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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 19 dicembre 2006

PACE DURATURA NELLA REGIONE DEI GRANDI LAGHI


CITTA' DEL VATICANO, 19 DIC. 2006 (VIS). Il 14 e 15 dicembre ha avuto luogo a Nairobi (Kenya), il Secondo Vertice della Conferenza Internazionale sulla Regione dei Grandi Laghi, alla quale il Santo Padre Benedetto XVI ha voluto rendersi presente con un Messaggio, a firma del Segretario di Stato Cardinale Tarcisio Bertone, indirizzato al Signor Mwai Kibaki, Presidente della Repubblica del Kenya e Presidente di turno della medesima Conferenza.

  Al Secondo Vertice della Conferenza Internazionale sulla Regione dei Grandi Laghi hanno preso parte i Capi di Stato e di Governo di undici Paesi della Regione, come pure quelli di altri Stati limitrofi e associati. La Santa Sede vi ha partecipato con una Delegazione guidata dall'Arcivescovo Luigi Travaglino, Nunzio Apostolico, in qualità di Inviato Speciale.

  Nel Messaggio il Cardinale Bertone scrive che il presente Vertice "deve nuovamente assumersi la sfida di rispondere alla profonda aspirazione delle popolazioni - che soffrono da troppo tempo - ad una pace duratura, con la firma e l'attuazione del 'Patto su Sicurezza, stabilità e sviluppo'".

  "I quattro requisiti contemplati nel Patto - pace e sicurezza, democrazia e buon governo, sviluppo economico ed integrazione regionale, promozione sociale ed umanitaria - sono strettamente connessi ed interdipendenti. Nessuna di queste realizzazioni umane può sussistere, in forma duratura ed autentica, senza il sostegno delle altre. Esse richiedono da tutte le persone interessate - autorità e cittadini - generosità, coraggio e perseveranza".

  Ribadendo che la Chiesa Cattolica "attribuisce grande importanza ai valori contenuti in tali proposte e per molti anni ha dedicato il suo instancabile impegno ad essi", il Porporato scrive che: "Sua Santità confida che la comunità cattolica continui a percorrere questa strada con generoso zelo, in collaborazione con i membri di altre religioni e con tutti gli uomini e le donne di buona volontà".

  Benedetto XVI, si legge ancora nel Messaggio, "incoraggia tutte le Delegazioni presenti alla Conferenza ad assumersi coraggiosamente la loro responsabilità storica ed assicura loro le sue preghiere mentre cercano di trovare una accordo e mettere in opera misure concrete che scoraggino risolutamente ogni ricorso alla violenza, e promuovano l'unica alternativa razionale ed umana alla guerra: il negoziato e il dialogo. Il Papa confida che sulla base di una pace autentica e duratura, la Regione dei Grandi Laghi con le sue risorse umane e naturali, ed il sostegno della comunità internazionale, superi le sue attuali difficoltà ed offra alle sue popolazioni la vera speranza in un dignitoso futuro".

    Nella Dichiarazione finale i Vescovi della Regione dei Grandi Laghi ricordano i problemi della Regione, fra i quali "l'instabilità politica in alcune aree, la violenza come conseguenza di una concezione negativa dell'identità etnica e la povertà".

  "A causa alla violenza che provoca la perdita di vite umane, parte delle nostre popolazioni si sentono divise e senza speranza", scrivono i Presuli aggiungendo che "questa iniziativa dei nostri Capi di Stato e di Governo offre la possibilità di avviare il processo di riconciliazione, che la Chiesa appoggia pienamente impegnandosi ad invitare le nostre popolazioni al perdono e alla riconciliazione, nell'interesse di una convivenza pacifica, nel momento presente ed in futuro".

  "Chiediamo a tutti i responsabili di assicurare l'equa distribuzione delle risorse a livello nazionale e regionale e ci impegniamo ad adoperarci per prevedere e prevenire le situazioni negative ed esplosive. In tal modo salveremo la nostra regione da guerre estenuanti e da altre esperienze negative".

  "Invitiamo i nostri responsabili politici a promuovere una cultura della tolleranza, della pazienza e del perdono ed ad essere sensibili alle esigenze della maggioranza della popolazione quando le loro divergenze di opinione fanno precipitare i diversi paesi nella instabilità politica" - sottolineano i Vescovi che concludono la Dichiarazione invitando i laici ad "accettare la sfida della missione" e "ad assumersi il giusto ruolo nella società che includa le funzioni politiche ed amministrative".
MESS/REGIONE GRANDI LAGHI/NAIROBI:BERTONE        VIS 20061219 (640)


COMUNIONE ECCLESIASTICA PATRIARCA ALESSANDRIA DEI COPTI


CITTA' DEL VATICANO, 19 DIC. 2006 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo di una Lettera di Papa Benedetto XVI al Cardinale Ignace Moussa I Daoud, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, con la quale il Santo Padre nomina il Porporato Suo Delegato alla cerimonia per la conferma della Comunione Ecclesiastica a Sua Beatitudine Antonios Naguib, nuovo Patriarca di Alessandria dei Copti, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura.

