Città del Vaticano, 28 giugno 2012 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza privata il Cardinale Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.
Nel corso dell'Udienza il Sommo Pontefice ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:
MIRACOLI attributi all'intercessione:
- del Venerabile Servo di Dio Luca Passi, Sacerdote Diocesano, Fondatore della Congregazione delle Suore Maestre di Santa Dorotea; italiano (1789-1866);
- della Venerabile Serva di Dio Francesca De Paula De Jesús, detta Nhá Chica, Laica; brasiliana, (1808-1895);
MARTIRIO
- dei Servi di Dio Emanuele Borrás Ferré, Vescovo Ausiliare di Tarragona, e Agapito Modesto (al secolo: Modesto Pamplona Falguera), dell'Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane, nonché 145 Compagni; uccisi, in odio alla Fede, in Spagna dal 1936 al 1939;
- del Servo di Dio Giuseppe Puglisi, Sacerdote Diocesano; nato a Palermo (Italia) il 15 settembre 1937 ed ivi ucciso, in odio alla Fede, il 15 settembre 1993;
- dei Servi di Dio Ermenegildo dell'Assunzione (al secolo: Ermenegildo Iza y Aregita) e 5 Compagni, dell'Ordine della Ss.ma Trinità; uccisi, in odio alla Fede, in Spagna nel 1936;
- della Serva di Dio Vittoria di Gesù (al secolo: Francesca Valverde González), Religiosa del Pio Istituto Calasanziano della Divina Pastora; spagnola (1888-1937) ed uccisa, in odio alla Fede, in Spagna il 13 gennaio 1937;
- del Servo di Dio Devasahayam (Lazaro) Pillai, Laico; indiano (1712-1752) ucciso, in odio alla Fede, ad Aral Kurusady (India) il 14 gennaio 1752;
VIRTÙ EROICHE
- del Servo di Dio Sisto Riario Sforza, Arcivescovo di Napoli, Cardinale di Santa Romana Chiesa; italiano (1810-1877);
- del Servo di Dio Fulton Sheen, Arcivescovo titolare di Newport, già Vescovo di Rochester; nordamericano (1895-1979);
- del Servo di Dio Álvaro Del Portillo y Diez de Sollano, Vescovo titolare di Vita, Prelato della Prelatura Personale della Santa Croce e dell'Opus Dei; spagnolo (1914-1994);
- del Servo di Dio Ludovico Tijssen, Sacerdote Diocesano; olandese (1865-1929);
- del Venerabile Servo di Dio Cristoforo di Santa Caterina (al secolo: Cristoforo Fernández Valladolid), Sacerdote, Fondatore della Congregazione e dell'Ospedale di Gesù Nazareno di Córdoba; spagnolo (1638-1690);
- della Serva di Dio Maria del Sacro Cuore (al secolo: Maria Giuseppa Fitzbach), Vedova, Fondatrice delle Ancelle del Cuore Immacolato di Maria, chiamate Suore del Buon Pastore di Québec; canadese (1806-1885);
- della Serva di Dio Maria Angelina Teresa (al secolo: Brigida Teresa McCrory), Fondatrice della Congregazione delle Suore Carmelitane per gli anziani e gli infermi; irlandese (1893-1984);
- della Serva di Dio Maria Margherita (al secolo: Adelaide Bogner), Monaca professa dell'Ordine della Visitazione; ungherese (1905-1933);
- della Serva di Dio Ferdinanda Riva, Suora professa dell'Istituto delle Figlie della Carità; italiana, (1920-1956);
Il 10 maggio 2012 il Santo Padre Benedetto XVI ha autorizzato la Congregazione a promulgare il Decreto riguardante il martirio del Servo di Dio Giovanni Huguet y Cardona, Sacerdote Diocesano; nato ad Alayor (Spagna) il 28 gennaio 1913 ed ucciso, in odio alla Fede, a Ferrerías (Spagna) il 23 luglio 1936.
Inizio - VIS Vaticano - Ricevere VIS - Contattaci - Calendario VIS
Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana... [+]
ultime 5 notizie
giovedì 28 giugno 2012
INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE LUGLIO 2012
Città del Vaticano, 28 giugno 2012 (VIS). Riportiamo di seguito le intenzioni per il mese di luglio affidate dal Papa all'apostolato della preghiera:
Generale: "Perché tutti possano avere un lavoro e svolgerlo in condizioni di stabilità e di sicurezza".
Missionaria: "Perché i volontari cristiani, presenti nei territori di missione, sappiano dare testimonianza della carità di Cristo".
Generale: "Perché tutti possano avere un lavoro e svolgerlo in condizioni di stabilità e di sicurezza".
Missionaria: "Perché i volontari cristiani, presenti nei territori di missione, sappiano dare testimonianza della carità di Cristo".
UDIENZE
Città del Vaticano, 28 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:
- Il Signor Mordechay Lewy, Ambasciatore di Israele, in visita di congedo.
- La Signora A.H. Lamia Mekhemar, Ambasciatore della Repubblica Araba di Egitto in visita di Congedo.
- Il Cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.
- Il Signor Mordechay Lewy, Ambasciatore di Israele, in visita di congedo.
- La Signora A.H. Lamia Mekhemar, Ambasciatore della Repubblica Araba di Egitto in visita di Congedo.
- Il Cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città del Vaticano, 28 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha nominato il Vescovo Carlo Roberto Maria Redaelli, Arcivescovo dell'Arcidiocesi metropolitana di Gorizia (superficie: 1.030; popolazione: 186.627; cattolici: 181,027; sacerdoti: 122; religiosi: 309; diaconi permanenti: 13), Italia. Finora Vescovo Ausiliare di Milano (Italia), succede all'Arcivescovo Dino De Antoni, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
- In data 16 giugno il Santo Padre ha nominato il Reverendo Marcel Damphousse Vescovo della Diocesi di Alexandria - Cornwall in Canada (superficie: 1.290; popolazione: 90.100; cattolici: 56.042; sacerdoti: 40; religiosi: 35; diaconi permanenti: 19), Canada. Il Vescovo eletto è nato nel 1963 a Saint Joseph (Canada) ed è stato ordinato sacerdote nel 1991. Dal 1994 al 2000 è stato Parroco di Notre-Dame-de-la-Nativité a Somerset. Dal 1996 è stato Parroco di Saint-Léon. Dal 2003 al 2008 è stato Direttore diocesano per le Vocazioni e Cappellano del St. Boniface High School. Dal 2008 è stato Rettore della Basilica Cattedrale di Saint-Boniface e membro del Consiglio diocesano degli Affari Economici.
- Ha nominato l'Arcivescovo Henryk Józef Nowacki, Nunzio Apostolico in Svezia e Islanda, finora Nunzio Apostolico in Nicaragua.
AVVISO
Città del Vaticano, 28 giugno 2012 (VIS). Domani, Solennità dei Santi Pietro e Paolo, Apostoli, Patroni dell'Alma Città di Roma, giorno di vacanza in Vaticano, il servizio del V.I.S. non sarà trasmesso. Le trasmissioni riprenderanno lunedì 2 luglio.
mercoledì 27 giugno 2012
COMUNICATO DELLA SALA STAMPA SU RIUNIONI IOR
Città
del Vaticano, 27 giugno 2012 (VIS).- “Questa mattina si è riunito
il Consiglio di Sovrintendenza dell’Istituto per le Opere di
Religione, attualmente composto – com’è noto - dal Vice
Presidente, Dr Ronaldo Hermann Schmitz, dal prof. Carl Albert
Anderson, dal Dr Antonio Maria Marocco e dal Dr Manuel Soto Serrano”.
“Successivamente,
il Consiglio ha riferito alla Commissione cardinalizia di vigilanza,
presieduta dal Card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato”
“Si
è trattato di due incontri molto utili per condividere informazioni
e proposte sia per la gestione ordinaria, sia per l’individuazione
dei criteri di professionalità ed esperienza universalmente
riconosciuti in vista della scelta del nuovo Presidente del Consiglio
di Sovrintendenza”.
“Papa
Benedetto XVI segue da vicino l’attuale situazione dell’Istituto
per le Opere di Religione e viene costantemente informato dal
Cardinale Segretario di Stato”.
