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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 3 febbraio 2011

VITA CONSACRATA: LUCE, PROFEZIA E SAPIENZA CHIESA

CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2011 (VIS). Ieri, festa della Presentazione del Signore al Tempio e XV Giornata della Vita Consacrata, il Santo Padre ha presieduto la celebrazione dei II Vespri nella Basilica Vaticana.

“La Presentazione di Gesù al Tempio” – ha detto il Papa nell’omelia – “costituisce un’eloquente icona della totale donazione della propria vita per quanti, uomini e donne, sono chiamati a riprodurre nella Chiesa e nel mondo, mediante i consigli evangelici, ‘i tratti caratteristici di Gesù vergine, povero ed obbediente’. Perciò la Festa odierna è stata scelta dal Venerabile Giovanni Paolo II per celebrare l’annuale Giornata della Vita Consacrata”.

Successivamente Benedetto XVI ha proposto tre motivi di riflessione in questa festa. “Il primo: l’icona evangelica della Presentazione di Gesù al tempio contiene il simbolo fondamentale della luce; la luce che, partendo da Cristo, si irradia su Maria e Giuseppe, su Simeone ed Anna e, attraverso di loro, su tutti. I Padri della Chiesa hanno collegato questa irradiazione al cammino spirituale. La vita consacrata esprime tale cammino, in modo speciale, come ‘filocalia’, amore per la bellezza divina, riflesso della bontà di Dio”.

“In secondo luogo, l’icona evangelica manifesta la profezia, dono dello Spirito Santo. Simeone ed Anna, contemplando il Bambino Gesù, intravedono il suo destino di morte e di risurrezione per la salvezza di tutte le genti e annunciano tale mistero come salvezza universale. La vita consacrata è chiamata a tale testimonianza profetica, legata alla sua duplice attitudine contemplativa e attiva. Ai consacrati e alle consacrate è dato infatti di manifestare il primato di Dio, la passione per il Vangelo praticato come forma di vita e annunciato ai poveri e agli ultimi della terra”.

“In terzo luogo, l’icona evangelica della Presentazione di Gesù al tempio manifesta la sapienza di Simeone ed Anna, la sapienza di una vita dedicata totalmente alla ricerca del volto di Dio, dei suoi segni, della sua volontà; una vita dedicata all’ascolto e all’annuncio della sua Parola”.

“Cari fratelli e sorelle” – ha esortato il Pontefice – “siate ascoltatori assidui della Parola, perché ogni sapienza di vita nasce dalla Parola del Signore! (...) Lo Spirito Santo, in forza del quale è stata scritta la Bibbia, è il medesimo che illumina di luce nuova la Parola di Dio ai fondatori e alle fondatrici. Da essa è sgorgato ogni carisma e di essa ogni regola vuole essere espressione, dando origine ad itinerari di vita cristiana segnati dalla radicalità evangelica”.

“Viviamo oggi, soprattutto nelle società più sviluppate” – ha concluso il Pontefice – “una condizione segnata spesso da una radicale pluralità, da una progressiva emarginazione della religione dalla sfera pubblica, da un relativismo che tocca i valori fondamentali. Ciò esige che la nostra testimonianza cristiana sia luminosa e coerente e che il nostro sforzo educativo sia sempre più attento e generoso. (...) Sappiate orientare con la sapienza della vostra vita, e con la fiducia nelle possibilità inesauste della vera educazione, l’intelligenza e il cuore degli uomini e delle donne del nostro tempo verso la ‘vita buona del Vangelo’”.
HML/ VIS 20110203 (510)

“COMMUNAUTÉ EMMANUEL”: COMUNIONE EUCARISTICA E MISSIONE

CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza i membri della “Communauté de l’Emmanuel” che quest’anno celebra il ventesimo anniversario della morte del suo fondatore, Pierre Goursat, la cui causa di beatificazione è stata introdotta lo scorso anno.

Nel discorso ai membri della Communauté, Benedetto XVI ha ricordato che nei prossimi mesi ricorreranno i trenta anni di servizio della FIDESCO nei paesi più poveri, i quaranta anni di fondazione della “Communauté” e i venti anni di riconoscimento dei suoi statuti da parte del Pontificio Consiglio per i Laici.

“La grazia profonda della vostra Comunità procede dall’adorazione eucaristica” –ha detto il Papa – “Da tale adorazione nasce la compassione per tutti gli uomini e da questa compassione nasce la sete di evangelizzare. Nello spirito del vostro carisma, vi incoraggio ad approfondire la vostra vita spirituale donando essenziale spazio all’incontro personale con il Cristo, l’Emanuele, il Dio con noi”.

“Una vita autenticamente eucaristica è una vita missionaria. In un mondo spesso disorientato e alla ricerca di nuove ragioni di vita, la luce del Cristo deve essere portata a tutti. Siate fra gli uomini e le donne di oggi missionari ardenti del Vangelo, sostenuti da una vita radicalmente dedita a Cristo!”.

“Oggi, l’urgenza di tale annuncio si fa particolarmente sentire nelle famiglie, così spesso frammentate, presso i giovani e negli ambienti intellettuali. Contribuite a rinnovare dall’interno il dinamismo apostolico delle parrocchie, sviluppando i loro orientamenti spirituali e missionari! Vi incoraggio ancora ad essere attenti alle persone che rientrano nella Chiesa e che non hanno beneficiato di una catechesi approfondita. Aiutatele a radicare la fede in una vita autenticamente teologale, sacramentale ed ecclesiale”.

