CITTA' DEL VATICANO, 9 GIU. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:
- Il Cardinale Francis Arinze, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.
- Il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani.
- L'Arcivescovo Lluís Martínez Sistach, di Barcelona (Spagna).
- Il Dottor Juan Manuel Suarez del Toro Rivero, Presidente della Federazione Internazionale della Croce Rossa.
AP/.../... VIS 20060609 (80)
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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana... [+]
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venerdì 9 giugno 2006
PROMOZIONE FAMIGLIA ESSENZIALE SVILUPPO SOCIETÀ
CITTA' DEL VATICANO, 9 GIU. 2006 (VIS) A nome del Santo Padre Benedetto XVI, il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, ha fatto pervenire un Messaggio ai partecipanti alla XXXVI Assemblea Generale dell'Organizzazione degli Stati Americani (OEA), conclusasi il 6 giugno scorso a Santo Domingo (Repubblica Dominicana).
Ricordando nel Messaggio che tema principale dell'Assemblea è stata "la dignità della persona umana e il valore assoluto della vita umana dal suo concepimento fino alla fine naturale", il Porporato ha sottolineato che il Continente Americano "ha una tradizione di rispetto per la vita che si vede attualmente minacciata dalla pressione di correnti estranee alla sua natura".
"Nell'ambito della tutela della dignità della persona umana" - scrive ancora il Cardinale Sodano - "è anche una priorità favorire le condizioni per la diminuzione della violenza nelle sue diverse forme: terrorismo, attacchi contro civili innocenti, sequestri, minacce, traffico di droga".
Il Cardinale Sodano evoca, successivamente, una questione strettamente legata alla dignità della persona umana: "la promozione della famiglia, fondata sul matrimonio, compito essenziale per lo sviluppo di tutto il Continente. La famiglia è il luogo dell'apprendimento, dell'educazione, della formazione fondamentale del futuro protagonista della vita sociale. Per cui la prima entità che gli Stati devono proteggere e promuovere è la famiglia".
"Il ruolo dei genitori" - ricorda il Segretario di Stato ai delegati dell'OEA - "è fondamentale e non può essere sostituito dallo Stato o da un'altra istituzione, complementi necessari e benefici, ma che non sostituiscono il ruolo primario dei genitori ai quali spetta anche scegliere il tipo di educazione da impartire ai propri figli".
Ribadendo che la famiglia "non può svolgere adeguatamente la sua missione se non dispone di risorse materiali minime", il Segretario di Stato denuncia al riguardo "la persistenza della povertà resa ancora più grave dell'aumento delle disuguaglianze fra i più ricchi e i più poveri".
"Non si tratta solamente di distribuire più equamente le ricchezze, ma di migliorare le condizioni di produzione cercando nuove modalità di sviluppo nella pace e nell'armonia. In merito la Dottrina Sociale della Chiesa offre i fondamenti che permettono di gettare le basi per l'edificazione di una società che ha al suo centro l'uomo e non il denaro o l'ideologia".
Il Cardinale Sodano conclude il Messaggio esortando a "perseverare sulla via del dialogo costante tra i Paesi", essendo uno dei compiti dell'OEA quello di "garantire tale necessario dialogo. La grande maggioranza degli abitanti dei Paesi dell'OEA sono cristiani e le radici cristiane possono offrire un decisivo contributo alla vita sociale e politica degli Stati Americani".
SS/DIGNITÀ UMANA/OEA:SODANO VIS 20060609 (450)
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TELEGRAMMA DI CORDOGLIO CAPORALE UCCISO ATTENTATO IRAQ
CITTA' DEL VATICANO, 9 GIU. 2006 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del telegramma di cordoglio che, a nome del Santo Padre Benedetto XVI, il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, ha fatto pervenire all'Arcivescovo Angelo Bagnasco, Ordinario Militare per l'Italia, per la morte, in un attentato in Iraq, lunedì 5 giugno, del Caporale Maggiore Alessandro Pibiri, membro del contingente italiano. Del telegramma è stata data lettura questa mattina nel corso della liturgia esequiale del defunto Caporale, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura.
"Appresa la notizia dell'ennesimo attentato terroristico in Iraq che ha causato la morte del Caporale Maggiore Alessandro Pibiri e il ferimento di altri commilitoni della Brigata Sassari, il Sommo Pontefice esprime la Sua paterna vicinanza spirituale ai familiari della vittima e ai feriti, e all'intera nazione, che, ancora una volta, piange un figlio caduto nel compimento generoso del proprio dovere al servizio dell'ordine, della sicurezza, della giustizia e della ripresa pacifica delle popolazioni irachene. Nell'assicurare fervide preghiere di suffragio per la giovane vita barbaramente stroncata, Sua Santità invia a coloro che sono nel dolore la confortatrice Benedizione Apostolica".
TGR/FUNERALE PIBIRI/SODANO:BAGNASCO VIS 20060609 (200)
giovedì 8 giugno 2006
MESSA E PROCESSIONE EUCARISTICA SOLENNITÀ CORPUS DOMINI
CITTA' DEL VATICANO, 8 GIU. 2006 (VIS). Giovedì 15 giugno, Solennità del Corpus Domini, alle ore 19:00, il Santo Padre Benedetto XVI celebrerà la Santa Messa sul sagrato della Basilica di San Giovanni in Laterano, e presiederà la Processione Eucaristica che, percorrendo Via Merulana, raggiungerà la Basilica di Santa Maria Maggiore.
OCL/MESSA:PROCESSIONE EUCARISTICA/... VIS 20060608 (60)
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 8 GIU. 2006 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha nominato il Vescovo Michael Francis Burbidge, Vescovo della Diocesi di Raleigh (superficie: 82.524; popolazione: 4.073.983; cattolici: 188.101; sacerdoti: 138; religiosi: 118; diaconi permanenti: 37), Stati Uniti d'America. Finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di Philadelphia (Stati Uniti d'America), il Vescovo Burbidge succede al Vescovo Francis Joseph Gossman, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Monsignore Daniel E. Thomas, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Philadelphia (superficie: 5.652; popolazione: 3.875.021; cattolici: 1.479.895; sacerdoti: 1.048; religiosi: 3.733; diaconi permanenti: 224), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto, finora Parroco della "Our Lady of the Assumption Parish" a Strafford (Stati Uniti d'America), è nato nel 1959 a Philadelphia (Stati Uniti d'America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1985.
