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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 24 marzo 2006

IL PAPA AI CARDINALI: PORPORA ESPRESSIONE AMORE CRISTO


CITTA' DEL VATICANO, 24 MAR. 2006 (VIS). Alle 10:30 di questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha tenuto in Piazza San Pietro il primo Concistoro Ordinario Pubblico del suo Pontificato per la creazione di quindici nuovi Cardinali provenienti da undici diversi Paesi.

Dopo il saluto liturgico, il Santo Padre ha letto la formula di creazione ed ha proclamato solennemente i nomi dei nuovi Cardinali. Il primo dei nuovi Cardinali, Sua Eminenza William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, a nome di tutti, ha rivolto al Santo Padre un indirizzo di omaggio e gratitudine.

Dopo la proclamazione del Santo Vangelo, il Papa ha tenuto l'omelia.

Il Santo Padre Benedetto XVI ha sottolineato che il Concistoro Ordinario Pubblico "manifesta con grande eloquenza la natura universale della Chiesa, diffusa in ogni angolo del mondo per annunciare a tutti la Buona Novella di Cristo Salvatore".

Ricordando che Giovanni Paolo II celebrò nove Concistori, il Santo Padre ha affermato: "Se è vero che nel corso dei secoli molte cose sono mutate per quanto concerne il Collegio Cardinalizio, non sono però cambiate la sostanza e la natura essenziale di questo importante organismo ecclesiale".

"La totale e generosa disponibilità nel servire gli altri" - ha ribadito il Pontefice - "è il segno distintivo di chi nella Chiesa è posto in autorità".

Il primo "Servus servorum Dei" secondo la definizione del Romano Pontefice cara a San Gregorio Magno, è "Gesù. Dietro di Lui, e uniti a Lui, gli Apostoli; e tra questi, in modo speciale, Pietro. (...) Compito del Papa è di farsi per primo servitore di tutti".

Rivolgendosi ai nuovi Cardinali il Papa ha affermato: "Più strettamente legati al Successore di Pietro, sarete chiamati a collaborare con lui nell'adempimento del suo Peculiare servizio ecclesiale, e ciò significherà per voi una più intensa partecipazione al mistero della Croce nella condivisione delle sofferenze di Cristo".

Riassumendo il senso della nuova chiamata con la parola "caritas", tema della Sua prima Enciclica, il Santo Padre ha detto: "La porpora che indossate sia sempre espressione della 'caritas Christi', stimolandovi ad un amore appassionato per Cristo, per la sua Chiesa e per l'umanità. Avete ora un ulteriore motivo per cercare di rivivere gli stessi sentimenti che spinsero il Figlio di Dio fatto uomo a versare il suo sangue in espiazione dei peccati dell'intera umanità".

"Conto su di voi" - ha assicurato il Pontefice - "conto sull'intero Collegio di cui entrate a far parte, per annunciare al mondo che 'Deus caritas est', e per farlo anzitutto mediante la testimonianza di sincera comunione tra i cristiani".

Benedetto XVI ha detto ancora: "Conto su di voi, cari Fratelli Cardinali, per far sì che il principio della carità possa irradiarsi e riesca a vivificare la Chiesa in ogni grado della sua gerarchia, in ogni Comunità e Istituto religioso, in ogni iniziativa spirituale, apostolica e di animazione sociale".

"Conto su di voi perchè, grazie all'attenta valorizzazione dei piccoli e dei poveri, la Chiesa offra al mondo in modo incisivo l'annuncio e la sfida della civiltà dell'amore. Tutto questo mi piace vedere simboleggiato nella porpora di cui siete insigniti. Che essa sia veramente simbolo dell'ardente amore cristiano che traspare dalla vostra esistenza".

Il Rito è proseguito con la professione di fede dei nuovi Cardinali davanti al popolo di Dio e il giuramento di fedeltà e obbedienza al Papa e ai Suoi successori.

I nuovi Cardinali, secondo l'ordine di creazione, si sono inginocchiati dinanzi al Santo Padre che ha imposto la Berretta cardinalizia e ha assegnato a ciascuno una Chiesa di Roma (Titolo o Diaconia) quale segno di partecipazione alla sollecitudine pastorale del Santo Padre nell'Urbe.

Dopo la consegna della Bolla di creazione cardinalizia e di assegnazione del Titolo o della Diaconia, Benedetto XVI ha scambiato con ciascun neo Cardinale l'abbraccio di pace.

La celebrazione si è conclusa con la preghiera universale, la recita del 'Pater Noster' e la Benedizione finale.
BXVI-CONCISTORO/.../... VIS 20060324 (660)

QUATTRO ARGOMENTI CHIAVE INCONTRO CARDINALI


CITTA' DEL VATICANO, 24 MAR. 2006 (VIS). Un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, reso pubblico oggi, informa che nel corso della Giornata di riflessione e di preghiera tenutasi ieri nell'Aula del Sinodo, alla quale hanno assistito i Membri del Collegio Cardinalizio, sono stati esaminati, secondo il desiderio di Papa Benedetto XVI, quattro argomenti principali.

Il primo dei quattro argomenti dell'incontro, proposto dal Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi, è stato la missione dei Vescovi Emeriti nella Chiesa. Successivamente il Cardinale Darío Castrillón Hoyos, Prefetto della Congregazione per il Clero e Presidente della Pontificia Commissione 'Ecclesia Dei' ha illustrato il secondo argomento: gli sforzi compiuti per favorire la comunione ecclesiale dei membri della Fraternità 'San Pio X'.

Al termine della sessione mattutina, i Cardinali hanno ripreso i lavori alle 17:00 con la presentazione del terzo argomento da parte del Cardinale Francis Arinze, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, sulla riforma liturgica postconciliare e sull'uso del "Messale di San Pio V".

