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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 24 maggio 2013

IL PAPA RICORDA DRAMMA RIFUGIATI E PROFUGHI: LA CHIESA RINNOVI IL SUO APPELLO AFFINCHÉ SIA TUTELATA LA DIGNITÀ DI OGNI PERSONA

Città del Vaticano, 24 maggio 2013 (VIS). "Ribadisco che la 'tratta delle persone' è un'attività ignobile, una vergogna per le nostre società che si dicono civilizzate! Sfruttatori e clienti a tutti i livelli dovrebbero fare un serio esame di coscienza davanti a se stessi e davanti a Dio". Queste le parole che il Santo Padre ha rivolto ai partecipanti alla Sessione Plenaria del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, riuniti a Roma per riflettere sul tema: "La sollecitudine pastorale della Chiesa nel contesto delle migrazioni forzate",.

La Sessione Plenaria coincide con la pubblicazione del documento: "Accogliere Cristo nei rifugiati e nelle persone forzatamente sradicate", che richiama l'attenzione sui milioni di rifugiati, sfollati e apolidi, toccando anche la piaga dei traffici di esseri umani, che sempre più spesso riguardano i bambini coinvolti nelle forme peggiori di sfruttamento e reclutati persino nei conflitti armati.

"La Chiesa - ha affermato il Pontefice - rinnova oggi il suo forte appello affinché siano sempre tutelate la dignità e la centralità di ogni persona, nel rispetto dei diritti fondamentali, (...) diritti che chiede siano estesi realmente là dove non sono riconosciuti a milioni di uomini e donne in ogni Continente. In un mondo in cui si parla molto di diritti, quante volte viene di fatto calpestata la dignità umana!. In un mondo dove si parla tanto di diritti sembra che l'unico ad averlo sia il denaro. Cari fratelli e sorelle, noi viviamo in un mondo dove comanda il denaro. Noi viviamo in un mondo, in una cultura dove regna il feticismo dei soldi". In questo contesto il Papa ha ricordato che il Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti ha giustamente preso a cuore "le situazioni in cui la famiglia delle nazioni è chiamata ad intervenire, in spirito di fraterna solidarietà, con programmi di protezione, spesso sullo sfondo di eventi drammatici, che colpiscono quasi quotidianamente la vita di tante persone. Vi esprimo il mio apprezzamento e la mia riconoscenza, e vi incoraggio a proseguire sulla strada del servizio ai fratelli più poveri ed emarginati".

L'attenzione della Chiesa che è "madre" "si manifesta con particolare tenerezza e vicinanza verso chi è costretto a fuggire dal proprio Paese e vive tra sradicamento e integrazione. Questa tensione distrugge le persone. La compassione cristiana - questo 'soffrire con', con-passione - si esprime anzitutto nell’impegno di conoscere gli eventi che spingono a lasciare forzatamente la Patria e, dove è necessario, nel dar voce a chi non riesce a far sentire il grido del dolore e dell’oppressione. In questo voi - ha detto il Papa ai partecipanti alla Sessione Plenaria - svolgete un compito importante anche nel rendere sensibili le Comunità cristiane verso tanti fratelli segnati da ferite che marcano la loro esistenza: violenza, soprusi, lontananza dagli affetti familiari, eventi traumatici, fuga da casa, incertezza sul futuro nel campo-profughi. Sono tutti elementi che disumanizzano e devono spingere ogni cristiano e l’intera comunità ad una attenzione concreta".

"Oggi, però, cari amici, vorrei invitare tutti a cogliere negli occhi e nel cuore dei rifugiati e delle persone forzatamente sradicate anche la luce della speranza. Speranza che si esprime nelle aspettative per il futuro, nella voglia di relazioni d’amicizia, nel desiderio di partecipare alla società che li accoglie, anche mediante l’apprendimento della lingua, l’accesso al lavoro e l’istruzione per i più piccoli. Ammiro il coraggio di chi spera di poter gradualmente riprendere la vita normale, in attesa che la gioia e l’amore tornino a rallegrare la sua esistenza. Tutti possiamo e dobbiamo alimentare questa speranza!".
Infine il Papa ha lanciato un appello ai governanti e ai legislatori e all'intera Comunità Internazionale "a considerare la realtà delle persone forzatamente sradicate con iniziative efficaci e nuovi approcci per tutelare la loro dignità, migliorare la loro qualità di vita e far fronte alle sfide che emergono da forme moderne di persecuzione, di oppressione e di schiavitù. Si tratta, sottolineo, di persone umane, che fanno appello alla solidarietà e all’assistenza, che hanno bisogno di interventi urgenti, ma anche e soprattutto di comprensione e di bontà. Dio è buono, imitiamo Dio. La loro condizione non può lasciare indifferenti".

"E noi, come Chiesa - ha concluso il Papa - ricordiamo che curando le ferite dei rifugiati, degli sfollati e delle vittime dei traffici mettiamo in pratica il comandamento della carità che Gesù ci ha lasciato, quando si è identificato con lo straniero, con chi soffre, con tutte le vittime innocenti di violenze e sfruttamento (...). E qui vorrei anche richiamare l’attenzione che ogni Pastore e Comunità cristiana devono avere per il cammino di fede dei cristiani rifugiati e forzatamente sradicati dalle loro realtà, come pure dei cristiani emigranti. Essi richiedono una particolare cura pastorale che rispetti le loro tradizioni e li accompagni ad una armoniosa integrazione nelle realtà ecclesiali in cui si trovano a vivere (...) Cari amici, non dimenticate la carne di Cristo che è nella carne dei rifugiati: la loro carne è la carne di Cristo".

METTIAMO DA PARTE OGNI FORMA DI SUPPONENZA, PER CHINARCI SU QUANTI IL SIGNORE HA AFFIDATO ALLA NOSTRA SOLLECITUDINE

Città del Vaticano, 24 maggio 2013 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nella Basilica Vaticana, Papa Francesco ha presieduto la Professione di Fede con i Vescovi della Conferenza Episcopale Italiana, riunita nella LXV Assemblea Generale. Il Santo Padre ha incontrato per la prima volta tutti i rappresentanti della Conferenza Episcopale Italiana che ha salutato personalmente uno a uno.

