Inizio - VIS Vaticano - Ricevere VIS - Contattaci - Calendario VIS

Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

ultime 5 notizie

VISnews anche in Twitter Anche in YouTube

lunedì 28 luglio 2014

VISITA PRIVATA DEL SANTO PADRE A CASERTA PER L'INCONTRO CON IL PASTORE EVANGELICO GIOVANNI TRAETTINO

Città del Vaticano, 28 luglio 2014 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Francesco si è recato nuovamente a Caserta, dopo la visita pastorale di sabato 26 luglio, per un incontro in forma privata con il pastore evangelico Giovanni Traettino, cui lo lega un rapporto di amicizia instauratosi quando era Arcivescovo di Buenos Aires (Argentina).

Il Papa è giunto a Caserta in elicottero verso le ore 10:15 e dopo un colloquio personale riservato nell’abitazione del pastore Giovanni Traettino, ha incontrato la Comunità della Chiesa evangelica pentecostale presso i locali - ancora in costruzione - della Chiesa pentecostale della Riconciliazione. Il Santo Padre si intrattiene a pranzo con la Comunità e il rientro in Vaticano è previsto nel pomeriggio.

CORDOGLIO PER LA MORTE DEL CARDINALE FRANCESCO MARCHISANO

Città del Vaticano, 28 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio all'Arcivescovo Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino (Italia), per la morte, ieri a Roma, all'età di 85 anni, del Cardinale Francesco Marchisano, Arciprete emerito della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano, Vicario Generale emerito di Sua Santità per la Città del Vaticano, Presidente emerito della Fabbrica di San Pietro, Presidente emerito dell'Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica.

"Appresa la notizia delta morte del Cardinale Francesco Marchisano, illustre figlio di codesta terra - scrive il Papa - desidero esprimere a Vostra Eccellenza, al presbiterio e all'intera comunità diocesana, come pure ai parenti e agli amici del compianto Porporato, sentimenti di profondo cordoglio. Penso con affetto a questo caro pastore che per tanti anni ha prestato la sua solerte collaborazione alla Sede Apostolica, specialmente nella Congregazione per l'Educazione Cattolica e poi quale Arciprete della Basilica Vaticana, infine come Presidente dell'Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica. Egli lascia la testimonianza di una vita spesa nell'adesione generosa alla propria vocazione, quale sacerdote e vescovo sollecito per le necessita dei fedeli e sensibile al mondo dell'arte e della cultura. Innalzo preghiere di suffragio perché il Signore lo accolga nel gaudio e nella pace eterna, ed invio a quanti condividono il dolore per la sua scomparsa la confortatrice Benedizione Apostolica".

Le Esequie del defunto Cardinale Marchisano avranno luogo alle ore 8:00 di mercoledì 30 luglio, all'Altare della Cattedra della Basilica Vaticana. La Liturgia Esequiale sarà celebrata dal Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, insieme con i Cardinali, Arcivescovi e Vescovi presenti a Roma. Al termine della Celebrazione Eucaristica, il Santo Padre Francesco presiederà il rito della "Ultima Commendatio" e della "Valedictio".

ANGELUS: PAPA FRANCESCO RIBADISCE L'IMPORTANZA DI LEGGERE IL VANGELO

Città del Vaticano, 27 luglio 2014 (VIS). Alle ore 12:00 di oggi, il Santo Padre Francesco si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l'Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro, per il consueto appuntamento domenicale. Come già nell'omelia della Santa Messa celebrata il giorno precedente a Caserta, il Papa si è soffermato sulle due parabole del Regno di Dio: quella del mercante di perle che trova una perla preziosissima e vende tutti i suoi averi pur di possederla e quella del contadino che arando il suo campo trova un tesoro insperato e vende tutto per acquistare il terreno dove ha trovato il tesoro. "Il mercante e il contadino non hanno bisogno di fare ragionamenti, o di pensarci, di riflettere: si accorgono subito del valore incomparabile di ciò che hanno trovato, e sono disposti a perdere tutto pur di averlo".

"Così è per il Regno di Dio - ha spiegato il Pontefice - chi lo trova non ha dubbi, sente che è quello che cercava, che attendeva e che risponde alle sue aspirazioni più autentiche. Ed è veramente così: chi conosce Gesù, chi lo incontra personalmente, rimane affascinato, attratto da tanta bontà, tanta verità, tanta bellezza, e tutto in una grande umiltà e semplicità. Cercare Gesù, incontrare Gesù: questo è il grande tesoro!".

"Quante persone, quanti santi e sante, leggendo con cuore aperto il Vangelo, sono stati talmente colpiti da Gesù, da convertirsi a Lui - ha esclamato il Pontefice - Pensiamo a san Francesco di Assisi: lui era già un cristiano, ma un cristiano 'all’acqua di rose'. Quando lesse il Vangelo, in un momento decisivo della sua giovinezza, incontrò Gesù e scoprì il Regno di Dio, e allora tutti i suoi sogni di gloria terrena svanirono. Il Vangelo ti fa conoscere Gesù vero, ti fa conoscere Gesù vivo; ti parla al cuore e ti cambia la vita. E allora sì, lasci tutto. Puoi cambiare effettivamente tipo di vita, oppure continuare a fare quello che facevi prima ma tu sei un altro, sei rinato: hai trovato ciò che dà senso, ciò che dà sapore, che dà luce a tutto, anche alle fatiche, anche alle sofferenze e anche alla morte".

