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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 14 dicembre 2011

GESÙ CI INSEGNA A PREGARE IL PADRE PER AIUTARE CHI SOFFRE

CITTA' DEL VATICANO, 14 DIC. 2011 (VIS). Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi alla preghiera di Gesù legata alla sua azione guaritrice, soffermandosi su due significativi episodi: la guarigione del sordomuto, narrata dall'evangelista Marco, e la risurrezione di Lazzaro.

  La guarigione del sordomuto "mostra che l’azione sanante di Gesù è connessa con un suo intenso rapporto sia con il prossimo, sia con il Padre. (...) Con un gesto, il Signore tocca le orecchie e la lingua del malato, ossia le sedi specifiche della sua infermità. (...) Ma il punto centrale di questo episodio è il fatto che Gesù, al momento di operare la guarigione, cerca direttamente il suo rapporto con il Padre. (...) L’insieme del racconto, allora, mostra che il coinvolgimento umano con il malato porta Gesù alla preghiera. Ancora una volta riemerge il suo rapporto unico con il Padre, la sua identità di Figlio Unigenito. In Lui, attraverso la sua persona, si rende presente l’agire sanante e benefico di Dio".

  Nel racconto della risurrezione di Lazzaro "s’intrecciano, da una parte, il legame di Gesù con un amico e con la sua sofferenza e, dall’altra, la relazione filiale che Egli ha con il Padre". Il Papa ha spiegato che: "L’affetto sincero per l’amico (...) si manifesta nella commozione profonda di Gesù alla vista del dolore di Marta e Maria e di tutti gli amici di Lazzaro, e sfocia nello scoppio di pianto – così profondamente umano - nell’avvicinarsi alla tomba. (...) Fin dall’inizio, l’avvenimento è letto da Gesù in relazione con la propria identità e missione e con la glorificazione che Lo attende. Alla notizia della malattia di Lazzaro, infatti, Egli commenta: 'Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato'".

  "Il momento della preghiera esplicita di Gesù al Padre davanti alla tomba, è lo sbocco naturale di tutta la vicenda". Narra l'evangelista Giovanni "'Gesù allora alzò gli occhi e disse: 'Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato'". Questa frase, ha affermato Benedetto XVI, "rivela che Gesù non ha lasciato neanche per un istante la preghiera di domanda per la vita di Lazzaro. Questa preghiera continua, anzi, ha rafforzato il legame con l’amico e, contemporaneamente, ha confermato la decisione di Gesù di rimanere in comunione con la volontà del Padre, con il suo piano di amore, nel quale la malattia e la morte di Lazzaro vanno considerate come luogo in cui si manifesta la gloria di Dio".

Fiducia nella volontà di Dio

  "Leggendo questa narrazione - ha proseguito il Papa - ciascuno di noi è chiamato a comprendere che nella preghiera di domanda al Signore non dobbiamo attenderci un compimento immediato di ciò che chiediamo, della nostra volontà, ma affidarci piuttosto alla volontà del Padre, leggendo ogni evento nella prospettiva della sua gloria, del suo disegno di amore, spesso misterioso ai nostri occhi. Per questo, nella nostra preghiera, domanda, lode e ringraziamento dovrebbero fondersi assieme, anche quando ci sembra che Dio non risponda alle nostre concrete attese. L’abbandonarsi all’amore di Dio, che ci precede e ci accompagna sempre, è uno degli atteggiamenti di fondo del nostro dialogo con Lui. (...) Anche per noi, al di là di ciò che Dio ci dona quando lo invochiamo, il dono più grande che può darci è la sua amicizia, la sua presenza, il suo amore". Il Donante è più prezioso del dono.

  "Con la sua preghiera, Gesù vuole condurre alla fede, alla fiducia totale in Dio e nella sua volontà, e vuole mostrare che questo Dio che ha tanto amato l’uomo e il mondo da mandare il suo Figlio Unigenito, è il Dio della Vita, il Dio che porta speranza ed è capace di rovesciare le situazioni umanamente impossibili. La preghiera fiduciosa di un credente, allora, è una testimonianza viva di questa presenza di Dio nel mondo".

  "In Gesù, vero Dio e vero uomo, l’attenzione verso l’altro, specialmente se bisognoso e sofferente, (...), Lo portano a rivolgersi al Padre (...). Ma anche viceversa: la comunione con il Padre, il dialogo costante con Lui, spinge Gesù ad essere attento in modo unico alle situazioni concrete dell’uomo per portarvi la consolazione e l’amore di Dio".

   Nello stesso modo, la relazione profonda fra l'amore a Dio e al prossimo deve essere presente nella nostra preghiera che "apre la porta a Dio, che ci insegna ad uscire costantemente da noi stessi per essere capaci di farci vicini agli altri, specialmente nei momenti di prova, per portare loro consolazione, speranza e luce".

  Al termine della catechesi, il Santo Padre ha salutato nelle diverse lingue gli oltre 7.000 pellegrini presenti nell'Aula Paolo VI ed ha ringraziato in particolare quanti hanno promosso il restauro della scultura "La Risurrezione", del Maestro Pericle Fazzini. "Dopo un periodo di accurati lavori - ha detto Benedetto XVI - oggi abbiamo la gioia di ammirare in tutto il suo originario splendore quest'opera d'arte e di fede".

  Esprimendosi in lingua spagnola, il Papa si è rivolto alla Delegazione dello Stato di Puebla, Messico, ed ha espresso l'auspicio che "con l'aiuto di Dio, possa essere io prossimamente a visitare il vostro Paese".
AG/                  VIS 20111214 (870)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 14 DIC. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Sacerdote João Santos Cardoso, Vescovo della Diocesi di São Raimundo Nonato (superficie: 39.316; popolazione: 193.000; cattolici: 174.000; sacerdoti: 23; religiosi: 42), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1961 a Dário Meira (Brasile) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1986. Dal 1987 al 1991 è stato Amministratore Parrocchiale della Parrocchia "São Miguel Arcanjo"; dal 1992 al 1994 è stato Rettore del Seminario Maggiore di Filosofia dell'Arcidiocesi di Vitὁria da Conquista; dal 1992 al 1995 e dal 2003 in poi, Professore Universitario a Vitὁria da Conquista; dal 2007 al 2009 Assessore Arcidiocesano della Pastorale Giovanile; dal 2009 è stato Membro del Collegio dei Consultori e del Consiglio Presbiterale; dal 2010 è stato Rappresentante del Presbitero dell'Arcidiocesi nel Consiglio Regionale dei Presbiteri. È stato finora Parroco della Parrocchia "Nossa Senhora das Graças", a Vitὁria da Conquista, Professore di Filosofia in diverse Università e Coordinatore di Pastorale dell'Arcidiocesi di Vitὁria da Conquista.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Sekondi-Takoradi (Ghana), presentata dal Vescovo John Martin Darko, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato l'Arcivescovo Mathias Nketsiah, di Cape Coast (Ghana), Amministratore Apostolico "sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis" della Diocesi di Sekondi-Takoradi (Ghana).
NER:RE/                             VIS 20111214 (230)

martedì 13 dicembre 2011

AMERICA LATINA: SALVAGUARDARE FEDE E DINAMISMO STORICO-CULTURALE

CITTA' DEL VATICANO, 13 DIC. 2011 (VIS). In occasione del Bicentenario dell'indipendenza dei Paesi dell'America Latina e del Caribe, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto ieri, Solennità della Beata Maria Vergine di Guadalupe, Patrona dell'America Latina, la Santa Messa nella Basilica Vaticana. Hanno concelebrato con il Santo Padre, il Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato; il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi e Presidente della Pontificia Commissione per l'America Latina; il Cardinale Norberto Rivera Carrasco, Arcivescovo di México (Messico) e il Cardinale Raymundo Damsceno Assis, Arcivescovo di Aparecida (Brasile).