"La conseguenza dell'amare il Signore - ha detto il Papa ai Vescovi - è dare tutto - proprio tutto, fino alla stessa vita - per Lui: questo è ciò che deve distinguere il nostro ministero pastorale; è la cartina di tornasole che dice con quale profondità abbiamo abbracciato il dono ricevuto rispondendo alla chiamata di Gesù e quanto ci siamo legati alle persone e alle comunità che ci sono state affidate. Non siamo espressione di una struttura o di una necessità organizzativa: anche con il servizio della nostra autorità siamo chiamati a essere segno della presenza e dell'azione del Signore risorto, a edificare, quindi, la comunità nella carità fraterna. Non che questo sia scontato: anche l'amore più grande, infatti, quando non è continuamente alimentato, si affievolisce e si spegne".

"La mancata vigilanza - lo sappiamo - rende tiepido il Pastore; lo fa distratto, dimentico e persino insofferente; lo seduce con la prospettiva della carriera, la lusinga del denaro e i compromessi con lo spirito del mondo; lo impigrisce, trasformandolo in un funzionario, un chierico di stato preoccupato più di sé, dell'organizzazione e delle strutture, che del vero bene del Popolo di Dio. Si corre il rischio, allora, come l’Apostolo Pietro, di rinnegare il Signore, anche se formalmente ci si presenta e si parla in suo nome; si offusca la santità della Madre Chiesa gerarchica, rendendola meno feconda".

"Chi siamo, Fratelli, davanti a Dio? Quali sono le nostre prove? (...) Come per Pietro, la domanda insistente e accorata di Gesù può lasciarci addolorati e maggiormente consapevoli della debolezza della nostra libertà, insidiata com'è da mille condizionamenti interni ed esterni, che spesso suscitano smarrimento, frustrazione, persino incredulità. Non sono certamente questi i sentimenti e gli atteggiamenti che il Signore intende suscitare; piuttosto, di essi approfitta il Nemico, il Diavolo, per isolare nell'amarezza, nella lamentela e nello scoraggiamento. Gesù, buon Pastore, non umilia né abbandona al rimorso: in Lui parla la tenerezza del Padre, che consola e rilancia; fa passare dalla disgregazione della vergogna - perché davvero la vergogna ci disgrega - al tessuto della fiducia; ridona coraggio, riaffida responsabilità, consegna alla missione".

"Per questo, essere Pastori - ha concluso il Pontefice - vuol dire anche disporsi a camminare in mezzo e dietro al gregge: capaci di ascoltare il silenzioso racconto di chi soffre e di sostenere il passo di chi teme di non farcela; attenti a rialzare, a rassicurare e a infondere speranza. Dalla condivisione con gli umili la nostra fede esce sempre rafforzata: mettiamo da parte, quindi, ogni forma di supponenza, per chinarci su quanti il Signore ha affidato alla nostra sollecitudine. Fra questi, un posto particolare, ben particolare, riserviamolo ai nostri sacerdoti: soprattutto per loro, il nostro cuore, la nostra mano e la nostra porta restino aperte in ogni circostanza. Loro sono i primi fedeli che abbiamo noi Vescovi: i nostri sacerdoti. Amiamoli! Amiamoli di cuore! sono i nostri figli e i nostri fratelli!".


IL CARDINALE SANDRI PORTA IL SALUTO DEL PAPA IN LIBANO E GIORDANIA

Città del Vaticano, 24 maggio 2013 (VIS). Il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, si recherà nei prossimi giorni in Libano e Giordania In Libano parteciperà all'ordinazione episcopale dei nuovi Vescovi maroniti dell'Argentina e dell'Australia. Il 26 maggio celebrerà la Santa Messa nel Santuario interrituale della Madonna di Zahleh, alla quale parteciperanno i Pastori delle Chiese orientali locali con i rispettivi fedeli. L'intenzione principale della preghiera in tale circostanza sarà la supplica di pace per la Siria, per il Libano e per tutto il Medio Oriente.

Nei giorni seguenti, il Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali incontrerà i Patriarchi Maronita, Melkita, Siro e Armeno, alcune Comunità religiose e specialmente i giovani volontari di Caritas Libano, che con altri organismi umanitari soccorrono i profughi provenienti dalla Siria.

La visita in Giordania sarà pure dedicata all’incontro con i Pastori e i fedeli delle diverse Comunità cattoliche, in particolare con quella greco-melkita di Petra e Filadelfia e del Patriarcato Latino di Gerusalemme. Il 30 maggio il Cardinale assisterà all’inaugurazione dell’Università di Madaba, appartenente al Patriarcato Latino di Gerusalemme. È prevista la presenza del Re Abdallah II di Giordania. Prima del rientro a Roma, il Porporato visiterà il campo di profughi provenienti dalla Siria e da altre regioni del Medio Oriente.

A tutti, Pastori e fedeli, Autorità e popolo del Libano e della Giordania, il Cardinale - si legge in un Comunicato - "porterà il saluto affettuoso, colmo di condivisione delle ansie e del dolore di queste Regioni, di Papa Francesco, impartendo la Benedizione apostolica come pegno di vicinanza e di speranza nel Signore per i Paesi dell’intera area Medio Orientale".

UDIENZE

Città del Vaticano, 24 maggio 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Signor Marin Raykov, Primo Ministro e Ministro degli Esteri della Repubblica di Bulgaria, con la Consorte, e Seguito.

- Il Signor Trajko Valjanoski, Presidente del Parlamento della Repubblica di Macedonia, con la Consorte, e Seguito

- L'Arcivescovo Orani João Tempesta, Arcivescovo di São Sebastião do Rio de Janeiro (Brasile), e Seguito.


ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 24 maggio 2013 (VIS). Il Santo Padre:


- Ha eretto la nuova Diocesi di Dolisie nella Repubblica del Congo, per dismembramento della Diocesi di Nkayi, rendendola suffraganea dell’Arcidiocesi di Brazzaville.

- Ha nominato il Reverendo Bienvenu Manamika Bafouakouahou, primo Vescovo di Dolisie (superficie: 25.930; popolazione: 210.000; cattolici: 71.000; sacerdoti: 32; religiosi: 3), Repubblica del Congo. Il Vescovo eletto è nato a Brazzaville (Repubblica del Congo), nel 1964 ed è stato ordinato sacerdote nel 1993. Dal 1993 al 1995 è stato Direttore Spirituale nel Seminario Minore della Diocesi di Kinkala, a Mindouli, e Cooperatore nella Parrocchia dei Martiri di Mindouli; dal 1998 al 1999 è stato Cooperatore nella Parrocchia di S. Maria Mediatrice; dal 2000 al 2003 Parroco nella Parrocchia di Paray (Francia); dal 2004 al 2009 Parroco della Cattedrale di Kinkala; è stato finora Vicario Generale della Diocesi di Kinkala, Delegato Episcopale per la Caritas Diocesana e Coordinatore del Collegio Sant’Agostino di Kinkala (Repubblica del Congo).

giovedì 23 maggio 2013

IMPORTANZA DELLA TESTIMONIANZA DELL'ARCIVESCOVO OSCAR ROMERO, TEMA CHIAVE DELL'UDIENZA DEL PAPA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI EL SALVADOR

Città del Vaticano, 23 maggio 2013 (VIS). Stamani, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Presidente della Repubblica di El Salvador, il Signor Carlos Mauricio Funes Cartagena, è stato ricevuto in Udienza da Sua Santità Francesco. Successivamente, si è incontrato con il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato dall'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Durante i cordiali colloqui, è stata espressa soddisfazione per le buone relazioni esistenti fra la Santa Sede e lo Stato salvadoregno. In particolare, ci si è soffermati sulla figura del Servo di Dio Monsignor Oscar Arnulfo Romero y Galdámez, già Arcivescovo di San Salvador, e sull’importanza della sua testimonianza per l’intera Nazione.

Si è apprezzato il contributo che la Chiesa offre per la riconciliazione e per il consolidamento della pace, come pure nei settori della carità, dell’educazione, dello sradicamento della povertà e della criminalità organizzata. Si sono anche toccati alcuni temi etici quali la difesa della vita umana, del matrimonio e della famiglia.




PONTIFICIA UNIVERSITÀ LATERANENSE ISTITUISCE CATTEDRA CARDINALE BERNARDIN GANTIN

Città del Vaticano, 23 maggio 2013 (VIS). Il Cardinale Bernardin Gantin, del Benin, primo Cardinale di origine Africana ad essere Prefetto di un dicastero vaticano, (la Congregazione per i Vescovi), sarà ricordato dalla Pontificia Università Lateranense con la Cattedra di "Socializzazione politica in Africa" che porterà il suo Nome. Questa mattina nella Sala Stampa della Santa Sede si è tenuta una conferenza stampa dedicata al defunto Porporato alla quale sono intervenuti il Cardinale Robert Sarah, Presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum; il Signor Thomas Boni Yayi, Presidente della Repubblica del Benin; il Monsignor Patrick Valdrini, Pro Rettore della Pontificia Università Lateranense ed il Professor Martin Nkafu Nkemnkia, Direttore del Dipartimento delle Scienze Umane e Sociali - Studi Africani della Pontificia Università Lateranense.

Il Cardinale Gantin nacque nel 1922 a Toffo, nell'attuale Benin e compì gli studi istituzionali teologici e filosofici presso il Seminario di Ouidah. Venne ordinato sacerdote a Lomé nel 1951 e a partire dal 1953 proseguì gli studi a Roma, presso la Pontificia Università Urbaniana, (missiologia) e presso la Pontificia Università Lateranense, dove si licenziò in teologia e diritto canonico. Nel 1956 fu eletto Vescovo Ausiliare di Cotonou e nel 1960 venne nominato arcivescovo metropolita della medesima sede. In qualità di Presidente della Conferenza Episcopale del Benin partecipò a tutte le sessioni del Concilio Vaticano II e alla prima Assemblea Ordinaria del Sinodo mondiale dei Vescovi (1967). Nel 1971, nominato Segretario aggiunto della Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli, lasciò il governo della sua diocesi. Nel 1976 divenne Presidente della Pontificia Commissione "Justitia e pax" e del Pontificio Consiglio "Cor Unum". Nel concistoro del 1977 fu creato cardinale da Papa Paolo VI e nel 1984 venne nominato Prefetto della Congregazione per i Vescovi. Nel 1993 fu eletto Decano del collegio cardinalizio. All'età di 80 anni, persa la qualifica di Cardinale elettore, preferì dimettersi dalla carica di Decano e tornare in Benin nel 2002. Ricoverato a Parigi morì nel 2008 e fu sepolto a Ouidah. Nel 2011, durante il suo Viaggio Apostolico in Benin il Santo Padre Benedetto XVI si recò in visita alla sua tomba.

"Oggi, 23 maggio 2013 - ha detto il Cardinale Sarah - la Pontificia Università Lateranense dedica una Cattedra a suo Nome per quanto la sua vita è stata per il suo popolo di Benin, per la Chiesa in Africa e per la Chiesa Universale. (...) Anche per l'alto contributo che Egli ha espresso sia a livello pastorale che come sollecitazione ad una partecipazione del mondo cristiano alla cultura e alla politica come principale forma di servizio per il miglioramento della società e il benessere spirituale dell'uomo". Auspico "che questa cattedra a lui intestata 'Socializzazione Politica in Africa' possa dare inizio ad una riflessione sulla politica in contesto africano e preparare i futuri responsabili della società africana di domani orientata dalla Dottrina Sociale della Chiesa".

