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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 21 giugno 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 21 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Francisco Cerro Chaves, Vescovo di Coria-Cáceres (superficie: 10.052; popolazione: 263.430; cattolici: 251.701; sacerdoti: 170; religiosi: 332; diaconi permanenti: 1), Spagna. Il Vescovo eletto, finora Delegato Diocesano per la pastorale giovanile e Direttore del Centro Diocesano di Spiritualità di Valladolid (Spagna), è nato in Malpartida de Cáceres (Spagna), nel 1957 ed è stato ordinato sacerdote nel 1981.
NER/.../CERRO CHAVES                                 VIS 20070621 (80)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 21 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza Sua Beatitudine Cardinale Ignace Moussa I Daoud, Prefetto emerito della Congregazione per le Chiese Orientali.

  Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva in udienza il Cardinale Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute).
AP/.../...                                         VIS 20070621 (70)


PROCLAMATO DAL SANTO PADRE ANNO DEDICATO A SAN PAOLO



CITTA' DEL VATICANO, 21 GIU. 2007 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha reso noto questa mattina che giovedì 28 giugno prossimo, vigilia della Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, il Santo Padre Benedetto XVI presiederà alle ore 17:30 , nella Basilica di San Paolo fuori le mura, la Celebrazione dei Primi Vespri.

  Nel corso della celebrazione, il Papa proclamerà l'anno dedicato a San Paolo, in occasione dei duemila anni dalla nascita dello "Apostolo delle Genti".
OCL/VESPRI:ANNO PAOLINO/...                     VIS 20070621 (90)


GIUBILEO SACERDOZIO EPISCOPATO CARDINALI MARTINO E DIAS


CITTA' DEL VATICANO, 21 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha indirizzato una Lettera al Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, in occasione del 50° anniversario di sacerdozio. Il Porporato fu ordinato sacerdote il 20 giugno 1957.

  Nella ricorrenza dei cinquanta anni di sacerdozio, il Cardinale Martino ha celebrato, nel pomeriggio di ieri, una Santa Messa, all'Altare della Cattedra della Basilica Vaticana.

  Parimenti, il Santo Padre ha indirizzato una Lettera al Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, in occasione del 25° anniversario di Ordinazione Episcopale, il 19 giugno 1982, nella quale elogia l'opera del Porporato "pastore sollecito e fedele" e "promotore dell'evangelizzazione".
BXVI-LETT/SACERDOZIO:EPISCOPATO/MARTINO:DIAS     VIS 20070621 (90)


IL PAPA RICORDA DOVERE DI GARANTIRE LA PACE PER TUTTI


CITTA' DEL VATICANO, 21 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI, nel ricevere questa mattina i partecipanti alla riunione della R.O.A.C.O. (Riunione Opere in Aiuto alle Chiese Orientali), ha affermato: "La presenza di venerati Presuli Orientali mi consente di condividere la pena e la preoccupazione per la delicata situazione in cui versano vaste aree del Medio Oriente".

  "La debolezza della pace" - ha proseguito il Pontefice - "si acuisce ulteriormente a motivo di ingiustizie antiche e nuove. Così essa si spegne, lasciando spazio alla violenza, che spesso degenera in guerra più o meno dichiarata fino a costituire, come ai nostri giorni, un assillante problema internazionale".

  "Busso al cuore di coloro che hanno specifiche responsabilità perché aderiscano al grave dovere di garantire la pace a tutti, indistintamente, liberandola dalla malattia mortale della discriminazione religiosa, culturale, storica o geografica".

  Benedetto XVI ha assicurato una volta di più che "la Terra Santa, l'Iraq e il Libano sono presenti, con l'urgenza e la costanza che meritano, nella preghiera e nell'azione della Sede Apostolica e di tutta la Chiesa. Chiedo alla Congregazione per le Chiese Orientali e a ciascuna delle Opere ad essa collegate di confermare la stessa premura al fine di rendere più incisivi la vicinanza e l'intervento a favore di tanti nostri fratelli e sorelle".

   Papa Benedetto XVI ha rinnovato a Sua Beatitudine Emmanuel III Delly, Patriarca di Babilonia dei Caldei, presente all'udienza di oggi, il suo cordoglio "per la barbara uccisione di un inerme sacerdote e di tre suddiaconi avvenuta al termine della Liturgia, domenica, il 3 giugno scorso, in Iraq. La Chiesa intera accompagna con affetto e ammirazione tutti i suoi figli e le sue figlie e li sostiene in quest'ora di autentico martirio per il nome di Cristo".

  Ringraziando i membri della R.O.A.C.O. per la loro collaborazione con la Congregazione per le Chiese Orientali, il Papa li ha incoraggiati a "continuare, perché l'apporto insostituibile che voi recate alla testimonianza della carità ecclesiale trovi pieno sviluppo nella forma comunitaria del suo esercizio. (...) La fatica del confronto e della collaborazione è sempre garanzia di un servizio più ordinato ed equo".

  "Mentre imploriamo il Signore perchè affretti il giorno della piena unità tra i cristiani e quello, pure molto atteso, di una serena convivenza interreligiosa animata da rispettosa reciprocità, Gli chiediamo di benedire i nostri sforzi e di illuminarci perché quanto operiamo mai sia a detrimento bensì ad incremento della comunità ecclesiale. Sia Lui a renderci sempre attenti perché, rifuggendo da ogni sorta di indifferentismo, mai eludiamo nell'esercizio della carità la missione della comunità cattolica locale".

  Benedetto XVI ha concluso il suo discorso sottolineando che: "Scorgeremo sempre nella preghiera la vera sorgente dell'impegno di carità e in essa verificheremo la sua autenticità. (...) La radicazione eucaristica è indispensabile alla nostra azione".
AC/.../ROACO                                   VIS 20070621 (480)


ESSERE TESTIMONI DI CRISTO NEL TORMENTATO ORIENTE


CITTA' DEL VATICANO, 21 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in Vaticano Sua Santità Mar Dinkha IV, Catholicos Patriarca della Chiesa Assira d'Oriente, accompagnato da diverse personalità.

  Nel suo discorso Papa Benedetto XVI ha ricordato la visita del Patriarca a Giovanni Paolo II nel 1994, per la firma di una Dichiarazione Comune relativa alla Cristologia, che includeva la decisione di istituire una Commissione Congiunta per il Dialogo Teologico fra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Assira d'Oriente.