  Il Sinodo dei Vescovi della Chiesa Cattolica Copta, riunito a Il Cairo (Egitto), dal 27 al 30 marzo 2006, dopo aver consultato il Papa, ha accettato la rinuncia di Sua Beatitudine Cardinale Stephanos II Ghattas, Patriarca di Alessandria dei Copti, ed ha eletto il Vescovo Antonios Naguib, nuovo Patriarca di Alessandria dei Copti.
BXVI-LETTERA/NAGUIB/DAOUD                       VIS 20061219 (140)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 19 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l'Arcivescovo Paolo Romeo, Arcivescovo Metropolita di Palermo (superficie: 1.366; popolazione: 915.787; cattolici: 887.169; sacerdoti: 518; religiosi: 1.706; diaconi permanenti: 33), Italia. Finora Nunzio Apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino, l'Arcivescovo Romeo succede al Cardinale Salvatore De Giorgi, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Richard J. Garcia, Vescovo di Monterey in California (superficie: 21.916; popolazione: 975.451; cattolici: 195.000; sacerdoti: 118; religiosi: 207; diaconi permanenti: 5), Stati Uniti d'America. Finora Ausiliare della Diocesi di Sacramento (Stati Uniti d'America), il Vescovo Garcia succede al Vescovo Sylvester D. Ryan, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/...                                                                                      VIS 20061219 (150)


lunedì 18 dicembre 2006

MUSEI CENTRI DI ARRICCHIMENTO CULTURALE E SPIRITUALE


CITTA' DEL VATICANO, 16 DIC. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i partecipanti al Convegno Internazionale dei Musei Vaticani, tenutosi dal 13 al 15 dicembre, sul tema: "L'idea del Museo: identità, ruoli, prospettive", e che conclude le iniziative commemorative del V centenario dei Musei Vaticani.

  "I Musei Vaticani" - ha detto il Papa - "possono rappresentare una straordinaria opportunità di evangelizzazione perché, attraverso le varie opere esposte, offrono ai visitatori una testimonianza eloquente dell'intreccio continuo che esiste tra il divino e l'umano nella vita e nella storia dei popoli".

  "La funzione del Museo è oggi sensibilmente cambiata" - ha rilevato Benedetto XVI - "da privilegio il Museo è diventato diritto, da centro riservato agli artisti, agli specialisti e ai soli uomini di cultura, è ai nostri giorni sempre più 'casa' di tutti, rispondendo in tal modo ad una diffusa esigenza formativa della società".

  Ricordando che un'attenzione speciale viene riservata alle nuove generazioni "che nei Musei possono riconoscere le radici della loro storia e della loro cultura", il Papa  ha ribadito che: "Ogni opportunità per favorire l'integrazione e l'incontro tra gli individui e i popoli è senza dubbio da incoraggiare".

  "In tale prospettiva" - ha proseguito il Pontefice - "anche i musei, pur tenendo conto delle mutate condizioni sociali, possono diventare luoghi di mediazione artistica, anelli di raccordo tra il passato, il presente e il futuro, crocevia di uomini e donne dei vari continenti, nonché cantieri di ricerca e fucine di arricchimento culturale e spirituale".

  "Il dialogo, grazie a Dio, sempre più auspicato fra culture e religioni non può che agevolare la reciproca conoscenza e rendere più proficui gli sforzi per costruire un comune avvenire di solidale progresso e di pace per l'intera umanità. I Musei potranno contribuire a diffondere la cultura della pace se, conservando la loro natura di templi della memoria storica, saranno anche luoghi di dialogo e di amicizia tra tutti".
AC/MUSEI VATICANI/...                               VIS 20061218 (330)


RELAZIONI DIPLOMATICHE SANTA SEDE E MONTENEGRO

CITTA' DEL VATICANO, 16 DIC. 2006 (VIS). Un Comunicato reso pubblico questa mattina rende noto che: "La Santa Sede e la Repubblica di Montenegro, desiderose di promuovere rapporti di mutua amicizia, hanno deciso di comune accordo di stabilire tra di loro relazioni diplomatiche a livello di Nunziatura Apostolica da parte della Santa Sede e di Ambasciata da parte della Repubblica di Montenegro".

  Una Nota allegata al Comunicato precisa che: "Nel 1852, l'Impero austro-Ungarico e la Russia riconobbero il Montenegro quale Principato secolare;" e nel "1886 fu sottoscritta una Convenzione tra il Principato e la Santa Sede. In forza di essa, la Chiesa Cattolica riceveva un riconoscimento ufficiale".

  "In seguito alla vittoria dei partigiani comunisti jugoslavi alla fine della Seconda Guerra Mondiale" - prosegue la Nota - "la Monarchia venne abolita ed il Montenegro divenne una delle sei Repubbliche costitutive della Repubblica Federale di Jugoslavia, governata dal Maresciallo Tito fino al 1980. (...) Nel processo di disintegrazione della Jugoslavia (1991-1995), il Montenegro è rimasto unito alla Serbia. Nel 2003 ha aderito all'Unione di Serbia e Montenegro, (...) unione sciolta con la dichiarazione di separazione da parte del Parlamento montenegrino, il 3 giugno 2006".

  "Il 19 giugno 2006 la Santa Sede ha riconosciuto ufficialmente la Repubblica di Montenegro. Attualmente vi sono nel Paese due circoscrizioni ecclesiastiche cattoliche: l'Arcidiocesi di Antivari (Bar), immediatamente soggetta alla Santa Sede, che conta circa 11.500 cattolici, prevalentemente Albanesi, 19 parrocchie, 12 sacerdoti e 34 religiose, e la diocesi di Cattaro (Kotor), suffraganea di Spalato (Split), che conta circa 10.000 cattolici, prevalentemente Croati, 23 parrocchie, 15 sacerdoti e 31 religiose. I due Ordinari appartengono alla Conferenza Episcopale Internazionale dei Santi Cirillo e Metodio".
.../RELAZIONI DIPLOMATICHE/MONTENEGRO               VIS 20061218 (290)


PROMULGAZIONE DECRETI CONGREGAZIONE CAUSE SANTI

CITTA' DEL VATICANO, 16 DIC. 2006 (VIS). Questa mattina, nel corso di un'udienza privata al Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, il Santo Padre Benedetto XVI ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti i:

MIRACOLI

- Beato Simone da Lipnica, polacco, Sacerdote professo dell'Ordine dei Frati Minori (1439-1482).

- Beato Antonio di Sant'Anna (al secolo: Antonio Galvão De França), brasiliano, Sacerdote professo dell'Ordine dei Frati Minori Alcantarini o Scalzi e Fondatore del Monastero delle Suore Concezioniste (1739-1822).