  Prima della Celebrazione Eucaristica, il Segretario della Pontificia Commissione per l'America Latina, Professor Guzmán Carriquiry, ha dato lettura di alcuni testi sul bicentenario e sulla Vergine di Guadalupe ed il Cardinale Nicolás de Jesús Lὁpez Rodríguez, Arcivescovo di Santo Domingo (Repubblica Dominicana) ha recitato una preghiera alla Beata Maria Vergine di Guadalupe.

  Nell'omelia il Papa ha ricordato a quanti festeggiano il Bicentenario dell'indipendenza che "oltre gli aspetti storici, sociali e politici degli avvenimenti, rinnoviamo all'Altissimo la gratitudine per il grande dono della fede ricevuta, una fede che annuncia il Mistero redentore della morte e della risurrezione di Gesù Cristo, affinché tutti i popoli della terra in Lui abbiano la vita. Il Successore di Pietro non poteva far passare questa commemorazione senza far presente la gioia della Chiesa per i copiosi doni che Dio nella sua infinita bontà ha effuso in questi anni alle amatissime nazioni che instancabilmente invocano Maria Santissima".

  "La venerata immagine della Morenita del Tepeyac (...) con semplicità e cuore di madre - ha detto il Santo Padre - continua a indicare l'unica Luce e l'unica Verità: suo Figlio Gesù Cristo, che è la risposta definitiva alla domanda sul senso della vita e agli interrogativi fondamentali che anche oggi interpellano tanti uomini e donne del continente americano".

  "Attualmente (...) avanza il processo di integrazione di questo diletto continente, e contemporaneamente si avverte un nuovo protagonismo emergente nel concerto mondiale (....). È importante che i diversi popoli salvaguardino il ricco tesoro della fede ed il proprio dinamismo storico-culturale, essendo sempre difensori della vita umana dal concepimento fino al termine naturale. Promotori di pace, essi devono parimenti tutelare la famiglia nella sua autentica natura e missione, intensificando al tempo stesso una vasta e capillare missione educativa (....). Sono chiamati inoltre a promuovere sempre più iniziative pertinenti (...) che favoriscano la riconciliazione e la fratellanza, incrementino la solidarietà e l'attenzione all'ambiente, dando impulso agli sforzi per sconfiggere la miseria, l'analfabetismo e la corruzione e sradicare ogni ingiustizia, violenza, criminalità, l'insicurezza nelle città, il narcotraffico e l'estorsione".

  "Quando la Chiesa si preparava a ricordare il quinto centenario della 'plantatio' della Croce di Cristo nella buona terra del continente americano, il Beato Giovanni Paolo II formulò sul suo suolo, per la prima volta, il programma di una evangelizzazione nuova 'nel suo ardore, nei suoi metodi, nella sua espressione'", ha rievocato il Pontefice. "È mia responsabilità confermare nella fede ed incoraggiare lo slancio apostolico che attualmente dà impulso (...) alla 'missione continentale' promossa ad Aparecida, perché 'la fede cristiana si radichi più profondamente nel cuore delle persone e dei popoli latinoamericani come manifestazione fondante e incontro vivificante con Cristo'".

  "Che la luce di Dio brilli, poi, ogni volta di più sul volto di ciascun figlio di questa amata terra e che la sua grazia redentrice orienti le sue decisioni, affinché si continui ad avanzare senza tralasciare l'edificazione di una società cementata nello sviluppo del bene, nel trionfo dell'amore e nella diffusione della giustizia. Con tali vivi auspici e sostenuto dall'ausilio della provvidenza divina, intendo intraprendere un Viaggio Apostolico, prima della Santa Pasqua, in Messico e Cuba, per proclamare la Parola di Cristo e riaffermare la convinzione che questo è un tempo prezioso per evangelizzare con una fede solida, una speranza viva e una carità ardente".

  "Raccomando tutti questi propositi - ha concluso Benedetto XVI - all'amorosa mediazione di Santa Maria di Guadalupe (...) come pure gli attuali destini delle nazioni latinoamericane e caraibiche e la via che percorrono verso un domani migliore. Invoco ugualmente su di esse l'intercessione di tanti santi e beati che lo Spirito ha suscitato nel corso della storia di questo continente, offrendo modelli eroici di virtù cristiane nella diversità di stati di vita e di ambienti sociali, affinché il loro esempio promuova una nuova evangelizzazione sotto lo guardo di Cristo, Salvatore dell'uomo e forza della sua vita".
HML/                                         VIS 20111213 (750)

CILE-SANTA SEDE: "ECCELLENZA" RELAZIONI BILATERALI

CITTA' DEL VATICANO, 13 DIC. 2011 (VIS). Accogliendo un invito ufficiale del Governo del Cile, l'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato, ha avuto in incontro con il Ministro degli Affari Esteri del Cile, Signor Alfredo Moreno Charme, e con Autorità del Ministero. Successivamente, l'Arcivescovo Mamberti è stato ricevuto dal Signor Sebastián Piñera, Presidente della Repubblica del Cile, nel Palazzo della Moneda.

  In un Comunicato reso pubblico questa mattina si legge che nel corso degli incontri "è stata espressa soddisfazione per l'eccellenza dei rapporti bilaterali fra il Cile e la Santa Sede e per il positivo contributo che le istituzioni cattoliche apportano alla società cilena, soprattutto in ambito educativo, nella promozione sociale e nell'integrazione dei popoli originari".

  "Sono stati quindi esaminati i temi trattati in occasione della Visita Ufficiale in Vaticano, nel marzo scorso, di Sua Eccellenza il Presidente della Repubblica Piñera che in quell'occasione ha potuto incontrare Sua Santità Benedetto XVI. Fra i temi di interesse comune erano la difesa della vita in tutte le sue fasi e la difesa della famiglia, il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, comprese la libertà religiosa e di educazione; l'adesione ai principi del Diritto Internazionale, la protezione dell'ambiente, il contributo allo sviluppo integrale e alla pace sociale; su questi temi e sui valori fondamentali della convivenza umana si è constatata la convergenza fra la Santa Sede e il Governo del Cile. Vi è stato inoltre uno scambio di opinioni su diversi affari internazionali, fra i quali la situazione dell'Ameca Latina.