  "La Commissione Congiunta" - ha detto il Papa - "ha intrapreso un importante studio della vita sacramentale delle nostre rispettive tradizioni ed ha concepito un accordo sull'Anafora degli Apostoli Addai e Mari". Il Santo Padre ha espresso la sua gratitudine per i risultati del dialogo "che racchiude la promessa di ulteriori progressi su altre dibattute questioni".

   "La Chiesa Assira d'Oriente è radicata in terre antiche, i cui nomi sono associati alla storia del progetto salvifico di Dio per tutta l'umanità" - ha rilevato il Papa  - "(...) Oggi, tragicamente, i cristiani della regione soffrono materialmente e spiritualmente. In particolare in Iraq, terra natale di numerosi fedeli Assiri, le famiglie e le comunità cristiane sentono aumentare le pressioni causate dall'insicurezza, dalle aggressioni e da un senso di abbandono. Molti di essi non vedono altra soluzione che lasciare il paese e cercare un nuovo futuro all'estero".

  "Queste difficoltà sono fonte di grave preoccupazione per me" - ha detto ancora Benedetto XVI - "e desidero esprimere la mia solidarietà ai pastori e ai fedeli delle comunità cristiane che rimangono sul posto, sovente a prezzo di eroici sacrifici".

  "A seguito di onde migratorie successive, molti Cristiani delle Chiese Orientali ora vivono in Occidente. Questa nuova situazione presenta molteplici sfide alle loro identità cristiane ed alla vita comunitaria. Nel contempo, quando i cristiani di Oriente e di Occidente vivono fianco a fianco, hanno la preziosa opportunità di arricchirsi vicendevolmente e di comprendere più pienamente la cattolicità della Chiesa, che, come pellegrina nel mondo, vive, prega e testimonia Cristo in una varietà di contesti culturali, sociali ed umani".

  "Nuove speranze e possibilità qualche volta suscitano nuove paure, e ciò è anche vero riguardo ai rapporti ecumenici. (...) È da auspicare che continui il proficuo lavoro che la Commissione ha compiuto negli anni, mentre non si deve mai perder di vista l'obiettivo ultimo del nostro comune cammino verso il ristabilimento della piena comunione".

  "Per quanto lungo ed arduo sembri il cammino verso l'unità" - ha concluso il Pontefice - "il Signore ci chiede di unire le nostre mani e i nostri cuori, così che insieme possiamo portare una più chiara testimonianza di Cristo e servire meglio i nostri fratelli e sorelle, particolarmente nelle tribolate regioni orientali, dove molti dei nostri fedeli guardano a noi, loro Pastori, con speranza ed aspettative".
AC/CHIESA ASSIRA ORIENTALE/DINKHA                   VIS 20070621 (480)


mercoledì 20 giugno 2007

IN MEMORIAM


CITTA' DEL VATICANO, 20 GIU. 2007 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Vescovo Marion Francis Forst,  Vescovo titolare di Leavenworth, il 2 giugno, all'età di 96 anni.

- Il Vescovo Marcelo Mendiharat Pommiès, emerito di Salto (Uruguay), il 12 giugno, all'età di 93 anni.
.../DEFUNTI/...                                     VIS 20070620 (90)



ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 20 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare dell'Arcidiocesi di Cincinnati (Stati Uniti d'America), presentata dal Vescovo Carl K. Moeddel, in conformità ai canoni 411 e 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Sacerdote Daniel Kozelinski Netto, Vescovo Ausiliare dell'Eparchia di São João Batista em Curitiba degli Ucraini (cattolici: 161.500; sacerdoti: 81; religiosi: 553; diaconi permanenti: 2), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1952 a Colonia Paraiso (Brasile) ed è stato ordinato sacerdote nel 1980. È stato finora in servizio pastorale a Mallet (Brasile).
RE:NER/.../MOEDDEL:KOZELINSKI                        VIS 20070620 (110)


ACCOGLIERE E RICONOSCERE DIRITTI DEI RIFUGIATI


CITTA' DEL VATICANO, 20 GIU. 2007 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale tenutasi nell'Aula Paolo VI, il Papa ha ricordato che oggi si celebra la "Giornata Mondiale del Rifugiato", promossa dall'Organizzazione delle Nazioni Unite "perché non venga meno nella pubblica opinione l'attenzione verso quanti sono stati costretti a fuggire dai loro Paesi a seguito di reali pericoli di vita".

  "Accogliere i rifugiati e dar loro ospitalità, è per tutti un doveroso gesto di umana solidarietà, affinché essi non si sentano isolati a causa dell'intolleranza e del disinteresse. Per i cristiani è, inoltre, un modo concreto di manifestare l'amore evangelico".

  "Auspico di cuore" - ha detto Papa Benedetto XVI - "che a questi nostri fratelli e sorelle duramente provati dalla sofferenza siano garantito l'asilo e il riconoscimento dei loro diritti, e invito i responsabili delle Nazioni ad offrire protezione a quanti si trovano in così delicate situazioni di bisogno".
AG/APPELLO RIFUGIATI/...                                   VIS 20070620 (170)


ATANASIO APPASSIONATO TEOLOGO INCARNAZIONE DEL LOGOS


CITTA' DEL VATICANO, 20 GIU. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale odierna, a Sant'Atanasio di Alessandria,  nato verso l'anno 300 e morto nel 373, celebrato come "la colonna della Chiesa" e "modello di ortodossia, tanto in Oriente quanto in Occidente". L'Udienza, alla quale hanno assistito 11.000 pellegrini, si è tenuta nell'Aula Paolo VI. Il Papa ha ugualmente salutato, nella Basilica Vaticana, i pellegrini che non avevano potuto prender posto nell'Aula Paolo VI.

  Sant'Atanasio, la cui statua Gian Lorenzo Bernini collocò tra quelle dei quattro santi Dottori della Chiesa orientale e occidentale - insieme ad Ambrogio, Giovanni Crisostomo e Agostino - che nell'abside della Basilica vaticana circondano la Cattedra di San Pietro - "è l'appassionato teologo dell'incarnazione del 'Logos', il Verbo di Dio" - ha detto Benedetto XVI - ed "il più importante e tenace avversario dell'eresia ariana, che allora minacciava la fede in Cristo, ridotto ad una creatura 'media' tra Dio e l'uomo, secondo una tendenza ricorrente nella storia e che vediamo in atto in diversi modi anche oggi".