Il quarto argomento: la posizione della Chiesa Cattolica e della Santa Sede in particolare di fronte all'Islam oggi, è stato presentato dal Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato.

Infine numerosi Cardinali sono interventi su ognuno dei quattro argomenti. Alle ore 19:00 il Santo Padre ha concluso i lavori della Giornata.
.../INCONTRO COLLEGIO CARDINALIZIO/... VIS 20060324 (230)

CHIESE TITOLARI E DIACONIE DEI NUOVI CARDINALI

CITTA' DEL VATICANO, 24 MAR. 2006 (VIS). Di seguito riportiamo l'elenco dei Titoli o delle Diaconie assegnate ai nuovi Cardinali creati dal Santo Padre Benedetto XVI nel Concistoro Ordinario Pubblico di questa mattina.

- Cardinale William Joseph Levada: Diaconia di Santa Maria in Domnica.

- Cardinale Franc Rodé, C.M., Diaconia di San Francesco Saverio alla Garbatella.

- Cardinale Agostino Vallini, Diaconia di San Pier Damiani ai Monti di San Paolo.

- Cardinale Jorge Liberato Urosa Savino, Titolo di Santa Maria ai Monti.

- Cardinale Gaudencio B. Rosales, Titolo del Santissimo Nome di Maria a Via Latina.

- Cardinale Jean-Pierre Ricard, Titolo di Sant'Agostino.

- Cardinale Antonio Cañizares Llovera, Titolo di San Pancrazio.

- Cardinale Nicholas Cheong Jinsuk, Titolo di Santa Maria Immacolata di Lourdes a Boccea.

- Cardinale Sean Patrick O'Malley, O.F.M.Cap., Titolo di Santa Maria della Vittoria.

- Cardinale Stanislaw Dziwisz, Titolo di Santa Maria del Popolo.

- Cardinale Carlo Caffarra, Titolo di San Giovanni Battista dei Fiorentini.

- Cardinale Joseph Zen Ze-Kiun, S.D.B., Titolo di Santa Maria Madre del Redentore a Tor Bella Monaca.

- Cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, Diaconia di Santa Maria in Portico.

- Cardinale Peter Poreku Dery, Diaconia di Sant'Elena fuori Porta Prenestina.

- Cardinale Albert Vanhoye, S.I., Diaconia di Santa Maria della Mercede e Sant'Adriano a Villa Albani.
.../CHIESE TITOLARI:DIACONIE/... VIS 20060324 (230)

PRESA DI POSSESSO DIACONIA CARDINALE LEVADA


CITTA' DEL VATICANO, 24 MAR. 2006 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha comunicato che domenica 26 marzo, IV domenica di Quaresima, alle ore 17:00, il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, prenderà possesso della Diaconia di Santa Maria in Domnica, Via della Navicella, 10.
OCL/PRESA POSSESSO DIACONIA/LEVADA VIS 20060324 (70)

PARTECIPIAMO CREAZIONE LOTTANDO CONTRO LA FAME


CITTA' DEL VATICANO, 24 MAR. 2006 (VIS). Il Monsignore Renato Volante, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (F.A.O.), ha preso la parola alla XXVIII Sessione della Conferenza Regionale della F.A.O. per il Medio Oriente, svoltasi a Sana'a (Yemen), dal 12 al 16 marzo.

Nel suo intervento, reso pubblico oggi, Monsignor Volante ribadisce l'importanza della promozione di un efficace sviluppo agricolo per garantire a tutti gli esseri umani il diritto alla sicurezza alimentare e ricorda che la Santa Sede "è particolarmente attenta al problema della lotta contro la povertà, la fame e la malnutrizione" e "conferma la disponibilità della Chiesa Cattolica e delle sue istituzioni a cooperare" in questo ambito. Disponibilità che non deve intendersi solo come "possibilità di supporto logistico, ma anche come fonte di ispirazione ideale e programmatica".

"Garantendo ad ogni persona la possibilità di avere un livello di vita e una sicurezza alimentare adeguata, noi partecipiamo al grande disegno della Creazione" - ha concluso il Monsignor Volante - "ed abbiamo la possibilità di anteporre i valori comuni agli interessi individuali. I rapporti internazionali del nostro tempo, che obbediscono all'aspirazione di ogni popolo alla coesistenza pacifica, richiedono nuove forme di solidarietà e di comunione nell'instaurazione di programmi di azione, secondo i principi fondamentali dell'umanità e della giustizia".
DELSS/.../VOLANTE:SANA'A VIS 20060324 (220)

giovedì 23 marzo 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 23 MAR. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha eretto la Diocesi di Jashpur con territorio dismembrato dalla Diocesi di Raigarh, rendendola suffraganea della Sede Metropolitana di Raipur (India).

- Ha nominato il Vescovo Victor Kindo, primo Vescovo di Jashpur (superficie: 5.838; popolazione: 739.780; cattolici: 185.485; sacerdoti: 155: religiosi: 347), India, trasferendolo dalla Sede Vescovile di Raigarh.

- Ha nominato il Monsignore Paul Toppo, Vescovo di Raigarh (superficie: 7.072; popolazione: 1.265.084; cattolici: 56.640; sacerdoti: 51; religiosi: 92), India. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale della medesima Diocesi, è nato nel 1957 a Garla (India) ed è stato ordinato sacerdote nel 1988.
ECE:NER/.../KINDO:TOPPO VIS 20060323 (110)

INCONTRO DEI CARDINALI CON BENEDETTO XVI


CITTA' DEL VATICANO, 23 MAR. 2006 (VIS). Alle 9:30 di questa mattina, nell'Aula del Sinodo in Vaticano, ha avuto inizio la Giornata di riflessione e di preghiera convocata da Benedetto XVI, alla quale hanno partecipato i Membri del Collegio Cardinalizio.

