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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 5 ottobre 2005

RIUNIONE DEI CIRCOLI MINORI


CITTA' DEL VATICANO, 5 OTT. 2005 (VIS). Questa mattina, mentre in Piazza S.Pietro il Papa ha tenuto l'udienza generale, i padri sinodali si sono riuniti nei Circoli Minori o Gruppi Linguistici per eleggere i moderatori e i relatori ed iniziare il dibattito sul tema dell'Assemblea Generale Ordinaria.

La quinta Congregazione Generale si terrà questo pomeriggio nell'Aula del Sinodo.
SE/CIRCOLI MINORI/... VIS 20051005 (50)

QUARTA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 4 OTT. 2005 (VIS). Alle 16:30 di oggi, martedì, è iniziata la quarta Congregazione Generale della XI° Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi. Il presidente delegato di turno è stato il Cardinale Juan Sandoval Iniguez, Arcivescovo di Guadalajara (Messico) e hanno partecipato 242 padri sinodali.

Seguono estratti di alcuni interventi:

CARDINALE JORGE MARIO BERGOGLIO, S.I., ARCIVESCOVO DI BUENOS AIRES, VICE PRESIDENTE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE (ARGENTINA). "Il nostro popolo fedele crede nell'Eucaristia come popolo eucaristico in Maria. Unisce l'affetto all'Eucaristia e l'affetto alla Vergine nostra Madre e Signora. Alla scuola di Maria, donna eucaristica, rileggiamo e contempliamo i passaggi nei quali Giovanni Paolo II contempla la Vergine come donna eucaristica e la vediamo non da sola ma "assieme" al popolo di Dio. (...) Il nostro popolo fedele possiede il vero "atteggiamento eucaristico" di lode e azione di grazie. Guardando a Maria, il nostro popolo fedele ama essere ricordato da lei e questo è un memoriale d'amore veramente eucaristico. A questo proposito, ripeto quanto Giovanni Paolo II affermava nel n 58 della "Ecclesia de Eucharistia": "Ci è stata data la Chiesa affinché la nostra vita sia, come quella di Maria, tutta un magnificat."".

VESCOVO RIMANTAS NORVILA, DI VILKAVISKIS (LITUANIA). "Mancando la voglia o la possibilità di riconciliazione sacramentale, ai cattolici diventa impossibile anche vivere l'unione più profonda con Gesù Cristo e con la Chiesa, favorita dall'Eucaristia. Cosi il cristiano arriva allo stato in cui non riesce a valutare l'Eucaristia come fonte di grazia e a poco a poco perde anche i legami con la comunità parrocchiale e la vicinanza a tutta la Chiesa. Allo steso tempo senza la prassi della riconciliazione di solito aumenta il soggettivismo, diventa più difficile valutare il comportamento personale come pure la religiosità. Il declino di pratica di quel sacramento è molto evidente nel mondo intero. (...) Accanto alla diminuzione della pratica della penitenza, spesso crescono le tendenze opposte alla fede cristiana. Il bisogno religioso, l'esperienza di vita religiosa avuta in passato di solito spingono alla ricerca delle strade più ampie e diverse. Come vediamo tutti, nelle società odierne, specialmente quelli occidentali, ci sono molte persone dedite alla pratica esoterica, alla magia, all'occultismo, alle tendenze New Age. Tutto questo insieme permette alla persona di creare nuovi legami comunitari, sociali, che sempre di più allontanano dalla Chiesa, dal pensiero cattolico, e indeboliscono la fede. Andando ancora più avanti, osserviamo deformazioni della coscienza, cambiamenti che toccano tutta la personalità. Invece per la formazione positiva di coscienza e di consapevolezza cattolica uno degli strumenti migliori, direi di più privilegiati, è la riconciliazione e la direzione spirituale. (...) Questo aiuterà anche tutti noi ad avvicinarsi a Gesù Eucaristico, aiuterà a creare un legame più profondo con la Chiesa. La penitenza porta più vicino a Cristo, invece la mancanza di penitenza allontana da Dio".

VESCOVO GREGORIO NICANOR PENA RODRIGUEZ, DI NUESTRA SENORA DE LA ALTAGRACIA EN HIGUEY (REPUBBLICA DOMINICANA). "Nessuna comunità cristiana si edifica se non ha come radice e centro l'Eucaristia. È una impellente necessità che la celebrazione del Sacrificio Eucaristico sia centro e culmine di tutta la vita della comunità. Nelle nostre comunità le celebrazioni eucaristiche hanno riacquistato nuovo vigore in seguito alla celebrazione dell'Anno dell'Eucaristia. Si sono rafforzati i valori positivi della stessa e se ne è riscoperta la centralità nella vita della comunità e per la sua missione nel mondo. Il processo di maturazione riferito all'Eucaristia è stato un'esperienza vissuta con gioia dai nostri fedeli nel corso di tutto l'anno e speriamo che questa realtà duri per sempre".

ARCIVESCOVO JAN PAWEL LENGA, M.I.C., DI KARAGANDA (KAZAKISTAN). "Tra le innovazioni liturgiche apportate nel mondo occidentale, ne emergono specialmente due che oscurano in un certo modo l'aspetto visibile dell'Eucaristia riguardante la sua centralità e sacralità; queste sono: la rimozione del tabernacolo dal centro e la distribuzione della comunione sulla mano. (...) La comunione sulla mano si sta divulgando e persino imponendo maggiormente come una cosa più comoda, come una specie di moda. (...) Vorrei fare quindi umilmente le seguenti proposizioni concrete: che la Santa Sede stabilisca una norma universale motivata, secondo la quale il modo ufficiale di ricevere la comunione sia quello in bocca ed in ginocchio; la comunione sulla mano sarebbe riservata invece al clero. Che i vescovi dei luoghi, dove è stata introdotta la comunione sulla mano, si adoperino con prudenza pastorale a ricondurre gradualmente i fedeli al rito ufficiale della comunione, valido per tutte le chiese locali".

VESCOVO LORENZO VOLTOLINI ESTI, AUSILIARE DI PORTOVIEJO (ECUADOR). "L'astinenza dalla celebrazione della Messa il venerdì di Quaresima dovrebbe aiutare i fedeli a sentire più fame del Cibo eucaristico ed ai sacerdoti darebbe la possibilità di mettersi a disposizione dei fedeli per il sacramento della Riconciliazione, stabilendo tra i due sacramenti una relazione di parità in dignità e necessità. (...) Propongo si suggerisca o almeno si permetta alle diocesi o alle Conferenze Nazionali che ne facessero richiesta di istituire, preferibilmente in Quaresima e magari di venerdì, il giorno di digiuno eucaristico, da vivere non come giorno di assenza eucaristica, ma di preparazione ed attesa eucaristica. Non sarebbe questo da considerare come un' interruzione della prassi di celebrare ogni giorno l'Eucaristia, ma un modo per valorizzare il mistero Pasquale di Gesù Cristo ugualmente celebrato nella Penitenza e nell'Eucaristia nella totalità e nella complementarietà dei due sacramenti".

ARCIVESCOVO JOHN ATCHERLEY DEW, DI WELLINGTON, SEGRETARIO DELLA CONFERENZA EPISCOPALE (NUOVA ZELANDA). "Le nostre Chiese verrebbero arricchite se potessimo invitare i cattolici impegnati attualmente esclusi dall'Eucaristia a ritornare alla mensa del Signore. Vi sono coloro il cui primo matrimonio è finito in modo triste. Non hanno mai abbandonato la Chiesa, ma attualmente sono esclusi dall'Eucaristia. Vi sono cattolici sposati con persone battezzate in altre fedi cristiane. Li riconosciamo come una cosa sola in Cristo nel sacramento del matrimonio, ma non nel ricevere l'Eucaristia. Questo Sinodo dovrebbe avere un approccio pastorale. Dobbiamo trovare modi per includere quanti hanno fame del Pane di Vita. Occorre affrontare lo scandalo di coloro che hanno fame del cibo eucaristico, proprio come occorre affrontare lo scandalo della fame fisica".
SE/QUARTA CONGREGAZIONE/... VIS 20051005 (990)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 5 OTT. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina al termine dell'udienza generale in Piazza S.Pietro:

- L'Arcivescovo Alfio Rapisarda, Nunzio Apostolico in Portogallo.

