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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 17 maggio 2005

RUOLO PREMINENTE DEL CRISTIANESIMO IN EUROPA


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAG. 2005 (VIS). L'Arcivescovo Giovanni Lajolo, Segretario per i Rapporti della Santa Sede con gli Stati, ha preso ieri la parola al Terzo Vertice dei Capi di Stato e di Governo dei Paesi Membri del Consiglio d'Europa, in corso a Varsavia (Polonia), nei giorni 16 e 17 maggio.

Il Capo della Delegazione della Santa Sede è intervenuto sui tre temi del Vertice. In merito all'unità ed ai valori europei, l'Arcivescovo Lajolo ha affermato che: "L'Europa potrà essere amata dai suoi cittadini ed operare come fattore di pace e di civiltà nel mondo soltanto se sarà animata da alcuni valori fondamentali: la promozione della dignità dell'uomo e dei suoi diritti fondamentali, tra i quali in primo luogo la libertà di coscienza e di religione; la ricerca del bene comune in spirito di solidarietà e il rispetto delle identità nazionali e culturali".

"Il ruolo preminente che il cristianesimo ha avuto nel formare ed arricchire tale patrimonio - culturale, religioso e umanistico - è a tutti ben noto e non può essere ignorato".

Riguardo alle sfide molto concrete che la società europea deve affrontare, il Segretario per i Rapporti con gli Stati ha segnalato che esse: "provengono dai grandi problemi mondiali ereditati dal secolo XX: la minaccia nucleare, (...) l'insorgere di fondamentalismi politico-religiosi, i grandi fenomeni migratori, ed alcune situazioni di pericolosa instabilità", che interessano la Bosnia-Erzegovina e la regione del Kosovo, dove occorre assicurare "efficaci garanzie per le minoranze".

L'Arcivescovo Lajolo ha quindi ribadito la necessità di: "un migliore coordinamento delle Organizzazioni Europee" ed ha indicato che l'esperienza del Consiglio d'Europa "è particolarmente preziosa, perché traccia i contorni di ciò che potrebbe diventare un progetto di società europea".

Per quanto riguarda l'Unione Europea, ha proseguito l'Arcivescovo Lajolo - "è nel settore giuridico relativo ai diritti umani che si delineano ancora nuove concrete possibilità per una più stretta collaborazione istituzionale. Il comune impegno per il rafforzamento dei diritti umani e della protezione legale dei cittadini europei - espresso anche nella volontà dell'Unione Europea di aderire alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali - dovrà trovare opportuna articolazione nelle proposte attese da parte del Gruppo di coordinamento creato nel dicembre 2004".
DELSS/EUROPA/VARSAVIA:LAJOLO VIS 20050517 (380)

DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA E FORMAZIONE LAICI


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAG. 2005 (VIS). Mercoledì 18 maggio si terrà un Seminario di studio, promosso dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e dalla Federazione Internazionale degli Uomini Cattolici - Unum Omnes FIHC, sul tema: "La Dottrina sociale della Chiesa, fondamento irrinunciabile per la formazione e l'impegno del laico cristiano".

Il tema del raduno verrà presentato dal Presidente del Dicastero, Cardinale Renato Raffaele Martino, dopo la preghiera di apertura e il saluto degli organizzatori. Un Comunicato del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace precisa che il Seminario verterà in particolare su: "Le difficoltà e le risorse del cristiano, quando è chiamato a fare scelte in ambiti o realtà che implicano valori etici prioritari, quali la sacralità della vita, l'indissolubilità del matrimonio, il corretto uso dei media, la ricerca scientifica, le opzioni economiche decisive per la vita dei cittadini, specialmente dei più poveri".

Seguirà una Tavola rotonda su: "La Dottrina sociale della Chiesa e i percorsi formativi", animata da interventi dei responsabili di alcune Organizzazioni Internazionali Cattoliche, quali la Federazione Internazionale di Azione Cattolica, l'Unione Mondiale delle Organizzazioni Femminili Cattoliche, il Coordinamento Internazionale della Gioventù Operaia Cattolica, l'Associazione Internazionale Rurale Cattolica, la Federazione Internazionale delle Associazioni dei Medici Cattolici e la Federazione Internazionale degli Uomini Cattolici.
CON-IP/DOTTRINA SOCIALE:LAICI/MARTINO VIS 20050517 (220)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAG. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Reverendo Clarence Silva, Vescovo di Honolulu (superficie: 16.660; popolazione: 1.244.898; cattolici: 234.588; sacerdoti: 157; religiosi: 361; diaconi permanenti: 51), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato ad Honolulu (Stati Uniti d'America), nel 1949 ed è stato ordinato sacerdote nel 1975. Dal gennaio 2004 è Vicario Generale e moderatore di curia della Diocesi di Oakland (Stati Uniti d'America).

- Il Monsignore Kevin W. Vann, Vescovo Coadiutore della Diocesi di Fort Worth (superficie: 62.007; popolazione: 2.770.961; cattolici: 400.501; sacerdoti: 115; religiosi: 160; diaconi permanenti: 74), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato a Springfield (Stati Uniti d'America), nel 1951 ed è stato ordinato sacerdote nel 1981. Finora è stato Vicario Episcopale per il clero e Parroco della "Blessed Sacrament Parish" a Springfield in Illinois (Stati Uniti d'America).
NER:NEC/.../SILVA:VANN VIS 20050517 (140)

lunedì 16 maggio 2005

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 14 MAG. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Monsignore Francesco Alfano, Arcivescovo di Sant'Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia (superficie: 1.290; popolazione: 85.000; cattolici: 84.500; sacerdoti: 67; religiosi: 128; diaconi permanenti: 2), Italia. L'Arcivescovo eletto è nato a Nocera Inferiore (Salerno), nel 1956 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1982. Finora è stato Parroco e Vicario Episcopale per il Clero.

