israelo-palestinese, con la crescita del fondamentalismo islamico e l'estensione del fenomeno del terrorismo, è molto importante ricordare ai cristiani arabi il loro ruolo nella Chiesa "degli Arabi", nel contesto dell'Islam, con cui sono storicamente solidali ("Chiesa dell'Islam"). Una tale menzione contribuirebbe a restituire coraggio nel mondo arabo e nei paesi islamici e sarebbe accolta molto favorevolmente in questo mondo e in questi paesi. (...) Per quanto riguarda "L'Eucaristia e la pace" sarebbe opportuno menzionare Gerusalemme e la Palestina, patria spirituale di tutti i cristiani: dire una parola per la pace della Città Santa e della Terra Santa, chiave della pace nel Vicino Oriente e nel mondo intero, e che, per noi, cristiani del mondo arabo, è della massima importanza per preservare la presenza cristiana nel mondo arabo".

ARCIVESCOVO JUAN FRANCISCO SARASTI JARAMILLO, C.I.M., DI CALI (COLOMBIA). "L'Eucaristia è la risposta ai segni negativi della cultura contemporanea. In primo luogo, dinanzi alla cultura, o anti-cultura, della morte, che traffica con le armi, che costruisce sistemi ampi di distruzione, che legittima l'aborto, che autorizza la ricerca su embrioni umani, Gesù si definisce e si dona a noi come "Pane di Vita". In secondo luogo, la nostra cultura è segnata dall'odio e dal terrorismo. (...) L'Eucaristia è la possibilità permanente di riconciliarsi con Dio e con i fratelli e l'invito a riconciliarci tra noi prima di rendere culto al Signore; per questo in molte comunità è profondamente sentito il "rito della pace" rinnovato nella riforma liturgica. Un altro tratto contemporaneo è il positivismo scientifico e il relativismo; tuttavia, nell'Eucaristia viene riaffermata la realtà del "mistero" e il valore del credere e dell'amare come via per la conoscenza; con la fede eucaristica, sostenuta dalla tradizione ecclesiale basata sulle parole del Signore, possiamo accedere a certezze autentiche, sebbene imperfette. (...) Dinanzi alla solitudine e alla disperazione che insidiano l'uomo d'oggi, l'Eucaristia ci offre una compagnia profonda e una promessa di vita eterna che ci riempie di speranza definitiva".

ARCIVESCOVO STANISLAW RYLKO, PRESIDENTE DEL PONTIFICIO CONSIGLIO PER I LAICI (CITTA' DEL VATICANO). "Il dilagante processo di secolarizzazione e il diffondersi dell'indifferenza religiosa e di una "strana dimenticanza di Dio" come la chiama il Santo Padre Benedetto XVI provocano fra tanti battezzati del nostro tempo un preoccupante affievolimento, se non addirittura la perdita, della propria identità cristiana. In tale situazione una delle sfide più urgenti che la Chiesa deve raccogliere è quella di una adeguata iniziazione cristiana post battesimale, capace di generare comunità cristiane che vivano la fede in profondità. (...) La celebrazione eucaristica costituisce un luogo privilegiato in cui si costruisce la piena, matura e coerente identità cristiana dei fedeli laici. Perché appunto nell'Eucaristia un cristiano laico realizza pienamente la sua partecipazione alla triplice missione affidatagli da Cristo: sacerdotale, profetica e regale. (...) Ci ha ricordato il Santo Padre a Colonia; la vera rivoluzione che cambia il mondo parte proprio dall'Eucaristia. (...) In questo modo l'Eucaristia diventa non solo il cuore pulsante della Chiesa, ma anche del mondo. Per questo una spiritualità laicale autentica non può essere che una spiritualità eucaristica".

VESCOVO PIERRE TRÂN DINH TU, DI PHÚ CUONG (VIETNAM). "I cattolici vietnamiti sono praticanti. Per loro, la celebrazione eucaristica ha un'importanza particolare. La gente che va a Messa è circa l'80 per cento la domenica e il 15 per cento nei giorni feriali. Nelle grandi feste come il Natale e la Pasqua, questo numero può raggiungere il 95 per cento. Volendo cercare una spiegazione, la si può trovare nella formazione catechetica e nell'educazione della famiglia. Durante quest'Anno dell'Eucaristia, tutte le diocesi hanno approntato programmi particolari. I fedeli vengono sensibilizzati allo studio dei documenti del Magistero della Chiesa sull'Eucaristia. Per le celebrazioni, la Conferenza Episcopale ha organizzato un Congresso Eucaristico nel Centro Nazionale Mariano di Lavang, al quale hanno partecipato 500.000 persone. (...) Il culto eucaristico in Vietnam ha effetti salutari: il livello della vita religiosa si è innalzato, le attività comunitarie sono più animate, la comunione fraterna è più tangibile e l'aiuto reciproco tra le famiglie è divenuto più spontaneo e diffuso. In poche parole, vi è ragione di sperare che la devozione eucaristica porti molti frutti al nostro paese".

