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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 4 marzo 2014

IL PAPA APRE AL PUBBLICO I GIARDINI DI CASTEL GANDOLFO

Città del Vaticano, 4 marzo 2014 (VIS). Su iniziativa di Papa Francesco, i giardini delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo saranno aperti a tutti, a partire dal mese corrente. Già dallo scorso sabato è possibile visitare il Giardino Barberini, un luogo dai paesaggi e resti archeologici di grande bellezza: il Viale delle Rose, quello delle Erbe aromatiche e quello dei Ninfei, il Piazzale dei Lecci e il Giardino del Belvedere, dal quale si vede una striscia incantevole della regione Lazio fino ad arrivare al mare. Nella zona della Villa Barberini sorgeva, inoltre, la residenza dell'imperatore Diocleziano, che affacciava sul Lago di Albano. Le rovine del Teatro imperiale o del criptoportico della villa imperiale accoglieranno, ora, i visitatori.

Le Ville Pontificie di Castel Gandolfo occupano una superficie di 55 ettari nell'area dei Castelli Romani (RM) e fanno parte delle zone extraterritoriali della Santa Sede in Italia. Le furono concesse con i Patti Lateranensi nel 1929, in quanto costituiscono la residenza suburbana frequentata dai papi dall'epoca di Urbano VII nel secolo XVII.

I giardini di Castel Gandolfo sono aperti al pubblico dal lunedì al sabato di mattina. Ci si può prenotare tramite il sito dei Musei Vaticani.

IN MEMORIAM

Città del Vaticano, 4 marzo 2014 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Arcivescovo Benedict John Osta, S.J., emerito di Patna (India), il 30 gennaio, all'età di 82 anni.

- Vescovo Cornelius John Pasichny, O.S.B.M, emerito di Toronto degli Ucraini (Canada), il 30 gennaio, all'età di 86 anni .

- Vescovo Prospero Nale Arellano, prelato emerito di Libmanan (Filippine), il 1° febbraio, all'età di 77 anni.

- Vescovo Rosendo Álvarez Gastón, emerito di Almería (Spagna), il 3 febbraio, all'età di 87 anni.

- Vescovo Hubert Luthe, emerito di Essen (Germania), il 4 febbraio, all'età di 86 anni.

- Vescovo Deogratias Muganwa Byabazaire, di Hoima (Uganda), l'8 febbraio, all'età di 72 anni.

- Padre John Ikataere Rarikin, M.S.C., Superiore della Missione sui iuris di Funafuti (Tuvalu), l'8 febbraio, all'età di 70 anni.

- Vescovo Pius Suh Awa, emerito di Buéa (Camerun), il 9 febbraio, all'età di 83 anni.

- Vescovo Pere Tena Garriga, ausiliare emerito di Barcellona (Spagna), il 10 febbraio, all'età di 85 anni.

- Vescovo Léon Hégelé, ausiliare emerito di Strasburgo (Francia), l'1 febbraio, all'età di 89 anni.

- Vescovo Jean-Louis Giasson, P.M.E., emerito di Yoro (Honduras), il 12 febbraio, all'età di 74 anni.

- Vescovo Louis Nganga a Ndzando, emerito di Lisala (Rep. Dem. Congo), il 13 febbraio, all'età di 91 anni.

- Vescovo Francisco José Arnáiz Zarandona, S.J., ausiliare emerito di Santo Domingo (Repubblica Domenicana), il 14 febbraio, all'età di 88 anni.

- Vescovo Raymond James Boland, emerito di Kansas City-Saint Joseph (USA), il 27 febbraio, all'età di 82 anni.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 4 marzo 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Monsignor Peter Leslie Smith vescovo ausiliare dell'arcidiocesi di Portland nell'Oregon (superficie 76.937, popolazione 3.327.110, cattolici 415.725, sacerdoti 303, religiosi 633, diaconi permanenti 79) negli Stati Uniti. Il vescovo eletto, finora vicario generale e moderatore della Curia, è nato nel 1958 a Pietermaritzburg (Sudafrica). È laureato in Economia e Commercio presso l'Università di Natal e in Diritto Canonico presso l'Università Cattolica d'America a Washington. Entrato nel Movimento carismatico, è divenuto membro della comunità carismatica "Brotherhood of the People of Praise" nl 1986. È stato ordinato sacerdote nel 2001 e, da quel momento, ha ricoperto i seguenti incarichi: Vicario Parrocchiale, Consultore Parroco, Delegato arcidiocesano per il movimento carismatico, Vicario Giudiziale Aggiunto, Superiore locale della "Brotherhood of the People of Praise" e Vicepresidente del Consiglio Presbiteriale.

lunedì 3 marzo 2014

IL PAPA AI VESCOVI SPAGNOLI: LA FEDE NON È UNA MERA EREDITÀ CULTURALE

Città del Vaticano, 3 marzo 2014 (VIS). Questa mattina Papa Francesco ha ricevuto in udienza un gruppo di Presuli della Conferenza Episcopale Spagnola al termine della Visita "ad Limina Apostolorum". Nel discorso scritto che ha consegnato ai Presuli, il Papa elogia il loro proposito di "servire fedelmente il Popolo di Dio che peregrina in Spagna, dove la Parola di Dio si è radicata molto presto e ha dato frutti di concordia, cultura e santità" come dimostra, in particolare "la celebrazione dell'ormai prossimo V Centenario della nascita di Santa Teresa di Gesù, prima donna Dottore della Chiesa".

"Ora che state vivendo la dura esperienza dell'indifferenza di molti battezzati e dovete far fronte a una cultura mondana, che relega Dio alla vita privata e lo esclude dall'ambito pubblico, è opportuno non dimenticare la vostra storia (...). Fidiamoci sempre di Dio e delle molte cose che semina nei cuori di quanti sono affidati alle nostre cure pastorali", scrive il Santo Padre.