NER:RE:NEA/.../BURBIDGE:GOSSMAN:THOMAS VIS 20060608 (140)
- Ha nominato il Vescovo Michael Francis Burbidge, Vescovo della Diocesi di Raleigh (superficie: 82.524; popolazione: 4.073.983; cattolici: 188.101; sacerdoti: 138; religiosi: 118; diaconi permanenti: 37), Stati Uniti d'America. Finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di Philadelphia (Stati Uniti d'America), il Vescovo Burbidge succede al Vescovo Francis Joseph Gossman, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Monsignore Daniel E. Thomas, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Philadelphia (superficie: 5.652; popolazione: 3.875.021; cattolici: 1.479.895; sacerdoti: 1.048; religiosi: 3.733; diaconi permanenti: 224), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto, finora Parroco della "Our Lady of the Assumption Parish" a Strafford (Stati Uniti d'America), è nato nel 1959 a Philadelphia (Stati Uniti d'America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1985.
NER:RE:NEA/.../BURBIDGE:GOSSMAN:THOMAS VIS 20060608 (140)
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Nomine ed altri atti pontifici
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 8 GIU. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:
- L'Onorevole Dottor Norbert Lammert, Presidente del "Bundestag" della Repubblica Federale di Germania, e Seguito.
- Il Cardinale Fiorenzo Angelini, Presidente emerito del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari.
- L'Arcivescovo Francisco Montecillo Padilla, Nunzio Apostolico in Papua Nuova Guinea e nelle Isole Salomone, con i Familiari.
- Il Signor Máximo Pacheco Gómez, Ambasciatore del Cile, con la Consorte, in visita di congedo.
- Il Professor Lorenzo Ornaghi, Rettore Magnifico dell'Università Cattolica del Sacro Cuore.
AP/.../... VIS 20060608 (100)
- L'Onorevole Dottor Norbert Lammert, Presidente del "Bundestag" della Repubblica Federale di Germania, e Seguito.
- Il Cardinale Fiorenzo Angelini, Presidente emerito del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari.
- L'Arcivescovo Francisco Montecillo Padilla, Nunzio Apostolico in Papua Nuova Guinea e nelle Isole Salomone, con i Familiari.
- Il Signor Máximo Pacheco Gómez, Ambasciatore del Cile, con la Consorte, in visita di congedo.
- Il Professor Lorenzo Ornaghi, Rettore Magnifico dell'Università Cattolica del Sacro Cuore.
AP/.../... VIS 20060608 (100)
mercoledì 7 giugno 2006
PIETRO, CUSTODE DELLA COMUNIONE CON CRISTO
CITTA' DEL VATICANO, 7 GIU. 2006 (VIS). "Pietro, la roccia su cui Cristo ha fondato la Chiesa", custode della comunione con Cristo, è stato il tema della catechesi del Santo Padre Benedetto XVI per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro con la partecipazione di oltre 50.000 persone.
Il Papa ha cominciato la catechesi ricordando l'Evangelista Giovanni il quale, "raccontando del primo incontro di Gesù con Simone, fratello di Andrea, registra un fatto singolare: Gesù, 'fissando lo sguardo su di lui, disse: Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Kefa (che vuol dire Pietro)'".
"Il dato" - ha spiegato il Santo Padre - "acquista particolare rilievo se si tiene conto che, nell'Antico Testamento, il cambiamento del nome prelude in genere all'affidamento di una missione". Sottolineando questo dato, Benedetto XVI ha citato alcuni episodi del Vangelo dove si evidenzia "la volontà di Cristo di attribuire a Pietro uno speciale rilievo all'interno del Collegio Apostolico", come quando il Maestro va ad alloggiare nella casa di Pietro o sulla riva del lago di Genesaret quando sceglie la barca di Simone.
"Pietro stesso è, del resto, consapevole di questa sua posizione particolare" - ha proseguito il Pontefice - "è lui che spesso, a nome anche degli altri, parla chiedendo la spiegazione di una parabola difficile, o il senso esatto di un precetto. (...) Ugualmente decisa è la professione di fede che, ancora a nome dei Dodici, egli fa nei pressi di Cesarea di Filippo. A Gesù che chiede: 'Voi chi dite che io sia?', Pietro risponde: 'Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente'".
"Di rimando Gesù pronuncia allora la dichiarazione solenne che definisce, una volta per tutte, il ruolo di Pietro nella Chiesa: 'E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa... A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli'".
"Le tre metafore a cui Gesù ricorre sono in se stesse molto chiare: Pietro sarà il fondamento roccioso su cui poggerà l'edificio della Chiesa; egli avrà le chiavi del Regno dei cieli per aprire o chiudere a chi gli sembrerà giusto; infine, egli potrà legare o sciogliere nel senso che potrà stabilire o proibire ciò che riterrà necessario per la vita della Chiesa, che è e resta di Cristo. È così descritto (...) quello che la riflessione successiva qualificherà con il termine di 'primato di giurisdizione'".
Dopo la risurrezione, sarà Pietro tra gli Apostoli, il primo testimone di un'apparizione del Risorto. "Questo suo ruolo, (...), segna la continuità fra la preminenza avuta nel gruppo apostolico e la preminenza che continuerà ad avere nella comunità nata con gli eventi pasquali".
"Il fatto, poi, che diversi dei testi chiave riferiti a Pietro possano essere ricondotti al contesto dell'Ultima Cena, in cui Cristo conferisce a Pietro il ministero di confermare i fratelli, mostra come la Chiesa che nasce dal memoriale pasquale celebrato nell'Eucaristia, abbia nel ministero affidato a Pietro uno dei suoi elementi costitutivi".
"Questo è il primato detto per tutti i tempi" - ha concluso la catechesi, il Santo Padre parlando a braccio - "Pietro deve essere il custode della comunione con Cristo, guidare alla comunione con Cristo e guidare la comunione così che la rete non si rompe ma rimane la grande comunione universale per cui solo possiamo insieme essere con Cristo che è il Signore di tutti noi ed è la sua responsabilità garantendo così la comunione con Cristo, con la carità di Cristo, anche guidare alla realizzazione di questa carità nella vita di ogni giorno".
"Preghiamo che il primato di Pietro affidato a povere persone umane possa sempre essere esercitato in questo senso originario voluto dal Signore e possa così essere anche sempre più nel suo vero significato riconosciuto dai fratelli ancora non in piena comunione con noi".
