Città
del Vaticano, 18 giugno 2013
(VIS). Nel pomeriggio di domenica 16 giugno il Santo Padre ha
ricevuto in Udienza il Cardinale Luis Antonio G. Tagle, Arcivescovo
di Manila, presso la Domus Sanctae Marthae.
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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana... [+]
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martedì 18 giugno 2013
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 18 giugno 2013
(VIS). Il Santo Padre ha nominato:
-
Il Reverendo Johannes Wübbe, Vescovo Ausiliare della diocesi di
Osnabrück (superficie: 12.580; popolazione: 2.148.603; cattolici:
568.647; sacerdoti: 379; religiosi: 871; diaconi permanenti: 79),
Germania. Il Vescovo eletto è nato nel 1966 a Lengerich (Germania)
ed è stato ordinato sacerdote nel 1993. Dal 1993 al 1997 è stato
Vice-Parroco presso la Parrocchia di St. Johannes a Osnabrück e dal
1997 al 2000 presso l'unità pastorale di Meppen. Dal 2000 al
2010 è stato Cappellano dell’Associazione dei Giovani Cattolici in
Germania (BDKJ) e Responsabile per la cura pastorale giovanile nella
diocesi di Osnabrück; dal 2000 al 2002 ha servito presso le
Parrocchie a Osnabrück-Eversburg e Osnabrück-Pye; dal 2001 al 2010
è stato Direttore spirituale della Casa “Maria Frieden” a Rulle.
È stato finora Parroco dell’unità pastorale di Spelle.
-
Il Reverendo Gabriel Narciso Escobar Ayala, S.D.B., Vicario
Apostolico di Chaco Paraguayo (superficie: 96.030; popolazione:
23.400; cattolici: 19.300; sacerdoti: 7; religiosi: 18; diaconi
permanenti: 1), Paraguay. Il Vescovo eletto è nato nel 1971 ad
Asunción (Paraguay). Ha emesso i primi voti nel 1993, quelli
perpetui nel 1999 ed è stato ordinato sacerdote nel 2001. Dal 2001
al 2004 è stato Economo della Casa Salesiana di Concepción, Vicario
Parrocchiale della Parrocchia di Maria Auxiliadora a Concepción, e
Cappellano Militare in Concepción; dal 2004 al 2008 Economo del
Salesianito in Asunción, Vicario collaboratore della Parrocchia del
Santuario del Sagrado Corazón de Jesús-Salesianito in Asunción, e
Delegato Ispettoriale per la Pastorale Giovanile e la Comunicazione
Sociale; dal 2008 al 2013 Direttore del Collegio Sagrado Corazón de
Jesús-Salesianito di Asunción; dal 2013 Direttore dell’Istituto
Salesiano San José di Concepción.
-
Il Professore Adriano Pessina, Ordinario di Filosofia Morale e
Direttore del Centro di Ateneo di Bioetica dell'Università Cattolica
del Sacro Cuore (Italia), Membro del Consiglio Direttivo della
Pontificia Accademia per la Vita.
lunedì 17 giugno 2013
IL PAPA INCONTRA IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA BOLIVARIANA DEL VENEZUELA: LOTTA ALLA POVERTÀ E AL NARCOTRAFFICO
Città
del Vaticano, 17 giugno 2013
(VIS). Nella mattina di lunedì 17 giugno 2013, il Santo Padre
Francesco ha ricevuto in udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il
Presidente della Repubblica Bolivariana di Venezuela, il Signor
Nicolás Maduro Moros, il quale ha successivamente incontrato il
Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato
dall’Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con
gli Stati.
Nel
corso dei colloqui, che si sono svolti in un clima di cordialità, ci
si è soffermati sulla situazione sociale e politica del Paese, dopo
la recente scomparsa del Presidente Hugo Chávez Frías, come pure su
alcune problematiche attuali, quali la povertà e la lotta alla
criminalità e al narcotraffico.
Nel
prosieguo dei colloqui si è fatto riferimento alla presenza storica
della Chiesa cattolica nel Paese e al suo decisivo apporto
nell’ambito della carità, dell’assistenza sanitaria e
dell’educazione, convenendo sulla necessità di un dialogo sincero
e costante tra la Conferenza Episcopale e lo Stato, per lo sviluppo
dell’intera Nazione.
Infine,
si è parlato della situazione regionale, con particolare riferimento
al processo di pace in Colombia.
IL FINE DELL’ECONOMIA E DELLA POLITICA È PROPRIO IL SERVIZIO AGLI UOMINI
Città
del Vaticano, 17 giugno 2013
(VIS). Nella giornata di ieri è stata pubblicata la Lettera del
Santo Padre Francesco al Primo Ministro del Regno Unito David
Cameron, in risposta al messaggio del Primo Ministro britannico, del
5 giugno scorso, relativo alla Presidenza Britannica del G8 e del
prossimo Vertice del 17 e 18 giugno, sul tema: "A G8 meeting
that goes back to first principles".
"Affinché
tale tema abbia il suo più ampio e profondo significato - sottolinea
il Santo Padre nella Lettera - occorre assicurare ad ogni attività
politica ed economica nazionale ed internazionale un riferimento
all’uomo. Infatti, dette attività devono, da una parte, consentire
la massima espressione della libertà e della creatività individuale
e collettiva e, dall’altra, promuovere e garantire che esse si
esercitino sempre responsabilmente e nel senso della solidarietà,
con una particolare attenzione ai più poveri".
"Le
priorità che la Presidenza britannica ha fissato per il Vertice di
Lough Erne - ricorda il Papa - riguardano soprattutto il libero
commercio internazionale, il fisco, la trasparenza dei governi e
degli agenti economici. Non manca, comunque, un’attenzione
fondamentale all’uomo, concretizzata nella proposta di un’azione
concertata del Gruppo per eliminare definitivamente il flagello della
fame e per garantire la sicurezza alimentare. Parimenti, è segno di
attenzione per la persona umana il fatto che uno dei temi centrali
dell’agenda sia la protezione delle donne e dei bambini dalla
violenza sessuale in situazioni di conflitto, anche se occorre non
dimenticare che il contesto indispensabile per lo sviluppo di tutte
le accennate azioni politiche è quello della pace internazionale.
Purtroppo, la preoccupazione per le gravi crisi internazionali non
manca mai nelle delibere del G8, e quest’anno non si potrà non
considerare con attenzione la situazione nel Medio Oriente e,
particolarmente, in Siria. Per quest'ultima auspico che il Vertice
contribuisca ad ottenere un cessate il fuoco immediato e duraturo, e
a portare tutte le parti in conflitto al tavolo dei negoziati".
