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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 1 febbraio 2011

MESSAGGIO CONGRESSO LATINOAMERICANO DELLE VOCAZIONI

CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2011 (VIS). Oggi è stato pubblicato il Messaggio di Benedetto XVI al II Congresso Continentale Latinoamericano delle Vocazioni in corso a Cartago (Costa Rica), dal 31 gennaio al 5 febbraio. Il primo Congresso fu convocato, 17 anni fa, dalla Santa Sede e dalla Confederazione Latinoamericana dei Religiosi. L’attuale è il risultato dell’iniziativa dei Vescovi responsabili della pastorale delle vocazioni dell’America Latina e del Caribe.

“L’importante missione dell’evangelizzazione richiede un sempre maggiore numero di persone che rispondano generosamente alla chiamata di Dio e che pongano la propria vita al servizio del Vangelo”, scrive il Papa. “Un’azione missionaria più incisiva comporta come prezioso frutto, insieme al rafforzamento della vita cristiana in generale, l’aumento delle vocazioni di speciale consacrazione. L’abbondanza delle vocazioni è segno eloquente di vitalità ecclesiale, come il vivere fortemente la fede da parte di tutti i membri del Popolo di Dio”.

“In questo secondo Congresso, sul tema: ‘Maestro, sulla Tua Parola getterò le mie reti’, i diversi agenti di pastorale vocazionale della Chiesa in America Latina e nel Caribe si sono riuniti con l’obiettivo di potenziare la pastorale vocazionale affinché i battezzati rispondano alla chiamata ad essere discepoli e missionari di Cristo, nelle circostanze attuali di questa amata terra. (...) La pastorale vocazionale deve essere pienamente inserita nel complesso della pastorale generale, e con una presenza capillare in tutti gli ambiti pastorali concreti. (...) L’esperienza ci insegna che, lì dove vi è una buona pianificazione e una pratica costante della pastorale vocazionale, le vocazioni non mancano. Dio è generoso, e ugualmente generoso deve essere l’impegno pastorale vocazionale in tutte le Chiese particolari”.

“La vocazione” – scrive il Santo Padre – “non è il risultato di nessun progetto umano o di una abile strategia organizzativa. Nella sua realtà più profonda, è un dono di Dio. (...) Bisogna tener sempre presente l’importanza della vita spirituale come fondamento di tutta la programmazione pastorale. È necessario offrire alle giovani generazioni la possibilità di aprire il cuore ad una realtà più grande: a Cristo, l’unico che può dar senso e pienezza alla vita. (...) Nello stesso tempo, però, il rafforzamento della nostra vita spirituale deve condurci ad una maggiore identificazione con la volontà di Dio ed ad offrire una testimonianza più limpida e trasparente della fede, della speranza e della carità”.

“Il testimone fedele e gioioso della propria vocazione è stato ed è un tramite privilegiato per suscitare in tanti giovani il desiderio di seguire le orme di Cristo. E, insieme a ciò, il coraggio di proporre loro, con delicatezza e rispetto, la possibilità della chiamata di Dio. Con frequenza, la vocazione divina si manifesta attraverso una parola umana, o grazie ad un ambiente nel quale si sperimenta una fede viva. (...) Il mondo” – conclude il Pontefice – “ha bisogno di Dio, per cui avrà sempre bisogno di persone che vivono per Lui e che Lo annuncino agli altri”.
MESS/ VIS 20110201 (480)

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MESE DI FEBBRAIO

CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di febbraio è la seguente: “Perché la famiglia sia da tutti rispettata nella sua identità e sia riconosciuto il suo insostituibile contributo in favore dell’intera società”.

L'intenzione Missionaria è la seguente: “Perché in quei territori di missione dove più urgente è la lotta contro le malattie, le comunità cristiane sappiano testimoniare la presenza di Cristo accanto ai sofferenti”.
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/… VIS 20110201 (100)

ORDINAZIONE EPISCOPALE CINQUE PRESBITERI

CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2011 (VIS). Sabato 5 febbraio 2011, alle ore 10:00, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI conferirà l'Ordinazione episcopale ai seguenti Presbiteri:

- Monsignor Savio Hon Tai-Fai (Hong Kong), della Società Salesiana di San Giovanni Bosco, nato il 21 ottobre 1950, ordinato Presbitero i1 17 luglio 1982, eletto Arcivescovo titolare di Sila e nominato Segretario della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli il 23 dicembre 2010.

- Monsignor Marcello Bartolucci, del clero della Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino (Italia), nato il 9 aprile 1944, ordinato Presbitero il 9 novembre 1968, eletto Arcivescovo titolare di Bevagna e nominato Segretario della Congregazione delle Cause dei Santi il 29 dicembre 2010.

- Monsignor Celso Morga Iruzubieta, del clero della Diocesi di Calahorra y La Calzada-Logroño (Spagna), nato il 28 gennaio 1948, ordinato Presbitero il 24 giugno 1972, eletto Arcivescovo titolare di Alba Marittima e nominato Segretario della Congregazione per il Clero il 29 dicembre 2010.

- Monsignor Antonio Guido Filipazzi, del clero della Diocesi di Ventimiglia-San Remo (Italia), nato l’8 ottobre 1963, ordinato Presbitero il 10 ottobre 1987, eletto Arcivescovo titolare di Sutri e nominato Nunzio Apostolico l’8 gennaio 2011.

