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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 22 ottobre 2009

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 22 OTT. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

-Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

-Arcivescovo Francesco Coccopalmerio, Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, con il Vescovo Juan Ignacio Arrieta Ochoa de Chinchetru, segretario del medesimo dicastero.

-Arcivescovo Zygmunt Zimowski, presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute).

-Arcivescovo Vincenzo Pelvi, Ordinario Militare per l'Italia.
AP/.../                                                                                                              VIS 20091022 (70)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 22 OTT. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

-Ha accettato la rinuncia del Vescovo Joseph Bolangi Egwanga Ediba Tasame al governo pastorale della diocesi di Budjala (Repubblica Democratica del Congo) in conformità al canone 401, paragrafo 2 del C.I.C. Gli succede il vescovo Philibert Tembo Nlandu, C.I.C.M., coadiutore della medesima diocesi.

-Ha nominato Segretario del Pontificio Consiglio per la Famiglia il Rev.do Mons. Jean Laffitte, finora Vice Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, elevandolo in pari tempo alla dignità episcopale. Il Vescovo eletto è nato nel 1952 a Oloron-Sainte-Marie (Francia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1989.

-Ha nominato Segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace il Rev.do Don Mario Toso, S.D.B., finora Consultore del medesimo Dicastero, elevandolo in pari tempo alla dignità episcopale. Il Vescovo eletto è nato nel 1950 a Mogliano Veneto, Treviso ed è stato ordinato sacerdote nel 1978.
RE:NA/.../...                                                                                                  VIS 20091022 (140)


mercoledì 21 ottobre 2009

I PADRI SINODALI SI RIUNISCONO PER GRUPPI LINGUISTICI

CITTA' DEL VATICANO, 21 OTT. 2009 (VIS). I Padri sinodali che partecipano alla II Assemblea Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi si riuniscono oggi, mercoledì, e domani, giovedì per gruppi linguistici o circoli minori per preparare e studiare gli emendamenti collettivi alle proposte.

  Durante la prossima Congregazione Generale, che avrà luogo venerdì 23 ottobre, è prevista la presentazione e votazione del messaggio finale del Sinodo.
SE/CIRCOLI MINORI/...                                                                                       VIS 20091021 (80)

BERNARDO DI CHIARAVALLE, L'ULTIMO DEI PADRI DELLA CHIESA


CITTA' DEL VATICANO, 21 OTT. 2009 (VIS).- Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'udienza generale del mercoledì, svoltasi in Piazza San Pietro, a San Bernardo di Chiaravalle (1090-1153) conosciuto come l'ultimo dei Padri della Chiesa "perché nel XII secolo, ancora una volta, rinnovò e rese presente la grande teologia dei Padri".

  Bernardo nacque a Fontaines (Francia) e a vent'anni entrò nel monastero di Citeaux. Nel 1115 fu inviato da santo Stefano Harding, terzo abate di Citeaux, a fondare il monastero di Chiaravalle (Clairvaux), dove divenne abate. Il santo istituì un regime di "vita sobria e misurata, nella mensa come negli indumenti e negli edifici monastici, raccomandando il sostentamento e la cura dei poveri", ha detto il Santo Padre.

  Dopo Chiaravalle, la cui comunità diventava sempre più numerosa, Bernardo mantenne una nutrita corrispondenza con persone di tutti i tipi e compose inoltre una grande quantità di sermoni, sentenze e trattati. A partire dal 1130 si occupò anche di gravi questioni che riguardavano la Santa Sede e la Chiesa. Con i suoi scritti polemici lottò contro l'eresia dei catari, che, disprezzando la materia e il corpo umano, disprezzavano il Creatore. Inoltre "si sentì in dovere di prendere le difese degli ebrei, condannando i sempre più diffusi rigurgiti di antisemitismo".

  I due aspetti centrali della dottrina del santo riguardano Gesù Cristo e Maria Vergine. L'abate di Chiaravalle "non porta orientamenti nuovi nello statuto scientifico della teologia. Ma, in maniera più che mai decisa, configura il teologo al contemplativo e al mistico" così che per lui "la vera conoscenza di Dio consiste nell'esperienza personale, profonda di Gesù Cristo e del suo amore".

  "Questo vale per ogni cristiano -ha osservato il Santo Padre- la fede è anzitutto incontro personale con Gesù e fare esperienza della sua vicinanza, della sua amicizia e del suo amore". Inoltre il santo non dubita che "attraverso Maria siamo condotti a Gesù" e documenta chiaramente "il posto privilegiato della Vergine nell'economia della salvezza a seguito della particolarissima partecipazione della Madre al sacrificio del Figlio".