- L'Arcivescovo Giovanni Tonucci, Nunzio Apostolico in Svezia, Danimarca, Finlandia, Islanda e Norvegia.
AP/.../... VIS 20051005 (30)

INCONTRO MINISTRO ESTERI CECO CON ARCIVESCOVO LAJOLO


CITTA' DEL VATICANO, 5 OTT. 2005 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Joaquín Navarro-Valls, con un comunicato, questa mattina, ha informato i giornalisti della visita del Ministro degli Esteri della Repubblica Ceca, Cyril Svoboda, all'Arcivescovo Giovanni Lajolo, Segretario per i Rapporti con gli Stati. Il Ministro degli Esteri è giunto accompagnato da diversi rappresentanti del suo Paese.

"Nel corso dell'incontro - si legge nel Comunicato - si è parlato dei rapporti bilaterali fra la Santa Sede e la Repubblica Ceca, in particolare, dell'Accordo sul regolamento dei rapporti reciproci, firmato a Praga il 25 luglio 2002, ma non ancora ratificato. Mons. Lajolo ha espresso l'auspicio che le difficoltà che si oppongono alla ratifica da parte ceca possano essere superate (...) e ha dichiarato la disponibilità della Segreteria di Stato a favorire tale processo. Altri argomenti toccati sono stati: taluni aspetti del progetto di Legge di riforma della libertà religiosa ed alcune proposte verso una soluzione della questione dei beni della Chiesa Cattolica confiscati ai tempi del regime comunista. A tale fine si è convenuto circa l'opportunità di costituire una Commissione Paritetica con un preciso mandato a termine".

"La conversazione si è estesa anche ad altri temi di attualità internazionale, in particolare il processo di consolidamento ed allargamento dell'Unione Europea; l'Arcivescovo Giovanni Lajolo ha sottolineato il notevole apporto, anzitutto culturale, che l'entrata della Repubblica Ceca può dare all'Unione Europea, di cui fa parte dal 1° maggio 2004. Altri temi sono stati: il Medio Oriente e la collaborazione nelle Organizzazioni internazionali, in riferimento ad alcune grandi questioni etiche".
OP/VISITA MINISTRO CECO/NAVARRO-VALLS VIS 20051005 (250)

LA LITURGIA E' L'ABBRACCIO DI SALVEZZA TRA DIO E L'UOMO


CITTA' DEL VATICANO, 5 OTT. 2005 (VIS). La seconda parte del Salmo 134 "Solo Dio é grande ed eterno" é stato il tema della catechesi dell'udienza generale di questa settimana, celebrata in Piazza San Pietro e alla quale hanno assistito 50.000 persone.

"Il salmista - ha spiegato il Papa - confronta due diverse visioni religiose. Da un lato si leva la figura di Dio vivente e personale (...) che con la forza del suo amore guida e sostiene i suoi fedeli. Dall'altro lato emerge l'idolatria espressione di una religiosità deviata e ingannevole. Un idolo altro non é che un'"opera delle mani dell'uomo" (...) ha una forma umana, ma é inerte".

"Il destino di chi adora queste realtà morte - ha rimarcato il Santo Padre - é quello di diventare simile ad esse: impotente, fragile, inerte" e ha aggiunto che il salmo rappresenta "l'eterna tentazione dell'uomo di cercare la salvezza nell'"opera delle sue mani", mediante la ricchezza, il potere, il successo".

"Dopo questa riflessione sulla vera e sulla falsa religione, il salmo si conclude con una benedizione liturgica (...) La Liturgia é il luogo privilegiato per l'ascolto della Parola divina, che rende presenti gli atti salvifici del Signore, ma é pure l'ambito nel quale sale la preghiera comunitaria che celebra l'amore divino. Dio e l'uomo s'incontrano in un abbraccio di salvezza, che trova il suo compimento nella celebrazione liturgica".

Al termine dell'udienza il Papa ha salutato in diverse lingue i pellegrini. Rivolgendosi a un gruppo di fedeli italiani, provenienti dall'Umbria, ha detto: "voi provenite dalla terra di San Benedetto e San Francesco: anch'essi fecero questo pellegrinaggio a Roma (...) Sono passati molti secoli, ma la loro testimonianza di pace e di amore é ancora attuale: l'Italia, l'Europa e il mondo ne hanno bisogno".

Successivamente ha salutato con queste parole i pellegrini polacchi: "Sono passati sei mesi dalla morte del mio caro predecessore, il Papa Giovanni Paolo II. Il suo magistero e la testimonianza della sua vita rimangono per noi importanti e attuali. Affido alla vostra recita del rosario la causa della sua beatificazione".
AG/SALMO 134/... VIS 20051005 (330)

martedì 4 ottobre 2005

TERZA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 4 OTT. 2005 (VIS). La Terza Congregazione Generale del Sinodo dei Vescovi sull'Eucaristia è iniziata alle 9:00 nell'Aula del Sinodo, alla presenza del Papa e di 243 padri sinodali. Il presidente delegato di turno è stato il cardinale Juan Sandoval Iniguez, arcivescovo di Guadalajara (Messico). La riunione si è chiusa alle 12:30.

Seguono estratti di alcuni dei discorsi pronunciati:

VESCOVO JUAN ABELARDO MATA GUEVARA, SEGRETARIO DELLA CONFERENZA EPISCOPALE DI NICARAGUA. "La secolarizzazione come processo culturale è penetrato nei nostri ambienti. Sta minando il patrimonio culturale del nostro popolo, alcuni segni sono già evidenti nella realtà che viviamo: esiste una piaga sociale che disumanizza l'ambiente e lo rende immorale a causa dell'allontanamento da Dio e del rifiuto dei principi cristiani. (...) Siamo invasi inoltre dalla propaganda asfissiante del consumismo che contrasta con la nostra realtà opacizzata e si impongono a noi l'idolatria del denaro e del piacere. (...) I danni causati dalla diffusione del secolarismo di detti ambienti, sottolineano l'urgenza di una coraggiosa evangelizzazione in tutti gli ambienti sociali, capace di trasformare e umanizzare tali strutture in modo che esse tornino alla loro vera unità in Cristo. (...) L'Anno dell'Eucaristia ci ha invitato costantemente a un rinnovamento dello spirito di comunione, nella riconciliazione e nell'amore fraterno, nella solidarietà e nello spirito missionario. (...) Dunque la celebrazione di questo Anno eucaristico è per noi un forte richiamo all'unità e alla comunione di tutta la Chiesa in Nicaragua, a un ritorno alle radici della fede cristiana che ha reso feconde le nostre comunità".

VESCOVO PAUL-ANDRE DUROCHER, DI ALEXANDRIA-CORNWALL (CANADA). "La croce di Cristo, formata da un tronco e da una trave, ricorda le due dimensione della morte salvifica del Cristo: verticale, la glorificazione del Padre; orizzontale, la salvezza dell'umanità. (...Occorre quindi sviluppare queste dimensioni dossologica e missionaria coltivando l'arte di officiare, ponendo particolare attenzione alla possibilità di lode e di apertura sul mondo già presenti nel cuore della liturgia, con la libertà di sviluppare nuove formule di preghiera, nuovi prefazi o un nuovo rito di congedo. Tutto questo con l'intento di mettere in atto nella celebrazione quello che già la croce astile simbolizza".

ARCIVESCOVO PEDRO RICARDO BARRETO JIMENO, DI HUANCAYO (PERU'). "Nel mondo attuale c'è angoscia e delusione davanti al fallimento delle speranze umane, legate all'ambiente e alla povertà estrema perchè "Dio è stato allontanato dalla vita pubblica", per questo "la crisi ecologica non è solo un problema scientifico e tecnico, ma anche principalmente etico e morale". La convinzione della Chiesa è che "la tecnologia che contamina, può anche non contaminare; la produzione che accumula, può anche distribuire equamente, a condizione che prevalga l'etica del rispetto della vita, della dignità dell'uomo e dei diritti delle generazioni umane presenti e future". (...) Come "frutto della terra", il pane e il vino rappresentano la creazione che ci è stata affidata dal nostro Creatore. Per questo motivo l'Eucaristia è in relazione diretta con la vita e con la speranza dell'umanità e deve essere una preoccupazione costante della Chiesa e un segnale di autenticità eucaristica. (...) La fede in Cristo risuscitato fa sì che l'Eucaristia sia "un progetto di solidarietà" per condividere i beni con i più poveri e vivere la spiritualità eucaristica nella Chiesa".