"Ai Vescovi - prosegue il Papa - viene affidato il compito di far germogliare questi semi con l'annuncio coraggioso e veritiero del Vangelo, di seguirne attentamente la crescita con l'esempio, l'educazione e la vicinanza, e di armonizzarli nell'insieme della 'vigna del Signore', da cui nessuno può restare escluso (...) Cari Fratelli, non lesinate gli sforzi per aprire nuove vie al Vangelo, che raggiungano il cuore di tutti, affinché scoprano quello che già alberga nel loro intimo: Cristo come amico e fratello. Non sarà difficile trovare queste vie se seguiamo le orme del Signore, che 'non è venuto per essere servito, ma per servire'; che ha saputo rispettare con umiltà i tempi di Dio e, con pazienza, il processo di maturazione di ogni persona, senza paura di fare il primo passo per andarle incontro. Egli ci insegna ad ascoltare tutti da cuore a cuore, con tenerezza e misericordia, e a cercare ciò che veramente unisce e serve alla reciproca edificazione".

"In questa ricerca, è importante che il Vescovo non si senta solo, né creda di essere solo, che sia consapevole che anche il gregge che gli è stato affidato ha sensibilità per le cose di Dio (...). Allo stesso tempo, il momento attuale, in cui le mediazioni della fede sono sempre più scarse e non mancano difficoltà per la sua trasmissione, esige di porre le vostre Chiese in un vero stato di missione permanente, per richiamare quanti si sono allontanati e rafforzare la fede, specialmente nei bambini (...) La fede non è un mera eredità culturale, ma un regalo, un dono che nasce dall'incontro personale con Gesù e dall'accettazione libera e gioiosa della nuova vita che ci offre (...). Risvegliare e ravvivare una fede sincera favorisce la preparazione al matrimonio e l'accompagnamento delle famiglie, la cui vocazione è di essere luogo nativo di convivenza nell'amore, cellula fondamentale della società, dove si trasmette di vita, e Chiesa domestica, dove si forgia e si vive la fede. Una famiglia evangelizzata è un prezioso agente di evangelizzazione".

Papa Francesco ricorda anche la pubblicazione, lo scorso anno, del documento: "Vocazioni sacerdotali per il XXI secolo", che mostra l'interesse delle Chiese particolari per la pastorale vocazionale. "È un aspetto - scrive - che un Vescovo deve porre nel suo cuore come assolutamente prioritario, ricordandolo nella preghiera, insistendo nella selezione dei candidati e preparando gruppi di buoni formatori e di professori competenti".

"L'amore e il servizio ai poveri - sottolinea il Pontefice - sono segno del Regno di Dio che Gesù è venuto a portare. So bene che, in questi ultimi anni, proprio la vostra Caritas - ed anche altre opere benefiche della Chiesa - hanno meritato grande riconoscimento da parte di credenti e non credenti. Me ne rallegro molto, e chiedo al Signore che questo sia motivo di avvicinamento alla fonte della carità, a Cristo che 'passò beneficando e risanando' tutti gli oppressi, e anche alla sua Chiesa, che è madre e non può mai dimenticare i suoi figli più bisognosi".

Il Papa conclude esortando i Vescovi con queste parole: "Mettetevi a capo del rinnovamento spirituale e missionario delle vostre Chiese particolari, come fratelli e pastori dei vostri fedeli, ed anche di quanti non lo sono, o hanno dimenticato di esserlo. A tal fine vi sarà di grande aiuto la collaborazione franca e fraterna in seno alla Conferenza Episcopale, come pure il sostegno reciproco e sollecito nella ricerca dei modi di agire più adeguati".

ESERCIZI SPIRITUALI: INVITO AD UN'ESPERIENZA DI DIO

Città del Vaticano, 3 marzo 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza i duecento partecipanti all'Assemblea della Federazione Italiana Esercizi Spirituali (FIES) in occasione del 50° anniversario di fondazione.

"Innamorati della bellezza spirituale per diffondere il buon profumo di Cristo" è stato il tema scelto dalla Federazione per la sua Assemblea. Un tema, ha detto Papa Francesco che "esprime il convincimento che proporre gli Esercizi Spirituali significa invitare ad un’esperienza di Dio, del suo amore, della sua bellezza. Chi vive gli Esercizi in modo autentico sperimenta l’attrazione, il fascino di Dio, e ritorna rinnovato, trasfigurato alla vita ordinaria, al ministero, alle relazioni quotidiane, portando con sé il profumo di Cristo".

"Gli uomini e le donne di oggi hanno bisogno di incontrare Dio, di conoscerlo 'non per sentito dire' - ha sottolineato il Pontefice - Il vostro servizio è tutto orientato a questo, e lo fate offrendo spazi e tempi di ascolto intenso della sua Parola nel silenzio e nella preghiera. Luoghi privilegiati per tale esperienza spirituale sono le Case di Spiritualità, che vanno, a questo scopo, sostenute e fornite di personale adeguato. Incoraggio i Pastori delle varie comunità a preoccuparsi perché non manchino Case di Esercizi, dove operatori ben formati e predicatori preparati, dotati di qualità dottrinali e spirituali, siano veri maestri di spirito".

"Tuttavia, non dimentichiamo mai che il protagonista della vita spirituale è lo Spirito Santo. Egli sostiene ogni nostra iniziativa di bene e di preghiera. (...) Un buon corso di Esercizi Spirituali - ha concluso il Pontefice - contribuisce a rinnovare in chi vi partecipa l’adesione incondizionata a Cristo, e aiuta a capire che la preghiera è il mezzo insostituibile di unione a Lui crocifisso".

SE, CONFIDANDO NELLA PROVVIDENZA DI DIO, CERCHIAMO INSIEME IL SUO REGNO, ALLORA A NESSUNO MANCHERÀ IL NECESSARIO PER VIVERE DIGNITOSAMENTE

Città del Vaticano, 2 marzo 2014 (VIS). Alle 12:00 di questa mattina, il Santo Padre Francesco si è affacciato alla finestra dello studio per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro. Nelle riflessioni che precedono la recita dell'Angelus il Papa ha ricordato che al centro della Liturgia odierna troviamo "la divina Provvidenza" che il profeta Isaia presenta con l'immagine dell'amore materno, pieno di tenerezza. "Dio non si dimentica di noi, di ognuno di noi! - ha detto Papa Francesco - Di ognuno di noi con nome e cognome. Ci ama e non si dimentica. Che bel pensiero". È un invito ad avere fiducia in Dio.