- Monsignor Edgar Peña Parra, del clero dell’Arcidiocesi di Maracaibo (Venezuela), nato il 6 marzo 1960, ordinato Presbitero il 23 agosto 1985, eletto Arcivescovo titolare di Telepte e nominato Nunzio Apostolico l’8 gennaio 2011.
OCL/ VIS 20110201 (230)

PRESE DI POSSESSO TITOLI E DIACONIE

CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2011 (VIS). Una Nota dell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice dà comunicazione delle Prese di Possesso che avranno luogo nei prossimi giorni:

Sabato 5 febbraio 2011, alle ore 18:30, il Cardinale Raymond Leo Burke, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, prenderà possesso della Diaconia di Sant’Agata de’ Goti, Via Mazzarino, 16, Roma.

Venerdì 11 febbraio 2011, alle ore 18:00, il Cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, prenderà possesso della Diaconia di Santa Maria in Aquiro, Piazza Capranica.

Sabato 12 febbraio 2011, alle ore 18:00, il Cardinale Francesco Monterisi, Arciprete della Papale Basilica di San Paolo fuori le Mura, prenderà possesso della Diaconia di San Paolo alla Regola, Via di San Paolo alla Regola, 6.

Domenica 13 febbraio 2011, alle ore 12:00, il Cardinale Albert Malcolm Ranjith Patabendige Don, Arcivescovo di Colombo (Sri Lanka), prenderà possesso del Titolo di San Lorenzo in Lucina, Piazza di San Lorenzo in Lucina, 16/A.
OCL/ VIS 20110201 (170)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha eretto l’Ordinariato Militare per la Bosnia ed Erzegovina. Ha nominato primo Ordinario Militare per la Bosnia ed Erzegovina il Reverendo Tomo Vuksic. L’Ordinario eletto, finora Vicario Generale della Diocesi di Mostar-Duvno (Bosnia ed Erzegovina), è nato nel 1954 a Studenci (Bosnia ed Erzegovina), ed è stato ordinato sacerdote nel 1980.
ECE:NER/ VIS 20110201 (70)

lunedì 31 gennaio 2011

150° MORTE SANTO PATRONO PONTIFICIO COLLEGIO ETIOPICO


CITTA' DEL VATICANO, 29 GEN. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto il Rettore, i sacerdoti e i seminaristi del Pontificio Collegio Etiopico, in occasione del 150° anniversario, celebrato il 31 luglio scorso, della morte di San Giustino De Jacobis (1800-1860), Patrono del Collegio.

“Degno figlio di San Vincenzo de’ Paoli” – ha detto il Papa – “San Giustino visse in modo esemplare il suo ‘farsi tutto a tutti’, specialmente al servizio del popolo abissino. Inviato a trentotto anni dall’allora Prefetto di ‘Propaganda Fide’, il Cardinale Franzoni, come missionario in Etiopia, (...) lavorò prima ad Adua e poi a Guala, dove pensò subito a formare preti etiopi, dando vita ad un seminario chiamato ‘Collegio dell’Immacolata’".

“Imparando la lingua locale e favorendo la plurisecolare tradizione liturgica del rito proprio di quelle comunità, egli si adoperò anche per un’efficace opera ecumenica. (...) Per la sua passione educativa, specialmente nella formazione dei sacerdoti, può essere giustamente considerato il patrono del vostro Collegio; infatti, ancora oggi questa benemerita Istituzione accoglie presbiteri e candidati al sacerdozio sostenendoli nel loro impegno di preparazione teologica, spirituale e pastorale”.

“Rientrando nelle comunità di origine, (...) sappiate suscitare in ciascuno” – ha esortato il Pontefice – “l’amore a Dio e alla Chiesa, sull’esempio di San Giustino De Jacobis. Egli coronò il suo fecondo contributo alla vita religiosa e civile dei popoli abissini con il dono della sua vita, silenziosamente riconsegnata a Dio dopo molte sofferenze e persecuzioni. Fu beatificato dal Venerabile Pio XII il 25 giugno 1939 e canonizzato dal Servo di Dio Paolo VI il 26 ottobre 1975”.

“Anche per voi, cari sacerdoti e seminaristi” – ha esclamato il Pontefice – “è tracciata la via della santità! (...) La santità si colloca quindi nel cuore stesso del mistero ecclesiale ed è la vocazione a cui tutti siamo chiamati. I Santi non sono un ornamento che riveste la Chiesa dall’esterno, ma sono come i fiori di un albero che rivelano la inesauribile vitalità della linfa che lo percorre. È bello contemplare così la Chiesa, in modo ascensionale verso la pienezza del ‘Vir perfectus’; in continua, faticosa, progressiva maturazione; dinamicamente sospinta verso il pieno compimento in Cristo”.

“Cari sacerdoti e seminaristi del Pontificio Collegio Etiopico” – ha esortato infine il Pontefice – “vivete con gioia e dedizione questo periodo importante della vostra formazione, all’ombra della cupola di San Pietro: camminate con decisione sulla strada della santità. Voi siete un segno di speranza, specialmente per la Chiesa nei vostri Paesi di origine. Sono certo che l’esperienza di comunione vissuta qui a Roma vi aiuterà anche a portare un prezioso contributo alla crescita e alla pacifica convivenza delle vostre amate Nazioni”.
AC/ VIS 20110131 (440)

IV CENTENARIO PONTIFICIA UNIVERSITÀ SANTO TOMÁS MANILA

CITTA' DEL VATICANO, 29 GEN. 2011 (VIS). Oggi è stato reso pubblico un videomessaggio del Santo Padre agli studenti, al personale e agli ex alunni dell’Università Pontificia di Santo Tomas di Manila (Filippine), in occasione del 400° anniversario di fondazione.