"Le
azioni incluse nell’agenda della Presidenza Britannica del G8, che
intendono puntare sulla legalità come il filo rosso dello sviluppo,
con i conseguenti impegni per evitare l’evasione fiscale e
assicurare la trasparenza e la responsabilità dei governanti, sono
misure che puntano alle radici etiche profonde dei problemi, giacché,
come ben aveva segnalato il mio predecessore, Benedetto XVI, la
presente crisi globale dimostra che l’etica non è qualcosa di
esterno all’economia, ma è una parte integrale e ineludibile del
pensiero e dell’azione economica".
"Sia
le misure di lungo respiro per assicurare un'adeguata cornice di
legalità che guidi tutte le azioni economiche, sia le misure
congiunturali di urgenza per risolvere la crisi economica mondiale,
devono essere guidate dall’etica della verità, che comprende,
innanzitutto, il rispetto della verità sull’uomo, il quale non è
un fattore economico in più, o un bene scartabile, ma qualcosa che
ha una natura e una dignità non riducibili a meri calcoli economici.
Perciò la preoccupazione per il benessere materiale e spirituale
fondamentale di ogni uomo è il punto di partenza di ogni soluzione
politica ed economica e la misura ultima della sua efficacia e della
sua eticità".
"Ogni
teoria o azione economica e politica devi adoperarsi per fornire ad
ogni abitante della terra quel minimo benessere che consenta di
vivere con dignità, nella libertà, con la possibilità di sostenere
una famiglia, di educare i figli, di lodare Dio e di sviluppare le
proprie capacità umane".
"Ho
voluto condividere con Lei, Primo Ministro - conclude il Pontefice -
questi pensieri, nel desiderio di contribuire a sottolineare quello
che è implicito in tutte le istanze politiche, ma che a volte si può
dimenticare: l’importanza primordiale di mettere l’uomo, ogni
singolo uomo e donna, al centro di ogni attività politica ed
economica nazionale ed internazionale, perché l’uomo è la più
vera e più profonda risorsa della politica e dell’economica e,
allo stesso tempo, il fine primordiale di esse".
IL PAPA NELLA GIORNATA DELLA "EVANGELIUM VITAE": DIO, IL VIVENTE, È MISERICORDIOSO; GLI IDOLI UMANI ALLA FINE SONO PORTATORI DI NUOVE SCHIAVITÙ E DI MORTE
Città
del Vaticano, 16 giugno 2013 (VIS). Alle 10.30 di questa mattina,
Papa Francesco ha presieduto, sul Sagrato della Basilica Vaticana, la
Santa Messa per la Giornata dell'"Evangelium Vitae", in
occasione dell'Anno della fede. Prima di celebrare l'Eucaristia il
Papa ha percorso in papamobile Via della Conciliazione per salutare
le decine di migliaia di persone venute da tutto il mondo per
assistere a questa celebrazione.
Di
seguito riportiamo un'ampia sintesi dell'omelia nella quale il Santo
Padre ha proposto tre spunti di meditazione: la Bibbia ci rivela il
Dio Vivente; Gesù Cristo dona la vita, e lo Spirito Santo ci
mantiene nella vita; seguire la via di Dio conduce alla vita, mentre
seguire gli idoli conduce alla morte.
"La
prima Lettura, tratta dal Secondo Libro di Samuele, ci parla di vita
e di morte. Il re Davide vuole nascondere l’adulterio commesso con
la moglie di Uria l’Hittita, un soldato del suo esercito, e per
fare questo ordina di collocare Uria in prima linea perché sia
ucciso in battaglia. La Bibbia ci mostra il dramma umano in tutta la
sua realtà, il bene e il male, le passioni, il peccato e le sue
conseguenze. Quando l’uomo vuole affermare se stesso, chiudendosi
nel proprio egoismo e mettendosi al posto di Dio, finisce per
seminare morte. (...) E l’egoismo porta alla menzogna, con cui si
cerca di ingannare se stessi e il prossimo. Ma Dio non si può
ingannare (...). Il re viene messo di fronte alle sue opere di morte
(...) comprende e chiede perdono: (...) Il Dio misericordioso che
vuole la vita e sempre ci perdona, lo perdona, gli ridona vita (...).
Tutta la Scrittura ci ricorda che Dio è il Vivente (...). Penso
all’inizio del Libro della Genesi: Dio plasma l’uomo con polvere
del suolo, soffia nelle sue narici un alito di vita e l’uomo
diviene un essere vivente. (...) Il Dio che si rende presente nella
storia, che libera dalla schiavitù (dalla schiavitù d'Egitto,
n.d.r.), dalla morte, e porta vita al popolo perché è il Vivente.
Penso anche al dono dei Dieci Comandamenti: una strada che Dio ci
indica per un vita veramente libera, per una vita piena; non sono un
inno al 'no' (...) Sono un inno al 'sì' a Dio, all’Amore, alla
vita".
"Il
brano del Vangelo di oggi ci fa fare un passo avanti. Gesù incontra
una donna peccatrice durante un pranzo in casa di un fariseo,
suscitando lo scandalo dei presenti: Gesù si lascia avvicinare da
una peccatrice e addirittura le rimette i peccati, dicendo: 'Sono
perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui
al quale si perdona poco, ama poco'. Gesù è l’incarnazione del
Dio Vivente (...). Gesù accoglie, ama, solleva, incoraggia, perdona
e dona nuovamente la forza di camminare, ridona vita. In tutto il
Vangelo noi vediamo come Gesù con i gesti e le parole porta la vita
di Dio che trasforma. (...) Dio, il Vivente, è misericordioso".
"È
stata questa anche l’esperienza dell’apostolo Paolo, come abbiamo
ascoltato nella seconda Lettura: 'Questa vita, che io vivo nel corpo,
la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato
se stesso per me'. (...) E chi ci introduce in questa vita? È
lo Spirito Santo (...). È Lui
che ci introduce nella vita divina come veri figli di Dio, come figli
nel Figlio Unigenito, Gesù Cristo. (...) Il cristiano è un uomo
spirituale, e questo non significa che sia una persona che vive
'nelle nuvole', fuori della realtà (...). No! Il cristiano è una
persona che pensa e agisce nella vita quotidiana secondo Dio, una
persona che lascia che la sua vita sia animata, nutrita dallo Spirito
Santo (...). E questo significa realismo e fecondità. Chi si lascia
condurre dallo Spirito Santo è realista, sa misurare e valutare la
realtà, ed è anche fecondo: la sua vita genera vita attorno a sé".