“Invito particolarmente la vostra Comunità a vivere una autentica comunione fra i suoi membri. (...) La vita comunitaria che voi desiderate sviluppare, nel rispetto dello stato di vita di ciascuno, sarà allora per la società una testimonianza vivente dell’amore fraterno che deve animare tutti i rapporti umani. La comunione fraterna è già un annuncio del mondo nuovo che il Cristo è venuto ad instaurare”.

“Che tale comunione che non significa ripiegamento su se stessi, sia anche effettiva con le Chiese locali. In effetti, ogni carisma si rapporta alla crescita del Corpo di Cristo, tutto intero. L’azione missionaria deve incessantemente adattarsi alle realtà della Chiesa locale, nella preoccupazione permanente di concertazione e collaborazione con i pastori, sotto l’autorità del Vescovo. D’altronde il riconoscimento reciproco della diversità delle vocazioni nella Chiesa e del loro apporto indispensabile per l’evangelizzazione, è segno eloquente dell’unità dei discepoli di Cristo e della credibilità della loro testimonianza”.
AC/ VIS 20110203 (440)

MAGGIORE SENSIBILITÀ CON CHI SOFFRE

CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2011 (VIS). Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione del Messaggio di Benedetto XVI per la XIX Giornata Mondiale del Malato (11 febbraio) e del Seminario “Associazionismo sanitario cattolico e cultura della vita”, in programma il 5 febbraio presso l’Auditorium San Pio X, in occasione delle celebrazioni di chiusura del 25° anniversario di fondazione del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute).

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti l’Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute), il Vescovo José Luis Redrado Marchite, Segretario ed il Monsignor Jean-Marie Mpendawatu Mate Musivi, Sottosegretario del medesimo Dicastero e la Dottoressa Rosa Merola, Consultore del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, Psicologa presso l’Istituto Penitenziario di Rebibbia, Roma.

Il Messaggio di Papa Benedetto XVI per la XIX Giornata Mondiale del Malato, reso pubblico il 18 dicembre scorso, “intende certamente dare nuovo slancio alla riflessione sul mistero della sofferenza umana alla luce della fede cristiana” – ha detto l’Arcivescovo Zimowski – “Esso al contempo promuove una maggiore sensibilità, all’interno delle comunità cristiane e della società civile, verso i fratelli e le sorelle che vivono in condizioni di sofferenza e di malattia, affinché nessuno venga lasciato solo né privo di cure adeguate”.

“In questa prospettiva” – ha proseguito l’Arcivescovo Zimowski – “il Papa mette subito in evidenza tre presupposti fondamentali per operare un autentico rinnovamento nella cura della salute, e ciò a partire dalle fasce più deboli delle popolazioni di tutto il mondo. Il primo riguarda la centralità della persona umana, alla quale si devono attenzione e cura, tanto più se essa si trova in stato di bisogno, di patimento, di emarginazione. (...) In secondo luogo vi è la necessità di un’autentica umanizzazione dell’ambito sanitario. (...) Il terzo riguarda l’impegno delle Chiese particolari e il Papa invita le diverse diocesi sparse nel mondo, affinché, in concomitanza con la Giornata Mondiale del Malato, si adoperino perché la cura delle persone sofferenti e malate venga migliorata e resa più efficace”.

“Nel Suo Messaggio di quest’anno” – ha segnalato il Presidente del Dicastero – “il Santo Padre invita al contempo ad effettuare una seria riflessione su alcuni temi fondamentali, a partire dal ‘mistero della sofferenza’. Ciò è infatti necessario per poter riconoscere la sorgente della luce, della speranza e trovare la forza di vivere le condizioni di sofferenza, e, d’altro lato, per poter meglio riconoscere le motivazioni e le modalità con cui tutti siamo chiamati a prenderci cura delle persone in stato di malattia e/o di afflizione”.

“Lo stato di sofferenza e la Giornata Mondiale del Malato” – sottolinea Benedetto XVI nel suo Messaggio – “non riguardano solamente le persone già avanti negli anni e si rivolge ai giovani, specialmente a quelli malati ma anche a quelli in salute, per creare ponti di amore e di solidarietà, a partire dall’Eucaristia. Partire cioè dall’incontrare e dal riconoscere nell’Eucaristia Gesù Cristo, presente e operante, che per amore si dona a noi per renderci partecipi della sua stessa vita. Allo stesso tempo per riconoscerne e servirne la presenza nel volto e nella condizione del prossimo povero, afflitto, debole”.

Il Messaggio si conclude con “un appello coinvolgente rivolto a tutti, e in particolare a tutti coloro che più direttamente e con diversi ruoli e responsabilità – e tra questi certamente i volontari ai quali è dedicato l’Anno Europeo da poco inaugurato – sono impegnati nel mondo della salute e nella cura delle persone malate e sofferenti”.
OP/ VIS 20110203 (600)

LETTERE CREDENZIALI NUOVO AMBASCIATORE AUSTRIA

CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto il Signor Alfons M. Kloss, nuovo Ambasciatore d’Austria presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

Nel suo discorso in lingua tedesca, il Papa ha ricordato il Viaggio Apostolico al Santuario di Mariazell nel 2007, dove poté constatare la profonda fede cattolica del popolo austriaco. Nel contempo il Papa ha osservato che l’Austria è un paese dove la coesistenza pacifica delle religioni e delle culture ha una lunga tradizione.

