CITTA' DEL VATICANO, 24 OTT. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Sacerdote Pablo Emiro Salas Anteliz, Vescovo di Espinal (superficie: 14.000; popolazione: 439.000; cattolici: 331.000; sacerdoti: 98; religiosi: 39), Colombia. Il Vescovo eletto è nato a Valledupar (Colombia) nel 1957 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1984. È stato finora diocesano per la Pastorale nella Diocesi di Valledupar (Colombia).
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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana... [+]
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mercoledì 24 ottobre 2007
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 24 OTT. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Sacerdote Pablo Emiro Salas Anteliz, Vescovo di Espinal (superficie: 14.000; popolazione: 439.000; cattolici: 331.000; sacerdoti: 98; religiosi: 39), Colombia. Il Vescovo eletto è nato a Valledupar (Colombia) nel 1957 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1984. È stato finora diocesano per la Pastorale nella Diocesi di Valledupar (Colombia).
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Nomine ed altri atti pontifici
AMBROGIO: CATECHESI INSEPARABILE TESTIMONIANZA VITA
CITTA' DEL VATICANO, 24 OTT. 2007 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI ha proseguito la catechesi per l'Udienza Generale di oggi, dedicata ai Padri della Chiesa, soffermandosi sulla figura di Sant'Ambrogio, Vescovo di Milano. All'Udienza, tenutasi in Piazza San Pietro, hanno assistito oltre 30.000 persone.
Ambrogio (340 circa - 397), uno dei più importanti Dottori della Chiesa, "imparò a conoscere e a commentare la Bibbia dalle opere di Origene, il maestro indiscusso della 'scuola alessandrina'. In questo modo Ambrogio" - ha spiegato il Pontefice - "trasferì nell'ambiente latino la meditazione delle Scritture avviata da Origene, iniziando in Occidente la pratica della 'lectio divina'. Il metodo della 'lectio' giunse a guidare tutta la predicazione e gli scritti di Ambrogio, che scaturiscono precisamente dallo 'ascolto orante' della Parola di Dio".
Con Ambrogio, "i neofiti e i catecumeni, a giudizio del Vescovo, dopo aver imparato l'arte del vivere bene, potevano ormai considerarsi preparati ai grandi misteri di Cristo. Così la predicazione di Ambrogio (...) parte dalla lettura dei Libri sacri (...) per vivere in conformità alla divina rivelazione".
"È evidente che la testimonianza personale del predicatore e il livello di esemplarità della comunità cristiana" - ha osservato il Santo Padre - "condizionano l'efficacia della predicazione. Da questo punto di vista è significativo un passaggio delle Confessioni di Sant'Agostino. Egli" - ha spiegato il Papa - "stava cercando, ma non era in grado di trovare realmente la verità cristiana".
Benedetto XVI ha ricordato che Sant'Agostino riferisce nelle sue Confessioni che "a spingerlo alla conversine definitivamente non furono anzitutto le belle omelie (pure da lui assai apprezzate) di Ambrogio. Fu piuttosto la testimonianza del Vescovo e della sua Chiesa milanese, che pregava e cantava, compatta come un solo corpo" . Il Vescovo di Ippona narra anche la sua sorpresa nel vedere che Ambrogio, quando non era con la gente per le cui necessità si prodigava, "leggeva le Scritture a bocca chiusa, solo con gli occhi. Di fatto, nei primi secoli cristiani la lettura era strettamente concepita ai fini della proclamazione, e il leggere ad alta voce facilitava la comprensione pure a chi leggeva".
"In quella 'lettura a fior di labbra', dove il cuore si impegna a raggiungere l'intelligenza della Parola di Dio" - ha sottolineato il Santo Padre - "si può intravedere il metodo della catechesi ambrosiana: è la Scrittura stessa, intimamente assimilata, a suggerire i contenuti da annunciare per condurre alla conversione dei cuori. Così, stando al magistero di Ambrogio e di Agostino, la catechesi è inseparabile dalla testimonianza di vita".
"Chi educa alla fede" - ha detto ancora il Pontefice - "non può rischiare di apparire una specie di clown che recita 'per mestiere'. Piuttosto (...), egli deve essere come il discepolo amato, che ha poggiato il capo sul cuore del Maestro, e lì ha appreso il modo di pensare, di parlare e di agire".
"Il Santo Vescovo Ambrogio (...) morì a Milano nella notte fra il 3 e il 4 aprile del 397. Era l'alba del Sabato Santo. Il giorno prima, verso le cinque del pomeriggio, si era messo a pregare, disteso sul letto, con le braccia aperte in forma di croce. (...) In quel Venerdì Santo del 397 le braccia spalancate di Ambrogio morente esprimevano la sua mistica partecipazione alla morte e alla risurrezione del Signore. Era questa la sua ultima catechesi: nel silenzio delle parole, egli parlava ancora con la testimonianza della vita".
AG/AMBROGIO/... VIS 20071024 (590)Ambrogio (340 circa - 397), uno dei più importanti Dottori della Chiesa, "imparò a conoscere e a commentare la Bibbia dalle opere di Origene, il maestro indiscusso della 'scuola alessandrina'. In questo modo Ambrogio" - ha spiegato il Pontefice - "trasferì nell'ambiente latino la meditazione delle Scritture avviata da Origene, iniziando in Occidente la pratica della 'lectio divina'. Il metodo della 'lectio' giunse a guidare tutta la predicazione e gli scritti di Ambrogio, che scaturiscono precisamente dallo 'ascolto orante' della Parola di Dio".
