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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 25 gennaio 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 25 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Hilário Da Cruz Massinga, O.F.M., finora Vescovo della Diocesi di Lichinga (Mozambico), Vescovo della Diocesi di Quelimane (superficie: 62.557; popolazione: 847.620; cattolici: 741.540; sacerdoti: 58; religiosi: 191), Mozambico.

- Il Padre José Elías Rauda Gutiérrez, O.F.M., Vescovo Ausiliare della Diocesi di Santa Ana (superficie: 3.272; popolazione: 1.420.810; cattolici: 919.409; sacerdoti: 82; religiosi: 110; diaconi permanenti: 1), El Salvador. Il Vescovo, finora Responsabile dell'Ufficio per gli Affari Giuridici della Curia Provinciale dei Frati Minori Francescani con sede in Guatemala, è nato a Agua Caliente (El Salvador), nel 1962, ha emesso la professione solenne come religioso francescano nel 1987 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1989.

- Il Reverendo Joseph Hii Teck Kwong, Parroco della Parrocchia Immacolata Concezione di Kapit (Malaysia), Vescovo Ausiliare della Diocesi di Sibu (superficie: 41.484; popolazione: 745.000; cattolici: 90.000; sacerdoti: 17; religiosi: 31), Malaysia. Il Vescovo eletto è nato a Sibu (Malaysia), nel 1965 ed è stato ordinato sacerdote nel 1993.

- Il Sacerdote Tarcicio Pusma Ibánez, Vescovo Ausiliare di Trujillo (superficie: 15.323; popolazione: 1.302.984; cattolici: 1.099.506; sacerdoti: 122; religiosi: 323), Perù. Il Vescovo eletto, finora Economo diocesano e Vicario cooperatore della Parrocchia della Chiesa cattedrale della "Sagrada Familia" di Chulucanas (Perù), è nato nel 1967 a Nangali (Perù) ed è stato ordinato sacerdote nel 1997
NER:NEA/.../...                                   VIS 20080125 (230)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 25 GEN. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Due Presuli della Conferenza Episcopale di Slovenia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Anton Stres, C.M., di Celje.

 - Il Vescovo Marjan Turnsek, di  Murska Sobota.

- Il Cardinale Raffaele Farina, Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, e Seguito, per la presentazione di Opere della Biblioteca Apostolica Vaticana.
AL:AP/.../...                                         VIS 20080125 (70)

CONCLUSIONE VI RIUNIONE CONSIGLIO ORDINARIO SINODO

CITTA' DEL VATICANO, 25 GEN. 2008 (VIS). Oggi è stato reso pubblico un Comunicato relativo alla chiusura dei lavori della Sesta Riunione dello XI Consiglio ordinario della Segretaria Generale del Sinodo dei Vescovi (21-22 gennaio) in preparazione alla XII Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi in programma dal 5 al 26 ottobre prossimo sul tema: "La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa".

  I Partecipanti alla VI Riunione, ricevuti in udienza dal Papa il 21 gennaio scorso, hanno esaminato la prima bozza dello "Instrumentum laboris", documento destinato alla discussione della futura assemblea sinodale, redatto sulla base delle numerose riposta al 'Questionario' del primo documento di consultazione, i "Lineamenta", inviata dai Sinodi dei Vescovi delle Chiese Orientali Cattoliche 'sui iuris', dalle Conferenze Episcopali, dai Dicasteri della Curia Romana, dall'Unione dei Superiori Generali.
OP/.../SINODO VESCOVI                               VIS 20080125 (150)


RINGRAZIARE DIO FRUTTI DIALOGO ECUMENICO

CITTA' DEL VATICANO, 25 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Vaticano i Membri del Gruppo misto di lavoro del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e del Consiglio Ecumenico delle Chiese di Ginevra.

  Il Santo Padre ha sottolineato nel suo discorso "il proficuo rapporto ecumenico" fra i membri del Gruppo misto di lavoro che risale all'epoca del Concilio Vaticano II.  "Il Gruppo misto di lavoro ha lavorato assiduamente per rafforzare il 'dialogo della vita' che il mio Predecessore, Papa Giovanni Paolo II, definì il 'dialogo della carità'. Tale cooperazione ha dato viva espressione alla comunione già esistente fra i cristiani e ha fatto progredire la causa del dialogo ecumenico e della comprensione".

  "Il centenario della Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani ci offre l'occasione di ringraziare Dio Onnipotente per i frutti del movimento ecumenico, nel quale possiamo discernere la presenza dello Spirito Santo che promuove la crescita di tutti i seguaci di Cristo nell'unità di fede, speranza e amore. Pregare per l'unità è in se stesso 'un mezzo efficace per ottenere la grazia dell'unità', poiché è una partecipazione alla preghiera di Gesù stesso. Quando i cristiani pregano insieme, 'l'obiettivo dell'unità sembra più vicino'".

  "In questo giorno, ripensiamo con gratitudine al lavoro di tante persone che, nel corso degli anni, si sono adoperate per diffondere la pratica dell'ecumenismo spirituale mediante le preghiera comune, la conversione del cuore e la crescita nella comunione. Rendiamo grazie anche per i dialoghi ecumenici che hanno portato frutti abbondanti nel secolo passato".

  "La raccolta di tali frutti è essa stessa un importante passo nel processo di promozione dell'unità dei cristiani, e il Gruppo Misto di Lavoro è particolarmente adatto a studiare e a incoraggiare questo processo".
AC/ECUMENISMO/GRUPPO MISTO DI LAVORO               VIS 20080125 (300)


CONCRETO LEGAME LEGGE CANONICA E VITA DELLA CHIESA

CITTA' DEL VATICANO, 25 GEN. 2008 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i partecipanti al Convegno di Studio organizzato dal Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, in occasione del XXV anniversario della promulgazione del Codice di Diritto Canonico.

  "Lo 'ius ecclesiae'" - ha affermato il Papa nel suo discorso - "non è solo un insieme di norme prodotte dal Legislatore ecclesiale per questo speciale popolo che è la Chiesa di Cristo. Esso è, in primo luogo, la dichiarazione autorevole, da parte del Legislatore ecclesiale, dei doveri e dei diritti, che si fondano nei sacramenti e che sono quindi nati dall'istituzione di Cristo stesso".

  Ricordando l'incisiva espressione del Beato Antonio Rosmini relativa al diritto umano: "La persona umana è l'essenza del diritto", il Papa ha affermato: "Quello che, con profonda intuizione, il grande filosofo affermava del diritto umano dobbiamo a maggior ragione ribadire per il diritto canonico: l'essenza del diritto canonico è la persona del cristiano nella Chiesa".

