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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 4 luglio 2011

BENEDETTO XVI, 60 ANNI DI MEMORIA, GRATITUDINE, SPERANZA

CITTA' DEL VATICANO, 1 LUG. 2011 (VIS). Al termine del pranzo offerto al Santo Padre dai Membri del Collegio Cardinalizio nella ricorrenza del 60° anniversario della Sua Ordinazione sacerdotale, il Cardinale Angelo Sodano, Decano del Sacro Collegio, ha presentato al Pontefice gli auguri e, a nome di tutti i Cardinali, ha consegnato al Pontefice un Obolo per i poveri di Roma, Diocesi del Papa, “considerando” – ha detto – “le urgenti necessità di tanti romani, come dei numerosi immigrati e rifugiati”.

Il Santo Padre ringraziando dell’offerta, ha pronunciato un breve discorso: “Quest’ora è un’ora di gratitudine per la guida del Signore, per tutto quello che mi ha donato e perdonato in questi anni, ma anche un momento di memoria. Nel 1951 il mondo era totalmente diverso: non c’era televisione, non c’era internet, non c’era computer, non c’era cellulare. Sembra realmente un mondo preistorico quello dal quale noi veniamo; e, soprattutto, le nostre città erano distrutte, l’economia distrutta, una grande povertà materiale e spirituale, ma anche una forte energia e volontà di ricostruire questo Paese e di rinnovare, nella Comunità europea soprattutto, sul fondamento della nostra fede”.

“È venuto poi il momento del Concilio Vaticano II dove tutte queste speranze che avevamo avuto sembravano realizzarsi; per il momento della rivoluzione culturale nel Sessantotto, anni difficili in cui la barca del Signore sembrava piena di acqua, quasi nel momento di affondare; e tuttavia il Signore che sembrava, al momento, dormire era presente e ci ha guidati avanti. Erano gli anni in cui ho lavorato accanto al Beato Papa Giovanni Paolo II: indimenticabili! E poi infine l’ora totalmente inaspettata del 19 aprile del 2005, quando il Signore mi ha chiamato a un nuovo impegno e, solo in fiducia alla sua forza, lasciandomi a lui, potei dire il ‘sì’ di questo momento”.

“In questi sessant'anni quasi tutto è cambiato, ma è rimasta la fedeltà del Signore” – ha concluso il Pontefice – “Lui è lo stesso ieri, oggi e sempre: e questa è la nostra certezza, che ci dà la strada al futuro. Il momento della memoria, il momento della gratitudine è anche il momento della speranza: ‘In te Domine speravi, non confundar in aeternum’”.
.../ VIS 20110704 (370)

CHIESA: POPOLO DI DIO, CORPO DI CRISTO E COMUNIONE

CITTA' DEL VATICANO, 2 LUG. 2011 (VIS). I Rappresentanti della Diocesi italiana di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, che tiene il Sinodo diocesano, accompagnati dal Vescovo Mario Paciello, sono stati ricevuti questa mattina dal Santo Padre.

“Il Sinodo è un evento che fa vivere concretamente l’esperienza di essere ‘Popolo di Dio’, di essere Chiesa, comunità pellegrina nella storia verso il suo compimento escatologico in Dio. Questo significa riconoscere che la Chiesa non possiede in se stessa il principio vitale, ma dipende da Cristo, di cui è segno e strumento efficace. Nella relazione con il Signore Gesù esso trova la propria identità più profonda: essere dono di Dio all’umanità, prolungando la presenza e l’opera di salvezza del Figlio per mezzo dello Spirito Santo. In quest’orizzonte comprendiamo che la Chiesa è essenzialmente un mistero d’amore a servizio dell’umanità in vista della sua santificazione. (...) L’essere Chiesa trova la sua sorgente e il suo vero significato nella comunione d’amore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo: la Trinità Santissima non solo è il modello, ma genera e plasma la Chiesa come mistero di comunione”.

“È necessario ripartire sempre e in modo nuovo da questa verità per comprendere e vivere più intensamente l’essere Chiesa, ‘Popolo di Dio’, ‘Corpo di Cristo’, ‘Comunione’. Altrimenti si corre il rischio di ridurre il tutto ad una dimensione orizzontale, che snatura l’identità della Chiesa e l’annuncio della fede. La Chiesa non è un’organizzazione sociale, filantropica, come ve ne sono molte: essa è la Comunità di Dio, è la Comunità che crede, che ama, che adora il Signore Gesù e apre le ‘vele’ al soffio dello Spirito Santo, e per questo è una Comunità capace di evangelizzare”.

“Molti uomini e donne del nostro tempo” – ha sottolineato il Pontefice – “hanno bisogno di incontrare il Signore o di riscoprire la bellezza del Dio vicino, del Dio che in Gesù Cristo ha mostrato il suo volto di Padre e chiama a riconoscere il senso e il valore dell’esistenza. L’attuale momento storico è segnato da luci e ombre. Assistiamo ad atteggiamenti complessi: ripiegamento su se stessi, narcisismo, desiderio di possesso e di consumo, sentimenti e affetti slegati dalla responsabilità. Tante sono le cause di questo disorientamento, che si manifesta in un profondo disagio esistenziale, ma al fondo di tutto si può intravedere la negazione della dimensione trascendente dell’uomo e della relazione fondante con Dio. Per questo è decisivo che le comunità cristiane promuovano percorsi validi e impegnativi di fede”.
AC/ VIS 20110704 (420)

BILANCIO SANTA SEDE 2010: UTILE DI 9 MILIONI DI EURO

CITTA' DEL VATICANO, 2 LUG. 2011 (VIS). Dal 30 giugno al 1° luglio si è svolta in Vaticano la Riunione del Consiglio di Cardinali per lo Studio dei Problemi Organizzativi ed Economici della Santa Sede, presieduta dal Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato.

