Città
del Vaticano, 1 marzo 2013
(VIS). Domani, sabato 2 marzo, come di consueto il servizio del
V.I.S. non sarà trasmesso, a meno che non si verifichi un
avvenimento o notizia rilevante.
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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana... [+]
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venerdì 1 marzo 2013
giovedì 28 febbraio 2013
BENEDETTO XVI: DESIDERO LAVORARE PER IL BENE DELLA CHIESA E DELL'UMANITÀ
Città
del Vaticano, 28 febbraio 2013
(VIS). Questo pomeriggio poco dopo le 17:00, Benedetto XVI ha
lasciato, per l'ultima volta da Sommo Pontefice, il Vaticano. Pochi
minuti prima, nel Cortile di San Damaso il Papa, davanti ad un
picchetto della Guardia Svizzera Pontificia che gli rendeva gli
onori, aveva preso congedo dal Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario
di Stato e da altri membri del medesimo Dicastero. Erano anche
presenti il Cardinale Agostino Vallini, Vicario del Santo Padre per
la Diocesi di Roma ed il Cardinale Angelo Comastri, Vicario Generale
di Sua Santità per la Città del Vaticano. Alla cerimonia hanno
assistito numerosi dipendenti della Santa Sede accompagnati dai
familiari e tutti hanno applaudito il Papa. Prima di lasciare il
Vaticano, Benedetto XVI ha lanciato il suo ultimo tweet. "Grazie
per il vostro amore e il vostro sostegno. Possiate sperimentare
sempre la gioia di mettere Cristo al centro della vostra vita".
Poco
dopo il Santo Padre, accompagnato dal suo Segretario, Arcivescovo
Goerg Gänswein,
Prefetto della Casa Pontificia, ha raggiunto in automobile l'eliporto
dove ha salutato il Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio
Cardinalizio, quindi è salito in elicottero diretto a Castel
Gandolfo. Alla partenza dell'elicottero, si è udito lo scampanio
delle campane della Basilica di San Pietro e delle Chiese di Roma.
L'elicottero
del Papa ha sorvolato la città di Roma, passando dal Colosseo e
dalla Basilica di San Giovanni in Laterano ed atterrando all'eliporto
di Castel Gandolfo poco dopo le 17:23. Erano ad attendere il Santo
Padre il Cardinale Giuseppe Bertello, Presidente del Governatorato
della Città del Vaticano e l'Arcivescovo Giuseppe Sciacca,
Segretario del medesimo Dicastero, il Direttore delle Ville
Pontificie, Dottor Saverio Petrillo, il Vescovo Marcello Semararo,
Vescovo della Diocesi di Albano ed altre autorità civili e religiose
della cittadina. Dall'eliporto, in automobile, il Papa ha raggiunto
il Palazzo Apostolico, dove è stato salutato da centinaia di
persone, mentre si udiva lo scampanio delle campane delle parrocchie
di Castel Gandolfo.
Poco
dopo Benedetto XVI si è affacciato al balcone del Palazzo Apostolico
e, alle persone che lo ringraziavano per il suo Pontificato, ha
risposto: "Grazie a voi! Cari amici, sono felice di essere con
voi, circondato dalla bellezza del Creato e dalla vostra simpatia che
mi fa molto bene. Grazie per la vostra amicizia, il vostro affetto.
[applausi] … Voi sapete che questo giorno mio è diverso da quelli
precedenti: non sono più Pontefice Sommo della Chiesa cattolica:
fino alle otto di sera lo sarò ancora, poi non più. Sono
semplicemente un pellegrino che inizia l’ultima tappa del suo
pellegrinaggio su questa terra. Ma vorrei ancora [applausi –
grazie!] … ma vorrei ancora con il mio cuore, con il mio amore, con
la mia preghiera, con la mia riflessione, con tutte le mie forze
interiori, lavorare per il bene comune e il bene della Chiesa e
dell’umanità. E mi sento molto appoggiato dalla vostra simpatia.
Andiamo avanti con il Signore per il bene della Chiesa e del mondo.
Grazie, vi imparto adesso [applausi] … con tutto il cuore la mia
benedizione. Sia benedetto Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito
Santo. Grazie, buona notte! Grazie a voi tutti!"
Il
Pontificato di Benedetto XVI si conclude alle 20:00 di questa sera
(ora di Roma). A quest'ora comincia la Sede Vacante. La Guardia
Svizzera cessa il servizio di custodia della persona del Pontefice e
passa a prestare servizio al Collegio Cardinalizio. In questo periodo
l'account "twitter" @Pontifex sarà disattivato. Quando
sarà eletto il nuovo Papa potrà, se lo vorrà, utilizzarlo.
L'anello del pescatore e il sigillo pontificio di Benedetto XVI
saranno annullati a partire dalle 20:00 e gli appartamenti pontifici
in Vaticano saranno sigillati dal Cardinale Camerlengo.
IL PAPA Al COLLEGIO CARDINALIZIO: CONTINUERÒ A ESSERVI VICINO CON LA PREGHIERA
Città
del Vaticano, 28 febbraio 2013
(VIS). Alle 11:00 di questa mattina, nella Sala Clementina, il Santo
Padre Benedetto XVI ha salutato il Collegio del Cardinali il cui
Decano, Cardinale Angelo Sodano, a nome di tutti i presenti, ha
indirizzato al Papa un breve discorso di congedo.
"Con
grande trepidazione - ha detto il Cardinale Decano - i Padri
Cardinali presenti a Roma si stringono oggi intorno a Lei, per
manifestarLe ancora una volta il loro profondo affetto e per
esprimerLe la loro viva gratitudine per la Sua testimonianza di
abnegato servizio apostolico, per il bene della Chiesa di Cristo e
dell'umanità intera".
"Sabato
scorso, al termine degli Esercizi Spirituali in Vaticano - ha
ricordato il Cardinale Sodano - Ella ha voluto ringraziare i Suoi
Collaboratori della Curia Romana, ricorrendo a queste commoventi
parole: 'Miei amici, vorrei ringraziare tutti voi non solo per questa
settimana, ma per questi otto anni, durante i quali avete portato con
me, con grande competenza, affetto, amore e fede, il peso del
ministero petrino'”.
"Amato
e venerato Successore di Pietro - ha esclamato il Cardinale - siamo
noi che dobbiamo ringraziare Lei per l'esempio che ci ha dato in
questi otto anni di Pontificato. Il 19 aprile del 2005 Ella veniva ad
inserirsi nella lunga catena di Successori dell'Apostolo Pietro ed
oggi, 28 febbraio del 2013, Ella si accinge a lasciarci, in attesa
che il timone della barca di Pietro passi ad altre mani. Si
continuerà così quella successione apostolica, che il Signore ha
promesso alla sua Santa Chiesa, fino a quando si udirà sulla terra
la voce dell'Angelo dell'Apocalisse che proclamerà: 'Tempus non erit
amplius ... consummabitur mysterium Dei', 'il tempo ormai non c'è
più .: è compiuto il mistero di Dio!'. Terminerà così la storia
della Chiesa, insieme alla storia del mondo, con l'avvento di cieli
nuovi e terra nuova".
"Padre
Santo, con profondo amore - ha sottolineato il Decano del Collegio
Cardinalizio - noi abbiamo cercato di accompagnarLa nel Suo cammino,
rivivendo l'esperienza dei discepoli di Emmaus, i quali, dopo aver
camminato con Gesù per un buon tratto di strada, si dissero l'un
l'altro: 'Non era forse ardente il nostro cuore, quando ci parlava
lungo il cammino?'".
"Sì,
Padre Santo, sappia che ardeva anche il nostro cuore quando
camminavamo con Lei in questi ultimi otto anni. Oggi vogliamo ancora
una volta esprimerLe tutta la nostra gratitudine. In coro Le
ripetiamo un'espressione tipica della Sua cara terra natale:
“Vergelt's Gott”, che Dio La ricompensi!".