- Il Monsignore Michele Castoro, Vescovo di Oria (superficie: 921; popolazione: 181.694; cattolici: 178.700; sacerdoti: 121; religiosi: 295; diaconi permanenti: 6), Italia. Il Vescovo eletto è nato ad Altamura (Bari), nel 1952 ed è stato ordinato sacerdote nel 1977. Finora è stato Capo Ufficio della Congregazione per i Vescovi.
NER/.../ALFANO:CASTORO VIS 20050516 (120)

I SANTI SONO I CAPOLAVORI DELLO SPIRITO SANTO


CITTA' DEL VATICANO, 14 MAG. 2005 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, il Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, ha presieduto, all'Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, la Celebrazione dell'Eucaristia per la Beatificazione delle due Serve di Dio Ascensión del Corazón de Jesús Nicol Goñi e Marianne Cope.

All'inizio della cerimonia, il Cardinale Saraiva Martins, per incarico di Papa Benedetto XVI, ha dato lettura della Lettera Apostolica con la quale il Sommo Pontefice ha iscritto nell'albo dei Beati le due Serve di Dio.

Nell'omelia il Porporato ha ricordato la Solennità di Pentecoste che si celebra oggi ed ha sottolineato che gli Apostoli "fecero l'esperienza dello Spirito Santo e divennero testimoni di Cristo morto e risorto, missionari per le vie del mondo. La stessa esperienza si ripete in tutti coloro che, accogliendo Cristo, si aprono a Dio e all'umanità; si ripete soprattutto nei santi, sia in quelli anonimi sia in quelli che sono stati elevati agli onori degli altari. I santi sono i capolavori dello Spirito che scolpisce il volto di Cristo e infonde nel loro cuore la carità di Dio".

Della Beata spagnola Ascensión del Corazón de Jesús Nicol Goñi (1868-1940), Vergine, Cofondatrice delle Suore Missionarie Domenicane del Rosario "una delle grandi missionarie del secolo passato", il Cardinale ha detto che: "desiderò appartenere esclusivamente a Dio, consacrandosi come monaca domenicana nel Monastero di Santa Rosa di Huesca, in Spagna". Ricordando che all'età di 45 anni il Signore la chiamò ad essere missionaria in Perù, il Cardinale Saraiva Martins ha affermato: "Con entusiasmo giovanile e fiducia totale nella Provvidenza, lasciò la sua patria e si dedicò alla missione evangelizzatrice, estendendo a tutto il mondo il suo slancio missionario, a partire dal continente americano. La sua generosa ed incisiva opera, di vasta portata, lasciò una profonda impronta nella storia missionaria della Chiesa".

"Collaborò con il Vescovo Domenicano Ramón Zubieta, nella fondazione delle Suore Missionarie Domenicane del Rosario, Congregazione di cui fu la prima Superiora Generale. La sua vita missionaria fu ricca di sacrifici, rinunce e frutti apostolici. (...) Sostenuta da una fede viva e da una fervente devozione al Sacro Cuore di Gesù e a Nostra Signora del Rosario, si impegnò per la salvezza delle anime, con completa abnegazione. Esortava frequentemente le sue consorelle a comportarsi nello stesso modo, affermando che non si salvano le anime senza il nostro sacrificio personale".

Della Beata Marianne Cope (1838-1918), Vergine, delle Sister of Saint Francis, Syracuse, NY. U.S.A., nata in Germania ed emigrata da bambina negli Stati Uniti d'America, il Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi ha sottolineato che: "L'incontro di Madre Marianne con i malati di lebbra avvenne quando aveva già percorso una lunga strada nella sequela di Cristo. Da vent'anni apparteneva alla Congregazione delle Suore del Terz'Ordine di San Francesco di Syracuse nello Stato di New York".

Ricordando che Dio la chiamò "ad una donazione più radicale, ad un servizio missionario più rischioso", quando rispose all'invito del Vescovo di Honolulu che cercava suore di buona volontà per assistere i malati di lebbra nell'isola di Molokai (Hawai), la Beata Marianne "lasciò tutto e si abbandonò completamente alla volontà di Dio. (...) Collaborò con il Beato Damiano de Veuster", noto come l'Apostolo dei lebbrosi ed "amò i malati di lebbra più di se stessa. Li servì, li educò, li guidò con intelligenza, amabilità e fortezza. In loro vedeva il volto sofferente di Gesù. Ricalcò le orme del buon samaritano e divenne 'la madre dei lebbrosi'".

Al termine dell'omelia, il Cardinale Saraiva Martins ha sottolineato che le due nuove Beate "hanno portato nel mondo i frutti e i segni della presenza dello Spirito Santo, hanno parlato il linguaggio della verità e dell'amore, il solo capace di abbattere le barriere della cultura e della razza e di ricostruire l'unità della famiglia umana, dispersa dall'orgoglio, dalla volontà di potenza, dal rifiuto della sovranità di Dio".
.../BEATIFICAZIONI/SARAIVA MARTINS VIS 20050516 (650)

CHIESA DEVE APRIRE FRONTERE FRA POPOLI E INFRANGERE BARRIERE


CITTA' DEL VATICANO, 15 MAG. 2005 (VIS). Alle ore 9:30 di oggi, Solennità di Pentecoste, nella Patriarcale Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Santa Messa nel corso della quale ha conferito l'Ordinazione presbiterale a ventuno diaconi della Diocesi di Roma. Hanno concelebrato con il Papa il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma, l'Arcivescovo Luigi Moretti, Vicegerente, i Vescovi Ausiliari, i Superiori dei Seminari interessati e i Parroci degli Ordinandi.

