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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 23 ottobre 2012

CARDINALE BERTONE SUL VIAGGIO DI UNA DELEGAZIONE DI PADRI SINODALI A DAMASCO

Città del Vaticano, 23 ottobre 2012 (VIS). Riportiamo di seguito l'intervento del Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato, pronunciato questa mattina, durante i lavori dell'Assemblea del Sinodo dei Vescovi, in merito al viaggio di una Delegazione di Padri sinodali a Damasco:

"Martedì scorso annunciavo davanti a questa assise la decisione del Santo Padre di inviare una Delegazione a Damasco per esprimere la Sua solidarietà e quella del Sinodo e di tutta la Chiesa alla popolazione in Siria che sta vivendo purtroppo già da tempo una tragica situazione di sofferenza e manifestare la nostra vicinanza spirituale ai fratelli e alle sorelle cristiane di quel Paese, insieme ad un incoraggiamento a quanti sono impegnati nella ricerca di una soluzione rispettosa dei diritti e dei doveri di tutti".

"L’iniziativa ha avuto ampia eco non soltanto qui a Roma o in Siria ma anche a livello internazionale ricevendo un’accoglienza positiva".

"Desidero anzitutto comunicarvi che in seguito si è continuato a studiare la questione e a preparare la visita, nonostante i tragici episodi verificatisi nei giorni scorsi nella Regione. Come è noto, è vivo il desiderio di esprimere la vicinanza della Santa Sede e della Chiesa universale, tramite una Delegazione che si rechi a Damasco nei tempi e nelle modalità che saranno annunciate, dopo essere state definite alla luce dei contatti e dei preparativi che si stanno compiendo. Considerata la gravità della situazione, la visita verrà posticipata, probabilmente oltre la conclusione del Sinodo, così come ci sarà qualche modifica alla composizione della Delegazione, anche per gli impegni dei suoi membri. Il contributo delle offerte personali dei Padri Sinodali insieme a quelle della Santa Sede sarà inviato in Siria, dopo il Sinodo, come gesto di fraterna solidarietà a tutta la popolazione".

"Continua soprattutto l’impegno della preghiera che sempre viene ascoltata dal Signore e alla quale vi invito ad unirvi con rinnovata fiducia".

PUBBLICATA LA SENTENZA CONTRO PAOLO GABRIELE

Città del Vaticano, 23 ottobre 2012 (VIS). È stata pubblicata oggi la sentenza del Tribunale della Stato della Città del Vaticano contro Paolo Gabriele, emessa il 6 ottobre scorso, con la quale lo si dichiarava colpevole del delitto di furto aggravato.

Come si ricorderà il Tribunale ha condannato Gabriele alla pena di tre anni di reclusione, ma "considerate l’assenza di precedenti penali, le risultanze dello stato di servizio in epoca antecedente ai fatti contestati, il convincimento soggettivo - sia pure erroneo - indicato dall’imputato quale movente della sua condotta, nonché la dichiarazione circa la sopravvenuta consapevolezza di aver tradito la fiducia del Santo Padre, diminuisce la pena ad anni uno (1) e mesi 6 (sei) di reclusione; condanna il medesimo al rifacimento delle spese processuali".

Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha spiegato questa mattina nel corso di un briefing alcuni punti della sentenza, centrata sul delitto di sottrazione di documenti, sopratutto di testi originali, mentre non sono stati considerati rilevanti altri oggetti come una pepita d'oro, un assegno a nome del Santo Padre e una edizione rinascimentale dell'"Eneide", giacché esistono contraddizioni sia nella modalità della perquisizione durante la quale sono state trovate e non risulta la colpevolezza provata di Gabriele.

Relativamente all'imputabilità dell'accusato è stato escluso, mediante perizia psichiatrica, qualunque grave difetto psichico che impedisca di essere consapevole delle responsabilità dei fatti. Il Tribunale si è preoccupato di definire i termini giuridici del delitto di furto, la sottrazione di un oggetto o il suo possesso, senza il consenso del proprietario, con il fine di ottenerne beneficio. Per cui si tratta di furto e non di appropriazione indebita, però è stato specificato che il beneficio che Gabriele voleva ottenere non era di natura economica ma intellettuale e morale.

Altro tema è stato quello della "suggestione" di Gabriele da parte di terze persone. Un termine interpretato anche come complicità o influenza. L'imputato afferma che la parola non significa collaborazione di altre persone, ma influsso dell'ambiente che ha portato la convinzione soggettiva di agire per il bene del Santo Padre e della Chiesa.

Per quanto attiene alla questioni delle aggravanti e delle attenuanti, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha precisato che ai primi corrisponde il furto con abuso di fiducia e la diffusione di documenti riservati; ai secondi l'assenza di precedenti penali e la convinzione morale di Gabriele.

In riferimento alla condanna, il Padre Lombardi ha ricordato che il Tribunale si è basato sulle pene previste per questo delitto dal Codice Penale; il Promotore di Giustizia aveva chiesto per Gabriele l'interdizione perpetua del disimpegno di cariche pubbliche, però, giacché la condanna finale è di un anno e sei mesi ed il Codice Penale non prevede tale misura, l'interdizione rimane limitata. Parimenti è stato deciso, sempre per la gravità del delitto, di non applicare la sospensione condizionale della pena.

Infine, il Direttore della Sala Stampa, ha informato che Paolo Gabriele continua ad essere agli arresti domiciliari, considerato che fino alla pubblicazione della sentenza, il Promotore di Giustizia del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, Avv. Giovanni Giacobbe, non può ricorrere in appello. Se non c'è ricorso entro il termine stabilito, la sentenza sarà esecutiva e l'imputato dovrà scontare la pena nella prigione del Vaticano, giacché non vi è una convenzione con lo Stato Italiano in questa materia. Tuttavia, è sempre possibile che il Santo Padre conceda la grazia a Paolo Gabriele, ma, essendo una decisione personale, non si può conoscere se e quando ciò si verificherà.