IL SIGNORE CHE ADORIAMO È COLUI CHE SI CHINA A LAVARE I PIEDI AGLI APOSTOLI NELL'ULTIMA CENA
Città del Vaticano, 27 giugno 2012 (VIS). La Lettera ai Filippesi, testamento spirituale di San Paolo, è stato il tema della catechesi dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI.
L'Apostolo delle genti dettò la Lettera ai Filippesi mentre era in prigione e sentiva prossima la morte. Nell'ultimo capitolo c'è un forte invito alla gioia "caratteristica fondamentale del nostro essere cristiani", ha spiegato il Santo Padre. "Ma come si può gioire di fronte a una condanna a morte ormai imminente? Da dove o meglio da chi san Paolo trae la serenità, la forza, il coraggio di andare incontro al martirio e all’effusione del sangue?".
Troviamo la risposta al centro della Lettera ai Filippesi, in quello che la tradizione cristiana denomina 'carmen Christo', il canto per Cristo, o (...) 'inno cristologico'; un canto "che riassume l'itinerario divino e umano del Figlio di Dio" e che si apre con una esortazione: "Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù". "Si tratta - ha detto il Papa - non solo di seguire l’esempio di Gesù, ma di coinvolgere tutta l’esistenza nel suo modo di pensare e di agire".
Questo Inno a Cristo parte dal suo essere "nella condizione di Dio"; una condizione che "Gesù, vero Dio e vero uomo, non vive (...) per trionfare o per imporre la sua supremazia (...), Anzi, 'spogliò', svuotò se stesso, assumendo (...) la 'forma di schiavo', la realtà umana segnata dalla sofferenza, dalla povertà, dalla morte; si è assimilato pienamente agli uomini, tranne che nel peccato".
San Paolo continua delineando il quadro "storico" nel quale trascorse la vita terrena di Gesù fino alla morte di Croce. "Sulla croce Gesù Cristo ha raggiunto il massimo grado dell’umiliazione, perché la crocifissione era la pena riservata agli schiavi e non alle persone libere". Però "Nella Croce di Cristo l’uomo viene redento e l’esperienza di Adamo è rovesciata. Adamo, creato a immagine e somiglianza di Dio, pretese di essere come Dio, (...). Gesù, invece, pur essendo 'nella condizione di Dio', si è abbassato, si è immerso nella condizione umana, nella totale fedeltà al Padre, per redimere l’Adamo che è in noi e ridare all’uomo la dignità che aveva perduto".
"La logica umana, invece - ha proseguito il Pontefice - ricerca spesso la realizzazione di se stessi nel potere, nel dominio, nei mezzi potenti. L’uomo continua a voler costruire con le proprie forze la torre di Babele per raggiungere l’altezza di Dio, per essere come Dio. L’Incarnazione e la Croce ci ricordano che la piena realizzazione sta nel conformare la propria volontà umana a quella del Padre, nello svuotarsi di sé stessi, del proprio egoismo, per riempirsi dell’amore, della carità di Dio e così diventare veramente capaci di amare gli altri".
"Nella seconda parte di questo 'inno cristologico' della Lettera ai Filippesi, il soggetto cambia; non è più Cristo, ma è Dio Padre. (...) Colui che si è profondamente abbassato prendendo la condizione di schiavo, viene esaltato, innalzato sopra ogni cosa dal Padre, che gli dà il nome di (...), 'Signore', la suprema dignità e signoria. (...) Il Gesù che viene esaltato è quello dell’Ultima Cena" che "si china a lavare i piedi agli Apostoli. (...) Questo è importante ricordarlo sempre nella nostra preghiera e nella nostra vita".
"L’inno della Lettera ai Filippesi ci offre qui due indicazioni importanti per la nostra preghiera. La prima è l’invocazione 'Signore' rivolta a Gesù Cristo, (...) è Lui l’unico Signore della nostra vita, in mezzo ai tanti 'dominatori' che la vogliono indirizzare e guidare. Per questo, è necessario avere una scala di valori in cui il primato spetta a Dio".
"La seconda indicazione è la prostrazione, il 'piegarsi di ogni ginocchio' nella terra e nei cieli, (...) l’adorazione che tutte le creature devono a Dio. (...) Quando ci inginocchiamo davanti al Signore noi confessiamo la nostra fede in Lui, riconosciamo che è Lui l’unico Signore della nostra vita".
"All’inizio della catechesi - ha concluso Benedetto XVI - ci siamo chiesti come san Paolo potesse gioire di fronte al rischio imminente del martirio e della sua effusione del sangue. Questo è possibile soltanto perché l’Apostolo non ha mai allontanato il suo sguardo da Cristo sino a diventargli conforme nella morte".
L'Apostolo delle genti dettò la Lettera ai Filippesi mentre era in prigione e sentiva prossima la morte. Nell'ultimo capitolo c'è un forte invito alla gioia "caratteristica fondamentale del nostro essere cristiani", ha spiegato il Santo Padre. "Ma come si può gioire di fronte a una condanna a morte ormai imminente? Da dove o meglio da chi san Paolo trae la serenità, la forza, il coraggio di andare incontro al martirio e all’effusione del sangue?".
Troviamo la risposta al centro della Lettera ai Filippesi, in quello che la tradizione cristiana denomina 'carmen Christo', il canto per Cristo, o (...) 'inno cristologico'; un canto "che riassume l'itinerario divino e umano del Figlio di Dio" e che si apre con una esortazione: "Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù". "Si tratta - ha detto il Papa - non solo di seguire l’esempio di Gesù, ma di coinvolgere tutta l’esistenza nel suo modo di pensare e di agire".
Questo Inno a Cristo parte dal suo essere "nella condizione di Dio"; una condizione che "Gesù, vero Dio e vero uomo, non vive (...) per trionfare o per imporre la sua supremazia (...), Anzi, 'spogliò', svuotò se stesso, assumendo (...) la 'forma di schiavo', la realtà umana segnata dalla sofferenza, dalla povertà, dalla morte; si è assimilato pienamente agli uomini, tranne che nel peccato".
San Paolo continua delineando il quadro "storico" nel quale trascorse la vita terrena di Gesù fino alla morte di Croce. "Sulla croce Gesù Cristo ha raggiunto il massimo grado dell’umiliazione, perché la crocifissione era la pena riservata agli schiavi e non alle persone libere". Però "Nella Croce di Cristo l’uomo viene redento e l’esperienza di Adamo è rovesciata. Adamo, creato a immagine e somiglianza di Dio, pretese di essere come Dio, (...). Gesù, invece, pur essendo 'nella condizione di Dio', si è abbassato, si è immerso nella condizione umana, nella totale fedeltà al Padre, per redimere l’Adamo che è in noi e ridare all’uomo la dignità che aveva perduto".
"La logica umana, invece - ha proseguito il Pontefice - ricerca spesso la realizzazione di se stessi nel potere, nel dominio, nei mezzi potenti. L’uomo continua a voler costruire con le proprie forze la torre di Babele per raggiungere l’altezza di Dio, per essere come Dio. L’Incarnazione e la Croce ci ricordano che la piena realizzazione sta nel conformare la propria volontà umana a quella del Padre, nello svuotarsi di sé stessi, del proprio egoismo, per riempirsi dell’amore, della carità di Dio e così diventare veramente capaci di amare gli altri".
"Nella seconda parte di questo 'inno cristologico' della Lettera ai Filippesi, il soggetto cambia; non è più Cristo, ma è Dio Padre. (...) Colui che si è profondamente abbassato prendendo la condizione di schiavo, viene esaltato, innalzato sopra ogni cosa dal Padre, che gli dà il nome di (...), 'Signore', la suprema dignità e signoria. (...) Il Gesù che viene esaltato è quello dell’Ultima Cena" che "si china a lavare i piedi agli Apostoli. (...) Questo è importante ricordarlo sempre nella nostra preghiera e nella nostra vita".
"L’inno della Lettera ai Filippesi ci offre qui due indicazioni importanti per la nostra preghiera. La prima è l’invocazione 'Signore' rivolta a Gesù Cristo, (...) è Lui l’unico Signore della nostra vita, in mezzo ai tanti 'dominatori' che la vogliono indirizzare e guidare. Per questo, è necessario avere una scala di valori in cui il primato spetta a Dio".
