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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 8 maggio 2009

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Joseph Kariyil, Vescovo della Diocesi di Cochin (superficie: 235; popolazione: 616.218; cattolici: 172.037; sacerdoti: 141; religiosi: 564), India. E' stato finora Vescovo di Punalur (India).

- Il Reverendo Marcelo Daniel Colombo, Vescovo di Orán (superficie: 55.000; popolazione: 348.000; cattolici: 271.000; sacerdoti: 39; religiosi: 90; diaconi permanenti: 3), Argentina. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Cattedrale di Quilmes (Argentina), è nato a Buenos Aires (Argentina), nel 1961 ed è stato ordinato sacerdote nel 1988.

- Il Reverendo Selvister Ponnumuthan, Vescovo di Punalur (superficie: 5.052; popolazione: 3.000.000; cattolici: 46.815; sacerdoti: 54; religiosi: 287), India. Il Vescovo eletto è nato nel 1956 a Viraly-Utchakkada (India) ed è stato ordinato sacerdote nel 1981. Dal 2008 è Rettore del "St. Joseph's Pontifical Seminary" a Carmelgiri (India).
NER/.../KARIYIL:COLOMBO:PONNUMUTHAN VIS 20090508 (140)

INSEGNAMENTI GIOVANNI PAOLO II AFFRONTARE SFIDE ATTUALI


CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha fatto pervenire un Messaggio all'Arcivescovo Ioan Robu, di Bucarest (Romania), in occasione della celebrazioni per il 10° anniversario della visita del Servo di Dio Giovanni Paolo II nel Paese (7 - 9 maggio 1999). Il Messaggio è stato consegnato dall'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati e Inviato Speciale del Papa alla cerimonia di commemorazione.

Benedetto XVI ha parole di encomio per l'interessante iniziativa, promossa dalla Chiesa Cattolica in Romania, della Chiesa Ortodossa Romena e dello Stato Rumeno "che unisce i fedeli cattolici e ortodossi di codesto Paese, il quale, per la sua posizione geografica e per la sua lunga storia, per la cultura e la tradizione, conserva come iscritta nelle sue radici una singolare vocazione ecumenica".

Il Papa formula l'auspicio che "i credenti in Cristo non solo custodiscano viva la memoria di quelle indimenticabili giornate, ma che, raccogliendo gli insegnamenti del mio venerato predecessore Giovanni Paolo II, si impegnino tutti a ricercare vie coraggiose per affrontare insieme con fiducia le grandi sfide dei nostri giorni. Penso, in maniera speciale, alla difesa della vita dell'uomo in ogni sua fase, alla tutela della famiglia, al rispetto del creato, alla promozione del bene comune. Facendo inoltre miei i voti dell'amato Papa Giovanni Paolo II, invito a pregare perché quanto prima si possa pervenire alla piena comunione fraterna fra tutti i cristiani tanto in Occidente quanto in Oriente".
MESS/GIOVANNI PAOLO II/ROMANIA:ROBU VIS 20090508 (250)

PREGARE PER IL PREZIOSO DONO DELL'UNITÀ E DELLA PACE


CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2009 (VIS). Alle 15:30, ora locale, (14:30 ora italiana) il Santo Padre è giunto al Centro "Regina Pacis" di Amman, per la riabilitazione ed il reinserimento sociale dei portatori di handicap fondata dal Vescovo Salim Sayegh, Vicario Patriarcale Latino per la Giordania. Dopo il saluto del Patriarca Latino di Gerusalemme, Sua Beatitudine Fouad Twal, il Santo Padre ha iniziato il suo discorso esprimendo il suo apprezzamento alle Suore Comboniane ed al personale responsabile del Centro.

"Come per innumerevoli migliaia di pellegrini prima di me, è ora il mio turno di soddisfare quel profondo desiderio di toccare, di trarre conforto dai luoghi dove Gesù visse e che furono santificati dalla sua presenza e di venerarli. Dai tempi apostolici, Gerusalemme è stata il principale luogo di pellegrinaggio per i Cristiani, ma ancora prima, nell'antico Vicino Oriente, i popoli Semitici costruirono luoghi sacri per indicare e commemorare una presenza o un'azione divina. E la gente comune soleva recarsi in questi centri portando una parte dei frutti della loro terra e del loro bestiame per farne offerta come atto di omaggio e di gratitudine".

"Cari Amici, ognuno di noi è un pellegrino. Siamo tutti proiettati in avanti, risolutamente, sulla via di Dio. Naturalmente, tendiamo poi a volgere lo sguardo indietro al percorso della vita - talvolta con rimpianti o recriminazioni, spesso con gratitudine ed apprezzamento - ma guardiamo anche avanti - a volte con trepidazione o ansia, sempre con attesa e speranza, sapendo che ci sono anche altri ad incoraggiarci lungo la strada. So che i viaggi che hanno condotto molti di voi al Centro 'Regina Pacis' sono stati segnati da sofferenza o prove. Alcuni di voi lottano coraggiosamente con forme di invalidità, altri hanno sopportato il rifiuto, ed alcuni di voi sono stati attratti a questo luogo di pace semplicemente per cercare incoraggiamento ed appoggio. Di particolare importanza, lo so bene, è il grande successo del Centro nel promuovere il giusto posto dell'invalido nella società e nell'assicurare che un adeguato esercizio e strumentazione siano forniti per facilitare una simile integrazione".

"A volte" - ha proseguito il Papa - "è difficile trovare una ragione per ciò che appare solo come un ostacolo da superare o anche come prova - fisica o emotiva - da sopportare. Ma la fede e la ragione ci aiutano a vedere un orizzonte oltre noi stessi per immaginare la vita come Dio la vuole. L'amore incondizionato di Dio, che dà la vita ad ogni individuo umano, mira ad un significato e ad uno scopo per ogni vita umana".