Al termine dell'Udienza Generale, il Papa ha ricevuto nel corso di una breve cerimonia, il titolo di cittadino onorario di Altötting (Germania).
AG/PIETRO:FONDAMENTO CHIESA/... VIS 20060607 (680)
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Udienza generale
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 7 GIU. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:
- Il Vescovo Osvino José Both, Arcivescovo Ordinario Militare per il Brasile (sacerdoti: 149; religiosi: 8; diaconi permanenti: 5), Brasile. L'Arcivescovo eletto, dal 1995 Vescovo di Novo-Hamburgo (Brasile), è nato nel 1938 a Três Arroios (Brasile), ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1967 e l'ordinazione episcopale nel 1990.
- Ausiliari dell'Arcidiocesi di Quito (superficie: 11.167; popolazione: 2.210.750; cattolici: 1.989.675; sacerdoti: 482; religiosi: 2.490; diaconi permanenti: 3), Ecuador:
- Il Monsignor René Coba Galarza. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale della medesima Arcidiocesi, è nato in Quito (Ecuador) nel 1957 ed è stato ordinato sacerdote nel 1982.
- Don Danilo Echeverría Verdesoto. Il Vescovo eletto, finora Rettore del Seminario Maggiore "Nuestra Señora de la Esperanza", di Ibarra (Ecuador), è nato a Quito (Ecuador), nel 1962, ed è stato ordinato sacerdote nel 1988.
- Dom Gregório (Leozírio) Paixão Neto, O.S.B., Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di São Salvador da Bahia (superficie: 6.241; popolazione: 3.656.156; cattolici: 2.595.256; sacerdoti: 263; religiosi: 1.042; diaconi permanenti: 58), Brasile. Il Vescovo eletto, finora Direttore del Collegio del Monastero di "São Bento" e Consultore economico nella medesima Arcidiocesi, è nato nel 1962 ad Aracaju (Brasile) ed è stato ordinato sacerdote nel 1986.
NER:NEA/.../... VIS 20060607 (210)
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Nomine ed altri atti pontifici
martedì 6 giugno 2006
EDUCARE GIOVANI ALLA FEDE COMPITO FONDAMENTALE
CITTA' DEL VATICANO, 6 GIU. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, Cattedrale di Roma, il Santo Padre Benedetto XVI ha aperto i lavori del Convegno Ecclesiale Diocesano, in corso dal 5 all'8 giugno, sul tema: "La gioia della fede e l'educazione delle nuove generazioni".
Nelle sue riflessioni il Papa ha ribadito che: "Educare le nuove generazioni alla fede è un compito grande e fondamentale che coinvolge l'intera comunità cristiana", e benché ciò sia diventato "particolarmente difficile", proprio per questo è "ancora più importante e quanto mai urgente".
"La certezza e questa gioia di essere amati da Dio deve essere resa in qualche modo palpabile e concreta per ciascuno di noi, e soprattutto per le giovani generazioni che stanno entrando nel mondo della fede".
Il Santo Padre ha sottolineato che "È indispensabile (...) che le nuove generazioni possano fare esperienza della Chiesa come di una compagnia di amici davvero affidabile, vicina in tutti i momenti e le circostanze della vita, (...) una compagnia che non ci abbandonerà mai nemmeno nella morte, perché porta in sé la promessa dell'eternità".
"Specialmente gli adolescenti e i giovani" - ha proseguito il Pontefice - "hanno bisogno di essere liberati dal pregiudizio diffuso che il cristianesimo, con i suoi comandamenti e i suoi divieti, ponga troppi ostacoli alla gioia dell'amore, in particolare impedisca di gustare pienamente quella felicità che l'uomo e la donna trovano nel loro reciproco amore. Al contrario, la fede e l'etica cristiana non vogliono soffocare ma rendere sano, forte e davvero libero l'amore: proprio questo è il senso dei dieci Comandamenti, che non sono una serie di 'no', ma un grande 'sì' all'amore e alla vita. L'amore umano infatti ha bisogno di essere purificato, di maturare e anche di andare al di là di se stesso, per poter diventare pienamente umano, per essere principio di una gioia vera e duratura, per rispondere quindi a quella domanda di eternità che porta dentro di sé e alla quale non può rinunciare senza tradire se stesso. È questo il motivo sostanziale per il quale l'amore tra l'uomo e la donna si realizza pienamente solo nel matrimonio".
Benedetto XVI ha sottolineato ancora che "la questione della verità (...) deve anzi occupare uno spazio centrale. (...) Nella fede accogliamo infatti il dono che Dio fa di se stesso rivelandosi a noi, creature fatte a sua immagine; accogliamo e accettiamo quella Verità che la nostra mente non può comprendere fino in fondo e non può possedere, ma che proprio per questo dilata l'orizzonte della nostra conoscenza e ci permette di giungere al Mistero in cui siamo immersi e di ritrovare in Dio il senso definitivo della nostra esistenza".
Un'altra dimensione della fede, ha continuato il Papa è "quella di affidarsi ad una persona: non ad una persona qualsiasi ma a Gesù Cristo, e al Padre che lo ha inviato. (...) Egli riempie il nostro cuore, lo dilata e lo colma di gioia, spinge la nostra intelligenza verso orizzonti inesplorati, offre alla nostra libertà il suo decisivo punto di riferimento, risollevandola dalle angustie dell'egoismo e rendendola capace di amore autentico".
Riferendosi successivamente ai progressi della scienza, il Papa ha affermato che essi: "non di rado vengono presentati come contrapposti alle affermazioni della fede, provocando confusione e rendendo più difficile l'accoglienza della verità cristiana. (...) Perciò il dialogo tra fede e ragione, se condotto con sincerità e rigore, offre la possibilità di percepire, in modo più efficace e convincente, la ragionevolezza della fede in Dio - non in un Dio qualsiasi ma in quel Dio che si è rivelato in Gesù Cristo - e altresì di mostrare che nello stesso Gesù Cristo si trova il compimento di ogni autentica aspirazione umana".
Sottolineando che, oltre all'esperienza della fede "esiste però uno spazio privilegiato nel quale questo incontro si realizza nella maniera più diretta", uno spazio che è "la preghiera", il Papa ha lanciato un appello dicendo: "Chiedo a tutta l'amata Chiesa di Roma, in particolare alle anime consacrate, specialmente dei Monasteri di clausura, di essere assidui nella preghiera, spiritualmente uniti a Maria nostra Madre, di adorare Cristo vivo nell'Eucaristia, di innamorarvi sempre più di Lui, che è il nostro fratello e amico vero, lo sposo della Chiesa, il Dio fedele e misericordioso che ci ha amati per primo. Così voi giovani sarete pronti e disponibili ad accogliere la sua chiamata, se Egli vi vorrà totalmente per sé, nel sacerdozio o nella vita consacrata".
