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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 18 novembre 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 18 NOV. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignor Barry C. Knestout, Vescovo Ausiliare di Washington (5.447; popolazione: 2.647.492; cattolici: 582.488; sacerdoti: 1.000; religiosi: 1.505; diaconi permanenti: 182), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto, finora Moderatore della Curia e Vicario per l'Amministrazione, è nato a Cheverly (Stati Uniti d'America), nel 1962 ed è stato ordinato sacerdote nel 1989.
NEA/.../KNESTOUT                                     VIS 20081118 (70)


IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 18 NOV. 2008 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Vescovo José Bezerra Coutinho, emerito di Estância (Brasile), il 7 novembre, all'età di 98 anni.

Il Vescovo Sofron Dmyterko, O.S.B.M., emerito di Ivano-Frankivisk, Stanislaviv degli Ucraini (Ucraina), il 5 novembre, all'età di 91 anni.

Il Vescovo Carmelo Echenagusia Uribe, Ausiliare di Bilbao (Spagna), il 6 novembre, all'età di 76 anni.

Il Vescovo Michael Ugwu Eneja, emerito di Enugu, (Nigeria), il 14 novembre all'età di 89 anni.

Il Vescovo Alessandro Maggiolini, emerito di Como (Italia), l'11 novembre, all'età di 77 anni.

Il Vescovo Vladas Michelevicius, già Ausiliare di Kaunas (Lituania), il 12 novembre all'età di 84 anni.

Il Vescovo Kazimierz Marian Zimalek, già Ausiliare di Sadomierz (Polonia), il 12 novembre, all'età di 77 anni.
.../DEFUNTI/...                       VIS 20081118 (150)


lunedì 17 novembre 2008

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 17 NOV. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Franc Rodé, C.M., Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrate e le Società di Vita Apostolica.

- Il Cardinale Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum".

- Cardinale Carlos Amigo Vallejo, O.F.M., Arcivescovo di Sevilla (Spagna).

  Sabato 15 novembre, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Georges Marie Martin Cottier, O.P., Pro-Teologo emerito della Casa Pontificia.

- L'Arcivescovo Reinhard Marx, di München und Freising (Repubblica Federale di Germania).
AP/.../...                                      VIS 20081117 (100)


LIBANO: EDIFICARE SOCIETÀ UNITA E SOLIDALE


CITTA' DEL VATICANO, 17 NOV. 2008 (VIS).  Questa mattina, nel ricevere il nuovo Ambasciatore del Libano Signor Georges Chakib El Khoury, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali, il Santo Padre Benedetto XVI ha auspicato che il Popolo Libanese "prosegua coraggiosamente ad adoperarsi per edificare una società giusta e solidale".

  "La storia millenaria del vostro Paese" - ha affermato il Papa - "come pure la sua collocazione all'interno di un contesto regionale complesso, gli assegnano quale missione fondamentale di contribuire alla pace e alla concordia".

  Ponendo in rilievo che "per la sua esperienza di vita e di collaborazione intercomunitaria e interculturale, il Libano è un 'tesoro' affidato a tutti i Libanesi", il Papa ha espresso l'auspicio che "la Comunità internazionale protegga e valorizzi il Libano e, mediante il suo effettivo impegno, contribuisca ad evitare di fare del Paese un terreno di scontro di conflitti regionali e internazionali. Così, il Libano deve essere come un laboratorio per la ricerca di efficaci soluzioni dei conflitti che da lungo tempo turbano la Regione del Medio Oriente"

  "L'elezione del Presidente della Repubblica, la formazione di un governo di unità nazionale e l'approvazione di una nuova legge elettorale non possono che favorire l'unità nazionale e contribuire ad una autentica coesistenza fra le diverse componenti della Nazione. (...) Spero che, ponendo da parte gli interessi particolari e ricomponendo le fratture del passato, tutti si impegnino effettivamente sulla via del dialogo e della riconciliazione, per permettere al Paese di progredire nella stabilità".

  "Purtroppo, le tensioni ancora presenti, dimostrano quanto sia necessario progredire con decisione sulla via inaugurata qualche mese fa, con gli Accordi di Doha, per costruire insieme le istituzioni libanesi. L'atteggiamento fondamentale che deve guidare ciascuno nell'impegno a servizio del bene comune, deve rimanere immutato: che ogni componente del popolo libanese si senta veramente a casa propria in Libano e veda che le sue preoccupazioni e le sue legittime aspettative siano effettivamente prese in considerazione, nel rispetto reciproco dei diritti altrui".

