Città del Vaticano, 13 giugno 2012 (VIS). L'esperienza contemplativa e la forza della preghiera narrate dal San Paolo nella Seconda Lettera ai Corinzi sono state il tema della catechesi del Santo Padre Benedetto XVI per l'Udienza Generale del Mercoledì, tenutasi nell'Aula Paolo VI.
Di fronte a chi contestava la legittimità del suo apostolato, Paolo non elenca le comunità che ha fondato, né si limita a ricordare le difficoltà e le opposizioni che ha affrontato per annunciare il Vangelo, ma indica, ha detto il Papa, "il suo rapporto con il Signore, (...) così intenso da essere caratterizzato anche da momenti di estasi, di contemplazione profonda". Paolo racconta la sua debolezza negli anni in cui visse in silenzio e contemplazione, ed afferma: "Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo (...), infatti quando sono debole, è allora che sono forte".
L'atteggiamento dell'Apostolo delle genti "fa comprendere che ogni difficoltà nella sequela di Cristo e nella testimonianza del suo Vangelo può essere superata aprendosi con fiducia all'azione del Signore. (...) San Paolo comprende con chiarezza come affrontare e vivere ogni evento, soprattutto la sofferenza, la difficoltà, la persecuzione: nel momento in cui si sperimenta la propria debolezza, si manifesta la potenza di Dio, che non abbandona, non lascia soli, ma diventa sostegno e forza".
"Nella misura in cui cresce la nostra unione con il Signore - ha affermato il Santo Padre - e si fa intensa la nostra preghiera, anche noi andiamo all’essenziale e comprendiamo cioè che non è la potenza dei nostri mezzi che realizza il Regno di Dio, (...) ma è Dio che opera meraviglie proprio attraverso la nostra debolezza".
L'intensa contemplazione di Dio sperimentata da San Paolo, richiama quella dei discepoli sul Monte Tabor. "Contemplare il Signore è, allo stesso tempo, affascinante e tremendo: affascinante perché Egli ci attira a sé e rapisce il nostro cuore verso l'alto, portandolo alla sua altezza dove sperimentiamo la pace, la bellezza del suo amore; tremendo perché mette a nudo la nostra debolezza umana, la nostra inadeguatezza, la fatica di vincere il Maligno che insidia la nostra vita".
"In un mondo in cui rischiamo di confidare solamente sull’efficienza e la potenza dei mezzi umani, siamo chiamati a riscoprire e testimoniare la potenza della preghiera (...), con la quale cresciamo ogni giorno nel conformare la nostra vita a quella di Cristo", ha detto il Papa ricordando la figura del Premio Nobel per la Pace Albert Schweitzer, il teologo protestante che affermava: "Paolo è un mistico e nient'altro che un mistico'. un uomo veramente innamorato di Cristo e così unito a Lui, da poter dire: Cristo vive in me. La mistica di San Paolo non si fonda soltanto sugli eventi eccezionali da lui vissuti, ma anche sul quotidiano e intenso rapporto con il Signore che lo ha sempre sostenuto con la sua Grazia".
"Anche nella nostra vita di preghiera possiamo avere momenti di particolare intensità, in cui sentiamo più viva la presenza del Signore, ma è importante la costanza, la fedeltà del rapporto con Dio, soprattutto nelle situazioni di aridità, di difficoltà, di sofferenza. (...) Soltanto se siamo afferrati dall’amore di Cristo, saremo in grado di affrontare ogni avversità come Paolo, convinti che tutto possiamo in Colui che ci dà forza".
"Quanto più diamo spazio alla preghiera, tanto più vedremo che la nostra vita si trasformerà e sarà animata dalla forza concreta dell’amore di Dio. Così avvenne, ad esempio, per la beata Madre Teresa di Calcutta, che nella contemplazione di Gesù (...) trovava la ragione ultima e la forza incredibile per riconoscerlo nei poveri e negli abbandonati, nonostante la sua fragile figura".
"La contemplazione di Cristo nella nostra vita non ci estranea dalla realtà, bensì ci rende ancora più partecipi delle vicende umane, perché il Signore, attirandoci a sé nella preghiera, ci permette di farci presenti e prossimi ad ogni fratello nel suo amore".
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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana... [+]
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mercoledì 13 giugno 2012
PREGHIERE PER CONGRESSO EUCARISTICO IRLANDA
Città del Vaticano, 13 giugno 2012 (VIS). Al termine della catechesi Benedetto XVI ha ricordato che in questi giorni si tiene a Dublino (Irlanda) il 50° Congresso Eucaristico Internazionale, sul tema: "L'Eucaristia: Comunione con Cristo e tra di noi".
"È una preziosa occasione per riaffermare la centralità dell’Eucaristia nella vita della Chiesa. Gesù, realmente presente nel Sacramento dell’Altare con il supremo Sacrificio di amore della Croce si dona a noi, si fa nostro cibo per assimilarci a Lui, per farci entrare in comunione con Lui. E attraverso questa comunione siamo uniti anche tra di noi, diventiamo una cosa sola in Lui, membra gli uni degli altri".
"Vorrei invitarvi ad unirvi spiritualmente ai cristiani di Irlanda e del mondo - ha concluso il Santo Padre - pregando per i lavori del Congresso, perché l’Eucaristia sia sempre il cuore pulsante della vita di tutta la Chiesa".
"È una preziosa occasione per riaffermare la centralità dell’Eucaristia nella vita della Chiesa. Gesù, realmente presente nel Sacramento dell’Altare con il supremo Sacrificio di amore della Croce si dona a noi, si fa nostro cibo per assimilarci a Lui, per farci entrare in comunione con Lui. E attraverso questa comunione siamo uniti anche tra di noi, diventiamo una cosa sola in Lui, membra gli uni degli altri".
"Vorrei invitarvi ad unirvi spiritualmente ai cristiani di Irlanda e del mondo - ha concluso il Santo Padre - pregando per i lavori del Congresso, perché l’Eucaristia sia sempre il cuore pulsante della vita di tutta la Chiesa".
IL BATTESIMO CI HA TIRATO FUORI DAL NOSTRO ISOLAMENTO
Città del Vaticano, 13 giugno 2012 (VIS). La sera di lunedì 11 giugno, il Santo Padre ha inaugurato, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, il Convegno Ecclesiale della Diocesi di Roma, che si conclude oggi. Nei giorni del Convegno, dal titolo "Andate e fate discepoli, battezzando e insegnando (Mt 28, 19-20), i partecipanti hanno discusso sulla bellezza del battesimo".
Di seguito riportiamo alcuni estratti del discorso che il Santo Padre ha improvvisato in questa occasione.
"Essere battezzati vuol dire essere uniti a Dio; in un’unica, nuova esistenza (...) Pensando a questo, possiamo subito vedere alcune conseguenze. La prima è che Dio non è più molto lontano per noi (...) ma noi siamo in Dio e Dio è in noi. La priorità, la centralità di Dio nella nostra vita è una prima conseguenza del Battesimo".
"Una seconda conseguenza (...) è che noi non ci facciamo cristiani. (...) Certo, anche la mia decisione è necessaria, ma soprattutto è un’azione di Dio con me (...) io sono assunto da Dio (...) dicendo 'sì' a questa azione di Dio, divento cristiano. (...) Un terzo elemento (...) è che, naturalmente, essendo immerso in Dio, sono unito ai fratelli e alle sorelle, perché tutti gli altri sono in Dio e se io sono tirato fuori dal mio isolamento, (...) sono immerso nella comunione con gli altri".
"Questo rito, come il rito di quasi tutti i Sacramenti, si compone da due elementi: da materia – acqua – e dalla parola. Il cristianesimo non è una cosa puramente spirituale (...) Dio è il Creatore di tutta la materia (...) Molto importante è, quindi, che la materia faccia parte della nostra fede (...). L’altro elemento è la parola, e questa parola si presenta in tre elementi: rinunce, promesse, invocazioni. Importante è che queste parole (...) siano cammino di vita".
Cominciamo con la prima parte, le rinunce. Sono tre e prendo anzitutto la seconda: 'Rinunciate alle seduzioni del male (...) Nella Chiesa antica (...) c’era l’espressione: 'Rinunciate alla pompa del diavolo?'. La pompa del diavolo erano soprattutto i grandi spettacoli cruenti, in cui la crudeltà diventa divertimento, in cui uccidere uomini diventa una cosa spettacolare (...) Ma oltre a questo significato immediato (...) si voleva parlare di un tipo di cultura. (...) Essere battezzati significa proprio sostanzialmente (...) un liberarsi da questa cultura. Conosciamo anche oggi un tipo di cultura in cui non conta la verità; anche se apparentemente si vuol fare apparire tutta la verità, conta solo la sensazione e lo spirito di calunnia e di distruzione. Una cultura che non cerca il bene, il cui moralismo è, in realtà, una maschera per confondere, creare confusione e distruzione. Contro questa cultura, in cui la menzogna si presenta nella veste della verità e dell’informazione, contro questa cultura che cerca solo il benessere materiale e nega Dio, diciamo 'no'".
"Passiamo alla prima rinuncia: 'Rinunciate al peccato per vivere nella libertà dei figli di Dio?'. Oggi libertà e vita cristiana (...) vanno in direzioni opposte; essere cristiani sarebbe come una schiavitù; libertà è emanciparsi dalla fede cristiana, emanciparsi – in fin dei conti – da Dio. (...) Dio si è fatto vulnerabile. (...) perché ci ama (...). La nostra prima preoccupazione deve essere non ferire, non distruggere il suo amore, non fare nulla contro il suo amore perché altrimenti viviamo anche contro noi stessi e contro la nostra libertà".
"E finalmente: 'Rinunciate a Satana?'. Questo ci dice che c’è un 'sì' a Dio e un 'no' al potere del Maligno che coordina tutte queste attività e si vuol fare dio di questo mondo".
"Alla fine rimane la questione (...) del Battesimo dei bambini. È giusto farlo, o sarebbe più necessario fare prima il cammino catecumenale per arrivare ad un Battesimo veramente realizzato? E l’altra questione che si pone sempre è: 'Ma possiamo noi imporre ad un bambino quale religione vuole vivere o no? (...)
