UDIENZE
Città del Vaticano, 25 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:
- Sua Altezza Eminentissima Fra’ Matthew Festing, Principe e Gran Maestro del Sovrano Ordine di Malta, e Seguito.
- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
- Il Cardinale José Manuel Estepa Llaurens, Arcivescovo Ordinario Militare emerito per la Spagna.
Sabato 23 giugno il Santo Padre ha ricevuto in udienza:
- Il Cardinale George Pell, Arcivescovo di Sydney (Australia).
- Il Cardinale Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
- Il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.
- Il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale emerito di Sua Santità per la Diocesi di Roma.
- Il Cardinale Jozef Tomko, Prefetto emerito della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli
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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana... [+]
ultime 5 notizie
lunedì 25 giugno 2012
ATTENZIONE ALLE VOCAZIONI AL SACERDOZIO SFIDA PERMANENTE NELLA CHIESA
Città del Vaticano, 25 giugno 2012 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, si è tenuta una Conferenza Stampa di presentazione del Documento: "Orientamenti pastorali per la promozione della vocazioni al ministero sacerdotale". Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica; l'Arcivescovo Jean-Louis Bruguès, O.P., Segretario della Congregazione Cattolica ed il Monsignor A. Vincenzo Zani, Sotto-Segretario del medesimo Dicastero.
Il Cardinale Grocholeswki ha illustrato nel suo intervento il documento, che nel 2005 l'Assemblea Plenaria del Dicastero intese approfondire e che fu elaborato nel 2008, grazie alle risposte e ai suggerimenti di diverse conferenze episcopali. Tali suggerimento si sono tradotte nel testo attuale la cui pubblicazione è stata autorizzata dal Santo Padre il 25 marzo 2012, ventesimo anniversario dell'Esortazione Apostolica "Pastores dabo vobis".
Il Documento è strutturato in tre parti: la prima esamina la situazione attuale delle vocazioni al ministero sacerdotale nelle varie parti del mondo e della pastorale che ne assume la cura; in una seconda parte viene analizzata l'identità e il ministero sacerdotale e la terza propone una serie di suggerimenti per l'animazione pastorale delle vocazioni sacerdotali. Una chiave di lettura del testo, ha precisato il Cardinale Grocholewski, "può essere data da un'espressione contenuta nel paragrafo conclusivo, dove si dice: 'la cura della vocazioni al sacerdozio è una sfida permanente per la Chiesa".
La prima parte indica soprattutto tre ragioni principali che contrastano la pastorale vocazionale e che si rendono evidenti soprattutto nella Chiesa di antica tradizione cristiana dell'area occidentale: il calo demografico e la crisi della famiglia; la diffusa mentalità secolarizzata; le condizioni difficili della vita e del ministero del prete.
"Considerando queste difficoltà - ha affermato il Cardinale Grocholewski - la prima parte del documento elenca le condizioni necessarie perché la grazia della chiamata trovi un terreno fecondo nella Chiesa e l'apertura dei giovani alla vocazione sacerdotale. (...) Anzitutto occorre creare un terreno fecondo di vita cristiana nella comunità ecclesiale; l'insostituibile funzione della preghiera; il valore della pastorale integrata; un nuovo slancio di evangelizzazione e di missionarietà; l'insostituibile e centrale funzione della famiglia; la coerente e gioiosa testimonianza di vita dei presbiteri; l'efficacia educativa delle esperienza di volontariato; infine, il valore della scuola e dell'università".
L'Arcivescovo Bruguès ha spiegato che nella seconda parte sono trattati "alcuni elementi specifici che vanno oggi richiamati con particolare evidenza, proprio perché minacciati o anche solo oscurati e messi in secondo piano, dalle note difficoltà della vita della Chiesa e dalla cultura contemporanea, che rischiano di provocare pericolose deviazioni nella 'figura di valore' della vocazione al sacerdozio ministeriale e della vita e ministero dei presbiteri".
Fra di esse la "tendenza a una progressiva trasformazione del sacerdozio in professione o mestiere (...) la pericolosità dell'attivismo esasperato, il crescente individualismo che non di rado chiude il prete in una solitudine negativa e deprimente, la confusione dei ruoli nella Chiesa che si determina quando si perde il senso della differenza di mansioni e responsabilità e non si converge tutti nella collaborazione all'unica missione affidata al Popolo di Dio".
La seconda parte del documento sottolinea che "la vocazione al sacerdozio ministeriale si muovo nell'ambito del dialogo d'amore tra Dio e l'uomo. Tale dialogo, se da un lato è ciò che avviene in ogni vocazione cristiana, dall'altro assume i tratti caratteristici della chiamata a una relazione tipica, stabile e molto esigente con Gesù stesso, unico modello del sacerdozio del Nuovo Testamento. (...) Questa relazione, nuova e specifica, con Gesù fa entrare il chiamato in una relazione altrettanto nuova e specifica con la comunità cristiana".
Infine il capitolo enumera alcune caratteristiche per la formazione al ministero sacerdotale, fra le quali: "una profonda esperienza di vita comunitaria, per evitare nuove forme di clericalismo, di accentramento pastorale, di servizi pastorali part-time o secondo i bisogni individuali; la piena integrazione e maturazione affettiva per evitare proposte vocazionali a soggetti segnati da profonde fragilità umane; si richiede anche un'ampia e docile partecipazione al contesto ecclesiale; la maturazione di un amore concreto per la propria Chiesa particolare e 'un'apertura generosa alla dimensione universale della missione; un ruolo decisivo è svolto dagli accompagnatori vocazionali che spesso subentrano al sacerdote che ha favorito e sostenuto gli inizi della vocazione; non si deve trascurare nel percorso formativo la proposta di figure sacerdotali esemplari".
Monsignor Angelo Vincenzo Zani ha concluso la presentazione, segnalando che il documento "ripete nuovamente che il campo fecondo della semina vocazionale è una comunità cristiana che ascolta la Parola, prega con la liturgia e testimonia la carità; e rivolge a tutta la Chiesa un incoraggiamento a riprendere con fiducia il proprio impegno educativo per l'accoglienza della chiamata di Dio al ministero sacerdotale, che ancora oggi dobbiamo ritenere diffusa dalla sua Provvidenza e adeguata alle necessità ecclesiali e a quelle dell'evangelizzazione del mondo".
NASCITA DI SAN GIOVANNI BATTISTA
Città del Vaticano, 24 giugno 2012 (VIS). Oggi, 24 giugno, Solennità della Nascita di San Giovanni Battista, Benedetto XVI si è affacciato, come tutte le domeniche, alla finestra del suo studio per recitare l'Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro.