  "Perciò" - ha ribadito il Pontefice - "si deve promuovere e sviluppare una vera educazione delle coscienze alla pace, alla riconciliazione e al dialogo, particolarmente a favore delle nuove generazioni. (...) La pace duratura, aspirazione profonda di tutti i libanesi, è possibile nella misura in cui prevalga in tutti una autentica volontà di vivere insieme sul medesimo territorio, e di considerare la giustizia, la riconciliazione e il dialogo come un quadro propizio alla risoluzione dei problemi delle singole persone e dei gruppi",

  "Per edificare una società che assicuri a tutti i suoi membri una esistenza degna e libera, bisogna sviluppare una cooperazione sempre più profonda fra tutti i componenti la Nazione, che deve essere fondata su relazioni fiduciose fra le persone e le comunità".

  "La Santa Sede" - ha sottolineato il Pontefice - "continua a seguire con grande attenzione gli sviluppi della situazione e dedica un interesse particolare agli sforzi compiuti per una regolazione definitiva delle questioni che il Librano deve affrontare. Particolarmente sensibile alle sofferenze che da lungo tempo le popolazioni del Medio Oriente devono sopportare, la Santa Sede continua con determinazione il suo impegno a favore della pace e della riconcialiazione in Libano e in tutta la Regione così cara al cuore dei credenti".

  Infine il Santo Padre, rievocando la recente Beatificazione del Padre Jacques Haddad Aboun a Yaacoub "Apostolo della misericordia", ha salutato tutta la comunità cattolica del Libano invitando i suoi membri ad essere "artefici di unità e fraternità".
CD/CREDENZIALI/LIBANO:EL KHOURY                   VIS 20081117 (580)


PREGARE PER COMUNITÀ RELIGIOSE DI CLAUSURA

CITTA' DEL VATICANO, 16 NOV. 2008 (VIS). Dopo la recita dell'Angelus, il Papa ha ricordato che il 21 novembre prossimo, nella memoria liturgica della Presentazione di Maria Santissima al Tempio, ricorre la Giornata pro Orantibus, per le comunità religiose di clausura.

  "Ringraziamo il Signore per le sorelle e i fratelli che hanno abbracciato questa missione" - ha detto Benedetto XVI - "dedicandosi totalmente alla preghiera e vivono di quanto ricevono dalla Provvidenza. Preghiamo a nostra volta per loro e per le nuove vocazioni, e impegniamoci a sostenere i monasteri nelle necessità materiali. Care sorelle e cari fratelli, la vostra presenza nella Chiesa e nel mondo è indispensabile. Vi sono vicino e vi benedico con grande affetto!".

  Successivamente il Papa ha ricordato "in modo particolare le persone decedute in incidenti stradali. Preghiamo per l'eterno riposo delle vittime della strada e per la consolazione delle famiglie in lutto. Cari fratelli e sorelle, imploro ognuno di voi - guidatori, passeggeri e pedoni - di prestare attenzione alle parole di San Paolo nella Liturgia della Parola di oggi: 'Siate sobri e all'erta'. Il nostro comportamento sulle strade deve essere improntato alla responsabilità, alla considerazione ed al rispetto degli altri. Che la Vergine Maria ci conduca in salvo lungo le strade ed autostrade del mondo".
ANG/RELIGIOSE CLAUSURA:STRADE/...                   VIS 20081117 (220)


ACCOGLIERE E VALORIZZARE DONI RICEVUTI DA CRISTO

CITTA' DEL VATICANO, 16 NOV. 2008 (VIS). Alle 12:00 di questa mattina, penultima domenica dell'anno liturgico, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  Il Vangelo di oggi, ha spiegato il Papa "ci invita ad essere vigilanti e operosi, nell'attesa del ritorno del Signore Gesù alla fine dei tempi".

  I talenti - ha proseguito il Pontefice - "oltre alle qualità naturali, rappresentano le ricchezze che il Signore Gesù ci ha lasciato in eredità, perché le facciamo fruttificare: la sua Parola, depositata nel santo Vangelo; il Battesimo, che ci rinnova nello Spirito Santo; la preghiera - il 'Padre nostro' - che eleviamo a Dio come figli uniti nel Figlio; il suo perdono, che ha comandato di portare a tutti; il sacramento del suo Corpo immolato e del suo Sangue versato. In una parola: il Regno di Dio, che è Lui stesso, presente e vivo in mezzo a noi".

