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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 22 novembre 2002

MESSAGGIO ANNUALE PER LA FINE DEL RAMADAN


CITTA' DEL VATICANO, 22 NOV. 2002 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo del Messaggio annuale del Pontificio Consiglio per il Dialogo Inter-Religioso ai musulmani per la fine del Ramadán "Id Al-Fitr 1423 A.H./2002 A.D.". Il Messaggio, il cui tema è: "Cristiani e musulmani sulle vie della pace", è stato pubblicato in francese, inglese, italiano e arabo e porta la firma del Presidente del Pontificio Consiglio, l'Arcivescovo Michael L. Fitzgerald.

  "Voi sapete, cari amici musulmani" - si legge nel Messaggio - "quanto la questione della pace si ponga oggi al nostro mondo con un'urgenza tutta particolare. Le situazioni di guerra costituiscono una ferita aperta nel cuore dell'umanità, soprattutto i conflitti che durano da più tempo, in Medio Oriente o in Africa o in Asia. In molti paesi, i conflitti fanno numerose vittime innocenti, e portano le popolazioni a perdere la speranza che si possa pervenire ad una pace prossima sulla loro terra".

  Sottolineando che: "Le cause dei conflitti hanno spesso origine nel cuore degli uomini che si rifiutano di aprirsi a Dio", l'Arcivescovo scrive: "Se noi conosciamo bene le cause profonde delle guerre, dobbiamo cercare di esplorare soprattutto le vie della pace".

  "Come credenti nel Dio Unico, noi siamo consapevoli del nostro dovere di cercare di instaurare la pace. Cristiani e musulmani, crediamo che la pace sia prima di tutto un dono di Dio, ed è proprio per questo che le nostre rispettive comunità pregano per la pace e sono sempre chiamate a farlo".

  Il Presidente del Pontificio Consiglio afferma che: "Al fine di ottenere la pace e mantenerla, le religioni possono giocare un ruolo importante che, più che mai ai nostri giorni, la società civile e i governi degli Stati riconoscono loro. A questo riguardo, l'educazione è un ambito dove le religioni possono dare un contributo particolare. Siamo infatti convinti che le vie della pace passino per l'educazione. Grazie a quest'ultima, la persona è in grado di riconoscere la propria identità e quella dell'altro. (…) L'educazione alla pace comporta ugualmente la conoscenza e l'accettazione delle diversità. Imparare a gestire le crisi - per non farle degenerare in conflitti - fa anche parte di questa educazione alla pace. Noi siamo lieti di vedere crescere, in numerosi paesi, la collaborazione fra cristiani e musulmani in questo ambito, soprattutto per quanto riguarda una revisione obiettiva dei testi scolastici".
CON-DIR/MUSULMANI:RAMADAN/FITZGERALD          VIS 20021122 (400)

SIATE CORAGGIOSI TESTIMONI VITA FRANCESCANA E CRISTIANA


CITTA' DEL VATICANO, 22 NOV. 2002 (VIS). Questa mattina il Papa ha ricevuto i membri della Presidenza del Consiglio Internazionale dell'Ordine Francescano Secolare, e tutti i partecipanti al Decimo Capitolo Generale, sul tema: "Comunione vitale reciproca nella Famiglia francescana".

  Il Papa ha affermato che: "In questo Capitolo Generale avete portato a termine l'aggiornamento della vostra legislazione fondamentale", compresa la Regola; il Rituale; le Costituzioni generali; lo Statuto Internazionale, approvato in questo Capitolo. "La Chiesa attende dall'Ordine Francescano Secolare" - ha detto il Santo Padre - "uno e unico, un grande servizio alla causa del Regno di Dio nel mondo di oggi. Essa desidera che il vostro ordine sia un modello di unione organica, strutturale e carismatica a tutti i livelli".

  "La vostra legislazione rinnovata vi dà ottimi strumenti per realizzare ed esprimere appieno l'unità del vostro ordine e la comunione con la Famiglia francescana", come pure, la vostra missione di essere "coraggiosi e coerenti testimoni della vita cristiana e francescana".

  "Siete chiamati" - ha affermato Giovanni Paolo II - "ad offrire un contributo proprio, ispirato alla persona e al messaggio di San Francesco d'Assisi, per affrettare l'avvento di una civiltà in cui la dignità della persona umana, la corresponsabilità e l'amore siano realtà vive. Dovete approfondire i veri fondamenti della fraternità universale e creare ovunque spirito di accoglienza e atmosfera di fratellanza. Impegnatevi con fermezza contro ogni forma di sfruttamento, di discriminazione e di emarginazione e contro ogni atteggiamento di indifferenza verso gli altri".

  Il Santo Padre ha detto di voler concludere il suo messaggio raccomandando "di considerare la vostra famiglia come l'ambito prioritario nel quale vivere l'impegno cristiano e la vocazione francescana, dando in essa spazio alla preghiera, (…) alla catechesi cristiana, ed adoperandovi per il rispetto di ogni vita dal suo concepimento (…) fino alla morte". Infine, il Papa ha esortato le famiglie affinché "offrano un esempio convincente della possibilità di un matrimonio vissuto in modo pienamente conforme al disegno di Dio".
AC/FRANCESCANI SECOLARI/…                 VIS 20021122 (340)

NUOVO AMBASCIATORE HAITI RICEVUTO DAL SANTO PADRE


CITTA' DEL VATICANO, 22 NOV. 2002 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto il Signor Carl Henri Guiteau, nuovo Ambasciatore di Haiti presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

  Nei rispettivi discorsi, il Pontefice ed il nuovo Ambasciatore, hanno ricordato che il Presidente di Haiti ha designato il Signor Guiteau "Ambasciatore residente", vale a dire che il Rappresentante della Santa Sede da ora in poi risiederà a Roma e non a Parigi, come in passato.

  "Lei ha appena ricordato il prossimo bicentenario dell'Indipendenza della vostra Nazione, che si celebrerà nel 2004" - ha detto il Santo Padre al nuovo diplomatico - "Lei ricorda anche la crisi profonda che colpisce il vostro paese, che definisce crisi di valori, crisi della società. Spero ardentemente che l'anniversario di questo avvenimento, di cui il popolo haitiano è così fiero poiché fu il primo paese di tutta l'America latina e dei Caraibi a proclamarsi indipendente, sia un'occasione privilegiata di approfondire un 'poter-vivere' insieme".

  "È necessario prendere in conto le giuste aspirazioni della popolazione rispetto agli individui, alla pace, alla sicurezza, alla giustizia e all'equità" - ha proseguito il Pontefice. "La maggior parte della popolazione soffre di una povertà sempre più insopportabile che spinge molti compatrioti a emigrare" soprattutto nelle città, causando "l'urbanizzazione selvaggia" e "la disintegrazione dei legami familiari".

  Il Santo Padre ha ribadito che "una via democratica forte" e "il consolidamento dello stato di diritto sono potenti antidoti alla disperazione", sperimentata da tanti haitiani. "La cultura della fraternità e della solidarietà del popolo haitiano (…) è un'importante risorsa per tessere rapporti solidali fra cittadini". Questo patrimonio appartiene a tutti, ha sottolineato ancora il Santo Padre, non a quei pochi che cercano di trarne un profitto economico ed ha esortato i responsabili del Paese a "dotare il paese" di una migliore rete di comunicazioni, di strutture sanitarie, scuole e a promuovere lo sviluppo rurale.

  "La lotta contro l'ingiustizia e l'arbitrarietà" - ha detto ancora il Pontefice -"presuppone, inoltre, la garanzia di un sistema giudiziario più indipendente ed equo che rispetti i diritti dei più poveri".

  Il Santo Padre ha detto ancora che i responsabili del Paese devono essere attenti ai giovani, poiché essi rappresentano "la prima ricchezza nazionale". "L'educazione e formazione dà loro speranza offrendo loro la possibilità di partecipare alla trasformazione del paese. (…) È necessario far prendere coscienza ai giovani del bene comune e della solidarietà, del rispetto della vita sin dal concepimento, della grandezza della creazione, affidata alle mani dell'uomo affinché egli la gestisca con saggezza".

  Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha sottolineato che: "Di fronte allo scandalo endemico sempre più scioccante della miseria che genera una permanente instabilità nel paese", i responsabili della "res publica devono prendere in considerazione il grido dei poveri senza disattendere le loro speranze", ed ha esortato i governanti a "non lasciarsi condizionare dagli interessi particolari o occulti che nuocciono al buon funzionamento delle Istituzioni".

  Il Pontefice ha terminato il suo discorso rivolgendosi ai cattolici di Haiti ricordando la presenza della Chiesa e la sua opera nella lunga storia del paese, e i suoi costanti sforzi, "di promuovere il bene comune per tutto il popolo haitiano".
CD/LETTERE CREDENZIALI/HAITI:GUITEAU         VIS 20021122 (540)

giovedì 21 novembre 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 21 NOV. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Giuseppe Nazzaro, O.F.M., finora Parroco e Guardiano della Fraternità di Sant'Antonio a Damasco, (Siria), Vicario Apostolico di Aleppo dei Latini (cattolici: 10.000; sacerdoti: 40; religiosi: 242), Siria, elevandolo alla dignità episcopale. Il Vescovo eletto è nato a San Potito (Avellino), nel 1937. Nel 1956 è entrato nel noviziato della Custodia di Terra Santa, ha fatto la professione solenne nel 1960, ed è stato ordinato sacerdote nel 1965. Il Vescovo Nazzaro succede al Vescovo Armando Bortolaso, S.D.B., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale del medesimo Vicariato, per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/…/NAZZARO:BORTOLASO                 VIS 20021121 (110)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 21 NOV. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza tre Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Sud III-IV), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Nei Paulo Moretto, di Caxias do Sul.

    - Il Vescovo Paulo Antônio De Conto, di Criciúma.

    - Il Monsignor Alex José Kloppenburg, Amministratore Diocesano di Bagé.
AL/…/…                                   VIS 20021121 (60)

INIZIO ASSEMBLEA PLENARIA PONTIFICIO CONSIGLIO PER I LAICI


CITTA' DEL VATICANO, 21 NOV. 2002 (VIS). Questa mattina il Cardinale James Francis Stafford, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici ha tenuto il discorso di apertura della XX Assemblea Plenaria del Dicastero, in corso a Roma, dal 21 al 23 novembre, sul tema suggerito dal Santo Padre Giovanni Paolo II: "Occorre continuare a camminare 'ripartendo' da Cristo, cioè dall'Eucaristia".

  Un Comunicato del Pontificio Consiglio informa che tra i 37 Membri nominati dal Santo Padre per il prossimo quinquennio, figurano 24 laici, nove Cardinali e quattro Vescovi. Tra i 25 consultori figurano 13 laici, 4 Vescovi e 8 Sacerdoti.  Poiché all'Assemblea Plenaria partecipano per la prima volta i nuovi Membri e Consultori del Consiglio, il programma prevede un'introduzione alla storia, alla natura e alle attività del Pontificio Consiglio.

  Il programma dell'Assemblea si articola in tre sessioni ed è improntato all'ascolto, allo studio e alla riflessione. I lavori della prima giornata proseguiranno "con uno scambio di esperienze e di riflessioni sulla vocazione e sulla missione dei fedeli laici nella vita della Chiesa e nel mondo per cercare di delineare le prospettive e le priorità da tenere presenti nel contesto attuale".

  Il secondo giorno sarà dedicato "all'approfondimento del significato dell'Eucaristia nella vita dei fedeli laici; si proseguirà la riflessione sui sacramenti dell'iniziazione cristiana avviata nelle assemblee plenarie dedicate al Battesimo e alla Cresima. (…) Saranno affrontati tre aspetti del mistero eucaristico che sono legati alla vocazione dei cristiani laici, alla loro vita e alla loro missione".

  Nel corso della terza giornata "verranno presentati i programmi e i progetti futuri del Dicastero e su questi i nuovi Membri e Consultori saranno chiamati a confrontarsi e a portare il loro contributo. Il momento culminante dei lavori sarà rappresentato dall'udienza del Santo Padre nella tarda mattinata di sabato".
CON-L/PLENARIA/STAFFORD                     VIS 20021121 (310)

PREGHIERA DEL PAPA PER CHI SOFFRE IN TERRA SANTA E IN IRAK


CITTA' DEL VATICANO, 21 NOV. 2002 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i Membri della Sessione Plenaria della Congregazione per le Chiese Orientali.

