CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2006 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del telegramma di cordoglio, che il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, a nome Santo Padre Benedetto XVI, ha fatto pervenire all'Arcivescovo Alapati Lui Mata'eliga, di Samoa-Apia (Samoa), per la morte, venerdì 20 gennaio, all'età di 82 anni, del Cardinale Pio Taofinu'u, S.M., Arcivescovo emerito della medesima Arcidiocesi.
"Nell'apprendere con profondo dolore la notizia della morte del Cardinale Pio Taofinu'u, S.M., porgo le mie sentite condoglianze a Lei e a tutto il clero, religiosi e laici dell'Arcidiocesi di Samoa-Apia ed ai membri della Società di Maria. Estendo il mio cordoglio alle Autorità civili della regione e a tutte le popolazioni del Pacifico, per le quali il compianto Cardinale è stato sublime esempio di fermo impegno alla verità e all'amore del Vangelo di Gesù Cristo. In questo momento di profondo lutto mi unisco a Lei nella preghiera affinché, attraverso l'intercessione della Beata Vergine Maria, Dio nostro Padre misericordioso conceda al defunto Porporato la ricompensa delle sue fatiche e accolga la sua nobile anima nella gioia e nella pace celesti. A tutti i partecipanti alla solenne Messa delle Esequie, imparto di cuore la Benedizione Apostolica in segno di consolazione e forza nel Signore".
TGR/MORTE CARDINALE/TAOFINU'U:MATA'ELIGA VIS 20060123 (200)
Inizio - VIS Vaticano - Ricevere VIS - Contattaci - Calendario VIS
Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana... [+]
ultime 5 notizie
lunedì 23 gennaio 2006
PREGHIERA PER L'UNITÀ: ANIMA MOVIMENTO ECUMENICO
CITTA' DEL VATICANO, 22 GEN. 2006 (VIS). La Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, che ogni anno si celebra dal 18 al 25 gennaio, è stato il tema centrale della riflessione di Benedetto XVI prima della recita dell'Angelus con i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.
Il Papa ha spiegato che l'iniziativa, nata agli inizi del secolo XX "ha conosciuto un positivo sviluppo diventando sempre più un momento ecumenico di riferimento, in cui i cristiani delle diverse confessioni in tutto il mondo pregano e riflettono, a partire da uno stesso testo biblico" ed ha ricordato che il brano prescelto è tratto dal capitolo diciottesimo del Vangelo di Matteo: "Se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro".
"Quanta fiducia e quanta speranza infondono queste parole del Signore Gesù!" - ha esclamato il Santo Padre - "In particolare esse spronano i cristiani a domandare insieme a Dio quella piena unità fra di loro, per la quale Cristo stesso, con accorata insistenza, pregò il Padre nell'Ultima Cena. Si capisce bene, allora, quanto sia importante che noi cristiani invochiamo il dono dell'unità con perseverante costanza. Se lo facciamo con fede, possiamo essere certi che la nostra richiesta sarà esaudita. Non sappiamo come, né quando, perché non spetta a noi conoscerlo, ma non dobbiamo dubitare che un giorno saremo 'una cosa sola', come Gesù e il Padre sono uniti nello Spirito Santo".
"La preghiera per l'unità costituisce l'anima del movimento ecumenico che (...) progredisce nel mondo intero. Certo, non mancano le difficoltà e le prove, ma anche queste non sono prive di utilità spirituale, perché ci spingono ad esercitare la pazienza e la perseveranza e a crescere nella carità fraterna. Dio è amore, e solo convertendoci a Lui ed accettando la sua Parola ci troveremo tutti uniti nell'unico Corpo mistico di Cristo".
"L'espressione, 'Dio è amore', che in latino suona 'Deus caritas est', è il titolo della mia prima Enciclica, che sarà pubblicata mercoledì prossimo 25 gennaio, festa della Conversione di San Paolo. Sono lieto che ciò coincida con la conclusione della Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani: quel giorno mi recherò nella Basilica di San Paolo per presiedere i Vespri, ai quali prenderanno parte anche i Rappresentanti della altre Chiese e Comunità ecclesiali".
Al termine della recita dell'Angelus, il Papa ha ricordato la situazione dei paesi africani ed in particolare della Costa d'Avorio "ove persistono gravi tensioni fra le varie componenti sociali e politiche del Paese. A tutti rivolgo un invito a proseguire nel dialogo costruttivo, in vista della riconciliazione e della pace. Affido queste intenzioni all'intercessione della Vergine Santa, tanto amata dal popolo ivoriano".
ANG/UNITÀ CRISTIANI:ENCICLICA/... VIS 20060123 (480)
Il Papa ha spiegato che l'iniziativa, nata agli inizi del secolo XX "ha conosciuto un positivo sviluppo diventando sempre più un momento ecumenico di riferimento, in cui i cristiani delle diverse confessioni in tutto il mondo pregano e riflettono, a partire da uno stesso testo biblico" ed ha ricordato che il brano prescelto è tratto dal capitolo diciottesimo del Vangelo di Matteo: "Se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro".
"Quanta fiducia e quanta speranza infondono queste parole del Signore Gesù!" - ha esclamato il Santo Padre - "In particolare esse spronano i cristiani a domandare insieme a Dio quella piena unità fra di loro, per la quale Cristo stesso, con accorata insistenza, pregò il Padre nell'Ultima Cena. Si capisce bene, allora, quanto sia importante che noi cristiani invochiamo il dono dell'unità con perseverante costanza. Se lo facciamo con fede, possiamo essere certi che la nostra richiesta sarà esaudita. Non sappiamo come, né quando, perché non spetta a noi conoscerlo, ma non dobbiamo dubitare che un giorno saremo 'una cosa sola', come Gesù e il Padre sono uniti nello Spirito Santo".
"La preghiera per l'unità costituisce l'anima del movimento ecumenico che (...) progredisce nel mondo intero. Certo, non mancano le difficoltà e le prove, ma anche queste non sono prive di utilità spirituale, perché ci spingono ad esercitare la pazienza e la perseveranza e a crescere nella carità fraterna. Dio è amore, e solo convertendoci a Lui ed accettando la sua Parola ci troveremo tutti uniti nell'unico Corpo mistico di Cristo".
"L'espressione, 'Dio è amore', che in latino suona 'Deus caritas est', è il titolo della mia prima Enciclica, che sarà pubblicata mercoledì prossimo 25 gennaio, festa della Conversione di San Paolo. Sono lieto che ciò coincida con la conclusione della Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani: quel giorno mi recherò nella Basilica di San Paolo per presiedere i Vespri, ai quali prenderanno parte anche i Rappresentanti della altre Chiese e Comunità ecclesiali".
Al termine della recita dell'Angelus, il Papa ha ricordato la situazione dei paesi africani ed in particolare della Costa d'Avorio "ove persistono gravi tensioni fra le varie componenti sociali e politiche del Paese. A tutti rivolgo un invito a proseguire nel dialogo costruttivo, in vista della riconciliazione e della pace. Affido queste intenzioni all'intercessione della Vergine Santa, tanto amata dal popolo ivoriano".
ANG/UNITÀ CRISTIANI:ENCICLICA/... VIS 20060123 (480)
GRAZIE DEL PAPA BENEDETTO XVI GUARDIA SVIZZERA PONTIFICIA
CITTA' DEL VATICANO, 22 GEN. 2006 (VIS). Durante la recita dell'Angelus, nella ricorrenza del quinto centenario della fondazione del Corpo della Guardia Svizzera Pontificia, il Santo Padre Benedetto XVI ha espresso il suo apprezzamento ai componenti del Corpo per il servizio svolto nel corso dei secoli.
Davanti alle migliaia di persone riunite in Piazza San Pietro, fra le quali era presente un picchetto d'onore del Corpo della Guardia Svizzera Pontificia, il Papa ha ricordato: "Cinquecento anni or sono, il 22 gennaio 1506, il Papa Giulio II accoglieva e benediceva il primo contingente di Guardie Svizzere, venute a Roma per assicurare la difesa della sua persona e del Palazzo Apostolico. Nasceva così la Guardia Svizzera Pontificia".