  Le riflessioni di San Bernardo "provocano ancor oggi in maniera salutare non solo i teologi, ma tutti i credenti" perché "a volte si pretende di risolvere le questioni fondamentali su Dio, sull'uomo e sul mondo con le sole forze della ragione. San Bernardo, invece, solidamente fondato sulla Bibbia e sui Padri della Chiesa, ci ricorda che senza una profonda fede in Dio, alimentata dalla preghiera e dalla contemplazione (...) le nostre riflessioni sui misteri divini rischiano di diventare un vano esercizio intellettuale, e perdono la loro credibilità".

  "La teologia rinvia alla "scienza dei santi" -ha concluso Benedetto XVI- alla loro intuizione dei misteri del Dio vivente, alla loro sapienza, dono dello Spirito Santo, che diventano punto di riferimento del pensiero teologico (...). Alla fine, la figura più vera del teologo e di ogni evangelizzatore rimane quella dell'apostolo Giovanni, che ha poggiato il suo capo sul cuore del Maestro".
AG/BERNARDO DI CHIARAVALLE/...                                                                 VIS 20091021 (500)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 21 OTT. 2009 (VIS).A seguito della udienza generale di questo mercoledì, il Papa ha ricevuto il ministro degli Esteri di Giordania, Nasser Judeh.
AP/.../...                                                                                                              VIS 20091021 (30)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 21 OTT. 2009 (VIS).Il Santo Padre ha nominato:

-Arcivescovo Manuel Monteiro de Castro segretario del Collegio Cardinalizio. Monsignore Monteiro de Castro è attualmente segretario della Congregazione per i Vescovi.

-Don Otacílio Luziano Da Silva vescovo di Catanduva (superficie 4.601, popolazione 282.000, cattolici 218.000, sacerdoti 41, religiosi 31) in Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1954 a Maracaí (Brasile), è stato ordinato sacerdote nel 1987 e finora è stato rettore del Seminario Provinciale "Sagrato Coraçao de Jesus" di Marília (Brasile). Succede al Vescovo Antönio Celso Queiroz, la cui rinuncia al governo pastorale della diocesi è stata accettata per raggiunti limiti di età.
NA/.../MONTEIRO:QUEIROZ                                                                               VIS 20091021 (110)


martedì 20 ottobre 2009

DICIASSETTESIMA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 20 OTT. 2009 (VIS). Questa mattina, all'inizio della diciassettesima Congregazione Generale, è stata letta una lettera dei presidenti delegati e del segretario generale del Sinodo. Il presidente delegato di turno è stato il cardinale Francis Arinze, prefetto emerito della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Oltre al Papa erano presenti in questa sessione 217 padri.

  Questo è il testo della lettera:

  "Ai Presidenti delle Conferenze Episcopali del Sudan, dell'Uganda, del Ciad, della Repubblica Democratica del Congo e della Repubblica Centrafricana. Noi Padri sinodali, riuniti nella Seconda Assemblea Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi, abbiamo appreso con profondo dolore che nelle Diocesi situate nella regione dei Grandi Laghi perdurano azioni belliche che producono distruzioni, violenze, morte tra la popolazione innocente. Per salvare la propria vita, centinaia di migliaia di persone sono state costrette ad abbandonare le loro case e a rifugiarsi nei Paesi limitrofi in condizioni di estrema precarietà. Non mancano, poi, preoccupanti fenomeni di bambini soldato, di orfani, di mutilati di guerra e di persone con gravi problemi di salute fisica e psichica".

"Di fronte a tale drammatica situazione, noi Padri sinodali, riuniti sotto la presidenza del Santo Padre Benedetto XVI, esprimiamo la più viva comunione fraterna ai Vescovi delle Diocesi coinvolte in tali disumane sofferenze nei confronti della popolazione innocente. Al contempo ci rivolgiamo a tutte le parti in causa implorando che quanto prima il linguaggio delle armi sia sostituito da quello del dialogo e delle trattative. Con il dialogo, nel rispetto reciproco e nella pace, tutti i problemi possono essere risolti. La guerra, invece, rende tutto più difficile e in particolare tenta di trasformare i fratelli in nemici da abbattere".

"Fortificati dallo Spirito Santo, Spirito del Signore Gesù risorto, noi Padri sinodali ribadiamo il valore sacro di ogni vita umana. Il comandamento Non uccidere (Es 20, 13) non fa parte solamente del Decalogo, rivelazione di Dio raccolta nella Bibbia, bensì della legge inscritta nel cuore di ogni uomo che viene in questo mondo. Non è lecito uccidere innocenti per alcun motivo sociale, politico, etnico, razziale o religioso. Il sangue degli innocenti grida vendetta di fronte a Dio che prima o poi dovrà giudicare anche coloro che hanno macchiato le loro mani con il sangue dei poveri, che sono i privilegiati di Dio".

"Mentre stiamo riflettendo sulla riconciliazione, la giustizia e la pace, imploriamo, per intercessione di tutti i santi nati in Africa, il dono della pace perché si possa instaurare la giustizia ove è gravemente infranta e i cuori siano aperti alla grazia della riconciliazione con Dio e con il prossimo non solamente nella regione dei Grandi Laghi, bensì in tutta l'Africa".