Il
Santo Padre, a sua volta, si è rivolto ai Cardinali rievocando
l'esperienza dei discepoli di Emmaus. "Anche per me è stata una
gioia camminare con voi in questi anni, nella luce della presenza del
Signore Risorto. Come ho detto ieri, davanti alle migliaia di fedeli
che riempivano Piazza San Pietro, la vostra vicinanza, il vostro
consiglio mi sono stati di grande aiuto nel mio ministero. In questi
otto anni abbiamo vissuto con fede momenti bellissimi di luce radiosa
nel cammino della Chiesa, assieme a momenti in cui qualche nube si è
addensata nel cielo. Abbiamo cercato di servire Cristo e la sua
Chiesa con amore profondo e totale, che è l’anima del nostro
ministero. Abbiamo donato speranza, quella che ci viene da Cristo e
che solo può illuminare il cammino. Insieme possiamo ringraziare il
Signore, che ci ha fatto crescere nella comunione; insieme pregarLo
di aiutarvi a crescere ancora in questa unità profonda, cosicché il
Collegio dei cardinali sia come un’orchestra, dove le diversità,
espressione della Chiesa universale, concorrano sempre alla superiore
e concorde armonia".
"Vorrei
lasciarvi - ha aggiunto il Papa - un pensiero semplice, che mi sta
molto a cuore: un pensiero sulla Chiesa, sul suo mistero, che
costituisce per tutti noi - possiamo dire - la ragione e la passione
della vita. Mi lascio aiutare da una espressione di Romano Guardini,
scritta proprio nell’anno in cui i Padri del Concilio Vaticano II
approvavano la Costituzione 'Lumen Gentium', nel suo ultimo libro con
una dedica personale anche per me. Perciò le parole di questo libro
mi sono particolarmente care. Dice Guardini: 'La Chiesa non è una
istituzione escogitata e costruita a tavolino, ma una realtà
vivente. Essa vive lungo il corso del tempo, in divenire, come ogni
essere vivente, trasformandosi. Eppure nella sua natura rimane sempre
la stessa: il suo cuore è Cristo'. E allora la nostra esperienza,
ieri, mi sembra in piazza: vedere che la Chiesa è un corpo vivo,
animato dallo Spirito Santo e vive realmente dalla forza di Dio. Essa
è nel mondo, ma non è del mondo: è di Dio, di Cristo, dello
Spirito. Lo abbiamo visto ieri. Per questa è vera ed eloquente anche
l’altra famosa espressione di Guardini: 'La Chiesa si risveglia
nelle anime'. La Chiesa vive, cresce e si risveglia nelle anime, che
- come la Vergine Maria - accolgono la Parola di Dio e la
concepiscono per opera dello Spirito Santo. Offrono a Dio la propria
carne e, proprio nella loro povertà e umiltà, diventano capaci di
generare Cristo oggi nel mondo. Attraverso la Chiesa, il Mistero
dell’Incarnazione rimane presente per sempre. Cristo continua a
camminare attraverso i tempi e tutti i luoghi".
"Rimaniamo
uniti, cari fratelli, in questo mistero. Nella preghiera e
specialmente nell’Eucaristia quotidiana, così serviamo la Chiesa e
l’intera umanità. Questa è la nostra gioia, che nessuno ci può
togliere".
"Prima
di salutarvi personalmente - ha concluso il Papa - desidero dirvi che
continuerò a esservi vicino con la preghiera, specialmente nei
prossimi giorni, affinché siate pienamente docili all’azione dello
Spirito Santo nell’elezione del nuovo Papa. Che il Signore vi
mostri quello che è voluto da Lui. Tra voi, tra il Collegio
Cardinalizio, c’è anche il futuro Papa, al quale già oggi
prometto la mia incondizionata reverenza ed obbedienza".
Al
termine del suo discorso Benedetto XVI ha salutato singolarmente
ognuno dei 144 cardinali presenti ed altre personalità della Curia
Romana.
CORDOGLIO PER LA MORTE DEL CARDINALE HONORÉ
Città
del Vaticano, 28 febbraio 2013
(VIS). Il Santo Padre ha inviato un telegramma di cordoglio
all'Arcivescovo Bernard-Nicolas Aubertin, di Tours (Francia), per la
morte, oggi, all'età di 92 anni, del Cardinale Jean Honoré,
Arcivescovo emerito di Tours. Il Papa chiede al Signore di accogliere
"nella sua pace e nella sua luce questo Pastore fedele che ha
servito la Chiesa con devozione, nell'insegnamento cattolico e nella
catechesi, poi come Vescovo di Évreux
ed Arcivescovo di Tour. Competente ed appassionato artefice della
redazione del 'Catechismo della Chiesa Cattolica", il defunto
Cardinale "ha sempre avuto la preoccupazione di annunciare il
Vangelo a tutto il mondo contemporaneo".
INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE PER MARZO 2013
Città
del Vaticano, 28 febbraio 2013
(VIS). Di seguito riportiamo le intenzioni per il mese di marzo
affidate dal Papa all'apostolato della preghiera:
Generale:
"Perché cresca il rispetto per la natura, nella consapevolezza
che l'intera creazione è opera di Dio affidata alla responsabilità
umana".
Missionaria:
"Perché i Vescovi, i presbiteri e i diaconi siano instancabili
annunciatori del Vangelo sino ai confini della terra".
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 28 febbraio 2013
(VIS). Il Santo Padre:
-
Ha nominato il Reverendo Samuel Jofré, Vescovo di Villa María
(superficie: 28.000; popolazione: 386.000; cattolici: 308.000;
sacerdoti: 69; religiosi: 32), Argentina. Il Vescovo eletto è nato
nel 1957 a Córdoba (Argentina) ed è stato ordinato sacerdote nel
1983. Nel 1984 è stato Vicario parrocchiale di Nuestra Señora del
Pilar; dal 1985 al 1990 è stato Parroco di San Roque; dal 1992 al
2005 Parroco di Nuestra Señora di Fatima; dal 2002 al 2005 Vicario
Giudiziale aggiunto del Tribunale Interdiocesano di Córdoba. Al
presente era, simultaneamente, Giudice del Tribunale Interdiocesano
di Córdoba e Parroco della Parrocchia del Santo Cristo. Succede al
Vescovo José Angel Rovai, del quale il Santo Padre ha accettato la
rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi presentata per
raggiunti limiti d'età.
-
Ha nominato il Monsignore Joseph Dinh Duc Dao, Vescovo Ausiliare
della Diocesi di Xuân Lôc (superficie: 5.955; popolazione:
2.458.000; cattolici: 873.440; sacerdoti: 405; religiosi: 2.314),
Viêt Nam. Il Vescovo eletto è nato nel 1945 a Thuc Hoa (Viêt Nam)
ed è stato ordinato sacerdote nel 1971. Dal 1976 al 2007: Vice
Direttore e poi Direttore del C.I.A.M.; dal 1980 al 2009: Professore
alla Pontificia Università Urbaniana, Facoltà di Missiologia e
Istituto di Catechesi e Spiritualità Missionaria; dal 1981 al 2007:
Direttore spirituale del Foyer Paolo VI; dal 1987 al 1993: Membro del
Consiglio Internazionale per la Catechesi (COINCAT) della
Congregazione per il Clero; dal 1992 al 2001: Membro della Fondazione
“Nostra Aetate” del Pontificio Consiglio per il Dialogo
Interreligioso; dal 1995 al 2000: Membro della Commissione Pastorale
del Grande Giubileo dell’Anno Santo 2000; dal 1999 al 2005
Direttore dell’Ufficio di Coordinamento dell’Apostolato per i
Vietnamiti della Diaspora, presso la Congregazione per
l’Evangelizzazione dei Popoli; dal 2001 al 2012: Consultore del
Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso; dal 2010: Rettore
del Seminario Maggiore di Xuan Loc.
mercoledì 27 febbraio 2013
ULTIMA UDIENZA GENERALE DI BENEDETTO XVI: HO CHIESTO A DIO CON INSISTENZA, NELLA PREGHIERA, DI ILLUMINARMI CON LA SUA LUCE PER FARMI PRENDERE LA DECISIONE PIÙ GIUSTA NON PER IL MIO BENE, MA PER IL BENE DELLA CHIESA
Città
del Vaticano, 27 febbraio 2013
(VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha celebrato oggi l'ultima
Udienza Generale del suo Pontificato. In una Piazza San Pietro
gremita da decine di migliaia persone che hanno voluto salutarlo, il
Pontefice, con emozione, ha detto: "Vi ringrazio di essere
venuti così numerosi a questa ultima Udienza Generale. Grazie, sono
veramente commosso. E vedo la Chiesa viva! E penso che dobbiamo anche
dire un grazie al Creatore per il tempo bello che ci dona adesso
ancora nell'inverno".