"Nella misura in cui ci nutriamo di Cristo e siamo innamorati di Lui" - ha concluso il Pontefice - "avvertiamo anche dentro di noi lo stimolo a portare altri verso di Lui: la gioia della fede infatti non possiamo tenerla per noi, dobbiamo trasmetterla. Questo bisogno diventa ancora più forte e urgente in presenza di quella strana dimenticanza di Dio che esiste oggi in vaste parti del mondo, e in certa misura anche qui a Roma".
AC/FEDE:GIOVANI/... VIS 20060606 (820)
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 6 GIU. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Vescovi Ausiliari della Diocesi di Brooklyn (superficie: 466; popolazione: 4.698.009; cattolici: 1.832.235; sacerdoti: 771; religiosi: 1.452; diaconi permanenti: 152), New York, Stati Uniti d'America:
- Il Monsignore Octavio Cisneros. Il Vescovo eletto, nato a La Habana (Cuba), nel 1945 ed ordinato sacerdote nel 1971, è stato finora Rettore della "Cathedral Seminary Residence of the Immaculate Conception a Douglaston e Segretario per la Formazione Sacerdotale.
- Il Monsignore Guy Sansaricq. Il Vescovo eletto, nato a Jérémie (Haiti) nel 1934, ed ordinato sacerdote nel 1960, è stato finora Parroco della Parrocchia "Saint Jerome" della medesima Diocesi e Direttore Nazionale dell'Apostolato Haitiano.
- Il Monsignore Frank J. Caggiano. Il Vescovo eletto, nato nel 1959 a Brooklyn (Stati Uniti d'America), ed ordinato sacerdote nel 1987, è stato finora Vicario per l'Evangelizzazione e la Vita Pastorale della medesima Diocesi.
NEA/.../CISNEROS:SANSARICQ:CAGGIANO VIS 060606 (150)
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Nomine ed altri atti pontifici
DOCUMENTO FAMIGLIA E PROCREAZIONE UMANA
CITTA' DEL VATICANO, 6 GIU. 2006 (VIS). Il Pontificio Consiglio per la Famiglia, fondato 25 anni fa da Giovanni Paolo II, con il Motu Proprio "Familia a Deo instituta", e presieduto dal Cardinale Alfonso López Trujillo, ha pubblicato oggi un Documento intitolato: "Famiglia e procreazione umana".
Il testo, come si legge in una nota esplicativa del Padre Abelardo Casado Lobato, O.P., Consultore del Pontificio Consiglio per la Famiglia, "è destinato ad essere oggetto di studio sia nell'aspetto dottrinale che nella sua applicazione pastorale". L'Introduzione del Documento espone "il rapporto fra i due poli del medesimo tema: famiglia e procreazione".
L'argomento è sviluppato in quattro capitoli che ricordano: "Che la famiglia è l'unico luogo appropriato alla procreazione", e che "La procreazione integrale in seno alla famiglia, include tutti i suoi aspetti sociali, giuridici, politici, economici e culturali". Un quinto capitolo espone "due prospettive complementari, la teologale in quanto la famiglia umana è immagine della trinità e la pastorale perché la famiglia è alla base della chiesa ed è essa stessa sede della evangelizzazione".
"Nel presente Documento" - precisa la nota - "si fa riferimento soprattutto al Concilio Vaticano II, al Magistero di Papa Giovanni Paolo II che ha dedicato grande attenzione alla famiglia, al Catechismo della Chiesa cattolica ed al recente "Compendio della dottrina sociale della Chiesa". Tutto ciò indica che il Documento intende proporre una lettura dottrinale del problema ed aprire le porte alla ricerca futura sulle questioni attualmente oggetto di dibattito".
L'Introduzione ripropone quanto affermato da Giovanni Paolo II alla III Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano (Puebla, Messico, 1979), "la Chiesa ha il diritto e il dovere di proclamare la Verità sull'uomo e parimenti cerca la verità tutta intera. L'uomo non è solo un 'animale razionale' è anche un essere familiare. La famiglia è connaturale all'uomo ed è stata istituita da Dio. Però oggi l'uomo è diventato un enigma per se stesso e vive la crisi più acuta di tutta la storia nella sua dimensione familiare: la famiglia è oggetto di attacchi come mai prima nel passato; i nuovi modelli di unione la distruggono; le tecniche di procreazione estromettono totalmente l'amore umano; le politiche di controllo della natalità conducono all'attuale 'inverno demografico' (...) Percorrendo tali strade (...) noi giungiamo ad un mondo 'postumano'. L'uomo deve essere salvato".
La comprensione della procreazione umana, si legge ancora nel testo, può essere analizzata sotto diverse prospettive: "storica", che riafferma il valore attribuito alla discendenza, "antropologica", "religiosa" che situa l'uomo di fronte a Dio Creatore che infonde l'anima in ogni individuo e conta sulla collaborazione dell'uomo per raggiungere la pienezza dell'essere umano".
"La procreazione che è il mezzo di trasmissione della vita mediante l'unione amorosa dell'uomo e della donna" - sottolinea il Documento - "deve essere umana". Cioè "frutto degli atti dell'uomo" e "inoltre frutto dell'atto umano, libero, razionale, responsabile della trasmissione della vita (...). L'atto unitivo dell'uomo e della donna non può essere separato dalla sua dimensione connaturale, che è la procreazione, e rende possibile la paternità e la maternità responsabile. La morale coniugale poggia unicamente su questa base".
"I documenti dottrinali della Chiesa, come l'Enciclica "Humanae vitae" e l'Esortazione Apostolica "Familiaris consortio" trattano della dignità fondamentale della persona umana e della sua dimensione etica. La condanna radicale dell'aborto e il rifiuto di separare le due dimensioni, la unitiva e la procreativa, come la riduzione della sessualità alla mera funzione fruitiva, hanno il loro fondamento nell'essere personale e nella sua dignità".