Riferendosi al rapporto fra stato e chiesa, il Papa ha sottolineato che la religione non può essere relegata alla sfera privata e ha evidenziato il ruolo della Chiesa cattolica nella missione educativa, come pure nell’assistenza ai più svantaggiati, dei quali si fa portavoce.

Gli altri argomenti trattati sono stati la difesa della famiglia e la necessità di politiche che la sostengano e la proteggano.

Infine Benedetto XVI ha menzionato “la casa comune europea”, ricordando il ruolo del cristianesimo nella civilizzazione e nella cultura del Vecchio Continente.
CD/ VIS 20110203 (180)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.
AP/ VIS 20110203 (30)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi di Maribor (Slovenia), presentata dall’Arcivescovo Franc Kramberger, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico. Gli succede l’Arcivescovo Marjan Turnsek, finora Coadiutore della medesima Arcidiocesi.
RE:NER/ VIS 20110203 (60)

mercoledì 2 febbraio 2011

TERESA DI GESÙ PROFONDAMENTE CONTEMPLATIVA ED OPEROSA

CITTA' DEL VATICANO, 2 FEB. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha iniziato oggi una serie di incontri per completare la presentazione dei Dottori della Chiesa e, nell’odierna catechesi per l’Udienza Generale, tenutasi nell’Aula Paolo VI, si è soffermato sulla figura di Santa Teresa di Gesù (1515-1582).

Teresa nasce ad Avila (Spagna), con il nome di Teresa de Ahumada. “Se nell’adolescenza la lettura di libri profani l'aveva portata alle distrazioni di una vita mondana” – ha detto il Papa – “la frequentazione di libri spirituali, soprattutto classici di spiritualità francescana, le insegnano il raccoglimento e la preghiera. All’età di 20 anni, entra nel monastero carmelitano dell'Incarnazione, sempre ad Avila”.

“Nella lotta contro le proprie malattie” – ha spiegato il Pontefice – “la Santa vede il combattimento contro le debolezze e le resistenze alla chiamata di Dio. (...) Nella Quaresima del 1554, a 39 anni, Teresa giunge al culmine della lotta contro le proprie debolezze”.

“Parallelamente alla maturazione della propria interiorità, la Santa inizia a sviluppare concretamente l'ideale di riforma dell'Ordine carmelitano: nel 1562 fonda ad Avila, con il sostegno del Vescovo della città, don Alvaro de Mendoza, il primo Carmelo riformato (...). Negli anni successivi prosegue le fondazioni di nuovi Carmeli, in totale diciassette. Fondamentale è l'incontro con san Giovanni della Croce, col quale, nel 1568, costituisce a Duruelo, vicino ad Avila, il primo convento di Carmelitani Scalzi”. Teresa muore nel 1582. “Beatificata dal Papa Paolo V nel 1614 e canonizzata nel 1622 da Gregorio XV, è proclamata ‘Dottore della Chiesa’ dal Servo di Dio Paolo VI nel 1970”.

“Teresa di Gesù” – ha detto il Papa – “non aveva una formazione accademica, ma ha sempre fatto tesoro degli insegnamenti di teologi, letterati e maestri spirituali. (...) Tra le sue opere maggiori va ricordata anzitutto l’autobiografia, intitolata Libro della vita, che ella chiama Libro delle Misericordie del Signore. Composta nel Carmelo di Avila nel 1565, riferisce il percorso biografico e spirituale, scritto, come afferma Teresa stessa, per sottoporre la sua anima al discernimento del ‘Maestro degli spirituali’, san Giovanni d'Avila. (...) Nel 1566, Teresa scrive il Cammino di Perfezione, da lei chiamato Ammonimenti e consigli che dà Teresa di Gesù alle sue monache. (...) L'opera mistica più famosa di santa Teresa è il Castello interiore, scritto nel 1577, in piena maturità. Si tratta di una rilettura del proprio cammino di vita spirituale e, allo stesso tempo, di una codificazione del possibile svolgimento della vita cristiana verso la sua pienezza, la santità, sotto l'azione dello Spirito Santo. (...) Alla sua attività di fondatrice dei Carmeli riformati, Teresa dedica il Libro delle fondazioni”.

“Non è facile riassumere in poche parole la profonda e articolata spiritualità teresiana. Possiamo menzionare alcuni punti essenziali. In primo luogo, santa Teresa propone le virtù evangeliche come base di tutta la vita cristiana e umana” e “una profonda sintonia con i grandi personaggi biblici e l'ascolto vivo della Parola di Dio. (...) La Santa sottolinea poi quanto è essenziale la preghiera (...). Al lettore delle sue opere insegna a pregare pregando ella stessa con lui”.

