Città
del Vaticano, 21 maggio 2013
(VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre
Federico Lombardi, S.I., in risposta a domande di giornalisti circa
un presunto esorcismo compiuto dal Santo Padre Francesco in Piazza
San Pietro dopo la celebrazione di domenica scorsa, ha dichiarato:
"Il Santo Padre non ha inteso compiere alcun esorcismo. Ma, come
fa frequentemente per le persone malate e sofferenti che gli si
presentano, ha semplicemente inteso pregare per una persona
sofferente che gli era stata presentata".
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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana... [+]
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martedì 21 maggio 2013
LA PIETÀ DI MICHELANGELO QUARANTA ANNI DOPO IL RESTAURO
Città
del Vaticano, 21 maggio 2013
(VIS). Il 21 maggio 1972 la Pietà di Michelangelo, custodita nella
Basilica di San Pietro, venne sfregiata dalle martellate inferte da
un turista che riuscì ad eludere la sorveglianza. Il geologo
australiano di origine ungherese Laszlo Toth, che soffriva di una
grave infermità mentale, si accanì sulla scultura con quindici
martellate al grido di "Sono Gesù Cristo risorto dalla morte".
I colpi di martello staccarono una cinquantina di frammenti,
spaccando il braccio sinistro della Vergine, frantumando il gomito e
distruggendo il naso e le palpebre.
Oggi,
quaranta anni dopo, i Musei Vaticani dedicano alla ricostruzione
della scultura, una Giornata di studio intitolata "La Pietà di
San Pietro, in memoria del 21 maggio 1972. Storia di un restauro",
che analizza la complessa e delicata opera di restauro effettuata tra
il 1972 a il 1973 nei laboratori dei Musei Vaticani, sotto la
responsabilità del Direttore Deoclecio Redig de Campos. Grazie
all'esistenza di numerosi calchi, e riutilizzando, per quanto
possibile, i frammenti originali con un impasto a base di colla e
polvere di marmo, fu possibile reintegrare l'opera fedelmente.
La
Pietà è considerata il primo capolavoro del poco più che ventenne
Michelangelo ed anche l'unica opera che porta la sua firma, sulla
fascia a tracolla che regge il manto della Vergine: "Michel.A[N]GELUS
BONAROTUS FLORENT[INUS] FACIEBAT. Grazie ai documenti custoditi
nell'archivio della Fabbrica di San Pietro, la Giornata di studio
svelerà le diverse sistemazioni della scultura prima della sua
collocazione, nel 1779 nella prima cappella a destra della navata di
San Pietro, dove è visibile, oggi, protetta, dopo l'attentato, da
una speciale parete di cristallo antiproiettile. Nel 1964 fu l'unica
volta che la Pietà lasciò il territorio vaticano per essere esposta
all'Esposizione Universale di New York dove fu ammirata da più di 21
milioni di persone. In quell'occasione il fotografo Robert Hupka la
immortalò nel suo famoso volume intitolato "Un atto d'amore".
Un altro particolare poco conosciuto sono le corone con le quali la
devozione dei fedeli ha adornato il capo della Vergine in varie
epoche. Il ruolo devozionale legato alla pietà sarà illustrato
dall'archeologo Pietro Zander.
La
Giornata comprende inoltre un avvenimento eccezionale: la proiezione
del documentario in versione restaurata, a colori, e in formato
digitale, intitolato "La violenza e la Pietà", sul
delicato lavoro di restauro dell'opera, realizzato in esclusiva
mondiale da Brando Giordani, scomparso pochi mesi fa, in
collaborazione con i servizi culturali della Rai. Il documentario fu
girato per espressa volontà di Papa Paolo VI che interpretò la
Pietà sfregiata come l'icona di una Chiesa piangente, aggredita dal
male.
Anche
un'altra celebre scultura di Michelangelo: il David, conservata nella
Galleria dell'Accademia a Firenze, nel 1991 fu colpita a martellate
da un infermo di mente che ne danneggiò le dita del piede sinistro.
Il restauro dell'Opificio delle Pietre Dure, sarà illustrato questo
pomeriggio ed introdurrà una delle iniziative dei Musei Vaticani: la
creazione di una gipsoteca virtuale, con calchi e modelli-cloni in 3D
che raccolgono tutte le informazioni tridimensionali sulle opere di
statuaria più illustri e preziose della collezione per fronteggiare
ogni tipo di emergenza.
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 21 maggio 2013
(VIS). Il Santo Padre ha nominato:
-
Il Vescovo Claude Rault, M.Afr., di Laghouat (Algeria), Membro del
Consiglio Speciale per l'Africa della Segreteria Generale del Sinodo
dei Vescovi.
-
Il Reverendo Rafael Valdéz Torres, Vescovo di Ensenada (superficie:
52.646; popolazione: 557.000; cattolici: 439.000; sacerdoti: 53;
religiosi: 106), Messico. Il Vescovo eletto è nato nel 1959 a
Santiago Tangamandapio (Messico) ed è stato ordinato sacerdote nel
1985. È stato Vicario Cooperatore e Parroco, Prefetto e Professore
di Filosofia nel Seminario Diocesano della diocesi di Zamora. Dal
2004 al presente è stato Parroco e Rettore del Santuario del Señor
de los Milagros in San Juan Nuevo. Dal 2008 è stato Economo della
Mutual Sacerdotal diocesana.
-
Il Reverendo Luzizla Kiala, Vescovo della Diocesi di Sumbe
(superficie: 60.000; popolazione 1.191.000; cattolici: 369.969;
sacerdoti: 47; religiosi: 59), Angola. Il Vescovo eletto è nato nel
1963 a Damba (Angola) ed è stato ordinato sacerdote nel 1992. Dal
1992 al 1994 è stato Amministratore parrocchiale di Songo, Bembe e
Caipemba; dal 1994 al 1997 Padre Spirituale esterno del Seminario di
Uije; Vicario parrocchiale di Bembe; Membro del Consiglio
Presbiterale; Membro del Collegio dei Consultori; Membro del
Consiglio per gli Affari Economici; Direttore Spirituale residente
del Seminario di Uije; Vicario Foraneo; Presidente delle Commissioni
diocesane per le Migrazioni, la Liturgia, la Musica Sacra; dal 2001
al 2008 è stato Vicario Episcopale; Professore in Seminario; dal
2008 è stato Vicario Generale della Diocesi di Uije; Parroco della
Sede Cattedrale; Assistente ecclesiastico, nella Diocesi di Uije,
dell'Associação Cristã dos Gestores e Dirigentes, ACGD.
lunedì 20 maggio 2013
PAPA FRANCESCO: APRIRSI ALLE SORPRESE DI DIO
Città
del Vaticano, 19 maggio 2013 (VIS). La Santa Messa, celebrata in
Piazza San Pietro da Papa Francesco, con la partecipazione di più di
200.000 persone, ha concluso due giorni di pellegrinaggio con i
movimenti ecclesiali, le nuove comunità, la associazioni e le
aggregazioni laicali a Roma in occasione dell'Anno della Fede.
