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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 23 gennaio 2013

UDIENZE

Città del Vaticano, 23 gennaio 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale di Calabria, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- L'Arcivescovo Vittorio Luigi Mondello, di Reggio Calabria-Bova.

- L'Arcivescovo Santo Marcianò, di Rossano-Cariati.

- Il Vescovo Luigi Renzo, di Mileto-Nicotera-Tropea.

- Il Vescovo Giuseppe Fiorini Morosini, O.M., di Locri-Gerace.

- Il Vescovo Nunzio Galantino, di Cassano all’Jonio.

- Il Vescovo Francesco Milito, di Oppido Mamertina-Palmi.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 23 gennaio 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato per un triennio Presidente della "Peregrinatio ad Petri Sedem", l'Arcivescovo Francesco Gioia, emerito di Camerino-San Severino Marche e Delegato Pontificio per la Basilica di Sant'Antonio in Padova.

martedì 22 gennaio 2013

IL PAPA RICEVE PER LA PRIMA VOLTA IL SEGRETARIO GENERALE DEL PARTITO COMUNISTA DEL VIETNAM

Città del Vaticano, 22 gennaio 2013 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza il Segretario Generale del Comitato Centrale del Partito Comunista del Vietnam, Signor Nguyên Phu Trong. Successivamente il Segretario Generale e il Suo seguito hanno incontrato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato dall'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

"È la prima volta che un Segretario Generale del Partito Comunista del Vietnam incontra il Sommo Pontefice ed alti responsabili della Segreteria di Stato. Nei cordiali colloqui sono stati trattati temi di interesse per il Vietnam e la Santa Sede, esprimendo l’auspicio che presto possano essere risolte alcune situazioni pendenti e che possa rafforzarsi la proficua collaborazione esistente".


STRETTO COLLEGAMENTO TRA CONCILIO VATICANO II E CODICE DI DIRITTO CANONICO

Città del Vaticano, 22 gennaio 2013 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la presentazione della Giornata di Studio "Il Codice: una riforma voluta e richiesta dal Concilio" (25 gennaio, Sala San Pio X, Roma), in occasione del XXX anniversario della promulgazione del Codice di Diritto Canonico. La Giornata è stata promossa dal Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi e dall'Istituto internazionale di Diritto Canonico e Diritto comparato delle Religioni di Lugano (Svizzera), con il patrocinio della Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger - Benedetto XVI e della Fondazione Giovanni Paolo II. Sono intervenuti il Cardinale Francesco Coccopalmerio, Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi; il Vescovo Juan Ignacio Arrieta, Segretario del medesimo Dicastero e Monsignor Giuseppe Antonio Scotti, Presidente della Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger - Benedetto XVI.

Il Cardinale Coccopalmerio ha iniziato il suo intervento ricordando che il Beato Giovanni XXIII, nell'allocuzione con la quale convocò il Concilio Vaticano II nel 1959, affermò che la portata giuridica del Concilio avrebbe condotto all'auspicato aggiornamento del Codice del 1917. "Nella sua grande lungimiranza il Papa aveva ben chiaro che a guidare la revisione del Codice dovesse essere la nuova ecclesiologia scaturita da un’assise ecumenica e mondiale come quella di un Concilio!". Il Beato Giovanni Paolo II, sotto il cui Pontificato si promulgò il Codice, ribadiva che "l'impianto ecclesiologico conciliare" richiedeva "'nettamente' una rinnovata formulazione delle leggi".

"Il motivo dello stretto collegamento, già rilevato e sottolineato da Giovanni Paolo II nella parte iniziale della costituzione apostolica 'Sacrae disciplinae leges', è che il Codice del 1983 è in qualche modo il completamento del Vaticano II. Completamento in un duplice senso: il Codice, da una parte, recepisce il Concilio nel riproporre solennemente le istituzioni fondamentali e le innovazioni principali e, dall’altra, stabilisce norme positive per dare attuazione al Concilio".

Successivamente il Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi ha citato alcuni esempi dello stretto collegamento fra Concilio Vaticano II e Codice di Diritto Canonico.

"Il primo lo possiamo trovare nella dottrina sull’episcopato e in quella dei rapporti tra episcopato e primato, in altre parole nella collegialità episcopale. Non si tratta di una dottrina completamente nuova nella coscienza profonda della Chiesa, ma piuttosto di una felice riscoperta. Il Codice, da una parte, la ripresenta chiaramente nei cann. 330-341 e, dall’altra, la correda di una statuizione positiva costituendo nei cann 342-348 la struttura del Sinodo dei Vescovi, che permette di attuare concretamente la struttura della collegialità episcopale".

"Un secondo esempio lo possiamo collocare nella dottrina del Concilio sul laicato e quindi sulla missione, propria e attiva, dei fedeli laici nella vita della Chiesa. Anche questa non una novità in senso assoluto, ma piuttosto una riscoperta". E anche qui il Codice statuisce una serie di norme positive sul consiglio pastorale diocesano o sul consiglio pastorale parrocchiale, strutture che permettono una partecipazione effettiva dei fedeli laici nelle decisioni pastorali del Vescovo o del parroco. "E anche questa innovazione è voce eloquente del fedele rapporto Concilio – Codice".