  "La Chiesa riconosce alle sue leggi la natura e la funzione strumentale e pastorale per perseguire il suo fine proprio, che è - com'è noto - il raggiungimento della 'salus animarum'. (...) Perché la legge canonica possa rendere questo prezioso servizio deve, anzitutto, essere una legge ben strutturata. Essa cioè deve essere legata, da un lato, a quel fondamento teologico che le fornisce ragionevolezza ed è essenziale titolo di legittimità ecclesiale; dall'altro lato, essa deve essere aderente alle mutabili circostanze della realtà storica del Popolo di Dio".

  "Inoltre" - ha proseguito il Pontefice - "deve essere formulata in modo chiaro, senza ambiguità, e sempre in armonia con le restanti leggi della Chiesa. E' pertanto necessario abrogare le norme che risultano sorpassate; modificare quelle che necessitano di essere corrette; interpretare - alla luce del vivente Magistero della Chiesa - quelle che sono dubbie e, infine, colmare le eventuali 'lacunae legis'".

  Benedetto XVI ha affermato che i responsabili del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi hanno il dovere di "vegliare perché le attività delle varie istanze chiamate nella Chiesa a dettare norme per i fedeli possano sempre rispecchiare nel loro insieme l'unità e la comunione che sono proprie della Chiesa".

  "La legge della Chiesa è, anzitutto, 'lex libertatis': legge che ci rende liberi per aderire a Gesù. Perciò, occorre saper presentare al Popolo di Dio, alle nuove generazioni, e a quanti sono chiamati a far rispettare la legge canonica, il concreto legame che essa ha con la vita della chiesa, a tutela dei delicati interessi delle cose di Dio, e a protezione dei diritti dei più deboli, di coloro che non hanno altre forze per farsi valere, ma anche a difesa di quei delicati 'beni' che ogni fedele ha gratuitamente ricevuto - il dono della fede, della grazia di Dio, anzitutto - che nella Chiesa non possono rimanere senza adeguata protezione da parte del Diritto".
AC/DIRITTO CANONICO/...                           VIS 20080125 (480)


giovedì 24 gennaio 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 24 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignore James Vann Johnston, Jr., Vescovo di Springfield-Cape Girardeau (66.586; popolazione: 1.248.000; cattolici: 64.900; sacerdoti: 128; religiosi: 222; diaconi permanenti: 13), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto, finora Cancelliere e Moderatore della Diocesi di Knoxville (Stati Uniti d'America), è nato nel 1959 a Knoxville (Stati Uniti d'America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. Succede al Vescovo John J. Leibrecht, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Thomas Chung An-zu, finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di Taipei (Taiwan), Vescovo della Diocesi di Kiayi (superficie: 3.244; popolazione: 1.582.934; cattolici: 17.820; sacerdoti: 41; religiosi: 81), Taiwan.

- Ha nominato Nunzio Apostolico nella Repubblica Dominicana e Delegato Apostolico in Porto Rico, l'Arcivescovo Józef Wesolowski, finora Nunzio Apostolico in Kazakhstan, Tadjikistan, Kyrgyzstan e Uzbekistan.
NER:NN:RE/.../JOHNSTON:CHUNG AN-ZU:WESOLOWSKI  VIS 20080124 (160)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 24 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate sette Presuli della Conferenza Episcopale della Slovenia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Alojzij Uran, di Ljubljana.

    - Il Vescovo Metod Pirih, di Koper, con l'Ausiliare Vescovo Jurij Bizjak.

    - Il Vescovo Andrej Giavan, di Novo Mesto.

    - L'Arcivescovo Franc Kramberger, di Maribor, con gli Ausiliari, Vescovo Jozef Smej e Vescovo Peter Stumpf, S.D.B.

  Nel pomeriggio di ieri il Santo Padre ha ricevuto il Cardinale Stanislaw Dziwisz, Arcivescovo di Kraków (Polonia).
AL:AP/.../...                                                 VIS 20080124 (70)


INFO-ETICA PER I MEZZI DI COMUNICAZIONE SOCIALE

CITTA' DEL VATICANO, 24 GEN. 2008 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il Messaggio del Santo Padre per la XLII Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, (4 maggio 2008), che quest'anno ha per tema: "I mezzi di comunicazione sociale: al bivio tra protagonismo e servizio. Cercare la Verità per condividerla".

  Di seguito riportiamo alcuni estratti del Messaggio, pubblicato in lingua italiana, inglese, spagnola, tedesca, francese e portoghese.

 "Il tema della prossima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali (...) pone in luce quanto importante sia il ruolo di questi strumenti nella vita delle persone e della società. Non c'è infatti ambito dell'esperienza umana, specialmente se consideriamo il vasto fenomeno della globalizzazione, in cui i media non siano diventati parte costitutiva delle relazioni interpersonali e dei processi sociali, economici, politici e religiosi".

  "Grazie ad una vorticosa evoluzione tecnologica, questi mezzi hanno acquisito potenzialità straordinarie, ponendo nello stesso tempo nuovi ed inediti interrogativi e problemi. È innegabile l'apporto che essi possono dare alla circolazione delle notizie, alla conoscenza dei fatti e alla diffusione del sapere: hanno contribuito, ad esempio, in maniera decisiva all'alfabetizzazione e alla socializzazione, come pure allo sviluppo della democrazia e del dialogo tra i popoli".

  "Sì! I media, nel loro insieme, non sono soltanto mezzi per la diffusione delle idee, ma possono e devono essere anche strumenti al servizio di un mondo più giusto e solidale. Non manca, purtroppo, il rischio che essi si trasformino invece in sistemi volti a sottomettere l'uomo a logiche dettate dagli interessi dominanti del momento. E' il caso di una comunicazione usata per fini ideologici o per la collocazione di prodotti di consumo mediante una pubblicità ossessiva. Con il pretesto di rappresentare la realtà, di fatto si tende a legittimare e ad imporre modelli distorti di vita personale, familiare o sociale. Inoltre, per favorire gli ascolti, la cosiddetta audience, a volte non si esita a ricorrere alla trasgressione, alla volgarità e alla violenza. Vi è infine la possibilità che, attraverso i media, vengano proposti e sostenuti modelli di sviluppo che aumentano anziché ridurre il divario tecnologico tra i paesi ricchi e quelli poveri".