"Affidiamo il nostro sofferto e pressante appello all'intercessione della Beata Vergine Maria, Nostra Signora d'Africa e Madre di tutti i sofferenti".

  Successivamente ha avuto luogo la presentazione della lista unificata delle 54 proposte che saranno consegnate al Santo Padre affinché le tenga in considerazione, se così lo desidera, al momento di redigere l'esortazione apostolica post-sinodale. I padri sinodali hanno partecipato anche alla seconda votazione per eleggere i membri del consiglio ordinario della segreteria generale del Sinodo.

  Il consiglio ordinario della segreteria generale del Sinodo dei Vescovi si costituisce al termine di ogni assemblea generale ordinaria. Si compone di 15 Membri, 12 dei quali sono eletti dallo stesso Sinodo e tre sono scelti dal Romano Pontefice.

  Questo pomeriggio, i padri sinodali si riuniranno per gruppi linguistici o circoli minori per preparare gli emendamenti collettivi alle proposte.
SE/DICIASSETTESIMA CONGREGAZIONE/...                                                     VIS 20091020 (570)


NOTA PASSAGGIO FEDELI ANGLICANI NELLA CHIESA CATTOLICA


CITTA' DEL VATICANO, 20 OTT. 2009 (VIS).Il Cardinale William Joseph Levada, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, e l'arcivescovo Joseph Augustine Di Noia, O.P., segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, hanno spiegato questa mattina durante un incontro con i giornalisti la nota circa gli Ordinariati Personali per gli anglicani che entrano a far parte della Chiesa Cattolica.

Il cardinal Levada ha commentato una nota informativa del suo dicastero in cui si dice che "la Chiesa Cattolica risponde alle numerose richieste che sono state sottoposte alla Santa Sede da gruppi di chierici e fedeli anglicani provenienti da diverse parti del mondo, i quali desiderano entrare nella piena e visibile comunione".

"In questa Costituzione Apostolica - ha detto- il Santo Padre ha introdotto una struttura canonica che provvede ad una tale riunione corporativa tramite l'istituzione di Ordinariati Personali, che permetteranno ai fedeli già anglicani di entrare nella piena comunione con la Chiesa Cattolica, conservando nel contempo elementi dello specifico patrimonio spirituale e liturgico anglicano. Secondo il tenore della Costituzione Apostolica la sorveglianza e guida pastorale per tali gruppi di fedeli già anglicani sarà assicurata da un Ordinariato Personale, di cui l'Ordinario sarà usualmente nominato dal clero già anglicano".

"La Costituzione Apostolica che sarà presto pubblicata, rappresenta una risposta ragionevole e perfino necessaria ad un fenomeno globale, offrendo un unico modello canonico per la Chiesa universale adattabile a diverse situazioni locali e, nella sua applicazione universale, equo per i già anglicani. Tale modello prevede la possibilità dell'ordinazione di chierici sposati già anglicani, come sacerdoti cattolici. Ragioni storiche ed ecumeniche non permettono l'ordinazione di uomini sposati a vescovi sia nella Chiesa Cattolica come in quelle Ortodosse. Pertanto, la Costituzione determina che l'Ordinario possa essere o un sacerdote o un vescovo non coniugato. I seminaristi dell'Ordinariato vengono preparati accanto ad altri seminaristi cattolici, anche se l'Ordinariato potrà aprire una casa di formazione al fine di rispondere ai particolari bisogni di formazione nel patrimonio anglicano".

"Questa nuova struttura -continua la nota- è in linea con l'impegno per il dialogo ecumenico, che continua ad essere una priorità per la Chiesa Cattolica, in particolare attraverso gli sforzi del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani. "L'iniziativa proviene da vari gruppi di anglicani", ha aggiunto il Cardinale Levada. "Essi hanno dichiarato di condividere la comune fede cattolica, come espressa nel Catechismo della Chiesa Cattolica, e di accettare il ministero petrino come un elemento voluto da Cristo per la Chiesa. Per loro è venuto il tempo di esprimere tale unione implicita in una forma visibile di piena comunione."

Il porporato ha sottolineato che "Benedetto XVI spera che i chierici e fedeli anglicani desiderosi dell'unione con la Chiesa Cattolica troveranno in questa struttura canonica l'opportunità di preservare quelle tradizioni anglicane che sono preziose per loro e conformi con la fede cattolica. In quanto esprimono in un modo distinto la fede professata comunemente, tali tradizioni sono un dono da condividere nella Chiesa universale. L'unione con la Chiesa non richiede l'uniformità che ignora le diversità culturali, come dimostra la storia del cristianesimo. Inoltre, le numerose e diverse tradizioni oggi presenti nella Chiesa Cattolica sono radicate tutte nel principio formulato da san Paolo nella sua Lettera agli Efesini: "Un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo".