Con Ambrogio, "i neofiti e i catecumeni, a giudizio del Vescovo, dopo aver imparato l'arte del vivere bene, potevano ormai considerarsi preparati ai grandi misteri di Cristo. Così la predicazione di Ambrogio (...) parte dalla lettura dei Libri sacri (...) per vivere in conformità alla divina rivelazione".
"È evidente che la testimonianza personale del predicatore e il livello di esemplarità della comunità cristiana" - ha osservato il Santo Padre - "condizionano l'efficacia della predicazione. Da questo punto di vista è significativo un passaggio delle Confessioni di Sant'Agostino. Egli" - ha spiegato il Papa - "stava cercando, ma non era in grado di trovare realmente la verità cristiana".
Benedetto XVI ha ricordato che Sant'Agostino riferisce nelle sue Confessioni che "a spingerlo alla conversine definitivamente non furono anzitutto le belle omelie (pure da lui assai apprezzate) di Ambrogio. Fu piuttosto la testimonianza del Vescovo e della sua Chiesa milanese, che pregava e cantava, compatta come un solo corpo" . Il Vescovo di Ippona narra anche la sua sorpresa nel vedere che Ambrogio, quando non era con la gente per le cui necessità si prodigava, "leggeva le Scritture a bocca chiusa, solo con gli occhi. Di fatto, nei primi secoli cristiani la lettura era strettamente concepita ai fini della proclamazione, e il leggere ad alta voce facilitava la comprensione pure a chi leggeva".
"In quella 'lettura a fior di labbra', dove il cuore si impegna a raggiungere l'intelligenza della Parola di Dio" - ha sottolineato il Santo Padre - "si può intravedere il metodo della catechesi ambrosiana: è la Scrittura stessa, intimamente assimilata, a suggerire i contenuti da annunciare per condurre alla conversione dei cuori. Così, stando al magistero di Ambrogio e di Agostino, la catechesi è inseparabile dalla testimonianza di vita".
"Chi educa alla fede" - ha detto ancora il Pontefice - "non può rischiare di apparire una specie di clown che recita 'per mestiere'. Piuttosto (...), egli deve essere come il discepolo amato, che ha poggiato il capo sul cuore del Maestro, e lì ha appreso il modo di pensare, di parlare e di agire".
"Il Santo Vescovo Ambrogio (...) morì a Milano nella notte fra il 3 e il 4 aprile del 397. Era l'alba del Sabato Santo. Il giorno prima, verso le cinque del pomeriggio, si era messo a pregare, disteso sul letto, con le braccia aperte in forma di croce. (...) In quel Venerdì Santo del 397 le braccia spalancate di Ambrogio morente esprimevano la sua mistica partecipazione alla morte e alla risurrezione del Signore. Era questa la sua ultima catechesi: nel silenzio delle parole, egli parlava ancora con la testimonianza della vita".
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Udienza generale
martedì 23 ottobre 2007
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 23 OTT. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto, nella giornata di ieri in udienza, l'Arcivescovo Piero Marini, Presidente del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali.
AP/.../... VIS 20071023 (40)
RAFFORZARE IMPEGNO ELIMINAZIONE ORDIGNI ESPLOSIVI
CITTA' DEL VATICANO, 23 OTT. 2007 (VIS). Il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ha recentemente lanciato un appello per l'eliminazione dei residuati bellici esplosivi nei paesi che sono stati teatro di conflitti.
Un Comunicato del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace rende noto che il Cardinale Martino ha ricevuto, il 18 ottobre scorso, la Signora Heidi Kuhn, fondatrice dell'organizzazione internazionale "Roots of Peace", con sede principale negli Stati Uniti, impegnata nella rimozione dei residuati bellici nei paesi segnati dal conflitto e nella loro sostituzione con vigne.
Nel Comunicato si legge inoltre che: "Ogni 30 minuti una persona è uccisa o menomata da residuati bellici esplosivi (RBE) nei paesi teatro di conflitto. Ogni anno 20.000 civili restano uccisi o feriti a causa dell'esplosione di mine o munizioni a grappolo. Questo crudele tipo di ordigno non discrimina tra popolazione civile e combattenti, è ideato per infliggere la massima sofferenza e non sempre per uccidere".
"I residuati bellici esplosivi" - prosegue il Comunicato - "danneggiano l'economia dei paesi teatro di conflitto. A causa di questi si prolunga la paura tra la popolazione civile, e spesso si accentua la dipendenza dagli aiuti della comunità internazionale. Secondo stime impiantare una mina costa 3 dollari, mentre la rimozione costa 1000 dollari. Ci sono circa 70 milioni di mine nelle aree di circa 70 paesi nel mondo".
Il Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace ha ribadito la necessità che la Chiesa rafforzi "il proprio impegno, particolarmente a livello locale, per liberare il mondo dal pericolo delle mine, che causano tanta sofferenza e morte nei paesi che cercano di ristabilire un ordine di giustizia e pace dopo le atrocità di un conflitto".