Il Papa ha ringraziato “i numerosi sacerdoti, religiosi e laici, che a Santo Tomás, hanno trasmesso a generazioni di filippini la fede, la conoscenza e la saggezza contenute nelle scienze religiose e secolari”.

“In particolare” – ha detto il Santo Padre – “ricordo il vostro Fondatore, Vescovo Miguel de Benavides, ed il grande impegno dei Domenicani che hanno guidato l’istituzione attraverso molte sfide nei secoli passati. L’Università di Santo Tomás è la più antica istituzione dell’istruzione superiore cattolica dell’Estremo Oriente e continua ad avere un ruolo molto importante nella Chiesa in tutta la regione”.

“Sono fiducioso” – ha detto infine il Santo Padre - “che tenendo in considerazione la fede e la ragione che sono sempre parte di un autentico approccio integrato all’educazione, la vostra Università continui a contribuire all’arricchimento intellettuale, spirituale e culturale delle Filippine e di tutto il continente”.
MESS/ VIS 20110131 (190)

MESSAGGIO GIORNATA MONDIALE DEI MALATI DI LEBBRA

CITTA' DEL VATICANO, 29 GEN. 2011 (VIS). In occasione della LVIII Giornata Mondiale dei Malati di Lebbra (30 gennaio), l’Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute), ha redatto un Messaggio dal titolo: "Unire i nostri sforzi per esprimere meglio la Giustizia e l’Amore verso i malati di lebbra".

“La Giornata Mondiale di lotta alla Lebbra” – scrive l’Arcivescovo Zimowski – “è una ricorrenza che costituisce al contempo un momento di riflessione per sottolineare ed esprimere gratitudine nei confronti dell’impegno dei milioni fra operatori, professionali e volontari, del mondo della salute, della società, della politica e dell’informazione che hanno aiutato e aiutano i lebbrosi. (...) Tra le persone e gli organismi di buona volontà ai quali desideriamo rivolgere un particolare grazie, per l’impegno verso i malati di lebbra, vi è la Fondazione Raoul Follereau (...) che, tra due anni, celebrerà il 60mo della propria istituzione”.

“La lebbra, in effetti, dopo la messa a punto di efficaci terapie farmacologiche si è vista ridurre notevolmente la propria carica letale ma continua a provocare sofferenza, menomazioni ed esclusione sociale. Intorno ad essa prosperano l’ignoranza, la diseguaglianza e la discriminazione che, a loro volta, ne alimentano la diffusione. (...) Da un punto di vista sanitario e sociale permane drammatica la carenza di strutture sia per la diagnosi precoce dell’infezione sia per il reinserimento sociale e lavorativo delle persone guarite ma oramai mutilate dal Bacillo di Hansen. Va inoltre promossa in modo ancor più diffuso e capillare l’educazione delle comunità e delle popolazioni affinché si comprenda che chi è guarito non presenta più alcuna minaccia d’infezione per gli altri e che va aiutato nel reinserimento”.

Citando il Messaggio di Benedetto XVI alla XXV Conferenza Internazionale del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, il Presidente del Dicastero segnala che "’anche nel campo della salute, parte integrante dell’esistenza di ciascuno e del bene comune, è importante instaurare una vera giustizia distributiva che garantisca a tutti, sulla base dei bisogni oggettivi, cure adeguate. Di conseguenza, il mondo della salute non può sottrarsi alle regole morali che devono governarlo affinché non diventi disumano’".

Infine, alla vigilia della Giornata dedicata alla lotta contro la lebbra, l’Arcivescovo Zimowski, ricorda “come nella Storia della Chiesa vi siano state persone che si sono molto impegnate fino, in molti casi, a sacrificare la propria vita in favore delle vittime del Morbo di Hansen”: il Cardinale canadese Paul-Émile Léger, il sacerdote belga San Damien de Veuster e il Beato polacco Jan Beyzym, S.I.
CON-AVA/ VIS 20110131 (430)

ANGELUS: MALATI LEBBRA E PREGHIERE MEDIO ORIENTE

CITTA' DEL VATICANO, 30 GEN. 2011 (VIS). Alle 12:00 di oggi il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, tra i quali i Ragazzi dell’Azione Cattolica della Diocesi di Roma che hanno concluso con la "Carovana della Pace" il mese di gennaio da loro tradizionalmente dedicato al tema della pace. Al termine della preghiera dell’Angelus due bambini, invitati nell’appartamento pontificio, hanno liberato dalla finestra due colombe, simbolo di pace.

Prima della recita della preghiera mariana il Papa ha commentato la pagina evangelica di questa quarta domenica del Tempo Ordinario nella quale San Matteo presenta il primo grande discorso che il Signore rivolge ad una moltitudine, sulle colline intorno al Lago di Galilea, conosciuto come il Discorso della Montagna o delle Beatitudini “e proclama ‘beati’ i poveri in spirito, gli afflitti, i misericordiosi, quanti hanno fame della giustizia, i puri di cuore, i perseguitati”.

