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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 13 dicembre 2005

MESSAGGIO GIORNATA MONDIALE PACE: "NELLA VERITÀ, LA PACE"


CITTA' DEL VATICANO, 13 DIC. 2005 (VIS). È stato pubblicato oggi il primo Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la celebrazione della Giornata Mondiale della Pace (1 gennaio 2006). Il testo è stato tradotto in inglese, francese, spagnolo, italiano, tedesco e portoghese.

Di seguito riportiamo alcuni estratti del Messaggio:
"Vorrei subito rendere un sincero tributo di gratitudine ai miei Predecessori, i grandi Pontefici Paolo VI e Giovanni Paolo II, illuminati operatori di pace. (...) A più riprese, quali infaticabili messaggeri del Vangelo, essi hanno invitato ogni persona a ripartire da Dio per poter promuovere una pacifica convivenza in tutte le regioni della terra. Nella scia di questo nobilissimo insegnamento si colloca il mio primo Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace: con esso desidero ancora una volta confermare la ferma volontà della Santa Sede di continuare a servire la causa della pace".
"Il nome stesso di Benedetto, che ho scelto il giorno dell'elezione alla Cattedra di Pietro, sta ad indicare il mio convinto impegno in favore della pace. Ho inteso, infatti, riferirmi sia al Santo Patrono d'Europa, ispiratore di una civilizzazione pacificatrice nell'intero Continente, sia al Papa Benedetto XV, che condannò la Prima Guerra Mondiale come 'inutile strage' e si adoperò perché da tutti venissero riconosciute le superiori ragioni della pace."
"Il tema di riflessione di quest'anno - 'Nella verità, la pace' - esprime la convinzione che, dove e quando l'uomo si lascia illuminare dallo splendore della verità, intraprende quasi naturalmente il cammino della pace".
"La pace non può essere ridotta a semplice assenza di conflitti armati, ma va compresa come 'il frutto dell'ordine impresso nella società umana dal suo divino Fondatore'. (...) Quale risultato di un ordine disegnato e voluto dall'amore di Dio, la pace possiede una sua intrinseca e invincibile verità e corrisponde 'ad un anelito e ad una speranza che vivono in noi indistruttibili'".
"Quando viene a mancare l'adesione all'ordine trascendente delle cose, come pure il rispetto di quella 'grammatica' del dialogo che è la legge morale universale, scritta nel cuore dell'uomo, quando viene ostacolato e impedito lo sviluppo integrale della persona e la tutela dei suoi diritti fondamentali, quando tanti popoli sono costretti a subire ingiustizie e disuguaglianze intollerabili, come si può sperare nella realizzazione del bene della pace? Vengono infatti meno quegli elementi essenziali che danno forma alla verità di tale bene".
"E allora, chi e che cosa può impedire la realizzazione della pace? A questo proposito, la Sacra Scrittura mette in evidenza nel suo primo Libro, la 'Genesi', la menzogna, pronunciata all'inizio della storia dall'essere dalla lingua biforcuta, qualificato dall'evangelista Giovanni come 'padre della menzogna' (Gv 8,44). (...) Alla menzogna è legato il dramma del peccato con le sue conseguenze perverse, che hanno causato e continuano a causare effetti devastanti nella vita degli individui e delle nazioni. Basti pensare a quanto è successo nel secolo scorso, quando aberranti sistemi ideologici e politici hanno mistificato in modo programmato la verità ed hanno condotto allo sfruttamento ed alla soppressione di un numero impressionante di uomini e di donne, sterminando addirittura intere famiglie e comunità. Come non restare seriamente preoccupati, dopo tali esperienze, di fronte alle menzogne del nostro tempo, che fanno da cornice a minacciosi scenari di morte in non poche regioni del mondo? L'autentica ricerca della pace deve partire dalla consapevolezza che il problema della verità e della menzogna riguarda ogni uomo e ogni donna, e risulta essere decisivo per un futuro pacifico del nostro pianeta".
"Occorre ricuperare la consapevolezza di essere accomunati da uno stesso destino, in ultima istanza trascendente, per poter valorizzare al meglio le proprie differenze storiche e culturali, senza contrapporsi ma coordinandosi con gli appartenenti alle altre culture. Sono queste semplici verità a rendere possibile la pace".
"La verità della pace chiama tutti a coltivare relazioni feconde e sincere, stimola a ricercare ed a percorrere le strade del perdono e della riconciliazione, ad essere trasparenti nelle trattazioni e fedeli alla parola data".
"La Comunità Internazionale si è dotata di un diritto internazionale umanitario per limitare al massimo, soprattutto per le popolazioni civili, le conseguenze devastanti della guerra. In molteplici circostanze e in diverse modalità, la Santa Sede ha espresso il suo sostegno a tale diritto umanitario, incoraggiandone il rispetto e la pronta attuazione, convinta che esiste, anche nella guerra, la verità della pace".
"Il diritto internazionale umanitario è da annoverare tra le espressioni più felici ed efficaci delle esigenze che promanano dalla verità della pace. Proprio per questo il rispetto di tale diritto si impone come un dovere per tutti i popoli. Ne va apprezzato il valore ed occorre garantirne la corretta applicazione, aggiornandolo con norme puntuali, capaci di fronteggiare i mutevoli scenari degli odierni conflitti armati, nonché l'utilizzo di sempre nuovi e più sofisticati armamenti".
"Al giorno d'oggi, la verità della pace continua ad essere compromessa e negata, in modo drammatico, dal terrorismo che, con le sue minacce ed i suoi atti criminali, è in grado di tenere il mondo in stato di ansia e di insicurezza".
"Non solo il nichilismo, ma anche il fanatismo religioso, oggi spesso denominato fondamentalismo, può ispirare e alimentare propositi e gesti terroristici. Intuendo fin dall'inizio il dirompente pericolo che il fondamentalismo fanatico rappresenta, Giovanni Paolo II lo stigmatizzò duramente, mettendo in guardia dalla pretesa di imporre con la violenza, anziché di proporre alla libera accettazione degli altri la propria convinzione circa la verità".
"Il nichilismo e il fondamentalismo si trovano accomunati da un pericoloso disprezzo per l'uomo e per la sua vita e, in ultima analisi, per Dio stesso. (...) Nell'analizzare le cause del fenomeno contemporaneo del terrorismo è auspicabile che, oltre alle ragioni di carattere politico e sociale, si tengano presenti anche le più profonde motivazioni culturali, religiose ed ideologiche".
"Dinanzi ai rischi che l'umanità vive in questa nostra epoca, è compito di tutti i cattolici intensificare, in ogni parte del mondo, l'annuncio e la testimonianza del 'Vangelo della pace', proclamando che il riconoscimento della piena verità di Dio è condizione previa e indispensabile per il consolidamento della verità della pace".
"La storia ha ampiamente dimostrato che fare guerra a Dio per estirparlo dal cuore degli uomini porta l'umanità, impaurita e impoverita, verso scelte che non hanno futuro. Ciò deve spronare i credenti in Cristo a farsi testimoni convincenti del Dio che è inseparabilmente verità e amore, mettendosi al servizio della pace, in un'ampia collaborazione ecumenica e con le altre religioni, come pure con tutti gli uomini di buona volontà".
"Guardando all'attuale contesto mondiale, possiamo registrare con piacere alcuni promettenti segnali nel cammino della costruzione della pace. Penso, ad esempio, al calo numerico dei conflitti armati. (...) Sono segnali consolanti, che chiedono di essere confermati e consolidati attraverso una concorde ed infaticabile azione, soprattutto da parte della Comunità Internazionale e dei suoi Organi, preposti a prevenire i conflitti e a dare soluzione pacifica a quelli in atto".
"Tutto ciò non deve indurre però ad un ingenuo ottimismo. Non si può infatti dimenticare che, purtroppo, proseguono ancora sanguinosi conflitti fratricidi e guerre devastanti che seminano in vaste zone della terra lacrime e morte".
"Le autorità che, invece di porre in atto quanto è in loro potere per promuovere efficacemente la pace, fomentano nei cittadini sentimenti di ostilità verso altre nazioni, si caricano di una gravissima responsabilità".
"Che dire poi dei governi che contano sulle armi nucleari per garantire la sicurezza dei loro Paesi? Insieme ad innumerevoli persone di buona volontà, si può affermare che tale prospettiva, oltre che essere funesta, è del tutto fallace. In una guerra nucleare non vi sarebbero, infatti, dei vincitori, ma solo delle vittime. La verità della pace richiede che tutti - sia i governi che in modo dichiarato o occulto possiedono armi nucleari, sia quelli che intendono procurarsele -, invertano congiuntamente la rotta con scelte chiare e ferme, orientandosi verso un progressivo e concordato disarmo nucleare. Le risorse in tal modo risparmiate potranno essere impiegate in progetti di sviluppo a vantaggio di tutti gli abitanti e, in primo luogo, dei più poveri".
"A questo proposito, non si possono non registrare con rammarico i dati di un aumento preoccupante delle spese militari e del sempre prospero commercio delle armi, mentre ristagna nella palude di una quasi generale indifferenza il processo politico e giuridico messo in atto dalla Comunità Internazionale per rinsaldare il cammino del disarmo".
"L'auspicio che sale dal profondo del cuore è che la Comunità Internazionale sappia ritrovare il coraggio e la saggezza di rilanciare in maniera convinta e congiunta il disarmo, dando concreta applicazione al diritto alla pace, che è di ogni uomo e di ogni popolo".
"I primi a trarre vantaggio da una decisa scelta per il disarmo saranno i Paesi poveri, che reclamano giustamente, dopo tante promesse, l'attuazione concreta del diritto allo sviluppo".
"La Chiesa cattolica, nel confermare la propria fiducia nell'Organizzazione delle Nazioni Unite, ne auspica un rinnovamento istituzionale ed operativo che la metta in grado di rispondere alle mutate esigenze dell'epoca odierna, segnata dal vasto fenomeno della globalizzazione. L'Organizzazione delle Nazioni Unite deve divenire uno strumento sempre più efficiente nel promuovere nel mondo i valori della giustizia, della solidarietà e della pace".
"È necessario che ogni comunità si impegni in un'intensa e capillare opera di educazione e di testimonianza che faccia crescere in ciascuno la consapevolezza dell'urgenza di scoprire sempre più a fondo la verità della pace. Chiedo al tempo stesso che si intensifichi la preghiera, perché la pace è anzitutto dono di Dio da implorare incessantemente".
MESS/GIORNATA MONDIALE PACE 2006/... VIS 20051213 (1580)