  "L'umanità si trova oggi di fronte a un bivio. Anche per i media vale quanto ho scritto nell'Enciclica 'Spe salvi' circa l'ambiguità del progresso, che offre inedite possibilità per il bene, ma apre al tempo stesso possibilità abissali di male che prima non esistevano (cfr n. 22). Occorre pertanto chiedersi se sia saggio lasciare che gli strumenti della comunicazione sociale siano asserviti a un protagonismo indiscriminato o finiscano in balia di chi se ne avvale per manipolare le coscienze. (...) La loro straordinaria incidenza nella vita delle persone e della società è un dato largamente riconosciuto, ma va posta oggi in evidenza la svolta, direi anzi la vera e propria mutazione di ruolo, che essi si trovano ad affrontare. Oggi, in modo sempre più marcato, la comunicazione sembra avere talora la pretesa non solo di rappresentare la realtà, ma di determinarla grazie al potere e alla forza di suggestione che possiede. Si costata, ad esempio, che su talune vicende i 'media' non sono utilizzati per un corretto ruolo di informazione, ma per 'creare' gli eventi stessi".

  "Il ruolo che gli strumenti della comunicazione sociale hanno assunto nella società va ormai considerato parte integrante della questione antropologica, che emerge come sfida cruciale del terzo millennio. In maniera non dissimile da quanto accade sul fronte della vita umana, del matrimonio e della famiglia, e nell'ambito delle grandi questioni contemporanee concernenti la pace, la giustizia e la salvaguardia del creato, anche nel settore delle comunicazioni sociali sono in gioco dimensioni costitutive dell'uomo e della sua verità. Quando la comunicazione perde gli ancoraggi etici e sfugge al controllo sociale, finisce per non tenere più in conto la centralità e la dignità inviolabile dell'uomo. (...). Ecco perché è indispensabile che le comunicazioni sociali difendano gelosamente la persona e ne rispettino appieno la dignità. Più di qualcuno pensa che sia oggi necessaria, in questo ambito, una 'info-etica' così come esiste la bio-etica nel campo della medicina e della ricerca scientifica legata alla vita". 

  "Occorre evitare che i media diventino il megafono del materialismo economico e del relativismo etico, vere piaghe del nostro tempo. Essi possono e devono invece contribuire a far conoscere la verità sull'uomo, difendendola davanti a coloro che tendono a negarla o a distruggerla. Si può anzi dire che la ricerca e la presentazione della verità sull'uomo costituiscono la vocazione più alta della comunicazione sociale. Utilizzare a questo fine tutti i linguaggi, sempre più belli e raffinati di cui i media dispongono, è un compito esaltante affidato in primo luogo ai responsabili ed agli operatori del settore".

  "E' un compito che tuttavia, in qualche modo, ci riguarda tutti, perché tutti, nell'epoca della globalizzazione, siamo fruitori e operatori di comunicazioni sociali. I nuovi media, telefonia e internet in particolare, stanno modificando il volto stesso della comunicazione e, forse, è questa un'occasione preziosa per ridisegnarlo, per rendere meglio visibili, come ebbe a dire il mio venerato predecessore Giovanni Paolo II, i lineamenti essenziali e irrinunciabili della verità sulla persona umana".
MESS/GIORNATA COMUNICAZIONI SOCIALI/...               VIS 20080124 (850)


MEZZI COMUNICAZIONE: DIFFONDERE E DIFENDERE VERITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 24 GEN. 2008 (VIS). Questa mattina presso la Sala Stampa della Santa Sede, l'Arcivescovo Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali ed il Monsignor Paul Tighe, Segretario del medesimo Pontificio Consiglio, hanno presieduto la Conferenza Stampa di presentazione del Messaggio del Santo Padre per la XLII Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che quest'anno ha per tema: "I mezzi di comunicazione sociale: al bivio tra protagonismo e servizio. Cercare la Verità per condividerla".

  L'Arcivescovo Celli ha affermato che "i media oggi possono essere strumenti della nostra speranza, 'possono e devono anche essere strumenti al servizio di un mondo più giusto e solidale', come scrive nel Suo messaggio Benedetto XVI".

  "Non per nulla il Papa accenna - seppur brevemente - al prezioso ruolo che i media hanno avuto e continuano ad avere 'in maniera decisiva'" e, passando in rassegna i diversi settori della vita umana, ricorda che "i media sono una vera e propria risorsa, una benedizione per tutti: 'l'alfabetizzazione, la socializzazione, lo sviluppo della democrazia e il dialogo fra i popoli'".

  "Il Papa sa e avverte, con lucida chiarezza, che 'non manca, purtroppo, il rischio che essi si trasformino invece in sistemi volti a sottomettere l'uomo a logiche dettate dagli interessi dominanti'. Ecco la sfida dei media, la sfida che noi, nella quotidianità dobbiamo affrontare per essere uomini, solidali con tutti gli uomini".

  Benedetto XVI, ha proseguito l'Arcivescovo Celli, fa alcune riflessioni fra le quali quella che "'i media possono essere utilizzati…per 'creare' gli eventi stessi'. E se i media, più che raccontare gli eventi, li 'creano' cosa avviene nei confronti dell'uomo?". In merito il Papa rileva che: "'Più di qualcuno pensa che sia oggi necessaria una info-etica così come esiste una bio-etica nel campo della medicina e della ricerca scientifica legata alla vita'".

  "Parole, quelle di Benedetto XVI" - ha concluso l'Arcivescovo Celli - "che ci fanno avvertiti ancor di più quanto le comunicazioni sociali siano profondamente legate all'uomo invitandoci, quindi, a difendere gelosamente la persona umana in tutti i suoi ambiti e in tutto ciò che l'uomo è ed è chiamato ad essere".

  Il Monsignor Tighe ha affermato a sua volta che il Santo Padre ricorda nel Messaggio lo "straordinario potenziale che le nuove tecnologie offrono a coloro che lavorano nel campo delle comunicazioni".

  "La vera misura del progresso" - ha proseguito il Segretario del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali - "non si deve ricercare solo nella efficienza tecnica o logistica dei nuovi mezzi di comunicazione ma negli scopi per cui servono". Le nuove tecnologie devono essere impiegate "al servizio degli individui e delle comunità nella loro ricerca di verità o per promuovere i propri interessi e/o gli interessi di coloro che rappresentano in modo tale da manipolare gli individui e le comunità".