"Amici, diversamente dai pellegrini d'un tempo, io non vengo portando regali od offerte. Io vengo semplicemente con un'intenzione, una speranza: pregare per il regalo prezioso dell'unità e della pace, più specificamente per il Medio Oriente. La pace per gli individui, per i genitori e i figli, per le comunità, pace per Gerusalemme, per la Terra Santa, per la regione, pace per l'intera famiglia umana; la pace durevole generata dalla giustizia, dall'integrità e dalla compassione, la pace che sorge dall'umiltà, dal perdono e dal profondo desiderio di vivere in armonia come un'unica realtà".

Rivolgendosi in particolare ai giovani del Centro, Benedetto XVI ha detto: "A voi in particolare desidero dire che stando in mezzo a voi io sento la forza che proviene da Dio. La vostra esperienza del dolore, la vostra testimonianza in favore della compassione, la vostra determinazione nel superare gli ostacoli che incontrate, mi incoraggiano a credere che la sofferenza può determinare un cambiamento in meglio. Nelle nostre personali prove, e stando accanto agli altri nelle loro sofferenze, cogliamo l'essenza della nostra umanità, diventiamo, per così dire, più umani. E incominciamo ad imparare che, su un altro piano, anche i cuori induriti dal cinismo o dall'ingiustizia o dalla riluttanza a perdonare non sono mai al di là del raggio d'azione di Dio, possono essere sempre aperti ad un nuovo modo di essere, ad una visione di pace".

"Vi esorto tutti a pregare ogni giorno per il nostro mondo" - ha detto infine il Santo Padre - "Ed oggi voglio chiedervi di assumervi uno specifico compito: pregate, per favore, per me ogni giorno del mio pellegrinaggio; per il mio spirituale rinnovamento nel Signore e per la conversione dei cuori al modo di perdonare e di solidarizzare che è proprio di Dio, così che la mia speranza - la nostra speranza - per l'unità e la pace nel mondo porti frutti abbondanti".

Conclusa la visita il Papa si è recato alla Nunziatura Apostolica di Amman da dove si dirigerà al Palazzo Reale Al-Husseineh per la visita di cortesia alle loro Maestà il Re e la Regina di Giordania.
OP-GIORDANIA/DISABILI/AMMAN VIS 20090508 (780)

PROMUOVERE PACE DURATURA IN MEDIO ORIENTE


CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2009 (VIS). Questa mattina, alle 9:50, il Santo Padre è partito dall'aeroporto romano di Fiumicino e dopo un volo di quattro ore è giunto all'Aeroporto "Queen Alia" di Amman (Giordania), dando così inizio al suo Pellegrinaggio Apostolico in Terra Santa, dodicesimo Viaggi fuori d'Italia, che si concluderà venerdì 15 maggio.

Il Re e la Regina di Giordania, Abdalá II e Rania, hanno accolto il Papa ai piedi della scaletta dell'aereo. Erano presenti Autorità politiche e civili, i Membri della Famiglia Reale, gli Ordinari di Terra Santa, i Patriarchi e Vescovi ed un gruppo di fedeli.

"Sono venuto in Giordania come pellegrino" - ha detto Benedetto XVI nel primo discorso del suo Viaggio - "per venerare i luoghi santi che hanno avuto un così importante ruolo in alcuni degli eventi chiave della storia Biblica".

"La possibilità che la comunità cattolica di Giordania possa edificare pubblici luoghi di culto è un segno del rispetto di questo Paese per la religione e a nome dei Cattolici desidero esprimere quanto sia apprezzata questa apertura" - ha detto ancora il Papa - "La libertà religiosa è certamente un diritto umano fondamentale ed è mia fervida speranza e preghiera che il rispetto per i diritti inalienabili e la dignità di ogni uomo e di ogni donna giunga ad essere sempre più affermato e difeso, non solo nel Medio Oriente, ma in ogni parte del mondo".

"La mia visita in Giordania" - ha proseguito il Pontefice - "mi offre la gradita opportunità di esprimere il mio profondo rispetto per la comunità Musulmana e di rendere omaggio al ruolo di guida svolto da Sua Maestà il Re nel promuovere una migliore comprensione delle virtù proclamate dall'Islam".

"Il Regno di Giordania è da tempo in prima linea nelle iniziative volte a promuovere la pace nel Medio Oriente e nel mondo, incoraggiando il dialogo inter-religioso, sostenendo gli sforzi per trovare una giusta soluzione al conflitto Israeliano-Palestinese, accogliendo i rifugiati dal vicino Iraq, e cercando di tenere a freno l'estremismo. Non posso lasciare passare questa opportunità senza richiamare alla mente gli sforzi d'avanguardia a favore della pace nella regione fatti dal precedente re Hussein. (...) Possa il suo impegno per la soluzione dei conflitti della regione continuare a portar frutto nello sforzo di promuovere una pace durevole e una vera giustizia per tutti coloro che vivono nel Medio Oriente".

"Cari Amici, nel Seminario tenutosi a Roma lo scorso autunno presso il Foro Cattolico-Musulmano, i partecipanti hanno esaminato il ruolo centrale svolto, nelle nostre rispettive tradizioni religiose, dal comandamento dell'amore. Spero vivamente che questa visita" - ha concluso il Papa - "e in realtà tutte le iniziative per promuovere buone relazioni tra Cristiani e Musulmani, ci aiutino a crescere nell'amore verso Dio Onnipotente e Misericordioso, come anche nel fraterno amore vicendevole".
PV-GIORDANIA/ARRIVO/AMMAN VIS 20090508 (460)

giovedì 7 maggio 2009

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 7 MAG. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Winona (Stati Uniti d'America), presentata dal Vescovo Bernard J. Harrington, per raggiunti limiti d'età. Gli succede il Coadiutore Vescovo John M. Quinn.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare della Diocesi di Butuan (Filippine), presentata dal Vescovo Zacharias C. Jimenez, in conformità ai canoni 411 e 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Padre Lawrence Subrata Howlader, C.S.C., Vescovo Ausiliare della Diocesi di Chittagong (superficie: 39.247; popolazione; 32.110.000; cattolici: 35.238; sacerdoti. 36; religiosi: 126), Bangladesh. Il Vescovo eletto è nato nel 1965 a Noborgram (Bangladesh), ha emesso la professione perpetua nella Congregazione della Santa Croce nel 1993 ed è stato ordinato sacerdote nel 1994. E' stato finora Maestro dei Novizi della Congregazione della Santa Croce a Baribal (Bangladesh).

