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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 4 gennaio 2008

VISITA DEL PAPA CASA "DONO DI MARIA" MISSIONARIE CALCUTTA

CITTA' DEL VATICANO, 4 GEN. 2008 (VIS). Alle ore 11:00 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato in visita alla Casa "Dono di Maria" delle Missionarie della Carità in Vaticano, che il Servo di Dio Giovanni Paolo II affidò alla Beata Madre Teresa di Calcutta nel 1988.

  Dopo un breve saluto della Superiora della Casa, Suor Mark Poustani, il Papa ha pronunciato un discorso: "Oggi eccomi tra voi" - ha detto il Papa - "per rinnovare la mia gratitudine alle suore, ai volontari e ai vari collaboratori. Eccomi soprattutto per manifestare la mia vicinanza spirituale a voi, cari amici, che in questa casa trovate amorevole accoglienza, ascolto, comprensione e un quotidiano sostegno sia materiale che spirituale. Sono qui per dirvi che il Papa vi vuole bene e vi è vicino".

  "Quando nacque questa casa, la Beata Madre Teresa" - ha ricordato Papa Benedetto - "volle chiamarla 'Dono di Maria', quasi auspicando che qui si possa sperimentare sempre l'amore della Santa Vergine. Per chiunque venga a bussare alla porta, è infatti un dono di Maria sentirsi accolto dalle braccia amorevoli delle Suore e dei volontari. È ancora un dono di Maria la presenza di chi si ferma ad ascoltare le persone in difficoltà e a servirle con quella stessa attitudine che sospinse prontamente la Madre del Signore verso Santa Elisabetta".

  "Che questo stile di amore evangelico" - ha proseguito il Pontefice - "suggelli e contraddistingua sempre la vostra vocazione perché, oltre all'aiuto materiale, possiate comunicare a quanti quotidianamente incontrate quella stessa passione per Cristo e quel luminoso 'sorriso di Dio' che hanno animato l'esistenza di Madre Teresa".

  "Il tempo natalizio" - ha sottolineato Papa Benedetto XVI - "ripresentando alla nostra contemplazione la nascita di Gesù a Betlemme, ci mostra l'infinita bontà di Dio che, facendosi Bambino, ha voluto venire incontro alla povertà e alla solitudine degli uomini; ha accettato di abitare tra noi condividendo le nostre quotidiane difficoltà; non ha esitato a portare insieme a noi il peso dell'esistenza, con le sue fatiche e le sue preoccupazioni. E' nato per noi, per restare con noi ed offrire a chiunque gli apre la porta del proprio cuore il dono della sua gioia, della sua pace, del suo amore. Nascendo in una grotta, perché non c'era posto per Lui altrove, Gesù ha conosciuto i disagi che molti tra voi sperimentano".

  "Il Natale ci aiuta a comprendere che Iddio non ci abbandona mai e sempre ci viene incontro, ci protegge e si preoccupa di ciascuno di noi, perché ogni persona, soprattutto la più piccola e indifesa, è preziosa ai suoi occhi di Padre ricco di tenerezza e misericordia".

  Al termine del discorso, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato all'ingresso della Sala mensa degli uomini e, dopo aver benedetto i presenti ed aver visitato il Reparto delle donne ammalate si è recato nella Chiesa di San Salvatore in Ossibus, adiacente alla Casa "Dono di Maria".

  Il Santo Padre ha salutato le Missionarie della Carità, una rappresentanza di Collaboratori laici ed i Superiori Generali dei rami maschili e femminili della Congregazione  fondata dalla Beata Madre Teresa di Calcutta: i Missionari della Carità ed i Fratelli Contemplativi Missionari della Carità.

  "La visita che oggi ho desiderato compiere" - ha detto il Papa - "si ricollega a quelle, numerose, del mio amato predecessore, il servo di Dio Giovanni Paolo II. Egli volle fortemente questa Casa di accoglienza per i più poveri, proprio qui dove è il centro stesso della Chiesa, accanto a Pietro, che servì, seguì e amò Gesù, il Signore".

  Ricordando che era "il 21 maggio del 1988, quando l'amato Giovanni Paolo II inaugurò il 'Dono di Maria'" - Papa Benedetto XVI ha esclamato: "Quanti gesti di condivisione, di carità concreta sono stati compiuti in questi anni tra queste mura! Essi sono un segno e un esempio per le comunità cristiane, perché si impegnino ad essere sempre comunità accoglienti ed aperte".

  "La Vergine Maria, che ha offerto tutta se stessa all'Onnipotente ed è stata ricolmata di ogni grazia e benedizione con la venuta del Figlio di Dio" - ha concluso il Pontefice - "ci insegni a fare della nostra esistenza un dono quotidiano a Dio Padre, nel servizio ai fratelli e nell'ascolto della Sua parola e della Sua volontà".
BXVI-VISITA/.../CASA DONO DI MARIA                   VIS 20080104 (670)


giovedì 3 gennaio 2008

QUASI TRE MILIONI FEDELI INCONTRI VATICANO CON SANTO PADRE

CITTA' DEL VATICANO, 3 GEN. 2008 (VIS). Nel corso del 2007, sono stati quasi tre milioni i fedeli ed i pellegrini che hanno partecipato agli incontri pubblici con il Santo Padre Benedetto XVI in Vaticano e nella Residenza Estiva di Castel Gandolfo.

  I dati statistici della Prefettura della Casa Pontificia rilevano che un totale di 2.830.100 persone hanno assistito alle Udienze Generali del Mercoledì, alle Udienze Speciali, alle Celebrazioni Liturgiche e alla recita dell'Angelus domenicale.