“Un altro tema caro alla Santa è la centralità dell'umanità di Cristo. (...) Da ciò l'importanza che ella attribuisce alla meditazione della Passione e all'Eucaristia, come presenza di Cristo, nella Chiesa, per la vita di ogni credente e come cuore della liturgia. Santa Teresa vive un amore incondizionato alla Chiesa (...). Un ultimo aspetto essenziale della dottrina teresiana, che vorrei sottolineare, è la perfezione, come aspirazione di tutta la vita cristiana e meta finale della stessa”.

“Cari fratelli e sorelle” – ha concluso il Pontefice – “Santa Teresa di Gesù è vera maestra di vita cristiana per i fedeli di ogni tempo. Nella nostra società, spesso carente di valori spirituali, santa Teresa ci insegna ad essere testimoni instancabili di Dio, della sua presenza e della sua azione. (...) L’esempio di questa Santa, profondamente contemplativa ed efficacemente operosa, spinga anche noi a dedicare ogni giorno il giusto tempo alla preghiera, a questa apertura verso Dio, (...) per trovare la sua amicizia e così la vera vita (...). Per questo il tempo della preghiera non è tempo perso, è tempo nel quale si apre la strada della vita, si apre la strada per imparare da Dio un amore ardente a Lui, alla sua Chiesa, e una carità concreta per i nostri fratelli”.
AG/ VIS 20110202 (720)

SERVIZIO MEMBRI VITA CONSACRATA DONO PREZIOSO CHIESA

CITTA' DEL VATICANO, 2 FEB. 2011 (VIS). Al termine della catechesi Benedetto XVI ha ricordato che oggi la Chiesa celebra la Giornata della Vita Consacrata.

“Raccomando alle vostre preghiere” – ha detto il Papa – “coloro che, facendo i voti di povertà, castità e obbedienza, tendono alla santità, nel servizio ai bambini, ai giovani, alle persone malate, anziane e sole. Siamo grati a loro per le preghiere e il lavoro che svolgono nelle parrocchie, negli ospedali, nelle case di riposo e nelle scuole. Il loro servizio è per la Chiesa un dono particolarmente prezioso. Benedico di cuore tutti coloro che vivono seguendo i consigli evangelici e voi qui presenti”.
AC/ VIS 20110202 (120)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 2 FEB. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Jean Legrez, O.P., Arcivescovo di Albi (superficie: 5.780; popolazione: 363.000; cattolici: 290.000; sacerdoti: 175; religiosi: 519; diaconi permanenti: 12), Francia. L’Arcivescovo eletto, finora Vescovo di Saint-Claude (Francia), è nato nel 1948 a Parigi (Francia). Entrato nell’Ordine dei Frati Predicatori nel 1968, è stato ordinato sacerdote nel 1976 ed ha ricevuto l’ordinazione episcopale nel 2003.

- Ha nominato il Vescovo Raúl Cecilio Berzosa Martínez, Vescovo di Ciudad Rodrigo (superficie: 4.264; popolazione: 45.016; cattolici: 44.028; sacerdoti: 75; religiosi: 126), Spagna. Il Vescovo Berzosa Martínez è stato finora Ausiliare di Oviedo (Spagna).

- Ha nominato il Vescovo Atilano Rodríguez Martínez, Vescovo di Sigüenza-Guadalajara (superficie: 12.190; popolazione: 237.787; cattolici: 211.630; sacerdoti: 259; religiosi: 403), Spagna. Finora Vescovo di Ciudad Rodrigo (Spagna), succede al Vescovo José Sánchez González, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato il Padre Miguel Olaortúa Laspra, O.S.A., Vicario Apostolico di Iquitos (superficie: 100.041; popolazione: 1.064.090; cattolici: 895.830; sacerdoti: 38; religiosi: 71), Perù. Il Vescovo eletto è nato nel 1962 a Bilbao (Spagna). Nel 1981 è entrato nel Noviziato dell’Ordine degli Agostiniano, ha emesso la Prima Professione nel 1982 ed è stato ordinato sacerdote nel 1987. Succede al Vescovo Julián García Centeno, O.S.A., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale del medesimo Vicariato, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato il Vescovo Francisco Antonio Nieto Súa, Vescovo di San José del Guaviare (superficie: 42.327; popolazione: 120.000; cattolici: 112.000; sacerdoti: 16; religiosi: 12; diaconi permanenti: 2), Colombia. Il Vescovo Nieto Súa è stato finora Vescovo Ausiliare di Bogotá (Colombia).

- Ha nominato il Vescovo Fidel León Cadavid Marín, Vescovo di Sonsón - Rionegro (superficie: 7.300; popolazione: 601.000; cattolici: 595.000; sacerdoti: 279; religiosi: 801), Colombia. Il Vescovo Cadavid Marín è stato finora Vescovo di Quibdó (Colombia).

- Ha nominato il Sacerdote Rosalvo Cordeiro de Lima, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Fortaleza (superficie: 14.813; popolazione: 3.585.000; cattolici: 2.536.000; sacerdoti: 328; religiosi: 1.174; diaconi permanenti: 19), Brasile. Il Vescovo eletto è nato a União dos Palmares (Brasile) nel 1962 ed è stato ordinato sacerdote nel 1992. È stato finora Parroco della Parrocchia “São José” a Salesópolis (Brasile).