CON-IP/ORDIGNI/MARTINO VIS 20071023 (300)
lunedì 22 ottobre 2007
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 22 OTT. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Valentin Reynoso Hidalgo, M.S.C., Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Santiago de los Caballeros (superficie: 3.691; popolazione: 1.187.000; cattolici: 969.000; sacerdoti: 99; religiosi: 241; diaconi permanenti: 116), Repubblica Dominicana. Il Vescovo eletto è nato a Nagua (Repubblica Dominicana), nel 1942, ha emesso i voti temporanei nella Congregazione dei Missionari del Sacro Cuore nel 1972, quelli perpetui nel 1975 ed è stato ordinato presbitero nel 1975. È stato finora Parroco di "Nuestra Señora de la Altagracia" a Santiago de los Caballeros (Repubblica Dominicana).
Sabato 20 ottobre è stato reso noto che il Santo Padre ha nominato il Professor Luis Ernesto Derbez Bautista, che è Presidente del Centro di Globalizzazione e Democrazia all'Istituto Tecnologico di Monterrey (Città del Messico), Membro Ordinario della Pontificia Accademia della Scienze Sociali.
NEA:NA/.../... VIS 20071022 (150)
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Libertà e diritti,
Nomine ed altri atti pontifici
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 21 OTT. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:
- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
- L'Arcivescovo Leopoldo José Brenes Solórzano, di Managua (Nicaragua).
AP/.../... VIS 20071022 (40)
UDIENZA PRESIDENTE REPUBBLICA CENTROAFRICANA
CITTA' DEL VATICANO, 20 OTT. 2007 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico questa mattina il Comunicato che segue:
"Stamane, Sua Eccellenza il Signor François Bozizé, Presidente della Repubblica Centroafricana, ha reso visita a Sua Santità Benedetto XVI e successivamente si è incontrato con Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, che era accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati".
"Durante i cordiali colloqui, sono stati passati in rassegna temi attinenti alla situazione della Repubblica Centroafricana, con particolare riguardo al processo di pace e al ruolo svolto dalla Chiesa negli ambiti del dialogo nazionale, della sanità e dell'istruzione. Non è mancato un riferimento alla necessità del sostegno della Comunità internazionale affinché il Paese possa superare la povertà e le altre difficoltà attualmente sperimentate".
OP/PRESIDENTE REP. CENTROAFRICANA/BOZIZÉ VIS 20071022 (150)
MAI LE RELIGIONI POSSONO DIVENTARE VEICOLI DI ODIO
CITTA' DEL VATICANO, 21 OTT. 2007 (VIS). Alle ore 13:00, nell'Aula Magna del Seminario arcivescovile a Capodimonte, il Santo Padre Benedetto XVI ha salutato i Capi delle Delegazioni che partecipano all'Incontro Internazionale per la Pace, promosso dalla Comunità di Sant'Egidio, sul tema: "Per un mondo senza violenza - Religioni e culture in dialogo".
"Ciò che voi rappresentate" - ha detto il Santo Padre - "esprime in un certo senso i differenti mondi e patrimoni religiosi dell'umanità, a cui la Chiesa cattolica guarda con sincero rispetto e cordiale attenzione".
"L'odierno incontro ci riporta idealmente al 1986, quando il venerato mio Predecessore Giovanni Paolo II invitò sul colle di San Francesco alti Rappresentanti religiosi a pregare per la pace, sottolineando in tale circostanza il legame intrinseco che unisce un autentico atteggiamento religioso con la viva sensibilità per questo fondamentale bene dell'umanità" - ha proseguito il Papa, ricordando anche che: "Nel 2002, dopo i drammatici eventi dell'11 settembre dell'anno precedente, lo stesso Giovanni Paolo II riconvocò ad Assisi i leader religiosi, per chiedere a Dio di fermare le gravi minacce che incombevano sull'umanità, specialmente a causa del terrorismo".
"Nel rispetto delle differenze delle varie religioni, tutti siamo chiamati" - ha ribadito il Pontefice - "a lavorare per la pace e ad un impegno fattivo per promuovere la riconciliazione tra i popoli. ? questo l'autentico 'spirito di Assisi', che si oppone ad ogni forma di violenza e all'abuso della religione quale pretesto per la violenza. Di fronte a un mondo lacerato da conflitti, dove talora si giustifica la violenza in nome di Dio, è importante ribadire che mai le religioni possono diventare veicoli di odio; mai, invocando il nome di Dio, si può arrivare a giustificare il male e la violenza".
"Al contrario, le religioni" - ha sottolineato Papa Benedetto XVI - "possono e devono offrire preziose risorse per costruire un'umanità pacifica, perché parlano di pace al cuore dell'uomo. La Chiesa cattolica intende continuare a percorrere la strada del dialogo per favorire l'intesa fra le diverse culture, tradizioni e sapienze religiose. Auspico vivamente che questo spirito si diffonda sempre più soprattutto là dove più forti sono le tensioni, là dove la libertà e il rispetto per l'altro vengono negati e uomini e donne soffrono per le conseguenze dell'intolleranza e dell'incomprensione".
Al termine dell'Incontro, il Santo Padre ha pranzato con i Cardinali e i Vescovi della Campania e con i partecipanti all'Incontro Internazionale per la Pace. Alle 16:00 il Papa si è recato in autovettura panoramica al Duomo e raggiunta la Cappella di San Gennaro ha sostato in Adorazione del Santissimo Sacramento ed ha venerato le Reliquie di San Gennaro.