"Se si eccettua la Vergine Maria - ha detto il Papa - il Battista è l’unico santo di cui la liturgia festeggia la nascita, e lo fa perché essa è strettamente connessa al mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio. Fin dal grembo materno, infatti, Giovanni è il precursore di Gesù: il suo prodigioso concepimento è annunciato dall’Angelo a Maria come segno che 'nulla è impossibile a Dio'. (...) I quattro Vangeli danno grande risalto alla figura di Giovanni il Battista, quale profeta che conclude l’Antico Testamento e inaugura il Nuovo, indicando in Gesù di Nazaret il Messia, il Consacrato del Signore. In effetti, sarà lo stesso Gesù a parlare di Giovanni in questi termini: 'Egli è colui del quale sta scritto: Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, / davanti a te egli preparerà la via'".
"Il padre di Giovanni, Zaccaria – marito di Elisabetta, parente di Maria –, era sacerdote del culto dell’Antico Testamento. Egli non credette subito all’annuncio di una paternità ormai insperata, e per questo rimase muto fino al giorno della circoncisione del bambino (...) Animato dallo Spirito Santo, Zaccaria così parlò della missione del figlio: 'E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo / perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, / per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza / nella remissione dei suoi peccati'".
"Tutto questo - ha spiegato il Santo Padre - si manifestò trent’anni dopo, quando Giovanni si mise a battezzare nel fiume Giordano, chiamando la gente a prepararsi, con quel gesto di penitenza, all’imminente venuta del Messia, che Dio gli aveva rivelato durante la sua permanenza nel deserto della Giudea. Per questo egli venne chiamato 'Battista', cioè 'Battezzatore'. Quando un giorno, da Nazaret, venne Gesù stesso a farsi battezzare, Giovanni dapprima rifiutò, ma poi acconsentì, e vide lo Spirito Santo posarsi su Gesù e udì la voce del Padre celeste che lo proclamava suo Figlio".
"Ma la missione del Battista non era ancora compiuta: poco tempo dopo, gli fu chiesto di precedere Gesù anche nella morte violenta: Giovanni fu decapitato nel carcere del re Erode, e così rese piena testimonianza all’Agnello di Dio, che per primo aveva riconosciuto e indicato pubblicamente".
SOLIDARIETÀ DELLA CHIESA CON LE VITTIME DEL TERREMOTO IN EMILIA ROMAGNA
Città del Vaticano, 24 giugno (VIS). Dopo la recita dell'Angelus, il Santo Padre ha ricordato che oggi in Italia è la Giornata per la carità del Papa ed ha ringraziato tutte le comunità parrocchiali, le famiglie e i singoli fedeli "per il loro sostegno costante e generoso, che va a vantaggio di tanti fratelli in difficoltà".
"A questo proposito ricordo che il 26 giugno, a Dio piacendo, farò una breve visita nelle zone colpite dal recente terremoto nel Nord Italia. Vorrei - ha detto il Papa - che fosse segno della solidarietà di tutta la Chiesa, e perciò invito tutti ad accompagnarmi con la preghiera".
Il Papa ha anche salutato i pellegrini polacchi che con l'Arcivescovo di Poznan, ai Padri Oratoriani e a tutti i pellegrini del Santuario della Madre di Dio a Gostyn festeggiano il 500° anniversario della sua fondazione. "Ringraziamo Dio per le grazie che in quel luogo ha sparso su generazioni di fedeli per l'intercessione di Maria. La sua protezione vi accompagni sempre".
"A questo proposito ricordo che il 26 giugno, a Dio piacendo, farò una breve visita nelle zone colpite dal recente terremoto nel Nord Italia. Vorrei - ha detto il Papa - che fosse segno della solidarietà di tutta la Chiesa, e perciò invito tutti ad accompagnarmi con la preghiera".
Il Papa ha anche salutato i pellegrini polacchi che con l'Arcivescovo di Poznan, ai Padri Oratoriani e a tutti i pellegrini del Santuario della Madre di Dio a Gostyn festeggiano il 500° anniversario della sua fondazione. "Ringraziamo Dio per le grazie che in quel luogo ha sparso su generazioni di fedeli per l'intercessione di Maria. La sua protezione vi accompagni sempre".
DIRETTORE SALA STAMPA CIRCA RIUNIONE DEL PAPA CON I CAPI DICASTERO
Città del Vaticano, 25 giugno 2012 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha informato i giornalisti sugli incontri che il Santo Padre ha avuto sabato 23 giugno con i Capi Dicastero e con i Cardinali George Pell, Arcivescovo di Sydney; Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi; Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso; Camillo Ruini, Vicario Generale emerito di Sua Santità per la Diocesi di Roma e Jozef Tomko, Prefetto emerito della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
“Nel contesto della situazione creatasi in seguito alla diffusione di documenti riservati, il Santo Padre approfondisce le sue riflessioni in continuo dialogo con le persone che condividono con lui la responsabilità per il governo della Chiesa".
"Com’è noto, sabato scorso egli ha desiderato essere informato in modo più ampio sull’andamento delle indagini, nell’incontro con la Commissione cardinalizia a ciò deputata, guidata dal Cardinale Julian Herranz".
"Questa mattina egli partecipa alla riunione con i Capi Dicastero, dedicata come di solito alle questioni di buon coordinamento del lavoro della Curia, oggi particolarmente importante e urgente per testimoniare efficacemente l’unione di spirito che lo anima".
"Nel pomeriggio ha deciso di incontrare alcuni membri del Collegio cardinalizio che, in forza della loro grande e varia esperienza di servizio della Chiesa, non solo nell’ambito romano ma anche internazionale, possono utilmente scambiare con lui considerazioni e suggerimenti per contribuire a ristabilire il desiderato clima di serenità e di fiducia nei confronti del servizio della Curia romana".
"Naturalmente il Santo Padre continuerà nei prossimi giorni i suoi colloqui e le sue riflessioni, profittando anche della venuta a Roma di tanti pastori in occasione delle festività dei Santi Pietro e Paolo, che sono una straordinaria occasione perché la comunità della Chiesa universale si senta unita a lui nella preghiera, nel servizio e nella testimonianza della fede per l’umanità del nostro tempo”.
“Nel contesto della situazione creatasi in seguito alla diffusione di documenti riservati, il Santo Padre approfondisce le sue riflessioni in continuo dialogo con le persone che condividono con lui la responsabilità per il governo della Chiesa".
"Com’è noto, sabato scorso egli ha desiderato essere informato in modo più ampio sull’andamento delle indagini, nell’incontro con la Commissione cardinalizia a ciò deputata, guidata dal Cardinale Julian Herranz".
"Questa mattina egli partecipa alla riunione con i Capi Dicastero, dedicata come di solito alle questioni di buon coordinamento del lavoro della Curia, oggi particolarmente importante e urgente per testimoniare efficacemente l’unione di spirito che lo anima".