Successivamente Papa Francesco ha ribadito l'importanza di leggere il Vangelo: "Ogni giorno leggere un passo del Vangelo; e anche portare un piccolo Vangelo con noi, nella tasca, nella borsa, comunque a portata di mano. E lì, leggendo un passo, troveremo Gesù. Tutto acquista senso quando lì, nel Vangelo, trovi questo tesoro, che Gesù chiama 'il Regno di Dio', cioè Dio che regna nella tua vita, nella nostra vita; Dio che è amore, pace e gioia in ogni uomo e in tutti gli uomini. (...) Leggere il Vangelo è trovare Gesù e avere questa gioia cristiana, che è un dono dello Spirito Santo".
"Cari fratelli e sorelle, la gioia di avere trovato il tesoro del Regno di Dio traspare, si vede. - ha detto infine il Pontefice - Il cristiano non può tenere nascosta la sua fede, perché traspare in ogni parola, in ogni gesto, anche in quelli più semplici e quotidiani: traspare l’amore che Dio ci ha donato mediante Gesù. Preghiamo, per intercessione della Vergine Maria, perché venga in noi e nel mondo intero il suo Regno di amore, di giustizia e di pace".

NUOVO APPELLO DEL PAPA PER LA PACE IN MEDIO ORIENTE, IRAQ E UCRAINA

Città del Vaticano, 27 luglio 2014 (VIS). Dopo l'Angelus, il Santo Padre Francesco, nel ricordare che domani ricorre il centesimo anniversario dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, ha lanciato un nuovo appello per la pace in Medio Oriente, Iraq e Ucraina e perché si depongano le armi.

"Domani - ha detto Papa Francesco - ricorre il centesimo anniversario dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, che causò milioni di vittime e immense distruzioni. Tale conflitto, che Papa Benedetto XV definì una 'inutile strage', sfociò, dopo quattro lunghi anni, in una pace risultata più fragile. Domani sarà una giornata di lutto nel ricordo di questo dramma. Mentre ricordiamo questo tragico evento, auspico che non si ripetano gli sbagli del passato, ma si tengano presenti le lezioni della storia, facendo sempre prevalere le ragioni della pace mediante un dialogo paziente e coraggioso".

"In particolare, oggi il mio pensiero va a tre aree di crisi: quella mediorientale, quella irakena e quella ucraina. Vi chiedo di continuare a unirvi alla mia preghiera perché il Signore conceda alle popolazioni e alle Autorità di quelle zone la saggezza e la forza necessarie per portare avanti con determinazione il cammino della pace, affrontando ogni diatriba con la tenacia del dialogo e del negoziato e con la forza della riconciliazione. Al centro di ogni decisione non si pongano gli interessi particolari, ma il bene comune e il rispetto di ogni persona. Ricordiamo che tutto si perde con la guerra e nulla si perde con la pace".

"Fratelli e sorelle, mai la guerra! Mai la guerra! Penso soprattutto ai bambini, ai quali si toglie la speranza di una vita degna, di un futuro: bambini morti, bambini feriti, bambini mutilati, bambini orfani, bambini che hanno come giocattoli residui bellici, bambini che non sanno sorridere. Fermatevi, per favore! Ve lo chiedo con tutto il cuore. E’ l’ora di fermarsi! Fermatevi, per favore!".

IL PAPA AI SACERDOTI DELLA DIOCESI DI CASERTA: I VESCOVI DEVONO SEMPRE ESSERE D’ACCORDO: MA D’ACCORDO NELL’UNITÀ, NON NELL’UNIFORMITÀ

Città del Vaticano, 28 luglio 2014 (VIS). Alle 15:00 di sabato 26 luglio, il Santo Padre Francesco è partito in elicottero dall’eliporto vaticano per la Visita Pastorale a Caserta. Al Suo arrivo nell’eliporto della Scuola Sottufficiali dell’Aeronautica Militare presso la Reggia di Caserta, il Papa è stato accolto dal Vescovo Giovanni D’Alise, Vescovo di Caserta e dalle Autorità locali. Successivamente, raggiunta in auto la Reggia di Caserta, intorno alle ore 16:00, il Santo Padre ha incontrato, nella Cappella Palatina, i Sacerdoti della diocesi rispondendo alle loro domande e consegnando al Vescovo il discorso che aveva preparato.

Papa Francesco ha affermato che i Vescovi devono dare l'esempio dell'unità che Gesù ha chiesto al Padre per la Chiesa. "Non si può andare sparlando uno dell'altro (...) Nell'unità della Chiesa è importante l'unità tra i Vescovi" ed ha sottolineato che è nei conflitti che "il diavolo (...) festeggia! È lui che guadagna". I Vescovi devono "sempre essere d’accordo: ma d’accordo nell’unità, non nell’uniformità. Ognuno ha il suo carisma, ognuno ha il suo modo di pensare, di vedere le cose: questa varietà a volte è frutto di sbagli, ma tante volte è frutto dello stesso Spirito. (...) Lo stesso Spirito che fa la diversità, poi è riuscito a fare l’unità; un’unità nella diversità di ognuno, senza che nessuno perda la propria personalità".