  Nel suo discorso, il Papa ha fatto riferimento ai temi esaminati dalla Plenaria, all'attività svolta dalla Congregazione negli ultimi quattro anni, all'elezione dei Vescovi nelle Chiese patriarcali e allo stato delle Chiese Orientali.

  In merito al primo tema, Giovanni Paolo II ha sottolineato "la priorità che è stata riservata dalla vostra Congregazione al rinnovamento liturgico e catechetico, come alla formazione delle varie componenti del Popolo di Dio, a partire dai candidati agli ordini sacri e alla vita consacrata".

  In merito al tema concernente la procedura delle elezioni vescovili nelle Chiese patriarcali, il Santo Padre ha affermato: "Sarò lieto di prendere in attenta considerazione le vostre proposte, alla luce delle relative Norme del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali. (…) In ogni caso, quando vengono segnalate alla Santa Sede delle difficoltà nell'applicazione delle norme canoniche vigenti, si cercherà di aiutare a superarle, con spirito di fattiva collaborazione".

  Successivamente riguardo alle tematiche relative allo stato delle Chiese Orientali e alle prospettive di rinnovamento pastorale, il Santo Padre ha detto: "Sono note le difficoltà che incontrano le Comunità orientali in non poche parti del mondo. Esiguità numerica, penuria di mezzi, isolamento, condizione di minoranza, impediscono frequentemente una serena e proficua azione pastorale, educativa, assistenziale e caritativa. Si registra poi un'incessante flusso migratorio verso occidente da parte delle componenti più promettenti delle vostre Chiese".

  "E che dire delle sofferenze in Terra Santa, e in altri Paesi Orientali, trascinati in una pericolosa spirale che sembra umanamente inarrestabile? Iddio faccia cessare quanto prima questo vortice di violenza!". Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha lanciato un appello alla pace attraverso l'intercessione del Beato Giovanni XXIII che "visse a lungo in Oriente, e tanto amò le Chiese Orientali. (…) Interceda altresì perché queste Chiese, non chiudendosi nelle formule del passato, si aprano a quel sano aggiornamento che egli stesso auspicò nella linea della sapiente armonia tra 'Nova et Vetera'".

  Il Santo Padre ha concluso il suo discorso invocando la protezione della Vergine per i membri delle comunità dal Medio Oriente all'Africa, dall'Europa, all'India, "in particolare per quelli che nella Terra Santa e nell'Iraq attraversano momenti difficili di grandi sofferenze".
AC/CHIESE ORIENTALI/…                     VIS 20021121 (390)

mercoledì 20 novembre 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 20 NOV. 2002 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Arcidiocesi di Karachi (Pakistan), presentata dal Vescovo Simeon Anthony Pereira, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Evarist Pinto, Amministratore Apostolico "sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis" di Karachi, Pakistan, finora Vescovo Ausiliare della medesima Arcidiocesi.
RE:NA/…/PEREIRA:PINTO                       VIS 20021120 (70)

FIRMA ACCORDO FACOLTÀ TEOLOGICA CATTOLICA DI ERFURT


CITTA' DEL VATICANO, 20 NOV. 2002 (VIS). La Santa Sede ha annunciato oggi che nella Cancelleria di Stato di Erfurt (Repubblica Federale di Germania) è stato firmato un Accordo fra la Santa Sede e lo Stato Libero di Turingia sulla costituzione della Facoltà Teologica di Erfurt in Facoltà Teologica Cattolica dell'Università statale della medesima città.

  Per la Santa Sede ha firmato l'Arcivescovo Giovanni Lajolo, Nunzio Apostolico in Germania, per lo Stato Libero di Turingia, il Signor Bernhard Dottor Vogel, Ministro-Presidente.

  "Il presente Accordo" - si legge nel Comunicato reso pubblico questa mattina, "che consiste in 9 articoli e in un Protocollo Finale, realizza l'erezione di una Facoltà Teologica Cattolica dell'Università di Erfurt, che è prospettata nell'Accordo generale fra la Santa Sede e lo Stato Libero di Turingia, dell'11 giugno 1997".

  "In forza del presente Accordo, la Facoltà Teologica di Erfurt, derivata dal succitato Studio Filosofico-Teologico ed eretta canonicamente con Decreto della Congregazione per l'Educazione Cattolica N. 1281/90 in data 22 maggio 1999, viene incorporata nell'Università statale di Erfurt".

  "La suddetta Facoltà servirà - nella ricerca, nell'insegnamento e nello studio della teologia - sia alla promozione e allo sviluppo della teologia cattolica, sia alla formazione scientifica nella teologia cattolica dei candidati al sacerdozio e ad altri ministeri ecclesiastici, sia alla formazione degli insegnanti di religione per le scuole".
DELSS/FACOLTÀ TEOLOGICA/TURINGIA:LAJOLO              VIS 20021120 (90)

CALENDARIO CELEBRAZIONI PRESIEDUTE DA GIOVANNI PAOLO II


CITTA' DEL VATICANO, 20 NOV. 2002 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha reso pubblico il calendario delle celebrazioni presiedute dal Santo Padre Giovanni Paolo II, dal 1° dicembre 2002 al 12 gennaio 2003.

DICEMBRE

- Domenica 1: I Domenica di Avvento. Alle ore 10:00, nell'Aula Paolo VI, Santa Messa con la comunità filippina di Roma.

- Domenica 8: II Domenica di Avvento. Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. Alle ore 16:00, a Piazza di Spagna, Omaggio all'Immacolata. Alle ore 16:30, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, venerazione della Madre di Dio "Salus Populi Romani".

- Martedì 10: Alle ore 17:30, nella Basilica Vaticana, Santa Messa per gli Universitari degli Atenei romani.
- Domenica 22: IV Domenica di Avvento. Alle ore 10:00, nell'Aula Paolo VI, Santa Messa con la comunità della Parrocchia romana di San Ilario di Poitiers.

- Martedì 24: Solennità del Natale del Signore. Alle ore 24:00, nella Basilica Vaticana, Santa Messa della Notte.

- Mercoledì 25: Solennità del Natale del Signore. Alle ore 12:00, dalla Loggia centrale della Basilica Vaticana: Benedizione "Urbi et Orbi".

- Martedì 31: Alle ore 18:00, nella Basilica Vaticana, Vespri e "Te Deum" di ringraziamento.

GENNAIO

- Mercoledì 1° gennaio: Solennità di Maria Santissima Madre di Dio. XXXVI Giornata mondiale della pace. Alle ore 10:00, Santa Messa nella Basilica Vaticana.

- Lunedì 6: Solennità dell'Epifania del Signore. Alle ore 9:00, nella Basilica Vaticana, Ordinazioni Episcopali.

- Domenica 12: domenica dopo l'Epifania. Festa del Battesimo del Signore. Alle ore 10:00, nella Cappella Sistina, Santa Messa e Battesimo dei bambini.
GPII-CALENDARIO/DICEMBRE-GENNAIO/…        VIS 20021120 (270)

AIUTO SPIRITUALE E MATERIALE ALLE MONACHE DI CLAUSURA


CITTA' DEL VATICANO, 20 NOV. 2002 (VIS). Al termine della catechesi dell'Udienza Generale di oggi, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha rivolto parole di saluto, in diverse lingue, ai circa 7.000 pellegrini presenti nell'Aula Paolo VI, ricordando che domani si celebra la Giornata per le Claustrali.

  "Domani" - ha detto il Santo Padre - "memoria della presentazione al tempio della Beata Vergine Maria, la Chiesa pensa con particolare affetto alle monache di clausura. La loro orante presenza in tante parti del mondo è richiamo per tutti i cristiani a non dimenticare il primato di Dio nella vita".

  "Queste sorelle hanno scelto di dedicarsi totalmente alla preghiera" - ha proseguito il Pontefice - "e vivono di quanto la Provvidenza procura loro mediante la generosità dei fedeli. Mentre rivolgo ad esse un vivo apprezzamento per l'indispensabile contributo che offrono all'evangelizzazione, invito tutti a volerle sostenere con il proprio aiuto spirituale e materiale".

  Fra i fedeli che hanno partecipato all'Udienza odierna, era un gruppo di Seminaristi del Pontificio Seminario Regionale Benedetto XV di Bologna ai quali il Santo Padre ha rivolto le seguenti parole: "Carissimi, con l'odierna visita voi intendete ricordare l'ottantesimo anniversario di morte di questo indimenticabile mio predecessore, instancabile araldo di pace durante la prima guerra mondiale. Il suo esempio sia per voi uno stimolo ad essere in ogni luogo operatori di pace".

  Al termine dell'Udienza, il Papa ha rivolto parole di saluto ai giovani, ai malati e agli sposi novelli.
AG/SALUTI/…                             VIS 20021120 (250)

UDIENZA: IL BUON PASTORE: DIO L'ALTISSIMO E IL SAPIENTISSIMO


CITTA' DEL VATICANO, 20 NOV. 2002 (VIS). Nell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre Giovanni Paolo II, continuando la catechesi sui Salmi, ha parlato oggi del Cantico di Isaia: "Il buon pastore: Dio l'Altissimo e il Sapientissimo".

  Giovanni Paolo II ha affermato che all'inizio del testo liturgico "appare la figura potente di Dio, che torna a Gerusalemme preceduto dai suoi trofei" che sono "gli Ebrei esiliati, che Egli ha strappato dalla mano dei loro conquistatori. Dio è quindi dipinto 'come un pastore'" che guida il suo gregge.

  Segue una riflessione sull'agire del Signore "come Creatore dell'universo. (…) Nessuno è in grado di misurare l'immenso universo creato da Dio. Il profeta fa capire come gli strumenti umani siano ridicolmente inadeguati per questo compito".

  Il Papa ha affermato che il Profeta Isaia: "Dopo aver celebrato l'onnipotenza di Dio nella creazione, (…) delinea la sua signoria sulla storia, cioè sulle nazioni, sull'umanità che popola la terra. Gli abitanti dei territori noti, ma anche quelli di regioni remote, che la Bibbia chiama 'isole' lontane, sono una realtà microscopica rispetto alla grandezza infinita del Signore".

  "Il fedele è, dunque, invitato, fin dall'inizio della giornata, all'adorazione del Signore Onnipotente". Il Papa ha concluso la sua catechesi ricordando che San Girolamo, "si ferma stupito di fronte ad un'altra sorprendente verità: quella di Cristo, che, 'pur essendo di natura divina… spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini'. Quel Dio infinito e onnipotente - egli annota - si è fatto piccolo e limitato".
AG/CANTO ISAIA/…                         VIS 20021120 (270)

martedì 19 novembre 2002

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 19 NOV. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Il Cardinale Sergio Sebastiani, Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede.

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Sud III-IV), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Dadeus Grings, di Porto Alegre, con l'Ausiliare Vescovo José Clemente Weber.

    - Il Vescovo José Ivo Lorscheiter, di Santa Maria.

    - Il Vescovo Manoel João Francisco, di Chapecó.

    - Il Vescovo Zeno Hastenteufel, di Frederico Westphalen.
AP:AL/…/…                               VIS 20021119 (90)

LE PERSONE CONSACRATE E LA LORO MISSIONE NELLA SCUOLA


CITTA' DEL VATICANO, 19 NOV. 2002 (VIS). Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, il Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica e l'Arcivescovo Giuseppe Pittau, S.I., Segretario della medesima Congregazione, hanno presentato il Documento: "Le persone consacrate e la loro missione nella scuola. Riflessioni ed orientamenti". Alla presentazione è intervenuta anche Suor Antonia Colombo, Superiora Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

  Il Documento reso pubblico oggi, in lingua spagnola, inglese, francese, italiana e portoghese, si compone di una Introduzione, due capitoli e una conclusione, e porta la data del 28 ottobre, XXXVII anniversario della promulgazione della Dichiarazione "Gravissimum educationis" del Concilio Vaticano II.

  Il Cardinale Grocholewski ha collocato il documento nel suo contesto, quello della scuola, con le sue esigenze, mentre l'Arcivescovo Pittau, S.I., ha tracciato un quadro dell'impegno educativo dei consacrati nella Chiesa e Suor Antonia Colombo, ha trattato il contenuto del testo.

  Ricordando che le istituzioni scolastiche della Chiesa comprendono oltre 250.000 scuole, con 42 milioni di allievi, il Cardinale Grocholewski ha affermato che i dati forniti dall'U.N.E.S.C.O., parlano di 135 milioni di bambini tra i sei e gli undici anni non scolarizzati, di oltre 280 milioni di ragazzi e giovani analfabeti o con scarsissimo livello di scolarizzazione.