   L'Arcivescovo Mamberti si recherà oggi a Valparaíso, presso la sede del Congresso Nazionale dove è in programma un incontro con il Presidente del Senato e il Presidente della Camera dei Deputati. Il Segretario per i Rapporti con gli Stati renderà anche omaggio alla memoria di Sant'Alberto Hurtado e Santa Teresita de los Andes, recandosi in visita ai rispettivi Santuari.
OP/                              VIS 20111213 (330)

lunedì 12 dicembre 2011

ECONOMIA E MERCATO NON SIANO MAI DISGIUNTI DA SOLIDARIETÀ

CITTA' DEL VATICANO, 10 DIC. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i rappresentanti della Confederazione delle Cooperative Italiane e della Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo, accompagnati dall'Assistente ecclesiastico Monsignor
Adriano Vincenzi.

  Nel suo discorso il Papa ha ribadito l'importanza della cooperazione cattolica in Italia, sorta a seguito dell'Enciclica di Papa Leone XIII "Rerum novarum", di cui quest'anno di celebra il 120° anniversario di promulgazione. Questo documento favorì "la feconda presenza dei cattolici nella società italiana, mediante la promozione di enti cooperativi e mutualistici, lo sviluppo delle imprese sociali e tante altre opere di interesse pubblico, caratterizzate da forme di partecipazione e di autogestione. Tale attività è sempre stata finalizzata al sostegno materiale della popolazione, all’attenzione costante alle famiglie, ispirandosi al Magistero della Chiesa".

  Il fulcro dell'esperienza cooperativistica, ha aggiunto il Pontefice, risiede "nell’impegno di comporre armonicamente la dimensione individuale e quella comunitaria. (...) Essa è espressione concreta della complementarietà e della sussidiarietà che la Dottrina sociale della Chiesa da sempre promuove fra la persona e lo Stato; è l’equilibrio fra la tutela dei diritti del singolo e la promozione del bene comune, nello sforzo di sviluppare un’economia locale che risponda sempre meglio alle esigenze della collettività. Ugualmente, anche sul piano etico, essa si caratterizza per una marcata sensibilità solidale, pur nel rispetto della giusta autonomia del singolo".

  "In una stagione di grandi cambiamenti, di persistente precarietà economica, di difficoltà nel mondo del lavoro, la Chiesa sente di dover annunciare con nuovo vigore il Messaggio di Cristo, con la forza di umanizzazione e la carica di speranza per il futuro che contiene. E voi, cari amici, dovete essere consapevoli che le cooperative cattoliche hanno un ruolo importante da svolgere in questo campo".

  Benedetto XVI ha invitato i membri delle cooperative ad offrire il proprio contributo "affinché l’economia e il mercato non siano mai disgiunti dalla solidarietà", per "promuovere la cultura della vita e della famiglia e favorire la formazione di nuove famiglie che possano contare su un lavoro dignitoso e rispettoso del creato che Dio ha affidato alla nostra cura responsabile". Parimenti il Papa ha esortato a "valorizzare sempre l’uomo nella sua interezza, al di là di ogni differenza di razza, di lingua o di credo religioso".

  Infine Benedetto XVI ha sottolineato che caratteristica delle cooperative cattoliche è "l’ispirazione cristiana, che deve costantemente orientarle", perché "per il cristiano (...) amare l’altro non è semplice filantropia, ma è espressione dell’amore di Dio (...). Non dimenticate l’importanza di far crescere questa dimensione spirituale nel vostro impegno di risposta alle odierne sfide e urgenze sociali, per continuare ad operare nella logica dell’economia della gratuità, della responsabilità, per promuovere un consumo responsabile e sobrio".
AC/                  VIS 20111212 (460)

IN MEZZO DIFFICOLTÀ LA GIOIA ESISTE PERCHÈ DIO È CON NOI


 

CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2011 (VIS). Questa domenica, alle 9:00, Benedetto XVI si è recato alla Parrocchia romana di Santa Maria delle Grazie, a Casal Boccone - settore nord della Diocesi di Roma -. Al suo arrivo è stato accolto da applausi e canti dai bambini della scuola elementare che lo attendevano nel cortile della parrocchia, inaugurata nel 2010. Nel ringraziare per la cordialità dell'accoglienza, il Papa ha improvvisato alcune parole:

  "Cari bambini, auguro a tutti una buona domenica. Sappiamo che il Natale è vicino: prepariamoci non solo con i doni, ma con il nostro cuore. Pensiamo che Cristo, il Signore, è vicino a noi, entra nella nostra vita e ci dà luce e gioia. San Paolo dice oggi nella Lettera ai Tessalonicesi: 'Pregate incessantemente'" che significa "che dobbiamo non perdere il contatto con Dio nel nostro cuore. Se questo contatto c'è, c'è anche la gioia. A tutti voi auguro tutta la gioia del Natale e della presenza di Gesù Cristo Bambino che è Dio nel nostro cuore. (...) Buon Natale fin d'ora!".

  La Santa Messa ha avuto inizio alle 9:30 ed è stato introdotta dal saluto del Parroco, Don Domenico Monteforte. Di seguito riportiamo alcuni passi dell'omelia di Benedetto XVI.

  "L’Avvento è precisamente tempo di attesa, di speranza e di preparazione alla visita del Signore. A
questo impegno ci invitano anche la figura e la predicazione di Giovanni Battista, come abbiamo ascoltato nel Vangelo". Giovanni Battista è "il precursore, semplice testimone, totalmente subordinato a Colui che annuncia; una voce nel deserto, come anche oggi, nel deserto delle grandi città di questo mondo, di grande assenza di Dio, abbiamo bisogno di voci che semplicemente ci annunciano: 'Dio c’è, è sempre vicino, anche se sembra assente'". (...)

  Il Battista è un testimone della luce; e questo ci tocca nel cuore, perché in questo mondo con tante tenebre, tante oscurità, tutti siamo chiamati ad essere testimoni della luce. Questa è proprio la missione del tempo di Avvento: essere testimoni della luce, e possiamo esserlo solo se portiamo in noi la luce (...) Nella Chiesa, nella Parola di Dio, nella celebrazione dei Sacramenti, nel Sacramento della Confessione, con il perdono che riceviamo, nella celebrazione della Santa Eucaristia dove il Signore si dà nelle nostre mani e cuori, tocchiamo la luce e riceviamo questa missione: essere oggi testimoni che la luce c’è, portare la luce nel nostro tempo". (...)

  ""Sono lieto di essere in mezzo a voi, in questa domenica bella, 'Gaudete', domenica della gioia, che ci dice: 'anche in mezzo a tanti dubbi e difficoltà, la gioia esiste perché Dio esiste ed è con noi'. (...)

  "Mentre guardo questa chiesa e gli edifici parrocchiali, vedo il frutto di pazienza, di dedizione, di amore, e con la mia presenza desidero incoraggiarvi a realizzare sempre meglio quella Chiesa di pietre vive che siete voi stessi; ognuno di voi deve sentirsi come un elemento di questo edificio vivo; la comunità si costruisce con il contributo che ognuno offre, con l’impegno di tutti; e penso, in modo particolare, al campo della catechesi, della liturgia e della carità, pilastri portanti della vita cristiana". (...)