- Ha nominato il Monsignore Jesús Antonio Lerma Nolasco, Vescovo Ausiliare di México (superficie: 1.429; popolazione: 8.705.000; cattolici: 7.777.583; sacerdoti: 1.734; religiosi: 7.260; diaconi permanenti: 154), Messico. Il Vescovo eletto è nato nel 1945 a Xalisco (Messico) ed è stato ordinato sacerdote nel 1971. E' stato finora Vicario Generale della Diocesi di Tepic (Messico).

- Ha nominato il Padre Cyril Vasil', S.I., che è Rettore del Pontificio Istituto Orientale, Segretario della Congregazione per le Chiese Orientali, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1965 a Kosice (Slovacchia), è stato ordinato sacerdote nel 1987 e nel 2001 ha emesso la professione solenne nella Società di Gesù.
RE:NEA:NA/.../... VIS 20090507 (250)

MISSIONE DELLA GUARDIA SVIZZERA PONTIFICIA


CITTA' DEL VATICANO, 7 MAG. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto le 32 nuove Guardie Svizzere Pontificie che nel pomeriggio di ieri hanno prestato giuramento nel corso di una cerimonia nel Cortile San Damaso in Vaticano,
accompagnate dai familiari e da altri membri del Corpo.

Nel discorso tenuto in tedesco, italiano e francese, il Papa ha ricordato alle nuove Guardie che uno dei loro doveri è quello di "vegliare sulla residenza del Papa, il Palazzo Apostolico, non soltanto l'edificio e i suoi prestigiosi appartamenti, ma soprattutto tutte le persone che incrociate ed alle quali fate del bene con la vostra amabilità e attenzione. Ciò vale in primo luogo per il Papa, per le persone che abitano con lui e per i suoi collaboratori nel Palazzo Apostolico e per gli ospiti. Il vostro compito si estende anche alla vita comune con i vostri camerati, coloro che condividono il vostro servizio e che hanno lo stesso obiettivo, servire il Sommo Pontefice 'fedelmente, lealmente e con fede' e, se necessario, dare la propria vita per Lui".

"Volgiamo la nostra attenzione a Roma" - ha proseguito il Pontefice - "la Città Eterna, che si distingue per la sua ricca storia e cultura. (...) In questa città, in certo modo, la fede stessa e la preghiera di numerosi secoli sono divenuti pietre e forme. Questo ambiente ci accoglie e ci ispira per prendere a modello gli innumerevoli santi che hanno vissuto qui e grazie ad essi, possiamo avanzare nel nostro cammino di fede".

"In questa città di Roma, infine, nella quale si trova il centro della Chiesa universale, incontriamo cristiani di tutto l'orbe terrestre. La Chiesa cattolica è internazionale. Ma nella sua molteplicità essa è tuttavia un'unica Chiesa, che s'esprime nella stessa confessione di fede ed è unita anche molto concretamente nel suo legame a Pietro e al suo Successore, il Papa".

"La Chiesa" - ha concluso il Pontefice - "raduna uomini e donne di culture molto diverse; tutti formano una comunità in cui si vive e si crede insieme e, nelle cose essenziali della vita, ci si comprende a vicenda. È questa un'esperienza molto importante, che qui la Chiesa vuol donare a voi, affinché voi la facciate vostra e la comunichiate ad altri - l'esperienza cioè che nella fede in Gesù Cristo e nel suo amore per gli uomini, anche mondi così diversi possono diventare una cosa sola, creando in tal modo ponti di pace e di solidarietà fra i popoli".
AC/GUARDIA SVIZZERA/... VIS 20090507 (420)

UDIENZA AL PRESIDENTE EL SALVADOR


CITTA' DEL VATICANO, 7 MAG. 2009 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

"Stamane, giovedì 7 maggio 2009, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza il Signor Lic. Elías Antonio Saca González, Presidente della Repubblica di El Salvador, il quale si è incontrato successivamente con Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato".

"Nei corso dei cordiali colloqui sono stati passati in rassegna diversi temi legati alla situazione interna e alla attualità internazionale, rilevando, tra l'altro, l'impegno del Paese a promuovere la cooperazione nel piano commerciale, nella lotta contro il crimine organizzato, in materia di educazione ed emigrazione, e per la promozione sociale".

"Infine, si sono evidenziate le buone relazioni fra Chiesa e Stato, auspicandone il rafforzamento in favore del progresso spirituale, della pacificazione e dello sviluppo nazionale".
OP/UDIENZA/EL SALVADOR:SACA VIS 20090507 (150)

mercoledì 6 maggio 2009

SALUTO DEL PAPA MEDICI CATTOLICI E POPOLAZIONI TERRA SANTA

CITTA' DEL VATICANO, 6 MAG. 2009 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale di questa mattina, il Santo Padre ha salutato i medici cattolici presenti con queste parole: "La vostra opera, che si pone al servizio dell'essere umano dal suo concepimento fino al suo termine naturale, sia sempre eloquente testimonianza di solidarietà umana e cristiana".

  "Come sapete, dopodomani partirò per la Terra Santa" - ha proseguito il Papa ed esprimendosi in inglese, ha rivolto uno speciale messaggio alle popolazioni della Giordania, di Israele e dei Territori Palestinesi.