Per leggere il testo completo della sentenza (in italiano), cliccare qui oppure copia ed incolla:

5 NOVEMBRE, PROCESSO A CLAUDIO SCIARPELLETTI, IMPUTATO NEL CASO VATILEAKS

Città del Vaticano, 23 ottobre 2012 (VIS). Il Presidente del Tribunale della Città del Vaticano, Prof. Giuseppe Dalla Torre, ha emesso il decreto che stabilisce per il giorno 5 di novembre prossimo, alle ore 9, l’udienza del processo nei confronti di Claudio Sciarpelletti, imputato di favoreggiamento, rinviato a giudizio il 13 agosto scorso con sentenza del Giudice istruttore, ma il cui giudizio era stato separato da quello di Paolo Gabriele con Ordinanza pronunciata nel corso dell’udienza dibattimentale del 29 settembre 2012.

L’udienza avrà luogo nell’Aula delle udienze del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano e il Collegio giudicante sarà composto dal Prof. Giuseppe Dalla Torre, Presidente, dal prof. Avv. Paolo Papanti-Pelletier, Giudice, e dal prof. Avv. Venerando Marano, Giudice.

lunedì 22 ottobre 2012

LA SANTITÀ HA SUA SORGENTE NEL MISTERO DELLA REDENZIONE

Città del Vaticano, 21 ottobre 2012 (VIS). Questa mattina in Piazza San Pietro, ottantamila persone hanno assistito alla Santa Messa ed al rito di canonizzazione di sette nuovi santi: Jacques Berthieu (1838-1896), sacerdote professo della Compagnia di Gesù, martire; Pedro Calungsod (1654-1672), catechista laico, martire; Giovanni Battista Piamarta (1841-1913), sacerdote, fondatore della Congregazione Sacra Famiglia di Nazareth e delle Umili Serve del Signore; María Carmen Sallés y Barangueras (1848-1911), fondatrice della Congregazione delle Suore Concezioniste Missionarie dell’Insegnamento; Marianne Cope (1838-1918), religiosa professa della Congregazione delle Suore del terzo ordine di San Francesco di Syracuse; Kateri Tekakwitha (1656-1680), laica; Anna Schäffer (1882-1925), laica.

Nell'omelia il Papa ha posto in rilievo la "felice coincidenza" della celebrazione dell'Assemblea sinodale sulla nuova evangelizzazione e della Giornata Missionaria Mondiale ed ha ricordato che i testi della liturgia odierna ci mostrano "lo stile dell’evangelizzatore, chiamato a testimoniare ed annunciare il messaggio cristiano conformandosi a Gesù Cristo, seguendo la sua stessa vita. Questo vale sia per la missione ad gentes, sia per la nuova evangelizzazione nelle regioni di antica cristianità".

"'Il Figlio dell’uomo è venuto per servire e dare la propria vita in riscatto per molti', ha detto Benedetto XVI, citando il Vangelo di Marco e sottolineando che: "Queste parole hanno costituito il programma di vita dei sette Beati che oggi la Chiesa iscrive solennemente nella gloriosa schiera dei Santi. (...) Sono figli e figlie della Chiesa, che hanno scelto la vita del servizio seguendo il Signore. La santità nella Chiesa ha sempre la sua sorgente nel mistero della Redenzione (...). L’odierna canonizzazione costituisce un’eloquente conferma di tale misteriosa realtà salvifica".

Il Papa ha poi illustrato la biografia e l'esempio dei nuovi santi. Jacques Berthieu, nato nel 1838, in Francia, fu "Pastore infaticabile nell’Isola Santa Maria e poi nel Madagascar, lottò contro l’ingiustizia, mentre recava sollievo ai poveri e ai malati. (...) Si fece tutto a tutti, attingendo nella preghiera e nell’amore del Cuore di Gesù la forza umana e sacerdotale di giungere fino al martirio nel 1896. (...) La vita di questo evangelizzatore sia un incoraggiamento e un modello per i sacerdoti, affinché siano uomini di Dio come lui! Il suo esempio aiuti i numerosi cristiani oggi perseguitati a causa della fede! Possa la sua intercessione, in questo Anno della fede, portare frutti per il Madagascar e il continente africano!".

"Pedro Calungsod nacque intorno al 1654, nella regione di Visayas nelle Filippine. (...) Nel 1668, assieme ad altri giovani catechisti, accompagnò il Padre Diego Luis de San Vitores alle Isole Marianas per evangelizzare il popolo Chamorro. La vita là era dura - ha detto il Papa - e i missionari soffrirono persecuzioni a causa di invidie e calunnie. Pedro, però, dimostrò fede e carità profonde e continuò a catechizzare i molti convertiti, dando testimonianza a Cristo mediante una vita di purezza e di dedizione al Vangelo. Molto intenso era il suo desiderio di guadagnare anime a Cristo, e ciò lo rese risoluto nell’accettare il martirio. (...) Possano l’esempio e la coraggiosa testimonianza di Pedro Calungsod ispirare le care popolazioni delle Filippine ad annunciare il Regno di Dio con forza e guadagnare anime a Dio!".

"Il sacerdote italiano Giovanni Battista Piamarta, (...) fu un grande apostolo della carità e della gioventù. Avvertiva l’esigenza di una presenza culturale e sociale del cattolicesimo nel mondo moderno (...). Animato da fiducia incrollabile nella Divina Provvidenza e da profondo spirito di sacrificio, (...) quando era oberato di lavoro, aumentava il tempo per l’incontro, cuore a cuore, con il Signore. (...) per attingere forza spirituale e ripartire alla conquista del cuore della gente, specie dei giovani, per ricondurli alle sorgenti della vita con sempre nuove iniziative pastorali".

L'opera educativa della religiosa spagnola María del Carmen Sallés y Barangueras "affidata alla Vergine Immacolata, continua a portare frutti abbondanti in mezzo alla gioventù mediante l’impegno generoso delle sue figlie, che come lei si pongono nelle mani del Dio che tutto può".

La tedesca Marianne Cope "accolse di sua volontà una chiamata a prendersi cura dei lebbrosi delle Hawaii, dopo che molti altri avevano rifiutato". (...) Dopo cinque anni, accettò l’invito ad aprire una casa per donne e ragazze nella stessa isola di Molokai, coraggiosamente andandovi lei stessa (...). Là si prese cura di padre Damiano, già famoso per la sua eroica attività fra i lebbrosi, curandolo sino alla morte e prendendone il posto fra i lebbrosi maschi. Quando ancora si poteva fare poco per quanti soffrivano di questa terribile malattia, Marianne Cope dimostrò l’amore, il coraggio e l’entusiasmo più alti".