"Un terzo esempio può provenire dalla concezione di parrocchia offerta dal Concilio e recepita dal Codice. Il Concilio, finalmente, concepisce la parrocchia come comunità di fedeli e non come struttura oppure come territorio. Ciò rappresenta una grossa innovazione rispetto alla visione precedente. Il Codice da parte sua recepisce tale concetto soprattutto nel can. 515 e lo sanziona, poi, con le norme positive dei canoni seguenti".

"Un ultimo esempio di dottrina e di innovazione portata dal Concilio può ritrovarsi in campo ecumenico nei documenti conciliari 'Lumen gentium', 'Orientalium Ecclesiarum', 'Unitatis redintegratio', dove si ritrova la dottrina della comunione ecclesiale non ancora perfetta, però già reale ed esistente tra la Chiesa cattolica e le altre Chiese o Comunità non cattoliche. Anche questo è un dato di incalcolabile portata e valore che trova conseguenze già nel Concilio (...) nel Codice (cf. can. 844) con la possibilità di accogliere nei sacramenti della Chiesa cattolica, anche se a precise condizioni, i cristiani non cattolici".

"In conclusione - ha concluso il Cardinale Coccopalmerio - affermiamo che il felice connubio Concilio Vaticano II e Codice di diritto canonico ha prodotto frutti di rinnovamento, in molteplici ambiti e a vari livelli, nella vita della Chiesa".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 22 gennaio 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Reverendo Daniel Jodoin, Vescovo di Bathurst (superficie: 18.770; popolazione: 113.900; cattolici: 103.700; sacerdoti: 47; religiosi: 166), Canada. Il Vescovo eletto è nato nel 1957 a Granby (Canada), ed è stato ordinato sacerdote nel 1992. Dal 1992 al 1994 è stato Vicario parrocchiale della parrocchia “Saint-Joseph” di Sherbrooke; dal 1994 al 2000 è stato Parroco della parrocchia “Saints-Anges” de Ham Nord e “Notre-Dame de Lourdes” e “Saint-Fortunat” di Ham; dal 1999 al 2000 è stato Amministratore della parrocchia “Saint-Julien”; dal 2002 al 2005 è stato Amministratore della parrocchia “St-François-d’Assise”; nel 2005 è stato Parroco delle parrocchie “Notre-Dame-de-l’Assomption”, “Sainte-Famille” e “St-François-d’Assise” a Sherbrooke; dal 2005 al 2006 è stato Parroco della parrocchia “Très-Saint-Sacrement” di Sherbrooke. Nel biennio 2000 al 2002 ha conseguito la Licenza in Teologia dogmatica presso la Pontificia Università Gregoriana a Roma. Dal 2006 è Parroco della parrocchia “Bon Pasteur” ed è attualmente Direttore dell’ufficio per il Clero e Responsabile del Seminario di Sherbrooke.

- Il Monsignore Gerardo Antonazzo, Vescovo di Sora-Aquino-Pontecorvo (superficie: 1.426; popolazione: 155.900; cattolici: 152.900; sacerdoti: 103; religiosi: 187; diaconi permanenti: 16), Italia. Il Vescovo eletto è nato nel 1956 a Supersano (Italia) ed ha ricevuto l’ordinazione presbiterale nel 1981. Nel 1984 ha ottenuto la licenza in Sacra Scrittura presso il Pontificio Istituto Biblico. Dal 1981 al 1987 è stato Animatore nel Pontificio Seminario Romano Maggiore; dal 1987 al 1995 è stato Rettore del Seminario Vescovile di Ugento e Delegato Vescovile per la Pastorale Familiare; dal 1989 è Membro del Consiglio Presbiterale, del Collegio dei Consultori e del Consiglio Pastorale Diocesano; dal 1990 è Direttore della Scuola Teologica per Operatori Pastorali; dal 1990 è Docente di Sacra Scrittura; dal 1990 al 1993 è stato Vicario Episcopale per il Clero e la Vita Consacrata; dal 1994 al 2003 è stato Delegato Vescovile per la Pastorale Giovanile e Vicario Episcopale per la Pastorale; dal 1995 al 2004 è stato Parroco di “S. Sofia” di Corsano; dal 2004 al 2010 è stato Parroco di “S. Andrea Apostolo” di Presicce (2004-2010); dal 2010 è Vicario generale e dal 2012 Rettore della Basilica-Santuario di Santa Maria de finibus terrae. Dal 1° aprile al 15 dicembre 2010 è stato Amministratore diocesano di Ugento-Santa Maria di Leuca. È stato nominato Cappellano d’Onore di Sua Santità in data 16 Giugno 2007.