ARCIVESCOVO JOSEPH POWATHIL, DI CHANGANACHERRY DEI SIRO - MALABARESI (INDIA). "La molteplicità delle tradizioni liturgiche e, quindi, delle tradizioni di fede della Chiesa serve a esprimere la ricchezza del mistero di Cristo e del disegno divino della salvezza. Pertanto, il patrimonio di tutte le Chiese deve "rimanere completo ed integro" e le Chiese devono ritornare a tali tradizioni "se si sono allontanate per seguire le vicissitudini dei tempi o le persone". Purtroppo, le Chiese Orientali, in diversa misura, attraverso le vicissitudini della storia, non sono riuscite a conservare la loro preziosa eredità. Nel contesto attuale della globalizzazione e della standardizzazione si corre il pericolo che queste piccole Chiese possano perdere ulteriormente le loro prospettive. Pertanto, auspichiamo che il Successore di Pietro, che ha il compito di confermare i suoi fratelli nella fede, aiuti le Chiese orientali in modo particolare a crescere e a dare una testimonianza più efficace al mondo con una maggiore fedeltà alla loro preziosa eredità. Questo certamente rafforzerà la causa dell'unità dei cristiani e la proclamazione del mistero di Cristo nei tempi attuali".
SE/QUINTA CONGREGAZIONE/... VIS 20051006 (950)

mercoledì 5 ottobre 2005

RIUNIONE DEI CIRCOLI MINORI


CITTA' DEL VATICANO, 5 OTT. 2005 (VIS). Questa mattina, mentre in Piazza S.Pietro il Papa ha tenuto l'udienza generale, i padri sinodali si sono riuniti nei Circoli Minori o Gruppi Linguistici per eleggere i moderatori e i relatori ed iniziare il dibattito sul tema dell'Assemblea Generale Ordinaria.

La quinta Congregazione Generale si terrà questo pomeriggio nell'Aula del Sinodo.
SE/CIRCOLI MINORI/... VIS 20051005 (50)

QUARTA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 4 OTT. 2005 (VIS). Alle 16:30 di oggi, martedì, è iniziata la quarta Congregazione Generale della XI° Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi. Il presidente delegato di turno è stato il Cardinale Juan Sandoval Iniguez, Arcivescovo di Guadalajara (Messico) e hanno partecipato 242 padri sinodali.

Seguono estratti di alcuni interventi:

CARDINALE JORGE MARIO BERGOGLIO, S.I., ARCIVESCOVO DI BUENOS AIRES, VICE PRESIDENTE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE (ARGENTINA). "Il nostro popolo fedele crede nell'Eucaristia come popolo eucaristico in Maria. Unisce l'affetto all'Eucaristia e l'affetto alla Vergine nostra Madre e Signora. Alla scuola di Maria, donna eucaristica, rileggiamo e contempliamo i passaggi nei quali Giovanni Paolo II contempla la Vergine come donna eucaristica e la vediamo non da sola ma "assieme" al popolo di Dio. (...) Il nostro popolo fedele possiede il vero "atteggiamento eucaristico" di lode e azione di grazie. Guardando a Maria, il nostro popolo fedele ama essere ricordato da lei e questo è un memoriale d'amore veramente eucaristico. A questo proposito, ripeto quanto Giovanni Paolo II affermava nel n 58 della "Ecclesia de Eucharistia": "Ci è stata data la Chiesa affinché la nostra vita sia, come quella di Maria, tutta un magnificat."".