PRESENTAZIONE DEL CARDINALE MARTINO MESSAGGIO PACE


CITTA' DEL VATICANO, 13 DIC. 2005 (VIS). Il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ha presentato oggi presso la Sala Stampa della Santa Sede, il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la Giornata Mondiale della Pace 2006, che si celebra ogni anno il 1° gennaio e che quest'anno ha per tema: "Nella verità, la pace".

Alla presentazione sono intervenuti anche il Vescovo Giampaolo Crepaldi, Segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace ed il Monsignor Frank J. Dewane, Sotto-Segretario del medesimo Dicastero.

"Il Santo Padre" - ha detto il Cardinale Martino - "ha scelto e proposto come tema di riflessione 'la verità', collegandone le molteplici dimensioni alle varie questioni che riguardano la pace nel mondo contemporaneo", ispirandosi alle indicazioni della Costituzione Pastorale 'Gaudium et spes' del Concilio Vaticano II.

"Il tema della verità, senza dubbio" è "un tema assai caro a Benedetto XVI, costantemente ripreso nel suo magistero tanto da caratterizzarne il ministero papale come un motivo di fondo sul quale e a partire dal quale vengono strutturate le altre tematiche trattate e proposte secondo l'arte musicale delle 'variazioni sul tema'".

"Il Messaggio papale si presenta strutturato in quattro parti: (...) nella prima parte, di carattere teologico e spirituale, si evidenza il senso e il valore della connessione tra pace, verità e menzogna; nella seconda, la verità della pace viene vista nel contesto di una concreta situazione di guerra; nella terza (...) viene trattata in stretto collegamento con la tragica e dirompente realtà del terrorismo; nella quarta, (...) in riferimento all'urgente esercizio di quelle necessarie responsabilità per rilanciare (...) il processo politico del disarmo".