Alla richiesta di uno suo suggerimento per una pastorale che senza mortificare la pietà popolare, possa rilanciare il primato del Vangelo, il Santo Padre ha detto: "La pietà popolare vera nasce dal quel 'sensus fidei' di cui parla l'Enciclica 'Lumen Gentium' e guida nella devozione dei Santi, della Madonna, anche con espressioni folkloristiche nel senso buono della parola. Per questo la pietà popolare è fondamentalmente inculturata, non può essere una pietà popolare di laboratorio, asettica, ma nasce sempre dalla nostra vita".

Alla domanda sull'identità del sacerdote del terzo millennio e su come superare la crisi esistenziale dei sacerdoti suscitata dalla rivoluzione linguistica, semantica, culturale della testimonianza evangelica, il Santo Padre ha risposto "Con creatività. (...) È il comandamento che Dio ha dato ad Adamo: 'Va e fa crescere la Terra'". La condizione per essere creativi nello Spirito, nello Spirito del Signore Gesù, è soltanto la preghiera, non c'è altra strada. "Un Vescovo che non prega, un prete che non prega ha chiuso la porta, ha chiuso la strada della creatività".

Alla domanda su quale potrebbe essere il fondamento di una spiritualità del prete diocesano, il Santo Padre ha risposto che il sacerdote deve avere una capacità di contemplazione sia verso Dio sia verso gli uomini. un uomo che guarda, che riempie i suoi occhi e il suo cuore di questa contemplazione: con il Vangelo davanti a Dio, e con i problemi umani davanti agli uomini. In questo senso deve essere un contemplativo. Non bisogna fare confusione: il monaco è un’altra cosa".

Il Papa ha poi sottolineato che il centro della spiritualità del sacerdote diocesano è nella diocesanità", che significa "avere un rapporto con il Vescovo e un rapporto con gli altri sacerdoti. (...) È tutto qui: è semplice, ma al tempo stesso non è facile. (...) E qual è il nemico più grande di questi due rapporti? Le chiacchiere (...). Il diavolo sa che quel seme gli dà frutti e semina bene (...). Un uomo solo finisce amareggiato, non è fecondo e chiacchiera sugli altri. Questa è un'aria che non fa bene, è proprio quello che impedisce quel rapporto evangelico e spirituale e fecondo con il Vescovo e con il presbiterio". Papa Francesco ha ricordato che è meglio dire le cose in faccia e non abbandonarsi alle chiacchiere perché "Il diavolo è felice con quel 'banchetto', perché così attacca proprio il centro della spiritualità del clero diocesano". infine il Papa si è soffermato sul segno dell'amarezza dei sacerdoti, dell'immagine di una Chiesa degli arrabbiati. "Uno può arrabbiarsi: è anche sano arrabbiarsi una volta. Ma lo stato di arrabbiamento non è del Signore e porta alla tristezza e alla disunione", ha concluso.


DARE IL PRIMATO A DIO SIGNIFICA AVERE IL CORAGGIO DI DIRE NO AL MALE

Città del Vaticano, 27 luglio 2014 (VIS). Oltre duecentomila persone hanno assistito, alle 18:00 di ieri pomeriggio, alla Celebrazione Eucaristica presieduta dal Santo Padre nella piazza antistante la Reggia di Caserta.

Nell'omelia il Papa si è soffermato sul "Regno dei cieli", illustrando le parabole del tesoro nascosto e della perla preziosa. Nella prima parabola il "Regno" è simile a un tesoro nascosto nel campo che viene scoperto da un contadino che pieno di gioia non esita a vendere tutto per acquistare il terreno dove ha trovato il tesoro. La seconda parabola vede come protagonista un mercante che trova una perla di grande valore e vende tutti i suoi beni per possederla.

Il contadino e il mercante, ha spiegato Papa Francesco, "sono accomunati da un medesimo sentimento: la sorpresa e la gioia di aver trovato l'appagamento di ogni desiderio". Rivolgendosi ai suoi ascoltatori con parole semplici, che tutti potevano capire, Gesù, mediante queste due parabole, "insegna che cosa è il regno dei cieli, come lo si trova, cosa fare per possederlo".

"Che cosa è il regno dei cieli? Gesù non si preoccupa di spiegarlo. Lo enuncia fin dall’inizio del suo Vangelo: 'Il regno dei cieli è vicino'; tuttavia non lo fa mai vedere direttamente, ma sempre di riflesso, narrando l’agire di un padrone, di un re, di dieci vergini… Preferisce lasciarlo intuire, con parabole e similitudini, manifestandone soprattutto gli effetti: il regno dei cieli è capace di cambiare il mondo, come il lievito nascosto nella pasta; (...) Le due parabole sulle quali vogliamo riflettere ci fanno capire che il regno di Dio si fa presente nella persona stessa di Gesù. È lui il tesoro nascosto e la perla di grande valore. Si comprende la gioia del contadino e del mercante: hanno trovato! È la gioia di ognuno di noi quando scopriamo la vicinanza e la presenza di Gesù nella nostra vita. Una presenza che trasforma l’esistenza e ci rende aperti alle esigenze dei fratelli; una presenza che invita ad accogliere ogni altra presenza, anche quella dello straniero e dell’immigrato".