- Il Monsignore Dario Edoardo Viganò, del Clero dell'Arcidiocesi di Milano, Direttore del Centro Televisivo Vaticano e Segretario del Consiglio d'Amministrazione del medesimo Centro Televisivo Vaticano, attualmente docente presso l'Istituto Pastorale "Redemptor hominis" della Pontificia Università Lateranense,

- Il Dottor Angelo Scelzo, Vice Direttore della Sala Stampa della Santa Sede per gli accrediti giornalistici, finora sotto-Segretario del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali.


lunedì 21 gennaio 2013

PRESENTAZIONE DEGLI AGNELLI BENEDETTI NELLA FESTA LITURGICA DI SANT'AGNESE

Città del Vaticano, 21 gennaio 2013 (VIS). Oggi, nella Cappella Urbano VIII del Palazzo Apostolico, sono stati presentati al Papa due agnelli benedetti questa mattina, in occasione della memoria liturgica di Sant’Agnese, nell’omonima Basilica sulla via Nomentana a Roma. La lana di questi agnelli sarà utilizzata per confezionare i Pallii dei nuovi Arcivescovi Metropoliti.

Il Pallio è un’insegna liturgica d’onore e di giurisdizione che viene indossata dal Papa e dagli Arcivescovi Metropoliti nelle loro Chiese e in quelle delle loro Province. È costituito da una fascia di lana bianca su cui spiccano sei croci di seta nera. I Monaci Trappisti dell'Abbazia delle Tre Fontane allevano gli agnelli - animali simbolo di Sant'Agnese, martirizzata a Roma intorno all'anno 305 - mentre i pallii vengono tessuti delle religiose di Santa Cecilia.

Il rito dell’imposizione dei Pallii agli Arcivescovi Metropoliti è compiuto dal Santo Padre il 29 giugno, Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.



SANTA MESSA NELLA GIORNATA MONDIALE DELLA VITA CONSACRATA

Città del Vaticano, 21 gennaio 2013 (VIS). Sabato 2 febbraio 2013, alle ore 17.30, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI celebrerà la Santa Messa della festa della Presentazione del Signore, in occasione della Giornata Mondiale della Vita Consacrata.

Concelebreranno la Santa Messa con il Santo Padre il Cardinale João Braz de Aviz, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, il Sotto-Segretario del medesimo Dicastero e tutti coloro che sono stati invitati a concelebrare dalla Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica. Alla celebrazione, in occasione della Giornata mondiale della Vita Consacrata, sono invitati in modo particolare i membri degli Istituti di vita consacrata e delle Società di vita apostolica.


IL PAPA PREGA PER LA PACE E PERCHÈ ABBIA FINE OGNI FORMA DI VIOLENZA

Città del Vaticano, 20 gennaio 2013 (VIS). Il primo miracolo di Gesù, la trasformazione dell'acqua in vino nel Vangelo alle nozze di Cana di Galilea, è stato il tema della meditazione del Papa prima della recita dell'Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro.

Durante la festa di nozze a Cana di Galilea alla quale erano stati invitati Gesù e sua madre, "accadde - ha ricordato il Papa - che venne a mancare il vino, e Maria, la Madre di Gesù, lo fece notare a suo Figlio. Egli rispose che non era ancora giunta la sua ora; ma poi seguì la sollecitazione di Maria e, fatte riempire d'acqua sei grandi anfore, trasformò l'acqua in vino, un vino eccellente, migliore del precedente". Con questo segno Gesù "manifestò in pubblico la sua gloria, suscitando la fede dei suoi discepoli". Egli si rivela "come lo Sposo messianico, venuto a stabilire con il suo popolo la nuova ed eterna Alleanza (...). E il vino è simbolo di questa gioia dell’amore; ma esso allude anche al sangue, che Gesù verserà alla fine, per sigillare il suo patto nuziale con l’umanità".

"La Chiesa è la sposa di Cristo, il quale la rende santa e bella con la sua grazia. Tuttavia questa sposa, formata da esseri umani, è sempre bisognosa di purificazione. E una delle colpe più gravi che deturpano il volto della Chiesa è quella contro la sua unità visibile, in particolare le storiche divisioni che hanno separato i cristiani e che non sono state ancora superate. Proprio in questi giorni, dal 18 al 25 gennaio, si svolge l’annuale Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, un momento sempre gradito ai credenti e alle comunità, che risveglia in tutti il desiderio e l’impegno spirituale per la piena comunione".

Quest'anno la Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani ha per tema: "Quello che esige il Signore da noi", proposto da alcune comunità cristiane dell'India "che invitano a camminare con decisione verso l'unità visibile tra tutti i cristiani e a superare, come fratelli in Cristo, ogni tipo di ingiusta discriminazione".

"Alla preghiera per l’unità dei cristiani vorrei aggiungere ancora una volta quella per la pace, perché, nei diversi conflitti purtroppo in atto, cessino le stragi di civili inermi, abbia fine ogni violenza, e si trovi il coraggio del dialogo e del negoziato".



