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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 3 ottobre 2008

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 3 OTT. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate nove Presuli della Conferenza Episcopale dell'Ecuador, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Carlos Aníbal Altamirano Argüello, di Azogues con il Vescovo emerito José Gabriel Díaz Cueva.

    - Il Vescovo Julio Parrilla Díaz, di Loja.

    - L'Arcivescovo Antonio Arregui Yarza, di Guayaquil con gli Ausiliari Vescovo Aníbal Nieto Guerra, O.C.D., il Vescovo Marcos Aurelio Pérez Caicedo ed il Vescovo Valter Dario Maggi.

    - Il Vescovo Fausto Gabriel Trávez Trávez, O.F.M., di Babahoyo con il Vescovo emerito Jesús Ramón Martínez de Ezquerecocha Suso.

  Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà in udienze separate cinque Presuli della Conferenza Episcopale dell'Ecuador, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Wilson Abraham Moncayo Jalil, di Santo Domingo de los Colorados.

    - L'Arcivescovo Raúl Eduardo Vela Chiriboga, di Quito con gli Ausiliari Vescovo Segundo René Coba Galaraza e Vescovo Vicente Danilo Echeverría Verdesoto.

    - Il Monsignor Ricardo Flatz, Amministratore Apostolico "sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis" del Vicariato Apostolico di Zamora en Ecuador.
AL/.../...                                       VIS 20081003 (190)


DOMENICA 5 OTTOBRE INAUGURAZIONE SINODO PAROLA DI DIO

CITTA' DEL VATICANO, 3 OTT. 2008 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, l'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, ha illustrato lo svolgimento della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, sul tema: "Verbum Domini in vita et missione Ecclesiae" ("La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa"), che si inaugura domenica 5 ottobre, con la celebrazione di una Santa Messa presieduta dal Papa nella Basilica di San Paolo fuori le Mura.

  "E' la prima volta che un Sinodo dei Vescovi" - ha affermato l'Arcivescovo Eterovic - "viene aperto fuori della Basilica Papale di San Pietro. La ragione è ovvia, in quanto la XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi si svolge nel corso dell'anno Paolino". La chiusura della XII Assemblea Generale  si terrà il 26 ottobre nella Basilica Vaticana.

  Alla XII Assemblea parteciperanno, ha precisato il Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, 253 Padri Sinodali rappresentati di 13 Chiese Orientali Cattoliche "sui iuris", di 113 Conferenze Episcopali, di 25 Dicasteri della Curia Romana e dell'Unione dei Superiori Generali. All'Assise Sinodale assisteranno 41 esperti provenienti da 21 Paesi e 37 Uditori provenienti da 26 Paesi. Tra gli esperti vi sono 6 donne, mentre le Uditrici sono 19, una in più degli Uditori.

  All'Assise Sinodale prenderanno parte alcuni Delegati fraterni, rappresentanti di 10 Chiese e Comunità ecclesiali. Oltre al Patriarcato Ecumenico, saranno rappresentati i Patriarcati di Mosca, di Serbia e di Romania, la Chiesa Ortodossa di Grecia e la Chiesa Apostolica Armena, come pure la Comunione Anglicana, la Federazione Luterana Mondiale, la Chiesa dei Discepoli di Cristo e il Consiglio Ecumenico delle Chiese.
 
  Ai lavori sinodali parteciperanno anche 3 Invitati speciali del Santo Padre Benedetto XVI: il Rabbino Capo di Haifa Shear Yashyv Cohen che nel pomeriggio del 6 ottobre illustrerà ai Padri Sinodali come il Popolo Ebraico legge e interpreta la Sacra Scrittura. "E' la prima volta che un Rabbino, e un non cristiano, si rivolge ai Padri Sinodali", ha ricordato l'Arcivescovo Eterovic. Gli altri due Invitati Speciali sono il Reverendo Dr. A. Miller Milloy, Segretario Generale delle "United Bible Societies" ed il Fratello Alois, Priore della Comunità di Taizè.

  Il 18 ottobre prossimo si terrà un incontro ecumenico, ha ricordato ancora l'Arcivescovo Eterovic, precisando che il Santo Padre Benedetto XVI e il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I presiederanno nell'Aula del Sinodo i Primi Vespri della XXIX domenica del tempo ordinario ed interverranno sul tema della Parola di Dio con particolare riferimento all'Anno Paolino. "Sarà la prima volta che il Patriarca Ecumenico si rivolgerà ai Padri Sinodali".

  Il Regolamento del Sinodo dei Vescovi, oltre gli interventi scritti dei Padri Sinodali - ognuno avrà a disposizione cinque minuti - prevede - come nella precedente Assemblea Generale - le Discussioni libere, che avranno luogo dalle 18:00 alle 19:00, a conclusione delle Congregazioni Generali Vespertine.

  Il Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi ha precisato, infine, che nel pomeriggio del 6 ottobre vi saranno momenti di Discussione libera dopo cinque relazioni - ognuna di 10 minuti - nelle quali cinque Vescovi indicheranno come il tema della Parola di Dio è percepito nei cinque continenti. E' in programma anche una relazione di circa 30 minuti, sulla ricezione dell'Esortazione Apostolica Postsinodale "Sacramentum Caritatis" di Benedetto XVI, alla quale seguirà una Discussione libera sul medesimo tema.
SE/SINODO PAROLA DIO/ETEROVIC                       VIS 20081003 (560)


CONGRESSO 40° ANNIVERSARIO ENCICLICA HUMANAE VITAE

CITTA' DEL VATICANO, 3 OTT. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha inviato un Messaggio al Monsignor Livio Melina, Preside del Pontificio Istituto "Giovanni Paolo II" per Studi su Matrimonio e Famiglia, in occasione del Congresso internazionale organizzato congiuntamente con l'Università Cattolica del Sacro Cuore, per commemorare il 40° anniversario della pubblicazione della Lettera Enciclica "Humanae vitae", del Servo di Dio Paolo VI.

  In tale importante Documento, scrive il Pontefice, "viene affrontato uno degli aspetti essenziali della vocazione matrimoniale e dello specifico cammino di santità che ne consegue. Gli sposi, infatti, avendo ricevuto il dono dell'amore, sono chiamati a farsi a loro volta dono l'uno per l'altra senza riserve".

  "La possibilità di procreare una nuova vita umana è inclusa nell'integrale donazione dei coniugi. (...) Escludere questa dimensione comunicativa mediante un'azione che miri ad impedire la procreazione significa negare la verità intima dell'amore sponsale, con cui si comunica il dono divino".