Il Professor Martin Nkafu Nkemnkla ha spiegato che la nuova cattedra sarà articolata in corsi e seminari e promuoverà convegni, congressi, conferenze e workshop in collaborazione con Istituzioni e Strutture con le quali verranno stabiliti collegamenti e partenariati con il fine di incrementare e valorizzare la cultura politica africana. "Il contributo della Cattedra è funzionale al rinnovamento ma soprattutto alla formazione di una classe dirigente, motivata da radicati principi etici al fine di superare la difficile situazione di crisi e di corruzione, sia del personale politico che della stessa società civile, attraverso una più giusta visione economica e una più equilibrata forma di servizio che la politica deve offrire".

PAPA FRANCESCO CONFERMA CARDINALE VALLINI SUO VICARIO PER LA DIOCESI DI ROMA

Città del Vaticano, 23 maggio 2013 (VIS). È stata pubblicata oggi la Lettera, redatta in latino e datata 18 maggio, con la quale Papa Francesco conferma il Cardinale Agostino Vallini, suo Vicario per la diocesi di Roma. Il 27 giugno 2008 il Santo Padre Benedetto XVI aveva nominato il Cardinale Agostino Vallini, Suo Vicario Generale per la Diocesi di Roma e Arciprete della Basilica Papale di San Giovanni in Laterano. Il Porporato è anche Gran Cancelliere della Pontificia Università Lateranense.

UDIENZE

Città del Vaticano, 23 maggio 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Signor Mauricio Funes Cartagena, Presidente della Repubblica di El Salvador, e Seguito.

- Membri della Presidenza della Commissione degli Episcopati della Comunità Europea (COM.E.C.E.):

- Il Cardinale Reinhard Marx, Arcivescovo di München und Freising (Repubblica Federale di Germania), Presidente;

- Il Vescovo Gianni Ambrosio, di Piacenza-Bobbio (Italia), Vice Presidente;

- Il Vescovo Virgil Bercea, di Oradea Mare dei Romeni (Romania),Vice Presidente;

- Il Vescovo Jean Kockerols, Ausiliare di Mechelen-Brussel (Belgio), Vice Presidente;

- Il Padre Patrick Daly, Segretario Generale

- Il Cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano (Italia).

mercoledì 22 maggio 2013

ESSERE TESTIMONI CORAGGIOSI DEL VANGELO

Città del Vaticano, 22 maggio 2013 (VIS). Il Santo Padre Francesco ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale del mercoledì allo Spirito Santo, senza il quale - ha detto - "la Chiesa non potrebbe vivere e non potrebbe realizzare il compito che Gesù risorto le ha affidato di andare e fare discepoli tutti i popoli. Evangelizzare è la missione della Chiesa, non solo di alcuni, ma la mia, la tua, la nostra missione. (...) Ognuno deve essere evangelizzatore, soprattutto con la vita! (...) Per evangelizzare, allora, è necessario ancora una volta aprirsi all'orizzonte dello Spirito di Dio, senza avere timore di che cosa ci chieda e dove ci guidi". A Pentecoste "lo Spirito Santo, scendendo sugli Apostoli, (...) li fa uscire da se stessi, e li trasforma in annunciatori e testimoni delle 'grandi opere di Dio'. (...) Qui c’è un primo effetto importante dell’azione dello Spirito Santo che guida e anima l’annuncio del Vangelo: l’unità, la comunione".

"A Babele, secondo il racconto biblico, era iniziata la dispersione dei popoli e la confusione delle lingue, frutto del gesto di superbia e di orgoglio dell’uomo che voleva costruire, con le sole proprie forze, senza Dio, 'una città e una torre la cui cima tocchi il cielo'. A Pentecoste queste divisioni sono superate. Non c’è più l’orgoglio verso Dio, né la chiusura degli uni verso gli altri, ma c’è l’apertura a Dio, c’è l’uscire per annunciare la sua Parola: una lingua nuova, quella dell’amore che lo Spirito Santo riversa nei cuori".

"Io che cosa faccio con la mia vita? - ha detto Papa Francesco - Faccio unità attorno a me? O divido, con le chiacchiere, le critiche, le invidie? Che cosa faccio? Pensiamo a questo".

Un secondo effetto dello Spirito Santo - ha proseguito il Pontefice - è "il coraggio di annunciare la novità del Vangelo di Gesù a tutti, con franchezza (parresia), a voce alta, in ogni tempo e in ogni luogo. (...) E questo avviene anche oggi per la Chiesa e per ognuno di noi: dal fuoco della Pentecoste, dall'azione dello Spirito Santo, si sprigionano sempre nuove energie di missione, nuove vie in cui annunciare il messaggio di salvezza, nuovo coraggio per evangelizzare. Non chiudiamoci a questa azione! Viviamo con umiltà e coraggio il Vangelo! (...) Perché evangelizzare, annunciare Gesù, ci dà gioia; invece, l'egoismo ci dà amarezza, tristezza, ci porta giù; evangelizzare ci porta su".

Il Papa ha parlato del terzo elemento che è particolarmente importante: "una nuova evangelizzazione, una Chiesa che evangelizza deve partire sempre dalla preghiera, dal chiedere, come gli Apostoli nel Cenacolo, il fuoco dello Spirito Santo. Solo il rapporto fedele e intenso con Dio permette di uscire dalle proprie chiusure e annunciare con parresia il Vangelo. Senza la preghiera il nostro agire diventa vuoto e il nostro annunciare non ha anima, e non è animato dallo Spirito".

Infine Papa Francesco ha ricordato le parole di Benedetto XVI: oggi la Chiesa "sente soprattutto il vento dello Spirito Santo che ci aiuta, ci mostra la strada giusta (...)'. Rinnoviamo ogni giorno la fiducia nell'azione dello Spirito Santo, la fiducia che Lui agisce in noi, Lui è dentro di noi, ci dà il fervore apostolico, ci dà la pace, ci dà la gioia. lasciamoci guidare da Lui, siamo uomini e donne di preghiera, che testimoniano con coraggio il Vangelo, diventando nel nostro mondo strumenti dell'unità e della comunione con Dio".