"Come si trova il regno di Dio? Ognuno di noi ha un percorso particolare. Per qualcuno l’incontro con Gesù è atteso, desiderato, cercato a lungo, come ci viene mostrato nella parabola del mercante. Per altri accade all’improvviso, quasi per caso, come nella parabola del contadino. Questo ci ricorda - ha sottolineato il Pontefice - che Dio si lascia incontrare comunque, perché è Lui che per primo desidera incontrare noi e per primo cerca di incontrarci: è venuto per essere il 'Dio con noi'. È Lui che ci cerca e si fa trovare anche da chi non lo cerca. A volte Egli si lascia trovare nei luoghi insoliti e in tempi inattesi. Quando si trova Gesù se ne rimane affascinati, conquistati, ed è una gioia lasciare il nostro consueto modo di vivere, talvolta arido e apatico, per abbracciare il Vangelo, per lasciarci guidare dalla logica nuova dell’amore e del servizio umile e disinteressato".

"Cosa fare per possedere il regno di Dio? Su questo punto Gesù è molto esplicito: non basta l’entusiasmo, la gioia della scoperta. Occorre anteporre la perla preziosa del regno ad ogni altro bene terreno; occorre mettere Dio al primo posto nella nostra vita, preferirlo a tutto. Dare il primato a Dio significa avere il coraggio di dire no al male, alla violenza, alle sopraffazioni, per vivere una vita di servizio agli altri e in favore della legalità e del bene comune. (...) Chi diventa amico di Dio, ama i fratelli, si impegna a salvaguardare la loro vita e la loro salute anche rispettando l’ambiente e la natura. Ciò è particolarmente importante - ha ribadito Papa Francesco - in questa vostra bella terra che richiede di essere tutelata e preservata, richiede di avere il coraggio di dire no ad ogni forma di corruzione e di illegalità - tutti sappiamo il nome di queste forme di corruzione e di illegalità - richiede a tutti di essere servitori della verità e di assumere in ogni situazione lo stile di vita evangelico, che si manifesta nel dono di sé e nell’attenzione al povero e all’escluso".

"La festa di Sant’Anna, patrona di Caserta - ha detto infine il Pontefice - ha raccolto in questa piazza le varie componenti della Comunità diocesana con il Vescovo e con la presenza delle autorità civili e dei rappresentanti di varie realtà sociali. Desidero incoraggiarvi tutti a vivere la festa patronale libera da ogni condizionamento, espressione pura della fede di un popolo che si riconosce famiglia di Dio e rinsalda i vincoli della fraternità e della solidarietà. Sant’Anna forse ha ascoltato sua figlia Maria proclamare le parole del Magnificat: 'Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili, ha ricolmato di bene gli affamati'. Ella vi aiuti a ricercare l’unico tesoro, Gesù, e vi insegni a scoprire i criteri dell’agire di Dio; Egli capovolge i giudizi del mondo, viene in soccorso dei poveri e dei piccoli e colma di beni gli umili, che affidano a Lui la loro esistenza. Abbiate speranza, la speranza non delude. E a me piace ripetervi: non lasciatevi rubare la speranza!".

Al termine della Messa, prima della benedizione finale, il Santo Padre Francesco ha ringraziato tutti i presenti per la calorosa accoglienza, e, ringraziando anche il Cardinale Arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe, ha detto: "Ho sentito che forse i napoletani sono un po' gelosi di questa mia visita, ma voglio assicurare ai napoletani che sicuramente quest'anno andrò da loro".

Al termine della Celebrazione Eucaristica, il Papa ha raggiunto l'eliporto della Scuola Sottufficiali dell'Aeronautica Militare e, dopo essersi congedato dalle Autorità che lo hanno accolto all'arrivo, è decollato in elicottero per rientrare a Roma.

COMUNICATO DELLA FAMIGLIA DI PADRE PAOLO DALL'OGLIO AD UN ANNO DALLA SUA SCOMPARSA IN SIRIA

Città del Vaticano, 28 luglio 2014 (VIS). La famiglia di Padre Paolo Dall'Oglio, il sacerdote gesuita italiano scomparso un anno fa nella città siriana di Raqqa, ha emesso oggi il seguente Comunicato:

È oramai passato un anno da che non si hanno più notizie di nostro figlio e fratello Paolo, sacerdote, gesuita, italiano, scomparso in Siria il 29 luglio 2013.

Tanto, troppo tempo anche per un luogo di guerra e sofferenza infinita come la Siria. Chiediamo ai responsabili della scomparsa di un uomo buono, di un uomo di fede, di un uomo di pace, di avere la dignità di farci sapere della sua sorte. Vorremo riabbracciarlo ma siamo anche pronti a piangerlo.

Domani, 29 luglio, ad un anno dalla sua scomparsa, in tanti pregheremo e saremo vicino a lui, a tutti i rapiti, agli ingiustamente imprigionati e alle tante persone che soffrono a causa di questa guerra.”

