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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 4 maggio 2009

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 4 MAG. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Camillus Archibong Etokudoh, Vescovo di Port Harcourt (superficie: 10.500; popolazione: 4.921.000; cattolici: 695.673; sacerdoti: 187; religiosi: 234), Nigeria. Finora Vescovo di Ikot-Ekpene (Nigeria), il Vescovo Archibong Etokudoh succede al Vescovo Alexius Obabu Makozi, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

  In data 1° maggio, il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Lancaster (Inghilterra), presentata dal Vescovo Patrick O'Donoghue, per raggiunti limiti d'età. Gli succede il Vescovo Michael Campbell, O.S.A., finora Vescovo Coadiutore della medesima Diocesi.

  In data 30 aprile, il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Arcidiocesi di Kasama (Zambia), presentata dall'Arcivescovo James Spaita, per raggiunti limiti di età.
NER:RE/.../...                                       VIS 20090504 (140)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 4 MAG. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

- Il Cardinale Edmund Casimir Szoka, Presidente emerito della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale del Perù, in Visita "Ad limina Apostolorum":

   - Il Vescovo Lino Mario Panizza Richero, O.F.M.Cap., di Carabayllo.

    - Il Vescovo Héctor Eduardo Vera Colona, di Ica.

    - Il Vescovo Carlos Enrique García Camader, di Lurín.

    - L'Arcivescovo José Antonio Eguren Anselmi, S.C.V., di Piura.

    - Il Vescovo Jesús Moliné Labarta, di  Chiclayo.

    - Il Vescovo Salvador Piñeiro García-Calderón, Ordinario Militare.

  Sabato 2 maggio, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Giovanni Battiste Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Otto Presuli della Conferenza Episcopale del Perù, in Vistia "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Javier Augusto del Río Alba, di Arequipa.

    - Il Vescovo Jorge Pedro Carrión Pavlich, di Puno.

    - Il Vescovo Marco Antonio Cortez Lara, di Tacna y Moquegua.

    - L'Arcivescovo Luis Abilio Sebastiani Aguirre, S.M., di Ayachuco, con l'Ausiliare Vescovo Gabino Miranda Melgarejo.

    - L'Arcivescovo Juan Antonio Ugarte Pérez, di Cuzco,

    - Il Vescovo Isidro Sala Ribera, di Abancay, con l'Ausiliare Vescovo Gilberto Gómez González.

- L'Arcivescovo Luigi Bianco, Nunzio Apostolico in  Honduras, con i Familiari.
AL:AP/.../...                                       VIS 20090504 (240)

DIRITTI UMANI E DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA

CITTA' DEL VATICANO, 4 MAG. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Membri della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, di cui è Presidente la Professoressa Mary Ann Glendon, al termine della XV Assemblea Plenaria.

  La Pontificia Accademia - ha ricordato il Santo Padre - ha esaminato i rapporti fra dottrina sociale della Chiesa e lavoro, democrazia, globalizzazione, solidarietà e sussidiarietà, concentrandosi sulla "questione centrale della dignità della persona umana e dei diritti umani, punto di incontro fra la dottrina della Chiesa e la società contemporanea".

  "La Chiesa ha sempre affermato che si devono promuovere i diritti fondamentali, al di sopra e al di là della loro diversa formulazione, dei diversi livelli di importanza acquisiti in diversi contesti culturali, e ad essi deve accordarsi riconoscimento universale perché sono inerenti alla stessa natura umana, creata ad immagine e somiglianza di Dio. Se tutti gli esseri umani sono creati ad immagine e somiglianza di Dio, allora essi condividono una natura comune che li unisce ed esige rispetto universale. La Chiesa (...) insegna che l'ordine etico e politico che governa i rapporti fra le persone trova la sua origine nella stessa struttura dell'essere umano".

  "La scoperta dell'America e il successivo dibattito antropologico nell'Europa del sedicesimo e diciassettesimo secolo hanno comportato una più elevata consapevolezza dei diritti umani in quanto tali e della loro universalità (ius gentium). L'età moderna ha contribuito a concepire l'idea che il messaggio di Cristo - poiché proclama che Dio ama ogni uomo e donna e che ogni essere umano è chiamato ad amare liberamente Dio - dimostra che ognuno, indipendentemente dalla sua condizione sociale e culturale, per natura merita la libertà".

  Il Papa ha quindi ricordato che nella seconda  metà del ventesimo secolo, dopo le catastrofi delle due guerre mondiali e gli indicibili crimini perpetrati da ideologie totalitarie, "la comunità internazionale acquisì un nuovo sistema di diritto internazionale fondato sui diritti umani". Benedetto XVI ha precisato che i suoi Predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II "si riferivano con forza al diritto alla vita e al diritto alla libertà di coscienza e di religione come essenti al centro di quei diritti che hanno origine dalla stessa natura umana".

  "A rigor di termini" - ha proseguito il Papa - "questi diritti umani non sono verità di fede, anche se possono essere scoperti - ed anzi vengono in piena luce - nel messaggio di Cristo che 'svela anche pienamente l'uomo a se stesso'. Essi ricevono ulteriore conferma dalla fede. Tuttavia secondo la ragione, vivendo ed agendo nel mondo fisico come esseri spirituali, uomini e donne percepiscano la presenza pervadente di un 'logos' che li rende capaci distinguere non solo fra vero e falso, ma anche fra bene e male, meglio e peggio, fra giustizia e ingiustizia".