"Ma pensando a tante persone che vivono in condizioni precarie, o addirittura nella miseria che offende la loro dignità - ha proseguito il Pontefice - queste parole di Gesù potrebbero sembrare astratte, se non illusorie. Ma in realtà sono più che mai attuali! Ci ricordano che non si può servire a due padroni: Dio e la ricchezza. Finché ognuno cerca di accumulare per sé, non ci sarà mai giustizia. Dobbiamo sentire bene, questo! Finché ognuno cerca di accumulare per sé, non ci sarà mai giustizia. Se invece, confidando nella provvidenza di Dio, cerchiamo insieme il suo Regno, allora a nessuno mancherà il necessario per vivere dignitosamente".

"Un cuore occupato dalla brama di possedere è un cuore pieno di questa brama di possedere, ma vuoto di Dio. (...) In un cuore posseduto dalle ricchezze, non c’è più molto posto per la fede (...). Se invece si lascia a Dio il posto che gli spetta, cioè il primo, allora il suo amore conduce a condividere anche le ricchezze, a metterle al servizio di progetti di solidarietà e di sviluppo, come dimostrano tanti esempi, anche recenti, nella storia della Chiesa. E così la Provvidenza di Dio passa attraverso il nostro servizio agli altri, il nostro condividere con gli altri".

"La strada che Gesù indica può sembrare poco realistica rispetto alla mentalità comune e ai problemi della crisi economica (...). Per fare in modo che a nessuno manchi il pane, l’acqua, il vestito, la casa, il lavoro, la salute, bisogna che tutti ci riconosciamo figli del Padre che è nei cieli e quindi fratelli tra di noi, e ci comportiamo di conseguenza". Infine il Papa ha invitato i presenti ad invocare l'intercessione della Vergine Maria "perché tutti ci sforziamo di vivere con uno stile semplice e sobrio, con lo sguardo attento alle necessità dei fratelli più bisognosi".

APPELLO IN FAVORE DEL DIALOGO E DELLA CONCORDIA IN UCRAINA

Città del Vaticano, 2 marzo 2014 (VIS). Dopo l'Angelus, Papa Francesco ha lanciato un appello in favore del dialogo e della concordia in Ucraina chiedendo ai fedeli di pregare per il Paese che sta vivendo una situazione delicata. "Mentre auspico che tutte le componenti del Paese si adoperino per superare le incomprensioni e per costruire insieme il futuro della Nazione - ha detto - rivolgo alla comunità internazionale un accorato appello affinché sostenga ogni iniziativa in favore del dialogo e della concordia".

"In questa settimana inizieremo la Quaresima - ha ricordato il Papa - che è il cammino del Popolo di Dio verso la Pasqua, un cammino di conversione, di lotta contro il male con le armi della preghiera, del digiuno, della misericordia. L’umanità ha bisogno di giustizia, di riconciliazione, di pace, e potrà averle solo ritornando con tutto il cuore a Dio, che ne è la fonte. Anche tutti noi abbiamo bisogno del perdono di Dio. Entriamo nella Quaresima in spirito di adorazione a Dio e di solidarietà fraterna con quanti, in questi tempi, sono più provati dall’indigenza e da conflitti violenti".

UDIENZA AL PRIMO MINISTRO DELLA ROMANIA

Città del Vaticano, 1 marzo 2014 (VIS). Nella mattinata di sabato 1° marzo, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza il Signor Victor Ponta, Primo Ministro della Romania, che successivamente ha incontrato il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità, accompagnato dall'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Il Primo Ministro ha portato i saluti del Patriarca ortodosso Daniele. Al centro dei colloqui, svoltisi in un clima di cordialità, sono stati i temi della famiglia, dell’educazione, della libertà religiosa e della salvaguardia dei valori comuni, nel contesto della proficua cooperazione tra la Santa Sede e la Romania a livello bilaterale e nell’ambito della comunità internazionale. Nel rilevare il potenziale della Chiesa Cattolica per contribuire al bene comune dell’intera società, sono state toccate anche alcune questioni aperte che interessano la comunità cattolica in Romania. Infine, c’è stato uno scambio di opinioni sull’attuale situazione internazionale, in particolare ribadendo l’auspicio che si persegua la via del dialogo e del negoziato per porre fine ai vari conflitti che affliggono il mondo.

IL PAPA ALLA COMMISSIONE PER L'AMERICA LATINA: AIUTARE A FAR CRESCERE L’UTOPIA DI UN GIOVANE, È UNA RICCHEZZA

Città del Vaticano, 1 marzo 2014 (VIS). Nel corso dell'udienza - venerdì 28 febbraio - ai partecipanti all'Assemblea Plenaria della Pontificia Commissione per l'America Latina, Papa Francesco, oltre al discorso scritto consegnato ai presenti, ha rivolto un discorso a braccio, di cui di seguito riportiamo una sintesi.

"Trasmissione della fede, emergenza educativa. (...) Se c’è un’emergenza educativa per la trasmissione della fede, è come trattare il tema della catechesi alla gioventù da una prospettiva – diciamo – di teologia fondamentale. Vale a dire, quali sono i presupposti antropologici che ci sono oggi nella trasmissione della fede, che fanno sì che per la gioventù di America Latina questo sia emergenza educativa".

"E il primo criterio dell’educazione è che educare" è "trasmettere contenuti, abitudini e senso dei valori, le tre cose insieme. Per trasmettere la fede bisogna creare l’abitudine di una condotta (...). Se vogliamo trasmettere la fede soltanto con i contenuti, allora sarà solo una cosa superficiale o ideologica, che non avrà radici". "È importante (...) trasmettere alla gioventù (...) la buona gestione dell'utopia. (...) Noi, in America Latina, abbiamo avuto esperienza di una gestione non del tutto equilibrata dell’utopia e che in qualche luogo, in alcuni luoghi, non in tutti, e in qualche momento ci ha travolto. Almeno nel caso dell’Argentina possiamo dire quanti ragazzi dell’Azione Cattolica, per una cattiva educazione dell’utopia, sono finiti nella guerriglia degli anni Settanta… Saper gestire l’utopia, ossia saper guidare (...) e aiutare a far crescere l’utopia di un giovane, è una ricchezza. Un giovane senza utopia è un vecchio precoce, che è invecchiato prima del tempo. Come posso far sì che questo desiderio che ha il ragazzo, che questa utopia lo porti all’incontro con Gesù Cristo? È tutto un percorso che bisogna fare".