All'inizio dell'incontro il Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, ha ringraziato il Santo Padre a nome di tutti i presenti per aver convocato questa Giornata "per un'azione congiunta più aderente alle sfide pastorali dell'ora presente".

La convocazione del presente Concistoro, ha detto ancora il Decano del Collegio Cardinalizio, "ci rivela quanta attenzione Vostra Santità attribuisca al Collegio. Da parte di tutti noi c'è sempre l'impegno di corrispondere alla missione che la Chiesa si aspetta da noi".

Nel suo breve discorso il Cardinale Sodano ha ricordato che "i Cardinali assistono il Pontefice sia quando sono riuniti collegialmente, sia come singoli nella Curia Romana" ed ha sottolineato la "complementarietà" che esiste tra i due organismi consultivi dei quali dispone il Romano Pontefice: il Sinodo, creato dopo il Concilio Vaticano II e il Collegio Cardinalizio.

"Vostra Santità" - ha concluso il Cardinale Sodano - "ci indicherà ora i temi sui quali vuole sentire il nostro parere e raccogliere consigli. Ho l'onore quale Decano di porgerLe anche il devoto saluto di tutti i Membri del Collegio assenti per impegni urgenti o per ragioni di salute, tra i quali il decano emerito Bernardin Gantin (...). Voglia considerarli presenti nello Spirito".

Nel corso della riunione sono previsti interventi liberi dei partecipanti, secondo il programma di lavoro delle sessioni precedenti il Conclave dello scorso anno, presieduto dall'allora Cardinale Joseph Ratzinger, in qualità di Decano del Collegio Cardinalizio.

La Giornata di riflessione e di preghiera, che si celebra alla vigilia del Concistoro Ordinario Pubblico di domani, durante il quale il Papa procederà alla creazione di quindici nuovi Cardinali, proseguirà nel pomeriggio di oggi dalle 17:00 alle 19:00.
.../INCONTRO COLLEGIO CARDINALIZIO/SODANO VIS 20060323 (280)

mercoledì 22 marzo 2006

EVANGELIZZARE È ENTRARE MISTERO COMUNIONE CON CRISTO


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAR. 2006 (VIS). Questa mattina, per l'Udienza Generale del Mercoledì, il Santo Padre Benedetto XVI ha proseguito la catechesi iniziata la settimana passata, dedicata alla chiamata e alla missione degli Apostoli. All'Udienza, tenutasi in Piazza San Pietro, hanno partecipato 35.000 fedeli.

"La lettera di San Paolo agli Efesini" - ha detto il Papa - "ci presenta la Chiesa come una costruzione edificata sul fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù. (...) I Vangeli concordano nel riferire che la chiamata degli Apostoli segnò i primi passi del ministero di Gesù".

Successivamente il Santo Padre ha spiegato la chiamata degli Apostoli alla luce delle diverse pagine evangeliche ed ha detto: "Stando al racconto di Marco e di Matteo lo scenario della chiamata dei primi Apostoli è il lago di Galilea". Gesù chiama Simone e Andrea, Giacomo e Giovanni ad essere "pescatori di uomini". San Luca narra la pesca miracolosa che "offre il simbolo della missione di pescatori di uomini", affidata agli Apostoli. "Il destino di questi 'chiamati', d'ora in poi, sarà intimamente legato a quello di Gesù. L'apostolo è un inviato, ma, prima ancora, un 'esperto' di Gesù".

Per l'evangelista Giovanni il primo incontro di Gesù con i futuri Apostoli ebbe luogo sulle rive del Giordano. "La presenza dei futuri discepoli, (...) fa luce sul loro mondo spirituale. Erano uomini in attesa del Regno di Dio, desiderosi di conoscere il Messia, la cui venuta era annunciata come imminente. Basta ad essi l'indicazione di Giovanni Battista che addita in Gesù l'Agnello di Dio, perché sorga in loro il desiderio di un incontro personale con il Maestro".

"L'avventura degli Apostoli comincia così, come un incontro di persone che si aprono reciprocamente. Comincia per i discepoli una conoscenza diretta del Maestro. Essi infatti non dovranno essere annunciatori di un'idea, ma testimoni di una persona. Prima di essere mandati ad evangelizzare, dovranno 'stare' con Gesù, stabilendo con lui un rapporto personale. Su questa base, l'evangelizzazione altro non sarà che un annuncio di ciò che si è sperimentato e un invito ad entrare nel mistero della comunione con Cristo".

Il Papa ha quindi spiegato che: "Nel Vangelo Gesù sembra restringere al solo Israele la sua missione: 'Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa d'Israele'". In realtà queste espressioni "vanno comprese alla luce del suo rapporto con Israele, comunità dell'alleanza. Secondo l'attesa messianica le promesse divine sarebbero giunte a compimento quando Dio stesso, attraverso il suo Eletto, avrebbe raccolto il suo popolo come fa un pastore con il gregge".

"Gesù è il pastore escatologico, che raduna le pecore perdute della casa d'Israele e va in cerca di esse, perché le conosce e le ama" - ha concluso il Santo Padre. "Attraverso questa 'raccolta' il Regno di Dio si annuncia a tutte le genti. (...) Dopo la passione e la risurrezione di Cristo (...) il carattere universale della missione degli Apostoli diventerà esplicito. Cristo invierà gli Apostoli 'in tutto il mondo', a 'tutte le nazioni', 'fino agli estremi confini della terra'".
AG/CHIAMATA APOSTOLI/... VIS 20060322 (530)

CHIARIMENTO TITOLO PONTIFICIO "PATRIARCA DI OCCIDENTE"


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAR. 2006 (VIS). Riguardo all'assenza del titolo di "Patriarca d'Occidente" nell'Annuario Pontificio 2006, commentata in modi diversi, il Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani ha reso pubblico oggi un Comunicato.