"La soluzione di tutto ciò risiede nella comprensione integrale dell'uomo. Senza una metantropolgia dell'essere, della sostanza, dello spirito, non vi è comprensione totale dell'umano, perché i concetti di persona e di essere sono svuotati di contenuto. Morale e religione, valori fondamentali e decisivi, si riducono ad "assunto privato". Pertanto è urgente ritornare alla metafisica per riscoprire il senso dell'umano nell'uomo".
"L'uomo è un essere familiare e per questo è un essere sociale, politico, economico, culturale, giuridico e religioso. La famiglia che tocca tutti questi aspetti essenziali, ha bisogno di servizi, aiuto, protezione e costante promozione. Il Documento indica come devono svilupparsi questi elementi e ribadisce la dimensione giuridica del problema, ricordando che la Santa Sede, già nel 1983, ha pubblicato la prima "Carta dei diritti della Famiglia", coraggiosa difesa di questa istituzione.
"La dottrina relativa alla procreazione umana integrale (...) è confermata dalla teologia della creazione e dal mistero della salvezza rivelato in Gesù Cristo e diffuso nella nuova evangelizzazione. Il Creatore ha donato all'essere umano l'unità e il Redentore ha assunto la condizione familiare a Nazareth ed ha ricordato a tutti come la famiglia era dal principio nel piano divino: due in una sola carne".
CON-F/PROCREAZIONE:FAMIGLIA/LOBATO VIS 20060606 (810)
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Famiglia,
Motu Proprio
lunedì 5 giugno 2006
PRIMO MINISTRO BLAIR RICEVUTO DAL PAPA
CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2006 (VIS). Di seguito riportiamo il testo della dichiarazione del Dr. Joaquín Navarro-Valls, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, rilasciata a seguito dell'Incontro del Santo Padre Benedetto XVI con il Primo Ministro di Gran Bretagna, Signor Tony Blair:
"Nel corso del cordiale colloquio l'argomento principale è stato il ruolo della religione nella politica e nelle società. È stato evidenziato il contributo che i valori comuni fra le religioni possono dare al dialogo, in particolare con l'Islam moderato, soprattutto nei temi della solidarietà e della pace".
"Si è parlato inoltre dell'Africa evidenziando l'esigenza che la comunità mondiale favorisca e sostenga con ogni mezzo la pacifica convivenza e lo sviluppo di quel Continente".
"Si è preso atto, infine, dei progressi decisivi del processo di pace in Irlanda del Nord".
OP/UDIENZA BLAIR/NAVARRO-VALLS VIS 20060605 (140)
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:
- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
- Il Cardinale Telesphore Placidus Toppo, Arcivescovo di Ranchi (India).
- Il Vescovo Nikolaus Messmer, S.I., Amministratore Apostolico del Kyrgyzstan.
- Il Vescovo Athanasius Schneider, O.R.C., Ausiliare di Karaganda (Kazakhstan).
AP/.../... VIS 20060605 (60)
- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
- Il Cardinale Telesphore Placidus Toppo, Arcivescovo di Ranchi (India).
- Il Vescovo Nikolaus Messmer, S.I., Amministratore Apostolico del Kyrgyzstan.
- Il Vescovo Athanasius Schneider, O.R.C., Ausiliare di Karaganda (Kazakhstan).
AP/.../... VIS 20060605 (60)
PIÙ DI 400.000 PERSONE INCONTRO MOVIMENTI ECCLESIALI
CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2006 (VIS). Alle 17:30 di oggi pomeriggio, il Santo Padre Benedetto XVI ha incontrato più di 400.000 rappresentanti dei Movimenti Ecclesiali e delle Nuove Comunità.
Prima dell'inizio della Veglia di Pentecoste, il Papa ha percorso in autovettura panoramica scoperta Piazza San Pietro e l'adiacente Via della Conciliazione, salutando e benedicendo i presenti.
Dopo l'indirizzo di omaggio al Santo Padre del Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, Arcivescovo Stanislaw Rylko, e la lettura di un Messaggio della Fondatrice dell'Opera di Maria (Movimento dei Focolari), Chiara Lubich, ha avuto luogo il Canto dei Vespri della Veglia di Pentecoste.
Alla lettura di ognuno dei tre Salmi sono seguite le riflessioni di Andrea Riccardi, Fondatore della Comunità di Sant'Egidio, di Kiko Argüello, Fondatore del Cammino Neo-Catecumenale e di Monsignor Julián Carrón, Presidente della Fraternità di Comunione d Liberazione.
Il Santo Padre ha quindi pronunciato l'omelia ricordando che Giovanni Paolo II convocò il primo Incontro analogo nel maggio 1998 e, definendolo "Grande evangelizzatore della nostra epoca", ha affermato che il defunto Pontefice, definì "provvidenziali" le Associazioni e le Comunità ecclesiali.
"La Pentecoste" - ha proseguito Benedetto XVI - "non è solo l'origine della Chiesa e perciò, in modo speciale, la sua festa; la Pentecoste è anche una festa della creazione. Il mondo non esiste da sé; proviene dallo Spirito creativo di Dio, dalla Parola creativa di Dio. (...) Proprio chi, come cristiano, crede nello Spirito Creatore, prende coscienza del fatto che non possiamo usare ed abusare del mondo e della materia come di semplice materiale del nostro fare e volere; che dobbiamo considerare la creazione come un dono affidatoci non per la distruzione, ma perché diventi il giardino di Dio e così un giardino dell'uomo".
"Egli ci viene incontro attraverso la creazione. Tuttavia, la creazione buona di Dio, nel corso della storia degli uomini, è stata ricoperta con uno strato massiccio di sporco che rende, se non impossibile, comunque difficile riconoscere in essa il riflesso del Creatore".
Ribadendo che "Vita e libertà - sono le cose a cui tutti noi aneliamo", Benedetto XVI ha affermato: "La vita la si trova soltanto donandola; non la si trova volendo impossessarsene. È questo che dobbiamo imparare da Cristo; e questo ci insegna lo Spirito Santo, che è puro dono, che è il donarsi di Dio".
Il Papa ha sottolineato che: "I Movimenti ecclesiali vogliono e devono essere scuole di libertà, di questa libertà vera. (...) In questo mondo, così pieno di libertà fittizie che distruggono l'ambiente e l'uomo, vogliamo, con la forza dello Spirito Santo, imparare insieme la libertà vera; costruire scuole di libertà; dimostrare agli altri con la vita che siamo liberi e quanto è bello essere veramente liberi nella vera libertà dei figli di Dio".