VESCOVO RIMANTAS NORVILA, DI VILKAVISKIS (LITUANIA). "Mancando la voglia o la possibilità di riconciliazione sacramentale, ai cattolici diventa impossibile anche vivere l'unione più profonda con Gesù Cristo e con la Chiesa, favorita dall'Eucaristia. Cosi il cristiano arriva allo stato in cui non riesce a valutare l'Eucaristia come fonte di grazia e a poco a poco perde anche i legami con la comunità parrocchiale e la vicinanza a tutta la Chiesa. Allo steso tempo senza la prassi della riconciliazione di solito aumenta il soggettivismo, diventa più difficile valutare il comportamento personale come pure la religiosità. Il declino di pratica di quel sacramento è molto evidente nel mondo intero. (...) Accanto alla diminuzione della pratica della penitenza, spesso crescono le tendenze opposte alla fede cristiana. Il bisogno religioso, l'esperienza di vita religiosa avuta in passato di solito spingono alla ricerca delle strade più ampie e diverse. Come vediamo tutti, nelle società odierne, specialmente quelli occidentali, ci sono molte persone dedite alla pratica esoterica, alla magia, all'occultismo, alle tendenze New Age. Tutto questo insieme permette alla persona di creare nuovi legami comunitari, sociali, che sempre di più allontanano dalla Chiesa, dal pensiero cattolico, e indeboliscono la fede. Andando ancora più avanti, osserviamo deformazioni della coscienza, cambiamenti che toccano tutta la personalità. Invece per la formazione positiva di coscienza e di consapevolezza cattolica uno degli strumenti migliori, direi di più privilegiati, è la riconciliazione e la direzione spirituale. (...) Questo aiuterà anche tutti noi ad avvicinarsi a Gesù Eucaristico, aiuterà a creare un legame più profondo con la Chiesa. La penitenza porta più vicino a Cristo, invece la mancanza di penitenza allontana da Dio".

VESCOVO GREGORIO NICANOR PENA RODRIGUEZ, DI NUESTRA SENORA DE LA ALTAGRACIA EN HIGUEY (REPUBBLICA DOMINICANA). "Nessuna comunità cristiana si edifica se non ha come radice e centro l'Eucaristia. È una impellente necessità che la celebrazione del Sacrificio Eucaristico sia centro e culmine di tutta la vita della comunità. Nelle nostre comunità le celebrazioni eucaristiche hanno riacquistato nuovo vigore in seguito alla celebrazione dell'Anno dell'Eucaristia. Si sono rafforzati i valori positivi della stessa e se ne è riscoperta la centralità nella vita della comunità e per la sua missione nel mondo. Il processo di maturazione riferito all'Eucaristia è stato un'esperienza vissuta con gioia dai nostri fedeli nel corso di tutto l'anno e speriamo che questa realtà duri per sempre".

ARCIVESCOVO JAN PAWEL LENGA, M.I.C., DI KARAGANDA (KAZAKISTAN). "Tra le innovazioni liturgiche apportate nel mondo occidentale, ne emergono specialmente due che oscurano in un certo modo l'aspetto visibile dell'Eucaristia riguardante la sua centralità e sacralità; queste sono: la rimozione del tabernacolo dal centro e la distribuzione della comunione sulla mano. (...) La comunione sulla mano si sta divulgando e persino imponendo maggiormente come una cosa più comoda, come una specie di moda. (...) Vorrei fare quindi umilmente le seguenti proposizioni concrete: che la Santa Sede stabilisca una norma universale motivata, secondo la quale il modo ufficiale di ricevere la comunione sia quello in bocca ed in ginocchio; la comunione sulla mano sarebbe riservata invece al clero. Che i vescovi dei luoghi, dove è stata introdotta la comunione sulla mano, si adoperino con prudenza pastorale a ricondurre gradualmente i fedeli al rito ufficiale della comunione, valido per tutte le chiese locali".

VESCOVO LORENZO VOLTOLINI ESTI, AUSILIARE DI PORTOVIEJO (ECUADOR). "L'astinenza dalla celebrazione della Messa il venerdì di Quaresima dovrebbe aiutare i fedeli a sentire più fame del Cibo eucaristico ed ai sacerdoti darebbe la possibilità di mettersi a disposizione dei fedeli per il sacramento della Riconciliazione, stabilendo tra i due sacramenti una relazione di parità in dignità e necessità. (...) Propongo si suggerisca o almeno si permetta alle diocesi o alle Conferenze Nazionali che ne facessero richiesta di istituire, preferibilmente in Quaresima e magari di venerdì, il giorno di digiuno eucaristico, da vivere non come giorno di assenza eucaristica, ma di preparazione ed attesa eucaristica. Non sarebbe questo da considerare come un' interruzione della prassi di celebrare ogni giorno l'Eucaristia, ma un modo per valorizzare il mistero Pasquale di Gesù Cristo ugualmente celebrato nella Penitenza e nell'Eucaristia nella totalità e nella complementarietà dei due sacramenti".