  Fra tutte le cifre riportate, risaltano i 729.100 fedeli che hanno partecipato in Piazza San Pietro o nell'Aula Paolo VI alle Udienze Generali del Mercoledì negli ultimi dodici mesi, cifra che non include le migliaia di persone sprovviste di biglietto per accedere ai settori riservati, che hanno partecipato ugualmente.

  Per la recita dell'Angelus domenicale, nel corso del 2007, sono convenute in Piazza San Pietro 1.450.000 persone - 155.000 in più rispetto all'anno precedente - e 442.000 sono i fedeli che hanno partecipato alle Celebrazioni Liturgiche. Nell'aprile scorso, durante il quale cadeva la Settimana Santa, è stata registrata la maggiore affluenza di fedeli alle Udienze Generali del Mercoledì ed alle Celebrazioni Liturgiche: rispettivamente 130.000 e 250.000.
PD/INCONTRI PAPA/...                               VIS 20080103 (200)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 3 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Patrick James Zurek, finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di San Antonio (Stati Uniti d'America), Vescovo di Amarillo (superficie: 67.185; popolazione: 422.448; cattolici: 39.609; sacerdoti: 48; religiosi: 118; diaconi permanenti: 47), Stati Uniti d'America. Il Vescovo Zurek, succede al Vescovo John Walter Yanta, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../ZUREK:YANTA                     VIS 20080103 (80)


mercoledì 2 gennaio 2008

TELEGRAMMA CORDOGLIO UCCISIONE SIGNORA BENAZIR BHUTTO


CITTA' DEL VATICANO, 29 DIC. 2007 (VIS). Di seguito riportiamo il testo, reso pubblico nel pomeriggio di ieri, di un telegramma di cordoglio del Santo Padre - a firma del Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato - indirizzato all'Arcivescovo Lawrence John Saldanha, Presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici del Pakistan, per l'uccisione della Signora Benazir Bhutto, già Primo Ministro del Pakistan e Leader del "Pakistan People's Party".

 "A seguito del brutale attacco terroristico nel quale la Signora Benazir Bhutto, già Primo Ministro e Leader del 'Pakistan People's Party', è stata ferita a morte, il Santo Padre esprime sentimenti di profonda partecipazione e vicinanza spirituale ai membri della sua famiglia e a tutta la Nazione pakistana. Il Papa prega affinché si eviti un ulteriore ricorso alla violenza e ci si adoperi per costruire un clima di rispetto e di fiducia, così necessari per il mantenimento dell'ordine nella società e per consentire alle istituzioni politiche del Paese di operare con efficacia".
TGR/UCCISIONE BHUTTO/BERTONE                       VIS 20080102 (170)


TESTIMONIARE BELLEZZA DEL MATRIMONIO E DELLA FAMIGLIA


CITTA' DEL VATICANO, 30 DIC. 2007 (VIS). Alle dodici di oggi, festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, il Papa si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  Rivolgendosi alle migliaia di persone presenti, il Santo Padre ha detto che nel celebrare la festa di oggi "adoriamo il mistero di un Dio che ha voluto nascere da una donna, la Vergine Santa, ed entrare in questo mondo per la via comune a tutti gli uomini. Così facendo ha santificato la realtà della famiglia, colmandola della grazie divina e rivelandone pienamente la vocazione e la missione".

  "Come ha poi ripetuto senza stancarsi il mio venerato predecessore Giovanni Paolo II" - ha ricordato Papa Benedetto XVI - "il bene della persona e della società è strettamente connesso alla 'buona salute' della famiglia. Perciò la Chiesa è impegnata a difendere e promuovere 'la dignità naturale e l'altissimo valore sacro' - sono parole del Concilio - del matrimonio e della famiglia".

  Successivamente, rivolgendosi ai partecipanti all'Incontro delle Famiglie che si tiene oggi a Madrid, il Santo Padre ha invitato le famiglie cristiane "a sperimentare la presenza amorosa del Signore nella loro vita" ed ha esortato le famiglie, "nell'ispirarsi all'amore di Cristo per gli uomini, a dare testimonianza al mondo della bellezza dell'amore umano, del matrimonio e della famiglia".

  La famiglia "fondata sull'unione indissolubile fra un uomo e una donna, costituisce l'ambito privilegiato nel quale la vita umana viene accolta e protetta, dal suo inizio fino alla fine naturale. Per questo i genitori hanno il diritto e l'obbligo fondamentale di educare i propri figli nella fede e nei valori che rendono degna la vita umana".

  Papa Benedetto XVI ha sottolineato inoltre che: "Vale la pena lavorare per la famiglia e il matrimonio perché vale la pena lavorare per l'essere umano, l'essere più prezioso creato da Dio. Mi rivolgo in particolare ai bambini affinché amino e preghino per i propri genitori e fratelli; ai giovani perché stimolati dall'amore dei genitori, seguano con generosità la propria vocazione matrimoniale, sacerdotale o religiosa; agli anziani e ai malati perché trovino l'aiuto e la comprensione necessarie". Infine, rivolgendosi agli sposi, il Papa ha detto: "Contate sempre sulla grazia di Dio, perché il vostro amore sia sempre più fecondo e fedele".
ANG/FAMIGLIA/...                                           VIS 20080102 (400)


DEFICIT SPERANZA E FIDUCIA NELLA VITA, MALE OSCURO SOCIETÀ

CITTA' DEL VATICANO, 31 DIC. 2007 (VIS). Questa sera, alle ore 18:00, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto i primi Vespri della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, a cui ha fatto seguito l'esposizione del Santissimo Sacramento, il canto del tradizionale inno 'Te Deum' di ringraziamento a conclusione dell'anno civile, e la benedizione eucaristica.