"Dio
è il Vivente, è il Misericordioso. Gesù ci porta la vita di Dio,
lo Spirito Santo ci introduce e ci mantiene nella relazione vitale di
veri figli di Dio. Ma spesso - lo sappiamo per esperienza - l’uomo
non sceglie la vita, non accoglie il 'Vangelo della vita', ma si
lascia guidare da ideologie e logiche che mettono ostacoli alla vita,
che non la rispettano, perché sono dettate dall’egoismo,
dall’interesse, dal profitto, dal potere, dal piacere e non sono
dettate dall’amore, dalla ricerca del bene dell’altro. È
la costante illusione di voler costruire la città dell’uomo senza
Dio, senza la vita e l’amore di Dio - una nuova Torre di Babele; è
il pensare che il rifiuto di Dio, del Messaggio di Cristo, del
Vangelo della Vita, porti alla libertà, alla piena realizzazione
dell’uomo. Il risultato è che al Dio Vivente vengono sostituiti
idoli umani e passeggeri, che offrono l’ebbrezza di un momento di
libertà, ma che alla fine sono portatori di nuove schiavitù e di
morte".
"Cari
fratelli e sorelle, guardiamo a Dio come al Dio della vita, guardiamo
alla sua legge, al messaggio del Vangelo come a una via di libertà e
di vita. Il Dio Vivente ci fa liberi! Diciamo sì all’amore e no
all’egoismo, diciamo sì alla vita e no alla morte, diciamo sì
alla libertà e no alla schiavitù dei tanti idoli del nostro tempo;
in una parola diciamo sì a Dio, che è amore, vita e libertà, e mai
delude, a Dio che è il Vivente e il Misericordioso".
PAPA FRANCESCO AFFIDA ALLA MADONNA OGNI VITA UMANA, SPECIALMENTE QUELLA PIÙ FRAGILE, INDIFESA E MINACCIATA
Città
del Vaticano, 16 giugno 2013 (VIS). "Al termine di questa
Eucaristia dedicata al Vangelo della Vita - ha detto il Papa prima
della recita dell'Angelus - sono lieto di ricordare che ieri, a
Carpi, è stato proclamato Beato Odoardo Focherini, sposo e padre di
sette figli, giornalista. Catturato e incarcerato in odio alla sua
fede cattolica, morì nel campo di concentramento di Hersbruck
(Germania) nel 1944, a 37 anni. Salvò numerosi ebrei dalla
persecuzione nazista. Insieme con la Chiesa che è in Carpi, rendiamo
grazie a Dio per questo testimone del Vangelo della Vita!"
Successivamente
il Papa ha ringraziato tutte le persone venute a Roma da tante parti
d'Italia e del mondo e in particolare "le famiglie e quanti
operano più direttamente per la promozione e la tutela della vita".
Il Papa ha inoltre salutato i 150 membri dell'Associazione "Grávida"
(Argentina), riuniti nella città di Pilar esortandoli con queste
parole: "Grazie tante per quello che fate! Coraggio, e andate
avanti!".
"Infine
- ha aggiunto il Pontefice - "saluto i numerosi partecipanti al
raduno motociclistico Harley-Davidson e anche a quello del Motoclub
Polizia di Stato".
"Ci
rivolgiamo ora alla Madonna, affidando ogni vita umana, specialmente
quella più fragile, indifesa e minacciata, alla sua materna
protezione".
IL PAPA RICEVE IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA
Città
del Vaticano, 15 giugno 2013 (VIS). Papa Francesco ha ricevuto questa
mattina nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Presidente della
Commissione Europea, Signor José Manuel Durão Barroso, il quale ha
successivamente incontrato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario
di Stato, accompagnato dall'Arcivescovo Dominique Mamberti,
Segretario per i Rapporti con gli Stati.
"I
cordiali colloqui hanno permesso un utile scambio di opinioni sulla
situazione internazionale con particolare attenzione al processo di
integrazione europea, come pure alla perdurante crisi economica che
ha conseguenze gravissime sull’occupazione, soprattutto giovanile,
e riflessi negativi sulla vita delle famiglie".
"Nel
prosieguo dei colloqui ci si è soffermati sul contributo positivo
che la Chiesa cattolica può offrire nell’attuale congiuntura per
il benessere materiale e spirituale dell’Europa".
"Infine,
particolare attenzione è stata data alla promozione dei diritti
umani, in special modo alla libertà religiosa, e alla tutela delle
minoranze cristiane nel mondo".
PAPA FRANCESCO: IL PRINCIPIO DI LAICITÀ NON DEVE SIGNIFICARE IN SÉ OSTILITÀ ALLA REALTÀ RELIGIOSA, O UN'ESCLUSIONE DELLA RELIGIONE DALLA SFERA SOCIALE
Città
del Vaticano, 15 giugno 2013 (VIS). "Il principio di laicità
che governa le relazioni tra lo Stato francese e le diverse
confessioni religiose non deve significare in sé un’ostilità alla
realtà religiosa, o un’esclusione delle religioni dal campo
sociale e dai dibattiti che lo animano". Queste le parole di
Papa Francesco ai membri del Senato e dell'Assemblea Nazionale della
Repubblica francese che ha ricevuto questa mattina.
L'incontro
è stata occasione per il Pontefice di sottolineare le relazioni di
fiducia che esistono generalmente in Francia tra i responsabili della
vita pubblica e quelli della Chiesa cattolica. "Ci si può
rallegrare del fatto che la società francese - ha detto il Santo
Padre - riscopra proposte fatte dalla Chiesa, tra le altre, che
offrono una certa visione della persona e della sua dignità in vista
del bene comune. La Chiesa desidera così offrire il proprio
contributo specifico su questioni profonde che impegnano una visione
più completa della persona e del suo destino, della società e del
suo destino. Questo contributo non si situa solamente nell’ambito
antropologico o sociale, ma anche negli ambiti politico, economico e
culturale".
"In
quanto eletti da una Nazione verso la quale gli occhi del mondo si
rivolgono spesso - ha ricordato il Papa ai parlamentari francesi - è
vostro dovere, ritengo, contribuire in modo efficace e costante al
miglioramento della vita dei vostri concittadini" e a rispondere
alle loro necessità. "Il vostro compito è certamente tecnico e
giuridico, e consiste nel proporre leggi, nell’emendarle o anche
nell’abrogarle. Ma è anche necessario infondere in esse un
supplemento, uno spirito, direi un’anima, che non rifletta
solamente le modalità e le idee del momento, ma che conferisca ad
esse l’indispensabile qualità che eleva e nobilita la persona
umana".