  Il Messaggio del Papa, ha aggiunto il Monsignor Tighe, incoraggia gli operatori del settore delle comunicazioni "ad occuparsi delle grandi responsabilità che gli offrono e a sostenere i più alti standard professionali. In particolare, sono esortati ad essere vigili negli sforzi volti a far conoscere la verità e a difenderla 'contro coloro che tendono a negarla e distruggerla. I professionisti dei media sono invitati a difendere gli ancoraggi etici della loro professione e ad assicurarsi che siano sempre difese la 'centralità e la dignità inviolabile dell'uomo'".

  Infine Monsignor Tighe ha ricordato i numerosi giornalisti in tutto il mondo che "hanno dato straordinaria testimonianza del proprio impegno alla verità. Molti (...) hanno sofferto la persecuzione, la prigionia e persino la morte per questo loro impegno e per il rifiuto di rimanere in silenzio di fronte all'ingiustizia e alla corruzione".
OP/MESSAGGIO COMUNICAZIONI SOCIALI/CELLI:TIGHE VIS 20080124 (640)


SECOLARISMO PRINCIPALE SFIDA CHIESA IN SLOVENIA

CITTA' DEL VATICANO, 24 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Vaticano i Presuli della Conferenza Episcopale della Slovenia, al termine della quinquennale Visita "ad Limina Apostolorum".

  Ricordano i mutamenti di notevole rilievo conosciuti dal Paese negli ultimi cinque anni, dall'ingresso nell'Unione Europea nel 2004 all'adozione della moneta unica europea, l'Euro, nel 2007 e all'adesione del tratto di Schengen per la libera circolazione, il Santo Padre ha affermato: "Questi importanti avvenimenti non hanno carattere ecclesiastico, ma non di meno interessano la Chiesa perché riguardano la vita della gente, in particolare l'orizzonte dei valori in Europa".

  Menzionando la Lettera pastorale dei Vescovi sloveni del 23 aprile 2004,  il Papa ha affermato: "Mi pare conservi tutto il suo valore quanto da voi affermato: se l'Europa vuole rimanere e diventare sempre più una terra di pace, conservando come uno dei valori fondamentali il rispetto della dignità della persona umana, non può rinnegare la componente principale - sul piano spirituale ed etico - di tale fondamento, cioè quella cristiana".

  "Gli umanesimi non sono tutti uguali" - ha sottolineato il Pontefice - "né sono equivalenti sotto il profilo morale. Non mi riferisco qui agli aspetti religiosi, mi limito a quelli etico-sociali. A seconda della visione di uomo che si adotta, infatti, si hanno conseguenze diverse per la convivenza civile. Se, per esempio, si concepisce l'uomo, secondo una tendenza oggi diffusa, in modo individualistico, come giustificare lo sforzo per la costruzione di una comunità giusta e solidale?".

  Citando nuovamente la Lettera pastorale dei Vescovi ha ribadito: "'Il cristianesimo è la religione della speranza: speranza nella vita, nella felicità senza fine, nel compimento della fraternità tra tutti gli uomini'", il Santo Padre ha affermato: "Questo è vero in ogni continente, e lo è anche in un'Europa dove molti intellettuali stentano ancora ad accettare il fatto che 'ragione e fede hanno bisogno l'una dell'altra per realizzare la loro vera natura e la loro missione'".

  In merito alla "principale sfida" con cui deve misurarsi la Chiesa in Slovenia, il Papa ha affermato: "Il secolarismo di impronta occidentale, diverso e forse più subdolo di quello marxista, presenta segni che non possono non preoccuparci. Si pensi, ad  esempio, alla ricerca sfrenata dei beni materiali, alla riduzione della natalità, e ancora al calo della pratica religiosa con una sensibile diminuzione delle vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata".

  "Ogni generazione è chiamata a rinnovare questa scelta, tra 'la vita e il bene, la morte e il male' (cfr. Dt 30,15). E noi Pastori abbiamo il dovere di indicare ai cristiani la via della vita, perché essi siano a loro volta sale e luce nella società. Incoraggio pertanto la Chiesa che è in Slovenia a rispondere alla cultura materialistica ed egoistica con una coerente azione evangelizzatrice, che parta dalle parrocchie".

  Infine, riferendosi al Congresso Eucaristico Nazionale in programma in Slovenia nella primavere del 2009, Benedetto XVI ha ribadito che: "L'Eucaristia e la Parola di Dio (...) costituiscono il vero tesoro della Chiesa. Fedele all'insegnamento di Gesù, ogni comunità deve utilizzare i beni terreni semplicemente come servizio al Vangelo e coerentemente con i dettami del Vangelo".

  "Il Nuovo Testamento" - ha concluso il Pontefice - "è al riguardo assai ricco di insegnamenti e di esempi normativi perché in ogni tempo i Pastori possano impostare correttamente il delicato problema dei beni temporali e del loro uso appropriato. In ogni epoca della Chiesa, la testimonianza di povertà evangelica è stato un elemento essenziale dell'evangelizzazione, come lo è stato nella vita di Cristo".
AL/.../SLOVENIA                                   VIS 20080124 (590)


mercoledì 23 gennaio 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Don Tarcisio Scaramussa, S.D.B., finora Consigliere Generale dei Salesiani a Roma, Vescovo Ausiliare di São Paulo (superficie: 1.645; popolazione: 7.060.750; cattolici: 5.215.000; sacerdoti. 941; religiosi: 2.825; diaconi permanenti: 30), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1959 a Prosperidade (Brasile), ha emesso la prima professione nella Società Salesiana di San Giovanni Bosco nel 1969 ed i voti perpetui nel 1977.
NEA/.../SCARAMUSSA                         VIS 20080123 (80)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto ieri in udienza il Cardinale Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum".
AP/.../...                                         VIS 20080123 (30)

LETTERA DI BENEDETTO XVI COMPITO URGENTE EDUCAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN. 2008 (VIS). Oggi è stata resa pubblica un Lettera del Santo Padre indirizzata alle Diocesi e alla Città di Roma sul compito urgente dell'educazione.

 Al termine della preghiera dell'Angelus Domini di domenica scorsa, in occasione della Giornata della scuola cattolica della Diocesi di Roma, il Santo Padre ha esortato i genitori, i professori, i presidi e gli alunni delle scuole cattoliche, a "perseverare, nonostante le difficoltà, nell'importante compito di porre il Vangelo al centro di un progetto educativo che punti alla formazione integrale della persona umana".