ARCIVESCOVO JOHN ATCHERLEY DEW, DI WELLINGTON, SEGRETARIO DELLA CONFERENZA EPISCOPALE (NUOVA ZELANDA). "Le nostre Chiese verrebbero arricchite se potessimo invitare i cattolici impegnati attualmente esclusi dall'Eucaristia a ritornare alla mensa del Signore. Vi sono coloro il cui primo matrimonio è finito in modo triste. Non hanno mai abbandonato la Chiesa, ma attualmente sono esclusi dall'Eucaristia. Vi sono cattolici sposati con persone battezzate in altre fedi cristiane. Li riconosciamo come una cosa sola in Cristo nel sacramento del matrimonio, ma non nel ricevere l'Eucaristia. Questo Sinodo dovrebbe avere un approccio pastorale. Dobbiamo trovare modi per includere quanti hanno fame del Pane di Vita. Occorre affrontare lo scandalo di coloro che hanno fame del cibo eucaristico, proprio come occorre affrontare lo scandalo della fame fisica".
SE/QUARTA CONGREGAZIONE/... VIS 20051005 (990)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 5 OTT. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina al termine dell'udienza generale in Piazza S.Pietro:

- L'Arcivescovo Alfio Rapisarda, Nunzio Apostolico in Portogallo.

- L'Arcivescovo Giovanni Tonucci, Nunzio Apostolico in Svezia, Danimarca, Finlandia, Islanda e Norvegia.
AP/.../... VIS 20051005 (30)

INCONTRO MINISTRO ESTERI CECO CON ARCIVESCOVO LAJOLO


CITTA' DEL VATICANO, 5 OTT. 2005 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Joaquín Navarro-Valls, con un comunicato, questa mattina, ha informato i giornalisti della visita del Ministro degli Esteri della Repubblica Ceca, Cyril Svoboda, all'Arcivescovo Giovanni Lajolo, Segretario per i Rapporti con gli Stati. Il Ministro degli Esteri è giunto accompagnato da diversi rappresentanti del suo Paese.

"Nel corso dell'incontro - si legge nel Comunicato - si è parlato dei rapporti bilaterali fra la Santa Sede e la Repubblica Ceca, in particolare, dell'Accordo sul regolamento dei rapporti reciproci, firmato a Praga il 25 luglio 2002, ma non ancora ratificato. Mons. Lajolo ha espresso l'auspicio che le difficoltà che si oppongono alla ratifica da parte ceca possano essere superate (...) e ha dichiarato la disponibilità della Segreteria di Stato a favorire tale processo. Altri argomenti toccati sono stati: taluni aspetti del progetto di Legge di riforma della libertà religiosa ed alcune proposte verso una soluzione della questione dei beni della Chiesa Cattolica confiscati ai tempi del regime comunista. A tale fine si è convenuto circa l'opportunità di costituire una Commissione Paritetica con un preciso mandato a termine".

"La conversazione si è estesa anche ad altri temi di attualità internazionale, in particolare il processo di consolidamento ed allargamento dell'Unione Europea; l'Arcivescovo Giovanni Lajolo ha sottolineato il notevole apporto, anzitutto culturale, che l'entrata della Repubblica Ceca può dare all'Unione Europea, di cui fa parte dal 1° maggio 2004. Altri temi sono stati: il Medio Oriente e la collaborazione nelle Organizzazioni internazionali, in riferimento ad alcune grandi questioni etiche".
OP/VISITA MINISTRO CECO/NAVARRO-VALLS VIS 20051005 (250)

LA LITURGIA E' L'ABBRACCIO DI SALVEZZA TRA DIO E L'UOMO


CITTA' DEL VATICANO, 5 OTT. 2005 (VIS). La seconda parte del Salmo 134 "Solo Dio é grande ed eterno" é stato il tema della catechesi dell'udienza generale di questa settimana, celebrata in Piazza San Pietro e alla quale hanno assistito 50.000 persone.

"Il salmista - ha spiegato il Papa - confronta due diverse visioni religiose. Da un lato si leva la figura di Dio vivente e personale (...) che con la forza del suo amore guida e sostiene i suoi fedeli. Dall'altro lato emerge l'idolatria espressione di una religiosità deviata e ingannevole. Un idolo altro non é che un'"opera delle mani dell'uomo" (...) ha una forma umana, ma é inerte".

"Il destino di chi adora queste realtà morte - ha rimarcato il Santo Padre - é quello di diventare simile ad esse: impotente, fragile, inerte" e ha aggiunto che il salmo rappresenta "l'eterna tentazione dell'uomo di cercare la salvezza nell'"opera delle sue mani", mediante la ricchezza, il potere, il successo".

"Dopo questa riflessione sulla vera e sulla falsa religione, il salmo si conclude con una benedizione liturgica (...) La Liturgia é il luogo privilegiato per l'ascolto della Parola divina, che rende presenti gli atti salvifici del Signore, ma é pure l'ambito nel quale sale la preghiera comunitaria che celebra l'amore divino. Dio e l'uomo s'incontrano in un abbraccio di salvezza, che trova il suo compimento nella celebrazione liturgica".