  "A distanza di 40 anni dalla pubblicazione dell'Enciclica possiamo capire meglio quanto questa luce sia decisiva per comprendere il grande 'sì' che implica l'amore coniugale. In questa luce, i figli non sono più l'obiettivo di un progetto umano, ma sono riconosciuti come un autentico dono, da accogliere con atteggiamento di responsabile generosità verso Dio, sorgente prima della vita umana".

  "E' vero, d'altronde, che nel cammino della coppia" - ricorda Papa Benedetto XVI - "possono verificarsi delle circostanze gravi che rendono prudente distanziare le nascite dei figli o addirittura sospenderle. Ed è qui che la conoscenza dei ritmi naturali di fertilità della donna diventa importante per la vita dei coniugi".

  "I metodi di osservazione, che permettono alla coppia di determinare i periodi di fertilità, le consentono di amministrare quanto il Creatore ha sapientemente iscritto nella natura umana, senza turbare l'integro significato della donazione sessuale. In questo modo i coniugi, rispettando la piena verità del loro amore, potranno modularne l'espressione in conformità a questi ritmi, senza togliere nulla alla totalità del dono di sé che l'unione nella carne esprime. Ovviamente ciò richiede una maturità nell'amore, che non è immediata, ma comporta un dialogo e un ascolto reciproco e un singolare dominio dell'impulso sessuale in un cammino di crescita nella virtù".

  Il Papa esprime particolare apprezzamento per quanto l'Università Cattolica del Sacro Cuore fa a sostegno dello "Istituto Internazionale Paolo VI di ricerca sulla fertilità e infertilità umana per una procreazione responsabile" (ISI), il cui compito è "far progredire la conoscenza delle metodiche sia per la regolazione 'naturale' della fertilità umana che per il superamento 'naturale' dell'eventuale infertilità".

  "In questa prospettiva, 'molti ricercatori si sono impegnati nella lotta contro la sterilità. Salvaguardando pienamente la dignità della procreazione umana, alcuni sono arrivati a risultati che in precedenza sembravano irraggiungibili. Gli uomini di scienza vanno quindi incoraggiati a proseguire nelle loro ricerche, allo scopo di prevenire le cause della sterilità e potervi rimediare, in modo che le coppie sterili possano riuscire a procreare nel rispetto della loro dignità personale e di quella del nascituro'".

  "Possiamo chiederci: come mai oggi il mondo, ed anche molti fedeli, trovano tanta difficoltà a comprendere il messaggio della Chiesa, che illustra e difende la bellezza dell'amore coniugale nella sua manifestazione naturale?" - si chiede il Pontefice - "Certo, la soluzione tecnica anche nelle grandi questioni umane appare spesso la più facile, ma essa in realtà nasconde la questione di fondo, che riguarda il senso della sessualità umana e la necessità di una padronanza responsabile, perché il suo esercizio possa diventare espressione di amore personale".

  "La tecnica non può sostituire la maturazione della libertà, quando è in gioco l'amore. Anzi, come ben sappiamo, neppure la ragione basta: bisogna che sia il cuore a vedere. Solo gli occhi del cuore riescono a cogliere le esigenze proprie di un grande amore, capace di abbracciare la totalità dell'essere umano".
 
  Il Papa conclude il Messaggio esprimendo l'augurio che il Congresso commemorativo della "Humanae vitae" "porti frutti abbondanti e contribuisca a sostenere i coniugi con sempre maggior saggezza e chiarezza nel loro cammino, incoraggiandoli nella loro missione ad essere, nel mondo, testimoni credibili della bellezza dell'amore".
MESS/ANNIVERSARIO HUMANAE VITAE/MELINA               VIS 20081003 (690)


CAVALIERI COLOMBO: ESSERE FERMENTO VANGELO NEL MONDO


CITTA' DEL VATICANO, 3 OTT. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza i Membri del Consiglio di Amministrazione dei Cavalieri di Colombo, in occasione del pellegrinaggio a Roma nell'Anno Paolino.

  Nel ricordare il Viaggio Apostolico negli Stati Uniti d'America, il Santo Padre ha esortato "i fedeli laici ad impegnarsi innanzitutto nella via della santità e nell'attiva partecipazione alla missione della Chiesa. Tale fu l'intento che ispirò l'istituzione dei Cavalieri di Colombo quale Associazione fraterna di laici cristiani che continua a trovare privilegiata espressione nelle opere caritative del vostro Ordine e nella  concreta solidarietà con il Successore di Pietro nel suo ministero a servizio della Chiesa universale".

  "Tale solidarietà si manifesta in particolare nel Fondo 'Vicarius Christi' che i Cavalieri hanno posto a disposizione della Santa Sede a favore delle necessità del Popolo di Dio nel mondo. E si dimostra anche con le preghiere e i sacrifici quotidiani di tanti Cavalieri nei Consigli, parrocchie e comunità locali. Di tutto ciò vi sono oltremodo grato".

  Benedetto XVI ha auspicato che nello spirito del Fondatore, Venerabile Michael McGivney, "i Cavalieri di Colombo scoprano sempre nuovi metodi di essere fermento del Vangelo nel mondo e forza per il rinnovamento della Chiesa nella santità e nello zelo apostolico. Esprimo il mio apprezzamento per esservi adoperati a fornire ai giovani una solida formazione nella fede e a difendere le verità morali necessarie ad una società libera e umana, incluso il diritto fondamentale alla vita di ogni essere umano".
AC/.../CAVALIERI COLOMBO                           VIS 20081003 (260)


giovedì 2 ottobre 2008

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 2 OTT. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Il Vescovo Jerzy Maculewicz, O.F.M., Amministratore Apostolico dell'Uzbekistan, in Visita "ad Limina Apostolorum".

- Il Vescovo Nikolaus Messmer, S.I., Amministratore Apostolico del Kyrgyzstan, in Visita "ad Limina Apostolorum".

- Padre Carlos Avila, V.I., Superiore della Missione "sui iuris" del Tajikistan, in Visita "ad Limina Apostolorum".
 
- Padre Andrzej Madej, O.M.I., Superiore della Missione "sui iuris" del Turkmenistan, in Visita "ad Limina Apostolorum".
 
- Padre Vasil Hovera, Delegato della Congregazione per le Chiese Orientali per i fedeli greco-cattolici in Kazakhstan e in Asia centrale, in Visita "ad Limina Apostolorum".