  Commentando la Lettura breve tratta dalla Lettera ai Galati, nella quale San Paolo parla, "della liberazione dell'uomo operata da Dio con il mistero dell'Incarnazione", il Papa ha ricordato che l'Apostolo "accenna in maniera molto discreta a Colei per mezzo della quale il Figlio di Dio è entrato nel mondo".

  "Nella 'donna' la Chiesa contempla i lineamenti di Maria di Nazaret, donna singolare perché chiamata a realizzare una missione che la pone in strettissimo rapporto con Cristo: anzi, un rapporto assolutamente unico, perché Maria è la Madre del Salvatore. Con altrettanta evidenza, però, possiamo e dobbiamo affermare che è madre nostra perché, vivendo la sua singolarissima relazione materna con il Figlio, ne ha condiviso la missione per noi e per la salvezza di tutti gli uomini. (...) Così Maria costituisce per la Chiesa la propria immagine più vera: Colei nella quale la Comunità ecclesiale deve continuamente scoprire il senso autentico della sua vocazione e del proprio mistero".

  Il Verbo incarnato "Si è fatto come noi per farci come Lui: figli nel Figlio, dunque uomini liberi dalla legge del peccato" - ha sottolineato il Papa - "Non è questo un motivo fondamentale per elevare a Dio il nostro ringraziamento? Un ringraziamento che non può non essere ancor più motivato alla fine di un anno, considerando i tanti benefici e la costante sua assistenza che abbiamo sperimentato nell'arco dei dodici mesi trascorsi. Ecco perché ogni comunità cristiana, questa sera, si raccoglie e canta il 'Te Deum', tradizionale inno di lode e di azione di grazie alla Santissima Trinità".

  "Questa è la nostra preghiera, stasera: soccorri, Signore, con la tua misericordia gli abitanti della nostra Città, nella quale, come altrove, gravi carenze e povertà pesano sulla vita delle persone e delle famiglie, impedendo di guardare al futuro con fiducia; non pochi, soprattutto giovani, sono attratti da una falsa esaltazione o, meglio, profanazione del corpo e dalla banalizzazione della sessualità"

  "Come enumerare poi le molteplici sfide che, legate al consumismo e al secolarismo, interpellano i credenti e gli uomini di buona volontà? Per dire tutto in una parola, anche a Roma si avverte quel deficit di speranza e di fiducia nella vita che costituisce il male 'oscuro' della moderna società occidentale. Ma se evidenti sono le deficienze, non mancano però le luci e i motivi di speranza su cui implorare la speciale benedizione divina".

  "O Signore, guarda e proteggi, in particolare, la comunità diocesana impegnata con crescente vigore sulla frontiera dell'educazione, per rispondere a quella grande 'emergenza educativa' di cui ebbi a parlare l'11 giugno scorso, incontrando i partecipanti al Convegno diocesano, e cioè la difficoltà che si avverte nel trasmettere alla nuove generazioni i valori-base dell'esistenza e di un retto comportamento".

  "Senza clamori, con paziente fiducia, cerchiamo di far fronte a tale emergenza, anzitutto nell'ambito della famiglia, ed è senz'altro confortante constatare che il lavoro intrapreso in questi ultimi anni dalle parrocchie, dai movimenti e dalle associazioni per la pastorale familiare continua a svilupparsi e a portare i suoi frutti".

  "Proteggi inoltre, Signore, le iniziative missionarie che coinvolgono il mondo giovanile: esse stanno crescendo e vedono un numero ormai rilevante di giovani assumersi in prima persona la responsabilità e la gioia dell'annuncio e della testimonianza del Vangelo".

  "È Cristo la nostra speranza 'affidabile'" - ha concluso il Pontefice - "(...) chiediamo al Signore che faccia di ciascuno di noi un autentico fermento di speranza nei vari ambienti, perché si possa costruire per l'intera città un futuro migliore".
HML/VESPRI:TE DEUM/...                                       VIS 20080102 (640)


PACE DONO DIVINO DA INVOCARE COSTANTEMENTE

CITTA' DEL VATICANO, 1 GEN. 2008 (VIS). Alle ore 10:00 di questa mattina, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la celebrazione della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio nell'ottava di Natale e in occasione della 41ª Giornata Mondiale della Pace sul tema: "Famiglia umana, comunità di pace".

  "Iniziamo quest'oggi un nuovo anno" - ha detto il Papa - "e ci prende per mano la speranza cristiana; lo iniziamo invocando su di esso la benedizione divina ed implorando, per intercessione di Maria, Madre di Dio, il dono della pace: per le nostre famiglie, per le nostre città, per il mondo intero".

  "Tutti aspiriamo a vivere nella pace, ma la pace vera, quella annunciata dagli angeli nella notte di Natale, non è semplice conquista dell'uomo o frutto di accordi politici; è innanzitutto dono divino da implorare costantemente e, allo stesso tempo, impegno da portare avanti con pazienza restando sempre docili ai comandi del Signore".

  "Quest'anno, nel Messaggio per l'odierna Giornata Mondiale della Pace, ho voluto porre in luce" - ha ricordato Benedetto XVI - "lo stretto rapporto che esiste tra la famiglia e la costruzione della pace nel mondo. La famiglia naturale, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, è 'culla della vita e dell'amore' e 'la prima e insostituibile educatrice alla pace'. Proprio per questo la famiglia è 'la principale 'agenzia' di pace' e 'la negazione o anche la restrizione dei diritti della famiglia, oscurando la verità dell'uomo, minaccia gli stessi fondamenti della pace'".