  "L'azione della Chiesa nel promuovere i diritti umani è perciò sostenuta dalla riflessione razionale, in modo tale che questi diritti possono essere presentati a tutti i popoli di buona volontà, a prescindere dall'appartenenza religiosa. (...) Come dei diritti umani devono riappropriarsi ogni generazione ed ogni individuo, così la libertà umana (...) è sempre fragile, la persona umana ha bisogno della speranza incondizionata e dell'amore che può essere trovato solo in Dio e che conduce alla partecipazione nella giustizia e nella generosità di Dio verso gli altri".

  "Questa prospettiva richiama l'attenzione sui alcuni dei problemi sociali più critici degli ultimi decenni, quali la crescente consapevolezza - sorta con la globalizzazione e l'attuale crisi economica - di un macroscopico contrasto fra l'equa attribuzione di diritti e il non equo accesso agli strumenti per conseguire tali diritti. Per i cristiani che regolarmente chiedono a Dio 'dacci oggi il nostro pane quotidiano', è una tragedia vergognosa che un quinto dell'umanità ancora soffre la fame".

  "Per garantire un adeguato approvvigionamento alimentare, la protezione di vitali risorse come l'acqua e l'energia, è necessaria la collaborazione di tutti i responsabili internazionali per dimostrare la disponibilità ad operare in buona fede, rispettando il diritto naturale e promuovendo la solidarietà e la sussidiarietà con le regioni più deboli e le popolazioni del pianeta, come strategia più efficace per eliminare le disuguaglianze sociali fra paesi e società e per aumentare la sicurezza globale".
ACAD-SS/DIRITTI UMANI/GLENDON                       VIS 20090504 (710)


PREGARE PER VOCAZIONI, TERRA SANTA E VITTIME FEBBRE SUINA


CITTA' DEL VATICANO, 3 MAG. 2009 (VIS). Al termine della Santa Messa celebrata nella Basilica Vaticana per l'Ordinazione presbiterale di 19 diaconi della Diocesi di Roma, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del Suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare il Regina Caeli con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  In questa Domenica "del  Buon Pastore" si celebra la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni sul tema: 'La fiducia nell'iniziativa di Dio e la risposta umana'. "Infatti la fiducia nel Signore, che continuamente chiama tutti alla santità e alcuni in particolare a una speciale consacrazione" - ha detto il Santo Padre - "si esprime proprio nella preghiera. Sia personalmente che in comunità, dobbiamo pregare molto per le vocazioni, perché la grandezza e la bellezza dell'amore di Dio attiri tanti a seguire Cristo sulla via del sacerdozio e in quella della vita consacrata".

  "Occorre anche pregare perché ci siano altrettanti sposi santi, capaci di indicare ai figli, soprattutto con l'esempio, gli orizzonti alti a cui tendere con la loro libertà. I santi e le sante, che la Chiesa propone alla venerazione di tutti i fedeli, stanno a testimoniare il frutto maturo di questo intreccio tra la chiamata divina e la risposta umana".

  "C'è un'altra intenzione per la quale oggi vi invito a pregare: il viaggio in Terra Santa che compirò, a Dio piacendo, dal prossimo venerdì 8 maggio al venerdì 15. (...). Con la mia visita mi propongo di confermare e di incoraggiare i cristiani di Terra Santa, che devono affrontare quotidianamente non poche difficoltà. Quale Successore dell'apostolo Pietro, farò loro sentire la vicinanza e il sostegno di tutto il corpo della Chiesa. Inoltre, mi farò pellegrino di pace, nel nome dell'unico Dio che è Padre di tutti. Testimonierò l'impegno della Chiesa Cattolica in favore di quanti si sforzano di praticare il dialogo e la riconciliazione, per giungere ad una pace stabile e duratura nella giustizia e nel rispetto reciproco. Infine, questo viaggio non potrà non avere una notevole importanza ecumenica e inter-religiosa. Gerusalemme è, da questo punto di vista, la città-simbolo per eccellenza: là Cristo è morto per riunire tutti i figli di Dio dispersi ".

  Al termine del Regina Caeli, il Papa ha chiesto ai fedeli di unirsi alle sue preghiere per "gli afflitti popoli della regione". "In special modo vi chiedo di ricordare il popolo palestinese che ha sopportato grandi prove e sofferenze. Che il Signore benedica tutti loro e tutti coloro che vivono in Terra Santa con i doni dell'unità e della pace".

  Infine Benedetto XVI ha espresso la sua "vicinanza" ed ha assicurato le sue preghiere "alle vittime dell'influenza che ha colpito il Messico e altri paesi. Cari Fratelli messicani, mantenetevi saldi nel Signore che vi aiuterà a superare questa difficoltà. Vi invito a pregare in famiglia in questi momenti di prova".
ANG/VOCAZIONI:TERRA SANTA:FEBBRE SUINA/...               VIS 20090504 (490)


SIAMO CHIAMATI RIMANERE IN CRISTO CON LA PREGHIERA

CITTA' DEL VATICANO, 3 MAG. 2009 (VIS). Oggi, IV Domenica di Pasqua, detta Domenica "del Buon Pastore", il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto nella Basilica Vaticana la Santa Messa nel corso della quale ha conferito l'Ordinazione presbiterale a 19 diaconi della Diocesi di Roma.

  "Il discepolo - ha detto il Papa nell'omelia - "- e specialmente l'apostolo - sperimenta la stessa gioia di Gesù, di conoscere il nome e il volto del Padre; e condivide anche il suo stesso dolore, di vedere che Dio non è conosciuto, che il suo amore non è ricambiato".