I nuovi Presbiteri provenivano dall'Italia (undici), dalla Bolivia (due) e dall'Uruguay, dal Costa Rica, dal Perù, dall'Irlanda, dalla Romania, dal Kenia, dall'Angola e della Nigeria.

Nell'omelia pronunciata nel corso della Liturgia dell'Ordinazione, Papa Benedetto XVI ha ricordato la Solennità di Pentecoste, giorno in cui "lo Spirito Santo, sotto i segni di un vento potente e del fuoco, irrompe nella comunità orante dei discepoli di Gesù e dà così origine alla Chiesa".

"La Chiesa" - ha sottolineato il Santo Padre - "deve sempre nuovamente divenire ciò che essa già è: deve aprire le frontiere fra i popoli e infrangere la barriere fra le classi e le razze. In essa non vi possono essere né dimenticati né disprezzati. Nella Chiesa vi sono soltanto liberi fratelli e sorelle di Gesù Cristo. Vento e fuoco dello Spirito Santo devono senza sosta aprire quelle frontiere che noi uomini continuiamo ad innalzare fra di noi".

Rivolgendosi agli ordinandi, Benedetto XVI ha detto che nel saluto del Signore Risorto agli Apostoli: "La pace sia con voi", riportato nel Vangelo di oggi, "possiamo intravedere anche un richiamo al grande mistero della fede, alla Santa Eucaristia, nella quale Egli continuamente ci dona se stesso e, in tal modo la vera pace".

Nel nome di Gesù, ha spiegato il Papa, "voi potete dire: questo è il mio corpo - questo è il mio sangue. Lasciatevi attirare sempre di nuovo nella Santa Eucaristia, nella comunione di vita con Cristo. Considerate come centro di ogni giornata il poterla celebrare in modo degno. Conducete gli uomini sempre di nuovo a questo mistero. Aiutateli a partire da essa, a portare la pace di Cristo nel mondo".

Il Papa ha anche sottolineato "il potere del perdono" dei sacerdoti, affermando: "Il sacramento della penitenza è uno dei tesori preziosi della Chiesa, perché solo nel perdono si compie il vero rinnovamento del mondo. Nulla può migliorare nel mondo, se il male non è superato. E il male può essere superato solo con il perdono. Certamente, deve essere un perdono efficace. Ma questo perdono può darcelo solo il Signore. Un perdono che non allontana il male solo a parole, ma realmente lo trasforma".
HML/ORDINAZIONI PRESBITERALI/... VIS 20050516 (450)

21 NUOVI PRESBITERI, GIORNO DI FESTA PER LA CHIESA DI ROMA00


CITTA' DEL VATICANO, 15 MAG. 2005 (VIS). Affacciandosi alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano, con circa 20 minuti di ritardo, per recitare il Regina Coeli, il Santo Padre Benedetto XVI, in alcune parole pronunciate a braccio, ha detto ai circa 40.000 fedeli che gremivano Piazza San Pietro: "Chiedo innanzitutto scusa per il mio grande ritardo. Ho avuto la grazia di ordinare ventuno sacerdoti e una tale raccolta di Dio dura anche un po' di tempo: grazie dunque per la vostra comprensione".

La Liturgia dell'Ordinazione, ha detto Papa Benedetto XVI, "È un evento che segna un momento di crescita importante per la nostra Comunità. Dai ministri ordinati, infatti, essa riceve vita, soprattutto mediante il servizio della Parola di Dio e dei Sacramenti. Questo, dunque, è un giorno di festa per la Chiesa di Roma. E per i sacerdoti novelli, questa è in modo speciale la loro Pentecoste: ad essi rinnovo il mio saluto e prego perché lo Spirito Santo accompagni sempre il loro ministero".

Il Santo Padre ha detto ancora: "La felice coincidenza tra la Pentecoste e le Ordinazioni presbiterali mi invita a sottolineare il legame indissolubile che esiste, nella Chiesa, tra lo Spirito e l'istituzione. Lo accennavo già sabato scorso, prendendo possesso della Cattedra di Vescovo di Roma, a San Giovanni in Laterano. La Cattedra e lo Spirito sono realtà intimamente unite, così come lo sono il carisma e il ministero ordinato. Senza lo Spirito Santo, la Chiesa si ridurrebbe a un'organizzazione meramente umana, appesantita dalle sue stesse strutture. Ma, a sua volta, nei piani di Dio lo Spirito si serve abitualmente delle mediazioni umane per agire nella storia. Proprio per questo Cristo, che ha costituito la sua Chiesa sul fondamento degli Apostoli stretti intorno a Pietro, l'ha anche arricchita del dono del suo Spirito, affinché nel corso dei secoli la conforti (cfr Gv 14,16) e la guidi alla verità tutta intera (cfr Gv 16,13)".

"Possa la Comunità ecclesiale" - ha auspicato infine il Pontefice - "restare sempre aperta e docile all'azione dello Spirito Santo per essere tra gli uomini segno credibile e strumento efficace dell'azione di Dio!".