In un Comunicato reso pubblico oggi, si rende noto che il Bilancio Consuntivo Consolidato della Santa Sede nel 2010, illustrato ai Cardinali dal Cardinale Velasio De Paolis, C.S., Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede, ha chiuso con un utile di 9.848.124.= Euro, poiché ha registrato entrate per Euro 245.195,561.= e uscite per Euro 235.347.437.=

“Il bilancio 2010” – si legge nel Comunicato – “parrebbe dunque rafforzare, sia pure con tutti gli elementi di incertezza e di instabilità che la situazione economico-finanziaria mondiale ancora presenta, la tendenza positiva evidenziatasi nell’esercizio del 2009, che, peraltro, già assorbiva gli effetti negativi derivanti dalla forte crisi finanziaria del 2008”.

“Le uscite sono da imputarsi per la maggior parte alle spese ordinarie e straordinarie dei Dicasteri e Organismi della Santa Sede, i quali, con la loro specifica attività, partecipano alla cura pastorale del Sommo Pontefice nei confronti della Chiesa universale. Al 31 dicembre 2010, il numero complessivo del personale dipendente dalla Santa Sede era di 2.806 unità, contro le 2.762 del 2009”.

“Il Presidente della Prefettura degli Affari Economici ha poi presentato il Bilancio Consuntivo 2010 del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, che registra entrate per € 255.890.112.= e costi per € 234.847.011.=, chiudendosi con un utile di € 21.043.000.= A tale risultato hanno contribuito sia l’ottimo andamento dei Musei vaticani, grazie, in particolare, alla crescita del numero dei visitatori, in controtendenza rispetto alla crisi del settore turistico mondiale, sia la ripresa dei mercati finanziari”. Il numero complessivo del personale dipendente del Governatorato è di 1.876 unità.

“Il Governatorato” – precisa il Comunicato – “ha un’Amministrazione indipendente da contributi provenienti dalla Santa Sede o da altre Istituzioni, e provvede autonomamente alle esigenze economiche nonché alla gestione territoriale dello Stato, fornendo la necessaria struttura di supporto alla Sede Apostolica e alle relative attività. In particolare, va sottolineato l’impegno del Governatorato alla manutenzione e conservazione di quello che, a ragione, può essere ritenuto uno dei più importanti patrimoni storico-artistici dell’umanità”.

“I Bilanci, come di consueto, sono stati sottoposti a verifica e certificazione”.

“Si è quindi passati alla esposizione dei dati relativi all'Obolo di San Pietro, costituito dall'insieme delle offerte che pervengono al Santo Padre dalle Chiese particolari, dagli Istituti di Vita Consacrata e Società di Vita Apostolica, da Fondazioni e da singoli fedeli, soprattutto in occasione della solennità dei Santi Pietro e Paolo. Nel 2010 l'Obolo è ammontato complessivamente a USD 67.704.416,41.=, in decremento rispetto all’anno precedente”. I maggiori contributi provengono dai cattolici degli Stati Uniti d’America, dell’Italia e della Francia. Significativo è anche, in rapporto al numero di cattolici, il contributo di Corea e Giappone.

“A sostegno della struttura centrale della Chiesa, in base al canone 1271 C.I.C., è stato versato l'importo di USD 27.362.258,40.= Anche in questo caso, si registra una flessione rispetto al 2009”.

“Vi sono poi le offerte pervenute da altre Istituzioni” – si legge alla fine del Comunicato – “tra cui lo IOR, che ha donato al Santo Padre € 55.000.000.= per le Sue attività di religione”.
OP/ VIS 20110704 (550)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 2 LUG. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto emerito della Congregazione per i Vescovi, Suo Inviato Speciale al 25° Congresso Eucaristico Nazionale Italiano, che sarà celebrato ad Ancona dal 3 all' 1l settembre 2011.

- Ha nominato il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, Suo Inviato Speciale alla celebrazione del millennio dell'Abbazia della Santissima Trinità di Cava (Italia), in programma il 4 settembre 2011.

- Ha nominato il Cardinale Jozef Tomko, Prefetto emerito della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni conclusive dell' anno giubilare nel 600° anniversario del "miracolo eucaristico di Ludbreg" (Croazia), previste nel Santuario di Ludbreg (Diocesi di Varazdin) per il 4 settembre 2011.

- Ha nominato il Vescovo Rainer Maria Woelki, Arcivescovo Metropolita di Berlin (superficie: 31.200; popolazione: 5.811.175; cattolici: 393.079; sacerdoti: 402; religiosi: 738; diaconi permanenti: 30, Germania. L’Arcivescovo eletto, finora Ausiliare di Köln (Germania), è nato nel 1956 a Köln (Germania), è stato ordinato sacerdote nel 1985 ed ha ricevuto l’ordinazione episcopale nel 2003.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi (Italia), presentata dal Vescovo Luciano Bux, per raggiunti limiti d’età.
NA:NER:RE/ VIS 20110704 (220)

ANCHE OGGI SGUARDO DI GESÙ SI POSA SU GENTE OPPRESSA

CITTA' DEL VATICANO, 3 LUG. 2011 (VIS). Questa mattina Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio per la recita dell’Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro.

“Oggi, nel Vangelo” – ha detto il Papa – “il Signore Gesù ci ripete quelle parole che conosciamo così bene, ma che sempre ci commuovono: “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. (...) Quando Gesù percorreva le strade della Galilea annunciando il Regno di Dio e guarendo molti malati, sentiva compassione delle folle, perché erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore”.

“Quello sguardo di Gesù sembra estendersi fino ad oggi, fino al nostro mondo. Anche oggi si posa su tanta gente oppressa da condizioni di vita difficili, ma anche priva di validi punti di riferimento per trovare un senso e una meta all’esistenza. Moltitudini sfinite si trovano nei Paesi più poveri, provate dall’indigenza; e anche nei Paesi più ricchi sono tanti gli uomini e le donne insoddisfatti, addirittura malati di depressione. Pensiamo poi ai numerosi sfollati e rifugiati, a quanti emigrano mettendo a rischio la propria vita. Lo sguardo di Cristo si posa su tutta questa gente, anzi, su ciascuno di questi figli del Padre che è nei cieli, e ripete: ‘Venite a me, voi tutti…’”.

“Gesù” – ha proseguito il Pontefice – “promette di dare a tutti ‘ristoro’, ma pone una condizione: ‘Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore’. Che cos’è questo ‘giogo’, che invece di pesare alleggerisce, e invece di schiacciare solleva? Il ‘giogo’ di Cristo è la legge dell’amore, è il suo comandamento, che ha lasciato ai suoi discepoli”.