La realtà è diversa. La vita stessa ci viene data senza che noi possiamo scegliere se vogliamo vivere o no; a nessuno può essere chiesto: 'vuoi essere nato o no?'. (...) Io direi: è possibile ed è giusto soltanto se, con la vita, possiamo dare anche la garanzia che la vita, con tutti i problemi del mondo, sia buona (...) che ci sia una garanzia che questa vita sia buona, sia protetta da Dio (...). Solo l’anticipazione del senso giustifica l’anticipazione della vita. E perciò il Battesimo come garanzia del bene di Dio, come anticipazione del senso, del 'sì' di Dio che protegge questa vita, giustifica anche l’anticipazione della vita".
Di seguito riportiamo alcuni estratti del discorso che il Santo Padre ha improvvisato in questa occasione.
"Essere battezzati vuol dire essere uniti a Dio; in un’unica, nuova esistenza (...) Pensando a questo, possiamo subito vedere alcune conseguenze. La prima è che Dio non è più molto lontano per noi (...) ma noi siamo in Dio e Dio è in noi. La priorità, la centralità di Dio nella nostra vita è una prima conseguenza del Battesimo".
"Una seconda conseguenza (...) è che noi non ci facciamo cristiani. (...) Certo, anche la mia decisione è necessaria, ma soprattutto è un’azione di Dio con me (...) io sono assunto da Dio (...) dicendo 'sì' a questa azione di Dio, divento cristiano. (...) Un terzo elemento (...) è che, naturalmente, essendo immerso in Dio, sono unito ai fratelli e alle sorelle, perché tutti gli altri sono in Dio e se io sono tirato fuori dal mio isolamento, (...) sono immerso nella comunione con gli altri".
"Questo rito, come il rito di quasi tutti i Sacramenti, si compone da due elementi: da materia – acqua – e dalla parola. Il cristianesimo non è una cosa puramente spirituale (...) Dio è il Creatore di tutta la materia (...) Molto importante è, quindi, che la materia faccia parte della nostra fede (...). L’altro elemento è la parola, e questa parola si presenta in tre elementi: rinunce, promesse, invocazioni. Importante è che queste parole (...) siano cammino di vita".
Cominciamo con la prima parte, le rinunce. Sono tre e prendo anzitutto la seconda: 'Rinunciate alle seduzioni del male (...) Nella Chiesa antica (...) c’era l’espressione: 'Rinunciate alla pompa del diavolo?'. La pompa del diavolo erano soprattutto i grandi spettacoli cruenti, in cui la crudeltà diventa divertimento, in cui uccidere uomini diventa una cosa spettacolare (...) Ma oltre a questo significato immediato (...) si voleva parlare di un tipo di cultura. (...) Essere battezzati significa proprio sostanzialmente (...) un liberarsi da questa cultura. Conosciamo anche oggi un tipo di cultura in cui non conta la verità; anche se apparentemente si vuol fare apparire tutta la verità, conta solo la sensazione e lo spirito di calunnia e di distruzione. Una cultura che non cerca il bene, il cui moralismo è, in realtà, una maschera per confondere, creare confusione e distruzione. Contro questa cultura, in cui la menzogna si presenta nella veste della verità e dell’informazione, contro questa cultura che cerca solo il benessere materiale e nega Dio, diciamo 'no'".
"Passiamo alla prima rinuncia: 'Rinunciate al peccato per vivere nella libertà dei figli di Dio?'. Oggi libertà e vita cristiana (...) vanno in direzioni opposte; essere cristiani sarebbe come una schiavitù; libertà è emanciparsi dalla fede cristiana, emanciparsi – in fin dei conti – da Dio. (...) Dio si è fatto vulnerabile. (...) perché ci ama (...). La nostra prima preoccupazione deve essere non ferire, non distruggere il suo amore, non fare nulla contro il suo amore perché altrimenti viviamo anche contro noi stessi e contro la nostra libertà".
"E finalmente: 'Rinunciate a Satana?'. Questo ci dice che c’è un 'sì' a Dio e un 'no' al potere del Maligno che coordina tutte queste attività e si vuol fare dio di questo mondo".
"Alla fine rimane la questione (...) del Battesimo dei bambini. È giusto farlo, o sarebbe più necessario fare prima il cammino catecumenale per arrivare ad un Battesimo veramente realizzato? E l’altra questione che si pone sempre è: 'Ma possiamo noi imporre ad un bambino quale religione vuole vivere o no? (...)
La realtà è diversa. La vita stessa ci viene data senza che noi possiamo scegliere se vogliamo vivere o no; a nessuno può essere chiesto: 'vuoi essere nato o no?'. (...) Io direi: è possibile ed è giusto soltanto se, con la vita, possiamo dare anche la garanzia che la vita, con tutti i problemi del mondo, sia buona (...) che ci sia una garanzia che questa vita sia buona, sia protetta da Dio (...). Solo l’anticipazione del senso giustifica l’anticipazione della vita. E perciò il Battesimo come garanzia del bene di Dio, come anticipazione del senso, del 'sì' di Dio che protegge questa vita, giustifica anche l’anticipazione della vita".
CALENDARIO CELEBRAZIONI PRESIEDUTE DAL SANTO PADRE
Città del Vaticano, 13 giugno 2012 (VIS). Di seguito riportiamo il calendario delle celebrazioni presiedute dal Santo Padre nei mesi di luglio, agosto e settembre.
LUGLIO
15: XV Domenica "per annum": Visita pastorale a Frascati. Ore 9:30 Santa Messa.
AGOSTO
15: Mercoledì, Solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria. Castel Gandolfo. Chiesa Parrocchiale di San Tommaso da Villanova, ore 8:00. Santa Messa.
SETTEMBRE
Venerdì 14- Domenica 16: Viaggio Apostolico in Libano.
Città del Vaticano, 13 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Sacerdote Marcello Romano, Vescovo della Diocesi di Araçuaí (superficie: 23.526; popolazione: 416.000; cattolici: 277.000; sacerdoti: 34; religiosi: 40), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1965 a Conceição do Mato Dentro (Brasile) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1994. Nel 1995 è stato Vicario parrocchiale della Parrocchia "São Miguel" nella Diocesi di Guanhães; dal 1995 al 1996 è stato Parroco della Parrocchia "Nossa Senhora do Amparo" in Braúnas; dal 1996 al 1998 è stato Parroco di "São Sebastião" in Joanésia; dal 1998 al 2000 è stato Parroco della Parrocchia "São Sebastião" in São Sebastião do Maranhão; dal 2001 al 2008 è stato Parroco della Parrocchia "Nossa Senhora da Conceiçao" in Conceiçao do Mato Dentro; dal 2008 al 2011 è stato Parroco della Parrocchia "Santo Antônio" in Peçanha. È stato finora Amministratore diocesano di Guanhães.
martedì 12 giugno 2012
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città del Vaticano, 12 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:
il Reverendo Indunil Janakaratne Kodithuwakku Kankanamalage, del clero della diocesi di Badulla (Sri Lanka), Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. Attualmente docente presso la Facoltà di Missiologia della Pontificia Università Urbaniana.
- Membri della Congregazione per l'Educazione Cattolica: il Cardinale Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, Arcivescovo di Tegucigalpa (Honduras); il Cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace; il Cardinale Jean-Pierre Ricard, Arcivescovo di Bordeaux (Francia); il Cardinale Oswald Gracias, Arcivescovo di Bombay (India); il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali; l'Arcivescovo Luis Antonio G. Tagle, di Manila (Filippine); l'Arcivescovo Alfredo Horacio Zecca, di Tucumán (Argentina); il Vescovo Gerhard Ludwig Müller, di Regensburg; il Vescovo Charles Morerod, di Lausanne, Genéve et Fribourg.
- Membri del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani: Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, Arcivescovo Maggiore di Kyiv-Haly (Ucraina); l'Arcivescovo Zbigney Stankevis, di Riga (Lettonia); l'Arcivescovo Savio Hon Tai-Fai, S.D.B., Segretario della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli; il Vescovo Gerhard Ludwig Müller, di Regensburg (Repubblica Federale di Germania); il Vescovo Donald Joseph Bolen, di Saskatoon (Canada).
- Consultori del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani: il Reverendo Aimable Musoni, S.D.B., Professore di Ecclesiologia ed Ecumenismo presso la Pontificia Università Salesiana; il Padre Robert Francis Christian, O.P., Vice Decano della Facoltà di Teologia presso la Pontificia Università San Tommaso d'Aquino.
COMUNICATO SU INTEGRAZIONE DEL VIS NEL PORTALE NEWS.VA E NEL BOLLETTINO DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE
Città del Vaticano, 12 giugno 2012 (VIS). "Con il 31 luglio 2012 il Vatican Information Service termina di esistere come ufficio con un suo servizio specifico di informazione distinto dal Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede, ma i suoi abbonati continueranno a ricevere un ampio servizio informativo", informa un Comunicato emesso oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede.
Nel quadro dello sviluppo e del coordinamento delle attività di comunicazione sociale della Santa Sede, in seguito ad orientamenti ricevuti dalla Segreteria di Stato, il personale del VIS viene quindi destinato, in parte al rafforzamento del Portale multilinguistico "News.va", costituito da circa un anno nell'ambito del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, in parte allo sviluppo multilinguistico del Bollettino della Sala Stampa.
"Com'è noto, il Portale news.va raccoglie regolarmente e presenta in forma facilmente accessibile le principali notizie di attualità sulla Santa Sede e la vita della Chiesa che vengono pubblicate ogni giorno da Sala Stampa, Osservatore Romano, Radio Vaticana, Agenzia Fides, arricchite dai video del CTV e da fotografie del servizio fotografico dell'Osservatore Romano. Esso opera quotidianamente in italiano, inglese, spagnolo e francese. Una delle sue caratteristiche è di essere strutturato in modo da offrire la facile possibilità di condividere i suoi materiali nei social networks (come Facebook e Twitter) e di renderli accessibili con nuove applicazioni su diverse piattaforme mobili.