"La trattazione della prima parte" - ha proseguito il Cardinale Martino - "è contenuta nei numeri che vanno dal 3 al 6. (...) Il Santo Padre avverte che i temi della verità e della menzogna non devono essere considerati come oziosi passatempi per estemporanee elucubrazioni intellettualistiche, ma come temi strettamente e vitalmente connessi con la storia umana, come eventi storici ed eventi decisivi da cui dipende la salvezza o la perdizione, la felicità o l'infelicità degli uomini e delle donne, in definitiva, come eventi da cui dipende la pace".

Il Papa afferma successivamente che la pace è "'il frutto dell'ordine impresso nella società umana dal suo divino Fondatore" e ricorda che "per far progredire il fronte della pace, l'umanità di oggi deve far tesoro della 'legge morale universale' (...). A questo punto (...) il Santo Padre introduce la sua riflessione sulla menzogna come peccato dalle devastanti conseguenze nella vita degli individui e delle nazioni". Dal punto di vista storico, il Papa "formula un giudizio severissimo sul secolo scorso" e conclude questa prima parte del Messaggio sottolineado "'l'insopprimibile bisogno di pace'" che è "'presente nel cuore di ogni essere umano'" e ribadisce "'la comune appartenenza di tutti gli uomini e di tutte le donne alla stessa famiglia umana'".

Nella seconda parte del Messaggio, il Santo Padre "considera la verità della pace con riferimento al caso concreto in cui la guerra sia scoppiata. In questo caso deve valere il pieno rispetto e la completa osservanza del 'diritto internazionale umanitario' che (...) deve restare per la comunità internazionale un punto di riferimento".

"Dopo aver confermato la tradizionale condanna del terrorismo" - nella terza parte del Messaggio - "Benedetto XVI offre un innovativo e fino ad ora inesplorato paradigma interpretativo del fenomeno del terrorismo. La fonte ispiratrice del terrorismo va rintracciata nel 'nichilismo' da una parte e nel 'fondamentalismo' fanatico dall'altra. Essi si rapportano con la verità, e quindi anche con la verità della pace, in modo completamente errato".

Il Papa, ha affermato il Cardinale Martino, non dimentica il dato di un progressivo calo numerico dei conflitti armati, ma nello stesso tempo ricorda le numerosissime situazioni in cui il conflitto è come fuoco sotto la cenere e stigmatizza due precise situazioni: "la responsabilità di quelle autorità che, invece di esercitare il loro legittimo potere per una responsabile azione di governo promotrice della pace, lo utilizzano per fomentare nei popoli sentimenti di disprezzo verso altri popoli e nazioni" ed "'i programmi di alcuni governi decisi ad utilizzare l'energia nucleare per dotare i loro paesi di armi terribili e micidiali, nella falsa convinzione di garantire la sicurezza dei loro popoli".

Al termine della presentazione, il Cardinale Martino ha segnalato "i tanti passaggi del documento dedicati a temi squisitamente spirituali, tanto da delineare un suggestivo percorso di spiritualità della pace", sia in una dimensione cristologica, che missionaria ed ecclesiale ed ha sottolineato il forte invito, a conclusione del Messaggio, "a pregare per la pace e a testimoniare la pace tramite l'esercizio della carità".
OP/PRESENTAZIONE MESSAGGIO PACE/MARTINO VIS 20051213 (770)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 13 DIC. 2005 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Alexander King Sample, Vescovo di Marquette (superficie: 42.152; popolazione: 317.616; cattolici: 68.360; sacerdoti: 100; religiosi: 70; diaconi permanenti: 28), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto, finora Cancelliere Vescovile della medesima Diocesi, è nato a Kalispell (Stati Uniti d'America), nel 1960 ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. Il Vescovo Sample succede al Vescovo James Henry Garland, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale delle medesima Diocesi, presentata in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Reverendo Rafael Zornoza Boy, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Getafe (superficie: 2.295; popolazione: 1.290.656; cattolici: 1.161.590; sacerdoti: 264; religiosi: 779; diaconi permanenti: 4), Spagna. Il Vescovo eletto, finora Rettore del Seminario della medesima Diocesi, è nato a Madrid nel 1949 ed è stato ordinato sacerdote nel 1975.
NER:RE:NEA/.../SAMPLE:GARLAND:ZORNOZA VIS 20051213 (160)

lunedì 12 dicembre 2005

RACCOGLIMENTO, SOBRIETÀ, GIOIA, CARATTERIZZANO NATALE


CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2005 (VIS). La preparazione al Santo Natale è stato il tema delle riflessioni del Santo Padre Benedetto XVI precedenti la recita dell'Angelus con i fedeli riuniti in Piazza San Pietro.

"Nell'odierna società dei consumi" - ha detto il Santo Padre - "questo periodo subisce purtroppo una sorta di 'inquinamento' commerciale, che rischia di alterarne l'autentico spirito, caratterizzato dal raccoglimento, dalla sobrietà, da una gioia non esteriore ma intima. È dunque provvidenziale che, quasi come una porta d'ingresso al Natale, vi sia la festa di Colei che è la Madre di Gesù, e che meglio di chiunque altro può guidarci a conoscere, amare, adorare il Figlio di Dio fatto uomo. Lasciamo dunque che sia Lei ad accompagnarci (...) perché ci predisponiamo con sincerità di cuore e apertura di spirito a riconoscere nel Bambino di Betlemme il Figlio di Dio venuto sulla terra per la nostra redenzione".

"In tante famiglie" - ha detto ancora il Papa - "subito dopo la festa dell'Immacolata si inizia ad allestire il Presepe, quasi per rivivere insieme a Maria quei giorni pieni di trepidazione che precedettero la nascita di Gesù. Costruire il Presepe in casa può rivelarsi un modo semplice, ma efficace di presentare la fede per trasmetterla ai propri figli. (...) Il Presepe può infatti aiutarci a capire il segreto del vero Natale, perché parla dell'umiltà e della bontà misericordiosa di Cristo, il quale 'da ricco che era, si è fatto povero'".