  "Desidero richiamare l’importanza e la centralità dell’Eucaristia. La Santa Messa sia al centro della vostra Domenica, che va riscoperta e vissuta come giorno di Dio e della comunità, giorno in cui lodare e celebrare Colui che è nato per noi, che è morto e risorto per la nostra salvezza, e ci chiede di vivere insieme nella gioia e di essere una comunità aperta e pronta ad accogliere ogni persona sola o in difficoltà. Non perdete il senso della Domenica e siate fedeli all’incontro eucaristico. I primi cristiani sono stati pronti a donare la vita per questo. Hanno saputo che questa è la vita, e fa vivere".
  "Un altro punto su cui vorrei insistere è la testimonianza della carità, che deve caratterizzare la vostra vita di comunità. In questi anni voi l’avete vista crescere rapidamente anche nel numero dei suoi membri, ma avete visto anche giungere molte persone in difficoltà e in situazioni di disagio, che hanno bisogno di voi, del vostro aiuto materiale, ma anche e soprattutto della vostra fede e della vostra testimonianza di credenti. Fate in modo che il volto della vostra comunità possa sempre esprimere concretamente l’amore di Dio ricco di misericordia ed inviti ad accostarsi a Lui con fiducia".

  Al termine della Santa Messa il Papa ha presieduto un breve incontro con i membri del Consiglio pastorale parrocchiale. Prima di far ritorno in Vaticano per la recita dell'Angelus, il Pontefice ha rivolto alcune parole ai fedeli che lo aspettavano sul sagrato della Chiesa:

  "Grazie per la vostra presenza e per la cordialità dell'accoglienza. Era come in Africa: questa cordialità così bella e aperta, i cori aperti e vivi. Per me è una grande gioia vedere come (...) in questa nuova Parrocchia si partecipa realmente all'Eucaristia e si prepara il Natale".

  "Preparare il Natale oggi è molto difficile. E so che sono tanti gli impegni. Ma preparare il Natale non è solo comprare, preparare e pensare, è anche tenere il contatto con il Signore, andare incontro a Lui. E mi sembra molto importante non dimenticare questa dimensione. (....) E questo non è un peso aggiunto agli altri, ma è la forza che ci aiuta a fare tutto quanto è necessario. Auguro, in questo senso, un permanente contatto con Gesù, e, così, la sua gioia e la sua forza di vivere in questo mondo".
HML/                              VIS 20111212 (920)

AVVENTO: APERTURA E DISPONIBILITÀ ALL'INCONTRO CON GESÙ

CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2011 (VIS). Di ritorno dalla visita pastorale alla Parrocchia romana di Santa Maria delle Grazie a Casal Boccone, alle ore 12:00 Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l’Angelus con i fedeli in Piazza San Pietro.

  Nella terza domenica di Avvento, come di consueto, erano presenti in Piazza San Pietro i bambini del Centro Oratori Romani per la benedizione dei "Bambinelli", le statuine di Gesù Bambino che i ragazzi metteranno nei presepi delle famiglie, delle scuole e delle parrocchie.

  "I testi liturgici di questo periodo di Avvento - ha detto il Santo Padre prima della recita dell'Angelus -  ci rinnovano l’invito a vivere nell’attesa di Gesù, a non smettere di aspettare la sua venuta, così da mantenerci in un atteggiamento di apertura e di disponibilità all’incontro con Lui. La vigilanza del cuore, che il cristiano è chiamato ad esercitare sempre, nella vita di tutti i giorni, caratterizza in particolare questo tempo in cui ci prepariamo con gioia al mistero del Natale. L’ambiente esterno propone i consueti messaggi di tipo commerciale, anche se forse in tono minore a causa della crisi economica. Il cristiano è invitato a vivere l’Avvento senza lasciarsi distrarre dalle luci, ma sapendo dare il giusto valore alle cose, per fissare lo sguardo interiore su Cristo".

  "In particolare, la liturgia dell’odierna domenica, detta 'Gaudéte', ci invita alla gioia, ad una vigilanza non triste, ma lieta. - ha spiegato il Pontefice -. La vera gioia non è frutto del divertirsi, inteso nel senso etimologico della parola di-vertere, cioè esulare dagli impegni della vita e dalle sue responsabilità. La vera gioia è legata a qualcosa di più profondo. Certo, nei ritmi quotidiani, spesso frenetici, è importante trovare spazi di tempo per il riposo, per la distensione, ma la gioia vera è legata al rapporto con Dio. Chi ha incontrato Cristo nella propria vita, sperimenta nel cuore una serenità e una gioia che nessuno e nessuna situazione possono togliere. (...) In questo tempo di Avvento rafforziamo la certezza che il Signore è venuto in mezzo a noi e continuamente rinnova la sua presenza di consolazione, di amore e di gioia".

  Dopo l'Angelus Benedetto XVI ha riservato il primo saluto ai bambini di Roma ed ha rivolto loro queste parole: "Cari bambini, quando pregherete davanti al vostro presepe, ricordatevi anche di me, come io mi ricordo di voi. Vi ringrazio, e Buon Natale!".

  Infine, nel rivolgersi ai pellegrini croati che partecipano al Simposio su Ruder Josip Boskovic, il Papa ha detto: "Questo gesuita, scienziato e diplomatico impersona e testimonia in modo ottimo il connubio tra la fede e la scienza".
ANG/                  VIS 20111212 (450)

TELEGRAMMA DI CORDOGLIO MORTE CARDINALE JOHN PATRICK FOLEY

 CITTA' DEL VATICANO, 12 DIC. 2011 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del telegramma di cordoglio, che il Santo Padre ha inviato all'Arcivescovo Charles Chaput, di Philadelphia (Stati Uniti d'America), per la morte, avvenuta ieri, a Darby (Stati Uniti d'America), all'età di 76 anni, del Cardinale Patrick Foley, Gran Maestro emerito dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e Presidente emerito del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali.
  "Appresa con tristezza la notizia della morte del Cardinale John Patrick Foley, Gran Maestro emerito dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, porgo le mie sentite condoglianze. Nel ricordare con riconoscenza gli anni di ministero sacerdotale del defunto Porporato, nella sua amata Arcidiocesi di Philadelphia, il suo encomiabile servizio alla Santa Sede quale Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali e ultimamente la sua opera per le comunità cristiane di Terra Santa, volentieri mi unisco a Lei nel raccomandare la sua nobile anima a Dio, Padre di ogni misericordia. Prego che il suo impegno per favorire la presenza della Chiesa nei media, ispiri altri ad assumere tale apostolato così essenziale nella proclamazione del Vangelo e per il progresso della nuova evangelizzazione. A quanti piangono la scomparsa del Cardinale Foley e nella speranza della Risurrezione, di cuore imparto la mia Benedizione Apostolica, in segno di consolazione e di pace nel nostro Signore Gesù Cristo".
TGR/                                                                                                                      VIS 20111212 (230)

IL PAPA RICEVE PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI ARMENIA

CITTA' DEL VATICANO, 12 DIC. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Presidente della Repubblica di Armenia, Signora Serzh Sargsyan, il quale successivamente, accompagnato dal Ministro degli Affari Esteri, Signor Edward Nalbadian, ha incontrato il Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B. Segretario di Stato, con il Monsignor Ettore Balestrero, Sotto-Segretario della Sezione per i Rapporti con gli Stati.