  Il teologo Atanasio prese parte al Concilio di Nicea (325) dove i Vescovi fissarono il "'Simbolo di fede' che, (...) è rimasto nella tradizione delle diverse confessioni cristiane e nella liturgia come il 'Credo niceno-costantinopolitano. In questo testo fondamentale (...) figura il termine (...) 'consubstantialis'" che "vuole indicare che il Figlio è 'della stessa sostanza' del Padre, è Dio da Dio, è la sua sostanza, e così viene messa in luce la piena divinità del Figlio, che era negata dagli ariani. (...) L'idea fondamentale di tutta la lotta teologica di Sant'Atanasio era proprio quella che Dio è accessibile. Non è un Dio secondario, è il Dio vero, e tramite la nostra comunione con Cristo noi possiamo unirci realmente a Dio".

  "La crisi ariana, che si credeva risolta a Nicea, continuò così per decenni, con vicende difficili e divisioni dolorose nella Chiesa. E per ben cinque volte - durante un trentennio, tra il 336 e il 366 - Atanasio fu costretto ad abbandonare la sua città, passando diciassette anni in esilio e soffrendo per la fede. Ma durante le sue forzate assenze da Alessandria, (...) ebbe modo di sostenere e diffondere in Occidente, prima a Treviri e poi a Roma, la fede nicena e anche gli ideali del monachesimo".

  "L'opera dottrinale più famosa del santo Vescovo alessandrino è il tratto 'Sull'incarnazione del Verbo', il 'Logos' divino che si è fatto carne divenendo come noi per la nostra salvezza. Dice in quest'opera Atanasio, con un'affermazione divenuta giustamente celebre, che il Verbo di Dio 'si è fatto uomo perché noi diventassimo Dio; egli si è reso visibile nel corpo perché noi avessimo un'idea del Padre invisibile, ed egli stesso ha sopportato la violenza degli uomini perché noi ereditassimo l'incorruttibilità".

  "Atanasio è, infine" - ha detto ancora il Santo Padre - "anche autore di testi meditativi sui Salmi, poi molto diffusi, e soprattutto di un'opera che costituisce il 'best seller' dell'antica letteratura cristiana: la 'Vita di Antonio', cioè la biografia di Sant'Antonio Abate", opera che "contribuì molto alla diffusione del monachesimo, in Oriente e in Occidente".

  La vita di Atanasio, "come quella di Antonio" - ha concluso il Pontefice - "ci mostra che 'chi va verso Dio non si allontana dagli uomini, ma si rende invece ad essi veramente vicino'".
AG/ATANASIO/...                                   VIS 20070620 (470)


CARDINALE FELICI: FEDELE SERVIZIO PONTEFICI SEDE APOSTOLICA

CITTA' DEL VATICANO, 20 GIU. 2007 (VIS). Alle 17:00 di ieri, all'Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Liturgia Esequiale del Cardinale Angelo Felici, Prefetto emerito della Congregazione delle Cause dei Santi e Presidente emerito della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei", mancato domenica 17 giugno, all'età di 87 anni.

  "Mi piace qui ricordare" - ha detto Papa Benedetto XVI nell'omelia - "ciò che il Servo di Dio Giovanni Paolo II ebbe a scrivere al Cardinale Felici "in occasione del suo 50° anniversario di Sacerdozio e 25° di Episcopato (...). Il suo ministero episcopale - affermava il Papa - è stato tutto dedicato al bene dei fedeli, alla missione benefica dei Romani Pontefici e della Sede Apostolica".

  "Vogliamo ora rendere grazie al Signore" - ha proseguito Papa Benedetto XVI - "per l'abbondante messe di frutti apostolici che egli, con l'aiuto della grazia divina, ha potuto raccogliere nei vari ambiti della sua illuminata e preziosa attività pastorale e diplomatica". Il defunto Porporato entrò nella Segreteria di Stato nel 1945; nel 1967 fu inviato come Pro-Nunzio Apostolico nei Paesi Bassi; nel 1976 divenne Rappresentante Pontificio in Portogallo ed in Francia. Infine, nel 1988, divenne Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e Presidente della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei".

  Il Santo Padre ha ricordato che tra le carte del Cardinale Felici è stata trovata "una immaginetta, raffigurante la 'Mater Salvatoris', venerata nella Cappella del Pontificio Collegio Leoniano - luogo dei suoi studi giovanili -", che "reca a tergo questa invocazione: 'In Te, o Signore, ho sperato, e nella tua Santissima Madre; che io non sia confuso in eterno'. Quante volte egli avrà ripetuto le parole di questa preghiera, scritta di suo pugno in previsione dell'ultima partenza! Possiamo considerarle come il testamento spirituale che egli ci lascia: parole che, meglio di ogni altra considerazione, quest'oggi ci aiutano a riflettere e a pregare".
HML/FUNERALE/FELICI                               VIS 20070620 (320)


martedì 19 giugno 2007

IN BREVE


IN OCCASIONE DELLA CERIMONIA DI RIAPERTURA DELLA CATTEDRALE DI NOTO (ITALIA), nella mattinata di ieri, il Papa ha fatto pervenire un Messaggio al Monsignor Giuseppe Malandrino, Vescovo di Noto, nel quale esprime sentita riconoscenza a quanti hanno contribuito all'opera di ricostruzione del Tempio dopo l'improvviso crollo del 1996. Il Santo Padre esprime l'auspicio che la ricostruita Cattedrale, "vero capolavoro del barocco siciliano, 'patrimonio dell'umanità' (...) per la Comunità diocesana di Noto (...) sia, nella sua bellezza, invito a crescere nella comunione e nel fervore apostolico".

"UN NUOVO UMANESIMO PER L'EUROPA. IL RUOLO DELLE UNIVERSITÀ", è il tema dell'Incontro Europeo di professori universitari, in programma a Roma dal 21 al 24 giugno, in occasione del 50° anniversario del Trattato di Roma (1957-2007). Il Convegno è sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, del Consilium Conferentiarum Episcoporum Europae (C.C.E.E.) e dell'Ufficio per la Pastorale Universitaria del Vicariato di Roma.