"Un’utopia, in un giovane, cresce bene se è accompagnata da memoria e discernimento. L’utopia guarda al futuro, la memoria guarda al passato, e il presente si discerne. Il giovane deve ricevere la memoria e piantare, radicare la sua utopia in quella memoria (...).
Da qui l’insistenza (...) sull’incontro degli anziani e dei giovani (...). Mi dicevano alcuni Vescovi di alcuni Paesi in crisi, dove c’è una grande disoccupazione dei giovani, mi dicevano che parte della soluzione per i giovani sta nel fatto che li mantengono i nonni. Tornano ad incontrarsi con i nonni, i nonni hanno la pensione, allora escono dalla casa di riposo, tornano in famiglia e in più portano la loro memoria, quell’incontro. (...) Questo fenomeno dell’incontro dei ragazzi e dei giovani con i nonni ha conservato la fede nei Paesi dell’Est, durante tutta l’epoca comunista, perché i genitori non potevano andare in chiesa. (...) L’incontro dei ragazzi e dei giovani con i nonni è decisivo per ricevere la memoria di un popolo e il discernimento sul presente: essere maestri del discernimento, consiglieri spirituali. E qui è importante, riguardo alla trasmissione della fede dei giovani, l’apostolato 'corpo a corpo'. Il discernimento sul presente non si può fare se non con un buon confessore, un buon direttore spirituale che abbia la pazienza di stare ore e ore ad ascoltare i giovani".

"Come emergenza educativa, in questa trasmissione della fede e anche della cultura, è il problema della cultura dello scarto. Al giorno d’oggi, per l’economia che si è impiantata nel mondo, dove al centro c’è il dio denaro e non la persona umana, tutto il resto si ordina, e quello che non entra in questo ordine si scarta. Si scartano i bambini che sono di troppo, che danno fastidio o che non conviene che vengano… I Vescovi spagnoli mi parlavano recentemente della quantità di aborti, il numero, sono rimasto senza parole. (...) In alcuni Paesi dell’America Latina c’è l’eutanasia nascosta (...)! Perché le opere sociali pagano fino a un certo punto, non di più, e i poveri vecchietti, si arrangino".

"Oggi, come dà fastidio a questo sistema mondiale la quantità di giovani ai quali è necessario dare lavoro, la percentuale così alta di disoccupazione giovanile. Stiamo avendo una generazione di giovani che non hanno l’esperienza della dignità. Non che non mangino, perché danno loro da mangiare i nonni, o la parrocchia (...) … Il pane lo mangiano, ma senza la dignità di guadagnarsi il pane e portarlo a casa!".

"Dentro la cultura dello scarto, vediamo i giovani che più che mai hanno bisogno di noi; (...) perché il giovane che è senza lavoro ha l’utopia anestetizzata, o è sul punto di perderla -, non soltanto per questo, ma anche per l’urgenza di trasmettere la fede ad una gioventù che oggi è materiale di scarto anch’essa. E in questa voce del materiale di scarto, c’è l’avanzare della droga su questi giovani. Non è solo un problema di vizio (...). Come in tutti i cambiamenti epocali, ci sono fenomeni strani tra cui la proliferazione delle dipendenze: la ludopatia è arrivata a livelli estremamente alti… ma la droga è lo strumento di morte dei giovani".

"Stiamo scartando i nostri giovani! Il futuro qual è? Un compito: la 'traditio fidei' è anche 'traditio spei', e dobbiamo darla! La domanda finale che vorrei lasciarvi è: quando l’utopia cade nel disincanto, quale è il nostro apporto? L’utopia di un giovane entusiasta oggi sta scivolando fino al disincanto. Giovani disincantati, ai quali bisogna dare fede e speranza".

SCAMBIO STRUMENTI DI RATIFICA ACCORDO-QUADRO TRA SANTA SEDE E REPUBBLICA DEL BURUNDI

Città del Vaticano, 3 marzo 2014 (VIS). Venerdì, 28 febbraio 2014, nella sede del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale della Repubblica del Burundi, il Signor Laurent Kavakure, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e l'Arcivescovo Franco Coppola, Nunzio Apostolico, munito dei Pieni Poteri, hanno proceduto allo Scambio degli strumenti di ratifica dell’Accordo-quadro tra la Santa Sede e la Repubblica del Burundi su materie di comune interesse, firmato a Bujumbura il 6 novembre 2012.

L’Accordo-quadro, prendendo atto delle buone relazioni che si sono sviluppate tra la Santa Sede e il Burundi negli ultimi cinquant’anni, definisce e garantisce lo statuto giuridico della Chiesa cattolica e regola vari ambiti, tra cui il matrimonio canonico, i luoghi di culto, le istituzioni cattoliche di istruzione e di educazione, l’attività assistenziale-caritativa della Chiesa, la cura pastorale nelle forze armate e nelle istituzioni penitenziarie ed ospedaliere, e il regime patrimoniale e fiscale.

L’Accordo-quadro, che consiste di un Preambolo e di 22 Articoli con un Allegato, è entrato in vigore con lo scambio degli strumenti di ratifica, a norma dell’articolo 22, paragrafo 1.

UDIENZE

Città del Vaticano, 3 marzo 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.

- Dieci Presuli della Conferenza Episcopale di Spagna, in Visita “ad Limina Apostolorum”.

- L'Arcivescovo Jesús Sanz Montes, O.F.M., Arcivescovo di Oviedo, con l'Ausiliare Vescovo Juan Antonio Menéndez Fernández.

- Il Vescovo Camilo Lorenzo Iglesias, di Astorga.

- Il Vescovo Julián López Martín, di León.

- Il Vescovo Vincente Jiménez Zamora, di Santander.

- L'Arcivescovo Julián Barrio Barrio, di Santiago de Compostela.