  "Nel corso dei cordiali colloqui, dopo aver manifestato vivo compiacimento per i buoni rapporti esistenti tra la Santa Sede e la Repubblica di Armenia, le Parti hanno avuto uno scambio di opinioni sul ruolo della Chiesa Armena Apostolica e della Chiesa Cattolica nella società, nonché il contributo offerto da entrambe per il bene comune. Si è sottolineata l'importanza del patrimonio cristiano del Paese e l'impegno di educare ai valori fondamentali le nuove generazioni".
OP/                                                   VIS 20111212 (150)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 12 DIC. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale della Nuova Zelanda in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo John Atcherley Dew, di Wellington.

    - Il Vescovo Patrick James Dunn, di Auckland.

    - Il Vescovo Barry Philip Jones, di Christchurch.

    - Il Vescovo Colin David Campbell, di Dunedin.

    - Il Vescovo Denis George Browne, di Hamilton in New Zealand.

    - Il Vescovo Peter James Cullinane, di Palmerston North, con il Coadiutore Vescovo Charles Edward Drennan.

- Lord Jonathan Sacks, Rabbino Capo delle Congregazioni Ebraiche Unite del Commonwealth.
  Sabato 10 dicembre il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

- L'Arcivescovo Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.
AP:AL/                             VIS 20111212 (150)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 12 DIC. 2011 (VIS).  Il Santo Padre:

- Ha nominato il Sacerdote José Luis Del Palacio Pérez-Medel, Vescovo di El Callao (superficie: 147.850; popolazione: 1.015.000; cattolici: 912.000; sacerdoti: 102; religiosi: 247; diaconi permanenti: 8), Perù. Il Vescovo eletto è nato a Madrid (Spagna), nel 1950 ed è stato ordinato sacerdote nel 1985. Dal 1970 al 1975 è stato membro dell'Equipe Itinerante del Cammino Neocatecumenale in Toledo, Cuenca, Murcia, Alicante, Sevilla, Huelva e Cadiz. Dal 1975 è il Responsabile dell'Equipe Itinerante del Cammino Neocatecumenale in Perù. Finora Professore nella Facoltà di Teologia "Redemptoris Mater" di El Callao, succede al Vescovo Miguel Irizar Campos, C.P., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato Vescovi Ausiliari dell’Arcidiocesi di Québec (superficie: 35.180; popolazione: 1.195.261; cattolici: 1.040.690; sacerdoti: 701; religiosi: 3.358; diaconi permanenti: 95), Canada:

    - Il Padre Gaétan Proulx, O.S.M.. Il Vescovo eletto è nato nel 1947. Nel 1969 è entrato nell'Ordine dei Servi di Maria ed è stato ordinato sacerdote nel 1976. Dal 2000 al 2006 è stato Priore Provinciale per il Canada, Francia e Belgio È stato finora Parroco di Notre-Dame-de-Foy, nell’Arcidiocesi di Québec.

- Il Reverendo Denis  Grondin. Il Vescovo eletto è nato a Rimouski (Canada) nel 1954 ed è stato ordinato sacerdote nel 1989. Nel 1999 è stato nominato Amministratore della parrocchia Notre-Dame-de-l’Espérance e dal 2001 al 2007 membro dell’équipe “in solidum” delle parrocchie del Sacré-Coeur-de-Jésus (Point-au-Pic), Notre-Dame-des-Monts, Saint-Etienne (La Malbaie), Sait-Irénée (Cap-à-l’Aigle), Saint-Raphaël (Clermont), Saint-Philippe, Saint-Agnès e Saint-Aimé-des-Lacs. Dal 2005  è stato nominato Animatore della pastorale presso il Centro di Salute e di Servizi Sociali di Charlevoix a cui si è aggiunto anche l’Ospedale de la Malbaie a partire dal 2009. Dal 2007 al 2011 ha retto la parrocchia di Saint-Siméon. È stato finora è stato Parroco di dieci parrocchie nella regione di Charlevoix dell'arcidiocesi di Québec.

  Sabato 10 dicembre il Santo Padre ha nominato:

- Il Padre Daniel Fernando Sturla Berhouet, S.D.B., Vescovo Ausiliare di Montevideo (superficie: 540; popolazione: 394.000; cattolici: 883.000; sacerdoti: 252; religiosi: 721; diaconi permanenti: 35), Uruguay. Il Vescovo eletto è nato nel 1959 a Montevideo ed è stato ordinato sacerdote nel 1987. Ha ricoperto i seguenti ministeri: Vicario del Noviziato e Postnoviziato Salesiano, Direttore dell’Aspirantato Salesiano e Maestro dei Novizi, Direttore dell’Istituto Pre-universitario Juan XXIII e Professore di Storia della Chiesa. È stato finora Ispettore Salesiano nell’Uruguay e Presidente della Conferenza dei Religiosi dell’Uruguay.

- Il Monsignor Edward Robinson Wijesinghe, Capo Ufficio del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, finora Aiutante di Studio del medesimo Dicastero.

- Membri del Pontificio Consiglio della Cultura:

- Il Cardinale: Laurent Monsengwo Pasinya, Arcivescovo di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo);

- Il Cardinale Donald William Wuerl, Arcivescovo di Washington (Stati Uniti d’America);

- L'Arcivescovo Salvatore Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione;

- L'Arcivescovo Giuseppe Betori, di Firenze;

- Il Vescovo Joseph Vianney Fernando, di Kandy (Sri Lanka);

- Il Sacerdote François Bousquet, Professore presso la Facoltà di Teologia e di Scienze religiose dell’“Institut Catholique de Paris” (Francia);

- Il Professor Jean-Luc Marion, filosofo, docente di metafisica presso le università di Paris-Sorbonne (Paris IV) e di Chicago (Francia);

- Il Maestro Arvo Pärt, musicista e compositore (Estonia).

- Consultori del Pontificio Consiglio della Cultura:

- Il Professor José Tolentino De Mendonça, presso la Facoltà di Teologia dell’Università Cattolica di Lisbona (Portogallo);

- Il Professor Edouard Ade, Docente dell’Università Cattolica dell’Africa dell’Ovest (Benin);

- Il Padre: Antonino Spadaro S.I., Direttore della rivista La Civiltà Cattolica, Professore presso la Facoltà di Scienze Sociali della Pontificia Università Gregoriana;

- Il Professore Fidel González Fernández M.C.C.J., presso la Facoltà di Teologia della Pontificia Università Urbaniana e presso la Facoltà di Storia Ecclesiastica della Pontificia Università Gregoriana (Spagna);

- Il Dottor Santiago Calatrava, Architetto e Ingegnere (Spagna);

- Il Professor Francesc Torralba Rosello, Docente di Filosofia presso l’Università “Ramon Llull” di Barcellona (Spagna);

- Il Professor Piero Benvenuti, Docente di Astrofisica e Direttore del Centro Interdipartimentale di Scienze e Attività Spaziali “G. Colombo” presso l’Università di Padova;

- Il Professor Wolf Joachim Singer, Docente di Neurologia e Direttore del “Max Planck Institute für Hirnforschung-Frankfurt am Mein” (Repubblica Federale di Germania);

- Il Professor Bruno Coppi, Docente di Fisica presso il Massachusetts Institute of Technology-MIT “Plasma Science & Fusion Center” di Cambridge (Stati Uniti d’America);

- La Dottoressa Micol Forti, Curatrice della Collezione d’Arte Contemporanea dei Musei Vaticani;

- La Dottoressa Marguerite A. Peeters, giornalista, Direttrice Generale del “Brussels-based Institute for Intercultural Dialogue Dynamics” (Belgio).
NA:NEA/                 VIS 20111212 (770)

venerdì 9 dicembre 2011

TRIPLICE AUGURIO DEL PAPA PER IL NATALE

CITTA' DEL VATICANO, 7 DIC. 2011 (VIS). Nel pomeriggio di mercoledì 7 dicembre, grazie a un "tablet" connesso al quadro elettrico, Benedetto XVI ha acceso, dall'appartamento pontificio, l'Albero di Natale più grande del mondo, che si trova a Gubbio. Prima dell'accensione il Papa ha rivolto alcune parole - trasmesse in televisione - a quanti assistevano alla cerimonia.