“Il vero rimedio alle ferite dell’umanità, sia quelle materiali, come la fame e le ingiustizie, sia quelle psicologiche e morali causate da un falso benessere, è una regola di vita basata sull’amore fraterno, che ha la sua sorgente nell’amore di Dio. Per questo bisogna abbandonare la via dell’arroganza, della violenza utilizzata per procurarsi posizioni di sempre maggiore potere, per assicurarsi il successo ad ogni costo”.

“Anche verso l’ambiente bisogna rinunciare allo stile aggressivo che ha dominato negli ultimi secoli e adottare una ragionevole ‘mitezza’. Ma soprattutto nei rapporti umani, interpersonali, sociali, la regola del rispetto e della non violenza, cioè la forza della verità contro ogni sopruso, è quella che può assicurare un futuro degno dell’uomo”.

Al termine della recita dell’Angelus, il Santo Padre ha ricordato la Beatificazione di János Scheffler, Vescovo della Diocesi rumena di Satu Mare, che morì martire nel 1952 ed ha detto: “La sua testimonianza sostenga sempre la fede di quanti lo ricordano con affetto e la fede delle nuove generazioni”.

Infine il Papa ha annunciato che nei prossimi giorni si recherà a Castel Gandolfo dove quest’anno trascorrerà tutta l’estate.
ANG/ VIS 20110704 (480)

INAUGURAZIONE MOSTRA SPLENDORE VERITÀ, BELLEZZA CARITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 4 LUG. 2011 (VIS). Questa mattina, nell’Atrio dell’Aula Paolo VI, in Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha inaugurato l’Esposizione “Lo splendore della verità, la bellezza della carità – Omaggio di sessanta artisti a Benedetto XVI per il sessantesimo Anniversario di Ordinazione sacerdotale”. La Mostra rimarrà aperta e visitabile dal 5 luglio al 4 settembre.

L’Esposizione si ricollega all’Incontro del Papa con gli Artisti del 21 novembre 2009 nella Cappella Sistina. Gli artisti, in maggioranza italiani, appartengono a diverse categorie artistiche: pittura, scultura, architettura, fotografia, letteratura e poesia, musica, cinema, oreficeria.

Nel discorso di apertura della Mostra il Santo Padre ha detto: “La Chiesa e gli artisti tornano ad incontrarsi, a parlarsi, a sostenere la necessità di un colloquio che vuole e deve diventare sempre più intenso e articolato, anche per offrire alla cultura, anzi alle culture del nostro tempo un esempio eloquente di dialogo fecondo ed efficace, orientato a rendere questo nostro mondo più umano e più bello”.

“Cari amici, vorrei rinnovare a voi e a tutti gli artisti un amichevole e appassionato appello: non scindete mai la creatività artistica dalla verità e dalla carità, non cercate mai la bellezza lontano dalla verità e dalla carità, ma con la ricchezza della vostra genialità, del vostro slancio creativo, siate sempre, con coraggio, cercatori della verità e testimoni della carità; fate risplendere la verità nelle vostre opere e fate in modo che la loro bellezza susciti nello sguardo e nel cuore di chi le ammira il desiderio e il bisogno di rendere bella e vera l’esistenza, ogni esistenza, arricchendola di quel tesoro che non viene mai meno, che fa della vita un capolavoro e di ogni uomo uno straordinario artista: la carità, l’amore. Lo Spirito Santo, artefice di ogni bellezza che è nel mondo, vi illumini sempre e vi guidi verso la Bellezza ultima e definitiva”.

“Ancora una volta, grazie per la vostra amicizia, per la vostra presenza” – ha concluso il Pontefice – “e perché portate nel mondo un raggio di questa Bellezza, che è Dio”.
.../ VIS 20110704 (340)

DICHIARAZIONE SANTA SEDE SU ORDINAZIONE EPISCOPALE CINA

CITTA' DEL VATICANO, 4 LUG. 2011 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha emesso questa mattina il Comunicato che segue relativo all’Ordinazione Episcopale del Reverendo Paolo Lei Shiyin, conferita senza mandato apostolico, e avvenuta il 29 giugno scorso, nella Diocesi di Leshan, provincia di Sichuan, nella Cina continentale.

“1) Il Reverendo Lei Shiyin, ordinato senza mandato pontificio e quindi illegittimamente, è privo dell’autorità di governare la comunità cattolica diocesana, e la Santa Sede non lo riconosce come il Vescovo della diocesi di Leshan. Restano fermi gli effetti della sanzione in cui egli è incorso per la violazione della norma del canone 1382 del Codice di Diritto Canonico.
Lo stesso Reverendo Lei Shiyin era stato informato da tempo che non poteva essere accettato dalla Santa Sede come candidato episcopale, a causa di motivi comprovati e molto gravi.

2) I Vescovi consacranti si sono esposti alle gravi sanzioni canoniche, previste dalla legge della Chiesa (in particolare dal canone 1382 del Codice di Diritto Canonico; cfr Dichiarazione del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi del 6 giugno 2011).

3) Un’ordinazione episcopale senza mandato pontificio si oppone direttamente al ruolo spirituale del Sommo Pontefice e danneggia l’unità della Chiesa. L’ordinazione di Leshan è stata un atto unilaterale, che semina divisione e, purtroppo, produce lacerazioni e tensioni nella comunità cattolica in Cina. La sopravvivenza e lo sviluppo della Chiesa possono avvenire soltanto nell’unione a colui al quale, per primo, è affidata la Chiesa stessa, e non senza il suo consenso, come invece è avvenuto a Leshan. Se si vuole che la Chiesa in Cina sia cattolica, si devono rispettare la dottrina e la disciplina della Chiesa.

4) L’ordinazione episcopale di Leshan ha amareggiato profondamente il Santo Padre, il Quale desidera far giungere agli amati fedeli in Cina una parola di incoraggiamento e di speranza, invitandoli a pregare e ad essere uniti.
OP/ VIS 20110704 (320)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 4 LUG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Antonio Cañizares Llovera, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

- L’Arcivescovo Nikola Eterović, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi.