  Il Prefetto del Dicastero ha sottolineato che nel mondo scolastico odierno, soprattutto occidentale, gli insegnanti "si sentono demotivati". "Un altro segnale molto preoccupante" - ha continuato il Cardinale Grocholewski - "è dato dall'aumento della violenza a scuola e tra gli adolescenti, come pure dalla difficoltà delle famiglie (…) ad essere parte attiva della comunità educativa scolastica". Inoltre "la perdita del senso dell'educazione (…) è strettamente legata allo smarrimento dei valori".

  "Le persone consacrate, infatti, danno un contributo essenziale per sviluppare nell'azione educativa e scolastica la dimensione verticale, cioè l'apertura a Dio, nonché la dimensione orizzontale, cioè l'educazione a vivere responsabilmente insieme".

  Suor Antonia Colombo ha affermato che la prima parte del Documento "delinea la fisionomia delle persone consacrate, compresa e definita dal suo radicale riferimento a Cristo. (…) Il loro tipico contributo è quello di immettere nell'orizzonte educativo la testimonianza radicale dei beni del Regno".

  Facendo riferimento alla seconda parte del Documento, riguardante la missione educativa delle persone consacrate, la Superiora Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice ha detto che: "L'impegno educativo delle persone consacrate nella scuola, cattolica o no, è scelta di vita, cammino di santità, esigenza di giustizia e di solidarietà specialmente verso le giovani e i giovani più poveri".

  Relativamente alla missione definita nel Documento "accompagnare verso l'Altro", Suor Antonia Colombo ha affermato: "Questo percorso si realizza nel contesto della comunità educativa", fra la varietà e la bellezza delle diverse vocazioni. "Con la loro presenza" - ha aggiunto - "le persone consacrate costituiscono un invito tacito, ma efficace a interrogarsi su Dio, sul mistero della vita". L'insegnamento della religione nelle scuole "si pone come proposta culturale per tutti, indipendentemente dalle scelte di fede".

  "Una dimensione sottolineata nel documento è quella della condivisione solidale con i poveri nell'ottica della non esclusione. L'opzione preferenziale per i poveri richiede una diversa modalità di impostare il curricolo scolastico".

  Suor Antonia Colombo ha concluso il suo intervento sottolineando che una parte rilevante del documento è dedicata alla cultura della pace. "È presente la convinzione che la pace non può essere assicurata senza l'impegno per la giustizia, senza promuovere l'uguaglianza delle opportunità di accesso ai beni, primo fra tutti, il bene dell'educazione".

  L'Arcivescovo Giuseppe Pittau, S.J., Segretario della Congregazione per l'Educazione Cattolica, ha affermato che non ci sono statistiche sul numero esatto delle religiose e dei religiosi che insegnano nelle scuole, nelle varie parti del mondo, anzi dagli anni subito dopo il Concilio Vaticano II, c'è stato un forte calo nel numero degli insegnanti religiosi e religiose. L'Arcivescovo Pittau ha menzionato ad esempio la situazione degli Stati Uniti d'America, dove, nel 1970, il 51% degli insegnanti nelle scuole cattoliche erano persone consacrate o sacerdoti, mentre nell'anno 2000, si è scesi ad una percentuale del 7,5%. "Mentre questo esempio rappresenta solo una nazione" - ha affermato l'Arcivescovo Pittau - "probabilmente è una descrizione tipica della situazione della gran parte dei paesi del mondo occidentale e anche di altri paesi".

  L'Arcivescovo ha quindi ricordato i 29 anni da lui trascorsi in Giappone, con visite anche in altri paesi asiatici ed ha detto al riguardo: "Posso testimoniare l'importanza vitale delle scuole materne per l'opera di evangelizzazione nell'Estremo Oriente. I bambini della scuola materna sono ancora molto aperti ai valori cristiani e i loro genitori, il cui contatto con la scuola diminuisce proporzionalmente all'età dei bambini, vengono spesso avvicinati alla fede e rafforzati nella fede, attraverso i loro bambini".

  "Le persone consacrate, donne e uomini" - ha detto ancora il Segretario della Congregazione per l'Educazione Cattolica - "sono capaci di introdurre i bambini allo spirito di preghiera e di santità, parzialmente con il loro insegnamento, ma specialmente attraverso il loro stesso essere, consacrato al Signore e pieno di gioia".

  L'Arcivescovo ha proseguito affermando che: "La Chiesa, sin dal Medio Evo, specialmente attraverso le comunità religiose, è stata all'avanguardia nel campo dell'educazione. Le scuole delle cattedrali, dei monasteri e le università della Chiesa erano le poche istituzioni scolastiche esistenti. Veramente il sistema educativo europeo è nato 'ex corde Ecclesiae'".

  L'Arcivescovo Pittau ha aggiunto che: "L'inizio del XVI secolo ha visto la fioritura di numerosi Ordini e Congregazioni religiose, che si dedicarono all'apostolato dell'educazione, specialmente a quello dei bambini poveri che non avevano la possibilità di ricevere una formazione sistematica".  Fra le Congregazioni religiose maschili dedite all'educazione, l'Arcivescovo Pittau ha ricordato i Somaschi, i Barnabiti, i Gesuiti, gli Scolopi, i Fratelli delle Scuole Cristiane, i Marianisti, i Maristi e i Salesiani, descrivendo brevemente la storia e il carisma di ognuno. Fra le Congregazioni femminili dedite all'istruzione e all'educazione della gioventù, l'Arcivescovo ha ricordato le Orsoline, le Suore di Notre Dame, le Francescane, le Sorelle delle Scuole di San Francesco di Cristo Re.

  Infine l'Arcivescovo Pittau, ha citato le parole di Santa Giulia Billiart, Fondatrice delle Suore di Notre Dame, la quale descrive l'educazione "anzitutto come un lavoro di fede, (…) un lavoro di speranza, (…), un lavoro di amore, (…), un lavoro di preghiera. Solo attraverso la preghiera il nostro lavoro può produrre frutto nel cuore degli alunni che vogliamo educare".
OP/RELIGIOSI:EDUCAZIONE/GROCHOLEWSKI:PITTAU  VIS 20021119 (1050)

MESSAGGIO DEL PAPA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA


CITTA' DEL VATICANO, 19 NOV. 2002 (VIS). Ieri sera, nel Santuario dell'Amore Misericordioso a Collevalenza, è stata data lettura di un Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II, indirizzato alla Conferenza Episcopale Italiana, in occasione della L Assemblea Generale.

  Il Santo Padre scrive: "La principale attenzione della vostra Assemblea sarà dedicata a quella grande sfida che si sta sviluppando in questi anni intorno alla domanda cruciale, (…) 'Chi è l'uomo?'. Una sfida antica e però anche nuova, poiché le tendenze, mai spente, a negare o dimenticare l'unicità del nostro essere e della nostra vocazione, di creature fatte a immagine di Dio, ricevono oggi nuovo impulso dalla pretesa di poter spiegare adeguatamente l'uomo con i soli metodi delle scienze empiriche. E ciò avviene quando è invece più che mai necessario aver chiara e salda la convinzione della dignità inviolabile della persona umana, per far fronte ai rischi di radicale manipolazione, che si avrebbero se le risorse delle tecnologie venissero applicate all'uomo prescindendo dai fondamentali parametri e criteri antropologici ed etici iscritti nella sua stessa natura. Questa coscienza della dignità che ci appartiene per natura è inoltre l'unico principio su cui possono essere costruite una società e una civiltà realmente umanistiche".

  "Desidero esprimervi il mio plauso e incoraggiamento" - scrive ancora il Santo Padre - "per l'impegno che dedicate a promuovere una qualificata presenza cristiana nell'ambito (…) della comunicazione sociale. Mi rallegro, in particolare, per l'impegno posto nell'elevare il livello qualitativo ed il pubblico prestigio del quotidiano 'Avvenire'".

  Successivamente il Papa, riferendosi alla visita, compiuta il 14 novembre scorso, al Parlamento italiano, scrive: "È stato sottolineato così, in maniera molto significativa, quel legame assai profondo e davvero speciale che si è stabilito, attraverso i secoli, tra l'Italia e la Chiesa Cattolica".  Rivolgendosi ai Vescovi italiani il Papa scrive: "So bene quanto costante sia l'attenzione che dedicate (…) alle sorti di questa diletta Nazione. Condivido con voi, (…) la preoccupazione per la famiglia, riconosciuta da sempre come la struttura portante della vita sociale. (…) La medesima attenzione siamo chiamati a dedicare all'educazione delle nuove generazioni e quindi alla scuola".

  Il Santo Padre, sottolineando che viviamo "In un periodo difficile sotto il profilo economico e sociale", ribadisce che è necessaria "particolare preoccupazione e fattiva solidarietà alle condizioni di vita di molte persone e famiglie, segnate in vario modo dalla povertà o minacciate dalla perdita del posto di lavoro".

  Successivamente il Papa esprime il suo compiacimento "per l'impegno con cui la vostra Conferenza segue le vicende dell'Unione Europea", in particolare, "in vista del suo allargamento alle Nazioni dell'Europa centro-orientale".

  Infine il Santo Padre esprime "la preoccupazione per la pace. Chiediamo insieme al Dio ricco di misericordia e di perdono che spenga i sentimenti di odio negli animi delle popolazioni, faccia cessare l'orrore del terrorismo e guidi i passi dei responsabili delle Nazioni sulle strade della comprensione reciproca, della solidarietà e della riconciliazione".

  Le parole conclusive del Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II sono dedicate alle "tante vittime soprattutto bambini, del terremoto nel Molise".
MESS/CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA/…         VIS 20021119 (510)

lunedì 18 novembre 2002

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 18 NOV. 2002 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- L'Arcivescovo George Pell, di Sydney (Australia).

- L'Arcivescovo Maurice Marie-Sainte, di Fort-de-France, Saint-Pierre, Martinica, (Francia), in Visita "ad Limina Apostolorum".

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Sud III-IV), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Orlando Brandes, di Joinville.

    - Il Vescovo Luiz Carlos Eccel, di Caçador.

    - Il Vescovo João Oneres Marchiori, di Lages.

    - Il Vescovo Osório Bebber, O.F.M. Cap., di Joaçaba.

    - Il Vescovo Tito Buss, Emerito di Rio do Sul.

- Il Vescovo Domenico Calcagno, di Savona-Noli (Italia).

  Sabato 16 novembre il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Est II), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Ugo Maria Van Steekelenburg, O.F.M., di Almenara.

    - Il Vescovo Dario Campos, O.F.M., di Araçuaí.

    - Il Vescovo José Mauro Pereira Bastos, C.P., di Janaúba.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP:AL/…/…                              VIS 20021118 (90)

IN BREVE


LA LETTERA PONTIFICIA DI NOMINA DEL CARDINALE CRESCENZIO SEPE, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, ad Inviato Speciale del Santo Padre alle celebrazioni conclusive del Congresso Eucaristico Nazionale del Benin che si svolgeranno a Dassa-Zoumé, dal 22 al 24 novembre, è stata resa pubblica il 16 novembre. La Lettera, redatta in lingua latina, è datata 22 ottobre, 2002. Sono stati inoltre resi noti i nomi dei componenti della Missione che accompagnerà il Cardinale Inviato Speciale: il Monsignore Pierre Nguyên Van Tôt, Incaricato d'Affari della Nunziatura Apostolica in Benin; il Monsignore Raymond Bernard Goudjo, Direttore dell'Istituto "des Artisans de Justice et Paix" ed il Reverendo Théophile Akoha, Professore all'Istituto Pontificio Giovanni Paolo II di Cotonou.