Al termine della catechesi il Santo Padre ha rivolto parole di saluto ai 50.000 pellegrini convenuti in Piazza San Pietro e in lingua inglese ha invitato tutti a pregare per le vittime, in particolare i bambini, del tornado che ha colpito Oklahoma City.

I CATTOLICI CINESI MAI TEMANO DI PARLARE DI GESÙ

Città del Vaticano, 22 maggio 2013 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale il Santo Padre, ha ricordato che: "Venerdì, 24 maggio, è il giorno dedicato alla memoria liturgica della Beata Vergine Maria, Aiuto dei Cristiani, venerata con grande devozione nel Santuario di Sheshan a Shanghai.

Invito tutti i cattolici nel mondo a unirsi in preghiera con i fratelli e le sorelle che sono in Cina, per implorare da Dio la grazia di annunciare con umiltà e con gioia Cristo morto e risorto, di essere fedeli alla sua Chiesa e al Successore di Pietro e di vivere la quotidianità nel servizio al loro Paese e ai loro concittadini in modo coerente con la fede che professano.

Facendo nostre alcune parole della preghiera alla Madonna di Sheshan, vorrei insieme con voi invocare Maria così: “Nostra Signora di Sheshan, sostieni l’impegno di quanti in Cina, tra le quotidiane fatiche, continuano a credere, a sperare, ad amare, affinché mai temano di parlare di Gesù al mondo e del mondo a Gesù”.

Maria, Vergine fedele, sostenga i cattolici cinesi, renda i loro non facili impegni sempre più preziosi agli occhi del Signore, e faccia crescere l’affetto e la partecipazione della Chiesa che è in Cina al cammino della Chiesa universale".



PRIMO RAPPORTO ANNUALE DELL'AUTORITÀ DI INFORMAZIONE FINANZIARIA DELLA SANTA SEDE E DELLO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO

Città del Vaticano, 22 maggio 2013 (VIS). Nel corso di una conferenza stampa presso la Sala Stampa della Santa Sede, l'Autorità di Informazione Finanziaria (AIF) della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano ha pubblicato e presentato il primo Rapporto annuale che esamina le attività e statistiche del 2012.

"Nel corso dell’anno - si legge nel Rapporto - l'AIF ha riferito la ricezione di sei segnalazioni di operazioni sospette, rispetto all’unica ricevuta l'anno precedente. La stessa AIF ha inoltrato due rapporti al Promotore di Giustizia vaticano per ulteriori indagini".

Le statistiche e la tendenza a partire dal 2012 sono incoraggianti e indicano che il sistema va costantemente migliorando”, ha detto René Brülhart, Direttore dell’AIF.

"Nel 2012, AIF ha inoltre avviato lo screening e l’analisi dei flussi di transazioni in contanti dei soggetti vigilati".

Nello sforzo di contrastare attivamente ogni possibile abuso del sistema finanziario, abbiamo avviato una interazione stretta e costruttiva con la Segreteria di Stato, la Gendarmeria, il Promotore di giustizia e le istituzioni sotto la nostra supervisione, al fine di migliorare consapevolezza e sicurezza e garantire una cooperazione interna e coordinata ai fini della prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo”, ha affermato il Direttore Brülhart.

"Un altro elemento importante del Rapporto sono i progressi compiuti nella cooperazione internazionale, basata sul chiaro impegno della Santa Sede di essere un partner credibile nella lotta internazionale contro il riciclaggio. Nel 2012 c’è stata la firma di un protocollo d’intesa con le autorità competenti di Belgio e Spagna. “Continuerà ad essere la nostra politica nel 2013 il rafforzamento della cooperazione internazionale mediante la firma di altri memorandum d'intesa con altri paesi e giurisdizioni rilevanti”, ha affermato Brülhart.

"Le prospettiva per il 2013 prevede un ulteriore rafforzamento del sistema di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, compresa l’attuazione delle raccomandazioni Moneyval attraverso l’adeguata adozione o modifica della legislazione in materia, e la continuazione del processo di rafforzamento della consapevolezza delle autorità e delle istituzioni competenti".

"L’AIF è l’autorità competente della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano per l'informazione finanziaria e per la vigilanza e la regolamentazione in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. L’AIF è stata istituita nel 2010 ed è diventata operativa nel mese di aprile del 2011".

Il Rapporto completo è consultabile sul sito:
http://attualita.vatican.va/sala-stampa/bollettino/2013/05/22/news/31044.html.


IL PAPA IN VISITA ALLE MISSIONARIE DELLA CARITÀ RIAFFERMA VALORE DELLA SOLIDARIETÀ

Città del Vaticano, 22 maggio 2013 (VIS). La mia presenza questa sera vuole essere anzitutto un grazie sincero alle Missionarie della Carità, fondate dalla Beata Teresa di Calcutta, che operano qui da 25 anni, con numerosi volontari, in favore di tante persone bisognose di aiuto. Grazie di cuore! Voi, care Suore, insieme ai Missionari della Carità e ai collaboratori, rendete visibile l’amore della Chiesa per i poveri. Con il vostro servizio quotidiano, siete – come dice un Salmo – la mano di Dio che sazia la fame di ogni vivente. Quante bocche avete sfamato con pazienza e dedizione!".

Queste le parole di Papa Francesco alle missionarie, ai volontari e agli ospiti della Casa di Accoglienza "Dono di Maria", situata nei pressi di Piazza San Pietro, al lato del Palazzo del Sant'Uffizio. La visita del Santo Padre ha inteso commemorare il XXV anniversario dell'affidamento della Casa a Madre Teresa di Calcutta da parte del Beato Giovanni Paolo II. Al suo arrivo Papa Francesco è stato accolto dal Cardinale Angelo Comastri, Vicario Generale per la Città del Vaticano e dalla Madre Generale delle Suore della Carità, Suor Pierick Mary Prema. La Suore hanno posto al collo di Papa Francesco una bella ghirlanda di fiori, secondo l'uso indiano. L'incontro si è svolto in un clima festoso e accompagnato da canti. La Casa accoglie circa 25 donne e gli uomini che vi consumano i pasti quotidianamente sono circa 60.