Nell'omelia Papa Francesco ha ricordato che nella solennità di
Pentecoste "riviviamo nella liturgia l’effusione dello Spirito
Santo operata da Cristo risorto sulla sua Chiesa; un evento di grazia
che ha riempito il cenacolo di Gerusalemme per espandersi nel mondo
intero" ed ha riflettuto su tre parole legate all'azione dello
Spirito: novità, armonia, missione, alla luce del brano degli Atti
degli Apostoli che è stato ascoltato.
"La
novità - ha detto il Papa - ci fa sempre un po’ di paura, perché
ci sentiamo più sicuri se abbiamo tutto sotto controllo, se siamo
noi a costruire, a programmare, a progettare la nostra vita (...). E
questo avviene anche con Dio. (...) Ci è difficile abbandonarci a
Lui con piena fiducia, lasciando che sia lo Spirito Santo l’anima,
la guida della nostra vita, (...); abbiamo paura che Dio ci faccia
percorrere strade nuove, ci faccia uscire dal nostro orizzonte spesso
limitato, chiuso, egoista, per aprirci ai suoi orizzonti. Ma, in
tutta la storia della salvezza, quando Dio si rivela porta novità -
Dio porta sempre novità -, trasforma e chiede di fidarsi totalmente
di Lui: Noè costruisce un’arca deriso da tutti e si salva; Abramo
lascia la sua terra con in mano solo una promessa; Mosè affronta la
potenza del faraone e guida il popolo verso la libertà; gli
Apostoli, timorosi e chiusi nel cenacolo, escono con coraggio per
annunciare il Vangelo. Non è la novità per la novità, la ricerca
del nuovo per superare la noia come avviene spesso nel nostro tempo.
La novità che Dio porta nella nostra vita è ciò che veramente ci
realizza, ciò che ci dona la vera gioia, la vera serenità, perché
Dio ci ama e vuole solo il nostro bene. Domandiamoci oggi: siamo
aperti alle 'sorprese di Dio'? O ci chiudiamo, con paura, alla novità
dello Spirito Santo? Siamo coraggiosi per andare per le nuove strade
che la novità di Dio ci offre o ci difendiamo, chiusi in strutture
caduche che hanno perso la capacità di accoglienza?".
"Lo
Spirito Santo - ha proseguito il Pontefice - apparentemente, sembra
creare disordine nella Chiesa, perché porta la diversità dei
carismi, dei doni; ma tutto questo invece, sotto la sua azione, è
una grande ricchezza, perché lo Spirito Santo è lo Spirito di
unità, che non significa uniformità, ma riconduce il tutto
all’armonia. Nella Chiesa l’armonia la fa lo Spirito Santo.
(...) Solo Lui può suscitare la diversità, la pluralità, la
molteplicità e, nello stesso tempo, operare l’unità. Anche qui,
quando siamo noi a voler fare la diversità e ci chiudiamo nei nostri
particolarismi, nei nostri esclusivismi, portiamo la divisione; e
quando siamo noi a voler fare l’unità secondo i nostri disegni
umani, finiamo per portare l’uniformità, l’omologazione. Se
invece ci lasciamo guidare dallo Spirito, la ricchezza, la varietà,
la diversità non diventano mai conflitto, perché Egli ci spinge a
vivere la varietà nella comunione della Chiesa. (...) L’ecclesialità
è una caratteristica fondamentale per ogni cristiano, per ogni
comunità, per ogni movimento. È
la Chiesa che mi porta Cristo e mi porta a Cristo; i cammini
paralleli sono tanto pericolosi! Quando ci si avventura andando oltre
la dottrina e la Comunità ecclesiale - dice l’apostolo Giovanni
nella sua Seconda Lettera - e non si rimane in esse, non si è uniti
al Dio di Gesù Cristo".
Infine,
come ultimo punto, il Papa ha affermato che: "I teologi antichi
dicevano: l’anima è una specie di barca a vela, lo Spirito Santo è
il vento che soffia nella vela per farla andare avanti, gli impulsi e
le spinte del vento sono i doni dello Spirito. Senza la sua spinta,
senza la sua grazia, noi non andiamo avanti. Lo Spirito Santo ci fa
entrare nel mistero del Dio vivente e ci salva dal pericolo di una
Chiesa gnostica e di una Chiesa autoreferenziale, chiusa nel suo
recinto; ci spinge ad aprire le porte per uscire, per annunciare e
testimoniare la vita buona del Vangelo (...). Lo Spirito Santo è
l’anima della missione. Quanto avvenuto a Gerusalemme quasi duemila
anni fa non è un fatto lontano da noi, è un fatto che ci raggiunge,
che si fa esperienza viva in ciascuno di noi. La Pentecoste del
cenacolo di Gerusalemme è l’inizio, un inizio che si prolunga.
(...) È
lo Spirito Paràclito, il 'Consolatore', che dà il coraggio
di percorrere le strade del mondo portando il Vangelo! Lo Spirito
Santo ci fa vedere l’orizzonte e ci spinge fino alle periferie
esistenziali per annunciare la vita di Gesù Cristo".
Al
termine della Santa Messa il Papa ha percorso in papamobile Piazza
San Pietro e Via della Conciliazione per salutare, per quasi 50
minuti, le decine di migliaia di pellegrini.
CELEBRAZIONE PENTECOSTE IN UN CENACOLO A CIELO APERTO
Città
del Vaticano, 19 maggio 2013 (VIS). Al termine della Santa Messa
celebrata, nella Solennità di Pentecoste, per i movimenti, le nuove
comunità, le associazioni e le aggregazioni laicali, il Santo Padre
Francesco ha guidato la recita del Regina Caeli con i fedeli ed i
pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.
"Sta
per concludersi questa festa della fede, iniziata ieri con la Veglia
e culminata stamani nell’Eucaristia. Una rinnovata Pentecoste che
ha trasformato Piazza San Pietro in un Cenacolo a cielo aperto.