In una dichiarazione congiunta, gli arcivescovi di Westminster e Canterbury, rispettivamente Vincent Gerard Nichols e Rowan Williams, affermano che l'annuncio della Costituzione Apostolica "chiude un periodo di incertezza per i gruppi che hanno sperato in nuovi modi per raggiungere l'unità della Chiesa Cattolica. Tocca ora a coloro che hanno avanzato istanze di questo tipo alla Santa Sede rispondere alla Costituzione Apostolica" che è "conseguenza del dialogo ecumenico tra la Chiesa Cattolica e la Comunione Anglicana".

  "L'attuale  dialogo ufficiale tra la Chiesa Cattolica e la Comunione Anglicana -sottolineano i prelati- costituisce la base per la continuazione della nostra cooperazione. Gli accordi della Commissione Internazionale Anglicano-Cattolica (ARCIC) e della Commissione Internazionale Anglicano-Cattolica per l'Unità e la Missione (IARCCUM) stabiliscono con chiarezza il cammino che seguiremo insieme".

  "Con l'aiuto di Dio e della preghiera -concludono- proclamiamo la nostra determinazione per rafforzare il reciproco impegno attuale e la consultazione con riguardo a questo e ad altri argomenti. A livello locale, nello spirito della IARCCUM, vorremmo adottare il modello di riunione tra la Conferenza dei Vescovi Cattolici di Inghilterra e Galles e la Camera Episcopale dei Vescovi di Inghilterra, concentrandoci sulla missione comune".
CDF/ANGLICANI-CHIESA CATTOLICA/LEVADA                                                 VIS 20091020 (760)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 20 OTT. 2009 (VIS).Il Santo Padre:

-Ha accettato la rinuncia del Vescovo Francis X. Irwin all'ufficio di Ausiliare dell'arcidiocesi di Boston (U.S.A.) per raggiunti limiti di età.

-Ha nominato il Monsignore Andrzej Jéz Vescovo Ausiliare della diocesi di Tarnow (superficie 7.566, popolazione 1.125.753, cattolici 1.118.847, sacerdoti 1.395, religiosi 1.248) in Polonia. Il Vescovo eletto è nato nel 1963 a Limanowa (Polonia), è stato ordinato sacerdote nel 1988 e fino ad ora è stato Parroco di Santa Margherita a Nowy Sacz (Polonia). Succede al Vescovo Wladyslaw Bobowski, la cui rinuncia all'ufficio di ausiliare della diocesi è stata accettata per raggiunti limiti di etá.
RE:NER/.../IRWIN: JÉZ: BOBOWSKI                                                                  VIS 20091020 (110)

lunedì 19 ottobre 2009

SEDICESIMA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 17 OTT. 2009 (VIS).-Questa mattina, durante la sedicesima Congregazione Generale del Sinodo dei Vescovi, è stata presentata e discussa la bozza del messaggio finale e ha avuto luogo la prima votazione per eleggere i membri del consiglio post-sinodale. Il presidente delegato di turno è stato il cardinale Théodore-Adrien Sarr, arcivescovo di Dakar (Senegal). Oltre al Papa, sono stati presenti in questa sessione 212 padri.

  Questo pomeriggio e nelle giornate di domenica e lunedì, in cui non vi sarà la Congregazione Generale, il relatore generale, i segretari speciali e i relatori dei circoli minori o gruppi linguistici unificheranno le proposte presentate dai padri sinodali.
SE/SEDICESIMA CONGREGAZIONE/...                                                             VIS 20091019 (110)


LA MUSICA PUÒ DIVENTARE PREGHIERA


CITTA' DEL VATICANO, 17 OTT. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha assistito questo pomeriggio ad un concerto nell'Aula Paolo VI offerto dall'Accademia Pianistica Internazionale di Imola a venti anni dalla sua fondazione. Al pianoforte la pianista cinese Jin Ju che ha eseguito, su sette pianoforti di diverse epoche, musiche di Bach, Scarlatti, Mozart, Czerny, Beethoven, Chopin, Ciakovskij e Liszt.

Al termine del Concerto, il Papa ha ringraziato l'Accademia e la pianista, "che ci ha fatto assaporare (...) la carica emotiva -ha detto- delle musiche che ha eseguito".

"Questo concerto ci ha permesso, ancora una volta, di gustare la bellezza della musica, linguaggio spirituale e quindi universale, veicolo quanto mai adatto alla comprensione e all'unione tra le persone e i popoli. La musica fa parte di tutte le culture e, potremmo dire, accompagna ogni esperienza umana, dal dolore al piacere, dall'odio all'amore, dalla tristezza alla gioia, dalla morte alla vita".