"Kateri Tekakwitha nacque nell’odierno stato di New York nel 1656 da padre Mohawk e da madre cristiana algonchina (...). Fu battezzata all’età di vent’anni e, per fuggire dalle persecuzioni, si rifugiò nella missione di san Francesco Saverio vicino a Montreal. Là lavorò, fedele alle tradizioni del suo popolo - anche se rinunciò alle convinzioni religiose della sua gente - sino alla morte all’età di 24 anni. (...) Kateri ci impressiona per l’azione della grazia nella sua vita in assenza di sostegni esterni, e per il coraggio nella vocazione tanto particolare nella sua cultura. In lei, fede e cultura si arricchiscono a vicenda! Il suo esempio ci aiuti a vivere là dove siamo, senza rinnegare ciò che siamo, amando Gesù! Santa Kateri, patrona del Canada e prima santa amerinda, noi ti affidiamo il rinnovamento della fede nelle prime nazioni e in tutta l’America del Nord! Dio benedica le prime nazioni!".

La giovane tedesca Anna Schäffer di Mindelstetten, da giovane, ebbe un grave incidente che provocandole ustioni inguaribili alle gambe la costrinsero al letto per tutta la vita. "Così, il letto di dolore diventò per lei cella conventuale e la sofferenza costituì il suo servizio missionario. (...) Possa il suo apostolato di preghiera e di sofferenza, di sacrificio e di espiazione costituire un esempio luminoso per i fedeli nella sua Patria, e la sua intercessione rafforzi il movimento cristiano di hospice (centri di cure palliative per malati terminali) nel loro benefico servizio".

"Questi nuovi Santi, diversi per origine, lingua, nazione e condizione sociale, sono uniti con l’intero Popolo di Dio nel mistero di salvezza di Cristo, il Redentore. (...) Possa la testimonianza dei nuovi Santi, della loro vita generosamente offerta per amore di Cristo, parlare oggi a tutta la Chiesa, e la loro intercessione possa rafforzarla e sostenerla nella sua missione di annunciare il Vangelo al mondo intero", ha concluso il Santo Padre.

All'Angelus il Papa ha invocato Maria, Regina di tutti i Santi, ed ha ricordato che Lourdes è stata colpita da una grave esondazione del fiume Gave che ha allagato anche la Grotta delle Apparizioni. "In particolare, vogliamo oggi affidare alla materna protezione della Vergine Maria i missionari e le missionarie - sacerdoti, religiosi e laici - che in ogni parte del mondo spargono il buon seme del Vangelo. Preghiamo anche per il Sinodo dei Vescovi, che in queste settimane si sta confrontando con la sfida della nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana".

UDIENZE

Città del Vaticano, 22 ottobre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.

- Il Cardinale Giuseppe Bertello, Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano; e del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 22 ottobre 2010 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Machala (Ecuador), presentata dal Vescovo Luis Antonio Sánchez Armijos, S.D.B., in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

Sabato 20 ottobre il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Domenico Caliandro, Arcivescovo di Brindisi-Ostuni (superficie: 1.253; popolazione: 283.496; cattolici: 282.396; sacerdoti: 165; religiosi: 233; diaconi permanenti: 12), Italia. Finora Vescovo di Nardò-Gallipoli (Italia), l'Arcivescovo eletto è nato nel 1947 a Ceglie Messapica (Brindisi), ed è stato ordinato sacerdote nel 1971. Dal 1971 al 1974 è stato Educatore nel Pontificio Seminario Romano Minore; dal 1975 al 1978 è stato Vice Rettore e poi Direttore spirituale nel Seminario diocesano di Oria; dal 1979 al 1980 è stato Parroco di S. Francesco D’Assisi, Oria; dal 1980 al 1985 è stato Vicario foraneo; dal 1980 al 1993 è stato Professore ordinario di Teologia Morale presso il Seminario Regionale di Molfetta e presso l’Istituto di Scienze Religiose di Oria; dal 1972 al 1983 è stato Canonico del Capitolo Cattedrale di Oria; dal 1981 al 1983 è stato membro del Consiglio Pastorale Diocesano di Oria. Dal 1989 al 1993 è stato membro del Collegio dei Consultori di Oria;nel 1993 ha ricevuto la consacrazione episcopale.

- Il Monsignore Guido Gallese, Vescovo della diocesi di Alessandria (superficie: 740; popolazione: 163.100, cattolici: 151.200; sacerdoti: 96; religiosi: 207; diaconi permanenti: 2); Italia. Il Vescovo eletto è nato a Genova (Italia) nel 1962 ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. Dal 1990 al 1995 è stato Vice Rettore del Seminario Arcivescovile Maggiore di Genova “Benedetto XV”; dal 1995 al 1998 è stato Vicario parrocchiale di S. Giuseppe di Priaruggia, in Genova Quarto; dal 1998 al 2003 è stato Parroco “in solidum” e Moderatore delle parrocchie S. Pietro Apostolo, S. Andrea Apostolo in Calvari, S. Colombano Abate in Moranego, S. Giovanni Battista in Marsiglia, S. Stefano in Rosso, tutte nel comune di Davagna (GE); dal 2003 al 2007 è stato Parroco delle parrocchie di S. Ambrogio, S. Giovanni Battista e S. Maria Assunta in Bargagli (Genova); dal 2007 è Docente di Antropologia filosofica ed Etica presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale – Sezione di Genova, e Responsabile diocesano per la Pastorale giovanile. Dal 2008 è Direttore dell’Ufficio diocesano per l’Università e Membro del Consiglio Presbiterale. Nel 2010 è stato nominato Membro della Commissione diocesana per l’applicazione degli Orientamenti Pastorali dell’Episcopato Italiano per il decennio 2010-2020. È stato finora Direttore dell’Ufficio diocesano per l’Università e Responsabile diocesano per la Pastorale giovanile.