- Il Signor Naji Abi Assi, Ambasciatore del Libano, in visita di congedo.
AL:AP/.../...                                                                                      VIS 20081002 (110)


RIPRENDERE SMANTELLAMENTO ARSENALI NUCLEARI

CITTA' DEL VATICANO, 2 OTT. 2008 (VIS). L'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario della Segreteria di Stato per i Rapporti con gli Stati, è intervenuto, il 29 settembre scorso, alla 52ma Sessione della Conferenza Generale dell'Agenzia Internazionale dell'Energia Atomica (IAEA), in corso a Vienna dal 29 settembre al 3 ottobre.

 Nel suo discorso il Presule ha ricordato che la IAEA opera per proteggere e promuovere la vita "in uno degli spazi chiave dell'ambiente umano: l'uso pacifico dell'energia nucleare" e che la storia di questo organismo dimostra la necessità di "riunire le forze per il benessere della famiglia umana".

 Riunire le forze significa, in primo luogo - ha proseguito il Pontefice - "il dovere di condividere le conoscenze, di costruire un consenso comune con lo sforzo e l'impegno. Per questo il lavoro della IAEA nei suoi tre settori di competenza: tecnologia, sicurezza e verifica, deve essere sempre unito e associato, mai diviso e in antagonismo".

 "La Santa Sede desidera vedere lavorare tutti gli Stati congiuntamente per (...) promuovere la sicurezza e la protezione nucleare e garantire che i materiali nucleari non vengano usati per altri scopi e che non ci siano attività nucleari non dichiarate. Si contribuirà, così, non soltanto a combattere il terrorismo nucleare, ma a promuovere la cultura della vita e della pace, favorendo lo sviluppo integrale dei popoli".

  Il secondo aspetto del dovere di lavorare congiuntamente, ha segnalato l'Arcivescovo, è "l'uso di una tecnologia innocua e pacifica che rispetti l'ambiente e venga incontro alla popolazione più svantaggiate". La globalizzazione esige che si contribuisca "non soltanto ad un progetto specifico o al lavoro di taluni organismi e governi, ma soprattutto al bene comune di tutta l'umanità. Per questo, la misura del valore di un progetto deriverà dal suo influsso sui valori umani e culturali, così come il benessere economico e sociale di un popolo o di una nazione".

 Riferendosi al disarmo nucleare, terzo aspetto del dovere del lavoro congiunto, il Presule ha affermato che non si può permettere che il Trattato di non proliferazione nucleare si indebolisca, perché esso rappresenta: "la pietra angolare del regime globale di non proliferazione" ed è "un elemento importante per lo sviluppo dell'energia nucleare a fini pacifici".

 Infine il Segretario per i Rapporti con gli Stati ha affermato che la Santa Sede "incoraggia tutti i responsabili del settore a riprendere con maggiore impegno lo smantellamento reciproco e progressivo degli arsenali nucleari esistenti". "La sicurezza mondiale - ha ribadito l'Arcivescovo Mamberti - "non deve dipendere dalle armi nucleari" e "la Santa Sede ritiene che il Trattato di divieto generale di esperimenti nucleari (CTBT) sia un importante strumento nel conseguimento di tale fine".
DELSS/NUCLEARE/IAEA:MAMBERTI                           VIS 20081002 (500)


LA CHIESA PROPONE LIBERAMENTE LA FEDE, NON LA IMPONE

CITTA' DEL VATICANO, 2 OTT. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina i Vescovi e gli Ordinari del Kazakhstan e dell'Asia Centrale al termine della "Visita ad Limina Apostolorum".

   Il Papa ha invitato i Presuli a rendere grazie a Dio perché "nonostante le dure pressioni esercitate negli anni del regime ateo e comunista, grazie all'abnegazione di zelanti sacerdoti, religiosi e laici, la fiamma della fede è rimasta accesa nel cuore dei credenti".

 Inoltre, esortando i Vescovi a non scoraggiarsi ed a pensare la comunità cattolica come un "un piccolo gregge", Benedetto XVI li ha esortati a lasciarsi guidare dallo Spirito Santo e a mantenere viva nel popolo cristiano la fiamma della fede. "Conservate e valorizzate" - ha detto il Papa - "le valide esperienze pastorali ed apostoliche del passato; continuate a educare tutti all'ascolto della Parola di Dio, suscitate specialmente nei giovani l'amore per l'Eucaristia e la devozione mariana, diffondete nelle famiglie la pratica del Rosario. Ricercate, inoltre, con pazienza e coraggio, nuove forme e metodi di apostolato, preoccupandovi di attualizzarli secondo le odierne esigenze, tenendo conto della lingua e della cultura dei fedeli a voi affidati".

 Il Santo Padre ha affermato ancora che "Questo impegno risulterà senza dubbio più incisivo ed efficace" se verranno coinvolti i sacerdoti, i religiosi, le religiose e i laici. Nel contempo il Papa ha invitato i sacerdoti a sostenere i laici "nei momenti di difficoltà" e "nella solitudine umana e spirituale". "Alla base di tutto" - ha detto - "ci sia il ricorso costante a Dio nella preghiera e la continua ricerca dell'unità tra di voi, come anche in ciascuna della vostre rispettive e diversificate comunità".

 Nel riferirsi alla "piaga della violenza e del terrorismo, al diffondersi dell'estremismo e del fondamentalismo" nel mondo, il Papa ha segnalato che è necessario contrastare tali flagelli con interventi legislativi. Mai però la forza del diritto" - ha ribadito Benedetto XVI - "può trasformarsi essa stessa in iniquità, né può essere limitato il libero esercizio delle religioni, poiché professare la propria fede liberamente è uno dei diritti umani fondamentali e universalmente riconosciuti".

  Benedetto XVI ha anche ribadito "che la Chiesa non impone, ma propone liberamente la fede cattolica, ben sapendo che la conversione è il frutto misterioso dell'azione dello Spirito Santo. La fede è dono ed opera di Dio. Proprio per questo è proibita ogni forma di proselitismo che costringa o induca e attiri qualcuno con opportuni raggiri ad abbracciare la fede. Una persona può aprirsi alla fede dopo matura e responsabile riflessione e deve poter realizzare liberamente questa intima ispirazione. Ciò va a vantaggio non solo dell'individuo, ma dell'intera società, poiché la fedele osservanza dei precetti divini aiuta a costruire una convivenza più giusta e solidale".