"Dal punto di vista storico, gli Antichi Patriarchi dell'Oriente fissati dai Concili di Costantinopoli (381) e di Calcedonia (451), erano relativi ad un territorio abbastanza chiaramente circoscritto, allorché il territorio della Sede del Vescovo di Roma rimaneva vago. In Oriente, nell'ambito del sistema ecclesiastico imperiale di Giustiniano (527-565), accanto ai quattro Patriarcati Orientali (Costantinopoli, Alessandria, Antiochia e Gerusalemme), il Papa ero compreso come Patriarca d'Occidente. Inversamente, Roma privilegiò l'idea delle tre sede episcopali petrine: Roma, Alessandria ed Antiochia. Senza usare il titolo di 'Patriarca d'Occidente', il IV Concilio di Costantinopoli (869-870), il IV Concilio del Laterano (1215) ed il Concilio di Firenze (1439), elencarono il Papa come il primo degli allora cinque Patriarchi".

"Il titolo di 'Patriarca d'Occidente' fu adoperato nell'anno 642 da Papa Teodoro I. La sua fioritura avvenne nel XVI e XVII secolo, nel quadro del moltiplicarsi dei titoli del Papa; ne l'Annuario Pontificio esso apparve per la prima volta nel 1863".

"Attualmente il significato del termine 'Occidente' richiama un contesto culturale che non si riferisce soltanto all'Europa Occidentale, ma si estende dagli Stati Uniti d'America fino all'Australia e alla Nuova Zelanda, differenziandosi così da altri contesti culturali. (...) Se si vuole dare al termine 'Occidente' un significato applicabile al linguaggio giuridico ecclesiale, potrebbe essere compreso soltanto in riferimento alla Chiesa latina. Pertanto, il titolo 'Patriarca d'Occidente' descriverebbe la speciale relazione del Vescovo di Roma a quest'ultima, e potrebbe esprimere la giurisdizione particolare del Vescovo di Roma per la Chiesa latina".

"Di conseguenza, il titolo 'Patriarca d'Occidente', sin dall'inizio poco chiaro, nell'evolversi della storia diventava obsoleto e praticamente non più utilizzabile. Appare dunque privo di senso insistere a trascinarselo dietro. Ciò tanto più che la Chiesa cattolica con il Concilio Vaticano II ha trovato per la Chiesa latina nella forma delle Conferenze Episcopali e delle loro riunioni internazionali di Conferenze Episcopali, l'ordinamento canonico adeguato alle necessità di oggi".

Tralasciare il titolo di "Patriarca d'Occidente" - conclude il Comunicato - "non cambia nulla al riconoscimento, tanto solennemente dichiarato dal Concilio Vaticano II, delle antiche Chiese patriarcali. (...) La rinuncia a detto titolo vuole esprimere un realismo storico e teologico e allo stesso tempo (...) potrebbe essere di giovamento al dialogo ecumenico".
CON-UC/PATRIARCA OCCIDENTE/... VIS 20060322 (410)

ASSISTENZA E SOLIDARIETÀ NEI CONFRONTI MALATI TUBERCOLOSI


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAR. 2006 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro, il Santo Padre ha ricordato che venerdì 24 marzo ricorre la Giornata Mondiale per la lotta contro la Tubercolosi, promossa dall'Organizzazione delle Nazioni Unite.

La Giornata "è un'occasione propizia per sollecitare un rinnovato impegno a livello globale" - ha detto Papa Benedetto XVI - "affinché siano rese disponibili le risorse necessarie per curare questi nostri fratelli ammalati, che spesso vivono anche in situazione di grande povertà. Incoraggio le iniziative di assistenza e di solidarietà nei loro confronti, auspicando che ad essi siano sempre assicurate dignitose condizioni di vita".
AG/GIORNATA MONDIALE TUBERCOLOSI/... VIS 20060322 (120)

martedì 21 marzo 2006

ASSEMBLEA PLENARIA PONTIFICIO CONSIGLIO CULTURA


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAR. 2006 (VIS). La "Via pulchritudinis", la bellezza intesa come cammino di evangelizzazione e di dialogo sarà quest'anno il tema dell'Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio della Cultura che si terrà il 27 e 28 marzo prossimi.

In un Comunicato del Dicastero si legge: "Accanto alle tradizionali prove dell'esistenza di Dio, le cinque 'vie', negli ultimi tempi si è affermato sempre più il 'pulchrum' come modo di arrivare a Dio, somma bellezza, e per trasmetter agli uomini qualcosa della vita di Dio, sia attraverso il fascino della natura che attraverso la creazione artistica".

"In un tempo che diffida delle verità forti e che mette in dubbio l'esistenza di un bene universale, la bellezza può apparire come luogo di incontro tra uomini di culture diverse, come una prima tappa nel cammino che conduce alla riscoperta del 'verum' e del 'bonum'".