  "Poiché poi l'umanità è una 'grande famiglia'" - ha proseguito il Pontefice - "se vuole vivere in pace non può non ispirarsi a quei valori sui quali si fonda e si regge la comunità familiare".

  Riferendosi al mistero della maternità divina di Maria, il Santo Padre ha sottolineato che: "Se nel Bimbo nato da Lei riconosciamo il Figlio eterno di Dio e lo accogliamo come il nostro unico Salvatore, possiamo essere detti e lo siamo realmente figli di Dio: figli nel Figlio. (...) Il Bambino che vagisce nella mangiatoia, pur apparentemente simile a tutti i bimbi del mondo, è al tempo stesso del tutto differente: è il Figlio di Dio, è Dio, vero Dio e vero uomo. Questo mistero - l'incarnazione del Verbo e la divina maternità di Maria - è grande e certamente non facile da comprendere con la sola umana intelligenza. Alla scuola di Maria però possiamo cogliere con il cuore quello che gli occhi e la mente non riescono da soli a percepire, né possono contenere".

  "Cari fratelli e sorelle, solo conservando nel cuore, mettendo cioè insieme e trovando un'unità di tutto ciò che viviamo, possiamo addentrarci, seguendo Maria, nel mistero di un Dio che per amore si è fatto uomo e ci chiama a seguirlo sulla strada dell'amore; amore da tradurre ogni giorno in un generoso servizio ai fratelli".
HML/MESSA ANNO NUOVO/...                           VIS 20080102 (480)

FAMIGLIA PRINCIPALE "AGENZIA" DI PACE

CITTA' DEL VATICANO, 1 GEN. 2008 (VIS). Al termine della Santa Messa nella Solennità di Maria Santissima Madre di Dio e nella ricorrenza della 41a Giornata Mondiale della Pace, il Santo Padre Benedetto XVI si è rivolto ai fedeli e ai pellegrini presenti in Piazza San Pietro prima della recita dell'Angelus.

  "Abbiamo iniziato un nuovo anno" - ha detto il Santo Padre - "e auguro che esso sia per tutti sereno e proficuo. Lo affido alla celeste protezione della Madonna, che oggi la liturgia ci fa invocare con il suo titolo più importante, quello di Madre di Dio".

  "Ed è proprio nel nome di Maria" - ha sottolineato il Pontefice - "madre di Dio e degli uomini, che da 40 anni si celebra, il primo giorno dell'anno, la Giornata Mondiale della Pace. Il tema che ho scelto per l'odierna circostanza è: "Famiglia umana, comunità di pace". Lo stesso amore che costruisce e tiene unita la famiglia, cellula vitale della società, favorisce l'instaurarsi tra i popoli della terra di quei rapporti di solidarietà e di collaborazione che si addicono a membri dell'unica famiglia umana".

  "Esiste pertanto uno stretto legame tra famiglia, società e pace. "Chi anche inconsapevolmente osteggia l'istituto familiare - osservo nel Messaggio per questa Giornata della Pace - rende fragile la pace nell'intera comunità, nazionale e internazionale, perché indebolisce quella che, di fatto, è la principale 'agenzia' di pace"

  "Ed inoltre - ha proseguito il Pontefice - 'non viviamo gli uni accanto agli altri per caso; stiamo tutti percorrendo uno stesso cammino come uomini e quindi come fratelli e sorelle'. E' allora veramente importante che ciascuno assuma le proprie responsabilità davanti a Dio e riconosca in Lui la sorgente originaria della propria e dell'altrui esistenza. Da questa consapevolezza scaturisce un impegno a fare dell'umanità una vera comunità di pace, retta da una "legge comune, che aiuti la libertà ad essere veramente se stessa … e che protegga il debole dal sopruso del più forte'".

  "Maria, Madre del Principe della pace, sostenga la Chiesa nel suo operare instancabilmente al servizio della pace, e aiuti la comunità dei popoli, che celebra nel 2008 il 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, a percorrere un cammino di autentica solidarietà e di stabile pace".
ANG/PACE/...                                   VIS 20080102 (370)


MARIA CI AIUTI AD ESSERE AUTENTICI AMICI DEL SUO FIGLIO

CITTA' DEL VATICANO, 2 GEN. 2008 (VIS). Nella prima Udienza Generale del 2008, tenutasi nell'Aula Paolo VI, alla quale hanno partecipato 7.000 persone, il Papa ha ricordato la festa di Maria, Madre di Dio, titolo attribuito alla Vergine, festa celebrata nella giornata di ieri.

  "'Theotokos'" - ha ricordato il Pontefice - "è il titolo attribuito ufficialmente a Maria nel V secolo, esattamente nel Concilio di Efeso del 431", durante il quale, "venne solennemente confermata, da una parte, l'unità delle due nature, quella divina e quella umana, nella persona del Figlio di Dio e, dall'altra, la legittimità dell'attribuzione alla Vergine del titolo di 'Theotokos'". " Volendo salvaguardare la piena umanità di Gesù, alcuni Padri (...) proponevano"  il titolo di "'Christotokos' 'Madre di Cristo'; giustamente però ciò venne visto come una minaccia alla dottrina della piena unità della divinità con l'umanità di Cristo".

  Dopo il Concilio di Efeso, ha detto Benedetto XVI "si registrò una vera esplosione di una devozione mariana e furono costruite numerose chiese dedicate alla Madre di Dio. Tra queste primeggia la Basilica di Santa Maria maggiore, qui a R0oma".