- Il Vescovo Luigi Ernesto Palletti, Vescovo di La Spezia-Sarzana-Brugnato (superficie: 881; popolazione: 223.535; cattolici: 220.921; sacerdoti: 141; religiosi: 152; diaconi permanenti: 22), Italia. È stato finora Vescovo Ausiliare di Genova (Italia).


sabato 20 ottobre 2012

PREMIO RATZINGER: ECUMENISMO E CONFRONTO CON ALTRE RELIGIONI

Città del Vaticano, 20 ottobre 2012 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, il Santo Padre ha conferito a due studiosi di teologia il "Premio Ratzinger", istituito dalla "Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger - Benedetto XVI":

Quest'anno il premio è stato conferito al cattedratico francese Rémi Brague, laico, studioso di Filosofia delle religioni ed al sacerdote gesuita Brian E. Daley, docente di Teologia storica.

Dopo l'introduzione di Monsignor Giuseppe Antonio Scotti, Presidente della Fondazione e la presentazione dei premiati da parte del Cardinale Camillo Ruini, Presidente del Comitato scientifico, Benedetto XVI ha rivolto alcune parole ai presenti.

"I due premiati di quest’anno - ha detto il Papa - sono competenti e impegnati in due aspetti decisivi per la Chiesa nei nostri tempi: mi riferisco all’ecumenismo e al confronto con le altre religioni. Il Padre Daley, studiando a fondo i Padri della Chiesa, si è posto nella migliore scuola per conoscere e amare la Chiesa una e indivisa, pur nella ricchezza delle sue diverse tradizioni". Il Professor Brague "è un grande studioso della filosofia delle religioni, in particolare di quelle ebraica e islamica nel medioevo. Ecco, a 50 anni dall’inizio del Concilio Vaticano II, mi piacerebbe rileggere insieme con loro due documenti conciliari: la Dichiarazione 'Nostra aetate' sulle religioni non cristiane e il Decreto 'Unitatis redintegratio' sull’ecumenismo, a cui aggiungerei però un altro documento che si è rivelato di straordinaria importanza: la dichiarazione 'Dignitatis humanae' sulla libertà religiosa".

Benedetto XVI ha ricordato che i due premiati sono "professori universitari, molto impegnati nell'insegnamento", ed ha sottolineato l'importanza di tale fattore che "mostra un aspetto di coerenza nell'attività della Fondazione", che oltre al Premio, promuove borse di studio per dottorandi in Teologia e anche convegni di studio a livello universitario.

"Personalità come il Padre Daley e il Professor Brague sono esemplari per la trasmissione di un sapere che unisce scienza e sapienza, rigore scientifico e passione per l’uomo, perché possa scoprire l’'arte del vivere'. Ed è proprio di persone che, attraverso una fede illuminata e vissuta rendano Dio vicino e credibile all’uomo d’oggi, ciò di cui abbiamo bisogno; (...) uomini il cui intelletto sia illuminato dalla luce di Dio, perché possano parlare anche alla mente e al cuore degli altri".

"Operare nella vigna del Signore, dove ci chiama - ha concluso il Papa - perché gli uomini e le donne del nostro tempo possano scoprire e riscoprire la vera 'arte del vivere': questa è stata anche una grande passione del Concilio Vaticano II, più che mai attuale nell’impegno della nuova evangelizzazione".



IL PAPA SI UNISCE AL DOLORE E ALLA TRISTEZZA DEI LIBANESI

Città del Vaticano, 20 ottobre 2012 (VIS). Il Santo Padre, tramite il Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato, ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio a Sua Beatitudine Béchara Boutros Raï, Patriarca di Antiochia dei Maroniti (Libano), per l'attentato di ieri venerdì in un quartiere commerciale di Beirut che ha causato la morte di otto persone e numerosi feriti.

"Nell'apprendere la notizia del terribile attentato verificatosi a Beirut, che ha causato numerose vittime, Sua Santità Papa Benedetto XVI si unisce con la preghiera al dolore delle famiglie in lutto e alla tristezza di tutti i libanesi. Egli affida le vittime a Dio misericordioso, con la preghiera di accoglierle nella sua luce. Il Santo Padre esprime la sua profonda simpatia alle persone ferite e alla loro famiglie, chiedendo al Signore aiuto e consolazione nella prova. Come già nel suo Viaggio apostolico in Libano, il Santo Padre condanna ancora una volta la violenza che genera tante sofferenze e chiede a Dio di donare al Libano e a tutta la regione, la pace e la riconciliazione. Di gran cuore Sua Santità invoca sulle famiglie in lutto e su tutti i libanesi l'abbondanza delle benedizioni divine!".



venerdì 19 ottobre 2012

LE RELIQUIE DEL BEATO GIOVANNI PAOLO II IN PELLEGRINAGGIO A LOURDES

Città del Vaticano, 19 ottobre 2012 (VIS). Le reliquie del Beato Giovanni Paolo II saranno portate a Lourdes con un pellegrinaggio organizzato dall'UNITALSI (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali), dal 21 al 27 ottobre prossimo.

L'Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, ha concesso all'UNITALSI il permesso di portare l'ampolla del sangue di Giovanni Paolo II al santuario mariano, affinché sia esposto e venerato dai pellegrini di tutto il mondo.

Il Presidente dell'UNITALSI, Salvatore Pagliuca ha ricordato a Radio Vaticana che siamo nell'Anno della Fede e che in questi giorni si svolge il Sinodo sulla Nuova Evangelizzazione "un tema che stava molto a cuore a Giovanni Paolo II", un Papa "che continua ancora oggi a influenzare la Chiesa e la gente". "La presenza del reliquiario del Beato nel pellegrinaggio è un segno ricco di significati, perché rappresenta la presenza delle sue idee, dei suoi sentimenti, la presenza soprattutto dell'amore dell'uomo e del pastore che ha donato alla gente, ai fedeli e in particolare agli ammalati e disabili".

L'ANNO DELLA FEDE PROTAGONISTA FESTIVAL DI MUSICA E ARTE SACRA

Città del Vaticano, 19 ottobre 2012 (VIS). L'XI edizione del Festival internazionale di Musica e Arte sacra - che si svolge nelle basiliche papali di Roma e in Vaticano, sarà dedicata all'Anno della Fede.

Il Festival promuove le attività istituzionali della Fondazione Pro Musica e Arte Sacra, presieduta da Hans-Albert Courtial, che consistono nel restauro di beni preziosi e di tesori di arte sacra contenuti in parte nelle Basiliche Papali e di far risuonare il repertorio sacro nella basiliche romane.