Prendendo
congedo dai parlamentari Papa Francesco ha detto: "Formulo (...)
a voi il mio incoraggiamento più caloroso a proseguire la vostra
missione, cercando sempre il bene della persona e promuovendo la
fraternità nel vostro bel Paese. Che Dio vi benedica".
FONDAZIONE "POPULORUM PROGRESSIO": COMUNITÀ INDIGENE E CONTADINE DELL'AMERICA LATINA RISCHIANO DI ESSERE LE PERIFERIE "UMANE" IN UN CONTINENTE CHE VIVE UNA FASE DI SVILUPPO
Città
del Vaticano, 15 giugno (VIS). Dal 18 al 21 giugno avrà luogo ad
Arequipa, (Perù), la riunione annuale del Consiglio di
Amministrazione della Fondazione Autonoma "Populorum
Progressio". Come ogni anno, i Presuli che compongono il
Consiglio di Amministrazione delibereranno il finanziamento di
progetti in favore delle comunità indigene, meticce, afroamericane e
contadine dell'America Latina e dei Caraibi. La "Populorum
Progressio", fin dalla sua fondazione nel 1992, è affidata al
Pontificio Consiglio "Cor Unum".
Membri
del Consiglio di Amministrazione sono: il Cardinale Robert Sarah,
Presidente ex officio della Fondazione; l'Arcivescovo Edmundo Luis
Flavio Abastoflor Montero, di La Paz (Bolivia), Presidente del
Consiglio di Amministrazione; l'Arcivescovo Antonio Arregui Yarza,
di Guayaquil (Ecuador), Vicepresidente; l'Arcivescovo Óscar Urbina
Ortega, di Villavicencio (Colombia); l'Arcivescovo Murilo Sebastião
Ramos Krieger, di São Salvador de Bahia (Brasile); l'Arcivescovo
Javier Augusto del Río Alba, di Arequipa (Perù); il Monsignor
Segundo Tejado Muñoz, Rappresentante del Pontificio Consiglio "Cor
Unum".
È
la prima riunione sotto il Pontificato di Papa Francesco, che
ha parlato con grande chiarezza di una "Chiesa povera e per i
poveri", che vive il potere come un umile servizio, attenta alle
periferie, ai villaggi, agli ultimi, ricca solo della carità che le
viene dall'Alto. I membri della Fondazione auspicano che queste
parole siano punto di riferimento per le decisioni da prendere. I
primi beneficiari della "Populorum Progressio", in
particolare le comunità indigene e contadine, rischiano di essere le
periferie 'umane' in un continente che vive una fase di sviluppo
economico significativo, ma che è caratterizzato da grandi
diseguaglianze sociali, che penalizzano soprattutto quelle fasce di
popolazione che restano ai margini di tale sviluppo.
In
tal senso, l'auspicio di tutti i membri del Consiglio stesso è di
organizzare, l'anno prossimo, tale riunione a Roma, per avere la
possibilità di ricevere direttamente da Papa Francesco indicazioni e
orientamenti sulle prospettive future per la Fondazione stessa.
Quest'anno
sono stati presentati 222 progetti da parte di 18 Paesi, in
particolare Colombia, Brasile, Perù ed Ecuador. I progetti sono
caratterizzati da un approccio ampiamente partecipativo da parte
delle comunità locali che contribuiscono in tutte le fasi del
lavoro: dall’ideazione, alla realizzazione concreta in caso di
approvazione. Tali iniziative serviranno a rispondere alle necessità
in vari settori: produzione (agricoltura e allevamento, artigianato,
microimprese): infrastrutture comunitarie (acqua potabile, latrine,
saloni comunitari); educazione (formazione, attrezzature scolastiche,
pubblicazioni); sanità (campagne di prevenzione, attrezzature
mediche per dispensari); edilizia (centri educativi e sanitari).
Tra
i maggiori sostenitori della "Populorum Progressio", oltre
a singoli fedeli e a qualche Fondazione, si annovera la Conferenza
Episcopale Italiana.
MONSIGNOR BATTISTA RICCA PRELATO "AD INTERIM" DELLO IOR
Città
del Vaticano, 15 giugno 2013 (VIS). In una dichiarazione rilasciata
questa mattina, Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala
Stampa della Santa Sede, ha reso noto che: "La Commissione
cardinalizia di vigilanza dell’Istituto per le Opere di Religione,
con l’approvazione del Santo Padre, ha nominato 'ad interim'
Monsignor Battista Mario Salvatore Ricca, Prelato dell’Istituto
stesso".
"In
tale funzione Monsignor Ricca svolgerà il ruolo di segretario degli
incontri della Commissione cardinalizia e assisterà agli incontri
del Consiglio di Sovrintendenza, secondo gli Statuti dell’Istituto".
"Monsignor
Battista Ricca, nato nel 1956 a Offlaga in provincia di Brescia, fa
parte del Servizio Diplomatico in servizio presso la Prima Sezione
della Segreteria di Stato ed è Direttore della 'Domus Sanctae
Marthae', della 'Domus Internationalis Paulus VI', della 'Domus
Romana Sacerdotalis' e della 'Casa San Benedetto'".
"Come
si ricorderà, il precedente Prelato era Monsignor Piero Pioppo,
attualmente Nunzio in Camerun e Guinea Equatoriale, che aveva
occupato tale funzione dal 2006 al 2010".
"Con
la nomina di Ernst von Freyberg come Presidente e di Monsignor
Battista Ricca come Prelato, la Commissione cardinalizia ha occupato
le due importanti posizioni previste dagli Statuti dello IOR, che
erano rimaste vacanti per diverso tempo. La nomina di Mons. Ricca ha
effetto immediato".
UDIENZE
Città
del Vaticano, 17 giugno 2013
(VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:
-
Il Signor Rowsch N. Shaways, Vice Primo Ministro della Repubblica
dell’Iraq, e Seguito
-
Il Cardinale Joseph Ze-Kiun, Vescovo emerito di Hong Kong.
Sabato
15 giugno il Santo Padre ha ricevuto in udienza nella Casa Santa
Marta:
-
Il Cardinale Stanisław Dziwisz, Arcivescovo di Kraków (Polonia).