  "La parabola odierna insiste sull'atteggiamento interiore con cui accogliere e valorizzare questo dono. L'atteggiamento sbagliato è quello della paura: il servo che ha paura del suo padrone e ne teme il ritorno, nasconde la moneta sotto terra ed essa non produce alcun frutto. Questo accade, per esempio, a chi avendo ricevuto il Battesimo, la Comunione, la Cresima seppellisce poi tali doni sotto una coltre di pregiudizi, sotto una falsa immagine di Dio che paralizza la fede e le opere, così da tradire le attese del Signore. Ma la parabola mette in maggior risalto i buoni frutti portati dai discepoli che, felici per il dono ricevuto, non l'hanno tenuto nascosto con timore e gelosia, ma l'hanno fatto fruttificare, condividendolo, partecipandolo. Sì, ciò che Cristo ci ha donato si moltiplica donandolo!".

  "L'insegnamento evangelico, che ci offre oggi la liturgia, ha inciso anche sul piano storico-sociale, promuovendo nelle popolazioni cristiane una mentalità attiva e intraprendente. Ma il messaggio centrale riguarda lo spirito di responsabilità con cui accogliere il Regno di Dio: responsabilità verso Dio e verso l'umanità".
ANG/TALENTI/...                                   VIS 20081117 (350)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 15 NOV. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, Legato Pontificio alle celebrazioni del VI Incontro Mondiale delle Famiglie, in programma a Città del Messico, dal 13 al 18 gennaio 2009.
NA/.../...                                                 VIS 20081117 (60)


INVIATO SPECIALE ANNO GIUBILARE ABBAZIA WALDSASSEN

CITTA' DEL VATICANO, 15 NOV. 2008 (VIS). Questa mattina è stata resa pubblica una Lettera Pontificia, redatta in latino e recante la data del 30 ottobre, con la quale il Santo Padre nomina il Cardinale Franc Rodé, C.M., Prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, a presiedere le celebrazioni conclusive dell'anno giubilare dell'Abbazia cistercense di Waldsassen (Germania), che avranno luogo il 23 novembre 2008, nell'875° anniversario della fondazione.
 
  La Missione che accompagnerà il Cardinale Inviato Speciale è composta dal Padre Thomas Denter, O.Cist., già Abate di Marienstatt e il Padre Gabriel K. Lobendanz, O.Cist., Assistente spirituale del Monastero di Waldsassen.
BXVI-LETT/INVIATO SPECIALE/WALDSASSEN:RODE   VIS 20081117 (120)


AIUTARE BAMBINI MALATI AFFRONTARE SOFFERENZA


CITTA' DEL VATICANO, 15 NOV. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i partecipanti alla XXIII Conferenza Internazionale del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, tenutoti dal 13 al 15 novembre in Vaticano, sul tema: "La pastorale nella cura dei bambini malati".

  Il Papa ha ricordato che le sessioni di lavoro di questi giorni hanno permesso di "evidenziare la situazione difficile in cui continua a trovarsi un numero assai considerevole di bambini in vaste regioni della terra. (...) Notevoli certamente sono stati i progressi della medicina negli ultimi cinquant'anni: essi hanno portato a una considerevole riduzione della mortalità infantile, anche se resta ancora molto da fare in questa prospettiva. Basti ricordare, come voi avete fatto notare, che ogni anno muoiono 4 milioni di neonati con meno di 26 giorni di vita".

  "La sfida è oggi scongiurare l'insorgenza di non poche patologie una volta tipiche dell'infanzia e, complessivamente, favorire la crescita, lo sviluppo e il mantenimento di un conveniente stato di salute per tutti i bambini".

  "La ricerca medica si trova talora di fronte a scelte difficili" - ha rilevato il Pontefice - "quando si tratta, ad esempio, di raggiungere un giusto equilibrio tra insistenza e desistenza terapeutica per assicurare quei trattamenti adeguati ai reali bisogni dei piccoli pazienti, senza cedere alla tentazione dello sperimentalismo. Non è superfluo ricordare che al centro di ogni intervento medico deve esserci sempre il conseguimento del vero bene del bambino, considerato nella sua dignità di soggetto umano con pieni diritti. Di lui pertanto occorre prendersi cura sempre con amore, per aiutarlo ad affrontare la sofferenza e la malattia, anche prima della nascita, nella misura adeguata alla sua situazione".

  "Tenendo poi conto dell'impatto emotivo" - ha proseguito Benedetto XVI - "dovuto alla malattia e ai trattamenti a cui il bambino viene sottoposto, che non raramente risultano particolarmente invasivi, è importante assicurargli una comunicazione costante con i familiari".

  "Il malato, in modo speciale il bambino, comprende particolarmente il linguaggio della tenerezza e dell'amore, espresso attraverso un servizio premuroso, paziente e generoso, animato nei credenti dal desiderio di manifestare la stessa predilezione che Gesù nutriva per i piccoli".