Il Bollettino della Sala Stampa è stato pubblicato finora principalmente in lingua italiana, tranne quando si abbiamo testi originali in altre lingue, mentre il VIS ha operato regolarmente in quattro lingue. L'inserimento di parte del personale del VIS (di lingua inglese, francese, spagnola nel lavoro ordinario della Sala Stampa permetterà un opportuno rinnovamento della pubblicazione online del Bollettino, che comprenderà le traduzioni integrali di diversi testi del Bollettino stesso e anche sintesi in lingua di testi di cui non sia possibile dare la traduzione integrale. Ciò avverrà in misura graduale, a cominciare da settembre 2012.
Le parti tradotte del Bollettino, unitamente alle sintesi nelle lingue alle sintesi nelle lingue diverse dall'italiano, continueranno a venire inviate all'indirizzo dei circa 60.000 abbonati al VIS, che non verranno così a perdere un servizio da lungo tempo apprezzato. Anche il ricco archivio di 85.000 notizie in diverse lingue realizzate in oltre vent'anni del VIS, dotato di un sistema di ricerca semplice e rapido, verrà conservato e integrato nel sito della Sala Stampa.
Nel quadro dello sviluppo e del coordinamento delle attività di comunicazione sociale della Santa Sede, in seguito ad orientamenti ricevuti dalla Segreteria di Stato, il personale del VIS viene quindi destinato, in parte al rafforzamento del Portale multilinguistico "News.va", costituito da circa un anno nell'ambito del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, in parte allo sviluppo multilinguistico del Bollettino della Sala Stampa.
"Com'è noto, il Portale news.va raccoglie regolarmente e presenta in forma facilmente accessibile le principali notizie di attualità sulla Santa Sede e la vita della Chiesa che vengono pubblicate ogni giorno da Sala Stampa, Osservatore Romano, Radio Vaticana, Agenzia Fides, arricchite dai video del CTV e da fotografie del servizio fotografico dell'Osservatore Romano. Esso opera quotidianamente in italiano, inglese, spagnolo e francese. Una delle sue caratteristiche è di essere strutturato in modo da offrire la facile possibilità di condividere i suoi materiali nei social networks (come Facebook e Twitter) e di renderli accessibili con nuove applicazioni su diverse piattaforme mobili.
Il Bollettino della Sala Stampa è stato pubblicato finora principalmente in lingua italiana, tranne quando si abbiamo testi originali in altre lingue, mentre il VIS ha operato regolarmente in quattro lingue. L'inserimento di parte del personale del VIS (di lingua inglese, francese, spagnola nel lavoro ordinario della Sala Stampa permetterà un opportuno rinnovamento della pubblicazione online del Bollettino, che comprenderà le traduzioni integrali di diversi testi del Bollettino stesso e anche sintesi in lingua di testi di cui non sia possibile dare la traduzione integrale. Ciò avverrà in misura graduale, a cominciare da settembre 2012.
Le parti tradotte del Bollettino, unitamente alle sintesi nelle lingue alle sintesi nelle lingue diverse dall'italiano, continueranno a venire inviate all'indirizzo dei circa 60.000 abbonati al VIS, che non verranno così a perdere un servizio da lungo tempo apprezzato. Anche il ricco archivio di 85.000 notizie in diverse lingue realizzate in oltre vent'anni del VIS, dotato di un sistema di ricerca semplice e rapido, verrà conservato e integrato nel sito della Sala Stampa.
SANTA SEDE NON HA CAMBIATO POSIZIONE SU GERUSALEMME EST
Città del Vaticano, 12 giugno 2012 (VIS). Di seguito riportiamo estratti dell'intervista al Monsignor Ettore Balestrero a Radio Vaticana relativa alla conclusione della Riunione Plenaria della Commissione Bilaterale fra Santa Sede e Stato di Israele che sta negoziando il denominato Accordo Economico.
D. Monsignore, negli ultimi giorni è circolata con insistenza in certi ambienti la notizia che oggi si sarebbe firmato il menzionato Accordo sul quale si lavora ormai da 13 anni e più. Ma non c'è stata alcuna firma. Cosa è successo?
R: Niente di particolare. Di firma dell'accordo si è parlato, è vero, in certi ambienti. Ma non era in programma. Come ho detto, si sono fatti progressi, ma ci sono ancora questioni da risolvere.
D. C'è stato pure allarme nei circoli Palestinesi per il fatto che la Santa Sede, con la firma di questo Accordo riconoscerebbe indirettamente la sovranità di Israele su Gerusalemme Est e su altri territori occupati con la guerra del 1967.
R. L'Accordo a cui si sta lavorando riguarda la vita, le attività ed il regime fiscale della Chiesa Cattolica in Israele. Nell'Accordo ci si vuole tenere al margine delle dispute territoriali: Non si parlerà di Gerusalemme Est, né di località nella Cisgiordania.
D. Ma si è fatta menzione di una bozza dell'accordo, nel quale sono menzionate località in Gerusalemme Est e nella Cisgirdania...
R. Dall'inizio dei negoziati si è lavorato su un progetto di Accordo comprensivo anche della
cosiddetta "Schedule One", ossia una lista di proprietà individuali appartenenti alla Santa Sede e ad alcune istituzioni della Chiesa Cattolica in Terra Santa, che, nel corso degli anni, sono state oggetto, da parte di Israele, di provvedimenti onerosi per i proprietari. Ed è vero che alcune di tali proprietà si trovano in Gerusalemme Est o in zone occupate nel 1967. Si mirava a risolvere problemi concreti. Già da tempo, comunque, si è deciso di trattare, nell'Accordo che si firmerà, solo alcune proprietà, che non si trovano a Gerusalemme Est o in Cisgiordania. Non è esatto, quindi, affermare che la Santa Sede, con l'accordo, violerebbe la IV Convenzione di Ginevra per la protezione delle persone civili in tempo di guerra. La confusione e l'allarme sono dovuti all'uso indebito di uno strumento di lavoro, superato da tempo e, comunque, ancora in elaborazione.
D. La posizione della Santa Sede su Gerusalemme Est è cambiata?
R. La posizione della Santa Sede non è cambiata. È stata affermata nel "Basic Agreement" tra la Santa Sede e l'OLP; è stata richiamata in diverse circostanze e lo sarà nuovamente nell"Accordo Globale" con l'OLP, attualmente in fase di elaborazione.
D. Un'ultima domanda. È stato pure scritto che questo Accordo che la Santa Sede sta elaborando con Israele danneggerà gli Accordi che la Francia e l'Italia o altri Paesi hanno con Israele, a vantaggio delle rispettive istituzioni nazionali che operano in Israele.
R. Non è esatto. L'Accordo riguarda la Santa Sede e lo Stato di Israele e non ha incidenza su Accordi che Israele ha concluso con altri Stati. La validità di questi ultimi dipende anzitutto dalla volontà delle Parti contraenti e non dall'esistenza di un Accordo di una di tali Parti con un terzo soggetto, come è in questo caso la Santa Sede. Peraltro questo è un principio di diritto internazionale comunemente accettato.
RIUNIONE PLENARIA COMMISSIONE BILATERALE SANTA SEDE E STATO DI ISRAELE
Città del Vaticano, 12 giugno 2012 (VIS). La Commissione Bilaterale permanente fra la Santa Sede e lo Stato di Israele si è riunita oggi, in forma plenaria, nel Palazzo Apostolico Vaticano, per proseguire i negoziati relativi allo "Accordo fondamentale, art 10, paragrafo 2".
"I negoziati hanno avuto luogo in un atmosfera positiva e costruttiva. La Commissione ha preso atto del fatto che sono stati fatti significativi progressi verso la conclusione dell'Accordo".
"La Commissione ha anche riconosciuto il servizio esemplare svolto dal Nunzio Apostolico Antonio Franco e dall'Ambasciatore Mordechay Lewy in occasione del loro pensionamento".
"Le parti hanno concordato sui passi futuri e di tenere la prossima Assemblea Plenaria il 6 dicembre 2012 presso la sede del Ministero degli Affari Esteri di Israele".
La Delegazione della Santa Sede era guidata dal Monsignor Ettore Balestrero, Sotto-Segretario dei Rapporti con gli Stati e quella dello Stato di Israele dal Signor Danny Ayalon M.K.M., Vice-Ministro degli Affari Esteri.
COMUNICATO SU VALUTAZIONE DOTTRINALE DELLA LCWR C
COMUNICATO SU VALUTAZIONE DOTTRINALE DELLA LCWR
Città del Vaticano, 12 giugno 2012 (VIS). Di seguito riportiamo la dichiarazione rilasciata dal Direttore della Sala Stampa della Santa Sede sulla riunione tenutasi presso la Congregazione per la Dottrina della Fede relativa alla Valutazione dottrinale della LCWR.
Questa mattina i Superiori della Congregazione per la Dottrina per la Fede hanno incontrato il Presidente e il Direttore Esecutivo della Conferenza sulla Direzione delle Donne Religiose (LCWE) negli Stati Uniti d'America. Hanno partecipato alla Riunione l'Arcivescovo Peter J. Sartain, di Seattle ed il Delegato della Santa Sede per la valutazione dottrinale del LCWR.
"L'incontro ha offerto l'occasione per la Congregazione e le rappresenanti della LCWR di discutere le questioni e le preoccupazioni sorte dalla Valutazione Dottrinale in una atmosfera di apertura e cordialità".
Secondo il Diritto Canonico, una Conferenza di Superiori Maggiori come il LCWR è costituita e rimane sotto la suprema direzione della Santa Sede per promuovere un impegno comune fra gli Istituti membri individuali e la cooperazione con la Santa Sede e la locale Conferenza dei Vescovi (Cfr. Codice di Diritto Canonico, canoni 708-709). L'obiettivo della Valutazione dottrinale è quello di assistere il LCWR nella importante missione di promuovere una visione di comunione ecclesiale fondata sulla fede in Gesù Cristo e sugli insegnamenti della Chiesa come fedelmente impartiti nei secoli sotto la guida del Magistero".