"FAMIGLIA UMANA: COMUNITÀ DI PACE" È IL TEMA DEL MESSAGGIO DEL PAPA per la celebrazione della 41° Giornata Mondiale della Pace, che si celebrerà il 1° gennaio 2008. Un Comunicato reso pubblico oggi precisa che il tema scelto dal Santo Padre "si fonda sul convincimento che la percezione di un comune destino e l'esperienza della comunione sono fattori essenziali per la realizzazione del bene comune e per la pace dell'umanità".
.../IN BREVE/...                                           VIS 20070619 (230)


NUOVO DIRETTORE GENERALE ISTITUTO OPERE DI RELIGIONE


CITTA' DEL VATICANO, 19 GIU. 2007 (VIS). Oggi è stato reso pubblico un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede nel quale viene annunciato che "La Commissione Cardinalizia di Vigilanza sull'Istituto per le Opere di Religione (I.O.R.), si è riunita il 13 c.m., sotto la presidenza del Cardinale Angelo Sodano, ed ha approvato la proposta presentatale, a norma dello Statuto, dal Consiglio di Sovrintendenza del medesimo Istituto, di nominare Direttore Generale dell'I.O.R., il Signor Paolo Cipriani, attuale Vice-Direttore Generale".

  Il Commendatore Lelio Scaletti, attuale Direttore Generale dell'I.O.R., che ha compiuto 80 anni, lascerà la conduzione operativa del medesimo Istituto il 1° ottobre 2007, mantenendo il titolo di Direttore Generale emerito.

  Il Signor Paolo Cipriani, nato a Roma nel 1954, prima di entrare in servizio all'Istituto per le Opere di Religione, ha prestato la propria attività presso il "Banco di Santo Spirito" e la "Banca di Roma", svolgendo anche compiti di rappresentanza di detti istituti in Lussemburgo, a New York e Londra.
OP/DIRETTORE I.O.R./CIPRIANI:SCALETTI                   VIS 20070619 (180)


ORIENTAMENTI PER LA PASTORALE DELLA STRADA


CITTA' DEL VATICANO, 19 GIU. 2007 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione del Documento "Orientamenti per la pastorale della strada", pubblicato dal Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti. Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, e l'Arcivescovo Agostino Marchetto, Segretario del medesimo Dicastero.

  Il Documento, pubblicato in lingua inglese, francese, spagnola, portoghese e italiana, si compone di quattro parti: ""Pastorale per gli utenti della strada"; "Pastorale per la liberazione delle donne di strada"; "Pastorale per i ragazzi di strada" e "Pastorale per le persone senza fissa dimora".

  Il Cardinale Martino ha affermato che la necessità di redigere un Documento sulla Pastorale della Strada era già emersa nel corso del I Incontro Europeo dei Direttori Nazionali della Pastorale della strada, del 2003. "Suo obiettivo" - ha precisato il Porporato - "è orientare e creare un coordinamento, tra tutte le realtà ecclesiali nel mondo della strada, ed incoraggiare e stimolare le Conferenze Episcopali dei Paesi in cui questa pastorale non esiste affinché la organizzino".

  Commentando la prima parte del Documento, il Cardinale Martino ha affermato che: "La Chiesa e lo Stato - ciascuno nell'ambito delle proprie competenze - devono operare al fine di creare una coscienza generale e pubblica per quel che riguarda la sicurezza stradale e promuovere, con tutti i mezzi, una corrispondente e adeguata educazione dei conducenti, dei viaggiatori e dei pedoni".

  Riferendosi all'evangelizzazione nella strada, il Presidente del Dicastero ha ricordato che la Chiesa "propone anche la formazione religiosa degli automobilisti, dei trasportatori professionali, dei passeggeri e di coloro che sono, in qualche modo, legati alla strada e alla ferrovia. Segnaliamo anche che in molti Paesi già esistono iniziative riguardo a tale pastorale specifica, (...) come ad esempio le cappelle (fisse o mobili) lungo le autostrade, le visite di operatori pastorali alle strutture di servizio situate lungo le autostrade, le liturgie celebrate periodicamente negli autogrill e nei parcheggi per autocarri".

  L'Arcivescovo Agostino Marchetto ha parlato, a sua volta, delle altre tre parti del Documento: la pastorale per la liberazione delle donne di strada, la pastorale per i ragazzi di strada e la pastorale per le persone senza fissa dimora (clochard).
 
  Nel primo caso, per una risposta pastorale efficace, ha detto il Presule, "è importante conoscere i fattori che spingono o attraggono le donne alla prostituzione, le strategie usate da intermediari e sfruttatori per sottometterle al proprio dominio, le piste di movimenti dai Paesi d'origine a quelli di destinazione e le risorse istituzionali per affrontare il problema. Fortunatamente la Comunità internazionale e molte Organizzazioni non governative stanno cercando, sempre più energicamente, di opporsi alle attività criminali e di proteggere le persone vittime del traffico di esseri umani, sviluppando una vasta gamma di interventi per prevenire tale fenomeno e riabilitare, a livello di integrazione sociale, le sue vittime".

  "La Chiesa ha la responsabilità pastorale di difendere e promuovere la dignità umana delle persone sfruttate a causa della prostituzione, e di perorare la loro liberazione fornendo, a questo scopo, un sostegno economico, educativo e formativo. Inoltre, (...) la Chiesa deve denunciare profeticamente le ingiustizie e le violenze perpetrate contro le donne di strada, e invitare le persone di buona volontà a mettere il loro impegno per difendere la loro dignità umana, combattere la prostituzione e il traffico di esseri umani ponendo fine allo sfruttamento sessuale".

  Riguardo alla pastorale per i ragazzi di strada, l'Arcivescovo Marchetto ha affermato: "Si tratta di un fenomeno di ampiezze inimmaginabili (...) che coinvolge (...) 150 milioni di ragazzi, secondo l'Organizzazione Internazionale del Lavoro. (...) Numerose sono le cause alla base di questo fenomeno sociale, come la crescente disgregazione delle famiglie, (...), l'immigrazione con conseguente sradicamento dal contesto abituale di vita e conseguente disorientamento, le condizioni di povertà e di miseria (...), l'aumento della tossicodipendenza e dell'alcolismo, la prostituzione e l'industria del sesso".

  "Affinché i bambini abbiano un futuro nella vita" - ha ribadito il Segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti - "è di fondamentale importanza infondere in loro la fiducia in se stessi, l'autostima, il senso della dignità e una conseguente responsabilità personale, affinché possa nascere in loro un autentico desiderio di riprendere gli studi scolastici (...) così da poter sviluppare, con le proprie forze e non solo in condizioni di dipendenza dagli altri, progetti di vita dignitosi e gratificanti.  (...) È importante passare da una pastorale dell'attesa a una pastorale dell'incontro e dell'accoglienza, cercando e incontrando i ragazzi (giovani) nei loro luoghi di aggregazione, nelle strade, nelle piazze, nelle discoteche e nelle zone più 'calde' delle nostre metropoli".