Il Video messaggio del Comunicato è consultabile ai seguenti indirizzi:

Italiano: https://www.youtube.com/watch?v=-5YQJ_hlTFQ&feature=youtu.be

Inglese: https://www.youtube.com/watch?v=U3MMoCGrggE&feature=youtu.be

I CALDEI IN IRAQ, COME ABRAMO, PRONTI A PARTIRE PER LA TERRA CHE DIO INDICHERÀ

Città del Vaticano, 28 luglio 2014 (VIS). Nella giornata di ieri, domenica, il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, ha presieduto la Divina Liturgia nella Cattedrale di San Pietro Apostolo dell'Eparchia Caldea di San Diego (Stati Uniti d'America), pregando per i cristiani che in Iraq, madrepatria della Chiesa Caldea, sono perseguitati e sempre ricordando quelli di Siria, Palestina, Egitto, come pure la delicata situazione in Ucraina dei greco-cattolici e dei loro connazionali.

Il Vescovo dell'Eparchia, Monsignor Sarhad Yawsip Hermiz Jammo, lo ha accolto molto cordialmente, sottolineando l’immenso conforto che il Rappresentante di Papa Francesco recava a tutti i Cristiani d’Oriente con la sua visita e la sua preghiera. In comunione col Successore di Pietro essi potranno perseverare nella fede di Abramo e come lui essere pronti a partire per la Terra che Dio indicherà, imparando a leggere la storia in una più alta dimensione.

Nell'omelia, il Cardinale ha ringraziato il Vescovo e i presenti, ma ancor più i cristiani che danno prova di sofferta fedeltà al Vangelo ed ha assicurato la preghiera e la benedizione di Papa Francesco, e la vicinanza della Chiesa, auspicando pace e giustizia per quanti sono colpiti da una incredibile e insensata violenza.

Nella permanenza in California, il Cardinale Sandri ha incontrato le comunità maronite di Los Angeles e di San Diego e quella siro-malabarese. Nei prossimi giorni visiterà gli armeni e accoglierà personalmente i sacerdoti delle Chiese sira, copta, greco-melkita e greco-cattolica romena operanti sul territorio. La già folta diaspora orientale attende, specie dall’Iraq, un significativo incremento per il perdurante conflitto. L’immigrazione è una sfida pastorale di portata storica - ha ribadito il Cardinale Prefetto - che impegna ulteriormente la Chiesa latina nella già ammirevole sollecitudine verso le Chiese Orientali.

EVENTUALE PARTECIPAZIOEN DEL PAPA ALL'INCONTRO MONDIALE DELLE FAMIGLIE A PHILADELPHIA

Città del Vaticano, 28 luglio 2014 (VIS). Circa l'eventuale partecipazione del Papa all'Incontro mondiale delle Famiglie a Philadelphia (Stati Uniti d'America), nel settembre 2015, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha precisato quanto segue: "Quanto a viaggi in America, vi sono stati diversi inviti, che il Papa come sempre prende in doverosa considerazione. Il Papa ha manifestato la sua disponibilità a partecipare all’incontro delle famiglie, ma allo stato attuale non è concretamente avviato operativamente nessun progetto o programma di viaggio relativo a Stati Uniti o Messico. Si deve tener presente che vi è ancora più di un anno di tempo prima dell’incontro di Philadelphia".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 26 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Anthony Pappusamy, Arcivescovo di Madurai (superficie: 8.010; popolazione: 6.170.000; cattolici: 115.166; sacerdoti: 250; religiosi: 1.495), India. Finora Vescovo di Dindigul (India), succede all'Arcivescovo Peter Fernando, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Pierre Nguyên Văn Kham, Vescovo di My Tho (superficie: 9.262; popolazione: 5.280.320; cattolici: 126.560; sacerdoti: 123; religiosi: 282), Viêt Nam. È stato finora Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Thành-Phô Hô Chí Minh (Viêt Nam).

- Ha nominato il Cardinale Justin Francis Rigali, Arcivescovo emerito di Philadelphia (Stati Uniti d'America), Suo Inviato Speciale alla Celebrazione Eucaristica prevista nella nuova Cattedrale di Saint Louis (Stati Uniti d'America) per il 24 agosto 2014, in occasione del 250° anniversario della fondazione dell’omonima Città.

- Ha nominato il Cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano (Italia) Suo Inviato Speciale alla celebrazione dell’850° anniversario della traslazione delle reliquie dei Re Magi da Milano a Colonia (Germania), in programma il 28 settembre 2014.

venerdì 25 luglio 2014

CORDOGLIO DEL PAPA VITTIME INCIDENTE AEREO IN MALI

Città del Vaticano, 25 luglio 2014 (VIS). Il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, ha fatto pervenire, a nome del Santo Padre, un telegramma di cordoglio all'Arcivescovo Ghaleb Moussa Abdalla Bader, di Algeri (Algeria), per le numerose vittime dell'incidente che ha coinvolto ieri un aereo dell'Air Algérie, precipitato in Mali,

"Sua Santità Papa Francesco - si legge nel telegramma - si associa con la preghiera al dolore dei familiari che hanno perduto i loro cari, ed esprime le sue sentite condoglianze assicurando la sua profonda vicinanza in questa dolorosa prova. Il Pontefice chiede a Dio di accogliere i defunti nella sua pace e Lo invoca affinché porti consolazione e speranza a tutte le persone colpite da questa tragedia".

PAPA FRANCESCO RICEVE MERIAM, LA GIOVANE CRISTIANA SUDANESE CONDANNATA A MORTE PER APOSTASIA

Città del Vaticano, 25 luglio 2014 (VIS). Ieri, nella Domus Santa Marta, il Santo Padre Francesco ha ricevuto la signora Meriam Yahia Ibrahim Ishag, la giovane cristiana sudanese che era stata condannata a morte per apostasia, incarcerata nei mesi scorsi e poi liberata grazie alle pressioni della comunità internazionale.