Dopo la recita del Regina Coeli, Papa Benedetto ha rivolto brevi parole di saluto, in tedesco ed in italiano, ai pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.
ANG/PENTECOSTE/... VIS 20050516 (390)

CARDINALE RUINI INVIATO SPECIALE CONGRESSO EUCARISTICO


CITTA' DEL VATICANO, 16 MAG. 2005 (VIS). Oggi è stata resa pubblica la Lettera del Santo Padre Benedetto XVI al Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale per la Diocesi di Roma e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, che conferma la nomina del Cardinale Vicario, stabilita nel gennaio scorso da Giovanni Paolo II, ad Inviato Speciale al XXIV Congresso Eucaristico italiano, che avrà luogo a Bari, dal 21 al 29 maggio prossimo.

Papa Benedetto XVI ricorda nella Lettera pubblicata oggi e datata 13 maggio 2005, che il Cardinale Vicario "aveva rivolto un pressante invito al mio venerato Predecessore Giovanni Paolo II a presiedere le celebrazioni conclusive del XXIV Congresso Eucaristico italiano" e scrive che: "Questo evento molto significativo per la Chiesa italiana si svolge nel contesto dello speciale Anno dell'Eucaristia, durante il quale i cattolici del mondo intero sono stimolati a prendere rinnovata consapevolezza del grande dono lasciatoci da Cristo nell'Ultima Cena. (...) Particolarmente attuale è il tema prescelto: 'Senza la domenica non possiamo vivere'". Infine Benedetto XVI conferma la sua presenza alla Celebrazione eucaristica conclusiva di domenica 29 maggio.

La Missione Pontificia che accompagnerà il Cardinale Camillo Ruini sarà composta dal Monsignore Domenico Ciavarella, Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Bari-Bitonto e dal Monsignore Piergiuseppe Vacchelli, Sottosegretario della Conferenza Episcopale Italiana.
BXVI-LETTERA/INVIATO:CONGRESSO/RUINI VIS 20050516 (220)

LE NUOVE BEATE ESEMPLARI TESTIMONI DELLA CARITÀ DI CRISTO


CITTA' DEL VATICANO, 16 MAG. 2005 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i fedeli che sabato scorso hanno partecipato alla Santa Messa per la Beatificazione di Madre Ascensión del Corazón de Jesús Nicol Goñi e Madre Marianne Cope. Le nuove Beate furono, ha detto il Santo Padre, "Esemplari testimoni della carità di Cristo" e "ci aiutano a meglio comprendere il senso e il valore della nostra vocazione cristiana".

Rivolgendosi alle Suore Domenicane Missionarie del Rosario, che "a esempio della loro Beata Fondatrice, ci aiutano a rivivere, nel nostro tempo, lo spirito di San Domenico", il Santo Padre ha esortato le religiose con queste parole: "Mantenete viva l'esperienza della vicinanza di Dio nella vita missionaria - 'come ci sentiamo vicine a Dio', diceva la Madre, - lo spirito di fraternità nelle vostre comunità, disposte a recarsi dove la Chiesa più ne ha bisogno, con lo stile imprenditoriale che portò la Madre Ascensión fin nei territori più sperduti del Vicariato di Puerto Maldonado".

Il Santo Padre ha rivolto parole di saluto ai pellegrini provenienti da questo Vicariato Apostolico e da altre regioni peruviane "che videro fiorire un frutto prezioso di autentica evangelizzazione, coltivato con cura specialmente da mani femminili" e ai pellegrini provenienti da Navarra, regione natale della nuova Beata e da altre parti della Spagna.

Della Beata Marianne Cope, Benedetto XVI ha ricordato che "nel 1862 entrò nella Congregazione delle Missionarie Francescane di Syracuse (Stati Uniti d'America), dove ricolma della spiritualità specifica di San Francesco di Assisi, si dedicò incondizionatamente alle opere spirituali e corporali di misericordia".

Sottolineando che Madre Cope accettò l'invito del Vescovo di Honolulu a recarsi nelle Hawai, per prendersi cura dei lebbrosi, Benedetto XVI ha affermato: "Per 35 anni, fino alla morte nel 1918, la nuova Beata dedicò la vita all'amore e al servizio dei lebbrosi nelle isole di Maui e Molokai".

"La generosità di Madre Marianne" - ha proseguito il Pontefice - "fu umanamente parlando, esemplare. Tuttavia, le buone intenzioni e la generosità da sole non spiegano in modo adeguato la sua vocazione. È solo nella prospettiva della fede che possiamo comprendere la sua testimonianza - di cristiana e di religiosa - resa a quell'amore sacrificale che raggiunge il suo culmine in Gesù Cristo. Tutto quello che riuscì a realizzare fu ispirato dal suo amore personale per il Signore, espresso attraverso l'amore per gli abbandonati e i reietti della società, trattati indegnamente".
AC/PELLEGRINI BEATIFICAZIONE/... VIS 20050516 (410)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 16 MAG. 2005 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate quattro Presuli della Conferenza Episcopale del Rwanda, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Thaddée Ntihinyurwa, di Kigali.

- Il Vescovo Philippe Rukamba, di Butare.

- Il Vescovo Servilien Nzakamwita, di Byumba.

- Il Vescovo Jean Damascène Bimenyiamana, di Cyangugu.

Sabato 14 maggio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Darío Castrillón Hoyos, Prefetto della Congregazione per il Clero.

- Il Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

- L'Arcivescovo Stanislaw Rylko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici.

- Il Cardinale Eduardo Martínez Somalo, Camerlengo di Santa Romana Chiesa.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/.../... VIS 20050516 (130)

MESSAGGIO AI BUDDISTI PER LA FESTA DI VESAKH


CITTA' DEL VATICANO, 16 MAG. 2005 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il Messaggio annuale dell'Arcivescovo Michael L. Fitzgerald, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, ai Buddisti per la Festa di Vesakh 2005. La Festa mobile di Vesakh commemora importanti avvenimenti della vita di Gautama Buddha.