  "Generalmente chi abita per strada è guardato con diffidenza e sospetto" - ha osservato l'Arcivescovo Marchetto introducendo l'argomento dell'ultima parte del Documento relativa ai "clochards" - "e il fatto di non avere una casa è l'inizio di una perdita progressiva di diritti. Diventano così una moltitudine di persone senza nome e senza voce, incapaci di difendersi e di trovare le risorse per migliorare il proprio futuro. (...) Possiamo affermare, comunque, che non mancano risposte pastorali, nei loro riguardi, anche se insufficienti, da parte di parrocchie, organizzazioni cattoliche, movimenti ecclesiali e nuove comunità. C'è chi va alla ricerca di questi fratelli e sorelle bisognosi, e l'incontro crea una rete di amicizia e di sostegno, dando luogo a generose iniziative di solidarietà".

  L'Arcivescovo Marchetto ha infine sottolineato "lo stretto legame della 'Pastorale della strada' con la sua sorgente, Cristo Signore, nel mistero della Sua incarnazione, e con la Chiesa e la sua opzione preferenziale per i poveri da evangelizzare, ovviamente nel rispetto della libertà di coscienza di ciascuno, lasciandosi, a sua volta, evangelizzare da loro".
OP/PASTORALE STRADA/MARTINO:MARCHETTO               VIS 20070619 (920)


lunedì 18 giugno 2007

SAN FRANCESCO: INNAMORATO DI GESÙ ED OPERATORE DI PACE


CITTA' DEL VATICANO, 17 GIU. 2007 (VIS). Lasciata la Cattedrale di San Rufino, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato in auto alla Basilica di Santa Maria degli Angeli e lungo il percorso, transitando davanti all'Istituto Serafico, ha salutato e benedetto i non vedenti e i sordomuti in attesa del Suo passaggio.

  Alle 17:45 il Papa è arrivato sul piazzale antistante la Basilica accolto dal Custode di Santa Maria degli Angeli, dal Rettore della Basilica e dal Parroco e quindi si è recato in visita alla Porziuncola ed alla Cappella del Transito di San Francesco. Alle 18:00 il Santo Padre si è rivolto ai giovani che gremivano il piazzale della Basilica di Santa Maria degli Angeli.

  Il Papa ha ricordato che fu proprio sul sito dove sorge la Basilica di Santa Maria degli Angeli che San Francesco "pose il 'quartier generale' dell'Ordine, dove i frati potessero raccogliersi quasi come nel grembo materno, per rigenerarsi e ripartire pieni di slancio apostolico". Tratteggiando la biografia del Santo, il Papa ha ricordato come Francesco rappresenti per i giovani "un'attrazione speciale".

  La conversine di Francesco, all'età di 25 anni, "avvenne quando era nel pieno della sua vitalità, delle sue esperienze, dei suoi sogni" - ha detto Benedetto XVI  e citando la "Leggenda dei tre compagni", ha ricordato come "'Francesco era tanto più allegro e generoso, dedito ai giochi e ai canti, girovagava per la città di Assisi giorno e notte con amici del suo stampo, tanto generoso nello spendere da dissipare in pranzi e altre cose tutto quello che poteva avere o guadagnare'".

  "Come negare che sono molti i ragazzi, e non ragazzi, tentati di seguire da vicino la vita del giovane Francesco, prima della sua conversione? Sotto quel modo di vivere c'era il desiderio di felicità che abita ogni cuore umano" - ha detto il Papa, aggiungendo: "Ma poteva quella vita dare la gioia vera? Francesco certo non la trovò. (...) La verità è che le cose finite possono dare barlumi di gioia, ma solo l'Infinito può riempire il cuore".

  "Un aspetto che impressionava i contemporanei di Francesco" - ha detto ancora il Pontefice - "era la sua ambizione, la sua sete di gloria e di avventura. (...) È interessante annotare come il Signore abbia preso Francesco per il suo verso, quello della voglia di affermarsi, per additargli la strada di un'ambizione santa, proiettata sull'infinito".

  "Come avvenne per Francesco, Cristo parla anche al nostro cuore. Noi rischiamo di passare una vita intera assordati da voci fragorose ma vuote, rischiamo di lasciarci sfuggire la sua voce, l'unica che conta, perché è l'unica che salva".

  "Non abbiate paura, carissimi, di imitare Francesco innanzitutto nella capacità di tornare a voi stessi. Egli seppe fare silenzio dentro di sé, ponendosi in ascolto della Parola di Dio. Passo dopo passo si lasciò guidare per mano verso l'incontro pieno con Gesù, fino a farne il tesoro e la luce della sua vita".

  "Francesco, insomma, era un vero innamorato di Gesù. Lo incontrava nella Parola di Dio, nei fratelli, nella natura, ma soprattutto nella sua presenza eucaristica. (...) Il Natale di Greccio esprime il bisogno di contemplarlo nella sua tenera umanità di bimbo. L'esperienza della Verna, dove riceve le stimmate, mostra a quale grado di intimità egli fosse arrivato nel rapporto con Cristo crocifisso".

  "Proprio perché di Cristo, Francesco è anche uomo della Chiesa. Dal Crocifisso di San Damiano aveva avuto l'indicazione di riparare la casa di Cristo, che è appunto la Chiesa. (...) Quel compito null'altro era, in fondo, che la responsabilità attribuita da Cristo ad ogni battezzato. La Chiesa cresce e si ripara innanzitutto nella misura in cui ciascuno di noi si converte e si santifica".

  "Come a cerchi concentrici, l'amore di Francesco per Gesù si dilata non solo sulla Chiesa ma su tutte le cose, viste in Cristo e per Cristo. Nasce di qui il Cantico delle Creature, in cui l'occhio riposa nello splendore del Creato. (...) Il Cantico di frate sole, prima di essere un'altissima pagina di poesia e un implicito invito al rispetto del creato, è una preghiera, una lode rivolta al Signore".

  "All'insegna della preghiera è da vedere anche l'impegno di Francesco per la pace. Questo aspetto della sua vita è di grande attualità, in un mondo che di pace ha tanto bisogno e non riesce a trovarne la via. Francesco fu un uomo di pace e un operatore di pace. Lo mostrò anche nella mitezza con cui si pose, senza tuttavia mai tacere la sua fede, di fronte ad uomini di altre fedi. (...) Se oggi il dialogo interreligioso, specialmente dopo il Concilio Vaticano II, è diventato patrimonio comune e irrinunciabile della sensibilità cristiana, Francesco può aiutarci a dialogare autenticamente, senza cadere in un atteggiamento di indifferenza nei confronti della verità e nell'attenuazione del nostro annuncio cristiano".