-
Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i
Vescovi
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 15 giugno 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:
-
Il Monsignore Xavier Munyongani, Vescovo della Diocesi di Gweru
(superficie: 29.158; popolazione: 2.313.000; cattolici: 368.000;
sacerdoti: 54; religiosi: 216), Zimbabwe. Il Vescovo eletto è nato
nel 1950 a Mutero Mission (Zimbabwe) ed è stato ordinato sacerdote
nel 1977. Dal 1977 al 1981 è stato Vicario parrocchiale della "St.
Anthony's Mission" a Zaka; dal 1982 al 1983 Parroco della "St.
Alois Mission"; dal 1983 al 1985 Direttore Spirituale della
Società di "St. Paul Brothers" a Serima; dal 1990 al 1998
Professore nel Seminario Maggiore Regionale di Chishawasha e dal 1998
al 2004 Vice-Rettore del medesimo Seminario Maggiore; dal 2005 al
2006 promotore e Direttore Spirituale della "St. Joseph
Association", nella Diocesi di Masvingo; dal 2006 al 2007
Direttore della "St. Anne's Association" e Vicario
Parrocchiale della Missione "Silveira"; dal 2007 Cappellano
della Comunità Cattolica Zimbabwena a Londra.
-
Il Padre Alphonse Nguyen Huu Long, P.S.S., Vescovo Ausiliare della
Diocesi di Hung Hoá
(superficie: 54.352; popolazione: 7.187.000; cattolici: 235.000;
sacerdoti: 63; religiosi: 242), Viêt
Nam. Il Vescovo eletto è nato ad Hanoi (Viêt
Nam) nel 1953, è stato ordinato sacerdote nel 1990 ed è entrato a
far parte della Compagnia dei Sacerdoti di San Sulpizio. Nella
Diocesi di Da Nang, è stato Vicario parrocchiale di Tam Ky
(1990-1994), parroco di Hà Lam (1999-2001) e Parroco di Trà Kieu
(2001-2003); dal 2003 al 2011 Direttore Spirituale e Professore di
Diritto Canonico di Storia della Chiesa e di Catechesi al Seminario
Maggiore di Hué; dal 2011 Rettore del Seminario di Maggiore di Hué.
-
Il Reverendo Pierre Nguyen Van Vien, Vescovo Ausiliare della Diocesi
di Vinh (superficie: 30.594; popolazione: 6.285.000; cattolici:
506.992; sacerdoti: 197; religiosi: 1.882), Viêt
Nam. Il Vescovo eletto è nato nel 1965 a Huong Phuong (Viêt
Nam) ed è stato ordinato sacerdote nel 1999. Dal 2009 è stato
Vice-Rettore e Professore di Dogmatica nel Seminario Maggiore di Vinh
Thanh e dal 2010 Vicario Generale della Diocesi di Vinh.
-
Il Cardinale Audrys Juozas Backis, Arcivescovo di Vilnius (Lituania),
Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del 1025° anniversario del
battesimo della Rus (Ucraina), previste a Kyiv nei giorni 17-18
agosto 2013.
-
Il Cardinale Jaime Lucas Ortega y Alamino, Arcivescovo di San
Cristóbal
de La Habana (Cuba), Suo inviato Speciale alla celebrazione
conclusiva del 1° centenario dell'elevazione ad Arcidiocesi
metropolitana di San Salvador (El Salvador), e dell'erezione delle
Diocesi di Santa Ana e di San Miguel ed alla cerimonia di chiusura
del Congresso Eucaristico nazionale di El Salvador, in programma l'11
agosto 2013.
venerdì 14 giugno 2013
IL PAPA RICEVE L'ARCIVESCOVO DI CANTERBURY: DALLA PREGHIERA SI RINNOVA IMPEGNO A CAMMINARE VERSO L'UNITÀ CHE POTRÀ TROVARE ESPRESSIONE NELLA COLLABORAZIONE
Città
del Vaticano, 14 giugno 2013
(VIS). Questa mattina Papa Francesco ha ricevuto in Vaticano Sua
Grazia Justin Welby, Arcivescovo di Canterbury e Primate della
Comunione Anglicana, dandogli il benvenuto con le stesse parole con
le quali il Servo di Dio Paolo VI accolse il suo predecessore,
l'Arcivescovo Michael Ramsey, durante la sua storica visita del 1966:
""'I Suoi passi non arrivano in una casa straniera […]
Noi siamo lieti di aprirLe le porte e, con le porte, il Nostro cuore;
perché Noi siamo contenti ed onorati […] di accoglierla 'non come
ospite e forestiero, ma come concittadino dei Santi e della Famiglia
di Dio'. So che Vostra Grazia, durante la cerimonia di installazione
nella Cattedrale di Canterbury, - ha detto Papa Francesco - ha
ricordato nella preghiera il nuovo Vescovo di Roma. Le sono
profondamente grato e penso che, avendo iniziato i nostri rispettivi
ministeri a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro, avremo
sempre un motivo particolare per sostenerci a vicenda con la
preghiera".
"La
storia delle relazioni tra la Chiesa d’Inghilterra e la Chiesa di
Roma - ha affermato il Pontefice - è lunga e complessa, non priva di
momenti dolorosi. Gli ultimi decenni, tuttavia, sono stati
caratterizzati da un cammino di avvicinamento e di fraternità, per
il quale dobbiamo rendere sinceramente grazie a Dio. Tale cammino si
è realizzato sia mediante il dialogo teologico, con i lavori della
Commissione internazionale anglicana-cattolica, sia mediante
l’intrecciarsi, a tutti i livelli, di rapporti cordiali e di una
quotidiana convivenza, caratterizzata da profondo rispetto reciproco
e sincera collaborazione. (...) La solidità di questi legami - ha
proseguito il Papa - ha consentito di mantenere la rotta anche
quando, nel dialogo teologico, sono emerse difficoltà maggiori di
quelle che ci si potesse immaginare all’inizio del cammino".
"Sono
grato - ha detto Papa Francesco - poi, per il sincero sforzo che la
Chiesa d’Inghilterra ha mostrato per comprendere le ragioni che
hanno portato il mio Predecessore, Papa Benedetto XVI, ad offrire una
struttura canonica in grado di rispondere alle domande di quei gruppi
di anglicani che hanno chiesto di essere ricevuti, anche
corporativamente, nella Chiesa cattolica: sono certo che ciò
permetterà di meglio conoscere e apprezzare nel mondo cattolico le
tradizioni spirituali, liturgiche e pastorali che costituiscono il
patrimonio anglicano".