Il programma di quest'anno comprende sette concerti, dal 2 e al 13 novembre. Il primo sarà la Messa da Requeim di Giovanni Sgambati, interpretata dall'Orchestra Roma Sinfonietta, nella Basilica di Sant'Ignazio di Loyola in Campo Marzio. Mercoledì 7 novembre nella stessa Basilica, l'Orchestra del Teatro dell'Opera di Roma interpreterà la Sinfonia no. 7 di Anton Bruckner. Il Coro della Cappella Musicale Pontificia "Sistina", interpreterà, domenica 11 novembre, la "Missa Anno Santo", composta da Monsignor Georg Ratzinger, fratello del Pontefice, in un concerto privato nella Cappella Sistina. Lo stesso giorno nella Basilica di Santa Maria in Aracoeli, alle 21, il Johann-Rosenmüller-Ensemble (su strumenti storici) ed il Bach-Chor Siegen, interpreteranno il "Vespro della Beata Vergine Maria" di Claudio Monteverdi. Il 12 novembre, alle 20, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, protagonista sarà la polifonia della scuola romana grazie al Coro della Cappella Musicale Pontificia "Sistina", che interpreterà un repertorio di scuola romana ed il Westminster Cathedral Choir che passerà in rassegna sei secoli di musica corale cattolica dalle isole britanniche. Il 13 novembre, alle 17, il Westminster Cathedral Choir, diretto da Martin Baker, accompagnerà nella Basilica Papale di San Pietro la Santa Messa celebrata dal Cardinale Angelo Comastri, Arciprete della Basilica Vaticana. Il Festival si chiude il 13 novembre nella Basilica di San Paolo fuori le Mura con l'Orchestra Wiener Philharmoniker ed un programma interamente dedicato a Mozart.

Il Cardinale Angelo Comastri, Presidente onorario della fondazione pro musica e arte sacra, ha così commentato l'edizione 2012: "È una musica che nasce dalla fede e quindi è una musica che attira anche alla fede. Tutto quello che c'è nella Chiesa, infatti, di artistico, non è altro che l'espressione, la bellezza interiore, che si traduce in forme esteriori".

UDIENZE

Città del Vaticano, 19 ottobre 2012 (VIS). Nel pomeriggio di oggi il Santo Padre riceverà in udienza il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

giovedì 18 ottobre 2012

INVIATO SPECIALE 475° ANNIVERSARIO PRIMA DIOCESI DEL SUDAMERICA

Città del Vaticano, 18 ottobre 2012 (VIS). Questa mattina è stata pubblicata la Lettera pontificia, redatta in latino e datata 3 ottobre, con la quale il Santo Padre nomina il Cardinale Raúl Eduardo Vela Chiriboga, Arcivescovo emerito di Quito (Ecuador), suo Inviato Speciale alla celebrazione del 475° anniversario della Prima Diocesi del Perù e del Sudamerica, attuale Arcidiocesi di Cuzco, in programma a Cuczo, (Perù), dal 24 al 28 ottobre 2012.

Il Papa ricorda inoltre che la ricorrenza coincide con il Congresso Eucaristico Mariano Internazionale e citando la Enciclica del Beato Giovanni Paolo II "Ecclesia de Eucharistia" (2003) sottolinea: "Maria ci può guidare verso questo Santissimo Sacramento perché ha con esso una relazione profonda".


LETTERE CREDENZIALI AMBASCIATORE HAÏTI PRESSO SANTA SEDE

Città del Vaticano, 18 ottobre 2012 (VIS). Oggi, giovedì 18 ottobre, l'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, ha ricevuto le Lettere che accreditano il Signor Carl-Henri Guiteau come Ambasciatore di Haïti presso la Santa Sede.

Il Signor Guiteau aveva presentato le Lettere Credenziali al Santo Padre il 6 luglio 2009, in qualità di Inviato Straordinario e Plenipotenziario di Haïti.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 18 ottobre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- L'Arcivescovo Joseph W. Tobin, C.SS.R., Arcivescovo di Indianapolis (superficie: 35.768; popolazione: 2.595.000; cattolici: 246.000; sacerdoti: 236; religiosi; 715), Stati Uniti d'America. È stato finora Segretario della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.

- Il Reverendo Paul Terrio, Vescovo di Saint Paul in Alberta (superficie: 155.916; popolazione: 131.500; cattolici: 57.635; sacerdoti: 30; religiosi: 29; diaconi permanenti: 10), Canada. Il Vescovo eletto è nato nel 1943 a Montréal (Canada) ed è stato ordinato sacerdote nel 1970. Dal 1970 al 1976 è stato Vicario parrocchiale nella Cattedrale di Montréal; dal 1976 al 1983 è stato Professore al College di Montréal e dal 1983 al 1994 Professore al Seminario Maggiore di Brasilia (Brasile). Dal 1995 al 2001 è stato Parroco della St Peter’s Parish di Villeneuve, Edmonton e dal 1994 al 1997 Formatore nel Seminario Saint Joseph a Edmonton. Dal 2002 è stato Parroco della Holy Trinity Parish di Spruce Grove, Edmonton e, nell’Arcidiocesi di Edmonton, è stato Direttore dell’ufficio per le vocazioni sacerdotali.





mercoledì 17 ottobre 2012

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 17 ottobre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Elio Rama, I.M.C., Vescovo della Diocesi di Pinheiro (superficie: 21.360; popolazione: 467.000; cattolici: 269.000; sacerdoti: 54; religiosi: 38), Brasile. Il Vescovo eletto, è nato nel 1953 a Tucunduva (Brasile), ha emesso la professione religiosa nell'Istituto Missione Consolata nel 1982 ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. Dal 1985 al 1987 è stato Vicario Parrocchiale a Vilanculo (Mozambico); dal 1987 al 1992 è stato Parroco a Vilanculo (Mozambico); dal 1992 al 1996 è stato Rettore del Seminario della Consolata a Nampula (Mozambico); dal 1996 al 2002 è stato Superiore Regionale a Maputo (Mozambico); dal 2003 al 2009 è stato Rettore del Seminario Teologico I.M.C. a Sâo Paulo (Brasile); dal 2005 al 2011 è stato Consigliere Regionale a Sào Paulo (Brasile); dal 2010 al 2011 è stato Parroco della Parrocchia "Nossa Senhora da Penha”, a São Paulo (Brasile). Dal 2011 è stato Superiore Regionale per il Brasile dell’Istituto Missioni Consolata, con sede nell’arcidiocesi di São Paulo. Succede al Vescovo Ricardo Pedro Paglia, M.S.C., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.