"La seconda indicazione è la prostrazione, il 'piegarsi di ogni ginocchio' nella terra e nei cieli, (...) l’adorazione che tutte le creature devono a Dio. (...) Quando ci inginocchiamo davanti al Signore noi confessiamo la nostra fede in Lui, riconosciamo che è Lui l’unico Signore della nostra vita".
"All’inizio della catechesi - ha concluso Benedetto XVI - ci siamo chiesti come san Paolo potesse gioire di fronte al rischio imminente del martirio e della sua effusione del sangue. Questo è possibile soltanto perché l’Apostolo non ha mai allontanato il suo sguardo da Cristo sino a diventargli conforme nella morte".
RITO DI BENEDIZIONE E IMPOSIZIONE DEI PALLI E NOMI ARCIVESCOVI METROPOLITI
7 giugno 2012 (VIS). In una Nota, la Sala Stampa della Santa Sede informa circa il nuovo svolgimento del Rito di benedizione e imposizione del Pallio che sarà imposto ai nuovi Arcivescovi Metropoliti, il 29 giugno prossimo, Solennità di Pietro e Paolo, Apostoli.
Lo svolgimento del Rito di benedizione e imposizione dei palli agli Arcivescovi Metropoliti rimane sostanzialmente invariato. Tuttavia, da quest’anno, nella logica di uno sviluppo nella continuità, si è pensato semplicemente a una diversa collocazione del Rito stesso, che avrà luogo prima dell’inizio della Celebrazione eucaristica.
La modifica è stata approvata dal Santo Padre ed è dovuta ai seguenti motivi:
1. Abbreviare la lunghezza del Rito. Infatti, si darà lettura dell’elenco dei nuovi Arcivescovi Metropoliti appena prima dell’ingresso della processione iniziale e del canto del “Tu es Petrus”, al di fuori della Celebrazione. Quando il Santo Padre sarà giunto all’altare avrà poi subito luogo il Rito dei palli.
2. Evitare che la Celebrazione eucaristica sia “interrotta” da un Rito piuttosto lungo (il numero dei Metropoliti si aggira ormai ogni anno intorno ai 45), che potrebbe rendere più difficile la partecipazione attenta e raccolta alla Santa Messa.
3. Attenersi maggiormente allo svolgimento del Rito di imposizione del pallio, così come previsto nel Cæremoniale Episcoporum, ed evitare che, a motivo della collocazione dopo l’omelia – come avveniva in precedenza - si possa pensare a un Rito sacramentale. Infatti i Riti che vengono inseriti nella Celebrazione eucaristica dopo l’omelia sono normalmente riti sacramentali: battesimo, confermazione, ordinazione, matrimonio, unzione degli infermi. La imposizione del pallio non ha invece in alcun modo natura sacramentale.
Di seguito riportiamo i nomi degli Arcivescovi Metropoliti che ricevono quest'anno il Sacro Pallio:
1. Cardinale Rainer Maria Woelki, Arcivescovo di Berlino (Germania).
2. Cardinale Francisco Robles Ortega, Arcivescovo di Guadalajara (Messico).
3. Arcivescovo Francesco Moraglia, Patriarca di Venezia (Italia).
4. Arcivescovo Alfredo Horacio Zecca, di Tucumán (Argentina).
5. Arcivescovo Mario Alberto Molina Palma, O.A.R., di Los Altos, Quetzaltenango - Totonicapán (Guatemala).
6. Arcivescovo Charles Joseph Chaput, O.F.M.Cap., di Philadelphia (Stati Uniti d'America).
7. Arcivescovo Luc Cyr, di Sherbrooke (Canada).
8. Arcivescovo Salvador Piñeiro Garcia-Calderón, di Ayacucho o Huamanga (Perù).
9. Arcivescovo Francesco Panfilo, S.D.B., di Rabaul (Papua Nuova Guinea).
10. Arcivescovo Ulises Antonio Gutiérrez Reyes, O. de M., di Ciudad Bolivar (Venezuela).
11. Arcivescovo Stanislaw Budzik, di Lublin (Polonia).
12. Arcivescovo Wilson Tadeu Jönck, S.C.I., di Florianópolis (Brasile).
13. Arcivescovo Paul-André Durocher, di Gatineau (Canada).
14. Arcivescovo Luis Antonio G. Tagle, di Manila (Filippine).
15. Arcivescovo Patrick D'Rozario, C.S.C., di Dhaka (Bangladesh).
16. Arcivescovo Wiktor Pawel Skworc, Arcivescovo di Katowice (Polonia).
17. Arcivescovo Jose F. Advincula, di Capiz (Filippine.
18. Arcivescovo Filippo Santoro, di Taranto (Italia).
19. Arcivescovo José Francisco Rezende Dias, di Niterói (Brasile).
20. Arcivescovo Esmerealdo Barreto de Farias, Ist. del Prado, di Porto Velho (Brasile).
21. Arcivescovo Jaime Vieira Rocha, di Natal (Brasile).
22. Arcivescovo Joseph Harris, C.S.Sp., di Port of Spain (Trinidad e Tobago).
23. Arcivescovo Waclaw Depo, di Czestochowa (Polonia).
24. Arcivescovo Ignatius Chama, di Kasama (Zambia).
25. Arcivescovo Pascal Wintzer, di Poitiers (Francia).
26. Arcivescovo John Moolachira, di Guwahati (India).
27. Arcivescovo William Charles Skurla, di Pittsburgh dei Bizantini (Stati Uniti d'America).
28. Arcivescovo Joseph Coutts, di Karachi (Pakistan).
29. Arcivescovo Romulo Geolina Valles, di Davao (Filippine).
30 Arcivescovo Airton José dos Santos, di Campinas (Brasile).
31. Arcivescovo Timothy Costelloe, S.D.B., di Perth (Australia).
32. Arcivescovo Jacinto Furtado de Brito Sobrinho, di Teresina (Brasile).
33. Arcivescovo Thomas D'Souza, di Calcutta (India).
34. Arcivescovo Arrigo Miglio, di Cagliari (Italia).
35. Arcivescovo John F. Du, di Palo (Filippine).
36. Arcivescovo Paulo Mendes Peixoto, di Uberaba (Brasile).
37. Arcivescovo Christian Lépine, di Montréal (Canada).
38. Arcivescovo William Edward Lori, di Baltimore (Stati Uniti d'America).
39. Arcivescovo Mark Benedicty Coleridge, di Brisbane (Australia).
40. Arcivescovo Jesús Carlos Cabrero Romero, di San Luis Potosí (Messico).
41. Arcivescovo Andrew Yeom Soo Jung, di Seoul (Corea).
42. Arcivescovo Benedito Roberto, C.S.Sp., di Malanje (Angola).
43. Arcivescovo Alfred Adewale Martins, di Lagos (Nigeria).
44. Arcivescovo Samuel Joseph Aquila, di Denver (Stati Uniti d'America).
Ai seguenti Presuli il Pallio verrà consegnato nelle loro Sedi Metropolitane:
45. Arcivescovo Gabriel Justice Yaw Anokye, di Kumasi (Ghana).
46. Arcivescovo Valéry Vienneau, di Moncton (Canada).
Lo svolgimento del Rito di benedizione e imposizione dei palli agli Arcivescovi Metropoliti rimane sostanzialmente invariato. Tuttavia, da quest’anno, nella logica di uno sviluppo nella continuità, si è pensato semplicemente a una diversa collocazione del Rito stesso, che avrà luogo prima dell’inizio della Celebrazione eucaristica.
La modifica è stata approvata dal Santo Padre ed è dovuta ai seguenti motivi:
1. Abbreviare la lunghezza del Rito. Infatti, si darà lettura dell’elenco dei nuovi Arcivescovi Metropoliti appena prima dell’ingresso della processione iniziale e del canto del “Tu es Petrus”, al di fuori della Celebrazione. Quando il Santo Padre sarà giunto all’altare avrà poi subito luogo il Rito dei palli.
2. Evitare che la Celebrazione eucaristica sia “interrotta” da un Rito piuttosto lungo (il numero dei Metropoliti si aggira ormai ogni anno intorno ai 45), che potrebbe rendere più difficile la partecipazione attenta e raccolta alla Santa Messa.