"Nel pomeriggio ha deciso di incontrare alcuni membri del Collegio cardinalizio che, in forza della loro grande e varia esperienza di servizio della Chiesa, non solo nell’ambito romano ma anche internazionale, possono utilmente scambiare con lui considerazioni e suggerimenti per contribuire a ristabilire il desiderato clima di serenità e di fiducia nei confronti del servizio della Curia romana".
"Naturalmente il Santo Padre continuerà nei prossimi giorni i suoi colloqui e le sue riflessioni, profittando anche della venuta a Roma di tanti pastori in occasione delle festività dei Santi Pietro e Paolo, che sono una straordinaria occasione perché la comunità della Chiesa universale si senta unita a lui nella preghiera, nel servizio e nella testimonianza della fede per l’umanità del nostro tempo”.
ADVISOR PER LA COMUNICAZIONE NELLA SEGRETERIA DI STATO
Città del Vaticano, 25 giugno 2012 (VIS). Il giornalista americano Greg Burke, finora corrispondente per il network americano Fox News a Roma, assumerà presto l'incarico di "advisor per la comunicazione" nella Segreteria di Stato, secondo quanto annunciato da Padre Federico lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede.
"Questa nuova figura - ha spiegato Padre Lombardi - avrà la finalità di contribuire a integrare l'attenzione alle questioni della comunicazione nel lavoro della Segretaria di Stato e a curare il rapporto con il servizio della Sala Stampa e delle altre istituzioni comunicative della Santa Sede".
"Questa nuova figura - ha spiegato Padre Lombardi - avrà la finalità di contribuire a integrare l'attenzione alle questioni della comunicazione nel lavoro della Segretaria di Stato e a curare il rapporto con il servizio della Sala Stampa e delle altre istituzioni comunicative della Santa Sede".
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città del Vaticano, 25 giugno (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Pius Riana Prapdi, Vescovo della Diocesi di Ketapang (superficie: 34.600; popolazione: 543.314; cattolici: 101.593; sacerdoti: 30; religiosi: 91), Indonesia. Il Vescovo eletto è nato nel 1967 a Painiai (Indonesia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1995. Dal 1995 al 1997 è stato Vicario Parrocchiale della "St. Mary of Fatima" a Sragen; dal 1997 al 1999 Parroco della Parrocchia di "St. Aloysius Gonzaga" a Mlati; dal 1999 Direttore del "Yayasan Dinamika Edukasi Dasar"; dal 2003-2005 Professore alla Facoltà "Wedabhakti" e Vicario parrocchiale a Kidulloji; dal 2006 è stato Direttore della "Caritas" Diocesana; dal 2008 Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Semarang; dal 2009 al 2010 è stato anche Amministratore Diocesano di Semarang.
Sabato 23 giugno il Santo Padre:
- Ha aderito alla elezione canonicamente fatta dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa Greco-Melkita dell’Arcivescovo Metropolita di Homs, Hama e Yabroud dei Greco-Melkiti (Siria), nella persona di S.E.R. Mons. Abdo Arbach, B.C., avendo accolta dal medesimo Presule la rinuncia al governo pastorale dell’Esarcato apostolico per i fedeli Greco-Melkiti residenti in Argentina.
- Ha nominato l'Arcivescovo Alain Paul Lebeaupin, Nunzio Apostolico presso l'Unione Europea. È stato finora Nunzio Apostolico in Kenya ed Osservatore Permanente presso gli Organismi delle Nazioni Unite per l'Ambiente e gli Insediamenti Umani.
- Ha nominato Membri del Consiglio di Cardinali per lo studio dei problemi organizzativi ed economici della Santa Sede, il Cardinale Polycarp Pengo, Arcivescovo di Dar-es-Salaam (Tanzania); il Cardinale Telesphore Placidus Toppo, Arcivescovo di Ranchi (India), ed il Cardinale John Tong Hon, Vescovo di Hong Kong (Cina).
venerdì 22 giugno 2012
IL PAPA AI VESCOVI DI COLOMBIA: SIATE ACCANTO A COLORO CHE SOFFRONO
Città del Vaticano, 22 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina il primo gruppo di Presuli della Conferenza Episcopale di Colombia al termine della Visita "ad Limina Apostolorum". Nel suo discorso Benedetto XVI ha elogiato l'impegno profuso nel "realizzare iniziative volte a promuovere una rinnovata e proficua evangelizzazione" e, nel contempo, ha riconosciuto che "la Colombia non è estranea alle conseguenze dell'aver dimenticato Dio".
"Mentre finora era possibile riconoscere un tessuto culturale unitario, che si riferiva ed ispirava al contenuto della fede, attualmente sembra che non sia più così in vasti settori della società, a causa della crisi di valori spirituali e morali che incide negativamente in molti dei vostri compatrioti", ha detto il Santo Padre invitando i Presuli a contrastare tale fenomeno continuando "con tenacia e perseveranza" a proporre i modelli tracciati dal Piano Globale della Conferenza Episcopale (2012-2020) e ad avvalersi delle riflessioni del prossimo Sinodo dei Vescovi e delle proposte dell''Anno della Fede'".
"Il crescente pluralismo religioso - ha proseguito il Pontefice - è un fattore che esige una seria considerazione. Non si può ignorare né sottovalutare la presenza sempre più attiva di comunità pentecostali ed evangeliche, non soltanto in Colombia, ma anche in molti paesi dell'America Latina. È evidente che il popolo di Dio è chiamato a purificarsi e a rivitalizzare la propria fede (...) dato che "molte volte la gente sincera che esce dalla nostra Chiesa non lo fa per i motivi che i gruppi 'non cattolici' attribuiscono loro, ma fondamentalmente perché si trovano a vivere in particolari situazioni; non per ragioni dottrinali ma di vita, non per motivi strettamente dogmatici, ma pastorali; non per problemi teologici ma metodologici della nostra Chiesa'. Si tratta, pertanto, di essere credenti migliori (...) affinché nessuno si senta emarginato o escluso".
Successivamente Benedetto XVI ha sottolineato che l'episcopato colombiano non deve mancare di "individuare ciò che ostacola il retto progresso della Colombia, cercando di andare incontro a coloro che sono privati della libertà a causa di inique violenze". Nel contempo occorre potenziare "i mezzi e i programmi che tendono ad accompagnare (...) e ad assistere quanti sono nella prova, in modo particolare le vittime di catastrofi naturali, i più poveri, i contadini, i malati e gli afflitti, moltiplicando le iniziative di solidarietà. (...) Non dimenticate coloro che devono emigrare perché hanno perduto il lavoro o si affannano a cercarlo; coloro che vedono scavalcati i propri diritti fondamentali e sono forzati a lasciare la propria casa e ad abbandonare la famiglia sotto la minaccia della mano oscura del terrore e della criminalità; o coloro che sono caduti nell'infausta rete del commercio delle droghe e delle armi. Desidero incoraggiarvi a proseguire questo cammino di servizio generoso e fraterno, che non è il risultato di un calcolo umano, ma nasce dall'amore a Dio e al prossimo, fonte alla quale la Chiesa attinge la sua forza per portare a compimento la sua missione".