CARDINALE JORGE ARTURO MEDINA ESTEVEZ, PREFETTO EMERITO. "Intimamente unita alla natura sacrificale è la dimensione propiziatoria della celebrazione eucaristica, tanto a favore dei vivi che dei morti. Il rito delle esequie è rivolto interamente al sostegno dell'anima di colui che muore ed è un uso erroneo trasformare l'omelia in un elogio della persona defunta".

VESCOVO CLEMENT FECTEAU, DI STE-ANNE-DE-LA-POCATIERE (CANADA). "L'Instrumentum Laboris, al numero 38, sollecita nuovamente la presente assemblea sinodale ad affermare che "la presenza permanente e sostanziale del Signore nel sacramento non è tipologica o metaforica."A questo proposito è giusto che si chieda "di spiegare la teologia della consacrazione" per facilitare il dialogo ecumenico e per renderne più facile la comprensione ai cattolici stessi. (...) Spesso accade che si consideri l'Eucaristia come un qualcosa di statico quando invece si tratta di una realtà dinamica. L'Eucaristia non è solo la persona di Cristo - non solamente presente - ma in azione costante e permanente di sacrifico anche se sotto forma di memoriale. E' auspicabile che degli specialisti suggeriscano un nuovo linguaggio su questo aspetto".

VESCOVO PETER KANG U-IL, DI CHEJU (COREA). "Per quanto riguarda la Chiesa in Corea, la partecipazione dei bambini all'Eucaristia cala drasticamente con l'aumentare dell'età. I bambini che non vengono a Messa dicono di non farlo perché la Messa è troppo noiosa e poco interessante. Anche gli adulti lo affermano, e siccome la trovano molto tediosa, non si sentono motivati a parteciparvi. La nostra priorità quindi è quella di giustificare e far crescere nel cuore dei cattolici il desiderio e l'anelito di partecipare all'Eucaristia. (...) Al fine di trasmettere al popolo moderno il mistero eucaristico, non è sufficiente applicare rigorosamente regole e regolamenti riguardo alla celebrazione del Sacramento. Da parte nostra, noi vescovi dobbiamo adoperarci più attivamente alla ricerca di strumenti che rendano agevole ai cattolici di oggi l'esperienza del valore autentico dell'Eucaristia, la piena partecipazione ad essa, e l'esperienza della gioia che infonde".
SE/TERZA CONGREGAZIONE/... VIS 20051004 (840)

SECONDA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 3 OTT. 2005 (VIS). La seconda Congregazione Generale della XI° Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi è cominciata alla 16:30 nell'Aula del Sinodo. Il Papa ha assistito agli interventi liberi, che si sono svolti dalle 18:00 alle 19:00. Il presidente delegato di turno è stato il cardinale Francis Arinze. In questa riunione erano presenti 241 padri sinodali.

Di seguito riportiamo estratti degli interventi di questa congregazione:

CARDINALE JOSE' SARAIVA MARTINS, PREFETTO DELLA CONGREGAZIONE DELLE CAUSE DEI SANTI. "L'Eucaristia è prima di tutto, la sorgente più profonda, sublime e radicale comunione con il Redentore. (...) Ma l'intima e misteriosa comunione con Cristo realizzata nell'Eucaristia, non può essere nè compresa nè pienamente vissuta, al di fuori della "comunione ecclesiale". La prima porta necessariamente alla seconda. (...) L'Eucaristia, dunque, unendo vitalmente gli uomini a Cristo, li unisce anche tra di loro. Lo stesso Cristo diviene, nell'Eucaristia, vincolo vivente tra i membri del suo Corpo. L'Eucaristia abbatte tutte le barriere culturali e sociali, per fare di tutti coloro che lo ricevono una sola comunità di fede, di speranze e di amore, per incamminarli verso quell'unità che trova il suo modello e la sua perfezione nell'unità della stessa SS.Trinità. (...) Mai come nella celebrazione eucaristica, la Chiesa è, ed appare, così perfettamente una, una koinonia, una comunione. La Chiesa è una perchè una è l'Eucaristia".

VESCOVO PHILIPPE GUENELEY, DI LANGRES (FRANCIA). "Una delle principali preoccupazioni dei Vescovi nelle comunità cristiane è la preparazione all'Eucaristia. Questa preparazione si relaziona con i bambini che si preparano alla Prima Comunione, così come anche i giovani e gli adulti, ai quali si propone un cammino catecumenale adeguato alla propria età, che li conduce progressivamente alla celebrazione dei sacramenti dell'iniziazione cristiana e, tra questi, c'è l'Eucaristia. (...) C'è da sperare che il Sinodo insista sulla stretta relazione tra il battesimo e l'Eucaristia, affinchè quest'ultima si manifesti come il culmine della vita battesimale.(...) Se la pratica eucaristica è debole vuol dire che il significato dell'Eucaristia non è stato scoperto. C'è bisogno di proporrre degli approfondimenti che introducano all'Eucaristia, per completare un'autentica pedagogia".

REVERENDO P. JOSEPH WILLIAM TOBIN, C.SS.R., SUPERIORE GENERALE DELLA CONGREGAZIONE DEL SANTISSIMO REDENTORE. "L'Instrumentum Laboris fa spesso riferimento al rapporto tra Eucaristia e Penitenza, e spesso il rapporto tra i due sacramenti è presentato come motivo di preoccupazione. Come possiamo aiutare le persone a riacquistare affetto per il sacramento della Penitenza e apprezzare il dono dell'Eucaristia come somma motivazione per amare Dio che si è donato a noi? (...) Le realtà umane di entrambi i sacramenti sono importanti, ma non tanto fondamentali quanto il fatto che i sacramenti ricevono il loro significato più profondo dal Mistero Pasquale di Cristo, che è la chiave per comprendere la Presenza Reale di Cristo nell'Eucaristia e la liberazione dai vincoli dei peccati gravi attraverso il sacramento della Penitenza".

ARCIVESCOVO BRUNO FORTE, DI CHIETI - VASTO (ITALIA) "Il capitolo II della Parte I dell'Instrumentum laboris è dedicato al tema "Eucaristia e comunione ecclesiale": in particolare il n. 11 tratta del mistero eucaristico come "espressione di unità ecclesiale". In altri passaggi si tocca il rapporto fra eucaristia e Chiesa. (...) Nonostante questi richiami, mi sembra che restino poco valorizzate le potenzialità dell'ecclesiologia eucaristica, di quel rapporto, cioè, fra l'Eucaristia e la Chiesa, che è stato concepito dalla grande Tradizione cristiana come costitutivo ed essenziale per l'essere e l'agire della Chiesa stessa.(...) Ci si chiede come nel Sinodo dei Vescovi la "sinodalità" o "collegialità" dei Vescovi "cum Petro et sub Petro", fondata ed espressa nella "communio" eucaristica delle Chiese nell'unica Chiesa, possa essere espressa e realizzata al meglio. Spetta, peraltro, al Vescovo della Chiesa che presiede nell'amore, il Papa, indicare o stabilire altre forme possibili che favoriscano l'esercizio della collegialità episcopale nella luce della "communio" generata ed espressa dalla sinassi eucaristica".

VESCOVO SALVATORE FISICHELLA, AUSILIARE DI ROMA, RETTORE MAGNIFICO DELLA PONTIFICIA UNIVERSITA' LATERANENSE DI ROMA (ITALIA). "In un periodo come il nostro, carico di una cultura che impone l'acquisizione di ogni cosa solo in forza del desiderio del possesso o, viceversa, che pretende il diritto solo per il fatto di vedere attuato un desiderio, l'eucaristia esprime come porsi dinanzi all'essenziale della vita attraverso un comportamento che si fa forte della "gratuità". Senza questa riscoperta difficilmente si potrà pensare di raggiungere nel futuro obiettivi che qualifichino l'esistenza personale e creino progresso per l'intera storia dell'umanità. (...) Fino alla venuta del Signore siamo chiamati a rendere partecipi tutti del mistero che celebriamo. Esso richiede la capacità di trasformare il mondo in modo tale che ognuno possa esprimere al meglio se stesso. Ciò richiede la possibilità di sapere andare incontro all'altro, condividendo il suo cammino di ricerca della verità e diventando per ciascuno compagno di strada; nel rispetto dei tempi di ognuno, comunque, il credente sa indicare la strada per trovare la risposta definitiva alla domanda di senso".