Abbiamo rivissuto l’esperienza della Chiesa nascente, concorde in
preghiera con Maria, la Madre di Gesù. Anche noi, nella varietà dei
carismi, abbiamo sperimentato la bellezza dell’unità, di essere
una cosa sola. E questo è opera dello Spirito Santo, che crea sempre
nuovamente l’unità nella Chiesa".
"Vorrei
ringraziare tutti i Movimenti, le Associazioni, le Comunità, le
Aggregazioni ecclesiali. Siete un dono e una ricchezza nella Chiesa!
Questo siete voi! Ringrazio, in modo particolare, tutti voi che siete
venuti da Roma e da tante parti del mondo. Portate sempre la forza
del Vangelo! Non abbiate paura! Abbiate sempre la gioia e la passione
per la comunione nella Chiesa! Il Signore risorto sia sempre con voi
e la Madonna vi protegga!".
Al
termine del Regina Caeli il Papa ha ricordato nella preghiera le
popolazioni dell’Emilia Romagna che il 20 maggio dell’anno scorso
furono colpite dal terremoto e anche la Federazione Italiana delle
Associazioni di Volontariato in Oncologia.
AI MOVIMENTI ECCLESIALI: LA CHIESA NON PUÒ CHIUDERSI IN SE STESSA
Città
del Vaticano, 18 maggio 2013
(VIS). Nell’ambito dell’Anno della fede si svolge oggi e domani
il pellegrinaggio a Roma dei movimenti, delle nuove comunità, delle
associazioni e delle aggregazioni laicali, sul tema "Io credo!
Aumenta in noi la fede". Più di 120.000 persone erano questo
pomeriggio in Piazza San Pietro dove il Papa è giunto alle 17:30, e
dopo il saluto ai fedeli, ha dato inizio alla Veglia di Pentecoste.
Dopo
il saluto dell'Arcivescovo Salvatore Fisichella, Presidente del
Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione,
ha avuto luogo l’intronizzazione dell’icona della Salus Populi
Romani che è stata poi portata in processione dal centro della
Piazza, accompagnata da un gruppo di giovani rappresentanti dei
Movimenti e delle Associazioni. Ad un momento di canti e letture,
hanno fatto seguito due testimonianze, e successivamente Papa
Francesco ha risposto a quattro domande che gli sono state rivolte da
alcuni rappresentanti delle realtà presenti. Pubblichiamo di seguito
le domande e una sintesi delle risposte del Santo Padre Francesco:
"Santità,
come Lei ha potuto raggiungere nella Sua vita la certezza sulla fede;
e quale strada ci indica perché ciascuno di noi possa vincere la
fragilità della fede?" è stata la prima domanda.
Risposta:
"Io ho avuto la grazia di crescere in una famiglia in cui la
fede si viveva in modo semplice e concreto (...) Il primo annuncio in
casa, con la famiglia! E questo mi fa pensare all'amore di tante
mamme e di tante nonne nella trasmissione della fede. (...) Noi non
troviamo la fede nell'astratto, no! È
sempre una persona che predica, che ci dice chi è Gesù, che ci
trasmette la fede, ci dà il primo annuncio. (...) Ma c'è un giorno
per me molto importante: il 21 settembre del '53. Avevo quasi 17
anni. Era il 'Giorno dello studente' (...) Prima di andare alle
festa, sono passato nella parrocchia dove andavo, ho trovato un
prete, che non conoscevo, e ho sentito la necessità di confessarmi.
(...) Dopo la Confessione ho sentito che qualcosa era cambiato. Io
non ero lo stesso. Avevo sentito proprio come una voce, una chiamata:
ero convinto che dovessi diventare sacerdote. Questa esperienza nella
fede è importante. Noi diciamo che dobbiamo cercare Dio, andare da
Lui a chiedere perdono, ma quando noi andiamo, Lui ci aspetta, Lui è
prima. (...) E questo ti porta nel cuore uno stupore tale che non lo
credi, e così va crescendo la fede! Con l'incontro con una persona,
con l'incontro con il Signore. (...) Il nemico più grande che ha la
fragilità - curioso, eh? è la paura. Ma non abbiate paura! Siamo
fragili, e lo sappiamo. Ma Lui è più forte! Se tu vai con Lui, non
c'è problema! Un bambino è fragilissimo (...) ma (...) con il papà,
con la mamma: è al sicuro! Con il Signore siamo sicuri. La fede
cresce con il Signore, proprio dalla mano del Signore".
La
seconda domanda ha riguardato la sfida della evangelizzazione e cosa
devono fare i movimenti per attuare il compito cui sono chiamati.
Risposta:
"Dirò soltanto tre parole: La prima: Gesù. (...) Se noi
andiamo avanti con l'organizzazione, con altre cose, con belle cose,
ma senza Gesù, non andiamo avanti, la cosa non va. Gesù è più
importante. (...) La seconda parola è: la preghiera. Guardare il
volto di Dio, ma soprattutto - (...) sentirsi guardati. E la terza:
la testimonianza. (...) La comunicazione della fede si può fare
soltanto con la testimonianza, e questo è l'amore. Non con le nostre
idee, ma con il Vangelo vissuto nella propria esistenza. (...) Non
parlare tanto, ma parlare con tutta la vita: la coerenza di vita
(...) che è vivere il cristianesimo come un incontro con Gesù che
mi porta agli altri e non come un fatto sociale. Socialmente siamo
così, siamo cristiani, chiusi in noi. No, questo no! La
testimonianza!".
La
terza domanda è stata come vivere una Chiesa povera e per i poveri.
Risposta:
"Prima di tutto, vivere il Vangelo è il principale contributo
che possiamo dare. La Chiesa non è un movimento politico, né una
struttura ben organizzata: non è questo. (...) La Chiesa è sale
della terra, è luce del mondo, è chiamata a rendere presente nella
società il lievito del Regno di Dio e lo fa prima di tutto con la
sua testimonianza, la testimonianza dell'amore fraterno, della
solidarietà. (...) Quando si sentono alcuni dire che la solidarietà
non è un valore, ma è un 'atteggiamento primario' che deve sparire
... questo non va! (...) I momenti di crisi, come quelli che stiamo
vivendo (...), questo momento di crisi, stiamo attenti, non consiste
in una crisi soltanto economica; non è una crisi culturale. È una
crisi dell'uomo. (...) E ciò che può essere distrutto è l'uomo! Ma
l'uomo è immagine di Dio! (...) In questo momento di crisi non
possiamo preoccuparci soltanto di noi stessi, chiuderci nella
solitudine, nello scoraggiamento (...) Non chiudersi, per favore!