3. Attenersi maggiormente allo svolgimento del Rito di imposizione del pallio, così come previsto nel Cæremoniale Episcoporum, ed evitare che, a motivo della collocazione dopo l’omelia – come avveniva in precedenza - si possa pensare a un Rito sacramentale. Infatti i Riti che vengono inseriti nella Celebrazione eucaristica dopo l’omelia sono normalmente riti sacramentali: battesimo, confermazione, ordinazione, matrimonio, unzione degli infermi. La imposizione del pallio non ha invece in alcun modo natura sacramentale.
Di seguito riportiamo i nomi degli Arcivescovi Metropoliti che ricevono quest'anno il Sacro Pallio:
1. Cardinale Rainer Maria Woelki, Arcivescovo di Berlino (Germania).
2. Cardinale Francisco Robles Ortega, Arcivescovo di Guadalajara (Messico).
3. Arcivescovo Francesco Moraglia, Patriarca di Venezia (Italia).
4. Arcivescovo Alfredo Horacio Zecca, di Tucumán (Argentina).
5. Arcivescovo Mario Alberto Molina Palma, O.A.R., di Los Altos, Quetzaltenango - Totonicapán (Guatemala).
6. Arcivescovo Charles Joseph Chaput, O.F.M.Cap., di Philadelphia (Stati Uniti d'America).
7. Arcivescovo Luc Cyr, di Sherbrooke (Canada).
8. Arcivescovo Salvador Piñeiro Garcia-Calderón, di Ayacucho o Huamanga (Perù).
9. Arcivescovo Francesco Panfilo, S.D.B., di Rabaul (Papua Nuova Guinea).
10. Arcivescovo Ulises Antonio Gutiérrez Reyes, O. de M., di Ciudad Bolivar (Venezuela).
11. Arcivescovo Stanislaw Budzik, di Lublin (Polonia).
12. Arcivescovo Wilson Tadeu Jönck, S.C.I., di Florianópolis (Brasile).
13. Arcivescovo Paul-André Durocher, di Gatineau (Canada).
14. Arcivescovo Luis Antonio G. Tagle, di Manila (Filippine).
15. Arcivescovo Patrick D'Rozario, C.S.C., di Dhaka (Bangladesh).
16. Arcivescovo Wiktor Pawel Skworc, Arcivescovo di Katowice (Polonia).
17. Arcivescovo Jose F. Advincula, di Capiz (Filippine.
18. Arcivescovo Filippo Santoro, di Taranto (Italia).
19. Arcivescovo José Francisco Rezende Dias, di Niterói (Brasile).
20. Arcivescovo Esmerealdo Barreto de Farias, Ist. del Prado, di Porto Velho (Brasile).
21. Arcivescovo Jaime Vieira Rocha, di Natal (Brasile).
22. Arcivescovo Joseph Harris, C.S.Sp., di Port of Spain (Trinidad e Tobago).
23. Arcivescovo Waclaw Depo, di Czestochowa (Polonia).
24. Arcivescovo Ignatius Chama, di Kasama (Zambia).
25. Arcivescovo Pascal Wintzer, di Poitiers (Francia).
26. Arcivescovo John Moolachira, di Guwahati (India).
27. Arcivescovo William Charles Skurla, di Pittsburgh dei Bizantini (Stati Uniti d'America).
28. Arcivescovo Joseph Coutts, di Karachi (Pakistan).
29. Arcivescovo Romulo Geolina Valles, di Davao (Filippine).
30 Arcivescovo Airton José dos Santos, di Campinas (Brasile).
31. Arcivescovo Timothy Costelloe, S.D.B., di Perth (Australia).
32. Arcivescovo Jacinto Furtado de Brito Sobrinho, di Teresina (Brasile).
33. Arcivescovo Thomas D'Souza, di Calcutta (India).
34. Arcivescovo Arrigo Miglio, di Cagliari (Italia).
35. Arcivescovo John F. Du, di Palo (Filippine).
36. Arcivescovo Paulo Mendes Peixoto, di Uberaba (Brasile).
37. Arcivescovo Christian Lépine, di Montréal (Canada).
38. Arcivescovo William Edward Lori, di Baltimore (Stati Uniti d'America).
39. Arcivescovo Mark Benedicty Coleridge, di Brisbane (Australia).
40. Arcivescovo Jesús Carlos Cabrero Romero, di San Luis Potosí (Messico).
41. Arcivescovo Andrew Yeom Soo Jung, di Seoul (Corea).
42. Arcivescovo Benedito Roberto, C.S.Sp., di Malanje (Angola).
43. Arcivescovo Alfred Adewale Martins, di Lagos (Nigeria).
44. Arcivescovo Samuel Joseph Aquila, di Denver (Stati Uniti d'America).
Ai seguenti Presuli il Pallio verrà consegnato nelle loro Sedi Metropolitane:
45. Arcivescovo Gabriel Justice Yaw Anokye, di Kumasi (Ghana).
46. Arcivescovo Valéry Vienneau, di Moncton (Canada).
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città del Vaticano, 27 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha nominato il Monsignor Peter Brignall, Vescovo di Wrexham (superficie: 8.361; popolazione: 715.000; cattolici: 38.706; sacerdoti: 60; religiosi: 140; diaconi permanenti: 10), Gran Bretagna. Il Vescovo eletto è nato a Londra (Gran Bretagna) nel 1953 ed è stato ordinato sacerdote nel 1978. Fino al 1980 è stato Vicario Parrocchiale nelle Parrocchie "Blessed Sacrament" e "Our Lady Star of the Sea". Dal 1980 al 1984 ha servito come Cappellano all"University College North Wales, Bangor e al NHS Hospital, Bangor. Successivamente è stato Parroco di Knighton & Presteigne. Dal 1987 al 1997 è stato Parroco di "Our Lady of the Immaculate Conception", Bangor. Nel 1999 è diventato Decano della Cattedrale di "Our Lady of Sorrows". Finora Vicario Generale della Diocesi di Wrexham, succede al Vescovo Edwin Regan, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Sacerdote José Eudes Campos do Nascimento, Vescovo della Diocesi di Leopoldina (superficie: 8.491; popolazione: 595.000; cattolici: 416.000; sacerdoti: 63; religiosi: 20), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1966 a Barbacena (Brasile) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1995. Nell'Arcidiocesi di Mariana ha svolto gli incarichi di Vicario parrocchiale, Amministratore parrocchiale, Assessore arcivescovile per la Pastorale giovanile, Parroco, Direttore Spirituale del Seminario Maggiore, Membro del Consiglio Presbiterale e del Collegio dei Consultori, Rappresentante dei Presbiteri dell'Arcidiocesi presso gli organismi ecclesiali regionali e nazionali. È stato finora Vicario Episcopale della regione nord dell'Arcidiocesi di Mariana e Parroco della Parrocchia "Santa Efigênia" a Ouro Preto.
- Ha nominato il Vescovo Eduardo Carmona Ortega, C.O.R.C., Vescovo di Parral (superficie: 43.624; popolazione: 323.000; cattolici: 293.000; sacerdoti: 58; religiosi: 70; diaconi permanenti: 10). È stato finora Vescovo di Puerto Escondido (Messico).
- Ha nominato il Sacerdote Sérgio de Deus Borges, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di São Paulo (superficie: 1.645; popolazione: 685.000; cattolici: 5.611.000; sacerdoti: 867; religiosi: 2.153; diaconi permanenti: 63), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1966 a Alfredo Wagner (Brasile) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1993 nella Diocesi di Cornélio Procópio, nella quale ha svolto gli incarichi di Parroco, Assessore della pastorale per la gioventù, per la famiglie e per i carcerati; è stato Direttore Spirituale del Movimento "Serra Clube"; dal 1993 al 1994 è stato Professore del Seminario "Menino Deus" e dal 1995 al 2011 è stato Professore e Rettore del Seminario Maggiore "São José" a Jataizinho. Dal 2007 è stato Docente e Direttore di Studio dell'Istituto di Teologia di Londrina e Presidente del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano di Londrina. Dal 2011 è stato Parroco della Parrocchia "Immaculada Conceição a Jataizinho.
martedì 26 giugno 2012
"NON SIETE E NON SARETE SOLI", DICE IL PAPA AI TERREMOTATI EMILIA ROMAGNA
Città del Vaticano, 26 giugno 2012 (VIS). Questa mattina alle 9:00, Benedetto XVI è partito in elicottero dall'eliporto vaticano per una visita nelle zone colpite dal terremoto in Emilia Romagna, sottoposta dal 20 maggio scorso a forti scosse di terremoto che hanno causato numerose vittime e centinaia di feriti. Il sisma ha obbligato migliaia di persone ad abbandonare la propria casa, ha danneggiato gravemente edifici storici, le infrastrutture e l'economia di tutta la zona.