- Beato Carlo di Sant'Andrea (al secolo: Giovanni Andrea Houben), olandese, Sacerdote professo della Congregazione della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo (1821-1893).

- Beata Maria Eugenia di Gesù (al secolo: Anna Eugenia Milleret De Brou), francese, Fondatrice dell'Istituto delle Suore dell'Assunzione della Beata Vergine Maria (1817-1898).

- Venerabile Servo di Dio Carlo Liviero, italiano, Vescovo di Città di Castello e Fondatore della Congregazione delle Suore Piccole Ancelle del Sacro Cuore (1866-1932).

- Venerabile Servo di Dio Stanislao di Gesù Maria (al secolo: Giovanni Papczynksi), polacco, Sacerdote e Fondatore della Congregazione dei Chierici Mariani sotto il titolo dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria (1631-1701).

- Venerabile Serva di Dio Celina Chludzinkska, vedova Borzecka, polacca, Fondatrice della Congregazione delle Suore della Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo (1833-1913).

- Venerabile Serva di Dio Maria Celina della Presentazione (al secolo: Giovanna Germana Castang), francese, Monaca professa del Second'Ordine di San Francesco (1878-1897).

MARTIRIO

- Servi di Dio Manuel Gómez González, spagnolo, Sacerdote Diocesano, nato nel 1877, e Adilio Daronch, brasiliano, Laico, nato nel 1908. Uccisi in odio alla Fede nel 1924 nella foresta nei pressi di Feijão Miúdo (Brasile).

- Serva di Dio Albertina Berkenbrock, brasiliana, Laica, nata nel 1919 a São Luis ed ivi uccisa in odio alla Fede nel 1931.

- Servo di Dio Eufrasio di Gesù Bambino (al secolo: Eufrasio Barredo Fernández), spagnolo, Sacerdote professo dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi, nato nel 1897 e ucciso in odio alla Fede durante la persecuzione religiosa in Spagna nel 1934.

- Servi di Dio Lorenzo, Virgilio e 44 Compagni, dell'Istituto dei Fratelli Maristi delle Scuole, (spagnoli), uccisi in odio alla Fede durante la persecuzione religiosa in Spagna nel 1936.
- Servi di Dio Enrico Izquierdo Palacios e 13 Compagni, spagnoli, dell'Ordine dei Frati Predicatori, uccisi in odio alla Fede durante la persecuzione religiosa in Spagna nel 1936.

- Servi di Dio Ovidio Beltrán, Hermenegildo Lorenzo, Luciano Pablo, Estanislao Victor e Lorenzo Santiago, spagnoli, Membri dell'Istituto dei Frati delle Scuole Cristiane, nonché José María Cánovas Martínez, spagnolo, Coadiutore Parrocchiale, uccisi in odio alla Fede durante la persecuzione religiosa in Spagna nel 1936.

- Servi di Dio Maria del Carmen, Rosa e Magdalena Fradera Ferragutcasas, spagnole, Religiose professe della Congregazione delle Figlie del Santissimo e Immacolato Cuore di Maria, uccise in odio alla Fede durante la persecuzione religiosa in Spagna nel 1936.

- Serva di Dio Lindalva Justo de Oliveira, brasiliana, della Società delle Figlie della Carità di San Vincenzo de Paul, nata nel 1953 e uccisa in odio alla Fede nel 1993 a Salvador do Bahia (Brasile).

VIRTÙ EROICHE

- Servo di Dio Mamerto Esquiú, argentino, (1826-1883), dell'Ordine dei Frati Minori, Vescovo di Cordoba (Argentina).

- Servo di Dio Salvatore Micalizzi, italiano, (1856-1937), Sacerdote professo della Congregazione della Missione.

- Servo di Dio Giuseppe Olallo Valdés, cubano (1820-1889), Religioso professo dell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio.

- Servo di Dio Stefano Kaszap, ungherese, (1916-1935), Candidato della Compagnia di Gesù.
CCS/DECRETI/SARAIVA                               VIS 20061218 (590)


INVITO GIOIA ANNUNCIO PROFETICO DESTINATO UMANITÀ INTERA

CITTA' DEL VATICANO, 17 DIC. 2006 (VIS). Alle 12:00 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro.

  "Nell'odierna terza Domenica di Avvento" - ha detto il Papa - "la liturgia ci invita alla gioia dello spirito. (...) La gioia che la liturgia risveglia nei cuori dei cristiani, non è riservata a loro soli: è un annuncio profetico destinato all'umanità intera, in modo particolare ai più poveri, in questo caso 'ai più poveri di gioia'!".

  "Pensiamo ai nostri fratelli e sorelle che, specialmente in Medio Oriente, in alcune zone dell'Africa ed in altre parti del mondo vivono il dramma della guerra: quale gioia possono vivere? Come sarà il loro Natale?" - si è chiesto il Santo Padre - "Pensiamo a tanti ammalati e persone sole che, oltre ad essere provati nel fisico, lo sono anche nell'animo, perché non di rado si sentono abbandonati: come condividere con loro la gioia senza mancare di rispetto alla loro sofferenza?"

  "Ma pensiamo anche a coloro - specialmente ai giovani - che hanno smarrito il senso della vera gioia, e la cercano invano là dove è impossibile trovarla: nell'esasperata corsa verso l'autoaffermazione e il successo, nei falsi divertimenti, nel consumismo, nei momenti di ebbrezza, nei paradisi artificiali della droga e di ogni forma di alienazione. Non possiamo non mettere a confronto la liturgia di oggi e il suo 'Rallegratevi!' con queste drammatiche realtà".