- Ha nominato l’Arcivescovo Edgar Peña Parra, Nunzio Apostolico in Pakistan.
NER:RE:NEA:NA VIS 20110202 (400)

martedì 1 febbraio 2011

MESSAGGIO CONGRESSO LATINOAMERICANO DELLE VOCAZIONI

CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2011 (VIS). Oggi è stato pubblicato il Messaggio di Benedetto XVI al II Congresso Continentale Latinoamericano delle Vocazioni in corso a Cartago (Costa Rica), dal 31 gennaio al 5 febbraio. Il primo Congresso fu convocato, 17 anni fa, dalla Santa Sede e dalla Confederazione Latinoamericana dei Religiosi. L’attuale è il risultato dell’iniziativa dei Vescovi responsabili della pastorale delle vocazioni dell’America Latina e del Caribe.

“L’importante missione dell’evangelizzazione richiede un sempre maggiore numero di persone che rispondano generosamente alla chiamata di Dio e che pongano la propria vita al servizio del Vangelo”, scrive il Papa. “Un’azione missionaria più incisiva comporta come prezioso frutto, insieme al rafforzamento della vita cristiana in generale, l’aumento delle vocazioni di speciale consacrazione. L’abbondanza delle vocazioni è segno eloquente di vitalità ecclesiale, come il vivere fortemente la fede da parte di tutti i membri del Popolo di Dio”.

“In questo secondo Congresso, sul tema: ‘Maestro, sulla Tua Parola getterò le mie reti’, i diversi agenti di pastorale vocazionale della Chiesa in America Latina e nel Caribe si sono riuniti con l’obiettivo di potenziare la pastorale vocazionale affinché i battezzati rispondano alla chiamata ad essere discepoli e missionari di Cristo, nelle circostanze attuali di questa amata terra. (...) La pastorale vocazionale deve essere pienamente inserita nel complesso della pastorale generale, e con una presenza capillare in tutti gli ambiti pastorali concreti. (...) L’esperienza ci insegna che, lì dove vi è una buona pianificazione e una pratica costante della pastorale vocazionale, le vocazioni non mancano. Dio è generoso, e ugualmente generoso deve essere l’impegno pastorale vocazionale in tutte le Chiese particolari”.

“La vocazione” – scrive il Santo Padre – “non è il risultato di nessun progetto umano o di una abile strategia organizzativa. Nella sua realtà più profonda, è un dono di Dio. (...) Bisogna tener sempre presente l’importanza della vita spirituale come fondamento di tutta la programmazione pastorale. È necessario offrire alle giovani generazioni la possibilità di aprire il cuore ad una realtà più grande: a Cristo, l’unico che può dar senso e pienezza alla vita. (...) Nello stesso tempo, però, il rafforzamento della nostra vita spirituale deve condurci ad una maggiore identificazione con la volontà di Dio ed ad offrire una testimonianza più limpida e trasparente della fede, della speranza e della carità”.

“Il testimone fedele e gioioso della propria vocazione è stato ed è un tramite privilegiato per suscitare in tanti giovani il desiderio di seguire le orme di Cristo. E, insieme a ciò, il coraggio di proporre loro, con delicatezza e rispetto, la possibilità della chiamata di Dio. Con frequenza, la vocazione divina si manifesta attraverso una parola umana, o grazie ad un ambiente nel quale si sperimenta una fede viva. (...) Il mondo” – conclude il Pontefice – “ha bisogno di Dio, per cui avrà sempre bisogno di persone che vivono per Lui e che Lo annuncino agli altri”.
MESS/ VIS 20110201 (480)

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MESE DI FEBBRAIO

CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di febbraio è la seguente: “Perché la famiglia sia da tutti rispettata nella sua identità e sia riconosciuto il suo insostituibile contributo in favore dell’intera società”.

L'intenzione Missionaria è la seguente: “Perché in quei territori di missione dove più urgente è la lotta contro le malattie, le comunità cristiane sappiano testimoniare la presenza di Cristo accanto ai sofferenti”.
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/… VIS 20110201 (100)

ORDINAZIONE EPISCOPALE CINQUE PRESBITERI

CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2011 (VIS). Sabato 5 febbraio 2011, alle ore 10:00, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI conferirà l'Ordinazione episcopale ai seguenti Presbiteri:

- Monsignor Savio Hon Tai-Fai (Hong Kong), della Società Salesiana di San Giovanni Bosco, nato il 21 ottobre 1950, ordinato Presbitero i1 17 luglio 1982, eletto Arcivescovo titolare di Sila e nominato Segretario della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli il 23 dicembre 2010.

- Monsignor Marcello Bartolucci, del clero della Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino (Italia), nato il 9 aprile 1944, ordinato Presbitero il 9 novembre 1968, eletto Arcivescovo titolare di Bevagna e nominato Segretario della Congregazione delle Cause dei Santi il 29 dicembre 2010.

- Monsignor Celso Morga Iruzubieta, del clero della Diocesi di Calahorra y La Calzada-Logroño (Spagna), nato il 28 gennaio 1948, ordinato Presbitero il 24 giugno 1972, eletto Arcivescovo titolare di Alba Marittima e nominato Segretario della Congregazione per il Clero il 29 dicembre 2010.

- Monsignor Antonio Guido Filipazzi, del clero della Diocesi di Ventimiglia-San Remo (Italia), nato l’8 ottobre 1963, ordinato Presbitero il 10 ottobre 1987, eletto Arcivescovo titolare di Sutri e nominato Nunzio Apostolico l’8 gennaio 2011.