Meriam era accompagnata dal marito Daniel Wani e dai due piccoli bimbi, Martin di un anno e mezzo, e Maya, nata in carcere due mesi fa. La famigliola era accompagnata dal viceministro degli esteri italiano Lapo Pistelli, che si era recato ieri in Sudan per completare la trattativa e accompagnare Meriam e i suoi in Italia, dove si preparano per trasferirsi negli Stati Uniti.

L’incontro è durato poco meno di mezz'ora e si è svolto in un clima sereno e affettuoso. Il Papa ha ringraziato Meriam e la sua famiglia per la coraggiosa testimonianza di costanza nella fede. Meriam ha ringraziato per il grande sostegno e conforto ricevuto dalla preghiera del Papa e di tante altre persone credenti e di buona volontà. Il Segretario particolare del Papa, Monsignor Yohannis Gaid, ha svolto servizio di interprete. Alla fine il Papa ha salutato anche il personale italiano che accompagna la famiglia di Meriam in questo passaggio in Italia.
Con questo gesto il Papa ha voluto manifestare la sua vicinanza, attenzione e preghiera anche per tutti coloro che soffrono per la loro fede e in particolare per i cristiani che subiscono persecuzioni o limitazioni imposte alla libertà religiosa.

CONFLITTO ISRAELIANO-PALESTINESE: LA VOCE DELLA RAGIONE SOMMERSA DAL FRAGORE DELLE ARMI

Città del Vaticano, 25 luglio 2014 (VIS). L'Arcivescovo Silvano Tomasi, C.S., Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra, è intervenuto il 23 luglio scorso, alla XXI Sessione Speciale del Consiglio per i Diritti Umani dedicata alla situazione dei diritti umani nei territori occupati palestinesi, compresa Gerusalemme Est.

"Mentre continua a crescere il numero di persone uccise, ferite, sradicate dalle proprie case nel conflitto tra Israele e alcuni gruppi palestinesi, particolarmente nella Striscia di Gaza, la voce della ragione sembra venire sommersa dal fragore delle armi - ha affermato il Presule - (...) La maggior parte delle vittime è costituita da civili che, per la legge umanitaria internazionale, dovrebbero essere protetti. Le Nazioni Unite stimano che circa il settanta per cento dei palestinesi uccisi è costituito da civili innocenti. Ciò è intollerabile quanto i missili lanciati indiscriminatamente contro bersagli civili in Israele. Le coscienze sono paralizzate da un clima di prolungata violenza che cerca di imporre una soluzione attraverso l’annientamento dell’altro. Demonizzare gli altri, però, non elimina i loro diritti. Al contrario, la via verso il futuro risiede nel riconoscere la nostra umanità comune".

L'Arcivescovo Tomasi ha ricordato che durante il suo pellegrinaggio in Terra Santa, Papa Francesco, nel chiedere che si ponga fine alla presente, inaccettabile, situazione del conflitto israelo-palestinese, ha affermato: "'È giunto il momento per tutti di avere il coraggio della generosità e della creatività al servizio del bene, il coraggio della pace, che poggia sul riconoscimento da parte di tutti del diritto di due Stati ad esistere e a godere di pace e sicurezza entro confini internazionalmente riconosciuti'”.

"La legittima aspirazione alla sicurezza, da una parte, e a condizioni di vita decenti, dall’altra, con libero accesso a mezzi di sussistenza quali medicinali, acqua e lavoro, per esempio, riflette un diritto umano fondamentale, senza il quale è molto difficile conservare la pace - ha proseguito l'Arcivescovo Tomasi - Il peggioramento della situazione a Gaza ci ricorda di continuo quanto sia necessario arrivare a un cessate il fuoco immediato e dare inizio a negoziati per una pace duratura". A tale proposito l'Osservatore Permanente ha nuovamente ricordato le parole del Pontefice: “'La pace porterà con sé innumerevoli benefici per i popoli di questa regione e per il mondo intero. Occorre dunque incamminarsi risolutamente verso di essa, anche rinunciando ognuno a qualche cosa'. Spetta alla comunità internazionale - ha aggiunto l'Arcivescovo Tomasi - intraprendere con zelo la ricerca della pace e aiutare le parti di questo orribile conflitto a raggiungere un accordo al fine di porre fine alla violenza e di guardare al futuro con reciproca fiducia".

"La Delegazione della Santa Sede reitera il suo punto di vista che la violenza non paga mai. La violenza porterà soltanto altre sofferenze, devastazione e morte, e impedirà che la pace divenga realtà. La strategia di violenza può essere contagiosa e diventare incontrollabile. Per combattere la violenza e le sue conseguenze dannose dobbiamo evitare di abituarci alle uccisioni. In un momento in cui la brutalità è pratica comune e le violazioni dei diritti umani sono onnipresenti, non dobbiamo diventare indifferenti ma reagire in modo concreto per ridurre il conflitto che riguarda tutti noi".