Benedetto XVI ha sottolineato che "nel corso dei secoli e dei millenni, la musica è sempre stata utilizzata per dare forma a quello che non si riesce a fare con le parole, perché suscita emozioni altrimenti difficili da comunicare. Non è pertanto un caso se ogni civiltà ha dato importanza e valore alla musica nelle sue varie forme ed espressioni".

"La musica, la grande musica, -ha concluso- distende lo spirito, suscita sentimenti profondi ed invita quasi naturalmente ad elevare la mente e il cuore a Dio in ogni situazione, sia gioiosa che triste, dell'esistenza umana. La musica può diventare preghiera".
BXVI-CONCERTO/PREGHIERA/ACCADEMIA IMOLA                                         VIS 20091019 (280)


GIORNATA MONDIALE MISSIONI: SOLIDARIETÀ CHIESA GIOVANE


CITTA' DEL VATICANO, 18 OTT. 2009 (VIS).- La Giornata mondiale delle Missioni che si celebra la terza domenica di ottobre è stata il tema della meditazione del Papa che precede l'Angelus domenicale.

Il Santo Padre ha detto alle migliaia di fedeli riuniti a mezzogiorno in Piazza San Pietro che questa giornata "costituisce per ogni comunità ecclesiale e per ciascun cristiano un forte richiamo all'impegno di annunciare e testimoniare il Vangelo a tutti, in particolare a quanti ancora non lo conoscono".

"E' la luce del Vangelo, che orienta il cammino dei popoli e li guida verso la realizzazione di una grande famiglia, nella giustizia e nella pace, sotto la paternità dell'unico Dio buono e misericordioso. La Chiesa esiste per annunciare questo messaggio di speranza all'intera umanità, che nel nostro tempo "conosce stupende conquiste, ma sembra aver smarrito il senso delle realtà ultime e della stessa esistenza", ha osservato il Papa.

In questa domenica "la Chiesa universale pone in rilievo la propria vocazione missionaria. Guidata dallo Spirito Santo, essa sa di essere chiamata a proseguire l'opera di Gesù stesso annunciando il Vangelo del Regno di Dio, che "è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo". Questo Regno è già presente nel mondo come forza di amore, di libertà, di solidarietà, di rispetto della dignità di ogni uomo, e la Comunità ecclesiale sente premere nel cuore l'urgenza di lavorare, affinché la sovranità di Cristo si realizzi pienamente".

Benedetto XVI ha ricordato poi ai "missionari e le missionarie - sacerdoti, religiosi, religiose e laici volontari - che consacrano la loro esistenza a portare il Vangelo nel mondo, affrontando anche disagi e difficoltà e talvolta persino vere e proprie persecuzioni. Penso, tra gli altri, a don Ruggero Ruvoletto, sacerdote fidei donum, recentemente ucciso in Brasile, al Padre Michael Sinnott, religioso, sequestrato pochi giorni fa nelle Filippine. E come non pensare a quanto sta emergendo dal Sinodo dei Vescovi per l'Africa in termini di estremo sacrificio e di amore a Cristo e alla sua Chiesa?".

Il Papa ha ringraziato le Opere Missionarie Pontificie per il servizio che rendono "all'animazione e alla formazione missionaria" e ha invitato tutti i cristiani "a un gesto di condivisione materiale e spirituale per aiutare le giovani Chiese dei Paesi più poveri".
ANG/GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE/...                                                  VIS 20091019 (400)


I VALORI CONTINUANO PLASMARE LA CIVILIZZAZIONE EUROPEA


CITTA' DEL VATICANO, 19 OTT. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina il capo della delegazione della Commissione delle Comunità Europee presso la Santa Sede, Yves Gazzo, in occasione della presentazione delle lettere credenziali.

Nel suo discorso, il Papa ha fatto riferimento ai valori dell'Unione Europea, che "sono il frutto -ha detto- di una lunga e travagliata storia in cui, non lo si può negare, il cristianesimo ha giocato un ruolo fondamentale. L'uguale dignità di tutti gli esseri umani, la libertà dell'atto di fede come radice di tutte le altre libertà civili, la pace come elemento determinante del bene comune, lo sviluppo umano -intellettuale, sociale ed economico- come vocazione divina ed il significato della storia che da esso deriva sono altri elementi centrali della rivelazione cristiana che continuano plasmare la civilizzazione europea".

"Quando la Chiesa ricorda le radici cristiane dell'Europa - ha continuato- non cerca uno statuto privilegiato per se stessa. Vuole mettere in pratica la memoria storica, ricordando in primo luogo una verità -che passa ogni volta sempre più inosservata-: l'ispirazione decisamente cristiana dei padri fondatori dell'Unione europea". Così "desidera manifestare che l'impronta dei valori proviene principalmente dal patrimonio cristiano, il quale continua ancora oggi ad alimentarli".

Il Santo Padre ha affermato che "questi valori comuni non sono un conglomerato disordinato ed aleatorio, ma costituiscono un insieme coerente che si ordina e si articola storicamente a partire da una visione antropologica precisa".