- Il Vescovo Alfonso Carrasco Rouco, di Lugo.

- Il Vescovo Manuel Sánchez Monge, di Mondoñedo-Ferrol.

- Il Vescovo José Leonardo Lemos Montanet, di Orense.

- Il Vescovo Luis Quintero Fiuza, di Tui-Vigo.

Sabato 1° marzo il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Signor Fernando Zegers Santa Cruz, Ambasciatore di Cile, in visita di congedo.

- Undici Presuli della Conferenza Episcopale di Spagna, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- Il Cardinale José Manuel Estepa Llaurens, Arcivescovo Ordinario Militare emerito.

- L'Arcivescovo Santiago García Aracil, di Mérida-Badajoz.

- Il Vescovo Francisco Cerro Chaves, di Coria-Cáceres.

- Il Vescovo Amadeo Rodríguez Magro, di Plasencia.

- L'Arcivescovo Braulio Rodríguez Plaza, di Toledo, con l'Ausiliare Vescovo Ángel Fernández Collado.

- Il Vescovo Ciriaco Benavente Mateos, di Albacete.

- Il Vescovo Antonio Ángel Algora Hernando, di Ciudad Real.

- Il Vescovo José María Yanguas Sanz, di Cuenca.

- Il Vescovo Atilano Rodríguez Martínez, di Siguenza-Guadalajara.

- Il Vescovo Juan del Río Martín, Ordinario Militare per la Spagna.

- Il Professor George Weigel.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 3 marzo 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignor Alfred Xuereb, Officiale della Segreteria di Stato, Prelato Segretario Generale della Segreteria per l'Economia.

Sabato 1° marzo il Santo Padre ha accettato la rinuncia all’ufficio di Vescovo della diocesi di České Budějovice (Repubblica Ceca), presentata dal Vescovo Jiři Paďour, O.F.M.Cap., in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

venerdì 28 febbraio 2014

IL PAPA: LA CHIESA IN AMERICA LATINA NON PUÒ SPRECARE IL TESORO DELLA SUA GIOVENTÙ

Città del Vaticano, 28 febbraio 2014 (VIS). Nel ricevere questa mattina in udienza i Membri della Pontificia Commissione per l’America Latina a conclusione della Sessione Plenaria, il Papa ha ripreso le riflessioni che la Commissione ha dedicato in questi giorni ai milioni di giovani dell'America Latina e del Caribe "che vivono - ha detto - in condizioni di 'emergenza educativa' e per i quali sorge la questione fondamentale della 'traditio della fede'". "La Chiesa - ha ricordato il Papa - intende imitare Gesù che era vicino ai giovani".

"Vale la pena di seguire l'esempio che ci ha dato Gesù Cristo - ha ribadito il Pontefice - esempio di dedizione, di servizio, di amore disinteressato, di lotta per la giustizia e la verità. La Santa Madre Chiesa sa che il migliore Maestro dei giovani è Gesù Cristo e che occorre trasmettere a tutti gli stessi sentimenti, dimostrando quanto sia bello vivere come visse Gesù, bandendo l'egoismo e lasciandosi attrarre dalla bellezza della bontà. Chi conosce in profondità Gesù non può rimanere inerte. Si conforma al suo stile di vita ed arriva ad essere discepolo missionario del suo Vangelo, testimone entusiasta della fede, non risparmiando i sacrifici".

Il Papa ha ricordato l'incontro di Gesù con il giovane ricco soffermandosi su tre aspetti. l'accoglienza, l'ascolto e la chiamata di Gesù a seguirlo. L'accoglienza è il primo gesto di Gesù e deve essere anche il nostro, prima di ogni insegnamento e missione apostolica. "Essere vicini ai giovani - ha esortato il Papa - in tutti i momenti della vita: a scuola, in famiglia, al lavoro... Molti di loro hanno gravi problemi. Come non pensare all'insuccesso scolastico, alla disoccupazione, alla solitudine, all'amarezza delle famiglie smembrate. Sono momenti difficili, che fanno sperimentare frustrazione e vulnerabilità; che rendono i giovani dipendenti dalla droga, dal sesso senza amore, dalla violenza... Non dobbiamo abbandonare i giovani, non dobbiamo lasciarli ai bordi della strada. I giovani hanno bisogno di sentirsi apprezzati nella loro dignità, circondati di affetto, compresi".

Il Papa si è soffermato sul dialogo che deve essere franco e cordiale, come Gesù che ascolta le inquietudini del giovane e gli dà una risposta. "Gesù, non condanna, non ha pregiudizi, non impiega argomenti precostituiti; i giovani devono sentirsi parte della Chiesa, devono sentirsi come a casa. Non soltanto la Chiesa deve aprire loro le porte ma deve andare a cercarli".

Infine il Papa ha sottolineato che Gesù invita i giovani a seguirlo e i giovani devono ascoltare questo invito. "I giovani ascoltino Gesù. Gesù non è un personaggio di un romanzo, ma una persona viva, che vuole condividere il desiderio irrinunciabile che i giovani hanno di vita, di impegno, di dedizione. Non limitiamoci a dare ai giovani soltanto consolazione umana, altrimenti li inganniamo. È importante offrire loro la cosa più bella che abbiamo: Gesù Cristo, il suo Vangelo e con esso un orizzonte nuovo, che li rende capaci di affrontare la vita con coerenza, onestà ed elevate aspirazioni. I giovani vedono i mali del mondo e protestano, pretendono un mondo migliore, non ammettono surrogati. Vogliono essere protagonisti del loro presente e costruttori di un futuro senza menzogna, corruzione, mancanza di solidarietà (...) La Chiesa in America Latina non può sprecare il tesoro della sua gioventù".

Prima di concludere il suo discorso il Papa ha esortato la Commissione ad affrontare con decisione questa sfida: "I giovani ci aspettano. Non deludiamoli".

IL SANTO PADRE INCONTRA UN GRUPPO INTERRELIGIOSO ARGENTINO DI RITORNO DALLA TERRA SANTA

Città del Vaticano, 28 febbraio 2014 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede informa che nel pomeriggio di ieri, presso la Domus Santa Marta, Papa Francesco ha ricevuto la visita di un importante gruppo interreligioso argentino, composto di 45 persone, di cui 15 ebrei, 15 musulmani e 15 cattolici.