L'ARCIVESCOVO JOHN P. FOLEY, PRESIDENTE DEL PONTIFICIO CONSIGLIO DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI, è intervenuto, il 16 novembre scorso, a Trento, ad una Conferenza del Ministro Italiano delle Comunicazioni su Etica nelle Comunicazioni e ha pronunciato un discorso su "I mass media tra guerra e pace" in occasione del XXX anniversario dell'Ordine dei giornalisti della Regione Trentino Alto Adige. L'Arcivescovo Foley ha citato i Documenti pubblicati dal suo Dicastero, "Etica nelle comunicazioni sociali", "Etica in Internet" e "La Chiesa e Internet" ad ha ricordato che i tre principi base enunciati nei Documenti sono: 1) la verità; 2) la dignità della persona umana; 3) il bene comune. Il Presidente del Dicastero ha affermato, rivolgendosi ai giornalisti della Regione Trentino, che l'argomento "I mass media tra guerra e pace" è "un argomento che sta molto a cuore al nostro Santo Padre" ed ha sottolineato che i giornalisti hanno la responsabilità di fornire una totale ed accurata informazione, mentre spesso i conflitti avvengono a causa di un malinteso, che può essere evitato mediante informazioni esaurienti. Infine ha affermato che: "I mass media possono e dovrebbero contribuire alla pace nel mondo e nella società".
…/IN BREVE/…                             VIS 20021118 (310)

MESSAGGIO: LIBERAZIONE PRESULI SEQUESTRATI IN COLOMBIA


CITTA' DEL VATICANO, 18 NOV. 2002 (VIS). Il Comitato Permanente della Conferenza Episcopale della Colombia ha reso pubblico un Messaggio, datato 15 novembre, giorno della liberazione del Vescovo Jorge Enrique Jiménez Carvajal, di Zipaquirá, Presidente del C.E.L.A.M., e del Padre Desiderio Orjuela, dopo il loro sequestro, l'11 novembre scorso.

  Nel Messaggio, il Cardinale Pedro Rubiano Sáenz, Arcivescovo di Bogotá e Presidente della Conferenza Episcopale della Colombia e il Vescovo Fabián Marulanda López, Segretario Generale della medesima Conferenza, scrivono che il sequestro dei due Presuli "ha prodotto un'enorme reazione di rifiuto (…) e un plebiscito di solidarietà e riconoscimento alla Chiesa come Istituzione che ha dato generosi apporti alla causa della riconciliazione e della pace".

  La liberazione, si legge nel messaggio, è stata possibile "grazie alla ininterrotta preghiera. (…) Esprimiamo il nostro riconoscimento al Signor Presidente della Repubblica e al suo Governo, alle Forze di Sicurezza dello Stato, in particolare all'Esercito e alla Polizia Nazionale".

  "La comprensione e la solidarietà espresse attraverso messaggi e comunicati dentro e fuori del paese, hanno posto in evidenza l'unità del popolo colombiano e la fede delle comunità cristiane, così come la loro fiducia e amore alla Chiesa. Mentre esprimiamo la nostra soddisfazione per il superamento di questo avvenimento tanto doloroso, formuliamo voti affinché il paese possa avere presto la notizia di un accordo che ponga fine al sequestro di tanti colombiani".

  Dopo aver sottolineato che il sequestro è "un fatto detestabile, un crimine atroce, un delitto che viola i diritti fondamentali come la libertà, la vita, la dignità e la sicurezza della persona", i firmatari scrivono che "è dovere dello Stato e responsabilità di tutti i cittadini prevenire le forme estreme del crimine. Per questo, mentre condanniamo tutte le manifestazioni di violenza, esortiamo a affrontare con decisione i fenomeni che possano essere alla base di condotte delittuose, fenomeni quali la povertà, la disoccupazione, l'ingiustizia e la corruzione".

  "Il nostro messaggio vuole far arrivare a tutti i sequestrati la nostra solidarietà. Diamo ad essi la certezza che continueremo ad impegnarci nella lotta per l'eliminazione di questo flagello che li ha privati della gioia di vivere la libertà. (…) Concludiamo il presente messaggio ribadendo il nostro appello a pregare ininterrottamente per la pace in Colombia e per la liberazione di tutti i sequestrati".
…/MESSAGGIO LIBERAZIONE SEQUESTRATI/COLOMBIA                VIS 20021118 (380)

RELAZIONI DIPLOMATICHE FRA SANTA SEDE E QATAR


CITTA' DEL VATICANO, 18 NOV. 2002 (VIS). La Santa Sede e lo Stato di Qatar, desiderosi di sviluppare rapporti di mutua amicizia e di promuovere la cooperazione internazionale, hanno deciso di comune accordo di stabilire tra di loro relazioni diplomatiche, a livello di Nunziatura Apostolica da parte della Santa Sede e di Ambasciata da parte dello Stato di Qatar, secondo quanto stabilito dalla Convenzione di Vienna sulle Relazioni Diplomatiche del 18 aprile 1961.

  Lo Stato di Qatar si estende su di una superficie di 11.437 chilometri quadrati. Capitale e porto principale del paese è la città di Doha. La popolazione autoctona è formata da arabi beduini, tuttavia la grande maggioranza dei suoi quasi 800.000 abitanti è costituita da lavoratori immigrati dai vicini Stati arabi e dall'Iran, oltre che dal Pakistan, dall'India e dalle Filippine.

   La religione ufficiale del Qatar è l'Islam. Numerosi lavoratori immigrati sono cristiani e i 45.000 cattolici provengono da diverse nazioni, soprattutto dalle Filippine, dall'India e da altri Paesi del sub-continente indiano.

  Il Qatar fa parte del Vicariato Apostolico di Arabia, affidato al Vescovo Giovanni Bernardo Gremoli, O.F.M.Cap., che risiede ad Abu Dhabi. Al presente la cura pastorale dell'unica parrocchia è affidata a quattro sacerdoti, due diocesani e due cappuccini, dei quali uno filippino ed uno di rito siro-malabarico.
…/RAPPORTI DIPLOMATICI/QATAR                 VIS 20021118 (230)

PARTECIPAZIONE DOLORE VITTIME "VILE ATTACCO" AD EBRON


CITTA' DEL VATICANO, 17 NOV. 2002 (VIS). Al termine della recita dell'Angelus, nel rivolgere ai pellegrini presenti in Piazza San Pietro, parole di saluto in diverse lingue, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricordato le vittime dell'attacco di venerdì scorso ad Ebron, ed in lingua francese, ha ricordato le vittime degli incidenti automobilistici.

  "Desidero esprimere" - ha detto il Pontefice - "la mia commossa partecipazione al dolore dei familiari di coloro che, venerdì scorso, sono stati vittime ad Ebron, in Terra Santa, di un vile attacco, quando la gente aveva appena finito di pregare, a pochi passi dalla tomba di colui che riconosciamo come nostro comune padre nella fede, il Patriarca Abramo. Mentre invoco il riposo eterno per quanti sono morti, prego il Signore di infondere in tutti il coraggio necessario per ritrovare la strada della giustizia e della pace".

  Il Santo Padre, parlando delle vittime degli incidenti stradali ha detto: "Ogni anno, in questa domenica, siamo invitati a ricordare le vittime della strada. Nel pregare in particolare il Signore di accogliere nel suo amore tutti coloro che sono morti tragicamente a causa di incidenti automobilistici, affido alla tenerezza della Vergine Maria i numerosi feriti, la cui guarigione è spesso un processo molto lungo, e le loro famiglie, e chiedo la solidarietà di tutti. Chiedo infine con forza agli automobilisti di essere rispettosi degli altri e di assumere una condotta prudente e responsabile".
ANG/ATTACCO TERRA SANTA/…                 VIS 20021118 (240)

CELEBRAZIONE OGGI IN ITALIA GIORNATA MIGRAZIONI


CITTA' DEL VATICANO, 17 NOV. 2002 (VIS). Questa mattina, prima della recita dell'Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricordato che: "Si celebra oggi in Italia la Giornata delle Migrazioni, appuntamento annuale che invita la Comunità ecclesiale e quella civile a riflettere su quest'importante e complesso fenomeno sociale".

  "Viviamo in un'epoca di profondi mutamenti" - ha detto il Pontefice - "che investono persone, gruppi etnici e popoli. Anche oggi si registrano gravi disuguaglianze, specialmente tra nord e sud del mondo. Ciò fa si che la terra, divenuta sempre più 'villaggio globale', sia purtroppo per gli uni un luogo di povertà e di privazioni, mentre nelle mani di altri si concentrano grandi ricchezze. In questo contesto, l'altro' rischia di essere considerato spesso un concorrente, tanto più se è 'diverso' per lingua, nazionalità e cultura".

  Il Santo Padre ha detto ancora: "È per questo importante che si diffonda lo spirito dell'accoglienza, da tradurre in comportamenti sociali di attenzione specialmente a chi è nel bisogno. (…) Auspico di cuore che le famiglie, le associazioni, le comunità ecclesiali e civili diventino sempre più palestre di ospitalità, di civile convivenza, di dialogo fecondo. Gli immigrati, da parte loro, sappiano rispettare le leggi dello Stato che li accoglie e contribuire così ad un migliore inserimento nel nuovo contesto sociale".
ANG/MIGRANTI/…                         VIS 20021118 (230)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 16 NOV. 2002 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Sacerdote Alapati Mataeliga, Arcivescovo Metropolita di Samoa-Apia (superficie: 2.922; popolazione: 183.000; cattolici: 30.336; sacerdoti: 50; religiosi: 117; diaconi permanenti: 24), Samoa Stato Indipendente. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1953, sull'Isola di Savaii, (Samoa), è stato ordinato sacerdote nel 1977. Finora è stato coordinatore del Centro Pastorale della medesima Arcidiocesi. L'Arcivescovo Mataeliga succede al Cardinale Pio Taofinu'u, S.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato Don Cosimo Semeraro, S.D.B., Segretario del Pontificio Comitato di Scienze Storiche.

- Ha nominato il Padre Vittorino Grossi, O.S.A., Membro del Pontificio Comitato di Scienze Storiche.
NER:RE:NA/…/…                             VIS 20021118 (130)

VESCOVO DIOCESI LUTERANA NORVEGIA RICEVUTO SANTO PADRE


CITTA' DEL VATICANO, 16 NOV. 2002 (VIS). Il Molto Reverendo Finn Wagle, Vescovo della Diocesi Luterana di Nidaros (Norvegia), e Seguito, è stato ricevuto questa mattina dal Santo Padre Giovanni Paolo II in occasione della Festa di San Olav, Patrono della Norvegia.

  Il Papa ha ricordato la visita in Norvegia ed in Scandinavia compiuta nel 1989 ed ha ricordato che: "il servizio ecumenico nella Cattedrale di Nidaros (…) è stato un segno di nuovi e più profondi rapporti ecumenici che nel 1993 hanno consentito alla Chiesa Luterana di permettere alla Comunità Cattolica di celebrare, nell'antica Cattedrale, il 150° anniversario del ristabilimento della Chiesa Cattolica in Norvegia.

  "Siamo impegnati" - ha affermato il Santo Padre Giovanni Paolo II - "a progredire sul cammino della riconciliazione. La Dichiarazione Congiunta sulla Dottrina della Giustificazione fra la Federazione Luterana Mondiale e la Chiesa Cattolica, firmata nel 1999, prepara la strada ad una più ampia testimonianza comune e ci fa avanzare verso la piena e visibile unità, obiettivo del nostro dialogo".
AC/LUTERANI:NORVEGIA/WAGLE                 VIS 20021118 (180)

SEMINARISTI PROTAGONISTI FORMAZIONE SACERDOTALE


CITTA' DEL VATICANO, 16 NOV. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina un gruppo di 360 seminaristi, rettori e professori dei Seminari Maggiori della Sicilia accompagnati dal Cardinale Salvatore De Giorgi, Arcivescovo di Palermo e i Presuli delle 18 Diocesi dell'Isola, nelle quali sono presenti i Seminari Maggiori. Il Papa ha ribadito l'importanza del ruolo dei Vescovi, dei Superiori e dei Professori nella formazione dei seminaristi ed ha affermato che il: "candidato al sacerdozio, (…) deve farsi protagonista della propria formazione".

  Il Santo Padre si è congratulato per le iniziative promosse in Sicilia attinenti la formazione dei candidati al sacerdozio e riferendosi alla formazione permanente dei sacerdoti ha citato l'Esortazione Apostolica "Pastores dabo vobis" del 1992: "'se si può comprendere un certo senso di sazietà che può prendere il giovani prete appena uscito dal Seminario di fronte a nuovi momenti di studio e di incontro, si deve respingere come assolutamente falsa e pericolosa l'idea che la formazione presbiterale si concluda con il terminare della presenza in Seminario".

  Il Papa ha reso grazie per l'incremento delle vocazioni sacerdotali in Sicilia ma ha aggiunto che occorre sviluppare la preghiera, la pastorale delle vocazioni nelle parrocchie, nei centri educativi e nelle famiglie. "Al tempo stesso" - ha detto il Pontefice - "alla crescita numerica deve accompagnarsi quella qualitativa, mediante la costante attenzione alla formazione umana, spirituale, intellettuale e pastorale dei giovani aspiranti".