CARITÀ, NUOVA ETICA E ANTROPOLOGIA CRISTIANA

Città del Vaticano, 19 gennaio 2013 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i partecipanti all'assemblea plenaria del Pontificio Consiglio "Cor Unum" - il cui Presidente è il Cardinale Robert Sarah - quest'anno dedicata al tema: "Carità, nuova etica e antropologia cristiana". Di seguito riportiamo ampi estratti del discorso del Santo Padre

"Tutto l’ethos cristiano riceve (...) il suo senso dalla fede come 'incontro' con l’amore di Cristo, che offre un nuovo orizzonte e imprime alla vita la direzione decisiva. (...) L’adesione credente al Vangelo imprime infatti alla carità la sua forma tipicamente cristiana e ne costituisce il principio di discernimento. Il cristiano, in particolare chi opera negli organismi di carità, deve lasciarsi orientare dai principi della fede, mediante la quale noi aderiamo al 'punto di vista di Dio', al suo progetto su di noi. Questo nuovo sguardo sul mondo e sull’uomo offerto dalla fede fornisce anche il corretto criterio di valutazione delle espressioni di carità, nel contesto attuale".

"In ogni epoca, quando l’uomo non ha cercato tale progetto, è stato vittima di tentazioni culturali che hanno finito col renderlo schiavo. Negli ultimi secoli, le ideologie che inneggiavano al culto della nazione, della razza, della classe sociale si sono rivelate vere e proprie idolatrie; e altrettanto si può dire del capitalismo selvaggio col suo culto del profitto, da cui sono conseguite crisi, disuguaglianze e miseria. Oggi si condivide sempre più un sentire comune circa l’inalienabile dignità di ogni essere umano e la reciproca e interdipendente responsabilità verso di esso; e ciò a vantaggio della vera civiltà, la civiltà dell’amore. D’altro canto, purtroppo, anche il nostro tempo conosce ombre che oscurano il progetto di Dio. Mi riferisco soprattutto ad una tragica riduzione antropologica che ripropone l’antico materialismo edonista, a cui si aggiunge però un 'prometeismo tecnologico'. Dal connubio tra una visione materialistica dell’uomo e il grande sviluppo della tecnologia emerge un’antropologia nel suo fondo atea. Essa presuppone che l’uomo si riduca a funzioni autonome, la mente al cervello, la storia umana ad un destino di autorealizzazione. Tutto ciò prescindendo da Dio, dalla dimensione propriamente spirituale e dall’orizzonte ultraterreno. Nella prospettiva di un uomo privato della sua anima e dunque di una relazione personale con il Creatore, ciò che è tecnicamente possibile diventa moralmente lecito, ogni esperimento risulta accettabile, ogni politica demografica consentita, ogni manipolazione legittimata. L’insidia più temibile di questa corrente di pensiero è di fatto l’assolutizzazione dell’uomo: l’uomo vuole essere ab-solutus, sciolto da ogni legame e da ogni costituzione naturale".

"La fede e il sano discernimento cristiano ci inducono perciò a prestare un’attenzione profetica a questa problematica etica e alla mentalità che vi è sottesa. La giusta collaborazione con istanze internazionali nel campo dello sviluppo e della promozione umana non deve farci chiudere gli occhi di fronte a queste gravi ideologie, e i Pastori della Chiesa (...) hanno il dovere di mettere in guardia da queste derive tanto i fedeli cattolici quanto ogni persona di buona volontà e di retta ragione. Si tratta infatti di una deriva negativa per l’uomo, anche se si traveste di buoni sentimenti all’insegna di un presunto progresso, o di presunti diritti, o di un presunto umanesimo. Di fronte a questa riduzione antropologica, quale compito spetta ad ogni cristiano, e in particolare a voi, impegnati in attività caritative, e dunque in rapporto diretto con tanti altri attori sociali? Certamente dobbiamo esercitare una vigilanza critica e, a volte, ricusare finanziamenti e collaborazioni che, direttamente o indirettamente, favoriscano azioni o progetti in contrasto con l’antropologia cristiana. Ma positivamente la Chiesa è sempre impegnata a promuovere l’uomo secondo il disegno di Dio, nella sua integrale dignità, nel rispetto della sua duplice dimensione verticale e orizzontale. A questo tende anche l’azione di sviluppo degli organismi ecclesiali".

"La visione cristiana dell’uomo infatti è un grande sì alla dignità della persona chiamata all’intima comunione con Dio, una comunione filiale, umile e fiduciosa. L’essere umano non è né individuo a sé stante né elemento anonimo nella collettività, bensì persona singolare e irripetibile, intrinsecamente ordinata alla relazione e alla socialità. Perciò la Chiesa ribadisce il suo grande sì alla dignità e bellezza del matrimonio come espressione di fedele e feconda alleanza tra uomo e donna, e il no a filosofie come quella del gender si motiva per il fatto che la reciprocità tra maschile e femminile è espressione della bellezza della natura voluta dal Creatore".

"Di fronte a queste sfide epocali, noi sappiamo che la risposta è l’incontro con Cristo. In Lui l’uomo può realizzare pienamente il suo bene personale e il bene comune".



LETTERA DEL SANTO PADRE AL NUOVO PATRIARCA DI ALESSANDRIA DEI COPTI

Città del Vaticano, 19 gennaio 2013 (VIS). Nella Lettera che il Santo Padre ha indirizzato al nuovo Patriarca di Alessandria dei Copti, Sua Beatitudine Ibrahim Isaac Sidrak, Benedetto XVI scrive che la sua elezione al soglio patriarcale "è un avvenimento importante per tutta la Chiesa" e nel contempo il Papa accoglie la domanda di comunione ecclesiale "conformemente all'uso e al desiderio della Chiesa Cattolica".