"Cari fratelli nell'Episcopato: perché la luce dell'Altissimo continui a rendere fecondo l'impegno profetico e caritativo della Chiesa in Colombia, insistete nello stimolare nei fedeli l'incontro personale con Gesù Cristo, di modo che (...) essi meditino con assiduità la Parola di Dio e partecipino (...) ai sacramenti, celebrati secondo le norme canoniche e i libri liturgici. Tutto ciò sarà mezzo propizio per un idoneo itinerario di iniziazione cristiana, inviterà tutti alla conversione e alla santità e coopererà al tanto necessario rinnovamento ecclesiale", ha concluso Benedetto XVI.
LA CHIESA NON È INDIFFERENTE ALLA QUALITÂ DI VITA DELLA PERSONA
Città del Vaticano, 22 giugno 2012 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto una delegazione degli imprenditori agricoli e ittici italiani (Coldiretti), in occasione dell'Assemblea Nazionale della Confederazione Nazionale Coldiretti, tenutasi in questi giorni, sul tema: "Agricoltura familiare per uno sviluppo sostenibile".
"La società, l’economia, il lavoro - ha detto il Santo Padre - non rappresentano ambiti unicamente secolari, tanto meno estranei al messaggio cristiano, ma spazi da fecondare con la ricchezza spirituale del Vangelo. La Chiesa, infatti, non è mai indifferente alla qualità della vita delle persone, alle loro condizioni lavorative, e avverte la necessità di prendersi cura dell’uomo e dei contesti in cui egli vive e produce, affinché siano sempre più luoghi autenticamente umani e umanizzanti".
"Proprio nella Coldiretti l’insegnamento cattolico in materia di etica sociale ha conosciuto uno dei suoi più fertili 'laboratori', grazie all’intuizione e alla sapienza lungimirante del suo fondatore Paolo Bonomi (...) A voi tocca, oggi, rimanendo fedeli ai valori acquisiti, porvi in coraggioso dialogo con le mutate condizioni della società. Vi sono, inoltre, richiesti una nuova consapevolezza e un ulteriore sforzo di responsabilità nei confronti del mondo agricolo. Sentitevi tutti coinvolti in tale missione. Ciascuno si impegni (...) a sostenere gli interessi legittimi delle categorie che rappresenta, operando sempre con pazienza e lungimiranza, allo scopo di valorizzare gli aspetti più nobili e qualificanti della persona umana: il senso del dovere, la capacità di condivisione e di sacrificio, la solidarietà, l’osservanza delle giuste esigenze del riposo e della rigenerazione corporale e più ancora spirituale".
Il Santo Padre ha invitato i membri della Coldiretti a proseguire la testimonianza evangelica "ponendo in risalto quei valori che fanno dell'attività lavorativa un prezioso strumento per la realizzazione di una convivenza più giusta ed umana. Penso al rispetto della dignità della persoan, alla ricerca del bene comune, all'onestà e alla trasparenza nella gestione dei servizi, alla sicurezza alimentare e alla tutela dell'ambiente e del paesaggio, alla promozione dello spirito di solidarietà".
"La perdurante crisi economico-finanziaria, con le conseguenti incognite, pone gli imprenditori agricoli e ittici di fronte a sfide inedite e certamente difficili, che voi siete chiamati ad affrontare da cristiani, coltivando un rinnovato e profondo senso di responsabilità, dando prova di solidarietà e di condivisione. Considerato poi che alla base dell’attuale difficoltà economica vi è una crisi morale, adoperatevi con sollecitudine affinché le istanze etiche mantengano il primato su ogni altra esigenza".
"Su questo terreno etico, occorre che la famiglia, la scuola, il sindacato e ogni altra istituzione politica, culturale e civica svolgano un’importante opera di collaborazione (...) soprattutto per quanto riguarda i giovani. Essi sono carichi di propositi e di speranze, cercano con generosità di costruire il loro avvenire e attendono dagli adulti esempi validi e proposte serie. Non possiamo deludere le loro attese!".
CARDINALE BERTONE: ACCESSO UNIVERSALE E GRATUITO TERAPIE AIDS
Città del Vaticano, 22 giugno 2012 (VIS). Il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, è intervenuto questa mattina, all'apertura della VIII Conferenza Internazionale sul tema dell'Aids che si tiene presso l'Istituto San Gallicano di Roma, sul tema: "W le mamme, W i bambini".
Nel suo discorso il Cardinale Bertone ha affermato che "La mortalità materna in Africa è, in forte percentuale, legata all'Aids. Non possiamo continuare a tollerare la morte di tante madri; non possiamo pensare a migliaia di bambini come una generazione perduta. Nulla è perduto: l'Africa ha sufficienti energie ed è il Continente della speranza! per questo ci è chiesto un nuovo sforzo comune, (...) per proteggere la donna come madre".
"La Chiesa, presente nei Paesi dove si manifesta tale pandemia, è molto preoccupata per questo vero dramma del nostro tempo. È un dramma che ingoia tante vite umane, debilita intere società, brucia il futuro. Bisogna fare di più! Più l'infezione progredisce fra le donne, che sono il pilastro delle famiglie e delle comunità, più aumenta il rischio di crollo sociale di non pochi Paesi. La malattia delle donne, dei bambini, degli uomini diventa malattia dell’intera società".
Il Cardinale ha ricordato che attualmente circa il 30% dei centri per la cura dell'HIV/AIDS in tutto il mondo sono cattolici e che le azioni della Chiesa in tale ambito si possono così elencare: "promozione di campagne di sensibilizzazione, programmi di prevenzione ed educazione sanitaria, sostegno agli orfani, distribuzione di medicinali ed alimenti, assistenza domiciliare, ospedali, centri, comunità terapeutiche per cura e assistenza del malato di AIDS, collaborazione con i governi, cura nelle carceri, corsi di catechesi, elaborazione di sistemi di aiuto tramite internet, istituzione di gruppi di appoggio al malato".
"Vorrei, alla presenza di tanti autorevoli Ministri e responsabili della Salute, rivolgere un appello alla Comunità internazionale, agli Stati e ai donatori: forniamo presto ai malati di AIDS una cura gratuita ed efficace! Che sia consentito l’accesso universale alle cure! Facciamolo partendo dalle madri e dai bambini. In questa sede, a nome del Santo Padre, mi faccio voce di tanti sofferenti, di tanti malati che non hanno voce. Non perdiamo tempo e investiamo le tutte risorse necessarie! I risultati di DREAM e gli studi di previsione dell’OMS lo confermano: l’accesso universale alle cure è raggiungibile, scientificamente provato ed economicamente percorribile. Non è un’utopia: è possibile! Anche in Africa come in Europa, abbiamo il dovere di raggiungere ogni donna sieropositiva in gravidanza, somministrarle la terapia antiretrovirale, consentirle di dare alla luce un bambino libero dall’AIDS e di farlo crescere con il suo accompagnamento materno. Non possiamo concepire un accesso alle cure per tutti senza considerare la debolezza – anche economica – della maggior parte delle popolazioni africane e delle donne. C’è necessità di un accesso gratuito alle cure".