  "Ogni essere umano ha valore in se stesso, perché creato ad immagine di Dio, ai cui occhi è tanto più prezioso, quanto più appare debole allo sguardo dell'uomo. Con quanto amore va allora accolto anche un bambino non ancora nato e già affetto da patologie mediche! (...) Penso soprattutto ai piccoli orfani o abbandonati a causa della miseria e della disgregazione familiare; penso ai fanciulli vittime innocenti dell'AIDS o della guerra e dei tanti conflitti armati in atto in diverse parti del mondo; penso all'infanzia che muore a causa della miseria, della siccità e della fame".

  "La Chiesa" - ha detto ancora il Santo Padre - "non dimentica questi suoi figli più piccoli e se, da un lato, plaude alle iniziative delle Nazioni più ricche per migliorare le condizioni del loro sviluppo, dall'altro, avverte con forza il dovere di invitare a prestare un'attenzione maggiore a questi nostri fratelli, perché grazie alla nostra corale solidarietà possano guardare alla vita con fiducia e speranza".

  "Cari fratelli e sorelle, mentre formulo l'auspicio che tante condizioni di squilibrio, ancora esistenti, vengano al più presto sanate con interventi risolutivi a favore di questi nostri fratelli più piccoli, esprimo vivo apprezzamento per coloro che impegnano energie personali e risorse materiali al loro servizio. Con particolare riconoscenza penso al nostro Ospedale del Bambin Gesù ed alle numerose associazioni ed istituzioni socio-sanitarie cattoliche, le quali, seguendo l'esempio di Gesù Cristo Buon Samaritano, e animate dalla sua carità, prestano sostegno e sollievo umano, morale e spirituale a tanti bambini sofferenti, amati da Dio con singolare predilezione".
AC/BAMBINI MALATI/...                               VIS 20081117 (620)


URGENTE AZIONE APOSTOLICA LAICI SOCIETÀ ATTUALE

CITTA' DEL VATICANO, 15 NOV. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i partecipanti alla XXIII Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per i Laici, tenutosi sul tema: "A vent'anni dalla 'Christifideles laici': memoria, sviluppo, nuove sfide e compiti".

  L'Esortazione Apostolica "Christifideles laici" - ha spiegato il Papa - è "una rivisitazione organica degli insegnamenti del Concilio Vaticano II riguardanti i laici - la loro dignità di battezzati, la vocazione alla santità, l'appartenenza alla comunione ecclesiale, la partecipazione all'edificazione delle comunità cristiane e alla missione della Chiesa, la testimonianza in tutti gli ambienti sociali e l'impegno a servizio della persona per la sua crescita integrale e per il bene comune della società ".

  Il Documento "orienta il discernimento, l'approfondimento e l'orientamento  dell'impegno laicale nella Chiesa di fronte ai mutamenti sociali di questi anni" e "riconosce e incoraggia la 'nuova stagione aggregativa dei fedeli laici' (...) indicando quei 'criteri di ecclesialità' che sono necessari, da una parte, al discernimento dei Pastori e, dall'altra, alla crescita della vita delle associazioni di fedeli, dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità".

  "L'attuale condizione culturale e sociale" - ha proseguito il Pontefice - "rende ancora più urgente questa azione apostolica, per condividere a piene mani il tesoro di grazia e di santità, di carità, dottrina, cultura e opere, di cui è composto il flusso della tradizione cattolica. Le nuove generazioni sono non solo destinatarie preferenziali di questa trasmissione e condivisione ma anche soggetti che attentono nel proprio cuore proposte di verità e di felicità per poterne rendere testimonianza cristiana, come già accade in modo mirabile. Ne sono stato, io stesso, nuovamente testimone a Sydney, nella recente Giornata Mondiale della Gioventù".

  "Conosco anche il vostro impegno in merito a questioni di speciale rilevanza" - ha detto il Papa rivolgendosi ai Membri del Pontificio Consiglio per i Laici - "com'è quella della dignità e partecipazione delle donne nella vita della Chiesa e della società. (...) L'uomo e la donna, uguali in dignità, sono chiamati ad arricchirsi vicendevolmente in comunione e collaborazione, non solo nel matrimonio e nella famiglia, ma anche nella società in tutte le sue dimensioni".

  Infine il Pontefice ha esortato tutti i componenti del Dicastero a "seguire con diligente cura pastorale la formazione, la testimonianza e la collaborazione dei fedeli laici nelle più diverse situazioni in cui sono in gioco l'autentica qualità umana della vita nella società".