  "La dottrina concernente Maria, Madre di Dio, trovò inoltre nuova conferma nel Concilio di Calcedonia (451)" e "il Concilio Vaticano II ha raccolto in un capitolo della Costituzione dogmatica sulla Chiesa 'Lumen gentium', l'ottavo, la dottrina su Maria, ribadendone la divina maternità".

  "Tutti gli altri titoli attribuiti alla Madonna trovano il loro fondamento nella sua vocazione ad essere la Madre del Redentore": "Immacolata Concezione". "Assunta" e "Madre del Corpo Mistico di Cristo, che è la Chiesa. Giustamente, pertanto, durante il Concilio Vaticano II, il 21 novembre 1964, Paolo VI attribuì solennemente a Maria il titolo di 'Madre della Chiesa'".

  Benedetto XVI ha sottolineato che "Proprio perché Madre della Chiesa, la Vergine è anche Madre di ciascuno di noi, che siamo membra del Corpo mistico di Cristo. (...) Al momento supremo del compimento della missione messianica, Gesù lascia a ciascuno dei suoi discepoli, come eredità preziosa, la sua stessa Madre, la Vergine Maria".

  "Cari fratelli e sorelle, in questi primi giorni dell'anno, siamo invitati a considerare attentamente l'importanza della presenza di Maria nella vita della Chiesa e nella nostra esistenza personale. Affidiamoci a Lei perché guidi i nostri passi in questo nuovo periodo di tempo che il Signore ci dona da vivere, e ci aiuti ad essere autentici amici del suo Figlio e coraggiosi artefici del suo Regno nel mondo, regno della luce e della verità".
AG/MADRE DI DIO/...                               VIS 20080102 (410)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 2 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Sale (Australia), presentata dal Vescovo Jeremiah Joseph Coffey, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Paulo Francisco Machado, finora Ausiliare di Juiz de Fora (Brasile), Vescovo di Uberlândia (superficie: 13.852; popolazione: 830.000; cattolici: 612.000; sacerdoti: 64; religiosi: 119; diaconi permanenti: 19), Brasile.

  Sabato 29 dicembre è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Stefan Regmunt, finora Ausiliare di Legnica (Polonia), Vescovo di Zielona Góra-Gorzów (superficie: 10.805; popolazione: 1.119.214; cattolici: 1.035.994; sacerdoti: 609; religiosi: 338), Polonia. Il Vescovo Regmunt succede al Vescovo Adam Dyczkowski, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare della Diocesi di Sandomierz (Polonia), presentata dal Vescovo Marian Zimalek, per raggiunti limiti d'età.
RE:NER/.../                                                  VIS 20080102 (160)


NOTA

CITTA' DEL VATICANO, 2 GEN. 2008 (VIS). Nel corso del 2008, il servizio del V.I.S. sarà trasmesso dal lunedì al venerdì, eccetto nei giorni di seguito indicati:

11 febbraio (lunedì)

19 marzo (Onomastico del Santo Padre)
20 marzo (giovedì Santo)
21 marzo (venerdì Santo)
24 marzo (lunedì dell'Angelo)
25 Marzo (martedì nell'Ottava di Pasqua)

1 maggio (giovedì)
22 maggio (giovedì)

Tutto il mese di agosto

8 dicembre (lunedì)
24 dicembre (mercoledì)
25 dicembre (giovedì)
26 dicembre (venerdì)
31 dicembre (mercoledì)
…/…/…                                         VIS 20080102 (90)

venerdì 28 dicembre 2007

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 22 DIC. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/.../...                                 VIS 20071228 (30)

GIOIA DEL NATALE CI SPINGE ANNUNCIARE A TUTTI PRESENZA DIO


CITTA' DEL VATICANO, 23 DIC. 2007 (VIS). Prima di recitare l'Angelus, alle 12:00 di questa mattina, IV Domenica di Avvento, con i pellegrini riuniti in Piazza San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha affermato che nella Solennità del Natale del Signore si celebra "il grande mistero dell'amore, che non finisce mai di stupirci: Dio si è fatto Figlio dell'uomo perché noi diventiamo figli di Dio".

  "La missione evangelizzatrice della Chiesa" - ha detto il Papa - "è la risposta al grido 'Vieni, Signore Gesù!'"- ripetuto nel tempo di Avvento - "che percorre tutta la storia della salvezza e che continua a levarsi dalle labbra dei credenti. Vieni, Signore, a trasformare i nostri cuori, perché nel mondo si diffondano la giustizia e la pace!"

  "Questo intende richiamare la Nota dottrinale su alcuni aspetti dell'evangelizzazione, appena pubblicata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. Il Documento si propone, in effetti, di ricordare a tutti i cristiani - in una situazione in cui spesso non è più chiara nemmeno a molti fedeli la stessa ragione d'essere dell'evangelizzazione - che 'l'accoglienza della Buona Novella nella fede, spinge di per sé' (n. 7) a comunicare la salvezza ricevuta in dono".