  "Da una parte esclamiamo, come Giovanni nella sua prima Lettera: 'Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!'; e dall'altra con amarezza constatiamo: 'Per questo il mondo non ci riconosce: perché non ha conosciuto lui' (1 Gv 3,1). E' vero, e noi sacerdoti ne facciamo esperienza: il 'mondo' - nell'accezione giovannea del termine - non capisce il cristiano, non capisce i ministri del Vangelo. Un po' perché di fatto non conosce Dio, e un po' perché non vuole conoscerlo. Il mondo non vuole conoscere Dio e ascoltare i suoi ministri, perché questo lo metterebbe in crisi".

  "Qui bisogna fare attenzione a una realtà di fatto: che questo 'mondo', sempre nel senso evangelico, insidia anche la Chiesa, contagiando i suoi membri e gli stessi ministri ordinati. Il 'mondo' è una mentalità, una maniera di pensare e di vivere che può inquinare anche la Chiesa, e di fatto la inquina, e dunque richiede costante vigilanza e purificazione. Finché Dio non si sarà pienamente manifestato, anche i suoi figli non sono ancora pienamente 'simili a Lui' (1 Gv 3,2). Siamo 'nel' mondo, e rischiamo di essere anche 'del' mondo. E di fatto a volte lo siamo".

  "Gesù ha dato la vita per tutti" - ha detto ancora il Papa - "ma in modo particolare si è consacrato per quelli che il Padre gli aveva dato, perché fossero consacrati nella verità, cioè in Lui, e potessero parlare ed agire in nome suo, rappresentarlo, prolungare i suoi gesti salvifici: spezzare il Pane della vita e rimettere i peccati".

  "Essere ordinati sacerdoti significa entrare in modo sacramentale ed esistenziale nella preghiera di Cristo per i 'suoi'. Da qui deriva per noi presbiteri una particolare vocazione alla preghiera, in senso fortemente cristocentrico: siamo chiamati, cioè, a 'rimanere' in Cristo - come ama ripetere l'evangelista Giovanni (cfr Gv 1,35-39; 15,4-10) -, e questo si realizza particolarmente nella preghiera. Il nostro ministero è totalmente legato a questo 'rimanere' che equivale a pregare, e deriva da esso la sua efficacia".

  "In tale prospettiva dobbiamo pensare alle diverse forme della preghiera di un prete, prima di tutto alla santa Messa quotidiana. La celebrazione eucaristica è il più grande e il più alto atto di preghiera, e costituisce il centro e la fonte da cui anche le altre forme ricevono la 'linfa': la Liturgia delle ore, l'adorazione eucaristica, la lectio divina, il santo Rosario, la meditazione".

  "Il sacerdote che prega molto, e che prega bene, viene progressivamente espropriato di sé e sempre più unito a Gesù Buon Pastore e Servo dei fratelli. In conformità a Lui, anche il prete 'dà la vita' per le pecore che gli sono affidate".
HML/SACERDOTE/...                                 VIS 20090504 (550)


CARDINALE ZEN ZE-KIUN INVIATO SPECIALE A BANGKOK


CITTA' DEL VATICANO, 2 MAG. 2009 (VIS). Oggi è stata resa pubblica la Lettera Pontificia con la quale il Santo Padre Benedetto XVI nomina il Cardinale Joseph Zen Ze-Kiun, S.D.B., Vescovo emerito di Hong-Kong (Cina), Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del 25° anniversario della Visita Pastorale del Servo di Dio Giovanni Paolo II in Tailandia. Dette celebrazioni avranno luogo a Bangkok nei giorni 10 e 11 maggio 2009. La Lettera, redatta in lingua latina, porta la data del 4 aprile 2009.

  La Missione che accompagnerà il Cardinale Zen Ze-Kiun è composta dal Reverendo John Bosco Thepharat Pitisant, S.D.B., Superiore Provinciale dei Padri Salesiani in Tailandia; dal Reverendo Vincent Ekapong Pongsungnern, Assistente del Segretario Generale della Commissione Episcopale "Pastoral Care of the Christians"; dal Monsignor Marek Zalewski, Consigliere di Nunziatura a Bangkok; e dal Monsignore Kuruppassery, Segretario di Nunziatura a Bangkok.
BXVI-LETTERA/INVIATO SPECIALE                       VIS 20090504 (150)


BENEDETTO XVI: IN TERRA SANTA COME PELLEGRINO DI PACE


CITTA' DEL VATICANO, 2 MAG. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Membri della "Papal Foundation", l'Agenzia cattolica statunitense istituita a Philadelphia (Stati Uniti d'America), nel 1990, dal compianto Cardinale John Krol, per la raccolta fondi a favore delle necessità della Chiesa nel mondo. Attuale Presidente della "Papal Foundation" è il Cardinale Anthony Bevilacqua, Arcivescovo emerito di Philadelphia.

  Nel salutare i Membri dell'Associazione con le parole di San Paolo "Grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo", il Papa ha affermato "Il mondo attuale ha davvero bisogno della sua pace, specialmente davanti alle tragedie della guerra, della divisione, della povertà e della disperazione".

  "Fra pochi giorni, avrò il privilegio di recarmi in Terra Santa" - ha ricordato il Papa - "Vado come pellegrino di pace. Come voi tutti sapete, per oltre sessanta anni, questa regione - la terra della nascita, morte e Risurrezione di nostro Signore; un luogo santo per le tre grandi religioni monoteiste mondiali - è stata tormentata dalla violenza e dall'ingiustizia. Tutto ciò ha creato un clima di diffidenza, incertezza e paura - che ha spesso contrapposto il vicino contro il vicino, il fratello contro il fratello".