Il gruppo era di ritorno da un pellegrinaggio in Terra Santa, ed ha in certo senso precorso quello del Santo Padre, toccando i tre paesi dove egli si recherà - Giordania, Israele, Palestina -, incontrandovi le più alte personalità politiche e religiose e visitando i luoghi santi delle tre religioni. Molti membri del gruppo, di cui fanno parte diversi rabbini, imam e sacerdoti, conoscevano già e avevano rapporti in Argentina con il Cardinale Bergoglio, Arcivescovo di Buenos Aires in Argentina e avevano sviluppato con lui iniziative comuni, spesso di carattere sociale o caritativo per persone o gruppi sociali in situazioni difficili, o di dialogo interreligioso.

Fra i motivi della loro partecipazione a questa iniziativa comune vi è quindi la condivisa amicizia o vicinanza spirituale con il Papa, cosicché hanno voluto che la conclusione del loro pellegrinaggio avvenisse a Roma, incontrando il Santo Padre e facendogli i migliori auguri per il suo ministero di pace e di dialogo e per il suo prossimo pellegrinaggio nella Terra Santa. L’incontro è stato caratterizzato da grande cordialità ed è durato circa un’ora. Vi hanno partecipato anche il Cardinale Kurt Koch, Presidente della Commissione per i Rapporti con l’Ebraismo, ed il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MARZO 2014

Città del Vaticano, 28 febbraio 2014 (VIS). Di seguito riportiamo le intenzioni per il mese di marzo affidate dal Papa all'apostolato della preghiera:

Generale: "Perché in tutte le culture siano rispettati i diritti e la dignità delle donne".

Missionaria: "Perché numerosi giovani accolgano l'invito del Signore a consacrare la loro vita all'annuncio del Vangelo".

UDIENZE

Città del Vaticano, 28 febbraio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Tredici Presuli della Conferenza Episcopale di Spagna, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- Il Cardinale Antonio María Rouco Varela, Arcivescovo di Madrid, con gli Ausiliari Vescovo Fidel Herráez Vegas, Vescovo César Augusto Franco Martínez e Vescovo Juan Antonio Martínez Camino, S.I.

- Il Vescovo Juan Antonio Reig Plá, di Alcalá de Henares.

- Il Vescovo Joaquín María López de Andújar y Cánova del Castillo, di Getafe, con l'Ausiliare Vescovo José Rico Pavés.

- L'Arcivescovo Carlos Osoro Sierra, di Valencia.

- Il Vescovo Vicente Juan Segura, di Ibiza.

- Il Vescovo Javier Salinas Viñals, di Mallorca.

- Il Vescovo Salvador Giménez Valls, di Menorca.

- Il Vescovo Jesús Murgui Soriano, di Orihuela-Alicante.

- Il Vescovo Casimiro López Llorente, di Segorbe-Castellón de la Plana.

- Il Vescovo Mario Antonio Cargnello, di Salta (Argentina).

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 28 febbraio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia del Cardinale Joachim Meisner, all'ufficio di Arcivescovo Metropolita di Köln (Repubblica Federale di Germania), presentata per raggiunti limiti d'età.

giovedì 27 febbraio 2014

IL PAPA DEFINISCE LA MISSIONE DELLA CONGREGAZIONE PER I VESCOVI E LE CARATTERISTICHE DEI SUCCESSORI DEGLI APOSTOLI

Città del Vaticano, 27 febbraio 2014 (VIS). Questa mattina, nella Sala Bologna del Palazzo Apostolico, il Santo Padre Francesco ha presieduto la riunione della Congregazione per i Vescovi, il cui Prefetto è il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., ed ha rivolto ai presenti un discorso sulla missione della loro Congregazione, sui criteri che devono guidare l'elezione di un Vescovo, su quali debbano essere le sue caratteristiche e sulla missione nei riguardi dei fedeli che gli sono stati affidati, esortando tutti a scrutare di più i "campi della Chiesa" per cercare i pastori più idonei, con la sicurezza che il Signore non abbandona mai la sua Chiesa.

Riportiamo di seguito ampi estratti del discorso:

1. L’essenziale nella missione della Congregazione

"Nella celebrazione dell’Ordinazione di un Vescovo, la Chiesa riunita, dopo l’invocazione dello Spirito Santo, chiede che sia ordinato il candidato presentato. Chi presiede allora domanda: 'Avete il mandato?'. (...) Questa Congregazione esiste per aiutare a scrivere tale mandato, che poi risuonerà in tante Chiese e porterà gioia e speranza al Popolo Santo di Dio. Questa Congregazione esiste per assicurarsi che il nome di chi è scelto sia stato prima di tutto pronunciato dal Signore. (...) Il Popolo santo di Dio continua a parlare: (...) abbiamo bisogno di uno che ci guardi con l’ampiezza del cuore di Dio; non ci serve un manager, un amministratore delegato di un’azienda (...). Ci serve uno che sappia alzarsi all’altezza dello sguardo di Dio su di noi per guidarci verso di Lui. (...) Non dobbiamo perdere mai di vista le necessità delle Chiese particolari a cui dobbiamo provvedere. (...) La nostra sfida è entrare nella prospettiva di Cristo, tenendo conto di questa singolarità delle Chiese particolari".

2. L’orizzonte di Dio determina la missione della Congregazione

"Per scegliere tali ministri abbiamo bisogno tutti noi di elevarci, di salire anche noi al 'piano superiore'. (...) Dobbiamo alzarci oltre e sopra le nostre eventuali preferenze, simpatie, appartenenze o tendenze per entrare nell’ampiezza dell’orizzonte di Dio(...) Non uomini condizionati dalla paura dal basso, ma Pastori dotati di parresia, capaci di assicurare che nel mondo c’è un sacramento di unità e perciò l’umanità non è destinata allo sbando e allo smarrimento. (...) Nel firmare la nomina di ogni Vescovo vorrei poter toccare l’autorevolezza del vostro discernimento e la grandezza di orizzonti con la quale matura il vostro consiglio. Perciò, lo spirito che presiede i vostri lavori (...) non potrà essere altro che quell’umile, silenzioso e laborioso processo svolto sotto la luce che viene dall’alto. Professionalità, servizio e santità di vita: se ci discostiamo da questo trinomio decadiamo dalla grandezza cui siamo chiamati".