  "Essere raggiunti dalla presenza di Dio, che si fa vicino a noi nel Natale, è un dono inestimabile. (...) Nulla è più bello, urgente ed importante che ridonare gratuitamente agli uomini quanto gratuitamente abbiamo ricevuto da Dio! Nulla ci può esimere o sollevare da questo oneroso ed affascinante impegno. La gioia del Natale, che già pregustiamo, mentre ci colma di speranza" - ha concluso il Pontefice - "ci spinge al tempo stesso ad annunciare a tutti la presenza di Dio in mezzo a noi".
ANG/NATALE/...                                   VIS 20071228 (290)


TELEGRAMMA CORDOGLIO SCOMPARSA CARDINALE LORSCHEIDER

CITTA' DEL VATICANO, 24 DIC. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha espresso il suo cordoglio per la morte del Cardinale Aloísio Lorscheider, O.F.M., Arcivescovo emerito di Aparecida (Brasile), il 23 dicembre scorso, all'età di 83 anni, ed ha fatto pervenire due telegrammi di condoglianze: il primo all'Arcivescovo Dadeus Grings, di Porto Alegre, località dove è mancato il Porporato ed il secondo al Padre José Rodríguez Carballo, Ministro Generale dell'Ordine dei Frati Minori, Ordine al quale apparteneva il defunto Cardinale.

  Il Santo Padre ricorda "la costante e generosa dedizione" alla chiesa del Porporato che fu Vescovo di Santo Ãngelo ed Arcivescovo di Fortaleza e di Aparecida, membro di varie Congregazioni della Santa Sede e Presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici del Brasile e del Consiglio Episcopale Latinoamericano.
TGR/SCOMPARSA LORSCHEIDER/...                       VIS 20071228 (130)


NATALE FESTA DELLA CREAZIONE RICOSTITUITA

CITTA' DEL VATICANO, 24 DIC. 2007 (VIS). A mezzanotte, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, nella Basilica Vaticana, la Santa Messa della Notte nella Solennità del Natale del Signore.

  "Per Maria si compirono i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo (cfr Lc 2,6s)" - ha detto il Papa nell'omelia citando il Vangelo di Luca - "Queste frasi, sempre di nuovo ci toccano il cuore", perché "In qualche modo l'umanità attende Dio, la sua vicinanza".

  "Ma quando arriva il momento, non ha posto per Lui. È tanto occupata con se stessa, ha bisogno di tutto lo spazio e di tutto il tempo in modo così esigente per le proprie cose, che non rimane nulla per l'altro - per il prossimo, per il povero, per Dio. E quanto più gli uomini diventano ricchi, tanto più riempiono tutto con se stessi. Tanto meno può entrare l'altro".

  "Giovanni, nel suo Vangelo, puntando all'essenziale ha approfondito la breve notizia di san Luca sulla situazione in Betlemme: 'Venne fra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto' (1,11). Ciò riguarda innanzitutto Betlemme (...). Riguarda in realtà l'intera umanità: Colui per il quale è stato fatto il mondo, il primordiale Verbo creatore entra nel mondo, ma non viene ascoltato, non viene accolto".

  "Grazie a Dio, la notizia negativa non è l'unica, né l'ultima che troviamo nel Vangelo" - ha detto Benedetto XVI ricordando "l'amore della madre Maria e la fedeltà di San Giuseppe, la vigilanza dei pastori" e "la visita dei sapienti Magi".

  "Esistono quelli che lo accolgono e così, a cominciare dalla stalla, dall'esterno, cresce silenziosamente la nuova casa, la nuova città, il nuovo mondo. Il messaggio di Natale ci fa riconoscere il buio di un mondo chiuso, e con ciò illustra senz'altro una realtà che vediamo quotidianamente. Ma esso ci dice anche, che Dio non si lascia chiudere fuori. Egli trova uno spazio, entrando magari per la stalla; esistono degli uomini che vedono la sua luce e la trasmettono".

  "In alcune rappresentazioni natalizie del tardo Medioevo e dell'inizio del tempo moderno" - ha proseguito il Pontefice - "la stalla appare come un palazzo un po' fatiscente. Se ne può ancora riconoscere la grandezza di una volta, ma ora è andato in rovina, le mura sono diroccate - è diventato, appunto, una stalla. Pur non avendo nessuna base storica, questa interpretazione, nel suo modo metaforico, esprime tuttavia qualcosa della verità che si nasconde nel mistero del Natale".

  "Nella stalla di Betlemme", la città del Re Davide, ha detto ancora il Santo Padre, "ricomincia la regalità davidica in modo nuovo - in quel bimbo avvolto in fasce e deposto in una mangiatoia. Il nuovo trono dal quale questo Davide attirerà il mondo a sé sarà la Croce. Il nuovo trono - la Croce - corrisponde al nuovo inizio nella stalla. Ma proprio così viene costruito il vero palazzo davidico, la vera regalità. Questo nuovo palazzo è così diverso da come gli uomini immaginano un palazzo e il potere regale. Esso è la comunità di quanti si lasciano attrarre dall'amore di Cristo e con Lui diventano un corpo solo, un'umanità nuova. Il potere che proviene dalla Croce, il potere della bontà che si dona - è questa la vera regalità".

  "Gregorio di Nissa, nelle sue omelie natalizie ha sviluppato la stessa visione partendo dal messaggio di Natale nel 'Vangelo di Giovanni': 'Ha posto la sua tenda in mezzo a noi" (Gv 1,14). Gregorio applica questa parola della tenda alla tenda del nostro corpo, diventato logoro e debole; esposto dappertutto al dolore ed alla sofferenza. E la applica all'intero cosmo, lacerato e sfigurato dal peccato. Che cosa avrebbe detto, se avesse visto le condizioni, in cui si trova oggi la terra a causa dell'abuso delle energie e del loro egoistico sfruttamento senza alcun riguardo?".