“Le Beatitudini” – ha spiegato il Santo Padre – “sono un nuovo programma di vita, per liberarsi dai falsi valori del mondo e aprirsi ai veri beni, presenti e futuri. Quando, infatti, Dio consola, sazia la fame di giustizia, asciuga le lacrime degli afflitti, significa che, oltre a ricompensare ciascuno in modo sensibile, apre il Regno dei Cieli. ‘Le Beatitudini sono la trasposizione della croce e della risurrezione nell’esistenza dei discepoli’. Esse rispecchiano la vita del Figlio di Dio che si lascia perseguitare, disprezzare fino alla condanna a morte, affinché agli uomini sia donata la salvezza”.

“Per questo la Chiesa non teme la povertà, il disprezzo, la persecuzione in una società spesso attratta dal benessere materiale e dal potere mondano”.

Dopo l’Angelus il Santo Padre ha ricordato che questa domenica si celebra la “Giornata mondiale dei malati di lebbra”, promossa negli anni ‘50 del secolo scorso da Raoul Follereau e riconosciuta ufficialmente dall’ONU. La lebbra, pur essendo in regresso” – ha commentato il Papa – “purtroppo colpisce ancora molte persone in condizione di grave miseria. A tutti i malati assicuro una speciale preghiera, che estendo a quanti li assistono e, in diversi modi, si impegnano a sconfiggere il morbo di Hansen”.

“Nei prossimi giorni, in vari Paesi dell’Estremo Oriente” – ha ricordato il Pontefice – “si celebra, con gioia, specialmente nell’intimità delle famiglie, il capodanno lunare. A tutti quei grandi popoli auguro di cuore serenità e prosperità”.

Infine il Papa ha ricordato che oggi ricorre la “Giornata internazionale di intercessione per la pace in Terra Santa” ed ha detto: “Mi associo al Patriarca Latino di Gerusalemme e al Custode di Terra Santa nell’invitare tutti a pregare il Signore affinché faccia convergere le menti e i cuori a concreti progetti di pace”.
ANG/ VIS 20110131 (460)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Vescovo Javier Echevarría Rodríguez, Prelato della Prelatura Personale dell’Opus Dei.
AP/ VIS 20110131 (40)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Don Mauro Maria Morfino, S.D.B., Vescovo di Alghero-Bosa (superficie: 2.012; popolazione: 106.300; cattolici: 105.650; sacerdoti: 87; religiosi: 176; diaconi permanenti: 7), Italia. Il Vescovo eletto è nato ad Arborea (Italia) nel 1958, ha emesso la professione perpetua nella Società di Don Bosco nel 1983 ed è stato ordinato sacerdote nel 1986. Attualmente è Ordinario di Scienze Bibliche e Direttore del Dipartimento di Scienze Bibliche e Patristiche presso la Facoltà Teologica di Cagliari.

Sabato 29 gennaio il Santo Padre ha nominato:

- Il Padre Eusebio Hernández Sola, O.A.R., Vescovo di Tarazona (superficie: 4.514; popolazione: 91.414; cattolici: 74.201; sacerdoti: 94; religiosi: 115), Spagna. Il Vescovo eletto è nato a Cárcar (Spagna), nel 1944. Ha emesso la professione solenne nell’Ordine degli Agostiniani Recolletti nel 1967 ed è stato ordinato sacerdote nel 1968. È stato finora Capo Ufficio della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.

- Membri del Consiglio di Cardinali e Vescovi della Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato: il Cardinale Péter Erdő, Arcivescovo di Esztergom-Budapest (Ungheria); il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi; il Cardinale Fortunato Baldelli, Penitenziere Maggiore; il Cardinale Raymond Leo Burke, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.Giustifica
- Membri del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti: il Cardinale Ennio Antonelli, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia; l’Arcivescovo Cyril Vasil, S.I., Segretario della Congregazione per le Chiese Orientali; il Vescovo Antoine Audo, S.I., di Alep dei Caldei (Siria); il Vescovo John Charles Wester, di Salt Lake City (Stati Uniti d’America); il Vescovo Luigi Negri, di San Marino-Montefeltro (Italia); il Vescovo Guerino Di Tora, Ausiliare di Roma.

- Consultori del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti: il Monsignor Jacques Harel, Consulente Nazionale per l'Apostolato del Mare (Mauritius); il Padre Maurizio Pettenà, C.S., Direttore dell'Ufficio Migranti della Conferenza Episcopale Australiana; il Professor Paolo Morozzo Della Rocca, Docente presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Urbino (Italia); il Dottor Christopher Hein, Direttore del "Consiglio Italiano per i Rifugiati", Roma; la Professoressa Laura Zanfrini, Docente presso la Facoltà di Sociologia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano.

- Il Monsignore Robert Gołębiowski, Difensore del Vincolo Sostituto del Tribunale della Rota Romana, finora Notaio del medesimo Tribunale.
NER:NA/ VIS 20110131 (410)

venerdì 28 gennaio 2011

IL PAPA RICEVE LA COMMISSIONE PER IL DIALOGO TEOLOGICO TRA LA CHIESA CATTOLICA E LE CHIESE ORIENTALI ORTODOSSE

 CITTA' DEL VATICANO, 28 GEN. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in Vaticano 30 membri della Commissione Mista Internazionale per il Dialogo Teologico tra la Chiesa Cattolica e le Chiese Orientali Ortodosse.

 La Commissione è stata istituita nel 2003, su iniziativa delle autorità ecclesiali della famiglia delle Chiese Orientali Ortodosse e del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani.