Al termine, il Santo Padre, seguendo la tradizione, ha benedetto i Bambinelli che i ragazzi di Roma collocheranno nel Presepe delle loro case ed ha detto: "Con questo gesto vorrei invocare l'aiuto del Signore perché tutte le famiglie cristiane si preparino a celebrare con fede le prossime feste natalizie".
ANG/NATALE/... VIS 20051212 (300)

TELEGRAMMA CONGRATULAZIONI VINCITORE PREMIO NOBEL PACE


CITTA' DEL VATICANO, 10 DIC. 2005 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo di un telegramma del Santo Padre Benedetto XVI indirizzato al Signor Mohamed El Baradei, Direttore Generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA), al quale è stato assegnato il Premio Nobel per la Pace 2005, nel corso di una cerimonia svoltasi oggi a Oslo (Norvegia). La Santa Sede è membro dell'AIEA dal 1957.

Nel telegramma Benedetto XVI, rallegrandosi del conferimento del Premio al Signor El Baradei e alla AIEA, scrive: "Anche oggi, sessanta anni dopo i devastanti attacchi di Hiroshima e Nagasaki, è evidente che la pace del mondo continua ad essere minacciata dalla diffusione di armi nucleari. Il servizio che lei rende alla comunità internazionale con la promozione della non-proliferazione nucleare e contribuendo al processo del disarmo nucleare merita grandi elogi. Prego che Dio continui a guidare gli sforzi di tutti coloro che operano per la pace e particolarmente coloro che si adoperano per impedire l'uso delle armi di distruzione di massa".
TGR/PREMIO NOBEL PACE/EL BARADEI VIS 20051212 (180)

PERSONE CONSACRATE: AFFRONTATE CON CORAGGIO PRESENTE


CITTA' DEL VATICANO, 10 DIC. 2005 (VIS). Questa mattina, nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto ottomila religiosi, religiose e membri di istituti Secolari e di Società di Vita Apostolica della Diocesi di Roma.

Salutando i partecipanti all'Udienza, il Papa ha rivolto anche "un pensiero particolare (...) a quanti vivono nei monasteri di vita contemplativa e che sono a noi spiritualmente uniti, come pure alle persone di vita consacrata provenienti dall'Africa, dall'America Latina e dall'Asia che studiano a Roma".

"Da sempre" - ha proseguito il Pontefice - "i consacrati e le consacrate costituiscono nella Chiesa di Roma una preziosa presenza, anche perché offrono una peculiare testimonianza dell'unità e dell'universalità del Popolo di Dio. (...) Il complesso contesto sociale e culturale della nostra Città nel quale vi trovate ad agire domanda da parte vostra, oltre una costante attenzione alle problematiche locali, una coraggiosa fedeltà al carisma che vi contraddistingue. Sin dalle origini, in effetti, la vita consacrata si è caratterizzata per la sua sete di Dio. (...) Non abbiate paura di presentarvi anche visibilmente, come persone consacrate, e cercate in ogni modo di manifestare la vostra appartenenza a Cristo".

Successivamente il Papa ha ricordato che le persone consacrate sono ben inserite nei programmi della Diocesi "collaborando nei vari rami dell'azione pastorale, grazie anche al collegamento che svolgono gli organismi di rappresentanza della vita consacrata come la Conferenza Italiana Superiori Maggiori e l'Unione delle Superiore Maggiori d'Italia, il Gruppo Istituti Secolari e l'Ordo Virginum". Benedetto XVI ha invitato i consacrati e le consacrate a proseguire tale collaborazione, consolidando "la vostra fedeltà agli impegni assunti, al carisma di ogni vostro istituto e agli orientamenti della Chiesa locale".

"La Chiesa ha bisogno della vostra testimonianza, ha bisogno di una vita consacrata che affronti con coraggio e creatività le sfide del tempo presente. Di fronte all'avanzata dell'edonismo, a voi è richiesta la coraggiosa testimonianza della castità. (...) Di fronte alla sete di denaro, la vostra vita sobria e pronta al servizio dei più bisognosi ricorda che Dio è la ricchezza vera che non perisce. Di fronte all'individualismo e al relativismo (...) la vostra vita fraterna, capace di lasciarsi coordinare e quindi capace di obbedienza, conferma che voi ponete in Dio la vostra realizzazione".

Il Papa ha concluso il suo discorso ricordando il quarantesimo anniversario della promulgazione del decreto conciliare "Perfectae caritatis", dedicato alle persone consacrate ed ha affermato: "La persona consacrata vive nel tempo, ma il suo cuore è proiettato oltre il tempo e all'uomo contemporaneo spesso assorbito dalle cose del mondo testimonia che il suo vero destino è Dio stesso".
AC/PERSONE CONSACRATE/ROMA VIS 20051210 (440)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 12 DIC. 2005 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Undici Presuli della Conferenza Episcopale della Polonia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Cardinale Józef Glemp, Arcivescovo di Warszawa, con gli Ausiliari Vescovo Marian Dus, Vescovo Piotr Jarecki e Vescovo Tadeusz Pikus.

- Il Vescovo Stanislaw Wojciech Wielgus, di Plock, con l'Ausiliare Vescovo Roman Adam Marcinkowski.

- Il Vescovo Slawoj Leszek Glodz, di Warszawa-Praga.

- Il Vescovo Tadeusz Ploski, Ordinario Militare.

- L'Arcivescovo Wojciech Ziemba, di Bialystok, con l'Arcivescovo emerito Stanislaw Szymecki.

- Il Vescovo Antoni Pacyfik Dydycz, O.F.M.Cap., di Drohiczyn.

- Il Cardinale Bernard Panafieu, Arcivescovo di Marseille (Francia).

Sabato 10 dicembre, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Sua Beatitudine Cardinale Ignace Moussa I Daoud, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/.../... VIS 20051212 (150)

TELEGRAMMA DISASTRO AEREO IN NIGERIA


CITTA' DEL VATICANO, 12 DIC. 2005 (VIS). Il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, ha fatto pervenire, a nome del Santo Padre, un telegramma di cordoglio al Vescovo Alexius Obabu Mazoki, di Port Harcourt (Nigeria), per le vittime, in maggioranza bambini, del disastro aereo di sabato scorso all'aeroporto della medesima città.