Di
seguito riportiamo il testo integrale pronunciato dal Santo Padre:
"Come
l’apostolo Paolo nel testo biblico che abbiamo ascoltato, anch’io
sento nel mio cuore di dover soprattutto ringraziare Dio, che guida e
fa crescere la Chiesa, che semina la sua Parola e così alimenta la
fede nel suo Popolo. In questo momento il mio animo si allarga ed
abbraccia tutta la Chiesa sparsa nel mondo; e rendo grazie a Dio per
le 'notizie' che in questi anni del ministero petrino ho potuto
ricevere circa la fede nel Signore Gesù Cristo, e della carità che
circola realmente nel Corpo della Chiesa e lo fa vivere nell’amore,
e della speranza che ci apre e ci orienta verso la vita in pienezza,
verso la patria del Cielo".
"Sento
di portare tutti nella preghiera, in un presente che è quello di
Dio, dove raccolgo ogni incontro, ogni viaggio, ogni visita
pastorale. Tutto e tutti raccolgo nella preghiera per affidarli al
Signore: perché abbiamo piena conoscenza della sua volontà, con
ogni sapienza e intelligenza spirituale, e perché possiamo
comportarci in maniera degna di Lui, del suo amore, portando frutto
in ogni opera buona (cfr Col 1,9-10)".
"In
questo momento, c’è in me una grande fiducia, perché so, sappiamo
tutti noi, che la Parola di verità del Vangelo è la forza della
Chiesa, è la sua vita. Il Vangelo purifica e rinnova, porta frutto,
dovunque la comunità dei credenti lo ascolta e accoglie la grazia di
Dio nella verità e nella carità. Questa è la mia fiducia, questa è
la mia gioia".
"Quando,
il 19 aprile di quasi otto anni fa, ho accettato di assumere il
ministero petrino, ho avuto la ferma certezza che mi ha sempre
accompagnato: questa certezza della vita della Chiesa dalla Parola di
Dio. In quel momento, come ho già espresso più volte, le parole che
sono risuonate nel mio cuore sono state: Signore, perché mi chiedi
questo e che cosa mi chiedi? È
un peso grande quello che mi poni sulle spalle, ma se Tu me lo
chiedi, sulla tua parola getterò le reti, sicuro che Tu mi guiderai,
anche con tutte le mie debolezze. E otto anni dopo posso dire che il
Signore mi ha guidato, mi è stato vicino, ho potuto percepire
quotidianamente la sua presenza. È
stato un tratto di cammino della Chiesa che ha avuto momenti di gioia
e di luce, ma anche momenti non facili; mi sono sentito come san
Pietro con gli Apostoli nella barca sul lago di Galilea: il Signore
ci ha donato tanti giorni di sole e di brezza leggera, giorni in cui
la pesca è stata abbondante; vi sono stati anche momenti in cui le
acque erano agitate ed il vento contrario, come in tutta la storia
della Chiesa e il Signore sembrava dormire. Ma ho sempre saputo che
in quella barca c’è il Signore e ho sempre saputo che la barca
della Chiesa non è mia, non è nostra, ma è sua. E il Signore non
la lascia affondare; è Lui che la conduce, certamente anche
attraverso gli uomini che ha scelto, perché così ha voluto. Questa
è stata ed è una certezza, che nulla può offuscare. Ed è per
questo che oggi il mio cuore è colmo di ringraziamento a Dio perché
non ha fatto mai mancare a tutta la Chiesa e anche a me la sua
consolazione, la sua luce, il suo amore".
"Siamo
nell’Anno della fede, che ho voluto per rafforzare proprio la
nostra fede in Dio in un contesto che sembra metterlo sempre più in
secondo piano. Vorrei invitare tutti a rinnovare la ferma fiducia nel
Signore, ad affidarci come bambini nelle braccia di Dio, certi che
quelle braccia ci sostengono sempre e sono ciò che ci permette di
camminare ogni giorno anche nella fatica. Vorrei che ognuno si
sentisse amato da quel Dio che ha donato il suo Figlio per noi e che
ci ha mostrato il suo amore senza confini. Vorrei che ognuno sentisse
la gioia di essere cristiano. In una bella preghiera da recitarsi
quotidianamente al mattino si dice: 'Ti adoro, mio Dio, e ti amo con
tutto il cuore. Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano…».
Sì, siamo contenti per il dono della fede; è il bene più prezioso,
che nessuno ci può togliere! Ringraziamo il Signore di questo ogni
giorno, con la preghiera e con una vita cristiana coerente. Dio ci
ama, ma attende che anche noi lo amiamo!".
"Ma
non è solamente Dio che voglio ringraziare in questo momento. Un
Papa non è solo nella guida della barca di Pietro, anche se è la
sua prima responsabilità. Io non mi sono mai sentito solo nel
portare la gioia e il peso del ministero petrino; il Signore mi ha
messo accanto tante persone che, con generosità e amore a Dio e alla
Chiesa, mi hanno aiutato e mi sono state vicine. Anzitutto voi, cari
Fratelli Cardinali: la vostra saggezza, i vostri consigli, la vostra
amicizia sono stati per me preziosi; i miei Collaboratori, ad
iniziare dal mio Segretario di Stato che mi ha accompagnato con
fedeltà in questi anni; la Segreteria di Stato e l’intera Curia
Romana, come pure tutti coloro che, nei vari settori, prestano il
loro servizio alla Santa Sede: sono tanti volti che non emergono,
rimangono nell’ombra, ma proprio nel silenzio, nella dedizione
quotidiana, con spirito di fede e umiltà sono stati per me un
sostegno sicuro e affidabile. Un pensiero speciale alla Chiesa di
Roma, la mia Diocesi! Non posso dimenticare i Fratelli
nell’Episcopato e nel Presbiterato, le persone consacrate e
l’intero Popolo di Dio: nelle visite pastorali, negli incontri,
nelle udienze, nei viaggi, ho sempre percepito grande attenzione e
profondo affetto; ma anch’io ho voluto bene a tutti e a ciascuno,
senza distinzioni, con quella carità pastorale che è il cuore di
ogni Pastore, soprattutto del Vescovo di Roma, del Successore
dell’Apostolo Pietro. Ogni giorno ho portato ciascuno di voi nella
preghiera, con il cuore di padre".
Vorrei
che il mio saluto e il mio ringraziamento giungesse poi a tutti: il
cuore di un Papa si allarga al mondo intero. E vorrei esprimere la
mia gratitudine al Corpo diplomatico presso la Santa Sede, che rende
presente la grande famiglia delle Nazioni. Qui penso anche a tutti
coloro che lavorano per una buona comunicazione e che ringrazio per
il loro importante servizio.
A
questo punto vorrei ringraziare di vero cuore anche tutte le numerose
persone in tutto il mondo, che nelle ultime settimane mi hanno
inviato segni commoventi di attenzione, di amicizia e di preghiera.
Sì, il Papa non è mai solo, ora lo sperimento ancora una volta in
un modo così grande che tocca il cuore. Il Papa appartiene a tutti e
tantissime persone si sentono molto vicine a lui. E’ vero che
ricevo lettere dai grandi del mondo – dai Capi di Stato, dai Capi
religiosi, dai rappresentanti del mondo della cultura eccetera. Ma
ricevo anche moltissime lettere da persone semplici che mi scrivono
semplicemente dal loro cuore e mi fanno sentire il loro affetto, che
nasce dall’essere insieme con Cristo Gesù, nella Chiesa. Queste
persone non mi scrivono come si scrive ad esempio ad un principe o ad
un grande che non si conosce. Mi scrivono come fratelli e sorelle o
come figli e figlie, con il senso di un legame familiare molto
affettuoso. Qui si può toccare con mano che cosa sia Chiesa – non
un’organizzazione, un’associazione per fini religiosi o
umanitari, ma un corpo vivo, una comunione di fratelli e sorelle nel
Corpo di Gesù Cristo, che ci unisce tutti. Sperimentare la Chiesa in
questo modo e poter quasi toccare con le mani la forza della sua
verità e del suo amore, è motivo di gioia, in un tempo in cui tanti
parlano del suo declino. Ma vediamo come la Chiesa è viva oggi!".