  "La formazione umana è il fondamento dell'intera formazione sacerdotale ed è importante che il Seminario sia un luogo privilegiato in cui si coltivano le qualità umane necessarie alla costruzione di personalità equilibrate e mature, forti e libere, capaci di portare, da sacerdoti, il peso delle responsabilità pastorali".

  Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha proseguito affermando che: "La formazione umana si completa nella formazione spirituale" ed ha sottolineato l'importanza dell'ascolto della Parola di Dio, della preghiera, del dono generoso e gratuito di sé, del senso della Chiesa, dell'obbedienza sacerdotale, e la disponibilità a vivere il celibato e la povertà.

  "Nell'attuale contesto socio-culturale" - ha continuato il Papa - "segnato spesso da diffusa indifferenza religiosa, da sfiducia nelle reali capacità della ragione di raggiungere la verità oggettiva e universale (…) la formazione intellettuale esige un livello alto di impegno nello studio, in piena fedeltà al Magistero della Chiesa".

  Il Santo Padre ha dedicato la conclusione del suo discorso alla formazione pastorale affermando che essa: "è, (…) il traguardo dell'intero programma formativo nel Seminario, perché tende a 'formare veri pastori d'anime sull'esempio di nostro Signore Gesù Cristo maestro, sacerdote e pastore'".
AC/SEMINARISTI/SICILIA                     VIS 20021118 (430)

VESCOVI BRASILE: SOSTENERE SOPRATTUTTO LA FAMIGLIA


CITTA' DEL VATICANO, 16 NOV. 2002 (VIS). Nel suo discorso ai Presuli della Regione Est II della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile, al termine della Visita "ad Limina Apostolorum", il Santo Padre Giovanni Paolo II ha parlato della necessità di sostenere in particolare la famiglia, resistendo "alle minacce disgregatrici della cultura individualista".

  Ricordando che nel corso del suo Pontificato, ha sempre sottolineato l'importanza del ruolo della famiglia nella società, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha affermato che, malgrado i valori propri della tradizione brasiliana, quali il rispetto, la solidarietà e la difesa del privato, esistono altri fattori sociali che tendono a "destabilizzare il nucleo familiare".

  "La mancanza di valori morali" - ha proseguito il Pontefice - "apre le porte all'infedeltà e alla dissoluzione del matrimonio. Le leggi civili che favoriscono il divorzio e minacciano la vita tentando di introdurre ufficialmente l'aborto; le campagne di controllo della natalità che (…) portano alla sterilizzazione di migliaia di donne, soprattutto nel nord-est e diffondono l'uso degli anticontraccettivi, comportano drammatiche conseguenze".

  Inoltre, ha detto ancora il Pontefice, "non mancano intenti, nell'opinione pubblica e nella legislazione civile, di equiparare la famiglia con le mere unioni di fatto o riconoscere come tale un'unione di persone dello stesso sesso. Queste ed altre anomalie ci portano a proclamare con fermezza pastorale la verità sul matrimonio e la famiglia. Mancare di farlo sarebbe una grave omissione pastorale".

  "È necessario dare una ferma risposta a tale situazione, soprattutto attraverso un'azione catechistica ed educativa più incisiva e costante. (…) In tal senso" - ha aggiunto il Pontefice - "desidero ricordare la necessità di rispettare la dignità inalienabile della donna, per rafforzare la sua importante missione, sia nell'ambito domestico che nella società in generale".

  Il Santo Padre ha sottolineato che non si può "dimenticare che la famiglia deve testimoniare i suoi valori davanti a se stessa e davanti alla società. (…) I coniugi devono essere i primi a dare testimonianza della grandezza della vita coniugale e familiare, fondata sulla fedeltà all'impegno assunto davanti a Dio. Grazie al sacramento del matrimonio, l'amore umano acquisisce valore soprannaturale".

  Il Papa ha invitato quanti si dedicano alla pastorale familiare a dare "nuovo impulso alla difesa e alla promozione dell'istituzione familiare" attraverso l'insegnamento della Chiesa, corsi per fidanzati e incontri con coniugi idonei o con sacerdoti di provata esperienza".

  Giovanni Paolo II ha detto che: "le opinioni contrastanti di teologi, sacerdoti e religiosi divulgate dai mezzi di comunicazione sui rapporti prematrimoniali, il controllo della natalità, l'ammissione dei divorziati ai sacramenti, l'omosessualità e il lesbismo, la fecondazione artificiale o l'uso di pratiche abortive, l'eutanasia, mostrano la grande incertezza e la confusione che perturbano e arrivano ad anestetizzare la coscienza di molti fedeli".

  Al termine del suo discorso, il Santo Padre ha fatto riferimento ai processi di nullità matrimoniale. Il giudice ecclesiastico, ha affermato, tiene conto che: "nell'applicazione autentica delle norme processuali, è in gioco non solo la credibilità della fede rivelata, ma anche la pace delle coscienze. (…) Spero che in questo delicato processo interdisciplinare" - ha concluso il Pontefice - "la fedeltà alla verità rivelata sul matrimonio e la famiglia, interpretata in modo autentico dal Magistero della Chiesa, costituisca sempre il punto di riferimento e il vero stimolo per un profondo rinnovamento di questo settore della vita ecclesiale".
AL/…/BRASILE                             VIS 20021118 (550)

venerdì 15 novembre 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 15 NOV. 2002 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato Don Calogero La Piana, S.D.B., finora Ispettore dell'Ispettoria Salesiana Sicula, Vescovo di Mazara del Vallo (superficie: 1.374; popolazione: 234.592; cattolici: 223.250; sacerdoti: 100; religiosi: 275), Trapani. Il Vescovo eletto è nato a Riesi (Caltanissetta), nel 1952, ha emesso la professione perpetua nel 1980 ed è stato ordinato sacerdote nel 1981. Il Vescovo La Piana succede al Vescovo Emanuele Catarinicchia, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Jean Gagnon, finora Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Québec (Canada), Vescovo di Gaspé (superficie: 20.637; popolazione: 88.483; cattolici: 87.042; sacerdoti: 58; religiosi: 175; diaconi permanenti: 3), Canada.

- Ha nominato il Vescovo Marc Ouellet, P.S.S., finora Segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, Arcivescovo di Québec (superficie: 35.180; popolazione: 1.072.950; cattolici: 1.027.948; sacerdoti: 896; religiosi: 4.533; diaconi permanenti: 82), Canada. L'Arcivescovo Ouellet succede all'Arcivescovo Maurice Couture, R.S.V., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/…/…                             VIS 20021115 (190)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 15 NOV. 2002 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Este II), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Diogo Reesink, O.F.M., di Teófilo Otoni.

    - Il Vescovo Waldemar Chaves de Araújo, di São João del Rei.

    - Il Vescovo José Alberto Moura, C.S.S., di Uberlândia.

    - Il Vescovo Emanuel Messias de Oliveira, di Guanhães.

    - Il Vescovo Diamantino Prata de Carvalho, O.F.M., di Campanha.

    - Il Vescovo Célio de Oliveira Goulart, O.F.M., di Leopoldina.

    - Il Vescovo Guilherme Porto, di Sete Lagoas.

- Il Vescovo Jacques Berthelet, di Saint-Jean-Longueuil, Presidente della Conferenza Episcopale del Canada, con l'Arcivescovo Brendan Michael O'Brien, di Saint John's Newfoundland, Vice-Presidente, e con il Monsignore Peter Schonenbach, Segretario Generale.
- Il Cardinale Aloysius Matthew Ambrozic, Arcivescovo di Toronto (Canada).

- Il Vescovo François Lapierre, P.M.E., di Saint-Hyacinthe (Canada).

- Il Reverendo Thomas Rosica.

  Nel tardo pomeriggio è previsto che il Santo Padre riceva il Cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/…/…                             VIS 20021115 (180)

MESSA CELEBRATA DA ARCIVESCOVO MILINGO ABBAZIA CASAMARI


CITTA' DEL VATICANO, 15 NOV. 2002 (VIS). Un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, reso pubblico oggi, informa i fedeli che l'Arcivescovo Emmanuel Milingo, emerito di Lusaka (Zambia), presiederà una solenne Celebrazione Eucaristica, giovedì 21 novembre 2002, memoria della Presentazione della Beata Vergine Maria, alle ore 15:00, presso l'Abbazia di Casamari, Diocesi di Frosinone.
OP/MESSA/MILINGO                           VIS 20021115 (70)

PRESENTAZIONE DOCUMENTO PERSONE CONSACRATE NELLA SCUOLA


CITTA' DEL VATICANO, 15 NOV. 2002 (VIS). Alle ore 11:30 di martedì 19 novembre, presso la Sala Stampa della Santa Sede avrà luogo la presentazione del Documento: "Le persone consacrate e la loro missione nella scuola. Riflessioni e orientamenti", a cura della Congregazione per l'Educazione Cattolica.

  Alla presentazione parteciperanno il Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica (dei Seminari e degli Istituti di Studi), l'Arcivescovo Giuseppe Pittau, S.I., Segretario della medesima Congregazione e la Madre Antonia Colombo, Superiora Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice.
OP/CONSACRATE:SCUOLA/GROCHOLEWSKI         VIS 20021115 (100)

giovedì 14 novembre 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 14 NOV. 2002 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l'Arcivescovo Pier Luigi Celata, finora Nunzio Apostolico in Belgio e in Lussemburgo, Segretario del Pontificio Consiglio per il Dialogo Inter-Religioso.
NA/…/CELATA                               VIS 20021114 (40)

DECRETO RELATIVO RINNOVO ORDINE STUDI DIRITTO CANONICO


CITTA' DEL VATICANO, 14 NOV. 2002 (VIS). La Congregazione per l'Educazione Cattolica ha promulgato un Decreto con cui viene rinnovato l'ordine degli studi nelle Facoltà di Diritto Canonico. Ratificato e confermato dal Santo Padre Giovanni Paolo II, il Decreto, datato 2 settembre, porta la firma del Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l'Educazione cattolica e dell'Arcivescovo Giuseppe Pittau, S.I., Segretario del medesimo Dicastero.

  Nel testo del Decreto si legge: "il curricolo degli studi per il conseguimento della Licenza, come era stato stabilito nella Costituzione Apostolica 'Sapientia christiana' promulgata da Giovanni Paolo II il 15 aprile 1979, non risultava più valido perché le singole discipline fossero dovutamente esposte ed assimilate. Di conseguenza si era anche coscienti che, terminato il biennio per la Licenza, la formazione giuridica degli alunni non raggiungeva quel grado di conoscenza del diritto della Chiesa che oggi viene richiesto per assolvere a quelle funzioni ecclesiastiche che richiedono una specifica preparazione nel diritto canonico".

  "Per quello che riguarda il curricolo degli studi nelle Facoltà teologiche e nei Seminari maggiori," - si legge ancora nel Decreto - "essendo state aumentate le altre discipline teologiche e pastorali, poco a poco è stata data sempre meno attenzione e tempo alle istituzioni di diritto canonico e alla lingua latina".

  "La Congregazione per l'Educazione Cattolica (…) mandò a tutte le Facoltà e Istituti di Diritto Canonico, da essa stessa eretti, un questionario" e proseguendo con varie consultazioni arrivò alla conclusione che "il curricolo per la Licenza si protraesse per tre anni o sei semestri e che il primo ciclo fosse assolutamente obbligatorio e meglio strutturato".

  Il Decreto entrerà in vigore all'inizio dell'anno accademico 2003-2004.
…/DECRETO DIRITTO CANONICO/…                 VIS 20021114 (290)

VISITA GIOVANNI PAOLO II AL PARLAMENTO ITALIANO


CITTA' DEL VATICANO, 14 NOV. 2002 (VIS). Il Santo Padre Giovanni Paolo II, primo Romano Pontefice nella storia, si è recato, questa mattina, in visita al Parlamento Italiano in seduta pubblica comune. Nel corso del suo Pontificato, il Papa ha pronunciato discorsi davanti al Parlamento della Repubblica di San Marino, al Parlamento di Canberra, capitale dell'Australia e al Parlamento di Varsavia, nella natia Polonia.

  Lo Stato della Città del Vaticano ha coniato, per l'occasione, una medaglia commemorativa che sarà donata ai parlamentari italiani, e il Ministero delle Poste e Telecomunicazioni Italiano ha emesso una cartolina postale commemorativa, illustrante il Santo Padre Giovanni Paolo II nell'Aula di Montecitorio.