 Il Papa ha terminato il suo discorso ringraziando i sacerdoti e i religiosi che operano nelle diverse circoscrizioni ecclesiastiche: Almaty, Kirghizistan, Uzbekistan, Tadjikistan e Turkmenistan.
AL/.../KAZAKISTAN:ASIA CENTRALE                                     VIS 20081002 (500)


mercoledì 1 ottobre 2008

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MESE DI OTTOBRE

CITTA' DEL VATICANO, 1 SET. 2008 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di ottobre è la seguente: "Perché il Sinodo dei Vescovi aiuti i pastori e i teologi, i catechisti e gli animatori, che sono impegnati nel servizio della Parola di Dio, a trasmettere con coraggio le verità della fede in comunione con tutta la Chiesa".

  L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perché in questo mese dedicato alle missioni, attraverso l'attività di animazione delle Pontificie Opere Missionarie e degli altri organismi, ogni Comunità cristiana senta la necessità di partecipare alla missione universale della Chiesa con la preghiera, il sacrificio e l'aiuto concreto".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/OTTOBRE/…                       VIS 20081001 (100)


ESSENZIALE È ESSERE SEMPRE PIÙ CONFORMI A CRISTO

CITTA' DEL VATICANO, 1 OTT. 2008 (VIS). Questa mattina, nel corso dell'Udienza Generale, tenutasi in Piazza San Pietro con la partecipazione di 20.000 persone, il Santo Padre Benedetto XVI ha proseguito il ciclo di catechesi dedicato a San Paolo.

  Papa Benedetto XVI si è soffermato su due episodi che "dimostrano la venerazione e, nello stesso tempo, la libertà con cui l'Apostolo si rivolge a Cefa e agli altri Apostoli: il cosiddetto 'Concilio' di Gerusalemme e l'incidente di Antiochia di Siria, riportati nella 'Lettera ai Galati'".

  "Ogni Concilio e Sinodo della Chiesa" - ha detto il Santo Padre - "è 'evento dello Spirito' (...) che opera in tutta la Chiesa, conduce per mano gli Apostoli nell'intraprendere strade nuove per realizzare i suoi progetti: è Lui l'artefice principale dell'edificazione della Chiesa".

  Si trattava, nel Concilio di Gerusalemme, ha ricordato il Pontefice, "di rispondere al quesito se occorresse richiedere ai pagani che stavano aderendo a Gesù Cristo, il Signore, la circoncisione o se fosse lecito lasciarli liberi dalla Legge mosaica, cioè dall'osservanza delle norme necessarie per essere uomini giusti, ottemperanti alla Legge, e soprattutto liberi dalle norme riguardanti le purificazioni cultuali, i cibi puri e impuri e il sabato".

  "Se, (...), per Luca il Concilio di Gerusalemme esprime l'azione dello Spirito Santo, per Paolo rappresenta il decisivo riconoscimento della libertà condivisa fra tutti coloro che vi parteciparono: una libertà dalle obbligazioni provenienti dalla circoncisione e dalla Legge".

  "Tuttavia, come appare con grande chiarezza nelle 'Lettere ' di San Paolo - ha proseguito il Pontefice - "la libertà cristiana non s'identifica mai con il libertinaggio o con l'arbitrio di fare ciò che si vuole; essa si attua nella conformità a Cristo e perciò nell'autentico servizio per i fratelli, soprattutto per i più bisognosi".

  Riferendosi alla colletta che San Paolo organizzò per i poveri di Gerusalemme, Benedetto XVI ha sottolineato che essa "esprimeva il debito delle sue comunità per la Chiesa madre della Palestina, da cui avevano ricevuto il dono inenarrabile del Vangelo".

  "Il secondo episodio è il noto incidente di Antiochia, in Siria" - ha continuato il Santo Padre - "che attesta la libertà interiore di cui Paolo godeva: come comportarsi in occasione della comunione di mensa tra credenti di origine giudaica e quelli di matrice gentile? (...) Con l'arrivo di alcuni cristiani legati a Giacomo, 'il fratello del Signore' (Gal 1,19), Pietro aveva cominciato a evitare i contatti a tavola con i pagani, per non scandalizzare coloro che continuavano ad osservare le leggi di purità alimentare; e la scelta era stata condivisa da Barnaba".

  "In realtà, erano diverse le preoccupazioni di Paolo, da una parte, e di Pietro e Barnaba, dall'altra: per questi ultimi la separazione dai pagani rappresentava una modalità per tutelare e per non scandalizzare i credenti provenienti dal giudaismo, per Paolo costituiva, invece, un pericolo di fraintendimenti dell'universale salvezza in Cristo offerta sia ai pagani che ai giudei. Se la giustificazione si realizza soltanto in virtù della fede in Cristo, della conformità con Lui, senza alcuna opera della Legge, che senso ha osservare ancora le purità alimentari in occasione della condivisione della mensa?".

  "Strano a dirsi, ma scrivendo ai cristiani di Roma, alcuni anni dopo (intorno alla metà degli anni 50 d.C.), Paolo stesso" - ha ricordato il Papa - "si troverà di fronte ad una situazione analoga e chiederà ai forti di non mangiare cibo impuro per non perdere o per non scandalizzare i deboli. (...) L'incidente di Antiochia si rivelò così una lezione tanto per Pietro quanto per Paolo. Solo il dialogo sincero, aperto alla verità del Vangelo, poté orientare il cammino della Chiesa".

  "'Il Regno di Dio, infatti, non è questione di cibo o di bevanda, ma è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo. E' una lezione che dobbiamo imparare anche noi; con i carismi diversi affidati a Pietro e a Paolo, lasciamoci tutti guidare dallo Spirito, cercando di vivere nella libertà che trova il suo orientamento nella fede in Cristo e si concretizza nel servizio dei fratelli. Essenziale è essere sempre più conformi a Cristo. E' così che si diventa realmente liberi, così si esprime in noi il nucleo più profondo Legge: l'amore per Dio e per il prossimo".
AG/SAN PAOLO/...                                   VIS 20081001 (690)


martedì 30 settembre 2008

RESPONSABILITÀ PROTEZIONE NON SIA PRETESTO AGGRESSIONE

CITTA' DEL VATICANO, 30 SET. 2008 (VIS). L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto ieri a New York al dibattito generale della 63ma Sessione dell'Assemblea Generale dell'O.N.U.