"Lo Spirito Santo, dando vita e libertà, dona anche unità. Sono tre doni, questi, inseparabili tra di loro. (...) Lo Spirito nei suoi doni è multiforme - lo vediamo. Se guardiamo la storia, se guardiamo questa assemblea qui in Piazza San Pietro - allora ci accorgiamo come Egli susciti sempre nuovi doni; vediamo quanto diversi siano gli organi che Egli crea, e come, sempre di nuovo, Egli operi corporalmente".
"Ma in Lui" - ha aggiunto il Pontefice - "molteplicità e unità vanno insieme. Egli soffia dove vuole. Lo fa in modo inaspettato, in luoghi inaspettati e in forme prima non immaginate. (...) Ed è anche proprio qui che la multiformità e l'unità sono inseparabili tra di loro. Egli vuole la vostra multiformità, e vi vuole per l'unico corpo, nell'unione con gli ordini durevoli - le giunture - della Chiesa, con i successori degli apostoli e con il successore di San Pietro".
Il Santo Padre ha esortato i presenti dicendo loro: "Prendete parte all'edificazione dell'unico corpo! I pastori staranno attenti a non spegnere lo Spirito e voi non cesserete di portare i vostri doni alla comunità intera".
"Lo Spirito Santo vuole l'unità, vuole la totalità. Perciò la sua presenza si dimostra soprattutto anche nello slancio missionario. Chi ha incontrato qualcosa di vero, di bello e di buono nella propria vita - l'unico vero tesoro, la perla preziosa! -, corre a condividerlo ovunque, in famiglia e nel lavoro, in tutti gli ambiti della propria esistenza".
"Cari amici" - ha concluso il Pontefice - "vi chiedo di essere, ancora di più, molto di più, collaboratori nel ministero apostolico universale del Papa, aprendo le porte a Cristo. Questo è il miglior servizio della Chiesa agli uomini e in modo tutto particolare ai poveri, affinché la vita della persona, un ordine più giusto nella società e la convivenza pacifica tra le nazioni trovino in Cristo la 'pietra angolare' su cui costruire l'autentica civiltà, la civiltà dell'amore".
A conclusione dell'omelia, ha avuto luogo la memoria del Sacramento della Confermazione caratterizzata dal rito del fuoco, dall'invocazione allo Spirito Santo e dalla professione di fede.
Dopo il canto del Magnificat, due rappresentanti dei Movimenti Ecclesiali: Luis Fernando Figari, Fondatore del Movimento di Vita Cristiana e Patti Gallagher Mansfield, del Rinnovamento Carismatico Cattolico, hanno ringraziato il Papa.
DICHIARAZIONE RELATIVA SANTA SEDE ED IRAN
CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2006 (VIS). Il Dr. Joaquín Navarro-Valls, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato nella tarda mattinata di oggi, la dichiarazione che di seguito riportiamo:
"Alcuni giornalisti hanno chiesto di conoscere come la Santa Sede veda i recenti sviluppi delle trattative internazionali sul programma nucleare iraniano".
"Assunte le dovute informazioni, questa Sala Stampa è in grado di comunicare che la Santa Sede appoggia, come sempre, ogni iniziativa rivolta ad un dialogo aperto e costruttivo. Essa è fermamente persuasa che anche le presenti difficoltà possano e debbano essere superate per via diplomatica, impiegando tutti i mezzi di cui la stessa diplomazia dispone".
"Appare in particolare necessario che, attraverso contatti confidenziali si rimuovano quegli elementi che oggettivamente impediscono la fiducia reciproca, senza mai scartare alcun segno di buona volontà dato da una parte o dall'altra, ed avendo riguardo all'onore ed alla sensibilità di ogni Paese. Si potranno così compiere passi di reciproco avvicinamento".
OP/SANTA SEDE:IRAN/NAVARRO-VALLS VIS 20060605 (160)
SPIRITO SANTO RISTABILISCE PONTE COMUNICAZIONE TERRA CIELO
CITTA' DEL VATICANO, 4 GIU. 2006 (VIS). Alle 10:00 di questa mattina, Solennità di Pentecoste, sul sagrato della Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Celebrazione dell'Eucaristia, concelebrata con alcuni Cardinali, alla quale hanno assistito decine di migliaia di persone, molte delle quali avevano partecipato, ieri, all'Incontro del Papa con i Movimenti ecclesiali e le nuove Comunità.
"Il giorno di Pentecoste" - ha detto il Santo Padre nell'omelia - "lo Spirito Santo scese con potenza sugli Apostoli; ebbe così inizio la missione della Chiesa nel mondo. Gesù stesso aveva preparato gli Undici a questa missione apparendo loro più volte dopo la sua risurrezione. (...) Restare insieme fu la condizione posta da Gesù per accogliere il dono dello Spirito Santo; presupposto della loro concordia fu una prolungata preghiera".
"Troviamo in tal modo delineata una formidabile lezione per ogni comunità cristiana" - ha spiegato il Papa -. "Si pensa talora che l'efficacia missionaria dipenda principalmente da un'attenta programmazione e dalla successiva intelligente messa in opera mediante un impegno concreto. Certo, il Signore chiede la nostra collaborazione, ma prima di qualsiasi nostra risposta è necessaria la sua iniziativa: è il suo Spirito il vero protagonista della Chiesa. Le radici del nostro essere e del nostro agire stanno nel silenzio sapiente e provvido di Dio".
Successivamente Benedetto XVI ha commentato le immagini - il vento e il fuoco - con le quali San Luca descrive "l'irrompere dello Spirito Santo", e che ricordano "il Sinai, dove Dio si era rivelato al popolo di Israele e gli aveva concesso la sua alleanza e con le quali l'Evangelista rappresenta "la Pentecoste come un nuovo Sinai, come la 'festa del nuovo Patto', in cui l'Alleanza con Israele è estesa a tutti i popoli della Terra".
In ragione di ciò "La Chiesa è cattolica e missionaria fin dal suo nascere. L'universalità della salvezza viene significativamente evidenziata dall'elenco delle numerose etnie a cui appartengono coloro che ascoltano il primo annuncio degli Apostoli. Il Popolo di Dio (...) viene quest'oggi ampliato fino a non conoscere più alcuna frontiera né di razza, né di cultura, né di spazio né di tempo. A differenza di quanto era avvenuto con la torre di Babele, quando gli uomini, intenzionati a costruire con le loro mani una via verso il cielo, avevano finito per distruggere la loro stessa capacità di comprendersi reciprocamente, nella Pentecoste lo Spirito, con il dono delle lingue, mostra che la sua presenza unisce e trasforma la 'confusione' in 'comunione'. (...) Lo Spirito Santo (...) rende i cuori capaci di comprendere le lingue di tutti, perché ristabilisce il ponte dell'autentica comunicazione fra la Terra e il Cielo. Lo Spirito Santo è l'Amore".