 Il risultato della prima fase del dialogo, dal 2003 al 2009, è stato il documento "Naturalezza, Costituzione e Missione della Chiesa", che - ha detto il Papa - "descrive gli aspetti fondamentali dei principi ecclesiologici che condividiamo e segnala le questioni che richiedono una più profonda riflessione nelle successive fasi del dialogo. Non possiamo che essere grati che dopo circa 1500 anni di separazione, tuttavia siamo d'accordo sulla natura sacramentale della Chiesa, sulla successione apostolica e sulla urgente necessità di dare testimonianza nel mondo del Vangelo di Nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo".

 Nella seconda fase la Commissione ha riflettuto "da una prospettiva storica, di come le Chiese hanno espresso la loro comunione attraverso i secoli" e questa settimana è stata dedicata "allo studio della comunione e della comunicazione che esisteva tra le Chiese fino alla metà del quinto secolo di storia cristiana e del ruolo svolto dal monachesimo nella vita della Chiesa primitiva".

 Benedetto XVI ha manifestato la speranza che la riflessione teologica "porterà le nostre chiese non solo a capirsi più profondamente tra di loro, ma a continuare con determinazione il nostro cammino verso la piena comunione a cui siamo chiamati per volontà di Cristo".

 "Molti di voi - ha concluso - provengono da paesi dove gli individui e le comunità cristiane affrontano prove e difficoltà che sono motivo di profonda preoccupazione per tutti noi. Tutti i cristiani devono sforzarsi di lavorare insieme in reciproca accettazione e fiducia per raggiungere la pace e la giustizia. Che l'intercessione e l'esempio di molti martiri e santi, che hanno reso coraggiosa testimonianza a Cristo in tutte le nostre Chiese, sostenga e fortifichi voi e tutte le vostre comunità cristiane".
AC/                                                     VIS 20110128 (350)

UDIENZE

 CITTA' DEL VATICANO, 28 GEN. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L'Arcivescovo Antonio Maria Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti.

- L'Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (Pastorale della Salute).

- L'Arcivescovo Faustino Saint Munoz, Nunzio apostolico, con i familiari.

- Signor Francis Martin-Xavier Campbell, Ambasciatore di Gran Bretagna, in visita di congedo.

- Signor Suprapto Martosetomo, Ambasciatore di Indonesia, in visita di congedo.
AP/                                            VIS 20110128 (80)

giovedì 27 gennaio 2011

IN MARZO INIZIANO GLI INCONTRI TRA CREDENTI E NON CREDENTI

CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2011 (VIS). Il Pontificio Consiglio della Cultura, il cui presidente è il Cardinale Gianfranco Ravasi, dal 24 al 25 marzo, organizzerà il lancio del "Cortile di Gentili", nuova struttura vaticana permanente destinata a favorire lo scambio e l'incontro tra credenti e non credenti.

 Secondo un comunicato del Pontificio Consiglio della Cultura, ci saranno tre colloqui sul tema: "Religione, lume e ragione comune", che si svolgeranno nel pomeriggio di giovedì 24 marzo presso la sede dell'UNESCO; la mattina di venerdì 25 marzo presso l'Università la Sorbona e il pomeriggio dello stesso giorno all'Institut de France. A conclusione di questi tre colloqui, si terrà nel Collège des Bernardins una tavola rotonda.

 Inoltre, la sera di venerdì 25 marzo, è prevista una festa aperta a tutti, in particolare ai giovani, sul tema: "l'Atrio dello Sconosciuto", che sarà organizzata in Notre Dame de Parìs, con musica spettacoli e un incontro di riflessione. Dopo gli spettacoli, la Cattedrale parigina rimarrà aperta in via del tutto eccezionale per coloro che desiderano partecipare a una veglia di preghiera e a una meditazione.
CON-C/                                                                                                              VIS 20110127 (180)

PRESENTAZIONE MESSAGGIO PER LA XIX GIORNATA MONDIALE DEL MALATO

CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2011 (VIS). Giovedì, 3 febbraio, alle ore 11.00, nella Sala Stampa della Santa Sede, si terrà la presentazione del Messaggio di Benedetto XVI per la XIX Giornata Mondiale del Malato, che si celebra l'11 febbraio.

 In tale occasione, verrà anche presentato il Seminario "Associazionismo sanitario cattolico e cultura della vita", che si terrà il 5 febbraio presso l'Auditorium San Pio X, per la chiusura del 25° anniversario della fondazione del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (Pastorale della Salute).

 Interverranno all'evento l'Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio degli Operatori Sanitari (Pastorale della Salute), il Vescovo Josè Luis Redrado Marchite e il Monsignor Jean-Marie Mpendawatu Mate Musivi, rispettivamente Segretario e Sottosegretario del medesimo Consiglio e Rosa Merola, consultore dello stesso dicastero e psicologa presso l'Istituto Penitenziario di Rebibbia, Roma.
OP                                                                                                                       VIS 20110127 (130)

mercoledì 26 gennaio 2011

VINCERE LA TENTAZIONE DEL PESSIMISMO DAVANTI ALL'OBIETTIVO DELLA PIENA UNITA'

CITTA' DEL VATICANO, 26 GEN. 2011 (VIS). Ieri sera il Papa ha presieduto nella Basilica romana di San Paolo Fuori le Mura, la celebrazione dei vespri in occasione della chiusura della Settimana di Orazione per l'Unità dei Cristiani.

 All'inizio dell'omelia, il Santo Padre ha ricordato che quest'anno "il tema offerto alla nostra meditazione è stato proposto dalle Comunità cristiane di Gerusalemme". (...) I cristiani della Città Santa ci invitano a rinnovare e rafforzare il nostro impegno per il ristabilimento della piena unità meditando sul modello di vita dei primi discepoli di Cristo riuniti a Gerusalemme: "Essi - leggiamo negli Atti degli Apostoli - erano perseveranti nell'insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere".