Infine, conclusa la visita in Duomo, il Papa è ripartito in elicottero alle 17:30 per giungere in Vaticano un'ora dopo.
PV-ITALIA/INCONTRO INTERRELIGIOSO/NAPOLI VIS 20071022 (470)
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Dialogo interreligioso/Ecumenismo,
Viaggi apostolici
ANGELUS: AIUTI SPIRITUALI E MATERIALI PER LE MISSIONI
CITTA' DEL VATICANO, 21 OTT. 2007 (VIS). Al termine della Santa Messa celebrata in Piazza del Plebiscito a Napoli, prima di recitare la preghiera mariana dell'Angelus, il Santo Padre Benedetto XVI ha rivolto ai fedeli presenti un breve indirizzo.
Rivolgendo un particolare saluto alle Delegazioni giunte da varie parti del mondo a Napoli per partecipare all'Incontro Internazionale per la Pace, promosso dalla Comunità di Sant'Egidio, sul tema: "Per un mondo senza violenza - Religioni e culture in dialogo", il Santo Padre ha auspicato che: "anche questa importante iniziativa culturale e religiosa (possa) contribuire a consolidare la pace nel mondo".
"Preghiamo per questo. Ma preghiamo quest'oggi anche, e in modo speciale, per i missionari. Si celebra infatti la Giornata Missionaria Mondiale" - ha ricordato il Santo Padre - "che ha un motto assai significativo: 'Tutte le Chiese per tutto il mondo'. Ogni Chiesa particolare è corresponsabile dell'evangelizzazione dell'intera umanità e questa cooperazione tra le Chiese fu incrementata dal Papa Pio XII con l'Enciclica 'Fidei donum', 50 anni or sono".
"Non facciamo mancare il nostro sostegno spirituale e materiale a quanti operano sulle frontiere della missione: sacerdoti, religiosi, religiose e laici, che non di rado incontrano nel loro lavoro gravi difficoltà, e talora persino persecuzioni".
Infine, riferendosi alla 45ma Settimana Sociale dei cattolici italiani, tenutasi in questi giorni a Pistoia e Pisa, il Papa ha affermato: "Molti sono i problemi e le sfide che stanno oggi davanti a noi. Si richiede un forte impegno di tutti, specialmente dei fedeli laici operanti nel campo sociale e politico, per assicurare ad ogni persona, e in particolare ai giovani, le condizioni indispensabili per sviluppare i propri talenti naturali e maturare generose scelte di vita a servizio dei propri familiari e dell'intera comunità".
PV-ITALIA/ANGELUS/NAPOLI VIS 20071022 (300)
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Angelus,
Viaggi apostolici
NAPOLI HA BISOGNO PROFONDO RINNOVAMENTO SPIRITUALE
CITTA' DEL VATICANO, 21 OTT. 2007 (VIS). In una giornata fredda e piovosa, il Santo Padre Benedetto XVI ha compiuto la Visita Pastorale a Napoli (Italia), dove alle ore 10:00 ha celebrato la Santa Messa davanti a più di 20.000 persone nella centrale Piazza del Plebiscito e successivamente ha inaugurato l'Incontro Internazionale per la Pace organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio.
Nell'omelia, commentando le Letture bibliche di questa domenica che hanno come tema principale 'la necessità di pregare sempre senza stancarsi', il Santo Padre ha detto ai napoletani: "Di fronte a realtà sociali difficili e complesse, come sicuramente è anche la vostra, occorre rafforzare la speranza, che si fonda sulla fede e si esprime in una preghiera instancabile. ? la preghiera a tenere accesa la fiaccola della fede".
"La fede" - ha proseguito il Pontefice - "ci assicura che Dio ascolta la nostra preghiera e ci esaudisce al momento opportuno, anche se l'esperienza quotidiana sembra smentire questa certezza".
"In effetti, davanti a certi fatti di cronaca" - ha sottolineato il Papa - "o a tanti quotidiani disagi della vita di cui i giornali non parlano neppure, sale spontaneamente al cuore la supplica dell'antico profeta: 'Fino a quando, Signore, implorerò e non ascolti, a te alzerò il grido: "Violenza!" e non soccorri?' (Ab 1,2). La risposta a questa invocazione accorata è una sola: Dio non può cambiare le cose senza la nostra conversione, e la nostra vera conversione inizia con il 'grido' dell'anima, che implora perdono e salvezza".
Riferendosi alla realtà della città partenopea, il Papa ha ricordato che: "Per molti però vivere non è semplice: sono tante le situazioni di povertà, di carenza di alloggio, di disoccupazione o sottoccupazione, di mancanza di prospettive future. C'è poi il triste fenomeno della violenza. Non si tratta solo del deprecabile numero dei delitti della camorra, ma anche del fatto che la violenza tende purtroppo a farsi mentalità diffusa, insinuandosi nelle pieghe del vivere sociale, nei quartieri storici del centro e nelle periferie nuove e anonime, col rischio di attrarre specialmente la gioventù, che cresce in ambienti nei quali prospera l'illegalità, il sommerso e la cultura dell'arrangiarsi".