- Monsignor Edgar Peña Parra, del clero dell’Arcidiocesi di Maracaibo (Venezuela), nato il 6 marzo 1960, ordinato Presbitero il 23 agosto 1985, eletto Arcivescovo titolare di Telepte e nominato Nunzio Apostolico l’8 gennaio 2011.
OCL/ VIS 20110201 (230)

PRESE DI POSSESSO TITOLI E DIACONIE

CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2011 (VIS). Una Nota dell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice dà comunicazione delle Prese di Possesso che avranno luogo nei prossimi giorni:

Sabato 5 febbraio 2011, alle ore 18:30, il Cardinale Raymond Leo Burke, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, prenderà possesso della Diaconia di Sant’Agata de’ Goti, Via Mazzarino, 16, Roma.

Venerdì 11 febbraio 2011, alle ore 18:00, il Cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, prenderà possesso della Diaconia di Santa Maria in Aquiro, Piazza Capranica.

Sabato 12 febbraio 2011, alle ore 18:00, il Cardinale Francesco Monterisi, Arciprete della Papale Basilica di San Paolo fuori le Mura, prenderà possesso della Diaconia di San Paolo alla Regola, Via di San Paolo alla Regola, 6.

Domenica 13 febbraio 2011, alle ore 12:00, il Cardinale Albert Malcolm Ranjith Patabendige Don, Arcivescovo di Colombo (Sri Lanka), prenderà possesso del Titolo di San Lorenzo in Lucina, Piazza di San Lorenzo in Lucina, 16/A.
OCL/ VIS 20110201 (170)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha eretto l’Ordinariato Militare per la Bosnia ed Erzegovina. Ha nominato primo Ordinario Militare per la Bosnia ed Erzegovina il Reverendo Tomo Vuksic. L’Ordinario eletto, finora Vicario Generale della Diocesi di Mostar-Duvno (Bosnia ed Erzegovina), è nato nel 1954 a Studenci (Bosnia ed Erzegovina), ed è stato ordinato sacerdote nel 1980.
ECE:NER/ VIS 20110201 (70)

lunedì 31 gennaio 2011

150° MORTE SANTO PATRONO PONTIFICIO COLLEGIO ETIOPICO


CITTA' DEL VATICANO, 29 GEN. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto il Rettore, i sacerdoti e i seminaristi del Pontificio Collegio Etiopico, in occasione del 150° anniversario, celebrato il 31 luglio scorso, della morte di San Giustino De Jacobis (1800-1860), Patrono del Collegio.

“Degno figlio di San Vincenzo de’ Paoli” – ha detto il Papa – “San Giustino visse in modo esemplare il suo ‘farsi tutto a tutti’, specialmente al servizio del popolo abissino. Inviato a trentotto anni dall’allora Prefetto di ‘Propaganda Fide’, il Cardinale Franzoni, come missionario in Etiopia, (...) lavorò prima ad Adua e poi a Guala, dove pensò subito a formare preti etiopi, dando vita ad un seminario chiamato ‘Collegio dell’Immacolata’".

“Imparando la lingua locale e favorendo la plurisecolare tradizione liturgica del rito proprio di quelle comunità, egli si adoperò anche per un’efficace opera ecumenica. (...) Per la sua passione educativa, specialmente nella formazione dei sacerdoti, può essere giustamente considerato il patrono del vostro Collegio; infatti, ancora oggi questa benemerita Istituzione accoglie presbiteri e candidati al sacerdozio sostenendoli nel loro impegno di preparazione teologica, spirituale e pastorale”.

“Rientrando nelle comunità di origine, (...) sappiate suscitare in ciascuno” – ha esortato il Pontefice – “l’amore a Dio e alla Chiesa, sull’esempio di San Giustino De Jacobis. Egli coronò il suo fecondo contributo alla vita religiosa e civile dei popoli abissini con il dono della sua vita, silenziosamente riconsegnata a Dio dopo molte sofferenze e persecuzioni. Fu beatificato dal Venerabile Pio XII il 25 giugno 1939 e canonizzato dal Servo di Dio Paolo VI il 26 ottobre 1975”.

“Anche per voi, cari sacerdoti e seminaristi” – ha esclamato il Pontefice – “è tracciata la via della santità! (...) La santità si colloca quindi nel cuore stesso del mistero ecclesiale ed è la vocazione a cui tutti siamo chiamati. I Santi non sono un ornamento che riveste la Chiesa dall’esterno, ma sono come i fiori di un albero che rivelano la inesauribile vitalità della linfa che lo percorre. È bello contemplare così la Chiesa, in modo ascensionale verso la pienezza del ‘Vir perfectus’; in continua, faticosa, progressiva maturazione; dinamicamente sospinta verso il pieno compimento in Cristo”.