"I media dovrebbero riportare in maniera giusta e priva di pregiudizi la tragedia di tutti coloro che soffrono a causa del conflitto, al fine di facilitare lo sviluppo di un dialogo imparziale che riconosca i diritti di tutti, rispetti le giuste preoccupazioni della comunità internazionale e tragga beneficio dalla solidarietà della comunità internazionale nel sostenere uno sforzo serio per ottenere la pace. Con un occhio al futuro, il circolo vizioso di ritorsioni e rappresaglie deve cessare. 'Con la violenza - ha concluso l'Arcivescovo Tomasi, ricordando quanto affermato dal Santo Padre in occasione dell'Incontro con il Presidente di Israele e il Presidente di Palestina, nei Giardini Vaticani - uomini e donne continueranno a vivere da avversari o da nemici, ma con la pace potranno vivere da fratelli e sorelle'".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 25 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Florentino Galang Lavarias, Arcivescovo Metropolita di San Fernando (superficie: 2.180; popolazione: 3.561.000; cattolici: 3.324.000; sacerdoti: 176; religiosi: 151), Filippine. L'Arcivescovo eletto è nato a Santa Ines (Filippine) nel 1957, è stato ordinato sacerdote nel 1985 ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 2004. Finora Vescovo di Iba (Filippine), succede al Vescovo Paciano Aniceto, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Severo C. Caermare, Vescovo di Dipolog (superficie: 7.205; popolazione: 977.000; cattolici: 787.000; sacerdoti: 68; religiosi: 58; diaconi permanenti: 1), Filippine. Il Vescovo eletto è nato a Poblacion (Filippine) nel 1969 ed è stato ordinato sacerdote nel 1996. Dal 1996 al 1997 è stato Amministratore della "Our Mother of Perpetual Help Parish", Godod, Zamboanga del Norte; dal 1997 al 2002 Formatore al "Cor Jesu Seminary" di Dipolog City; dal 2002 al 2003 Amministratore di "San Isidore Parish", Gutalac, Zamboanga del Norte; dal 2003 al 2004 Formatore presso il "St. Mary's Theologate" di Ozamis City; dal 2004 al 2006 Rettore, professore e liturgista al "Cor Jesu Seminary" di Dipolog City; dal 2006 al 2007 Formatore, professore e Decano degli studi presso e dal 2003 al 2004 Rettore e professore presso il "St. Mary's Theologate" di Ozamis City; dal 2013 Amministratore presso la "St. Antonio de Padua Parish" a Gulayon, Dipolog City. Finora Rettore della Cattedrale di "Nostra Signora del Santissimo Rosario" a Dipolog City, succede al Vescovo José R. Manguiran, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre Celestino Aós Braco, O.F.M. Cap., Vescovo di Copiapó (superficie: 75.176; popolazione: 272.000; cattolici: 207.000; sacerdoti: 23; religiosi: 76; diaconi permanenti: 35), Cile. Il Vescovo eletto è nato a Artaiz (Spagna) nel 1945, ha emesso la professione temporale religiosa come Francescano Cappuccino nel 1964, la professione perpetua nel 1967 ed è stato ordinato sacerdote nel 1968. In Spagna è stato Professore a Lecaroz - Navarra, Vicario a Tudela, Professore a Pamplona e Vicario a Zaragoza. Inviato nel 1983 nel Cile è stato Vicario Parrocchiale della Parrocchia di Longavi; Superiore della Comunità a Los Ángeles; Parroco della Parrocchia di “San Miguel” a Viña del Mar; Superiore della comunità di Recreo; Vicario Episcopale per la Vita Consacrata della diocesi di Valparaiso; Economo provinciale dei Cappuccini in Cile; Promotore di Giustizia del Tribunale ecclesiastico di Valparaiso; Giudice del Tribunale dell’arcidiocesi di Concepción e Tesoriere dell’Associazione cilena di diritto canonico. Finora Vicario Parrocchiale della Parrocchia di San “Francisco de Asís” a Los Ángeles, Diocesi di Santa María de Los Ángeles (Cile), succede al Vescovo Gaspar Francisco Quintana Jorquera, C.M.F., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

giovedì 24 luglio 2014

CORDOGLIO VITTIME INCIDENTE AEREO MAGONG (TAIiWAN)

Città del Vaticano, 24 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre Francesco, tramite il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio all'Arcivescovo John Hung Shan-chuan S.V.D., di Taipei (Taiwan), Presidente della Conferenza Regionale dei Vescovi di Cina, per le vittime dell'incidente occorso ad un aereo della TransAsia Airways che mercoledì scorso ha tentato un atterraggio di emergenza nei pressi dell'Aeroporto di Magong (Taiwan). Nell'incidente hanno perso la vita 48 persone ed oltre 10 sono rimaste ferite.

Addolorato per l'accaduto, il Santo Padre esprime la sua vicinanza ai familiari delle vittime, assicura le sue preghiere ed invoca Dio affinché conceda consolazione, forza e pace.

MESSAGGIO DEL PAPA 50° ANNIVERSARIO SANTUARIO ARGENTINO DI SAN PANTALEONE

Città del Vaticano, 24 luglio 2014 (VIS). "Un tempio che appare fermo ma che il popolo di Dio pellegrino fa camminare. Così ha camminato per cinquant'anni nei cuori di tanti fedeli che sono venuti a venerare il santo, a implorare la salute e a professare la loro fede. Così ha camminato nel cuore del quartiere, proiettandosi per tutta la città". Queste le parole che Papa Francesco ha indirizzato ai fedeli che domenica 27 luglio si raduneranno nel barrio di Mataderos a Buenos Aires (Argentina), per celebrare il cinquantesimo anniversario del santuario di San Pantaleone. "Prego il Signore - scrive il Papa nel Messaggio - che vi conceda la grazia di continuare a camminare, di continuare questo pellegrinaggio del cuore in mezzo alla grande città".