Nel suo breve discorso il Papa si è soffermato su tre parole: Casa, dono e Maria.

"Questa struttura, voluta e inaugurata dal Beato Giovanni Paolo II - è una 'casa' - ha detto Papa Francesco - E quando diciamo 'casa' intendiamo un luogo di accoglienza, (...) dove stare bene, ritrovare se stessi, sentirsi inseriti in un territorio, in una comunità. Ancora più profondamente, 'casa' è una parola dal sapore tipicamente familiare, che richiama il calore, l’affetto, l’amore che si possono sperimentare in una famiglia. La 'casa' allora rappresenta la ricchezza umana più preziosa, quella dell’incontro, quella delle relazioni tra le persone, diverse per età, per cultura e per storia, ma che vivono insieme e che insieme si aiutano a crescere. (...) E questo cerca di essere da 25 anni anche questa casa! Al confine tra Vaticano e Italia, essa è un forte richiamo a tutti noi, alla Chiesa, alla Città di Roma ad essere sempre più famiglia, 'casa' in cui si è aperti all’accoglienza, all’attenzione, alla fraternità".

"C’è poi una seconda parola molto importante: la parola 'dono', che qualifica questa Casa e ne definisce l’identità tipica. (...) Voglio dire che questa Casa dona accoglienza, sostegno materiale e spirituale a voi, cari ospiti, provenienti da diverse parti del mondo; ma anche voi siete un dono per questa Casa e per la Chiesa. Voi ci dite che amare Dio e il prossimo non è qualcosa di astratto, ma di profondamente concreto: vuol dire vedere in ogni persona il volto del Signore da servire, e servirlo concretamente. (...) Qui si vive un’ospitalità aperta, senza distinzione di nazionalità o di religione, secondo l’insegnamento di Gesù 'gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date'. Dobbiamo recuperare tutti il senso del dono, della gratuità, della solidarietà. Un capitalismo selvaggio ha insegnato la logica del profitto ad ogni costo, del dare per ottenere, dello sfruttamento senza guardare alle persone… e i risultati li vediamo nella crisi che stiamo vivendo! Questa Casa è un luogo che educa alla carità, una 'scuola' di carità, che insegna ad andare incontro ad ogni persona, non per profitto, ma per amore".

C’è, infine, un’ultima caratteristica di questa Casa: essa si qualifica come un dono 'di Maria'. (...) Maria è un esempio e uno stimolo per coloro che vivono in questa Casa, e per tutti noi, a vivere la carità verso il prossimo non per una sorta di dovere sociale, ma partendo dall’amore di Dio, dalla carità di Dio. (...) Maria è quella che ci porta a Gesù e ci insegna come andare da Gesù (...). Per noi cristiani, l’amore per il prossimo nasce dall’amore di Dio e ne è la più limpida espressione. Qui si cerca di amare il prossimo, ma anche di lasciarsi amare dal prossimo. Questi due atteggiamenti camminano assieme, non può esserci l’uno, se non c’è anche l’altro".




TELEGRAMMA DEL PAPA PER CATASTROFE DI OKLAHOMA CITY

Città del Vaticano, 22 maggio 2013 (VIS). Nel pomeriggio di ieri il Santo Padre Francesco tramite il Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone, ha fatto pervenire un messaggio all'Arcivescovo di Oklahoma City, Monsignor Paul S. Coakley, a motivo del tornado che all'alba del 20 maggio, ha devastato la città e i dintorni, causando numerosi morti e feriti.

"Il Santo Padre - si legge nel telegramma - ha seguito con profonda preoccupazione le conseguenze del devastante tornado che ha colpito Oklahoma e la prega di trasmettere a tutta la comunità l'assicurazione della sua solidarietà e vicinanza nella preghiera. Consapevole della tragica perdita di vite umane e dell'immensità dell'opera di ricostruzione che occorrerà affrontare, invoca Dio Onnipotente affinché conceda il riposto eterno ai defunti, consolazione agli afflitti e forza e speranza alle persone rimaste senza casa e ai feriti. In particolare Sua Santità raccomanda al Padre della misericordia i numerosi bambini che si contano fra le vittime e le loro famiglie in lutto. Sui responsabili civili e religiosi e su tutte le persone impegnate nell'opera di soccorso, Sua Santità invoca i doni del Signore Risorto, consolazione, forza, e perseveranza nel bene".

UDIENZE

Città del Vaticano, 22 maggio 2013 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale il Santo Padre ha ricevuto il Signor Thomas Boni Yayi, Presidente della Repubblica del Benin.



martedì 21 maggio 2013

IL PAPA PREGA PER LE VITTIME DEL TORNADO DI OKLAHOMA CITY

Città del Vaticano, 21 maggio 2013 (VIS). “Preghiamo per le vittime e i dispersi, specialmente i bambini, colpiti dal violento tornado abbattutosi su Oklahoma City, ieri. Ascoltaci, o Signore!”, ha detto Papa Francesco questa mattina durante la Santa Messa quotidiana celebrata nella Casa Santa Marta.

Successivamente Papa Francesco ha lanciato un tweet dal suo account @Pontifex: "Sono vicino alle famiglie di tutti coloro che sono morti nel tornado di Oklahoma, specialmente coloro che hanno perso dei bambini. Unitevi a me nel pregare per loro".

Il tornado che si è abbattuto sullo Stato di Oklahoma (Stati Uniti d'America) ha causato finora 91 vittime, di cui almeno 20 bambini rimasti sotto le macerie di una scuola elementare, ed ha distrutto più di 7.000 abitazioni. Interi isolati della periferia di Oklahoma City sono stati rasi al suolo. I feriti e i dispersi sono più di un centinaio e centinaia di abitazioni, edifici e infrastrutture, nella città di Oklahoma e nella vicina Moore sono andate distrutte.