ARCIVESCOVO TADEUSZ KONDRUSIEWICZ, DI MADRE DI DIO A MOSCA (FEDERAZIONE RUSSA). "La riforma liturgica ha permesso una partecipazione più cosciente, attiva e feconda dei fedeli all'Eucaristia. Però, con gli aspetti positivi essa ne ha portati anche di negativi. L'insufficiente disciplina e coscienza liturgica nella celebrazione dell'Eucaristia influisce negativamente anche sui rapporti ecumenici. La violazione delle norme liturgiche offusca la fede e la dottrina della Chiesa sull'Eucaristia, e porta al tradimento della regola "Lex orandi - Lex credendi". (...) Papa Benedetto XVI richiama alla devozione eucaristica e all'espressione coraggiosa e chiara della fede nella presenza reale del Signore, soprattutto nella sua solennità e correttezza. Perciò è necessario accettare il fatto che la Liturgia ha un carattere "stabilito dall'alto e non libertario", che per sua essenza essa è "incorruttibile". (...) La vita liturgica richiede l'approvazione di un nuovo documento dottrinale con accento sull'osservanza delle norme liturgiche. Cristo non deve soffrire a causa degli abusi nella celebrazione dell'Eucaristia, che deve sempre essere accolta e vissuta dai fedeli come "sacrum", come rinnovazione misteriosa del Sacrificio di Cristo, come Sua energia salvifica che trasforma l'uomo e il mondo, come rafforzamento della fede e fonte di moralità".

ARCIVESCOVO CRISTIÁN CARO CORDERO, DI PUERTO MONTT (CILE) "La mia proposta è che, vista la stretta relazione teologica, spirituale e pastorale tra Eucaristia e il Sacramento della Penitenza, e tenendo conto delle ombre nel campo di quest'ultimo sacramento, si dedichi un anno al Sacramento della Penitenza, fissando come punti fondamentali: il significato del Dio vivo e vero, e la sua eclisse nella cultura moderna; la necessità di salvezza e l'annuncio di Gesù Cristo; (...) il senso del peccato che è diminuito o scomparso a causa della dimenticanza di Dio e del relativismo morale; la conversione e la virtù della penitenza; la direzione e l'accompagnamento spirituale; la celebrazione del Sacramento della Penitenza come incontro del peccatore che si converte delle sue miserie e di Dio che, nella sua misericordia in Cristo, lo accoglie e lo perdona; le condizioni per ricevere la S. Comunione; la vita nuova in Cristo, quali suoi discepoli e membri della Chiesa. Con riferimento al rapporto tra Eucaristia e Pastorale Vocazionale, propongo che nell'"Anno della Penitenza" i sacerdoti vengano stimolati e formati in modo da occuparsi della direzione spirituale dei giovani e da dedicare tempo al Sacramento della Riconciliazione che, insieme con l'Eucaristia, è fondamentale nella direzione spirituale".
SE/SECONDA CONGREGAZIONE/... VIS 20051004 (1190)

DOMENICA BEATIFICAZIONE DEL CARDINALE VON GALEN


CITTA' DEL VATICANO, 4 OTT. 2005 (VIS). Il Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, la prossima domenica, 9 ottobre, alle 9,30 nella Basilica di San Pietro presiederà la Santa Messa nel corso della quale sarà beatificato il Cardinale Clemente Augusto Von Galen (1878 - 1946), vescovo di Munster (Germania) che condannò i programmi di eutanasia e le persecuzioni contro gli ebrei del nazismo.

"Con la beatificazione di questo generoso pastore - dice la nota informativa dell'ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice - la Chiesa ci invita a imitare, la sua testimonianza coraggiosa e fedele nelle vicissitudini del nostro tempo" .

Al termine della cerimonia Benedetto XVI giungerà alla Basilica per venerare le reliquie del nuovo beato, salutare i parenti e impartire la benedizione apostolica.
OCL/BEATIFICAZIONE VON GALEN/SARAIVA VIS 20051004 (140)

COMMISSIONE PER L'INFORMAZIONE

CITTA' DEL VATICANO, 4 OTT. 2005 (VIS). Il Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, l'Arcivescovo Nikola Eterovic, ha comunicato alla fine della terza Congregazione Generale di questa mattina la composizione della Commissione per l'informazione:

Presidente
L'Arcivescovo John Patrick Foley, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali.

Vice-Presidente
Il Vescovo Sofron Stefan Mudry, emerito di Ivano-Frankivsk (Ucraina).
Il Vescovo Evaistus Thatho Bitsoane, di Qacha's Nek (Lesotho).
Il Vescovo Luciano Pedro Mendes De Almeida, S.I. (Brasile).
L'Arcivescovo Joseph Powathil, di Changanacherry (India).
Il Vescovo Franjo Komarica, di Banja Luka (Bosnia e Herzogovina).
Il Vescovo Arnold Orewae, coadiutore di Wabag (Papua Nuova Guinea).

Membri Ex-officio
L'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi.
L'Arcivescovo Roland Minnerath, di Dijon (Francia).

Membro ex ufficio e Segretario
Dott. Joaquín Navarro-Valls, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede.
SE/COMMISSIONE INFORMAZIONE/... VIS 20051004 (130)

lunedì 3 ottobre 2005

STARE UNITI A DIO, VIVERE DELLA FORZA DELL'EUCARISTIA


CITTA' DEL VATICANO, 2 OTT. 2005 (VIS). Alle 9:30 di oggi, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre ha presieduto la Concelebrazione Eucaristica con i Padri Sinodali, in occasione dell'apertura della XI° Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, sul tema "L'Eucaristia: fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa". Hanno concelebrato con il Papa 55 cardinali, 7 patriarchi, 59 arcivescovi, 123 vescovi, 81 presbiteri.

Nell'omelia il Papa ha commentato la lettura di Isaia e il Vangelo del giorno, che offrono l'immagine della vigna. "Dio ci aspetta. (...) Proprio in quest'ora in cui (...) inauguriamo il Sinodo sull'Eucaristia, Egli ci viene incontro. Troverà una risposta? O accade con noi come con la vigna, di cui Dio dice in Isaia: "Egli aspettò che producesse uva, ma essa fece uva selvatica?". La nostra vita cristiana spesso non è forse molto più aceto che vino? Autocommiserazione, conflitto, indifferenza?".

Benedetto XVI ha spiegato che "l'uva buona che Dio si aspettava - come dice il profeta - sarebbe consistita nella giustizia e nella rettitudine. (...) L'uva selvatica sono invece la violenza, lo spargimento di sangue e l'oppressione che fanno gemere la gente sotto il giogo dell'ingiustizia". Nel Vangelo "la vite produce uva buona, ma gli affittuari la trattengono per sè. Non sono disposti a consegnarla al proprietario. (...) Noi uomini, ai quali la creazione è affidata in gestione, la usurpiamo. Vogliamo esserne i padroni in prima persona e da soli. Vogliamo possedere il mondo e la nostra stessa vita in modo illimitato. Dio ci è d'intralcio. O si fa di Lui una semplice frase devota o Egli viene negato del tutto, bandito dalla vita pubblica, così da perdere ogni significato".

"La tolleranza, che ammette per così dire Dio come opinione privata, ma gli rifiuta il dominio pubblico, la realtà del mondo e della nostra vita, non è tolleranza, ma ipocrisia. Laddove l'uomo si fa unico padrone del mondo e proprietario di se stesso, non può esistere la giustizia. Là può dominare solo l'arbitrio del potere e degli interessi".

Il Santo Padre ha segnalato che nelle letture di oggi, "il giudizio annunciato dal Signore Gesù si riferisce soprattutto alla distruzione di Gerusalemme nell'anno 70. Ma la minaccia di giudizio riguarda anche noi, la Chiesa in Europa, l'Europa e l'Occidente in generale. Con questo Vangelo il Signore grida anche nelle nostre orecchie le parole che nell'Apocalisse rivolse alla Chiesa di Efeso: "Se non ti ravvederai, verrò da te e rimuoverò il tuo candelabro dal suo posto" (2,5). Anche a noi può essere tolta la luce. (...) "Aiutaci a convertirci! Dona a tutti noi la grazia di un vero rinnovamento! Non permettere che la tua luce in mezzo a noi si spenga!".