"Nel ricordare quello storico evento" - ha detto il Papa - "sono lieto di salutare quanti oggi compongono questo benemerito Corpo, al quale, in segno di apprezzamento e di riconoscenza, imparto di cuore una speciale Benedizione Apostolica".
Alle 9:30, il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato e Decano del Collegio Cardinalizio, ha presieduto, nella Cappella Sistina, una Santa Messa per i Membri del Corpo della Guardia Svizzera Pontificia in occasione dell'apertura delle celebrazioni per il quinto centenario della Fondazione.
In memoria del giuramento solenne che le Guardie pronunciano il 6 maggio di ogni anno, il Porporato ha esortato le Guardie Svizzere a "servire fedelmente, lealmente ed onorevolmente il Sommo Pontefice ed i suoi legittimi Successori con tutte le forze, sacrificando, ove occorra, anche la vita per la loro difesa. Questa fedeltà sia sempre la vostra divisa!".
Ricordando i primi 150 Svizzeri che entrarono attraverso Piazza del Popolo nella Città eterna il 22 gennaio 1506 per difendere la Cattedra di Pietro, il Cardinale Sodano ha citato una frase del riformatore protestante svizzero Ulrich Zwingli, che in quell'anno ancora non si era allontanato dalla Chiesa cattolica: "Gli svizzeri vedono la triste situazione della Chiesa di Dio, la Madre della Cristianità, e ritengono grave e pericoloso che ogni tiranno possa aggredire impunemente per avidità di bottino la Madre comune della Cristianità".
"Sono parole" - ha proseguito il Cardinale Segretario di Stato - "che stanno a ricordare ancora oggi alle Guardie Svizzere quell'ispirazione superiore che deve animare il loro servizio, vedendo, con gli occhi della fede, in ogni Romano Pontefice il principio dell'unità visibile della Santa Chiesa di Dio".
Il Cardinale Sodano ha infine invitato i Membri della Guardia Svizzera, in ricordo dell'attuale celebrazione, "ad amare sempre più la Chiesa di Cristo".
ANG/CENTENARIO GUARDIA SVIZZERA/... VIS 20060123 (400)
Davanti alle migliaia di persone riunite in Piazza San Pietro, fra le quali era presente un picchetto d'onore del Corpo della Guardia Svizzera Pontificia, il Papa ha ricordato: "Cinquecento anni or sono, il 22 gennaio 1506, il Papa Giulio II accoglieva e benediceva il primo contingente di Guardie Svizzere, venute a Roma per assicurare la difesa della sua persona e del Palazzo Apostolico. Nasceva così la Guardia Svizzera Pontificia".
"Nel ricordare quello storico evento" - ha detto il Papa - "sono lieto di salutare quanti oggi compongono questo benemerito Corpo, al quale, in segno di apprezzamento e di riconoscenza, imparto di cuore una speciale Benedizione Apostolica".
Alle 9:30, il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato e Decano del Collegio Cardinalizio, ha presieduto, nella Cappella Sistina, una Santa Messa per i Membri del Corpo della Guardia Svizzera Pontificia in occasione dell'apertura delle celebrazioni per il quinto centenario della Fondazione.
In memoria del giuramento solenne che le Guardie pronunciano il 6 maggio di ogni anno, il Porporato ha esortato le Guardie Svizzere a "servire fedelmente, lealmente ed onorevolmente il Sommo Pontefice ed i suoi legittimi Successori con tutte le forze, sacrificando, ove occorra, anche la vita per la loro difesa. Questa fedeltà sia sempre la vostra divisa!".
Ricordando i primi 150 Svizzeri che entrarono attraverso Piazza del Popolo nella Città eterna il 22 gennaio 1506 per difendere la Cattedra di Pietro, il Cardinale Sodano ha citato una frase del riformatore protestante svizzero Ulrich Zwingli, che in quell'anno ancora non si era allontanato dalla Chiesa cattolica: "Gli svizzeri vedono la triste situazione della Chiesa di Dio, la Madre della Cristianità, e ritengono grave e pericoloso che ogni tiranno possa aggredire impunemente per avidità di bottino la Madre comune della Cristianità".
"Sono parole" - ha proseguito il Cardinale Segretario di Stato - "che stanno a ricordare ancora oggi alle Guardie Svizzere quell'ispirazione superiore che deve animare il loro servizio, vedendo, con gli occhi della fede, in ogni Romano Pontefice il principio dell'unità visibile della Santa Chiesa di Dio".
Il Cardinale Sodano ha infine invitato i Membri della Guardia Svizzera, in ricordo dell'attuale celebrazione, "ad amare sempre più la Chiesa di Cristo".
ANG/CENTENARIO GUARDIA SVIZZERA/... VIS 20060123 (400)
BENEDIZIONE DEGLI AGNELLI NELLA FESTA DI SANT'AGNESE
CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2006 (VIS). Questa mattina, nella Cappella Urbano VIII del Palazzo Apostolico Vaticano, in occasione della Memoria Liturgica di Sant'Agnese, Vergine e Martire, il Santo Padre Benedetto XVI ha benedetto due agnelli vivi, la cui lana sarà utilizzata per confezionare i sacri Pallii che il Papa impone ai nuovi Arcivescovi Metropoliti, ogni anno, il 29 giugno, Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.
Il Pallio, sottile stola di lana bianca ornata da sei croci di seta nera, simboleggia la comunione dei Pastori con il Romano Pontefice.
.../BENEDIZIONE AGNELLI:PALLIO/... VIS 20060123 (110)
Il Pallio, sottile stola di lana bianca ornata da sei croci di seta nera, simboleggia la comunione dei Pastori con il Romano Pontefice.
.../BENEDIZIONE AGNELLI:PALLIO/... VIS 20060123 (110)
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:
- Sua Beatitudine il Cardinale Ignace Moussa I Daoud, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.
- Due Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Democratica del Congo, in Visita "ad Limina Apostolorum":
- Il Vescovo Gérard Mulumba Kalemba, di Mweka.
- Il Vescovo Nicolas Djomo Lola, di Tshumbe.
Sabato 21 gennaio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:
- Otto Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Democratica del Congo, in Visita "ad Limina Apostolorum":
- Il Vescovo Ignace Matondo Kwa Nzambi, C.I.C.M., di Molegbe.
- L'Arcivescovo Godefroy Mukeng'a Kalond, C.I.C.M., di Kananga, con l'Ausiliare Vescovo Marcel Madila.
- Il Vescovo Valentin Masegno Nkinda, di Kabinda.
- Il Vescovo Stanislas Lukumwena, O.F.M., di Kole.
- Il Vescovo Léonard Kasanda Lumembu, C.I.C.M., di Luiza.
- Il Vescovo Tharcisse Tshibangu Tshishiku, di Mbujimayi, con l'Ausiliare Vescovo Bernard-Emmanuel Kasanda Mulenga.
- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/.../.... VIS 20060123 (170)
- Sua Beatitudine il Cardinale Ignace Moussa I Daoud, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.
- Due Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Democratica del Congo, in Visita "ad Limina Apostolorum":
- Il Vescovo Gérard Mulumba Kalemba, di Mweka.
- Il Vescovo Nicolas Djomo Lola, di Tshumbe.
Sabato 21 gennaio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:
- Otto Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Democratica del Congo, in Visita "ad Limina Apostolorum":
- Il Vescovo Ignace Matondo Kwa Nzambi, C.I.C.M., di Molegbe.
- L'Arcivescovo Godefroy Mukeng'a Kalond, C.I.C.M., di Kananga, con l'Ausiliare Vescovo Marcel Madila.
- Il Vescovo Valentin Masegno Nkinda, di Kabinda.
- Il Vescovo Stanislas Lukumwena, O.F.M., di Kole.