  "Questa mattina desidero tramite la radio e la televisione salutare tutte le popolazioni di quelle terre. Non vedo l'ora di essere con voi e di condividere con voi le vostre aspirazioni e speranze, sofferenze e difficoltà. Verrò da voi come pellegrino di pace. Il mio primo intento è di visitare i luoghi resi santi dalla vita di Gesù e pregare per il dono della pace e dell'unità fra le vostre famiglie, e per tutti coloro che hanno vivono in Terra Santa e in Medio Oriente. Fra i numerosi avvenimenti religiosi e civili che avranno luogo nel corso della settimana, ci saranno incontri con i rappresentanti delle comunità musulmane ed ebraiche con le quali sono stati conseguiti grandi progressi nel dialogo e nello scambio culturale. In modo particolare saluto con affetto i cattolici della regione e  vi chiedo di unirvi a me nella preghiera affinché la visita sia proficua per la vita spirituale e civile di tutti coloro che abitano in Terra Santa. Perchè tutti lodiamo Dio per la sua bontà. perché tutti siamo popoli di speranza. Perché tutti continuiamo ad essere fermi nel nostro desiderio e nel nostro impegno a favore della pace".
AC/MEDICI CATTOLICI:TERRA SANTA/...                   VIS 20090506 (300)


GIOVANNI DAMASCENO FIGURA DI RILIEVO TEOLOGIA BIZANTINA

CITTA' DEL VATICANO, 6 MAG. 2009 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi a San Giovanni Damasceno (675-749) "personaggio di prima grandezza nella storia della teologia bizantina".

  "Egli è" - ha spiegato Benedetto XVI - "soprattutto un testimone oculare del trapasso dalla cultura cristiana greca e siriana, condivisa dalla parte orientale dell'Impero bizantino, alla novità dell'Islam, che si fa spazio con le sue conquiste militari nel territorio riconosciuto abitualmente come Medio o Vicino Oriente".

  "Giovanni, nato in una ricca famiglia cristiana, giovane ancora assunse la carica - rivestita forse già dal padre - di responsabile economico del califfato. Ben presto, però, insoddisfatto della vita di corte, maturò la scelta monastica, entrando nel monastero di San Saba, vicino a Gerusalemme. (...) Non allontanandosi mai dal monastero, si dedicò con tutte le sue forze all'ascesi e all'attività letteraria, non disdegnando una certa attività pastorale, di cui danno testimonianza soprattutto numerose 'Omelie'. La sua memoria liturgica è celebrata il 4 dicembre. Papa Leone XIII lo proclamò Dottore della Chiesa universale nel 1890".

  "Di lui si ricordano in Oriente" - ha proseguito il Papa - ""i tre 'Discorsi contro coloro che calunniano le sante immagini', che furono condannati, dopo la sua morte, dal Concilio iconoclasta di Hieria (754). (...) In questi testi è possibile rintracciare i primi importanti tentativi teologici di legittimazione della venerazione delle immagini sacre, collegando queste ultime al mistero dell'Incarnazione del Figlio di Dio nel seno della Vergine Maria".

  "Giovanni Damasceno fu inoltre tra i primi a distinguere, nel culto pubblico e privato dei cristiani, fra adorazione (latreia) e venerazione (proskynesis): la prima si può rivolgere soltanto a Dio, sommamente spirituale, la seconda invece può  utilizzare un'immagine per rivolgersi a colui che viene rappresentato nell'immagine stessa".

  "Questa distinzione" - ha sottolineato il Pontefice - "si rivelò subito molto importante per rispondere in modo cristiano a coloro che pretendevano come universale e perenne l'osservanza del divieto severo dell'Antico Testamento sull'utilizzazione cultuale delle immagini. Questa era la grande discussione anche nel mondo islamico, che accetta questa tradizione ebraica dellaesclusione totale delle immagini dal culto. Invece i cristiani, in questo contesto, hanno discusso del problema e la giustificazione per la venerazione delle immagini".

  "San Giovanni Damasceno resta, quindi, un testimone privilegiato del culto delle icone, che giungerà ad essere uno degli aspetti più distintivi della teologia e della spiritualità orientale fino ad oggi. (...) L'insegnamento di San Giovanni Damasceno si inserisce così nella tradizione della Chiesa universale, la cui dottrina sacramentale prevede che elementi materiali presi dalla natura possano diventare tramite di grazia in virtù dell'invocazione (epiclesis) dello Spirito Santo,  accompagnata dalla confessione della vera fede".

  "In collegamento con queste idee di fondo Giovanni Damasceno pone anche la venerazione delle reliquie dei santi, sulla base della convinzione che i santi cristiani, essendo stati resi partecipi della risurrezione di Cristo, non possono essere considerati semplicemente dei 'morti'".

  "L'ottimismo della contemplazione naturale (physike teoria)" - ha detto infine il Papa - "di questo vedere nella creazione visibile il buono, il bello, il vero, questo ottimismo cristiano non è un ottimismo ingenuo: tiene conto della ferita inferta alla natura umana da una libertà di scelta voluta da Dio e utilizzata impropriamente dall'uomo, con tutte le conseguenze di disarmonia diffusa che ne sono derivate. Da qui l'esigenza percepita chiaramente dal teologo di Damasco, che la natura nella quale si riflette la bontà e la bellezza di Dio, ferite dalla nostra colpa, 'fosse rinforzata e rinnovata' dalla discesa del Figlio di Dio nella carne".
AG/SAN GIOVANNI DAMASCENO/...                       VIS 20090506 (570)


martedì 5 maggio 2009

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignore Leslie Roger Tomlinson, Vescovo Ausiliare di Melbourne (superficie: 27.194; popolazione: 3.751.731; cattolici: 1.061.570; sacerdoti: 547; religiosi: 1.803; diaconi permanenti: 2), Australia. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale della medesima Diocesi, è nato a Mildura (Australia), nel 1943 ed è stato ordinato sacerdote nel 1972.
NEA/.../TOMLINSON                                 VIS 20090505 (70)

GIURAMENTO 32 NUOVE RECLUTE GUARDIA SVIZZERA PONTIFICIA

CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2009 (VIS). Alle 17:00 di domani, mercoledì 6 maggio, nel Cortile San Damaso del Palazzo Apostolico, trentadue nuove reclute arruolate negli ultimi dodici mesi presteranno giuramento come Alabardieri della Guardia Svizzera Pontificia, davanti ai membri della Curia Romana, alle rappresentanze delle legazioni diplomatiche presso la Santa Sede ed alle Autorità militari, civili e religiose della Svizzera.