"A questo punto però sorge in noi la domanda: "Ma non c'è nessuna promessa, nessuna parola di conforto nella lettura e nella pagina evangelica di oggi? E' la minaccia l'ultima parola?" No! La promessa c'è ed è questa: (...) "Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, porta molto frutto" (Gv 15,5). (...) E' questo il vero esito della storia della vigna di Dio. Dio non fallisce. Alla fine Egli vince, vince l'amore".

"Queste parabole sfociano alla fine nel mistero dell'Eucaristia, nella quale il Signore ci dona il pane della vita e il vino del suo amore e ci invita alla festa dell'amore eterno. (...) Se rimaniamo uniti a Lui, allora porteremo frutto anche noi, allora anche da noi non verrà più l'aceto dell'autosufficienza, della scontentezza di Dio e della sua creazione, ma il vino buono della gioia in Dio e dell'amore verso il prossimo".

Benedetto XVI ha terminato la sua omelia invocando la grazia del Signore affinchè durante il Sinodo "non soltanto diciamo cose belle sull'Eucaristia, ma soprattutto viviamo della sua forza".
SE/VIGNA:EUCARISTIA/... VIS 20051003 (620)

UN SINODO PIU' AGILE PER MIGLIORARE LA COLLEGIALITA'


CITTA' DEL VATICANO, 1 OTT. 2005 (VIS). L'Arcivescovo Nikola Eterovic, segretario generale del Sinodo dei Vescovi, ha tenuto questa mattina una conferenza stampa per dare informazioni sulla XI° Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo "L'Eucaristia: fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa" che si apre domani con una Messa solenne, presieduta dal Santo Padre e concelebrata da 350 padri sinodali e altri partecipanti nella Basilica di S. Pietro.

Nel suo intervento l'Arcivescovo ha ricordato che il Sinodo sull'Eucaristia avviene nel 40° anniversario dell'istituzione sinodale fatta il 15 settembre 1965 da Paolo VI con il motu proprio "Apostolica sollicitudo".

A questa XI° Assemblea parteciperanno 256 padri sinodali provenienti da 118 paesi. E' il numero più alto di partecipanti ad un'assise sinodale, tra i quali 55 cardinali, 8 patriarchi, 82 arcivescovi, 123 vescovi, 36 presidenti delle Conferenze Episcopali, 12 religiosi. Vi sono poi 32 esperti e 27 uditori provenienti dai cinque continenti.

Il Prelato ha spiegato che 12 Chiese e comunità ecclesiali sono state invitate ad inviare i loro rappresentanti, di cui 10 finora hanno già indicato il loro nome e ha specificato "che i delegati fraterni che partecipano ai lavori possono intervenire, ma non votare, una prerogativa che spetta ai padri sinodali".

Dopo aver spiegato che sono previste 23 congregazioni generali e 7 sessioni per i circoli minori, ha ricordato che Benedetto XVI ha approvato alcune novità della metodologia sinodale per rendere più agevole e partecipativa e, dunque, ancora più collegiale l'assise sinodale. "Considerando che il sinodo durerà tre e non quattro settimane e il numero dei partecipanti è assai alto, si è reso necessario ridurre il tempo degli interventi dei padri sinodali da 8 a 6 minuti e il numero delle sessioni dei circoli minori".

Altra novità sono le discussioni libere nell'aula sinodale al termine delle Congregazioni generali giornaliere, cioè dalle 18 alle 19.

"Per motivi pratici, - ha concluso - sarà eseguita ad experimentum la votazione elettronica per le decisioni di minore importanza. L'aula del Sinodo è stata ammodernata e, in particolare, con miglioramento di luce, aria condizionata e video-servizi".
SE/NOVITA' SINODO EUCARISTIA/ETEROVIC VIS 20051003 (340)

PUNTO CHIAVE SINODO: MANTENERE CENTRALITA' DELL'EUCARISTIA


CITTA' DEL VATICANO, 3 OTT. 2005 (VIS). Il Cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia (Italia), ha presentato questa mattina alla Sala Stampa della Santa Sede il programma di lavoro della XI° Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi della quale è relatore.

Hanno anche preso parte nello stesso atto i vescovi Luis Antonio G. Tagle, di Imus (Filippine) e l'Arcivescovo Pierre-Antoine Paulo O.M.I., Coaudiatore di Port de Paix (Haiti).

Il Cardinale Scola, dopo avere illustrato i punti principali della sua relazione, ha spiegato che la sua speranza per questo Sinodo è prima di tutto quella di "recuperare il primato del rito della celebrazione eucaristica", fondamento della Chiesa. "Non possiamo ridurre l'Eucaristia - ha detto - ad una pratica di pietà comunitaria. Il "rito" è la parola più completa per spiegare come la Trinità in Gesù Cristo viene incontro alla mia individualità. L'Eucaristia - ha sottolineato - non è nè un diritto nè un possesso: è un dono".

Il relatore del Sinodo, ha, inoltre, parlato brevemente di alcuni dei temi centrali raccolti nel "instrumentum laboris" e ha rivelato che l'argomento di maggiore interesse è stato il "mantenere la centralità dell'Eucaristia nella sua pienezza", anche se altri temi importanti erano l'approfondimento tra Eucaristia e sacerdozio, la questione dei "viri probati" (l'ordinazione al sacerdozio degli uomini sposati) e la relazione tra Eucaristia e celibato.

In seguito, ha preso la parola il vescovo Pierre-Antoine Paulo O.M.I., che ha riaffermato che "l'Eucaristia costruisce la Chiesa e la Chiesa costruisce l'Eucaristia" e ha manifestato il desiderio che il Sinodo favorisca l'ecumenismo. "Chiediamo allo Spirito Santo - ha detto - il dono dell'unità".

In ultimo, il vescovo Luis Antonio G. Tagle ha illustrato la situazione del suo paese, le Filippine, dove "non si può parlare di mancanza di sacerdoti, poichè le vocazioni sono numerose e i seminari sono pieni", però le comunità cattoliche sono così numerose che non hanno sacerdoti a sufficienza per potere amministrare un'Eucaristia "piena" le domeniche.
OP/SINODO EUCARISTIA/SCOLA VIS 20051003 (330)

PRIMA CONGREGAZIONE GENERALE


CITTA' DEL VATICANO, 3 OTT. 2005 (VIS). Questa mattina nell'Aula del Sinodo, si è celebrata la prima Congregazione Generale della XI° Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi, presieduta dal Papa. Erano presenti 241 padri sinodali.

Benedetto XVI ha tenuto una riflessione iniziale. "Una delle funzioni della collegialità è di aiutarci a conoscere le lacune che non vogliamo vedere: non è facile -ha detto- vedere i propri difetti e gli altri li vedono meglio di noi".

Su questa linea, ha proseguito il Papa, "la correzione fraterna serve per aiutarci nel diventare più aperti, affinchè (...) ciascuno possa trovare la sua verità, la sua integrità come strumento di Dio. Tutto questo esige l'umiltà di non considerarsi superiori agli altri, ma di aiutarsi reciprocamente".

In questo modo "possiamo aiutarci con un grande atto di amore, atto di un vero affetto collegiale. Quando una persona è disperata, non sa come andare avanti, ha bisogno di consolazione, che qualcuno le sia accanto, le dia coraggio, che le porti il dono dello Spirito Santo consolatore".

"Questo è un invito a portare avanti noi stessi l'opera dello Spirito Santo Paraclito. Come possiamo fare ciò - si è domandato Benedetto XVI - se non condividendo la stessa fede che nessuno di noi ha inventato, ma che è la fede della Chiesa?".

"La fede è il fondamento comune su cui stiamo lavorando" e nelle parole di S.Paolo "c'è un invito a restare sempre su questo fondamento che ci precede, ad avere questa fede comune". Ciascuno deve vivere la fede, - ha commentato il Papa - "secondo il suo modo di essere, ma sempre tenendo presente che questa fede ci precede".