  "Secondo la visione di Gregorio, la stalla nel messaggio di Natale rappresenta la terra maltrattata. Cristo non ricostruisce un qualsiasi palazzo" - ha concluso Papa Benedetto XVI - "Egli è venuto per ridare alla creazione, al cosmo la sua bellezza e la sua dignità: è questo che a Natale prende il suo inizio e fa giubilare gli Angeli. La terra viene rimessa in sesto proprio per il fatto che viene aperta a Dio, che ottiene nuovamente la sua vera luce e, nella sintonia tra volere umano e volere divino, nell'unificazione dell'alto col basso, recupera la sua bellezza, la sua dignità. Così Natale è una festa della creazione ricostituita".
HML/NATALE/...                                   VIS 20071228 (760)


venerdì 21 dicembre 2007

AUGURI ALLA CURIA ROMANA PER IL SANTO NATALE


CITTA' DEL VATICANO, 21 DIC. 2007 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina, ha avuto luogo il tradizionale incontro del Santo Padre con i Cardinali, gli Arcivescovi, i Vescovi e Membri della Curia Romana in occasione degli auguri per il Santo Natale.

  "E' veramente" - ha detto il Papa, all'inizio del suo discorso, riferendosi alla Curia Romana - "'una comunità di lavoro' tenuta insieme da vincoli di amore fraterno, che le festività natalizie vengono a rinsaldare".

  Successivamente il Santo Padre ha ricordato come primo evento saliente dell'anno che sta per concludersi, il Viaggio in Brasile, il cui scopo era l'incontro con la V Conferenza Generale dell'Episcopato dell'America Latina e dei Caraibi e "con la Chiesa nel vasto Continente latino-americano".

  Ricordando la serata con i giovani nello stadio di São Paulo, il Santo Padre Benedetto XVI ha affermato: "Esistono manifestazioni di massa che hanno solo l'effetto di un'autoaffermazione; in esse ci si lascia travolgere dell'ebbrezza del ritmo e dei suoni, finendo per trarre gioia soltanto da se stessi. Lì invece ci si aprì proprio l'animo; la profonda comunione che in quella sera si instaurò spontaneamente tra di noi, nell'essere gli uni con gli altri, portò con sé un essere gli uni per gli altri. Non fu una fuga davanti alla vita quotidiana, ma si trasformò nella forza di accettare la vita in modo nuovo".

  "Rimane indimenticabile anche il giorno in cui, (...), ho potuto canonizzare 'Frei Galvão" - ha detto ancora il Papa - "Ogni santo che entra nella storia costituisce già una piccola porzione del ritorno di Cristo, un suo nuovo ingresso nel tempo, che ci mostra l'immagine in modo nuovo e ci rende sicuri della sua presenza. Gesù Cristo non appartiene al passato e non è confinato in un futuro lontano (...). Insieme ai suoi santi è già sempre in cammino verso di noi, verso il nostro oggi".

  Nella Fazenda da Esperança "in cui persone, cadute nella schiavitù della droga, ritrovano libertà e speranza" - ha proseguito il Pontefice - "ho percepito in modo nuovo la forza risanatrice della creazione di Dio. (...) Dobbiamo difendere la creazione non soltanto in vista delle nostre utilità, ma per se stessa - come messaggio del creatore, come dono di bellezza, che è promessa e speranza. Sì, l'uomo ha bisogno della trascendenza".

  Riguardo all'incontro con i Vescovi brasiliani nella Cattedrale di São Paulo, Benedetto XVI ha sottolineato che: "L'esperienza, (...), della 'collegialità effettiva ed affettiva', della comunione fraterna nel comune ministero ci ha fatto provare la gioia della cattolicità: oltre tutti i confini geografici e culturali noi siamo fratelli, insieme col Cristo risorto che ci ha chiamati al suo servizio".

  Ad Aparecida, il Papa ha presieduto la V Conferenza Generale dell'Episcopato dell'America Latina e dei Caraibi, sul tema: "Discepoli e missionari di Gesù Cristo perché in Lui i nostri popoli abbiano vita. 'Io sono la via, la verità e la vita' (Gv 14,6)". "Certamente, qualcuno potrebbe subito fare la domanda: Ma era questo il tema giusto in quest'ora della storia che noi stiamo vivendo? Non era forse una svolta eccessiva verso l'interiorità, in un momento in cui le grandi sfide della storia, le questioni urgenti circa la giustizia, la pace e la libertà richiedono il pieno impegno di tutti gli uomini di buona volontà, e in modo particolare della cristianità e della Chiesa?".

  Prima di rispondere a tale obiezione, ha continuato il Santo Padre "è necessario comprendere bene il tema stesso nel suo vero significato (...). La parola chiave del tema è: trovare la vita - la vita vera. Con ciò il tema suppone che questo obiettivo, (...), venga raggiunto nel discepolato di Gesù Cristo come anche nell'impegno per la sua parola e la sua presenza".

  Il Papa ha segnalato che essere discepoli di Cristo significa "in primo luogo: arrivare a conoscerlo", ascoltandoLo, così come Egli ci parla nel testo della Sacra Scrittura, ma l'incontro con Gesù Cristo "richiede la risposta nella preghiera e nel praticare ciò che Egli ci dice".

  "Il discepolo di Gesù Cristo" - ha proseguito il Pontefice - "deve essere anche 'missionario', messaggero del Vangelo (...). Anche qui si leva un'obiezione: è lecito ancora oggi 'evangelizzare'? Non dovrebbero piuttosto tutte le religioni e concezioni del mondo convivere pacificamente e cercare di fare insieme il meglio per l'umanità, ciascuna nel proprio modo? Ebbene, è indiscutibile che dobbiamo tutti convivere e cooperare nella tolleranza e nel rispetto reciproci".