Nel Messaggio, redatto in inglese, l'Arcivescovo Fitzgerald ricorda che quest'anno ricorre il XL anniversario della Dichiarazione 'Nostra Aetate' del Concilio Vaticano II, sulle relazioni fra la Chiesa cattolica e le altre religioni, e citando il Documento afferma: "'La Chiesa cattolica nulla rigetta di quanto è vero e santo in queste religioni'. Così buddisti e cattolici hanno potuto incontrarsi, in uno spirito di apertura, sincerità e reciproco rispetto, impegnandosi nel dialogo in varie maniere".

"In Paesi dove buddisti e cristiani vivono e lavorano fianco a fianco" - scrive l'Arcivescovo Fitzgerald - "il conseguente 'dialogo di vita' consente loro, mentre rendono testimonianza della religione a cui appartengono, di approfondire la conoscenza l'uno dell'altro, di suscitare buoni rapporti e di promuovere uno spirito di vicinanza. Si è creato così un legame particolare fra un certo numero di monaci e monache buddisti e cattolici".

L'Arcivescovo Fitzgerald ribadisce inoltre che: "In nessun luogo la necessità di collaborazione è avvertita così forte come in quei Paesi del sud e del sud-est dell'Asia che, il 26 dicembre 2004, sono stati colpiti dal terremoto e poi dallo tsunami. (...) I lunghi tempi necessari per la ricostruzione richiedono, tuttavia, che si continui con queste espressioni di solidarietà interreligiosa. Vi sono anche molte altre situazioni che richiedono la cooperazione fra tutte le persone di buona volontà, così da poter trovare soluzioni che siano conformi alla dignità umana e che rispettino i diritti umani".

"Nella Festa di Vesakh di quest'anno" - conclude il Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso - "vi saranno famiglie che hanno perduto alcuni dei loro membri. Desidero rassicurare queste persone che i loro cari non saranno dimenticati ma saranno ricordati nelle nostre preghiere".
CON-DIR/VESAKH:BUDDISTI/FITZGERALD VIS 20050516 (350)

mercoledì 11 maggio 2005

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 11 MAG. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Padre Severino Clasen,. O.F.M., Vescovo di Araçuaí (superficie: 23.526; popolazione: 383.841; cattolici: 252.221; sacerdoti: 25; religiosi: 33), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1954 a Indaiá (Brasile), ha emesso la Professione Solenne nell'Ordine Francescano nel 1981 ed è stato ordinato sacerdote nel 1982. Finora è stato Parroco e Rettore della Parrocchia - Santuario di "São Francisco de Assis" nell'Arcidiocesi di São Paulo (Brasile).

- Ha nominato il Reverendo Salvador Giménez Valls, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Valencia (superficie: 13.060; popolazione: 2.562.333; cattolici: 2.484.037; sacerdoti: 1.538; religiosi: 4.650), Spagna. Il Vescovo eletto è nato a Muro di Alcoy (Spagna), nel 1948 ed è stato ordinato sacerdote nel 1973. Finora è stato Vicario Episcopale della Vicaria II di Valencia (Spagna).
NER:NEA/.../CLASEN:GIMÉNEZ VALLS VIS 20050511 (140)

UDIENZA GENERALE: DIO NON È INDIFFERENTE VICENDE UMANE


CITTA' DEL VATICANO, 11 MAG. 2005 (VIS). Riprendendo il ciclo di catechesi di Giovanni Paolo II sui Salmi e i Cantici, Papa Benedetto XVI ha commentato per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro, con la partecipazione di 17.000 persone, il Cantico dell'Apocalisse (15, 3-4) "Inno di adorazione e di lode".

"La storia" - ha affermato Benedetto XVI - "non è in mano a potenze oscure, al caso o alle sole scelte umane. Sullo scatenarsi di energie malvagie, sull'irrompere veemente di Satana, sull'emergere di tanti flagelli e mali, si eleva il Signore, arbitro supremo della vicenda storica. Egli la conduce sapientemente verso l'alba dei nuovi cieli e della nuova terra, cantati nella parte finale del libro sotto l'immagine della nuova Gerusalemme".

Il Santo Padre ha proseguito precisando che: "A intonare il Cantico che ora mediteremo sono i giusti della storia, i vincitori della Bestia satanica, coloro che attraverso l'apparente sconfitta del martirio sono in realtà costruttori del mondo nuovo, con Dio artefice supremo. (...) Si vuole, quindi, riaffermare che Dio non è indifferente alle vicende umane, ma in esse penetra realizzando la sue 'vie', ossia i suoi progetti e le sue 'opere' efficaci".

"Questo intervento divino ha uno scopo ben preciso: essere un segno che invita alla conversione tutti i popoli della terra. Le nazioni devono imparare a 'leggere' nella storia un messaggio di Dio. L'avventura dell'umanità non è confusa e senza significato, né è votata senza appello alla prevaricazione dei prepotenti e dei perversi".

Il Papa ha ribadito che "esiste la possibilità di riconoscere l'agire divino nascosto nella storia" e "aprirsi così al timore del nome del Signore. Nel linguaggio biblico, infatti, questo 'timore' non coincide con la paura, ma è il riconoscimento del mistero della trascendenza divina. (...) Grazie al timore del Signore non si ha paura del male che imperversa nella storia e si riprende con vigore il cammino della vita, come dichiarava il profeta Isaia: 'Irrobustite le mani fiacche, rendete salde le ginocchia vacillanti. Dite agli smarriti di cuore: 'Coraggio! Non temete!".