- Il Vescovo Léonard Kasanda Lumembu, C.I.C.M., di Luiza.
- Il Vescovo Tharcisse Tshibangu Tshishiku, di Mbujimayi, con l'Ausiliare Vescovo Bernard-Emmanuel Kasanda Mulenga.
- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/.../.... VIS 20060123 (170)
Etichette:
Udienze,
Visita 'ad Limina Apostolorum'
IN BREVE
IN OCCASIONE DELLA PROSSIMA APERTURA DEI GIOCHI OLIMPICI INVERNALI, che si svolgeranno nel mese di febbraio a Torino ed in altre località del Piemonte, il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire un messaggio al Cardinale Severino Poletto, Arcivescovo di Torino. Il Papa esprime l'auspicio che "le prossime manifestazioni olimpiche siano (...) per tutti un segno eloquente di amicizia e contribuiscano a rinsaldare tra i popoli relazioni di intesa solidale! Come non riconoscere quanto tutto ciò sia necessario ai nostri giorni, che vedono l'umanità segnata da non poche tensioni e anelante a costruire un futuro di autentica pace?".
IL CARDINALE ANGELO SODANO, SEGRETARIO DI STATO, ha fatto pervenire, a nome del Santo Padre, un telegramma di cordoglio all'Arcivescovo Frantisek Rabek, Ordinario Militare della Slovacchia, a motivo della sciagura aerea avvenuta nei pressi di Kosice, nella quale hanno perso la vita, il 19 gennaio scorso, il Cappellano militare Monsignor Michal Stang e numerosi soldati al rientro da una missione di pace in Kosovo.
.../IN BREVE/... VIS 20060123 (170)
IL CARDINALE ANGELO SODANO, SEGRETARIO DI STATO, ha fatto pervenire, a nome del Santo Padre, un telegramma di cordoglio all'Arcivescovo Frantisek Rabek, Ordinario Militare della Slovacchia, a motivo della sciagura aerea avvenuta nei pressi di Kosice, nella quale hanno perso la vita, il 19 gennaio scorso, il Cappellano militare Monsignor Michal Stang e numerosi soldati al rientro da una missione di pace in Kosovo.
.../IN BREVE/... VIS 20060123 (170)
IL PAPA: DOBBIAMO RIPRENDERE LA PAROLA "AMORE"
CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI è intervenuto questa mattina al Congresso organizzato dal Pontificio Consiglio "Cor Unum", in corso dal 23 al 24 gennaio nell'Aula Nuova del Sinodo, il cui titolo tratto dalla Prima Lettera di San Paolo ai Corinzi, è: "...ma di tutte più grande è la carità!".
Nel suo discorso il Santo Padre si è soffermato sulla prima Enciclica "Deus caritas est" (Dio è amore), che sarà pubblicata il prossimo mercoledì 25 gennaio.
"L'escursione cosmica, in cui Dante nella sua 'Divina Commedia'" - ha detto il Papa all'inizio del suo discorso - "vuole coinvolgere il lettore, finisce davanti alla Luce perenne che è Dio stesso, davanti a quella Luce che al contempo è 'l'amor che move il sole e l'altre stelle'.
Il Dio che da Dante appare nel cerchio centrale della Luce "ha un volto umano e (...) un cuore umano" - ha spiegato il Santo Padre - "In questa visione di Dante si mostra, da una parte, la continuità tra la fede cristiana in Dio e la ricerca sviluppata dalla ragione (...) al contempo, però, appare anche la novità che supera ogni ricerca umana (...) la novità di un amore che ha spinto Dio ad assumere un volto umano, anzi ad assumere carne e sangue. (...) L'eros di Dio non è soltanto una forza cosmica primordiale; è amore che ha creato l'uomo e si china verso di lui".
"La parola 'amore'" - ha detto ancora il Papa - "oggi è così sciupata, così consumata e abusata che quasi si teme di lasciarla affiorare sulle proprie labbra. Eppure è una parola primordiale, espressione della realtà primordiale; noi non possiamo semplicemente abbandonarla, ma dobbiamo riprenderla (...) perché possa illuminare la nostra vita. È stata questa consapevolezza che mi ha indotto a scegliere l'amore come tema della mia prima Enciclica. Volevo tentare di esprimere per il nostro tempo e per la nostra esistenza qualcosa di quello che Dante nella sua visione ha ricapitolato".
"Si tratta proprio di questo: che la fede diventi una visione-comprensione che ci trasforma. Era mio desiderio di dare risalto alla centralità della fede in Dio - in quel Dio che ha assunto un volto umano e un cuore umano. (...) In un'epoca nella quale l'ostilità e l'avidità sono diventate superpotenze, un'epoca nella quale assistiamo all'abuso della religione fino all'apoteosi dell'odio, la sola razionalità neutra non è in grado di proteggerci. Abbiamo bisogno del Dio vivente, che ci ha amati fino alla morte. Così, in questa Enciclica, i temi 'Dio', 'Cristo' e 'Amore' sono fusi insieme come guida centrale della fede cristiana".
"Una prima lettura dell'Enciclica potrebbe forse suscitare l'impressione che essa si spezzi in due parti tra loro poco collegate: una prima parte teorica, che parla dell'essenza dell'amore, e una seconda che tratta della carità ecclesiale, delle organizzazioni caritative. A me però interessava proprio l'unità dei due temi che, solo se visti come un'unica cosa, sono compresi bene. (...) Partendo dall'immagine cristiana di Dio, bisognava mostrare come l'uomo è creato per amare e come questo amore, che inizialmente appare soprattutto come 'eros' tra uomo e donna, deve poi interiormente trasformarsi in 'agape', in dono di sé all'altro".
"Su questa base si doveva poi chiarire che l'essenza dell'amore di Dio e del prossimo descritto nella Bibbia è il centro dell'esistenza cristiana, è il frutto della fede. Successivamente, però, in una seconda parte bisognava evidenziare che l'atto totalmente personale dell'agape non può mai restare una cosa solamente individuale, ma che deve invece diventare anche un atto essenziale della Chiesa come comunità: abbisogna cioè anche della forma istituzionale che si esprime nell'agire comunitario della Chiesa".
"L'organizzazione ecclesiale della carità" - ha concluso il Pontefice - "non è una forma di assistenza sociale che si aggiunge casualmente alla realtà della Chiesa. (...) Essa fa parte invece della natura della Chiesa. (...) Essa deve rendere in qualche modo visibile il Dio vivente. (...) Lo spettacolo dell'uomo sofferente tocca il nostro cuore. Ma l'impegno caritativo ha un senso che va ben oltre la semplice filantropia. È Dio stesso che ci spinge nel nostro intimo ad alleviare la miseria (...). Così, in definitiva, è Lui stesso che noi portiamo nel mondo sofferente. Quanto più consapevolmente e chiaramente lo portiamo come dono, tanto più efficacemente il nostro amore cambierà il mondo".
AC/ENCICLICA:AMORE/COR UNUM VIS 20060123 (720)
Nel suo discorso il Santo Padre si è soffermato sulla prima Enciclica "Deus caritas est" (Dio è amore), che sarà pubblicata il prossimo mercoledì 25 gennaio.
"L'escursione cosmica, in cui Dante nella sua 'Divina Commedia'" - ha detto il Papa all'inizio del suo discorso - "vuole coinvolgere il lettore, finisce davanti alla Luce perenne che è Dio stesso, davanti a quella Luce che al contempo è 'l'amor che move il sole e l'altre stelle'.
Il Dio che da Dante appare nel cerchio centrale della Luce "ha un volto umano e (...) un cuore umano" - ha spiegato il Santo Padre - "In questa visione di Dante si mostra, da una parte, la continuità tra la fede cristiana in Dio e la ricerca sviluppata dalla ragione (...) al contempo, però, appare anche la novità che supera ogni ricerca umana (...) la novità di un amore che ha spinto Dio ad assumere un volto umano, anzi ad assumere carne e sangue. (...) L'eros di Dio non è soltanto una forza cosmica primordiale; è amore che ha creato l'uomo e si china verso di lui".
