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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 18 novembre 2005

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 18 NOV. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Francis Arinze, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.
- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Ceca in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Pavel Posád, di Litomerice, con il Vescovo emerito Monsignor Josef Koukl.

- Il Vescovo Frantisek Radkovsky, di Plzen.

- Il Vescovo Ladislav Hucko, Esarca Apostolico per i cattolici di rito bizantino residenti nella Repubblica Ceca.

Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva l'Arcivescovo William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, con l'Arcivescovo Angelo Amato, Segretario del medesimo Dicastero.
AP:AL/.../... VIS 20051118 (120)

giovedì 17 novembre 2005

C.E.I.: URGENTE INCREMENTARE PASTORALE VOCAZIONALE


CITTA' DEL VATICANO, 17 NOV. 2005 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha indirizzato un Messaggio alla Conferenza Episcopale Italiana (CEI), riunita ad Assisi (Italia), dal 14 al 18 novembre, per celebrare la LV Assemblea Generale, nel corso della quale sono esaminati diversi argomenti, tra cui la formazione dei futuri presbiteri e la presenza della Chiesa nel mondo della salute.

"La Chiesa" - scrive il Papa - "oggi ha bisogno di sacerdoti che siano pienamente consapevoli del dono di grazia che ricevono con l'Ordinazione presbiterale e con la missione loro affidata in un tempo di rapidi e profondi cambiamenti".

Ricordando i sacerdoti che lavorano in Italia contribuendo "a rendere vive e ricche di grazie le nostre parrocchie e comunità", il Santo Padre sottolinea di condividere con i Vescovi "la preoccupazione per la diminuzione del clero e per il progressivo innalzamento dell'età media dei sacerdoti. È quindi necessario e urgente incrementare la pastorale vocazionale e definire sempre meglio la proposta formativa, in modo da garantire una preparazione umana, intellettuale e spirituale che sia all'altezza delle nuove sfide che il ministero sacerdotale è chiamato ad affrontare. (...) Altrettanto importante è che questa azione formativa avvenga in un contesto comunitario, per essere un riflesso di quella comunione di vita che Gesù aveva con i suoi discepoli, e per far sì che i diversi elementi del progetto educativo si unifichino attorno alle esigenze della carità pastorale".

Riferendosi alla pastorale della salute, secondo argomento principale dell'Assemblea, il Santo Padre scrive che: "La malattia pone certamente gravi e complessi problemi all'organizzazione sociale (...) ma costituisce anzitutto una dimensione fondamentale dell'esperienza umana, che interpella la missione della Chiesa e la coscienza dei credenti. Non per caso infatti il Signore ha voluto accompagnare l'annuncio della salvezza con molte guarigioni di persone sofferenti, mentre la comunità cristiana, in tutte le epoche, ha fatto della cura dei malati un contrassegno della carità di Cristo".

"Rimane scolpita nel nostro cuore la testimonianza che ci ha dato il mio amato Predecessore Giovanni Paolo II: della cattedra della sofferenza egli ha fatto un vertice del suo Magistero. Illuminata e incoraggiata da una così grande testimonianza, la Chiesa è chiamata ad esprimere solidarietà e premura verso chi affronta la prova della malattia".

Infine Papa Benedetto ribadisce che è necessario che le istituzioni cattoliche che operano nel settore sanitario "siano sempre più esemplari nel coniugare l'innovazione e la competenza scientifica con l'attenzione primaria alla persona e alla sua dignità. (...) Di fronte poi alla pretesa, che spesso riaffiora, di eliminare la sofferenza ricorrendo perfino all'eutanasia, occorre ribadire la dignità inviolabile della vita umana, dal concepimento al suo termine naturale".

Il Papa conclude il Messaggio ricordando il quarantesimo anniversario della conclusione del Concilio Vaticano II e scrive: "Mi unisco di tutto cuore a voi in questa commemorazione, in attesa della celebrazione, che farò io stesso il prossimo 8 dicembre, del dono straordinario che la Chiesa e l'umanità hanno ricevuto attraverso il Concilio".
MESS/ASSEMBLEA CEI/ASSISI VIS 20051117 (500)

IL PAPA INVITA A ROMA ARCIVESCOVO CHRISTODOULOS DI ATENE


CITTA' DEL VATICANO, 17 NOV. 2005 (VIS). Il Cardinale Jean-Louis Tauran, Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, ha presieduto ieri ad Atene (Grecia), la presentazione ufficiale del facsimile del manoscritto del "Menologio di Basilio II", custodito nella Biblioteca Apostolica Vaticana. Si tratta di uno scritto liturgico e agiografico della Chiesa di rito greco composto nell'anno 985.

Nel Messaggio invitato al Porporato, il Santo Padre scrive di aver appreso con interesse "della collaborazione fra la Biblioteca Apostolica Vaticana e la Chiesa Ortodossa di Grecia per la pubblicazione del 'Menologio di Basilio II'".

Benedetto XVI chiede al Cardinale Tauran di esprimere a Sua Beatitudine Christodoulos, Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia "i miei sentimenti cordiali e fraterni, e la mia grande soddisfazione per questo importante avvenimento, frutto delle nuove relazioni instaurate dopo l'indimenticabile visita del mio venerato predecessore Sua Santità il Papa Giovanni Paolo II ad Atene, in occasione del suo pellegrinaggio giubilare sulle orme dell'Apostolo San Paolo. Mi rallegro vivamente di constatare che si sia sviluppata una collaborazione più attiva fra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa di Grecia".