"Sono certo - prosegue il Pontefice - che con la forza di Cristo, Vincitore del male e della morte con la Sua Risurrezione, e con la collaborazione dei Padri del suo Sinodo patriarcale, in comunione con il Collegio episcopale, lei guiderà la Chiesa Copta con fervore. (...) Che il Signore l'assista nel suo ministero di 'Padre e di Capo' per proclamare la Parola di Dio perché sia vissuta e celebrata con pietà secondo le antiche tradizioni spirituali e liturgiche della Chiesa Copta! Che tutti i vostri fedeli trovino consolazione nella paterna sollecitudine del loro nuovo Patriarca!".

UDIENZE

Città del Vaticano, 21 gennaio 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova (Italia), Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale di Calabria, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Salvatore Nunnari, di Cosenza-Bisignano.

- L'Arcivescovo Domenico Graziani, di Crotone-Santa Severina.

- L'Arcivescovo Vincenzo Bertolone, S.d.P., di Catanzaro-Squillace.

- Il Vescovo Luigi Antonio Cantafora, di Lamezia Terme.

- Il Vescovo Leonardo Bonanno, di San Marco Argentano-Scalea.

- Il Vescovo Donato Oliverio, di Lungro degli Italo-Albanesi dell'Italia Continentale.

Sabato 19 gennaio il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 19 gennaio 2013 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha elevato l’Esarcato Apostolico per i fedeli Ucraini di rito bizantino residenti in Francia (cattolici: 25.200; sacerdoti: 16: religiosi: 5; diaconi permanenti: 1), al rango di Eparchia, assegnando alla nuova Circoscrizione il titolo di Saint Wladimir-Le-Grand de Paris des Byzantins-Ukrainiens ed ha nominato primo Vescovo Eparchiale l’attuale Esarca S.E. Mons. Borys Gudziak.

- Ha nominato il Vescovo Mathieu Madega Lebouakehan, finora Vescovo di Port-Gentil (Gabon), Vescovo di Mouila (superficie: 59.035; popolazione: 124.000; cattolici: 48.500; sacerdoti: 16; religiosi: 26), Gabon. Nominato anche Amministratore Apostolico sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis della Diocesi di Port-Gentil (Gabon), succede al Vescovo Dominique Bonnet, C.S.Sp., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Mouila (Gabon) presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignore Piotr Sawczuk, Vescovo Ausiliare di Siedlce (superficie: 11.440; popolazione: 736.800; cattolici: 725.800; sacerdoti: 666; religiosi: 385), Polonia. Il Vescovo eletto è nato nel 1962 a Puczyce (Polonia) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1987. Per due anni è stato Vicario parrocchiale a Wisznice. Negli anni 1989-1996 ha studiato Diritto canonico presso l’Università Cardinale Stefan Wyszyński a Warszawa, dove nel 1996 ha conseguito il Dottorato in Diritto penale canonico, sostenendo la tesi: "Communicatio in sacris". Dal 1993 è giudice del Tribunale diocesano. Dal 1996 al 2003 è stato Notaio della Curia diocesana e negli anni 1996-2011 è stato Docente nell’Istituto Teologico di Siedlce. Dal 1996 è Docente nel Seminario maggiore di Siedlce; dal 2003 Cancelliere della Curia diocesana; dal 2009 Vicario generale e dal 2012 Presidente della Commissione del Sinodo diocesano. Dal 2003 è Canonico onorario, e dal 2009 Canonico "de numero" del Capitolo cattedrale di Siedlce. Nel 2010 è stato annoverato tra i Cappellani di Sua Santità.




venerdì 18 gennaio 2013

I VESCOVI FRANCESI E TEDESCHI RICORDANO IL TRATTATO DELL'ELISEO E CHIEDONO PIÙ SOLIDARIETÁ IN EUROPA

Città del Vaticano, 18 gennaio 2013 (VIS). Le Conferenze Episcopali di Francia e di Germania hanno pubblico oggi una dichiarazione congiunta in occasione del 50° anniversario del Trattato dell'Eliseo, firmato il 22 gennaio 1963 dal Generale Charles de Gaulle e dal Cancelliere Konrad Adenauer, che suggellò la riconciliazione fra le due nazioni nemiche durante la Seconda Guerra Mondiale. L'8 luglio 1962, i due Capi di Stato avevano assistito ad una messa di riconciliazione nella cattedrale francese di Reims.

La dichiarazione ribadisce l'amicizia fra i popoli e lancia un appello alla comprensione, pensando alla pace conquistata a caro prezzo, rispetto al presente e al futuro dell'Europa.

"Il Trattato dell'Eliseo fu contemporaneamente il vertice della riconciliazione di due nazioni nemiche e il punto di partenza di un approfondimento di quei rapporti di amicizia attraverso contatti politici e sociali a tutti i livelli. Noi vescovi accogliamo tutto ciò che si è realizzato e sviluppato nel quadro di questo Trattato di amicizia. Oggi l'amicizia franco-tedesca appare evidente e i responsabili politici e i cittadini non hanno più, nel quotidiano, consapevolezza del carattere eccezionale di tali relazioni. E pertanto, l'amicizia tra i nostri paesi e i nostri popoli è oggi più che mai decisiva per superare la crisi annuale e dar forma al futuro dell'Europa. (...) La crisi ha rivelato comportamenti irresponsabili a diversi livelli e pone la solidarietà fra i paesi europei a dura prova. La solidarietà e la responsabilità devono essere più strettamente legate per il futuro dell'Europa.".