  "In particolar modo" - ha concluso il Pontefice - "ribadisco la necessità e l'urgenza della formazione evangelica e dell'accompagnamento pastorale di una nuova generazione di cattolici impegnati nella politica, che siano coerenti con la fede professata, che abbiamo rigore morale, capacità di giudizio culturale, competenza professionale e passione di servizio per il bene comune".
AC/ANNIVERSARIO CHRISTIFIDELES LAICI/...               VIS 20081117 (450)


venerdì 14 novembre 2008

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 14 NOV. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

- L'Arcivescovo George Panikulam, Nunzio Apostolico in Etiopia e Delegato Apostolico in Somalia.
AP/.../...                                         VIS 20081114 (60)

giovedì 13 novembre 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Juan José Asenjo Pelegrina, Arcivescovo Coadiutore di Sevilla (superficie: 14.042; popolazione: 1.835.077; cattolici: 1.825.505; sacerdoti: 685; religiosi: 2.928; diaconi permanenti: 37), Spagna. L'Arcivescovo eletto, finora Vescovo di Córdoba (Spagna), è nato a Sigüenza (Spagna), nel 1945, ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1969 e l'ordinazione episcopale nel 1997.

- L'Arcivescovo Luis Francisco Ladaria Ferrer, S.I., che è Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, Consultore della Congregazione per i Vescovi.
NEC:NA/.../ASENJO:LADARIA                     VIS 20081113 (90)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate cinque Presuli della Conferenza Episcopale di Bolivia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Jesús Pérez Rodríguez, O.F.M., di Sucre.

    - Il Vescovo Walter Pérez Villamonte, di Potosí, con l'Ausiliare Vescovo Ricardo Ernesto Centellas Guzmán.

    - Il Vescovo Francisco Javier del Río Sendino, di Tarija, con il Vescovo emerito Adhmar Esquivel Kohenque.
AL/.../...                                                 VIS 20081113 (70)


LX ANNIVERSARIO DICHIARAZIONE UNIVERSALE DIRITTI UMANI


CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2008 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ha presentato il programma degli eventi commemorativi del 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, promosso dal medesimo Dicastero, in programma in Vaticano il 10 dicembre prossimo.

  Il Cardinale Martino ha spiegato che le iniziative "intendono da una parte celebrare quel famoso documento delle Nazioni Unite e, dall'altra sottolinearne il valore perenne, riproponendone la valenza educativa e orientativa per la costruzione di un mondo più giusto e più solidale".

  "La Chiesa" - ha proseguito il Cardinale Martino - "ritiene che i diritti umani esprimano la trascendente dignità della persona, unica creatura amata da Dio per se stessa, fine e mai mezzo, e pensa che la 'Dichiarazione Universale dei Diritti dell'uomo' del 1948 sia un momento di fondamentale importanza nella maturazione, da parte dell'umanità, di una coscienza morale consona alla dignità della persona".

  "La Chiesa ha dato il proprio contributo" - ha ricordato il Porporato - "sia con la riflessione sui Diritti umani alla luce della Parola di Dio e della ragione umana - si pensi alla trattazione che dell'argomento ha svolto il Beato Giovanni XXIII nella 'Pacem in Terris' - sia con un impegno di annuncio e di denuncia che ne ha fatto un'infaticabile paladina della dignità dell'uomo e dei suoi diritti in questi sessant'anni che ci separano dalla Dichiarazione del 1948".

  "L'ultima vigorosa testimonianza resa al valore della Dichiarazione Universale è stata quella del Santo Padre Benedetto XVI il 18 aprile di quest'anno in occasione della visita alle Nazioni Unite. In quella memorabile circostanza affermò: (....) Il merito della 'Dichiarazione Universale' è di aver permesso a differenti culture, espressioni giuridiche e modelli istituzionali di convergere attorno ad un nucleo fondamentale di valori e, quindi, di diritti".

  "A partire da questa visione" - ha detto ancora il Cardinale Martino - "il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, unitamente alla Prefettura della Casa Pontificia, organizzerà nell'Aula Paolo VI, come già detto, una iniziativa celebrativa divisa in due momenti particolari. Il primo momento ufficiale alle ore 16:00, che consisterà in un Atto commemorativo prevalentemente di riflessione e di studio, vedrà la partecipazione dei Responsabili dei Dicasteri della Curia Romana e del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede. Interverranno a questo momento, con interventi puntuali sul valore e sull'attualità della 'Dichiarazione Universale dei Diritti Umani', Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Sua Santità; il Dottor Juan Somavia, Direttore Generale dell'Organizzazione Mondiale del Laovoro (ILO); il Dottor Jacques Diouf, Direttore Generale dell'Organizzazione Mondiale per l'Alimentazione e l'Agricoltura (F.A.O.)".

  Nel pomeriggio dello stesso giorno, 10 novembre, alle 18:00, è in programma un concerto della "Brandenburrgisches Staatsorchester di Frankfurt, diretta dalla Direttrice spagnola Signora Inma Shara, al quale assisterà il Santo Padre Benedetto XVI.