Sabato 2 luglio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi

- Il Cardinale Fortunato Baldelli, Penitenziere Maggiore; con il Vescovo Gianfranco Girotti, Reggente della Penitenzieria Apostolica.

Venerdì 1° luglio 2011, il Santo Padre, Benedetto XVI ha ricevuto il Cardinale Reinhard Marx, Arcivescovo di München und Freising (Repubblica Federale di Germania).
AP/ VIS 20110704 (110)

venerdì 1 luglio 2011

TELEGRAMMA DI CORDOGLIO MORTE CARDINALE STERZINSKY

CITTA' DEL VATICANO, 1 LUG. 2011 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio al Vescovo Matthias Heinrich, Vescovo Ausiliare ed Amministratore diocesano di Berlino (Germania), per la morte, il 30 giugno, all’età di 75 anni, del Cardinale Georg Maximilian Sterzinsky, Arcivescovo emerito della medesima Arcidiocesi.

Il Santo Padre esprime la sua vicinanza ai fedeli berlinesi in lutto per la morte del Porporato e scrive che il Cardinale Sterzinsky “guidò l’Arcidiocesi, divisa politicamente nel periodo della caduta del Muro e della riunificazione della Germania e, come Vescovo di tutti, la rese unita. In tutti gli anni del suo Episcopato si è costantemente impegnato al servizio della riconciliazione”.

“Fu per il compianto Porporato” – scrive ancora il Pontefice – “un importante compito rimanere accanto a quanti non avevano patria, ai profughi e ai migranti, dando loro una patria nella famiglia della Chiesa. Che Gesù Cristo, Buon Pastore, lo ricompensi per il suo impegno e gli doni pienezza di vita nel suo Regno!”.
TGR/ VIS 20110701 (180)

RISCOPRIRE VALORE AZIENDA FAMILIARE RURALE

CITTA' DEL VATICANO, 1 LUG. 2011 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, il Santo Padre ha ricevuto i partecipanti alla XXXVII Conferenza dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (F.A.O.).

Benedetto XVI ha salutato il Direttore Generale eletto della F.A.O. Signor José Graziano da Silva ed ha ringraziato il predecessore, Signor Jacques Diouf, per il servizio prestato alla F.A.O. “con competenza e dedizione”.

“La povertà, il sottosviluppo e quindi la fame” – ha detto il Papa nel suo discorso – “sono spesso il risultato di atteggiamenti egoistici che partendo dal cuore dell’uomo si manifestano nel suo agire sociale, negli scambi economici, nelle condizioni di mercato, (...) e si traducono nella negazione del diritto primario di ogni persona a nutrirsi e quindi ad essere libero dalla fame. Come possiamo tacere il fatto che anche il cibo è diventato oggetto di speculazioni o è legato agli andamenti di un mercato finanziario che, privo di regole certe e povero di principi morali, appare ancorato al solo obiettivo del profitto? L’alimentazione è una condizione che tocca il fondamentale diritto alla vita”.

“Il quadro internazionale e le ricorrenti apprensioni determinate da instabilità e dall’aumento dei prezzi hanno bisogno di risposte concrete e necessariamente unitarie per conseguire risultati che singolarmente gli Stati non possono garantire. Questo significa fare della solidarietà un criterio essenziale per ogni azione politica e strategia (...) In tale prospettiva, le istituzioni della Comunità internazionale sono chiamate ad operare coerentemente al loro mandato per sostenere i valori propri della dignità umana eliminando atteggiamenti di chiusura e senza lasciare spazio a istanze particolari fatte passare come interessi generali”.

“Anche la FAO” – ha ricordato il Pontefice – “è chiamata a rilanciare la propria struttura liberandola da ostacoli che l’allontanano dall’obiettivo indicato dalla sua Costituzione di garantire la crescita nutrizionale, la disponibilità della produzione alimentare, lo sviluppo delle aree rurali, così da assicurare all’umanità la libertà dalla fame”.

“Il mio pensiero si dirige ora alla situazione di milioni di bambini” – ha detto il Pontefice – “che sono le prime vittime di questa tragedia, condannati ad una morte precoce, ad un ritardo nel loro sviluppo fisico e psichico (...). L’attenzione verso le giovani generazioni può essere un modo per contrastare l’abbandono delle aree rurali e del lavoro agricolo (...). Si deve, infatti, constatare che nonostante gli impegni assunti ed i conseguenti obblighi, l’assistenza e gli aiuti concreti si limitano spesso alle emergenze, dimenticando che una coerente concezione dello sviluppo deve essere in grado di disegnare un futuro per ogni persona, famiglia e comunità favorendo obiettivi di lungo periodo. Vanno perciò sostenute le iniziative che si vorrebbero prendere anche a livello dell’intera Comunità internazionale per riscoprire il valore dell’azienda familiare rurale e sostenerne il ruolo centrale per raggiungere una stabile sicurezza alimentare”.

“L’obiettivo della sicurezza alimentare è un’esigenza autenticamente umana, ne siamo consapevoli. Garantirla alle presenti generazioni ed a quelle che verranno significa anche tutelare da un frenetico sfruttamento le risorse naturali poiché la corsa al consumo ed allo spreco sembra ignorare ogni attenzione verso il patrimonio genetico e le diversità biologiche, tanto importanti per le attività agricole”.

“In questo momento nel quale ai tanti problemi che investono l’attività agricola si affiancano nuove opportunità per contribuire ad alleviare il dramma della fame” – ha detto infine il Papa ai Rappresentanti della F.A.O. – “voi potete operare perché attraverso la garanzia di un’alimentazione rispondente ai bisogni, ogni persona possa crescere secondo la sua vera dimensione di creatura fatta a somiglianza di Dio”.
AC/ VIS 20110701 (570)

IL COLLEGIO CARDINALIZIO RENDE OMAGGIO AL PAPA

CITTA' DEL VATICANO, 1 LUG. 2011 (VIS). I Membri del Collegio Cardinalizio hanno offerto oggi, in onore del Santo Padre, un pranzo nella Sala Ducale, in occasione del 60° anniversario della sua Ordinazione sacerdotale.
.../ VIS 20110701 (40)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 1 LUG. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza l’Arcivescovo Ricardo Ezzati Andrello, S.D.B., Santiago di Chile (Cile).

Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà in udienza il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/ VIS 20110701 (50)

giovedì 30 giugno 2011

VICINANZA PATRIARCATO ECUMENICO DI COSTANTINOPOLI

CITTA' DEL VATICANO, 28 GIU. 2011 (VIS). Come di consueto, in occasione della Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano una Delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, inviata dal Patriarca Bartolomeo I, nel quadro dello scambio di visite tra la Chiesa di Roma e il Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, in occasione della festa dei rispettivi Patroni.

La Delegazione che ha consegnato al Santo Padre un Messaggio del Patriarca, era composta da Sua Eminenza Emmanuel (Adamakis), Metropolita di Francia; S.E. Athenagoras (Yves Peckstadt), Vescovo di Sinope, Ausiliare del Metropolita del Belgio; Reverendo Archimandrita Maxime Pothos, Vicario Generale della Metropolia della Svizzera.

“La vostra partecipazione a questa nostra Festa, come la presenza di nostri rappresentanti a Costantinopoli per la Festa dell'Apostolo Andrea, esprime l'amicizia e l'autentica fraternità che unisce la Chiesa di Roma ed il Patriarcato Ecumenico, vincoli che sono solidamente fondati su quella fede ricevuta dalla testimonianza degli Apostoli.” – ha detto il Papa – “L'intima vicinanza spirituale che sperimentiamo ogni volta che ci incontriamo è per me motivo di profonda gioia e di gratitudine a Dio. Al tempo stesso, però, la comunione non completa che già ci unisce deve crescere fino a raggiungere la piena unità visibile”.

“Seguiamo con grande attenzione il lavoro della Commissione mista per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa nel suo insieme” – ha proseguito il Pontefice – “Ad uno sguardo puramente umano, si potrebbe essere presi dall'impressione che il dialogo teologico fatichi a procedere. In realtà, il ritmo del dialogo è legato alla complessità dei temi in discussione, che esigono uno straordinario impegno di studio, di riflessione e di apertura reciproca. Siamo chiamati a continuare insieme nella carità questo cammino, invocando dallo Spirito Santo luce e ispirazione, nella certezza che egli vuole condurci al pieno compimento della volontà di Cristo: che tutti siano uno”.

“In un contesto storico di violenze, indifferenza ed egoismo, tanti uomini e donne del nostro tempo si sentono smarriti” – ha detto il Santo Padre - “È proprio con la testimonianza comune della verità del Vangelo che potremo aiutare l'uomo del nostro tempo a ritrovare la strada che lo conduce alla verità. La ricerca della verità, infatti, è sempre anche ricerca della giustizia e della pace, ed è con grande gioia che constato il grande impegno con cui Sua Santità Bartolomeo si prodiga su questi temi”.

“In unione di intenti, e ricordando il bell’esempio del mio predecessore, il Beato Giovanni Paolo II” – ha concluso Benedetto XVI – “ho voluto invitare i fratelli cristiani, gli esponenti delle altre tradizioni religiose del mondo e personalità del mondo della cultura e della scienza, a partecipare il prossimo 27 ottobre nella città di Assisi ad una Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo, che avrà come tema ‘Pellegrini nella verità, pellegrini nella pace’. Il camminare insieme sulle strade della città di San Francesco sarà il segno della volontà di continuare a percorrere la via del dialogo e della fraternità”.
AP/ VIS 20110630 (510)

60° ANNIVERSARIO ORDINAZIONE PRESBITERALE BENEDETTO XVI

CITTA' DEL VATICANO, 29 GIU. 2011 (VIS). Alle ore 9.30 di oggi, Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, e nella ricorrenza del 60° anniversario della Sua Ordinazione presbiterale, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto nella Basilica Vaticana la Concelebrazione Eucaristica con 40 Arcivescovi Metropoliti ai quali ha imposto il Sacro Pallio.

"’Non iam dicam servos, sed amicos’ - "Non vi chiamo più servi ma amici" – ha ricordato il Santo Padre citando le parole di Gesù che il Cardinale Faulhaber rivolse ai nuovi sacerdoti al termine della cerimonia di Ordinazione sessanta anni fa.

“Egli mi chiama amico. (...) Mi conferisce la facoltà, che quasi mette paura, di fare ciò che solo Egli, il Figlio di Dio, può dire e fare legittimamente: Io ti perdono i tuoi peccati. (...) Egli mi affida le parole della Consacrazione nell’Eucaristia. Egli mi ritiene capace di annunciare la sua Parola, di spiegarla in modo retto e di portarla agli uomini di oggi. Egli si affida a me”.

"’Non più servi ma amici’: in questa parola è racchiuso l’intero programma di una vita sacerdotale. (...) L’amicizia che Egli mi dona può solo significare che anch’io cerchi di conoscere sempre meglio Lui; che io, nella Scrittura, nei Sacramenti, nell’incontro della preghiera, nella comunione dei Santi, nelle persone che si avvicinano a me e che Egli mi manda, cerchi di conoscere sempre di più Lui stesso. (...) Nell’amicizia la mia volontà crescendo si unisce alla sua, la sua volontà diventa la mia, e proprio così divento veramente me stesso”.

“La parola di Gesù sull’amicizia sta nel contesto del discorso sulla vite. Il Signore collega l’immagine della vite con un compito dato ai discepoli: "Vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga. (...) Il Signore ci esorta a superare i confini dell’ambiente in cui viviamo, a portare il Vangelo nel mondo degli altri, affinché pervada il tutto e così il mondo si apra per il Regno di Dio”.

“Dopo la parola sull’incamminarsi, Gesù continua: portate frutto, un frutto che rimanga! Quale frutto Egli attende da noi? Qual è il frutto che rimane? Ebbene, il frutto della vite è l’uva, dalla quale si prepara poi il vino. (...) Non è forse questa già un’immagine della vita umana, e in modo del tutto particolare della nostra vita da sacerdoti? Abbiamo bisogno del sole e della pioggia, della serenità e della difficoltà, delle fasi di purificazione e di prova come anche dei tempi di cammino gioioso con il Vangelo. Volgendo indietro lo sguardo possiamo ringraziare Dio per entrambe le cose: per le difficoltà e per le gioie, per le ore buie e per quelle felici. In entrambe riconosciamo la continua presenza del suo amore, che sempre di nuovo ci porta e ci sopporta”.