  "Prima di accendere le luci dell'Albero - ha detto Benedetto XVI - vorrei fare un triplice augurio. Questo grande Albero di Natale è collocato sulle pendici del Monte Ingino sulla cui sommità (...) è situata anche la Basilica del Patrono di Gubbio, Sant'Ubaldo. Guardandolo, il nostro sguardo è spinto in modo naturale verso l'alto, verso il Cielo, verso il mondo di Dio".

  "Il primo augurio, allora, è che il nostro sguardo, quello della mente e del cuore, non si fermi solamente all'orizzonte di questo nostro mondo, alle cose materiali, ma sia un po' come questo albero, sappia tendere verso l'alto, sappia rivolgersi a Dio. Lui mai ci dimentica, ma chiede che anche noi non ci dimentichiamo di Lui".

  "Il Vangelo ci dice che nella notte del santo Natale una luce avvolse i pastori annunciando loro una grande gioia: la nascita di Gesù, di Colui che viene a portare luce, anzi di Colui che è la luce vera che illumina ogni uomo. Il grande albero che tra poco accenderò domina la città di Gubbio e illuminerà con la sua luce il buio della notte".

  "Il secondo augurio è che esso ricordi come anche noi abbiamo bisogno di una luce che illumini il cammino della nostra vita e ci dia speranza, specialmente in questo nostro tempo in cui sentiamo in modo particolare il peso delle difficoltà, dei problemi, delle sofferenze, e un velo di tenebra sembra avvolgerci. Ma quale luce è capace di illuminare veramente il nostro cuore e donarci una speranza ferma, sicura? È proprio il Bambino che contempliamo nel santo Natale, in una semplice e povera grotta, perché è il Signore che si fa vicino a ciascuno di noi e chiede che lo accogliamo nuovamente nella nostra vita, chiede di volergli bene, di avere fiducia in Lui, di sentire che è presente, ci accompagna, ci sostiene, ci aiuta".

  "Ma questo grande Albero è formato da tante luci. L'ultimo augurio che vorrei rivolgere è che ciascuno di noi sappia portare un po' di luce negli ambienti in cui vive: in famiglia, al lavoro, nel quartiere, nei Paesi, nelle Città. Ciascuno sia una luce per chi gli sta accanto; esca dall'egoismo che spesso chiude il cuore e spinge a pensare solo a se stessi; doni un po' di attenzione all'altro, un po' di amore. Ogni piccolo gesto di bontà è come una luce di questo grande Albero: insieme alle altre luci è capace di illuminare l'oscurità della notte, anche quella più buia".
BXVI/                                                   VIS 20111209 (480)

PAPA AFFIDA "MADRE DEI REDENTI" ANGUSTIE PRIVI LIBERTÀ E LAVORO

CITTA' DEL VATICANO, 8 DIC. 2011 (VIS). Nella Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  Prima dell'Angelus il Papa ha ricordato che il Beato Pio IX, nella Lettera apostolica "Ineffabilis Deus" del 1854, affermava che Maria "'fu preservata, per particolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, immune da ogni macchia di peccato originale'. Tale verità di fede è contenuta nelle parole del saluto che le rivolse l’Arcangelo Gabriele: 'Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te' . L’espressione 'piena di grazia' indica l’opera meravigliosa dell’amore di Dio, che ha voluto ridarci la vita e la libertà, perdute col peccato, mediante il suo Figlio Unigenito incarnato, morto e risorto".

  "Per questo, fin dal II secolo in Oriente e in Occidente - ha proseguito il Santo Padre - la Chiesa invoca e celebra la Vergine che, col suo 'sì', ha avvicinato il Cielo alla terra, diventando 'generatrice di Dio e nutrice della nostra vita'".

  "Anche a noi è donata la 'pienezza della grazia' che dobbiamo far risplendere nella nostra vita, perché 'il Padre del Signore nostro Gesù Cristo – scrive San Paolo – ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale … e ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati … predestinandoci a essere per lui figli adottivi'. Questa figliolanza la riceviamo per mezzo della Chiesa, nel giorno del Battesimo. A tale proposito santa Hildegarda di Bingen scrive: 'La Chiesa è, dunque, la vergine madre di tutti i cristiani. Nella forza segreta dello Spirito Santo li concepisce e li dà alla luce, offrendoli a Dio in modo che siano anche chiamati figli di Dio'", ha concluso il Papa.

  Dopo l'Angelus Benedetto XVI ha salutato i soci dell’Azione Cattolica Italiana, che nella festa dell’Immacolata rinnovano l’adesione all’Associazione ed ha detto: "L’Azione Cattolica è una scuola di santità e di evangelizzazione: auguro ogni bene per il suo impegno formativo e apostolico".

  Infine si è rivolto ai pellegrini di lingua spagnola per affidare alla "Madre dei redenti (...) le intenzioni e i santi desideri che ispira in noi questo Tempo di Avvento, come pure le necessità e le angustie di quanti sono privati della libertà, che non hanno lavoro o vivono momenti di difficoltà e di dolore".
ANG/                              VIS 20111209 (430)

UNICA INSIDIA CHIESA DEVE TEMERE È IL PECCATO DEI SUOI MEMBRI

CITTA' DEL VATICANO, 9 DIC. 2011 (VIS). Nel primo pomeriggio di ieri, Benedetto XVI si è recato in Piazza di Spagna a Roma per il tradizionale atto di venerazione all'Immacolata, raffigurata da una statua collocata sulla sommità della colonna che si staglia di fronte alla sede dell'Ambasciata di Spagna presso la Santa Sede.

  Lungo il percorso, il Papa ha compiuto una breve sosta davanti alla Chiesa della Santissima Trinità, dove ha ricevuto l’omaggio dell’Associazione Commercianti Via Condotti.

Raggiunta Piazza di Spagna il Santo Padre ha dato inizio con una preghiera all’atto di venerazione all’Immacolata. Dopo la lettura di un brano dall’Apocalisse di San Giovanni apostolo e prima dell’omaggio floreale all’immagine della Vergine, ha rivolto ai presenti un discorso.

  Benedetto XVI ha spiegato che il passo dell'Apocalisse appena proclamato - che descrive una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle - si riferisce alla Vergine ed alla Chiesa. Da una parte "la 'donna' dell’Apocalisse è Maria stessa. Il simbolo della veste luminosa chiaramente esprime una condizione che riguarda tutto l’essere di Maria: Lei è la 'piena di grazia', ricolma dell’amore di Dio".