  Poco prima dell'inizio del Concerto verranno assegnati i Premi attribuiti per il 2008 dalla Fondazione San Matteo, in memoria del Cardinale Van Thuân. Fra i premiati il Dottor Corneli Sommaruga, ex Presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa.
OP/ANNIVERSARIO DIRITTI UMANI/MARTINO               VIS 20081113 (500)


RELIGIONI VEICOLO DI RICONCILIAZIONE E DI PACE


CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2008 (VIS). Il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, è intervenuto ieri alla 63ma Sessione dell'Assemblea Generale dell'O.N.U., svoltasi sul tema: "Cultura e Pace".

  "L'O.N.U." - ha detto il Cardinale all'inizio del suo discorso - "per sua natura e sua missione, deve essere scuola di pace. Infatti si deve imparare a pensare e ad agire tenendo conto delle aspirazioni e degli interessi legittimi di tutti". Gli Stati membri, ha continuato il Porporato, "devono adoperarsi per superare la semplice logica dei rapporti di forza, in modo da lasciar spazio alla forza del diritto e alla saggezza dei popoli, diventando 'artigiani di Pace'".

  "In tale esigente compito" - ha ribadito il Cardinale Tauran -  "i credenti e le loro comunità hanno un ruolo da svolgere. Le religioni, malgrado le debolezze e le contraddizioni dei loro seguaci, sono veicolo di riconciliazione e di pace".

  "I credenti devono essere coerenti e credibili" - ha sottolineato il Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso - "Essi non possono usare la religione per vessare la libertà di coscienza, per giustificare la violenza, per diffondere l'odio e il fanatismo o per minare l'autonomia della politica e della religione".

  "D'altra parte" - ha proseguito il Cardinale Tauran - "partecipando al dialogo pubblico nelle società di cui sono membri, i credenti si sentono chiamati a collaborare alla promozione del bene comune che poggia su di un piedistallo di valori comuni a tutti, credenti e non credenti: la sacralità della vita, la dignità della persona umana, il rispetto della libertà di coscienza e di religione, la pratica della libertà responsabile, l'accoglienza delle opinioni nella loro diversità, il giusto uso della ragione, l'apprezzamento della vita democratica, l'attenzione alle risorse naturali, per citarne alcuni".

  "Noi tutti insieme, possiamo" - ha concluso il Porporato - "senza rinunciare alle nostre specificità culturali e religiose, tracciare la via di un mondo più sicuro e più solidale! Andiamo al di là della semplice tolleranza e degli incerti compromessi. Facciamo della fraternità più che un ideale, una realtà!".
.../CULTURA:PACE/ONU:TAURAN                               VIS 20081113 (350)


UDIENZA AL PRESIDENTE DEL BRASILE


CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2008 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico questa mattina il seguente Comunicato:

  "Oggi, giovedì 13 novembre 2008, il Presidente della Repubblica Federativa del Brasile, Sua Eccellenza il Signor Luiz Inácio Lula da Silva, è stato ricevuto in Udienza da Sua Santità Benedetto XVI e, successivamente, si è incontrato con Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, che era accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati".

  "I cordiali colloqui hanno permesso un fruttuoso scambio di opinioni su temi attinenti all'attuale congiuntura internazionale e regionale. Ci si è poi soffermati su alcuni aspetti della situazione in Brasile, in particolare sulle politiche sociali intese a migliorare le condizioni di vita di tante persone che vivono ancora nel disagio e nell'emarginazione e a favorire il ruolo fondamentale della famiglia nella lotta contro la violenza e il degrado sociale. Si è poi sottolineata la collaborazione tra la Chiesa e lo Stato in vista della promozione dei valori morali e del bene comune non solo nel Paese, ma in modo speciale in favore dell'Africa. Al riguardo, dopo aver ricordato la grata visita che il Santo Padre ha compiuto nel Paese nel maggio 2007, in occasione della V Assemblea Generale dell'Episcopato Latinoamericano e dei Carabi ad Aparecida, è stato espresso compiacimento per la firma dell'Accordo fra la Santa Sede e il Brasile, avvenuta successivamente nel contesto della stessa visita". 