  "Per sua natura e struttura, l'Organizzazione delle Nazioni Unite" - ha affermato l'Arcivescovo Migliore - "normalmente non crea né gli avvenimenti né i fenomeni, ma funge da cassa di risonanza per gli eventi o fenomeni che sono sottoposti a dibattito e ad una risposta coerente, puntuale e di consenso".

  "Quest'anno è stato dominato da diverse sfide e crisi"- ha ricordato il Presule -"calamità naturali o causate dall'uomo, economie in pericolo, terremoti finanziari, aumento del prezzo degli alimenti e del carburante, impatto dei cambiamenti climatici, guerre e tensioni a livello locale. (...) Uno dei fattori evidenti da tutti riconosciuto" - ha aggiunto il Presule - "è che ogni crisi presenta un insieme di fattori naturali e di elementi di responsabilità umana. Tuttavia, troppo spesso questi sono accompagnati da una risposta tardiva, da fallimenti e dalla riluttanza dei leaders ad esercitare la responsabilità di proteggere le popolazioni".

  "Quando in questa sede si parla della responsabilità della salvaguardia" - ha precisato l'Arcivescovo Migliore - "il punto di riferimento è il Documento Finale 2005 che si riferisce alla responsabilità della comunità internazionale ad intervenire in situazioni dove i singoli governi non sono in grado o non sono disponibili a garantire la salvaguardia dei cittadini".

  "Nel passato, il termine 'protezione' era troppo spesso pretesto di espansione ed aggressione. Nonostante i numerosi progressi del diritto internazionale, tragicamente oggigiorno l'interpretazione ed uso di tale termine continua ad essere in vigore ".

  "Tuttavia, nel corso dell'ultimo anno in questa medesima Sede è aumentato il consenso relativamente all'inclusione di quest'ultima espressione quale componente fondamentale del governo responsabile. Alcuni Paesi hanno invocato la responsabilità della protezione come aspetto essenziale dell'esercizio della sovranità a livello nazionale ed internazionale, mentre altri hanno rilanciato il concetto di esercizio della sovranità responsabile".

  "Gli Stati fondatori dell'Organizzazione delle Nazioni Unite" - ha ribadito il Presule - "hanno concepito la responsabilità della salvaguardia quale fulcro delle Nazioni Unite. I fondatori dell'O.N.U. hanno ritenuto che la responsabilità di proteggere non consistesse nell'uso immediato della forza per instaurare la pace ed il rispetto dei diritti umani, ma innanzitutto, nel riunirsi degli Stati per individuare e denunciare i primi sintomi di crisi e richiamare l'attenzione dei governi, della società civile e della pubblica opinione al fine di individuare le cause e proporre soluzioni".
DELSS/PROTEZIONE STATI/MIGLIORE:ONU                   VIS 20080930 (400)


TEMA GIORNATA MONDIALE COMUNICAZIONI SOCIALI

CITTA' DEL VATICANO, 30 SET. 2008 (VIS). "Nuove tecnologie, nuove relazioni. Promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia", è il tema scelto dal Santo Padre Benedetto XVI per la 43ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2009. Il Messaggio del Santo Padre, in vista di tale celebrazione, sarà reso noto come di consueto il 24 gennaio, Festa di San Francesco di Sales, Patrono della Stampa cattolica.

  L'annuncio è stato dato dall'Arcivescovo Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, ieri, 29 settembre, Festa degli Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele.

  "Più che un semplice tema mi pare che il Papa ci ponga di fronte a un vero e proprio programma di lavoro" - ha commentato l'Arcivescovo Celli aggiungendo che è "un compendio degli impegni e delle responsabilità che la comunicazione e gli uomini della comunicazione sono chiamati ad assumersi in prima persona in un tempo così fortemente segnato dallo sviluppo delle nuove tecnologie mediatiche che, di fatto, creano un nuovo ambiente, una nuova cultura".

  "Appare evidente un senso di fiducia del Papa nei confronti delle possibilità dei media", ha aggiunto l'Arcivescovo Celli, che ritiene che "i media possano dare un grande aiuto nel favorire un clima di dialogo e di fiducia".

  "Porre l'accento sul fatto che ai nuovi mezzi devono corrispondere nuove relazioni, significa toccare nel profondo il rapporto sul quale la comunicazione vive e si sviluppa; l'aggiornamento degli strumenti non segna semplicemente un passo avanti in senso tecnico, ma crea sempre nuove condizioni e possibilità perché l'uomo utilizzi e investa queste risorse per il bene comune e le ponga alla base di una crescita culturale ampia e diffusa".

  Nel marzo 2009, ha inoltre annunciato l'Arcivescovo Celli, è in programma un seminario di studi con la partecipazione dei Vescovi responsabili della comunicazione, organizzato in collaborazione con i Docenti universitari esperti di media e di comunicazione "per giungere alla formulazione di una più precisa e moderna pastorale dei mezzi di comunicazione sociale".

  La Giornata Mondiale si celebrerà, in quasi tutti i Paesi, per decisione dei Vescovi, domenica 31 maggio 2009.
CON-CS/TEMA GMCS/CELLI                                   VIS 20080930 (350)


lunedì 29 settembre 2008

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 29 SET. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo:

- Cinque Presuli della Conferenza dei Vescovi Cattolici del Kazakhstan in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Tomash Peta, di Maria Santissima in Astana.

- L'Arcivescovo Jan Pawel Lenga, M.I.C., Vescovo di Karaganda, con il Vescovo Ausiliare  Athanasius Schneider, O.R.C.

- Il Vescovo Henry Theophilus Howaniec, O.F.M., della Santissima Trinità in Almaty.
 
- Il Vescovo Janusz Kaleta, Amministratore Apostolico di Atyrau.

  Sabato 27 settembre il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/.../....                                       VIS 20080929 (110)


IL PAPA SI CONGEDA COMUNITÀ CASTEL GANDOLFO

CITTA' DEL VATICANO, 29 SET. 2008 (VIS). Oggi il Santo Padre Benedetto XVI ha preso congedo dalla comunità di Castel Gandolfo, rinnovando i suoi ringraziamenti al Vescovo Marcello Semeraro, di Albano Laziale, alla cui Diocesi appartiene Castel Gandolfo, e alle comunità religiose, alle Autorità civili ed ai funzionari ed addetti alla sicurezza e alla vigilanza delle Ville Pontificie.