  Il Santo Padre è partito in autovettura dal Vaticano alle 10:45, accompagnato dal Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, dall'Arcivescovo Leonardo Sandri, Sostituto per gli Affari Generali, dall'Arcivescovo Jean-Louis Tauran, Segretario per i Rapporti con gli Stati, dal Vescovo James M. Harvey, Prefetto della Casa Pontificia e dal Vescovo Stanislaw Dziwisz, Prefetto aggiunto della Casa Pontificia. Il corteo papale ha percorso le vie del centro storico di Roma e dopo dieci minuti il Santo Padre Giovanni Paolo II è giunto al Palazzo di Montecitorio, sede della Camera dei Deputati.

  All'ingresso del Palazzo di Montecitorio, il Santo Padre è stato accolto dai Presidenti e dai Segretari di Camera e Senato ed ha ricevuto gli onori del Picchetto Interforze.  Il Presidente della Repubblica S.E. Carlo Azeglio Ciampi e il Presidente del Consiglio dei Ministri On. Silvio Berlusconi hanno atteso il Santo Padre all'inizio del Transatlantico prima dell'ingresso nell'Aula di Montecitorio, dove il Papa ha preso posto al Banco della Presidenza. La Banda dei Carabinieri, posizionata nella Tribuna di fronte al Banco della Presidenza, ha eseguito l'Inno Pontificio e l'Inno Italiano, che tutti hanno ascoltato in piedi. Successivamente l'On. Pier Ferdinando Casini e il Sen. Marcello Pera hanno pronunciato un breve discorso di saluto.

  Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha iniziato il suo discorso al Parlamento Italiano con queste parole: "Mi sento profondamente onorato per la solenne accoglienza che mi viene oggi tributata in questa sede prestigiosa, nella quale l'intero popolo italiano è da voi degnamente rappresentato".

  "Davvero 'profondo è il legame esistente fra la Santa Sede e l'Italia!'" - ha esclamato il Pontefice. "Ben sappiamo che esso è passato attraverso fasi e vicende tra loro assai diverse, non sfuggendo alle vicissitudini e alle contraddizioni della storia. Ma dobbiamo al tempo stesso riconoscere che, proprio nel susseguirsi a volte tumultuoso degli eventi, esso ha suscitato 'impulsi altamente positivi' sia per la Chiesa di Roma, e quindi per la Chiesa Cattolica, sia per la diletta Nazione italiana".

  Successivamente, riferendosi alla storia dei secoli trascorsi, il Papa ha affermato: "Potremmo dire che l'identità sociale e culturale dell'Italia e la missione di civiltà che essa ha adempiuto ed adempie in Europa e nel mondo 'ben difficilmente si potrebbero comprendere al di fuori di quella linfa vitale che è costituita dal cristianesimo'".

  Il Santo Padre ha invitato i: "Rappresentanti di questa Nazione, e con voi tutto il popolo italiano, a nutrire una convinta e meditata fiducia nel patrimonio di virtù e di valori trasmesso dagli avi. E' sulla base di una simile fiducia che si possono affrontare con lucidità i problemi, pur complessi e difficili, del momento presente, e spingere anzi audacemente lo sguardo verso il futuro, interrogandosi sul contributo che l'Italia può dare agli sviluppi della civiltà umana".
 
  Il Papa ha quindi affermato: "Seguendo con attenzione amica il cammino di questa grande Nazione, sono indotto inoltre a ritenere che, per meglio esprimere le sue doti caratteristiche, essa abbia bisogno di 'incrementare la sua solidarietà e coesione interna'.". (…) La solidarietà "ha profonde radici nell'animo e nei costumi del popolo italiano e attualmente si esprime, tra l'altro, in 'numerose e benemerite forme di volontariato'".

  "Voi stessi" - ha detto il Pontefice rivolgendosi ai deputati e ai senatori - "come responsabili politici e rappresentanti delle Istituzioni, potete dare su questo terreno un esempio particolarmente importante ed efficace, tanto più significativo quanto più la dialettica dei rapporti politici spinge invece ad evidenziare i contrasti".

  Giovanni Paolo II ha ribadito che: "Le sfide che stanno davanti ad uno Stato democratico esigono da tutti gli uomini e le donne di buona volontà, indipendentemente dall'opzione politica di ciascuno, 'una cooperazione solidale e generosa all'edificazione del bene comune della Nazione'. Tale cooperazione, peraltro, non può prescindere dal riferimento ai 'fondamentali valori etici iscritti nella natura stessa dell'essere umano'. (…) Infatti, se non esiste nessuna verità ultima che guidi e orienti l'azione politica, (…) 'le idee e le convinzioni possono essere facilmente strumentalizzate per fini di potere. Una democrazia senza valori si converte facilmente in un totalitarismo aperto oppure subdolo, come dimostra la storia'"

  "Non posso sottacere, in una così solenne circostanza" - ha sottolineato il Pontefice -
"un'altra grave minaccia che pesa sul futuro di questo Paese, condizionando già oggi la sua vita e le sue possibilità di sviluppo. Mi riferisco alla 'crisi delle nascite', al declino demografico e all'invecchiamento della popolazione. La cruda evidenza delle cifre costringe a prendere atto dei problemi umani, sociali ed economici che questa crisi inevitabilmente porrà all'Italia nei prossimi decenni"

  "L'azione pastorale 'a favore della famiglia e dell'accoglienza della vita', e più in generale di un'esistenza aperta alla logica del dono di sé, sono il contributo che la Chiesa offre alla costruzione di una mentalità e di una cultura all'interno delle quali questa inversione di tendenza diventi possibile. Ma sono grandi anche gli spazi per un'iniziativa politica che, mantenendo fermo il riconoscimento dei diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, (…), renda socialmente ed economicamente meno onerose la generazione e l'educazione dei figli".

  Riferendosi alla formazione ed educazione degli individui, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha affermato: "In un tempo di cambiamenti spesso radicali, nel quale sembrano diventare irrilevanti le esperienze del passato, aumenta la necessità di 'una solida formazione della persona'. Anche questo, illustri Rappresentanti del popolo italiano, è un campo nel quale è richiesta la più ampia collaborazione, affinché 'le responsabilità primarie dei genitori' trovino adeguati sostegni".

  "E' chiaro, peraltro, all'occhio del saggio" - ha continuato il Santo Padre - "che l'uomo conta come uomo per 'ciò che è' più che per 'ciò che ha'. Il valore umano della persona è in diretta ed essenziale relazione con l''essere', non con l''avere'. Proprio per questo una Nazione sollecita del proprio futuro favorisce 'lo sviluppo della scuola in un sano clima di libertà', e non lesina gli sforzi per migliorarne la qualità"

  "Il carattere realmente umanistico di un corpo sociale" - ha sottolineato il Santo Padre - "si manifesta particolarmente nell'attenzione che esso riesce ad esprimere verso le sue membra più deboli'. Guardando al cammino percorso dall'Italia in questi quasi sessant'anni dalle rovine della seconda guerra mondiale, non si possono non ammirare gli ingenti progressi compiuti verso una società nella quale siano assicurate a tutti accettabili condizioni di vita. Ma è altrettanto inevitabile riconoscere la 'tuttora grave crisi dell'occupazione' soprattutto giovanile e le molte povertà, miserie ed emarginazioni, antiche e nuove, che affliggono numerose persone e famiglie italiane o immigrate in questo Paese. E' grande, quindi, il bisogno di una solidarietà spontanea e capillare, alla quale la Chiesa è con ogni impegno protesa a dare di cuore il proprio contributo".

  "Tale solidarietà" - ha detto ancora il Pontefice - "tuttavia, non può non contare soprattutto sulla costante sollecitudine delle pubbliche Istituzioni. In questa prospettiva, e senza compromettere la necessaria tutela della sicurezza dei cittadini, merita attenzione la situazione delle carceri, nelle quali i detenuti vivono spesso in condizioni di penoso sovraffollamento. Un segno di clemenza verso di loro mediante una riduzione della pena costituirebbe una chiara manifestazione di sensibilità, che non mancherebbe di stimolarne l'impegno di personale ricupero in vista di un positivo reinserimento nella società".

  "Un'Italia fiduciosa di sé e internamente coesa costituisce una grande ricchezza per le altre Nazioni d'Europa e del mondo" - ha affermato il Santo Padre - "Desidero condividere con voi questa convinzione nel momento in cui si stanno definendo i profili istituzionali dell'Unione Europea e sembra ormai alle porte il suo allargamento a molti Paesi dell'Europa centro-orientale, quasi a suggellare il superamento di una innaturale divisione".

  In merito all'allargamento dell'Europa, il Santo Padre ha detto: "E' quindi necessario stare in guardia da una visione del Continente che ne consideri soltanto gli aspetti economici e politici o che indulga in modo acritico a modelli di vita ispirati ad un consumismo indifferente ai valori dello spirito. Se si vuole dare durevole stabilità alla nuova unità europea, è necessario impegnarsi perché essa poggi su quei fondamenti etici che ne furono un tempo alla base, facendo al tempo stesso spazio alla ricchezza e alla diversità delle culture e delle tradizioni che caratterizzano le singole nazioni".

  "Il nuovo secolo da poco iniziato porta con sé un crescente bisogno di concordia, di solidarietà e di pace tra le Nazioni" - ha ribadito il Papa - "Purtroppo le speranze di pace sono brutalmente contraddette dall'inasprirsi di cronici conflitti, a cominciare da quello che insanguina la Terra Santa. A ciò s'aggiunge il terrorismo internazionale con la nuova e terribile dimensione che ha assunto, chiamando in causa in maniera totalmente distorta anche le grandi religioni. Proprio in una tale situazione le religioni sono invece stimolate a far emergere tutto il loro potenziale di pace, orientando e quasi 'convertendo' verso la reciproca comprensione le culture e le civiltà che da esse traggono ispirazione".

  Il Pontefice ha detto infine: "Per questa grande impresa, dai cui esiti dipenderanno nei prossimi decenni le sorti del genere umano, il cristianesimo ha un'attitudine e una responsabilità del tutto peculiari: annunciando il Dio dell'amore, esso si propone come la religione del reciproco rispetto, del perdono e della riconciliazione. L'Italia e le altre Nazioni che hanno la loro matrice storica nella fede cristiana sono quasi intrinsecamente preparate ad aprire all'umanità nuovi cammini di pace, non ignorando la pericolosità delle minacce attuali, ma nemmeno lasciandosi imprigionare da una logica di scontro che sarebbe senza soluzioni".

  Al termine del Discorso, il Presidente della Camera ha fatto dono al Santo Padre del campanello d'argento con cui ha dato inizio alla Seduta pubblica comune del Parlamento Italiano. Nell'Aula dei Ministri il Santo Padre ha salutato le più alte cariche dello Stato, quindi, davanti al Palazzo di Montecitorio ha salutato la folla presente sulla Piazza ed infine è rientrato in Vaticano poco dopo le 13:00.
GPII-DISCORSO PARLAMENTO ITALIANO/…/…             VIS 20021114 (1710)

mercoledì 13 novembre 2002

TELEGRAMMA E DICHIARAZIONE SEQUESTRO VESCOVO IN COLOMBIA


CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2002 (VIS). Ieri sera è stato reso pubblico il testo di un telegramma del Santo Padre, a firma del Segretario di Stato Cardinale Angelo Sodano, inviato al Cardinale Pedro Rubiano Sáenz, Arcivescovo di Bogotà (Colombia), e Presidente della Conferenza Episcopale di Colombia, per il sequestro, l'11 novembre in Colombia, del Vescovo Jorge Enrique Jiménez Carvajal, Vescovo di Zapaquirá e Presidente del Consiglio Episcopale Latinoamericano (C.E.L.A.M.) e del Sacerdote Desiderio Orjuela.

Il Santo Padre, si legge nel telegramma, "desidera far arrivare ai Vescovi colombiani la sua profonda partecipazione al dolore che questo avvenimento ha prodotto, insieme con un ardente messaggio di incoraggiamento a tutti i pastori e ministri della Chiesa, affinché proseguano con generosità il loro servizio al Vangelo e al popolo di Dio in Colombia, nonostante le difficoltà e le insidie, operando instancabilmente per raggiungere la pace a cui il Paese aspira".

"Mentre invoca il Signore perché faccia tornare sui propri passi i responsabili, liberando i sequestrati e abbandonando ogni forma di violenza, Sua Santità esprime in questa dolorosa circostanza la sua particolare vicinanza all'Episcopato Latino Americano e specialmente ai pastori e ai fedeli della Colombia, ai quali impartisce, in segno di grazia e di rinnovata speranza, la Benedizione Apostolica.