  Un secondo Comunicato annuncia che "L'Accordo, che consolida ulteriormente i tradizionali vincoli di amicizia e di collaborazione esistenti tra le due Parti, si compone di un Preambolo e di venti articoli, che disciplinano vari ambiti, tra i quali: lo statuto giuridico della Chiesa cattolica in Brasile, il riconoscimento dei titoli di studio, l'insegnamento religioso nelle scuole pubbliche, il matrimonio canonico e il regime fiscale".
OP/BRASILE/LULA                                   VIS 20081113 (310)


SEPARAZIONE VITA PUBBLICA DA TRADIZIONI: STRADA CIECA


CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto il nuovo Ambasciatore della Repubblica di San Marino, Signor Sante Canducci, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

  Nel suo discorso al diplomatico, Papa Benedetto XVI ha sottolineato che: "la fede cristiana, (...) ha impregnato la vita e la storia della gente e delle istituzioni sammarinesi" ed ha auspicato che: "l'attuale comunità civile e religiosa di San Marino sappia scrivere insieme una nuova pagina di progresso e di civiltà, riconoscendo il ruolo indispensabile che ogni famiglia è chiamata a svolgere nella formazione delle nuove generazioni come luogo di educazione alla pace".

  "Sono certamente mutate le condizioni ambientali e sociali in cui noi oggi viviamo" - ha rilevato il Pontefice affermando ancora che: "inalterato però resta l'obbiettivo ultimo di ogni quotidiano nostro impegno personale e comunitario: la ricerca dell'autentico benessere della persona, e la costruzione di una società aperta all'accoglienza e attenta alle reali esigenze di tutti".

  "L'insieme unitario di valori e di leggi, il comune 'alfabeto' spirituale che ha reso possibile nei secoli scorsi ai nostri popoli di scrivere nobili pagine di storia civile e religiosa, rappresenta una preziosa eredità da non disperdere, un patrimonio da incrementare con l'apporto delle moderne scoperte della scienza, della tecnica e della comunicazione, poste al servizio del vero bene dell'uomo".

  "Separare (...) totalmente la vita pubblica da ogni valore delle tradizioni" - ha posto in rilievo il Papa - "significherebbe introdursi in una strada cieca e senza uscita. Ecco perché è necessario ridefinire il senso di una laicità che sottolinei la vera differenza e autonomia tra le diverse componenti della società, ma che conservi anche le specifiche competenze in un contesto di comune responsabilità".

  "Certamente questa 'sana' laicità dello Stato" - ha aggiunto il Pontefice - "comporta che ogni realtà temporale si regga secondo proprie norme, le quali tuttavia non devono trascurare le fondamentali istanze etiche il cui fondamento risiede nella natura stessa dell'uomo, e che, proprio per questo, rinviano in ultima analisi al Creatore".

  "Quando la Chiesa cattolica" - ha ricordato il Pontefice al termine del suo discorso - "attraverso i suoi legittimi Pastori, fa appello al valore che taluni fondamentali principi etici, radicati nell'eredità cristiana dell'Europa, rivestono per la vita privata, ed ancor più per quella pubblica, è mossa unicamente dal desiderio di garantire e promuovere la inviolabile dignità della persona e l'autentico bene della società".
CD/LETTERE CREDENZIALI/SAN MARINO:CANDUCCI      VIS 20081113 (400)


mercoledì 12 novembre 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 12 NOV. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo José Moreira da Silva, Vescovo della Diocesi di Januária (superficie: 38.187; popolazione: 300.000; cattolici: 270.000; sacerdoti: 18; religiosi: 40; diaconi permanenti: 2), Brasile. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Parrocchia "Nossa Senhora de Abadia" a Taguatinga (Brasile), è nato a Ponte Alta (Brasile), nel 1953 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1982. Succede al Vescovo Anselmo Müller, M.S.F., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Neri José Tondello, Vescovo di Juína (superficie: 129.078; popolazione: 140.800; cattolici: 127.963; sacerdoti: 17; religiosi: 48), Brasile. Il Vescovo eletto, finora sacerdote 'fidei donum' nella medesima Diocesi e Rettore del Seminario Maggiore di Cuiabá (Brasile), è nato nel 1964 a Antônio Prado (Brasile), ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1993.
RE:NER/.../MOREIRA:MÜLLER:TONDELLO                   VIS 20081112 (160)


SENZA CRISTO NON ESISTE MONDO GIUSTO

CITTA' DEL VATICANO, 12 NOV. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi, svoltasi in Piazza San Pietro, all'insegnamento di San Paolo sulla Cristologia.

  Nella Prima Lettera ai Tessalonicesi, ha detto il Papa: "San Paolo parla del ritorno di Gesù, chiamato 'parusia', 'avvento'. (....) Paolo descrive la 'parusia' di Cristo con accenti quanto mai vivi e con immagini simboliche, che trasmettono però un messaggio semplice e profondo: alla fine saremo sempre con il Signore (...) Il nostro futuro è 'essere con il Signore'".