In
questi ultimi mesi, ho sentito che le mie forze erano diminuite, e ho
chiesto a Dio con insistenza, nella preghiera, di illuminarmi con la
sua luce per farmi prendere la decisione più giusta non per il mio
bene, ma per il bene della Chiesa. Ho fatto questo passo nella piena
consapevolezza della sua gravità e anche novità, ma con una
profonda serenità d’animo. Amare la Chiesa significa anche avere
il coraggio di fare scelte difficili, sofferte, avendo sempre davanti
il bene della Chiesa e non se stessi".
"Qui
permettetemi di tornare ancora una volta al 19 aprile 2005. La
gravità della decisione è stata proprio anche nel fatto che da quel
momento in poi ero impegnato sempre e per sempre dal Signore. Sempre
– chi assume il ministero petrino non ha più alcuna privacy.
Appartiene sempre e totalmente a tutti, a tutta la Chiesa. Alla sua
vita viene, per così dire, totalmente tolta la dimensione privata.
Ho potuto sperimentare, e lo sperimento precisamente ora, che uno
riceve la vita proprio quando la dona. Prima ho detto che molte
persone che amano il Signore amano anche il Successore di san Pietro
e sono affezionate a lui; che il Papa ha veramente fratelli e
sorelle, figli e figlie in tutto il mondo, e che si sente al sicuro
nell’abbraccio della vostra comunione; perché non appartiene più
a se stesso, appartiene a tutti e tutti appartengono a lui".
"Il
'sempre' è anche un 'per sempre' - non c’è più un ritornare nel
privato. La mia decisione di rinunciare all’esercizio attivo del
ministero, non revoca questo. Non ritorno alla vita privata, a una
vita di viaggi, incontri, ricevimenti, conferenze eccetera. Non
abbandono la croce, ma resto in modo nuovo presso il Signore
Crocifisso. Non porto più la potestà dell’officio per il governo
della Chiesa, ma nel servizio della preghiera resto, per così dire,
nel recinto di san Pietro. San Benedetto, il cui nome porto da Papa,
mi sarà di grande esempio in questo. Egli ci ha mostrato la via per
una vita, che, attiva o passiva, appartiene totalmente all’opera di
Dio".
"Ringrazio
tutti e ciascuno anche per il rispetto e la comprensione con cui
avete accolto questa decisione così importante. Io continuerò ad
accompagnare il cammino della Chiesa con la preghiera e la
riflessione, con quella dedizione al Signore e alla sua Sposa che ho
cercato di vivere fino ad ora ogni giorno e che vorrei vivere sempre.
Vi chiedo di ricordarmi davanti a Dio, e soprattutto di pregare per i
Cardinali, chiamati ad un compito così rilevante, e per il nuovo
Successore dell’Apostolo Pietro: il Signore lo accompagni con la
luce e la forza del suo Spirito".
"Invochiamo
la materna intercessione della Vergine Maria Madre di Dio e della
Chiesa perché accompagni ciascuno di noi e l’intera comunità
ecclesiale; a Lei ci affidiamo, con profonda fiducia".
Cari
amici! Dio guida la sua Chiesa, la sorregge sempre anche e
soprattutto nei momenti difficili. Non perdiamo mai questa visione di
fede, che è l’unica vera visione del cammino della Chiesa e del
mondo. Nel nostro cuore, nel cuore di ciascuno di voi, ci sia sempre
la gioiosa certezza che il Signore ci è accanto, non ci abbandona,
ci è vicino e ci avvolge con il suo amore. Grazie!".
UDIENZE
Città
del Vaticano, 27 febbraio 2013
(VIS). Al termine dell’Udienza Generale il Santo Padre Benedetto
XVI ha ricevuto in Udienza, nella Sala Clementina del Palazzo
Apostolico Vaticano:
-
Il Signor Ivan Gasparovic, Presidente della Repubblica Slovacca.
-
I Signori Teodoro Lonferini e Denise Bronzetti, Capitani Reggenti
della Repubblica di San Marino.
-
L’Onorevole Horst Seehofer, Ministro Presidente di Baviera, con la
Consorte.
-
L'Arcivescovo Joan Enric Vives i Sicilia, di Urgell e Co-Principe di
Andorra.
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 27 febbraio 2013
(VIS). Il Santo Padre:
-
Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Arcidiocesi di
Liverpool (Inghilterra), presentata dall'Arcivescovo Patrick Altham
Kelly, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di
Diritto Canonico.
-
Ha accettato la rinuncia ad Ausiliare dell'Arcidiocesi di Armagh
(Irlanda), presentata dall'Arcivescovo Gerard Clifford, in conformità
ai canoni 411 e 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.
-
Ha nominato il Cardinale Stanislaw Dziwisz, Arcivescovo di Cracovia
(Polonia), Inviato Speciale alla celebrazione del VI centenario della
Cattedrale di Kaunas (Lituania), che avrà luogo il 5 maggio 2013.
AVVISO
Città
del Vaticano, 27 febbraio 2013
(VIS). Domani, 28 febbraio, ultimo giorno del Pontificato di
Benedetto XVI, il V.I.S. trasmetterà due bollettini. Il primo
all'ora abituale e il secondo, nel tardo pomeriggio, per informare i
nostri lettori sulla partenza del Papa dal Vaticano e sul suo arrivo
al Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, dove è in programma che il
Papa pronunci brevi parole di saluto.
martedì 26 febbraio 2013
BENEDETTO XVI SARÀ PONTEFICE EMERITO
Città
del Vaticano, 26 febbraio 2013
(VIS). Benedetto XVI sarà "Pontefice emerito" o "Papa
emerito", ha informato questa mattina il Direttore della Sala
Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., nel corso di
un briefing sugli ultimi giorni del Pontificato di Benedetto XVI. Il
Papa conserverà il nome di "Sua Santità Benedetto XVI" ed
indosserà l'abito talare bianco semplice, senza la mantellina che
copre le spalle.
Per
l'ultima udienza generale del Papa, domani 27 febbraio, sono stati
già distribuiti 50.000 ingressi riservati, anche se l'affluenza sarà
certamente maggiore. Eccetto che per il giro in papamobile che sarà
più ampio del solito, l'udienza si svolgerà nella forma abituale.
Le presentazioni individuali finali, i cosiddetti "baciamano"
o brevi saluti al Papa al termine dell'Udienza, saranno sostituti
dall'incontro che Benedetto XVI avrà nella Sala Clementina con
alcune autorità presenti a Roma, fra di esse i Presidenti della
Slovacchia e della regione tedesca della Baviera.
Il
28 febbraio, ultimo giorno di Pontificato, la mattina Benedetto XVI
saluterà, nella Sala Clementina, i cardinali presenti a Roma. Alle
16:55, nel Cortile di San Damaso, riceverà gli onori di un picchetto
della Guardia Svizzera e sarà salutato dal Cardinale Tarcisio
Bertone, Segretario di Stato, e da altri membri del Dicastero.
All'eliporto vaticano Benedetto XVI riceverà il saluto del Cardinale
Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio. All'arrivo
dell'elicottero a Castel Gandolfo, alle 17:15, saranno ad accogliere
il Papa il Cardinale Giuseppe Bertello, Presidente, e il Vescovo
Giuseppe Sciacca, Segretario, del Governatorato dello Stato della
Città del Vaticano, il Vescovo della Diocesi di Albano, Monsignor
Marcello Semeraro e le autorità civili della cittadina.
Benedetto
XVI ai affaccerà al balcone del Palazzo Apostolico di Castel
Gandolfo per salutare quanti si sono recati nella piazza per
salutarlo. Alle 20:00 comincia la Sede Vacante, la Guardia Svizzera
che presta servizio a Castel Gandolfo, cesserà il suo servizio
poiché è un corpo dedicato alla custodia del Romano Pontefice.