"Quanto è importante allora intensificare gli sforzi" - ha esortato il Pontefice - " per una seria strategia di prevenzione, che punti sulla scuola, sul lavoro e sull'aiutare i giovani a gestire il tempo libero. È necessario un intervento che coinvolga tutti nella lotta contro ogni forma di violenza, partendo dalla formazione delle coscienze e trasformando le mentalità, gli atteggiamenti, i comportamenti di tutti i giorni".
"Preghiamo il Signore perché faccia crescere nella comunità cristiana" - ha concluso Papa Benedetto XVI - "una fede autentica e una salda speranza, capace di contrastare efficacemente lo scoraggiamento e la violenza".
"Napoli ha certo bisogno di adeguati interventi politici, ma prima ancora di un profondo rinnovamento spirituale; ha bisogno di credenti che ripongano piena fiducia in Dio, e con il suo aiuto si impegnino per diffondere nella società i valori del Vangelo. Chiediamo per questo l'aiuto di Maria e dei vostri santi Protettori, in particolare di San Gennaro".
PV-ITALIA/MESSA/NAPOLI VIS 20071022 (520)
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Viaggi apostolici
venerdì 19 ottobre 2007
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 19 OTT. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Franco Croci, Consultore della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede.
NA/.../CROCI VIS 20071019 (30)
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Nomine ed altri atti pontifici
IL SIGNORE NON È SOVRANO INESORABILE MA PADRE AMOROSO
CITTÀ DEL VATICANO, 19 OTT. 2005 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI - di cui oggi ricorre il primo semestre di Pontificato - ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale del mercoledì al Salmo 129, "Dal profondo a Te grido, Signore", che è, ha ricordato il Papa, "uno dei Salmi più celebri ed amati dalla tradizione cristiana". L'Udienza si è tenuta in Piazza San Pietro con la partecipazione di 40.000 persone.
"Il Salmo che abbiamo ascoltato, conosciuto come il 'De profundis'" - ha spiegato il Santo Padre - "è, prima di tutto, un canto alla misericordia divina ed alla riconciliazione tra il peccatore e il Signore. (...) Si apre con una voce che sale dalle profondità del male e della colpa (...) e poi si sviluppa in tre momenti dedicati al tema del peccato e del perdono".
Commentando i versetti:"Se consideri le colpe Signore, chi potrà sussistere? Ma presso di te è il perdono; perciò avremo il tuo timore", il Santo Padre ha osservato che: "è significativo il fatto che a generare il timore, atteggiamento di rispetto misto ad amore, non sia il castigo, ma il perdono. Più che la collera di Dio, deve provocare in noi un santo timore la sua magnanimità generosa e disarmante. Dio, infatti, non è un sovrano inesorabile che condanna il colpevole, ma un padre amoroso, che dobbiamo amare non per paura di una punizione, ma per la sua bontà pronta a perdonare".
Nella seconda parte del Salmo, "fioriscono nel cuore del salmista pentito l'attesa, la speranza, la certezza che Dio pronuncerà una parola liberatrice e cancellerà il peccato", mentre nella terza parte, "la salvezza personale, prima implorata dall'orante, è ora estesa a tutta la comunità" e "si innesta nella fede storica del popolo dell'alleanza, 'redento' dal Signore, non solo dalle angustie dell'oppressione egiziana, ma anche 'da tutte le colpe'".
"Partendo dal gorgo tenebroso del peccato, la supplica del salmista giunge all'orizzonte luminoso di Dio, ove domina 'la misericordia e la redenzione', due grandi caratteristiche del Dio d'amore".
In ultimo, il Santo Padre ha inquadrato il Salmo nel solco della tradizione cristiana, citando la meditazione di Sant'Ambrogio che, nel suo trattato su "La penitenza", scrive: "Se vuoi essere giustificato, confessa il tuo misfatto: un'umile confessione dei peccati scioglie l'intrico delle colpe. Tu vedi con quale speranza di perdono ti spinga a confessare".
Alla fine dell'udienza e dopo avere salutato i pellegrini nelle diverse lingue, il Santo Padre ha benedetto la statua di Santa Mariana de Jesús Paredes y Flores, "il Giglio di Quito" (1618-1645), la prima Santa dell'Ecuador, canonizzata da Pio XII nel 1950. La statua sarà collocata in una nicchia laterale all'esterno della Basilica Vaticana.
AG/SALMO 129/...
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Udienza generale
RIUNIONE PER GRUPPI LINGUISTICI
CITTA' DEL VATICANO, 19 OTT. 2005 (VIS). I Padri Sinodali si sono riuniti questa mattina per gruppi linguistici o Circoli Minori per preparare gli Emendamenti collettivi alle proposte. Al termine delle riunione di oggi pomeriggio, sempre per gruppi linguistici, le proposte saranno consegnate alla Segreteria Generale del Sinodo. Successivamente, sarà proiettato nell'Aula del Sinodo il film "San Pietro", del regista Giulio Base. Si tratta di un omaggio del Dottor Ettore Bernabei, Presidente della "Lux Vide", che in onore dei Padri Sinodali ha voluto offrire la visione di questo film in anteprima. La Rai lo metterà in onda tra qualche settimana.