“Cari sacerdoti e seminaristi del Pontificio Collegio Etiopico” – ha esortato infine il Pontefice – “vivete con gioia e dedizione questo periodo importante della vostra formazione, all’ombra della cupola di San Pietro: camminate con decisione sulla strada della santità. Voi siete un segno di speranza, specialmente per la Chiesa nei vostri Paesi di origine. Sono certo che l’esperienza di comunione vissuta qui a Roma vi aiuterà anche a portare un prezioso contributo alla crescita e alla pacifica convivenza delle vostre amate Nazioni”.
AC/ VIS 20110131 (440)

IV CENTENARIO PONTIFICIA UNIVERSITÀ SANTO TOMÁS MANILA

CITTA' DEL VATICANO, 29 GEN. 2011 (VIS). Oggi è stato reso pubblico un videomessaggio del Santo Padre agli studenti, al personale e agli ex alunni dell’Università Pontificia di Santo Tomas di Manila (Filippine), in occasione del 400° anniversario di fondazione.

Il Papa ha ringraziato “i numerosi sacerdoti, religiosi e laici, che a Santo Tomás, hanno trasmesso a generazioni di filippini la fede, la conoscenza e la saggezza contenute nelle scienze religiose e secolari”.

“In particolare” – ha detto il Santo Padre – “ricordo il vostro Fondatore, Vescovo Miguel de Benavides, ed il grande impegno dei Domenicani che hanno guidato l’istituzione attraverso molte sfide nei secoli passati. L’Università di Santo Tomás è la più antica istituzione dell’istruzione superiore cattolica dell’Estremo Oriente e continua ad avere un ruolo molto importante nella Chiesa in tutta la regione”.

“Sono fiducioso” – ha detto infine il Santo Padre - “che tenendo in considerazione la fede e la ragione che sono sempre parte di un autentico approccio integrato all’educazione, la vostra Università continui a contribuire all’arricchimento intellettuale, spirituale e culturale delle Filippine e di tutto il continente”.
MESS/ VIS 20110131 (190)

MESSAGGIO GIORNATA MONDIALE DEI MALATI DI LEBBRA

CITTA' DEL VATICANO, 29 GEN. 2011 (VIS). In occasione della LVIII Giornata Mondiale dei Malati di Lebbra (30 gennaio), l’Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute), ha redatto un Messaggio dal titolo: "Unire i nostri sforzi per esprimere meglio la Giustizia e l’Amore verso i malati di lebbra".

“La Giornata Mondiale di lotta alla Lebbra” – scrive l’Arcivescovo Zimowski – “è una ricorrenza che costituisce al contempo un momento di riflessione per sottolineare ed esprimere gratitudine nei confronti dell’impegno dei milioni fra operatori, professionali e volontari, del mondo della salute, della società, della politica e dell’informazione che hanno aiutato e aiutano i lebbrosi. (...) Tra le persone e gli organismi di buona volontà ai quali desideriamo rivolgere un particolare grazie, per l’impegno verso i malati di lebbra, vi è la Fondazione Raoul Follereau (...) che, tra due anni, celebrerà il 60mo della propria istituzione”.

“La lebbra, in effetti, dopo la messa a punto di efficaci terapie farmacologiche si è vista ridurre notevolmente la propria carica letale ma continua a provocare sofferenza, menomazioni ed esclusione sociale. Intorno ad essa prosperano l’ignoranza, la diseguaglianza e la discriminazione che, a loro volta, ne alimentano la diffusione. (...) Da un punto di vista sanitario e sociale permane drammatica la carenza di strutture sia per la diagnosi precoce dell’infezione sia per il reinserimento sociale e lavorativo delle persone guarite ma oramai mutilate dal Bacillo di Hansen. Va inoltre promossa in modo ancor più diffuso e capillare l’educazione delle comunità e delle popolazioni affinché si comprenda che chi è guarito non presenta più alcuna minaccia d’infezione per gli altri e che va aiutato nel reinserimento”.

Citando il Messaggio di Benedetto XVI alla XXV Conferenza Internazionale del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, il Presidente del Dicastero segnala che "’anche nel campo della salute, parte integrante dell’esistenza di ciascuno e del bene comune, è importante instaurare una vera giustizia distributiva che garantisca a tutti, sulla base dei bisogni oggettivi, cure adeguate. Di conseguenza, il mondo della salute non può sottrarsi alle regole morali che devono governarlo affinché non diventi disumano’".

Infine, alla vigilia della Giornata dedicata alla lotta contro la lebbra, l’Arcivescovo Zimowski, ricorda “come nella Storia della Chiesa vi siano state persone che si sono molto impegnate fino, in molti casi, a sacrificare la propria vita in favore delle vittime del Morbo di Hansen”: il Cardinale canadese Paul-Émile Léger, il sacerdote belga San Damien de Veuster e il Beato polacco Jan Beyzym, S.I.
CON-AVA/ VIS 20110131 (430)

ANGELUS: MALATI LEBBRA E PREGHIERE MEDIO ORIENTE

CITTA' DEL VATICANO, 30 GEN. 2011 (VIS). Alle 12:00 di oggi il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, tra i quali i Ragazzi dell’Azione Cattolica della Diocesi di Roma che hanno concluso con la "Carovana della Pace" il mese di gennaio da loro tradizionalmente dedicato al tema della pace. Al termine della preghiera dell’Angelus due bambini, invitati nell’appartamento pontificio, hanno liberato dalla finestra due colombe, simbolo di pace.