“Ora, tuttavia, dobbiamo domandarci: di che genere è il frutto che il Signore attende da noi? Il vino è immagine dell’amore: questo è il vero frutto che rimane, quello che Dio vuole da noi. (...) Nel fondo, l’essenza dell’amore, del vero frutto, corrisponde con la parola sul mettersi in cammino, sull’andare: amore significa abbandonarsi, donarsi; reca in sé il segno della croce”.

Successivamente il Papa ha rivolto: “Nella Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo” il suo “più cordiale saluto al Patriarca Ecumenico Bartolomeo I e alla Delegazione che ha inviato, e che ringrazio vivamente per la gradita visita nella lieta circostanza dei Santi Apostoli Patroni di Roma”.

Nel rivolgersi agli Arcivescovi Metropoliti ai quali ha imposto il Sacro Pallio il Santo Padre ha spiegato che: “Ci ricorda (...) il Pastore diventato Egli stesso Agnello, per amore nostro. (...) Ci ricorda Lui, che ha preso l’agnello, l’umanità – me – sulle sue spalle, per riportarmi a casa. Ci ricorda in questo modo che, come Pastori al suo servizio, dobbiamo anche noi portare gli altri, prendendoli, per così dire, sulle nostre spalle e portarli a Cristo. Ci ricorda che possiamo essere Pastori del suo gregge che rimane sempre suo e non diventa nostro. Infine, il pallio significa molto concretamente anche la comunione dei Pastori della Chiesa con Pietro e con i suoi successori – significa che noi dobbiamo essere Pastori per l’unità e nell’unità e che solo nell’unità di cui Pietro è simbolo guidiamo veramente verso Cristo”.

Al termine dell’omelia Benedetto XVI ha ricordato i suoi sessant’anni di ministero sacerdotale ed ha detto: “In quest’ora mi sono sentito spinto a guardare a ciò che ha caratterizzato i decenni. Mi sono sentito spinto a dire a voi – a tutti i sacerdoti e Vescovi come anche ai fedeli della Chiesa – una parola di speranza e di incoraggiamento; una parola, maturata nell’esperienza, sul fatto che il Signore è buono. Soprattutto, però, questa è un’ora di gratitudine: gratitudine al Signore per l’amicizia che mi ha donato e che vuole donare a tutti noi. Gratitudine alle persone che mi hanno formato ed accompagnato. E in tutto ciò si cela la preghiera che un giorno il Signore nella sua bontà ci accolga e ci faccia contemplare la sua gioia. Amen”.
HML/ VIS 20110630 (840)

ARCIVESCOVI METROPOLITI CHE RICEVONO IL PALLIO

CITTÀ DEL VATICANO, 29 JUN 2011 (VIS). Alle 9:30 di questa mattina, Solennità dei Santi Pietro e Paolo, Apostoli, Benedetto XVI ha presieduto, nella Basilica Vaticana, la concelebrazione dell’Eucaristia con i 40 Arcivescovi Metropoliti ai quali ha imposto il Sacro Pallio.

1. Arcivescovo Zbignev Stankevics, di Riga (Lituania).

2. Arcivescovo Rubén Salazar Gómez, di Bogotá (Colombia).

3. Arcivescovo Antoine Ganyé Jude, di Cotonou (Benin).

4. Arcivescovo Fausto Gabriel Trávez Trávez, O.F.M., di Quito (Ecuador).

5. Arcivescovo James Peter Sartain, di Seattle (Stati Uniti d’America).

6. Arcivescovo Oscar Julio Vian Morales, S.D.B., di Guatemala (Guatemala).

7. Arcivescovo Gonzalo Restrepo Restrepo, Arcivescovo di Manizales (Colombia).

8. Arcivescovo Cesare Nosiglia, di Toríno (Italia).

9. Arcivescovo Gustavo Garcia-Siller, M.S.P.S., di San Antonio (Stati Uniti d’America).

10. Arcivescovo José Serofia Palma, di Cebú (Filippine).

11. Arcivescovo Pedro Brito Guimarães, di Palmas (Brasile).

12. Arcivescovo Juan Alberto Puiggari, di Paraná (Argentina).

13. Arcivescovo Thaddeus Cho Hwan-kil, Arzobispo di Daegu (Corea).

14. Arcivescovo Jude Thaddaeus Ruwatchi, O.F.M.Cap., di Mwanza (Tanzania).
15. Arcivescovo Jairo Jaramillo Monsalve, di Barranquilla (Colombia).