"In questa occasione, la prego" - scrive il Papa - "di far sapere a Sua Beatitudine Christodoulos la mia gioia di accoglierlo a Roma, al fine di manifestare insieme che è stata raggiunta una nuova tappa sul cammino della riconciliazione e della cooperazione. Le chiedo di trasmettere a Sua Beatitudine il mio vivo desiderio di sviluppare con più intensità rapporti fiduciosi e fraterni, al fine di operare insieme nelle numerose opere di evangelizzazione: possiamo, in particolare, aiutare con più forza le nazioni europee e riaffermare le loro radici cristiane, al fine di ritrovare la linfa nutritiva e feconda per il loro futuro, per il bene delle persone e della società intera. Sarà un modo di annunciare insieme la Buona Novella di Cristo al mondo contemporaneo, che ne ha tanto bisogno".

"Così risponderemo sempre più all'ardente desiderio espresso dal Signore: 'Che tutti siano uno!', fino al giorno benedetto (...) in cui potremo celebrare la piena comunione ritrovata".
MESS/MANOSCRITTO:UNITÀ/GRECIA:TAURAN VIS 20051117 (350)

VISITA PRESIDENTE ISRAELE AL SANTO PADRE BENEDETTO XVI


CITTA' DEL VATICANO, 17 NOV. 2005 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, il Padre Ciro Bendettini, C.P., Vice-Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato ai giornalisti la seguente dichiarazione:

"Stamani, 17 novembre 2005, il Presidente dello Stato di Israele, Sua Eccellenza il Signor Moshe Katsav, accompagnato dalla Consorte e da alcuni Collaboratori, ha reso visita a Sua Santità Benedetto XVI e, successivamente, al Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato".

"In detto incontro sono stati esaminati i rapporti che si sono sviluppati fra Israele e la Santa Sede, dopo l'inizio delle relazioni diplomatiche fra le Parti nel 1994".

"Particolare attenzione è stata data all'attuazione dei due Accordi finora sottoscritti fra Israele e la Santa Sede: il 'Fundamental Agreement' del 1993 ed il 'Legal Personality Agreement' del 1997".

"Circa l'attuale situazione in Terra Santa, è stata nuovamente esposta all'Illustre Ospite quale sia la posizione della Santa Sede favorevole all'esistenza ed alla collaborazione fra i due Stati, Israele e Palestina".

"Una parte importante del colloquio è stata pure dedicata alle possibilità di una più intensa collaborazione nel campo umanitario, specialmente in Africa, come pure nel settore culturale".
OP/VISITA PRESIDENTE ISRAELE/BENEDETTINI VIS 20051117 (200)

DECIMA SEDUTA PUBBLICA DELLE PONTIFICIE ACCADEMIE


CITTA' DEL VATICANO, 17 NOV. 2005 (VIS). Martedì 15 novembre, si è tenuta nell'Aula Nuova del Sinodo in Vaticano, la Seduta Pubblica annuale delle Pontificie Accademie. Per questa Decima Seduta Pubblica, il Consiglio di Coordinamento tra Accademie Pontificie, istituto dal Servo di Dio Giovanni Paolo II nel 1995, ha affidato alla Pontificia Accademia di San Tommaso d'Aquino e alla Pontificia Accademia di Teologia il compito di preparare le Relazioni per illustrare la tematica: "Cristo è la misura del vero umanesimo".

Nel corso dell'Assemblea è stato consegnato anche il "Premio delle Pontificie Accademie". Il Santo Padre Benedetto XVI che ha inviato un Messaggio ai partecipanti, ha attribuito il Premio 2005 al Dottor Giovanni Catapano (Italia), per l'opera "Il concetto di filosofia nei primi scritti di Agostino. Analisi dei passi metafilosofici dal 'Contra Academicos al De vera religione". Il Pontefice ha inoltre voluto offrire una medaglia del Pontificato al Sacerdote Dottor Santiago Sanz Sanchez, (Spagna), per l'opera "La relación entre creación y alianza en la teología contemporanea" ed una medaglia al Dottor Massimiliano Marianelli, (Italia), per l'opera "La metafora ritrovata. Miti e simboli nella filosofia di Simone Weil".

Nel Messaggio il Papa esprime il suo apprezzamento per la tematica scelta dall'Assemblea "data la sua centralità ed essenzialità tanto nella riflessione teologica quanto nella esperienza di fede di ogni cristiano. La cultura attuale, profondamente segnata da un soggettivismo che sfocia non poche volte nell'individualismo estremo o nel relativismo, spinge gli uomini a farsi unica misura di se stessi, perdendo di vista altri obiettivi che non siano quelli centrati sul proprio io divenuto unico criterio di valutazione sia della realtà che delle proprie scelte".

"L'uomo, in tal modo" - prosegue il Papa - "tende a ripiegarsi sempre più su se stesso, a rinchiudersi in un microcosmo esistenziale asfittico, in cui non hanno più posto i grandi ideali, aperti alla trascendenza, a Dio. L'uomo, invece, che supera se stesso e non si lascia rinchiudere nell'angusto steccato del proprio egoismo è capace di uno sguardo autentico verso gli altri e verso il creato".

"Talune tendenze o correnti culturali mirano a lasciare gli uomini in uno stato di minorità, di infanzia o di adolescenza prolungata. La Parola di Dio, al contrario, ci sprona decisamente verso la maturità e ci invita ad impegnarci con tutte le forze verso una misura alta di umanità".

"È, dunque, Gesù Cristo, Figlio di Dio" - conclude il Santo Padre - "donato dal Padre all'umanità per restaurarne l'immagine sfigurata dal peccato, l'uomo perfetto, su cui si misura il vero umanesimo. Con Lui deve confrontarsi ogni uomo, è a Lui che, con l'aiuto della grazia, egli deve tendere con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutte le forze, per realizzare pienamente la sua esistenza".
MESS/SESSIONE ACCADEMIE PONTIFICIE/... VIS 20051117 (460)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 17 NOV. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Fabriciano Sigampa, finora Vescovo di La Rioja (Argentina), Arcivescovo Metropolita di Resistencia (superficie: 28.250; popolazione: 540.000; cattolici: 450.000; sacerdoti: 63; religiosi: 154; diaconi permanenti: 10), Argentina. L'Arcivescovo eletto è nato Vichigasta (Argentina) nel 1936, è stato ordinato sacerdote nel 1970 ed ha ricevuto l'ordinazione episcopale nel 1985.
NER/.../SIGAMPA VIS 20051117 (70)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 17 NOV. 2005 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Signor Moshe Katsav, Presidente dello Stato di Israele, con la Consorte e Seguito.