"L'inno finisce con la previsione di una processione universale di popoli che si presenteranno davanti al Signore della storia, svelato attraverso i suoi 'giusti giudizi'. Essi si prostreranno in adorazione. E l'unico Signore e Salvatore sembra loro ripetere le parole pronunziate l'ultima sera della sua vita terrena: 'Abbiate fiducia; io ho vinto il mondo!'".
AG/CANTICO APOCALISSE/... VIS 20050511 (400)

martedì 10 maggio 2005

COMMEMORAZIONE FINE SECONDA GUERRA MONDIALE


CITTA' DEL VATICANO, 10 MAG. 2005 (VIS). L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto ieri a New York alla 59° Sessione dell'Assemblea Generale che, nella Risoluzione 59/26, ha dichiarato l'8 e il 9 maggio giornate ufficiali della memoria e della riconciliazione, in commemorazione del 60° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale.

"Fu indubbiamente un conflitto terribile" - ha affermato l'Arcivescovo Migliore - "ed è giusto ed utile ricordare che fu la peggiore delle numerose inutili catastrofi globali provocate dall'uomo che hanno reso il XX secolo uno dei peggiori che l'umanità abbia mai conosciuto. (...) La responsabilità rispetto a catastrofi simili ci induce a fare alcune considerazioni".

"Prima di tutto" - ha detto il Nunzio - "fra le cause della Seconda Guerra Mondiale vi fu l'esaltazione dello Stato e della razza, e l'orgogliosa autosufficienza dell'umanità fondata sulla manipolazione della scienza, della tecnologia e sul principio della forza. La norma giuridica non fu più veicolo di applicazione della giustizia. (...) In secondo luogo, anche se accettiamo che, in alcune circostanze, un uso della forza limitato e strettamente condizionato, potrebbe essere inevitabile per esercitare la responsabilità di proteggere ogni Stato e la comunità internazionale", dobbiamo "riconoscere che sono possibili soluzioni pacifiche e che non dobbiamo risparmiare i nostri sforzi per individuarle".

"Il riconoscimento della natura tragica e devastante della guerra (...) ci induce a chiederci non solo se la guerra possa essere legale e legittima, ma soprattutto se possa essere evitata".

"In terzo luogo" - ha proseguito l'Osservatore Permanente - "è giunto il momento di analizzare una terza dimensione del diritto della guerra", cioè, "come attuare rapidamente ed efficacemente il ristabilimento di una pace giusta e duratura, unica condizione ammissibile per l'uso della forza. Occorre perciò rafforzare ed estendere gli strumenti legali esistenti relativi alla condotta ed allo svolgimento delle attività postbelliche, (...) mentre occorre anche tenere conto dei parametri etici che la moderna coscienza e sensibilità ha sviluppato, come la riconciliazione".

"Quarto" - ha detto l'Arcivescovo Migliore al termine del suo discorso - "recentemente è stato posto l'accento sul ruolo delle Nazioni Unite come costruttore di pace. (...) La Santa Sede (...) ancora una volta esprime pieno sostegno all'istituzione di una Commissione intergovernativa di pacificazione".
DELSS/FINE II GUERRA MONDIALE/O.N.U:MIGLIORE VIS 20050510 (400)

PRESA DI POSSESSO CHIESA TITOLARE CARDINALE ARINZE

CITTA' DEL VATICANO, 10 MAG. 2005 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha annunciato oggi che domenica 22 maggio, Solennità della Santissima Trinità, alle ore 18:30, il Cardinale Francis Arinze, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, prenderà possesso del Titolo della Chiesa Suburbicaria di Velletri - Segni nella Cattedrale di Velletri.
OCL/CHIESA TITOLARE/ARINZE VIS 20050510 (70)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 10 MAG. 2005 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Birmingham in Alabama (Stati Uniti d'America), presentata dal Vescovo David E. Foley, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre Carlos Enrique Herrera Gutiérrez, O.F.M., finora Parroco di San Rafael del Norte (Nicaragua), Vescovo di Jinotega (superficie: 11.630; popolazione: 354.015; cattolici: 263.000; sacerdoti: 23; religiosi: 38), Nicaragua. Il Vescovo eletto è nato a Managua (Nicaragua), nel 1948, nel 1973 è entrao nell'Ordine Francescano dei Frati Minori, ha emesso la Professione Solenne nel 1980 ed è stato ordinato sacerdote nel 1982. Succede al Vescovo Pedro Lisímaco de Jesús Vílchez Vílchez, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti di età.

- Ha nominato il Monsignore Denis James Madden, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Baltimore (superficie: 12.430; popolazione: 3.006.607; cattolici: 506.587; sacerdoti: 574; religiosi: 1.426; diaconi permanenti: 183), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1940 a Carbondale (Stati Uniti d'America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1967. Finora è stato Segretario Generale Aggiunto della "Catholic Near East Welfare Association" a New York (Stati Uniti d'America).
RE:NER:NEA/.../.... VIS 20050510 (200)

lunedì 9 maggio 2005

GRATITUDINE SANTO PADRE CALOROSA ACCOGLIENZA ROMANI


CITTA' DEL VATICANO, 7 MAG. 2005 (VIS). Questa mattina, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Dr. Joaquín Navarro-Valls, ha rilasciato ai giornalisti la seguente dichiarazione:

"Il Santo Padre, nel giorno del Suo insediamento sulla 'Cathedra Romana' come Vescovo di Roma, ha voluto ricevere in udienza il Sindaco della Città, On. Walter Veltroni".