Al termine dell'udienza il Papa ha salutato in diverse lingue i pellegrini. Rivolgendosi a un gruppo di fedeli italiani, provenienti dall'Umbria, ha detto: "voi provenite dalla terra di San Benedetto e San Francesco: anch'essi fecero questo pellegrinaggio a Roma (...) Sono passati molti secoli, ma la loro testimonianza di pace e di amore é ancora attuale: l'Italia, l'Europa e il mondo ne hanno bisogno".

Successivamente ha salutato con queste parole i pellegrini polacchi: "Sono passati sei mesi dalla morte del mio caro predecessore, il Papa Giovanni Paolo II. Il suo magistero e la testimonianza della sua vita rimangono per noi importanti e attuali. Affido alla vostra recita del rosario la causa della sua beatificazione".
AG/SALMO 134/... VIS 20051005 (330)

martedì 4 ottobre 2005

TERZA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 4 OTT. 2005 (VIS). La Terza Congregazione Generale del Sinodo dei Vescovi sull'Eucaristia è iniziata alle 9:00 nell'Aula del Sinodo, alla presenza del Papa e di 243 padri sinodali. Il presidente delegato di turno è stato il cardinale Juan Sandoval Iniguez, arcivescovo di Guadalajara (Messico). La riunione si è chiusa alle 12:30.

Seguono estratti di alcuni dei discorsi pronunciati:

VESCOVO JUAN ABELARDO MATA GUEVARA, SEGRETARIO DELLA CONFERENZA EPISCOPALE DI NICARAGUA. "La secolarizzazione come processo culturale è penetrato nei nostri ambienti. Sta minando il patrimonio culturale del nostro popolo, alcuni segni sono già evidenti nella realtà che viviamo: esiste una piaga sociale che disumanizza l'ambiente e lo rende immorale a causa dell'allontanamento da Dio e del rifiuto dei principi cristiani. (...) Siamo invasi inoltre dalla propaganda asfissiante del consumismo che contrasta con la nostra realtà opacizzata e si impongono a noi l'idolatria del denaro e del piacere. (...) I danni causati dalla diffusione del secolarismo di detti ambienti, sottolineano l'urgenza di una coraggiosa evangelizzazione in tutti gli ambienti sociali, capace di trasformare e umanizzare tali strutture in modo che esse tornino alla loro vera unità in Cristo. (...) L'Anno dell'Eucaristia ci ha invitato costantemente a un rinnovamento dello spirito di comunione, nella riconciliazione e nell'amore fraterno, nella solidarietà e nello spirito missionario. (...) Dunque la celebrazione di questo Anno eucaristico è per noi un forte richiamo all'unità e alla comunione di tutta la Chiesa in Nicaragua, a un ritorno alle radici della fede cristiana che ha reso feconde le nostre comunità".

VESCOVO PAUL-ANDRE DUROCHER, DI ALEXANDRIA-CORNWALL (CANADA). "La croce di Cristo, formata da un tronco e da una trave, ricorda le due dimensione della morte salvifica del Cristo: verticale, la glorificazione del Padre; orizzontale, la salvezza dell'umanità. (...Occorre quindi sviluppare queste dimensioni dossologica e missionaria coltivando l'arte di officiare, ponendo particolare attenzione alla possibilità di lode e di apertura sul mondo già presenti nel cuore della liturgia, con la libertà di sviluppare nuove formule di preghiera, nuovi prefazi o un nuovo rito di congedo. Tutto questo con l'intento di mettere in atto nella celebrazione quello che già la croce astile simbolizza".

ARCIVESCOVO PEDRO RICARDO BARRETO JIMENO, DI HUANCAYO (PERU'). "Nel mondo attuale c'è angoscia e delusione davanti al fallimento delle speranze umane, legate all'ambiente e alla povertà estrema perchè "Dio è stato allontanato dalla vita pubblica", per questo "la crisi ecologica non è solo un problema scientifico e tecnico, ma anche principalmente etico e morale". La convinzione della Chiesa è che "la tecnologia che contamina, può anche non contaminare; la produzione che accumula, può anche distribuire equamente, a condizione che prevalga l'etica del rispetto della vita, della dignità dell'uomo e dei diritti delle generazioni umane presenti e future". (...) Come "frutto della terra", il pane e il vino rappresentano la creazione che ci è stata affidata dal nostro Creatore. Per questo motivo l'Eucaristia è in relazione diretta con la vita e con la speranza dell'umanità e deve essere una preoccupazione costante della Chiesa e un segnale di autenticità eucaristica. (...) La fede in Cristo risuscitato fa sì che l'Eucaristia sia "un progetto di solidarietà" per condividere i beni con i più poveri e vivere la spiritualità eucaristica nella Chiesa".