  Al termine dell'incontro il Papa ha raggiunto in auto il campo sportivo "Migaghelli" da dove è ripartito in elicottero alla volta di Roma.
PV-ITALIA/GIOVANI/ASSISI                           VIS 20070618 (840)


SAN FRANCESCO: INNAMORATO DI GESÙ ED OPERATORE DI PACE


CITTA' DEL VATICANO, 17 GIU. 2007 (VIS). Lasciata la Cattedrale di San Rufino, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato in auto alla Basilica di Santa Maria degli Angeli e lungo il percorso, transitando davanti all'Istituto Serafico, ha salutato e benedetto i non vedenti e i sordomuti in attesa del Suo passaggio.

  Alle 17:45 il Papa è arrivato sul piazzale antistante la Basilica accolto dal Custode di Santa Maria degli Angeli, dal Rettore della Basilica e dal Parroco e quindi si è recato in visita alla Porziuncola ed alla Cappella del Transito di San Francesco. Alle 18:00 il Santo Padre si è rivolto ai giovani che gremivano il piazzale della Basilica di Santa Maria degli Angeli.

  Il Papa ha ricordato che fu proprio sul sito dove sorge la Basilica di Santa Maria degli Angeli che San Francesco "pose il 'quartier generale' dell'Ordine, dove i frati potessero raccogliersi quasi come nel grembo materno, per rigenerarsi e ripartire pieni di slancio apostolico". Tratteggiando la biografia del Santo, il Papa ha ricordato come Francesco rappresenti per i giovani "un'attrazione speciale".

  La conversine di Francesco, all'età di 25 anni, "avvenne quando era nel pieno della sua vitalità, delle sue esperienze, dei suoi sogni" - ha detto Benedetto XVI  e citando la "Leggenda dei tre compagni", ha ricordato come "'Francesco era tanto più allegro e generoso, dedito ai giochi e ai canti, girovagava per la città di Assisi giorno e notte con amici del suo stampo, tanto generoso nello spendere da dissipare in pranzi e altre cose tutto quello che poteva avere o guadagnare'".

  "Come negare che sono molti i ragazzi, e non ragazzi, tentati di seguire da vicino la vita del giovane Francesco, prima della sua conversione? Sotto quel modo di vivere c'era il desiderio di felicità che abita ogni cuore umano" - ha detto il Papa, aggiungendo: "Ma poteva quella vita dare la gioia vera? Francesco certo non la trovò. (...) La verità è che le cose finite possono dare barlumi di gioia, ma solo l'Infinito può riempire il cuore".

  "Un aspetto che impressionava i contemporanei di Francesco" - ha detto ancora il Pontefice - "era la sua ambizione, la sua sete di gloria e di avventura. (...) È interessante annotare come il Signore abbia preso Francesco per il suo verso, quello della voglia di affermarsi, per additargli la strada di un'ambizione santa, proiettata sull'infinito".

  "Come avvenne per Francesco, Cristo parla anche al nostro cuore. Noi rischiamo di passare una vita intera assordati da voci fragorose ma vuote, rischiamo di lasciarci sfuggire la sua voce, l'unica che conta, perché è l'unica che salva".

  "Non abbiate paura, carissimi, di imitare Francesco innanzitutto nella capacità di tornare a voi stessi. Egli seppe fare silenzio dentro di sé, ponendosi in ascolto della Parola di Dio. Passo dopo passo si lasciò guidare per mano verso l'incontro pieno con Gesù, fino a farne il tesoro e la luce della sua vita".

  "Francesco, insomma, era un vero innamorato di Gesù. Lo incontrava nella Parola di Dio, nei fratelli, nella natura, ma soprattutto nella sua presenza eucaristica. (...) Il Natale di Greccio esprime il bisogno di contemplarlo nella sua tenera umanità di bimbo. L'esperienza della Verna, dove riceve le stimmate, mostra a quale grado di intimità egli fosse arrivato nel rapporto con Cristo crocifisso".

  "Proprio perché di Cristo, Francesco è anche uomo della Chiesa. Dal Crocifisso di San Damiano aveva avuto l'indicazione di riparare la casa di Cristo, che è appunto la Chiesa. (...) Quel compito null'altro era, in fondo, che la responsabilità attribuita da Cristo ad ogni battezzato. La Chiesa cresce e si ripara innanzitutto nella misura in cui ciascuno di noi si converte e si santifica".

  "Come a cerchi concentrici, l'amore di Francesco per Gesù si dilata non solo sulla Chiesa ma su tutte le cose, viste in Cristo e per Cristo. Nasce di qui il Cantico delle Creature, in cui l'occhio riposa nello splendore del Creato. (...) Il Cantico di frate sole, prima di essere un'altissima pagina di poesia e un implicito invito al rispetto del creato, è una preghiera, una lode rivolta al Signore".

  "All'insegna della preghiera è da vedere anche l'impegno di Francesco per la pace. Questo aspetto della sua vita è di grande attualità, in un mondo che di pace ha tanto bisogno e non riesce a trovarne la via. Francesco fu un uomo di pace e un operatore di pace. Lo mostrò anche nella mitezza con cui si pose, senza tuttavia mai tacere la sua fede, di fronte ad uomini di altre fedi. (...) Se oggi il dialogo interreligioso, specialmente dopo il Concilio Vaticano II, è diventato patrimonio comune e irrinunciabile della sensibilità cristiana, Francesco può aiutarci a dialogare autenticamente, senza cadere in un atteggiamento di indifferenza nei confronti della verità e nell'attenuazione del nostro annuncio cristiano".

  Al termine dell'incontro il Papa ha raggiunto in auto il campo sportivo "Migaghelli" da dove è ripartito in elicottero alla volta di Roma.
PV-ITALIA/GIOVANI/ASSISI                           VIS 20070618 (840)


INCONTRO CON SACERDOTI, DIACONI E RELIGIOSI


CITTA' DEL VATICANO, 17 GIU. 2007 (VIS). Alle 16:30 il Santo Padre si è recato alla Cattedrale di Assisi, dedicata al Patrono San Rufino, per incontrare i sacerdoti, i diaconi, i religiosi, le religiose, i superiori e gli alunni del Pontificio Seminario Umbro.