3. La Chiesa Apostolica come fonte

(...) L’altezza della Chiesa si trova sempre negli abissi profondi delle sue fondamenta. (...) Il domani della Chiesa abita sempre nelle sue origini. (...) Sappiamo che il Collegio Episcopale, nel quale mediante il Sacramento saranno inseriti i Vescovi, succede al Collegio Apostolico. Il mondo ha bisogno di sapere che c’è questa Successione ininterrotta. (...) Le persone già conoscono con sofferenza l’esperienza di tante rotture: hanno bisogno di trovare nella Chiesa quel permanere indelebile della grazia del principio".

4. Il Vescovo come testimone del Risorto

"Esaminiamo (...) il momento in cui la Chiesa Apostolica deve ricomporre il Collegio dei Dodici dopo il tradimento di Giuda. Senza i Dodici non può scendere la pienezza dello Spirito. Il successore va cercato tra chi ha seguito fin dagli inizi il percorso di Gesù e ora può diventare 'insieme ai dodici' un 'testimone della risurrezione'. C’è bisogno di selezionare tra i seguaci di Gesù i testimoni del Risorto. (...) Anche per noi questo è il criterio unificante: il Vescovo è colui che sa rendere attuale tutto quanto è accaduto a Gesù e soprattutto sa, insieme con la Chiesa, farsi testimone della sua Risurrezione. (...) Non un testimone isolato ma insieme con la Chiesa. (...) Desidero sottolineare che la rinuncia e il sacrificio sono connaturali alla missione episcopale. (...) L’episcopato non è per sé ma per la Chiesa, (...), per gli altri, soprattutto per quelli che secondo il mondo sono da scartare. Pertanto, per individuare un Vescovo, non serve la contabilità delle doti umane, intellettuali, culturali e nemmeno pastorali. (...) È certo che ci serve uno che eccelle: la sua integrità umana assicura la capacità di relazioni sane (...), per non proiettare sugli altri le proprie mancanze e diventare un fattore d’instabilità; (...) la sua preparazione culturale gli permette di dialogare con gli uomini e le loro culture; la sua ortodossia e fedeltà alla Verità intera custodita dalla Chiesa lo rende una colonna e un punto di riferimento; (...) la sua trasparenza e il suo distacco nell’amministrare i beni della comunità conferiscono autorevolezza e raccolgono la stima di tutti. Tutte queste imprescindibili doti devono essere tuttavia una declinazione della centrale testimonianza del Risorto, subordinati a questo prioritario impegno".

5. La sovranità di Dio, autore della scelta

"Ma torniamo al testo apostolico. Dopo il faticoso discernimento viene la preghiera degli Apostoli (...) Non possiamo allontanarci da questo 'mostraci tu Signore'. (...) Le scelte non possono essere dettate dalle nostre pretese, condizionate da eventuali 'scuderie', consorterie o egemonie. Per garantire tale sovranità ci sono due atteggiamenti fondamentali: il tribunale della propria coscienza davanti a Dio e la collegialità. (...) Non l’arbitrio ma il discernimento insieme. Nessuno può avere in mano tutto, ognuno pone con umiltà e onestà la propria tessera di un mosaico che appartiene a Dio".

6. Vescovi “kerigmatici”

(...) Poiché la fede viene dall’annuncio, abbiamo bisogno di Vescovi kerigmatici. (...) Uomini custodi della dottrina non per misurare quanto il mondo viva distante dalla verità che essa contiene, ma per affascinare il mondo, (...) con la bellezza dell’amore, (...) con l’offerta della libertà donata dal Vangelo. La Chiesa non ha bisogno di apologeti delle proprie cause né di crociati delle proprie battaglie, ma di seminatori umili e fiduciosi della verità, che sanno che essa è sempre loro di nuovo consegnata e si fidano della sua potenza. (...) Uomini pazienti perché sanno che la zizzania non sarà mai così tanta da riempire il campo".

7. Vescovi oranti

"Ho parlato di Vescovi kerigmatici, adesso segnalo l’altro tratto dell’identità del Vescovo: uomo di preghiera. La stessa parresia che deve avere nell’annuncio della Parola, deve averla nella preghiera, trattando con Dio nostro Signore il bene del suo popolo, la salvezza del suo popolo. (...) Un uomo che non ha il coraggio di discutere con Dio in favore del suo popolo non può essere Vescovo - questo lo dico dal cuore, sono convinto -, e neppure colui che non è capace di assumere la missione di portare il popolo di Dio fino al luogo che Lui, il Signore gli indica. (...) E questo vale anche per la pazienza apostolica (...). Il Vescovo dev’essere capace di 'entrare in pazienza' davanti a Dio (...) trovando e lasciandosi trovare".

8. Vescovi Pastori

"Siano Pastori vicini alla gente, 'padri e fratelli, siano miti, pazienti e misericordiosi; amino la povertà, interiore come libertà per il Signore e anche esteriore come semplicità e austerità di vita, che non abbiano una psicologia da 'Principi'; ... che non siano ambiziosi e che non ricerchino l'episcopato ... siano sposi di una Chiesa, senza essere in costante ricerca di un'altra - questo si chiama adulterio. Siano capaci di 'sorvegliare' il gregge che sarà loro affidato, di avere cioè cura per tutto che lo mantiene unito (...). Ribadisco che la Chiesa ha bisogno di Pastori autentici; (...). Guardiamo il testamento dell’apostolo Paolo. (...) Parla a noi. Egli affida i Pastori della Chiesa 'alla Parola della grazia che ha il potere di edificare e di concedere l’eredità'. Dunque, non padroni della Parola, ma consegnati a essa, servi della Parola. Solo così è possibile edificare e ottenere l’eredità dei santi. A quanti si tormentano con la domanda sulla propria eredità – 'qual è il lascito di un Vescovo? L’oro o l’argento?' - Paolo risponde: la santità. La Chiesa rimane quando si dilata la santità di Dio nei suoi membri. (...) Il Concilio Vaticano II afferma che ai Vescovi 'è pienamente affidato l’ufficio pastorale, ossia l’assidua e quotidiana cura del gregge'. (...) Nel nostro tempo l’assiduità e la quotidianità sono spesso associate alla routine e alla noia. Perciò non di rado si cerca di scappare verso un permanente 'altrove'. (...) Anche nella Chiesa purtroppo non siamo esenti da questo rischio. (...) Io penso che in questo tempo di incontri e di convegni è tanto attuale il decreto di residenza del Concilio di Trento: è tanto attuale e sarebbe bello che la Congregazione dei Vescovi scrivesse qualcosa su questo. Al gregge serve trovare spazio nel cuore del Pastore. Se questo non è saldamente ancorato in sé stesso, in Cristo e nella sua Chiesa, sarà continuamente sballottato dalle onde alla ricerca di effimere compensazioni e non offrirà al gregge alcun riparo".