Il Santo Padre ha concluso il suo saluto invitando i partecipanti al Sinodo ad essere "strumenti di Cristo" e a "entrare nei pensieri e nei sentimenti del Signore".

Il Presiedente Delegato di turno, Cardinale Francis Arinze, ha pronunciato un breve discorso all'inizio della sessione mattutina. "Veniamo - ha detto il cardinale - per riflettere su un tema che tocca il cuore pulsante della vita della Chiesa. Nella Santissima Eucaristia, come dice il Concilio Vaticano II, "è racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa, e cioè lo stesso Cristo, nostra Pasqua". L'Eucaristia "è al centro della vita ecclesiale".

Successivamente il Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, l'Arcivescovo Nikola Eterovic, ha parlato delle attività del consiglio della segreteria generale durante il tempo precedente all'assemblea, e ha sottolineato che se Giovanni Paolo II ha cominciato la preparazione della XI° Assemblea Generale Ordinaria, il suo successore Benedetto XVI la concluderà.

Il Cardinale Angelo Scola, patriarca di Venezia (Italia), relatore generale del Sinodo ha letto la Relazione ante disceptationem (nella forma che precede il dibattito). Riportiamo estratti del suo intervento:

"Dopo aver fatto riferimento allo stupore eucaristico, l'Introduzione (Eucaristia: la libertà di Dio viene incontro alla libertà dell'uomo) evidenzia il nesso dell'Eucaristia con l'evangelizzazione e con la ratio sacramentalis propria della Rivelazione. Nel Primo Capitolo (Il novum del culto cristiano) cercherò di mettere in luce la novità del culto cristiano. Il Secondo Capitolo (L'azione eucaristica) tratterà dell'azione eucaristica nei suoi elementi distintivi e nel necessario nesso tra ars celebrandi e actuosa participatio. Un Terzo Capitolo (Dimensione antropologica, cosmologica e sociale dell'Eucaristia) vuole mostrare come l'Eucaristia possieda intrinsecamente una dimensione antropologica, una dimensione cosmologica e una dimensione sociale. La Conclusione (L'esistenza eucaristica nel travaglio contemporaneo) offrirà una ripresa sintetica della materia svolta per terminare con un breve auspicio circa i nostri lavori".

"Lo spegnersi dello stupore eucaristico dipende, in ultima analisi, dalla finitudine e dal peccato del soggetto. Spesso però questo trova un terreno di coltura nel fatto che la comunità cristiana che celebra l'Eucaristia è distante dalla realtà. Vive astrattamente. Non parla più all'uomo concreto, ai suoi affetti, al suo lavoro, al suo riposo, alle sue esigenze di unità, di verità, di bontà, di bellezza. (...) L'Assemblea Sinodale dovrà indagare attentamente questo stato di cose e suggerire i rimedi possibili".

"Per la sua natura di sorgente della logiken latreían l'azione rituale eucaristica viene ad essere oggettivamente anche la più essenziale e decisiva di tutte le azioni umane. Nel rito eucaristico infatti fa irruzione, in un preciso istante del tempo, il significato compiuto della storia, e quindi la sua verità. (...) La considerazione del rito in tutta la sua pienezza consente di evitare ogni frammentazione e giustapposizione tra l'azione eucaristica e le esigenze della nuova evangelizzazione, che vanno dall'annuncio testimoniale in ogni ambiente dell'umana esistenza fino alle necessarie implicazioni antropologiche, cosmologiche e sociali che l'Eucaristia obiettivamente mette in campo. Permette inoltre alla comunità cristiana di perseguire simultaneamente un'accurata fedeltà alle rubriche liturgiche ed un'attenta duttilità alle istanze d'inculturazione".

"La Celebrazione Eucaristica è l'atto di culto chiamato ad esprimere in modo eminente l'unico evento pasquale. (...) Il sacramento è dato per la comunione degli uomini in Cristo. Al di fuori di questa comunione eucaristica e sacramentale la Chiesa non è pienamente costituita: l'Eucaristia fa la Chiesa".

"Il Vescovo non presiede l'eucaristia, in forza di una ragione meramente giuridica, perché è il capo della chiesa locale, ma per fedeltà al comando stesso del Signore che ha affidato il memoriale della sua Pasqua a Pietro e agli apostoli. (...) La comunione con il Vescovo è la condizione perché sia legittima la celebrazione eucaristica in favore del popolo di Dio".

"Una seconda conferma di come in concreto la celebrazione eucaristica fa la Chiesa è la radicale diversità tra il tempio cristiano e quello pagano o lo stesso tempio giudaico. Mentre il tempio pagano e quello giudaico erano caratterizzati dalla presenza della divinità e per tale presenza erano considerati sacri e sacralizzanti, il luogo di culto cristiano consiste in un certo senso nella stessa azione della celebrazione del mistero".

"Anzitutto va rilevata la sostanziale comunione di fede tra la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse in tema di Eucaristia e sacerdozio, comunione che, attraverso un maggiore reciproco approfondimento della Celebrazione Eucaristica e della Divina Liturgia, è destinata a crescere. Si deve inoltre salutare positivamente il nuovo clima a proposito dell'Eucaristia nelle comunità ecclesiali nate a partire dalla Riforma. Secondo gradi diversi e con qualche eccezione anche tali comunità sottolineano sempre di più la decisività dell'Eucaristia come elemento chiave nel dialogo e nella prassi ecumenica".

"L'intercomunione di fedeli appartenenti a diverse Chiese e comunità ecclesiali può costituire uno strumento adeguato per favorire il cammino verso l'unità dei cristiani? La risposta dipende da una attenta considerazione della natura dell'azione eucaristica in tutta la sua pienezza di mysterium fidei. La celebrazione eucaristica è per sua natura professione di fede integrale della Chiesa".

"Nell'evoluzione storica che va dall'Ultima Cena di Gesù Cristo all'Eucaristia di cui ancora oggi la Chiesa vive, il nucleo costitutivo e permanente dell'azione rituale è dato dalla stretta unità tra liturgia della parola e liturgia eucaristica".

"Il carattere di dono proprio dell'azione eucaristica, che implica il comunicarsi della libertà del Deus Trinitas, in Gesù Cristo, alla libertà degli uomini domanda che la sua gratuità non sia mai misconosciuta. Anche se provoca grande sofferenza, la sua mancanza non conferisce al fedele e al popolo di Dio alcun diritto all'Eucaristia. Per la stessa ragione il dono dell'Eucaristia non può mai essere idolatricamente posseduto da parte dell'uomo, non sopporta un'attitudine quasi gnostica di preteso dominio".

"Il problema della scarsità di presbiteri va affrontato con coraggio nell'orizzonte dell'Eucaristia come dono. Questo stato di cose ha dato luogo ad un incremento considerevole delle Assemblee domenicali in attesa di sacerdote (liturgia della Parola con o senza distribuzione della Comunione, celebrazione della Liturgia delle Ore o di devozioni popolari). (...) L'Eucaristia non è mai fatta mancare alla Chiesa particolare. Per questa ragione è buona prassi pastorale incoraggiare al massimo la partecipazione all'Eucaristia in una delle comunità della diocesi, anche quando ciò richieda un certo sacrificio. (...) Là dove una certa mobilità non fosse agevole, la convenienza di queste assemblee si vedrà proprio dalla loro capacità di accentuare nel popolo l'ardente desiderio dell'Eucaristia".

"I sacrifici e fino all'eroismo compiuti da non pochi cristiani perseguitati per vivere l'Eucaristia mostrano come la sua assenza non possa mai essere colmata da altre pur significative forme di culto. Vogliamo in proposito rendere omaggio alla straordinaria esperienza eucaristica del compianto Cardinale Van Thuan durante la sua prigionia".

"Per sopperire alla scarsità di sacerdoti, taluni, guidati dal principio salus animarum suprema lex, avanzano la richiesta di ordinare fedeli sposati, di provata fede e virtù, i cosiddetti viri probati. La richiesta è spesso accompagnata dal positivo riconoscimento della bontà della secolare disciplina del celibato sacerdotale. Essi però affermano che questa legge non dovrebbe impedire di dotare la Chiesa di un numero adeguato di ministri ordinati, quando la penuria di candidati al sacerdozio celibatario assumesse proporzioni estremamente gravi".