  Nel suo discorso il Santo Padre ha sottolineato che "non basta" che "i milioni di pellegrini che passano per queste strade (...) ammirino Francesco", ma essi "devono essere aiutati a cogliere il nucleo essenziale della vita cristiana ed a tendere alla sua 'misura alta', che è appunto la santità".

  "I cristiani del nostro tempo" - ha detto il Papa nel suo discorso - "si ritrovano sempre più spesso a fronteggiare la tendenza ad accettare un Cristo diminuito, ammirato nella sua umanità straordinaria, ma respinto nel mistero profondo della sua divinità. Lo stesso Francesco subisce una sorta di mutilazione, quando lo si tira in gioco come testimone di valori pur importanti, apprezzati dall'odierna cultura, ma dimenticando che la scelta profonda, potremmo dire il cuore della sua vita, è la scelta di Cristo".

  Ribadendo che: "Il nome di Francesco, accompagnato da quello di Chiara, chiede che questa Città si distingua per un particolare slancio missionario", Benedetto XVI ha affermato che "proprio per questo è anche necessario che questa Chiesa viva di una intensa esperienza di comunione".

  "Si pone in tale ottica" - ha ricordato il Pontefice - "il Motu Proprio 'Totius Orbis', con cui ho stabilito che le due grandi Basiliche papali di San Francesco e di Santa Maria degli Angeli, pur continuando a godere di un'attenzione speciale della Santa Sede attraverso il Legato Pontificio" - Cardinale Attilio Nicora - "sotto il profilo pastorale entrassero nella giurisdizione del Vescovo di questa Chiesa" - Monsignor Domenico Sorrentino - "Sono davvero lieto" - ha aggiunto il Papa - "di sapere che il nuovo cammino è iniziato all'insegna di una grande disponibilità e collaborazione, e sono certo che sarà ricco di frutti".

  "L'opportunità di un assetto unitario quale è stato assicurato dal Motu Proprio era anche consigliata dal bisogno di un'azione pastorale più coordinata ed efficace". Le comunità di vita consacrata "se hanno diritto di aspettarsi accoglienza e rispetto per il proprio carisma, devono tuttavia evitare di vivere come 'isole', ma integrarsi con convinzione e generosità nel servizio e nel piano pastorale adottato dal Vescovo per tutta la comunità diocesana".

  Rivolgendosi ai sacerdoti e ai diaconi, il Santo Padre ha affermato: "Il vostro entusiasmo, la vostra comunione, la vostra via di preghiera e il vostro ministero generoso, sono indispensabili. Può capitare di sperimentare qualche stanchezza o paura di fronte alle nuove esigenze e alla nuove difficoltà, ma dobbiamo aver fiducia che il Signore ci darà la forza necessaria per attuare quanto ci chiede. Egli non lascerà mancare le vocazioni, se le imploriamo con la preghiera e insieme ci preoccupiamo di cercarle e custodirle con una pastorale giovanile e vocazionale ricca di ardore e di inventiva, capace di mostrare la bellezza del ministero sacerdotale".

  Benedetto XVI ha concluso il suo discorso rivolgendosi alle persone consacrate e dicendo loro: "Per questa Chiesa costituite una ricchezza grande, sia nell'ambito della pastorale parrocchiale sia a vantaggio dei tanti pellegrini, che spesso vengono a chiedervi ospitalità, aspettandosi anche una testimonianza spirituale". Alle religiose di clausura il Papa ha detto: "Sappiate tenere alta la fiaccola della contemplazione. (...) Siate segni dell'amore di Cristo, a cui possano guardare tutti gli altri fratelli e sorelle esposti alle fatiche della vita apostolica e dell'impegno laicale nel mondo".
PV-ITALIA/SACERDOTI:RELIGIOSI/ASSISI                   VIS 20070618 (590)


MESSAGGIO CAPITOLO GENERALE FRATI MINORI CONVENTUALI


CITTA' DEL VATICANO, 17 GIU. 2007 (VIS). Alle ore 16:00, nella Sala Capitolare del Sacro Convento, il Santo Padre Benedetto XVI ha salutato le Suore Clarisse Cappuccine Tedesche del Monastero della Santa Croce in Assisi.

  Successivamente, nella Basilica Superiore di San Francesco, il Papa ha incontrato i partecipanti al Capitolo Generale dell'Ordine Francescano dei Frati Minori Conventuali, con il Ministro Generale Padre Marco Tasca e la Comunità del Sacro Convento.

  Nel Messaggio, consegnato ai partecipanti al Capitolo Generale, il Papa scrive: "Vi sono grato per la pronta obbedienza con cui, insieme con i Frati Minori, corrispondendo allo speciale legame di affetto che da sempre vi lega alla Sede Apostolica, avete accolto le disposizioni del Motu Proprio 'Totius Orbis' circa i nuovi rapporti delle due Basiliche Papali di San Francesco e di Santa Maria degli Angeli con questa Chiesa particolare che al Poverello diede i natali e che tanta parte ebbe nella sua vita".

  Dopo aver ricordato che il tema centrale di riflessione di questa 199ma Assemblea Capitolare è la formazione per la missione, sottolineando che tale formazione non è data mai una volta per tutte, "ma è da considerare piuttosto come un cammino permanente", il Santo Padre sottolinea: "Alla base non può che esserci l'ascolto della Parola in un clima di intensa e continua preghiera".

  "Occorre" - prosegue il Pontefice - "che  ogni Frate sia un vero contemplativo, con gli occhi fissi negli occhi di Cristo. Occorre che sia capace, come Francesco di fronte al lebbroso, di vedere il volto di Cristo nei fratelli che soffrono, portando a tutti l'annuncio della pace".

 "Sia dunque per ogni figlio di San Francesco saldo principio quello che il Poverello esprimeva con le semplici parole: 'La Regola e vita dei frati minori è questa, cioè osservare il santo Vangelo del Signore nostro Gesù Cristo'".