  "Come ai tempi del profeta Sofonìa, è proprio a chi è nella prova, ai 'feriti della vita ed orfani della gioia'" - ha concluso il Pontefice - "che si rivolge in modo privilegiato la Parola del Signore. L'invito alla gioia non è un messaggio alienante, né uno sterile palliativo, ma, al contrario, é profezia di salvezza, appello ad un riscatto che parte dal rinnovamento interiore".
ANG/GIOIA/...                                           VIS 20061218 (310)


BENEDIZIONE STATUETTE GESÙ BAMBINO E AIUTI PROFUGHI IRAQ


CITTA' DEL VATICANO, 17 DIC. 2006 (VIS). Questa mattina, al termine della recita dell'Angelus con le migliaia di fedeli convenuti in Piazza San Pietro, il Papa ha rivolto alcune parole ai bambini e ai ragazzi di Roma, venuti con i familiari e gli educatori per la benedizione della statuette di Gesù Bambino, che porranno nei presepi delle loro case, delle scuole e degli oratori.

  Ringraziando il Centro Oratori Romani che ha organizzato "questo significativo pellegrinaggio", il Santo Padre ha detto: "Cari ragazzi, davanti al presepe, pregate Gesù anche per le intenzioni del Papa! Vi ringrazio e vi auguro un buon Natale!".

  Successivamente Benedetto XVI ha ricordati i profughi iracheni ed ha detto: "Il mio pensiero va oggi alle centinaia di migliaia di profughi iracheni in Siria, costretti a lasciare il loro Paese a causa della drammatica situazione che vi si sta vivendo. In loro favore si sta già impegnando a fondo la Caritas della Siria; mi rivolgo tuttavia alla sensibilità dei privati, delle Organizzazioni internazionali e dei Governi, perché si facciano ulteriori sforzi per venire incontro ai loro più urgenti bisogni. Elevo al Signore la mia preghiera, perché dia conforto a questi fratelli e sorelle e muova a generosità il cuore di tanti".
ANG/BAMBINO GESÙ:PROFUGHI IRACHENI SIRIA/...        VIS 20061218 (210)


EBREI E CRISTIANI: PROMOZIONE VALORI COMUNI

CITTA' DEL VATICANO, 18 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Vaticano i 112 Componenti della Delegazione "B'nai B'rith International" (Figli dell'Alleanza), la più antica organizzazione di volontariato ebraica, fondata nel 1843 a New York.

  Salutando i Rappresentanti della "B'nai B'rith International", il Papa ha ricordato che dalla promulgazione, nel 1965, della Dichiarazione del Concilio Vaticano II "Nostra Aetate", i responsabili dell'Organizzazione hanno visitato la Santa Sede in numerose occasioni e "nello spirito di comprensione, rispetto e reciproco apprezzamento che si è sviluppato nelle nostre comunità" - ha detto il Papa - "vi porgo il benvenuto, e attraverso di voi, porgo il benvenuto a tutti coloro che voi rappresentante".

  "Molto è stato realizzato negli ultimi quaranta anni nelle relazioni ebraico-cattoliche e dobbiamo ringraziare il Signore per la notevole trasformazione che si è compiuta sulla base del nostro comune patrimonio spirituale. È questo ricco patrimonio di fede che permette alle nostre comunità non solo di stabilire un dialogo, ma anche di operare insieme per il bene della famiglia umana. (...) Gli Ebrei e i Cristiani sono chiamati a lavorare insieme per la guarigione del mondo, promuovendo i valori spirituali e morali radicati nelle nostre convinzioni religiose. Se offriamo un chiaro esempio di proficua collaborazione, la nostra voce nel rispondere alle necessità dell'umanità, sarà molto più convincente".

  "In occasione della vostra visita, ribadisco la mia inesauribile speranza e preghiera per la pace in Terra Santa. La pace si raggiungerà solo se sarà un obiettivo comune ad ebrei, cristiani e musulmani, espresso in autentico dialogo interreligioso e in concreti gesti di riconciliazione. Tutti i credenti devono dimostrare che non è l'odio e la violenza, ma la comprensione e la collaborazione pacifica che aprono la porta a quel futuro di giustizia e di pace che è la promessa e il dono di Dio".
AC/COPERAZIONE EBREI:CRISTIANI/B'NAI B'RITH               VIS 20061218 (320)


MIGRANTI ARRICCHISCONO CULTURE E SOCIETÀ

CITTA' DEL VATICANO, 18 DIC. 2006 (VIS). L'Arcivescovo Silvano M. Tomasi, C.S., Osservatore Permanente presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra, è intervenuto, il 1° dicembre scorso, alla 92ema Sessione del Consiglio dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni.

  "La lezione della storia" - ha affermato l'Arcivescovo Tomasi nel suo intervento, reso pubblico oggi - "è che i migranti arricchiscono le culture e le società e le famiglie e le comunità transnazionali creano ponti di comprensione e di interazione produttiva. Ciò dimostra che la risorsa più importante di tutte è l'essere umano".

  "Se l'economia dei paesi ospitanti trae beneficio dal lavoro degli immigrati - evidentemente non possono fare a meno di loro - è necessario rispondere alle aspirazioni degli immigrati ed offrire loro la possibilità dell'integrazione. La legislazione nazionale non può essere volta unicamente alla regolazioni dei flussi di servizi e di lavoro, senza tener conto della persona che fornisce tali servizi. Per questa ragione" - ha concluso il Nunzio Apostolico - "la riunificazione familiare deve essere una priorità: la famiglia ha un ruolo fondamentale nel processo di integrazione, nel dare stabilità alla presenza degli immigrati nel nuovo ambiente sociale, ed anche nelle dinamiche delle migrazioni temporanee".
DELSS/MIGRAZIONI/GINEVRA:TOMASI                VIS 20061218 (200)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 18 DIC. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Ennio Antonelli, Arcivescovo di Firenze (Italia).

- Il Signor Durak Osman, Ambasciatore di Turchia, in visita di congedo.

- Il Vescovo Antoni Stankiewicz, Decano del Tribunale della Rota Romana, con i Familiari.

- Il Vescovo Gianfranco Girotti, Reggente della Penitenzieria Apostolica, con i Familiari.