Il Papa ha avvertito del rischio che "questi valori possano essere manipolati da individui e gruppi di pressione desiderosi di far valere i propri interessi particolari in danno di un ambizioso progetto collettivo, in cui gli europei hanno speranza e che ha come obiettivo il bene comune degli abitanti del Continente e di tutto il mondo".

"E'importante -ha sottolineato- che l'Europa non permetta che il proprio modello di civilizzazione si sciolga filo per filo. La sua generosità iniziale non deve essere soffocata dall'individualismo e dall'utilitarismo. Le immense ricchezze intellettuali, culturali, economiche del continente continueranno a produrre frutti purchè siano rese feconde da una visione trascendente della persona umana che costituisce il tesoro più grande dell'eredità europea".

"Si tratta in modo principale della ricerca del giusto e delicato equilibrio tra l'efficacia economica e le esigenze sociali, la salvaguardia dell'ambiente e soprattutto del sostegno indispensabile e necessario alla vita umana dal suo concepimento alla morte naturale, ed alla famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna".

L'Europa non sarà la stessa, ha osservato il Santo Padre, "se non conserva le sue caratteristiche originali che costituiscono la sua grandezza e che possono fare di essa, giorno dopo giorno, una delle principali protagoniste della promozione dello sviluppo integrale delle persone che la Chiesa Cattolica considera come l'unico cammino capace di porre rimedio agli squilibri che il nostro mondo presenta".

Benedetto XVI ha assicurato al rappresentante della Santa Sede che segue "con rispetto e grande attenzione l'attività delle istituzioni europee e aspetta che esse, con il loro lavoro e la loro creatività, onorino l'Europa che più che un continente è una "casa spirituale".

"La Chiesa -ha concluso- vuole "accompagnare" la costruzione dell'Unione europea. Per questo si permette di ricordarle quali sono i valori fondanti e costitutivi della società europea, affinché si promuovano per il bene di tutti".
CD/CREDENZIALI/CE:GAZZO                                                   VIS 20091019 (545)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 19 OTT. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze saparate:

-L'Arcivescovo Renzo Fratini, Nunzio Apostolico in Spagna e nel Principato di Andorra, Osservatore permanente presso l'O.M.T.,

-Il Sig. Muammer Dogan Akdur, Ambasciatore di Turchia, in visita di congedo.

-Il Sig. Fausto Cordovez Chiriboga, Ambasciatore di Ecuador, in visita di congedo.
AP/.../...                                                                                              VIS 20091019 (50)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 19 OTT. 2009 (VIS).- Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Paul D. Etienne Vescovo di Cheyenne (superficie 252.552, popolazione 515.000, cattolici 52.203, sacerdoti 61, religiosi 35, diaconi permanenti 20) negli Stati Uniti. Il Vescovo eletto è nato a Tell City, Indiana (EE.UU.) nel 1959, è stato ordinato sacerdote nel 1992 e attualmente era vice-rettore del "Bishop Brutè Seminary" e parroco della "St. Paul Parish" a Tell City.

Sabato scorso, 17 ottobre, è stato reso pubblico che il Papa ha nominato Membri della Congregazione per i Vescovi il Cardinale Antonio Cañizares Llovera, Prefetto della Congragazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, e l'Arcivescovo Raymond Leo Burke, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.
NER:NA/.../ETIENNE:CAÑIZARES:BURKE                               VIS 20091019(120)


venerdì 16 ottobre 2009

GARANTIRE RISORSE PER SCONFIGGERE FLAGELLO DELLA FAME


CITTÀ DEL VATICANO, 16 OTT 2009 (VIS).- Il Santo Padre ha inviato un messaggio al Direttore Generale della Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO) in occasione della celebrazione, oggi 16 ottobre, della Giornata Mondiale dell'Alimentazione, che commemora la data della fondazione di questo organismo nel 1945. Quest'anno il tema della Giornata è "Raggiungere la sicurezza alimentare in tempi di crisi".
 
 "La crisi attuale, che attraversa senza distinzione l'insieme dei settori dell'economia, colpisce particolarmente in maniera grave il mondo agricolo, dove la situazione diventa drammatica (...). e chiede ai Governi e alle diverse componenti della Comunità internazionale ad operare scelte determinanti ed efficaci".

 "Garantire a persone e popoli la possibilitá di sconfiggere il flagello della fame significa assicurare loro un accesso concreto ad un'adeguata e sana alimentazione. Si tratta, in effetti, di una concreta manifestazione del diritto alla vita, che, pur solennemente proclamato, resta troppo spesso lontano da una piena attuazione".

 Il Santo Padre osserva che il tema della Giornata ricorda che "l'agricoltura deve poter disporre di un sufficiente livello di investimenti e di risorse" e che "i beni della creazione sono limitati per loro natura: essi richiedono, pertanto, atteggiamenti responsabili e capaci di favorire la sicurezza alimentare, pensando anche a quella delle generazioni future".