"Konrad Adenauer e Charles de Gaulle, alla Messa di riconciliazione nella cattedrale di Reims, simboleggiano la consapevolezza che la politica si costruisce su basi che essa non può edificare da se stessa. L'amore dei nemici è una esigenza evangelica forte, che i due uomini di Stato sono riusciti a concretizzare. Da allora, l'Unione Europea ha portato ai suoi popoli pace e prosperità. Ma con la crisi economica noi vediamo riemergere il disprezzo e la sfiducia fra i popoli europei, il rifiuto dello straniero, il rifiuto della solidarietà. L'economia globale e la commistione culturale e religiosa fanno nascere altri nemici. Un po' ovunque in Europa fioriscono movimenti populisti che diffondono il ripiegamento su se stessi. La crisi economica rivela così una crisi morale, dove il senso della vita non passa più dal legame con l'altro né dall'esigenza della giustizia".

"La Francia e la Germania possono e devono trarre dalla storia della loro riconciliazione e della loro amicizia la forza per trarre le conseguenze dei problemi attuali. Esse possono anche trarre l'ispirazione per aiutare l'Unione Europea a mettere in opera strutture politiche solide a lungo termine ed una vera economia sociale di mercato. Esse possono operare perché il rispetto della dignità umana, la preoccupazione del bene comune e i principi di solidarietà e sussidiarietà guidino sempre l'integrazione europea".

Il 50° anniversario del Trattato dell'Eliseo offre alla Chiesa "l'occasione di ricordare, in particolar modo alle giovani generazioni, che la riconciliazione non è una parola vuota, ma un cammino reale".

DALLE CHIESE ORIENTALI

Città del Vaticano, 18 gennaio 2013 (VIS). Il Sinodo dei Vescovi della Chiesa Copta Cattolica, riunitosi a Moqattam (Il Cairo-Egitto) dal 12 al 16 gennaio 2013, dopo aver consultato il Santo Padre, ha accettato la rinuncia all’Ufficio presentata da Sua Beatitudine il Cardinale Antonios Naguib, Patriarca di Alessandria dei Copti, in conformità al Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, canone 126, paragrafo 2.

Il medesimo Sinodo ha eletto nuovo Patriarca di Alessandria dei Copti (Egitto), il Vescovo Ibrahim Isaac Sidrak, finora Vescovo di Minya (Egitto).

UDIENZE

Città del Vaticano, 18 gennaio 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- L'Arcivescovo Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale di Basilicata, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- L'Arcivescovo Agostino Superbo, di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo.

- L'Arcivescovo Salvatore Ligorio, di Matera-Irsina.

- L'Arcivescovo Giovanni Ricchiuti, di Acerenza.

- Il Vescovo Francescantonio Nolè, O.F.M.Conv., di Tursi-Lagonegro.

- Il Vescovo Gianfranco Todisco, P.O.C.R., di Melfi-Rapolla-Venosa.

- Il Vescovo Vincenzo Carmine Orofino, di Tricarico.

- Il Cardinale Manuel Monteiro de Castro, Penitenziere Maggiore, con il Monsignor Krzysztof Józef Nykiel, Reggente della Penitenzieria Apostolica.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 18 gennaio 2013 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Heiner Koch, Vescovo della Diocesi di Dresden-Meissen (superficie: 17.000; popolazione: 4.271.000; cattolici: 139.890, sacerdoti: 241; religiosi: 208; diaconi permanenti: 11), Repubblica Federale di Germania. È stato finora Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Köln (Germania).

- Ha nominato il Reverendo André Gueye, Vescovo della Diocesi di Thiés (superficie: 9.055; popolazione: 2.436.000; cattolici: 52.641; sacerdoti: 72; religiosi: 146), Senegal. Il Vescovo eletto è nato nel 1967 a Pallo-Youga (Senegal) ed è stato ordinato sacerdote nel 1992. Dal 1992 al 1997 è stato Vicario parrocchiale di “Saint Croix”, a Bambey; dal 1997 al 2000 è stato Vicario parrocchiale della Cattedrale “Sainte Anne” di Thiès; dal 2000 al 2004 è stato Vicario domenicale della Cattedrale “Sainte Anne” di Thiès; dal 2004 al 2006 è stato Parroco della parrocchia “Sainte Croix” di Bambey; dal 2006 al 2012 è stato Insegnante di Filosofia al Seminario Maggiore “St. Jean Marie Vianney” di Brin.