- Il Vescovo Raffaele Farina, Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana, con i Familiari.

  Sabato 16 dicembre il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Signor Nikola Gruevski, Primo Ministro della ex-Repubblica Jugoslava di Macedonia, e Seguito.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/.../...                                       VIS 20061218 (120)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 18 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Bruno Bertagna, Segretario del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, Uditore Generale della Camera Apostolica.

  Sabato 16 dicembre è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha nominato l'Arcivescovo Christopher Collins, Arcivescovo Metropolita di Toronto (superficie: 13.000; popolazione: 5.083.000; cattolici: 1.374.000; sacerdoti: 799; religiosi: 1.206; diaconi permanenti: 119; Canada. Finora Arcivescovo Metropolita di Edmonton (Canada), l'Arcivescovo Collins succede al Cardinale Aloysius Matthew Ambrozic, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato Membro Ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze il Professor Krishnaswamy Kasturirangan, Professore di Fisica al "Phisical Research Laboratory" di Ahmedabad (India).
NA:NER/.../...                                       VIS 20061218 (120)


venerdì 15 dicembre 2006

INCARNAZIONE DONO PER ECCELLENZA DEL FIGLIO DI DIO


CITTA' DEL VATICANO, 15 DIC. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nella Basilica Vaticana, al termine della tradizionale Celebrazione Eucaristica per gli Studenti Universitari degli Atenei Romani in preparazione al Santo Natale, celebrata dal Cardinale Vicario Camillo Ruini, il Santo Padre Benedetto XVI ha incontrato gli studenti.

  "I doni natalizi" - ha affermato Papa Benedetto XVI - "ci ricordano il dono per eccellenza, che il Figlio di Dio ha fatto di se stesso a noi nell'Incarnazione. (...) Natale è il giorno in cui Dio ha donato se stesso all'umanità e questo suo dono diventa, per così dire, perfetto nell'Eucaristia".

  "Il Mistero eucaristico" - ha proseguito il Pontefice - "costituisce il punto di convergenza privilegiato tra i diversi ambiti dell'esistenza cristiana, compreso quello della ricerca intellettuale. (...) L'Eucaristia, dunque, alimenta nella persona, che se ne nutre assiduamente e con fede, una feconda unità tra contemplazione e azione".

  "Cari amici, entriamo nel mistero del Natale, ormai vicino, attraverso la 'porta' dell'Eucaristia: nella grotta di Betlemme adoriamo lo stesso Signore che nel Sacramento eucaristico ha voluto farsi nostro alimento spirituale, per trasformare il mondo dall'interno, a partire dal cuore dell'uomo".

  "Ponetevi alla scuola della Vergine Maria, la prima che ha contemplato l'umanità del Verbo incarnato, l'umanità della Divina Sapienza. Nel Bambino Gesù, col quale intrecciava infiniti e silenziosi colloqui, Ella riconosceva il Volto umano di Dio, così che la misteriosa Sapienza del Figlio si è impressa nella mente e nel cuore della Madre".

  "Perciò Maria è diventata" - ha concluso il Pontefice - "la 'Sede della Sapienza', e con questo titolo è venerata in particolare dalla Comunità accademica romana. Alla 'Sedes Sapientiae' è dedicata una speciale Icona, che da Roma ha già visitato vari Paesi, pellegrinando attraverso le istituzioni universitarie. Oggi essa è qui presente, perché passa dalla delegazione proveniente dalla Bulgaria a quella qui giunta dall'Albania. Saluto con affetto le rappresentanze di queste due Nazioni ed auguro che, 'per Mariam', le loro rispettive comunità accademiche possano avanzare sempre più nella ricerca della verità e del bene, alla luce della divina Sapienza. Questo augurio rivolgo di cuore a ciascuno di voi, qui presenti, e lo accompagno con una speciale Benedizione, che estendo volentieri a tutti i vostri cari. Buon Natale!".
AC/NATALE/UNIVERSITARI ROMA                       VIS 20061215 (380)


L'ARCIVESCOVO CORDES IN TERRA SANTA

CITTA' DEL VATICANO, 15 DIC. 2006 (VIS). Un Comunicato del Pontificio Consiglio "Cor Unum" rende noto che l'Arcivescovo Paul Josef Cordes, Presidente del medesimo Dicastero, si è recato, il 13 dicembre scorso, in Terra Santa "per testimoniare la vicinanza spirituale del Santo Padre a quelle comunità cristiane e per portare loro un dono a nome del Papa".

  "In occasione della Visita pastorale compiuta da Benedetto XVI lo scorso settembre in Baviera, i fedeli delle Diocesi di Monaco, Ratisbona e Passau hanno organizzato una colletta allo scopo di aiutare i cristiani della Terra dove è nato Gesù" - si legge nel Comunicato - "La raccolta di fondi è stata molto sentita ed ha raggiunto la somma di un milione di Euro, che è stato trasmesso al Pontificio Consiglio 'Cor Unum' e che l'Arcivescovo Cordes porterà, a nome del Papa, a Padre Pierbattista Pizzaballa, O.F.M., Responsabile della Custodia francescana di Terra Santa".

  "Tale somma sarà interamente destinata alla costruzione di un Centro pastorale a Nazareth. Collocata su di un'area di oltre 30.000 metri quadrati, non distante dalla Basilica dell'Annunciazione, nella struttura sono previsti ampi spazi per i giovani e per le famiglie, oltre ad alloggi, sale per incontri e per la catechesi, aule scolastiche, un campo sportivo. Si tratta di un vero e proprio Centro di vita e di attività per i cristiani ed un punto di riferimento per i pellegrini".

  "I cristiani della Terra Santa sentiranno in questo modo la vicinanza e l'incoraggiamento di tutto il popolo di Dio a mantenere la loro presenza nella terra di Gesù ed a costruire la civiltà dell'amore, anche di fronte a difficoltà e ad avversità. Questo è l'augurio che l'Arcivescovo Cordes porta a nome del Papa ai cristiani di Nazareth".