IL PAPA INVIA UNA DELEGAZIONE IN SIRIA

Città del Vaticano, 17 ottobre 2012 (VIS). Il Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato, ha annunciato ieri durante la sessione pomeridiana del Sinodo dei Vescovi, che il Santo Padre invierà una Delegazione a Damasco (Siria) per esprimere a nome suo e di tutta la Chiesa "fraterna solidarietà a tutta la popolazione, con una offerta personale dei Padri Sinodali, oltre che della Santa Sede". La Delegazione esprimerà anche la sua "vicinanza spirituale ai fratelli e sorelle cristiani" ed il suo incoraggiamento "a quanti sono impegnati nella ricerca di un accordo rispettoso dei diritti e dei doveri di tutti, con una particolare attenzione a quanto previsto dal diritto umanitario".

"Non possiamo - ha detto il Cardinale Bertone - essere semplici spettatori di una tragedia come quella che si sta consumando in Siria: alcuni interventi sentiti in aula ne sono la prova. Convinti che la soluzione della crisi non può essere che politica e pensando alle immani sofferenze della popolazione, alla sorte degli sfollati nonché al futuro di quella nazione, alcuni di noi hanno suggerito che la nostra assemblea sinodale possa esprimere la sua solidarietà. (...) Si presume che esperite le formalità necessarie con il Nunzio Apostolico e con le autorità locali, la Delegazione si recherà a Damasco la settimana prossima. Nel frattempo preghiamo perché prevalgano la ragione e la compassione".

La Delegazione è composta dai seguenti Padri Sinodali: il Cardinale Laurent Mosengwo Pasinya, Arcivescovo di Kinshasa; il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso; il Cardinale Timothy Dolan, Arcivescovo di New York (Stati Uniti); il Vescovo Fabio Suescun Mutis, Ordinario militare in Colombia; il Vescovo Joseph Nguyen Nang, di Phat Diem (Vietnam); fanno parte della Delegazione anche l'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato; ed il Monsignor Alberto Ortega, Officiale della Segreteria di Stato.


ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 17 ottobre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Elio Rama, I.M.C., Vescovo della Diocesi di Pinheiro (superficie: 21.360; popolazione: 467.000; cattolici: 269.000; sacerdoti: 54; religiosi: 38), Brasile. Il Vescovo eletto, è nato nel 1953 a Tucunduva (Brasile), ha emesso la professione religiosa nell'Istituto Missione Consolata nel 1982 ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. Dal 1985 al 1987 è stato Vicario Parrocchiale a Vilanculo (Mozambico); dal 1987 al 1992 è stato Parroco a Vilanculo (Mozambico); dal 1992 al 1996 è stato Rettore del Seminario della Consolata a Nampula (Mozambico); dal 1996 al 2002 è stato Superiore Regionale a Maputo (Mozambico); dal 2003 al 2009 è stato Rettore del Seminario Teologico I.M.C. a Sâo Paulo (Brasile); dal 2005 al 2011 è stato Consigliere Regionale a Sào Paulo (Brasile); dal 2010 al 2011 è stato Parroco della Parrocchia "Nossa Senhora da Penha”, a São Paulo (Brasile). Dal 2011 è stato Superiore Regionale per il Brasile dell’Istituto Missioni Consolata, con sede nell’arcidiocesi di São Paulo. Succede al Vescovo Ricardo Pedro Paglia, M.S.C., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.

martedì 16 ottobre 2012

CAMPANE D'EUROPA: RAGIONI DI SPERANZA DEL PAPA

Città del Vaticano, 16 ottobre 2012 (VIS). Ieri sera, dopo la sessione sinodale, è stato presentato a un certo numero di padri sinodali il film “Bells of Europe – Campane d’Europa” sul tema dei rapporti fra il cristianesimo, la cultura europea e il futuro del Continente. Il film presenta estratti di una serie di eccezionali interviste originali con le maggiori personalità religiose cristiane, il Papa Benedetto XVI, il Patriarca ecumenico Bartolomeo I, il Patriarca di Mosca Kirill, l’Arcivescovo di Canterbury Rowan Williams, l’ex Presidente della federazione delle Chiese Evangeliche in Germania Huber e altre personalità della politica e della cultura.

Il filo unificante del film è dato dal suono delle campane dei diversi angoli del Continente e
dalla fusione di una campana nell’antica fonderia di Agnone. La colonna sonora è realizzata anche con musiche del famoso compositore estone Arvo Pärt. Anche Arvo Pärt è intervistato, e spiega come sia stato appunto ispirato dal tintinnio delle campane.

Realizzato dal Centro Televisivo Vaticano in base a un’idea del Padre Germano Marani, con il supporto di diverse altre istituzioni, fra cui la Fondazione La Gregoriana, il film è ora a disposizione di RAI Cinema, che ne detiene i diritti per la diffusione televisiva e home video.

Segue il testo dell'intervista a Papa Benedetto XVI

D. – Santità, nelle sue encicliche Lei sta proponendo un'antropologia forte, un uomo abitato dalla carità di Dio, un uomo dalla razionalità allargata dall’esperienza di fede, un uomo che ha una responsabilità sociale grazie alla dinamica della carità, ricevuta e donata nella verità. Santità, proprio in questo orizzonte antropologico in cui il messaggio evangelico esalta tutti gli elementi degni della persona umana, purificando le scorie che offuscano l'autentico volto dell’uomo creato a immagine e somiglianza di Dio, Lei ha più volte ribadito che questa riscoperta del volto umano, dei valori evangelici, delle profonde radici dell'Europa è motivo di grande speranza per il continente europeo e non solo… Può spiegarci le ragioni della sua speranza?

R. – Il primo motivo della mia speranza consiste nel fatto che il desiderio di Dio, la ricerca di Dio è profondamente scritta in ogni anima umana e non può scomparire. Certamente, per un certo tempo, si può dimenticare Dio, accantonarlo, occuparsi di altre cose, ma Dio non scompare mai. E’ semplicemente vero quanto dice sant’Agostino, che noi uomini siamo inquieti finché non abbiamo trovato Dio. Questa inquietudine anche oggi esiste. E’ la speranza che l’uomo sempre di nuovo, anche oggi, si ponga in cammino verso questo Dio.