CARDINALE JORGE ARTURO MEDINA ESTEVEZ, PREFETTO EMERITO. "Intimamente unita alla natura sacrificale è la dimensione propiziatoria della celebrazione eucaristica, tanto a favore dei vivi che dei morti. Il rito delle esequie è rivolto interamente al sostegno dell'anima di colui che muore ed è un uso erroneo trasformare l'omelia in un elogio della persona defunta".

VESCOVO CLEMENT FECTEAU, DI STE-ANNE-DE-LA-POCATIERE (CANADA). "L'Instrumentum Laboris, al numero 38, sollecita nuovamente la presente assemblea sinodale ad affermare che "la presenza permanente e sostanziale del Signore nel sacramento non è tipologica o metaforica."A questo proposito è giusto che si chieda "di spiegare la teologia della consacrazione" per facilitare il dialogo ecumenico e per renderne più facile la comprensione ai cattolici stessi. (...) Spesso accade che si consideri l'Eucaristia come un qualcosa di statico quando invece si tratta di una realtà dinamica. L'Eucaristia non è solo la persona di Cristo - non solamente presente - ma in azione costante e permanente di sacrifico anche se sotto forma di memoriale. E' auspicabile che degli specialisti suggeriscano un nuovo linguaggio su questo aspetto".

VESCOVO PETER KANG U-IL, DI CHEJU (COREA). "Per quanto riguarda la Chiesa in Corea, la partecipazione dei bambini all'Eucaristia cala drasticamente con l'aumentare dell'età. I bambini che non vengono a Messa dicono di non farlo perché la Messa è troppo noiosa e poco interessante. Anche gli adulti lo affermano, e siccome la trovano molto tediosa, non si sentono motivati a parteciparvi. La nostra priorità quindi è quella di giustificare e far crescere nel cuore dei cattolici il desiderio e l'anelito di partecipare all'Eucaristia. (...) Al fine di trasmettere al popolo moderno il mistero eucaristico, non è sufficiente applicare rigorosamente regole e regolamenti riguardo alla celebrazione del Sacramento. Da parte nostra, noi vescovi dobbiamo adoperarci più attivamente alla ricerca di strumenti che rendano agevole ai cattolici di oggi l'esperienza del valore autentico dell'Eucaristia, la piena partecipazione ad essa, e l'esperienza della gioia che infonde".
SE/TERZA CONGREGAZIONE/... VIS 20051004 (840)

SECONDA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 3 OTT. 2005 (VIS). La seconda Congregazione Generale della XI° Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi è cominciata alla 16:30 nell'Aula del Sinodo. Il Papa ha assistito agli interventi liberi, che si sono svolti dalle 18:00 alle 19:00. Il presidente delegato di turno è stato il cardinale Francis Arinze. In questa riunione erano presenti 241 padri sinodali.

Di seguito riportiamo estratti degli interventi di questa congregazione:

CARDINALE JOSE' SARAIVA MARTINS, PREFETTO DELLA CONGREGAZIONE DELLE CAUSE DEI SANTI. "L'Eucaristia è prima di tutto, la sorgente più profonda, sublime e radicale comunione con il Redentore. (...) Ma l'intima e misteriosa comunione con Cristo realizzata nell'Eucaristia, non può essere nè compresa nè pienamente vissuta, al di fuori della "comunione ecclesiale". La prima porta necessariamente alla seconda. (...) L'Eucaristia, dunque, unendo vitalmente gli uomini a Cristo, li unisce anche tra di loro. Lo stesso Cristo diviene, nell'Eucaristia, vincolo vivente tra i membri del suo Corpo. L'Eucaristia abbatte tutte le barriere culturali e sociali, per fare di tutti coloro che lo ricevono una sola comunità di fede, di speranze e di amore, per incamminarli verso quell'unità che trova il suo modello e la sua perfezione nell'unità della stessa SS.Trinità. (...) Mai come nella celebrazione eucaristica, la Chiesa è, ed appare, così perfettamente una, una koinonia, una comunione. La Chiesa è una perchè una è l'Eucaristia".