L'Assemblea che conta la partecipazione di Cardinali, Vescovi, Sacerdoti e laici provenienti dai cinque continenti si articolerà attorno a tre grandi questioni: la bellezza della natura, la bellezza dell'arte, la bellezza della santità cristiana. Partendo dalle fondamenta di un'estetica teologica, sulla scia dei grandi pensatori del XX secolo, si esamineranno le grandi sfide della Chiesa in questo inizio di secolo: le minacce di un nuovo laicismo e dell'indifferenza religiosa; il miraggio della bellezza nelle sette e nei nuovi movimenti religiosi; la contemplazione del creato e i nuovi dibattiti attorno all'evoluzione e alla salvaguardia della natura; lo sfruttamento del patrimonio artistico cristiano in vista di una nuova evangelizzazione; la bellezza della liturgia e la santità.
CON-C/VIA PULCHRITUDINIS/... VIS 20060321 (270)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 21 MAR. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Membro del Consiglio Speciale per l'America della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, l'Arcivescovo José María Arancibia, di Mendoza (Argentina).
NA/.../ARANCIBIA VIS 20060321 (40)

CONCISTORO 24 MARZO: 193 MEMBRI COLLEGIO CARDINALIZIO


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAR. 2001 (VIS). Venerdì prossimo 24 marzo il Santo Padre Benedetto XVI terrà il primo Concistoro Ordinario Pubblico del Suo Pontificato nel quale procederà alla creazione di 15 nuovi Cardinali, portando a 193 il numero dei membri del Collegio Cardinalizio, fra i quali 120 Cardinali elettori, cioè i Cardinali che hanno meno di 80 anni e godono del diritto di partecipare al Conclave per eleggere il nuovo Papa.

A partire dal 24 marzo, l'Europa conterà 100 Cardinali, dei quali 60 elettori. Il continente americano conterà 52 Cardinali (America del Nord 20, America Latina 32), dei quali 36 elettori. I Cardinali dell'Africa saranno 17 (9 elettori), dell'Asia 20 (13 elettori) e l'Oceania conterà 4 Cardinali (2 elettori).

Il paese che conta il numero più elevato di Cardinali è l'Italia con 40, compresi i tre Cardinali che saranno creati il 24 marzo, seguito dagli Stati Uniti che conta 15 Cardinali e da Spagna e Francia che contano rispettivamente 9 Cardinali.

Il Concistoro per la creazione dei nuovi Cardinali di domani seguirà il nuovo rito introdotto in occasione del Concistoro del 28 giugno 1991. Dopo il saluto liturgico, il Santo Padre leggerà la formula di creazione e proclamerà solennemente i nomi dei nuovi Cardinali. Il primo dei nuovi Cardinali, a nome di tutti, rivolgerà al Santo Padre un indirizzo di omaggio.

Dopo la Liturgia della Parola, Benedetto XVI terrà l'omelia, seguita dalla professione di fede, dal giuramento dei nuovi Cardinali, dall'imposizione della berretta cardinalizia e dall'assegnazione del Titolo della Chiesa o della Diaconia quale segno di partecipazione alla sollecitudine pastorale del Pontefice nell'Urbe.

Il Santo Padre consegna infine la Bolla di creazione cardinalizia e di assegnazione del Titolo o della Diaconia e scambia con i nuovi Cardinali l'abbraccio di pace, che a loro volta i Cardinali scambiano fra loro. Il rito si conclude con la preghiera dei Fedeli, la recita del Padre Nostro e la Benedizione Finale.
…/CONCISTORO:COLLEGIO CARDINALIZIO/… VIS 20060321 (330)

lunedì 20 marzo 2006

LO SPRECO DELL'ACQUA È MORALMENTE INACCETTABILE


CITTA' DEL VATICANO, 18 MAR. 2006 (VIS). Una Delegazione della Santa Sede partecipa al IV Forum Mondiale sull'Acqua in corso a Città del Messico (Messico), dal 16 al 22 marzo. Convocato ogni tre anni, su iniziativa del Consiglio Mondiale dell'Acqua, il Forum intende sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi relativi all'acqua e promuovere la partecipazione e il dialogo fra i molteplici settori interessati a fare sentire la propria influenza sulle decisioni politiche per favorire lo sviluppo sostenibile.

A Città del Messico la Delegazione Santa Sede ha presentato un Documento che aggiorna quello elaborato dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace per il III Forum Mondiale dell'Acqua (Kyoto, Giappone, 2003), dal titolo: "L'acqua, elemento essenziale per la vita". Il testo sottolinea l'enunciato che l'acqua è un bene fondamentale per lo sviluppo e un diritto di tutti gli esseri umani, riconosce l'importanza dell'acqua nelle tradizioni religiose e ribadisce il concetto che sia i governi, sia la comunità internazionale, devono affrontare il problema dell'acqua, a livello sociale, economico, politico e ambientale.

Il Documento aggiornato sottolinea il ruolo essenziale dell'acqua per la pace e la sicurezza, precisando che numerosi conflitti hanno origine per il controllo delle risorse idriche e pone come esempio la grave siccità che ha intensificato le tensioni etniche nel Corno d'Africa e le dispute nei Paesi del Medio Oriente per il possesso dei terreni irrigati. Nella sezione del Documento intitolato "Una cultura dell'acqua" si pone in rilievo l'immoralità dello spreco dell'acqua nei paesi sviluppati dove i cittadini non si rendono conto di vivere in condizioni privilegiate e non pensano "alle conseguenze che lo spreco dell'acqua arreca alla vita dei nostri fratelli e sorelle nel resto del mondo".

Le due sezioni finali del Documento sono dedicate alla gestione delle risorse idriche e alla risposta alle catastrofi naturali. "Le decisioni relative alla distribuzione dell'acqua" - si legge nel testo - "devono anche rispondere a criteri di giustizia. Si deve promuovere il diritto umano all'accesso all'acqua e a servizi igienici sicuri in modo da ridurre le disparità esistenti e promuovere il benessere delle persone meno fortunate".