"Rattristato dalla notizia della grande perdita di vite umane causata dal disastro aereo avvenuto nei pressi di Port Harcourt, il Santo Padre" - scrive il Cardinale Sodano - "la prega di trasmettere le sue sentite condoglianze alle famiglie delle vittime. Il Papa raccomanda i defunti alla misericordia di Dio Onnipotente ed invoca divine benedizioni di forza e pace su tutti coloro che sono in lutto e su quanti sono impegnati nei soccorsi".
TGR/DISASTRO AEREO NIGERIA/SODANO VIS 20051212 (130)

INVITO DEL PAPA COSTRUZIONE NUOVE CHIESE DIOCESI ROMA


CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2005 (VIS). Al termine della recita dell'Angelus con le migliaia di fedeli in Piazza San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricordato che anche quest'anno, nel periodo di Avvento, la Diocesi di Roma propone l'iniziativa "Nuove Chiese per Roma".

Tale iniziativa, ha spiegato il Santo Padre, ha il fine di "sensibilizzare la Comunità ecclesiale sulla necessità di costruire nuovi complessi parrocchiali nei quartieri che ancora ne sono privi".

"Mentre ringrazio" - ha detto il Papa - "quanti con il loro generoso impegno hanno permesso in questi anni di dotare numerose zone di periferia di appropriati centri pastorali, faccio appello alla sensibilità di tutti, perché ancora molto resta da fare per assicurare ai fedeli di questa Città, che continua a crescere, ambienti adeguati per la liturgia, la catechesi e le opere di animazione sociale e culturale".

Infine Papa Benedetto ha ricordato che giovedì 15 dicembre incontrerà gli universitari degli Atenei romani, al termine della Messa che il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale per la Diocesi di Roma, celebrerà alle ore 17:00, nella Basilica Vaticana. "Invito tutti" - ha detto il Santo Padre - "ad unirsi a questo momento di preghiera in preparazione al Natale".
ANG/NUOVE CHIESE ROMA/... VIS 20051212 (210)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 12 DIC. 2005 (VIS). Il Santo Padre.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Caracas (Venezuela), presentata dal Vescovo Roberto Antonio Davila Uzcátegui, per raggiunti limiti d'età.

- Ha eretto la Diocesi di Buxar (India), con territorio dismembrato dall'Arcidiocesi di Patna, rendendola suffraganea della medesima Sede Metropolitana.

- Ha nominato il Padre William D'Souza, S.I., primo Vescovo di Buxar (superficie: 11.311; popolazione: 5.781.132; cattolici: 15.745; sacerdoti: 22; religiosi: 72), India. Il Vescovo eletto, già Superiore Provinciale dei Padri Gesuiti e Parroco di Itarhi, è nato nel 1946 a Madanthar (India) ed è stato ordinato sacerdote nel 1976.

Sabato 10 dicembre è stato reso noto che il Santo Padre ha nominato:

- Il Reverendo Martin Tetsuo Hiraga, Vescovo di Sendai (superficie: 45.951; popolazione: 7.332.000; cattolici: 10.987; sacerdoti: 50; religiosi: 289), Giappone. Il Vescovo eletto, finora Amministratore diocesano e già Vicario Generale della medesima Diocesi, è nato nel 1945 a Hanamaki (Giappone) ed è stato ordinato sacerdote nel 1974.

- Il Monsignor José Guadalupe Torres Campos, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Ciudad Juárez (superficie: 29.639; popolazione: 2.500.000; cattolici: 2.125.000; sacerdoti: 118; religiosi: 216; diaconi permanenti: 14), Messico. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale della Diocesi di Irapuato (Messico), è nato a León (Messico) nel 1960 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1984.

- Il Monsignor Juan Frausto Pallares, Vescovo Ausiliare della Diocesi di León (superficie: 8.016; popolazione: 3.795.967; cattolici: 3.416.000; sacerdoti: 388; religiosi: 1.496), Messico. Il Vescovo eletto, finora Vicario episcopale della medesima Diocesi, è nato a Tomelópez (Messico) nel 1941 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1968.

- L'Arcivescovo Albert Malcolm Ranjith Patabendige Don, finora Nunzio Apostolico in Indonesia e in Timor Orientale, Segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.
RE:ECE:NER:NEA:NA/.../... VIS 20051212 (300)

venerdì 9 dicembre 2005

MARIA CI AIUTA A SUPERARE TENTAZIONE DI UNA VITA MEDIOCRE


CITTA' DEL VATICANO, 8 DIC. 2005 (VIS). Al termine della Concelebrazione Eucaristica nella Basilica di San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l'Angelus con le migliaia di fedeli riuniti in Piazza San Pietro ed ha affermato che la Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria "è un giorno di intenso gaudio spirituale".

Rievocando l'immagine della Vergine descritta da Dante nel Canto XXXIII del Paradiso: "Umile e alta più che creatura / termine fisso d'eterno consiglio", il Papa ha proseguito chiedendosi: "Guardando alla Madonna, come non lasciar ridestare in noi, suoi figli, l'aspirazione alla bellezza, alla bontà, alla purezza del cuore? Il suo celeste candore ci attira verso Dio, aiutandoci a superare la tentazione di una vita mediocre, fatta di compromessi con il male, per orientarci decisamente verso l'autentico bene, che è sorgente di gioia".

Ricordando il 40° anniversario della chiusura del Concilio Vaticano II "l'evento ecclesiale più grande del secolo ventesimo", quando Papa Paolo VI "tra l'esultanza di numerosi fedeli in Piazza San Pietro, affidò l'attuazione dei documenti conciliari alla Vergine Maria, invocandola col dolce titolo di Madre della Chiesa", il Papa ha affermato: "In modo speciale, Maria ha vegliato con materna premura sul Pontificato dei miei venerati Predecessori, ognuno dei quali, con grande saggezza pastorale, ha guidato la barca di Pietro sulla rotta dell'autentico rinnovamento conciliare, lavorando incessantemente per la fedele interpretazione ed attuazione del Concilio Vaticano II".