  Alle 7:00 di mercoledì 6 maggio, il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, celebrerà la Santa Messa all'Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, alla quale assisteranno le nuove Guardie, con i familiari, parenti ed amici. Alle 8:30, nel Cortile d'Onore del Quartiere Svizzero, il Comandante del Corpo, Colonnello Daniel Rudolf Anrig deporrà una corona d'alloro davanti al monumento che commemora l'eroica morte di 147 soldati elvetici, caduti in difesa di Papa Clemente VII nel Sacco di Roma del 6 maggio 1527, perpetrato dalle truppe dell'Imperatore Carlo V. L'Arcivescovo Fernando Filoni, Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, conferirà le decorazioni e le onorificenze ad alcuni membri del Corpo.

  Quest'anno sarà inoltre presente il nuovo Capo dell'Esercito svizzero, il Generale Comandante di Corpo André Blattmann. Il Consiglio Cantonale di Zurigo prenderà parte alla cerimonia come ospite d'onore. La Banda musicale della polizia di Zurigo offrirà un concerto di gala per le nuove Guardie e i familiari, che si terrà il 7 maggio nel Cortile d'Onore.

  "Con la partecipazione di una cantone ospite al giuramento delle nuove guardie" - si legge in un Comunicato della Guardia Svizzera Pontificia - il Corpo "intende promuovere e rafforzare i rapporti e le relazioni con la Svizzera e le sue regioni, con un particolare sguardo alle tradizioni".

  La Guardia Svizzera Pontificia fu fondata nel 1506 da Papa Giulio II della Rovere, il quale cinquecento anni fa chiedeva agli stati "Confederatis Superioris Allemanniae" di consentire il reclutamento di giovani svizzeri per costituire una guardia del corpo pontificia. Il 22 gennaio del 1506, con l'arrivo a Roma di un contingente di 150 uomini giunto a piedi da Lucerna lungo la via Francigena, si costituiva la Guardia Svizzera Pontificia, il cui motto è "Acriter et Fideliter", Onore e Fedeltà, e la cui più alta missione è di servire la Chiesa assicurando la tutela del Pontefice e la difesa del Palazzo Apostolico.
GSP/GIURAMENTO:RECLUTE/...                           VIS 20090505 (390)


CHIESA CATTOLICA GIORDANIA, ISRAELE E TERRITORI PALESTINESI

CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2009 (VIS). In occasione del Pellegrinaggio del Santo Padre Benedetto XVI in Terra Santa, dall'8 al 15 maggio prossimo, sono state pubblicate le statistiche della Chiesa Cattolica in Giordania, in Israele e nei Territori Palestinesi. I dati aggiornati al 31 dicembre 2007 sono a cura dell'Ufficio Centrale di Statistica della Chiesa.

  La Giordania ha una popolazione di 5.720.000 abitanti, dei quali 109.000 cattolici, l'1,91% della popolazione, con 3 Circoscrizioni ecclesiastiche e 64 parrocchie. La Chiesa locale conta 4 Vescovi, 103 sacerdoti, 258 religiosi e 7 seminaristi maggiori.

  Un totale di 30.595 alunni frequentano le 123 scuole materne e primarie, le medie inferiori e secondarie, di proprietà e/o dirette da ecclesiastici o religiosi. I Centri caritativi e sociali di proprietà e/o diretti da ecclesiastici o religiosi contano 2 ospedali, 1 ambulatorio, 1 consultorio familiare e 3 Centri speciali di educazione o rieducazione sociale.

  In Israele e nei Territori Palestinesi vivono 7.180.000 persone, di cui 130.000 cattolici, l'1,81% della popolazione. Le circoscrizioni ecclesiastiche sono 9, le parrocchie 78 e 3 i centri pastorali di altro tipo. Attualmente vi sono 11 Vescovi, 406 sacerdoti,  1.171 religiosi, un missionario laico, 14 seminaristi minori e 110  seminaristi maggiori.

  Nei 192 Centri di istruzione di proprietà e/o diretti da ecclesiastici o religiosi, dalle scuole materne all'università, studiano 43.876 alunni. I Centri caritativi e sociali di proprietà e/o diretti da ecclesiastici o religiosi, in Israele e Territori Palestinesi comprendono 11 ospedali, 10 ambulatori, 9 case per anziani, invalidi e minorati, 11 orfanotrofi e asili nido, 4 centri speciali di educazione o rieducazione sociale e 2 istituzioni di altro tipo.
OP/STATISTICHE GIORDANIA:ISRAELE:PALESTINA/...      VIS 20090505 (280)


lunedì 4 maggio 2009

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 4 MAG. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Camillus Archibong Etokudoh, Vescovo di Port Harcourt (superficie: 10.500; popolazione: 4.921.000; cattolici: 695.673; sacerdoti: 187; religiosi: 234), Nigeria. Finora Vescovo di Ikot-Ekpene (Nigeria), il Vescovo Archibong Etokudoh succede al Vescovo Alexius Obabu Makozi, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

  In data 1° maggio, il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Lancaster (Inghilterra), presentata dal Vescovo Patrick O'Donoghue, per raggiunti limiti d'età. Gli succede il Vescovo Michael Campbell, O.S.A., finora Vescovo Coadiutore della medesima Diocesi.

  In data 30 aprile, il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Arcidiocesi di Kasama (Zambia), presentata dall'Arcivescovo James Spaita, per raggiunti limiti di età.
NER:RE/.../...                                       VIS 20090504 (140)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 4 MAG. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

- Il Cardinale Edmund Casimir Szoka, Presidente emerito della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale del Perù, in Visita "Ad limina Apostolorum":

   - Il Vescovo Lino Mario Panizza Richero, O.F.M.Cap., di Carabayllo.

    - Il Vescovo Héctor Eduardo Vera Colona, di Ica.

    - Il Vescovo Carlos Enrique García Camader, di Lurín.

    - L'Arcivescovo José Antonio Eguren Anselmi, S.C.V., di Piura.

    - Il Vescovo Jesús Moliné Labarta, di  Chiclayo.

    - Il Vescovo Salvador Piñeiro García-Calderón, Ordinario Militare.