Della sicurezza del Papa emerito continuerà ad occuparsi la
Gendarmeria Vaticana.
Padre
Lombardi ha spiegato inoltre che Benedetto XVI non utilizzerà più
"L'Anello del pescatore" che sarà annullato come il
sigillo di piombo del pontificato. Di ciò si occuperanno il
Cardinale Camerlengo con i suoi collaboratori. Ugualmente Padre
Lombardi ha informato che il Papa non utilizzerà più le calzature
rosse indossate dai pontefici.
Relativamente
all'inizio delle congregazioni dei cardinali, il Cardinali Decano
invierà, il 1° marzo, una lettera a tutti i cardinali convocandoli
a Roma. "È
verosimile - ha aggiunto Padre Lombardi - che le congregazioni
comincino a partire dalla prossima settimana".
Le
congregazioni si terranno nell'Aula Nuova del Sinodo e i Porporati
non alloggeranno nella Casa Santa Marta fino alla vigilia dell'inizio
del conclave, perché durante le congregazioni si sorteggerà
l'alloggio a loro destinato.
SOLIDARIETÀ E PACE CON I CRISTIANI DI TERRA SANTA
Città
del Vaticano, 26 febbraio 2013
(VIS). Il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per
le Chiese Orientali, ha indirizzato una lettera a tutti i Vescovi del
mondo per chiedere il loro sostegno con la Collecta pro Terra Sancta,
che si tiene come di consueto il Venerdì Santo. La lettera, a firma
del Cardinale Prefetto Leonardo Sandri e del Segretario, Arcivescovo
Cyril Vasil, S.I., ha la finalità di sensibilizzare l'intera Chiesa
Cattolica a favore della Terra Santa, promuovendo particolari
iniziative di preghiera e di carità fraterna per i cristiani di
Gerusalemme, Israele e Palestina e dei paesi circostanti.
"La
compassione evangelica - si legge nella lettera - aiuta a comprendere
la necessità della Colletta del Venerdì Santo a sostegno dei
fratelli e delle sorelle che nei Luoghi della Redenzione, con i loro
pastori, vivono il mistero di Cristo, il Crocifisso che è Risorto
per la salvezza dell'umanità. È
un dovere antico e sempre appagante per la sua singolare connotazione
ecclesiale. Mentre si avvicina la Pasqua, esso diventa quanto mai
attuale e si fa espressione della fede che la Chiesa, ora guidata da
Papa Benedetto XVI, rivive intensamente nel 50° anniversario del
Concilio Ecumenico Vaticano II. Quell'assise l'ha aperta al mondo
radicandola ancor più nella tradizione che parte dalle origini
cristiane. Di esse la Terra Santa è testimone silenziosa e custode
vivente, grazie alle comunità latine della Diocesi Patriarcale di
Gerusalemme e della Custodia Francescana, come a quelle Melchita,
Maronita, Sira, Armena, Caldea e Copta, ivi operanti. Ma è
testimone, nel contempo, di come popoli interi, affamati di dignità
e di giustizia, abbiano dato ali al sogno di una primavera della
quale volevamo subito vedere i frutti, quasi che la grande
trasformazione auspicata fosse possibile senza un rinnovamento dei
cuori e la responsabilità verso i poveri del mondo condivisa da
tutti noi".
"Tra
i primi frutti della sensibilità conciliare vi è l''Enciclica Pacem
in terris' del Beato Giovanni XXIII, la quale suscita in questo Anno
della Fede una pressante invocazione di pace, specialmente per la
Siria, i cui destini si riversano minacciosi sul Vicino Oriente".
"La
situazione mediorientale sembra esigere quanto propone l'Enciclica
'Populorum progressio' del Servo di Dio Paolo VI. A fronte della
denuncia delle carenze materiali di coloro che sono privati del
minimo vitale, e le carenze morali di coloro che sono mutilati
dall'egoismo (n. 21), il Romano Pontefice suggeriva non soltanto
l'accresciuta considerazione della dignità degli altri, l'orientarsi
verso lo spirito di povertà (cf. Mt 5,3), la cooperazione al bene
comune, la volontà di pace, bensì il riconoscimento da parte
dell'uomo dei valori supremi e di Dio, che ne è la sorgente e il
termine (ibid.). Il Papa non esitava ad indicare a tal fine
soprattutto la fede, dono di Dio accolto dalla buona volontà
dell'uomo, e l'unità nella carità di Cristo. Con lo sguardo della
fede egli compì nella Terra di Gesù il primo dei suoi grandi viaggi
apostolici nel 1964. Il Beato Giovanni Paolo II si pose sulle sue
orme nell'anno 2000, definendo il suo pellegrinaggio un momento di
fraternità e di pace, che mi piace raccogliere come uno dei più bei
doni dell'evento giubilare ed esprimendo l'augurio sentito di una
sollecita e giusta soluzione dei problemi ancora aperti in quei
luoghi santi, congiuntamente cari agli ebrei, ai cristiani e ai
musulmani (Novo Millennio Ineunte 13)".
"Papa
Benedetto ci offre esempi ammirevoli dello stesso sguardo
compassionevole. Ne sono prova incoraggiante la Visita pastorale del
settembre scorso in Libano per la pubblicazione dell'Esortazione
apostolica 'Ecclesia in Medio Oriente'; il ricordo costante
all'Angelus, nelle Udienze, nei Discorsi con Personalità e
Istituzioni; l'intenzione di preghiera indicata a tutta la Chiesa nel
gennaio 2013 affinché le comunità cristiane del Medio Oriente,
spesso discriminate, ricevano dallo Spirito Santo la forza della
fedeltà e della perseveranza; l'invito a due giovani libanesi
maroniti perché scrivano i testi della Via Crucis del prossimo
Venerdì Santo".
"I
cristiani che vivono in Israele e Palestina, Cipro, Libano,
Giordania, Siria, Egitto a formare nel senso più ampio la Terra di
Gesù, devono trovare in noi lo stesso sguardo di fede".
"Con
grata meraviglia riconosciamo quanto la generosa sollecitudine dei
cattolici ha finora compiuto. Ciò consente di mantenere i Luoghi
Santi, e le comunità che vi si raccolgono. Insieme agli istituti
religiosi maschili e femminili, esse offrono i primi soccorsi nelle
catastrofiche conseguenze procurate dalla guerra e in ogni altra
emergenza. Sono esse, con una qualificata rete pastorale, scolastica
e sanitaria, a distinguersi nell'assistenza alle famiglie, specie per
salvare la vita rifiutata, venendo incontro ad anziani, malati,
disabili, a chi è senza lavoro, ai giovani in cerca di futuro,
sempre operando in difesa dei diritti umani, compresa la libertà
religiosa. Se a ciò si aggiunge l'encomiabile sforzo ecumenico ed
interreligioso, come quello per contenere l'incessante esodo dei
fedeli dalla madrepatria orientale e la vicinanza ai profughi e
rifugiati, si compone lo 'specifico cristiano' che fa di quella
regione, al di là di ogni sua sofferenza, un Luogo ove Dio è senza
sosta glorificato perché benedica l'umanità".
"La
Congregazione per le Chiese Orientali rivolge, pertanto, il più
convinto appello a confermare la carità ecclesiale a favore della
Terra Santa. Insieme al Papa, ringrazia pastori e fedeli per
l'abbraccio orante e solidale che accanto alla Croce del Signore
vorranno riservarle, condividendo il grazie del Supremo Pastore alla
Chiesa che in quell'area dà prova di tanto sofferta testimonianza e
la cui fedeltà ricorda a tutti la consolante promessa del Risorto:
'Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra
gioia sia piena' (Gv 15,11)", conclude il testo.
Questa
mattina, inoltre, è stato reso pubblico un rapporto della Custodia
di Terra Santa (Provincia dell'Ordine dei Frati Minori), che
illustra in forma dettagliata le opere realizzate grazie alla
Collecta del 2012. Numerosi sono stati i lavori di ristrutturazione e
manutenzione di santuari, chiese e conventi dei Luoghi Santi, a
Betlemme, a Gerusalemme, Nazaret, Magdala, Cafarnao, Monte Tabor e
Monte Nebo. Altri lavori hanno migliorato le infrastrutture per
l'accoglienza dei pellegrini.