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Ceca, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Vojtech Cikrle, di Brno, con l'Ausiliare Vescovo Petr Esterka.

- Il Vescovo Frantisek V. Lobkowicz, O.Praem., di Ostrava-Opava.

- Il Vescovo Jirí Padour, O.F.M.Cap., di Ceské Budejovice.

- Il Vescovo Dominik Duka, O.P., di Hradec Králové, Amministratore Apostolico "sede plena" di Litomerice, con l'Ausiliare Vescovo Josef Kajnek e con l'Arcivescovo-Vescovo emerito Karel Otcenásek.

- Il Cardinale Geraldo Majella Agnelo, Arcivescovo di São Salvador da Bahia (Brasile), Presidente della Conferenza Episcopale Brasiliana, con il Vice Presidente Vescovo Antônio Celso Queiroz, di Catanduva e con il Vescovo Odilo Pedro Scherer, Ausiliare di São Paulo e Segretario Generale.
AP:AL/.../... VIS 20051117 (140)

mercoledì 16 novembre 2005

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 16 NOV. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- L'Arcivescovo Orlando Antonini, finora Nunzio Apostolico in Zambia e in Malawi, Nunzio Apostolico in Paraguay.

- Il Sacerdote Paulo Roberto Beloto, finora Direttore Spirituale del Seminario Maggiore "Rainha dos Apóstolos" a Marília (Brasile), Vescovo di Formosa (superficie: 51.657; popolazione: 290.792; cattolici: 227.000; sacerdoti: 23; religiosi: 50), Brasile. Il Vescovo eletto è nato ad Adamantina (Brasile) nel 1957 ed è stato ordinato sacerdote nel 1986
NN:NER/.../ANTONINI:BELOTO VIS 20051116 (80)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 16 NOV. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto al termine dell'Udienza Generale:

- L'Arcivescovo Félix Del Blanco Prieto, Nunzio Apostolico in Malta e in Libia.

- L'Arcivescovo Henryk Jozef Nowacki, Nunzio Apostolico in Slovacchia.

- L'Arcivescovo Francisco-Javier Lozano, Nunzio Apostolico in Croazia.
AP/.../... VIS 20051116 (50)

IL SIGNORE È TRASCENDENTE, MA ANCHE VICINO SUE CREATURE


CITTA' DEL VATICANO, 16 NOV. 2005 (VIS). Tema della catechesi del Santo Padre Benedetto XVI per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro, è stata la seconda parte del Salmo 135: "Rendimento di grazie per la salvezza operata da Dio".

Rivolgendosi alle 22.000 persone presenti, il Santo Padre ha ricordato che nella prima parte del Salmo si proclama "la fede in Dio creatore, che si rivela attraverso le sue creature cosmiche". Nella seconda parte del Salmo "la Rivelazione biblica proclama ripetutamente che la presenza di Dio salvatore si manifesta in modo particolare nella storia della salvezza. Sfilano, così, davanti all'orante le azioni liberatrici del Signore che hanno il loro cuore nell'evento fondamentale dell'esodo dall'Egitto", nel celebre passaggio attraverso il Mar Rosso e nel travagliato viaggio nel deserto del Sinai. "Deserto e mare rappresentano, allora, il passaggio attraverso il male e l'oppressione per ricevere il dono della libertà e della terra promessa".

"Nel tempo della 'umiliazione', ossia delle successive prove e oppressioni, Israele scoprirà sempre la mano salvatrice del Dio della libertà e dell'amore".

Papa Benedetto ha ribadito che nel Salmo 135 "si intrecciano, (...), due modalità dell'unica Rivelazione divina, quella cosmica e quella storica. Il Signore è, certo, trascendente come creatore e arbitro dell'essere; ma è anche vicino alle sue creature, entrando nello spazio e nel tempo. Anzi, la sua presenza in mezzo a noi raggiunge il suo apice nell'Incarnazione di Cristo".

"È ciò che la rilettura cristiana proclama in modo limpido, come è attestato dai Padri della Chiesa che vedono il vertice della storia della salvezza e il segno supremo dell'amore misericordioso del Padre nel dono del Figlio, quale Salvatore e Redentore dell'umanità".

Ricordando che San Cipriano, nel suo trattato "'Le opere di carità e l'elemosina' contempla con stupore le opere che Dio ha compiuto in Cristo suo Figlio a favore del suo popolo", il Papa ha detto a braccio: "Con queste parole il Santo Dottore della Chiesa aggiunge qualcosa a quanto dice il salmista. Il vero dono del Figlio di Dio è l'Incarnazione, nella quale Egli si è donato a noi e rimane con noi nell'Eucaristia, nella Sua Parola, tutti i giorni fino alla fine della storia".

"Corriamo il pericolo" - ha concluso il Pontefice - "di ricordarci più frequentemente del male sofferto piuttosto che del bene. Il Salmo risveglia in noi la memoria del bene, del bene così grande che il Signore ci ha offerto e ci offre perchè finalmente possiamo conoscere quanto annunciato con gioia dal Salmo. È vero che la misericordia di Dio è eterna, essa si manifesta giorno dopo giorno".