  La luna che tiene sotto i suoi piedi è simbolo della morte: "Maria (...) è pienamente associata alla vittoria di Gesù Cristo, suo Figlio, sul peccato e sulla morte (...).  Come la morte non ha più alcun potere su Gesù risorto, così, per una grazia e un privilegio singolare di Dio Onnipotente, Maria l’ha lasciata dietro di sé, l’ha superata. E questo si manifesta nei due grandi misteri della sua esistenza: all’inizio, l’essere stata concepita senza peccato originale, che è il mistero che celebriamo oggi; e, alla fine, l’essere stata assunta in anima e corpo nel Cielo".

  La corona di dodici stelle sul capo della donna vestita di sole "rappresenta le dodici tribù d’Israele e significa che la Vergine Maria è al centro del Popolo di Dio, di tutta la comunione dei santi. E così questa immagine (...) ci introduce alla seconda grande interpretazione del segno celeste della 'donna vestita di sole': oltre a rappresentare la Madonna, questo segno impersona la Chiesa (...). Essa è incinta, nel senso che porta nel suo seno Cristo e lo deve partorire al mondo (...). È proprio per questo, perché porta Gesù, che la Chiesa incontra l’opposizione di un feroce avversario, rappresentato nella visione apocalittica da 'un enorme drago rosso' che  ha cercato invano di divorare Gesù, "invano perché Gesù, attraverso la sua morte e risurrezione, è salito verso Dio (...). Perciò il dragone, sconfitto una volta per sempre nel cielo, rivolge i suoi attacchi contro la donna – la Chiesa – nel deserto del mondo. Ma in ogni epoca la Chiesa viene sostenuta dalla luce e dalla forza di Dio, che la nutre nel deserto con il pane della sua Parola e della santa Eucaristia. E così in ogni tribolazione, attraverso tutte le prove che incontra nel corso dei tempi e nelle diverse parti del mondo, la Chiesa soffre persecuzione, ma risulta vincitrice".

  "L’unica insidia di cui la Chiesa può e deve aver timore è il peccato dei suoi membri. Mentre infatti Maria è Immacolata, libera da ogni macchia di peccato, la Chiesa è santa, ma al tempo stesso segnata dai nostri peccati. Per questo il Popolo di Dio, peregrinante nel tempo, si rivolge alla sua Madre celeste e domanda il suo aiuto; lo domanda perché Ella accompagni il cammino di fede, perché incoraggi l’impegno di vita cristiana e perché dia sostegno alla nostra speranza. Ne abbiamo bisogno, soprattutto in questo momento così difficile per l’Italia, per l’Europa, per varie parti del mondo. Maria ci aiuti a vedere che c’è una luce al di là della coltre di nebbia che sembra avvolgere la realtà".
BXVI/OMAGGIO IMMACOLATA              VIS 20111209 (640)

ACCORDO SANTA SEDE E MOZAMBICO

CITTA' DEL VATICANO, 9 DIC. 2011 (VIS). La Segreteria di Stato ha reso pubblico questa mattina un Comunicato che rende nota la firma di un accordo fra la Santa Sede e la Repubblica del Mozambico, il 7 dicembre scorso, nella sede del Ministero per gli affari Esteri e la Cooperazione del Paese africano.

  "L'Accordo - si legge nel Comunicato - il primo di questo genere firmato da un Paese dell'Africa Australe, consolida i vincoli di amicizia e di collaborazione esistenti tra le due Parti. Esso si compone di un Preambolo e di ventitré Articoli, che regolano vari ambiti, tra i quali lo statuto giuridico della Chiesa cattolica in Mozambico, il riconoscimento dei titoli di studio e del matrimonio canonico e il regime fiscale".

  L'Accordo è stato firmato, per la Santa Sede, dall'Arcivescovo Antonio Arcari, Nunzio Apostolico in Mozambico, e per la Repubblica di Mozambico, dal Dottor Oldemiro Julio Marques Baloi, Ministro per gli Affari Esteri e la Cooperazione.
SS/                                                   VIS 20111209 (170)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 9 DIC. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignore Nunzio Galantino, Vescovo della Diocesi di Cassano allo Jonio (superficie: 1.311; popolazione: 107.600; cattolici: 106.000; sacerdoti: 87; religiosi: 77; diaconi permanenti: 3), Italia. Il Vescovo eletto è nato a Cerignola (Italia), nel 1948 ed è stato ordinato sacerdote nel 1972. Dal 1972 al 1977 è stato Vice Rettore del Seminario di Foggia e Assistente dell'Azione Cattolica Ragazzi; dal 1974 al 1977 è stato Docente al Pontificio Seminario Regionale di Benevento; dal 1977 è stato Parroco in San Francesco d’Assisi in Cerignola; Vicario Episcopale per la Pastorale; Vicario Episcopale per la Cultura e la Formazione Permanente; dal 1977 è stato Docente di Antropologia presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale; dal 2004 è stato Responsabile del Servizio Nazionale per gli Studi Superiori di Teologia e di Scienze Religiose della C.E.I. È stato finora Parroco della parrocchia “San Francesco d’Assisi”, in Cerignola, e Vicario Episcopale per la Cultura e la Formazione Permanente.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Polokwane in Sud Africa, presentata dal Vescovo Mogale Paul Nkhumishe, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Monsignore Jeremiah Madimetja Masela, Amministratore Apostolico "sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis" della Diocesi di Polokwane (Sud Africa).

  In data 8 dicembre, il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Guajará-Mirim (Brasile), presentata dal Vescovo Geraldo Verdier, in conformità al Canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico. Gli succede il Vescovo Benedito Araújo, finora Coadiutore della medesima Diocesi.
NER:RE/                 VIS 20111209 (300)

mercoledì 7 dicembre 2011

RIVELAZIONE DIVINA NON AVVIENE SECONDO LOGICA TERRENA

CITTA' DEL VATICANO, 7 DIC. 2011 (VIS). Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di questo mercoledì, tenutasi nell'Aula Paolo VI, all'"Inno di giubilo messianico", preghiera di Gesù tramandata dagli evangelisti Matteo e Luca, che "è l'apice di un cammino di preghiera in cui emerge chiaramente la profonda e intima comunione di Gesù con la vita del Padre nello Spirito Santo e si manifesta la sua filiazione divina".

  Al principio dell'Inno, ha affermato il Papa, Gesù si rivolge a Dio chiamandolo Padre, un termine che esprime "la coscienza e la certezza di Gesù di essere 'il Figlio', in intima e costante comunione con Lui, e questo è il punto centrale e la fonte di ogni preghiera di Gesù. (...) Il nome 'Padre' è seguito da un secondo titolo, 'Signore del cielo e della terra'" che "richiama la grande narrazione biblica della storia di amore di Dio per l’uomo, che inizia con l’atto creatore. Gesù si inserisce in questa storia di amore, ne è il vertice e il compimento. (...) Attraverso l’espressione 'Signore del cielo e della terra' possiamo anche riconoscere come in Gesù, il Rivelatore del Padre, viene riaperta all’uomo la possibilità di accedere a Dio".