  "Mentre mi preparo a questo importante viaggio, chiedo in particolare a voi di unirvi a me nella preghiera per tutti i popoli della Terra Santa e di tutta la regione. Che essi ricevano il dono della riconciliazione, della speranza e della pace".

  "L'incontro di quest'anno avviene in un periodo in cui il mondo intero si trova ad affrontare una preoccupante crisi economica. In momenti come questi si è tentati di trascurare coloro che non hanno voce per pensare soltanto alle proprie difficoltà. Come cristiani siamo consapevoli, tuttavia, che specialmente quando i tempi sono difficili dobbiamo adoperarci ancora di più per assicurarci che il messaggio consolatore di nostro Signore sia ascoltato da tutti".

  "Piuttosto che ripiegarci su noi stessi, dobbiamo continuare ad essere fari di speranza, forza e sostegno degli altri, in particolare di coloro che non hanno nessuno che si prenda cura di loro e che li assista".

  "Voi siete esempi di buoni cristiani, uomini e donne" - ha detto il Papa ai Membri della "Papal Foundation" - "che continuate ad affrontare le sfide davanti a noi con coraggio e fiducia. La 'Papal Foundation', grazie alla grande generosità di molti, permette alla Chiesa di portare valida assistenza in nome di Cristo. Vi sono molto grado del vostro sacrificio e dedizione: con il vostro sostegno il messaggio pasquale di gioia, speranza, riconciliazione e pace si proclama più estesamente".
AC/PACE/PAPAL FOUNDATION                            VIS 20090504 (430)


PLENARIA COMMISSIONE PERMANENTE SANTA SEDE-ISRAELE

CITTA' DEL VATICANO, 1 MAG. 2009 (VIS). Un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, reso pubblico oggi, rende noto che, ieri 30 aprile, la Commissione di Lavoro Bilaterale Permanente fra la Santa Sede e lo Stato di Israele ha tenuto una Riunione Plenaria, presso il Ministero degli Esteri di Israele.

  Tema centrale della Riunione Plenaria è stato il progredire dei negoziati relativi all'Articolo 10, paragrafo 2, dell' "Accordo fondamentale fra la Santa Sede e lo Stato di Israele" del 30 dicembre 1993. La Delegazione della Santa Sede era guidata dal Monsignor Pietro Parolin, Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati e la Delegazione dello Stato di Israele era guidata dal Signor Daniel Ayalon, Delegato Rappresentante del Ministero degli  Affari Esteri.

  La Riunione Plenaria della Commissione si è svolta in un clima molto amichevole ed in uno spirito di cooperazione e buona volontà. La Plenaria ha preso atto che la Commissione di Lavoro ha realizzato grandi progressi alla vigilia dell'importante visita del Papa a Gerusalemme.

  La prossima Riunione Plenaria è in programma il 10 dicembre 2009 in Vaticano. Fino a quella data la Commissione di Lavoro si riunirà varie volte con l'obiettivo che entrambe le delegazioni accellerino i colloqui e siglino l'Accordo quanto prima.
OP/PLENARIA/SANTA SEDE:ISRAELE                       VIS 20090504 (210)


CONCERTO OFFERTO AL PAPA DAL PRESIDENTE NAPOLITANO

CITTA' DEL VATICANO, 30 APR. 2009 (VIS). Alle 17:30 di oggi pomeriggio, nell'Aula Paolo VI in Vaticano, ha avuto luogo un Concerto offerto dal Presidente della Repubblica Italiana, Senatore Giorgio Napolitano, in onore del Santo Padre Benedetto XVI, in occasione del quarto anniversario di Pontificato. L'Orchestra Sinfonica e il Coro Sinfonico di Milano "Giuseppe Verdi", diretti rispettivamente dal Maestro Xian Zhang e dal Maestro Erina Gambarini, hanno eseguito la Sinfonia numero 95 di Franz Joseph Haydn, la Sinfonia 35 di Wolfgang Amadeus Mozart, il "Magnificat" in sol minore di Antonio Vivaldi ed il famoso "Ave Verum Corpus", di Mozart.

  Nel commentare quest'ultima composizione musicale, Benedetto XVI ha detto al termine del concerto: "La meditazione cede il passo alla contemplazione: lo sguardo dell'anima si posa sul Santissimo Sacramento, per riconoscervi il 'Corpus Domini', quel Corpo che veramente è stato immolato sulla croce e da cui è scaturita la sorgente della salvezza universale".

  "Mozart compose questo mottetto poco prima della morte, e in esso si può dire che la musica diventa veramente preghiera, abbandono del cuore a Dio, con un senso profondo di pace".

  "Signor Presidente" - ha detto ancora il Papa - "il Suo cortese e generoso omaggio è riuscito ampiamente non solo a gratificare il senso estetico, ma al tempo stesso a nutrire il nostro spirito, e dunque Le sono doppiamente grato".

  "Ricordatemi nelle vostre preghiere" - ha concluso Benedetto XVI - "perché possa compiere sempre il mio Ministero come vuole il Signore. Egli, che è la nostra pace e la nostra vita, benedica tutti voi e le vostre famiglie".
BXVI-CONCERTO/.../NAPOLITANO                        VIS 20090504 (270)


giovedì 30 aprile 2009

UDIENZA AL PRESIDENTE DELLA COLOMBIA

CITTA' DEL VATICANO, 30 APR. 2009 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Questa mattina, il Presidente della Repubblica di Colombia, Sua Eccellenza il Dottor Álvaro Uribe Vélez, è stato ricevuto in Udienza da Sua Santità Benedetto XVI e, successivamente, si è incontrato con Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario della Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato".