La Presidenza della Pontificia Commissione per l'America Latina ha reso pubblica, a sua volta, la Dichiarazione che segue:

"In segno di riprovazione di tale gesto e in solidarietà cristiana, in comunione di preghiera con il C.E.L.A.M., l'episcopato e tutta la Chiesa di Colombia, la Pontificia Commissione lancia un appello affinché i responsabili di tale esecrabile gesto rispettino la vita, la libertà, la dignità umana e il ministero del Prelato latino-americano e del sacerdote che lo accompagna, e che entrambi siano liberati immediatamente. È ciò che noi ci aspettiamo ed esigiamo, chiedendo a Dio che la Colombia raggiunga la pace e la riconciliazione, di cui ha tanto bisogno".
TGR/SEQUESTRO VESCOVO COLOMBIA/SODANO VIS 20021113 (220)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2002 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha elevato al rango di Diocesi la Prelatura territoriale di Coxim (superficie: 45.998; popolazione: 124.999; cattolici: 100.000; sacerdoti: 17; religiosi: 26), Brasile, con la medesima denominazione e configurazione territoriale, rendendola suffraganea della Chiesa Metropolitana di Campo Grande. Ha nominato il Vescovo Antonino Migliore, finora Vescovo Prelato della medesima sede, primo Vescovo di Coxim (Brasile).

- Ha nominato il Sacerdote Guerrino Riccardo Brusati, Vescovo di Caetité (superficie: 41.740; popolazione: 708.000; cattolici: 637.000; sacerdoti: 31; religiosi: 50), Brasile. Il Vescovo eletto è nato a Bellanzago Novarese (Novara), nel 1945 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1973. Finora è stato sacerdote "fidei donum" e Cancelliere Diocesano per la Diocesi di Paulo Afonso (Brasile). Il Vescovo Brusati succede al Vescovo Antônio Alberto Guimarães Rezende, C.S.S., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
ECE:NER:RE/…/MIGLIORE:BRUSATI:REZENDE         VIS 20021113 (160)

SERVE DI MARIA: RECITATE IL ROSARIO MENTRE ASSISTETE I MALATI


CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2002 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo del Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II alle Serve di Maria, Ministre degli Infermi, in occasione del XXIII Capitolo Generale.

  "Il carisma che vi caratterizza, la cura degli infermi nelle loro case" - scrive il Santo Padre - "si accorda perfettamente con la forza creativa della carità di ogni azione ecclesiale, che spesso significa mettere in pratica l'esigenza di vedere che 'ogni gesto di soccorso sia sentito non come un'umiliante elemosina, ma come partecipazione fraterna'".

  Dopo aver ricordato che il Capitolo Generale ribadisce la necessità di "saper stare con Maria e come Maria nel mondo della sofferenza", il Santo Padre Giovanni Paolo II ricorda di aver raccomandato alle religiose, l'anno passato, di far entrare la Vergine con loro nelle case "per far conoscere Gesù, vero Salvatore e Redentore di ogni essere umano. Ora lo ripeto" - ha proseguito il Papa - "vi raccomando di pregare spesso il Rosario mentre assistete gli infermi. Quale modo migliore di assimilare 'gli stessi sentimenti di Cristo', che implorare sua Madre affinché vegli sui suoi figli malati affinché approfondiscano il significato propiziatorio della loro sofferenza?".

  Al termine del Messaggio, il Papa ha invocato l'intercessione di Santa Soledad Torres Acosta, Fondatrice delle Serve di Maria, Ministre degli Infermi, la cui statua è stata oggi collocata in una nicchia esterna della Basilica di San Pietro, chiedendo che il suo Istituto: "s'arricchisca di nuove vocazioni".
GPII-LETTERA/…/SERVE MARIA                 VIS 20021113 (250)

APPELLO DEL PAPA LIBERAZIONE SEQUESTRATI IN COLOMBIA


CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2002 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha lanciato un  nuovo appello per la liberazione del Vescovo Jorge Enrique Jiménez Carvajal e del Sacerdote Desiderio Orjuela, sequestrati l'11 novembre in Colombia.

  "Questo atto, che accresce il clima di vessazione dei diritti umani e che tormenta sia la popolazione civile che la Chiesa, mi spinge ad esprimere ancora una volta il rifiuto di ogni forma di violenza e di attacco alla dignità umana, che mai è cammino di pace. Mentre chiedo con forza la liberazione di tutte le persone sequestrate e che questi pastori possano tornare ad esercitare il loro servizio al Popolo di Dio, elevo le mie preghiere al Signore affinché conceda alla Colombia la pace alla quale tanto anela".
AC/APPELLO SEQUESTRATI/COLOMBIA             VIS 20021113 (150)

SALMO 86: GERUSALEMME CITTÀ DI PACE E MADRE UNIVERSALE


CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2002 (VIS). Tema della catechesi del Santo Padre Giovanni Paolo II per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, alla quale hanno assistito 7.000 pellegrini, è stato il Salmo 86: "Gerusalemme, madre di tutti i popoli".

  "Il canto a Gerusalemme, città della pace e madre universale" - ha detto il Santo Padre - "che ora abbiamo sentito risuonare, è purtroppo in contrasto con l'esperienza storica che la città sta vivendo. Ma compito della preghiera è quello di seminare fiducia e di generare speranza".

  Il Papa ha proseguito affermando che: "Il Salmista vede in Sion l'origine di tutti i popoli. Dopo aver dichiarato il primato della città santa non per meriti storici o culturali ma solo per l'amore riversato da Dio su di essa, il Salmo si apre ad una celebrazione proprio di questo universalismo che affratella tutti i popoli. Sion è cantata come madre di tutta l'umanità e non del solo Israele. Una tale affermazione è di un'audacia straordinaria. Il Salmista ne è consapevole. (…) Sion è madre di tutta l'umanità, perché è la 'città di Dio'; sta quindi alla base del progetto di Dio".

  "Tutti i punti cardinali della terra si trovano in rapporto con questa madre" - ha continuato il Santo Padre - "Raab, cioè l'Egitto, il grande stato occidentale; Babilonia, la ben nota potenza orientale; Tiro, che personifica il popolo commerciale del nord, mentre l'Etiopia rappresenta il profondo sud e la Palestina l'area centrale, anch'essa figlia di Sion".

  "È suggestivo osservare" - ha sottolineato il Papa - "perfino le nazioni considerate ostili a Israele salire a Gerusalemme ed esservi accolte non come straniere ma come 'familiari'. (…) A Gerusalemme tutti devono scoprire le loro radici spirituali, sentirsi nella loro patria, ritrovarsi come membri della stessa famiglia, abbracciarsi come fratelli, ritornati nella loro casa".

  Il Santo Padre ha concluso la catechesi riferendosi alla rilettura del Salmo "in chiave mariologica" ed ha detto: "Gerusalemme era per il Salmista una vera 'metropoli', cioè una 'città-madre', al cui interno era presente il Signore stesso. In questa luce il cristianesimo canta Maria come la Sion vivente, nel cui grembo è generato il Verbo incarnato e per conseguenza sono rigenerati i figli di Dio".

  Al termine dell'Udienza di oggi, il Papa si è recato nella Piazza dei Protomartiri Romani per benedire la statua di Santa Maria Soledad Torres Acosta, Fondatrice delle Serve di Maria, Ministre degli Infermi.
AG/SALMO 86:GERUSALEMME/…                 VIS 20021113 (420)

martedì 12 novembre 2002

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 12 NOV. 2002 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Sua Beatitudine Ignace Moussa I Daoud, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Est II), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Anselmo Müller, M.S.F., di Januária.

    - Il Vescovo Luiz Mancilha Vilela, SS.CC., di Cachoeiro de Itapemirim.

    - Il Vescovo Leonardo de Miranda Pereira, di Paracatu.

    - Il Vescovo João Bosco Oliver de Faria, di Patos de Minas.  

    - Il Vescovo Werner Franz Siebenbrock, S.V.D., di Governador Valadares.

    - Il Vescovo Paulo Sergio Machado, di Ituiutaba.
AP:AL/…/…                             VIS 20021112 (110)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 12 NOV. 2002 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l'Arcivescovo Lorenzo Baldisseri, finora Nunzio Apostolico in India e in Nepal, Nunzio Apostolico in Brasile.

- Il Monsignore Antonios Aziz Mina, Capo Ufficio nella Congregazione per le Chiese Orientali, finora Minutante nel medesimo Dicastero.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Eparchia di Mukacheve di rito bizantino, presentata dal Vescovo Ivan Semedi, in conformità al canone 210, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico delle Chiese Orientali.

- Ha accettato la rinuncia all'Ufficio di Vescovo Ausiliare dell'Eparchia di Mukacheve di rito bizantino, presentata dal Vescovo Ivan Marghitych, in conformità al canone 210, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico delle Chiese Orientali.

- Ha nominato il Padre Milan Sasik, C.M., finora Parroco di Perechin, in Zakarpatia, Amministratore Apostolico "ad nutum Sanctae Sedis" dell'Eparchia di Mukacheve (Ucraina), elevandolo in pari tempo alla dignità episcopale. Il Vescovo eletto è nato nel 1952 a Lechina (Slovacchia), ha emesso i voti nella Congregazione della Missione nel 1971 ed è stato ordinato sacerdote nel 1976.
NN:NA:RE:NER/…/…                         VIS 20021112 (170)

lunedì 11 novembre 2002

COMUNICARE IL VANGELO CON LINGUAGGIO E SENSIBILITÀ ATTUALI


CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2002 (VIS). Questa mattina, nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i partecipanti al Convegno per gli operatori della comunicazione e della cultura promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana, che nei giorni scorsi hanno riflettuto sul tema: "Comunicazione e cultura: nuovi percorsi per l'evangelizzazione del terzo millennio".

  Il Papa, rivolgendosi a coloro che operano nel campo della cultura e della comunicazione, ha detto che essi sono chiamati "a leggere e interpretare il tempo presente e a individuare le strade per una comunicazione del Vangelo secondo i linguaggi e la sensibilità dell'uomo contemporaneo".

  Nel campo della comunicazione "servono operai che, con il genio della fede, sappiano farsi interpreti delle odierne istanze culturali, impegnandosi a vivere questa epoca della comunicazione non come tempo di alienazione e di smarrimento, ma come tempo prezioso per la ricerca della verità e per lo sviluppo della comunione tra le persone e i popoli".

  Il Santo Padre ha esortato a mettersi ancora una volta in ascolto dell'insegnamento di Cristo: "affinché il moltiplicarsi delle antenne sui tetti, (…) sia il segno di una comunicazione che cresce a servizio dell'uomo e del progresso integrale di tutta l'umanità".

  "La testimonianza dei credenti" - ha proseguito il Pontefice - "trova nel mondo dei media e della cultura un campo vastissimo di espressione. (…) Soprattutto ai fedeli laici è chiesto di dare prova di professionalità e di autentica coscienza cristiana".

  Il Papa ha invitato tutti coloro che operano nei media e fanno cultura, ad essere consapevoli delle proprie responsabilità "soprattutto di fronte ai soggetti più indifesi, che spesso sono esposti, senza alcuna tutela, a programmi pieni di violenza e di visioni distorte dell'uomo, della famiglia e della vita". Per questo le autorità pubbliche e le associazioni per la tutela degli spettatori sono chiamati ad operare "affinché i media conservino alta la loro finalità primaria di servizio alle persone e alla società".

  "L'assenza di controllo e di vigilanza non è garanzia di libertà, come molti vogliono far credere, e finisce piuttosto per favorire un uso indiscriminato di strumenti potentissimi che, se usati male, producono effetti devastanti nelle coscienze delle persone e nella vita sociale. In un sistema di comunicazioni sempre più complesso e ad estensione planetaria, servono anche regole chiare e giuste a garanzia del pluralismo, della libertà, della partecipazione e del rispetto degli utenti".
AC/COMUNICAZIONE:CULTURA/…                 VIS 20021111 (400)

MESSAGGIO DEL PAPA INCONTRO CARISMATICI A ROMA


CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2002 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo del Messaggio del Santo Padre ai partecipanti alla Conferenza della Fraternità Cattolica delle Comunità e Associazioni carismatiche, in corso a Roma, in occasione del 35° anniversario del Rinnovamento Carismatico all'interno della Chiesa.