"La parola 'amore'" - ha detto ancora il Papa - "oggi è così sciupata, così consumata e abusata che quasi si teme di lasciarla affiorare sulle proprie labbra. Eppure è una parola primordiale, espressione della realtà primordiale; noi non possiamo semplicemente abbandonarla, ma dobbiamo riprenderla (...) perché possa illuminare la nostra vita. È stata questa consapevolezza che mi ha indotto a scegliere l'amore come tema della mia prima Enciclica. Volevo tentare di esprimere per il nostro tempo e per la nostra esistenza qualcosa di quello che Dante nella sua visione ha ricapitolato".
"Si tratta proprio di questo: che la fede diventi una visione-comprensione che ci trasforma. Era mio desiderio di dare risalto alla centralità della fede in Dio - in quel Dio che ha assunto un volto umano e un cuore umano. (...) In un'epoca nella quale l'ostilità e l'avidità sono diventate superpotenze, un'epoca nella quale assistiamo all'abuso della religione fino all'apoteosi dell'odio, la sola razionalità neutra non è in grado di proteggerci. Abbiamo bisogno del Dio vivente, che ci ha amati fino alla morte. Così, in questa Enciclica, i temi 'Dio', 'Cristo' e 'Amore' sono fusi insieme come guida centrale della fede cristiana".
"Una prima lettura dell'Enciclica potrebbe forse suscitare l'impressione che essa si spezzi in due parti tra loro poco collegate: una prima parte teorica, che parla dell'essenza dell'amore, e una seconda che tratta della carità ecclesiale, delle organizzazioni caritative. A me però interessava proprio l'unità dei due temi che, solo se visti come un'unica cosa, sono compresi bene. (...) Partendo dall'immagine cristiana di Dio, bisognava mostrare come l'uomo è creato per amare e come questo amore, che inizialmente appare soprattutto come 'eros' tra uomo e donna, deve poi interiormente trasformarsi in 'agape', in dono di sé all'altro".
"Su questa base si doveva poi chiarire che l'essenza dell'amore di Dio e del prossimo descritto nella Bibbia è il centro dell'esistenza cristiana, è il frutto della fede. Successivamente, però, in una seconda parte bisognava evidenziare che l'atto totalmente personale dell'agape non può mai restare una cosa solamente individuale, ma che deve invece diventare anche un atto essenziale della Chiesa come comunità: abbisogna cioè anche della forma istituzionale che si esprime nell'agire comunitario della Chiesa".
"L'organizzazione ecclesiale della carità" - ha concluso il Pontefice - "non è una forma di assistenza sociale che si aggiunge casualmente alla realtà della Chiesa. (...) Essa fa parte invece della natura della Chiesa. (...) Essa deve rendere in qualche modo visibile il Dio vivente. (...) Lo spettacolo dell'uomo sofferente tocca il nostro cuore. Ma l'impegno caritativo ha un senso che va ben oltre la semplice filantropia. È Dio stesso che ci spinge nel nostro intimo ad alleviare la miseria (...). Così, in definitiva, è Lui stesso che noi portiamo nel mondo sofferente. Quanto più consapevolmente e chiaramente lo portiamo come dono, tanto più efficacemente il nostro amore cambierà il mondo".
AC/ENCICLICA:AMORE/COR UNUM VIS 20060123 (720)
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Arcidiocesi di Bamenda (Camerun), presentata dall'Arcivescovo Paul Verdzekov, per raggiunti limiti d'età. Gli succede l'Arcivescovo Cornelius Fontem Esua, Coadiutore della medesima Arcidiocesi.
Sabato 21 gennaio è stato reso noto che il Santo Padre:
- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare dell'Arcidiocesi di Hà Nôi (Viêt Nam), presentata dal Vescovo Paul Lê Dac Trong, per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Monsignore Smaragde Mbonyintege, Vescovo di Kabgayi (superficie: 2.187; popolazione: 912.000; cattolici: 550.000; sacerdoti: 114; religiosi: 269), Rwanda. Il Vescovo eletto è nato nel 1947 a Rutobwe-Gitarama (Rwanda), ed è stato ordinato sacerdote nel 1975. È stato finora Rettore del Seminario Maggiore di Nyakibanda (Rwanda).
- Ha nominato l'Arcivescovo Antonio Franco, finora Nunzio Apostolico nelle Filippine, Nunzio Apostolico in Israele e Cipro e Delegato Apostolico in Gerusalemme e Palestina.
NER:RE:NN/.../... VIS 20060123 (150)
Sabato 21 gennaio è stato reso noto che il Santo Padre:
- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare dell'Arcidiocesi di Hà Nôi (Viêt Nam), presentata dal Vescovo Paul Lê Dac Trong, per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Monsignore Smaragde Mbonyintege, Vescovo di Kabgayi (superficie: 2.187; popolazione: 912.000; cattolici: 550.000; sacerdoti: 114; religiosi: 269), Rwanda. Il Vescovo eletto è nato nel 1947 a Rutobwe-Gitarama (Rwanda), ed è stato ordinato sacerdote nel 1975. È stato finora Rettore del Seminario Maggiore di Nyakibanda (Rwanda).
- Ha nominato l'Arcivescovo Antonio Franco, finora Nunzio Apostolico nelle Filippine, Nunzio Apostolico in Israele e Cipro e Delegato Apostolico in Gerusalemme e Palestina.
NER:RE:NN/.../... VIS 20060123 (150)
Etichette:
Nomine ed altri atti pontifici
venerdì 20 gennaio 2006
TELEVISIONI CATTOLICHE: MOLTE INIZIATIVE MA SCARSE RISORSE
CITTA' DEL VATICANO, 20 GEN. 2006 (VIS). L'Arcivescovo John P. Foley, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali è intervenuto oggi alla Seconda Riunione del Comitato Organizzativo per il Congresso Mondiale delle Televisioni Cattoliche che si tiene nel Palazzo San Carlo in Vaticano.
L'Arcivescovo Foley ha rilevato che uno dei problemi dei mezzi di comunicazione è che nonostante ci siano "molte iniziative di televisione cattoliche, (...) spesso non ci sono risorse sufficienti per la programmazione, non ci sono i mezzi economici o il personale specializzato per mantenerle in attività. Tra i fattori che sembrano trascurati ci sono la coordinazione e la cooperazione".
"Per la natura della nostra responsabilità universale" - ha proseguito il Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali - "abbiamo pensato che sarebbe una buona idea per rispondere alle richieste che arrivano da tutto il mondo di creare un forum per progettare ed anche aiutare a mettere in atto tale coordinazione e cooperazione. (...) Non esiste un altro settore come quello televisivo in cui c'è più bisogno di una rete affinché la programmazione comune venga offerta a tutto il mondo, la formazione professionale sia proposta su base internazionale e le idee ed i programmi vengano condivisi".
"Spero dunque che il nostro progetto" - ha concluso l'Arcivescovo Foley - "ed il nostro eventuale congresso possano essere di aiuto alle televisione cattolica, affinché diventi un sistema nervoso per la Chiesa, un sistema capace di contribuire ad informare, a dare energia e a muovere il Corpo di Cristo che è la Chiesa in una perfetta unità, per proseguire il lavoro di evangelizzazione".
CON-CS/CONGRESSO TELEVISIONI/FOLEY VIS 20060120 (280)
L'Arcivescovo Foley ha rilevato che uno dei problemi dei mezzi di comunicazione è che nonostante ci siano "molte iniziative di televisione cattoliche, (...) spesso non ci sono risorse sufficienti per la programmazione, non ci sono i mezzi economici o il personale specializzato per mantenerle in attività. Tra i fattori che sembrano trascurati ci sono la coordinazione e la cooperazione".