Nelle parole di saluto al termine dell'udienza, il Santo Padre si è rivolto ai delegati del Movimento per la Vita italiano, che ha ringraziato "per la vostra coraggiosa attività trentennale volta a promuovere e difendere il diritto alla vita e la dignità di ogni persona umana dal suo concepimento alla sua morte naturale. Impegnandovi a prevenire l'aborto volontario, con un'attenta azione di supporto per le donne e le famiglie, voi collaborate a scrivere pagine di speranza per il futuro dell'umanità, proclamando in maniera concreta il 'Vangelo della Vita'".
AG/SALMO 135/... VIS 20051116 (530)

martedì 15 novembre 2005

CONFERENZA INTERNAZIONALE SUL GENOMA UMANO


CITTA' DEL VATICANO, 15 NOV. 2005 (VIS). Il Cardinale Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, ha presentato questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, la XX Conferenza Internazionale promossa dal suo Dicastero, che si terrà dal 17 al 19 novembre, in Vaticano, sul tema: "Il genoma umano".

Alla Conferenza Stampa hanno partecipato il Vescovo José Luis Redrado, O.H., Segretario del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute ed il Padre Felice Ruffini, M.I., Sotto-Segretario del medesimo Pontificio Consiglio, la Professoressa Maria Luisa Di Pietro, Professoressa di Bioetica dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e il Padre Angelo Serra, S.I., Professore emerito di Genetica Umana della stessa università.

Il Cardinale Lozano ha affermato che: "In questa Conferenza Internazionale partiremo dalla considerazione del genoma come l'elemento strutturale che organizza il corpo umano nella sue dimensioni individuali ed ereditarie; comporta l'insieme di geni, ma va oltre per abbracciare tutti gli altri elementi che con i geni costituiscono l'energia originale per svilupparsi attraverso tutta l'esistenza e che significano il mistero chiave della vita umana".

"Il tema" - ha proseguito il Porporato - "è molto ampio e soggetto a nuove ricerche e riscoperte", ma il nostro obiettivo è di "trattare questo argomento sotto l'aspetto specifico della salute", ponendo un accento particolare sull'aspetto terapeutico.

Al principio si farà "una riflessione scientifica, filosofica e teologica per inquadrare il resto della Conferenza sul tema della vita. Partendo da questo punto iniziale, il nostro percorso avrà tre tappe; realtà, illuminazione ed azione".

Nella prima tappa, ha proseguito il Cardinale Lozano, si esaminerà "la situazione attuale della Genetica in questo ordine: Genomica e post Genomica, gli errori genetici e le malattie congenite (...) la predisposizione al cancro (...) l'assistenza medica ai malati ed alle loro famiglie, il giudizio, l'errore e la negligenza, gli aspetti genetici nella medicina materno fetale (...) Genetica umana ed il suo statuto giuridico internazionale, della ricerca genetica e della cooperazione internazionale".

Nella seconda tappa, la riflessione interesserà i temi concernenti "il processo storico della Genetica umana (...) l'etica della genetica medica, l'eugenismo liberale e l'etica della consulta medica nel dominio della Genetica". Si parlerà anche dell'applicazione delle conoscenze sul genoma umano secondo "il punto di vista sulla Genetica umana dell'Ebraismo, dell'Islamismo, del Buddismo, dell'Induismo, per concludere con la visione post moderna della Genetica.

Il Presidente del Pontificio Consiglio ha precisato che nella terza tappa verranno trattati temi come "la Genetica e la nuova cultura, la visione pastorale della ricerca genetica, la Genetica medica ed i Comitati etici negli ospedali, il Diritto e la Genetica, (...) l'educazione e l'aggiornamento degli agenti pastorali sulla Genetica e, concludendo, la prevenzione delle malattie genetiche dal punto di vista pastorale".

Il Cardinale Lozano ha segnalato che alla Conferenza interverranno le personalità di maggiore rilievo nel mondo della scienza e della teologia provenienti da 17 Paesi: Italia, Inghilterra, Grecia, Francia, Burkina Faso, Stati Uniti, Islanda, Svizzera, Paesi Bassi, Colombia, Repubblica Federale di Germania, Spagna, India, Giappone, Slovacchia, Cuba e Messico.
.../CONFERENZA:GENOMA UMANO/CON-AVA VIS 20051115 (500)

COMMEMORAZIONE GIOVANNI PAOLO II PARLAMENTO ITALIANO


CITTA' DEL VATICANO, 15 NOV. 2005 (VIS). Ieri ha avuto luogo una Commemorazione della Visita che Giovanni Paolo II compì al Parlamento della Repubblica Italiana il 14 novembre 2002. Nel corso della cerimonia è stata scoperta una lapide che ricorda l'incontro del Pontefice con i Deputati e i Senatori italiani, sui quali, in quell'occasione, il Papa invocò la Benedizione divina.

In occasione di questa Commemorazione, il Santo Padre Benedetto XVI ha indirizzato un Messaggio al Presidente della Camera dei Deputati, Onorevole Pier Ferdinando Casini, letto dall'Arcivescovo Leonardo Sandri, Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato.

"La visita del mio amato Predecessore al Parlamento italiano non aveva precedenti e poté realizzarsi con l'affermarsi di una visione serena delle relazioni fra Chiesa e Stato, nella consapevolezza - a cui fece cenno il Pontefice nella sua allocuzione - degli 'impulsi altamente positivi' che da tali relazioni hanno tratto, nel corso del tempo, sia la Chiesa che la Nazione italiana".

"In questo felice anniversario non mi resta, pertanto, che auspicare che tale spirito di sincera e leale collaborazione si approfondisca sempre più. Nell'assicurare il costante impegno in tal senso della Santa Sede, vorrei ancora una volta ribadire che la Chiesa, in Italia e in ogni Paese, come pure nei diversi Consessi internazionali, non intende rivendicare per sé alcun privilegio, ma soltanto avere la possibilità di adempiere la propria missione, nel rispetto della legittima laicità dello Stato. Questa, del resto, se bene intesa, non è in contrasto con il messaggio cristiano, ma piuttosto è ad esso debitrice, come ben sanno gli studiosi della storia delle civiltà".