  "Il vostro contributo alla vita della Chiesa," - scrive il Papa nel suo Messaggio, datato 7 novembre - "attraverso la vostra fedele testimonianza della presenza e azione dello Spirito Santo, ha aiutato molte persone a riscoprire nella propria vita la bellezza della grazia donata al momento del Battesimo" che li ha resi capaci di "riconoscere il potere della piena effusione dello Spirito Santo conferito al momento della Cresima".

  "La vostra riflessione sulla vita familiare, la gioventù e la protezione umana" - ha aggiunto il Pontefice - "non può mancare di aprire i vostri cuori e le vostre menti alle esigenze dell'umanità mentre lotta per trovare uno scopo in un mondo troppo spesso turbato da una 'crisi di significato'. Voi siete pienamente consapevoli dell'urgenza di una nuova evangelizzazione, di una evangelizzazione della cultura, in modo tale che la vita sia sotto il segno della speranza piuttosto che della paura e dello scetticismo".

  Il Santo Padre ha esortato i membri "a rendere le vostre comunità segni viventi di speranza" perché "essere autentici testimoni della speranza significa essere autentici testimoni della verità e della visione della vita affidata e proclamata dalla Chiesa. La comunione nella fede e nella vita, nell'unione sincera del cuore con il Successore degli Apostoli, è essa stessa potente testimonianza della verità di cui il mondo ha tanto bisogno".
MESS/CARISMATICI/…                         VIS 20021111 (270)

INTERVENTI SANTA SEDE O.N.U.: RIFUGIATI E DIRITTI UMANI


CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2002 (VIS). L'Arcivescovo Renato Martino, Capo della Delegazione della Santa Sede ed Osservatore Permanente presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto in questi giorni in merito al problema dei rifugiati e sui diritti umani. Il 7 novembre ha pronunciato un discorso davanti al Terzo Comitato dell'Assemblea Generale in merito al Rapporto dell'Alto Commissariato per i Rifugiati dell'O.N.U. (UNHCR), e l'8 novembre è intervenuto sull'Articolo 109, relativo ai diritti umani.

  In merito al tema dei rifugiati, l'Osservatore Permanente ha espresso soddisfazione per la leggera diminuzione, da 21,1 milioni nel 2000 a 19,8 milioni nel 2001, del numero delle "persone in situazioni difficili" secondo l'UNHCR, ma ha rilevato che: "secondo le statistiche in possesso dell'O.N.U. esistono, nel mondo, più di 50 milioni di profughi interni nel loro paese di provenienza".

  "La mia Delegazione è molto preoccupata" - ha sottolineato l'Arcivescovo - "per il fatto che il Rapporto rileva che alcuni gruppi rimangono bloccati ai confini, subiscono violenze, xenofobia e sono vittime del mancato rispetto dei diritti umani". L'Arcivescovo ha detto che: "la Santa Sede prende atto che il mondo ha subito molti cambiamenti in quest'ultimo anno" ed ha assicurato che la Chiesa Cattolica, mediante una varietà di agenzie, continuerà ad assicurare il suo aiuto ai rifugiati e ai profughi. Tutte le agenzie e le istituzioni che si occupano di questi problemi, ha affermato l'Arcivescovo Martino, devono "continuare ad assegnare un 'viso' al rifugiato e all'immigrato, non occupandosi di statistiche e numeri ma andando incontro e aiutando coloro che si trovano nel bisogno".

  Parlando ieri all'O.N.U. sui diritti umani, il Presidente eletto del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace ha ribadito che: "la Santa Sede ha sempre difeso e promosso il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali di tutti i popoli. (…) La Santa Sede esprime la sua preoccupazione poiché in molte parti del mondo, ancora esistono politiche discriminatorie e intolleranti nei confronti di minoranze in Stati che hanno una religione ufficiale. Inoltre, la combinazione di persecuzioni etniche e religiose in molte parti del mondo, il disprezzo, fin troppo evidente, e la mancanza di rispetto per le chiese, i santuari ed altri luoghi spirituali, sono motivi di grave preoccupazione".

  L'Arcivescovo Martino ha affermato che: "il diritto alla vita, il diritto alla libertà di religione e il rispetto per il patrimonio religioso e culturale sono le premesse di fondo dell'esistenza umana. Il fatto che esistano ancora molti luoghi dove il diritto a riunirsi per il culto o non è riconosciuto o è limitato ai membri di una sola religione, o il credo religioso è messo da parte in nome dello sviluppo e del 'pensiero moderno', è un triste dato di fatto relativamente alla necessità di un mondo più giusto e pacifico, dove i diritti e le libertà fondamentali, devono essere più ampiamente promossi e rispettati".

  Al termine del suo discorso l'Osservatore Permanente ha ribadito la ferma "convinzione" della Santa Sede "che il ricorso alla violenza, in nome della religione, è una perversione degli insegnamenti delle maggiori religioni".
DELSS/RIFUGIATI:DIRITTI UMANI/ONU:MARTINO     VIS 20021111 (500)

ANGELUS: LA CUSTODIA DEL CREATO È IMPEGNO DI TUTTI


CITTA' DEL VATICANO, 10 NOV. 2002 (VIS). Questa mattina, prima della recita dell'Angelus, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricordato ai pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, che oggi, "seconda domenica di novembre, ricorre in Italia la Giornata del Ringraziamento, promossa dalla Confederazione Nazionale dei Coltivatori Diretti".

  Il Papa ha affermato: "È bello e doveroso ringraziare Dio per i doni ricevuti nel corso dell'annata ed essere riconoscenti verso gli uomini e le donne che li ricavano dalla terra col loro lavoro. Gli agricoltori, spesso poco considerati nelle società industriali, meritano invece il comune apprezzamento, per il servizio primario che rendono all'intera famiglia umana".

  "La custodia del creato è un impegno di cui tutti devono sentirsi investiti" - ha proseguito il Pontefice. (…) È necessaria, in proposito, un'autentica svolta culturale: dallo sfruttamento indiscriminato delle risorse occorre 'convertirsi' all'amministrazione responsabile dei beni che il creato ci offre".

  Il Santo Padre ha ricordato inoltre che "Le Nazioni Unite hanno dichiarato il 2002 'Anno della Montagna'", aggiungendo che: "Le montagne sono capaci da sempre di affascinare l'animo umano, tanto da essere considerate nella Bibbia un luogo privilegiato per l'incontro con Dio. Esse diventano in tal modo il simbolo dell'elevazione dell'uomo al Creatore".

  "Le montagne tuttavia" - ha concluso il Santo Padre - "non sono luogo di riposo e di vacanze: per tante persone esse sono l'ambiente della quotidiana fatica, affrontata non di rado nella solitudine e nell'isolamento. Le montagne costituiscono un patrimonio di tutti, e da tutti vanno rispettate, amate e attentamente salvaguardate. Si tratta, infatti di un bene comune, la cui integrità è preziosa per l'intera umanità".
ANG/CREAZIONE/…                         VIS 20021111 (280)

GRAZIE ALLA SCIENZA APPREZZIAMO MERAVIGLIA DI ESSERE UMANI


CITTA' DEL VATICANO, 11 NOV. 2002 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha rivolto un discorso ai partecipanti alla Sessione Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze, che si svolge in Vaticano, sul tema: "I valori culturali della scienza".

  Nel suo discorso il Santo Padre ha ricordato che: "è grazie alla scienza che noi abbiamo una maggiore comprensione oggi del posto dell'uomo nell'universo, dei rapporti fra la storia umana e la storia del cosmo, (…) della notevole complessità e allo stesso tempo del meraviglioso coordinamento dei processi vitali. È grazie alla scienza che possiamo apprezzare maggiormente 'la meraviglia di essere umani', come si è espresso un membro della Pontificia Accademia.

  Successivamente il Papa ha sottolineato che: "Questa conoscenza rappresenta uno straordinario e profondo valore per l'intera famiglia umana, ed è di incommensurabile significato per le discipline della teologia e della filosofia (…) che sono alla costante ricerca di un significato più pieno della ricchezza della conoscenza umana e della rivelazione biblica".

  Poiché gli scienziati, ha detto ancora il Papa "'sanno di più', sono chiamati a 'servire di più'". Essi devono responsabilmente usare la loro libertà di ricerca, ha aggiunto il Pontefice, "a beneficio dell'intera famiglia umana. Penso, non solo ai pericoli impliciti in una scienza priva di un'etica fermamente fondata sulla natura della persona umana, (…) (ma anche) agli immensi benefici che la scienza può portare alle persone nel mondo attraverso la ricerca di base e le applicazioni tecnologiche". La comunità scientifica, nel ricercare il bene comune, deve "proteggere la sua autorità legittima dalle pressioni economiche e politiche" e "non cedere alla tentazione del consenso o alla ricerca del profitto".

  Al termine del suo discorso, il Santo Padre ha esortato gli scienziati a chiedersi se  essi possono fare di più per aiutare i popoli del mondo "ad adoperarsi per accrescere i livelli di istruzione e migliorare le condizioni di salute, esaminare strategie per una distribuzione più equa delle risorse, facilitare la libera circolazione dell'informazione. (…) Possono essi far sentire la loro voce con più chiarezza e con maggiore autorità relativamente alla causa della pace del mondo?".
AC/SCIENZA:CULTURA/ACAD                     VIS 20021111 (360)

MESSAGGIO DEL PAPA SU IMPEGNO DEI LAICI NELLA CARITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 11 NOV. 2002 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo di un messaggio del Santo Padre indirizzato al Vescovo Michele Pennisi, di Piazza Armerina (Italia), a motivo della celebrazione di un Convegno, il 9 e 10 novembre, a Enna, Sicilia, sul tema: "La spiritualità e l'impegno dei laici nella carità, fondamento della giustizia e di un'autentica promozione umana".

  Nel Messaggio, datato 8 novembre, il Papa scrive: "La carità comporta spirito di fraternità nella Chiesa, chiamata ad essere casa e scuola di comunione".

  "Nel vasto campo d'azione di questa rinnovata 'fantasia della carità', un ruolo insostituibile spetta ai laici cristiani, chiamati ad animare con lo spirito evangelico ogni ambito della vita sociale. Per far questo, essi dovranno mantenere fisso lo sguardo su Cristo, diventando sempre più capaci di autentica preghiera contemplativa. Occorre ripartire costantemente da Lui e riconoscerne il volto nei fratelli più provati ed emarginati".
MESS/LAICI:CARITÀ/PENNISI                     VIS 20021111 (160)

IN BREVE


OGGI È STATA RESA PUBBLICA LA LETTERA DEL PAPA, redatta in latino, con la quale nomina il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, Suo Inviato Speciale alle solenni celebrazioni a Ernakulam (India), il 16 e 17 novembre, del 1950° anniversario dell'arrivo in India di San Tommaso Apostolo e dei 450 anni dell'inizio della missione di San Francesco Saverio. Il Cardinale Inviato Speciale sarà accompagnato da una Missione composta dall'Arcivescovo Lorenzo Baldisseri, Nunzio Apostolico in India, dal Vescovo Filipe Neri Antonio Sebastião Do Rosario Ferrão, Ausiliare di Goa e dal Vescovo Thomas Chakiath, Ausiliare di Ernakulam-Angamaly.

IN UNA LETTERA INVIATA AL CARDINALE FRANCIS ARINZE e resa pubblica oggi, il Santo Padre nomina il Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del III Congresso Eucaristico Nazionale che si terrà ad Ibadan (Nigeria), dal 15 al 17 novembre 2002. La Missione che accompagnerà il Porporato è composta dal Monsignore Anastasius Kehinde Bank-Silva, dell'Arcidiocesi di Ibadan e dal Sacerdote Paul Watpe, dell'Arcidiocesi di Jos.

IL DECIMO CONSIGLIO ORDINARIO DELLA SEGRETERIA GENERALE del Sinodo dei Vescovi ha tenuto la sua IV Riunione dal 5 al 7 novembre nella sede della Segreteria Generale, sotto la presidenza del Cardinale Jan P. Schotte, C.I.C.M., Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi. Alla riunione hanno partecipato cinque Cardinali e sei Arcivescovi. L'ordine del giorno prevedeva l'esame della futura Esortazione Apostolica Post-Sinodale e la presentazione di concreti suggerimenti da offrire al Santo Padre per la pubblicazione del Documento. La prossima riunione si terrà il 26 e il 27 marzo del 2003.
…/IN BREVE/…                             VIS 20021111 (270)
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