Riguardo alle catastrofi naturali, il Documento rileva che molte di esse si verificano non soltanto per cause naturali ma anche "per l'uso e lo sfruttamento irresponsabile delle risorse della terra. I paesi poveri, devono essere incoraggiati, con l'aiuto dei paesi ricchi, ad investire risorse per ridurre le conseguenze delle inondazioni e della siccità. Si devono promuovere tali iniziative con l'attivo coinvolgimento delle comunità locali che devono essere informate in maniera particolareggiata sulle ripercussioni sull'ambiente e sulla loro vita di ogni infrastruttura edificata allo scopo di ridurre la vulnerabilità alle catastrofi naturali".

"L'essere umano è al centro della preoccupazione espressa nel Documento aggiornato", conclude il testo ribadendo che: "Obiettivo fondamentale di tutti gli sforzi deve essere il benessere di uomini, donne, bambini, famiglie, comunità che vivono nei luoghi più poveri del mondo e soffrono a causa della scarsità e dell'uso dissennato delle risorse idriche".
DELSS/IV FORUM MONDIALE ACQUA/CITTÀ MESSICO VIS 20060320 (500)

QUANDO LA VERITÀ È OLTRAGGIATA SI SCATENANO INGIUSTIZIE


CITTA' DEL VATICANO, 18 MAR. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, e i Rappresentanti della Santa Sede presso le Organizzazioni Internazionali.

"La presenza della Santa Sede presso gli Organismi Internazionali Intergovernativi" - ha detto il Papa nel suo discorso - "rappresenta un contributo fondamentale al rispetto dei diritti umani e del bene comune e, pertanto, all'autentica libertà ed alla giustizia".

"Le relazioni fra gli Stati e negli Stati" - ha proseguito il Pontefice - "sono giuste nella misura in cui esse rispettano la verità. Quando, invece, la verità è oltraggiata, la pace è minacciata, il diritto viene compromesso, allora, con logica conseguenza, si scatenano le ingiustizie".

Benedetto XVI ha sottolineato che tali ingiustizie "assumono anche molti volti; per esempio, il volto del disinteresse o del disordine, che giunge a ledere la struttura di quella cellula originante della società, che è la famiglia; oppure il volto della prepotenza o dell'arroganza, che può arrivare fino all'arbitrio, mettendo a tacere chi non ha voce o non ha forza per farla udire, come avviene nel caso dell'ingiustizia che, oggi, è forse la più grave, ossia quella che sopprime la vita umana nascente".

Il Papa ha concluso il suo discorso esortando i Rappresentanti delle Organizzazioni Internazionali con queste parole: "Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti". Questo criterio dell'azione divina, di perdurante attualità, vi sproni a non meravigliarvi (...) davanti alle difficoltà e alle incomprensioni. Sapete, infatti, che, attraverso di esse, partecipate con autorevolezza alla responsabilità profetica della Chiesa, che intende continuare a levare la sua voce in difesa dell'uomo, anche quando la politica degli Stati o la maggioranza dell'opinione pubblica si muovono in direzione contraria. La verità, infatti, trova forza in se stessa e non nel numero dei consensi che riceve".
AC/VERITÀ:GIUSTIZIA/SODANO VIS 20060320 (320)

VESCOVI CAMERUN: EVANGELIZZAZIONE, FAMIGLIA, PACE


CITTA' DEL VATICANO, 18 MAR. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i Presuli della Conferenza Episcopale del Camerun, al termine della Visita "ad Limina Apostolorum".

Il Papa ha esortato i Vescovi a "far penetrare il Vangelo nel più profondo delle culture e delle tradizioni del vostro popolo, caratterizzate dalla ricchezza dei valori umani, spirituali e morali, senza cessare di purificare le culture, per mezzo di una necessaria conversione, di tutto ciò che in esse si oppone alla pienezza della verità".

Ribadendo che la situazione economica e sociale sfavorevole "rende fragile il legame sociale ed implica la perdita di un certo numero di valori tradizionali quali la famiglia, la condivisione, l'attenzione ai bambini e ai giovani, il senso della gratuità, il rispetto degli anziani", il Santo Padre ha affermato che: "L'offensiva delle sette, (...) il flagello dell'Aids, sono le sfide alle quali voi siete chiamati a dare risposte teologiche e pastorali precise, per evangelizzare in profondità il cuore degli uomini e per risvegliarne la coscienza".

Benedetto XVI ha auspicato che "la ricchezza delle vostre predicazioni" unita ad "una adeguata formazione iniziale e permanente dei catechisti" susciti "un nuovo slancio di santità nelle comunità".

"Mi rallegro per il numero crescente di sacerdoti e seminaristi nel vostro Paese" -ha proseguito il Pontefice - "e rendo grazie anche per il lavoro paziente dei missionari che li hanno preceduti. (...) La ricerca dell'unità al servizio della missione vi invita ad essere attenti ai legami di comunione fraterna con i vostri sacerdoti". Il Santo Padre ha invitato i presbiteri a meditare "sulle esigenze che la carità pastorale richiede, in particolare sulla necessità di una vita casta vissuta nel celibato, in conformità con la legge della Chiesa, su un giusto esercizio dell'autorità e su un sano rapporto con i beni materiali".

Ricordando che nei loro rapporti quinquennali i Vescovi hanno menzionato le sfide che la famiglia deve affrontare, il Papa ha auspicato la promozione di "una pastorale familiare che offra ai giovani un'educazione affettiva e morale esigente, preparandoli ad impegnarsi a vivere l'amore coniugale in maniera responsabile, condizione tanto importante per la stabilità delle famiglie e della società intera".