UDIENZE
Città del Vaticano, 22 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:
- Il Cardinale Lluis Martínez Sistach, Arcivescovo di Barcelona (Spagna).
Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà in udienza il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli
giovedì 21 giugno 2012
PREGHIERA, IMPEGNO E FRATERNITÀ CONCRETA PER POPOLO SIRIANO
Città del Vaticano, 21 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina i partecipanti all'assemblea annuale della R.O.A.C.O. (Riunione delle Opere di Aiuto alle Chiese Orientali).
Nel suo discorso Benedetto XVI ha ricordato la crisi economico-sociale che "per la dimensione globale che ha assunto, non sembra dare respiro alle aree del mondo economicamente evolute e in misura ancor più preoccupante si riversa su quelle più svantaggiate" Un processo che soprattutto in Oriente "madrepatria di antiche tradizioni cristiane (...), genera insicurezza e instabilità anche a livello ecclesiale e in campo ecumenico e interreligioso. Si tratta di fattori che alimentano le endemiche ferite della storia e contribuiscono a rendere più fragili il dialogo, la pace e la convivenza tra i popoli, come pure il rispetto autentico dei diritti umani, specialmente quello alla libertà religiosa personale e comunitaria".
Quest'anno ai rappresentati della Terra Santa, si sono uniti gli Arcivescovi Maggiori della Chiesa Siro-malabarese dell'India, della Chiesa Greco-cattolica di Ucraina, il Nunzio Apostolico di Siria e il Vescovo Presidente della Caritas Siriana, ciò che consente "di allargare ancora più lo sguardo della Chiesa di Roma in quella dimensione universale che la caratterizza".
Una dimensione, attraverso la quale il Santo Padre riafferma la sua "vicinanza alle grandi sofferenze dei fratelli e delle sorelle di Siria, in particolare dei piccoli innocenti e dei più indifesi. La nostra preghiera, il nostro impegno e la nostra fraternità concreta in Cristo (...) li aiuti a non smarrire la luce della speranza in questi momenti di buio e ottenga da Dio la sapienza del cuore per chi ha responsabilità, affinché cessi ogni spargimento di sangue e la violenza".
"Non venga risparmiato alcuno sforzo, anche da parte della comunità internazionale, per far uscire la Siria dall’attuale situazione di violenza e di crisi, che dura già da molto tempo e rischia di diventare un conflitto generalizzato che avrebbe conseguenze fortemente negative per il Paese e per l’intera Regione. Elevo anche un pressante e accorato appello perché, davanti al bisogno estremo della popolazione, sia garantita la necessaria assistenza umanitaria, anche a tante persone che hanno dovuto lasciare le loro case, alcune rifugiandosi nei Paesi vicini: il valore della vita umana è un bene prezioso da tutelare sempre".
Benedetto XVI ha infine invitato i membri della ROACO ad essere "segni eloquenti della carità che sgorga dal cuore di Cristo e presenta al mondo la Chiesa nella sua più vera identità e missione". Che l'intercessione della Santissima Madre di Dio "accompagni sempre le Chiese Orientali in madrepatria e nella diaspora, portando ovunque incoraggiamento e speranza. (...) Sia Lei a vegliare anche sul prossimo Viaggio che (...) compirò in Libano".
Nel suo discorso Benedetto XVI ha ricordato la crisi economico-sociale che "per la dimensione globale che ha assunto, non sembra dare respiro alle aree del mondo economicamente evolute e in misura ancor più preoccupante si riversa su quelle più svantaggiate" Un processo che soprattutto in Oriente "madrepatria di antiche tradizioni cristiane (...), genera insicurezza e instabilità anche a livello ecclesiale e in campo ecumenico e interreligioso. Si tratta di fattori che alimentano le endemiche ferite della storia e contribuiscono a rendere più fragili il dialogo, la pace e la convivenza tra i popoli, come pure il rispetto autentico dei diritti umani, specialmente quello alla libertà religiosa personale e comunitaria".
Quest'anno ai rappresentati della Terra Santa, si sono uniti gli Arcivescovi Maggiori della Chiesa Siro-malabarese dell'India, della Chiesa Greco-cattolica di Ucraina, il Nunzio Apostolico di Siria e il Vescovo Presidente della Caritas Siriana, ciò che consente "di allargare ancora più lo sguardo della Chiesa di Roma in quella dimensione universale che la caratterizza".
Una dimensione, attraverso la quale il Santo Padre riafferma la sua "vicinanza alle grandi sofferenze dei fratelli e delle sorelle di Siria, in particolare dei piccoli innocenti e dei più indifesi. La nostra preghiera, il nostro impegno e la nostra fraternità concreta in Cristo (...) li aiuti a non smarrire la luce della speranza in questi momenti di buio e ottenga da Dio la sapienza del cuore per chi ha responsabilità, affinché cessi ogni spargimento di sangue e la violenza".
"Non venga risparmiato alcuno sforzo, anche da parte della comunità internazionale, per far uscire la Siria dall’attuale situazione di violenza e di crisi, che dura già da molto tempo e rischia di diventare un conflitto generalizzato che avrebbe conseguenze fortemente negative per il Paese e per l’intera Regione. Elevo anche un pressante e accorato appello perché, davanti al bisogno estremo della popolazione, sia garantita la necessaria assistenza umanitaria, anche a tante persone che hanno dovuto lasciare le loro case, alcune rifugiandosi nei Paesi vicini: il valore della vita umana è un bene prezioso da tutelare sempre".
Benedetto XVI ha infine invitato i membri della ROACO ad essere "segni eloquenti della carità che sgorga dal cuore di Cristo e presenta al mondo la Chiesa nella sua più vera identità e missione". Che l'intercessione della Santissima Madre di Dio "accompagni sempre le Chiese Orientali in madrepatria e nella diaspora, portando ovunque incoraggiamento e speranza. (...) Sia Lei a vegliare anche sul prossimo Viaggio che (...) compirò in Libano".
COMUNICATO STAMPA MONTENEGRO
Città del Vaticano, 21 giugno 2012 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto il Presidente del Montenegro, il Signor Filip Vujanović, che successivamente ha incontrato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato dall’Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.