  Sabato 2 maggio, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Giovanni Battiste Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Otto Presuli della Conferenza Episcopale del Perù, in Vistia "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Javier Augusto del Río Alba, di Arequipa.

    - Il Vescovo Jorge Pedro Carrión Pavlich, di Puno.

    - Il Vescovo Marco Antonio Cortez Lara, di Tacna y Moquegua.

    - L'Arcivescovo Luis Abilio Sebastiani Aguirre, S.M., di Ayachuco, con l'Ausiliare Vescovo Gabino Miranda Melgarejo.

    - L'Arcivescovo Juan Antonio Ugarte Pérez, di Cuzco,

    - Il Vescovo Isidro Sala Ribera, di Abancay, con l'Ausiliare Vescovo Gilberto Gómez González.

- L'Arcivescovo Luigi Bianco, Nunzio Apostolico in  Honduras, con i Familiari.
AL:AP/.../...                                       VIS 20090504 (240)

DIRITTI UMANI E DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA

CITTA' DEL VATICANO, 4 MAG. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Membri della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, di cui è Presidente la Professoressa Mary Ann Glendon, al termine della XV Assemblea Plenaria.

  La Pontificia Accademia - ha ricordato il Santo Padre - ha esaminato i rapporti fra dottrina sociale della Chiesa e lavoro, democrazia, globalizzazione, solidarietà e sussidiarietà, concentrandosi sulla "questione centrale della dignità della persona umana e dei diritti umani, punto di incontro fra la dottrina della Chiesa e la società contemporanea".

  "La Chiesa ha sempre affermato che si devono promuovere i diritti fondamentali, al di sopra e al di là della loro diversa formulazione, dei diversi livelli di importanza acquisiti in diversi contesti culturali, e ad essi deve accordarsi riconoscimento universale perché sono inerenti alla stessa natura umana, creata ad immagine e somiglianza di Dio. Se tutti gli esseri umani sono creati ad immagine e somiglianza di Dio, allora essi condividono una natura comune che li unisce ed esige rispetto universale. La Chiesa (...) insegna che l'ordine etico e politico che governa i rapporti fra le persone trova la sua origine nella stessa struttura dell'essere umano".

  "La scoperta dell'America e il successivo dibattito antropologico nell'Europa del sedicesimo e diciassettesimo secolo hanno comportato una più elevata consapevolezza dei diritti umani in quanto tali e della loro universalità (ius gentium). L'età moderna ha contribuito a concepire l'idea che il messaggio di Cristo - poiché proclama che Dio ama ogni uomo e donna e che ogni essere umano è chiamato ad amare liberamente Dio - dimostra che ognuno, indipendentemente dalla sua condizione sociale e culturale, per natura merita la libertà".

  Il Papa ha quindi ricordato che nella seconda  metà del ventesimo secolo, dopo le catastrofi delle due guerre mondiali e gli indicibili crimini perpetrati da ideologie totalitarie, "la comunità internazionale acquisì un nuovo sistema di diritto internazionale fondato sui diritti umani". Benedetto XVI ha precisato che i suoi Predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II "si riferivano con forza al diritto alla vita e al diritto alla libertà di coscienza e di religione come essenti al centro di quei diritti che hanno origine dalla stessa natura umana".

  "A rigor di termini" - ha proseguito il Papa - "questi diritti umani non sono verità di fede, anche se possono essere scoperti - ed anzi vengono in piena luce - nel messaggio di Cristo che 'svela anche pienamente l'uomo a se stesso'. Essi ricevono ulteriore conferma dalla fede. Tuttavia secondo la ragione, vivendo ed agendo nel mondo fisico come esseri spirituali, uomini e donne percepiscano la presenza pervadente di un 'logos' che li rende capaci distinguere non solo fra vero e falso, ma anche fra bene e male, meglio e peggio, fra giustizia e ingiustizia".

  "L'azione della Chiesa nel promuovere i diritti umani è perciò sostenuta dalla riflessione razionale, in modo tale che questi diritti possono essere presentati a tutti i popoli di buona volontà, a prescindere dall'appartenenza religiosa. (...) Come dei diritti umani devono riappropriarsi ogni generazione ed ogni individuo, così la libertà umana (...) è sempre fragile, la persona umana ha bisogno della speranza incondizionata e dell'amore che può essere trovato solo in Dio e che conduce alla partecipazione nella giustizia e nella generosità di Dio verso gli altri".

  "Questa prospettiva richiama l'attenzione sui alcuni dei problemi sociali più critici degli ultimi decenni, quali la crescente consapevolezza - sorta con la globalizzazione e l'attuale crisi economica - di un macroscopico contrasto fra l'equa attribuzione di diritti e il non equo accesso agli strumenti per conseguire tali diritti. Per i cristiani che regolarmente chiedono a Dio 'dacci oggi il nostro pane quotidiano', è una tragedia vergognosa che un quinto dell'umanità ancora soffre la fame".

  "Per garantire un adeguato approvvigionamento alimentare, la protezione di vitali risorse come l'acqua e l'energia, è necessaria la collaborazione di tutti i responsabili internazionali per dimostrare la disponibilità ad operare in buona fede, rispettando il diritto naturale e promuovendo la solidarietà e la sussidiarietà con le regioni più deboli e le popolazioni del pianeta, come strategia più efficace per eliminare le disuguaglianze sociali fra paesi e società e per aumentare la sicurezza globale".
ACAD-SS/DIRITTI UMANI/GLENDON                       VIS 20090504 (710)


PREGARE PER VOCAZIONI, TERRA SANTA E VITTIME FEBBRE SUINA


CITTA' DEL VATICANO, 3 MAG. 2009 (VIS). Al termine della Santa Messa celebrata nella Basilica Vaticana per l'Ordinazione presbiterale di 19 diaconi della Diocesi di Roma, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del Suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare il Regina Caeli con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  In questa Domenica "del  Buon Pastore" si celebra la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni sul tema: 'La fiducia nell'iniziativa di Dio e la risposta umana'. "Infatti la fiducia nel Signore, che continuamente chiama tutti alla santità e alcuni in particolare a una speciale consacrazione" - ha detto il Santo Padre - "si esprime proprio nella preghiera. Sia personalmente che in comunità, dobbiamo pregare molto per le vocazioni, perché la grandezza e la bellezza dell'amore di Dio attiri tanti a seguire Cristo sulla via del sacerdozio e in quella della vita consacrata".