  Ricordando la festa dei Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, Benedetto XVI ha detto: "Cari fratelli e sorelle, invochiamo con fiducia il loro aiuto, come pure la protezione degli Angeli custodi, la cui festa celebreremo fra qualche giorno, il 2 ottobre".

  "L'invisibile presenza di questi Spiriti beati ci è di grande aiuto e conforto: essi camminano al nostro fianco e ci proteggono in ogni circostanza, ci difendono dai pericoli e ad essi possiamo ricorrere in ogni momento. Molti santi intrattenevano con gli Angeli un rapporto di vera amicizia, e numerosi sono gli episodi che testimoniano la loro assistenza in particolari occasioni. Gli Angeli vengono inviati da Dio 'a servire coloro che erediteranno la salvezza', come ricorda la Lettera agli Ebrei (1,14), e pertanto ci sono di valido ausilio nel pellegrinaggio terreno verso la Patria celeste".

  Nel pomeriggio di oggi il Santo Padre si congederà dal personale delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo e domani rientrerà in Vaticano.
AC/CONGEDO/CASTEL GANDOLFO                       VIS 20080929 (230)


GIOIA BEATIFICAZIONE CONFESSORE SANTA FAUSTINA KOWALSKA


CITTA' DEL VATICANO, 28 SET. 2008 (VIS). Dopo la recita dell'Angelus, il Santo Padre ha annunciato che domani 30 settembre rientrerà in Vaticano, a conclusione del periodo estivo e del suo consueto soggiorno nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo.

  "Ringrazio il Signore" - ha detto Benedetto XVI - "per tutti i doni che mi ha concesso in questo tempo. Penso in particolare alla Giornata Mondiale della Gioventù di Sydney, al periodo di riposo trascorso a Bressanone, alla visita in Sardegna e al Viaggio Apostolico a Parigi e Lourdes; e penso alla possibilità di soggiornare in questa casa, dove posso meglio riposare e lavorare nei mesi più caldi".

  "Un caro saluto rivolgo alla comunità di Castel Gandolfo, con un grazie sentito al Vescovo, al Sindaco e alle Forze dell'Ordine".
 
  Successivamente il Papa si è rivolto ai pellegrini polacchi venuti a Castel Gandolfo e ai fedeli riuniti a Bialystok in Polonia per la Beatificazione del Servo di Dio Michal Sopocko, "confessore e guida spirituale di santa Faustina Kowalska".

  "Per suo suggerimento" - ha ricordato il Pontefice - "la Santa descrisse le proprie esperienze mistiche e le apparizioni di Gesù Misericordioso nel ben noto suo 'Diario'. Anche grazie ai suoi sforzi venne dipinta e trasmessa al mondo l'immagine con la scritta 'Gesù, confido in Te'".

 Il Servo di Dio Sopocko "si fece conoscere come zelante sacerdote, educatore e propagatore del culto della Divina Misericordia. Per questa beatificazione" - ha concluso il Pontefice - "si rallegra, nella casa del Padre, il mio amato Predecessore, il Servo di Dio Giovanni Paolo II. È stato lui ad affidare il mondo alla Divina Misericordia e per questo ripeto a tutti il suo augurio: 'Dio ricco di misericordia vi benedica!'".
ANG/BEATIFICAZIONE SOPOCKO/...                       VIS 20080929 (280)


BENEDETTO XVI RICORDA GIOVANNI PAOLO I

CITTA' DEL VATICANO, 28 SET. 2008 (VIS). Alle ore 12:00 di questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato al balcone del Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo ed ha recitato l'Angelus insieme ai fedeli e ai pellegrini presenti.

  "Cari Fratelli e Sorelle" - ha detto il Papa - "Oggi la liturgia ci propone la parabola evangelica dei due figli inviati dal padre a lavorare nella sua vigna. Di questi, uno dice subito sì, ma poi non va; l'altro invece sul momento rifiuta, poi però, pentitosi, asseconda il desiderio paterno. Con questa parabola Gesù ribadisce la sua predilezione per i peccatori che si convertono, e ci insegna che ci vuole umiltà per accogliere il dono della salvezza".

  Nel riferirsi al Predecessore Giovanni Paolo I di cui proprio oggi ricorre il trentesimo anniversario della morte, Benedetto XVI ha ricordato: "L'umiltà può essere considerata il suo testamento spirituale. Egli scelse come motto episcopale lo stesso di San Carlo Borromeo: 'Humilitas'. Una sola parola che sintetizza l'essenziale della vita cristiana e indica l'indispensabile virtù di chi, nella Chiesa, è chiamato al servizio dell'autorità".

  "Grazie proprio a questa sua virtù, bastarono 33 giorni perché Papa Luciani entrasse nel cuore della gente" - ha detto ancora Benedetto XVI - "Nei discorsi usava esempi tratti da fatti di vita concreta, dai suoi ricordi di famiglia e dalla saggezza popolare. La sua semplicità era veicolo di un insegnamento solido e ricco, che, grazie al dono di una memoria eccezionale e di una vasta cultura, egli impreziosiva con numerose citazioni di scrittori ecclesiastici e profani. È stato così un impareggiabile catechista, sulle orme di San Pio X, suo conterraneo e predecessore prima sulla cattedra di San Marco e poi su quella di San Pietro".

  Nel ricordare la frase pronunciata da Papa Lucani in una della quattro Udienze Generali: "'Dobbiamo sentirci piccoli davanti a Dio'. 'Non mi vergogno di sentirmi come un bambino davanti alla mamma: si crede alla mamma, io credo al Signore, a quello che Egli mi ha rivelato' - Papa Benedetto XVI ha affermato: "Queste parole mostrano tutto lo spessore della sua fede. Mentre ringraziamo Dio per averlo donato alla Chiesa e al mondo, facciamo tesoro del suo esempio, impegnandoci a coltivare la sua stessa umiltà, che lo rese capace di parlare a tutti, specialmente ai piccoli e ai cosiddetti lontani".
ANG/UMILTÀ/GIOVANNI PAOLO I                       VIS 20080929 (390)


IMPEGNO CONTRO USO INDISCRIMINATO BENI DELLA TERRA


CITTA' DEL VATICANO, 27 SET. 2008 (VIS). Alle ore 12:00 di questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza i partecipanti all'Incontro promosso dal Centro Turistico Giovanile (CTG) e dall'Ufficio Internazionale del Turismo Sociale (BITS), accompagnati dal Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti e dall'Arcivescovo Agostino Marchetto, Segretario del medesimo Dicastero.