"Per la natura della nostra responsabilità universale" - ha proseguito il Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali - "abbiamo pensato che sarebbe una buona idea per rispondere alle richieste che arrivano da tutto il mondo di creare un forum per progettare ed anche aiutare a mettere in atto tale coordinazione e cooperazione. (...) Non esiste un altro settore come quello televisivo in cui c'è più bisogno di una rete affinché la programmazione comune venga offerta a tutto il mondo, la formazione professionale sia proposta su base internazionale e le idee ed i programmi vengano condivisi".
"Spero dunque che il nostro progetto" - ha concluso l'Arcivescovo Foley - "ed il nostro eventuale congresso possano essere di aiuto alle televisione cattolica, affinché diventi un sistema nervoso per la Chiesa, un sistema capace di contribuire ad informare, a dare energia e a muovere il Corpo di Cristo che è la Chiesa in una perfetta unità, per proseguire il lavoro di evangelizzazione".
CON-CS/CONGRESSO TELEVISIONI/FOLEY VIS 20060120 (280)
MATURAZIONE UMANA E ADESIONE MAGISTERO CHIESA
CITTA' DEL VATICANO, 20 GEN. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto il Rettore, gli Alunni e i Superiori dell'Almo Collegio Capranica, alla vigilia della memoria liturgica di Sant'Agnese, Patrona di questo Seminario diocesano di Roma che accoglie anche i candidati al sacerdozio provenienti da altre diocesi italiane e del mondo.
Il Papa ha esortato i seminaristi a "far tesoro di ogni occasione per testimoniare efficacemente il Vangelo in mezzo agli uomini del nostro tempo" durante gli anni di formazione.
"Per rispondere alle attese della società moderna" - ha detto il Papa - "per cooperare alla vasta azione evangelizzatrice che coinvolge tutti i cristiani, c'è bisogno di sacerdoti preparati e coraggiosi che, senza ambizioni e timori, ma convinti della Verità evangelica, si preoccupino anzitutto di annunciare Cristo e, in suo nome, siano pronti a chinarsi sulle sofferenze umane, facendo sperimentare il conforto dell'amore di Dio e il calore della famiglia ecclesiale a tutti, specialmente ai poveri e a quanti versano in difficoltà".
Il Santo Padre ha sottolineato che tutto ciò comporta "insieme ad una maturazione umana e ad un'adesione diligente alla verità rivelata, che il Magistero della Chiesa fedelmente propone, un serio impegno nella santificazione personale e nell'esercizio delle virtù, specialmente dell'umiltà e della carità," ed ha soggiunto che: "occorre pure alimentare la comunione con le varie componenti del Popolo di Dio, perché cresca in ciascuno la consapevolezza di essere parte dell'unico Corpo di Cristo".
"Perché tutto ciò possa realizzarsi, vi invito, cari amici, a mantenere lo sguardo fisso su Cristo. (...) Quanto più, infatti, resterete in comunione con Lui, tanto più sarete in grado di seguirne fedelmente le orme, così che 'nella carità, che è il vincolo della perfezione', maturi il vostro amore per il Signore, sotto la guida dello Spirito Santo".
Papa Benedetto ha concluso il suo discorso incoraggiando i seminaristi a seguire l'esempio dei sacerdoti zelanti che l'Almo Collegio ha annoverato tra i suoi alunni e "che hanno profuso tesori di scienza e di bontà nella Vigna del Signore. Seguite il loro esempio!".
AC/.../ALMO COLLEGIO CAPRANICA VIS 20060120 (350)
Il Papa ha esortato i seminaristi a "far tesoro di ogni occasione per testimoniare efficacemente il Vangelo in mezzo agli uomini del nostro tempo" durante gli anni di formazione.
"Per rispondere alle attese della società moderna" - ha detto il Papa - "per cooperare alla vasta azione evangelizzatrice che coinvolge tutti i cristiani, c'è bisogno di sacerdoti preparati e coraggiosi che, senza ambizioni e timori, ma convinti della Verità evangelica, si preoccupino anzitutto di annunciare Cristo e, in suo nome, siano pronti a chinarsi sulle sofferenze umane, facendo sperimentare il conforto dell'amore di Dio e il calore della famiglia ecclesiale a tutti, specialmente ai poveri e a quanti versano in difficoltà".
Il Santo Padre ha sottolineato che tutto ciò comporta "insieme ad una maturazione umana e ad un'adesione diligente alla verità rivelata, che il Magistero della Chiesa fedelmente propone, un serio impegno nella santificazione personale e nell'esercizio delle virtù, specialmente dell'umiltà e della carità," ed ha soggiunto che: "occorre pure alimentare la comunione con le varie componenti del Popolo di Dio, perché cresca in ciascuno la consapevolezza di essere parte dell'unico Corpo di Cristo".
"Perché tutto ciò possa realizzarsi, vi invito, cari amici, a mantenere lo sguardo fisso su Cristo. (...) Quanto più, infatti, resterete in comunione con Lui, tanto più sarete in grado di seguirne fedelmente le orme, così che 'nella carità, che è il vincolo della perfezione', maturi il vostro amore per il Signore, sotto la guida dello Spirito Santo".
Papa Benedetto ha concluso il suo discorso incoraggiando i seminaristi a seguire l'esempio dei sacerdoti zelanti che l'Almo Collegio ha annoverato tra i suoi alunni e "che hanno profuso tesori di scienza e di bontà nella Vigna del Signore. Seguite il loro esempio!".
AC/.../ALMO COLLEGIO CAPRANICA VIS 20060120 (350)
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 20 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Ivan Tilak Jayasundera, Vescovo di Ratnapura (superficie: 4.968; popolazione: 1.787.938; cattolici: 19.532; sacerdoti: 34; religiose: 70), Sri Lanka. Il Vescovo eletto è nato a Kandy (Sri Lanka), nel 1959 ed è stato ordinato sacerdote nel 1985. Finora è stato Professore di liturgia presso il Seminario Nazionale Maggiore di Kandy (Sri Lanka).
NER/.../JAYASUNDERA VIS 20060120 (70)
NER/.../JAYASUNDERA VIS 20060120 (70)
Etichette:
Nomine ed altri atti pontifici
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 20 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate cinque Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Democratica del Congo, in Visita "ad Limina Apostolorum":
- L'Arcivescovo Joseph Kumuondala Mbimba, di Mbandaka-Bikoro.
- Il Vescovo Joseph Mokobe Ndjoku, di Basankusu.
- Il Vescovo Fridolin Ambongo Besungu, O.F.M.Cap., di Bokungu-Ikela.
- Il Vescovo Louis Nkinga Bondala, C.I.C.M., di Lisala.
- Il Vescovo Ferdinand Maemba Liwoke, di Lolo.
Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva in udienza l'Arcivescovo William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/.../... VIS 20060120 (100)
- L'Arcivescovo Joseph Kumuondala Mbimba, di Mbandaka-Bikoro.
- Il Vescovo Joseph Mokobe Ndjoku, di Basankusu.
- Il Vescovo Fridolin Ambongo Besungu, O.F.M.Cap., di Bokungu-Ikela.
- Il Vescovo Louis Nkinga Bondala, C.I.C.M., di Lisala.
- Il Vescovo Ferdinand Maemba Liwoke, di Lolo.
Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva in udienza l'Arcivescovo William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/.../... VIS 20060120 (100)
Etichette:
Udienze,
Visita 'ad Limina Apostolorum'
giovedì 19 gennaio 2006
INIZIO CERIMONIE V CENTENARIO GUARDIA SVIZZERA PONTIFICIA
CITTA' DEL VATICANO, 19 GEN. 2006 (VIS). Alle 9:30 di domenica 22 gennaio, nella Cappella Sistina, il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato di Sua Santità, presiederà una Santa Messa per le 110 Guardie attive e i loro familiari. Avranno inizio così le cerimonie commemorative del V Centenario della fondazione del Corpo Militare più antico del mondo.