"Benedetto XVI ha manifestato al Sindaco la sua gratitudine per il calore con cui è stato accolto dai Romani ed ha rinnovato l'espressione dei suoi sentimenti di stima ed affetto nei confronti di quella che è diventata la sua Città e la sua Diocesi".

"Ha, inoltre, formulato auguri di prosperità e concordia a tutti i cittadini di Roma, assicurando, nella distinzione dei ruoli, il contributo della Chiesa al progresso spirituale e civile della Città".
OP/UDIENZA SINDACO DI ROMA/NAVARRO-VALLS VIS 20050509 (140)

VISITA "AD LIMINA APOSTOLORUM" PRESULI SRI LANKA


CITTA' DEL VATICANO, 7 MAG. 2005 (VIS). Questa mattina Papa Benedetto XVI ha ricevuto i Presuli dello Sri Lanka in Visita "ad Limina Apostolorum", e, nel suo discorso in inglese, ha ricordato che è la prima, di tali visite, ad aver luogo dal giorno della sua elezione.

Il Papa ha dedicato l'apertura del suo discorso ai "devastanti effetti del maremoto del dicembre scorso, che ha causato numerosissime vittime nello Sri Lanka, lasciando centinaia di migliaia di senzatetto. (...) Vi prego di accettare la mia profonda partecipazione e quella dei cattolici di tutto il mondo per le terribili perdite subite dalle vostre popolazioni".

Benedetto XVI ha sottolineato che: "La comunità cristiana ha l'obbligo particolare di prendersi cura dei bambini che nella catastrofe naturale hanno perso i genitori" ed ha affermato che: "i bambini, membri più vulnerabili della società, (..) sono spesso semplicemente dimenticati o sfruttati senza vergogna quando vengono impiegati come soldati, operai o vittime innocenti del traffico di esseri umani. Non si devono lesinare gli sforzi per indurre le autorità civili e la comunità internazionale a contrastare tali abusi e ad offrire ai minori la protezione legale che giustamente meritano".

Affermando che "anche nei momenti più oscuri della nostra vita, sappiamo che Dio non è mai assente", Benedetto XVI ha ricordato la "generosità senza precedenti della risposta umanitaria al maremoto" ed ha avuto parole di encomio per i Vescovi "per l'impegno notevole profuso dalla Chiesa nello Sri Lanka per far fronte alle necessità materiali, morali, psicologiche e spirituali delle vittime. Possiamo riconoscere ulteriori segni della bontà di Dio nella collaborazione di tanti elementi diversi della società nel prestare soccorsi. È stato incoraggiante vedere esponenti di religioni diverse e di gruppi etnici nello Sri Lanka e di tutta la comunità mondiale, unirsi per dimostrare la loro solidarietà a tutte le persone colpite e riscoprire i legami fraterni che li uniscono. Sono certo che troverete modi di edificare sui frutti di tale cooperazione, in particolare facendo in modo che il soccorso sia liberamente offerto a tutte le persone che ne hanno bisogno".

Benedetto XVI ha concluso il suo discorso affermando che: "La Chiesa nello Sri Lanka è giovane - un terzo della popolazione del vostro Paese è sotto i quindici anni - e ciò rappresenta una grande speranza per il futuro. L'educazione religiosa nelle scuole deve perciò essere una importante priorità. Quali che siano le difficoltà che potrete incontrare in questo settore, non lasciatevi distogliere dal portare a compimento i compiti a voi affidati. Parimenti i seminari richiedono particolare attenzione da parte dei Vescovi. Vi esorto a vigilare affinché ai vostri seminaristi sia impartita una solida formazione spirituale e teologica. È necessario che essi esercitino il loro futuro apostolato in modo tale da attrarre alla sequela di Cristo persone in numero sempre maggiore - più sono santi, più sono gioiosi e ardenti nel loro ministero sacerdotale, più il loro sacerdozio sarà proficuo".
AL/.../SRI LANKA VIS 20050509 (490)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 7 MAG. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Monsignor Manuel Hilario De Céspedes y García Menocal, finora Vicario Generale della Diocesi di Pinar del Rio (Cuba), Vescovo di Matanzas (superficie: 8.444; popolazione: 690.400; cattolici: 478.000; sacerdoti: 20; religiosi: 64; diaconi permanenti: 1), Cuba. Il Vescovo eletto è nato nel 1944 a San Cristóbal de La Habana ed è stato ordinato sacerdote nel 1972.

- L'Arcivescovo Luigi Pezzuto, che è Nunzio Apostolico in El Salvador, Nunzio Apostolico nel Belize.
NER:NN/.../DE CÉSPEDES:PEZZUTO VIS 20050509 (90)

INSEDIAMENTO CATHEDRA ROMANA VESCOVO ROMA BENEDETTO XVI


CITTA' DEL VATICANO, 7 MAG. 2005 (VIS). Alle 17:30 di oggi pomeriggio, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Celebrazione dell'Eucaristia in occasione del suo insediamento sulla Cattedra di Vescovo di Roma. Con il Santo Padre hanno concelebrato 40 Cardinali, i membri del Consiglio Episcopale della Diocesi, i Canonici della Basilica Lateranense e i membri del Consiglio dei Parroci Prefetti.