Una
parte importante dei fondi è stata destinata a borse di studio per
studenti universitari, ad aiuti a piccole imprese artigiane,
costruzione di abitazioni, scuole ed impianti sportivi per bambini.
Destinatari degli aiuti, che hanno compreso anche istituzioni
culturali, sono stati i bisognosi, le famiglie e le comunità
parrocchiali.
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 26 febbraio 2013
(VIS). Il Santo Padre ha nominato:
-
Il Vescovo Claudio Giuliodori, Assistente Ecclesiastico Generale
della Università Cattolica del Sacro Cuore (Italia). È
stato finora Vescovo di
Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia (Italia).
-
Il Monsignore Claudio Iovine, Relatore della Congregazione delle
Cause dei Santi, finora
Aiutante
di Studio del medesimo Dicastero.
lunedì 25 febbraio 2013
MOTU PROPRIO: IL PAPA LASCIA AI CARDINALI LA FACOLTÀ DI ANTICIPARE L'INIZIO DEL CONCLAVE
Città
del Vaticano, 25 febbraio 2013
(VIS). Pubblichiamo di seguito la Lettera Apostolica in forma di Motu
Proprio su alcune modifiche relative all'elezione del Romano
Pontefice, del Santo Padre Benedetto XVI e datata 22 febbraio.
Con
la Lettera apostolica "De aliquibus mutationibus in normis de
electione Romani Pontificis", data Motu Proprio a Roma l’11
giugno 2007 nel terzo anno del mio Pontificato, ho stabilito alcune
norme che, abrogando quelle prescritte al numero 75 della
Costituzione apostolica Universi Dominici gregis promulgate il 22
febbraio 1996 dal mio Predecessore il Beato Giovanni Paolo II, hanno
ristabilito la norma, sancita dalla tradizione, secondo la quale per
la valida elezione del Romano Pontefice è sempre richiesta la
maggioranza dei due terzi di voti dei Cardinali elettori presenti.
Considerata
l’importanza di assicurare il migliore svolgimento di quanto
attiene, pur con diverso rilievo, all’elezione del Romano
Pontefice, in particolare una più certa interpretazione ed
attuazione di alcune disposizioni, stabilisco e prescrivo che alcune
norme della Costituzione apostolica Universi Dominici gregis e quanto
io stesso ho disposto nella summenzionata Lettera apostolica siano
sostituite dalle norme che seguono:
n.
35. “Nessun Cardinale elettore potrà essere escluso dall’elezione
sia attiva che passiva per nessun motivo o pretesto, fermo restando
quanto prescritto al n. 40 e al n. 75 di questa Costituzione.”
n.
37. “Ordino inoltre che, dal momento in cui la Sede Apostolica sia
legittimamente vacante, si attendano per quindici giorni interi gli
assenti prima di iniziare il Conclave; lascio peraltro al Collegio
dei Cardinali la facoltà di anticipare l’inizio del Conclave se
consta della presenza di tutti i Cardinale elettori, come pure la
facoltà di protrarre, se ci sono motivi gravi, l’inizio
dell’elezione per alcuni altri giorni. Trascorsi però, al massimo,
venti giorni dall’inizio della Sede Vacante, tutti i Cardinali
elettori presenti sono tenuti a procedere all’elezione.”
n.
43. “Dal momento in cui è stato disposto l’inizio delle
operazioni dell’elezione, fino al pubblico annunzio dell’avvenuta
elezione del Sommo Pontefice o, comunque, fino a quando così avrà
ordinato il nuovo Pontefice, i locali della Domus Sanctae Marthae,
come pure e in modo speciale la Cappella Sistina e gli ambienti
destinati alle celebrazioni liturgiche, dovranno essere chiusi, sotto
l’autorità del Cardinale Camerlengo e con la collaborazione
esterna del Vice Camerlengo e del Sostituto della Segreteria di
Stato, alle persone non autorizzate, secondo quanto stabilito nei
numeri seguenti.
L’intero
territorio della Città del Vaticano e anche l’attività ordinaria
degli Uffici aventi sede entro il suo ambito dovranno essere
regolati, per detto periodo, in modo da assicurare la riservatezza e
il libero svolgimento di tutte le operazioni connesse con l’elezione
del Sommo Pontefice. In particolare si dovrà provvedere, anche con
l’aiuto di Prelati Chierici di Camera, che i Cardinali elettori non
siano avvicinati da nessuno durante il percorso dalla Domus Sanctae
Marthae al Palazzo Apostolico Vaticano.”
n.
46, 1° comma. “Per venire incontro alle necessità personali e
d’ufficio connesse con lo svolgimento dell’elezione, dovranno
essere disponibili e quindi convenientemente alloggiati in locali
adatti entro i confini di cui al n. 43 della presente Costituzione,
il Segretario del Collegio Cardinalizio, che funge da Segretario
dell’assemblea elettiva; il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche
Pontificie con otto Cerimonieri e due Religiosi addetti alla
Sagrestia Pontificia; un ecclesiastico scelto dal Cardinale Decano o
dal Cardinale che ne fa le veci, perché lo assista nel proprio
ufficio.”
n.
47. “Tutte le persone elencate al n. 46 e al n. 55, 2° comma della
presente Costituzione apostolica, che per qualsivoglia motivo e in
qualsiasi tempo venissero a conoscenza da chiunque di quanto
direttamente o indirettamente concerne gli atti propri dell’elezione
e, in modo particolare, di quanto attiene agli scrutini avvenuti
nell’elezione stessa, sono obbligate a stretto segreto con
qualunque persona estranea al Collegio dei Cardinali elettori: per
tale scopo, prima dell’inizio delle operazioni dell’elezione,
dovranno prestare giuramento secondo le modalità e la formula
indicate nel numero seguente.”
n.
48. “Le persone indicate nel n. 46 e nel n. 55, 2° comma della
presente Costituzione, debitamente ammonite sul significato e
sull’estensione del giuramento da prestare, prima dell’inizio
delle operazioni dell’elezione, dinanzi al Cardinale Camerlengo o
ad altro Cardinale dal medesimo delegato, alla presenza di due
Protonotari Apostolici di Numero Partecipanti, a tempo debito
dovranno pronunziare e sottoscrivere il giuramento secondo la formula
seguente:
Io
N. N. prometto e giuro di osservare il segreto assoluto con chiunque
non faccia parte del Collegio dei Cardinali elettori, e ciò in
perpetuo, a meno che non ne riceva speciale facoltà data
espressamente dal nuovo Pontefice eletto o dai suoi Successori, circa
tutto ciò che attiene direttamente o indirettamente alle votazioni e
agli scrutini per l’elezione del Sommo Pontefice.
Prometto
parimenti e giuro di astenermi dal fare uso di qualsiasi strumento di
registrazione o di audizione o di visione di quanto, nel periodo
della elezione, si svolge entro l’ambito della Città del Vaticano,
e particolarmente di quanto direttamente o indirettamente in
qualsiasi modo ha attinenza con le operazioni connesse con l’elezione
medesima.
Dichiaro
di emettere questo giuramento, consapevole che una infrazione di esso
comporterà nei miei confronti la pena della scomunica «latae
sententiae» riservata alla Sede Apostolica.”
Così
Dio mi aiuti e questi Santi Evangeli, che tocco con la mia mano.”
n.
49. “Celebrate secondo i riti prescritti le esequie del defunto
Pontefice, preparato quanto è necessario per il regolare svolgimento
dell’elezione, il giorno stabilito, ai termini del n. 37 della
presente Costituzione, per l’inizio del Conclave tutti i Cardinali
converranno nella Basilica di San Pietro in Vaticano, o altrove
secondo l’opportunità e le necessità del tempo e del luogo, per
prender parte ad una solenne celebrazione eucaristica con la Messa
votiva pro eligendo Papa (19). Ciò dovrà essere compiuto
possibilmente in ora adatta del mattino, così che nel pomeriggio
possa svolgersi quanto prescritto nei numeri seguenti della stessa
Costituzione.”
n.