Questo è un pericolo: ci chiudiamo nella parrocchia, con gli amici,
nel movimento, con coloro con i quali pensiamo le stesse cose... ma
sapete che cosa succede? Quando la Chiesa diventa chiusa, si ammala
(...) La Chiesa deve uscire da se stessa. Dove? Verso le periferie
esistenziali, qualsiasi esse siano, ma uscire. (...) La fede è un
incontro con Gesù, e noi dobbiamo fare la stessa cosa che fa Gesù:
incontrare gli altri (...). Noi dobbiamo andare all'incontro e
dobbiamo creare con la nostra fede una 'cultura dell'incontro' (...)
dove possiamo parlare anche con quelli che non la pensano come noi,
anche con quelli che hanno un'altra fede. (...) Tutti hanno qualcosa
in comune con noi: sono immagini di Dio, sono figli di Dio. Andare
all'incontro con tutti, senza negoziare la nostra appartenenza. E un
altro punto è importante: con i poveri. Se usciamo da noi stessi,
troviamo la povertà. (...) Oggi, pensare che tanti bambini non hanno
da mangiare non è notizia. Questo è grave (...) Noi non possiamo
restare tranquilli! (...) Non possiamo diventare cristiani inamidati,
quei cristiani troppo educati, che parlano di cose teologiche mentre
prendono il tè, tranquilli. No! Noi dobbiamo diventare cristiani
coraggiosi e andare a cercare quelli che sono proprio la carne di
Cristo. (...) La povertà, per noi cristiani, non è una categoria
sociologica o filosofica o culturale: no, è una categoria teologale.
Direi, forse la prima categoria, perché quel Dio, il Figlio di Dio,
si è abbassato, si è fatto povero per camminare con noi sulla
strada. E questa è la nostra povertà: la povertà della carne di
Cristo, la povertà che ci ha portato il Figlio di Dio con la sua
Incarnazione".
L'ultima
domanda è stata: "E come aiutare questi nostri fratelli,
come alleviare la loro sofferenza non potendo fare nulla o ben poco
per cambiare il loro contesto politico-sociale?".
Risposta:
"Per annunciare il Vangelo sono necessarie due virtù: il
coraggio e la pazienza. Loro [i cristiani che soffrono] sono nella
Chiesa della pazienza. Loro soffrono e ci sono più martiri oggi che
nei primi secoli della Chiesa (...). Bisogna precisare che tante
volte questi conflitti non hanno un’origine religiosa; spesso ci
sono altre cause, di tipo sociale e politico, e purtroppo le
appartenenze religiose vengono utilizzate come benzina sul fuoco. Un
cristiano deve saper sempre rispondere al male con il bene, anche se
spesso è difficile. Noi cerchiamo di far sentire loro, a questi
fratelli e sorelle, che siamo profondamente uniti (...) alla loro
situazione, che noi sappiamo che sono cristiani 'entrati nella
pazienza'. Quando Gesù va incontro alla Passione, entra nella
pazienza. (...) Loro fanno l’esperienza del limite, proprio del
limite tra la vita e la morte. E anche per noi: questa esperienza
deve portarci a promuovere la libertà religiosa per tutti, per
tutti! Ogni uomo e ogni donna devono essere liberi nella propria
confessione religiosa, qualsiasi essa sia. Perché? Perché
quell’uomo e quella donna sono figli di Dio".
La
Veglia si è conclusa con la professione di fede, le invocazioni di
preghiera, e il canto del Regina Caeli.
DIRITTI UMANI, LIBERTÀ RELIGIOSA E COLLABORAZIONE INTERNAZIONALE AL CENTRO COLLOQUI PAPA FRANCESCO E SIGNORA ANGELA MERKEL
Città
del Vaticano, 18 maggio 2013
(VIS). Nella mattinata di oggi, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il
Cancelliere Federale di Germania, la Signora Angela Merkel, è stata
ricevuta in Udienza dal Santo Padre Francesco. Successivamente, la
Signora Merkel si è incontrata con l'Arcivescovo Dominique Mamberti,
Segretario per i Rapporti con gli Stati.
Durante
i cordiali colloqui è stata ricordata la lunga storia dei rapporti
che intercorrono tra la Santa Sede e la Germania, soffermandosi su
temi di comune interesse, quali la situazione socio-politica,
economica e religiosa in Europa e nel mondo. In particolare, si è
parlato della tutela dei diritti umani, delle persecuzioni nei
confronti dei Cristiani, della libertà religiosa e della
collaborazione internazionale per la promozione della pace.
Non
è mancato, infine, uno scambio di vedute sull’Europa quale
Comunità di valori e sulla sua responsabilità nel mondo, auspicando
l’impegno di tutte le componenti civili e religiose a favore di uno
sviluppo fondato sulla dignità della persona e ispirato ai principi
della sussidiarietà e della solidarietà.
CRISTIANI E BUDDISTI: "PACE INTERIORE, PACE FRA I POPOLI"
Città
del Vaticano, 20 maggio 2013
(VIS). "Pace interiore, pace fra i popoli" è stato il tema
del quarto colloquio fra cristiani e buddisti tenutosi nella
Pontificia Università Urbaniana, promosso dal Pontificio Consiglio
per il Dialogo Interreligioso, in collaborazione con l'Ufficio per il
Dialogo Ecumenico e Interreligioso della Conferenza Episcopale
Italiana. I partecipanti, provenienti da Italia, Giappone e
Repubblica di Cina (Taiwan), Vietnam, Corea del Sud, Thailandia,
Myanmar, Sri Lanka e India, hanno riaffermato la necessità della
reciproca responsabilità dei seguaci delle diverse tradizioni
religiose per mantenere e ripristinare la pace e contribuire
all'amicizia e solidarietà fra le persone e fra i popoli.
"Nel
processo cristiano e buddista - si legge in Comunicato reso pubblico
questa mattina - la libertà interiore, la purificazione del cuore,
la compassione e il dono di sé, sono condizioni essenziali per la
pace interiore dell'individuo e per la pace sociale. Nonostante le
differenze, l'insegnamento etico del Buddismo e del Cristianesimo,
nel rispetto per la vita, è la ricerca di un bene comune fondato
sulla bontà amorosa e sulla compassione. I partecipanti hanno
affermato che il dialogo fra buddisti e cristiani deve essere
rafforzato per affrontare nuove sfide, come la minaccia alla vita
umana, la povertà, la fame, le malattie endemiche, la violenza, la
guerra, e così via, che sminuiscono la santità della vita umana e
avvelenano la pace nella società".