Nel corso della diciannovesima Congregazione Generale, tenutasi ieri mattina, l'Arcivescovo Nicola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, ha offerto al Santo Padre Benedetto XVI la prima copia del primo volume dell'Enchiridion del Sinodo dei Vescovi, opera creata in occasione del 40° anniversario dell'istituzione del Sinodo dei Vescovi.
In una nota informativa si legge: "Si tratta di una raccolta di documenti attinenti al Sinodo dei Vescovi, dalle sue origini fino al 1988, di grande interesse non solo per i Membri del Collegio Episcopale, bensì per ricercatori, storici e teologi, ai quali fornisce una documentazione di prima importanza per la vita e la missione della Chiesa successivamente al Concilio Vaticano II".
Il Santo Padre ha deciso di offrire il medesimo volume ai partecipanti al Sinodo, "come segno di gratitudine e di incoraggiamento nella fedeltà, nella comunione e nell'amore alla Chiesa incentrata nel mistero dell'Eucaristia".
SE/GRUPPI LINGUISTICI/... VIS
giovedì 18 ottobre 2007
IN MEMORIAM
CITTA' DEL VATICANO, 18 OTT. 2005 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli deceduti nelle ultime settimane:
- L'Arcivescovo Ettore Cunial, Vice Camerlengo emerito di Santa Romana Chiesa, il 6 ottobre, all'età di 99 anni.
- Il Vescovo Alberto Cosme Do Amaral, emerito di Leiria-Fátima (Portogallo), il 7 ottobre, all'età di 88 anni.
- L'Arcivescovo Charles Kambale Mbogha, A.A. di Bukavu (Repubblica Democratica del Congo), il 9 ottobre, all'età di 63 anni.
- Il Vescovo Aloysius J. Wycislo, emerito di Green Bay (Stati Uniti d'America), l'11 ottobre, all'età di 97 anni.
.../DEFUNTI/... VIS 20051018 (100)
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In memoriam
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 18 OTT. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignor Renato Pine Mayugba, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Lingayen-Dagupan (superficie: 1.565; popolazione: 1.215.000; cattolici: 1.002.000; sacerdoti: 74; religiosi: 61), Filippine. Il Vescovo eletto, finora Rettore del Seminario "Mary Help of Christians College" a Bonuan (Filippine), è nato a Sampaloc (Filippine), nel 1955 ed è stato ordinato sacerdote nel 1981.
NEA/.../MAYUGBA VIS 20051018 (70)
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Nomine ed altri atti pontifici
CHIUSURA SINODO VESCOVI, CANONIZZAZIONE DI CINQUE BEATI
CITTÀ DEL VATICANO, 18 OTT. 2005 (VIS). Alle 9:30 di domenica 23 ottobre, Giornata Missionaria Mondiale, il Santo Padre presiederà, in Piazza San Pietro, la Concelebrazione Eucaristica con i Padri Sinodali, di chiusura della XI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi e procederà alla canonizzazione di cinque Beati.
I nomi dei futuri santi sono: Józef Bilczewski (1860-1923), Vescovo; Gaetano Catanoso (1879-1963), Presbitero, Fondatore della Congregazione delle Suore Veroniche del Volto Santo; Zygmunt Gorazdowski (1845-1920), Presbitero, Fondatore della Congregazione delle Suore di San Giuseppe; Alberto Hurtado Cruchaga (1901-1952), Presbitero, della Compagnia di Gesù, e Felice da Nicosia (1715-1787), Religioso, dell'Ordine Francescano dei Frati Minori Cappuccini.
"In questa domenica, in cui si conclude l'Anno dell'Eucaristia e vengono proclamati cinque nuovi santi" - si legge in una nota dell'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice - "siamo invitati a fare dell'Eucaristia sempre più il culmine e la fonte della vita e della missione della Chiesa e ad essere testimoni del Vangelo fino agli estremi confini della terra".
OCL/CHIUSURA SINODO:CANONIZZAZIONE/... VIS 20051018 (160)
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Nuovi Santi e Beati
ALL'ALTARE UNITÀ VITA E MINISTERO DEL CARDINALE CAPRIO
CITTA' DEL VATICANO, 18 OTT. 2005 (VIS). Questa mattina, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Messa Esequiale del Cardinale Giuseppe Caprio, mancato sabato scorso, all'età di 90 anni.
Nell'omelia il Papa, ricordando che il defunto Porporato ha "servito fedelmente la Chiesa", si è soffermato sui momenti salienti della sua vita: la nascita in un piccolo paese dell'Irpinia, gli anni di Seminario di Benevento, gli studi all'Università Gregoriana di Roma e l'ordinazione sacerdotale nel 1938. "Ringrazio Dio col cuore pieno di confusione e riconoscenza" - si legge nel testamento del defunto Cardinale - "d'avermi chiamato al sacerdozio".
"Anche noi nella preghiera" - ha affermato il Pontefice - "ci associamo in questo momento al suo rendimento di grazie, mentre ci accingiamo ad offrire per la sua anima il sacrificio eucaristico, centro e forma della vita sacerdotale. Mi piace pensare, specialmente in questi giorni in cui tutta la Chiesa è come concentrata sul mistero eucaristico, che proprio lì, all'altare, la vita e il ministero del Cardinale Caprio abbiano avuto il loro punto di profonda unità".