Il Santo Padre conclude il suo Messaggio chiedendo ai Membri del Parlamento italiano che anche in futuro continuino ad onorare la memoria di Papa Giovanni Paolo II "ispirandosi fattivamente ai suoi insegnamenti e promuovendo la formazione della persona umana, la cultura, la famiglia, la scuola, una piena e dignitosa occupazione, con una sollecita attenzione per i più deboli e per le antiche e nuove povertà".
MESS/PARLAMENTO ITALIANO/CASINI:SANDRI VIS 20051115 (340)

LA DIPLOMAZIA CONCORDATARIA DELLA SANTA SEDE


CITTA' DEL VATICANO, 15 NOV. 2005 (VIS). L'Arcivescovo Giovanni Lajolo, Segretario per i Rapporti con gli Stati, ha pronunciato oggi un discorso durante un Congresso promosso dall'Ambasciata di Polonia presso la Santa Sede su: "La Diplomazia Concordataria della Santa Sede nel XX secolo: Tipologia dei Concordati".

L'Arcivescovo Lajolo ha iniziato il suo discorso ricordando che: "Convenzionalmente si considera come primo concordato della storia quello di Worms del 1122. La 'Concordia' o 'Pax Wormatiensis' tra Callisto II e l'imperatore Enrico V pose fine all'aspra controversia a proposito delle investiture dei vescovi, allora anche principi temporali e feudatari imperiali".

"Agli inizi dell'epoca moderna" - ha proseguito l'Arcivescovo - "risalgono i vari concordati con i sovrani, i quali rivendicavano ampi spazi di controllo sull'organizzazione e la vita della Chiesa, sopratutto per quanto riguardava la nomina agli uffici ecclesiastici, a cominciare dai vescovi diocesani. Emblematico, al riguardo, è il Concordato fra Leone X e Francesco I di Francia, del 18 agosto 1516".

Il Segretario per i Rapporti con gli Stati ha precisato che dalla Rivoluzione Francese al primo conflitto mondiale "la Chiesa si trova di fronte un nuovo tipo di Stato, non più confessionale e talvolta anche non più a regime monarchico". Per esempio, "Di particolare rilevanza all'inizio di questo periodo è la 'Convenzione fra Pio VI e il Governo francese' del 1801, il cosiddetto 'Concordato Napoleonico', che regolerà i rapporti fra Chiesa e Stato in Francia".

In merito al periodo che va dal Pontificato di Papa Benedetto XV (1914-1922) e il Concilio Vaticano II (1962-1965), l'Arcivescovo Lajolo ha precisato: "Di per sé il Pontificato di Papa Dalla Chiesa non ha visto la stipulazione di molti accordi", però "nella Pentecoste del 1917 Benedetto XV promulgò il 'Codex Iuris Canonici'. I concordati e gli accordi degli anni successivi avranno anche lo scopo di regolare la vita ecclesiale nei diversi Paesi in conformità alle norme contenute in questo testo legislativo".

Nel corso del Pontificato di Papa Pio XI, ha ricordato l'Arcivescovo Lajolo, si firmarono i Patti Lateranensi (11 febbraio 1929) che comprendono "il Trattato Lateranense, il Concordato fra la Santa Sede e l'Italia e la Convenzione finanziaria". Durante i diciannove anni di Pontificato di Papa Pio XII (1939-1958) "l'attività concordataria della Santa Sede fu intensa". Tra gli accordi di maggiore rilevanza di questo Pontificato sono i Concordati con il Portogallo (1940) e con la Spagna (1953).

L'Arcivescovo Lajolo ha ricordato inoltre che: "Il breve Pontificato di Giovanni XXIII fu contrassegnato specialmente dall'indizione e dall'apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II (1962-1965), che il successore Paolo VI portò a conclusione. (...) Gli insegnamenti e disposizioni conciliari hanno però avuto un influsso - e non irrilevante - sulla successiva attività concordataria della Santa Sede". Prova di ciò, ha detto l'Arcivescovo è "nell'istituzione delle Conferenze Episcopali".

Successivamente l'Arcivescovo Lajolo ha fatto riferimento al Pontificato di Paolo VI ed ha sottolineato che "Il Pontificato di Paolo VI (1963-1978) costituisce una stagione concordataria particolarmente intensa" durante la quale furono firmati più di quaranta accordi, nella maggior parte con i Paesi dell'Europa Occidentale e dell'America Latina, oltre l'accordo con la Repubblica di Tunisia (1964), il primo accordo della Santa Sede con un Paese di religione musulmana.

L'Arcivescovo Lajolo ha ricordato quella che è stata chiamata la "Ostpolitik" della Santa Sede e le intese parziali raggiunte mediante l'Atto con Protocollo fra la Santa Sede e l'Ungheria nel 1964, gli accordi del 1966 con la Jugoslavia, cioè il Protocollo sulle conversazioni intercorse tra le due Parti e lo Scambio di lettere sulla nomina di Rappresentanti diplomatici permanenti di carattere ufficioso e l'Accordo del 1974 con la Polonia per istituzionalizzare i gruppi di lavoro bilaterali. "Non posso omettere" - ha affermato l'Arcivescovo Lajolo - "un deferente omaggio alla memoria del Cardinale Agostino Casaroli, che fu uno dei principali artefici di questa fase della diplomazia della Santa Sede".