UDIENZE
Città
del Vaticano, 20 maggio 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa
mattina in udienza:
-
Nove Presuli della Conferenza Episcopale della Sicilia, in Visita "ad
Limina Apostolorum":
-
L'Arcivescovo Salvatore Gristina, di Catania.
-
L'Arcivescovo Salvatore Pappalardo, di Siracusa.
-
L'Arcivescovo Calogero La Piana, S.D.B., Arcivescovo di
Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela.
-
Il Vescovo Ignazio Zambito, di Patti.
-
Il Vescovo Paolo Urso, di Ragusa.
-
Il Vescovo Salvatore Muratore, di Nicosia.
-
Il Vescovo Antonio Staglianò, di Noto.
-
Il Vescovo Calogero Peri, O.F.M.Cap., di Caltagirone.
-
Il Vescovo Antonino Raspanti, di Acireale.
-
Il Cardinale Robert Sarah, Presidente del Pontificio Consiglio “Cor
Unum”.
-
Nella Domus Sancate Marthae il Papa ha ricevuto il Cardinale Darío
Castrillón
Hoyos, Prefetto emerito della Congregazione per il Clero.
Nel
pomeriggio nella Domus Sanctae Marthae il Santo Padre riceverà:
-
Nove Presuli della Conferenza Episcopale della Sicilia, in Visita "ad
Limina Apostolorum":
-
Il Cardinale Paolo Romeo, Arcivescovo di Palermo con l'Ausiliare:
Vescovo Carmelo Cuttitta.
-
L'Arcivescovo Francesco Montenegro, di Agrigento.
-
L'Arcivescovo Michele Pennisi, di Monreale.
-
L'Arcivescovo Alessandro Plotti, emerito di Pisa, Amministratore
Apostolico "ad nutum Sanctae Sedis" di Trapani.
-
Il Vescovo Vincenzo Manzella, di Cefalù.
-
Il Vescovo Mario Russotto, di Caltanissetta.
-
Il Vescovo Domenico Mogavero, di Mazara del Vallo.
-
Monsignor Giovanni Bongiovanni, Amministratore Diocesano di Piazza
Armerina.
Sabato
18 marzo il Santo Padre ha ricevuto in udienza:
-
L'Arcivescovo Mirosław Adamczyk, Nunzio Apostolico in Liberia.
-
L'Arcivescovo Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione
per la Dottrina della Fede.
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 20 maggio 2013 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la
rinuncia al governo pastorale dell’arcidiocesi di Singapore
(Singapore), presentata dall'Arcivescovo Nicholas Chia Yeck Joo, per
raggiunti limiti d'età. Gli succede il Vescovo William Goh,
Coadiutore della medesima arcidiocesi.
Sabato
18 maggio il Santo Padre:
-
Ha nominato l'Arcivescovo Michael W. Banach, Nunzio Apostolico nelle
Isole Salomone, attualmente Nunzio Apostolico in Papua Nuova Guinea.
-
Ha nominato il Vescovo Manuel José Macário do Nascimento Clemente,
Patriarca di Lisboa (superficie: 3.735; popolazione: 2.235.000;
cattolici: 1.869.000; sacerdoti: 604; religiosi:1.507; diaconi
permanenti: 79), Portogallo. Il Patriarca eletto è nato a Torres
Vedras (Portogallo) nel 1948, ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale
nel 1979 ed è stato incardinato nel Patriarcato di Lisboa, nel quale
ha svolto gli incarichi di Vicerettore e Rettore del Seminario
Maggiore, Docente della Facoltà di Teologia dell'Università
Cattolica Portoghese, Membro del Capitolo della Cattedrale, del
Consiglio Presbiterale e del Consiglio Pastorale. Nel 1999 è stato
nominato Vescovo Ausiliare di Lisboa ed ha ricevuto l'ordinazione
episcopale nel 2000. Nel 2007 è stato nominato Vescovo della Diocesi
di Porto (Portogallo). Attualmente è Vice Presidente della
Conferenza Episcopale Portoghese. Succede al Cardinale José da Cruz
Policarpo, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al
governo pastorale del medesimo Patriarcato, presentata per raggiunti
limiti d'età.
-
Ha nominato il Monsignore Józef Piotr Kupny, Arcivescovo di Wrocław
(superficie: 8.850; popolazione: 1.200.300; cattolici: 1.153.600;
sacerdoti: 858; religiosi: 1.204), Polonia. L'Arcivescovo eletto è
nato nel 1956 a Dąbrówka Wielka (Polonia) ed è stato ordinato
sacerdote nel 1983. Dal 1983 al 1986 è stato Vicario parrocchiale in
Katowice (Polonia). Dal 1992 al 2001 è stato Assistente e poi
Professore aggiunto nella Facoltà di Scienze Sociali dell’Università
Cattolica di Lublin. Dal 2001 al 2004 è stato Rettore del Seminario
di Katowice. Finora Vescovo Ausiliare di Katowice, succede
all'Arcivescovo Marian Golebiewski, del quale il Santo Padre ha
accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi
presentata per raggiunti limiti d'età.
venerdì 17 maggio 2013
IL PAPA RICEVE PER LA PRIMA VOLTA DIRETTORI NAZIONALI PONTIFICIE OPERE MISSIONARIE DELLE QUALI CONFERMA PIENA ATTUALITÀ
Città
del Vaticano, 17 maggio 2013
(VIS). Le Pontificia Opere Missionarie "sono pienamente attuali,
anzi necessarie ancora oggi, perché ci sono tanti popoli che non
hanno ancora conosciuto e incontrato Cristo, ed è urgente trovare
nuove forme e nuove vie perché la grazia di Dio possa toccare il
cuore di ogni uomo e di ogni donna e portarli a Lui". Con queste
parole Papa Francesco ha ricevuto per la prima volta i Direttori
Nazionali delle Pontificie Opere Missionarie, ringraziandoli "perché aiutate a tenere sempre viva l'attività di evangelizzazione,
paradigma di ogni opera della Chiesa".