- Ha nominato il Monsignore Eamon Martin, Arcivescovo Coadiutore dell'arcidiocesi metropolitana di Armagh (superficie: 2.550; popolazione: 333.758; cattolici: 227.120; sacerdoti: 187; religiosi: 391), Irlanda. L'Arcivescovo eletto è nato a Derry (Irlanda del Nord), nel 1961 ed è stato ordinato sacerdote nel 1987. Dal 1987 al 1989 è stato Curato della Cattedrale di St. Eugene; è stato, dal 1990 al 1998 insegnante, e dal 1999 al 2008, Preside presso il St.Columb's College. Dal 2008 al 2010 è stato Segretario Generale presso la Conferenza Episcopale Irlandese. Dal 2010 al 2011 è stato Vicario Generale della diocesi di Derry. È stato finora Amministratore diocesano della diocesi di Derry.

- Ha elevato l’Esarcato Apostolico per i fedeli Ucraini di rito bizantino residenti in Gran Bretagna ad Eparchia, assegnando alla nuova circoscrizione il titolo di “Holy Family of London” per i Bizantini Ucraini.

- Ha nominato il Vescovo Hlib Borys Sviatoslav Lonchyna, M.S.U., primo Vescovo dell'Eparchia dell'Esarcato Apostolico per i fedeli Ucraini di rito bizantino residenti in Gran Bretagna. È stato finora Esarca Apostolico dell'Esarcato Ucraino in Gran Bretagna.

- Ha concesso la “Ecclesiastica Communio” richiestaGli in conformità al canone 76, paragrafo 2, del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, da Sua Beatitudine Ibrahim Isaac Sidrak, canonicamente eletto Patriarca di Alessandria dei Copti il 15 gennaio 2013 dal Sinodo di quella Chiesa Patriarcale.


giovedì 17 gennaio 2013

IL PAPA: AVANZARE SULLA VIA DELL'ECUMENISMO E COOPERARE PER UNA SOCIETÀ PIÙ GIUSTA E FRATERNA

Città del Vaticano, 17 gennaio 2013 (VIS). In occasione della festa di Sant'Enrico di Uppsala, Patrono della Finlandia, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in udienza una Delegazione Ecumenica della Chiesa Luterana Finlandese, che come ogni anno in questi giorni si reca in pellegrinaggio a Roma.

Il Santo Padre ha espresso la sua gioia per questa tradizionale visita annuale ed ha ricordato che essa, molto opportunamente, ha luogo alla vigilia della Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, il cui tema è desunto dal Libro di Michea: "Cosa richiede il Signore da noi?".

Il Profeta - ha detto il Papa - chiarifica cosa il Signore richiede da noi: "praticare la giustizia, attuare la pietà, camminare umilmente con il nostro Dio'. Il tempo di Natale appena concluso ci ricorda che è Dio che dall'inizio ha camminato con noi e che, nella pienezza del tempo, si è incarnato per salvarci dai nostri peccati e per guidare i nostri passi sul cammino della santità, della giustizia e della pace".

"Camminare umilmente in presenza del Signore, in obbedienza alla sua parola di salvezza e con fiducia nel suo piano di grazia, illustra in modo eloquente non soltanto la vita della fede, ma anche il nostro cammino ecumenico sulla via verso la piena e visibile unità di tutti i cristiani. Su questo cammino di discepolato, siamo chiamati ad avanzare insieme lungo la stretta via della fedeltà alla sovrana volontà di Dio per far fronte alle difficoltà o agli ostacoli che possiamo incontrare".

"Per avanzare sulla via della comunione ecumenica - ha sottolineato il Pontefice - è necessario essere sempre più uniti nella preghiera, sempre più impegnati nel perseguire la santità, e sempre più impegnati nella nella ricerca teologica e nella cooperazione al servizio di una società giusta e fraterna. Lungo questa via di ecumenismo spirituale, noi davvero camminiamo con Dio e con l'altro, nella giustizia e nell'amore, perché, come afferma la Dichiarazione Congiunta sulla Dottrina della Giustificazione: 'Siamo accettati da Dio e riceviamo lo Spirito Santo che rinnova il nostro cuore mentre ci rende capaci e ci invita alle buone opere'".

Il Papa ha concluso il suo discorso auspicando che la visita a Roma della Delegazione Finlandese "contribuisca a rafforzare i rapporti ecumenici fra tutti i cristiani in Finlandia. Ringraziamo Dio per tutto ciò che è stato realizzato finora e preghiamo che lo Spirito di verità guidi i discepoli di Cristo nel vostro Paese verso un amore ed un'unità ancora più grande, mentre si impegnano a vivere nella luce del Vangelo e portano quella luce nelle grandi questioni morali con le quali si confrontano le società attuali. Nel camminare insieme in umiltà lungo la via della giustizia, della misericordia e della rettitudine che il Signore ci ha indicato, i cristiani non soltanto dimoreranno nella verità, ma saranno un modello di gioia e di speranza per tutti coloro che cercano un sicuro punto di riferimento nel nostro mondo in rapida trasformazione".

UDIENZE

Città del Vaticano, 17 gennaio 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza sei Presuli della Conferenza Episcopale di Abruzzo e Molise, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- L'Arcivescovo Giuseppe Molinari, di L’Aquila, con l'Ausiliare Vescovo Giovanni D’Ercole, F.D.P.

- L'Arcivescovo Tommaso Valentinetti, di Pescara-Penne.