50. “Dalla Cappella Paolina del Palazzo Apostolico, dove si saranno
raccolti in ora conveniente del pomeriggio, i Cardinali elettori in
abito corale si recheranno in solenne processione, invocando col
canto del Veni Creator l’assistenza dello Spirito Santo, alla
Cappella Sistina del Palazzo Apostolico, luogo e sede dello
svolgimento dell’elezione. Parteciperanno alla processione il Vice
Camerlengo, l’Uditore Generale della Camera Apostolica e due membri
di ciascuno dei Collegi dei Protonotari Apostolici di Numero
Partecipanti, dei Prelati Uditori della Rota Romana e dei Prelati
Chierici di Camera.”
n.
51, 2° comma. “Sarà pertanto cura del Collegio Cardinalizio,
operante sotto l’autorità e la responsabilità del Camerlengo
coadiuvato dalla Congregazione particolare di cui al n. 7 della
presente Costituzione, che, all’interno di detta Cappella e dei
locali adiacenti, tutto sia previamente disposto, anche con l’aiuto
dall’esterno del Vice Camerlengo e del Sostituto della Segreteria
di Stato, in maniera che la regolare elezione e la riservatezza di
essa siano tutelate.”
n.
55, 3° comma. “Se una qualsiasi infrazione a questa norma venisse
compiuta, sappiano gli autori di essa che incorreranno nella pena
della scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica.”
n.
62. “Aboliti i modi di elezione detti per acclamationem seu
inspirationem e per compromissum, la forma di elezione del Romano
Pontefice sarà d’ora in poi unicamente per scrutinium.
Stabilisco,
pertanto, che per la valida elezione del Romano Pontefice si
richiedono almeno i due terzi dei suffragi, computati sulla base
degli elettori presenti e votanti.”
n.
64. “La procedura dello scrutinio si svolge in tre fasi, la prima
delle quali, che si può chiamare pre-scrutinio, comprende: 1) la
preparazione e la distribuzione delle schede da parte dei Cerimonieri
– richiamati intanto nell’Aula insieme col Segretario del
Collegio dei Cardinali e col Maestro delle Celebrazioni Liturgiche
Pontificie – i quali ne consegnano almeno due o tre a ciascun
Cardinale elettore; 2) l’estrazione a sorte, fra tutti i Cardinali
elettori, di tre Scrutatori, di tre incaricati a raccogliere i voti
degli infermi, denominati per brevità Infirmarii, e di tre Revisori;
tale sorteggio viene fatto pubblicamente dall’ultimo Cardinale
Diacono, il quale estrae di seguito i nove nomi di coloro che
dovranno svolgere tali mansioni; 3) se nell’estrazione degli
Scrutatori, degli Infirmarii e dei Revisori, escono i nomi di
Cardinali elettori che, per infermità o altro motivo, sono impediti
di svolgere tali mansioni, al loro posto vengano estratti i nomi di
altri non impediti. I primi tre estratti fungeranno da Scrutatori, i
secondi tre da Infirmarii, gli altri tre da Revisori.”
n.
70, 2° comma. “Gli scrutatori fanno la somma di tutti i voti che
ciascuno ha riportato, e se nessuno ha raggiunto almeno i due terzi
dei voti in quella votazione, il Papa non è stato eletto; se invece
risulterà che uno ha ottenuto almeno i due terzi, si ha l’elezione
del Romano Pontefice canonicamente valida.”
n.
75. “Se le votazioni di cui ai nn. 72, 73 e 74 della
sopramenzionata Costituzione non avranno esito, sia dedicato un
giorno alla preghiera, alla riflessione e al dialogo; nelle
successive votazioni, osservato l’ordine stabilito nel n. 74 della
stessa Costituzione, avranno voce passiva soltanto i due nomi che nel
precedente scrutinio avevano ottenuto il maggior numero di voti, né
si potrà recedere dalla disposizione che per la valida elezione,
anche in questi scrutini, è richiesta la maggioranza qualificata di
almeno due terzi di suffragi dei Cardinali presenti e votanti. In
queste votazioni, i due nomi che hanno voce passiva non hanno voce
attiva.”
n.
87. “Avvenuta canonicamente l’elezione, l’ultimo dei Cardinali
Diaconi chiama nell’aula dell’elezione il Segretario del Collegio
dei Cardinali, il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie e
due Cerimonieri; quindi, il Cardinale Decano, o il primo dei
Cardinali per ordine e anzianità, a nome di tutto il Collegio degli
elettori chiede il consenso dell’eletto con le seguenti parole:
Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice? E appena ricevuto
il consenso, gli chiede: Come vuoi essere chiamato? Allora il Maestro
delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, con funzione di notaio e
avendo per testimoni due Cerimonieri, redige un documento circa
l’accettazione del nuovo Pontefice e il nome da lui assunto.”
Questo
documento entrerà in vigore subito dopo la sua pubblicazione su
"L’Osservatore Romano".
Questo
decido e stabilisco, nonostante qualsiasi disposizione in contrario.
Dato
a Roma, presso San Pietro, il giorno 22 del mese di febbraio,
nell’anno 2013, ottavo del mio Pontificato.
IL PAPA RICORDA IL CARDINALE RIES, EMINENTE UOMO DI FEDE
Città
del Vaticano, 25 febbraio 2013
(VIS). Il Santo Padre ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio
al Vescovo Guy Harpigny, di Tournai (Belgio), per la morte, all'età
di 92 anni, del Cardinale belga Julien Ries. Nel ricordare la figura
del Porporato, uno degli specialisti più insigni di storia delle
religioni, il Papa scrive: "Con l'insegnamento e la ricerca,
(...) sempre si preoccupò di testimoniare la sua fede fra i suoi
contemporanei, in uno spirito di dialogo". Benedetto XVI chiede
a Dio di accogliere nella sua luce questo "eminente uomo di
fede" e invia una speciale Benedizione Apostolica alla famiglia
del defunto Cardinale, e alle religiose della "Famille de
l'Oeuvre" sempre presenti nella sua vita.
COMUNICATO DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE
Città
del Vaticano, 25 febbraio 2013
(VIS). Di seguito riportiamo il Comunicato emesso questa mattina
dalla Sala Stampa della Santa Sede:
"Il
Santo Padre ha ricevuto in Udienza questa mattina i signori Cardinali
Julián
Herranz, Jozef Tomko e Salvatore De Giorgi, della Commissione
Cardinalizia d'indagine sulla fuga di notizie riservate, accompagnati
dal Segretario, Padre Luigi Martignani, O.F.M.Cap.
A
conclusione dell'incarico, Sua Santità ha voluto ringraziarli per il
proficuo lavoro svolto, esprimendo soddisfazione per gli esiti
dell'indagine. Essa, infatti, ha consentito di rilevare, accanto a
limiti e imperfezioni propri della componente umana di ogni
istituzione, la generosità, rettitudine e dedizione di quanti
lavorano nella Santa Sede a servizio della missione affidata da
Cristo al Romano Pontefice.
Il
Santo Padre ha deciso che gli atti dell'indagine, del cui contenuto
solo Sua Santità è a conoscenza, rimangono a disposizione
unicamente del nuovo Pontefice".
IL CARDINALE BERTONE CHIEDE PREGHIERE AI MONASTERI DI VITA CONTEMPLATIVA
Città
del Vaticano, 25 febbraio 2013
(VIS). Il Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato, ha
indirizzato ai Monasteri di vita contemplativa di tutto il mondo, una
lettera nella quale rivolge loro uno speciale invito alla preghiera,
in questo periodo particolare per la vita della Chiesa. Di seguito
riportiamo il testo che porta la data del 21 febbraio.
"Indirizzo
a voi questo messaggio, mentre tutta la Chiesa segue con trepidazione
gli ultimi giorni del luminoso pontificato di Sua Santità Benedetto
XVI, e attende la venuta del Successore che gli Eminentissimi
Cardinali riuniti in Conclave, guidati dall’azione dello Spirito
Santo, sceglieranno, dopo aver scrutato insieme i segni dei tempi
della Chiesa e del mondo".