Successivamente Papa Benedetto XVI ha rievocato gli anni trascorsi dal Cardinale Caprio a servizio della Sede Apostolica, a Nanchino, Bruxelles, Saigon, Taipei e Nuova Delhi. "La presenza di Cristo risorto" - ha proseguito il Pontefice - "è stata certamente il conforto nei momenti più difficili, come fu, in particolare, il periodo di domicilio coatto nella Nunziatura a Nanchino, nel 1951, ed il successivo obbligo di lasciare la Cina".
Citando il motto scelto dal defunto Porporato "Pax in virtute" "quando, nel 1961, il Beato Papa Giovanni XXIII lo elesse Arcivescovo", il Santo Padre ha rievocato il periodo trascorso dal Cardinale Caprio come Pro-Nunzio in India, la sua partecipazione al Concilio Vaticano II, ed infine il servizio reso alla Sede Apostolica "in importanti uffici, tra i quali quello di Sostituto della Segreteria di Stato e di Presidente dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica".
Del defunto Porporato, creato Cardinale da Giovanni Paolo II nel 1979, "è stata riconosciuta" - ha detto Papa Benedetto - "la visione d'insieme dei problemi della Chiesa e la preoccupazione costante di considerare gli aspetti amministrativi nella loro relazione con gli interessi superiori, in piena adesione allo spirito del Concilio".
Infine, il Papa, ricordando l'amore per l'Oriente del defunto Cardinale, ha esclamato: "Con affetto e gratitudine accompagniamo questo nostro fratello nell'ultimo viaggio verso il vero Oriente, cioè verso Cristo, sole senza tramonto, con la piena fiducia che Iddio lo accoglierà a braccia aperte, riservandogli il posto preparato per i suoi amici, fedeli servitori del Vangelo e della Chiesa".
HML/MORTE/CARDINALE CAPRIO VIS 20051018 (450)
Nell'omelia il Papa, ricordando che il defunto Porporato ha "servito fedelmente la Chiesa", si è soffermato sui momenti salienti della sua vita: la nascita in un piccolo paese dell'Irpinia, gli anni di Seminario di Benevento, gli studi all'Università Gregoriana di Roma e l'ordinazione sacerdotale nel 1938. "Ringrazio Dio col cuore pieno di confusione e riconoscenza" - si legge nel testamento del defunto Cardinale - "d'avermi chiamato al sacerdozio".
"Anche noi nella preghiera" - ha affermato il Pontefice - "ci associamo in questo momento al suo rendimento di grazie, mentre ci accingiamo ad offrire per la sua anima il sacrificio eucaristico, centro e forma della vita sacerdotale. Mi piace pensare, specialmente in questi giorni in cui tutta la Chiesa è come concentrata sul mistero eucaristico, che proprio lì, all'altare, la vita e il ministero del Cardinale Caprio abbiano avuto il loro punto di profonda unità".
Successivamente Papa Benedetto XVI ha rievocato gli anni trascorsi dal Cardinale Caprio a servizio della Sede Apostolica, a Nanchino, Bruxelles, Saigon, Taipei e Nuova Delhi. "La presenza di Cristo risorto" - ha proseguito il Pontefice - "è stata certamente il conforto nei momenti più difficili, come fu, in particolare, il periodo di domicilio coatto nella Nunziatura a Nanchino, nel 1951, ed il successivo obbligo di lasciare la Cina".
Citando il motto scelto dal defunto Porporato "Pax in virtute" "quando, nel 1961, il Beato Papa Giovanni XXIII lo elesse Arcivescovo", il Santo Padre ha rievocato il periodo trascorso dal Cardinale Caprio come Pro-Nunzio in India, la sua partecipazione al Concilio Vaticano II, ed infine il servizio reso alla Sede Apostolica "in importanti uffici, tra i quali quello di Sostituto della Segreteria di Stato e di Presidente dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica".
Del defunto Porporato, creato Cardinale da Giovanni Paolo II nel 1979, "è stata riconosciuta" - ha detto Papa Benedetto - "la visione d'insieme dei problemi della Chiesa e la preoccupazione costante di considerare gli aspetti amministrativi nella loro relazione con gli interessi superiori, in piena adesione allo spirito del Concilio".
Infine, il Papa, ricordando l'amore per l'Oriente del defunto Cardinale, ha esclamato: "Con affetto e gratitudine accompagniamo questo nostro fratello nell'ultimo viaggio verso il vero Oriente, cioè verso Cristo, sole senza tramonto, con la piena fiducia che Iddio lo accoglierà a braccia aperte, riservandogli il posto preparato per i suoi amici, fedeli servitori del Vangelo e della Chiesa".
HML/MORTE/CARDINALE CAPRIO VIS 20051018 (450)
DICIANNOVESIMA CONGREGAZIONE GENERALE
CITTÀ DEL VATICANO, 18 OTT. 2005 (VIS). Questa mattina, durante la Diciannovesima Congregazione Generale tenutasi nell'Aula del Sinodo, ha avuto luogo la presentazione della lista unificata delle proposte. Quest'ultima sarà, successivamente, consegnata al Santo Padre perché ne tenga conto nel redigere l'Esortazione Apostolica Post-Sinodale.
Nel pomeriggio, i Padri Sinodali si riuniranno per gruppi linguistici o Circoli Minori per preparare gli emendamenti collettivi alle proposte.