Durante i 26 anni di Pontificato di Giovanni Paolo II (1978-2005) l'attività concordataria "si allarga a Continenti e Paesi, con i quali fino ad allora aveva avuto poco o nulla a che fare. (...) In questo conteso meritano una particolare attenzione i due accordi conclusi con Israele, cioè l'Accordo fondamentale del 30 dicembre 1993 e l'Accordo sulla personalità giuridica delle istituzioni cattoliche del 1997; com'è noto" - ha spiegato il Presule - "la Santa Sede si attende che, essendo entrati entrambi in vigore con lo scambio degli strumenti di ratifica, trovino doverosa esecuzione anche nell'ambito giuridico interno dello Stato d'Israele".

Con Giovanni Paolo II fu anche firmato l'Accordo di base con l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina del 2000 e numerosi accordi con diversi paesi africani: Marocco, Gabon, Costa d'Avorio e il Camerun, oltre che con l'Organizzazione dell'Unità Africana. Nel 1984 vi fu la revisione del Concordato Lateranense con lo Stato Italiano e ci conclusero cinque accordi con la Spagna.

L'Attività concordataria dei paesi europei "ha avuto una forte accelerazione dopo la 'grande svolta del 1989'" quando la Santa Sede "ha sottoscritto accordi con vari Stati del blocco comunista, con l'Albania, con la Croazia e la Slovenia ed anche con la maggior parte dei nuovi Länder della Germania già compresi nell'ex DDR.

"In questi primi mesi del Pontificato di Benedetto XVI" - ha detto ancora l'Arcivescovo Lajolo - sono stati sottoscritti Accordi con il Panama, e il 12 luglio con la Francia un Avenant alle Convenzioni del 1828 e agli Avenants del 1974 e 1999, riguardante la Chiesa di Trinità dei Monti. "Per le prossime settimana è prevista la firma di un Accordo con la Libera Città Anseatica di Amburgo".

L'Arcivescovo Lajolo ha spiegato anche quali sono stati i soggetti degli accordi ed in merito ha detto: "Normalmente la Santa Sede conclude accordi con gli Stati" ed "anche accordi con soggetti sovranazionali".

"I concordati e gli altri accordi" - ha detto ancora l'Arcivescovo Lajolo - "vengono stipulati con Paesi retti da diverse forme di governo, senza che per principio una di queste venga escluso. Si è dunque rimproverato alla Santa Sede di aver talvolta accettato di concludere accordi anche con regimi totalitari, dando loro in qualche modo un avallo morale e facilitandone la presenza nel conteso internazionale. In merito va però precisato anzitutto che con tali accordi la Santa Sede non ha mai riconosciuto un determinato regime; a norma del diritto internazionale, chi stipula l'accordo è lo Stato, che resta, e non il governo, o il regime, che invece passa. Né si può dimenticare che la Santa Sede, nel concludere degli accordi, mira a proteggere la libertà della Chiesa in un Paese e il diritto di libertà religiosa dei singoli fedeli e dei cittadini, e questo può risultare ancor più necessario proprio quando chi governa lo Stato non rispetta pienamente i diritti fondamentali".

In merito al contenuto degli accordi, l'Arcivescovo, data l'impossibilità di menzionarli tutti, ha citato i rapporti diplomatici con la Santa Sede; lo status della religione cattolica e della Chiesa, il patrimonio artistico e culturale, il riconoscimento del matrimonio canonico, ecc.
.../CONCORDATI/LAJOLO VIS 20051115 (1150)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 15 NOV. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Monsignor José Leopoldo González González, finora Vice Rettore dell'Università Cattolica di Guadalajara (Messico), Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Guadalajara (superficie: 20.827; popolazione: 6.600.000; cattolici: 6.011.044; sacerdoti: 1.354; religiosi: 4.186; diaconi permanenti: 4), Messico. Il Vescovo eletto è nato a Cañadas (Messico), nel 1955 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1984.

- Il Monsignore Anton Jamnik, finora Rettore del Liceo arcidiocesano San Stanislao di Sentvid, Ljubljana, (Slovenia), Vescovo Ausiliare di Ljubljana (superficie: 8.542; popolazione: 914.684; cattolici: 715.000; sacerdoti: 576; religiosi: 759; diaconi permanenti: 4), Slovenia. Il Vescovo eletto è nato a Videm-Dobrepolje (Slovenia), nel 1961 ed è stato ordinato sacerdote nel 1987.
NEA/.../GONZÁLEZ GONZÁLEZ:JAMNIK VIS 20051115 (120)

PRESA DI POSSESSO CHIESA TITOLARE CARDINALE FURNO


CITTA' DEL VATICANO, 15 NOV. 2005 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha comunicato oggi che domenica 20 novembre, Solennità di Cristo Re dell'universo, alle ore 12:00, il Cardinale Carlo Furno, Gran Maestro dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, Arciprete emerito della Basilica Liberiana di Santa Maria Maggiore, prenderà possesso del Titolo del Sacro Cuore di Cristo Re, Diaconia elevata pro hac vice a Titolo Presbiterale, Viale Mazzini, 32.
OCL/POSSESSO TITOLO/FURNO VIS 20051115 (80)

lunedì 14 novembre 2005

LETTERE CREDENZIALI NUOVO AMBASCIATORE STATUNITENSE


CITTA' DEL VATICANO, 12 NOV. 2005 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto il Signor Francis Rooney, nuovo Ambasciatore degli Stati Uniti d'America presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

Nel suo discorso, il Papa ha chiesto al diplomatico statunitense di trasmettere al Presidente George W. Bush, la sua "solidarietà per le popolazioni colpite dagli uragani negli Stati del Sud" ed il sostegno delle sue "preghiere per quanti sono impegnati nei soccorsi e nella ricostruzione".

Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricordato il Messaggio di Giovanni Paolo II per la Giornata Mondiale della Pace 2005, nel quale il suo Predecessore "sottolinea l'intrinseca dimensione etica di ogni decisione politica", ed ha affermato che "la preoccupante diffusione dei disordini sociali, della guerra, dell'ingiustizia e della violenza nel mondo possono essere contrastate solo con il rispetto della legge morale universale, i cui principi derivano dal Creatore".