"È superfluo ribadire, in questa sede, i profondi motivi teologici che hanno condotto la Chiesa latina ad unire il conferimento del sacerdozio ministeriale al carisma del celibato. Si impone piuttosto la domanda: questa scelta e questa prassi sono pastoralmente valide anche in casi estremi come quelli cui si è fatto cenno?".

"Sembra ragionevole rispondere in senso positivo. Essendo intimamente correlato all'Eucaristia, il sacerdozio ordinato partecipa della sua natura di dono e non può essere oggetto di un diritto. Se è un dono il sacerdozio ordinato chiede di essere incessantemente domandato. E diventa assai difficile stabilire il numero ideale di sacerdoti nella Chiesa, dal momento che essa non è una azienda che si debba dotare di una determinata quota di quadri dirigenti!".

"Saranno, perciò, di grande utilità le proposte che in questa Assemblea Sinodale verranno fatte per individuare i criteri di una più adeguata distribuzione del clero nel mondo".

"La differenza radicale tra Colui che si dona e colui che riceve il dono, (...) apre il fedele alla coscienza del mysterium tremendum dell'Eucaristia. Non ci si può accostare ad Essa senza percepire tutta la propria indegnità e senza prepararvisi invocando il perdono dei peccati. (...) Per questa ragione un'adeguata catechesi eucaristica non può mai essere disgiunta dalla proposta di un cammino penitenziale. Nell'atteggiamento di confessione affonda le proprie radici anche la venerabile pratica del digiuno eucaristico, alla quale, in quest'Assemblea, sarà utile dedicare qualche riflessione".

"A nessuno sfugge la diffusa tendenza alla comunione eucaristica dei divorziati risposati, al di là di quanto indicato dall'insegnamento della Chiesa. (...) Occorre che tutta la comunità cristiana sostenga i divorziati risposati nella consapevolezza di non essere esclusi dalla comunione ecclesiale. La loro partecipazione alla celebrazione eucaristica consente, in ogni caso, quella comunione spirituale che, se ben vissuta, fa eco al sacrificio stesso di Gesù Cristo".

"La partecipazione consapevole, attiva e fruttuosa del popolo di Dio - s-oprattutto in occasione del precetto domenicale - coincide infatti con l'adeguata celebrazione dei santi misteri. (...) Si tratta di obbedire al rito eucaristico nella sua straordinaria completezza, riconoscendone la forza canonica e costitutiva dal momento che, non a caso, da duemila anni assicura l'esistenza della Santa Chiesa di Dio".

"La considerazione del rito eucaristico come azione sacramentale che sola è in grado di rendere ragione dell'Eucaristia come fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa. (...) Si tratta di obbedire al rito eucaristico nella sua straordinaria completezza, riconoscendone la forza canonica e costitutiva dal momento che, non a caso, da duemila anni assicura l'esistenza della Santa Chiesa di Dio".

"La considerazione del rito eucaristico come azione sacramentale che sola è in grado di rendere ragione dell'Eucaristia come fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa, non sarebbe completa se non si mostrasse la sua forza di trasformazione della vita personale e comunitaria dei fedeli e, attraverso di essa, la sua fecondità nei confronti di tutta la famiglia degli uomini e dei popoli".

"La celebrazione eucaristica ripresenta l'evento pasquale che pone, per se stesso, le condizioni della sua comunicabilità a tutte le culture umane. (...) Per esprimere la dimensione interculturale dell'Eucaristia è prezioso (...) l'impiego della lingua latina".

"Se l'Eucaristia è il dono dell'incontro sacramentale tra l'uomo e il Dio di Gesù Cristo che rende liberi davvero, allora tale evento possiede per sua natura una fondamentale dimensione antropologica".

"La dimensione comunitaria dell'azione eucaristica consente inoltre ai cristiani di non dimenticare che il creato-cosmo è un bene comune ed universale e che l'impegno verso di esso si estende non solo alle esigenze del presente, ma anche a quelle del futuro".

"Riunirsi ogni domenica, in qualunque luogo della terra, per aver parte allo stesso Corpo e allo stesso Sangue di Cristo, impone il dovere di una lotta tenace a tutte le forme di emarginazione e di ingiustizia economica, sociale e politica cui sono sottoposti i nostri fratelli e sorelle, soprattutto i bambini e le donne".

"L'Eucaristia diviene simultaneamente fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa nell'azione stessa in cui viene celebrata. (...) Le meraviglie della grazia divina sono racchiuse nelle sacre specie del pane e del vino convertite nel Corpo e nel Sangue di Cristo. (...) La Chiesa celebra questi misteri, si alimenta a questo cibo celeste e lo adora riconoscendo in Gesù sacramentato la Via alla Verità e alla Vita"

"Questa forma eucaristica della personalità e della comunità cristiana non è un'utopia. Già vive pienamente in Maria, donna eucaristica".
SE/PRIMA CONGREGAZIONE/... VIS 20051003 (2170)

EUCARISTIA: "LENTE" PER VERIFICARE IL VOLTO DELLA CHIESA


CITTA' DEL VATICANO, 2 OTT. 2005 (VIS). Al termine della Messa di apertura del Sinodo, Benedetto XVI si é affacciato alla finestra del suo studio per recitare l'Angelus con i fedeli riuniti in Piazza San Pietro.

"La dottrina cattolica sull'Eucaristia, definita dal Concilio di Trento - ha detto il Papa - chiede di essere recepita vissuta e trasmessa dalla Comunità ecclesiale in modo sempre nuovo e adeguato ai tempi. L'Eucaristia potrebbe essere considerata come una "lente" attraverso la quale verificare continuamente il volto e il cammino della Chiesa".

Notando poi che la chiusura del Sinodo, il 23 ottobre, coincide con la Giornata Missionaria Mondiale, il Papa ha sottolineato che questa coincidenza "ci aiuta a contemplare meglio il mistero eucaristico nella prospettiva missionaria" e che "l'Eucaristia è, in effetti, il centro propulsore dell'intera azione evangelizzatrice della Chiesa un pò come lo è il cuore nel corpo umano. Senza la celebrazione eucaristica, le Comunità cristiane (...) perderebbero la loro autentica natura: solo in quanto "eucaristiche" esse possono trasmettere agli uomini Cristo e non solamente idee o valori pur nobili e importanti".

Il Papa ha concluso ricordando che l'Eucaristia ha plasmato "insigni apostoli missionari" sia religiosi che laici, sia di vita attiva che contemplativa, e ha citato in particolare San Francesco Saverio, "che l'amore di Cristo spinse fino all'estremo Oriente per annunciare il Vangelo"; Santa Teresa di Lisieux" che visse nella clausura il suo ardente spirito apostolico, meritando di esser proclamata, insieme con Francesco Saverio, patrona dell'attività missionaria della Chiesa".
ANG/EUCARISTIA:MISSIONI/... VIS 20051003 (270)

TRASMETTERE IL PATRIMONIO DEL CONCILIO VATICANO II


CITTA' DEL VATICANO, 1 OTT. 2005 (VIS). Oggi è stato pubblicato un messaggio inviato dal cardinale segretario di Stato, Angelo Sodano, in nome del Papa, ai partecipanti all'assemblea plenaria del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee (CCEE), che termina il 2 ottobre.

Il cardinale Sodano trasmette una riflessione del Santo Padre sui tre temi principali che ha affrontato la plenaria.

Riferendosi al 40° anniversario della conclusione del Concilio Vaticano II, Benedetto XVI "invita a riflettere sull'attualità della lezione conciliare nell'oggi della Chiesa e della società in Europa". Dopo aver ricordato il riferimento che il servo di Dio Paolo VI fece al contesto culturale in cui si è celebrato il concilio, "segnato dal secolarismo, dal laicismo e dall'irrazionalismo", il Papa si chiede: "Come non pensare all'Europa di oggi?".

Riconoscendo che "queste tendenze negative sono andate diffondendosi nel vecchio Continente", si può constatare, scrive, che "il benefico influsso conciliare, nel corso di questi anni, ha preservato la stessa Chiesa da una crisi che, alla fine del secondo millennio, avrebbe potuto essere ben peggiore. Sta ora a noi cogliere e portare avanti l'eredità conciliare per non perdere l'orientamento che il Signore ha indicato alla sua Chiesa".