"L’odierno
incontro è l’occasione per ricordarci che l’impegno per la
ricerca dell’unità tra i cristiani non deriva da ragioni di ordine
pratico, ma dalla volontà stessa del Signore Gesù Cristo, che ci ha
resi fratelli suoi e figli dell’unico Padre. Per questo la
preghiera, che oggi insieme eleviamo, è di fondamentale importanza".
"Dalla
preghiera si rinnoverà giorno per giorno l’impegno a camminare
verso l’unità, che potrà trovare espressione nella collaborazione
in diversi ambiti della vita quotidiana. Tra essi, particolare
significato riveste la testimonianza del riferimento a Dio e della
promozione dei valori cristiani, di fronte ad una società che sembra
talora mettere in discussione alcune delle basi stesse della
convivenza, quali il rispetto verso la sacralità della vita umana, o
la solidità dell’istituto della famiglia fondata sul matrimonio
(...). Vi è poi l’impegno per una maggiore giustizia sociale, per
un sistema economico che si ponga al servizio dell’uomo e al
vantaggio del bene comune. Tra i nostri compiti, quali testimoni
dell’amore di Cristo, vi è quello di dare voce al grido dei
poveri, affinché non siano abbandonati alle leggi di un’economia
che sembra talora considerare l’uomo solo in quanto consumatore".
"So
che Vostra Grazia - ha affermato Papa - è particolarmente sensibile
a tutte queste tematiche, nelle quali condividiamo molte idee, così
come sono al corrente del Suo impegno per favorire la riconciliazione
e la risoluzione dei conflitti tra le nazioni. A questo proposito,
insieme all’Arcivescovo Nichols (L'Arcivescovo cattolico di
Westminster, n.d.r.), Ella ha sollecitato le autorità a trovare una
soluzione pacifica al conflitto siriano, che garantisca anche la
sicurezza di tutta la popolazione, incluse le minoranze, tra le quali
ci sono le antiche comunità cristiane locali. Come Ella stessa ha
evidenziato, noi cristiani portiamo la pace e la grazia come un
tesoro da donare al mondo, ma questi doni possono produrre frutti
soltanto quando i cristiani vivono e lavorano insieme in armonia.
Sarà così più facile contribuire a costruire relazioni di rispetto
e pacifica convivenza con quanti appartengono ad altre tradizioni
religiose e anche con i non credenti".
"L’unità,
alla quale sinceramente aneliamo - ha concluso il Papa - è un dono
che viene dall’alto e che si fonda nella nostra comunione d’amore
con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. (...) Possa il Padre
misericordioso udire ed esaudire le preghiere che gli rivolgiamo
insieme".
PER DIALOGARE BISOGNA ABBASSARE LE DIFESE E APRIRE LE PORTE
Città
del Vaticano, 14 giugno 2013
(VIS). Dialogo, discernimento e frontiera sono le tre parole chiave
che Papa Francesco ha suggerito ai membri della Comunità degli
Scrittori de "La Civiltà Cattolica", che ha ricevuto
questa mattina in udienza.
"La
vostra fedeltà alla Chiesa richiede ancora di essere duri contro le
ipocrisie frutto di un cuore chiuso, malato. Ma il vostro compito
principale non è di costruire muri ma ponti; è quello di stabilire
un dialogo con tutti gli uomini, anche con coloro che non condividono
la fede cristiana, ma 'hanno il culto di alti valori umani', e
perfino 'con coloro che si oppongono alla Chiesa e la perseguitano in
varie maniere'. (...) Nel dialogo è sempre possibile avvicinarsi
alla verità, che è dono di Dio, e arricchirsi vicendevolmente.
Dialogare - ha ribadito Papa Francesco - significa essere convinti
che l'altro abbia qualcosa di buono da dire, fare spazio al suo punto
di vista, alla sua opinione, alle sue proposte, senza cadere,
ovviamente, nel relativismo. E per dialogare bisogna abbassare le
difese e aprire le porte".
"Un
tesoro dei Gesuiti - ha sottolineato Papa Francesco - è proprio il
discernimento spirituale, che cerca di riconoscere la presenza dello
Spirito di Dio nella realtà umana e culturale, il seme già piantato
della sua presenza negli avvenimenti, nelle sensibilità, nei
desideri, nelle tensioni profonde dei cuori e dei contesti sociali,
culturali e spirituali".
Nel
ricordare la figura di Matteo Ricci, quale modello di apertura e di
ascolto, Papa Francesco ha affermato che è necessario "mantenere
aperti il cuore e la mente, evitando la malattia spirituale
dell'autoreferenzialità. Anche la Chiesa quando diventa
autoreferenziale, si ammala, invecchia. Il nostro sguardo, ben fisso
su Cristo, sia profetico e dinamico verso il futuro: in questo modo,
rimarrete sempre giovani e audaci nella lettura degli avvenimenti".
"La
frattura tra Vangelo e cultura è senza dubbio un dramma - ha
ribadito il Santo Padre -
Voi
siete chiamati a dare il vostro contributo per sanare questa frattura
che passa anche attraverso il cuore di ciascuno di voi e dei vostri
lettori. Questo ministero è tipico della missione della Compagnia di
Gesù. (...) Accompagnate, con le vostre riflessioni e i vostri
approfondimenti, i processi culturali e sociali, e quanti stanno
vivendo transizioni difficili, facendovi carico anche dei conflitti.
Il vostro luogo proprio sono le frontiere. (...) Per favore, siate
uomini di frontiera, con quella capacità che viene da Dio. Nel mondo
di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande
rilevanza per la vita della fede, è urgente un coraggioso impegno
per educare a una fede convinta e matura, capace di dare senso alla
vita e di offrire risposte convincenti a quanti sono alla ricerca di
Dio. Si tratta di sostenere l'azione della Chiesa in tutti i campi
della sua missione. (...) Cari fratelli, forza! Sono sicuro di poter
contare su di voi".
SVILUPPARE ULTERIORMENTE RAPPORTI VIÊT NAM E SANTA SEDE
Città
del Vaticano, 14 giugno 2013
(VIS). Il 13 e 14 giugno scorso si è svolto in Vaticano il IV
Incontro del Gruppo di lavoro congiunto tra la Santa Sede e il Viêt
Nam. L'Incontro è stato presieduto dal Monsignor Antoine Camilleri,
Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati, Capo della Delegazione
della Santa Sede e dal Signor Bui Thanh Son, Vice-Ministro degli
Affari Esteri, Capo della Delegazione vietnamita.