- Il Vescovo Michele Seccia, di Teramo-Atri.

- Il Vescovo Angelo Spina, di Sulmona-Valva.

- Il Vescovo Pietro Santoro, di Avezzano.


ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 17 gennaio 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato l'Arcivescovo Charles Daniel Balvo, Nunzio Apostolico in Kenya ed Osservatore presso gli Organismi delle Nazioni Unite per l'Ambiente e gli Insediamenti Umani (U.N.E.P., UN-Habitat). È stato finora Nunzio Apostolico in Nuova Zelanda, Isole Cook, Fiji, Isole Marshall, Kiribati, Nauru, Palau, Samoa, Stati Federati di Micronesia, Tonga, Vanuatu e Delegato Apostolico nell'Oceano Pacifico.

mercoledì 16 gennaio 2013

RICERCA DEL VOLTO DI DIO

Città del Vaticano, 16 gennaio 2013 (VIS). La storia della salvezza, cioè la storia di Dio che si rivela progressivamente all'uomo è stato il tema della catechesi del Santo Padre per l'Udienza Generale del mercoledì.

"L'Antico Testamento ci narra come Dio, dopo la creazione, nonostante il peccato originale, l’arroganza dell’uomo di volersi mettere al posto del suo Creatore, offre di nuovo la possibilità della sua amicizia, soprattutto attraverso l’alleanza con Abramo e il cammino di un piccolo popolo, quello di Israele, che Egli sceglie non con criteri di potenza terrena, ma semplicemente per amore. È una scelta che rimane un mistero e rivela lo stile di Dio che chiama alcuni non per escludere altri, ma perché facciano da ponte nel condurre a Lui: elezione è sempre elezione per l'altro. Nella storia del popolo di Israele possiamo ripercorrere le tappe di un lungo cammino in cui Dio si fa conoscere, si rivela, entra nella storia con parole e con azioni. Per questa opera Egli si serve di mediatori, come Mosè, i Profeti, i Giudici, che comunicano al popolo la sua volontà, ricordano l’esigenza di fedeltà all’alleanza e tengono desta l’attesa della realizzazione piena e definitiva delle promesse divine".

La rivelazione di Dio giunge alla sua pienezza in Gesù di Nazaret. "In Gesù Dio visita realmente il suo popolo, visita l’umanità in un modo che va oltre ogni attesa: manda il suo Figlio Unigenito; si fa uomo Dio stesso. Gesù non ci dice qualcosa di Dio, non parla semplicemente del Padre, ma è rivelazione di Dio, perché è Dio, e ci rivela così il volto di Dio". Nella frase di Gesù "Chi ha visto me, ha visto il Padre" "si racchiude sinteticamente la novità del Nuovo Testamento. (...) Dio si può vedere, ha manifestato il suo volto, è visibile in Gesù Cristo".

"In tutto l'Antico Testamento è ben presente il tema della 'ricerca di Dio'" - ha ricordato il Papa - Egli "è un 'Tu' che può entrare in relazione, che non è chiuso nel suo Cielo a guardare dall'alto l'umanità. Dio è certamente sopra ogni cosa, ma si rivolge a noi, ci ascolta, ci vede, parla, stringe alleanza, è capace di amare. La storia della salvezza è la storia di Dio con l'umanit6à, è la storia di questo rapporto di Dio che si rivela progressivamente all'uomo, che fa conoscere se stesso, il suo volto".

Con l'Incarnazione la ricerca del volto di Dio "riceve una svolta inimmaginabile, perché questo volto si può ora vedere: è quello di Gesù, del Figlio di Dio che si fa uomo. In Lui trova compimento il cammino di rivelazione di Dio iniziato con la chiamata di Abramo, Lui è la pienezza di questa rivelazione perché è il Figlio di Dio, è insieme 'mediatore e pienezza di tutta la Rivelazione', in Lui il contenuto della Rivelazione e il Rivelatore coincidono. (...)
Gesù, vero Dio e vero uomo, non è semplicemente uno dei mediatori tra Dio e l’uomo, ma è 'il mediatore' della nuova ed eterna alleanza (...) In Lui noi vediamo e incontriamo il Padre; in Lui possiamo invocare Dio con il nome di 'Abbà, Padre'; in Lui ci viene donata la salvezza".

"Il desiderio di conoscere Dio realmente, cioè di vedere il volto di Dio è insito in ogni uomo, anche negli atei. E noi abbiamo forse inconsapevolmente questo desiderio di vedere semplicemente chi Egli è (...). Ma questo desiderio si realizza seguendo Cristo, così vediamo (...) anche Dio come amico (...). L'importante è che seguiamo Cristo non solo nel momento nel quale abbiamo bisogno e quando quando troviamo uno spazio nelle nostre occupazioni quotidiane, ma con la nostra vita in quanto tale. L’intera esistenza nostra deve essere orientata all’incontro con Gesù Cristo, all’amore verso di Lui; e, in essa, un posto centrale lo deve avere anche l’amore al prossimo, quell’amore che, alla luce del Crocifisso, ci fa riconoscere il volto di Gesù nel povero, nel debole, nel sofferente".
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