L'elicottero del Papa è atterrato alle 10:30 nel campo sportivo di San Marino di Carpi (Modena) dove è stato accolto dal Vescovo della Diocesi, Monsignor Francesco Cavina e dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Prefetto Franco Gabrielli. Quindi a bordo di un pulmino, Benedetto XVI ha raggiunto Rovereto di Novi, dove ha sostato alcuni momenti davanti alla Chiesa di Santa Caterina di Alessandria, nella quale ha perso la vita il parroco Ivan Martini. A bordo di una jeep, il Santo Padre ha salutato i presenti e quindi ha raggiunto la piazza centrale di Rovereto per l'incontro con la popolazione. All'incontro hanno assistito arcivescovi e vescovi delle zone terremotate: Bologna, Carpi, Modena, Mantova, Ferrara e Reggio Emilia.
Di seguito riportiamo ampi estratti del discorso pronunciato dal Pontefice.
"Fin dai primi giorni del terremoto che vi ha colpito, sono stato sempre vicino a voi con la preghiera e l’interessamento. Ma quando ho visto che la prova era diventata più dura, ho sentito in modo sempre più forte il bisogno di venire di persona in mezzo a voi. E ringrazio il Signore che me lo ha concesso!. (...) Saluto con grande affetto con voi, qui riuniti, e abbraccio con la mente e con il cuore tutti i paesi, tutte le popolazioni che hanno subito danni dal sisma, specialmente le famiglie e le comunità che piangono i defunti: il Signore li accolga nella sua pace".
"Sapevo infatti che, oltre a patire le conseguenze materiali, eravate messi alla prova nell’animo, per il protrarsi delle scosse, anche forti; come pure dalla perdita di alcuni edifici simbolici dei vostri paesi, e tra questi in modo particolare di tante chiese. Qui a Rovereto di Novi, nel crollo della chiesa – che ho appena visto – ha perso la vita Don Ivan Martini. Rendendo omaggio alla sua memoria, rivolgo un particolare saluto a voi, cari sacerdoti, e a tutti i confratelli, che state dimostrando, come già è avvenuto in altre ore difficili della storia di queste terre, il vostro amore generoso per il popolo di Dio".
"Come sapete, noi sacerdoti – ma anche i religiosi e non pochi laici – preghiamo ogni giorno con il cosiddetto 'Breviario', che contiene la Liturgia delle Ore, la preghiera della Chiesa che scandisce la giornata. Preghiamo con i Salmi (...) Perché vi dico questo? (...) Perché in questi giorni ho incontrato, pregando il Salmo 46, questa espressione che mi ha toccato: 'Dio è per noi rifugio e fortezza, / aiuto infallibile si è mostrato nelle angosce. / Perciò non temiamo se trema la terra, / se vacillano i monti nel fondo del mare' (Sal 46,2-3). Quante volte ho letto queste parole? Innumerevoli volte! Da sessantun anni sono sacerdote! Eppure in certi momenti, come questo, esse colpiscono fortemente, perché toccano sul vivo, danno voce a un’esperienza che adesso voi state vivendo, e che tutti quelli che pregano condividono. Ma – vedete – queste parole del Salmo non solo mi colpiscono perché usano l’immagine del terremoto, ma soprattutto per ciò che affermano riguardo al nostro atteggiamento interiore di fronte allo sconvolgimento della natura: un atteggiamento di grande sicurezza, basata sulla roccia stabile, irremovibile che è Dio. Noi 'non temiamo se trema la terra' – dice il salmista – perché 'Dio è per noi rifugio e fortezza', è 'aiuto infallibile … nelle angosce'".
"Queste parole sembrano in contrasto con la paura che inevitabilmente si prova dopo un’esperienza come quella che voi avete vissuto. Una reazione immediata, che può imprimersi più profondamente, se il fenomeno si prolunga. Ma, in realtà, il Salmo non si riferisce a questo tipo di paura, che è naturale, e la sicurezza che afferma non è quella di super-uomini che non sono toccati dai sentimenti normali. La sicurezza di cui parla è quella della fede, per cui, sì, ci può essere la paura, l’angoscia – le ha provate anche Gesù, come sappiamo – ma c’è, in tutta la paura e l’angoscia, soprattutto la certezza che Dio è con noi me (...)". Il "suo Amore (...) è solido come una roccia. Questo Amore noi lo vediamo in Cristo Crocifisso, che è il segno al tempo stesso del dolore, della sofferenza, e dell’amore. E’ la rivelazione di Dio Amore, solidale con noi fino all’estrema umiliazione".
"Su questa roccia, con questa ferma speranza, si può costruire, si può ricostruire. Sulle macerie del dopoguerra – non solo materiali – l’Italia è stata ricostruita certamente grazie anche ad aiuti ricevuti, ma soprattutto grazie alla fede di tanta gente animata da spirito di vera solidarietà, dalla volontà di dare un futuro alle famiglie, un futuro di libertà e di pace. Voi siete gente che tutti gli italiani stimano per la vostra umanità e socievolezza, per la laboriosità unita alla giovialità. Tutto ciò è ora messo a dura prova da questa situazione, ma essa non deve e non può intaccare quello che voi siete come popolo, la vostra storia e la vostra cultura. Rimanete fedeli alla vostra vocazione di gente fraterna e solidale, e affronterete ogni cosa con pazienza e determinazione, respingendo le tentazioni che purtroppo sono connesse a questi momenti di debolezza e di bisogno".
"La situazione che state vivendo ha messo in luce un aspetto che vorrei fosse ben presente nel vostro cuore: non siete e non sarete soli! In questi giorni, in mezzo a tanta distruzione e tanto dolore, voi avete visto e sentito come tanta gente si è mossa per esprimervi vicinanza, solidarietà, affetto; e questo attraverso tanti segni e aiuti concreti. La mia presenza in mezzo a voi vuole essere uno di questi segni di amore e di speranza. Guardando le vostre terre ho provato profonda commozione davanti a tante ferite, ma ho visto anche tante mani che le vogliono curare insieme a voi; ho visto che la vita ricomincia, vuole ricominciare con forza e coraggio, e questo è il segno più bello e luminoso".
"Da questo luogo vorrei lanciare un forte appello alle istituzioni, ad ogni cittadino ad essere, pur nelle difficoltà del momento, come il buon samaritano del Vangelo che non passa indifferente davanti a chi è nel bisogno, ma, con amore, si china, soccorre, rimane accanto, facendosi carico fino in fondo delle necessità dell’altro (cfr Lc 10,29-37). La Chiesa vi è vicina e vi sarà vicina con la sua preghiera e con l’aiuto concreto delle sue organizzazioni, in particolare della Caritas, che si impegnerà anche nella ricostruzione del tessuto comunitario delle parrocchie".
Al termine del discorso, il Santo Padre ha salutato i Rappresentanti delle diverse categorie presenti. Quindi si trasferisce in auto al campo sportivo di San Marino di Carpi da dove, alle ore 12:00, è partito in elicottero per rientrare a Roma poco dopo le 13:30.
NOTA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE
Città
del Vaticano, 26 giugno 2012
(VIS). Di seguito riportiamo la Nota della Congregazione per la
Dottrina della Fede relativa alla nomina dell'Arcivescovo Augustine
Di Noia, O.P., a Vice-Presidente della Pontificia Commissione
"Ecclesia Dei":
"Papa
Benedetto XVI ha nominato l’Arcivescovo Augustine Di Noia, O.P.,
Vice Presidente della Pontificia Commissione “Ecclesia Dei”. La
nomina di un Presule di alto rango a tale incarico è segno della
sollecitudine pastorale del Santo Padre per i cattolici
tradizionalisti in comunione con la Santa Sede e del suo grande
desiderio di riconciliazione con le comunità tradizionaliste non in
unione con la Sede di Pietro. Presidente della Commissione è il
Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Cardinale
William J. Levada".