  "La sua 'profezia'" - prosegue ancora il Pontefice riferendosi a San Francesco - "insegna a fare del Vangelo il criterio per affrontare le sfide di ogni tempo, anche del nostro, resistendo al fascino ingannevole di mode passeggere, per radicarsi nel disegno di Dio e discernere così i veri bisogni degli uomini. Il mio augurio è che i Frati sappiano accogliere con rinnovato slancio e coraggio questo 'programma', fidando nella forza che viene dall'Alto".
PV-ITALIA/MESSAGGIO FRATI MINORI/ASSISI               VIS 20070618 (390)


CHE CESSINO TUTTI I CONFLITTI ARMATI INSANGUINANO TERRA


CITTA' DEL VATICANO, 17 GIU. 2007 (VIS). Prima della recita dell'Angelus con i fedeli che avevano assistito alla Celebrazione Eucaristica nella Piazza Inferiore di San Francesco ad Assisi, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricordato la Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace, convocata dal Predecessore Giovanni Paolo II nel 1986 ad Assisi, alla quale parteciparono gli esponenti delle altre confessioni cristiane e delle altre religioni.

  "Considero mio dovere" - ha detto il Papa - "lanciare da qui un pressante e accorato appello affinché cessino tutti i conflitti armati che insanguinano la terra, tacciano le armi e dovunque l'odio ceda all'amore, l'offesa al perdono e la discordia all'unione!"

  "Sentiamo spiritualmente qui presenti tutti coloro che piangono, soffrono e muoiono a causa della guerra e delle sue tragiche conseguenze, in qualunque parte del mondo. Il nostro pensiero va particolarmente alla Terra Santa, tanto amata da San Francesco, all'Iraq, al Libano, all'intero Medio Oriente. Le popolazioni di quei Paesi conoscono, ormai da troppo tempo, gli orrori dei combattimenti, del terrorismo, della cieca violenza, l'illusione che la forza possa risolvere i conflitti, il rifiuto di ascoltare le ragioni dell'altro e di rendergli giustizia. Solo un dialogo responsabile e sincero, sostenuto dal generoso sostegno della Comunità internazionale, potrà mettere fine a tanto dolore e ridare vita e dignità a persone, istituzioni e popoli".

  "Voglia San Francesco, uomo di pace, ottenerci dal Signore che si moltiplichino coloro che accettano di farsi 'strumenti della sua pace', attraverso i mille piccoli atti della vita quotidiana; che quanti hanno ruoli di responsabilità siano animati da un amore appassionato per la pace e da una volontà indomita di raggiungerla, scegliendo mezzi adeguati per ottenerla".

  Conclusa la Santa Messa, il Papa ha salutato una Delegazione di Autorità nel Sacro Convento, e successivamente, accompagnato da Padre Vincenzo Coli, Custode del Sacro Convento, si è recato in visita alla Tomba di San Francesco nella Basilica Inferiore. Dopo la visita, il Santo Padre è rientrato in Convento per il pranzo.
PV-ITALIA/ANGELUS/ASSISI                           VIS 20070618 (340)


CONIUGARE ACCOGLIENZA, DIALOGO E RISPETTO PER TUTTI


CITTA' DEL VATICANO, 17 GIU. 2007 (VIS). Alle 7:30 di questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI è partito in elicottero alla volta di Assisi, dove è giunto alle 8:30, per una Visita pastorale in occasione dell'Ottavo Centenario della Conversione di San Francesco.

  Terminata la breve visita al Santuario di Rivotorto, luogo dove San Francesco visse con i primi frati per circa due anni, il Santo Padre Benedetto XVI ha raggiunto in auto il Santuario di San Damiano dove San Francesco udì le parole del Crocifisso che lo invitava a riparare la Casa in rovina. Alle 9:30, arrivato alla Basilica di Santa Chiara, si è recato nella Cappella delle Monache Clarisse per adorare il Santissimo Sacramento e venerare il Crocifisso di San Damiano.

  Alle 10:00 il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Concelebrazione Eucaristica nella Piazza Inferiore di San Francesco ad Assisi

  Nell'omelia il Santo Padre ha ricordato la figura del Santo di Assisi che nei primi venticinque anni di vita inseguiva "vani sogni di gloria terrena" e la cui conversione, ha affermato: "lo portò ad esercitare misericordia. (...) Servire i lebbrosi, fino a baciarli, non fu solo un gesto di filantropia, una conversione, per così dire, 'sociale', ma una vera esperienza religiosa, comandata dall'iniziativa della grazia e dall'amore di Dio".

  "Convertirci all'amore è passare dall'amarezza alla 'dolcezza', dalla tristezza alla gioia vera. L'uomo è veramente se stesso, e si realizza pienamente, nella misura in cui vive con Dio e di Dio, riconoscendolo e amandolo nei fratelli".

  "Che cosa è stata, miei cari fratelli e sorelle, la vita di Francesco convertito se non un grande atto d'amore? Lo rivelano le sue preghiere infuocate, ricche di contemplazione e di lode"- ha detto il Papa - "la sua scelta della povertà e il suo cercare Cristo nel volto dei poveri".

  Ponendo in rilievo che Francesco fu "un vero maestro" nella ricerca della pace, nella salvaguardia della natura, nella promozione del dialogo fra tutti gli uomini, il Santo Padre ha ricordato in proposito l'iniziativa del Predecessore Giovanni Paolo II di riunire ad Assisi nel 1986 "i rappresentanti delle confessioni cristiane e delle diverse religioni del mondo, per un incontro di preghiera per la pace. Fu un'intuizione profetica e un momento di grazia".

  "La luce del Poverello su quell'iniziativa" - ha proseguito Papa Benedetto - "era una garanzia di autenticità cristiana, giacché la sua vita e il suo messaggio poggiano così visibilmente sulla scelta di Cristo, da respingere a priori qualunque tentazione di indifferentismo religioso, che nulla avrebbe a che vedere con l'autentico dialogo interreligioso".

  "Lo 'spirito di Assisi' che da quell'evento continua a diffondersi nel mondo" - ha ribadito il Pontefice -  "si oppone allo spirito di violenza, all'abuso della religione come pretesto per la violenza. Assisi ci dice che la fedeltà alla propria convinzione religiosa, la fedeltà soprattutto a Cristo crocifisso e risorto non si esprime in violenza e intolleranza, ma nel sincero rispetto dell'altro, nel dialogo, in un annuncio che fa appello alla libertà e alla ragione, nell'impegno per la pace e per la riconciliazione".

  "Non potrebbe essere atteggiamento evangelico, né francescano" - ha concluso il Pontefice - "il non riuscire a coniugare l'accoglienza, il dialogo e il rispetto per tutti con la certezza di fede che ogni cristiano, al pari del Santo di Assisi, è tenuto a coltivare, annunciando Cristo come via, verità e vita dell'uomo, unico Salvatore del mondo".
PV-ITALIA/MESSA/ASSISI                                   VIS 20070618 (580)


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