"Scopo principale della Visita era lo scambio degli Strumenti di Ratifica dell’Accordo di Base fra la Santa Sede e il Montenegro, a cui hanno proceduto il Cardinale Segretario di Stato e il Presidente del Montenegro al termine del loro incontro. Con tale atto l’Accordo è entrato in vigore, in base all’Art. 21".
"L’Accordo, che era stato firmato nel 2011 è frutto degli ottimi rapporti fra la Santa Sede e il Montenegro, stabilitisi fin dall’indipendenza del Paese. Il documento riconosce, nell’ambito civile, la personalità giuridica pubblica della Chiesa cattolica e delle sue principali istituzioni, la libertà e l’indipendenza nell’attività apostolica e nella regolamentazione delle materie di competenza specifica della Chiesa, nonché la libertà di culto e di azione in ambito culturale, educativo, pastorale e caritativo".
"Nel corso delle cordiali conversazioni è stato anche rilevato come l’Accordo rappresenti uno sviluppo positivo nel consolidamento dello Stato di diritto e dei principi democratici sui quali il Montenegro vuole fondare il proprio avvenire. Inoltre, c’è stato un fruttuoso scambio di vedute su temi di attualità internazionale e sulla situazione regionale. In particolare è stato confermato l’apprezzamento con cui la Santa Sede segue il cammino del Montenegro verso l’integrazione europea. Infine, è emersa la volontà di mantenere vivo lo spirito di collaborazione con un dialogo costruttivo su temi di interesse comune per la Chiesa e per lo Stato".
"Scopo principale della Visita era lo scambio degli Strumenti di Ratifica dell’Accordo di Base fra la Santa Sede e il Montenegro, a cui hanno proceduto il Cardinale Segretario di Stato e il Presidente del Montenegro al termine del loro incontro. Con tale atto l’Accordo è entrato in vigore, in base all’Art. 21".
"L’Accordo, che era stato firmato nel 2011 è frutto degli ottimi rapporti fra la Santa Sede e il Montenegro, stabilitisi fin dall’indipendenza del Paese. Il documento riconosce, nell’ambito civile, la personalità giuridica pubblica della Chiesa cattolica e delle sue principali istituzioni, la libertà e l’indipendenza nell’attività apostolica e nella regolamentazione delle materie di competenza specifica della Chiesa, nonché la libertà di culto e di azione in ambito culturale, educativo, pastorale e caritativo".
"Nel corso delle cordiali conversazioni è stato anche rilevato come l’Accordo rappresenti uno sviluppo positivo nel consolidamento dello Stato di diritto e dei principi democratici sui quali il Montenegro vuole fondare il proprio avvenire. Inoltre, c’è stato un fruttuoso scambio di vedute su temi di attualità internazionale e sulla situazione regionale. In particolare è stato confermato l’apprezzamento con cui la Santa Sede segue il cammino del Montenegro verso l’integrazione europea. Infine, è emersa la volontà di mantenere vivo lo spirito di collaborazione con un dialogo costruttivo su temi di interesse comune per la Chiesa e per lo Stato".
PRESENTAZIONE DELL'"ANNO DELLA FEDE"
Città del Vaticano, 21 giugno 2012 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, si è tenuta la Conferenza Stampa di presentazione dell'Anno della Fede (11 ottobre 2012 - 24 novembre 2013). Alla Conferenza Stampa sono intervenuti l'Arcivescovo Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione e il Monsignore Graham Bell, Sotto-Segretario del medesimo Pontificio Consiglio.
L'Arcivescovo Fisichella ha illustrato il calendario dei grandi eventi che si terranno a Roma nell'ambito dell'Anno della Fede e ha presentato anche il sito Internet e il logo che segnerà tutti gli avvenimenti dell'Anno.
"Benedetto XVI nella sua Lettera Apostolica 'Porta Fidei' - ha detto l'Arcivescovo Fisichella - ha ricordato "l'esigenza di riscoprire il cammino della fede per mettere in luce con sempre maggiore evidenza la gioia ed il rinnovato entusiasmo dell'incontro con Cristo. Alla luce di questo pensiero, ha indetto un 'Anno della fede' che avrà inizio nella (...) coincidenza di due anniversari: il cinquantesimo dell'apertura del Concilio Vaticano II (1962) e il ventesimo della pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica (1992). (...) L'Anno della fede, anzitutto, intende sostenere la fede di tanti credenti che nella fatica quotidiana non cessano di affidare con convinzione e coraggio la propria esistenza al Signore Gesù. La loro preziosa testimonianza (...) è ciò che permette alla Chiesa di presentarsi nel mondo di oggi, come lo fu nel passato, con la forza della fede e con l'entusiasmo dei semplici".
"Questo Anno, comunque, si inserisce all'interno di un contesto più ampio segnato da una crisi generalizzata che investe anche la fede. (...) La crisi di fede è espressione drammatica di una crisi antropologica che ha lasciato l'uomo a se stesso (...). È necessario poter andare oltre la povertà spirituale in cui si ritrovano molti dei nostri contemporanei, i quali non percepiscono più l'assenza di Dio dalla loro vita, come una assenza che dovrebbe essere colmata. L'Anno della Fede, quindi, intende essere un percorso che la comunità cristiana offre a tanti che vivono con la nostalgia di Dio e il desiderio di incontrarlo di nuovo".
Il programma comprende "La vita quotidiana di ogni credente, nella pastorale ordinaria della comunità cristiana, perché si ritrovi il genuino spirito missionario necessario per dare vita alla nuova evangelizzazione". In merito l'Arcivescovo Fisichella ha annunciato che la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha approvato il formulario di una Santa Messa speciale per la Nuova Evangelizzazione. "Un chiaro segno perché in questo Anno (...) si dia il primato alla preghiera e specialmente alla Santa Eucaristia fonte e culmine di tutta la vita cristiana".
Successivamente l'Arcivescovo Fisichella ha presentato il logo dell'Anno della Fede: una barca, immagine della Chiesa, in navigazione sui flutti. L'Albero maestro è una croce che issa le vele le quali, con segni dinamici, realizzano il trigramma di Cristo (IHS). Sullo sfondo delle vele è rappresentato il sole che associato al trigramma, rimanda all'Eucaristia. Il sito dell'evento www.annusfidei.va, sarà disponibile in versione multilingua e sarà direttamente consultabile da tutti i dispositivi mobili e tablet. È pronto anche l'inno ufficiale dell'Anno della Fede: "Credo, Domine, adauge nobis fidem". Nei primi giorni di settembre uscirà nelle diverse lingue il Sussidio pastorale, Vivere l'Anno della Fede. Una piccola immagine del Cristo del Duomo di Cefalù (Sicilia), sul cui retro si trova scritta la Professione di Fede, accompagnerà tutti i pellegrini e i credenti nelle varie parti del mondo.