Il secondo motivo della mia speranza consiste nel fatto che il Vangelo di Gesù Cristo, la fede in Cristo è semplicemente vera. E la verità non invecchia. Anch’essa si può dimenticare per un certo tempo, si possono trovare altre cose, la si può accantonare, ma la verità come tale non scompare. Le ideologie hanno un tempo contato. Sembrano forti, irresistibili, ma dopo un certo periodo si consumano, non hanno più la forza in loro, perché manca loro una verità profonda. Sono particelle di verità, ma alla fine si sono consumate. Invece il Vangelo è vero, e perciò non si consuma mai. In tutti i periodi della storia appaiono sue nuove dimensioni, appare tutta la sua novità, nel rispondere alle esigenze del cuore e della ragione umana che può camminare in questa verità e trovarvisi. E perciò, proprio per questo motivo, sono convinto che ci sia anche una nuova primavera del cristianesimo.
Un terzo motivo empirico lo vediamo nel fatto che questa inquietudine oggi lavora nella gioventù. I giovani hanno visto tante cose – le offerte delle ideologie e del consumismo –, ma colgono il vuoto in tutto questo, la sua insufficienza. L’uomo è creato per l’infinito. Tutto il finito è troppo poco. E perciò vediamo come, proprio nelle nuove generazioni, questa inquietudine si risveglia di nuovo ed essi si mettono in cammino, e così ci sono nuove scoperte della bellezza del cristianesimo; un cristianesimo non a prezzo moderato, non ridotto, ma nella sua radicalità e profondità. Quindi, mi sembra che l’antropologia come tale ci indichi che ci saranno sempre nuovi risvegli del cristianesimo e i fatti lo confermano con una parola: fondamento profondo. E’ il cristianesimo. E’ vero, e la verità ha sempre un futuro.

D. – Santità, Lei ha più volte ribadito che l’Europa ha avuto e ha tuttora un influsso culturale su tutto il genere umano e non può fare a meno di sentirsi particolarmente responsabile, non solo del proprio futuro, ma anche di quello dell’umanità intera. Guardando avanti, è possibile tratteggiare i contorni della testimonianza visibile dei cattolici e dei cristiani appartenenti alle Chiese ortodosse e protestanti, nell’Europa dall’Atlantico agli Urali, che, vivendo i valori evangelici in cui credono contribuiscano alla costruzione di un’Europa più fedele a Cristo, più accogliente, solidale, non solo custodendo l’eredità culturale e spirituale che li contraddistingue, ma anche nell’impegno a cercare vie nuove per affrontare le grandi sfide comuni che contrassegnano l’epoca post-moderna e multiculturale?

R. – Si tratta della grande questione. E’ evidente che l’Europa ha anche oggi nel mondo un grande peso sia economico, sia culturale e intellettuale. E, in corrispondenza a questo peso, ha una grande responsabilità. Ma l’Europa deve, come Lei ha accennato, trovare ancora la sua piena identità per poter parlare e agire secondo la sua responsabilità. Il problema oggi non sono più, secondo me, le differenze nazionali. Si tratta di diversità che non sono più divisioni, grazie a Dio. Le nazioni rimangono, e nella loro diversità culturale, umana, temperamentale, sono una ricchezza che si completa e dà nascita ad una grande sinfonia di culture. Sono fondamentalmente una cultura comune. Il problema dell’Europa di trovare la sua identità mi sembra consistere nel fatto che in Europa oggi abbiamo due anime: un’anima è una ragione astratta, anti-storica, che intende dominare tutto perché si sente sopra tutte le culture. Una ragione finalmente arrivata a se stessa che intende emanciparsi da tutte le tradizioni e i valori culturali in favore di un’astratta razionalità. La prima sentenza di Strasburgo sul Crocifisso era un esempio di questa ragione astratta che vuole emanciparsi da tutte le tradizioni, dalla storia stessa. Ma così non si può vivere. Per di più, anche la “ragione pura” è condizionata da una determinata situazione storica, e solo in questo senso può esistere. L’altra anima è quella che possiamo chiamare cristiana, che si apre a tutto quello che è ragionevole, che ha essa stessa creato l’audacia della ragione e la libertà di una ragione critica, ma rimane ancorata alle radici che hanno dato origine a questa Europa, che l’hanno costruita nei grandi valori, nelle grandi intuizioni, nella visione della fede cristiana. Come Lei ha accennato, soprattutto nel dialogo ecumenico tra Chiesa cattolica, ortodossa, protestante, quest’anima deve trovare una comune espressione e deve poi incontrarsi con questa ragione astratta, cioè accettare e conservare la libertà critica della ragione rispetto a tutto quello che può fare e ha fatto, ma praticarla, concretizzarla nel fondamento, nella coesione con i grandi valori che ci ha dato il cristianesimo. Solo in questa sintesi l’Europa può avere il suo peso nel dialogo interculturale dell’umanità di oggi e di domani, perché una ragione che si è emancipata da tutte le culture non può entrare in un dialogo interculturale. Solo una ragione che ha un’identità storica e morale può anche parlare con gli altri, cercare una interculturalità nella quale tutti possono entrare e trovare una unità fondamentale dei valori che possono aprire le strade al futuro, a un nuovo umanesimo, che deve essere il nostro scopo. E per noi questo umanesimo cresce proprio dalla grande idea dell’uomo a immagine e somiglianza di Dio.


SOSTEGNO DELLA CHIESA CATTOLICA ALLE COOPERATIVE AGRICOLE

Città del Vaticano, 16 ottobre 2012 (VIS). In occasione della Giornata Mondiale dell'Alimentazione, che ricorre il 16 ottobre, data di fondazione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (F.A.O.), il Santo Padre ha indirizzato un Messaggio al Direttore della F.A.O., Signor José Graziano da Silva.