Città del Vaticano, 12 giugno 2012 (VIS). Di seguito riportiamo la dichiarazione rilasciata dal Direttore della Sala Stampa della Santa Sede sulla riunione tenutasi presso la Congregazione per la Dottrina della Fede relativa alla Valutazione dottrinale della LCWR.
Questa mattina i Superiori della Congregazione per la Dottrina per la Fede hanno incontrato il Presidente e il Direttore Esecutivo della Conferenza sulla Direzione delle Donne Religiose (LCWE) negli Stati Uniti d'America. Hanno partecipato alla Riunione l'Arcivescovo Peter J. Sartain, di Seattle ed il Delegato della Santa Sede per la valutazione dottrinale del LCWR.
"L'incontro ha offerto l'occasione per la Congregazione e le rappresenanti della LCWR di discutere le questioni e le preoccupazioni sorte dalla Valutazione Dottrinale in una atmosfera di apertura e cordialità".
Secondo il Diritto Canonico, una Conferenza di Superiori Maggiori come il LCWR è costituita e rimane sotto la suprema direzione della Santa Sede per promuovere un impegno comune fra gli Istituti membri individuali e la cooperazione con la Santa Sede e la locale Conferenza dei Vescovi (Cfr. Codice di Diritto Canonico, canoni 708-709). L'obiettivo della Valutazione dottrinale è quello di assistere il LCWR nella importante missione di promuovere una visione di comunione ecclesiale fondata sulla fede in Gesù Cristo e sugli insegnamenti della Chiesa come fedelmente impartiti nei secoli sotto la guida del Magistero".
lunedì 11 giugno 2012
FEDELTÀ, VINCOLO ESSENZIALE FRA IL PAPA E SUOI DIRETTTI COLLABORATORI
Città del Vaticano, 11 giugno 2012 (VIS). Quaranta membri della Pontificia Accademia Ecclesiastica sono stati ricevuti questa mattina dal Santo Padre. L'Udienza si è tenuta nel momento in cui si concludono i corsi di studi e per alcuni alunni si avvicina il giorno della partenza per il servizio nelle Rappresentanze Pontificie sparse nel mondo. "Il Papa conta anche su di voi - ha detto Benedetto XVI - per essere assistito nello svolgimento del suo universale ministero".
Nel discorso ai futuri rappresentanti pontifici, il Papa ha sottolineato il valore della fedeltà "che bene esprime il legame tutto particolare che si stabilisce tra il Papa e i suoi diretti collaboratori, tanto nella Curia Romana come nelle Rappresentanze Pontificie: un legame che per molti si radica nel carattere sacerdotale del quale sono investititi, e si specifica poi nella peculiare missione affidata a ciascuno a servizio del Successore di Pietro".
"Nel contesto biblico la fedeltà è anzitutto un attributo divino: Dio si fa conoscere come colui che è fedele per sempre all’alleanza che ha stretto con il suo popolo, nonostante l’infedeltà di questo. (...) Applicata all’uomo, la virtù della fedeltà è profondamente legata al dono soprannaturale della fede, divenendo espressione di quella solidità propria di chi ha fondato in Dio tutta la vita".
"In questa ottica - ha proseguito il Pontefice - vi incoraggio a vivere il legame personale con il Vicario di Cristo come parte della vostra spiritualità. Si tratta, certamente, di un elemento proprio di ogni cattolico, ancor più di ogni sacerdote. Tuttavia, per quanti operano presso la Santa Sede esso assume un carattere particolare, dal momento che essi pongono al servizio del Successore di Pietro buona parte delle proprie energie, del proprio tempo e del proprio ministero quotidiano. Si tratta di una grave responsabilità, ma anche di un dono speciale, che con il passare del tempo va sviluppando un legame affettivo con il Papa, di interiore confidenza, un naturale 'idem sentire', che è ben espresso proprio dalla parola 'fedeltà'".
"E dalla fedeltà a Pietro, che vi invia, deriva anche una particolare fedeltà verso coloro ai quali siete inviati: si richiede infatti ai Rappresentanti del Romano Pontefice, e ai loro collaboratori, di farsi interpreti della sua sollecitudine per tutte le Chiese, come anche della partecipazione e dell’affetto con cui egli segue il cammino di ogni popolo. Dovrete pertanto alimentare un rapporto di profonda stima e benevolenza, direi di vera amicizia, verso le Chiese e le comunità alle quali sarete inviati. Anche rispetto ad esse avete un dovere di fedeltà, che si concretizza nell’assidua dedizione al lavoro quotidiano, nella presenza in mezzo ad esse nei momenti lieti e tristi, talora persino drammatici della loro storia, nell’acquisizione di una conoscenza approfondita della loro cultura, del cammino ecclesiale, nel saper apprezzare quanto la grazia divina è andata operando in ogni popolo e nazione".
"In questo modo incoraggerete e stimolerete anche le Chiese particolari a crescere nella fedeltà al Romano Pontefice, e a trovare nel principio di comunione con la Chiesa universale un sicuro orientamento per il proprio pellegrinaggio nella storia. E, non da ultimo, aiuterete lo stesso Successore di Pietro ad essere fedele alla missione ricevuta da Cristo, consentendogli di conoscere più da vicino il gregge a lui affidato e di raggiungerlo più efficacemente con la sua parola, la sua vicinanza, il suo affetto. Penso in questo momento con gratitudine all’aiuto che ricevo quotidianamente dai molti collaboratori della Curia romana e delle Rappresentanze Pontificie, come anche al sostegno che mi viene dalla preghiera di innumerevoli fratelli e sorelle di tutto il mondo".
"Cari amici, - ha concluso il Pontefice - nella misura in cui sarete fedeli, sarete anche degni di fede. Sappiamo del resto che la fedeltà che si vive nella Chiesa e nella Santa Sede non è una lealtà 'cieca', poiché essa è illuminata dalla fede in Colui che ha detto: 'Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa'".
Nel discorso ai futuri rappresentanti pontifici, il Papa ha sottolineato il valore della fedeltà "che bene esprime il legame tutto particolare che si stabilisce tra il Papa e i suoi diretti collaboratori, tanto nella Curia Romana come nelle Rappresentanze Pontificie: un legame che per molti si radica nel carattere sacerdotale del quale sono investititi, e si specifica poi nella peculiare missione affidata a ciascuno a servizio del Successore di Pietro".
"Nel contesto biblico la fedeltà è anzitutto un attributo divino: Dio si fa conoscere come colui che è fedele per sempre all’alleanza che ha stretto con il suo popolo, nonostante l’infedeltà di questo. (...) Applicata all’uomo, la virtù della fedeltà è profondamente legata al dono soprannaturale della fede, divenendo espressione di quella solidità propria di chi ha fondato in Dio tutta la vita".
"In questa ottica - ha proseguito il Pontefice - vi incoraggio a vivere il legame personale con il Vicario di Cristo come parte della vostra spiritualità. Si tratta, certamente, di un elemento proprio di ogni cattolico, ancor più di ogni sacerdote. Tuttavia, per quanti operano presso la Santa Sede esso assume un carattere particolare, dal momento che essi pongono al servizio del Successore di Pietro buona parte delle proprie energie, del proprio tempo e del proprio ministero quotidiano. Si tratta di una grave responsabilità, ma anche di un dono speciale, che con il passare del tempo va sviluppando un legame affettivo con il Papa, di interiore confidenza, un naturale 'idem sentire', che è ben espresso proprio dalla parola 'fedeltà'".
"E dalla fedeltà a Pietro, che vi invia, deriva anche una particolare fedeltà verso coloro ai quali siete inviati: si richiede infatti ai Rappresentanti del Romano Pontefice, e ai loro collaboratori, di farsi interpreti della sua sollecitudine per tutte le Chiese, come anche della partecipazione e dell’affetto con cui egli segue il cammino di ogni popolo. Dovrete pertanto alimentare un rapporto di profonda stima e benevolenza, direi di vera amicizia, verso le Chiese e le comunità alle quali sarete inviati. Anche rispetto ad esse avete un dovere di fedeltà, che si concretizza nell’assidua dedizione al lavoro quotidiano, nella presenza in mezzo ad esse nei momenti lieti e tristi, talora persino drammatici della loro storia, nell’acquisizione di una conoscenza approfondita della loro cultura, del cammino ecclesiale, nel saper apprezzare quanto la grazia divina è andata operando in ogni popolo e nazione".
"In questo modo incoraggerete e stimolerete anche le Chiese particolari a crescere nella fedeltà al Romano Pontefice, e a trovare nel principio di comunione con la Chiesa universale un sicuro orientamento per il proprio pellegrinaggio nella storia. E, non da ultimo, aiuterete lo stesso Successore di Pietro ad essere fedele alla missione ricevuta da Cristo, consentendogli di conoscere più da vicino il gregge a lui affidato e di raggiungerlo più efficacemente con la sua parola, la sua vicinanza, il suo affetto. Penso in questo momento con gratitudine all’aiuto che ricevo quotidianamente dai molti collaboratori della Curia romana e delle Rappresentanze Pontificie, come anche al sostegno che mi viene dalla preghiera di innumerevoli fratelli e sorelle di tutto il mondo".
"Cari amici, - ha concluso il Pontefice - nella misura in cui sarete fedeli, sarete anche degni di fede. Sappiamo del resto che la fedeltà che si vive nella Chiesa e nella Santa Sede non è una lealtà 'cieca', poiché essa è illuminata dalla fede in Colui che ha detto: 'Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa'".
EVANGELIZZAZIONE NEL MONDO DELL'AVIAZIONE CIVILE
Città del Vaticano, 11 giugno 2012 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza i partecipanti al XV Seminario Internazionale dei Cappellani cattolici e membri della Cappellanie dell'Aviazione Civile. La Patrona dei cappellani è, come ha ricordato il Pontefice, la Madonna di Loreto, Patrona di tutti i viaggiatori in aereo, in ossequio alla tradizione che attribuisce agli angeli\ il trasporto da Nazaret a Loreto della Casa di Maria.