  Al riguardo il Santo Padre ha ricordato la lettera ricevuta dai 138 leader religiosi musulmani "per testimoniare il loro comune impegno nella promozione della pace nel mondo. Con gioia ho risposto esprimendo la mia convinta adesione a tali nobili intendimenti e sottolineando al tempo stesso l'urgenza di un concorde impegno per la tutela dei valori del rispetto reciproco, del dialogo e della collaborazione. Il riconoscimento condiviso dell'esistenza in un unico Dio, provvido Creatore e Giudice universale del comportamento di ciascuno, costituisce la premessa di un'azione comune in difesa dell'effettivo rispetto della dignità di ogni persona umana per l'edificazione di una società più giusta e solidale".

  "Chi ha riconosciuto una grande verità, chi ha trovato una grande gioia, deve trasmetterla" - ha ribadito il Pontefice - "non può affatto tenerla per sé. (...). Per giungere al suo compimento, la storia ha bisogno dell'annuncio della Buona Novella a tutti i popoli, a tutti gli uomini (cfr Mc 13,10). E di fatto: quanto è importante che confluiscano nell'umanità forze di riconciliazione, forze di pace, forze di amore e di giustizia - quanto è importante che nel 'bilancio' dell'umanità, di fronte ai sentimenti ed alle realtà della violenza e dell'ingiustizia che la minacciano, vengano suscitate e rinvigorite forze antagoniste!".

  "È proprio ciò che avviene nella missione cristiana. Mediante l'incontro con Gesù Cristo e i suoi santi, mediante l'incontro con Dio, il bilancio dell'umanità viene rifornito di quelle forze del bene, senza le quali tutti i nostri programmi di ordine sociale non diventano realtà, ma - di fronte alla pressione strapotente di altri interessi contrari alla pace ed alla giustizia - rimangono solo teorie astratte".

  "Così siamo tornati alle domande poste all'inizio: Ha fatto bene Aparecida, (...) a dare la priorità al discepolato di Gesù Cristo e all'evangelizzazione? Era forse un ripiegamento sbagliato nell'interiorità? No! (...) proprio mediante il nuovo incontro con Gesù Cristo e il suo Vangelo - e solo così - vengono suscitate le forze che ci rendono capaci di dare la giusta risposta alle sfide del tempo".

  Riferendosi successivamente alla Lettera indirizzata ai Vescovi, ai presbiteri, alle persone consacrate e ai fedeli laici della Chiesa cattolica nella Repubblica Popolare Cinese, il Papa ha affermato di aver voluto indicare "alcuni orientamenti per affrontare e per risolvere, in spirito di comunione e di verità, le delicate e complesse problematiche della vita della Chiesa in Cina. Ho anche indicato la disponibilità della Santa Sede ad un sereno e costruttivo dialogo con le Autorità civili al fine di trovare una soluzione ai vari problemi, riguardanti la comunità cattolica. (...) Formulo l'auspicio che, con l'aiuto di Dio, essa possa produrre i frutti sperati".

  A conclusione del suo discorso il Papa ha ancora brevemente menzionato il Viaggio Apostolico in Austria del settembre scorso e l'incontro con i giovani a Loreto (Italia) all'inizio dello stesso mese, che "è stato un grande segno di gioia e di speranza".

  Infine il Papa ha concluso: "Certo, non bisogna illudersi: i problemi che pone il secolarismo del nostro tempo e la pressione delle presunzioni ideologiche alle quali tende la coscienza secolaristica con la sua pretesa esclusiva alla razionalità definitiva, non sono piccoli. Noi lo sappiamo (...). Ma sappiamo anche che il Signore mantiene la sua promessa: 'Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo'".
AC/AUGURI/CURIA ROMANA                         VIS 20071221 (1280)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 21 DIC. 2007 (VIS). Il Santo Padre riceverà, nel pomeriggio di oggi, in udienza, il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/.../...                                         VIS 20071221 (30)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 21 DIC. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Raymundo Sabio, M.S.C., Membro dei Missionari del Sacro Cuore di Gesù, Prefetto Apostolico delle Isole Marshall (superficie: 181; popolazione: 50.874; cattolici: 4.601; sacerdoti: 7; religiosi: 14; diaconi permanenti: 1), Isole Marshall. Padre Sabio succede al Padre James C. Gould, S.I., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Prefettura Apostolica, presentata in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.
NER/.../SABIO:GOULD                                         VIS 20071221 (90)


giovedì 20 dicembre 2007

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 20 DIC. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Luigi Poggi, Archivista e Bibliotecario emerito di Santa Romana Chiesa.

- Il Signor Darko Tanaskovic, Ambasciatore di Serbia, in visita di congedo.

- Il Signor Mohammad Javad Faridzadeh, Ambasciatore della Repubblica Islamica dell'Iran, in visita di congedo.
AP/.../... VIS 20071220 (60)

PAPA BENEDETTO XVI RICEVE PRESIDENTE FRANCESE SARKOZY


CITTA' DEL VATICANO, 20 DIC. 2007 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza il Presidente della Repubblica francese, Sua Eccellenza il Signor Nicolas Sarkozy".

  "Successivamente è avvenuto l'incontro con l'Eminentissimo Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Sua Santità, che era accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati".

  "I cordiali colloqui hanno permesso di passare in rassegna alcuni temi di comune interesse riguardanti l'attuale situazione del Paese. Evocando i buoni rapporti esistenti tra la Chiesa Cattolica e la Repubblica francese, nonché il ruolo delle religioni, in specie di alcuni Paesi africani e il dramma degli ostaggi".

  "Al termine delle conversazioni c'è stato uno scambio di voti augurali per le prossime Feste di Natale e del Nuovo anno".
OP/UDIENZA/SARKOZY                               VIS 20071220 (160)


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