"Riconoscere il ricco patrimonio di valori e principi incarnati in quelle legge è essenziale per l'edificazione di un mondo che riconosca e promuova la dignità, la vita e la libertà di ogni persona umana, mentre crea le condizioni di giustizia e di pace nelle quali gli individui e le comunità possono realmente fiorire. È precisamente la promozione e la difesa di questi valori, che devono governare i rapporti fra le nazioni e i popoli (...) che ispira la presenza e l'attività della Santa Sede nella comunità internazionale".

"Come affermò il Concilio Vaticano II" - ha detto il Santo Padre - "la missione religiosa universale della Chiesa non permette che essa sia identificata con un particolare sistema politico, economico o sociale, tuttavia allo stesso tempo, questa missione serve come fonte di impegno, direzione e forza" perché l'umanità si conformi alla legge di Dio.

Il Papa ha espresso all'Ambasciatore il suo apprezzamento per aver fatto riferimento "all'impegno della Santa Sede nel contribuire ad individuare soluzioni efficaci ad alcuni dei più significativi problemi degli ultimi anni che devono essere affrontati dalla comunità internazionale, quali lo scandalo della continua diffusione della fame, gravi malattie e povertà in larghe aree del mondo. Un adeguato approccio a questi problemi non può limitarsi a considerazioni puramente economiche o tecniche, ma richiede una visione globale, una solidarietà pratica e coraggiose decisioni a lungo termine rispetto a questioni etiche complesse. (...) Penso in particolare" - ha detto Benedetto XVI - "agli effetti schiaccianti del debito che alimenta la spirale della povertà in molte nazioni meno sviluppate".

"Il popolo americano" - ha concluso il Pontefice - "si è sempre distinto per la sua generosità verso i bisognosi in tutti i continenti. (...) Sono certo che la sua Nazione continuerà a dimostrare la sua guida fondata sul fermo impegno per i valori della libertà, dell'integrità e dell'auto-determinazione".
CD/STATI UNITI/ROONEY VIS 20051114 (460)

INVIATO SPECIALE CONGRESSO EUCARISTICO NAZIONALE GHANA


CITTA' DEL VATICANO, 12 NOV. 2005 (VIS). Oggi è stata resa pubblica la Lettera Pontificia, redatta in latino e datata 15 ottobre, con la quale il Santo Padre nomina il Cardinale Anthony Olubunmi Okogie, Arcivescovo di Lagos (Nigeria), Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del Congresso Eucaristico Nazionale del Ghana, che si svolgerà a Kumasi, il 19 e il 20 novembre prossimo.

La Missione che accompagnerà il Porporato è composta dal Monsignore Mark Kadima, Segretario della Nunziatura Apostolica in Ghana, dal Monsignore Stephen Adu-Kwaning, Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Accra e dal Padre Christopher Bazaanah, Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Tamale.
BXVI-LETTERA/INVIATO SPECIALE/GHANA:OLUBUNMI VIS 20051114 (110)

ALLA CHIESA CALDEA: L'IRAQ PROSEGUA STRADA VERSO PACE


CITTA' DEL VATICANO, 12 NOV. 2005 (VIS). In occasione del Sinodo Speciale della Chiesa Caldea tenutosi a Roma, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto oggi Sua Beatitudine Emmanuel III Delly, Patriarca di Babilonia dei Caldei (Iraq) ed i Presuli partecipanti a questa Assemblea Sinodale.

"Vi ringrazio per la vostra visita" - ha detto il Papa - "che mi permette di far giungere, attraverso di voi, una parola di fervido incoraggiamento alle vostre comunità e a tutti i cittadini dell'Iraq. Alla parola di solidarietà si accompagna l'assicurazione del mio ricordo nella preghiera, affinché il vostro amato paese, pur nell'attuale difficile situazione, sappia non perdersi d'animo e proseguire nella strada verso la riconciliazione e la pace".

Successivamente il Papa ha fatto riferimento al progetto di revisione dei testi della Divina Liturgia in rito siro-orientale elaborato dai Presuli nel corso del Sinodo per preparare "una riforma che dovrebbe permettere un nuovo slancio di devozione nelle vostre comunità. Questo lavoro ha comportato anni di studio e di non sempre facili decisioni, ma è stato un periodo durante il quale la Chiesa Caldea ha potuto riflettere più a fondo sul grande dono dell'Eucaristia".

Altro tema importante esaminato nel corso dell'Assemblea Sinodale è stata l'analisi della bozza del Diritto Particolare che regola la vita interna della comunità caldea. "Un'appropriata disciplina canonica propria" - ha commentato il Santo Padre - "è necessaria per l'ordinato svolgersi della missione affidatavi da Cristo".

"Ora, nel tornare alle vostre rispettive sedi" - ha concluso il Pontefice - "siete rinfrancati da questa esperienza di comunione vissuta presso le tombe degli Apostoli Pietro e Paolo. È una comunione che trova una particolare espressione qui, oggi, nell'elevare al Signore insieme al Successore di Pietro la comune preghiera di gratitudine".
AC/SINODO CALDEO/DELLY VIS 20051114 (300)

LA CHIESA CATTOLICA IN BULGARIA È VIVA


CITTA' DEL VATICANO, 12 NOV. 2005 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Presuli della Conferenza Episcopale di Bulgaria al termine della Visita "ad Limina Apostolorum".