Il Seminario è dedicato ai nuovi metodi e alle nuove espressioni dell'opera di evangelizzazione negli ambiti in cui i cappellani svolgono il loro ministero. Il Papa li ha esortati con questa parole: "Siate sempre ben consapevoli di essere chiamati a rendere presente, negli aeroporti del mondo, la missione stessa della Chiesa, che è quella di portare Dio all’uomo e guidare l’uomo all’incontro con Dio".
"E gli aeroporti sono luoghi che rispecchiano sempre di più la realtà globalizzata del nostro tempo. In essi si incontrano persone differenti per nazionalità, cultura, religione, stato sociale ed età, ma si incontrano anche situazioni umane variegate e non facili, che richiedono sempre maggiore attenzione; penso, ad esempio, a coloro che vivono un’attesa piena di angoscia nel tentativo di transitare senza i documenti necessari, in qualità di migranti o di richiedenti asilo; penso ai disagi causati dalle misure per contrastare gli atti terroristici. (...) È in questo contesto umano e spirituale che siete chiamati ad annunciare con forza rinnovata la Buona Novella, con la parola, con la vostra presenza, con il vostro esempio e con la vostra testimonianza, ben consapevoli che, pur nell’occasionalità degli incontri, la gente sa riconoscere un uomo di Dio e che spesso anche un piccolo seme in un terreno accogliente può germogliare e produrre frutti abbondanti".
"Nelle aerostazioni, inoltre, - ha concluso il Pontefice - voi avete la possibilità di venire a contatto ogni giorno con tante persone, uomini e donne, che lavorano in un ambiente in cui sia la mobilità continua, sia la tecnologia costantemente in progresso, rischiano di oscurare la centralità che deve avere l’essere umano; spesso l’attenzione maggiore viene riservata all’efficienza e alla produttività, a scapito dell’amore del prossimo e della solidarietà, che devono, invece, caratterizzare sempre i rapporti umani. Anche in questo la vostra presenza è importante e preziosa: è una testimonianza viva di un Dio che è vicino all’uomo; ed è un richiamo a non essere mai indifferenti verso chi si incontra, ma a trattarlo con disponibilità e con amore. Vi incoraggio ad essere segno luminoso di questa carità di Cristo, che porta serenità e pace".
Il Seminario è dedicato ai nuovi metodi e alle nuove espressioni dell'opera di evangelizzazione negli ambiti in cui i cappellani svolgono il loro ministero. Il Papa li ha esortati con questa parole: "Siate sempre ben consapevoli di essere chiamati a rendere presente, negli aeroporti del mondo, la missione stessa della Chiesa, che è quella di portare Dio all’uomo e guidare l’uomo all’incontro con Dio".
"E gli aeroporti sono luoghi che rispecchiano sempre di più la realtà globalizzata del nostro tempo. In essi si incontrano persone differenti per nazionalità, cultura, religione, stato sociale ed età, ma si incontrano anche situazioni umane variegate e non facili, che richiedono sempre maggiore attenzione; penso, ad esempio, a coloro che vivono un’attesa piena di angoscia nel tentativo di transitare senza i documenti necessari, in qualità di migranti o di richiedenti asilo; penso ai disagi causati dalle misure per contrastare gli atti terroristici. (...) È in questo contesto umano e spirituale che siete chiamati ad annunciare con forza rinnovata la Buona Novella, con la parola, con la vostra presenza, con il vostro esempio e con la vostra testimonianza, ben consapevoli che, pur nell’occasionalità degli incontri, la gente sa riconoscere un uomo di Dio e che spesso anche un piccolo seme in un terreno accogliente può germogliare e produrre frutti abbondanti".
"Nelle aerostazioni, inoltre, - ha concluso il Pontefice - voi avete la possibilità di venire a contatto ogni giorno con tante persone, uomini e donne, che lavorano in un ambiente in cui sia la mobilità continua, sia la tecnologia costantemente in progresso, rischiano di oscurare la centralità che deve avere l’essere umano; spesso l’attenzione maggiore viene riservata all’efficienza e alla produttività, a scapito dell’amore del prossimo e della solidarietà, che devono, invece, caratterizzare sempre i rapporti umani. Anche in questo la vostra presenza è importante e preziosa: è una testimonianza viva di un Dio che è vicino all’uomo; ed è un richiamo a non essere mai indifferenti verso chi si incontra, ma a trattarlo con disponibilità e con amore. Vi incoraggio ad essere segno luminoso di questa carità di Cristo, che porta serenità e pace".
DA CONDIVISIONE PANE EUCARISTICO NASCE CAPACITÀ CONDIVIDERE
Città del Vaticano, 10 giugno 2011 (VIS).
Oggi, in Italia e in molti altri Paesi, si celebra il 'Corpus Domini', cioè la festa solenne del Corpo e Sangue del Signore, l’Eucaristia (...) che ogni anno rinnova nei cristiani la gioia e la gratitudine per la presenza eucaristica di Gesù in mezzo a noi", ha detto il Papa ai fedeli convenuti in Piazza San Pietro per la recita dell'Angelus a mezzogiorno.
"La festa del 'Corpus Domini' è un grande atto di culto pubblico dell’Eucaristia, Sacramento nel quale il Signore rimane presente anche al di là del tempo della celebrazione, per stare sempre con noi, lungo il trascorrere delle ore e delle giornate. Già san Giustino, che ci ha lasciato una delle testimonianze più antiche sulla liturgia eucaristica, afferma che, dopo la distribuzione della comunione ai presenti, il pane consacrato veniva portato dai diaconi anche agli assenti. Perciò nelle chiese il luogo più sacro è proprio quello in cui si custodisce l’Eucaristia".
"Non posso a questo proposito non pensare con commozione - ha detto il Pontefice - alle numerose chiese che sono state gravemente danneggiate dal recente terremoto in Emilia Romagna, al fatto che anche il Corpo eucaristico di Cristo, nel tabernacolo, è rimasto in alcuni casi sotto le macerie. Con affetto prego per le comunità, che con i loro sacerdoti devono riunirsi per la Santa Messa all’aperto o in grandi tende; le ringrazio per la loro testimonianza e per quanto stanno facendo a favore dell’intera popolazione. È una situazione che fa risaltare ancora di più l’importanza di essere uniti nel nome del Signore, e la forza che viene dal Pane eucaristico, chiamato anche 'pane dei pellegrini'. Dalla condivisione di questo Pane nasce e si rinnova la capacità di condividere anche la vita e i beni, di portare i pesi gli uni degli altri, di essere ospitali e accoglienti".
"La solennità del Corpo e Sangue del Signore ci ripropone anche il valore dell’adorazione eucaristica. - ha ricordato Benedetto XVI - La preghiera di adorazione si può compiere sia personalmente, sostando in raccoglimento davanti al tabernacolo, sia in forma comunitaria, anche con salmi e canti, ma sempre privilegiando il silenzio, in cui ascoltare interiormente il Signore vivo e presente nel Sacramento. La Vergine Maria è maestra anche di questa preghiera, perché nessuno più e meglio di lei ha saputo contemplare Gesù con sguardo di fede e accogliere nel cuore le intime risonanze della sua presenza umana e divina".
Dopo la preghiera mariana il Papa ha salutato un gruppo di fedeli polacchi e gli abitanti di Cracovia, Lodz, Bydgoszcz e Gdansk che con il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, commemorano i9n questi giorni il pellegrinaggio apostolico compiuto da Giovanni Paolo II 25 anni fa. "Frutto di esso - ha detto il Papa - è la Festa dell’Eucaristia che celebrate oggi a Łódz, dove verrà inaugurato il Centro Studi intitolato al Beato Giovanni Paolo II. Domani a Bydgoszcz sarà approfondito il contenuto dell’Enciclica 'Caritas in Veritate': esprimo la mia gratitudine per il Centro di Studi là a me dedicato. Questi incontri rafforzino il vostro legame con Cristo, che ci amò sino alla fine".
Oggi, in Italia e in molti altri Paesi, si celebra il 'Corpus Domini', cioè la festa solenne del Corpo e Sangue del Signore, l’Eucaristia (...) che ogni anno rinnova nei cristiani la gioia e la gratitudine per la presenza eucaristica di Gesù in mezzo a noi", ha detto il Papa ai fedeli convenuti in Piazza San Pietro per la recita dell'Angelus a mezzogiorno.
"La festa del 'Corpus Domini' è un grande atto di culto pubblico dell’Eucaristia, Sacramento nel quale il Signore rimane presente anche al di là del tempo della celebrazione, per stare sempre con noi, lungo il trascorrere delle ore e delle giornate. Già san Giustino, che ci ha lasciato una delle testimonianze più antiche sulla liturgia eucaristica, afferma che, dopo la distribuzione della comunione ai presenti, il pane consacrato veniva portato dai diaconi anche agli assenti. Perciò nelle chiese il luogo più sacro è proprio quello in cui si custodisce l’Eucaristia".
"Non posso a questo proposito non pensare con commozione - ha detto il Pontefice - alle numerose chiese che sono state gravemente danneggiate dal recente terremoto in Emilia Romagna, al fatto che anche il Corpo eucaristico di Cristo, nel tabernacolo, è rimasto in alcuni casi sotto le macerie. Con affetto prego per le comunità, che con i loro sacerdoti devono riunirsi per la Santa Messa all’aperto o in grandi tende; le ringrazio per la loro testimonianza e per quanto stanno facendo a favore dell’intera popolazione. È una situazione che fa risaltare ancora di più l’importanza di essere uniti nel nome del Signore, e la forza che viene dal Pane eucaristico, chiamato anche 'pane dei pellegrini'. Dalla condivisione di questo Pane nasce e si rinnova la capacità di condividere anche la vita e i beni, di portare i pesi gli uni degli altri, di essere ospitali e accoglienti".
"La solennità del Corpo e Sangue del Signore ci ripropone anche il valore dell’adorazione eucaristica. - ha ricordato Benedetto XVI - La preghiera di adorazione si può compiere sia personalmente, sostando in raccoglimento davanti al tabernacolo, sia in forma comunitaria, anche con salmi e canti, ma sempre privilegiando il silenzio, in cui ascoltare interiormente il Signore vivo e presente nel Sacramento. La Vergine Maria è maestra anche di questa preghiera, perché nessuno più e meglio di lei ha saputo contemplare Gesù con sguardo di fede e accogliere nel cuore le intime risonanze della sua presenza umana e divina".