"La
Parte vietnamita ha sottolineato la consistente attuazione ed i
continui miglioramenti delle politiche da parte del Partito e dello
Stato del Vietnam riguardanti il rispetto e l’assicurazione della
libertà di religione e delle credenze religiose, come pure
l’incoraggiamento continuo alle diverse religioni e alla Chiesa
cattolica in Vietnam in particolare, a prendere parte attiva nella
costruzione nazionale e nel processo di sviluppo socioeconomico. La
Santa Sede ha espresso apprezzamento e gratitudine per l’attenzione
data da diversi livelli del Governo alle attività della Chiesa
cattolica in Vietnam, in particolare alla decima Assemblea plenaria
della Federazione delle Conferenze Episcopali dell’Asia tenutasi in
Xuan Loc e Hochiminh City nel dicembre 2012, come pure alle visite
pastorali del Rappresentante Pontificio non residente, l’Arcivescovo
Leopoldo Girelli. La Santa Sede ha evidenziato il desiderio di
sviluppare ulteriormente i rapporti tra il Vietnam e la Santa Sede,
sottolineando il bisogno di avere al più presto un Rappresentante
Pontificio residente nel Paese, a beneficio di tutti gli
interessati".
DIO VIAGGIA IN HARLEY PER LE STRADE DELLA CITTÀ ETERNA
Città
del Vaticano, 14 giugno 2013
(VIS). Nel fine settimana, nelle strade di Roma echeggerà il rombo
dei motori di più di duemila moto Harley Davidson che da giovedì
hanno invaso la capitale in occasione del 110° anniversario della
casa motociclistica di Milwaukee.
Fra
i ruggiti dei motori, i giubbotti di cuoio e i tatuaggi, c'è anche
spazio per la fede, perché in questi giorni "Dio viaggia in
Harley nelle strade della città eterna".
Per
dare inizio alla festa, questa mattina presto, i motociclisti hanno
parcheggiato le loro moto e si sono messi in fila come gli altri
turisti per entrare nella Basilica di San Pietro dove il Cardinale
Angelo Comastri, Arciprete della Basilica, ha celebrato una Santa
Messa a loro riservata.
Domenica,
nella preghiera dell'Angelus, Papa Francesco impartirà la sua
benedizione ai motociclisti e alle loro moto. Sono circa mille i
fortunati "centauri" che potranno entrare per un giorno in
Piazza San Pietro con le due ruote.
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 14 giugno 2013
(VIS). Il Santo Padre:
-
Ha nominato il Monsignore Jan Franciszek Watroba, Vescovo di Rzeszów
(superficie: 6.000; popolazione: 611.208; cattolici: 598.152;
sacerdoti: 722; religiosi: 451), Polonia. Finora Vescovo Ausiliare di
Czestochowa (Polonia), succede al Vescovo Kazimierz Górny, del quale
il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della
medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
-
Ha nominato il Monsignore Paolo Selvadagi, Vescovo Ausiliare di Roma
(superficie: 850; popolazione: 2.843.918; cattolici: 2.333.700;
sacerdoti: 4.871; religiosi: 27.761; diaconi permanenti: 116),
Italia. Il Vescovo eletto è nato a Roma (Italia), nel 1946 ed ha
ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1972. Dal 1972 al 1979 è
stato Assistente e Vice-Rettore del Pontificio Seminario Romano
Minore; dal 1979 al 1984 Direttore Spirituale del Pontificio
Seminario Romano Minore; dal 1997 al 2003 Preside dell’Istituto
Superiore di Scienze Religiose "Ecclesia Mater"; dal 1999
al 2003 Membro del Consiglio Presbiterale diocesano; dal 1982
Professore di Filosofia alla Pontificia Università Lateranense; dal
1984 al 2009 Rettore del Pontificio Seminario Romano Minore; dal 1990
Assistente Ecclesiastico dell’Azione Cattolica Diocesana; dal 2003
Rappresentante dei Superiori dei Seminari e dei Collegi di Formazione
della Diocesi di Roma nel Consiglio Presbiterale; dal 2009 al 2012
Parroco di San Giovanni Crisostomo; dal 2011 Prefetto della X
Prefettura in Roma; dal 2012 Parroco della Natività di Nostro
Signore Gesù Cristo e Membro del Collegio dei Consultori. È
Primicerio dell'Arciconfraternita della Natività di Nostro Signore
Gesù Cristo e degli Agonizzanti.
-
Ha nominato il Monsignor Angar Puff,
Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Köln (superficie: 6.181;
popolazione: 5.152.000; cattolici: 2.080.656; sacerdoti: 1.014;
religiosi: 1.897; diaconi permanenti: 312), Germania. Il Vescovo
eletto è nato nel 1956 a Mönchengladbach (Germania) ed è stato
ordinato sacerdote nel 1987. Dal 1987 al 1991 è stato Vice-Parroco
nelle parrocchie di Köln-Chorweiler e dal 1991 al 1996 di
Köln-Vingst. Dal 1998 al 2012 è stato prima Parroco della
parrocchia St. Josef a Düsseldorf-Oberbilk, e, dopo la
ristrutturazione delle parrocchie, Parroco dell’unità pastorale di
Düsseldorf Unter e Oberbilk, Friedrichstadt e Eller-West. Dal 2004
al 2012 è stato Vice-Decano della città di Düsseldorf. Dal 2012
Direttore del reparto principale “Cura d’anime – Personale”
della Curia Arcivescovile di Köln.
giovedì 13 giugno 2013
SLOVENIA E SANTA SEDE: IMPORTANZA TUTELA DELLA LIBERTÀ RELIGIOSA PER SVILUPPO ARMONIOSO SOCIETÀ SLOVENA
Città
del Vaticano, 13 giugno 2013
(VIS). Nella mattinata del 13 giugno 2013, nel Palazzo Apostolico
Vaticano, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza il
Presidente del Governo della Repubblica di Slovenia, Signora Alenka
Bratušek, la quale ha successivamente incontrato il Cardinale
Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato dal Monsignore
Antoine Camilleri, Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati.
Nei
cordiali colloqui si sono rilevati i buoni rapporti esistenti tra la
Santa Sede e la Repubblica di Slovenia ed è stata confermata la
comune volontà di proseguire un dialogo costruttivo sui temi
bilaterali attinenti alle relazioni tra la comunità ecclesiale e
quella civile, con particolare riferimento al contributo storico
della Chiesa cattolica nella vita del Paese e all’importanza che la
tutela della libertà religiosa riveste oggi per uno sviluppo
armonioso della società slovena.