Il
Santo Padre ha ricordato che le opere Missionarie si chiamano
"Pontificie" perché "sono a diretta disposizione del
Vescovo di Roma, con lo scopo specifico di agire affinché sia
offerto a tutti il dono prezioso del Vangelo". "Certo - ha
detto Papa Francesco - è una missione difficile quella che ci
attende, ma, con la guida dello Spirito Santo, diventa una missione
entusiasmante. (...) È questo
che ci deve dare sempre coraggio: sapere che la forza
dell’evangelizzazione viene da Dio, appartiene a Lui. Noi siamo
chiamati ad aprirci sempre di più all’azione dello Spirito Santo,
(...) per essere strumenti della misericordia di Dio, della sua
tenerezza, del suo amore per ogni uomo e per ogni donna, soprattutto
per i poveri, gli esclusi, i lontani. E questa per ogni cristiano,
per tutta la Chiesa, non è una missione facoltativa, non è una missione facoltativa, ma essenziale".
Il
Papa ha ripetuto l'invito che Paolo VI rivolse ai Direttori
Nazionali, quasi cinquant'anni fa,
"di
custodire gelosamente il respiro universale delle Opere Missionarie"
esortandoli con queste parole: "Fate in modo che le Pontificie
Opere Missionarie continuino, nel solco della loro secolare
tradizione, ad animare e formare le Chiese aprendole ad una
dimensione ampia della missione evangelizzatrice. Giustamente le
Pontificie Opere Missionarie sono poste anche sotto la sollecitudine
dei Vescovi, perché siano 'radicate nella vita delle Chiese
particolari'; ma devono realmente diventare strumento privilegiato
per l’educazione allo spirito missionario universale e ad una
sempre maggiore comunione e collaborazione tra le Chiese per
l’annuncio del Vangelo al mondo. Di fronte alla tentazione delle
comunità di chiudersi in se stesse, - è una tentazione più frequente, più frequente chiudersi in se stesse -, preoccupate dei propri problemi,
- ha sottolineato il Pontefice - il vostro compito è di richiamare
la 'missio ad gentes', di testimoniare profeticamente che la vita
della Chiesa e delle Chiese è missione, ed è missione universale".
In
questo contesto, Papa Francesco ha invitato "ad avere
un’attenzione particolare per le giovani Chiese, che non di rado
operano in un clima di difficoltà, di discriminazione e anche di
persecuzione, perché siano sostenute ed aiutate nel testimoniare con
la parola e con le opere il Vangelo" ed ha concluso il suo
discorso incoraggiando i Direttori Nazionali della Pontificie Opere
Missionarie a continuare il loro impegno "affinché le Chiese
locali sempre più generosamente assumano la loro parte di
responsabilità nella missione universale della Chiesa".
CELEBRAZIONI PRESIEDUTE DAL PAPA MAGGIO-LUGLIO 2013
Città
del Vaticano, 17 maggio 2013
(VIS). Riportiamo di seguito il calendario delle celebrazioni
presiedute dal Santo Padre Francesco, da maggio a luglio 2013.
MAGGIO
Giovedì
23: alle 18:00, nella Basilica Vaticana, Professione di fede con i
Vescovi della Conferenza Episcopale Italiana.
Domenica
26: Solennità della Santissima Trinità, Visita pastorale alla
Parrocchia romana dei “Santi Elisabetta e Zaccaria”, alle ore
9:30 Santa Messa.
Giovedì
30 maggio: Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, alle
19:00, in Piazza San Giovanni in Laterano, Santa Messa, Processione
a Santa Maria Maggiore e Benedizione Eucaristica.
Venerdì
31: alle 20:00, in Piazza San Pietro, recita del Santo Rosario a
conclusione del mese mariano.
GIUGNO
Domenica
2: IX Domenica "per annum", alle 18:00, nella Basilica
Vaticana, Adorazione Eucaristica in contemporanea mondiale.
Domenica
16: XI Domenica "per annum", alle ore 10:30, in Piazza San
Pietro, Santa Messa per la Giornata “Evangelium Vitæ”.
Sabato
29: Solennità dei Santi Pietro e Paolo, alle 9:30, nella Basilica
Vaticana, Santa Messa e imposizione del Pallio ai nuovi Metropoliti.
LUGLIO
Domenica
7: XIV Domenica "per annum", alle ore 9:30, nella Basilica
Vaticana, Santa Messa con i seminaristi, i novizi e le novizie.
Lunedì
22 - lunedì 29: Viaggio Apostolico in Brasile in occasione della
XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù.
NUOVI MOVIMENTI RELIGIOSI: RICERCA DI EFFICACI RISPOSTE PASTORALI
Città
del Vaticano, 17 maggio 2013
(VIS). Ieri, giovedì 16 maggio, nella Cappella della Domus Sanctae
Marthae, si è svolta una consultazione sui Nuovi Movimenti
Religiosi, organizzata dal Pontificio Consiglio per il Dialogo
Interreligioso che, insieme con la Congregazione per
l'Evangelizzazione dei Popoli e i Pontifici Consigli per la
Promozione dell'Unità dei Cristiani e della Cultura, si occupa da
tempo dello studio del fenomeno dei Nuovi Movimenti Religiosi.
Nel
1986 è stato pubblicato per la prima volta un breve rapporto
provvisorio dal titolo: "Il fenomeno delle sette e nuovi
movimenti religiosi sfida pastorale", frutto di un questionario
inviato due anni prima alle Conferenze Episcopali, e da allora i
Dicasteri summenzionati hanno proseguito il lavoro di riflessione
pubblicando un'antologia di testi della Chiesa cattolica (1986-1994)
sui Nuovi Movimenti Religiosi dal titolo "Sette e nuovi
movimenti religiosi: testi della Chiesa cattolica".
Nel
2003 fu pubblicato il volume "Gesù Cristo portatore dell'acqua
viva. Una riflessione cristiana sul 'New Age'" a cura del
Pontificio Consiglio della Cultura e del Pontificio Consiglio per il
Dialogo Interreligioso a cui fece seguito, nel 2004, una Consulta
Internazionale sul New Age.
La
Consultazione di ieri, nella quale circa quaranta partecipanti hanno
rappresentato diversi dicasteri vaticani, le Università Pontificie,
la Conferenza Episcopale Italiana e il Vicariato di Roma, è un
ulteriore passo sulla via della riflessione, dello studio e della
ricerca di efficaci risposte pastorali.
Il
Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per
il Dialogo Interreligioso ha aperto e chiuso i lavori, mentre il
Padre Miguel Angel Ayuso Guixot, Segretario del medesimo Dicastero, è
stato il moderatore dell'incontro che ha esaminato vari temi: I Nuovi
Movimenti Religiosi e la nuova evangelizzazione; Le nuove frontiere
del sacro. Dialogo e confronto tra fede e credulità; Cattolici e
Pentecostali a confronto: identità, relazioni e prospettive; Il
fenomeno del New Age e i nuovi movimenti religiosi: analisi del
contesto culturale.