Dopo la preghiera mariana il Papa ha salutato un gruppo di fedeli polacchi e gli abitanti di Cracovia, Lodz, Bydgoszcz e Gdansk che con il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, commemorano i9n questi giorni il pellegrinaggio apostolico compiuto da Giovanni Paolo II 25 anni fa. "Frutto di esso - ha detto il Papa - è la Festa dell’Eucaristia che celebrate oggi a Łódz, dove verrà inaugurato il Centro Studi intitolato al Beato Giovanni Paolo II. Domani a Bydgoszcz sarà approfondito il contenuto dell’Enciclica 'Caritas in Veritate': esprimo la mia gratitudine per il Centro di Studi là a me dedicato. Questi incontri rafforzino il vostro legame con Cristo, che ci amò sino alla fine".
IL PAPA SOTTOLINEA IMPORTANZA EVANGELIZZAZIONE CULTURA NEL DISCORSO VESCOVI PAPUA NUOVA GUINEA E ISOLE SALOMONE
Città del Vaticano, 9 giugno 2012 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza i Presuli della Conferenza Episcopale di Papua Nuova Guinea e delle Isole Salomone al termine della Visita "ad Limina Apostolorum". Il Papa ha elogiato i Presuli per l'attenzione che riservano ai più bisognosi, agli emarginati ed ai malati, in particolare a quanti soffrono di Hiv/Aids, mediante le agenzie diocesane. Benedetto XVI ha ricordato inoltre che i Vescovi esercitano una parte importante del loro ministero pastorale "quando parlano pubblicamente a nome dei bisognosi, con voce morale e oggettiva".
"Quando la Chiesa esprime la sua sollecitudine nell'agorà, lo fa legittimamente e con l'obiettivo di contribuire al bene comune, non proponendo soluzioni politiche concrete, ma piuttosto aiutando a 'purificare e gettare luce sull'applicazione della ragione per la scoperta di principi morali oggettivi'. Tali principi sono accessibili a tutti attraverso la giusta ragione e sono necessari per il giusto ordine della società civile". In proposito il Pontefice ha esortato i Presuli a continuare il dialogo e la collaborazione con le autorità civili "così che la Chiesa possa essere libera di esprimersi e di fornire servizi per il bene comune in consonanza con i valori del Vangelo".
Nei loro resoconti i Vescovi hanno illustrato le diverse iniziative pastorali in corso il cui elemento comune è "l'evangelizzazione della cultura". Il Papa ha ribadito l'importanza di tali iniziative affinché la persona umana possa 'conseguire autentica e piena umanità soltanto mediante la cultura" ed ha sottolineato "il ruolo essenziale della cultura nella storia della salvezza, poiché il Dio Uno e Trino ha gradualmente rivelato se stesso nel tempo, culminando tale rivelazione nell'inviare il suo Figlio, che nacque in una particolare cultura".
"Mentre riconosce il rispettivo contributo di ogni cultura e alle volte ricorre alle sue risorse per portare a termine la sua missione, la Chiesa è stata mandata per predicare il Vangelo a tutte le nazioni, valicando i confini innalzati dall'uomo". In proposito Benedetto XVI ha invitato i Vescovi a "continuare ad applicare le eterne verità del Vangelo ai costumi dei popoli che servite, con l'obiettivo di edificare gli elementi positivi già presenti e di purificarne altri, se necessario. Così voi partecipate alla missione della Chiesa di condurre i popoli di tutte le nazioni, razza e lingua a Gesù Cristo, il Salvatore nel quale troviamo rivelata la pienezza e la verità dell'umanità".
La famiglia ricopre un ruolo fondamentale in questo aspetto dell'evangelizzazione, giacché è "in essa che si apprendono la fede e la cultura. Sebbene la società abbia riconosciuto il ruolo importante della famiglia nella storia, si deve riservare particolare attenzione, nel tempo presente, ai beni religiosi, sociali e morali della fedeltà, uguaglianza e rispetto reciproco, che devono esistere fra marito e moglie. La Chiesa instancabilmente proclama che la famiglia si fonda sulla istituzione naturale del matrimonio fra un uomo e una donna, e in caso di cristiani battezzati, è una alleanza che è stata elevata da Cristo a livello soprannaturale di sacramento". Il Papa ha esortato i Presuli a dare priorità pastorale all'evangelizzazione del matrimonio e della famiglia, in accordo con gli insegnamenti morali cattolici ed ha ricordato il Beato Peter To Rot, del quale si celebra il centenario della nascita, che "versò il suo sangue in difesa della santità del matrimonio".
Infine il Papa si è soffermato sulla necessità che "i laici, ricevano una adeguata catechesi e che il clero e i religiosi ricevano una adeguata formazione" in modo da "essere dotati di validi strumenti per resistere alle tentazioni del mondo secolare e da essere abbastanza saggi da non essere ingannati da tentativi di conversione in versioni troppo semplicistiche del Cristianesimo che spesso si basano soltanto su false promesse di prosperità materiale (...). Questi testimoni e coloro ai quali essi insegnano, con la vostra guida e sostegno, aiuteranno ad assicurare che la Chiesa nel vostro Paese continui ad essere un efficace strumento di evangelizzazione, attraendo coloro che ancora non conoscono Cristo e ispirando quelli che sono tiepidi nella loro fede".
"Quando la Chiesa esprime la sua sollecitudine nell'agorà, lo fa legittimamente e con l'obiettivo di contribuire al bene comune, non proponendo soluzioni politiche concrete, ma piuttosto aiutando a 'purificare e gettare luce sull'applicazione della ragione per la scoperta di principi morali oggettivi'. Tali principi sono accessibili a tutti attraverso la giusta ragione e sono necessari per il giusto ordine della società civile". In proposito il Pontefice ha esortato i Presuli a continuare il dialogo e la collaborazione con le autorità civili "così che la Chiesa possa essere libera di esprimersi e di fornire servizi per il bene comune in consonanza con i valori del Vangelo".
Nei loro resoconti i Vescovi hanno illustrato le diverse iniziative pastorali in corso il cui elemento comune è "l'evangelizzazione della cultura". Il Papa ha ribadito l'importanza di tali iniziative affinché la persona umana possa 'conseguire autentica e piena umanità soltanto mediante la cultura" ed ha sottolineato "il ruolo essenziale della cultura nella storia della salvezza, poiché il Dio Uno e Trino ha gradualmente rivelato se stesso nel tempo, culminando tale rivelazione nell'inviare il suo Figlio, che nacque in una particolare cultura".
"Mentre riconosce il rispettivo contributo di ogni cultura e alle volte ricorre alle sue risorse per portare a termine la sua missione, la Chiesa è stata mandata per predicare il Vangelo a tutte le nazioni, valicando i confini innalzati dall'uomo". In proposito Benedetto XVI ha invitato i Vescovi a "continuare ad applicare le eterne verità del Vangelo ai costumi dei popoli che servite, con l'obiettivo di edificare gli elementi positivi già presenti e di purificarne altri, se necessario. Così voi partecipate alla missione della Chiesa di condurre i popoli di tutte le nazioni, razza e lingua a Gesù Cristo, il Salvatore nel quale troviamo rivelata la pienezza e la verità dell'umanità".
La famiglia ricopre un ruolo fondamentale in questo aspetto dell'evangelizzazione, giacché è "in essa che si apprendono la fede e la cultura. Sebbene la società abbia riconosciuto il ruolo importante della famiglia nella storia, si deve riservare particolare attenzione, nel tempo presente, ai beni religiosi, sociali e morali della fedeltà, uguaglianza e rispetto reciproco, che devono esistere fra marito e moglie. La Chiesa instancabilmente proclama che la famiglia si fonda sulla istituzione naturale del matrimonio fra un uomo e una donna, e in caso di cristiani battezzati, è una alleanza che è stata elevata da Cristo a livello soprannaturale di sacramento". Il Papa ha esortato i Presuli a dare priorità pastorale all'evangelizzazione del matrimonio e della famiglia, in accordo con gli insegnamenti morali cattolici ed ha ricordato il Beato Peter To Rot, del quale si celebra il centenario della nascita, che "versò il suo sangue in difesa della santità del matrimonio".
Infine il Papa si è soffermato sulla necessità che "i laici, ricevano una adeguata catechesi e che il clero e i religiosi ricevano una adeguata formazione" in modo da "essere dotati di validi strumenti per resistere alle tentazioni del mondo secolare e da essere abbastanza saggi da non essere ingannati da tentativi di conversione in versioni troppo semplicistiche del Cristianesimo che spesso si basano soltanto su false promesse di prosperità materiale (...). Questi testimoni e coloro ai quali essi insegnano, con la vostra guida e sostegno, aiuteranno ad assicurare che la Chiesa nel vostro Paese continui ad essere un efficace strumento di evangelizzazione, attraendo coloro che ancora non conoscono Cristo e ispirando quelli che sono tiepidi nella loro fede".
COMUNICATO SALA STAMPA SANTA SEDE
Città del Vaticano, 9 giugno 2012 (VIS). Di seguito riportiamo un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, reso pubblico venerdì 8 giugno:
"La Santa Sede ha appreso con sorpresa e preoccupazione le recenti vicende in cui è stato coinvolto il Professor Gotti Tedeschi. Ripone nell’autorità giudiziaria italiana la massima fiducia che le prerogative sovrane riconosciute alla Santa Sede dall’ordinamento internazionale siano adeguatamente vagliate e rispettate".
"La Santa Sede conferma inoltre la sua piena fiducia nelle persone che dedicano la loro opera con impegno e professionalità all’Istituto per le Opere di Religione e sta esaminando con la massima cura l’eventuale lesività delle circostanze, nei confronti dei diritti propri e dei suoi organi".