Al termine della recita dell'Angelus, il Santo Padre ha benedetto la fiaccola olimpica che ieri è transitata da Roma nel suo itinerario verso Torino, sede dei prossimi Giochi Olimpici Invernali e che è stata portata in Piazza San Pietro da una Guardia Svizzera e da un agente della Gendarmeria Vaticana. "Possa questa fiamma" - ha detto il Santo Padre - "ricordare a tutti i valori di pace e di fratellanza che stanno alla base delle Olimpiadi".
ANG/IMMACOLATA:CONCILIO:FIACCOLA OLIMPICA/... VIS 20051209 (330)

COLUI CHE SI ABBANDONA A DIO NON PERDE LA SUA LIBERTÀ


CITTA' DEL VATICANO, 8 DIC. 2005 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto oggi, Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, una Concelebrazione Eucaristica nella Basilica Vaticana, in occasione del 40° anniversario della conclusione del Concilio Ecumenico Vaticano II. Hanno concelebrato con il Papa 40 Cardinali e 80 Arcivescovi e Vescovi.

All'inizio dell'omelia, il Papa ha ricordato che Giovanni XXIII inaugurò il Concilio Ecumenico l'11 ottobre 1962, allora festa della Maternità di Maria, e Paolo VI concluse solennemente il Concilio l'8 dicembre 1965.

"Resta indelebile nella mia memoria" - ha detto Papa Benedetto XVI - il momento in cui sentendo le parole di Papa Paolo VI "'dichiariamo Maria Santissima Madre della Chiesa', spontaneamente i Padri si alzarono di scatto dalle loro sedie e applaudirono in piedi rendendo omaggio alla Madre di Dio, a nostra Madre, alla Madre della Chiesa".

Il Santo Padre ha affermato che: "Maria non sta soltanto in un rapporto singolare con Cristo, il Figlio di Dio che, come uomo, ha voluto diventare figlio suo. Essendo totalmente unita a Cristo, ella appartiene anche totalmente a noi".

Riferendosi al titolo di Maria, l'Immacolata, il Papa ha spiegato che: "La liturgia di oggi ci chiarisce il contenuto di questa parola in due grandi immagini. C'è innanzitutto il racconto meraviglioso dell'annuncio a Maria, la Vergine di Nazaret, della venuta del Messia" e "la lotta tra l'uomo e il serpente, cioè tra l'uomo e le potenze del male e della morte. Viene però anche preannunciato che 'la stirpe' della donna un giorno vincerà e schiaccerà la testa al serpente, alla morte".

"Qual è il quadro che in questa pagina ci vien posto davanti? L'uomo non si fida di Dio. Egli cova il sospetto che Dio, in fin dei conti, gli tolga qualcosa della sua vita, che Dio sia un concorrente che limita la nostra libertà e che noi saremo pienamente esseri umani soltanto quando l'avremo accantonato; insomma, che solo in questo modo possiamo realizzare in pienezza la nostra libertà".

L'uomo, ha proseguito il Pontefice, "Vuole attingere egli stesso dall'albero della conoscenza il potere di plasmare il mondo, di farsi dio elevandosi al livello di Lui, e di vincere la morte e le tenebre. Non vuole contare sull'amore che non gli sembra affidabile; egli conta unicamente sulla conoscenza, in quanto essa gli conferisce il potere. Piuttosto che sull'amore punta sul potere col quale vuole prendere in mano in modo autonomo la propria vita. E nel fare questo, egli si fida della menzogna piuttosto che della verità".

Sottolineando che: "L'amore non è dipendenza, ma dono che ci fa vivere", il Papa ha affermato che: "Solo se viviamo nel modo giusto l'uno con l'altro e l'uno per l'altro, la libertà può svilupparsi. (...) Se noi viviamo contro l'amore e contro la verità - contro Dio -, allora ci distruggiamo a vicenda e distruggiamo il mondo".

"Cari fratelli e sorelle! Se riflettiamo sinceramente su di noi e sulla nostra storia, dobbiamo dire che con questo racconto è descritta non solo la storia dell'inizio, ma la storia di tutti i tempi, e che tutti portiamo dentro di noi una goccia di veleno" che chiamiamo peccato originale. "Proprio nella festa dell'Immacolata Concezione emerge in noi il sospetto che una persona che non pecchi affatto sia in fondo noiosa; che manchi qualcosa nella sua vita: la dimensione drammatica dell'essere autonomi".

"Il male" - ha proseguito il Santo Padre - "avvelena sempre, non innalza l'uomo, ma lo abbassa e lo umilia, non lo rende più grande, più puro e più ricco, ma lo danneggia e lo fa diventare più piccolo. Questo dobbiamo piuttosto imparare nel giorno dell'Immacolata: l'uomo che si abbandona totalmente nelle mani di Dio non diventa un burattino di Dio, (...) egli non perde la sua libertà. Solo l'uomo che si affida totalmente a Dio trova la vera libertà, la vastità grande e creativa della libertà del bene".

Il Santo Padre ha affermato ancora che: "Più l'uomo è vicino a Dio, più vicino è agli uomini. Lo vediamo in Maria. Il fatto che ella sia totalmente presso Dio è la ragione per cui è anche così vicina agli uomini. Per questo può essere la Madre di ogni consolazione e di ogni aiuto".

La Vergine, ha concluso il Pontefice, "si rivolge a noi dicendo: 'Abbi il coraggio di osare con Dio! Provaci! Non aver paura di Lui! (...) Compromettiti con Dio, allora vedrai che proprio con ciò la tua vita diventa ampia ed illuminata, non noiosa, ma piena di infinite sorprese, perché la bontà infinita di Dio non si esaurisce mai!".
HML/IMMACOLATA:CONCILIO/... VIS 20051209 (740)

VISITA AL PAPA DELEGAZIONE CONSIGLIO METODISTA MONDIALE


CITTA' DEL VATICANO, 9 DIC. 2005 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI, nel ricevere i membri della Delegazione del Consiglio Metodista Mondiale (CMM), accompagnati dal Presidente Vescovo Sunday Mbang, della Chiesa Metodista di Nigeria, ha voluto ringraziarli della loro partecipazione alle esequie di Giovanni Paolo II e alla Messa solenne di inaugurazione del Pontificato.