 "L'insegnamento degli Apostoli, la comunione fraterna, lo spezzare il pane e la preghiera - ha detto - sono le forme concrete di vita della prima comunità cristiana di Gerusalemme riunita dall'azione dello Spirito Santo, ma al tempo stesso costituiscono i tratti essenziali di tutte le comunità cristiane, di ogni tempo e di ogni luogo. In altri termini, potremmo dire che essi rappresentano anche le dimensioni fondamentali dell'unità del Corpo visibile della Chiesa".

 Benedetto XVI ha aggiunto che "nel corso degli ultimi decenni, il movimento ecumenico, "sorto per impulso della grazia dello Spirito Santo", ha fatto significativi passi in avanti, tuttavia, "sappiamo bene che siamo ancora lontani da quella unità per la quale Cristo ha pregato. (...) L'unità alla quale Cristo, mediante il suo Spirito, chiama la Chiesa non si realizza solo sul piano delle strutture organizzative, ma si configura, ad un livello molto più profondo, come unità espressa "nella confessione di una sola fede, nella comune celebrazione del culto divino e nella fraterna concordia della famiglia di Dio".

 "La ricerca del ristabilimento dell'unità tra i cristiani divisi - ha continuato - non può pertanto ridursi ad un riconoscimento delle reciproche differenze ed al conseguimento di una pacifica convivenza: ciò a cui aneliamo è quell'unità per cui Cristo stesso ha pregato e che per sua natura si manifesta nella comunione della fede, dei sacramenti, del ministero. Il cammino verso questa unità deve essere avvertito come imperativo morale, risposta ad una precisa chiamata del Signore. Per questo occorre vincere la tentazione della rassegnazione e del pessimismo, che è mancanza di fiducia nella potenza dello Spirito Santo".

 Il Papa ha sottolineato che "il nostro dovere è proseguire con passione il cammino verso questa meta con un dialogo serio e rigoroso per approfondire il comune patrimonio teologico, liturgico e spirituale; con la reciproca conoscenza; con la formazione ecumenica delle nuove generazioni e, soprattutto, con la conversione del cuore e con la preghiera".

 Riferendosi alla festa di oggi, la Conversione di San Paolo, ha ricordato che "nei suoi lunghi viaggi missionari, l'Apostolo, peregrinando per città e regioni diverse, non dimenticò mai il legame di comunione con la Chiesa di Gerusalemme. La colletta in favore dei cristiani di quella comunità (...) occupò un posto importante nelle preoccupazioni di Paolo, che la considerava non solo un'opera di carità, ma il segno e la garanzia dell'unità e della comunione tra le Chiese da lui fondate e quella primitiva Comunità della Città Santa, un segno dell'unità dell'unica Chiesa di Cristo".

 Infine, il Santo Padre ha salutato in modo speciale i Fratelli e le Sorelle delle altre Chiese e Comunità ecclesiali, oltre "ai membri della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e le Antiche Chiese Orientali, la cui riunione si svolge qui a Roma in questi giorni. Affidiamo al Signore il buon successo del vostro incontro, perché possa rappresentare un passo in avanti verso la tanto auspicata unità". Il Papa ha rivolto anche un saluto particolare ai rappresentanti della Chiesa Evangelica Luterana Tedesca, "venuti a Roma con il Vescovo della Chiesa di Baviera".
HML/                                                                                                                     VIS 20110126 (670)

GIOVANNA D'ARCO: PORTARE LA LUCE DEL VANGELO NELLA STORIA

CITTA' DEL VATICANO, 26 GEN. 2011 (VIS). Questo mercoledì, la catechesi dell'Udienza Generale, tenutasi nell'Aula Paolo VI alla presenza di 3.000 persone, è stata dedicata alla figura della Santa Giovanna d'Arco (1412-1431) una  di "quelle donne forti che, alla fine del Medioevo, portarono senza paura la grande luce del Vangelo nelle complesse vicende della storia".

 Il Papa ha spiegato che Giovanna, figlia di contadini agiati, è vissuta nel periodo del conflitto bellico che si conosce come la "Guerra dei cent'anni" tra Francia e Inghilterra. Molto giovane, all'età di 13 anni, sentì "attraverso la "voce" dell'Arcangelo San Michele, la chiamata dal Signore ad intensificare la sua vita cristiana e anche ad impegnarsi in prima persona per la liberazione del suo popolo".

 Giovanna fa voto di verginità e intensifica la sua preghiera partecipando con un nuovo impegno alla vita sacramentale. "La compassione e l'impegno della giovane contadina francese di fronte alla sofferenza del suo popolo - ha detto il Pontefice - sono resi più intensi dal suo rapporto mistico con Dio. Uno degli aspetti più originali della santità di questa giovane è proprio questo legame tra esperienza mistica e missione politica".

 All'inizio del 1429, Giovanna comincia la sua azione e superando tutti gli ostacoli incontra il Delfino di Francia, il futuro re Carlo VII, che a Poitiers la sottopone ad un esame da parte di alcuni teologi dell'Università che esprimono un giudizio positivo: "in lei non vedono niente di male, solo una buona cristiana".