Al termine del suo discorso, Benedetto XVI ha sottolineato la necessità di consolidare "i rapporti fraterni con le altre confessioni cristiane e con i credenti di altre religioni, per manifestare l'amore del Cristo Salvatore che fa nascere fra gli uomini il desiderio di vivere in pace e di formare un popolo di fratelli".

"Che la Chiesa del Camerun" - ha esclamato il Papa - "in questa regione dell'Africa centrale tanto martirizzata dalle guerre, rimanga sempre più segno tangibile della pace da edificare, una pace che superi i ripiegamenti di identità o di etnia, che bandisca la tentazione della vendetta e del risentimento, e che stabilisca nuovi rapporti fra gli uomini, fondati sulla giustizia e sulla carità".
AL/.../CAMERUN VIS 20060320 (490)

TORNI PIENA COMUNIONE CHIESA ARMENA CON VESCOVO DI ROMA


CITTA' DEL VATICANO, 20 MAR. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina Sua Beatitudine Nerses Bedros XIX Tarmouni, Patriarca di Cilicia degli Armeni (Libano), accompagnato dai membri del Sinodo Patriarcale e da un gruppo di pellegrini.

Nel suo discorso il Papa ha ricordato le sofferenze patite lungo i secoli dal Popolo armeno "in nome della fede cristiana negli anni della terribile persecuzione che resta nella storia col nome tristemente significativo di 'metz yeghèrn', il grande male'".

Tuttavia, ha proseguito Papa Benedetto, "Gli Armeni, che si sono sempre sforzati di integrarsi con la loro operosità e la loro dignità nelle società in cui si sono venuti a trovare, continuano a testimoniare anche oggi la loro fedeltà al Vangelo".

Ricordando che la Comunità armeno-cattolica è sparsa in molti Paesi, il Santo Padre ha affermato che "In Medio Oriente, in Cilicia e, successivamente, in Libano, la Provvidenza ha collocato il Patriarcato degli armeno-cattolici: ad esso, tutti i fedeli armeno-cattolici guardano come a saldo punto di riferimento spirituale per la loro secolare tradizione culturale e liturgica".

"Diverse Chiese" - ha continuato il Pontefice - "che riconoscono in San Gregorio l'Illuminatore il comune Padre fondatore, sono fra loro divise, anche se negli ultimi decenni tutte hanno ripreso un dialogo cordiale e fruttuoso, al fine di riscoprire le comuni radici. Incoraggio questa ritrovata fraternità e collaborazione, auspicando che da essa scaturiscano nuove iniziative per un percorso verso la piena unità. E se gli avvenimenti storici hanno visto la frammentazione della Chiesa armena, la Divina Provvidenza farà sì che un giorno essa torni ad essere unita con una sua Gerarchia in fraterna sintonia interna e in piena comunione con il Vescovo di Roma".

"Di questa auspicata unità è stato un segno confortante la celebrazione dei 1700 anni di fondazione della Chiesa armena, con la partecipazione dell'amato mio Predecessore Giovanni Paolo II".

Papa Benedetto ha concluso il suo discorso affermando: "Vogliamo essere tutti strumenti a disposizione di Cristo; Egli, che è Via, Verità e Vita, ci conceda di perseverare con ogni nostra forza, perché vi sia quanto prima un solo gregge sotto un solo Pastore".
AC/UNITÀ/CHIESA ARMENIA VIS 20060320 (370)

SAN GIUSEPPE: ESEMPIO FEDE NEL DIO CHE GUIDA EVENTI STORIA


CITTA' DEL VATICANO, 19 MAR. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato a San Giuseppe, la cui celebrazione liturgica è stata posticipata a domani lunedì, le meditazioni che precedono la recita dell'Angelus con le migliaia di pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

Il Papa ha ricordato che di San Giuseppe era molto devoto Giovanni Paolo II "il quale gli dedicò l'Esortazione apostolica 'Redemptoris Custos' - Custode del Redentore - e sicuramente ne sperimentò l'assistenza nell'ora della morte" ed ha spiegato l'importanza della figura del padre putativo di Gesù nella storia della salvezza. "Appartenendo egli alla tribù di Giuda" - ha detto Benedetto XVI - "legò Gesù alla discendenza davidica, così che, realizzando le promesse sul Messia, il Figlio della Vergine Maria può dirsi veramente 'figlio di David'. Il Vangelo di Matteo, in modo particolare, pone in risalto le profezie messianiche che trovarono compimento mediante il ruolo di Giuseppe: la nascita di Gesù a Betlemme; il suo passaggio attraverso l'Egitto, dove la santa Famiglia si era rifugiata; il soprannome di 'Nazzareno'".

"San Giuseppe fu "al pari della sposa Maria, autentico erede della fede di Abramo: fede nel Dio che guida gli eventi della storia secondo il suo misterioso disegno salvifico. La sua grandezza, al pari di quella di Maria, risalta ancor più perché la sua missione si è svolta nell'umiltà e nel nascondimento della casa di Nazaret. Del resto, Dio stesso, nella Persona del suo Figlio incarnato, ha scelto questa via e questo stile nella sua esistenza terrena".

"Dall'esempio di San Giuseppe viene a tutti noi un forte invito a svolgere con fedeltà, semplicità e modestia il compito che la Provvidenza ci ha assegnato. Penso anzitutto ai padri e alle madri di famiglia, e prego perché sappiano sempre apprezzare la bellezza di una vita semplice e laboriosa, coltivando con premura la relazione coniugale e compiendo con entusiasmo la grande e non facile missione educativa".