Un Comunicato reso pubblico nel pomeriggio di ieri precisa che, sempre domenica 22, il Cardinale svizzero Georges-Marie Cottier, O.P., presiederà una solenne Celebrazione Eucaristica nella Cattedrale di San Nicola a Friburgo (Svizzera), con la partecipazione di più di 500 Ex-Guardie svizzere.
In occasione della Preghiera dell'Angelus del Santo Padre una formazione d'onore di circa 70 Guardie sarà presente in Piazza San Pietro per ricevere la Benedizione Apostolica come avvenne 500 anni fa sotto Papa Giulio II. Le Ex-Guardie riunite a Friburgo saranno collegate tramite la televisione con Piazza San Pietro.
Il Comunicato precisa che la giornata festiva si concluderà con il conferimento della Medaglia Commemorativa del Santo Padre nel Cortile d'Onore della Guardia Svizzera Pontificia.
.../CENTENARIO GUARDIA SVIZZERA/... VIS 20060119 (180)
Un Comunicato reso pubblico nel pomeriggio di ieri precisa che, sempre domenica 22, il Cardinale svizzero Georges-Marie Cottier, O.P., presiederà una solenne Celebrazione Eucaristica nella Cattedrale di San Nicola a Friburgo (Svizzera), con la partecipazione di più di 500 Ex-Guardie svizzere.
In occasione della Preghiera dell'Angelus del Santo Padre una formazione d'onore di circa 70 Guardie sarà presente in Piazza San Pietro per ricevere la Benedizione Apostolica come avvenne 500 anni fa sotto Papa Giulio II. Le Ex-Guardie riunite a Friburgo saranno collegate tramite la televisione con Piazza San Pietro.
Il Comunicato precisa che la giornata festiva si concluderà con il conferimento della Medaglia Commemorativa del Santo Padre nel Cortile d'Onore della Guardia Svizzera Pontificia.
.../CENTENARIO GUARDIA SVIZZERA/... VIS 20060119 (180)
CONVEGNO INTERNAZIONALE CARITÀ PROMOSSO COR UNUM
CITTA' DEL VATICANO, 19 GEN. 2006 (VIS). Il Pontificio Consiglio "Cor Unum" ha promosso un Convegno Internazionale sulla Carità nelle giornate del 23 e 24 gennaio presso l'Aula Nuova del Sinodo in Vaticano. Titolo del Convegno, tratto dalla prima Lettera di San Paolo ai Corinzi, è: "...ma di tutte più grande è la carità!".
Un Comunicato del Pontificio Consiglio "Cor Unum" spiega che il Convegno che si terrà contestualmente alla pubblicazione della prima Enciclica di Benedetto XVI "Deus caritas est", ha l'obiettivo "di tenere vivo nella Chiesa il senso cristiano dell'impegno cristiano a favore del prossimo".
Al Convegno - la cui apertura dei lavori è affidata all'Arcivescovo Paul Josef Cordes, Presidente di "Cor Unum" - è prevista la partecipazione di 200 persone: Cardinali, Vescovi, Ambasciatori, responsabili di istituzioni internazionali di aiuto e assistenza, responsabili delle Caritas nazionali e di organizzazioni non governative.
Il programma dei lavori di lunedì 23 prevede, nella mattinata, gli interventi di James Wolfensohn, Presidente della Banca Mondiale dal 1995 al 2005 e di Denis Viénot, Presidente di "Caritas Internationalis" i quali, con l'Arcivescovo di Dublino (Irlanda), Diarmuid Martin, in funzione di moderatore, metteranno a confronto i due grandi settori degli aiuti umanitari: quello della società civile e quello del mondo ecclesiale. A mezzogiorno il Santo Padre Benedetto XVI rivolgerà alcune parole ai partecipanti al Convegno e nel pomeriggio, il Dr. Joaquín Navarro-Valls, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, presenterà sei testimonianze su "esperienze di carità".
Martedì 24, la regista italiana Liliana Cavani, autrice di "Francesco", una biografia di San Francesco d'Assisi, illustrerà come una regista laica sente il richiamo della carità nella rappresentazione dell'amore nelle opere cinematografiche. Il Cardinale Francis George, Arcivescovo di Chicago (Stati Uniti d'America), concluderà con una lezione teologica sulla Carità.
Il Convegno Internazionale terminerà alle 17:00 del 24 gennaio con una Celebrazione Eucaristica nella Basilica di San Pietro, presieduta dal Cardinale Roger Etchegaray, Vice-Decano del Collegio dei Cardinali e Presidente emerito del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace e del Pontificio Consiglio "Cor Unum".
CON-CU/CONGRESSO CARITÀ/CORDES VIS 20060119 (340)
Un Comunicato del Pontificio Consiglio "Cor Unum" spiega che il Convegno che si terrà contestualmente alla pubblicazione della prima Enciclica di Benedetto XVI "Deus caritas est", ha l'obiettivo "di tenere vivo nella Chiesa il senso cristiano dell'impegno cristiano a favore del prossimo".
Al Convegno - la cui apertura dei lavori è affidata all'Arcivescovo Paul Josef Cordes, Presidente di "Cor Unum" - è prevista la partecipazione di 200 persone: Cardinali, Vescovi, Ambasciatori, responsabili di istituzioni internazionali di aiuto e assistenza, responsabili delle Caritas nazionali e di organizzazioni non governative.
Il programma dei lavori di lunedì 23 prevede, nella mattinata, gli interventi di James Wolfensohn, Presidente della Banca Mondiale dal 1995 al 2005 e di Denis Viénot, Presidente di "Caritas Internationalis" i quali, con l'Arcivescovo di Dublino (Irlanda), Diarmuid Martin, in funzione di moderatore, metteranno a confronto i due grandi settori degli aiuti umanitari: quello della società civile e quello del mondo ecclesiale. A mezzogiorno il Santo Padre Benedetto XVI rivolgerà alcune parole ai partecipanti al Convegno e nel pomeriggio, il Dr. Joaquín Navarro-Valls, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, presenterà sei testimonianze su "esperienze di carità".
Martedì 24, la regista italiana Liliana Cavani, autrice di "Francesco", una biografia di San Francesco d'Assisi, illustrerà come una regista laica sente il richiamo della carità nella rappresentazione dell'amore nelle opere cinematografiche. Il Cardinale Francis George, Arcivescovo di Chicago (Stati Uniti d'America), concluderà con una lezione teologica sulla Carità.
Il Convegno Internazionale terminerà alle 17:00 del 24 gennaio con una Celebrazione Eucaristica nella Basilica di San Pietro, presieduta dal Cardinale Roger Etchegaray, Vice-Decano del Collegio dei Cardinali e Presidente emerito del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace e del Pontificio Consiglio "Cor Unum".
CON-CU/CONGRESSO CARITÀ/CORDES VIS 20060119 (340)
DELEGAZIONE ECUMENICA DELLA FINLANDIA DAL PAPA
CITTA' DEL VATICANO, 19 GEN. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto una Delegazione Ecumenica della Finlandia in occasione della Festa di Sant'Enrico, Patrono del Paese.
Ricordando che Giovanni Paolo II aveva accolto anno dopo anno i membri della Delegazione in pellegrinaggio a Roma, Papa Benedetto XVI ha affermato: "Queste visite sono occasione per un ulteriore e proficuo lavoro e per approfondire lo 'ecumenismo spirituale' che esorta i cristiani divisi ad apprezzare ciò che già li unisce".
Il Santo Padre ha sottolineato che "L'attuale Commissione di Dialogo Luterano-Cattolico in Finlandia e Svezia si fonda sull'importante realizzazione della 'Dichiarazione Congiunta sulla Giustificazione' (1999). Nello specifico contesto dei Paesi nordici, la Commissione continua a studiare i progressi e le implicazioni pratiche della 'Dichiarazione Congiunta'. In tal modo cerca di esaminare le differenze ancora esistenti fra luterani e cattolici relative a certe questioni di fede e di vita ecclesiale mentre mantiene una fervente testimonianza della verità del Vangelo".