  Nella Lettera, datata 21 gennaio, il Santo Padre Benedetto XVI scrive che l'educazione "oggi sembra diventare sempre più difficile. (...) Si parla perciò di una grande 'emergenza educativa', confermata dagli insuccessi a cui troppo spesso vanno incontro i nostri sforzi per formare persone solide, capaci di collaborare con gli altri e di dare un senso alla propria vita. (...) Si parla inoltre di una 'frattura fra le generazioni', che certamente esiste e pesa, ma che è l'effetto, piuttosto che la causa, della mancata trasmissione di certezze e di valori".

  "È forte certamente" - ha sottolineato il Pontefice - "sia tra i genitori che tra gli insegnanti e in genere tra gli educatori, la tentazione di rinunciare, e ancor prima il rischio di non comprendere nemmeno quale sia il loro ruolo (...). In realtà sono in questione non soltanto le responsabilità personali degli adulti o dei giovani, (...) ma anche un'atmosfera diffusa, una mentalità e una forma di cultura che portano a dubitare del valore della persona umana, del significato stesso della verità e del bene, in ultima analisi della bontà della vita".

  "Non temete!" - ha esclamato il Papa - "Tutte queste difficoltà, infatti, non sono insormontabili. (...) Anche i più grandi valori del passato non possono semplicemente essere ereditati, vanno fatti nostri e rinnovati attraverso una, spesso sofferta, scelta personale".

  "Quando però sono scosse le fondamenta e vengono a mancare le certezze essenziali, il bisogno di quei valori torna a farsi sentire in modo impellente: così, in concreto, aumenta oggi la domanda di un'educazione che sia davvero tale. La chiedono i genitori (...); la chiedono tanti insegnanti (...); la chiede la società nel suo complesso (...); gli stessi ragazzi e giovani, che non vogliono essere lasciati soli di fronte alle sfide della vita".

  "Cari fratelli e sorelle, per rendere più concrete queste mie riflessioni, può essere utile individuare alcune esigenze comuni di un'autentica educazione. Essa ha bisogno anzitutto di quella vicinanza e di quella fiducia che nascono dall'amore".

  "Sarebbe dunque una ben povera educazione quella che si limitasse a dare delle nozioni e delle informazioni, ma lasciasse da parte la grande domanda riguardo alla verità, soprattutto a quella verità che può essere di guida nella vita".

  Il punto forse più delicato dell'opera educativa, sottolinea il Pontefice è "trovare un giusto equilibrio tra la libertà e la disciplina", spiegando che: "Il rapporto educativo è pero anzitutto l'incontro di due libertà e l'educazione ben riuscita è formazione al retto uso della libertà. (...) dobbiamo dunque accettare il rischio della libertà, rimanendo sempre attenti ad aiutarlo a correggere idee e scelte sbagliate".

  "L'educazione non può dunque fare a meno di quell'autorevolezza che rende credibile l'esercizio dell'autorità. Essa è frutto di esperienza e competenza, ma si acquista soprattutto con la coerenza della propria vita", scrive ancora il Pontefice sottolineando anche quanto "nell'educazione sia decisivo il senso di responsabilità (...) in primo luogo personale, ma c'è anche una responsabilità che condividiamo insieme, come cittadini di una stessa città e di una nazione, come membri della famiglia umana e, se siamo credenti, come figli di un unico Dio e membri della Chiesa".

  "Di fatto le idee, gli stili di vita, le leggi" - scrive ancora il Pontefice - "gli orientamenti complessivi della società in cui viviamo, e l'immagine che essa dà di se stessa attraverso i mezzi di comunicazione, esercitano un grande influsso sulla formazione delle nuove generazioni, per il bene ma spesso anche per il male. (...) La società però non è un'astrazione; alla fine siamo noi stessi, tutti insieme, con gli orientamenti, le regole e i rappresentanti che ci diamo, sebbene siano diversi i ruoli e le responsabilità di ciascuno".

  Infine il Papa fa riferimento alla speranza - tema della ultima Lettera Enciclica -
come "anima dell'educazione" e segnala che: "Oggi la nostra speranza è insidiata da molte parti e rischiamo di ridiventare anche noi, come gli antichi pagani, uomini 'senza speranza e senza Dio in questo mondo'".

  "Alla radice della crisi dell'educazione" - conclude il Pontefice - "c'è infatti una crisi di fiducia nella vita. La speranza che si rivolge a Dio non è mai speranza solo per me, è sempre anche speranza per gli altri: non ci isola, ma ci rende solidali nel bene, ci stimola ed educarci reciprocamente alla verità e all'amore".
BXVI-LETTERA/EDUCAZIONE/...                       VIS 20080123 (810)


PREGHIERA STA NEL CUORE STESSO TUTTO CAMMINO ECUMENICO

CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi alla Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, in corso dal 18 al 25 gennaio prossimo, festa della Conversione dell'Apostolo Paolo.

  "I cristiani della varie Chiese e Comunità ecclesiali" - ha spiegato il Papa alle migliaia di persone riunite nell'Aula Paolo VI - "si uniscono in questi giorni in una corale invocazione per chiedere al Signore Gesù il ristabilimento della piena unità tra tutti i suoi discepoli. (...) Chiedendo la grazia dell'unità, i cristiani si uniscono alla preghiera stessa di Cristo e si impegnano ad operare attivamente perché l'intera umanità lo accolga e lo riconosca come solo Pastore ed unico Signore, e possa così sperimentare la gioia del suo amore".

  Tracciando a grandi linee la storia dell'istituzione della Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, che quest'anno ha per tema: "Pregate continuamente (1 Ts 5, 17)", il Papa ha ricordato che la Settimana di quest'anno "assume un valore e un significato particolari perché ricorda i cento anni dal suo inizio. Infatti fu proprio nel 1908 che Padre Paul Wattson, anglicano americano entrato poi nella comunione della Chiesa cattolica, "lanciò l'idea profetica di un ottavario di preghiera per l'unità dei cristiani". L'appello a pregare per l'unità fu poi esteso, nel 1916, all'intera Chiesa cattolica grazie all'intervento di Papa Benedetto XV e, negli anni sessanta del ventesimo secolo, "Quando poi soffiò il vento profetico del Concilio Vaticano II si avvertì ancor più l'urgenza dell'unità".

  Al Concilio Vaticano II si deve il decreto sull'ecumenismo "Unitatis redintegratio", nel quale, ha ricordato il Papa, "vengono sottolineati con forza il ruolo e l'importanza della preghiera per l'unità. La preghiera, (...), sta nel cuore stesso di tutto il cammino ecumenico".