  "I cordiali colloqui hanno permesso un fruttuoso scambio di opinioni su temi attinenti all'attuale congiuntura internazionale e regionale".

  "Ci si è poi soffermati su alcuni aspetti della situazione del Paese sudamericano, in particolare sulla lotta al narcotraffico e sulle politiche sociali intese a migliorare le condizioni di vita di tante persone che vivono ancora in condizioni di povertà, nonché sulla collaborazione tra la Chiesa e lo Stato ai fini del consolidamento della pacificazione nazionale".
OP/UDIENZA PRESIDENTE/COLOMBIA                   VIS 20090430 (160)


LA PREGHIERA APRE IL CUORE NECESSITÀ PROSSIMO

CITTA' DEL VATICANO, 30 APR. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto il terzo gruppo di Presuli della Conferenza Episcopale Argentina, al termine della Visita "ad Limina Apostolorum".

  Benedetto XVI ha ricordato che il Signore ha affidato ai Presuli "un ministero di altissimo valore e dignità: far giungere il suo messaggio di pace e riconciliazione a tutte le genti, guidare con amore paterno il Popolo santo di Dio e condurlo sulla via della salvezza".

  "Nell'esercizio del suo ministero episcopale, il Vescovo" - ha proseguito il Pontefice - "deve essere un servitore per i suoi fedeli, ispirandosi costantemente all'esempio di Colui che non è venuto per essere servito ma per servire e dare la vita per la salvezza di tutti. Essere Vescovo è un titolo d'onore se il ministero episcopale è vissuto in tale spirito di servizio al prossimo e con umile e disinteressata partecipazione alla missione di Cristo".

  Benedetto XVI ha assicurato i Presuli che "la contemplazione frequente dell'immagine del Buon Pastore serve da modello e incoraggiamento nell'impegno di annunciare e diffondere il Vangelo, ed è per voi stimolo  a guidare i fedeli con amabilità e misericordia, a difendere i deboli e spendere la vita in una costante e generosa dedizione al Popolo di Dio".

  Nell'esortare i Presuli a promuovere nelle Diocesi "l'esercizio della carità, in particolare verso i più bisognosi", il Papa ha sottolineato l'importanza di guidare "la preghiera di fronte all'attivismo o a una visione secolarizzata del servizio caritativo dei cristiano. Il contatto assiduo con Cristo nella preghiera trasforma il cuore dei credenti, aprendolo alle necessità del prossimo, senza ispirarsi, pertanto, a schemi che pretendono di migliorare il mondo seguendo un'ideologia, ma lasciandosi guidare dalla fede che agisce per amore".

  Il Santo Padre ha pregato i Vescovi di serrare "sempre più i vincoli di affetto, rispetto e fiducia" con i loro sacerdoti. "Riconoscendo l'abnegazione e dedizione al ministero dei vostri sacerdoti, desidero invitarli ad identificarsi sempre più con il Signore, essendo autentici modelli per il gregge per virtù e buon esempio, e pascolando con amore il gregge di Dio".

  Benedetto XVI ha successivamente fatto riferimento alla vocazione dei laici "che consapevoli dei propri impegni battesimali e animati dalla carità di Cristo, partecipano attivamente alla missione della Chiesa e alla vita sociale, politica, economica e culturale del Paese". Al riguardo il Papa ha ribadito che "i cattolici devono distinguersi fra i propri concittadini per l'esercizio esemplare dei diritti civili, delle virtù umane e cristiane che contribuiscono a migliorare le relazioni personali, sociali e lavorative".

 "Il loro impegno" - ha concluso il Pontefice - "comporta anche che promuovano in particolare i valori essenziali al bene comune della società,  come la pace, la giustizia, la solidarietà, il bene della famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna, la tutela della vita umana dal concepimento fino alla morte naturale e il diritto-dovere dei genitori di educare i propri figli secondo le proprie convinzioni morali e religiose".
AL/.../ARGENTINA                                           VIS 20090430 (510)


INTENZIONI DI PREGHIERA DEL PAPA PER IL MESE DI MAGGIO


CITTA' DEL VATICANO, 30 APR. 2009 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di maggio è la seguente: "Perché i laici e le comunità cristiane si rendano responsabili promotori delle vocazioni sacerdotali e religiose".

  L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perché le Chiese cattoliche di recente fondazione, grate al Signore per il dono della fede, siano pronte a partecipare alla missione universale della Chiesa, offrendo la loro disponibilità a predicare il Vangelo in tutto il mondo".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/MAGGIO/…                           VIS 20090430 (90)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 30 APR. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

- L'Arcivescovo Luigi Bonazzi, Nunzio Apostolico in Lituania, Lettonia ed Estonia.

  Nel pomeriggio il Santo Padre incontrerà il Senatore Giorgio Napoletano, Presidente della Repubblica Italiana.

  Ieri, il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum".
AP/.../...                                 VIS 20090430 (80)

mercoledì 29 aprile 2009

GERMANO COSTANTINOPOLI GRANDE DIFENSORE IMMAGINI SACRE

CITTA' DEL VATICANO, 29 APR. 2009 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di questo Mercoledì, al Patriarca Germano di Costantinopoli che "ebbe un ruolo significativo nella storia complessa della lotta per le immagini, durante la cosiddetta 'crisi iconoclastica': seppe resistere validamente alle pressioni di un Imperatore iconoclasta, cioè avversario delle icone, quale fu Leone III".