Infine, l'Arcivescovo Fisichella ha reso noto il calendario degli eventi più importanti ai quali sarà presente il Santo Padre e che si terranno a Roma: l'apertura dell'Anno della Fede che "avverrà in Piazza San Pietro, giovedì 11 ottobre, ricorrenza del cinquantesimo anniversario dell'inizio del Concilio Vaticano II. Vi sarà una solenne celebrazione eucaristica concelebrata da tutti i Padri Sinodali, dai Presidenti delle Conferenze Episcopali del mondo e dai Padri conciliari ancora viventi che potranno raggiungerci".
Il primo avvenimento dell'Anno, domenica 21 ottobre, sarà la Canonizzazione di 6 martiri e confessori della fede: il francese Jacques Barthieu; il filippino Pedro Calugsod; l'italiano Giovanni Battista Piamarta; la spagnola María del Carmen; l'irochese Caterina Tekakwitha; la tedesca Madre Marianne (Barbara Cope) e la tedesca Anna Schäffer. Il 25 gennaio 2012, durante la tradizionale celebrazione ecumenica nella basilica romana di San Paolo fuori le Mura si pregherà insieme affinché attraverso la comune professione del Simbolo i cristiani non dimentichino la via dell'unità. Il 28 aprile il Santo Padre conferirà la Cresima ad un gruppo di giovani. Domenica 5 maggio, sarà dedicata alla pietà popolare e all'opera dei confratelli.
Il 18 maggio, vigilia di Pentecoste, sarà dedicata a tutti i movimenti, antichi e nuovi, con il pellegrinaggio alla Tomba di Pietro. Domenica 2 giugno, festa del Corpus Domini, è in programma una Solenne Adorazione Eucaristica che sarà contemporanea in tutte le cattedrali e chiese del mondo. Domenica 16 giugno sarà dedicata alla testimonianza del Vangelo della Vita. Domenica 7 luglio si concluderà in San Pietro il pellegrinaggio dei seminaristi, novizie e novizi di tutto il mondo. Il 29 settembre, sarà dedicato in particolare ai Catechisti, nell'anniversario della pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica. Il 13 ottobre sarà dedicato alla presenza di Maria nella Chiesa. Infine il 24 novembre si celebrerà la giornata conclusiva dell'Anno della Fede.
Alcuni dicasteri hanno in programma iniziative pubblicate nel calendario. L'Anno sarà arricchito da eventi culturali, fra i quali, una mostra su San Pietro a Castel Sant'Angelo (7 febbraio - 1 maggio 2013) ed un concerto in Piazza San Pietro (22 giugno 2013).
POSSESSI CARDINALIZI
Città
del Vaticano, 21 giugno 2012
(VIS). Sabato 30 giugno 2012, alle ore 19:00, il Cardinale Rainer
Maria Woelkl, Arcivescovo di Berlino, prenderà possesso del Titolo
di San Giovanni Maria Vianney, Via Lentini, 6.
UDIENZE
Città
del Vaticano, 21 giugno 2012
(VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza
l'Arcivescovo Nikola Eterović, Segretario Generale del Sinodo del
Vescovi.
mercoledì 20 giugno 2012
LA PREGHIERA APRE LE PORTE AL MISTERO DEL PROGETTO DI DIO
Città del Vaticano, 20 giugno 2012 (VIS). Nell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, Benedetto XVI ha proseguito la catechesi sulla preghiera nelle Lettere di San Paolo.
"La nostra preghiera - ha detto il Papa - molto spesso è richiesta di aiuto nelle necessità (...) perché abbiamo bisogno di aiuto, abbiamo bisogno degli altri, abbiamo bisogno di Dio (...) e dobbiamo tenere presente che la preghiera che il Signore ci ha insegnato, il 'Padre nostro', è una preghiera di richiesta, e con questa preghiera il Signore ci insegna le priorità della nostra preghiera (...). Quindi se di per sé è normale che nella preghiera richiediamo qualcosa, non dovrebbe essere esclusivamente così. C'è anche motivo di ringraziamento, e se siamo un po' attenti vediamo che da Dio riceviamo tante cose buone (...). E deve essere anche preghiera di lode: se il nostro cuore è aperto, vediamo nonostante tutti i problemi anche la bellezza della sua creazione, la bontà che si mostra nella sua creazione.
Nel primo capitolo della Lettera agli Efesini, San Paolo benedice Dio Padre del Signore nostro Gesù Cristo, perché in Lui ci ha fatto conoscere il "mistero della sua volontà". Per i credenti - ha detto il Papa - "il mistero" non è tanto l'ignoto, ma piuttosto la volontà misericordiosa di Dio, il suo disegno di amore che in Gesù Cristo si è rivelato pienamente e ci offre la possibilità di comprendere con tutti i santi quale sia l'ampiezza e (...) la profondità e di conoscere l'amore di Cristo. Il 'mistero ignoto' di Dio è rivelato ed è che Dio ci ama, e ci ama dall'inizio, dall'eternità".
"L’Apostolo ringrazia e loda, ma riflette anche sui motivi che spingono l'uomo a questa lode (...) presentando gli elementi fondamentali del piano divino e le sue tappe. Anzitutto dobbiamo benedire Dio Padre perché - così scrive San Paolo - Egli (...) 'ci ha scelto prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità'. (...) La vocazione alla santità, cioè alla comunione con Dio appartiene al disegno eterno di questo Dio, un disegno che si estende nella storia e che comprende tutti gli uomini e le donne del mondo, perché è una chiamata universale. Dio non esclude nessuno, il suo progetto è solo di amore. (...) L'Apostolo sottolinea la gratuità di questo meraviglioso disegno di Dio sull'umanità".
"Al centro della preghiera di benedizione, l’Apostolo illustra il modo in cui si realizza il piano di salvezza del Padre in Cristo (...) Il sacrificio della croce di Cristo è l’evento unico e irripetibile con cui il Padre ha mostrato (...) il suo amore per noi, non soltanto a parole, ma in modo concreto. Dio è così concreto e il suo amore è così concreto che entra nella storia, si fa uomo per sentire che cosa è, come è vivere in questo mondo creato, e accetta, il cammino di sofferenza della passione, e subendo la morte. Così concreto è l'amore di Dio, che partecipa non solo al nostro essere, ma al nostro soffrire e morire. Il Sacrificio della croce fa sì che noi diventiamo 'proprietà di Dio', perché il sangue di Cristo ci ha riscattati dalla colpa, ci lava dal male, ci sottrae alla schiavitù del peccato e della morte".
"Infine, la benedizione divina si chiude con l’accenno allo Spirito Santo che è stato effuso nei nostri cuori. La redenzione non è ancora conclusa, (...) ma avrà il suo pieno compimento quando coloro che Dio si è acquistato, saranno totalmente salvati. Siamo ancora nel cammino della redenzione (...) Dobbiamo accettare che il cammino delle redenzione è anche un cammino nostro, perché Dio vuole creature libere (...). andiamo su questa strada della redenzione, insieme con Cristo e sentiamo che la redenzione si realizza".