  "Grazie proprio a questo ecumenismo spirituale - santità della vita, conversione del cuore, preghiere private e pubbliche - la comune ricerca dell'unità ha registrato in questi decenni un grande sviluppo, che si è diversificato in molteplici iniziative: dalla reciproca conoscenza al contatto fraterno fra membri di diverse Chiese e Comunità ecclesiali,  da conversazioni sempre più amichevoli a collaborazioni in vari campi, dal dialogo teologico alla ricerca di concrete forme di comunione e di collaborazione".

  "Il Concilio" - ha ricordato ancora il Pontefice - "pone l'accento sulla preghiera comune (...). E ciò perché, nella preghiera comune, le comunità cristiane si pongono insieme di fronte al Signore e, prendendo coscienza delle contraddizioni generate dalla divisione, manifestano la volontà di ubbidire alla sua volontà ricorrendo fiduciosi al suo onnipotente soccorso. (...) La preghiera comune non è quindi un atto volontaristico o puramente sociologico, ma è espressione della fede che unisce tutti i discepoli di Cristo".

  "E' la consapevolezza dei nostri limiti umani che ci spinge all'abbandono fiducioso nelle mani del Signore. A ben vedere, il senso profondo di questa Settimana di Preghiera è proprio quello di appoggiarsi saldamente sulla preghiera di Cristo, che nella sua Chiesa continua a pregare perché 'tutti siano una cosa sola... perchè il mondo creda...' (Gv 17,21".

 "Oggi sentiamo fortemente il realismo di queste parole" - ha concluso il Pontefice - "Il mondo soffre per l'assenza di Dio, per l'inaccessibilità di Dio, ha desiderio di conoscere il volto di Dio. Ma come potrebbero e possono gli uomini di oggi, conoscere questo volto di Dio nel volto di Gesù Cristo, se noi cristiani siamo divisi, se uno insegna contro l'altro, se uno sta contro l'altro? Solo nell'unità possiamo mostrare realmente a questo mondo - che ne ha bisogno - il volto di Dio, il volto di Cristo".
AG/SETTIMANA PREGHIERA UNITÀ CRISTIANI/...               VIS 20080123 (540)


martedì 22 gennaio 2008

POSSESSO DIACONIE CARDINALE LAJOLO E CARDINALE COPPA

CITTA' DEL VATICANO, 22 GEN. 2008 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha dato comunicazione delle prese di possesso che avranno luogo domenica prossima:

  Domenica 27 gennaio 2008, alle ore 10:30, il Cardinale Giovanni Lajolo, Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, prenderà possesso della Diaconia di Santa Maria Liberatrice a Monte Testaccio, Via Lorenzo Ghiberti, 2, Roma.

  Domenica 27 gennaio 2008, alle ore 18:30, il Cardinale Giovanni Coppa, prenderà possesso della nuova Diaconia Titolo di San Lino, Via Cardinale Garampi, 60, Roma.
OP/DIACONIE/LAJOLO:COPPA                                                  VIS 20080122 (110)


XXV ANNIVERSARIO PROMULGAZIONE CODICE DIRITTO CANONICO

CITTA' DEL VATICANO, 22 GEN. 2008 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione del Convegno di Studio: "La legge canonica nella vita della Chiesa. Indagine e prospettive, nel segno del recente Magistero Pontificio", in occasione del XXV anniversario della Promulgazione del Codice di Diritto Canonico (25.1.1983 - 25.1.2008).

  Alla Conferenza Stampa sono intervenuti l'Arcivescovo Francesco Coccopalmerio, Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi ed il Monsignor Juan Ignacio Arrieta, Segretario del medesimo Pontificio Consiglio.

  L'Arcivescovo Coccopalmerio ha ricordato che: "Venticinque anni fa giungevano (...) a termine i lunghi lavori di revisione del Codice di Diritto Canonico del 1917, revisione che Giovanni XXIII aveva prospettato lo stesso giorno in cui diede l'annunzio della celebrazione del Vaticano II", con l'obiettivo "di rivedere il corpo centrale dell'ordinamento legislativo della Chiesa d'accordo con gli apporti dottrinali plasmati nei documenti conciliari".

  Successivamente il Presule si è soffermato sulle differenze fra il Codice di Diritto Canonico e i Codici di diritto statuale. "Il Codice di diritto canonico" - ha spiegato l'Arcivescovo Coccopalmerio - "contiene il diritto della Chiesa, così come un codice statuale contiene il diritto di una certa nazione".

  "Si denomina 'di diritto canonico'" - ha proseguito il Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi - "perché composto di 'canoni', equivalenti agli 'articoli' di un Codice statuale". (...) "Un Codice di diritto canonico non è solo un insieme di norme create dalla volontà del legislatore ecclesiale. È innanzitutto un -diciamo così - indicatore di doveri e diritti insiti nella persona dei fedeli oppure nella struttura della Chiesa per statuizione di Cristo stesso".

  Dopo aver indicato in primo luogo i doveri e i diritti fondamentali, il legislatore canonico "statuisce anche una serie di norme che hanno la finalità di precisare, applicare, difendere i doveri e i diritti fondamentali".

  "Il Codice di diritto canonico è per tale motivo, come un quadro grande e complesso in cui sono raffigurati i fedeli e le comunità nella Chiesa e in cui di ciascuno è indicata la identità e la 'mission'. E il pittore di questo quadro è il legislatore ecclesiale. Da dove il legislatore ricava il modello per dipingere il quadro? Lo ricava dalla dottrina della Chiesa e prossimamente dal Vaticano II così come ci ha insegnato il Papa Giovanni Paolo II promulgando l'attuale Codice".

  Fra le novità del Codice, l'Arcivescovo ha citato il canone 208 che "È un canone programmatico" - ha affermato - "da cui vengono poi tante determinazioni concrete riguardanti tutti i fedeli e specialmente i fedeli laici: tutti sono chiamati a essere attivi nella Chiesa (...). Un altro esempio di novità che può risultare interessante è la delineazione di quanto attiene al Romano Pontefice e al Collegio dei Vescovi (can. 330-341), al Sinodo dei Vescovi (can. 342-348), alle Conferenze Episcopali".

  Il Presule ha inoltre sottolineato che il Codice di Diritto Canonico del 1983 è "certamente" un buon Codice "anche se, come tutte le opere umane è sempre riformabile, è quindi perfettibile ed è altresì restaurabile dopo un tempo di invecchiamento. Uno degli scopi del Convegno per il XXV anniversario del Codice sarà appunto quello di individuare alcuni punti bisognosi di un certo restauro".