"La
Pontificia Commissione “Ecclesai Dei” è stata istituita nel 1988
dal Beato Papa Giovanni Paolo II per facilitare la 'piena comunione
ecclesiale di sacerdoti, seminaristi, comunità religiose o singoli
finora legati in vari modi alla Fraternità fondata dall’Arcivescovo
Lefebvre', e per promuovere la cura pastorale dei fedeli che seguono
l’antica tradizione liturgica latina della Chiesa cattolica. Nel
2009, la Pontificia Commissione era strutturalmente connessa alla
Congregazione per la Dottrina della Fede per esaminare le questioni
dottrinali del corrente dialogo fra la Santa Sede e la Fraternità
sacerdotale di San Pio X".
"In
qualità di eminente teologo domenicano, l’Arcivescovo Di Noia ha
dedicato molta attenzione a queste questioni dottrinali e alla
priorità dell’ermeneutica di continuità e di riforma nella giusta
interpretazione del Concilio Vaticano II – una area di cruciale
importanza nel dialogo fra la Santa Sede e la Fraternità
sacerdotale. Sotto la guida del Cardinale Levada, con l’assistenza
di Monsignor Guido Pozzo, Segretario della Pontificia Commissione,
negli ultimi tre anni il dialogo è andato avanti".
"In
precedenza, l’Arcivescovo Di Noia è stato Segretario della
Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti
dove, insieme con il Prefetto, Cardinale Antonio Canizares, ha curato
la riorganizzazione del Dicastero e la preparazione di un nuovo
Regolamento seguendo le direttive del “motu proprio” di Benedetto
XVI (30 agosto 2011) “Quaerit Semper”. L’esperienza
dell’Arcivescovo Di Noia e la continua associazione con la
Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti
faciliterà lo sviluppo di alcune condizioni liturgiche nella
celebrazione del “Missale Romanum” del 1962".
"Inoltre,
il grande rispetto che l’Arcivescovo Di Noia gode nella Comunità
ebraica sarà di aiuto nell’affrontare alcune questioni sorte nelle
relazioni Cattolico-Ebraiche, mentre ha fatto progressi il cammino
verso la riconciliazione delle comunità tradizionaliste".
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città del Vaticano, 26 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Merlo-Moreno (Argentina), presentata dal Vescovo Fernando María Bargallò, ai sensi del canone 401, paragrafo 2 del Codice di Diritto Canonico ed ha nominato il Vescovo Alcides Jorge Pedro Casaretto, emerito della Diocesi di San Isidro (Argentina), Amministratore Apostolico "ad nutum Sanctae Sedis" della medesima Diocesi.
- Ha nominato l'Arcivescovo Jean-Louis Brugues, O.P., Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, finora Segretario della Congregazione per l'Educazione Cattolica.
- Ha nominato il Vescovo Vincenzo Paglia, di Terni-Narni-Amelia, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. Succede al Cardinale Ennio Antonelli, del quale il Santo Padre accettato la rinunzia al medesimo incarico presentata per raggiunti limiti di età.
- Ha nominato l'Arcivescovo Joseph Augustine Di Noia, O.P., Vice Presidente della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei", finora Segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.
- Ha nominato il Vescovo Arthur Roche, finora Vescovo di Leeds, Segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo.
- Ha nominato il Vescovo Protase Rugambwa, di Kigoma (Tanzania), Segretario Aggiunto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli e Presidente delle Pontificie Opere Missionarie. Succede all'Arcivescovo Piergiuseppe Vacchelli, del quale il Santo Padre ha accolto la rinunzia presentata per raggiunti limiti di età.
- Ha nominato il Monsignor Krzysztof Józef Nykiel, Reggente della Penitenzieria Apostolica. Finora Officiale della Congregazione per la Dottrina della Fede, succede al Vescovo Gianfranco Girotti, O.F.M.Conv., del quale il Santo Padre ha accolto la rinuncia al medesimo incarico, presentata per raggiunti limiti d'età.
lunedì 25 giugno 2012
UDIENZE
Città del Vaticano, 25 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:
- Sua Altezza Eminentissima Fra’ Matthew Festing, Principe e Gran Maestro del Sovrano Ordine di Malta, e Seguito.
- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
- Il Cardinale José Manuel Estepa Llaurens, Arcivescovo Ordinario Militare emerito per la Spagna.
Sabato 23 giugno il Santo Padre ha ricevuto in udienza:
- Il Cardinale George Pell, Arcivescovo di Sydney (Australia).
- Il Cardinale Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
- Il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.
- Il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale emerito di Sua Santità per la Diocesi di Roma.
- Il Cardinale Jozef Tomko, Prefetto emerito della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli
Città del Vaticano, 25 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:
- Sua Altezza Eminentissima Fra’ Matthew Festing, Principe e Gran Maestro del Sovrano Ordine di Malta, e Seguito.
- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
- Il Cardinale José Manuel Estepa Llaurens, Arcivescovo Ordinario Militare emerito per la Spagna.
Sabato 23 giugno il Santo Padre ha ricevuto in udienza:
- Il Cardinale George Pell, Arcivescovo di Sydney (Australia).
- Il Cardinale Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
- Il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.
- Il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale emerito di Sua Santità per la Diocesi di Roma.
- Il Cardinale Jozef Tomko, Prefetto emerito della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli
ATTENZIONE ALLE VOCAZIONI AL SACERDOZIO SFIDA PERMANENTE NELLA CHIESA
Città del Vaticano, 25 giugno 2012 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, si è tenuta una Conferenza Stampa di presentazione del Documento: "Orientamenti pastorali per la promozione della vocazioni al ministero sacerdotale". Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica; l'Arcivescovo Jean-Louis Bruguès, O.P., Segretario della Congregazione Cattolica ed il Monsignor A. Vincenzo Zani, Sotto-Segretario del medesimo Dicastero.
Il Cardinale Grocholeswki ha illustrato nel suo intervento il documento, che nel 2005 l'Assemblea Plenaria del Dicastero intese approfondire e che fu elaborato nel 2008, grazie alle risposte e ai suggerimenti di diverse conferenze episcopali. Tali suggerimento si sono tradotte nel testo attuale la cui pubblicazione è stata autorizzata dal Santo Padre il 25 marzo 2012, ventesimo anniversario dell'Esortazione Apostolica "Pastores dabo vobis".
Il Documento è strutturato in tre parti: la prima esamina la situazione attuale delle vocazioni al ministero sacerdotale nelle varie parti del mondo e della pastorale che ne assume la cura; in una seconda parte viene analizzata l'identità e il ministero sacerdotale e la terza propone una serie di suggerimenti per l'animazione pastorale delle vocazioni sacerdotali. Una chiave di lettura del testo, ha precisato il Cardinale Grocholewski, "può essere data da un'espressione contenuta nel paragrafo conclusivo, dove si dice: 'la cura della vocazioni al sacerdozio è una sfida permanente per la Chiesa".
La prima parte indica soprattutto tre ragioni principali che contrastano la pastorale vocazionale e che si rendono evidenti soprattutto nella Chiesa di antica tradizione cristiana dell'area occidentale: il calo demografico e la crisi della famiglia; la diffusa mentalità secolarizzata; le condizioni difficili della vita e del ministero del prete.
"Considerando queste difficoltà - ha affermato il Cardinale Grocholewski - la prima parte del documento elenca le condizioni necessarie perché la grazia della chiamata trovi un terreno fecondo nella Chiesa e l'apertura dei giovani alla vocazione sacerdotale. (...) Anzitutto occorre creare un terreno fecondo di vita cristiana nella comunità ecclesiale; l'insostituibile funzione della preghiera; il valore della pastorale integrata; un nuovo slancio di evangelizzazione e di missionarietà; l'insostituibile e centrale funzione della famiglia; la coerente e gioiosa testimonianza di vita dei presbiteri; l'efficacia educativa delle esperienza di volontariato; infine, il valore della scuola e dell'università".