SE/DICIANNOVESIMA CONGREGAZIONE/... VIS 20051018 (70)
NECESSITÀ UOMINI POLITICI ISPIRATI DA IDEALI
CITTA' DEL VATICANO, 18 OTT. 2007 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico un discorso pronunciato, nella giornata di ieri 17 ottobre, dall'Arcivescovo Diarmuid Martin, di Dublino e Primate d'Irlanda, presso la sede dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, a New York, in occasione del XL anniversario dell'Enciclica "Populorum progressio" di Papa Paolo VI.
L'Arcivescovo Martin ha ricordato che la ragione che indusse Papa Paolo VI a scrivere l'Enciclica "fu la sfida ad affrontare le necessità delle nazioni più povere e delle loro popolazioni".
Ponendo in risalto che la "Populorum progressio" fu la prima Enciclica sociale redatta successivamente al Concilio Vaticano II, il Primate d'Irlanda ha affermato che essa aveva fra i suoi obiettivi quello di "affermare un nuovo modo di considerare le relazioni fra la Chiesa e il mondo".
"Il concetto di autentico sviluppo" - ha proseguito l'Arcivescovo Martin - "è uno dei concetti chiave della 'Populorum progressio'" ed esso "riguarda la natura della persona umana e la risposta che noi dobbiamo dare alle sue esigenze".
L'Arcivescovo Martin ha sottolineato che "Se Papa Paolo VI fosse qui con noi oggi, certamente ringrazierebbe tutti coloro che hanno dedicato se stessi al servizio dell'umanità nell'ambito delle Nazioni Unite e presenterebbe i suoi commenti relativamente al lento progredire della riforma delle Nazioni Unite. Abbiamo bisogno di un'Organizzazione delle Nazioni Unite che funzioni. Le possibilità attuali di inter-collegamento fra i popoli offrono nuovi ed innovativi modi di cooperazione, anche nell'ambito dell'O.N.U.".
Riferendosi alla responsabilità dello sviluppo e della cooperazione internazionale, l'Enciclica - ha detto ancora l'Arcivescovo Martin - "sottolinea coerentemente il ruolo delle autorità pubbliche. Ciò ricorda il dibattito attuale sia sul buon governo e sull'importante ruolo della politica".
"La politica" - ha concluso l'Arcivescovo di Dublino - "è una dimensione essenziale nella costruzione della società. Abbiamo bisogno nel mondo di una rinascita della politica e di una nuova generazione di uomini politici ispirati da ideali, ma anche capaci di assumersi i rischi impliciti nella trasmissione di quegli ideali nella sfera del 'possibile', mediante l'uso ottimale delle risorse e dei talenti per promuovere il bene di tutti".
.../POPULORUM PROGRESSIO/ONU:MARTIN VIS 20071018 (360)
MUSEI VATICANI. INAUGURAZIONE MOSTRA APOCALISSE
CITTA' DEL VATICANO, 18 OTT. 2007 (VIS). "Apocalisse. L'ultima rivelazione" è il titolo della mostra che si inaugura oggi nel Salone Sistino dei Musei Vaticani.
L'esposizione, aperta fino al 7 dicembre prossimo, promossa dal Comitato di San Floriano dell'Arcidiocesi di Udine (Italia), intende invitare "a rileggere l'ultimo libro del Nuovo Testamento attraverso una mirata selezione di capolavori, fra cui una serie di preziose ed antiche icone".
Compongono la mostra un centinaio di opere d'arte (codici, dipinti, sculture, oreficerie, incisioni e disegni), realizzate tra il IV e il XX secolo, che provengono dalle sedi museali più prestigiose d'Europa e degli Stati Uniti: i Musei Vaticani, il Louvre, il Centre Pompidou e il Musée de Cluny di Parigi, il Thyssen-Bornemisza di Madrid, la Galleria Tret'jakov di Mosca, i Musei Nazionali di Budapest e Varsavia, la Basilica di San Marco di Venezia.
Si potranno ammirare opere di artisti quali il Beato di Liébana, Pedro Barruguete, Jacopo Bassano, Alonso Cano, Guido Reni, Albrecht Dürer, El Greco, Francisco Zurbaran, Salvador Dalì, Giorgio De Chirico e molti altri. Preziosissima una serie di icone bizantine e russe, fra le quali l'icona con la visione apocalittica, proveniente dal Sacro Monastero di San Giovanni Teologo a Pathmos (Grecia), dove l'Apostolo Giovanni scrisse l'ultimo Libro biblico sul destino del mondo.
Il cuore della Mostra è costituto da alcune opere di particolare importanza per la storia della rappresentazione artistica dell'Apocalisse. Anzitutto, la serie di sedici incisioni di Dürer tratte da "Apocalypsis in figuris"; il "San Michele che sconfigge Satana" di Guido Reni; "L'Immacolata" di El Greco, ispirata dalla visione apocalittica della Donna vestita di sole; il maestoso "Salvatore in trono", icona della scuola di Novgorod; le sculture del Romanico catalano e del Gotico francese; il libro "Apocalypse", che raccoglie opere di sette artisti del Novecento, edito da Josef Foret nel 1961 e benedetto da Giovanni XXIII.
.../MOSTRA APOCALISSE/MUSEI VATICANI VIS 20071018 (320)
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