  Infine il Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi legislativi ha enumerato le competenze del suo Dicastero: aiutare "il legislatore supremo, cioè il Papa, a mantenere costantemente la legislazione nella Chiesa il più possibile completa e aggiornata. Lo aiuta, altresì, a vigilare sulla applicazione corretta delle leggi vigenti. Infine - come detto - aiuta il Papa nella delicata attività di interpretazione delle norme".

  Il Monsignor Arrieta ha affermato che finalità del presente Convegno è di "compiere una indagine propositiva, ovviamente generale e solo iniziale, sull'andamento dell'applicazione del Codice stesso, e di tutte le altre norme che i diversi organismi della Curia Romana e i legislatori particolari hanno prodotto in questi 25 anni".

  Il Convegno avrà inizio con "una valutazione globale di questo sviluppo normativo", presentata dal Cardinale Julián Herranz, Presidente emerito del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, "che è la memoria storica in materia, avendo seguito in prima persona l'intero processo a partire dal Concilio Vaticano ".

  Il Segretario del Dicastero ponendo l'accento sui limiti della durata dell'incontro, ha precisato che si sono dovuti selezionare alcuni dicasteri per esaminare il processo applicativo delle norme del Codice negli ultimi 25 anni. Così, ad esempio, il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, parlerà sul tema: "Accettazione e operatività del diritto canonico nei territori di missione. Confronto culturale e limiti tecnici".

  Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi, terrà la Seconda relazione dal titolo: "La relazione e produzione normativa a livello di Chiesa particolare, di Conferenze episcopali e di Concili particolari", mentre il Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica, terrà la Quarta relazione dal titolo: "La formazione dei ministri sacri: l'insegnamento del Diritto Canonico", soffermandosi sull'evoluzione della disciplina relativa alla formazione canonistica nei Seminari e nelle Facoltà teologiche, sulle difficoltà trovate e sul modo di superarle.

  Il Cardinale Joseph Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum", terrà la Terza relazione dal titolo: "Spontaneità della Carità: esigenze e limiti delle strutture normative".

  La mattina di venerdì 25 gennaio, prima dell'Udienza del Santo Padre alle 12:00, il Cardinale Franc Rodé, C.M., Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, terrà la Quinta relazione su: "Vita consacrata e struttura normativa. Esperienza e prospettive del rapporto tra norma generale e Statuti propri". Il Cardinale Peter Erdö, Arcivescovo di Budapest (Ungheria), Presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee, terrà la Quinta relazione sul tema: "Rigidità ed elasticità delle strutture normative nel dialogo ecumenico". Dopo un breve dibattito, il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, terrà la Relazione Conclusiva sul tema: "La legge canonica e il governo pastorale della Chiesa. Il ruolo del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi".

  Al Convegno che si terrà nell'Aula del Sinodo dei Vescovi in Vaticano, il 24 e il 25 gennaio, parteciperanno Membri di Conferenze Episcopali, oltre 500 canonisti di tutto il mondo e studenti di facoltà di diritto canonico, soprattutto italiane.
OP/CODICE DIRITTO CANONICO/...                     VIS 20080122 (1030)


lunedì 21 gennaio 2008

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Cardinale Antonio Maria Rouco Varela, Arcivescovo di Madrid (Spagna).

  Sabato 19 gennaio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Sergio Sebastiani, Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede.

- Il Vescovo Paul Hinder, O.F.M.Cap., Vicario Apostolico di Arabia (Emirati Arabi Uniti), in Visita "ad Limina Apostolorum".

- L'Arcivescovo Paul Dahdah, O.C.D., Vicario Apostolico di Bairut (Libano), in Visita "ad Limina Apostolorum".

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP:AL/.../...                                       VIS 20080121 (100)

DIMENSIONE ECUMENICA DELL'ANNO PAOLINO

CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2008 (VIS). Questa mattina,  nella Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione dello "Anno Paolino" (28 giugno 2008 - 29 giugno 2009) e, in particolare, del programma delle iniziative presso la Basilica papale di San Paolo fuori le Mura.

  Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, Arciprete della Basilica papale di San Paolo fuori le Mura; il Reverendo Dom Johannes Paul Abrahamowicz, O.S.B., Priore dell'Abbazia di San Paolo fuori le Mura e l'Ingegner Pier Carlo Visconti, Delegato per l'Amministrazione.

 Il Cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, Arcipreste della Basilica, ha ricordato che il Santo Padre Benedetto XVI, durante la celebrazione dei Primi Vespri della solennità dei Santi Pietro e Paolo, nel pomeriggio del 28 giugno 2007, ha annunziato la sua intenzione di celebrare, dal 28 giugno 2008 al 29 giugno 2009, un anno dedicato a San Paolo, con riferimento al bimillenario della nascita dell'Apostolo delle Genti. Nell'indire tale evento, il Papa ha invitato tutti a cogliere la dimensione ecumenica dell'Anno Paolino, affermando che "L'Apostolo delle genti, particolarmente impegnato a portare la Buona Novella a tutti i popoli, si è totalmente prodigato per l'unità e la concordia di tutti i cristiani.

  "L'Anno Paolino" - ha detto il Cardinale Corsero Lanza di Montezemolo - "offrirà dunque, particolarmente per i cattolici, l'invito e l'occasione di riscoprire la grande figura dell'Apostolo Paolo, di rileggere e studiare le sue numerose lettere, indirizzate alle prime comunità cristiane; di rivivere i primi tempi della nostra Chiesa; di approfondire il suo ricchissimo insegnamento, indirizzato a tutti e particolarmente ai 'gentili' e meditare sulla sua vigorosa spiritualità di fede, di speranza e di carità; di compiere un pellegrinaggio sulla sua tomba, e nei numerosi luoghi che Egli ha visitato, dove ha fondato le prime comunità ecclesiali; di rivitalizzare la nostra fede ed il nostro ruolo nella Chiesa di oggi, alla luce dei suoi insegnamenti; ed infine di pregare ed operare per l'Unità di tutti i cristiani in una Chiesa che sia unita, e che sia vero 'Corpo Mistico di Cristo'.

  Le attività previste comprendono un programma pastorale, con celebrazioni liturgiche quotidiane ordinarie e straordinarie, con incontri di preghiera, con la celebrazione del sacramento della penitenza; un programma religioso-culturale, con la 'lectio Pauli' e la catechesi sui testi di San Paolo, con conferenze, meditazioni, convegni; un programma di pellegrinaggi, sia in Basilica che in altri luoghi paolini, in Roma (12 luoghi in Roma) o nel mondo (Terra Santa, Turchia, Malta, ecc); il programma culturale ed artistico, con esposizioni, visite guidate alla Basilica, conferenze, concerti, con esposizioni di pubblicazioni paoline, con la emissione da parte del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano di un francobollo e di una moneta da due euro; un programma editoriale, con la pubblicazione (in varie lingue) di una "guida della Basilica", con una nuova edizione degli Atti degli Apostoli e delle Lettere di San Paolo e l'attivazione di un sito web (www.annopaolino.org) costantemente aggiornato.