"Si ribadisce, infine, che la mozione di sfiducia adottata nei confronti del Professor Gotti Tedeschi da parte del Consiglio di Sovrintendenza è stata fondata su motivi oggettivi, attinenti alla governance dell’Istituto, e non determinata da una presunta opposizione alla linea della trasparenza, che anzi sta a cuore alle Autorità della Santa Sede, come all’Istituto stesso".
CARDINALE BERTELLO CELEBRAZIONI MILLENNIO CAMALDOLI
Città
del Vaticano, 9 giugno 2012
(VIS). Questa mattina è stata resa pubblica la Lettera Pontificia
con la quale il Santo Padre nomina il Cardinale Giuseppe Bertello,
Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano,
Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del millennio di fondazione
del Sacro Eremo di Camaldoli (Italia), che avranno luogo il 19 giugno
2012.
La
Missione che accompagnerà il Cardinale è composta da Dom Giuseppe
Cicchi, O.S.B. Cam., Membro del Consiglio Generalizio e Vice-Priore
dell'Archicenobio di Camaldoli e Dom Roberto Fornaciari, O.S.B.Cam.,
Docente presso l'Istituto Superiore di Scienze Religiose di Arezzo
nonché Segretario delle celebrazioni giubilari del Sacro Eremo.
UDIENZE
Città del Vaticano, 11 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Signor Miltiadis Hiskakis, Ambasciatore di Grecia, in visita di congedo.
Il Santo Padre ha ricevuto in udienza sabato 9 giugno:
- Dieci Presuli della Conferenza Episcopale di Papua Nuova Guinea, in Visita “ad Limina Apostolorum”:
- L'Arcivescovo Stephen Joseph Reichert, O.F.M.Cap., di Madang.
- Il Vescovo Otto Separy, Vescovo di Aitape.
- Il Vescovo Christian Blouin, C.M.M., di Lae.
- Il Vescovo Cesare Bonivento, P.I.M.E., di Vanimo.
- Il Vescovo Anthony Joseph Burgess, di Wewak.
- L'Arcivescovo Douglas Young, S.V.D., di Mount Hagen.
- Il Vescovo Francesco Sarego, S.V.D., di Goroka.
- Il Vescovo Anton Bal, di Kundiawa.
- Il Vescovo Donald Lippert, O.F.M.Cap., di Mendi.
- Il Vescovo Arnold Orowae, di Wabag
- Il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, con il Segretario del medesimo Dicastero: Arcivescovo Luis Francisco Ladaria Ferrer, S.I.
Il Santo Padre ha ricevuto in udienza sabato 9 giugno:
- Dieci Presuli della Conferenza Episcopale di Papua Nuova Guinea, in Visita “ad Limina Apostolorum”:
- L'Arcivescovo Stephen Joseph Reichert, O.F.M.Cap., di Madang.
- Il Vescovo Otto Separy, Vescovo di Aitape.
- Il Vescovo Christian Blouin, C.M.M., di Lae.
- Il Vescovo Cesare Bonivento, P.I.M.E., di Vanimo.
- Il Vescovo Anthony Joseph Burgess, di Wewak.
- L'Arcivescovo Douglas Young, S.V.D., di Mount Hagen.
- Il Vescovo Francesco Sarego, S.V.D., di Goroka.
- Il Vescovo Anton Bal, di Kundiawa.
- Il Vescovo Donald Lippert, O.F.M.Cap., di Mendi.
- Il Vescovo Arnold Orowae, di Wabag
- Il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, con il Segretario del medesimo Dicastero: Arcivescovo Luis Francisco Ladaria Ferrer, S.I.
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città del Vaticano, 11 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha nominato il Reverendo Costantino Barrera Morales, Vescovo di Sonsonate (superficie: 1.225; popolazione: 551.000; cattolici: 441.000; sacerdoti: 47; religiosi: 61), El Salvador. Il Vescovo eletto è nato nel Cantón Rojita (El Salvador), nel 1963 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1990. Ha svolto i seguenti incarichi: Viceparroco della Cattedrale di San Vicente, Viceparroco nella parrocchia di “Santa Bárbara” in Sensuntepeque, Parroco di “San Rafael Arcángel” in Tegustepeque, Vicario Foraneo, Formatore nel Seminario Maggiore di San Vicente, Collaboratore nella Parrocchia di “Santiago Apóstol” in Apastepeque e, dal 2010, Rettore del Seminario Maggiore Nazionale “San José de la Montaña” a San Salvador.
- Ha nominato il Vescovo Fabio Duque Jaramillo, O.F.M., Vescovo di Garzón (superficie: 9.667; popolazione: 542.000; cattolici: 522.000; sacerdoti: 111; religiosi:144), Colombia. È stato finora Vescovo di Armenia (Colombia).
Sabato 9 giugno il Santo Padre:
- Ha nominato il Monsignore Max Leroy Mésidor, Vescovo di Fort-Liberté (superficie: 1.600; popolazione: 480.000; cattolici: 345.600; sacerdoti: 46; religiosi: 78), Haïti. Il Vescovo eletto è nato nel 1962 a Saint-Marc (Haïti) ed è stato ordinato sacerdote nel 1988. Dal 1988 al 1989 è stato Vicario parrocchiale a Petite-Rivière de l'Artibonite; dal 1989 al 1992 è stato Amministratore della medesima Parrocchia; dal 1992 al 1993 è stato Vicario nella Cattedrale di Les Gonaïves; dal 1993 al 1998 è stato Parroco della Parrocchia della Visitazione; dal 2000 al 2008 è stato Parroco della Parrocchia di Saint-Marc; dal 2008 è stato Parroco della Cattedrale di Les Gonaïves, Vicario generale della Diocesi e Responsabile del centro pastorale diocesano "Pastor Bonus".
- Ha nominato il Monsignore Juan Antonio Aznárez Cobo, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Pamplona y Tudela (superficie: 10.421; popolazione: 636.924; cattolici: 629.094; sacerdoti: 674; religiosi: 1.975), Spagna. Il Vescovo eletto è nato nel 1961 a Eibar (Spagna), ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. Dal 1997 al 1999 è stato Vicario parrocchiale di "San Juan Evangelista" di Huarte-Pamplona; dal 1999 al 2004 è stato Parroco di "San Esteban e Santos Emeterio y Caledonio; dal 2004 al 2009 Parroco di "San Horge". Dal 2009 è Vicario Generale.
- Ha accolto la rinunzia all'incarico di Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, presentata dal Cardinale Raffaele Farina, S.D.B., per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Reverendo Costantino Barrera Morales, Vescovo di Sonsonate (superficie: 1.225; popolazione: 551.000; cattolici: 441.000; sacerdoti: 47; religiosi: 61), El Salvador. Il Vescovo eletto è nato nel Cantón Rojita (El Salvador), nel 1963 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1990. Ha svolto i seguenti incarichi: Viceparroco della Cattedrale di San Vicente, Viceparroco nella parrocchia di “Santa Bárbara” in Sensuntepeque, Parroco di “San Rafael Arcángel” in Tegustepeque, Vicario Foraneo, Formatore nel Seminario Maggiore di San Vicente, Collaboratore nella Parrocchia di “Santiago Apóstol” in Apastepeque e, dal 2010, Rettore del Seminario Maggiore Nazionale “San José de la Montaña” a San Salvador.
- Ha nominato il Vescovo Fabio Duque Jaramillo, O.F.M., Vescovo di Garzón (superficie: 9.667; popolazione: 542.000; cattolici: 522.000; sacerdoti: 111; religiosi:144), Colombia. È stato finora Vescovo di Armenia (Colombia).
Sabato 9 giugno il Santo Padre:
- Ha nominato il Monsignore Max Leroy Mésidor, Vescovo di Fort-Liberté (superficie: 1.600; popolazione: 480.000; cattolici: 345.600; sacerdoti: 46; religiosi: 78), Haïti. Il Vescovo eletto è nato nel 1962 a Saint-Marc (Haïti) ed è stato ordinato sacerdote nel 1988. Dal 1988 al 1989 è stato Vicario parrocchiale a Petite-Rivière de l'Artibonite; dal 1989 al 1992 è stato Amministratore della medesima Parrocchia; dal 1992 al 1993 è stato Vicario nella Cattedrale di Les Gonaïves; dal 1993 al 1998 è stato Parroco della Parrocchia della Visitazione; dal 2000 al 2008 è stato Parroco della Parrocchia di Saint-Marc; dal 2008 è stato Parroco della Cattedrale di Les Gonaïves, Vicario generale della Diocesi e Responsabile del centro pastorale diocesano "Pastor Bonus".
- Ha nominato il Monsignore Juan Antonio Aznárez Cobo, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Pamplona y Tudela (superficie: 10.421; popolazione: 636.924; cattolici: 629.094; sacerdoti: 674; religiosi: 1.975), Spagna. Il Vescovo eletto è nato nel 1961 a Eibar (Spagna), ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. Dal 1997 al 1999 è stato Vicario parrocchiale di "San Juan Evangelista" di Huarte-Pamplona; dal 1999 al 2004 è stato Parroco di "San Esteban e Santos Emeterio y Caledonio; dal 2004 al 2009 Parroco di "San Horge". Dal 2009 è Vicario Generale.
- Ha accolto la rinunzia all'incarico di Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, presentata dal Cardinale Raffaele Farina, S.D.B., per raggiunti limiti d'età.
venerdì 8 giugno 2012
SRI LANKA: CHIESA IMPEGNATA PER IL BENE COMUNE
Città del Vaticano, 8 giugno 2012 (VIS). "Oggi, 8 giugno 2012, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza il Presidente della Repubblica Socialista Democratica dello Sri Lanka, S.E. il Signor Mahinda Rajapaksa, il quale, successivamente, ha incontrato S.E. Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati".
"Durante i cordiali colloqui sono stati illustrati i passi compiuti per favorire lo sviluppo economico-sociale e la riconciliazione tra le comunità colpite dal lungo conflitto interno che ha dilaniato il Paese. Si è poi formulato l'auspicio che si possa giungere rapidamente ad una soluzione globale e condivisa, corrispondente alle legittime attese di tutte le parti interessate".