All'inizio della celebrazione, il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale per la Diocesi di Roma, ha espresso la gioia della Chiesa di Roma nel momento in cui il Romano Pontefice ha preso possesso della Sua Cattedra. Il Santo Padre è salito e si è seduto sulla Sua Cattedra, con la mitra e il pastorale, mentre la schola e l'assemblea cantavano: "A te, Benedetto, Vescovo di Roma: gioia, pace e vita; gioia, pace e vita!". Successivamente una rappresentanza della Chiesa Romana ha prestato "obbedienza" al Santo Padre: il Cardinale Ruini, Arciprete della Basilica Cattedrale Lateranense, l'Arcivescovo Vicegerente, due Presbiteri (un parroco e un viceparroco dell'Urbe), un Diacono permanente e un Diacono che si prepara al presbiterato, un Religioso e una Religiosa in servizio nella Chiesa di Roma, una laica e un laico, una ragazza e un ragazzo già cresimati della Diocesi Romana.

Al principio dell'omelia, il Papa ha ricordato la celebrazione, questa domenica, in Italia e in molti Paesi, della Solennità dell'Ascensione del Signore, ed ha detto: "L'Ascensione del Signore significa che Cristo non si è allontanato da noi, ma che adesso, grazie al Suo essere con il Padre, è vicino ad ognuno di noi, per sempre. Ognuno di noi può darGli del tu; ognuno può chiamarLo. Il Signore si trova sempre a portata di voce. Possiamo allontanarci da Lui interiormente. Possiamo vivere voltandoGli le spalle. Ma Egli ci aspetta sempre, ed è sempre vicino a noi".

Benedetto XVI ha sottolineato che il Cristo Risorto "ha bisogno di testimoni che Lo hanno incontrato, di uomini che Lo hanno conosciuto intimamente, attraverso la forza dello Spirito Santo. (...) Ma questa sinfonia di testimonianze è dotata anche di una struttura ben definita: ai successori degli Apostoli, e cioè ai Vescovi, spetta la pubblica responsabilità di far sì che la rete di queste testimonianze permanga nel tempo. (...) In questa rete di testimoni, al Successore di Pietro compete uno speciale compito".

Il Papa "deve avere la consapevolezza di essere un uomo fragile e debole (...) costantemente bisognoso di purificazione e di conversione. Ma egli può anche avere la consapevolezza che dal Signore gli viene la forza per confermare i suoi fratelli nella fede e tenerli uniti nella confessione del Cristo crocifisso e risorto".

"Il Vescovo di Roma" - ha proseguito Benedetto XVI - "siede sulla sua Cattedra per dare testimonianza di Cristo. Così la Cattedra è il simbolo della 'potestas docendi' quella potestà di insegnamento che è parte essenziale del mandato di legare e di sciogliere conferito dal Signore a Pietro e, dopo di lui, ai Dodici". In merito, il Papa ha affermato: "Dove la Sacra Scrittura viene staccata dalla voce vivente della Chiesa, cade in preda alle dispute degli esperti".

"Questa potestà di insegnamento spaventa tanti uomini dentro e fuori della Chiesa. Si chiedono se essa non minacci la libertà di coscienza, se non sia una presunzione contrapposta alla libertà di pensiero. Non è così. Il potere conferito da Cristo a Pietro e ai suoi successori è, in senso assoluto, un mandato per servire. (...) Il Papa non è un sovrano assoluto, il cui pensare e volere sono legge. Al contrario: il ministero del Papa è garanzia dell'obbedienza verso Cristo e verso la Sua Parola. Egli non deve proclamare le proprie idee, bensì vincolare costantemente se stesso e la Chiesa all'obbedienza verso la Parola di Dio, di fronte a tutti i tentativi di adattamento e di annacquamento, come di fronte ad ogni opportunismo".

Benedetto XVI ha sottolineato che questa fu la missione di Giovanni Paolo II, "quando, davanti a tutti i tentativi, apparentemente benevoli verso l'uomo, di fronte alle errate interpretazioni della libertà, sottolineò in modo inequivocabile l'inviolabilità dell'essere umano, l'inviolabilità della vita umana dal concepimento fino alla morte naturale. La libertà di uccidere non è una vera libertà, ma è una tirannia che riduce l'essere umano in schiavitù".

"Il Papa è consapevole di essere, nella sue grandi decisioni, legato alla grande comunità della fede di tutti i tempi, alle interpretazioni vincolanti cresciute lungo il cammino pellegrinante della Chiesa. Così, il suo potere non sta al di sopra, ma è al servizio della Parola di Dio, e su di lui incombe la responsabilità di far sì che questa Parola continui a rimanere presente nella sua grandezza e a risuonare nella sua purezza, così che non venga fatta a pezzi dai continui cambiamenti delle mode".

Al termine dell'omelia, rivolgendosi ai Romani, il Santo Padre ha detto: "adesso sono il vostro Vescovo. Grazie per la vostra generosità, grazie per la vostra simpatia, grazie per la vostra pazienza! In quanto cattolici, in qualche modo, tutti siamo anche romani. Così voglio cercare, con tutto il cuore, di essere il vostro Vescovo, il Vescovo di Roma. E tutti noi vogliamo cercare di essere sempre più cattolici - sempre più fratelli e sorelle nella grande famiglia di Dio, quella famiglia in cui non esistono stranieri".

Alla fine della Messa il Papa si è recato in autovettura scoperta alla Basilica Liberiana di Santa Maria Maggiore per rendere omaggio all'Icona di "Sancta Maria Salus Populi Romani", custodita nella cappella Borghesiana della Basilica Mariana. L'atto di venerazione del nuovo Papa si collega alla ininterrotta tradizione del devoto appellarsi del popolo di Roma alla Madre della Salvezza.
BXVI-PRESA POSSESSO CATTEDRA LATERANO/.../... VIS 20050509 (940)
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