"Nella preghiera - ha concluso il Santo Padre - impariamo a vedere i segni di questo disegno misericordioso nel cammino della Chiesa, (...) Così cresciamo nell’amore di Dio, aprendo la porta affinché la Santissima Trinità venga ad abitare in noi, illumini, riscaldi, guidi la nostra esistenza. (...) La preghiera genera uomini e donne animati non dall’egoismo, dal desiderio di possedere, dalla sete di potere, ma dalla gratuità, dal desiderio di amare, dalla sete di servire, animati cioè da Dio; e solo così si può portare luce nel buio del mondo".
"La nostra preghiera - ha detto il Papa - molto spesso è richiesta di aiuto nelle necessità (...) perché abbiamo bisogno di aiuto, abbiamo bisogno degli altri, abbiamo bisogno di Dio (...) e dobbiamo tenere presente che la preghiera che il Signore ci ha insegnato, il 'Padre nostro', è una preghiera di richiesta, e con questa preghiera il Signore ci insegna le priorità della nostra preghiera (...). Quindi se di per sé è normale che nella preghiera richiediamo qualcosa, non dovrebbe essere esclusivamente così. C'è anche motivo di ringraziamento, e se siamo un po' attenti vediamo che da Dio riceviamo tante cose buone (...). E deve essere anche preghiera di lode: se il nostro cuore è aperto, vediamo nonostante tutti i problemi anche la bellezza della sua creazione, la bontà che si mostra nella sua creazione.
Nel primo capitolo della Lettera agli Efesini, San Paolo benedice Dio Padre del Signore nostro Gesù Cristo, perché in Lui ci ha fatto conoscere il "mistero della sua volontà". Per i credenti - ha detto il Papa - "il mistero" non è tanto l'ignoto, ma piuttosto la volontà misericordiosa di Dio, il suo disegno di amore che in Gesù Cristo si è rivelato pienamente e ci offre la possibilità di comprendere con tutti i santi quale sia l'ampiezza e (...) la profondità e di conoscere l'amore di Cristo. Il 'mistero ignoto' di Dio è rivelato ed è che Dio ci ama, e ci ama dall'inizio, dall'eternità".
"L’Apostolo ringrazia e loda, ma riflette anche sui motivi che spingono l'uomo a questa lode (...) presentando gli elementi fondamentali del piano divino e le sue tappe. Anzitutto dobbiamo benedire Dio Padre perché - così scrive San Paolo - Egli (...) 'ci ha scelto prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità'. (...) La vocazione alla santità, cioè alla comunione con Dio appartiene al disegno eterno di questo Dio, un disegno che si estende nella storia e che comprende tutti gli uomini e le donne del mondo, perché è una chiamata universale. Dio non esclude nessuno, il suo progetto è solo di amore. (...) L'Apostolo sottolinea la gratuità di questo meraviglioso disegno di Dio sull'umanità".
"Al centro della preghiera di benedizione, l’Apostolo illustra il modo in cui si realizza il piano di salvezza del Padre in Cristo (...) Il sacrificio della croce di Cristo è l’evento unico e irripetibile con cui il Padre ha mostrato (...) il suo amore per noi, non soltanto a parole, ma in modo concreto. Dio è così concreto e il suo amore è così concreto che entra nella storia, si fa uomo per sentire che cosa è, come è vivere in questo mondo creato, e accetta, il cammino di sofferenza della passione, e subendo la morte. Così concreto è l'amore di Dio, che partecipa non solo al nostro essere, ma al nostro soffrire e morire. Il Sacrificio della croce fa sì che noi diventiamo 'proprietà di Dio', perché il sangue di Cristo ci ha riscattati dalla colpa, ci lava dal male, ci sottrae alla schiavitù del peccato e della morte".
"Infine, la benedizione divina si chiude con l’accenno allo Spirito Santo che è stato effuso nei nostri cuori. La redenzione non è ancora conclusa, (...) ma avrà il suo pieno compimento quando coloro che Dio si è acquistato, saranno totalmente salvati. Siamo ancora nel cammino della redenzione (...) Dobbiamo accettare che il cammino delle redenzione è anche un cammino nostro, perché Dio vuole creature libere (...). andiamo su questa strada della redenzione, insieme con Cristo e sentiamo che la redenzione si realizza".
"Nella preghiera - ha concluso il Santo Padre - impariamo a vedere i segni di questo disegno misericordioso nel cammino della Chiesa, (...) Così cresciamo nell’amore di Dio, aprendo la porta affinché la Santissima Trinità venga ad abitare in noi, illumini, riscaldi, guidi la nostra esistenza. (...) La preghiera genera uomini e donne animati non dall’egoismo, dal desiderio di possedere, dalla sete di potere, ma dalla gratuità, dal desiderio di amare, dalla sete di servire, animati cioè da Dio; e solo così si può portare luce nel buio del mondo".
APPELLO DEL PAPA AFFINCHÈ CESSINO VIOLENZE IN NIGERIA
Città
del Vaticano, 20 giugno 2012
(VIS). Al termine dell'Udienza Generale di oggi e dopo i saluti nelle
diverse lingue, Benedetto XVI ha lanciato un appello affinché
cessino gli attacchi terroristici in Nigeria, diretti soprattutto
contro i fedeli cristiani. "Mentre elevo la preghiera per le
vittime e per quanti soffrono, faccio appello ai responsabili delle
violenze, affinché cessi immediatamente lo spargimento di sangue di
tanti innocenti. Auspico, inoltre, la piena collaborazione di tutte
le componenti sociali della Nigeria, perché non si persegua la via
della vendetta, ma tutti i cittadini cooperino all’edificazione di
una società pacifica e riconciliata, in cui sia pienamente tutelato
il diritto di professare liberamente la propria fede".
UDIENZA AL PRIMO MINISTRO REPUBBLICA DI LETTONIA
Città del Vaticano, 20 giugno 2012 (VIS). "Mercoledì 20 giugno, dopo l’Udienza generale, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto nell’Auletta dell’Aula Paolo VI il Primo Ministro della Repubblica di Lettonia, Signor Valdis Dombrovskis, il quale, successivamente, ha incontrato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato dall’Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati".
"Durante i cordiali colloqui, sono stati rilevati i buoni rapporti esistenti fra la Santa Sede e la Repubblica di Lettonia, nonché l’apprezzato contributo che la Chiesa cattolica offre alla società, in particolare nelle questioni riguardanti la famiglia e la promozione di un umanesimo aperto ai valori spirituali e trascendenti".
"Nel corso delle conversazioni si sono toccati temi di comune interesse e ci si è soffermati, in particolare, sulla grave crisi economica e finanziaria che sta marcando la vita dei Popoli europei".
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