  "Durante il patriarcato di Germano (715-730) la capitale dell'impero bizantino, Costantinopoli, subì un pericolosissimo assedio da parte dei Saraceni. In quell'occasione (717-718) venne organizzata una solenne processione in città con l'ostensione dell'immagine della Madre di Dio, la 'Theotokos', e della reliquia della Santa Croce, per invocare dall'Alto la difesa della città. Di fatto, Costantinopoli fu liberata dall'assedio".

  "Il Patriarca Germano, dopo quell'evento, si convinse che l'intervento di Dio doveva essere ritenuto un'approvazione evidente della pietà mostrata dal popolo verso le sante icone. Di parere completamente diverso fu invece Leone III, che proprio da quell'anno (717) si insediò quale Imperatore indiscusso nella capitale, sui cui regnò fino al 741. Dopo la liberazione di Costantinopoli e dopo una serie di altre vittorie, l'Imperatore cristiano cominciò a manifestare sempre più apertamente la convinzione che il consolidamento dell'Impero dovesse cominciare proprio da un riordinamento delle manifestazioni della fede, con particolare riferimento al rischio di idolatria a cui, a suo parere, il popolo era esposto a motivo dell'eccessivo culto delle icone".

  "A nulla valsero i richiami del Patriarca Germano alla tradizione della Chiesa e all'effettiva efficacia di alcune immagini, che venivano unanimemente riconosciute come 'miracolose'. L'imperatore divenne sempre più irremovibile nell'applicazione del suo progetto restauratore che prevedeva l'eliminazione delle icone. E quando il 7 gennaio del 730 egli prese posizione aperta in una riunione pubblica contro il culto delle immagini, Germano non volle in nessun modo piegarsi al volere dell'Imperatore su questioni ritenute da lui determinanti per la fede ortodossa (...). In conseguenza di ciò, Germano si vide costretto a rassegnare le dimissioni da Patriarca, auto-condannandosi all'esilio in un monastero dove morì dimenticato pressoché da tutti. Il suo nome riemerse in occasione appunto del Secondo Concilio di Nicea (787), quando i Padri ortodossi decisero in favore delle icone, riconoscendo i meriti di Germano".

  Di Germano "sono state conservate, (...) diverse omelie di argomento mariano e alcune di esse hanno segnato profondamente la pietà di intere generazioni di fedeli sia in Oriente che in Occidente. (...) Fra questi testi il Papa Pio XII ne prelevò uno che incastonò come una perla nella Costituzione apostolica 'Munificentissimus Deus' (1950), con la quale dichiarò dogma di fede l'Assunzione di Maria".

  "Il Patriarca Germano" - ha ricordato ancora Benedetto XVI - "è stato riconosciuto", nella tradizione bizantino, "come uno di coloro che hanno contribuito molto a tener viva questa convinzione, (...) che il decoro della forma retorica nella predicazione, e ancora di più negli inni o composizioni poetiche che essi chiamano 'tropari', è altrettanto importante nella celebrazione liturgica quanto la bellezza dell'edificio sacro nel quale essa si svolge".

  "Alla fine rimane la domanda: che cosa ha da dirci oggi questo Santo, cronologicamente e anche culturalmente abbastanza distante da noi. Penso sostanzialmente tre cose" - ha concluso il Papa - "La prima: c'è una certa visibilità di Dio nel mondo, nella Chiesa, che dobbiamo imparare a percepire. Dio ha creato l'uomo a sua immagine, ma questa immagine è stata coperta dalla tanta sporcizia del peccato, in conseguenza della quale quasi Dio non traspariva più. Così il Figlio di Dio si è fatto uomo, perfetta immagine di Dio: in Cristo possiamo così contemplare anche il volto di Dio e imparare ad essere noi stessi veri uomini, vere immagini di Dio. (...) Per la verità, Dio aveva vietato nel Decalogo di fare delle immagini di Dio, ma questo era a motivo delle tentazioni di idolatria a cui il credente poteva essere esposto in un contesto di paganesimo. Quando però Dio si è fatto visibile in Cristo mediante l'incarnazione, è diventato legittimo riprodurre il volto di Cristo. Le sante immagini ci insegnano a vedere Dio nel volto di Cristo, dei santi e di tutti gli uomini".

  "La seconda cosa è la bellezza e la dignità della liturgia nella consapevolezza della presenza di Dio, con quella dignità e bellezza che ne faccia vedere un poco lo splendore, è l'impegno di ogni cristiano formato nella sua fede".

  "La terza cosa è amare la Chiesa" - ha detto infine il Papa - "Proprio a proposito della Chiesa, noi uomini siamo portati a vedere soprattutto i peccati, il negativo; ma con l'aiuto della fede, che ci rende capaci di vedere in modo autentico, possiamo anche oggi e sempre riscoprire in essa la bellezza divina. E' nella Chiesa che Dio si fa presente, si offre a noi nella Santa Eucaristia e rimane presente per l'adorazione. Preghiamo Dio perché ci insegni a vedere nella Chiesa la sua presenza, la sua bellezza, a vedere la sua presenza nel mondo, e ci aiuti ad essere anche noi trasparenti alla sua luce".
AC/GERMANO DI COSTANTINOPOLI/...                   VIS 20090429 (830)


INCONTRO CON DELEGAZIONE AUTOCTONI DEL CANADA

CITTA' DEL VATICANO, 29 APR. 2009 (VIS). Un Comunicato della Conferenza dei Vescovi Cattolici del Canada ha reso noto questa mattina che al termine dell'Udienza Generale di oggi, il Santo Padre Benedetto XVI ha incontrato una Delegazione di Rappresentanti di comunità autoctone del Canada, alla quale ha espresso la sua sollecitudine per i Popoli Autoctoni del Canada che continuano a soffrire le conseguenze negative dei trattamenti subiti negli antichi convitti autoctoni.