 Il 22 marzo dello stesso anno, Giovanna detta un'importante lettera al re d'Inghilterra e ai suoi uomini  che assediano la città di Orléans. "La sua è una proposta di vera pace nella giustizia tra i due popoli cristiani, alla luce dei nomi di Gesù e di Maria", ha osservato il Santo Padre. La proposta è respinta e Giovanna deve impegnarsi per la liberazione della città. L'altro momento culminante della sua impresa è l'incoronazione del re Carlo VII a Reims il 17 luglio 1429.

 La passione di Giovanna inizia il 23 maggio 1430 quando, a Compiegne, cade prigioniera dei suoi nemici e viene condotta nella città di Rouen dove si svolgerà il lungo e drammatico processo che si concluderà il 30 maggio 1431 con la condanna a morte.

 Il processo è presieduto da due grandi giudici ecclesiastici, il Vescovo Pierre Cauchon e l'inquisitore Jean le Maistre, ma in realtà è interamente guidato da un gruppo di teologi dell'Università di Parigi, "sono ecclesiastici francesi - ha detto il Papa - che avendo fatto la scelta politica opposta a quella di Giovanna, hanno a priori un giudizio negativo sulla sua persona e sulla sua missione. Questo processo è una pagina sconvolgente della storia della santità e anche una pagina illuminante sul mistero della Chiesa, che (...) allo stesso tempo è santa e sempre bisognosa di purificazione".

 "A differenza dei santi teologi che avevano illuminato l'Università di Parigi, come San Bonaventura, San Tommaso d'Aquino e il Beato Duns Scoto (...), questi giudici sono teologi ai quali mancano la carità e l'umiltà di vedere in questa giovane l'azione di Dio" e non vedono "che i misteri di Dio sono rivelati a chi ha il cuore dei piccoli, mentre rimangono nascosti ai dotti e sapienti (...) I giudici di Giovanna sono radicalmente incapaci di comprenderla, di vedere la bellezza della sua anima".

 Giovanna muore sul rogo il 30 maggio del 1431, con un crocifisso in mano e invocando il nome di Gesù. Dopo 25 anni il Processo di Nullità aperto da Callisto III "si conclude con una sentenza solenne che dichiara la nullità della condanna e (...) mette in luce l'innocenza di Giovanna e la sua perfetta fedeltà alla Chiesa. Giovanna d'Arco sarà canonizzata da Benedetto XV, nel 1920".

 "Il Nome di Gesù, invocato dalla nostra Santa fin negli ultimi istanti della sua vita terrena, era come il continuo respiro della sua anima (...) il centro della sua vita. Questa Santa aveva compreso che l'Amore abbraccia tutta la realtà di Dio e dell'uomo, del cielo e della terra, della Chiesa e del mondo. (...) La liberazione del suo popolo è un'opera di giustizia umana, che Giovanna compie nella carità, per amore di Gesù. Il suo è un bell'esempio di santità per i laici impegnati nella vita politica, soprattutto nelle situazioni più difficili".

 "In Gesù, Giovanna contempla anche tutta la realtà della Chiesa, la Chiesa trionfante del Cielo, come la Chiesa militante della terra. Secondo le sue parole, è un tutt'uno Nostro Signore e la Chiesa. Quest'affermazione, ha un carattere veramente eroico nel contesto del Processo di Condanna, di fronte ai suoi giudici, uomini di Chiesa, che la perseguitarono e la condannarono".

 "Con la sua luminosa testimonianza, - ha concluso Benedetto XVI - Santa Giovanna d'Arco ci invita ad una misura alta della vita cristiana: fare della preghiera il filo conduttore delle nostre giornate; avere piena fiducia nel compiere la volontà di Dio, qualunque essa sia; vivere la carità senza favoritismi, senza limiti e attingendo, come lei, nell'Amore di Gesù un profondo amore alla sua Chiesa".
AG/                                                                                                                      VIS 20110126 (800)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 26 GEN. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare dell'Arcidiocesi di São Sebastião di Rio de Janeiro (Brasile), presentata dal Vescovo Assis Lopez, per raggiunti limiti d'età.
RE/                                                                                                                          VIS 20110126 (30)

martedì 25 gennaio 2011

CALENDARIO CELEBRAZIONI PRESIEDUTE DAL PAPA FEBBRAIO-APRILE

CITTA' DEL VATICANO, 25 GEN. 2011 (VIS).- Di seguito riportiamo il calendario della Celebrazioni presiedute dal Santo Padre nei mesi di febbraio, marzo ed aprile:

FEBBRAIO

-Mercoledì 2: Festa della Presentazione del Signore, Giornata della Vita Consacrata. Nella Basilica Vaticana, alle ore 17:30, Vespri con i membri degli Istituti di Vita Consacrata e delle Società di Vita Apostolica.

-Sabato, 5: Nella Basilica Vaticana, alle ore 10.00, Santa Messa e Rito di Ordinazione episcopale.

-Lunedì, 21: Sala del Concistoro, alle ore 12:00: Concistoro per alcune Cause di Canonizzazione.

MARZO

-Mercoledì, 9: Mercoledì delle Ceneri, nella Basilica di Sant'Anselmo, alle ore 16:30 Statio e Processione Penitenziale. Nella Basilica di Santa Sabina, alle ore 17:00, Santa Messa, benedizione ed imposizione delle Ceneri.

-Domenica, 13: I Domenica di Quaresima. Nel Palazzo Apostolico, Cappella "Redemptoris Mater", alle ore 18:00: inizio degli esercizi spirituali per la Curia Romana.