Fra
i relatori l'Arcivescovo Rino Fisichella, Presidente del Pontificio
Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione; il Padre
Michael Fuss, della Pontificia Università Gregoriana; il Monsignore
Juan Usma Gomez, Capo-Ufficio del Pontificio Consiglio per la
Promozione dell'Unità dei Cristiani; Don Alessandro Olivieri
Pennesi, responsabile dell'Ufficio per i Nuovi Culti del Vicariato di
Roma ed il Padre P. Gallagher, S.J., della Pontificia Università
Gregoriana.
UDIENZE
Città
del Vaticano, 17 maggio 2013
(VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:
-
Nove Presuli della Conferenza Episcopale della Sardegna, in visita
“ad limina Apostolorum”
-
L'Arcivescovo Arrigo Miglio, di Cagliari.
-
L'Arcivescovo Paolo Mario Virgilio Atzei, O.F.M.Conv., di Sassari.
-
L'Arcivescovo Ignazio Sanna, di Oristano.
-
Il Vescovo Antioco Piseddu, di Lanusei.
-
Il Vescovo Sebastiano Sanguinetti, di Tempio-Ampurias.
-
Il Vescovo Giovanni Dettori, di Ales-Terralba.
-
Il Vescovo Mosè Marcia, di Nuoro.
-
Il Vescovo Mauro Maria Morfino, S.D.B., di Alghero-Bosa.
-
Il Cardinale Domenico Calcagno, Presidente dell'Amministrazione del
Patrimonio della Sede Apostolica.
Nel
pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale Marc Ouellet.
P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 17 maggio 2013
(VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Enrique Benavent Vidal,
finora Ausiliare di Valencia (Spagna), Vescovo di Tortosa
(superficie: 6.450; popolazione: 294.000; cattolici: 261.000;
sacerdoti: 132; religiosi: 256; diaconi permanenti: 2), Spagna.
giovedì 16 maggio 2013
IL PAPA I NUOVI AMBASCIATORI: LA CRISI FINANZIARIA AFFONDA LE SUE RADICI NEL RIFIUTO DELL'ETICA
Città
del Vaticano, 16 maggio 2013
(VIS). Quattro nuovi Ambasciatori presso la Santa Sede: il Signor
Bolot Iskovich Otunbaev, del Kyrgyzstan; il Signor David Shoul, di
Antigua e Barbuda; il Signor Jean-Paul Senninger, del Gran Ducato di
Lussemburgo; ed il Signor Lameck Nthekela, del Botswana, sono stati
ricevuti questa mattina dal Santo Padre in occasione della
presentazione delle Lettere Credenziali. Nel suo discorso il Papa ha
esortato i diplomatici a non dimenticare la predominanza dell'etica
nell'economia e nella vita sociale, sottolineando il valore della
solidarietà e della centralità dell'essere umano.
"L’umanità
- ha detto il Papa - vive in questo momento come un tornante della
propria storia, considerati i progressi registrati in vari ambiti.
Dobbiamo lodare i risultati positivi che concorrono all’autentico
benessere dell’umanità, ad esempio nei campi della salute,
dell’educazione e della comunicazione. Tuttavia, va anche
riconosciuto che la maggior parte degli uomini e delle donne del
nostro tempo continuano a vivere in una precarietà quotidiana con
conseguenze funeste. Alcune patologie aumentano, con le loro
conseguenze psicologiche; la paura e la disperazione prendono i cuori
di numerose persone, anche nei Paesi cosiddetti ricchi; la gioia di
vivere va diminuendo; l’indecenza e la violenza sono in aumento; la
povertà diventa più evidente. Si deve lottare per vivere, e spesso
per vivere in modo non dignitoso. Una delle cause di questa
situazione, a mio parere, sta nel rapporto che abbiamo con il denaro,
nell’accettare il suo dominio su di noi e sulle nostre società.
Così la crisi finanziaria che stiamo attraversando ci fa dimenticare
la sua prima origine, situata in una profonda crisi antropologica.
Nella negazione del primato dell’uomo! Abbiamo creato nuovi idoli.
L’adorazione dell’antico vitello d’oro ha trovato una nuova e
spietata immagine nel feticismo del denaro e nella dittatura
dell’economia senza volto né scopo realmente umano".
"La
crisi mondiale che tocca la finanza e l’economia sembra mettere in
luce le loro deformità e soprattutto la grave carenza della loro
prospettiva antropologica, che riduce l’uomo a una sola delle sue
esigenze: il consumo. E peggio ancora, oggi l’essere umano è
considerato egli stesso come un bene di consumo che si può usare e
poi gettare. Abbiamo incominciato questa cultura dello scarto. Questa
deriva si riscontra a livello individuale e sociale; e viene
favorita! In un tale contesto, la solidarietà, che è il tesoro dei
poveri, è spesso considerata controproducente, contraria alla
razionalità finanziaria ed economica. Mentre il reddito di una
minoranza cresce in maniera esponenziale, quello della maggioranza si
indebolisce. Questo squilibrio deriva da ideologie che promuovono
l’autonomia assoluta dei mercati e la speculazione finanziaria,
negando così il diritto di controllo agli Stati pur incaricati di
provvedere al bene comune. Si instaura una nuova tirannia invisibile,
a volte virtuale, che impone unilateralmente e senza rimedio
possibile le sue leggi e le sue regole. Inoltre, l’indebitamento e
il credito allontanano i Paesi dalla loro economia reale ed i
cittadini dal loro potere d’acquisto reale. A ciò si aggiungono,
oltretutto, una corruzione tentacolare e un’evasione fiscale
egoista che hanno assunto dimensioni mondiali. La volontà di potenza
e di possesso è diventata senza limiti".
"Dietro
questo atteggiamento - ha ammonito il Papa - si nasconde il rifiuto
dell’etica, il rifiuto di Dio. Proprio come la solidarietà,
l’etica dà fastidio! È considerata controproducente: come troppo
umana, perché relativizza il denaro e il potere; come una minaccia,
perché rifiuta la manipolazione e la sottomissione della persona.
Perché l’etica conduce a Dio, il quale si pone al di fuori delle
categorie del mercato. Dio è considerato da questi finanzieri,
economisti e politici, come non gestibile, Dio non gestibile,
addirittura pericoloso perché chiama l’uomo alla sua piena
realizzazione e all’indipendenza da ogni genere di schiavitù.