  All'incontro con il Santo Padre hanno partecipato il Capo Nazionale dell'Assemblea delle Prime Nazioni, Signor Phil Fontane e l'Arcivescovo V. James Weisgerber, Presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici del Canada, accompagnati dai Rappresentanti delle Diocesi e da comunità religiose cattoliche del Paese.

   Alle fine dell'800, il Governo canadese decise di fondare scuole per i giovani autoctoni del Canada. Furono perciò costruiti convitti autoctoni, diretti dalle diocesi e comunità  religiose, finanziati dal Governo del Canada.

  "Si stima che furono 100.000 gli studenti autoctoni a frequentare queste scuole convitto. Questi ragazzi venivano allontanati dalle loro famiglie e costretti a conformarsi alla cultura occidentale, rinunciando alla propria lingua, religione e modi di vita. Oltre che a essere soggetti ad un processo di inculturazione, alcuni furono vittime di abusi sessuali e fisici".

  L'11 giugno 2008 il Primo Ministro Stephen Harper ed il Governo del Canada presentarono scuse formali agli antichi studenti delle scuole convitto nel corso di una Assemblea Speciale della Camera dei Comuni del Parlamento ad Ottawa.
AG/ALLIEVI AUTOCTONI/CANADA                       VIS 20090429 (250)


APERTURA STRAORDINARIA MUSEI VATICANI


CITTA' DEL VATICANO, 29 APR. 2009 (VIS). I Musei Vaticani, si mobilitano a sostegno dei terremotati d'Abruzzo, istituendo una giornata di solidarietà con l'apertura straordinaria di domenica 10 maggio. Abitualmente i Musei rimangono chiusi la domenica, eccetto l'ultima del mese.

  "Accogliendo la proposta del Corpo di Custodia dei Musei" - si legge in un Comunicato - "il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano devolverà l'intero incasso della giornata alla popolazione duramente provata dal sisma del 6 aprile".

  "Tutto il personale dei Musei Vaticani aderisce all'iniziative dedicando l'equivalente di una giornata di lavoro".
.../MUSEI VATICANI/...                               VIS 20090429 (100)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 29 APR. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha nomi nato il Sacerdote Stanislaus Tobias Magomgo, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Lilongwe (superficie: 24.025; popolazione: 4.584.000; cattolici: 981.784; sacerdoti: 82; religiosi: 272), Malawi. Il Vescovo eletto è nato nel 1968 a Matowe Village (Malati) ed è stato ordinato sacerdote nel 1996, E' stato finora Segretario Nazionale per la Pastorale presso la Conferenza Episcopale del Malati.
NEA/.../MAGOMGO                                     VIS 20090429 (70)

martedì 28 aprile 2009

INCORAGGIO ISTITUZIONI E IMPRESE AFFINCHÉ ABRUZZO RISORGA!


CITTA' DEL VATICANO, 28 APR. 2009 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato in autovettura - e non in elicottero a causa del maltempo - in Abruzzo per incontrare le popolazioni colpite dal sisma del 6 aprile scorso che ha provocato la morte di 300 persone e migliaia di feriti.

  Prima tappa della visita è stata Onna "uno dei centri che ha pagato un alto prezzo in termini di vite umane", ha detto il Santo Padre alle persone ospitate nelle tendopoli del paese.

  "Vi sono stato accanto fin dal primo momento" - ha detto Benedetto XVI - "Ho seguito con apprensione le notizie condividendo il vostro sgomento e le vostre lacrime per i defunti, insieme con le vostre trepidanti preoccupazioni per quanto in un attimo avete perso. Ora sono qui, tra voi: vorrei abbracciarvi con affetto uno ad uno. La Chiesa tutta è qui con me, accanto alle vostre sofferenze, partecipe del vostro dolore per la perdita di familiari ed amici, desiderosa di aiutarvi nel ricostruire case, chiese, aziende crollate o gravemente danneggiate dal sisma. Ho ammirato il coraggio, la dignità e la fede con cui avete affrontato anche questa dura prova, manifestando grande volontà di non cedere alle avversità".

  "Mi rendo ben conto che, nonostante l'impegno di solidarietà manifestato da ogni parte, sono tanti e quotidiani i disagi che comporta vivere fuori casa, o nelle automobili, o nelle tende, ancor più a causa del freddo e della pioggia" - ha detto ancora il Papa -  "Ecco, cari amici: la mia povera presenza tra voi vuole essere un segno tangibile del fatto che il Signore crocifisso è risorto e non vi abbandona; non lascia inascoltate le vostre domande circa il futuro, non è sordo al grido preoccupato di tante famiglie che hanno perso tutto: case, risparmi, lavoro e a volte anche vite umane. Certo, la sua risposta concreta passa attraverso la nostra solidarietà, che non può limitarsi all'emergenza iniziale, ma deve diventare un progetto stabile e concreto nel tempo. Incoraggio tutti, istituzioni e imprese, affinché questa città e questa terra risorgano".