16. Arcivescovo Paul Yembuado Ouédraogo, di Bobo-Dioulasso (Burkina Faso).

17. Arcivescovo William Slattery, O.F.M., di Pretoria (Sudafrica).

18. Arcivescovo Ricardo Ezzati Andrello, S.D.B., di Santiago de Chile (Cile).

19. Arcivescovo Paul Stagg Coakley, di Oklahoma City (Stati Uniti d’America).

20. Arcivescovo Murilo Sabastião Ramos Krieger, di San Salvador da Bahía (Brasile).

21. Arcivescovo Marjan Turnsek, di Maribor (Slovenia).

22. Arcivescovo Rémi Joseph Gustave Sainte-Marie, M.Afr., di Lilongwe (Malawi).

23. Arcivescovo Gerard Cyprien Lacroix, di Québec (Canadá).

24. Arcivescovo José Horacio GÓMEZ, di Los Ángeles (Stati Uniti d’America).

25. Arcivescovo Thumma Bala, di Hyderabad (India).

26. Arcivescovo Augustine Obiora Akubeze, di Benin City (Nigeria).

27. Arcivescovo Vincenzo Bertolone, S.d.P., di Catanzaro-Squillace (Italia).

28. Arcivescovo Luis María Pérez De Onraita Aguirre, di Malanje (Angola).

29. Arcivescovo José Manuel Imbamba, di Saurimo (Angola).

30. Arcivescovo Jacinto Bergmann, di Pelotas (Brasile).

31. Arcivescovo. Hélio Adelar Rubert, di Santa María (Brasile).

32. Arcivescovo Pedro Ercílio Simon, de Passo Fundo (Brasile).

33. Arcivescovo Charles Henry Dufour, di Kingston in Jamaica (Giamaica).

34. Arcivescovo George Stack, di Cardiff (Galles).

35. Arcivescovo Fernando Natalio Chomali Garib, di Concepción (Cile).

36. Arcivescovo Dimas Lara Barbosa, di Campo Grande (Brasile).

37. Arcivescovo Dario de Jesús Monsalve Mejia, di Cali (Colombia).

38. Arcivescovo Pierre Marie Carré, de Montpellier (Francia).

39. Arcivescovo Sergio Da Rocha, di Brasilia (Brasile).

40. Arcivescovo Sergio Lasam Utleg, di Tuguegarao (Filippine).

Il Palio sarà consegnato nelle medesime sedi metropolitane, ai seguenti Presuli:

41. Arcivescovo Johannes Maria Trilaksyanta Pujasumarta, di Semarang (Indonesia).

42. Arcivescovo Guire Poulard, di Port-Au-Prince (Haití).

43. Arcivescovo John Barwa, S.V.D., di Cuttack-Bhubaneshwar (India).

44. Arcivescovo Lewis Zeigler, di Monrovia (Liberia).

45. Arcivescovo Pascal N'Koué, di Parakou (Benin).
OCL/ VIS 20110630 (460)

GRAZIE DEL PAPA 60° ANNIVERSARIO ORDINAZIONE SACERDOTALE

CITTA' DEL VATICANO, 29 GIU. 2011 (VIS). Al termine della Santa Messa, il Papa si è affacciato alla finestra del suo studio per la recita dell’Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro.

“Cari fratelli e sorelle! Scusate il lungo ritardo” – ha detto il Papa prima della recita della preghiera mariana – “La Messa in onore dei Santi Pietro e Paolo è stata lunga e bella. E abbiamo pensato anche a quel bell’inno della Chiesa di Roma che comincia: ‘O Roma felix!’. Oggi nella solennità dei Santi Pietro e Paolo, Patroni di questa Città, cantiamo così: ‘Felice Roma, perché fosti imporporata dal prezioso sangue di così grandi Principi. Non per tua lode, ma per i loro meriti ogni bellezza superi!”.

“La testimonianza di amore e di fedeltà dei Santi Pietro e Paolo illumina i Pastori della Chiesa, per condurre gli uomini alla verità, formandoli alla fede in Cristo. San Pietro, in particolare” – ha spiegato il Pontefice – “rappresenta l’unità del collegio apostolico. Per tale motivo, durante la liturgia celebrata questa mattina nella Basilica Vaticana, ho imposto a 40 Arcivescovi Metropoliti il pallio, che manifesta la comunione con il Vescovo di Roma nella missione di guidare il popolo di Dio alla salvezza”.

“È la fede professata da Pietro a costituire il fondamento della Chiesa” – ha sottolineato il Papa – “Il primato di Pietro è predilezione divina, come lo è anche la vocazione sacerdotale: ‘Né la carne né il sangue te lo hanno rivelato – dice Gesù – ma il Padre mio che è nei cieli’. Così accade a chi decide di rispondere alla chiamata di Dio con la totalità della propria vita. Lo ricordo volentieri in questo giorno, nel quale si compie per me il sessantesimo anniversario di Ordinazione sacerdotale”.

“Grazie per la vostra presenza, per le vostre preghiere!” – ha detto Benedetto XVI rivolgendosi a tutti i fedeli – “Sono grato a voi, sono grato soprattutto al Signore per la sua chiamata e per il ministero affidatomi, e ringrazio coloro che, in questa circostanza, mi hanno manifestato la loro vicinanza e sostengono la mia missione con la preghiera, che da ogni comunità ecclesiale sale incessantemente a Dio, traducendosi in adorazione a Cristo Eucaristia per accrescere la forza e la libertà di annunciare il Vangelo”.

“In questo clima” – ha concluso Benedetto XVI – “sono lieto di salutare cordialmente la Delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, presente oggi a Roma, secondo la significativa consuetudine, per venerare i Santi Pietro e Paolo e condividere con me l’auspicio dell’unità dei cristiani voluta dal Signore. Invochiamo con fiducia la Vergine Maria, Regina degli Apostoli, affinché ogni battezzato diventi sempre più una ‘pietra viva’ che costruisce il Regno di Dio”.
ANG/ VIS 20110630 (450)

LA FEDE RETTA ORIENTA LA RAGIONE AD APRIRSI AL DIVINO

CITTA' DEL VATICANO, 30 GIU. 2011 (VIS). Nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, il Santo Padre Benedetto XVI ha conferito per la prima volta il “Premio Ratzinger” istituito dalla “Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger – Benedetto XVI – al Professore Manlio Simonetti, italiano, studioso di Letteratura cristiana antica e Patrologia; al Professor Olegario González de Cardedal, spagnolo, sacerdote, docente di Teologia sistematica e al Professor Padre Maximilian Heim, tedesco, cistercense, Abate del Monastero di Heiligenkreuz in Austria e docente di Teologia fondamentale e dogmatica.

Dopo il saluto del Presidente della Fondazione, Monsignor Giuseppe Antonio Scotti, il Santo Padre ha tenuto un discorso.

“La teologia è scienza della fede, ci dice la tradizione” – ha detto il Papa – “(...) ma se il fondamento della teologia, la fede, non diviene contemporaneamente oggetto del pensiero, se la prassi è riferita solo a se stessa, oppure vive unicamente dei prestiti delle scienze umane, allora la prassi diventa vuota e priva di fondamento”.