PADRE LOMBARDI SU PRESUNTO ESORCISMO COMPIUTO DAL SANTO PADRE

Città del Vaticano, 21 maggio 2013 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., in risposta a domande di giornalisti circa un presunto esorcismo compiuto dal Santo Padre Francesco in Piazza San Pietro dopo la celebrazione di domenica scorsa, ha dichiarato: "Il Santo Padre non ha inteso compiere alcun esorcismo. Ma, come fa frequentemente per le persone malate e sofferenti che gli si presentano, ha semplicemente inteso pregare per una persona sofferente che gli era stata presentata".


LA PIETÀ DI MICHELANGELO QUARANTA ANNI DOPO IL RESTAURO

Città del Vaticano, 21 maggio 2013 (VIS). Il 21 maggio 1972 la Pietà di Michelangelo, custodita nella Basilica di San Pietro, venne sfregiata dalle martellate inferte da un turista che riuscì ad eludere la sorveglianza. Il geologo australiano di origine ungherese Laszlo Toth, che soffriva di una grave infermità mentale, si accanì sulla scultura con quindici martellate al grido di "Sono Gesù Cristo risorto dalla morte". I colpi di martello staccarono una cinquantina di frammenti, spaccando il braccio sinistro della Vergine, frantumando il gomito e distruggendo il naso e le palpebre.

Oggi, quaranta anni dopo, i Musei Vaticani dedicano alla ricostruzione della scultura, una Giornata di studio intitolata "La Pietà di San Pietro, in memoria del 21 maggio 1972. Storia di un restauro", che analizza la complessa e delicata opera di restauro effettuata tra il 1972 a il 1973 nei laboratori dei Musei Vaticani, sotto la responsabilità del Direttore Deoclecio Redig de Campos. Grazie all'esistenza di numerosi calchi, e riutilizzando, per quanto possibile, i frammenti originali con un impasto a base di colla e polvere di marmo, fu possibile reintegrare l'opera fedelmente.

La Pietà è considerata il primo capolavoro del poco più che ventenne Michelangelo ed anche l'unica opera che porta la sua firma, sulla fascia a tracolla che regge il manto della Vergine: "Michel.A[N]GELUS BONAROTUS FLORENT[INUS] FACIEBAT. Grazie ai documenti custoditi nell'archivio della Fabbrica di San Pietro, la Giornata di studio svelerà le diverse sistemazioni della scultura prima della sua collocazione, nel 1779 nella prima cappella a destra della navata di San Pietro, dove è visibile, oggi, protetta, dopo l'attentato, da una speciale parete di cristallo antiproiettile. Nel 1964 fu l'unica volta che la Pietà lasciò il territorio vaticano per essere esposta all'Esposizione Universale di New York dove fu ammirata da più di 21 milioni di persone. In quell'occasione il fotografo Robert Hupka la immortalò nel suo famoso volume intitolato "Un atto d'amore". Un altro particolare poco conosciuto sono le corone con le quali la devozione dei fedeli ha adornato il capo della Vergine in varie epoche. Il ruolo devozionale legato alla pietà sarà illustrato dall'archeologo Pietro Zander.

La Giornata comprende inoltre un avvenimento eccezionale: la proiezione del documentario in versione restaurata, a colori, e in formato digitale, intitolato "La violenza e la Pietà", sul delicato lavoro di restauro dell'opera, realizzato in esclusiva mondiale da Brando Giordani, scomparso pochi mesi fa, in collaborazione con i servizi culturali della Rai. Il documentario fu girato per espressa volontà di Papa Paolo VI che interpretò la Pietà sfregiata come l'icona di una Chiesa piangente, aggredita dal male.

Anche un'altra celebre scultura di Michelangelo: il David, conservata nella Galleria dell'Accademia a Firenze, nel 1991 fu colpita a martellate da un infermo di mente che ne danneggiò le dita del piede sinistro. Il restauro dell'Opificio delle Pietre Dure, sarà illustrato questo pomeriggio ed introdurrà una delle iniziative dei Musei Vaticani: la creazione di una gipsoteca virtuale, con calchi e modelli-cloni in 3D che raccolgono tutte le informazioni tridimensionali sulle opere di statuaria più illustri e preziose della collezione per fronteggiare ogni tipo di emergenza.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 21 maggio 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Claude Rault, M.Afr., di Laghouat (Algeria), Membro del Consiglio Speciale per l'Africa della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi.

- Il Reverendo Rafael Valdéz Torres, Vescovo di Ensenada (superficie: 52.646; popolazione: 557.000; cattolici: 439.000; sacerdoti: 53; religiosi: 106), Messico. Il Vescovo eletto è nato nel 1959 a Santiago Tangamandapio (Messico) ed è stato ordinato sacerdote nel 1985. È stato Vicario Cooperatore e Parroco, Prefetto e Professore di Filosofia nel Seminario Diocesano della diocesi di Zamora. Dal 2004 al presente è stato Parroco e Rettore del Santuario del Señor de los Milagros in San Juan Nuevo. Dal 2008 è stato Economo della Mutual Sacerdotal diocesana.