Per conoscere il "mistero dello Spirito Santo" è necessario ricordare le parole pronunciate da Gesù nell'Ultima Cena, quando gli Apostoli vennero presi da un senso di smarrimento e di tristezza nell'ascoltare l'annuncio della sua morte e della sua dipartita.
Gesù "Per confortarli spiega il significato del suo distacco: se ne andrà, ma tornerà; nel frattempo non li abbandonerà, non li lascerà orfani. Manderà il Consolatore, lo Spirito del Padre, e sarà lo Spirito a far conoscere che l'opera di Cristo è opera di amore: amore di Lui che si è offerto, amore del Padre che lo ha dato".
"Questo è il mistero della Pentecoste: lo Spirito Santo illumina lo spirito umano e, rivelando Cristo crocifisso e risorto, indica la via per diventare più simili a Lui, essere cioè 'espressione e strumento dell'amore che da Lui promana'"
Al termine della Celebrazione Eucaristica, Benedetto XVI ha recitato il "Regina Coeli" con i presenti esortandoli a riflettere sulla Pentecoste che "ci invita a tornare alle origini della Chiesa" ed ha citato la Costituzione Apostolica "Lumen Gentium" nella quale è scritto che lo Spirito "guida la Chiesa verso la verità tutta intera, la unifica nella comunione e nel servizio, la provvede di diversi doni gerarchici e carismatici, coi quali la dirige e la abbellisce dei suoi frutti".
"Tra le realtà suscitate dallo Spirito nella Chiesa" - ha sottolineato il Papa - "vi sono i Movimenti e le Comunità ecclesiali, che ieri ho avuto la gioia di incontrare in questa Piazza, in un grande raduno mondiale. Tutta la Chiesa, come amava dire il Papa Giovanni Paolo II, è un unico grande movimento animato dallo Spirito Santo, un fiume che attraversa la storia per irrigarla con la grazia di Dio e renderla feconda di vita, di bontà, di bellezza, di giustizia, di pace".
HML/PENTECOSTE/... VIS 20060605 (750)
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 3 GIU. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:
- Il Vescovo Pius Mlungisi Dlungwane, finora Ausiliare della Diocesi di Marianhill, Vescovo della medesima Diocesi (superficie: 12.612; popolazione: 1.567.000; cattolici: 308.400; sacerdoti: 63; religiosi: 328), Sud Africa.
- Il Monsignore Mosè Marcia, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Cagliari (superficie: 4.041; popolazione: 563.061; cattolici: 562.857; sacerdoti: 349; religiosi: 1.139; diaconi permanenti: 30), Italia. Il Vescovo eletto, finora Economo della medesima Arcidiocesi e Padre Spirituale al Seminario Regionale Sardo, è nato a S. Sperate (Cagliari) nel 1943 ed è stato ordinato presbitero nel 1973.
- Il Dottor Domenico Giani, Direttore dei Servizi di Sicurezza e Protezione Civile dello Stato della Città del Vaticano e Ispettore Generale del Corpo della Gendarmeria, finora Vice Ispettore Vicario del medesimo Corpo.
NER:NEA:NA/.../DLUNGWANE:MARCIA:GIANI VIS 20060605 (140)
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Nomine ed altri atti pontifici
venerdì 2 giugno 2006
ACCADEMIA ECCLESIASTICA: PALESTRA AUTENTICA FORMAZIONE
CITTA' DEL VATICANO, 2 GIU. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto l'Arcivescovo Justo Mullor García, Presidente della Pontificia Accademia Ecclesiastica, con gli alunni e gli ex-alunni della medesima.
Rivolgendosi agli alunni, provenienti da venti nazioni di quattro continenti, il Santo Padre ha detto: "Per un'adeguata preparazione alla missione che vi attende, voi siete chiamati anzitutto ad essere una comunità di preghiera, nella quale il rapporto con Dio sia costante, fedele, intenso e divenga per ognuno la linfa animatrice dell'intera esistenza. L'Eucaristia che celebrate quotidianamente sia il centro vitale, la sorgente e la radice di ogni vostra attività in questi anni e in futuro, quando svolgerete il ministero sacerdotale al servizio della Santa Sede nei vari Paesi. (...) Soltanto se sarete fedeli alla vostra vocazione potrete rendere un valido servizio alla Sede Apostolica".
"Oltre che scuola di preghiera" - ha proseguito il Pontefice - "la vostra Accademia vuole continuare ad essere una palestra di autentica formazione umana e teologica. (...) Oggi più che mai è indispensabile una solida cultura, che preveda, accanto alla necessaria formazione teologica, un approfondimento della dottrina perenne della Chiesa e delle linee direttrici dell'attività della Santa Sede a livello ecclesiale ed internazionale".
Ricordando che l'Accademia conta tre secoli di storia, Benedetto XVI ha sottolineato che: "La possibilità di risiedere a Roma (...) e il fatto che voi proveniate da vari continenti costituiscono una preziosa opportunità per alimentare lo spirito di unità e di comunione. (...) Aprite, pertanto, sempre più gli orizzonti della vostra mente e del vostro cuore all'universalità della Chiesa, sì da superare ogni tentazione di particolarismi ed individualismi".
Il Papa ha concluso il suo discorso esortando i futuri Nunzi Apostolici con queste parole. "Nel vostro itinerario formativo non manchi, infine, una filiale e genuina devozione alla Vergine Maria. Sia Lei ad aiutarvi a crescere nell'amore per Cristo e per la Chiesa e a tendere sempre alla santità, suprema ed irrinunciabile aspirazione della nostra esistenza cristiana e sacerdotale".
AC/PONTIFICIA ACCADEMIA ECCLESIASTICA/MULLOR VIS 20060602 (340)
GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE: CARITÀ ANIMA MISSIONE
CITTA' DEL VATICANO, 2 GIU. 2006 (VIS). "La carità, anima della missione" è il tema del Messaggio del Santo Padre per la LXXX Giornata Missionaria Mondiale, che si celebrerà il 22 ottobre prossimo.