"L'appello
alla preghiera rivolto a tutti i fedeli da Sua Santità Benedetto XVI
per chiedere di accompagnarlo nel momento della consegna del
ministero petrino nelle mani del Signore, e di attendere fiduciosi la
venuta del nuovo Pontefice, si fa pressante in modo particolare verso
quei membri eletti della Chiesa che sono i contemplativi. È
da voi, dai vostri Monasteri femminili e maschili disseminati in
tutto il mondo, che Sua Santità Benedetto XVI è certo di poter
attingere la preziosa risorsa di quella fede orante che nei secoli
accompagna e sostiene il cammino della Chiesa. Il prossimo Conclave
potrà così poggiare, in modo speciale, sulla limpida purezza della
vostra preghiera e della vostra lode".
"L'esempio
più significativo di questa elevazione spirituale, che manifesta la
dimensione più vera e profonda di ogni atto ecclesiale, quella dello
Spirito Santo che guida la Chiesa, ci viene offerto da Sua Santità
Benedetto XVI che, dopo aver governato la Barca di Pietro tra i
flutti della storia, ha scelto di dedicarsi soprattutto alla
preghiera, alla contemplazione dell'Altissimo e alla riflessione".
"Il
Santo Padre, al quale ho comunicato i sentimenti espressi in questa
Lettera, ha manifestato il suo compiacimento chiedendomi di
ringraziarvi e di testimoniarvi quanto amore e considerazione Egli
nutra nei vostri confronti".
"Con
cristiano affetto vi saluto unendomi alla vostra preghiera".
UDIENZE
Città
del Vaticano, 25 febbraio 2013
(VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:
-
Il Cardinale Julián Herranz, il Cardinale Jozef Tomko ed il
Cardinale Salvatore De Giorgi.
-
Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i
Vescovi.
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 25 febbraio 2013
(VIS). Il Santo Padre:
-
Ha nominato Mons. Franciszek Kisiel, Amministratore Apostolico sede
vacante et ad nutum Sanctae Sedis della diocesi di Vitebsk
(superficie: 40.100; popolazione: 448.000; cattolici: 169.700;
sacerdoti: 97; religiosi: 105), Bielorussia. Finora Vicario Generale
della medesima Diocesi, succede al Vescovo Władysław Blin, del
quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale
della medesima Diocesi, presentata in conformità al canone 401,
paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.
-
In data 18 febbraio 2013 ha accettato la rinuncia al governo
pastorale dell'arcidiocesi di Saint Andrews and Edinburgh (Scozia),
presentata dal Cardinale Keith Michael Patrick O'Brien, in conformità
al canone 401, paragrafo 1, del Codice di Diritto Canonico.
domenica 24 febbraio 2013
ULTIMO ANGELUS DI BENEDETTO XVI: IL SIGNORE MI CHIAMA A DEDICARMI ALLA PREGHIERA, MA QUESTO NON SIGNIFICA ABBANDONARE LA CHIESA
Città
del Vaticano, 24 febbraio 2013
(VIS). Questa mattina, oltre duecentomila persone hanno assistito
all'ultimo Angelus del Pontificato di Benedetto XVI. Nelle adiacenze
di Piazza San Pietro, sono stati installati quattro schermi giganti
per consentire ai fedeli lontani dalla Piazza, di vedere il Papa
affacciarsi alla finestra del suo studio, poco prima delle 12:00.
Il
Santo Padre è stato accolto con un grande applauso e, prima di
iniziare la sua breve meditazione, ha risposto dicendo, "Grazie,
molte grazie". Dopo il Papa ha commentato il Vangelo di questa
seconda domenica di Quaresima: la Trasfigurazione del Signore.
"Nella
seconda domenica di Quaresima - ha detto il Santo Padre - la
Liturgia ci presenta sempre il Vangelo della Trasfigurazione del
Signore. L’evangelista Luca pone in particolare risalto il fatto
che Gesù si trasfigurò mentre pregava: la sua è un’esperienza
profonda di rapporto con il Padre durante una sorta di ritiro
spirituale che Gesù vive su un alto monte in compagnia di Pietro,
Giacomo e Giovanni, i tre discepoli sempre presenti nei momenti della
manifestazione divina del Maestro. Il Signore, che poco prima aveva
preannunciato la sua morte e risurrezione, offre ai discepoli un
anticipo della sua gloria. E anche nella Trasfigurazione, come nel
battesimo, risuona la voce del Padre celeste: 'Questi è il figlio
mio, l’eletto; ascoltatelo!'. La presenza poi di Mosè ed Elia, che
rappresentano la Legge e i Profeti dell’antica Alleanza, è quanto
mai significativa: tutta la storia dell’Alleanza è orientata a
Lui, il Cristo, che compie un nuovo 'esodo', non verso la terra
promessa come al tempo di Mosè, ma verso il Cielo. L’intervento di
Pietro: 'Maestro, è bello per noi essere qui' rappresenta il
tentativo impossibile di fermare tale esperienza mistica. Commenta
sant’Agostino: '[Pietro] sul monte aveva Cristo come cibo
dell’anima. Perché avrebbe dovuto scendere per tornare alle
fatiche e ai dolori, mentre lassù era pieno di sentimenti di santo
amore verso Dio e che gli ispiravano perciò una santa condotta?'".
"Meditando
questo brano del Vangelo, possiamo trarne un insegnamento molto
importante. Innanzitutto, il primato della preghiera, senza la quale
tutto l’impegno dell’apostolato e della carità si riduce ad
attivismo. Nella Quaresima impariamo a dare il giusto tempo alla
preghiera, personale e comunitaria, che dà respiro alla nostra vita
spirituale. Inoltre, la preghiera non è un isolarsi dal mondo e
dalle sue contraddizioni, come sul Tabor avrebbe voluto fare Pietro,
ma l’orazione riconduce al cammino, all’azione. 'L’esistenza
cristiana – ho scritto nel Messaggio per questa Quaresima –
consiste in un continuo salire il monte dell’incontro con Dio, per
poi ridiscendere portando l’amore e la forza che ne derivano, in
modo da servire i nostri fratelli e sorelle con lo stesso amore di
Dio'".
"Questa
Parola di Dio la sento in modo particolare rivolta a me, in questo
momento della mia vita. Il Signore mi chiama a 'salire sul monte', a
dedicarmi ancora di più alla preghiera e alla meditazione. Ma questo
non significa abbandonare la Chiesa, anzi, se Dio mi chiede questo è
proprio perché io possa continuare a servirla con la stessa
dedizione e lo stesso amore con cui ho voluto farlo fino ad ora, ma
in un modo più adatto alla mia età e alle mie forze. Invochiamo
l’intercessione della Vergine Maria: lei ci aiuti tutti a seguire
sempre il Signore Gesù, nella preghiera e nella carità operosa".
Conclusa
la recita dell'Angelus, nei saluti nelle diverse lingue, il Papa ha
ringraziato tutti i fedeli che gli hanno manifestato in questi giorni
la loro vicinanza e il ricordo nella preghiera ed ha detto: "Dobbiamo
ringraziare Dio per il sole che abbiamo oggi" e che a Roma,
contrariamente a quanto previsto, non piove.
Rivolgendosi
ai pellegrini polacchi il Papa ha riaffermato che sul monte Tabor
"Cristo ha svelato davanti i discepoli lo splendore della sua
divinità e ha dato la certezza che attraverso la sofferenza e la
croce possiamo raggiungere la risurrezione. Dobbiamo saper scorgere
la Sua presenza, la Sua gloria e la Sua divinità nella vita della
Chiesa, nella contemplazione e negli eventi di ogni giorno".
Al
termine, rivolgendosi ai numerosi pellegrini italiani provenienti da
diverse diocesi della penisola, il Papa ha preso congedo con queste
parole: "Grazie ancora. Siamo sempre vicini nella preghiera".
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In accordo con le norme internazionali sulla Proprietà Intellettuale e sui Diritti d'Autore, il VIS autorizza riprodurre le notizie contenute nei servizi del VIS, parzialmente o totalmente, sempre citando la fonte: (VIS - Vatican Information Service).
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