Conclusione

"Alla fine di queste mie parole mi domando: dove possiamo trovare tali uomini? Non è facile. (...) Penso al profeta Samuele alla ricerca del successore di Saul che (...) sentendo che il piccolo Davide era a pascolare il gregge ordina: 'Manda a prenderlo'. Anche noi non possiamo fare a meno di scrutare i campi della Chiesa cercando chi presentare al Signore perché Egli ti dica: 'Ungilo: è lui!'. Sono certo che essi ci sono, perché il Signore non abbandona la sua Chiesa. Forse siamo noi che non giriamo abbastanza per i campi a cercarli. Forse ci serve l’avvertenza di Samuele: 'Non ci metteremo a tavola prima che egli sia venuto qui'. È di questa santa inquietudine che vorrei vivesse questa Congregazione".

FARE DELLA CHIESA LA CASA E LA SCUOLA DELLA COMUNIONE

Città del Vaticano, 27 febbraio 2014 (VIS). Questa mattina nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, il Santo Padre ha ricevuto in udienza i Vescovi amici del Movimento dei Focolari, in occasione dell'incontro, promosso dal Movimento, sul tema: "La reciprocità dell'amore tra i discepoli di Cristo". "Come Vescovi - ha detto il Papa - voi siete chiamati a portare a questi incontri il respiro ampio della Chiesa, e a far sì che quanto qui ricevete vada a beneficio di tutta la Chiesa".

"La società di oggi - ha proseguito il Pontefice - ha un grande bisogno della testimonianza di uno stile di vita da cui traspaia la novità donataci dal Signore Gesù: fratelli che si vogliono bene pur nelle differenze di carattere, di provenienza, di età… Questa testimonianza fa nascere il desiderio di essere coinvolti nella grande parabola di comunione che è la Chiesa".

Ricordando le parole del Beato Giovanni Paolo II nella Lettera apostolica "Novo millennio ineunte": "Fare della Chiesa la casa e la scuola della comunione", il Papa ha affermato che ciò: "è davvero fondamentale per l’efficacia di ogni impegno nell’evangelizzazione, in quanto rivela il desiderio profondo del Padre: che tutti i suoi figli vivano da fratelli; rivela la volontà del cuore di Cristo: che 'tutti siano una sola cosa'; rivela il dinamismo dello Spirito Santo, la sua forza di attrazione libera e liberante. Coltivare la spiritualità di comunione - ha concluso il Santo Padre - contribuisce inoltre a renderci più capaci di vivere il cammino ecumenico e il dialogo interreligioso".

CALENDARIO CELEBRAZIONI PRESIEDUTE DAL SANTO PADRE FRANCESCO

Città del Vaticano, 27 febbraio 2014 (VIS). Di seguito riportiamo il calendario delle celebrazioni presiedute dal Santo Padre Francesco nei mesi di marzo e aprile 2014:

MARZO

- Mercoledì 5: ore 16:30, Basilica di Sant'Anselmo, Statio e processione penitenziale; ore 17:00, Santa Messa, benedizione e imposizione delle Ceneri.

- Domenica 9: I Domenica di Quaresima: Ariccia, Inizio degli esercizi spirituali per la Curia Romana.

- Venerdì 14: Conclusione degli esercizi spirituali per la Curia Romana.

- Domenica 16: ore 16:00, Visita pastorale alla Parrocchia romana "Santa Maria dell'Orazione".

- Venerdì 28: ore 17:00, Basilica Vaticana, Liturgia penitenziale.

APRILE

- Domenica 6: ore 16:00, Visita pastorale a una Parrocchia romana.

- Domenica 13: Domenica delle Palme e della Passione del Signore: ore 9:30, Piazza San Pietro, Benedizione delle Palme, Processione e Santa Messa.

- Giovedì 17: Giovedì Santo: ore 9:30, Basilica Vaticana, Santa Messa del Crisma.
Il Papa celebrerà la Messa "in Coena Domini" nel pomeriggio del Giovedì Santo ma, come faceva già a Buenos Aires e come ha fatto l'anno scorso, sceglierà una situazione particolare dal punto di vista pastorale, che verrà comunicata a tempo opportuno. Non vi sarà quindi la celebrazione in una Basilica né la possibilità di partecipazione da parte di un ampio numero di fedeli e la Prefettura della Casa Pontificia non distribuirà biglietti per tale celebrazione.

- Venerdì 18: Venerdì Santo: ore 17:00, Basilica Vaticana, Celebrazione della Passione del Signore; ore 21:15, Via Crucis al Colosseo.

- Sabato 19: ore 20:30, Basilica Vaticana, Veglia Pasquale nella Notte Santa.

- Domenica 20: Domenica di Pasqua: ore 10:15, Piazza San Pietro, Santa Messa del giorno; ore 12:00, Loggia centrale della Basilica Vaticana, Benedizione "Urbi et Orbi".

- Domenica 27: II Domenica di Pasqua (o della Divina Misericordia), ore 10:00, Piazza San Pietro, Santa Messa e Canonizzazione dei Beati: Giovanni XXIII, Papa e Giovanni Paolo II, Papa.
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