"Inoltre, è stato sottolineato come la Chiesa cattolica, che offre un contributo rilevante alla vita del Paese attraverso la sua testimonianza religiosa e le attività educative, sanitarie ed assistenziali, continuerà ad impegnarsi per il bene comune, la reciproca comprensione e lo sviluppo integrale di tutti i cittadini".
"Durante i cordiali colloqui sono stati illustrati i passi compiuti per favorire lo sviluppo economico-sociale e la riconciliazione tra le comunità colpite dal lungo conflitto interno che ha dilaniato il Paese. Si è poi formulato l'auspicio che si possa giungere rapidamente ad una soluzione globale e condivisa, corrispondente alle legittime attese di tutte le parti interessate".
"Inoltre, è stato sottolineato come la Chiesa cattolica, che offre un contributo rilevante alla vita del Paese attraverso la sua testimonianza religiosa e le attività educative, sanitarie ed assistenziali, continuerà ad impegnarsi per il bene comune, la reciproca comprensione e lo sviluppo integrale di tutti i cittadini".
COMUNIONE E CONTEMPLAZIONE EUCARISTICA NON SI POSSONO SEPARARE
Città del Vaticano, 7 giugno 2012 (VIS). Nella Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, il Santo Padre Benedetto XVI ha celebrato, alle 19:00, la Santa Messa nella Basilica di San Giovanni in Laterano, Cattedrale di Roma, di cui è Vescovo. Successivamente Benedetto XVI ha presieduto la Processione Eucaristica che, percorrendo Via Merulana, ha raggiunto la Basilica di Santa Maria Maggiore.
Il Papa ha tenuto l'omelia centrata sul culto dell'Eucaristia e la sua sacralità, soffermandosi sull'adorazione del Santissimo Sacramento.
"Anzitutto una riflessione sul valore del culto eucaristico, in particolare dell'adorazione del Santissimo Sacramento. Una interpretazione unilaterale del Concilio Vaticano II - ha detto Benedetto XVI - aveva penalizzato questa dimensione, restringendo in pratica l’Eucaristia al momento celebrativo. In effetti, è stato molto importante riconoscere la centralità della celebrazione, in cui il Signore convoca il suo popolo, lo raduna intorno alla duplice mensa della Parola e del Pane di vita, lo nutre e lo unisce a Sé nell’offerta del Sacrificio. Questa valorizzazione dell’assemblea liturgica, in cui il Signore opera e realizza il suo mistero di comunione, rimane ovviamente valida, ma essa va ricollocata nel giusto equilibrio. (...) Infatti, concentrando tutto il rapporto con Gesù Eucaristia nel solo momento della Santa Messa, si rischia di svuotare della sua presenza il resto del tempo e dello spazio esistenziali. E così si percepisce meno il senso della presenza costante di Gesù in mezzo a noi e con noi, una presenza concreta, vicina, tra le nostre case".
"È sbagliato - ha sottolineato il Pontefice - contrapporre la celebrazione e l’adorazione, come se fossero in concorrenza l’una con l’altra. È proprio il contrario: il culto del Santissimo Sacramento costituisce come l’'ambiente' spirituale entro il quale la comunità può celebrare bene e in verità l’Eucaristia. Solo se è preceduta, accompagnata e seguita da questo atteggiamento interiore di fede e di adorazione, l’azione liturgica può esprimere il suo pieno significato e valore".
"Nel momento dell’adorazione, - ha notato il Santo Padre - noi siamo tutti sullo stesso piano, in ginocchio davanti al Sacramento dell’Amore. Il sacerdozio comune e quello ministeriale si trovano accomunati nel culto eucaristico. (...) Stare tutti in silenzio prolungato davanti al Signore presente nel suo Sacramento, è una delle esperienze più autentiche del nostro essere Chiesa, che si accompagna in modo complementare con quella di celebrare l’Eucaristia. (...) Comunione e contemplazione non si possono separare, vanno insieme. (...) Se manca questa dimensione, anche la stessa comunione sacramentale può diventare, da parte nostra, un gesto superficiale".
"Ora vorrei passare brevemente al secondo aspetto: la sacralità dell’Eucaristia. Anche qui abbiamo risentito nel passato recente di un certo fraintendimento del messaggio autentico della Sacra Scrittura. La novità cristiana riguardo al culto è stata influenzata da una certa mentalità secolaristica degli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso. È vero, e rimane sempre valido, che il centro del culto ormai non sta più nei riti e nei sacrifici antichi, ma in Cristo stesso, nella sua persona, nella sua vita, nel suo mistero pasquale. E tuttavia da questa novità fondamentale non si deve concludere che il sacro non esista più, ma che esso ha trovato il suo compimento in Gesù Cristo, Amore divino incarnato".
Cristo "non ha abolito il sacro, ma lo ha portato a compimento, inaugurando un nuovo culto, che è sì pienamente spirituale, ma che tuttavia, finché siamo in cammino nel tempo, si serve ancora di segni e di riti, che verranno meno solo alla fine, nella Gerusalemme celeste, dove non ci sarà più alcun tempio."
"Mi piace anche sottolineare - ha detto il Papa - che il sacro ha una funzione educativa, e la sua scomparsa inevitabilmente impoverisce la cultura, in particolare la formazione delle nuove generazioni. (...) Dio, nostro Padre (...) ha mandato il suo Figlio nel mondo non per abolire, ma per dare il compimento anche al sacro. Al culmine di questa missione, nell’Ultima Cena, Gesù istituì il Sacramento del suo Corpo e del suo Sangue, il Memoriale del suo Sacrificio pasquale. Così facendo Egli pose se stesso al posto dei sacrifici antichi, ma lo fece all’interno di un rito, che comandò agli Apostoli di perpetuare, quale segno supremo del vero Sacro, che è Lui stesso. Con questa fede, (...) noi celebriamo oggi e ogni giorno il Mistero eucaristico e lo adoriamo quale centro della nostra vita e cuore del mondo.
Il Papa ha tenuto l'omelia centrata sul culto dell'Eucaristia e la sua sacralità, soffermandosi sull'adorazione del Santissimo Sacramento.
"Anzitutto una riflessione sul valore del culto eucaristico, in particolare dell'adorazione del Santissimo Sacramento. Una interpretazione unilaterale del Concilio Vaticano II - ha detto Benedetto XVI - aveva penalizzato questa dimensione, restringendo in pratica l’Eucaristia al momento celebrativo. In effetti, è stato molto importante riconoscere la centralità della celebrazione, in cui il Signore convoca il suo popolo, lo raduna intorno alla duplice mensa della Parola e del Pane di vita, lo nutre e lo unisce a Sé nell’offerta del Sacrificio. Questa valorizzazione dell’assemblea liturgica, in cui il Signore opera e realizza il suo mistero di comunione, rimane ovviamente valida, ma essa va ricollocata nel giusto equilibrio. (...) Infatti, concentrando tutto il rapporto con Gesù Eucaristia nel solo momento della Santa Messa, si rischia di svuotare della sua presenza il resto del tempo e dello spazio esistenziali. E così si percepisce meno il senso della presenza costante di Gesù in mezzo a noi e con noi, una presenza concreta, vicina, tra le nostre case".
"È sbagliato - ha sottolineato il Pontefice - contrapporre la celebrazione e l’adorazione, come se fossero in concorrenza l’una con l’altra. È proprio il contrario: il culto del Santissimo Sacramento costituisce come l’'ambiente' spirituale entro il quale la comunità può celebrare bene e in verità l’Eucaristia. Solo se è preceduta, accompagnata e seguita da questo atteggiamento interiore di fede e di adorazione, l’azione liturgica può esprimere il suo pieno significato e valore".
"Nel momento dell’adorazione, - ha notato il Santo Padre - noi siamo tutti sullo stesso piano, in ginocchio davanti al Sacramento dell’Amore. Il sacerdozio comune e quello ministeriale si trovano accomunati nel culto eucaristico. (...) Stare tutti in silenzio prolungato davanti al Signore presente nel suo Sacramento, è una delle esperienze più autentiche del nostro essere Chiesa, che si accompagna in modo complementare con quella di celebrare l’Eucaristia. (...) Comunione e contemplazione non si possono separare, vanno insieme. (...) Se manca questa dimensione, anche la stessa comunione sacramentale può diventare, da parte nostra, un gesto superficiale".
"Ora vorrei passare brevemente al secondo aspetto: la sacralità dell’Eucaristia. Anche qui abbiamo risentito nel passato recente di un certo fraintendimento del messaggio autentico della Sacra Scrittura. La novità cristiana riguardo al culto è stata influenzata da una certa mentalità secolaristica degli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso. È vero, e rimane sempre valido, che il centro del culto ormai non sta più nei riti e nei sacrifici antichi, ma in Cristo stesso, nella sua persona, nella sua vita, nel suo mistero pasquale. E tuttavia da questa novità fondamentale non si deve concludere che il sacro non esista più, ma che esso ha trovato il suo compimento in Gesù Cristo, Amore divino incarnato".
Cristo "non ha abolito il sacro, ma lo ha portato a compimento, inaugurando un nuovo culto, che è sì pienamente spirituale, ma che tuttavia, finché siamo in cammino nel tempo, si serve ancora di segni e di riti, che verranno meno solo alla fine, nella Gerusalemme celeste, dove non ci sarà più alcun tempio."
"Mi piace anche sottolineare - ha detto il Papa - che il sacro ha una funzione educativa, e la sua scomparsa inevitabilmente impoverisce la cultura, in particolare la formazione delle nuove generazioni. (...) Dio, nostro Padre (...) ha mandato il suo Figlio nel mondo non per abolire, ma per dare il compimento anche al sacro. Al culmine di questa missione, nell’Ultima Cena, Gesù istituì il Sacramento del suo Corpo e del suo Sangue, il Memoriale del suo Sacrificio pasquale. Così facendo Egli pose se stesso al posto dei sacrifici antichi, ma lo fece all’interno di un rito, che comandò agli Apostoli di perpetuare, quale segno supremo del vero Sacro, che è Lui stesso. Con questa fede, (...) noi celebriamo oggi e ogni giorno il Mistero eucaristico e lo adoriamo quale centro della nostra vita e cuore del mondo.
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