“Nella teologia è in gioco la questione circa la verità; essa è il suo fondamento ultimo ed essenziale. Un’espressione di Tertulliano può qui farci fare un passo avanti: Cristo non ha detto: Io sono la consuetudine, ma: Io sono la verità” – ha proseguito il Santo Padre spiegando che “Christian Gnilka ha mostrato che il concetto ‘consuetudo’ può significare le religioni pagane che, secondo la loro natura, erano ‘consuetudine’: si fa ciò che si è fatto sempre; si osservano le tradizionali forme cultuali e si spera di rimanere così nel giusto rapporto con l’ambito misterioso del divino. L’aspetto rivoluzionario del cristianesimo nell’antichità fu proprio la rottura con la ‘consuetudine’ per amore della verità. Tertulliano parla qui soprattutto in base al Vangelo di san Giovanni, in cui si trova anche l’altra interpretazione fondamentale della fede cristiana, che s’esprime nella designazione di Cristo come Logos. Se Cristo è il Logos, la verità, l’uomo deve corrispondere a Lui con il suo proprio logos, con la sua ragione”.

“Da qui si capisce che la fede cristiana, per la sua stessa natura, deve suscitare la teologia, doveva interrogarsi sulla ragionevolezza della fede (...) Per quanto si presenti dunque chiara nel cristianesimo il nesso fondamentale tra Logos, verità e fede – la forma concreta di tale nesso ha suscitato e suscita sempre nuove domande. (...) San Bonaventura, nel prologo al suo ‘Commento alle Sentenze’ ha parlato di un duplice uso della ragione – di un uso che è inconciliabile con la natura della fede e di uno che invece appartiene proprio alla natura della fede”.

“Esiste” – per San Bonaventura- “la ‘violentia rationis’, il dispotismo della ragione, che si fa giudice supremo di tutto. Questo genere di uso della ragione è certamente impossibile nell’ambito della fede”, perché si vuole sottomettere Dio “ad un procedimento di prova sperimentale” – ha detto ancora il Santo Padre spiegando che nell’età moderna “La ragione sperimentale appare oggi ampiamente come l’unica forma di razionalità dichiarata scientifica. (...) Con questa impostazione sono state realizzate opere grandiose; che essa sia giusta e necessaria nell’ambito della conoscenza della natura e delle sue leggi nessuno vorrà seriamente porlo in dubbio. Esiste tuttavia un limite a tale uso della ragione: Dio non è un oggetto della sperimentazione umana. Egli è Soggetto e si manifesta soltanto nel rapporto da persona a persona: ciò fa parte dell’essenza della persona”.

“In questa prospettiva Bonaventura fa cenno ad un secondo uso della ragione, che vale per l’ambito del ‘personale’, per le grandi questioni dello stesso essere uomini. L’amore vuole conoscere meglio colui che ama. L’amore, l’amore vero, non rende ciechi, ma vedenti. Di esso fa parte proprio la sete di conoscenza, di una vera conoscenza dell’altro. Per questo, i Padri della Chiesa hanno trovato i precursori e gli antesignani del cristianesimo – al di fuori del mondo della rivelazione di Israele – non nell’ambito della religione consuetudinaria, bensì negli uomini in ricerca di Dio, nei ‘filosofi’: in persone che erano assetate di verità ed erano quindi sulla strada verso Dio. Quando non c’è questo uso della ragione, allora le grandi questioni dell’umanità cadono fuori dell’ambito della ragione e vengono lasciate all’irrazionalità. Per questo un’autentica teologia è così importante. La fede retta orienta la ragione ad aprirsi al divino, affinché essa, guidata dall’amore per la verità, possa conoscere Dio più da vicino”.
AP/ VIS 20110630 (710)

PALLIO VINCOLO DI UNITÀ CON LA SEDE DI PIETRO



CITTA' DEL VATICANO, 30 GIU. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto gli Arcivescovi Metropoliti nominati nel corso dell’ultimo anno, accompagnati dai familiari, che ieri hanno ricevuto il Sacro Pallio, nella Solennità dei Santi Pietro e San Paolo, Apostoli.

Rivolgendosi agli Arcivescovi – rappresentanti di 25 paesi - nelle diverse lingue, il Santo Padre ha sottolineato che “se il Pallio vi ricorda la particolare responsabilità nei confronti della Chiese suffraganee e il vostro speciale vincolo di unità con la Sede di Pietro, ciò che comporta che tutti voi siate accompagnati da una maggiore vicinanza nella preghiera e dalla collaborazione nel ministero a voi affidato”.
AC/ VIS 20110630 (110)

L’OSSERVATORE ROMANO COMMEMORA 150 ANNI DI FONDAZIONE

CITTA' DEL VATICANO, 30 GIU. 2011 (VIS). Oggi è stato reso pubblico un Messaggio del Santo Padre indirizzato al Professor Giovanni Maria Vian, Direttore de “L’Osservatore Romano”, nella ricorrenza del 150° di fondazione. Il primo numero uscì il 1° luglio 1861.

Nel ricordare le fasi più significative che hanno caratterizzato il quotidiano, chiamato abitualmente “il giornale del Papa”, Benedetto XVI scrive che “in questo secolo e mezzo, ha innanzitutto dato conto del servizio reso alla verità e alla comunione cattolica da parte della Sede del Successore di Pietro”.

“In questo tempo – segnato spesso dalla mancanza di punti di riferimento e dalla rimozione di Dio dall’orizzonte di molte società, anche di antica tradizione cristiana – il quotidiano della Santa Sede si presente come un ‘giornale di idee’, come un organo di formazione e non solo di informazione. Perciò deve sapere mantenere fedelmente il compito svolto in questo secolo e mezzo, con attenzione anche all’Oriente cristiano, all’irreversibile impegno ecumenico delle diverse Chiese e Comunità ecclesiali, alla ricerca costante di amicizia e collaborazione con l’Ebraismo e con le altre religioni, al dibattito e al confronto culturale, alla voce delle donne, ai temi di bioetica che pongono questioni per tutti decisive”.
MESS/ VIS 20110630 (210)

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MESE DI LUGLIO



CITTA' DEL VATICANO, 31 MAG. L’intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di luglio è la seguente: “Perché i cristiani contribuiscano ad alleviare, specialmente nei Paesi più poveri, la sofferenza materiale e spirituale degli ammalati di Aids”.

L'intenzione Missionaria è la seguente: “Per le religiose che operano nei territori di missione, affinché siano testimoni della gioia del Vangelo e segno vivente dell’amore di Cristo”.
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/ VIS 20110630 (80)
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