 "Il conseguimento di questi obiettivi -continua- richiede una necessaria modificazione degli stili di vita e dei modi di pensare. (...) È necessario favorire una cooperazione che protegga i metodi di coltivazione propri di ogni area ed eviti un uso sconsiderato delle risorse naturali. Auspico, inoltre, che tale cooperazione salvaguardi i valori propri del mondo rurale e i fondamentali diritti dei lavoratori della terra (...). L'esperienza dimostra che le soluzioni tecniche, pur avanzate, mancano di efficacia se non si riferiscono alla persona, principale protagonista che, nella sua dimensione spirituale e materiale, è origine e fine di ogni attività".

 Il Papa ricorda che l'accesso all'alimento "è un diritto fondamentale delle persone e dei popoli e sarà una realtà, e quindi una sicurezza, se sarà garantito un adeguato sviluppo in tutte le diverse regioni. In particolare, il dramma della fame potrà essere sconfitto solo "eliminando le cause strutturali che lo provocano e promuovendo lo sviluppo agricolo dei Paesi più poveri mediante investimenti in infrastrutture rurali, in sistemi di irrigazione, in trasporti, in organizzazione dei mercati, in formazione e diffusione di tecniche agricole appropriate, capaci cioè di utilizzare al meglio le risorse umane, naturali e socio-economiche maggiormente accessibili a livello locale".
MESS/GIORNATA MONDIALE ALIMENTAZIONE/DIOUF                                     VIS 20091016 (480)


CRISTIANI E INDÙ PER LO SVILUPPO UMANO INTEGRALE


CITTÀ DEL VATICANO, 16 OTT. 2009 (VIS).- Oggi è stato pubblicato il messaggio del Cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, ai seguaci dell'induismo in occasione del Deepavali, che si celebra in questo mese di ottobre. Il messaggio di quest'anno si intitola: " Indù e cristiani: impegnati nello sviluppo umano integrale".

 Nel testo, firmato anche dall'arcivescovo Pier Luigi Celata, segretario del dicastero, si legge: "Nel processo dello sviluppo integrale, la protezione della vita umana ed il rispetto della dignità e dei diritti fondamentali della persona, sono responsabilità di ciascuno, sia individualmente che collettivamente".

 "Il rispetto degli altri implica, dunque, il riconoscimento della loro libertà: libertà di coscienza, di pensiero e di religione".

 Il cardinal Tauran e l'arcivescovo Celata scrivono che "lo sviluppo umano integrale richiede anche la volontà politica di lavorare per garantire una maggiore protezione dei diritti umani ed una coesistenza pacifica. Sviluppo, libertà e pace sono indissolubilmente legati e si completano reciprocamente".
CON-DIR/DEEPAVALI/TAURAN:CELATA                                                           VIS 20091015 (180)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 16 OTT. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate: Sua Altezza Serenissima il Principe Albert II di Monaco Seguito.

Il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

L'Arcivescovo Giovanni Angelo Becciu, Nunzio Apostolico in Cuba.

La Signora Yulia Vladimirovna, Primo Ministro di Ucraina, e Ucraina.
AL/...                                                                                                                 VIS 20091016 (60)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 16 OTT. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Henryk Marian Tomasik, Vescovo di Radom (superficie: 8.000; popolazione:  918.328; cattolici: 911.180; sacerdoti: 771; religiosi; 521), Polonia. E' stato finora Ausiliare di Siedlce (Polonia).

- Il Padre Felici Ruffini, M.I., Membro del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari.
NER:NA/.../...                                                                                                    VIS 20091016 (301)

QUINDICESIMA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTÀ DEL VATICANO, 15 OTT 2009 (VIS).- Offriamo qui di seguito estratti delle relazioni di alcuni circoli minori che sono stati presentati nell'Aula del Sinodo, durante la quindicesima Congregazione Generale di ieri mattina e che sono stati resi pubblici nel pomeriggio.

CIRCOLO MINORE INGLESE : ARCIVESCOVO ANTHONY JOHN VALENTINE OBINNA, DI OWERRI (NIGERIA) "C'è stata un'esperienza positiva e sana di comunione ecclesiale attraverso il Sinodo, trasmettiamola all'interno delle nostre Chiese e dei nostri organismi. (...) I fedeli laici devono essere resi consapevoli del loro ruolo di agenti di riconciliazione, giustizia e pace nelle loro aree operative o sfere di attività. (...) Per rafforzare la famiglia africana non sono sufficienti le condanne: bisogna prendere iniziative positive per sanare situazioni irregolari. (...) Per rispondere alle numerose vittime di ingiustizia nel continente, i non nati (aborto), orfani, bambini di strada, disabili, prigionieri, comunità perseguitate ed emarginate, bisogna creare strutture di giustizia, pace, sollecitudine pastorale, comprensione ed empatia all'interno ella Chiesa e da parte di essa. (...) Il Compendio della dottrina sociale della Chiesa dovrebbe essere un testo obbligatorio per la formazione e la acquisizione di abilità dei laici (...) Bisogna usare testi ufficiali sulla vita umana e sulla sessualità per insegnare ai seminaristi e ai giovani la dottrina cristiana e l'approccio alla sessualità. (...) La catechesi sulla famiglia dovrebbe essere promossa a partire dal Compendio della dottrina sociale della Chiesa. (...) Le donne dovrebbero avere ruoli da svolgere nella Chiesa come membri a pieno titolo. Bisogna fare dei nuovi sforzi per eliminare la discriminazione contro le donne in tutti gli ambiti".