"In questi giorni in cui si celebra la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, siamo particolarmente consapevoli che l'unità è una grazia, e che dobbiamo costantemente chiedere questo dono al Signore".
Benedetto XVI ha concluso invitando a ringraziare Dio "per i progressi compiuti nei rapporti fra cattolici e luterani e a pregare che il Signore ci ricolmi del Suo Spirito e ci guidi verso la pienezza della verità e dell'amore".
AC/.../DELEGAZIONE ECUMENICA FINLANDIA VIS 20060119 (250)
Ricordando che Giovanni Paolo II aveva accolto anno dopo anno i membri della Delegazione in pellegrinaggio a Roma, Papa Benedetto XVI ha affermato: "Queste visite sono occasione per un ulteriore e proficuo lavoro e per approfondire lo 'ecumenismo spirituale' che esorta i cristiani divisi ad apprezzare ciò che già li unisce".
Il Santo Padre ha sottolineato che "L'attuale Commissione di Dialogo Luterano-Cattolico in Finlandia e Svezia si fonda sull'importante realizzazione della 'Dichiarazione Congiunta sulla Giustificazione' (1999). Nello specifico contesto dei Paesi nordici, la Commissione continua a studiare i progressi e le implicazioni pratiche della 'Dichiarazione Congiunta'. In tal modo cerca di esaminare le differenze ancora esistenti fra luterani e cattolici relative a certe questioni di fede e di vita ecclesiale mentre mantiene una fervente testimonianza della verità del Vangelo".
"In questi giorni in cui si celebra la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, siamo particolarmente consapevoli che l'unità è una grazia, e che dobbiamo costantemente chiedere questo dono al Signore".
Benedetto XVI ha concluso invitando a ringraziare Dio "per i progressi compiuti nei rapporti fra cattolici e luterani e a pregare che il Signore ci ricolmi del Suo Spirito e ci guidi verso la pienezza della verità e dell'amore".
AC/.../DELEGAZIONE ECUMENICA FINLANDIA VIS 20060119 (250)
Etichette:
Dialogo interreligioso/Ecumenismo
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 19 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:
- Il Signor Günther H. Öttinger, Ministro Presidente del Land Baden-Württemberg (Repubblica Federale di Germania), con la Consorte e Seguito.
- Il Signor Vladimir Gradev, Ambasciatore di Bulgaria, in visita di congedo.
- Tre Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Democratica del Congo, in Visita "ad Limina Apostolorum":
- Il Vescovo Gaspard Mudiso, S.V.D., di Kenge.
- Il Vescovo Edouard Mununu Kasiala, O.C.S.O., di Kikwit.
- Il Vescovo Fidèle Nsielele Zi Mputu, di Kisantu.
Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva:
- Il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani.
- Due Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Democratica del Congo, in Visita "ad Limina Apostolorum":
- Il Vescovo Gabriel Kembo Mamputu, di Matadi.
- Il Vescovo Louis Nzala Kianza, di Popokabaka.
AP:AL/.../... VIS 20060119 (150)
- Il Signor Günther H. Öttinger, Ministro Presidente del Land Baden-Württemberg (Repubblica Federale di Germania), con la Consorte e Seguito.
- Il Signor Vladimir Gradev, Ambasciatore di Bulgaria, in visita di congedo.
- Tre Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Democratica del Congo, in Visita "ad Limina Apostolorum":
- Il Vescovo Gaspard Mudiso, S.V.D., di Kenge.
- Il Vescovo Edouard Mununu Kasiala, O.C.S.O., di Kikwit.
- Il Vescovo Fidèle Nsielele Zi Mputu, di Kisantu.
Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva:
- Il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani.
- Due Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Democratica del Congo, in Visita "ad Limina Apostolorum":
- Il Vescovo Gabriel Kembo Mamputu, di Matadi.
- Il Vescovo Louis Nzala Kianza, di Popokabaka.
AP:AL/.../... VIS 20060119 (150)
Etichette:
Udienze,
Visita 'ad Limina Apostolorum'
mercoledì 18 gennaio 2006
PUBBLICAZIONE 25 GENNAIO PRIMA ENCICLICA DI BENEDETTO XVI
CITTA' DEL VATICANO, 18 GEN. 2006 (VIS). Nel corso dell'Udienza Generale di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI ha annunciato la pubblicazione, il 25 gennaio prossimo, della sua prima Enciclica, dal titolo "Deus Caritas est" (Dio è amore). La presentazione ufficiale avrà luogo nella mattinata presso la Sala Stampa della Santa Sede.
Spiegando il contenuto del Documento il Papa ha affermato: "L'amore oggi appare spesso molto lontano da quanto insegna la Chiesa. Si tratta di un unico movimento che ha diverse dimensioni".
La carità - ha spiegato Papa Ratzinger - è "l'amore che rinuncia a sé a favore dell'altro. L'eros si trasforma in agape se uno cerca il bene dell'altro, si trasforma in caritas se si apre alla propria famiglia e all'intera famiglia umana".
L'Enciclica, ha precisato il Santo Padre "cerca anche di dimostrare che l'atto personalissimo dell'amore deve esprimersi nella Chiesa come atto anche organizzativo: se è vero che la Chiesa è espressione di Dio, deve essere vero che l'amore diventa un atto ecclesiale".
"Mi sembra un atto della Provvidenza che sarà pubblicato proprio il 25 gennaio, giornata conclusiva della settimana di preghiera dell'unità dei cristiani, quando per pregare insieme ai fratelli protestanti e ortodossi mi recherò alla Basilica di San Paolo fuori le Mura".
Papa Benedetto XVI ha espresso infine l'auspicio che l'Enciclica possa "illuminare la nostra vita cristiana".
.../ENCICLICA:BENEDETTO XVI/... VIS 20060118 (240)
Spiegando il contenuto del Documento il Papa ha affermato: "L'amore oggi appare spesso molto lontano da quanto insegna la Chiesa. Si tratta di un unico movimento che ha diverse dimensioni".
La carità - ha spiegato Papa Ratzinger - è "l'amore che rinuncia a sé a favore dell'altro. L'eros si trasforma in agape se uno cerca il bene dell'altro, si trasforma in caritas se si apre alla propria famiglia e all'intera famiglia umana".
L'Enciclica, ha precisato il Santo Padre "cerca anche di dimostrare che l'atto personalissimo dell'amore deve esprimersi nella Chiesa come atto anche organizzativo: se è vero che la Chiesa è espressione di Dio, deve essere vero che l'amore diventa un atto ecclesiale".
"Mi sembra un atto della Provvidenza che sarà pubblicato proprio il 25 gennaio, giornata conclusiva della settimana di preghiera dell'unità dei cristiani, quando per pregare insieme ai fratelli protestanti e ortodossi mi recherò alla Basilica di San Paolo fuori le Mura".
Papa Benedetto XVI ha espresso infine l'auspicio che l'Enciclica possa "illuminare la nostra vita cristiana".
.../ENCICLICA:BENEDETTO XVI/... VIS 20060118 (240)
Etichette:
Enciclica
COMUNIONE IN CRISTO SORREGGE MOVIMENTO ECUMENICO
CITTA' DEL VATICANO, 18 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale odierna alla "Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani" che ha inizio oggi. L'Udienza Generale si è tenuta nell'Aula Paolo VI con la partecipazione di 8.000 persone.
Questa settimana, ha spiegato il Papa, è un "appuntamento importante per riflettere sul dramma della divisione della comunità cristiana e domandare assieme a Gesù stesso 'che tutti siano una cosa sola affinché il mondo creda'".
"La preghiera 'per l'unione di tutti'" - ha proseguito il Pontefice - "coinvolge in forme, tempi e modi diversi cattolici, ortodossi e protestanti, accomunati dalla fede in Gesù Cristo, unico Signore e Salvatore. La preghiera per l'unità fa parte di quel nucleo centrale che il Concilio Vaticano II chiama 'l'anima di tutto il movimento ecumenico' 'Unitatis redintegratio, 8".