L'Arcivescovo Bruguès ha spiegato che nella seconda parte sono trattati "alcuni elementi specifici che vanno oggi richiamati con particolare evidenza, proprio perché minacciati o anche solo oscurati e messi in secondo piano, dalle note difficoltà della vita della Chiesa e dalla cultura contemporanea, che rischiano di provocare pericolose deviazioni nella 'figura di valore' della vocazione al sacerdozio ministeriale e della vita e ministero dei presbiteri".
Fra di esse la "tendenza a una progressiva trasformazione del sacerdozio in professione o mestiere (...) la pericolosità dell'attivismo esasperato, il crescente individualismo che non di rado chiude il prete in una solitudine negativa e deprimente, la confusione dei ruoli nella Chiesa che si determina quando si perde il senso della differenza di mansioni e responsabilità e non si converge tutti nella collaborazione all'unica missione affidata al Popolo di Dio".
La seconda parte del documento sottolinea che "la vocazione al sacerdozio ministeriale si muovo nell'ambito del dialogo d'amore tra Dio e l'uomo. Tale dialogo, se da un lato è ciò che avviene in ogni vocazione cristiana, dall'altro assume i tratti caratteristici della chiamata a una relazione tipica, stabile e molto esigente con Gesù stesso, unico modello del sacerdozio del Nuovo Testamento. (...) Questa relazione, nuova e specifica, con Gesù fa entrare il chiamato in una relazione altrettanto nuova e specifica con la comunità cristiana".
Infine il capitolo enumera alcune caratteristiche per la formazione al ministero sacerdotale, fra le quali: "una profonda esperienza di vita comunitaria, per evitare nuove forme di clericalismo, di accentramento pastorale, di servizi pastorali part-time o secondo i bisogni individuali; la piena integrazione e maturazione affettiva per evitare proposte vocazionali a soggetti segnati da profonde fragilità umane; si richiede anche un'ampia e docile partecipazione al contesto ecclesiale; la maturazione di un amore concreto per la propria Chiesa particolare e 'un'apertura generosa alla dimensione universale della missione; un ruolo decisivo è svolto dagli accompagnatori vocazionali che spesso subentrano al sacerdote che ha favorito e sostenuto gli inizi della vocazione; non si deve trascurare nel percorso formativo la proposta di figure sacerdotali esemplari".
Monsignor Angelo Vincenzo Zani ha concluso la presentazione, segnalando che il documento "ripete nuovamente che il campo fecondo della semina vocazionale è una comunità cristiana che ascolta la Parola, prega con la liturgia e testimonia la carità; e rivolge a tutta la Chiesa un incoraggiamento a riprendere con fiducia il proprio impegno educativo per l'accoglienza della chiamata di Dio al ministero sacerdotale, che ancora oggi dobbiamo ritenere diffusa dalla sua Provvidenza e adeguata alle necessità ecclesiali e a quelle dell'evangelizzazione del mondo".
NASCITA DI SAN GIOVANNI BATTISTA
Città del Vaticano, 24 giugno 2012 (VIS). Oggi, 24 giugno, Solennità della Nascita di San Giovanni Battista, Benedetto XVI si è affacciato, come tutte le domeniche, alla finestra del suo studio per recitare l'Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro.
"Se si eccettua la Vergine Maria - ha detto il Papa - il Battista è l’unico santo di cui la liturgia festeggia la nascita, e lo fa perché essa è strettamente connessa al mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio. Fin dal grembo materno, infatti, Giovanni è il precursore di Gesù: il suo prodigioso concepimento è annunciato dall’Angelo a Maria come segno che 'nulla è impossibile a Dio'. (...) I quattro Vangeli danno grande risalto alla figura di Giovanni il Battista, quale profeta che conclude l’Antico Testamento e inaugura il Nuovo, indicando in Gesù di Nazaret il Messia, il Consacrato del Signore. In effetti, sarà lo stesso Gesù a parlare di Giovanni in questi termini: 'Egli è colui del quale sta scritto: Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, / davanti a te egli preparerà la via'".
"Il padre di Giovanni, Zaccaria – marito di Elisabetta, parente di Maria –, era sacerdote del culto dell’Antico Testamento. Egli non credette subito all’annuncio di una paternità ormai insperata, e per questo rimase muto fino al giorno della circoncisione del bambino (...) Animato dallo Spirito Santo, Zaccaria così parlò della missione del figlio: 'E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo / perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, / per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza / nella remissione dei suoi peccati'".
"Tutto questo - ha spiegato il Santo Padre - si manifestò trent’anni dopo, quando Giovanni si mise a battezzare nel fiume Giordano, chiamando la gente a prepararsi, con quel gesto di penitenza, all’imminente venuta del Messia, che Dio gli aveva rivelato durante la sua permanenza nel deserto della Giudea. Per questo egli venne chiamato 'Battista', cioè 'Battezzatore'. Quando un giorno, da Nazaret, venne Gesù stesso a farsi battezzare, Giovanni dapprima rifiutò, ma poi acconsentì, e vide lo Spirito Santo posarsi su Gesù e udì la voce del Padre celeste che lo proclamava suo Figlio".
"Ma la missione del Battista non era ancora compiuta: poco tempo dopo, gli fu chiesto di precedere Gesù anche nella morte violenta: Giovanni fu decapitato nel carcere del re Erode, e così rese piena testimonianza all’Agnello di Dio, che per primo aveva riconosciuto e indicato pubblicamente".
SOLIDARIETÀ DELLA CHIESA CON LE VITTIME DEL TERREMOTO IN EMILIA ROMAGNA
Città del Vaticano, 24 giugno (VIS). Dopo la recita dell'Angelus, il Santo Padre ha ricordato che oggi in Italia è la Giornata per la carità del Papa ed ha ringraziato tutte le comunità parrocchiali, le famiglie e i singoli fedeli "per il loro sostegno costante e generoso, che va a vantaggio di tanti fratelli in difficoltà".
"A questo proposito ricordo che il 26 giugno, a Dio piacendo, farò una breve visita nelle zone colpite dal recente terremoto nel Nord Italia. Vorrei - ha detto il Papa - che fosse segno della solidarietà di tutta la Chiesa, e perciò invito tutti ad accompagnarmi con la preghiera".
Il Papa ha anche salutato i pellegrini polacchi che con l'Arcivescovo di Poznan, ai Padri Oratoriani e a tutti i pellegrini del Santuario della Madre di Dio a Gostyn festeggiano il 500° anniversario della sua fondazione. "Ringraziamo Dio per le grazie che in quel luogo ha sparso su generazioni di fedeli per l'intercessione di Maria. La sua protezione vi accompagni sempre".
"A questo proposito ricordo che il 26 giugno, a Dio piacendo, farò una breve visita nelle zone colpite dal recente terremoto nel Nord Italia. Vorrei - ha detto il Papa - che fosse segno della solidarietà di tutta la Chiesa, e perciò invito tutti ad accompagnarmi con la preghiera".
Il Papa ha anche salutato i pellegrini polacchi che con l'Arcivescovo di Poznan, ai Padri Oratoriani e a tutti i pellegrini del Santuario della Madre di Dio a Gostyn festeggiano il 500° anniversario della sua fondazione. "Ringraziamo Dio per le grazie che in quel luogo ha sparso su generazioni di fedeli per l'intercessione di Maria. La sua protezione vi accompagni sempre".
DIRETTORE SALA STAMPA CIRCA RIUNIONE DEL PAPA CON I CAPI DICASTERO
Città del Vaticano, 25 giugno 2012 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha informato i giornalisti sugli incontri che il Santo Padre ha avuto sabato 23 giugno con i Capi Dicastero e con i Cardinali George Pell, Arcivescovo di Sydney; Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi; Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso; Camillo Ruini, Vicario Generale emerito di Sua Santità per la Diocesi di Roma e Jozef Tomko, Prefetto emerito della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
“Nel contesto della situazione creatasi in seguito alla diffusione di documenti riservati, il Santo Padre approfondisce le sue riflessioni in continuo dialogo con le persone che condividono con lui la responsabilità per il governo della Chiesa".
"Com’è noto, sabato scorso egli ha desiderato essere informato in modo più ampio sull’andamento delle indagini, nell’incontro con la Commissione cardinalizia a ciò deputata, guidata dal Cardinale Julian Herranz".