Il Papa ha detto di aver tratto la convinzione, nei colloqui personali con i Vescovi, che "la Chiesa cattolica in Bulgaria è viva e desiderosa di offrire con entusiasmo la propria testimonianza a Cristo in mezzo alla società in cui vive". "Il Signore" - ha detto il Santo Padre - "sa sempre supplire alle eventuali nostre lacune e alla povertà dei mezzi a nostra disposizione. Ciò che conta non è tanto l'efficienza dell'organizzazione, quanto piuttosto l'incrollabile fiducia in Cristo, perché è proprio Lui a guidare, reggere e santificare la sua Chiesa, anche attraverso il vostro indispensabile ministero".

Riferendosi al servizio ecclesiale che i Presuli compiono "fianco a fianco dei nostri fratelli della Chiesa ortodossa bulgara", il Santo Padre ha auspicato che "le buone relazioni esistenti si sviluppino ulteriormente a vantaggio dell'annuncio del Vangelo del Figlio di Dio, principio e fine di ogni azione compiuta dal cristiano. A tale proposito, vi chiedo, venerati Fratelli, di recare il mio cordiale saluto al Patriarca Maxim, primo Gerarca della Chiesa ortodossa di Bulgaria".

"Occorre proseguire" - ha detto ancora il Pontefice - "il cammino intrapreso, intensificando la preghiera perché si affretti l'ora in cui potremo sedere all'unica Mensa, per mangiare l'unico Pane della salvezza".

Sottolineando che sussiste "un intenso dialogo con le Autorità civili su temi di comune interesse", il Papa ha affermato che "la Comunità cattolica, pur essendo in minoranza nel contesto del Paese, può svolgere un compito di generosa testimonianza dell'universale carità di Cristo".

Benedetto XVI ha proseguito affermando: "Dopo il triste periodo dell'oppressione comunista, i cattolici che hanno perseverato con alacre fedeltà nella loro adesione a Cristo avvertono ora l'urgenza di rassodare la propria fede e di diffondere il Vangelo in tutti gli ambiti sociali, specialmente dove più manifesto è il bisogno dell'annuncio cristiano. Penso, ad esempio, alla forte denatalità, all'alta percentuale di aborti, alla fragilità di tante famiglie, al problema dell'emigrazione. Sono lieto di sapere che la Chiesa cattolica in Bulgaria è fortemente impegnata in campo sociale, per sovvenire alle necessità di tanti poveri. Vi incoraggio, venerati Fratelli, a proseguire su tale cammino al servizio del Popolo bulgaro, a me caro".

Il Papa ha esortato i Vescovi a non aver timore "di proporre alle giovani generazioni anche l'ideale della totale consacrazione a Cristo" e a proseguire "nello sforzo di dotare, con l'aiuto anche di altre Chiese ed organizzazioni cattoliche, le vostre Comunità delle strutture che appaiono utili alle attività pastorali ed all'esercizio del culto cristiano. Al riguardo, ho appreso con particolare soddisfazione che si sta completando la ricostruzione della Chiesa Cattedrale latina di Sofia, dedicata a San Giuseppe".
AL/.../BULGARIA VIS 20051114 (470)

ANGELUS: LAICI CHIAMATI PERFEZIONE VITA CRISTIANA


CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2005 (VIS). Al termine della Santa Messa celebrata dal Cardinale José Saraiva Martins, nella Basilica Vaticana, nel corso della quale sono stati proclamati Beati i Servi di Dio: Charles De Foucauld, Maria Pia Mastena e Maria Crocifissa Curcio, il Santo Padre si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano, per recitare l'Angelus con i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

Nell'introdurre la preghiera mariana, il Papa ha detto che i nuovi Beati "vanno ad aggiungersi alla folta schiera dei Beati che durante il Pontificato di Giovanni Paolo II sono stati proposti alla venerazione delle Comunità ecclesiali in cui sono vissuti, nella consapevolezza di quanto il Concilio Ecumenico Vaticano II ha fortemente sottolineato, che cioè tutti i battezzati sono chiamati alla perfezione della vita cristiana: sacerdoti, religiosi e laici, ognuno secondo il proprio carisma e la propria specifica vocazione".

Papa Benedetto XVI ha ricordato successivamente l'attenzione che il Concilio ha posto al ruolo dei fedeli laici ai quali dedicò "un intero capitolo - il quarto - della Costituzione 'Lumen Gentium' sulla Chiesa per definirne la vocazione e la missione, radicate nel Battesimo e nella Cresima e orientate a 'cercare il Regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio".

I Padri Conciliari, ha detto ancora il Papa "approvarono uno specifico Decreto sull'Apostolato dei laici, 'Apostolicam actuositatem'. Esso sottolinea innanzitutto che 'la fecondità dell'apostolato dei laici dipende dalla loro unione vitale con Cristo', cioè da una robusta spiritualità, alimentata dalla partecipazione attiva alla Liturgia ed espressa nello stile delle beatitudini evangeliche".

"Per i laici, inoltre" - ha proseguito Benedetto XVI - "sono di grande importanza la competenza professionale, il senso della famiglia, il senso civico e le virtù sociali. Se è vero che essi sono chiamati individualmente a rendere la loro testimonianza personale, particolarmente preziosa là dove la libertà della Chiesa incontra impedimenti, tuttavia il Concilio insiste sull'importanza dell'apostolato organizzato, necessario per incidere sulla mentalità generale, sulle condizioni sociali e sulle istituzioni. (...) Al tema della vocazione e missione dei laici l'amato Papa Giovanni Paolo II ha voluto dedicare l'Assemblea sinodale del 1987, dopo la quale è stata pubblicata l'Esortazione apostolica 'Christifideles laici'".

Il Pontefice ha concluso le sue riflessioni ricordando la Beatificazione, domenica scorsa a Vicenza (Italia), di Eurosia Fabris, la madre di famiglia che accolse in casa diversi orfani della Prima Guerra Mondiale, definendola "modello di vita cristiana nello stato laicale".
ANG/LAICI/... VIS 20051114 (410)
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