  "Il programma della visita del Presidente di 'Cor Unum' si sviluppa nei principali luoghi della Terra Santa. A Gerusalemme l'Arcivescovo Cordes incontrerà i Padri Benedettini della 'Dormition Abbey', il Patriarca latino di Gerusalemme, Sua Beatitudine Michel Sabbah, e il Nunzio Apostolico, Arcivescovo Antonio Franco. A Betlemme egli visiterà il Seminario di 'Bet-Jala'. Sabato 16 avverrà la consegna ufficiale del dono del Papa alla Custodia di Terra Santa. Poi l'Arcivescovo Cordes sarà con i Benedettini tedeschi del Monastero di 'Tabga', presso il Mare di Galilea".

  "Infine il giorno 18 dicembre l'Arcivescovo Cordes incontrerà l'Arcivescovo greco-melkita, Sua Eccellenza Monsignor Elias Chacour, al quale consegnerà un dono di 50.000 dollari, per la costruzione di una scuola nel villaggio di 'Mughar', frutto della colletta recentemente svoltasi in Vaticano in occasione dell'anteprima del film 'Nativity'. La particolarità della progettata scuola - oltre che essere situata nei luoghi dove hanno vissuto i genitori di Gesù - sta nel fatto che vedrà seduti sugli stessi banchi bambini cristiani, drusi e musulmani".
CON-CU/COLLETTA:TERRA SANTA/CORDES                   VIS 20061215 (460)


ELOGIO RICCA TRADIZIONE SPIRITUALITÀ ALESSANDRINA

CITTA' DEL VATICANO, 15 DIC. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano Sua Beatitudine Antonios Naguib, Patriarca di Alessandria dei Copti, nella prima Visita Ufficiale alla Santa Sede, dopo la sua elezione, nel marzo scorso.

  Il Papa ha pregato il Patriarca di trasmettere i suoi saluti a tutti i Vescovi, sacerdoti e fedeli del Patriarcato e a Sua Beatitudine il Cardinale Stéphanos II Ghattas, C.M., Patriarca emerito.

  "È nella Celebrazione della Divina Liturgia" - ha detto Benedetto XVI - "che meglio si manifesta la comunione nel Cristo, che fa di noi dei fratelli. È là che si esprime in pienezza la comunione fra tutti i cattolici, attorno al Successore di Pietro".

  Ricordando che la sede di Alessandria fu nei primi cinque secoli del cristianesimo "il primo Patriarcato dopo Roma", Benedetto XVI ha sottolineato che questa comunità patriarcale "è portatrice di una ricca tradizione spirituale, liturgica e teologica - la tradizione alessandrina - i cui tesori fanno parte del patrimonio della Chiesa" ed ha assicurato il Patriarca della sua preghiera e del suo sostegno "nel 'particolare incarico' che il Concilio Ecumenico Vaticano II affidò alle Chiese Orientali cattoliche: 'Far progredire l'unità di tutti i cristiani, soprattutto dei cristiani orientali'".

  Il Patriarcato di Alessandria dei Copti riveste inoltre, ha affermato il Pontefice, "un ruolo importante nel dialogo interreligioso per la promozione della fraternità e della stima fra cristiani e musulmani e fra tutti gli uomini", invitando Sua Beatitudine Naguib a "sviluppare la ricerca teologica e spirituale propria della vostra tradizione".

  "Nel mondo attuale, la vostra missione è di grande importanza per i vostri fedeli e per tutti gli uomini" - ha detto ancora il Santo Padre elogiando l'attenzione che il Patriarca ha riservato "all'educazione, umana, spirituale, morale e intellettuale della gioventù attraverso un sistema scolastico e catechistico di qualità, che costituisce un servizio a tutta la società".

  Riferendosi alla formazione dei sacerdoti il Papa ha sottolineato che "La vitalità delle comunità cristiane nel mondo di oggi reclama pastori secondo il cuor di Dio che siano veri testimoni del Verbo di Dio e guide per aiutare i fedeli a radicare, sempre più profondamente, la loro vita e la loro missione in Cristo".

  "So bene il posto che ricopre la vita consacrata nella vostra Chiesa. Che la povertà, la castità e l'obbedienza vissute secondo i consigli evangelici siano una testimonianza ed un appello alla santità per il mondo di oggi".
AC/PATRIARCATO ALESSANDRIA/NAGUIB                   VIS 20061215 (410)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 15 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale Italiana - Regione Calabria - in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Ercole Lupinacci, di Lungro degli Italo-Albanesi dell'Italia Continentale.

    - Il Vescovo Luigi Antonio Cantafora, di Lamezia Terme.

    - Il Vescovo Domenico Graziani, di Cassano all'Jonio.

    - Il Vescovo Domenico Crusco, di San Marco Argentano-Scalea.

- Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/.../...                                       VIS 20061215 (100)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 15 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Sacerdote Gregorio Martínez Sacristán, Vescovo di Zamora (superficie: 6.984; popolazione: 165.065: cattolici: 163.865; sacerdoti: 211; religiosi: 546), Spagna. Il Vescovo eletto, finora Delegato diocesano per la Catechesi dell'Arcidiocesi di Madrid (Spagna), è nato nel 1946 a Villarejo de Salvanés (Spagna) ed è stato ordinato sacerdote nel 1971
NER/.../MARTÍNEZ SACRISTÁN                             VIS 20061215 (70)


giovedì 14 dicembre 2006

RESPONSABILI SOCIETÀ CIVILE: ASCOLTATE VOSTRO POPOLO

CITTA' DEL VATICANO, 14 DIC. 2006 (VIS). Alle 12:30 di questa mattina, nella Sala del Concistoro, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza i seguenti nuovi Ambasciatori presso la Santa Sede: il Signor Lars Moller, Ambasciatore di Danimarca, il Signor Maratbek Salievic Bakiev, Ambasciatore del Kyrgyzstan, il Signor Carlos Dos Santos, Ambasciatore del Mozambico, la Principessa Elizabeth Bagaya, Ambasciatrice dell'Uganda, il Signor Makram Obeid, Ambasciatore di Siria ed il Signor Makase Nyaphisi, Ambasciatore del Lesotho.