VESCOVO PHILIPPE GUENELEY, DI LANGRES (FRANCIA). "Una delle principali preoccupazioni dei Vescovi nelle comunità cristiane è la preparazione all'Eucaristia. Questa preparazione si relaziona con i bambini che si preparano alla Prima Comunione, così come anche i giovani e gli adulti, ai quali si propone un cammino catecumenale adeguato alla propria età, che li conduce progressivamente alla celebrazione dei sacramenti dell'iniziazione cristiana e, tra questi, c'è l'Eucaristia. (...) C'è da sperare che il Sinodo insista sulla stretta relazione tra il battesimo e l'Eucaristia, affinchè quest'ultima si manifesti come il culmine della vita battesimale.(...) Se la pratica eucaristica è debole vuol dire che il significato dell'Eucaristia non è stato scoperto. C'è bisogno di proporrre degli approfondimenti che introducano all'Eucaristia, per completare un'autentica pedagogia".

REVERENDO P. JOSEPH WILLIAM TOBIN, C.SS.R., SUPERIORE GENERALE DELLA CONGREGAZIONE DEL SANTISSIMO REDENTORE. "L'Instrumentum Laboris fa spesso riferimento al rapporto tra Eucaristia e Penitenza, e spesso il rapporto tra i due sacramenti è presentato come motivo di preoccupazione. Come possiamo aiutare le persone a riacquistare affetto per il sacramento della Penitenza e apprezzare il dono dell'Eucaristia come somma motivazione per amare Dio che si è donato a noi? (...) Le realtà umane di entrambi i sacramenti sono importanti, ma non tanto fondamentali quanto il fatto che i sacramenti ricevono il loro significato più profondo dal Mistero Pasquale di Cristo, che è la chiave per comprendere la Presenza Reale di Cristo nell'Eucaristia e la liberazione dai vincoli dei peccati gravi attraverso il sacramento della Penitenza".

ARCIVESCOVO BRUNO FORTE, DI CHIETI - VASTO (ITALIA) "Il capitolo II della Parte I dell'Instrumentum laboris è dedicato al tema "Eucaristia e comunione ecclesiale": in particolare il n. 11 tratta del mistero eucaristico come "espressione di unità ecclesiale". In altri passaggi si tocca il rapporto fra eucaristia e Chiesa. (...) Nonostante questi richiami, mi sembra che restino poco valorizzate le potenzialità dell'ecclesiologia eucaristica, di quel rapporto, cioè, fra l'Eucaristia e la Chiesa, che è stato concepito dalla grande Tradizione cristiana come costitutivo ed essenziale per l'essere e l'agire della Chiesa stessa.(...) Ci si chiede come nel Sinodo dei Vescovi la "sinodalità" o "collegialità" dei Vescovi "cum Petro et sub Petro", fondata ed espressa nella "communio" eucaristica delle Chiese nell'unica Chiesa, possa essere espressa e realizzata al meglio. Spetta, peraltro, al Vescovo della Chiesa che presiede nell'amore, il Papa, indicare o stabilire altre forme possibili che favoriscano l'esercizio della collegialità episcopale nella luce della "communio" generata ed espressa dalla sinassi eucaristica".

VESCOVO SALVATORE FISICHELLA, AUSILIARE DI ROMA, RETTORE MAGNIFICO DELLA PONTIFICIA UNIVERSITA' LATERANENSE DI ROMA (ITALIA). "In un periodo come il nostro, carico di una cultura che impone l'acquisizione di ogni cosa solo in forza del desiderio del possesso o, viceversa, che pretende il diritto solo per il fatto di vedere attuato un desiderio, l'eucaristia esprime come porsi dinanzi all'essenziale della vita attraverso un comportamento che si fa forte della "gratuità". Senza questa riscoperta difficilmente si potrà pensare di raggiungere nel futuro obiettivi che qualifichino l'esistenza personale e creino progresso per l'intera storia dell'umanità. (...) Fino alla venuta del Signore siamo chiamati a rendere partecipi tutti del mistero che celebriamo. Esso richiede la capacità di trasformare il mondo in modo tale che ognuno possa esprimere al meglio se stesso. Ciò richiede la possibilità di sapere andare incontro all'altro, condividendo il suo cammino di ricerca della verità e diventando per ciascuno compagno di strada; nel rispetto dei tempi di ognuno, comunque, il credente sa indicare la strada per trovare la risposta definitiva alla domanda di senso".