Il Papa ha concluso le sue meditazioni con queste parole: "Ai Sacerdoti, che esercitano la paternità nei confronti delle comunità ecclesiali San Giuseppe ottenga di amare la Chiesa con affetto e piena dedizione, e sostenga le persone consacrate nella loro gioiosa e fedele osservanza dei consigli evangelici di povertà, castità e obbedienza. Protegga i lavoratori di tutto il mondo, perché contribuiscano con le loro varie professioni al progresso dell'intera umanità e aiuti ogni cristiano a realizzare con fiducia e con amore la volontà di Dio, cooperando così al compimento dell'opera della salvezza".

Al termine della recita dell'Angelus, Papa Benedetto ha ricordato che quest'anno ricorre il V centenario dei Musei Vaticani che Giovanni Paolo II ha definito "una delle più importanti porte della Santa Sede aperte sul mondo" ed ha affermato: "Questa istituzione offre infatti un importante contributo alla missione della Chiesa, comunicando a milioni di persone le verità cristiane con il linguaggio dell'arte".
ANG/SAN GIUSEPPE:MUSEI VATICANI/... VIS 20060320 (460)

LAVORO NEL RISPETTO DIGNITÀ UMANA E SERVIZIO BENE COMUNE


CITTA' DEL VATICANO, 19 MAR. 2006 (VIS). Alle 9:30 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto nella Basilica Vaticana la Santa Messa per i lavoratori, nel ricordo di San Giuseppe, la cui solennità si celebra domani lunedì, poiché il 19 marzo ha coinciso quest'anno con la III Domenica di Quaresima.

Con il Papa hanno concelebrato il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale del Santo Padre per la Diocesi di Roma e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana; il Vescovo Giuseppe Betori, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana ed il Vescovo Arrigo Miglio, Presidente della Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, il quale ha rivolto, all'inizio della celebrazione, un indirizzo di omaggio al Santo Padre Benedetto XVI con gli auguri per il Suo onomastico.

Benedetto XVI ha ricordato nell'omelia che la Bibbia "mostra come il lavoro appartenga alla condizione originaria dell'uomo" e fa parte del "progetto divino". "Lo stesso Figlio di Dio" - ha detto il Papa - "facendosi in tutto simile a noi, si dedicò per molti anni ad attività manuali, tanto da essere conosciuto come il 'figlio del carpentiere'".

"La Chiesa" - ha proseguito il Pontefice - "ha sempre mostrato, specialmente nell'ultimo secolo, attenzione e sollecitudine per questo ambito della società, come testimoniano i numerosi interventi sociali del Magistero e l'azione di molteplici associazioni di ispirazione cristiana, alcune delle quali sono oggi qui convenute a rappresentare l'intero mondo dei lavoratori".

Il Papa ha sottolineato che: "Il lavoro riveste primaria importanza per la realizzazione dell'uomo e per lo sviluppo della società, e per questo occorre che esso sia sempre organizzato e svolto nel pieno rispetto dell'umana dignità e al servizio del bene comune. Al tempo stesso, è indispensabile che l'uomo non si lasci asservire dal lavoro, che non lo idolatri, pretendendo di trovare in esso il senso ultimo e definitivo della vita. Al riguardo, giunge opportuno l'invito contenuto nella prima lettura: 'Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: sei giorni faticherai e farai ogni lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio'. Il sabato è giorno santificato, cioè consacrato a Dio, in cui l'uomo comprende meglio il senso della sua esistenza, ed anche dell'attività lavorativa. Si può, pertanto, affermare che l'insegnamento biblico sul lavoro trova il suo coronamento nel comandamento del riposo".

Ribadendo che "l'attività lavorativa deve servire al vero bene dell'umanità", il Santo Padre ha affermato che: "Perché ciò avvenga non basta la pur necessaria qualificazione tecnica e professionale, non è sufficiente nemmeno la creazione di un ordine sociale giusto e attento al bene di tutti. Occorre vivere una spiritualità che aiuti i credenti a santificarsi attraverso il proprio lavoro, imitando San Giuseppe, che ogni giorno ha dovuto provvedere alle necessità della Santa Famiglia con le sue mani e che per questo la Chiesa addita quale Patrono dei lavoratori. La sua testimonianza mostra che l'uomo è soggetto e protagonista del lavoro".

Benedetto XVI ha concluso l'omelia affidando a San Giuseppe "i giovani che a fatica riescono ad inserirsi nel mondo del lavoro, i disoccupati e coloro che soffrono i disagi dovuti alla diffusa crisi occupazionale".

"Insieme con Maria, sua sposa, vegli San Giuseppe su tutti i lavoratori ed ottenga per le famiglie e l'intera umanità serenità e pace. Guardando a questo grande Santo apprendano i cristiani a testimoniare in ogni ambito lavorativo l'amore di Cristo, sorgente di solidarietà e di stabile pace".
HML/SAN GIUSEPPE/... VIS 20060320 (580)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 20 MAR. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani.

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale del Camerun, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Adalbert Ndzana, di Mbalmayo.

- Il Vescovo Jérôme Owono-Mimboe, di Obala.

- Il Vescovo Raphaël Marie Ze, di Sangmélima.

Sabato 18 marzo il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Camerun, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Simon-Victor Tonyé Bakot, di Yaoundé.

- Il Vescovo Emmanuel Bushu, di Yagoua.

- Il Vescovo Jean-Marie Benoît Bala, di Bafia, con il Vescovo emerito Athanase Bala, C.S.Sp.

- Il Vescovo Jean Mbarga, di Ebolowa-Kribi.

- L'Arcivescovo Antonio Franco, Nunzio Apostolico in Israele e Cipro e Delegato Apostolico in Gerusalemme e Palestina.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/.../... VIS 20060320 (160)
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