  "Occorre anche pregare perché ci siano altrettanti sposi santi, capaci di indicare ai figli, soprattutto con l'esempio, gli orizzonti alti a cui tendere con la loro libertà. I santi e le sante, che la Chiesa propone alla venerazione di tutti i fedeli, stanno a testimoniare il frutto maturo di questo intreccio tra la chiamata divina e la risposta umana".

  "C'è un'altra intenzione per la quale oggi vi invito a pregare: il viaggio in Terra Santa che compirò, a Dio piacendo, dal prossimo venerdì 8 maggio al venerdì 15. (...). Con la mia visita mi propongo di confermare e di incoraggiare i cristiani di Terra Santa, che devono affrontare quotidianamente non poche difficoltà. Quale Successore dell'apostolo Pietro, farò loro sentire la vicinanza e il sostegno di tutto il corpo della Chiesa. Inoltre, mi farò pellegrino di pace, nel nome dell'unico Dio che è Padre di tutti. Testimonierò l'impegno della Chiesa Cattolica in favore di quanti si sforzano di praticare il dialogo e la riconciliazione, per giungere ad una pace stabile e duratura nella giustizia e nel rispetto reciproco. Infine, questo viaggio non potrà non avere una notevole importanza ecumenica e inter-religiosa. Gerusalemme è, da questo punto di vista, la città-simbolo per eccellenza: là Cristo è morto per riunire tutti i figli di Dio dispersi ".

  Al termine del Regina Caeli, il Papa ha chiesto ai fedeli di unirsi alle sue preghiere per "gli afflitti popoli della regione". "In special modo vi chiedo di ricordare il popolo palestinese che ha sopportato grandi prove e sofferenze. Che il Signore benedica tutti loro e tutti coloro che vivono in Terra Santa con i doni dell'unità e della pace".

  Infine Benedetto XVI ha espresso la sua "vicinanza" ed ha assicurato le sue preghiere "alle vittime dell'influenza che ha colpito il Messico e altri paesi. Cari Fratelli messicani, mantenetevi saldi nel Signore che vi aiuterà a superare questa difficoltà. Vi invito a pregare in famiglia in questi momenti di prova".
ANG/VOCAZIONI:TERRA SANTA:FEBBRE SUINA/...               VIS 20090504 (490)


SIAMO CHIAMATI RIMANERE IN CRISTO CON LA PREGHIERA

CITTA' DEL VATICANO, 3 MAG. 2009 (VIS). Oggi, IV Domenica di Pasqua, detta Domenica "del Buon Pastore", il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto nella Basilica Vaticana la Santa Messa nel corso della quale ha conferito l'Ordinazione presbiterale a 19 diaconi della Diocesi di Roma.

  "Il discepolo - ha detto il Papa nell'omelia - "- e specialmente l'apostolo - sperimenta la stessa gioia di Gesù, di conoscere il nome e il volto del Padre; e condivide anche il suo stesso dolore, di vedere che Dio non è conosciuto, che il suo amore non è ricambiato".

  "Da una parte esclamiamo, come Giovanni nella sua prima Lettera: 'Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!'; e dall'altra con amarezza constatiamo: 'Per questo il mondo non ci riconosce: perché non ha conosciuto lui' (1 Gv 3,1). E' vero, e noi sacerdoti ne facciamo esperienza: il 'mondo' - nell'accezione giovannea del termine - non capisce il cristiano, non capisce i ministri del Vangelo. Un po' perché di fatto non conosce Dio, e un po' perché non vuole conoscerlo. Il mondo non vuole conoscere Dio e ascoltare i suoi ministri, perché questo lo metterebbe in crisi".

  "Qui bisogna fare attenzione a una realtà di fatto: che questo 'mondo', sempre nel senso evangelico, insidia anche la Chiesa, contagiando i suoi membri e gli stessi ministri ordinati. Il 'mondo' è una mentalità, una maniera di pensare e di vivere che può inquinare anche la Chiesa, e di fatto la inquina, e dunque richiede costante vigilanza e purificazione. Finché Dio non si sarà pienamente manifestato, anche i suoi figli non sono ancora pienamente 'simili a Lui' (1 Gv 3,2). Siamo 'nel' mondo, e rischiamo di essere anche 'del' mondo. E di fatto a volte lo siamo".

  "Gesù ha dato la vita per tutti" - ha detto ancora il Papa - "ma in modo particolare si è consacrato per quelli che il Padre gli aveva dato, perché fossero consacrati nella verità, cioè in Lui, e potessero parlare ed agire in nome suo, rappresentarlo, prolungare i suoi gesti salvifici: spezzare il Pane della vita e rimettere i peccati".

  "Essere ordinati sacerdoti significa entrare in modo sacramentale ed esistenziale nella preghiera di Cristo per i 'suoi'. Da qui deriva per noi presbiteri una particolare vocazione alla preghiera, in senso fortemente cristocentrico: siamo chiamati, cioè, a 'rimanere' in Cristo - come ama ripetere l'evangelista Giovanni (cfr Gv 1,35-39; 15,4-10) -, e questo si realizza particolarmente nella preghiera. Il nostro ministero è totalmente legato a questo 'rimanere' che equivale a pregare, e deriva da esso la sua efficacia".

  "In tale prospettiva dobbiamo pensare alle diverse forme della preghiera di un prete, prima di tutto alla santa Messa quotidiana. La celebrazione eucaristica è il più grande e il più alto atto di preghiera, e costituisce il centro e la fonte da cui anche le altre forme ricevono la 'linfa': la Liturgia delle ore, l'adorazione eucaristica, la lectio divina, il santo Rosario, la meditazione".