- Il Reverendo Luzizla Kiala, Vescovo della Diocesi di Sumbe (superficie: 60.000; popolazione 1.191.000; cattolici: 369.969; sacerdoti: 47; religiosi: 59), Angola. Il Vescovo eletto è nato nel 1963 a Damba (Angola) ed è stato ordinato sacerdote nel 1992. Dal 1992 al 1994 è stato Amministratore parrocchiale di Songo, Bembe e Caipemba; dal 1994 al 1997 Padre Spirituale esterno del Seminario di Uije; Vicario parrocchiale di Bembe; Membro del Consiglio Presbiterale; Membro del Collegio dei Consultori; Membro del Consiglio per gli Affari Economici; Direttore Spirituale residente del Seminario di Uije; Vicario Foraneo; Presidente delle Commissioni diocesane per le Migrazioni, la Liturgia, la Musica Sacra; dal 2001 al 2008 è stato Vicario Episcopale; Professore in Seminario; dal 2008 è stato Vicario Generale della Diocesi di Uije; Parroco della Sede Cattedrale; Assistente ecclesiastico, nella Diocesi di Uije, dell'Associação Cristã dos Gestores e Dirigentes, ACGD.


lunedì 20 maggio 2013

PAPA FRANCESCO: APRIRSI ALLE SORPRESE DI DIO

Città del Vaticano, 19 maggio 2013 (VIS). La Santa Messa, celebrata in Piazza San Pietro da Papa Francesco, con la partecipazione di più di 200.000 persone, ha concluso due giorni di pellegrinaggio con i movimenti ecclesiali, le nuove comunità, la associazioni e le aggregazioni laicali a Roma in occasione dell'Anno della Fede. Nell'omelia Papa Francesco ha ricordato che nella solennità di Pentecoste "riviviamo nella liturgia l’effusione dello Spirito Santo operata da Cristo risorto sulla sua Chiesa; un evento di grazia che ha riempito il cenacolo di Gerusalemme per espandersi nel mondo intero" ed ha riflettuto su tre parole legate all'azione dello Spirito: novità, armonia, missione, alla luce del brano degli Atti degli Apostoli che è stato ascoltato.

"La novità - ha detto il Papa - ci fa sempre un po’ di paura, perché ci sentiamo più sicuri se abbiamo tutto sotto controllo, se siamo noi a costruire, a programmare, a progettare la nostra vita (...). E questo avviene anche con Dio. (...) Ci è difficile abbandonarci a Lui con piena fiducia, lasciando che sia lo Spirito Santo l’anima, la guida della nostra vita, (...); abbiamo paura che Dio ci faccia percorrere strade nuove, ci faccia uscire dal nostro orizzonte spesso limitato, chiuso, egoista, per aprirci ai suoi orizzonti. Ma, in tutta la storia della salvezza, quando Dio si rivela porta novità - Dio porta sempre novità -, trasforma e chiede di fidarsi totalmente di Lui: Noè costruisce un’arca deriso da tutti e si salva; Abramo lascia la sua terra con in mano solo una promessa; Mosè affronta la potenza del faraone e guida il popolo verso la libertà; gli Apostoli, timorosi e chiusi nel cenacolo, escono con coraggio per annunciare il Vangelo. Non è la novità per la novità, la ricerca del nuovo per superare la noia come avviene spesso nel nostro tempo. La novità che Dio porta nella nostra vita è ciò che veramente ci realizza, ciò che ci dona la vera gioia, la vera serenità, perché Dio ci ama e vuole solo il nostro bene. Domandiamoci oggi: siamo aperti alle 'sorprese di Dio'? O ci chiudiamo, con paura, alla novità dello Spirito Santo? Siamo coraggiosi per andare per le nuove strade che la novità di Dio ci offre o ci difendiamo, chiusi in strutture caduche che hanno perso la capacità di accoglienza?".

"Lo Spirito Santo - ha proseguito il Pontefice - apparentemente, sembra creare disordine nella Chiesa, perché porta la diversità dei carismi, dei doni; ma tutto questo invece, sotto la sua azione, è una grande ricchezza, perché lo Spirito Santo è lo Spirito di unità, che non significa uniformità, ma riconduce il tutto all’armonia. Nella Chiesa l’armonia la fa lo Spirito Santo. (...) Solo Lui può suscitare la diversità, la pluralità, la molteplicità e, nello stesso tempo, operare l’unità. Anche qui, quando siamo noi a voler fare la diversità e ci chiudiamo nei nostri particolarismi, nei nostri esclusivismi, portiamo la divisione; e quando siamo noi a voler fare l’unità secondo i nostri disegni umani, finiamo per portare l’uniformità, l’omologazione. Se invece ci lasciamo guidare dallo Spirito, la ricchezza, la varietà, la diversità non diventano mai conflitto, perché Egli ci spinge a vivere la varietà nella comunione della Chiesa. (...) L’ecclesialità è una caratteristica fondamentale per ogni cristiano, per ogni comunità, per ogni movimento. È la Chiesa che mi porta Cristo e mi porta a Cristo; i cammini paralleli sono tanto pericolosi! Quando ci si avventura andando oltre la dottrina e la Comunità ecclesiale - dice l’apostolo Giovanni nella sua Seconda Lettera - e non si rimane in esse, non si è uniti al Dio di Gesù Cristo".

Infine, come ultimo punto, il Papa ha affermato che: "I teologi antichi dicevano: l’anima è una specie di barca a vela, lo Spirito Santo è il vento che soffia nella vela per farla andare avanti, gli impulsi e le spinte del vento sono i doni dello Spirito. Senza la sua spinta, senza la sua grazia, noi non andiamo avanti. Lo Spirito Santo ci fa entrare nel mistero del Dio vivente e ci salva dal pericolo di una Chiesa gnostica e di una Chiesa autoreferenziale, chiusa nel suo recinto; ci spinge ad aprire le porte per uscire, per annunciare e testimoniare la vita buona del Vangelo (...). Lo Spirito Santo è l’anima della missione. Quanto avvenuto a Gerusalemme quasi duemila anni fa non è un fatto lontano da noi, è un fatto che ci raggiunge, che si fa esperienza viva in ciascuno di noi. La Pentecoste del cenacolo di Gerusalemme è l’inizio, un inizio che si prolunga. (...) È lo Spirito Paràclito, il 'Consolatore', che dà il coraggio di percorrere le strade del mondo portando il Vangelo! Lo Spirito Santo ci fa vedere l’orizzonte e ci spinge fino alle periferie esistenziali per annunciare la vita di Gesù Cristo".

Al termine della Santa Messa il Papa ha percorso in papamobile Piazza San Pietro e Via della Conciliazione per salutare, per quasi 50 minuti, le decine di migliaia di pellegrini.



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