 A chi il Figlio vuole rivelare i misteri di Dio? "La rivelazione divina  - ha spiegato il Pontefice - non avviene secondo la logica terrena, per la quale sono gli uomini colti e potenti che possiedono le conoscenze importanti e le trasmettono alla gente più semplice, ai piccoli. Dio ha usato tutt’altro stile: i destinatari della sua comunicazione sono stati proprio i 'piccoli'. (...) Qual è 'la piccolezza' che apre l’uomo all’intimità filiale con Dio e ad accogliere la sua volontà? (...) È la purezza del cuore quella che permette di riconoscere il volto di Dio in Gesù Cristo; è avere il cuore semplice come quello dei bambini, senza la presunzione di chi si chiude in se stesso, pensando di non avere bisogno di nessuno, neppure di Dio".

 "Nel Vangelo di Matteo, dopo l'Inno di Giubilo, troviamo uno degli appelli più accorati di Gesù: 'Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro'. Gesù chiede di andare a Lui che è la vera sapienza, a Lui che è 'mite e umile di cuore'; propone 'il suo giogo', la strada della sapienza del Vangelo che non è una dottrina da imparare o una proposta etica, ma una Persona da seguire: Egli stesso, il Figlio Unigenito in perfetta comunione con il Padre".

  "Anche noi - ha concluso Benedetto XVI - possiamo rivolgerci a Dio, nella preghiera, con confidenza di figli, invocandolo con il nome di Padre (...). Ma dobbiamo avere il cuore dei piccoli, dei 'poveri in spirito',  per riconoscere che non siamo autosufficienti (...), ma abbiamo bisogno di Dio, abbiamo bisogno di incontrarlo, di ascoltarlo, di parlargli. La preghiera ci apre a ricevere il dono di Dio, la sua sapienza, che è Gesù stesso, per compiere la volontà del Padre sulla nostra vita e trovare ristoro nelle fatiche del nostro cammino".

  A conclusione dell'Udienza Benedetto XVI ha rivolto parole di saluto, nella diverse lingue, ai pellegrini presenti e ha ricordato che la Solennità dell'Immacolata Concezione, che si festeggia domani, "ci ricorda la singolare adesione di Maria al progetto salvifico di Dio. Preservata da ogni ombra di peccato per essere dimora tutta santa del Verbo incarnato, Ella si è sempre fidata pienamente del Signore". Il Papa ha esortato in particolare i giovani a sforzarsi di imitarla "con cuore puro e limpido, lasciandovi plasmare da Dio che anche in voi intende 'fare grandi cose'".
AG/                   VIS 20111207 (610)

ARCIVESCOVO MAMBERTI: GfORNATA CONTRO DISCRIMINAZIONI CRISTIANI

CITTA' DEL VATICANO, 7 DIC. 2011 (VIS). L'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario della Segreteria di Stato per i Rapporti con gli Stati, è intervenuto al XVIII Consiglio Ministeriale dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), in corso il 6 e 7 dicembre a Vilnius (Lituania).

  L'Arcivescovo Mamberti ha trattato, oltre ad altri temi, il tema della migrazione, che per la Santa Sede è argomento di fondamentale importanza, soprattutto nelle attuali circostanze di crisi economica e finanziaria. In questo contesto, l'Arcivescovo Memberti ha affermato che esiste un consenso crescente nella comunità internazionale sulla necessità di prestare maggiore attenzione ai migranti; ed ha assicurato che il ricongiungimento familiare deve avere una considerazione primaria. "La famiglia - ha affermato  - svolge un ruolo fondamentale  nel processo di integrazione, nel dare stabilità  alla presenza  degli immigrati  nel nuovo ambiente sociale. (...) I migranti,  consapevoli dei propri diritti,  possono sentirsi più sicuri nell’offrire i loro servizi e le loro capacità  e, mentre la  comunità  che li accoglie, ben informata  e rispettosa di tali diritti, si sentirà libera  di estendere la propria solidarietà  per  edificare insieme un futuro comune".

  Il Segretario per i Rapporti con gli Stati ha anche fatto riferimento all'impegno dell'OSCE nella difesa della libertà fondamentali e dei diritti umani, uno dei quali è il diritto alla libertà di religione, che: "nonostante venga ripetutamente proclamato dalla comunità internazionale, nonché nelle costituzioni della maggior parte degli Stati, continua ad essere ampiamente violato anche oggi". Proprio Papa Benedetto XVI ha ricordato nel suo Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2011 che i cristiani sono attualmente il gruppo religioso che subisce il maggior numero di persecuzioni a motivo della propria fede. Secondo l'Arcivescovo Mamberti "Potrebbero esserci  più di  duecento milioni di cristiani,  di  differenti confessioni,  che sono in difficoltà  per via  di strutture  legali e culturali  che portano  alla loro discriminazione". A causa di tutto ciò l'Arcivescovo ha proposto l'istituzione di una giornata mondiale contro la persecuzione e la discriminazione dei cristiani che potrebbe dimostrarsi "un segno importante del fatto che i governi sono desiderosi di affrontare questa grave questione".

Contro il traffico di esseri umani

  Infine l'Arcivescovo ha trattato il grande problema del traffico di esseri umani, specialmente i minori e le donne, per lo sfruttamento sessuale, lavorativo e la schiavitù domestica, diventato un "potente affare globale" che coinvolge tanti Paesi di origine, di transito e di destinazione. "Per  opporsi alla piaga  del traffico  di esseri umani con maggiore determinazione e risultati più concreti,  è necessaria una convergenza di sforzi:  una mentalità che  sia incentrata  sulla dignità unica  di ogni persona,  la  punizione certa  dei trafficanti,  la lotta alla corruzione, (...) la correttezza  dei mezzi di comunicazione sociale nel riferire i danni cagionati da tale traffico". 
DELSS/                                        VIS 20111207 (460)

IL PAPA SU "YOUTUBE" IN FRANCESE

CITTA' DEL VATICANO, 7 DIC. 2011 (VIS). Da oggi sarà possibile seguire l'attività del Papa e della Santa Sede in video, in lingua francese, sul sito: www.youtube.com/vaticanfr

  Radio Vaticana e il Centro Televisivo Vaticano (CTV) arricchiscono la loro offerta su Youtube, finora disponibile già in italiano, inglese, spagnolo e tedesco. Ai centri di radio e televisione vaticana si aggiunge in questo caso la Televisione cattolica francese KTO, che assicurerà la versione francese dei brevi reportages in video sui principali appuntamenti pubblici del Papa Benedetto XVI.

  In un Comunicato diffuso questa mattina si legge che con tale iniziativa, la Chiesa Cattolica "dimostra così ancora una volta il suo impegno nell'uso delle nuove tecnologie, che permettono di portare sempre più vicino ai fedeli la voce e gli insegnamenti del Papa".
RV:CTV/                             VIS 20111207 (140)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 7 DIC. 2011 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale il Santo Padre ha ricevuto:

- Il Professor Carl Albert Anderson,Cavaliere Supremo dei Cavalieri di Colombo.

- Il Cardinale Paul Josef Cordes, Presidente emerito del Pontificio Consiglio "Cor Unum".
AP/                                VIS 20111207 (40)
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