  "Il sacerdote che prega molto, e che prega bene, viene progressivamente espropriato di sé e sempre più unito a Gesù Buon Pastore e Servo dei fratelli. In conformità a Lui, anche il prete 'dà la vita' per le pecore che gli sono affidate".
HML/SACERDOTE/...                                 VIS 20090504 (550)


CARDINALE ZEN ZE-KIUN INVIATO SPECIALE A BANGKOK


CITTA' DEL VATICANO, 2 MAG. 2009 (VIS). Oggi è stata resa pubblica la Lettera Pontificia con la quale il Santo Padre Benedetto XVI nomina il Cardinale Joseph Zen Ze-Kiun, S.D.B., Vescovo emerito di Hong-Kong (Cina), Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del 25° anniversario della Visita Pastorale del Servo di Dio Giovanni Paolo II in Tailandia. Dette celebrazioni avranno luogo a Bangkok nei giorni 10 e 11 maggio 2009. La Lettera, redatta in lingua latina, porta la data del 4 aprile 2009.

  La Missione che accompagnerà il Cardinale Zen Ze-Kiun è composta dal Reverendo John Bosco Thepharat Pitisant, S.D.B., Superiore Provinciale dei Padri Salesiani in Tailandia; dal Reverendo Vincent Ekapong Pongsungnern, Assistente del Segretario Generale della Commissione Episcopale "Pastoral Care of the Christians"; dal Monsignor Marek Zalewski, Consigliere di Nunziatura a Bangkok; e dal Monsignore Kuruppassery, Segretario di Nunziatura a Bangkok.
BXVI-LETTERA/INVIATO SPECIALE                       VIS 20090504 (150)


BENEDETTO XVI: IN TERRA SANTA COME PELLEGRINO DI PACE


CITTA' DEL VATICANO, 2 MAG. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Membri della "Papal Foundation", l'Agenzia cattolica statunitense istituita a Philadelphia (Stati Uniti d'America), nel 1990, dal compianto Cardinale John Krol, per la raccolta fondi a favore delle necessità della Chiesa nel mondo. Attuale Presidente della "Papal Foundation" è il Cardinale Anthony Bevilacqua, Arcivescovo emerito di Philadelphia.

  Nel salutare i Membri dell'Associazione con le parole di San Paolo "Grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo", il Papa ha affermato "Il mondo attuale ha davvero bisogno della sua pace, specialmente davanti alle tragedie della guerra, della divisione, della povertà e della disperazione".

  "Fra pochi giorni, avrò il privilegio di recarmi in Terra Santa" - ha ricordato il Papa - "Vado come pellegrino di pace. Come voi tutti sapete, per oltre sessanta anni, questa regione - la terra della nascita, morte e Risurrezione di nostro Signore; un luogo santo per le tre grandi religioni monoteiste mondiali - è stata tormentata dalla violenza e dall'ingiustizia. Tutto ciò ha creato un clima di diffidenza, incertezza e paura - che ha spesso contrapposto il vicino contro il vicino, il fratello contro il fratello".

  "Mentre mi preparo a questo importante viaggio, chiedo in particolare a voi di unirvi a me nella preghiera per tutti i popoli della Terra Santa e di tutta la regione. Che essi ricevano il dono della riconciliazione, della speranza e della pace".

  "L'incontro di quest'anno avviene in un periodo in cui il mondo intero si trova ad affrontare una preoccupante crisi economica. In momenti come questi si è tentati di trascurare coloro che non hanno voce per pensare soltanto alle proprie difficoltà. Come cristiani siamo consapevoli, tuttavia, che specialmente quando i tempi sono difficili dobbiamo adoperarci ancora di più per assicurarci che il messaggio consolatore di nostro Signore sia ascoltato da tutti".

  "Piuttosto che ripiegarci su noi stessi, dobbiamo continuare ad essere fari di speranza, forza e sostegno degli altri, in particolare di coloro che non hanno nessuno che si prenda cura di loro e che li assista".

  "Voi siete esempi di buoni cristiani, uomini e donne" - ha detto il Papa ai Membri della "Papal Foundation" - "che continuate ad affrontare le sfide davanti a noi con coraggio e fiducia. La 'Papal Foundation', grazie alla grande generosità di molti, permette alla Chiesa di portare valida assistenza in nome di Cristo. Vi sono molto grado del vostro sacrificio e dedizione: con il vostro sostegno il messaggio pasquale di gioia, speranza, riconciliazione e pace si proclama più estesamente".
AC/PACE/PAPAL FOUNDATION                            VIS 20090504 (430)


PLENARIA COMMISSIONE PERMANENTE SANTA SEDE-ISRAELE

CITTA' DEL VATICANO, 1 MAG. 2009 (VIS). Un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, reso pubblico oggi, rende noto che, ieri 30 aprile, la Commissione di Lavoro Bilaterale Permanente fra la Santa Sede e lo Stato di Israele ha tenuto una Riunione Plenaria, presso il Ministero degli Esteri di Israele.

  Tema centrale della Riunione Plenaria è stato il progredire dei negoziati relativi all'Articolo 10, paragrafo 2, dell' "Accordo fondamentale fra la Santa Sede e lo Stato di Israele" del 30 dicembre 1993. La Delegazione della Santa Sede era guidata dal Monsignor Pietro Parolin, Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati e la Delegazione dello Stato di Israele era guidata dal Signor Daniel Ayalon, Delegato Rappresentante del Ministero degli  Affari Esteri.

  La Riunione Plenaria della Commissione si è svolta in un clima molto amichevole ed in uno spirito di cooperazione e buona volontà. La Plenaria ha preso atto che la Commissione di Lavoro ha realizzato grandi progressi alla vigilia dell'importante visita del Papa a Gerusalemme.

  La prossima Riunione Plenaria è in programma il 10 dicembre 2009 in Vaticano. Fino a quella data la Commissione di Lavoro si riunirà varie volte con l'obiettivo che entrambe le delegazioni accellerino i colloqui e siglino l'Accordo quanto prima.
OP/PLENARIA/SANTA SEDE:ISRAELE                       VIS 20090504 (210)


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