  Benedetto XVI ha ricordato che nella seconda Lettera ai Tessalonicesi "Paolo cambia la prospettiva; parla di eventi negativi che dovranno precedere quello finale e conclusivo. Non bisogna lasciarsi ingannare - dice - come se il giorno del Signore fosse davvero imminente, secondo un calcolo cronologico". Il testo prosegue annunciando che "prima dell'arrivo del Signore vi sarò l'apostasia e dovrà essere rivelato un non meglio identificato 'uomo iniquo', il 'figlio della perdizione', che la tradizione chiamerà poi l'Anticristo".

  Interrogandosi su quali siano gli atteggiamenti fondamentali del cristiano riguardo alla cose ultime: la morte, la fine del mondo, il Papa ha ribadito: "Il primo atteggiamento è la certezza che Gesù è risorto, è col Padre, e proprio così è con noi, per sempre. E nessuno è più forte di Cristo, perché Egli è col Padre, è con noi. Siamo perciò sicuri, liberati dalla paura. (...) In secondo luogo, la certezza che Cristo è con me. E come in Cristo il mondo futuro è già cominciato, questo dà anche certezza della speranza. Il futuro non é un buio nel quale nessuno si orienta. Non è così. Senza Cristo, anche oggi per il mondo il futuro è buio. (....) Il cristiano sa che la luce di Cristo è più forte e perciò vive in una speranza non vaga, in una speranza che dà certezza e dà coraggio per affrontare il futuro".

  Il Papa ha affermato che il terzo atteggiamento "è responsabilità per il mondo, per i fratelli davanti a Cristo, e nello stesso tempo anche certezza della sua misericordia. (...) Dobbiamo lavorare perché questo mondo si apra a Cristo, sia rinnovato, (...) Pur (...) sapendo (...) che Dio è giudice vero, siamo anche sicuri che questo giudice è buono, conosciamo il Suo volto. (...) Perciò possiamo essere sicuri della sua bontà e andare avanti con grande coraggio".

  San Paolo alla conclusione della seconda Lettera ai Corinzi, "ripete e mette in bocca ai Corinzi una preghiera nata nelle prime comunità cristiane dell'area palestinese: 'Maranà thà!' che letteralmente significa 'Signore nostro, vieni!'. Era la preghiera della prima cristianità e anche l'ultimo libro del Nuovo Testamento, si chiude con questa preghiera: 'Signore, vieni!'. Possiamo pregare anche noi così? Mi sembra che per noi oggi, nella nostra vita, nel nostro mondo, sia difficile pregare sinceramente perché perisca questo mondo, perché venga la nuova Gerusalemme, perché venga il giudizio ultimo e il giudice Cristo. Penso che sinceramente non osiamo pregare così per molti motivi, tuttavia in una modo giusto e corretto anche noi possiamo dire, con la prima cristianità: 'Vieni, Signore Gesù'. Certo, non vogliamo che adesso venga la fine del mondo. Ma, d'altra parte, vogliamo anche che finisca questo mondo ingiusto. Vogliamo anche noi che il mondo sia fondamentalmente cambiato, che incominci la civiltà dell'amore, che arrivi un mondo di giustizia, di pace, senza violenza, senza fame".

  "Possiamo e dobbiamo dire anche noi, con urgenza e nelle circostanze del nostro tempo: Vieni Signore! Vieni nel modo, nei modi che tu conosci. Vieni dove c'è ingiustizia e violenza. Vieni nei campi profughi, nel Darfur, nel Nord Kivu, in tante parti del mondo. Vieni dove domina la droga. Vieni anche tra quei ricchi che ti hanno dimenticato, che vivono solo per se stessi. Vieni dove Tu sei sconosciuto. Vieni nel modo tuo e rinnova il mondo di oggi. Vieni anche nei nostri cuori (...) perché noi stessi possiamo divenire luci di Dio, presenza tua".
AG/SAN PAOLO                                   VIS 20081112 (570)


martedì 11 novembre 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 11 NOV. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Bathurst (Australia), presentata dal Vescovo Patrick Dougherty, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Daniel Nlandu Mavi, finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo), Vescovo Coadiutore della Diocesi di Matadi (superficie: 31.000; popolazione: 2.100.000; cattolici. 995.000; sacerdoti: 127; religiosi: 183), Repubblica Democratica del Congo.

- Ha nominato Membri Ordinari della Pontificia Accademia delle Scienze il Professor Govind Swarup, Professore di Astrofisica al "Tata Institute of Fundamental Research" del "National Centre for Radio Astrophysics" di Mumbai (India) ed il Professore Stanislas Dehaene, Professore di Psicologia Cognitiva Sperimentale al "Collège de France", (Parigi) e Direttore del "Inserm-CEA Cognitive Neuroimaging Unit" di Orsay (Francia).
RE:NEC:NA/.../...                                   VIS 20081111 (130)


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