  Nel ricordare il tema della Giornata Mondiale del Turismo 2008: "Il turismo affronta la sfida del cambiamento climatico", il Santo Padre ha affermato: "L'umanità ha il dovere di proteggere questo tesoro e di impegnarsi contro un uso indiscriminato dei beni della terra. Senza un adeguato limite etico e morale, il comportamento umano può infatti trasformarsi in minaccia e sfida".

  "L'esperienza insegna che la gestione responsabile del creato fa parte, o così dovrebbe essere, di un'economia sana e sostenibile del turismo. Al contrario, l'uso improprio della natura e l'abuso inferto alla cultura delle popolazioni locali danneggiano anche il turismo. Imparare a rispettare l'ambiente insegna pure a rispettare gli altri e se stessi. Già nel 1991, nell'Enciclica 'Centesimus annus', il mio amato predecessore Giovanni Paolo II aveva denunciato il consumo eccessivo e arbitrario delle risorse, ricordando che l'uomo è collaboratore di Dio nell'opera della creazione e non può sostituirsi a Lui. Egli aveva pure sottolineato quanto l'umanità di oggi debba 'essere conscia dei suoi doveri e compiti verso le generazioni future'".

  "È pertanto necessario, soprattutto nell'ambito del turismo, grande fruitore della natura, che tutti tendano a una gestione equilibrata del nostro habitat, di quella che è la nostra casa comune e lo sarà per quanti verranno dopo di noi. Il degrado ambientale può essere frenato solo diffondendo un'adeguata cultura comportamentale, che comprenda stili di vita più sobri. Da qui l'importanza, come ho ricordato di recente, di educare a un'etica della responsabilità e di procedere a 'fare delle proposte più costruttive per garantire il benessere delle generazioni future'".

  "Inoltre, la Chiesa condivide con le vostre Istituzioni e altre simili Organizzazioni l'impegno per la diffusione del turismo cosiddetto sociale, che promuove la partecipazione delle fasce più deboli e può essere così un valido strumento di lotta contro la povertà e tante fragilità, fornendo impieghi, custodendo le risorse e promuovendo l'uguaglianza. Tale turismo rappresenta un motivo di speranza in un mondo in cui vi sono accentuate distanze fra chi ha tutto e quanti soffrono fame, carestie e siccità".

  Infine il Papa ha rivolto ai giovani l'invito a farsi "sostenitori e fautori di comportamenti mirati all'apprezzamento della natura e alla sua difesa, in una corretta prospettiva ecologica, come ho sottolineato più volte in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù a Sydney, nel luglio scorso".
AC/GIORNATA MONDIALE TURISMO/CTG:BITS               VIS 20080929 (460)


LETTERE CREDENZIALI NUOVO AMBASCIATORE REPUBBLICA CECA


CITTA' DEL VATICANO, 27 SET. 2008 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto il Signor Pavel Vosalik, nuovo Ambasciatore della Repubblica Ceca, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

  Benedetto XVI ha espresso il suo apprezzamento al diplomatico per aver posto l'accento sulla "influenza del cristianesimo sul ricco patrimonio culturale della Nazione, e particolarmente per il ruolo che il Vangelo ha svolto nel portare speranza al popolo ceco in tempi di oppressione".

  "La vostra Nazione" - ha affermato il Pontefice - "rafforzata dal senso di solidarietà che le ha consentito di emergere coraggiosamente dal crollo del totalitarismo, desidera anche contribuire al benessere della famiglia umana promuovendo la cooperazione internazionale nella lotta contro la violenza, la fame, la povertà ed altri mali sociali. Presto nuove prospettive di influenza si apriranno per il vostro Paese mentre si prepara ad assumere la Presidenza del Consiglio dell'Unione Europea, l'anno prossimo. Sono certo che nell'individuare chiari obiettivi e nell'agevolare il coinvolgimento di tutti gli Stati membri, la Repubblica Ceca eserciterà una forte guida nello sforzo condiviso di conciliare l'unità e la diversità, la sovranità nazionale e l'attività congiunta, il progresso economico e la giustizia sociale nel Continente europeo".

  "La Chiesa è ben consapevole" - ha ribadito Benedetto XVI - "delle numerose sfide che l'Europa deve affrontare proprio quando le Nazioni aspirano a costruire una comunità internazionale più stabile per le future generazioni. Per progredire in tale direzione, i responsabili delle Nazioni sono chiamati a riconoscere che la felicità e il benessere dell'uomo non si possono raggiungere soltanto con strutture o singoli livelli di vita sociale e politica. La realizzazione di una autentica cultura degna della nobile vocazione dell'uomo richiede l'armoniosa cooperazione delle famiglie, delle comunità ecclesiali, delle scuole, delle imprese, delle organizzazioni comunitarie e delle istituzioni governative", le cui finalità sono "al servizio di tutti" ed Il conseguimento del bene comune.

  "Per questa ragione" - ha proseguito il Santo Padre - "la società trae beneficio quando alla Chiesa viene riconosciuto il diritto di esercitare l'amministrazione dei beni materiali e spirituali necessari al suo ministero. (...) Confido che le Commissioni speciali istituite dal Governo e dal Parlamento per risolvere le questioni ancora in sospeso relative alle proprietà della Chiesa, progrediscano con onestà, equità ed un autentico riconoscimento dell'abilità della Chiesa a contribuire al benessere della Repubblica. In particolare, auspico che tali considerazioni siano tenute in considerazione nel ricercare una soluzione relativa al futuro della cattedrale di Praga, che è una viva testimonianza del ricco patrimonio culturale e religioso del vostro Paese e dell'armoniosa convivenza di Chiesa e Stato".

  "Il Vangelo, per sua stessa natura, chiama le persone di fede ad offrire se stesse nel servizio amoroso verso i fratelli e le sorelle senza distinzioni e senza valutarne i costi" - ha sottolineato il Pontefice - "Vorrei porre in evidenza il notevole potenziale formativo per i giovani, la cui partecipazione" alle attività socio-caritative in collaborazione con agenzie governative ed ecclesiali "insegna l'autentica solidarietà che non consiste semplicemente nel fornire beni materiali ma nel fare dono di se stessi. (...) Non dobbiamo dimenticare che molti cittadini della Repubblica Ceca già offrono il loro servizio all'estero in progetti di sviluppo a lungo termine e progetti di aiuto sotto gli auspici della 'Caritas' e di altre organizzazioni umanitarie".