Ricordando che nel chiudere quaranta anni fa il Concilio Vaticano II Papa Paolo VI "espresse la speranza che le divergenze fra cristiani potessero essere superate, 'lentamente, gradualmente, con lealtà e generosità'", il Santo Padre ha detto: "Ora dobbiamo riflettere sui rapporti amichevoli fra cattolici e metodisti, e sul dialogo paziente e perseverante nel quale ci siamo impegnati. In effetti oggi dobbiamo rendere grazie per i molti progressi compiuti".

"Dal 1967" - ha affermato Papa Benedetto - "il nostro dialogo si è occupato di importanti argomenti teologici quali, la rivelazione e la fede, la tradizione e l'autorità di insegnamento della Chiesa. (...) Il nostro dialogo e i molti modi nei quali i cattolici ed i metodisti sono arrivati ad una migliore conoscenza, ci hanno permesso di riconoscere insieme alcuni 'tesori cristiani di grande valore'. Tale riconoscimento ci ha consentito di parlare all'unisono nel trattare questioni sociali ed etiche in un mondo sempre più secolarizzato".

Benedetto XVI ha espresso la sua soddisfazione per l'iniziativa del Consiglio Metodista Mondiale di associarsi alla Dichiarazione Congiunta sulla Dottrina della Giustificazione, firmata nel 1999 dalla Chiesa Cattolica e dalla Federazione Luterana Mondiale. Ciò, si è detto certo il Papa, "contribuirà alla riconciliazione che ardentemente desideriamo, e sarà un passo significativo verso l'obiettivo della piena e visibile unità nella fede".

Le comunioni metodiste affiliate al Consiglio Metodista Mondiale hanno approvato individualmente il testo della Dichiarazione, che sarà ufficialmente votato e ratificato a Seul (Corea), nel luglio 2006, durante l'Assemblea Generale del Consiglio.
AC/.../CONSIGLIO METODISTA MONDIALE VIS 20051209 (310)

OMAGGIO DEL PAPA ALL'IMMACOLATA IN PIAZZA DI SPAGNA


CITTA' DEL VATICANO, 8 DIC. 2005 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato in Piazza di Spagna per il tradizionale omaggio alla statua dell'Immacolata.

Lungo il percorso il Papa ha sostato presso la Chiesa della Santissima Trinità dove ha ricevuto l'omaggio dei Padri Domenicani e dell'Associazione dei Commercianti in Via Condotti. Al suo arrivo in Piazza di Spagna il Santo Padre ha benedetto un cesto di rose che è stato poi deposto ai piedi della colonna dell'Immacolata, con la partecipazione di migliaia di fedeli.

"In questo giorno dedicato a Maria" - ha detto il Santo Padre - "sono venuto, per la prima volta come Successore di Pietro, ai piedi della statua dell'Immacolata qui, a Piazza di Spagna, ripercorrendo idealmente il pellegrinaggio tante volte fatto dai miei Predecessori. (...) Porto con me le ansie e le speranze dell'umanità di questo nostro tempo, e vengo a deporle ai piedi della celeste Madre del Redentore".

Il Papa ha poi ricordato il 40° anniversario della chiusura del Concilio Ecumenico Vaticano II e la Celebrazione Eucaristica in Piazza San Pietro, quando "Paolo VI ebbe a rivolgere il suo pensiero alla Madonna 'la Madre di Dio e la Madre nostra spirituale ... la creatura nella quale l'immagine di Dio si rispecchia con limpidezza assoluta".

"Memori dei tanti eventi che hanno segnato i quarant'anni trascorsi" - ha detto ancora il Santo Padre - "come non rivivere oggi i vari momenti che hanno contraddistinto il cammino della Chiesa in questo periodo? La Madonna ha sorretto durante questi quattro decenni i Pastori e in primo luogo i Successori di Pietro (...); ha guidato la Chiesa verso la fedele comprensione ed applicazione dei documenti conciliari. Per questo, facendomi voce dell'intera Comunità ecclesiale, vorrei ringraziare la Vergine Santissima e rivolgermi a Lei con gli stessi sentimenti che animarono i Padri conciliari, i quali dedicarono proprio a Maria l'ultimo capitolo della Costituzione dogmatica 'Lumen gentium', sottolineando l'inscindibile rapporto che unisce la Vergine alla Chiesa".

"Vergine Madre di Dio e Madre nostra (...) insegnaci a serbare nel cuore e a meditare in silenzio, come hai fatto Tu, i misteri della vita di Cristo. Tu, che avanzasti sino al Calvario, sempre profondamente unita al Figlio tuo, (...) fa' che ti sentiamo sempre anche noi vicina in ogni istante dell'esistenza, soprattutto nei momenti di oscurità e di prova. Tu, che nella Pentecoste, insieme con gli Apostoli in preghiera, implorasti il dono dello Spirito Santo per la Chiesa nascente, aiutaci a perseverare nella fedele sequela di Cristo. A Te volgiamo fiduciosi lo sguardo, come a 'segno di sicura speranza e di consolazione, fino a quando non verrà il giorno del Signore'".
AC/IMMACOLATA CONCEZIONE/PIAZZA DI SPAGNA VIS 20051209 (460)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 9 DIC. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Signor Aleksander Kwasniewski, Presidente della Repubblica di Polonia e Seguito.

- Il Signor Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, Presidente della Repubblica della Guinea Equatoriale, e Seguito.

Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva l'Arcivescovo William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, con l'Arcivescovo Angelo Amato, Segretario del medesimo Dicastero.
AP/.../... VIS 20051209 (90)

MARTEDÌ PRESENTAZIONE MESSAGGIO GIORNATA MONDIALE PACE


CITTA' DEL VATICANO, 9 DIC. 2005 (VIS). Martedì, 13 dicembre, alle 11:30, presso la Sala Stampa della Santa Sede, avrà luogo la presentazione del Messaggio del Santo Padre per la Giornata Mondiale della Pace 2006, sul tema: "Nella verità la pace". Alla Conferenza Stampa interverranno il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, il Vescovo Giampaolo Crepaldi, Segretario, ed il Monsignore Frank J. Dewane, Sotto-Segretario del medesimo Pontificio Consiglio.
OP/MESSAGGIO GIORNATA PACE/MARTINO VIS 20051209 (90)

TELEGRAMMA CORDOGLIO MORTE CARDINALE LEO SCHEFFCZYK


CITTA' DEL VATICANO, 9 DIC. 2005 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio al Cardinale Friedrich Wetter, Arcivescovo di München und Freising (Repubblica Federale di Germania), per la scomparsa, ieri a Monaco, all'età di 85 anni, del Cardinale tedesco Leo Scheffczyk. Il Papa ricorda l'impegno sacerdotale e la profonda cultura scientifica del Porporato e la sua infaticabile dedizione alla ricerca teologica ed alla predicazione della verità evangelica.
TGR/MORTE SCHEFFCZYK/WETTER VIS 20051209 (80)

mercoledì 7 dicembre 2005

DIO SI SCHIERA IN DIFESA DEI DEBOLI E CIÒ È RESO NOTO AI RE


CITTA' DEL VATICANO, 7 DIC. 2005 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha proseguito la catechesi dei Salmi per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro con la partecipazione di 20.000 persone, commentando il Salmo 137: "Rendimento di grazie".

L'orante, ha detto il Papa, "leva la sua voce nella cornice dell'assemblea del tempio o, per lo meno, avendo come riferimento il Santuario di Sion, sede della presenza del Signore e del suo incontro con il popolo dei fedeli".

"Infatti, il Salmista confessa di 'prostrarsi verso il tempio santo' gerosolimitano: là egli canta davanti a Dio che è nei cieli con la sua corte di angeli, ma che è anche in ascolto nello spazio terreno del tempio. L'orante è certo che il 'nome' del Signore, ossia la sua realtà personale viva e operante, e le sue virtù della fedeltà e della misericordia, segni dell'alleanza col suo popolo, sono il sostegno di ogni fiducia e di ogni speranza. Lo sguardo si rivolge, allora, per un istante al passato, al giorno della sofferenza: allora, al grido del fedele angosciato aveva risposto la voce divina. Essa aveva infuso coraggio nell'anima turbata".

"Dopo questa premessa apparentemente personale" - ha proseguito il Pontefice - "il salmista allarga lo sguardo sul mondo e immagina che la sua testimonianza coinvolga tutto l'orizzonte: 'tutti i re della terra' (...) si associano all'orante ebreo in una lode comune in onore della grandezza e potenza sovrana del Signore".

"Il contenuto di questa lode corale" - ha spiegato il Papa - "che sale da tutti i popoli ha come primo tema la 'gloria' e le 'vie del Signore'. (...) Si scopre, così, che Dio è certamente 'eccelso' e trascendente, ma 'guarda verso l'umile' con affetto, mentre allontana dal suo volto il superbo in segno di reiezione e di giudizio. (...) Dio fa, dunque, la scelta di schierarsi in difesa dei deboli, delle vittime, degli ultimi: questo è reso noto a tutti i re, perché sappiano quale debba essere la loro opzione nel governo delle nazioni".

Al termine del Salmo, l'orante "implora un aiuto da Dio anche per le prove che l'esistenza ancora gli riserverà. Si parla in modo sintetico della 'ira dei nemici', una specie di simbolo" - ha spiegato Papa Benedetto - "di tutte le ostilità che possono pararsi innanzi al giusto durante il suo cammino nella storia".

"Dobbiamo essere certi che," - ha concluso il Santo Padre - "per quanto siano pesanti e tempestose le prove che ci attendono, noi non saremo mai abbandonati a noi stessi, non cadremo mai fuori delle mani del Signore, quelle mani che ci hanno creato e che ora ci seguono nell'itinerario della vita. Come confesserà San Paolo, 'Colui che ha iniziato in voi quest'opera buona, la porterà a compimento".
AG/SALMO 137/... VIS 20051207 (480)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 7 DIC. 2005 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Odon Marie Arsène Razanakolona, finora Vescovo di Ambanja (Madagascar), Arcivescovo Metropolita di Antananarivo (superficie: 12.500; popolazione: 2.816.149; cattolici: 761.962; sacerdoti: 277; religiosi: 2.012), Madagascar. L'Arcivescovo Razanakolona succede al Cardinale Armand Gaétan Razafindratandra, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha eretto la Diocesi di Itanagar (India), con territorio dismembrato dalla Diocesi di Tezpur, rendendola suffraganea della Sede Metropolitana di Guwahati.

- Ha nominato il Vescovo John Tomas Kattrukudiyil, trasferendolo dall'Ufficio di Vescovo della Diocesi di Diphu (India), primo Vescovo di Itanagar (superficie: 52.288; popolazione: 664.895; cattolici: 101.689; sacerdoti: 25; religiosi: 50), India.

- Ha eretto la Diocesi di Miao (India), con territorio dismembrato dalla Diocesi di Dibrugarh, rendendola suffraganea della Sede Metropolitana di Guwahati.

- Ha nominato il Reverendo George Palliparambil, S.D.B., finora Rettore della "Don Bosco School" a Dibrugarh (India), primo Vescovo di Miao (superficie: 31.445; popolazione: 426.239; cattolici: 59.030; sacerdoti: 60; religiosi: 22), India.

- Ha nominato il Sacerdote Paulo Mendes Peixoto, Vescovo di São José do Rio Preto (superficie: 14.423; popolazione: 850.458; cattolici: 637.844; sacerdoti: 119; religiosi: 124; diaconi permanenti: 1), Brasile. Il Vescovo eletto è nato a Imbé (Brasile), nel 1951ed è stato ordinato sacerdote nel 1979. È stato finora Direttore Spirituale del Seminario diocesano di Caratinga.
NER:RE:ECE/.../... VIS 20051207 (220)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 7 DIC. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto al termine dell'Udienza Generale di oggi:

- L'Arcivescovo Antonio Lucibello, Nunzio Apostolico in Turchia e in Turkmenistan.

- L'Arcivescovo Adolfo Tito Yllana, Nunzio Apostolico in Papua Nuova Guinea e nelle Isole Salomone.
AP/.../... VIS 20051207 (50)
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