CIRCOLO MINORE INGLESE: VESCOVO SITHEMBELE ANTON SIPUKA, DI UMTATA (SUDAFRICA) "Notiamo che la mancanza di pubblicità sul Sinodo riflette la nostra debolezza nella comunicazione, perciò abbiamo bisogno di comunicare al nostro ritorno di cosa abbiamo discusso e deciso qui. (...) È necessario poi incontrare i nostri governi e a partire da lì diffondere i risultati dalle fondamenta, addirittura prima della pubblicazione finale dei risultati del Sinodo da parte del Papa. (...) Purtroppo, non abbiamo una formazione permanente dopo il Battesimo e la Cresima, che potrebbe aiutare a far restare le persone nella Chiesa. Per questo, dobbiamo rivedere la nostra metodologia attuale di catechesi. Esiste poi un problema di struttura gerarchica nella società africana per cui i superiori non possono chiedere perdono agli inferiori. Per esempio, è impensabile che un marito chieda perdono alla moglie o un anziano ad un giovane. Tutto ciò vale anche per i gruppi etnici: un gruppo etnico non riterrebbe appropriato chiedere perdono ad un altro. Sembra poi che le modalità di riconciliazione tradizionali africane siano un ostacolo all'ideale e alla pratica cristiana di riconciliazione." (...)

CIRCOLO MINORE FRANCESE B: VESCOVO LOUIS PORTELLA MBUYU, DI KINKALA, PRESIDENTE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE (REPUBBLICA DEL CONGO). "Le urgenze sono numerose: formare quanti hanno potere decisionale ora e in futuro (una formazione spirituale e dottrinale, ma pure tecnica, seguita anche da cappellani a loro volta adeguatamente formati); dare alle donne il posto che spetta loro; educare le persone alla pace fin dalla più tenera età e aiutarle a cambiare il loro modo di guardare agli altri; lo stesso vale per l'educazione allo stato di diritto e a tutti gli altri valori cristiani che riguardano la società. (...) La famiglia, cellula fondamentale della società, merita una mobilitazione pastorale importante. La pastorale familiare implica tutte le categorie: i bambini e i giovani devono ricevere una educazione accurata, i coniugi devono progredire nell'amore coniugale; i genitori devono assumersi la propria responsabilità di primi educatori. I valori cristiani del matrimonio e della famiglia devono quindi essere al centro di iniziative pastorali appropriate. La relazione fra la nostra cultura e i Sacramenti dell'Eucaristia e della Riconciliazione ci orienta verso una catechesi inculturata di tali Sacramenti. In questo ambito, perché non pensare a un congresso eucaristico continentale guidato da una dinamica di ricerca teologica, di catechesi e di celebrazione inculturata?"

CIRCOLO MINORE INGLESE E: VESCOVO MARTIN IGWEMEZIE UZOUKWU, DE MINNA (NIGERIA). "Dobbiamo avere un atteggiamento positivo verso le tradizioni africane, vederle come un'opportunità ed esaminarle attentamente per purificarle e usarle nel processo di riconciliazione. Anche la diversità deve essere vista come un dono; è stata creata da Dio, ed è un fattore di ricchezza. Ma spesso i politici si servono della nostre diversità per dividere un'etnia dall'altra e creare tensione e conflitto; per questo la riconciliazione deve essere depoliticizzata, liberata dal ricatto di non limpide motivazioni politiche. (...) Un'attenzione particolare deve essere dedicata alla formazione del clero, che con il suo lavoro edifica quotidianamente il Regno di Dio. Anche il sacerdote rischia di perdere di vista la grandezza della sua vocazione ed è minacciato dalla mentalità del mondo che diffonde i disvalori del materialismo; il sacerdote deve imitare Cristo nel servire, non nell'essere servito. Ai seminaristi dovrebbe essere insegnato ad avvalersi dei nuovi media, per rendere più completa la loro istruzione e per essere capaci di evangelizzare anche servendosi di internet e dei nuovi strumenti messi a disposizione dal progresso tecnico".
SE/QUINDICESIMA CONGREGAZIONE/...                              VIS 20091016 (830)


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