Nel
prosieguo dei colloqui ci si è soffermati sulle sfide che il Paese
deve affrontare nell’attuale crisi economica e sull’aiuto che la
comunità cattolica, in collaborazione con le istituzioni statali,
può fornire per il sostegno sociale della popolazione e per
l’educazione dei giovani.
Infine,
sono state brevemente passate in rassegna alcune sfide e
problematiche di carattere internazionale.
SINODO AL SERVIZIO DELLA MISSIONE E DELLA COMUNIONE DELLA CHIESA COME ESPRESSIONE DELLA COLLEGIALITÀ
Città
del Vaticano, 13 giugno 2013
(VIS). Questa mattina il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza
i membri del XIII Consiglio Ordinario della Segreteria Generale del
Sinodo dei Vescovi, riuniti a Roma per decidere con il Pontefice la
scelta del tema della prossima Assemblea Generale Ordinaria.
La
XIII Assemblea del Sinodo svoltasi nell'ottobre scorso in Vaticano,
ha avuto per tema: "La nuova evangelizzazione per la
trasmissione della fede cristiana". "C’è una stretta
connessione tra questi due elementi - ha detto il Papa - la
trasmissione della fede cristiana è lo scopo della nuova
evangelizzazione e dell’intera opera evangelizzatrice della Chiesa,
che esiste proprio per questo. L’espressione 'nuova
evangelizzazione', poi, mette in luce la consapevolezza sempre più
chiara che anche nei Paesi di antica tradizione cristiana si rende
necessario un rinnovato annuncio del Vangelo, per ricondurre ad un
incontro con Cristo che trasformi veramente la vita e non sia
superficiale, segnato dalla routine. E questo ha conseguenze
nell’azione pastorale".
Papa
Francesco ha citato in merito le parole del Servo di Dio Paolo VI nel
suo discorso al Collegio Cardinalizio nel 1973: "'le condizioni
della società ci obbligano a rivedere i metodi, a cercare con ogni
mezzo di studiare come portare all’uomo moderno il messaggio
cristiano, nel quale soltanto egli può trovare la risposta ai suoi
interrogativi e la forza per il suo impegno di solidarietà umana'.
(...) Vorrei incoraggiare l’intera comunità ecclesiale - ha
proseguito Papa Francesco - ad essere evangelizzatrice, a non aver
paura di 'uscire' da sé per annunciare, confidando soprattutto nella
presenza misericordiosa di Dio che ci guida. Le tecniche sono certo
importanti, ma neppure le più perfette potrebbero sostituire
l’azione discreta ma efficace di Colui che è l’agente principale
dell’evangelizzazione: lo Spirito Santo. Occorre lasciarsi condurre
da Lui, anche se ci porta su strade nuove; occorre lasciarsi
trasformare da Lui perché il nostro annuncio avvenga con la parola
sempre accompagnata da semplicità di vita, da spirito di preghiera,
da carità verso tutti, specialmente i piccoli e i poveri, da umiltà
e distacco da sé, da santità di vita".
Il
Sinodo dei Vescovi "è stato uno dei frutti del Concilio
Vaticano II" e "Grazie a Dio, in questi quasi
cinquant’anni, si sono potuti sperimentare i benefici di questa
istituzione, che, in modo permanente, è posta al servizio della
missione e della comunione della Chiesa, come espressione della
collegialità. (...) Aperti alla grazia dello Spirito Santo, anima
della Chiesa - ha concluso il Pontefice - siamo fiduciosi che il
Sinodo dei Vescovi conoscerà ulteriori sviluppi per favorire ancora
di più il dialogo e la collaborazione tra i Vescovi e tra essi e il
Vescovo di Roma".
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 13 giugno 2013
(VIS). Il Santo Padre:
-
Ha nominato il Padre Noel Antonio Londoño Buitrago, C.SS.R., Vescovo
di Jericó (superficie: 3.000; popolazione: 256.000; cattolici:
251.000; sacerdoti: 86; religiosi: 122; diaconi permanenti: 2),
Colombia. Il Vescovo eletto è nato a Quimbaya (Colombia) nel 1949.
Ha emesso la prima professione religiosa nel 1966, la professione
perpetua nella Congregazione dei Santissimo Redentore (Redentoristi)
nel 1973 ed è stato ordinato sacerdote nello stesso anno. Ha svolto
successivamente i seguenti incarichi: Professore di teologia
dogmatica nelle Università di “San Buenaventura” e “Javeriana”
di Bogotá, Professore e Rettore del Seminario Maggiore Redentorista
a Bogotá, Consigliere Generale della Congregazione del Santissimo
Redentore, Rettore della Basilica del “Señor de los Milagros” a
Buga, Presidente della Federazione dei Santuari della Colombia,
Parroco di “San Gerardo Mayela” a Bogotá. Finora Coordinatore
della Conferenza Redentorista dell’America Latina, succede al
Vescovo José Roberto López Londoño, del quale il Santo Padre ha
accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi,
presentata per raggiunti limiti d'età.
-
Ha nominato il Reverendo Jaya Rao Polimera, Vescovo della Diocesi di
Eluru (superficie: 6.800; popolazione: 8.300.000; cattolici:
315.157; sacerdoti: 226; religiosi: 1.292), India. Il Vescovo eletto
è nato a Dharmasagar (India) nel 1965 ed è stato ordinato sacerdote
nel 1992. Dal 1992 al 1994 è stato Assistente parrocchiale a
Dacharam; dal 1994 al 1997 Parroco d Dornakal; dal 1998 al 2003
Assistente parrocchiale della Parrocchia St. Philip, Diocesi di
Kalamazoo (Stati Uniti d'America); dal 2003 al 2009 Parroco della
Cattedrale; dal 2009 Direttore del "Diocesan Youth Centre",
membro del Collegio dei Consultori, del Consiglio Presbiterale e del
Tribunale Diocesano.
-
Ha nominato il Vescovo Franco Mulakkal, Vescovo
della Diocesi di Jullundur (superficie: 51.120; popolazione:
49.227.000; cattolici: 139.897; sacerdoti: 136; religiosi: 802),
India. È
stato finora Vescovo Ausiliare di Delhi (India).
-
Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Pueblo
(Stati Uniti d'America), presentata dal Vescovo Fernando Isern, in
conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto
Canonico.
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