1. Quest’anno la Giornata Mondiale dell’Alimentazione - scrive il Papa - si celebra mentre gli effetti della crisi economica colpiscono sempre più i bisogni primari, compreso il fondamentale diritto di ogni persona ad una nutrizione sufficiente e sana, aggravando specialmente la situazione di quanti vivono in condizioni di povertà e sottosviluppo. Si tratta di un contesto analogo a quello che ispirò l’istituzione della FAO e che richiama le istituzioni nazionali e internazionali all’impegno per liberare l’umanità dalla fame attraverso lo sviluppo agricolo e la crescita delle comunità rurali. Sulla malnutrizione, infatti, pesano un graduale disimpegno e un’eccessiva competitività che rischiano di far dimenticare come solo soluzioni comuni e condivise sono in grado di dare risposte adeguate alle attese di persone e di popoli".

Da qui la soddisfazione espressa dal Pontefice per la decisione di dedicare questo giorno a riflettere sul tema: "Le cooperative agricole alimentano il mondo". "Non si tratta solo di dare sostegno alle cooperative quali espressione di una diversa forma di organizzazione economica e sociale, ma di considerarle un vero strumento dell’azione internazionale. L’esperienza realizzata in tanti Paesi mostra, infatti, che le cooperative, oltre a dare impulso al lavoro agricolo sono un modo per consentire agli agricoltori e alle popolazioni rurali di intervenire nei momenti decisionali e insieme uno strumento efficace per realizzare quello sviluppo integrale di cui la persona è fondamento e fine".

"La Chiesa cattolica, come è noto, considera anche il lavoro e l’impresa cooperativa come modi per vivere un’esperienza di unità e di solidarietà capace di superare le differenze e perfino i conflitti sociali fra le persone e fra i diversi gruppi. Per questo con il suo insegnamento e la sua azione ha da sempre sostenuto il modello delle cooperative in quanto è convinta che la loro attività non si limita alla sola dimensione economica, ma concorre alla crescita umana, sociale, culturale e morale di quanti ne sono parte e della comunità in cui esse sono inserite".

"Guardando alle situazioni dove conflitti o disastri naturali limitano il lavoro agricolo, un particolare pensiero va rivolto al ruolo insostituibile della donna chiamata spesso a dirigere l’attività delle cooperative, a mantenere i legami familiari e a custodire quei preziosi elementi di conoscenza e tecnica propri del mondo rurale".
indispensabile che i poteri pubblici operanti a livello nazionale e internazionale predispongano i necessari strumenti legislativi e di finanziamento perché nelle zone rurali le cooperative possano essere efficaci strumenti per la produzione agricola, la sicurezza alimentare, il mutamento sociale e per un più ampio miglioramento delle condizioni di vita. In tale nuovo contesto è auspicabile che le giovani generazioni possano guardare con rinnovata fiducia al loro futuro mantenendo i legami con il lavoro dei campi, il mondo rurale e i suoi valori tradizionali".

MESSAGGIO DELLA COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE NELL'ANNO DELLA FEDE

Città del Vaticano, 16 ottobre 2012 (VIS). In occasione dell'Anno della Fede, la Commissione Teologica Internazionale ha redatto un Messaggio di cui di seguito riportiamo ampi estratti.

"In quanto comunità di fede, (...), anche la Commissione Teologica Internazionale, nel suo insieme, desidera significare la sua speciale attenzione al messaggio di conversione di quest’Anno della fede, rinnovando ed approfondendo il suo impegno al servizio della Chiesa. A tale scopo, il 6 dicembre 2012, in occasione della sua sessione plenaria annuale e sotto la guida del suo Presidente, S.E. Mons. Gerhard L. Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, la Commissione Teologica Internazionale compirà un pellegrinaggio alla Basilica Papale di Santa Maria Maggiore per affidare il proprio lavoro, e quello di tutti teologi cattolici, alla Vergine fedele, proclamata 'beata perché ha creduto'".

"In occasione di quest’Anno della fede, la Commissione Teologica Internazionale si impegna in 'medio Ecclesiae' a portare il suo contributo specifico alla nuova evangelizzazione promossa dalla Santa Sede. Ciò significa scrutare il mistero rivelato con tutte le risorse della ragione illuminata dalla fede, a beneficio di tutti i credenti: favorendo anche la sua recezione nelle culture attuali".

"Come recentemente ha potuto affermare il documento della Commissione Teologica Internazionale intitolato La teologia oggi: prospettive, principi e criteri, la teologia deriva tutta intera dalla fede: e si esercita in costante dipendenza dalla fede che è vissuta nel popolo di Dio guidato dai suoi Pastori. Difatti, solo la fede permette al teologo di accedere realmente al suo oggetto: ossia la verità di Dio, che illumina l’insieme del reale con la luce di un nuovo giorno – sub ratione Dei".

"Il teologo lavora dunque per 'inculturare' nell’intelligenza umana, sotto le forme di un’autentica scienza, i contenuti intelligibili della 'fede, che fu trasmessa ai credenti una volta per tutte (Lettera di Giuda, v. 3). Ma egli rivolge un’attenzione tutta particolare anche allo stesso atto di credere. (...) Esiste, infatti, un’unità profonda tra l’atto con cui si crede e i contenuti a cui diamo il nostro assenso. (...) Di questo atto di fede, il teologo elabora la consonanza antropologica di alto profilo – la 'convenienza'(...); si interroga perciò sul modo in cui la grazia preveniente di Dio suscita, nel cuore stesso della libertà dell’uomo, il 'sì' della fede; e mostra come la fede costituisca il 'fondamento di tutto l’edificio spirituale (...) ', nel senso che dà forma a tutte le dimensioni della vita cristiana, personale, familiare e comunitaria".

"Il lavoro del teologo non soltanto è radicato nella fede vivente del popolo cristiano, attento a quello che 'lo Spirito dice alle Chiese', ma è tutto intero finalizzato alla crescita della fede nel popolo di Dio e alla missione evangelizzatrice della Chiesa. (...) Il teologo, dunque, nella collaborazione responsabile con il Magistero, abbraccia il servizio della fede del popolo di Dio come la sua propria vocazione".

Nello stesso tempo, il teologo è servitore della gioia cristiana, che è 'la gioia della verità (gaudium de veritate)'. In questo senso, si può dire con verità che la fede – e la stessa teologia, come 'scientia fidei' e sapienza – procura a tutti gli 'innamorati della bellezza spirituale' una reale pregustazione della gioia eterna.

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