L’etica – un’etica non ideologica naturalmente – permette, a
mio parere, di creare un equilibrio e un ordine sociale più umani.
In questo senso, incoraggio gli esperti di finanza e i governanti dei
vostri Paesi a considerare le parole di san Giovanni Crisostomo: 'Non
condividere con i poveri i propri beni è derubarli e togliere loro
la vita. Non sono i nostri beni che noi possediamo, ma i loro'".
"Sarebbe
auspicabile - ha affermato il Papa - realizzare una riforma
finanziaria che sia etica e produca a sua volta una riforma
economica salutare per tutti. Questa tuttavia richiederebbe un
coraggioso cambiamento di atteggiamento dei dirigenti politici. Li
esorto ad affrontare questa sfida, con determinazione e lungimiranza,
tenendo conto naturalmente della peculiarità dei loro contesti. Il
denaro deve servire e non governare! Il Papa ama tutti, ricchi e
poveri; ma il Papa ha il dovere, in nome di Cristo, di ricordare al
ricco che deve aiutare il povero, rispettarlo, promuoverlo. Il Papa
esorta alla solidarietà disinteressata e a un ritorno dell’etica
in favore dell’uomo nella realtà finanziaria ed economica".
"La
Chiesa, da parte sua, - ha ribadito il Pontefice - lavora sempre per
lo sviluppo integrale di ogni persona. In questo senso, essa ricorda
che il bene comune non dovrebbe essere una semplice aggiunta, un
semplice schema concettuale di qualità inferiore inserito nei
programmi politici. La Chiesa incoraggia i governanti ad essere
veramente al servizio del bene comune delle loro popolazioni. Esorta
i dirigenti delle realtà finanziarie a prendere in considerazione
l’etica e la solidarietà. E perché non potrebbero rivolgersi a
Dio per ispirare i propri disegni? Si formerà allora una nuova
mentalità politica ed economica che contribuirà a trasformare la
dicotomia assoluta tra la sfera economica e quella sociale in una
sana convivenza".
Infine
Papa Francesco ha salutato, tramite i nuovi Ambasciatori, i fedeli
delle comunità cattoliche presenti nei rispettivi Paesi, esortandoli
"a continuare la loro coraggiosa e gioiosa testimonianza della
fede e dell’amore fraterno insegnati da Cristo. Non abbiano paura
di offrire il loro contributo allo sviluppo dei loro Paesi, mediante
iniziative e atteggiamenti ispirati alle Sacre Scritture!".
IL PAPA RICEVE COMITATO ESECUTIVO DELLA CARITAS INTERNATIONALIS
Città
del Vaticano, 16 maggio 2013
(VIS). Questa mattina, dopo la celebrazione della Santa Messa nella
cappella della Domus Sanctae Marthae, il Santo Padre Francesco ha
incontrato il Comitato Esecutivo della Caritas Internationalis,
guidato dal Presidente Cardinale Andrés Rodríguez Maradiaga, SDB,
Arcivescovo di Tegucigalpa (Honduras), per la presentazione della
Campagna contro la fame che verrà lanciata prossimamente.
MESSAGGIO DEL SANTO PADRE IN OCCASIONE CELEBRAZIONI DEL XVII CENTENARIO EDITTO DI MILANO
Città
del Vaticano, 16 maggio 2013
(VIS). Il Patriarca Ecumenico SS. Bartolomeo I è in visita a Milano
in occasione delle celebrazioni per il XVII centenario dell'Editto di
Milano, - firmato da Costantino e Licinio, Imperatori di Occidente ed
Oriente, nell'anno 313 - che concesse libertà di culto in tutto
l'Impero romano e pose fine alle persecuzioni religiose.
In
occasione della visita del Patriarca, Papa Francesco ha inviato, nel
pomeriggio di ieri - tramite il Cardinale Tarcisio Bertone,
Segretario di Stato - un Messaggio al Cardinale Angelo Scola,
Arcivescovo di Milano, nel quale porge "il suo fraterno saluto a
Sua Santità Bartolomeo I, indirizza un pensiero di benvenuto agli
altri illustri ospiti convenuti per la felice circostanza e si
congratula con la diletta chiesa ambrosiana, con le autorità civili
e con l’intera città di Milano, per il rilievo dato alla memoria
della storica decisione, che, decretando la libertà religiosa per i
cristiani, aprì nuove strade al Vangelo e contribuì in maniera
decisiva alla nascita della civiltà europea".
"Papa
Francesco - si legge nel testo - auspica che, oggi come allora, la
comune testimonianza dei cristiani di Oriente e di Occidente,
sorretta dallo spirito del risorto, concorra alla diffusione del
messaggio di salvezza in Europa e nel mondo intero e che, grazie alla
lungimiranza delle autorità civili, sia ovunque rispettato il
diritto all'espressione pubblica della propria fede e sia accolto
senza pregiudizi il contributo che il cristianesimo continua ad
offrire alla cultura e alla società del nostro tempo".
UDIENZE
Città
del Vaticano, 16 maggio 2013
(VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza sette
Presuli della Conferenza Episcopale della Puglia, in Visita “ad
Limina Apostolorum”:
-
L'Arcivescovo Domenico Umberto D’Ambrosio, di Lecce.
-
L'Arcivescovo Domenico Caliandro, di Brindisi-Ostuni.
-
L'Arcivescovo Filippo Santoro, di Taranto.
-
Il Vescovo Domenico Padovano, di Conversano-Monopoli.
-
Il Vescovo Vincenzo Pisanello, di Oria.
-
Il Vescovo Vito Angiuli, di Ugento-Santa Maria di Leuca.
-
Monsignor Luigi Ruperto, Amministratore Diocesano di Nardò-Gallipoli.
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 16 maggio 2013
(VIS). Il Santo Padre ha nominato:
-
Il Professore Philippe Chenaux (Svizzera), Membro del Pontificio
Comitato di Scienze Storiche, attualmente Docente Ordinario di Storia
della Chiesa Moderna e Contemporanea presso la Pontificia Università
Lateranense in Roma e Direttore del "Centro Studi e Ricerche sul
Concilio Vaticano II" della medesima Università.
-
Don Cosimo Semeraro, S.D.B., Membro del Pontificio Comitato di
Scienze Storiche.
-
Il Monsignor Michele De Palma, del clero della Diocesi di
Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, Segretario del Pontificio Comitato
di Scienze Storiche.
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