Riguardo al secondo tema, l'evangelizzazione e la fede in Europa, il Santo Padre constata che "negli ultimi decenni è cresciuta la consapevolezza che il compito dell'evangelizzazione diventa sempre più indispensabile per l'Europa". In questo continente "è aumentato il pluralismo religioso, con una forte crescita della presenza dei musulmani. In questo contesto, ancora più importante ed urgente è per i cristiani prendere coscienza del fatto che il Vangelo non può essere tenuto per sé. Vi è poi la responsabilità dell'Europa per l'evangelizzazione del mondo".

Infine, il Papa si riferisce al terzo tema affrontato nella plenaria, l'evangelizzazione e il dialogo attraverso la catechesi, la scuola, l'università e i mezzi di comunicazione. Dopo aver posto in rilievo "l'eredità lasciataci dai Papi Paolo VI e Giovanni Paolo II, i quali hanno saputo unire in modo straordinario lo slancio missionario e l'instancabile apertura al dialogo", termina esortando "a non temere di affrontare le attuali sfide pastorali".
MESS/.../CCEE VIS 20051003 (340)

MEZZI DI COMUNICAZIONE: APOSTOLATO DI AVANGUARDIA


CITTA' DEL VATICANO, 1 OTT. 2005 (VIS). Benedetto XVI ha ricevuto oggi in udienza i rappresentanti della Società di San Paolo, la Congregazione fondata nel 1914 dal Beato italiano Giacomo Alberione ed i cui membri, presenti in più di 30 nazioni, si dedicano alla diffusione del messaggio cristiano servendosi delle moderne tecnologie di comunicazione. La Società raggruppa, tra le altre pubblicazioni, Famiglia Cristiana ed è responsabile delle Edizioni San Paolo, inoltre conta diverse librerie in Italia ed in altri Paesi.

Il Papa ha cominciato il suo breve discorso ringraziando i Paolini "del servizio reso alla propagazione del Vangelo mediante i moderni mezzi di comunicazione sociale, seguendo l'esempio e gli insegnamenti del vostro fondatore".

"Il vostro - ha proseguito - è un apostolato di avanguardia in un campo vasto e complesso, che offre tante opportunità e comporta, al tempo stesso, non pochi problemi; un'attività molteplice che esige preparazione e competenze specifiche con un costante aggiornamento, se si vuol rispondere effettivamente alle sfide del mondo attuale".

Questa esigenza, ha sottolineato il Santo Padre, deve accompagnarsi con una "salda adesione personale al Divino Maestro" come quella del beato Alberione che chiedeva sempre ai suoi discepoli che coltivassero "una robusta vita interiore, ricca di equilibrio e de discernimento", avendo come esempio San Paolo che "seppe adattare il suo annuncio al contesto culturale in cui si trovava, ma, nel contempo, non mancò di presentare con coraggiosa franchezza la novità assoluta che è Cristo". Precisamente, ha osservato Benedetto XVI, il recente capitolo generale dei Paolini ha proposto quale indicazione programmatica l'esortazione del beato Alberione: "Essere San Paolo oggi".

Successivamente il Papa ha ricordato che "dal Concilio Vaticano II, è andata crescendo nella Chiesa la consapevolezza del valore e dell'alto interesse che rivestono gli strumenti della comunicazione per la diffusione del Vangelo e per la formazione delle coscienze".

"Vi esorto, pertanto - ha concluso - a rinnovare l'impegno che vi è proprio, di essere una presenza educativa al servizio della comunità cristiana, affinchè (...) sia in grado di sviluppare una capacità comunicativa sempre migliore, ad immagine del Signore Gesù, nel quale la comunicazione tra Dio e l'umanità ha raggiunto la sua perfezione".
AC/APOSTOLATO COMUNICAZIONE/PAOLINI VIS 20051003 (350)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 1 OTT. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Il Signor Benjamin Mkapa, Presidente della Repubblica di Tanzania, con la Consorte ed il Seguito.

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Messico, in visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Jose Luis Amezcua Melgoza, di Colima.

- Il Vescovo Jose Guadalupe Martin Rabago, di Leon.

- Il Vescovo Benjamin Castillo Plasencia, di Tabasco.

- Il Vescovo Pedro Pablo Elizondo Cardenas, L.C., Prelato di Cancun-Chetumal con il Prelato Emerito, Vescovo Jorge Bernal Vargas, L.C.

- L'Arcivescovo Michael A. Blume, S.V.D., Nunzio Apostolico in Benin e in Togo, con i Familiari.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- L'Arcivescovo Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum".
AP:AL/.../... VIS 20051003 (110)

venerdì 30 settembre 2005

IL PAPA VISITA OSPEDALE PEDIATRICO VICINO AL VATICANO


CITTA' DEL VATICANO, 30 SET. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha visitato questa mattina l'Ospedale Pediatrico "Bambino Gesù", che si trova molto vicino al Vaticano. L'Ospedale, proprietà della Santa Sede, è un punto di riferimento a livello internazionale per la cura dei bambini, sia nel campo dell'assistenza medica che in quello della ricerca biomedica.

Dopo aver visitato alcuni reparti dell'ospedale e aver salutato molti bambini ricoverati e le loro famiglie, il Papa si è spostato nella Sala delle conferenze, da dove ha salutato il presidente, i membri del consiglio di amministrazione, i medici e le autorità civili.

Il Presidente dell'Ospedale, Francesco Silvano, ha ricordato che il "Bambino Gesù" è nato nel 1869, "da un gesto di carità della nobile famiglia Salviati, che 80 anni fa lo donò al Santo Padre Pio XI. Da allora - ha detto - l'ospedale è stato considerato ente della Santa Sede, posto sotto il governo e controllo della Segreteria di Stato".

Nel suo discorso, Benedetto XVI ha detto che per la sua prima visita ad un ospedale ha scelto il "Bambino Gesù" perché "appartiene alla Santa Sede" e per "testimoniare anch'io - ha detto - l'amore di Gesù per i bambini. (...) In ogni persona sofferente, ancor più se piccola e indifesa, è Gesù che ci accoglie e attende il nostro amore".

Il Santo Padre ha sottolineato che il lavoro che svolgono in questo ospedale "richiede una disponibilità grande, una costante ricerca di moltiplicare le risorse disponibili; domanda attenzione, spirito di sacrificio, pazienza e amore disinteressato, per far sì che le mamme e i papà possano trovare qui un luogo dove si respiri speranza e serenità anche nei momenti di più acuta apprensione".

"Qui è vostra preoccupazione assicurare un trattamento eccellente non solo sotto il profilo sanitario, ma anche sotto l'aspetto umano. (...) Questo stile, che vale per ogni casa di cura, deve contraddistinguere in modo speciale quelle che si ispirano ai principi evangelici".

Dopo aver ringraziato il personale dell'ospedale per la loro collaborazione "a quest'opera di alto valore umano, che rappresenta anche un apostolato quanto mai efficace", il Papa ha chiesto che "sia proprio la Chiesa il cuore dell'Ospedale: da Gesù realmente presente nell'Eucaristia, dal dolce Medico dei corpi e delle anime, attingete la forza spirituale per confortare e curare quanti qui sono ricoverati".

Benedetto XVI ha terminato dicendo che da questo luogo "si può offrire una testimonianza concreta ed efficace del Vangelo a contatto con l'umanità sofferente; qui si proclama con i fatti la potenza di Cristo che con il suo spirito guarisce e trasforma l'umana esistenza. Preghiamo perché, insieme con le cure, sia comunicato ai piccoli ospiti l'amore di Gesù".

Terminata la visita, il Papa è tornato in automobile in Vaticano.
BXVI-VISITA/BAMBIN GESU/... VIS 20050930 (440)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 30 SET. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Dundee (Sud Africa), presentata dal Vescovo Michael Vincent Paschal Rowland, O.F.M., per raggiunti limiti di età.
RE/.../ROWLAND VIS 20050930 (30)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 30 SET. 2005 (VIS). Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva in udienza l'Arcivescovo William Joseph Levada, emerito di San Francisco, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, con il Segretario del medesimo Dicastero, l'Arcivescovo Angelo Amato.
AP/.../... VIS 20050930 (40)
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