Prima della recita della preghiera mariana il Papa ha commentato la pagina evangelica di questa quarta domenica del Tempo Ordinario nella quale San Matteo presenta il primo grande discorso che il Signore rivolge ad una moltitudine, sulle colline intorno al Lago di Galilea, conosciuto come il Discorso della Montagna o delle Beatitudini “e proclama ‘beati’ i poveri in spirito, gli afflitti, i misericordiosi, quanti hanno fame della giustizia, i puri di cuore, i perseguitati”.

“Le Beatitudini” – ha spiegato il Santo Padre – “sono un nuovo programma di vita, per liberarsi dai falsi valori del mondo e aprirsi ai veri beni, presenti e futuri. Quando, infatti, Dio consola, sazia la fame di giustizia, asciuga le lacrime degli afflitti, significa che, oltre a ricompensare ciascuno in modo sensibile, apre il Regno dei Cieli. ‘Le Beatitudini sono la trasposizione della croce e della risurrezione nell’esistenza dei discepoli’. Esse rispecchiano la vita del Figlio di Dio che si lascia perseguitare, disprezzare fino alla condanna a morte, affinché agli uomini sia donata la salvezza”.

“Per questo la Chiesa non teme la povertà, il disprezzo, la persecuzione in una società spesso attratta dal benessere materiale e dal potere mondano”.

Dopo l’Angelus il Santo Padre ha ricordato che questa domenica si celebra la “Giornata mondiale dei malati di lebbra”, promossa negli anni ‘50 del secolo scorso da Raoul Follereau e riconosciuta ufficialmente dall’ONU. La lebbra, pur essendo in regresso” – ha commentato il Papa – “purtroppo colpisce ancora molte persone in condizione di grave miseria. A tutti i malati assicuro una speciale preghiera, che estendo a quanti li assistono e, in diversi modi, si impegnano a sconfiggere il morbo di Hansen”.

“Nei prossimi giorni, in vari Paesi dell’Estremo Oriente” – ha ricordato il Pontefice – “si celebra, con gioia, specialmente nell’intimità delle famiglie, il capodanno lunare. A tutti quei grandi popoli auguro di cuore serenità e prosperità”.

Infine il Papa ha ricordato che oggi ricorre la “Giornata internazionale di intercessione per la pace in Terra Santa” ed ha detto: “Mi associo al Patriarca Latino di Gerusalemme e al Custode di Terra Santa nell’invitare tutti a pregare il Signore affinché faccia convergere le menti e i cuori a concreti progetti di pace”.
ANG/ VIS 20110131 (460)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Vescovo Javier Echevarría Rodríguez, Prelato della Prelatura Personale dell’Opus Dei.
AP/ VIS 20110131 (40)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Don Mauro Maria Morfino, S.D.B., Vescovo di Alghero-Bosa (superficie: 2.012; popolazione: 106.300; cattolici: 105.650; sacerdoti: 87; religiosi: 176; diaconi permanenti: 7), Italia. Il Vescovo eletto è nato ad Arborea (Italia) nel 1958, ha emesso la professione perpetua nella Società di Don Bosco nel 1983 ed è stato ordinato sacerdote nel 1986. Attualmente è Ordinario di Scienze Bibliche e Direttore del Dipartimento di Scienze Bibliche e Patristiche presso la Facoltà Teologica di Cagliari.

Sabato 29 gennaio il Santo Padre ha nominato:

- Il Padre Eusebio Hernández Sola, O.A.R., Vescovo di Tarazona (superficie: 4.514; popolazione: 91.414; cattolici: 74.201; sacerdoti: 94; religiosi: 115), Spagna. Il Vescovo eletto è nato a Cárcar (Spagna), nel 1944. Ha emesso la professione solenne nell’Ordine degli Agostiniani Recolletti nel 1967 ed è stato ordinato sacerdote nel 1968. È stato finora Capo Ufficio della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.

- Membri del Consiglio di Cardinali e Vescovi della Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato: il Cardinale Péter Erdő, Arcivescovo di Esztergom-Budapest (Ungheria); il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi; il Cardinale Fortunato Baldelli, Penitenziere Maggiore; il Cardinale Raymond Leo Burke, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.Giustifica
- Membri del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti: il Cardinale Ennio Antonelli, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia; l’Arcivescovo Cyril Vasil, S.I., Segretario della Congregazione per le Chiese Orientali; il Vescovo Antoine Audo, S.I., di Alep dei Caldei (Siria); il Vescovo John Charles Wester, di Salt Lake City (Stati Uniti d’America); il Vescovo Luigi Negri, di San Marino-Montefeltro (Italia); il Vescovo Guerino Di Tora, Ausiliare di Roma.

- Consultori del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti: il Monsignor Jacques Harel, Consulente Nazionale per l'Apostolato del Mare (Mauritius); il Padre Maurizio Pettenà, C.S., Direttore dell'Ufficio Migranti della Conferenza Episcopale Australiana; il Professor Paolo Morozzo Della Rocca, Docente presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Urbino (Italia); il Dottor Christopher Hein, Direttore del "Consiglio Italiano per i Rifugiati", Roma; la Professoressa Laura Zanfrini, Docente presso la Facoltà di Sociologia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano.

- Il Monsignore Robert Gołębiowski, Difensore del Vincolo Sostituto del Tribunale della Rota Romana, finora Notaio del medesimo Tribunale.
NER:NA/ VIS 20110131 (410)

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