  Infine parlando delle attività dell'Anno Paolino che saranno fortemente marcate d una chiara dimensione ecumenica, il Cardinale ha reso noto che la Cappella destinata a Battistero, che si trova tra la Basilica ed il Chiostro, sarà trasformata in Cappella ecumenica e mantenendo "la caratteristica di Battistero con il fonte battesimale da un lato, (...) sarà destinata ad offrire ai fratelli cristiani che lo richiedano un luogo speciale di preghiera, per i loro singoli gruppi che vengono pellegrini presso la tomba di Paolo, oppure anche per pregare insieme con i cattolici, senza celebrazione di sacramenti".

  "In essa sarà riposto" - ha precisato il Cardinale Cordero Lanza di Montezemolo - l'altare che contiene i resti di San Timoteo di Antiochia (martirizzato nel 311) e di altri ignoti martiri del IV secolo, che fu rimosso nel 2006 dall'ipogeo di San Paolo per poter rendere visibile il sarcofago dell'Apostolo".
OP/ANNO PAOLINO/CORDERO LANZA MONTEZEMOLO  VIS 20080121 (650)


BENEDIZIONE DEGLI AGNELLI NELLA FESTA DI SANT'AGNESE

CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2006 (VIS). Questa mattina, nella Cappella Urbano VIII del Palazzo Apostolico Vaticano, in occasione della Memoria Liturgica di Sant'Agnese, Vergine e Martire, il Santo Padre Benedetto XVI ha benedetto due agnelli vivi, la cui lana sarà utilizzata per confezionare i sacri Pallii che il Papa impone ai nuovi Arcivescovi Metropoliti, ogni anno, il 29 giugno, Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.

  Il Pallio, sottile fascia di lana bianca ornata da sei croci di seta nera, è un'insegna liturgica d'onoare e di giurisdizione che simboleggia la comunione dei Pastori con il Romano Pontefice.
.../BENEDIZIONE AGNELLI:PALLIO/...                       VIS 20080121 (110)


RENDERE EFFICACE DOVERE APOSTOLICO UNIVERSITÀ CATTOLICHE


CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in Vaticano i partecipanti alla Plenaria della Congregazione per l'Educazione Cattolica ai quali ha rivolto le seguenti parole: "É quanto mai opportuno che, in questo nostro tempo, si rifletta su come rendere attuale ed efficace questo compito apostolico della Comunità ecclesiale, affidato alle Università cattoliche e in maniera speciale alle Facoltà ecclesiastiche".

  Riferendosi alla riforma degli studi ecclesiastici di filosofia, "nella quale non mancherà di essere sottolineata la dimensione metafisica e sapienziale della filosofia, richiamata da Giovanni Paolo II nell'Enciclica Fides et ratio (cfr n. 81)" - Papa Benedetto XVI ha ribadito che: "Altrettanto utile è valutare l'opportunità di una riforma della Costituzione Apostolica 'Sapientia christiana. Voluta dal mio venerato Predecessore nel 1979, essa costituisce la 'magna charta' delle Facoltà ecclesiastiche e serve come base per formulare i criteri di valutazione della qualità di tali istituzioni, valutazione richiesta dal Processo di Bologna, di cui la Santa Sede è divenuta membro dal 2003".

  "Le discipline ecclesiastiche, soprattutto la teologia" - ha proseguito il Pontefice -"sono sottoposte oggi a nuovi interrogativi, in un mondo tentato, da una parte, dal razionalismo, che segue una razionalità falsamente libera e slegata da ogni riferimento religioso, e, dall'altra, dai fondamentalismi, che falsificano la vera essenza della religione con il loro incitamento alla violenza e al fanatismo".

  Benedetto XVI ha sottolineando che di fronte alla crisi educativa "Anche la scuola deve interrogarsi sulla missione che deve compiere nell'odierno contesto sociale, (...). La scuola cattolica, che ha come missione primaria di formare l'alunno secondo una visione antropologica integrale, pur essendo aperta a tutti e rispettando l'identità di ciascuno, non può non proporre una sua propria prospettiva educativa, umana e cristiana. Ecco allora porsi una sfida nuova che la globalizzazione ed il pluralismo crescente rendono ancor più acuta: quella cioè dell'incontro delle religioni e delle culture nella comune ricerca della verità". Ciò significa "non escludere qualcuno in nome della sua appartenenza culturale o religiosa; dall'altro canto, una volta riconosciuta e accolta questa diversità culturale e religiosa, non fermarsi alla pura constatazione".

  Riferendosi ad un altro tema allo studio dell'Assemblea Plenaria, la riforma della "Ratio fundamentalis institutionis sacerdotalis" per i Seminari, documento, datato 1970, ed aggiornato nel 1985, il Papa ha affermato che: "Sembra, dunque, necessario interrogarsi sull'opportunità della riforma della Ratio fundamentalis, che dovrà sottolineare l'importanza di una corretta articolazione delle diverse dimensioni della formazione sacerdotale nella prospettiva della Chiesa-comunione, seguendo le indicazioni del Concilio Vaticano II. (...) La formazione dei sacerdoti futuri, inoltre, dovrà offrire orientamenti e indirizzi utili per dialogare con le culture contemporanee".

  "La formazione umana e culturale va pertanto significativamente rafforzata e sostenuta anche con l'ausilio delle scienze moderne, giacché alcuni fattori sociali destabilizzanti presenti oggi nel mondo (ad esempio, la condizione di tante famiglie separate, la crisi educativa, una violenza diffusa, ecc.) rendono fragili le nuove generazioni".

  "Occorre, al tempo stesso" - ha concluso il Pontefice - "un'adeguata formazione alla vita spirituale, che renda le comunità cristiane, in particolare le parrocchie, sempre più consapevoli della loro vocazione e capaci di rispondere in modo adeguato alla domanda di spiritualità che viene specialmente dai giovani. Ciò richiede che non manchino nella Chiesa apostoli ed evangelizzatori qualificati e responsabili".
AC/EDUCAZIONE/...                                      VIS 20080121 (540)


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