Nel Messaggio, datato 29 aprile, il Papa scrive: "Ogni comunità cristiana è chiamata (...) a far conoscere Dio che è Amore" e sottolinea che "l'uomo uscì dalle mani del Creatore come frutto di un'iniziativa d'amore" ed anche se "il peccato offuscò poi in lui l'impronta divina", Dio Padre inviò Suo Figlio unigenito per salvare "ogni umana creatura dalla schiavitù del male e della morte".
"Grazie a Cristo, buon Pastore che non abbandona la pecorella smarrita, è data la possibilità agli uomini di ogni tempo di entrare nella comunione con Dio. (...) Segno sorprendente di questo amore è la Croce".
Benedetto XVI segnala che "per amare secondo Dio occorre vivere in Lui e di Lui: è Dio la prima 'casa' dell'uomo e solo chi in Lui dimora arde di un fuoco di divina carità in grado di 'incendiare' il mondo. Non è forse questa la missione della Chiesa in ogni tempo? Non è allora difficile comprendere che l'autentica sollecitudine missionaria, primario impegno della Comunità ecclesiale, è legata alla fedeltà all'amore divino, e questo vale per ogni singolo cristiano, per ogni comunità locale, per le Chiese particolari e per l'intero Popolo di Dio".
"Proprio dalla consapevolezza di questa comune missione prende vigore la generosa disponibilità dei discepoli di Cristo a realizzare opere di promozione umana e spirituale che testimoniano, come scriveva l'amato Giovanni Paolo II nell'Enciclica 'Redemptoris missio', 'l'anima di tutta l'attività missionaria".
Il Santo Padre sottolinea che "Essere missionari significa allora amare Dio con tutto se stessi sino a dare, se necessario, anche la vita per Lui. Quanti sacerdoti, religiosi, religiose e laici, pure in questi nostri tempi, Gli hanno reso la suprema testimonianza di amore con il martirio!".
"Essere missionari" - scrive ancora il Pontefice - "è chinarsi, come il buon Samaritano, sulle necessità di tutti, specialmente dei più poveri e bisognosi, perché chi ama con il cuore di Cristo non cerca il proprio interesse, ma unicamente la gloria del Padre e il bene del prossimo. Sta qui il segreto della fecondità apostolica dell'azione missionaria, che travalica le frontiere e le culture, raggiunge i popoli e si diffonde fino agli estremi confini del mondo".
Il Papa auspica che la Giornata Missionaria Mondiale "sia utile occasione per comprendere sempre meglio che la testimonianza dell'amore, anima della missione, concerne tutti. (...) Accanto a coloro che sono in prima linea sulle frontiere dell'evangelizzazione - e penso qui con riconoscenza ai missionari e alle missionarie - molti altri, bambini, giovani e adulti con la preghiera e la loro cooperazione in diversi modi contribuiscono alla diffusione del Regno di Dio sulla terra. L'auspicio è che questa compartecipazione cresca sempre più grazie all'apporto di tutti".
MESS/GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE/... VIS 20060602 (490)
MEDIA CEI: CONSERVARE FORME CRISTIANE TRADIZIONE ITALIANA
CITTA' DEL VATICANO, 2 GIU. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto un gruppo di 1.200 dirigenti, giornalisti e tecnici del quotidiano "Avvenire", del Canale televisivo Sat2000, del Circuito radiofonico InBlu e dell'Agenzia Sir, con il Cardinale Camillo Ruini, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), alla quale sono collegati i suddetti mezzi di comunicazione.
"Cari amici" - ha detto il Papa - "voi svolgete una funzione davvero importante: anche mediante il vostro contributo, infatti, trova continuità l'impegno dei cattolici italiani per portare il Vangelo di Cristo nella vita della Nazione".
Successivamente Benedetto XVI ha ricordato la nascita del quotidiano "Avvenire" per volontà di Papa Paolo VI negli anni che seguirono il Concilio Vaticano II e l'ampliamento dei mezzi di comunicazione cattolica al campo dell'emittenza radiotelevisiva.
"Per cogliere il significato complessivo del lavoro a cui vi dedicate ogni giorno" - ha spiegato il Santo Padre - "può essere utile una breve riflessione sui rapporti tra fede e cultura" in Europa. "La cultura europea, come ben sapete, si è formata attraverso i secoli con il contributo del cristianesimo. A partire poi dall'Illuminismo la cultura dell'occidente si è andata allontanando dai suoi fondamenti cristiani con velocità crescente. Specialmente nel periodo più recente la dissoluzione della famiglie e del matrimonio, gli attentati alla vita umana ed alla sua dignità, la riduzione della fede ad esperienza soggettiva e la conseguente secolarizzazione della coscienza pubblica, ci mostrano con drammatica chiarezza le conseguenze di questo allontanamento".
"Esistono tuttavia in varie parti d'Europa" - ha proseguito il Pontefice - "esperienze e modalità di cultura cristiana che si affermano o che nuovamente emergono con slancio crescente. In particolare, la fede cattolica è ancora sostanzialmente presente nella vita del popolo italiano e i segni di una sua rinnovata vitalità sono visibili a tutti".
"Nel vostro lavoro di comunicatori che si ispirano al Vangelo è pertanto necessario un costante discernimento" - ha sottolineato il Santo Padre ricordando che i Pastori della Chiesa in Italia "sono solleciti nel conservare quelle forme cristiane che provengono dalla grande tradizione del popolo italiano e che plasmano la vita comunitaria, aggiornandole, purificandole laddove è necessario, ma soprattutto rafforzandole e incoraggiandole. È anche vostro compito sostenere e promuovere le nuove esperienze cristiane che stanno nascendo e aiutarle a maturare una sempre più chiara consapevolezza del proprio radicamento ecclesiale e del ruolo che possono svolgere nella società e nella cultura dell'Italia".
Benedetto XVI ha parlato dell'opera dei comunicatori come "di un lavoro da compiere non in maniera astratta o puramente intellettuale, ma essendo attenti ai mille risvolti della vita concreta di un popolo, ai suoi problemi, ai suoi bisogni e alle sue speranze".
"Non stancatevi" - ha concluso il Pontefice - "di costruire dei ponti di comprensione e comunicazione tra l'esperienza ecclesiale e l'opinione pubblica. Potrete così essere protagonisti di una comunicazione non evasiva ma amica al servizio dell'uomo di oggi".
AC/MEZZI COMUNICAZIONE CEI/RUINI VIS 20060602 (490)
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