ARCIVESCOVO TADEUSZ KONDRUSIEWICZ, DI MADRE DI DIO A MOSCA (FEDERAZIONE RUSSA). "La riforma liturgica ha permesso una partecipazione più cosciente, attiva e feconda dei fedeli all'Eucaristia. Però, con gli aspetti positivi essa ne ha portati anche di negativi. L'insufficiente disciplina e coscienza liturgica nella celebrazione dell'Eucaristia influisce negativamente anche sui rapporti ecumenici. La violazione delle norme liturgiche offusca la fede e la dottrina della Chiesa sull'Eucaristia, e porta al tradimento della regola "Lex orandi - Lex credendi". (...) Papa Benedetto XVI richiama alla devozione eucaristica e all'espressione coraggiosa e chiara della fede nella presenza reale del Signore, soprattutto nella sua solennità e correttezza. Perciò è necessario accettare il fatto che la Liturgia ha un carattere "stabilito dall'alto e non libertario", che per sua essenza essa è "incorruttibile". (...) La vita liturgica richiede l'approvazione di un nuovo documento dottrinale con accento sull'osservanza delle norme liturgiche. Cristo non deve soffrire a causa degli abusi nella celebrazione dell'Eucaristia, che deve sempre essere accolta e vissuta dai fedeli come "sacrum", come rinnovazione misteriosa del Sacrificio di Cristo, come Sua energia salvifica che trasforma l'uomo e il mondo, come rafforzamento della fede e fonte di moralità".

ARCIVESCOVO CRISTIÁN CARO CORDERO, DI PUERTO MONTT (CILE) "La mia proposta è che, vista la stretta relazione teologica, spirituale e pastorale tra Eucaristia e il Sacramento della Penitenza, e tenendo conto delle ombre nel campo di quest'ultimo sacramento, si dedichi un anno al Sacramento della Penitenza, fissando come punti fondamentali: il significato del Dio vivo e vero, e la sua eclisse nella cultura moderna; la necessità di salvezza e l'annuncio di Gesù Cristo; (...) il senso del peccato che è diminuito o scomparso a causa della dimenticanza di Dio e del relativismo morale; la conversione e la virtù della penitenza; la direzione e l'accompagnamento spirituale; la celebrazione del Sacramento della Penitenza come incontro del peccatore che si converte delle sue miserie e di Dio che, nella sua misericordia in Cristo, lo accoglie e lo perdona; le condizioni per ricevere la S. Comunione; la vita nuova in Cristo, quali suoi discepoli e membri della Chiesa. Con riferimento al rapporto tra Eucaristia e Pastorale Vocazionale, propongo che nell'"Anno della Penitenza" i sacerdoti vengano stimolati e formati in modo da occuparsi della direzione spirituale dei giovani e da dedicare tempo al Sacramento della Riconciliazione che, insieme con l'Eucaristia, è fondamentale nella direzione spirituale".
SE/SECONDA CONGREGAZIONE/... VIS 20051004 (1190)

DOMENICA BEATIFICAZIONE DEL CARDINALE VON GALEN


CITTA' DEL VATICANO, 4 OTT. 2005 (VIS). Il Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, la prossima domenica, 9 ottobre, alle 9,30 nella Basilica di San Pietro presiederà la Santa Messa nel corso della quale sarà beatificato il Cardinale Clemente Augusto Von Galen (1878 - 1946), vescovo di Munster (Germania) che condannò i programmi di eutanasia e le persecuzioni contro gli ebrei del nazismo.

"Con la beatificazione di questo generoso pastore - dice la nota informativa dell'ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice - la Chiesa ci invita a imitare, la sua testimonianza coraggiosa e fedele nelle vicissitudini del nostro tempo" .

Al termine della cerimonia Benedetto XVI giungerà alla Basilica per venerare le reliquie del nuovo beato, salutare i parenti e impartire la benedizione apostolica.
OCL/BEATIFICAZIONE VON GALEN/SARAIVA VIS 20051004 (140)

COMMISSIONE PER L'INFORMAZIONE

CITTA' DEL VATICANO, 4 OTT. 2005 (VIS). Il Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, l'Arcivescovo Nikola Eterovic, ha comunicato alla fine della terza Congregazione Generale di questa mattina la composizione della Commissione per l'informazione:

Presidente
L'Arcivescovo John Patrick Foley, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali.

Vice-Presidente
Il Vescovo Sofron Stefan Mudry, emerito di Ivano-Frankivsk (Ucraina).
Il Vescovo Evaistus Thatho Bitsoane, di Qacha's Nek (Lesotho).
Il Vescovo Luciano Pedro Mendes De Almeida, S.I. (Brasile).
L'Arcivescovo Joseph Powathil, di Changanacherry (India).
Il Vescovo Franjo Komarica, di Banja Luka (Bosnia e Herzogovina).
Il Vescovo Arnold Orewae, coadiutore di Wabag (Papua Nuova Guinea).

Membri Ex-officio
L'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi.
L'Arcivescovo Roland Minnerath, di Dijon (Francia).

Membro ex ufficio e Segretario
Dott. Joaquín Navarro-Valls, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede.
SE/COMMISSIONE INFORMAZIONE/... VIS 20051004 (130)
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