-Sabato, 19: Nella Cappella "Redemptoris Mater", alle ore 9:00: conclusione degli esercizi spirituali.

-Domenica, 20: Alle ore 9.00, Santa Messa e Rito di Dedicazione della nuova Parrocchia romana di San Corbinato all'Infernetto - Casal Palocco.

APRILE

-Domenica, 17: Domenica delle Palme e della Passione del Signore. In Piazza San Pietro, ore 9:30; Benedizione delle Palme, Processione e Santa Messa.

-Giovedì, 21: Giovedì Santo: Basilica Vaticana, alle ore 9:30: Santa Messa del Crisma. Nella Basilica di San Giovanni in Laterano, alle ore 17:30: inizio del Triduo Pasquale. Santa Messa nella Cena del Signore.

-Venerdì, 22: Venerdì Santo. Nella  Basilica Vaticana, alle ore 17:00: Celebrazione della Passione del Signore. Al Colosseo, alle ore 21:15, Via Crucis.

-Sabato, 23: Sabato Santo. Nella Basilica Vaticana, alle ore 21:00: Veglia Pasquale nella Notte Santa.

-Domenica, 24: Domenica di Pasqua. In Piazza San Pietro, alle ore 10:15: Santa Messa del giorno. Dalla Loggia centrale della Basilica Vaticana, alle ore 12:00: Benedizione "Urbi et Orbi".
OCL/                                    VIS 20110125 (300)

TUTTI I BATTEZZATI DEVONO COMUNICARE IL DONO DEL VANGELO

CITTA' DEL VATICANO, 25 GEN. 2011 (VIS).-E' stato reso pubblico il testo del messaggio del Santo Padre per la LXXXV Giornata Mondiale Missionaria che quest'anno si celebra il 23 ottobre sul tema: "Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi" (Gv 20,21).

  Il Papa scrive che l'impegno di portare a tutti l'annuncio del Vangelo "con lo stesso slancio dei cristiani della prima ora", come ha ribadito il Venerabile Giovanni Paolo II in occasione del Giubileo del 2000, "risuona ogni anno nella celebrazione della Giornata Missionaria Mondiale".

  "Tutti i popoli - continua Benedetto XVI - sono destinatari dell'annuncio del Vangelo". La Chiesa "esiste per evangelizzare, (...) la sua azione, in adesione alla parola di Cristo e sotto l'influsso della sua grazia e della sua carità, si fa pienamente e attualmente presente a tutti gli uomini e a tutti i popoli per condurli alla fede in Cristo".

  Il Papa rileva che "questo compito non ha perso la sua urgenza. (...) Non possiamo rimanere tranquilli al pensiero che, dopo duemila anni, ci sono ancora popoli che non conoscono Cristo e non hanno ancora ascoltato il suo Messaggio di salvezza".

  "Non solo; ma si allarga la schiera di coloro che - scrive - pur avendo ricevuto l'annuncio del Vangelo, lo hanno dimenticato e abbandonato, non si riconoscono più nella Chiesa; e molti ambienti, anche in società tradizionalmente cristiane, sono oggi refrattari ad aprirsi alla parola della fede. È in atto un cambiamento culturale, alimentato anche dalla globalizzazione, da movimenti di pensiero e dall'imperante relativismo, un cambiamento che porta ad una mentalità e ad uno stile di vita che prescindono dal Messaggio evangelico, come se Dio non esistesse, e che esaltano la ricerca del benessere, del guadagno facile, della carriera e del successo come scopo della vita, anche a scapito dei valori morali".

  Il Santo Padre ricorda che "la missione universale coinvolge tutti, tutto e sempre. Il Vangelo non è un bene esclusivo di chi lo ha ricevuto, ma è un dono da condividere, una bella notizia da comunicare. E questo dono-impegno è affidato non soltanto ad alcuni, bensì a tutti i battezzati".

  "L'evangelizzazione è un processo complesso e comprende vari elementi. Tra questi, un'attenzione peculiare da parte dell'animazione missionaria è stata sempre data alla solidarietà (...) Si tratta di sostenere istituzioni necessarie per stabilire e consolidare la Chiesa e anche di dare il proprio contributo al miglioramento delle condizioni di vita delle persone in Paesi nei quali più gravi sono i fenomeni di povertà, malnutrizione soprattutto infantile, malattie, carenza di servizi sanitari e per l'istruzione. Anche questo rientra nella missione della Chiesa. Annunciando il Vangelo, essa si prende a cuore la vita umana in senso pieno".

  "Non è accettabile, ribadiva il Servo di Dio Paolo VI, che nell'evangelizzazione si trascurino i temi riguardanti la promozione umana, la giustizia, la liberazione da ogni forma di oppressione, ovviamente nel rispetto dell'autonomia della sfera politica. Disinteressarsi dei problemi temporali dell'umanità significherebbe "dimenticare la lezione che viene dal Vangelo sull'amore del prossimo sofferente e bisognoso"; non sarebbe in sintonia con il comportamento di Gesù, il quale "percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il Vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e infermità".

  "Così - conclude - attraverso la partecipazione corresponsabile alla missione della Chiesa, il cristiano diventa costruttore della comunione, della pace, della solidarietà che Cristo ci ha donato, e collabora alla realizzazione del piano salvifico di Dio per tutta l'umanità (...) Che la Giornata Missionaria ravvivi in ciascuno il desiderio e la gioia di "andare" incontro all'umanità portando a tutti Cristo!".
MESS/                                    VIS 20110125 (590)
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