Ricordando con nostalgia i tempi in cui, come arcivescovo di Buenos Aires, visitava personalmente la parrocchia dedicata al santo medico di Nicomedia, il Papa continua: "Desidero stare accanto a voi per poter rivivere in qualche modo le occasioni in cui il 27 luglio ho potuto recarmi al santuario per aiutare i sacerdoti nelle confessioni. Tornavo a casa spiritualmente rafforzato dalla testimonianza di fede. Non è immaginabile tutto il bene che ho ricevuto. E per tutto questo bene desidero ringraziare. Che il Signore vi ricompensi in abbondanza".

"Io prego per voi, per le vostre famiglie, per il santuario e per i sacerdoti", scrive infine Papa Francesco chiedendo a sua volta preghiere. "In questi giorni di festa ... sono vicino a voi... Che Gesù vi benedica e la Vergine Santa vi guidi".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 24 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Joy Alappat, Vescovo Ausiliare dell'Eparchia di St. Thomas the Apostle of Chicago dei Siro-Malabaresi (cattolici: 87.000; sacerdoti: 53; religiosi: 31), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato a Parappukara (India), nel 1956 ed è stato ordinato sacerdote nel 1981. In India, ha svolto il ministero pastorale a Chalakudy, Mala, nella Cattedrale Eparchiale e in qualità di Cappellano della comunità siro-malabarese a Chennai. Trasferitosi negli Stati Uniti nel 1993, è stato Cappellano alla Georgetown University, Parroco a New Milford (Connecticut), Newark e Garfield (New Jersey). È stato finora Rettore della Cattedrale Eparchiale a Bellwood (Illinois).

mercoledì 23 luglio 2014

PARTITA INTERRELIGIOSA PER LA PACE

Città del Vaticano, 23 luglio 2014 (VIS). Alle 20:45 del 1° settembre, allo Stadio Olimpico di Roma, si terrà la prima partita interreligiosa per la pace, evento internazionale a favore di "Scholas Occurrentes" e della Fondazione P.U.P.I. Onlus. Scenderanno in campo campioni di livello mondiale, come Lionel Messi, Gianluigi Buffon, Zinedine Zidane, Javier Zanetti, Roberto Baggio, Andrea Pirlo, Yuto Nagatomo e Samuel Eto'o, ognuno in rappresentanza delle diverse religioni.

L'iniziativa ha origine nell'aprile 2013, in occasione dell'udienza di Papa Francesco alle squadre di Italia e Argentina, al termine di una partita di beneficenza. In quell'occasione il Pontefice volle condividere con il calciatore Javier Zanetti l'idea di organizzare una partita alla quale partecipassero persone di diverse religioni per promuovere la fratellanza e la condivisione attraverso lo sport. I biglietti saranno messi in vendita da venerdì 25 luglio e il ricavato sarà interamente destinato a finalità caritative.

"Scholas Occurrentes", che ha sede presso la Pontificia Accademia delle Scienze, in Vaticano, è un'entità educativa di bene pubblico promossa da Papa Bergoglio, che utilizza la tecnologia, l'arte e lo sport per promuovere l'integrazione sociale e la cultura dell'incontro. La Fondazione P.U.P.I. Onlus, senza fini di lucro, creata oltre dieci anni fa da Paula e Javier Zanetti, promuove e sostiene programmi di adozione a distanza e di assistenza per alleviare le diverse condizioni di disagio.

UDIENZE

Città del Vaticano, 23 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza l'Arcivescovo Charles John Brown, Nunzio Apostolico in Irlanda.

Il Santo Padre ha ricevuto ieri in udienza l'Arcivescovo Giorgio Lingua, Nunzio Apostolico in Iraq e Giordania.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 23 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Jan Kot, O.M.I., Vescovo della Diocesi di Zé Doca (superficie: 35.110; popolazione: 332.000; cattolici: 305.000; sacerdoti: 25; religiosi: 30; diaconi permanenti: 1), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1962 a Makón (Polonia), ha emesso i voti religiosi nella Congregazione dei Missionari Oblati di Maria Immacolata nel 1986 ed è stato ordinato sacerdote nel 1992. Nel 1994 è stato destinato alle missioni in Brasile. Dal 1992 al 1994 è stato Vicario Parrocchiale a Siedlce (Polonia); dal 1005 al 2000 Parroco a Jussarval, arcidiocesi di Olinda e Recife; dal 2000 al 2005 Parroco di Vitória di Santo Antão, arcidiocesi di Olinda e Recife; dal 2003 al 2012 Secondo Consigliere Provinciale e dal 2012 Primo Consigliere Provinciale. Finora Parroco nella Parrocchia “Sagrado Coração de Maria” a Campo Alegre do Fidalgo, diocesi di São Raimundo Nonato (Brasile), succede al Vescovo Carlo Ellena, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
Copyright © VIS - Vatican Information Service