  "L'anno che si conclude ha visto numerosi conflitti nei diversi Continenti" - ha detto il Papa nel discorso, in lingua francese, ai nuovi Ambasciatori - "Come diplomatici, senza dubbio vi preoccupano le situazioni e i focolai di tensione che non cessano di svilupparsi, a scapito delle popolazioni locali, causando un gran numero di vittime innocenti".

  Il Santo Padre ha assicurato che la Santa Sede "condivide tale preoccupazione che rischia di mettere in pericolo la sopravvivenza di alcune popolazioni e fa pesare sui più poveri il fardello della sofferenza e della mancanza dei beni essenziali" ed ha sottolineato che per arginare tali fenomeni, i responsabili della società civile devono "mettersi sempre in ascolto del loro popolo, cercando le soluzioni più appropriate per rispondere alle situazioni di angoscia e povertà, e per una condivisione la più possibile equa, in ogni nazione e a livello della comunità internazionale".

  "È in effetti dovere dei Responsabili della società non creare né mantenere in un paese o in una regione, situazioni di grave insoddisfazione in ambito politico, economico o sociale, che fanno pensare alle persone di essere poste ai margini della società, senza partecipare alle decisioni e senza godere del diritto di beneficiare dei frutti del prodotto nazionale".

  "Tali ingiustizie non possono che essere fonte di disordini e possono provocare l'intensificarsi della violenza. La ricerca della pace, della giustizia e della buona intesa fra tutti deve essere uno degli obiettivi prioritari, che esige dalle persone l'esercizio delle responsabilità e l'attenzione alle realtà concrete del paese, adoperandosi per eliminare ciò che è in contrasto con l'equità e la solidarietà, particolarmente la corruzione e la mancata condivisione delle risorse".

  "So che è necessario un certo coraggio per mantenersi risoluti nelle difficoltà, avendo come obiettivo il bene degli individui e della comunità nazionale. Tuttavia, nella vita pubblica, il coraggio è una virtù indispensabile per non lasciarsi dominare da ideologie partigiane, né da gruppi di pressione, né ancora dalla sete di potere. Come ricorda la Dottrina Sociale della Chiesa, il bene degli individui e dei popoli deve sempre restare il criterio fondamentale delle decisioni nella vita sociale".

  Al termine del discorso rivolto alla totalità degli Ambasciatori, il Papa ha consegnato ad ogni singolo Rappresentante diplomatico un discorso dedicato alla situazione del Paese rappresentato. Nel discorso all'Ambasciatore del Mozambico, il Papa sottolinea la necessità di una riconciliazione nazionale; agli Ambasciatori di Uganda e Lesotho ricorda la collaborazione della Chiesa cattolica nella lotta contro l'Aids; nel testo consegnato al Rappresentante Diplomatico della Siria, Benedetto XVI esprime la speranza nello sviluppo dei rapporti fra la Siria e la Santa Sede che gioverebbe alla risoluzione del problema delle proprietà della Chiesa confiscate dallo Stato. Infine il Santo Padre elogia il rispetto della famiglia e la tolleranza fra le diverse comunità etniche in Kyrghyzstan e per l'impegno profuso dalla Danimarca nel realizzare gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.
CD/LETTERE CREDENZIALI/...                           VIS 20061214 (550)


CATTOLICI ED ORTODOSSI OFFRONO CONTRIBUTO SPIRITUALE

CITTA' DEL VATICANO, 14 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Visita Ufficiale in Vaticano, Sua Beatitudine Christodoulos, Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, il quale prima dell'udienza, si è recato in visita alla Basilica Vaticana ed ha pregato sulla tomba di Giovanni Paolo II.

  Nel suo discorso il Santo Padre ha ricordato che: "La Grecia e Roma hanno intensificato i loro rapporti all'alba del cristianesimo ed hanno proseguito le loro relazioni, che hanno dato vita a diverse forme di comunità e di tradizioni cristiane nelle regioni del mondo che oggi corrispondono all'Europa Orientale e all'Europa Occidentale. Tali intense relazioni hanno ugualmente contribuito a creare una sorta di osmosi nella formazione delle istituzioni ecclesiali. Tale osmosi - nella salvaguardia delle particolarità disciplinari, liturgiche, teologiche e spirituali delle due tradizioni romana e greca - ha reso proficua l'azione evangelizzatrice della Chiesa e l'inculturazione della fede cristiana".

  Ponendo in risalto che "i nostri rapporti attuali proseguono lentamente ma in profondità e con una preoccupazione di autenticità e che sono per noi occasione di riscoprire tutta una nuova gamma di espressioni spirituali ricche di significato e di impegno reciproco", il Papa ha rievocato "la memorabile visita" di Giovanni Paolo II ad Atene nel 2001, che rappresentò "un momento determinante nel progressivo intensificarsi dei nostri contatti e della nostra collaborazione".

  Benedetto XVI ha sottolineato che cattolici ed ortodossi "sono chiamati ad offrire il loro contributo culturale e sopratutto spirituale. Essi hanno in effetti il dovere di difendere le radici cristiane del Continente europeo, dalle quali esso è stato modellato nel corso dei secoli, e di permettere così alla tradizione cristiana di continuare a manifestarsi, adoperandosi con tutte le forze a favore della salvaguardia della dignità della persona umana, del rispetto delle minoranze, avendo cura di evitare una uniformità culturale che rischierebbe di provocare la perdita delle immense ricchezze della civiltà. Parimenti occorre lavorare alla salvaguardia dei diritti umani, che comprendono il principio della libertà individuale, in particolare della libertà religiosa; tali diritti sono da promuovere e difendere nell'Unione Europea ed in ogni Paese Membro".