"Gli elementi che, nonostante la divisione permanente congiungono ancora i cristiani, sostengono la possibilità di elevare una preghiera comune a Dio. Questa comunione in Cristo sorregge tutto il movimento ecumenico e indica lo scopo stesso della ricerca dell'unità di tutti i cristiani nella Chiesa di Dio. Ciò distingue il movimento ecumenico da ogni altra iniziativa di dialogo e di rapporti con altre religioni e ideologie".
Il Santo Padre ha ricordato che: "Le preghiere comuni che si svolgono nel mondo intero particolarmente in questo periodo, oppure attorno alla Pentecoste, esprimono inoltre la volontà di comune impegno per il ristabilimento della piena comunione di tutti i cristiani".
Ma con le nostre preghiere, ha detto Papa Benedetto, non dobbiamo limitarci ad impetrare. "Possiamo anche ringraziare il Signore per la nuova situazione faticosamente creata dalle relazioni ecumeniche tra i cristiani nella ritrovata fraternità per i forti legami di solidarietà stabiliti, per la crescita della comunione e per le convergenze realizzate certamente in modo diseguale tra i vari dialoghi. Il futuro sta davanti a noi".
Il Papa ha concluso la catechesi citando le parole dell'Enciclica "Ut unum sint" di Giovanni Paolo II "che tanto ha fatto e sofferto per la questione ecumenica": "'riconoscere quanto Dio ha già concesso è la condizione che ci predispone a ricevere quei doni ancora indispensabili per condurre a compimento l'opera ecumenica dell'unità".
AG/UNITÀ CRISTIANI/... VIS 20060118 (370)
Questa settimana, ha spiegato il Papa, è un "appuntamento importante per riflettere sul dramma della divisione della comunità cristiana e domandare assieme a Gesù stesso 'che tutti siano una cosa sola affinché il mondo creda'".
"La preghiera 'per l'unione di tutti'" - ha proseguito il Pontefice - "coinvolge in forme, tempi e modi diversi cattolici, ortodossi e protestanti, accomunati dalla fede in Gesù Cristo, unico Signore e Salvatore. La preghiera per l'unità fa parte di quel nucleo centrale che il Concilio Vaticano II chiama 'l'anima di tutto il movimento ecumenico' 'Unitatis redintegratio, 8".
"Gli elementi che, nonostante la divisione permanente congiungono ancora i cristiani, sostengono la possibilità di elevare una preghiera comune a Dio. Questa comunione in Cristo sorregge tutto il movimento ecumenico e indica lo scopo stesso della ricerca dell'unità di tutti i cristiani nella Chiesa di Dio. Ciò distingue il movimento ecumenico da ogni altra iniziativa di dialogo e di rapporti con altre religioni e ideologie".
Il Santo Padre ha ricordato che: "Le preghiere comuni che si svolgono nel mondo intero particolarmente in questo periodo, oppure attorno alla Pentecoste, esprimono inoltre la volontà di comune impegno per il ristabilimento della piena comunione di tutti i cristiani".
Ma con le nostre preghiere, ha detto Papa Benedetto, non dobbiamo limitarci ad impetrare. "Possiamo anche ringraziare il Signore per la nuova situazione faticosamente creata dalle relazioni ecumeniche tra i cristiani nella ritrovata fraternità per i forti legami di solidarietà stabiliti, per la crescita della comunione e per le convergenze realizzate certamente in modo diseguale tra i vari dialoghi. Il futuro sta davanti a noi".
Il Papa ha concluso la catechesi citando le parole dell'Enciclica "Ut unum sint" di Giovanni Paolo II "che tanto ha fatto e sofferto per la questione ecumenica": "'riconoscere quanto Dio ha già concesso è la condizione che ci predispone a ricevere quei doni ancora indispensabili per condurre a compimento l'opera ecumenica dell'unità".
AG/UNITÀ CRISTIANI/... VIS 20060118 (370)
Etichette:
Udienza generale
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 18 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:
- Il Sacerdote Remídio José Bohn, finora Parroco della Parrocchia "Nossa Senhora do Rosário" e Vicario Episcopale dell'Arcidiocesi di Porto Alegre (Brasile), Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Porto Alegre (superficie: 18.598; popolazione: 3.306.657; cattolici: 2.475.398; sacerdoti: 400; religiosi: 2.035; diaconi permanenti: 33), Brasile. Il Vescovo eletto è nato a Feliz (Brasile) nel 1950 ed è stato ordinato sacerdote nel 1975.
- Il Padre Alessandro Carmelo Ruffinoni, C.S., finora Superiore Provinciale della Provincia degli Scalabriniani con sede a Porto Alegre (Brasile), Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Porto Alegre (superficie: 18.598; popolazione: 3.306.657; cattolici: 2.475.398; sacerdoti: 400; religiosi: 2.035; diaconi permanenti: 33), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1943 a Piazza Brembana (Bergamo), ha emesso la professione religiosa nella Congregazione degli Scalabriniani nel 1961 ed è stato ordinato sacerdote nel 1970.
- Il Vescovo Salvatore Fisichella, che è Ausiliare di Roma, Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense, per un ulteriore quadriennio, a norma dell'Articolo 10 degli Statuti della medesima Università.
- Il Monsignore Livio Melina, che è Ordinario di Teologia morale fondamentale e Vice-Preside della Sezione Centrale del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia, Preside del medesimo Istituto, per il prossimo quadriennio, a norma dell'Articolo 8 degli Statuti dello stesso Istituto.
NEA:NA/.../... VIS 20060118 (220)
- Il Sacerdote Remídio José Bohn, finora Parroco della Parrocchia "Nossa Senhora do Rosário" e Vicario Episcopale dell'Arcidiocesi di Porto Alegre (Brasile), Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Porto Alegre (superficie: 18.598; popolazione: 3.306.657; cattolici: 2.475.398; sacerdoti: 400; religiosi: 2.035; diaconi permanenti: 33), Brasile. Il Vescovo eletto è nato a Feliz (Brasile) nel 1950 ed è stato ordinato sacerdote nel 1975.
- Il Padre Alessandro Carmelo Ruffinoni, C.S., finora Superiore Provinciale della Provincia degli Scalabriniani con sede a Porto Alegre (Brasile), Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Porto Alegre (superficie: 18.598; popolazione: 3.306.657; cattolici: 2.475.398; sacerdoti: 400; religiosi: 2.035; diaconi permanenti: 33), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1943 a Piazza Brembana (Bergamo), ha emesso la professione religiosa nella Congregazione degli Scalabriniani nel 1961 ed è stato ordinato sacerdote nel 1970.
- Il Vescovo Salvatore Fisichella, che è Ausiliare di Roma, Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense, per un ulteriore quadriennio, a norma dell'Articolo 10 degli Statuti della medesima Università.
- Il Monsignore Livio Melina, che è Ordinario di Teologia morale fondamentale e Vice-Preside della Sezione Centrale del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia, Preside del medesimo Istituto, per il prossimo quadriennio, a norma dell'Articolo 8 degli Statuti dello stesso Istituto.
NEA:NA/.../... VIS 20060118 (220)
Etichette:
Famiglia,
Nomine ed altri atti pontifici
Iscriviti a:
Post (Atom)
Copyright © VIS - Vatican Information Service
In accordo con le norme internazionali sulla Proprietà Intellettuale e sui Diritti d'Autore, il VIS autorizza riprodurre le notizie contenute nei servizi del VIS, parzialmente o totalmente, sempre citando la fonte: (VIS - Vatican Information Service).
In accordo con le norme internazionali sulla Proprietà Intellettuale e sui Diritti d'Autore, il VIS autorizza riprodurre le notizie contenute nei servizi del VIS, parzialmente o totalmente, sempre citando la fonte: (VIS - Vatican Information Service).