  Al termine del suo discorso, Benedetto XVI ha trasmesso all'Ambasciatore il suo cordoglio per la morte del Rappresentante della Repubblica Ceca in Pakistan nel recente attentato terrorista ad Islamabad, che ha causato più di cinquanta vittime. "Prego ogni giorno" - ha detto il Papa - "perché cessino tali atti di violenza e incoraggio quanti sono impegnati nel servizio diplomatico a dedicarsi con sempre maggiore dedizione al conseguimento della pace e nel garantire la sicurezza nel mondo".
CD/CREDENZIALI/REPUBBLICA CECA:VOSALIK               VIS 20080929 (620)


venerdì 26 settembre 2008

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 26 SET. 2008 (VIS). Questa mattina nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate tre Presuli della Conferenza Episcopale dell'Uruguay in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Carlos María Collazzi Irazábal, di Mercedes, S.D.B.

    - Il Vescovo Luis del Castillo Estrada, S.I., di Melo, con il Vescovo emerito Roberto Reinaldo Cáceres González.

  Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà in udienza il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AL:AP/.../...                                         VIS 20080926 (90)


ESIGUE RISORSE OBIETTIVI MILLENNIO RISPETTO SPESE MILITARI


CITTA' DEL VATICANO, 26 SET. 2008 (VIS). Ieri a New York, l'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto alla 63ma Sessione dell'Assemblea Generale dell'O.N.U., in merito agli obiettivi e alle difficoltà di realizzare gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.

  Il Presule ha sottolineato che tali obiettivi potranno essere raggiunti "solo se la loro realizzazione diviene una priorità per tutti gli Stati" e a tal fine è necessario "promuovere una nuova cultura delle relazioni internazionali contraddistinta da una visione fraterna del mondo, una cultura fondata sull'imperativo morale di riconoscere l'unità dell'umanità e l'imperativo pratico di dare un contributo alla pace e al benessere di tutti".

  "Le risorse di cui i Paesi in via di sviluppo hanno bisogno in termini di aiuto diretto, assistenza finanziaria e benefici per il commercio sono poca cosa rispetto alle spese militari nel mondo o alle spese totali per necessità non primarie delle popolazioni nei paesi più sviluppati".

  "In questi giorni" - ha proseguito l'Arcivescovo Migliore - "siamo testimoni di un dibattito sul salvataggio finanziario per risolvere una crisi che rischia di sconvolgere l'economia dei paesi più sviluppati lasciando senza lavoro migliaia di famiglie. Tale salvataggio di enormi proporzioni, che ammonta a molte volte l'intero aiuto internazionale, non può non far sorgere una questione fondamentale. Come siamo in grado di trovare i fondi per salvare un sistema finanziario alla deriva senza essere capaci di trovare le risorse necessarie per investire nello sviluppo di tutte le regioni del mondo, a cominciare dalle più povere?".

"Per questa ragione" - ha concluso l'Osservatore Permanente - "la globalizzazione della solidarietà mediante una rapida realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio enunciati dalla Dichiarazione del Millennio è un obbligo morale fondamentale della comunità internazionale".
DELSS/OBIETTIVI MILLENNIO/ONU:MIGLIORE               VIS 20080926 (310)


LE CRISI CONIUGALI POSSONO ESSERE SUPERATE

CITTA' DEL VATICANO, 26 SET. 2008 (VIS). Questa mattina nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto i 300 partecipanti al Meeting internazionale dell'Associazione "Retrouvaille", che opera al servizio delle coppie in difficoltà.

  Nata nel 1977 in Canada, grazie alla provvidenziale "intuizione dei coniugi canadesi Guy e Jeannine Beland", il movimento "Retrouvaille" si propone "di aiutare le coppie in grave crisi ad affrontarla attraverso un programma specifico, che punta sulla ricostruzione delle loro relazioni, non in alternativa alle terapie psicologiche, ma con un percorso distinto e complementare".

  "Voi infatti non siete dei professionisti; siete sposi che spesso hanno vissuto in prima persona le medesime difficoltà" - ha rilevato Benedetto XVI - "le hanno superate con la grazia di Dio e il sostegno di 'Retrouvaille' e hanno avvertito il desiderio e la gioia di mettere, a loro volta, la propria esperienza al servizio di altri".

  "Come la vostra esperienza dimostra, la crisi coniugale - parliamo qui di crisi serie e gravi - costituisce una realtà a due facce" - ha affermato il Papa - "Da una parte si presenta, specialmente nella sua fase acuta e più dolorosa, come un fallimento, (...) e, purtroppo 'non c'è più niente da fare'. Questa è la faccia negativa. Ma c'è un'altra faccia, a noi spesso sconosciuta, ma che Dio vede. Ogni crisi, infatti - ce lo insegna la natura - è passaggio ad una nuova fase di vita. (...) Nel momento della rottura, la possibilità concreta per la coppia di avere un riferimento positivo, a cui affidarsi nella disperazione. (...) Allora, i vostri incontri offrono l''appiglio' per non smarrirsi del tutto, e per risalire gradualmente la china".

  Ricordando il racconto delle nozze di Cana, il Santo Padre ha spiegato che il "vino buono" che lo sposo aveva conservato "è simbolo della salvezza, della nuova alleanza nuziale che Gesù è venuto a realizzare con l'umanità. (...) Quando una coppia in difficoltà o - come dimostra la vostra esperienza - persino già separata, si affida a Maria e si rivolge a Colui che ha fatto dei due 'una sola carne', può essere certa che quella crisi diventerà, con l'aiuto del Signore, un passaggio di crescita, e che l'amore ne uscirà purificato, maturato, rafforzato".

  "Il vostro è un servizio 'contro corrente'. Oggi, infatti, quando una coppia entra in crisi, trova tante persone pronte a consigliare la separazione. Pure ai coniugi sposati nel nome del Signore si propone con facilità il divorzio, dimenticando che l'uomo non può separare ciò che Dio ha unito".

  "Per svolgere questa vostra missione" - ha concluso il Pontefice - "anche voi avete bisogno di alimentare continuamente la vostra vita spirituale, di mettere amore in ciò che fate perché, a contatto con realtà difficili, la vostra speranza non si esaurisca o non si riduca a una formula".
AC/CRISI CONIUGALI/RETROUVAILLE                   VIS 20080926 (470)


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