  "Il Papa è qui, oggi, tra di voi per dirvi anche una parola di conforto" - ha proseguito Benedetto XVI - "circa i vostri morti: essi sono vivi in Dio e attendono da voi una testimonianza di coraggio e di speranza. Attendono di veder rinascere questa loro terra, che deve tornare ad ornarsi di case e di chiese, belle e solide. È proprio in nome di questi fratelli e sorelle che ci si deve impegnare nuovamente a vivere facendo ricorso a ciò che non muore e che il terremoto non ha distrutto: l'amore. L'amore rimane anche al di là del guado di questa nostra precaria esistenza terrena, perché l'Amore vero è Dio. Chi ama vince, in Dio, la morte e sa di non perdere coloro che ha amato". Al termine il Papa ha letto una particolare preghiera  per le vittime del terremoto.

  Successivamente il Papa si è recato alla Basilica di Collemaggio a L'Aquila dove ha venerato l'urna di San Celestino V, uno dei pochi monumenti risparmiati dal terremoto ed ha deposto, in segno di omaggio, il Pallio della Messa della sua intronizzazione. La tappa seguente è stata la Casa dello Studente, dove numerosi studenti hanno perso la vita sotto le macerie. Qui il Papa si è intrattenuto con un gruppo di studenti sopravvissuti.

  Alle 12:00 il Santo Padre è giunto al Piazzale della Scuola della Guardia di Finanza di Coppito e dopo aver salutato i sindaci e i parroci dei 49 comuni più colpiti dal terremoto, ha incontrato tutti i presenti.
.../TERREMOTO/ONNA:L'AQUILA                       VIS 20090428 (580)


SOLIDARIETÀ COMUNITÀ CRISTIANA VITTIME TERREMOTO

CITTA' DEL VATICANO, 28 APR. 2009 (VIS). Alle 12:00 di questa mattina, il Papa è arrivato al Piazzale della Scuola della Guardia di Finanza a Coppito, dove ha incontrato la popolazione colpita dal terremoto del 6 aprile scorso ed il personale impegnato nei soccorsi (Volontari, Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Militari, e così via).

  "Eccomi ora qui, in questa Piazza" - ha detto il Santo Padre - "che praticamente sin dal primo momento funziona come quartiere generale di tutta l'opera di soccorso. Questo luogo, consacrato dalla preghiera e dal pianto per le vittime, costituisce come il simbolo della vostra volontà tenace di non cedere allo scoraggiamento". Citando il motto del Corpo della Guardia di Finanza: "Nec recisa recedit", il Papa ha affermato che esso "sembra bene esprimere quella che il Sindaco ha definito la ferma intenzione di ricostruire la città con la costanza caratteristica di voi abruzzesi".

  "Questo ampio piazzale, che ha ospitato le salme delle tante vittime per la celebrazione delle esequie presiedute dal Cardinale Tarcisio Bertone" - ha proseguito il Pontefice - "raccoglie quest'oggi le forze impegnate ad aiutare L'Aquila e l'Abruzzo a risorgere presto dalle macerie del terremoto. (...) La mia visita in mezzo a voi, da me desiderata sin dal primo momento, vuole essere un segno della mia vicinanza a ciascuno di voi e della fraterna solidarietà di tutta la Chiesa".

  "In effetti, come comunità cristiana, costituiamo un solo corpo spirituale, e se una parte soffre, tutte le altri parti soffrono con lei; e se una parte si sforza di risollevarsi, tutte partecipano al suo sforzo. Devo dirvi che manifestazioni di solidarietà mi sono giunte per voi da tante parti. Numerose alte personalità delle Chiese Ortodosse mi hanno scritto per assicurare la loro preghiera e vicinanza spirituale, inviando anche aiuti economici".

  "Desidero sottolineare il valore e l'importanza della solidarietà" - ha detto ancora Papa Benedetto XVI - "che, sebbene si manifesti particolarmente in momenti di crisi, è come un fuoco nascosto sotto la cenere. La solidarietà è un sentimento altamente civico e cristiano e misura la maturità di una società. Essa in pratica si manifesta nell'opera di soccorso, ma non è solo una efficiente macchina organizzativa: c'è un'anima, c'è una passione, che deriva proprio dalla grande storia civile e cristiana del nostro popolo, sia che avvenga nelle forme istituzionali, sia nel volontariato".

  "Il tragico evento del terremoto invita la Comunità civile a la Chiesa ad una profonda riflessione"- ha sottolineato il Papa e, ricordando la Pasqua, ha detto: "Abbiamo celebrato la morte e la risurrezione di Cristo portando nella  mente e nel cuore il vostro dolore, pregando perché non venisse meno nelle persone colpite la fiducia in Dio e la speranza. Ma anche come Comunità civile occorre fare un serio esame di coscienza, affinché il livello delle responsabilità, in ogni momento, mai venga meno. A questa condizione, L'Aquila, anche se ferita, potrà tornare a volare".

  Al termine Benedetto XVI ha invocato la protezione della Madonna di Roio, Nostra Signora della Croce, molto venerata in Abruzzo, e in "tutte le località colpite dal terremoto", davanti alla quale, dopo la recita del Regina Coeli, ha deposto una rosa d'oro.

  A conclusione dell'incontro con la popolazione abruzzese, il Papa è rientrato in autovettura in Vaticano.
.../TERREMOTO/L'AQUILA                                   VIS 20090428 (540)


ORDINAZIONE SACERDOTALE 19 DIACONI DIOCESI DI ROMA

CITTA' DEL VATICANO, 28 APR. 2009 (VIS). Domenica 3 maggio, IV Domenica di Pasqua, alle ore 9:00, il Santo Padre Benedetto XVI presiederà la Santa Messa nella Basilica Vaticana e conferirà l'Ordinazione presbiterale a diciannove diaconi della Diocesi di Roma.
OP/ORDINAZIONE DIACONI/...                     VIS 20090428 (50)

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