  "Conviene sviluppare una collaborazione fra cristiani in ogni Paese dell'Unione europea, in modo da far fronte ai nuovi rischi con i quali deve confrontarsi la fede cristiana: una crescente secolarizzazione, il relativismo e il nichilismo, che apre la strada a comportamenti e perfino a legislazioni che attentano alla dignità inalienabile delle persone e che minacciano istituzioni fondamentali quali il matrimonio. È urgente" - ha concluso il Pontefice - "intraprendere azioni pastorali comuni che costituiranno una testimonianza comune per i nostri contemporanei e ci disporranno a render conto della speranza che è in noi".
AC/.../CRISTODOULOS                                       VIS 20061214 (450)


DICHIARAZIONE COMUNE SANTO PADRE E S.B. CHRISTODOULOS

CITTA' DEL VATICANO, 14 DIC. 2006 (VIS).  Dopo l'incontro privato di questa mattina e lo scambio di discorsi, il Santo Padre Benedetto XVI e Sua Beatitudine Christodoulos, hanno proceduto alla firma di una Dichiarazione comune in presenza dei Componenti del Seguito dell'Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, e dei Rappresentanti cattolici.

  "Noi, Benedetto XVI, Papa e Vescovo di Roma, e Christodoulos, Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, in questo luogo sacro di Roma (...) desideriamo vivere sempre più intensamente la nostra missione di dare una testimonianza apostolica, di trasmettere la fede (...) e di annunciare la Buona Novella della nascita del Salvatore. (...) È anche nostra responsabilità comune superare, nell'amore e nella verità, le molteplici difficoltà e le esperienze dolorose del passato (...)".

  "Il nostro incontro nella carità ci rende consapevoli della nostra missione comune: percorrere insieme la via ardua del dialogo nella verità per ristabilire la piena comunione di fede nel vincolo dell'amore. È così che obbediremo al comandamento divino (...) e che (...) realizzeremo il nostro impegno in questa direzione, seguendo l'esempio apostolico e dando prova di amore reciproco e di spirito di riconciliazione".

  "Riconosciamo i passi importanti nel dialogo della carità e nelle decisioni del Concilio Vaticano II in materia di relazioni reciproche. Inoltre auspichiamo che il dialogo teologico bilaterale tragga profitto da questi elementi positivi per formulare proposizioni accettate da una parte e dall'altra nello spirito di riconciliazione (...)".

  "Affermiamo all'unanimità la necessità di perseverare nella via di un dialogo teologico costruttivo. Poiché, nonostante le difficoltà constatate, questa via è una delle vie essenziali di cui disponiamo per ristabilire l'unità tanto desiderata (...) come anche per rafforzare la credibilità del messaggio cristiano in un periodo di sconvolgimenti nelle società, che noi sperimentiamo, ma anche di grandi ricerche spirituali, da parte di numerosi nostri contemporanei, preoccupati dalla crescente globalizzazione, che minaccia talvolta l'uomo, anche nella sua esistenza e nel suo rapporto con Dio e con il mondo".

  "(...) Rinnoviamo solennemente il nostro desiderio di annunciare al mondo il Vangelo di Gesù Cristo, e specialmente alle nuove generazioni. (...) È molto importante nelle nostre società dove numerose correnti di pensiero allontanano da Dio e non danno senso all'esistenza".

  "Pensiamo che le religioni abbiano una missione da compiere nell'assicurare il trionfo della pace nel mondo, esse non devono essere in alcun modo fonte di intolleranza né di violenza. In qualità di guide religiose cristiane, esortiamo insieme tutti i capi religiosi a perseguire e a rafforzare il dialogo interreligioso, ed ad operare per creare una società di pace e di fraternità fra le persone e fra i popoli. Questa è una delle missioni delle religioni (...)".

  Il Santo Padre e l'Arcivescovo di Atene riconoscono i progressi impressionanti della scienza, ma esprimono la loro preoccupazione per "le sperimentazioni sugli esseri umani, che non rispettano né la dignità, né l'integrità della persona in tutte le fasi della sua esistenza, dal concepimento alla sua fine naturale". Parimenti il Santo Padre Benedetto XVI e Sua Beatitudine Christodoulos domandano "di proteggere più efficacemente, nei nostri paesi, in Europa e in tutto il mondo, i diritti fondamentali dell'uomo, fondati sulla dignità della persona creata a immagine di Dio".

  "Desideriamo una feconda collaborazione per far riscoprire a noi contemporanei le radici cristiane del Continente europeo, che hanno forgiato le diverse nazioni e contribuito allo sviluppo di legami sempre più armoniosi fra di esse. Ciò le aiuterà a vivere e a promuovere i valori umani e spirituali fondamentali per le persone e per lo sviluppo delle società stesse"

  Il Santo Padre Benedetto XVI e Sua Beatitudine Christodoulos invitano i paesi ricchi ad essere solidali con i paesi più svantaggiati. È anche importante" - scrivono nel Documento - "non sfruttare in maniera indiscriminata la creazione, che è opera di Dio. Noi ci appelliamo alle persone che hanno delle responsabilità nella società e a tutti gli uomini di buona volontà affinché tutti si impegnino in una gestione ragionevole e rispettosa della creazione, affinché essa sia gestita correttamente, preoccupandosi della solidarietà verso i popoli che soffrono la fame, e per lasciare alle generazioni future una terra davvero abitabile per tutti".

  Nell'ultimo punto della Dichiarazione comune, il Santo Padre e l'Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia implorano Dio affinché "conceda a tutti gli uomini il dono della pace, nella carità e nell'unità della famiglia umana".
AC/DICHIARAZIONE COMUNE/CHRISTODOULOS               VIS 20061214 (720)


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