"Questa mattina egli partecipa alla riunione con i Capi Dicastero, dedicata come di solito alle questioni di buon coordinamento del lavoro della Curia, oggi particolarmente importante e urgente per testimoniare efficacemente l’unione di spirito che lo anima".
"Nel pomeriggio ha deciso di incontrare alcuni membri del Collegio cardinalizio che, in forza della loro grande e varia esperienza di servizio della Chiesa, non solo nell’ambito romano ma anche internazionale, possono utilmente scambiare con lui considerazioni e suggerimenti per contribuire a ristabilire il desiderato clima di serenità e di fiducia nei confronti del servizio della Curia romana".
"Naturalmente il Santo Padre continuerà nei prossimi giorni i suoi colloqui e le sue riflessioni, profittando anche della venuta a Roma di tanti pastori in occasione delle festività dei Santi Pietro e Paolo, che sono una straordinaria occasione perché la comunità della Chiesa universale si senta unita a lui nella preghiera, nel servizio e nella testimonianza della fede per l’umanità del nostro tempo”.
“Nel contesto della situazione creatasi in seguito alla diffusione di documenti riservati, il Santo Padre approfondisce le sue riflessioni in continuo dialogo con le persone che condividono con lui la responsabilità per il governo della Chiesa".
"Com’è noto, sabato scorso egli ha desiderato essere informato in modo più ampio sull’andamento delle indagini, nell’incontro con la Commissione cardinalizia a ciò deputata, guidata dal Cardinale Julian Herranz".
"Questa mattina egli partecipa alla riunione con i Capi Dicastero, dedicata come di solito alle questioni di buon coordinamento del lavoro della Curia, oggi particolarmente importante e urgente per testimoniare efficacemente l’unione di spirito che lo anima".
"Nel pomeriggio ha deciso di incontrare alcuni membri del Collegio cardinalizio che, in forza della loro grande e varia esperienza di servizio della Chiesa, non solo nell’ambito romano ma anche internazionale, possono utilmente scambiare con lui considerazioni e suggerimenti per contribuire a ristabilire il desiderato clima di serenità e di fiducia nei confronti del servizio della Curia romana".
"Naturalmente il Santo Padre continuerà nei prossimi giorni i suoi colloqui e le sue riflessioni, profittando anche della venuta a Roma di tanti pastori in occasione delle festività dei Santi Pietro e Paolo, che sono una straordinaria occasione perché la comunità della Chiesa universale si senta unita a lui nella preghiera, nel servizio e nella testimonianza della fede per l’umanità del nostro tempo”.
ADVISOR PER LA COMUNICAZIONE NELLA SEGRETERIA DI STATO
Città del Vaticano, 25 giugno 2012 (VIS). Il giornalista americano Greg Burke, finora corrispondente per il network americano Fox News a Roma, assumerà presto l'incarico di "advisor per la comunicazione" nella Segreteria di Stato, secondo quanto annunciato da Padre Federico lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede.
"Questa nuova figura - ha spiegato Padre Lombardi - avrà la finalità di contribuire a integrare l'attenzione alle questioni della comunicazione nel lavoro della Segretaria di Stato e a curare il rapporto con il servizio della Sala Stampa e delle altre istituzioni comunicative della Santa Sede".
"Questa nuova figura - ha spiegato Padre Lombardi - avrà la finalità di contribuire a integrare l'attenzione alle questioni della comunicazione nel lavoro della Segretaria di Stato e a curare il rapporto con il servizio della Sala Stampa e delle altre istituzioni comunicative della Santa Sede".
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città del Vaticano, 25 giugno (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Pius Riana Prapdi, Vescovo della Diocesi di Ketapang (superficie: 34.600; popolazione: 543.314; cattolici: 101.593; sacerdoti: 30; religiosi: 91), Indonesia. Il Vescovo eletto è nato nel 1967 a Painiai (Indonesia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1995. Dal 1995 al 1997 è stato Vicario Parrocchiale della "St. Mary of Fatima" a Sragen; dal 1997 al 1999 Parroco della Parrocchia di "St. Aloysius Gonzaga" a Mlati; dal 1999 Direttore del "Yayasan Dinamika Edukasi Dasar"; dal 2003-2005 Professore alla Facoltà "Wedabhakti" e Vicario parrocchiale a Kidulloji; dal 2006 è stato Direttore della "Caritas" Diocesana; dal 2008 Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Semarang; dal 2009 al 2010 è stato anche Amministratore Diocesano di Semarang.
Sabato 23 giugno il Santo Padre:
- Ha aderito alla elezione canonicamente fatta dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa Greco-Melkita dell’Arcivescovo Metropolita di Homs, Hama e Yabroud dei Greco-Melkiti (Siria), nella persona di S.E.R. Mons. Abdo Arbach, B.C., avendo accolta dal medesimo Presule la rinuncia al governo pastorale dell’Esarcato apostolico per i fedeli Greco-Melkiti residenti in Argentina.
- Ha nominato l'Arcivescovo Alain Paul Lebeaupin, Nunzio Apostolico presso l'Unione Europea. È stato finora Nunzio Apostolico in Kenya ed Osservatore Permanente presso gli Organismi delle Nazioni Unite per l'Ambiente e gli Insediamenti Umani.
- Ha nominato Membri del Consiglio di Cardinali per lo studio dei problemi organizzativi ed economici della Santa Sede, il Cardinale Polycarp Pengo, Arcivescovo di Dar-es-Salaam (Tanzania); il Cardinale Telesphore Placidus Toppo, Arcivescovo di Ranchi (India), ed il Cardinale John Tong Hon, Vescovo di Hong Kong (Cina).
venerdì 22 giugno 2012
IL PAPA AI VESCOVI DI COLOMBIA: SIATE ACCANTO A COLORO CHE SOFFRONO
Città del Vaticano, 22 giugno 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina il primo gruppo di Presuli della Conferenza Episcopale di Colombia al termine della Visita "ad Limina Apostolorum". Nel suo discorso Benedetto XVI ha elogiato l'impegno profuso nel "realizzare iniziative volte a promuovere una rinnovata e proficua evangelizzazione" e, nel contempo, ha riconosciuto che "la Colombia non è estranea alle conseguenze dell'aver dimenticato Dio".
"Mentre finora era possibile riconoscere un tessuto culturale unitario, che si riferiva ed ispirava al contenuto della fede, attualmente sembra che non sia più così in vasti settori della società, a causa della crisi di valori spirituali e morali che incide negativamente in molti dei vostri compatrioti", ha detto il Santo Padre invitando i Presuli a contrastare tale fenomeno continuando "con tenacia e perseveranza" a proporre i modelli tracciati dal Piano Globale della Conferenza Episcopale (2012-2020) e ad avvalersi delle riflessioni del prossimo Sinodo dei Vescovi e delle proposte dell''Anno della Fede'".
"Il crescente pluralismo religioso - ha proseguito il Pontefice - è un fattore che esige una seria considerazione. Non si può ignorare né sottovalutare la presenza sempre più attiva di comunità pentecostali ed evangeliche, non soltanto in Colombia, ma anche in molti paesi dell'America Latina. È evidente che il popolo di Dio è chiamato a purificarsi e a rivitalizzare la propria fede (...) dato che "molte volte la gente sincera che esce dalla nostra Chiesa non lo fa per i motivi che i gruppi 'non cattolici' attribuiscono loro, ma fondamentalmente perché si trovano a vivere in particolari situazioni; non per ragioni dottrinali ma di vita, non per motivi strettamente dogmatici, ma pastorali; non per problemi teologici ma metodologici della nostra Chiesa'. Si tratta, pertanto, di essere credenti migliori (...) affinché nessuno si senta emarginato o escluso".
Successivamente Benedetto XVI ha sottolineato che l'episcopato colombiano non deve mancare di "individuare ciò che ostacola il retto progresso della Colombia, cercando di andare incontro a coloro che sono privati della libertà a causa di inique violenze". Nel contempo occorre potenziare "i mezzi e i programmi che tendono ad accompagnare (...) e ad assistere quanti sono nella prova, in modo particolare le vittime di catastrofi naturali, i più poveri, i contadini, i malati e gli afflitti, moltiplicando le iniziative di solidarietà. (...) Non dimenticate coloro che devono emigrare perché hanno perduto il lavoro o si affannano a cercarlo; coloro che vedono scavalcati i propri diritti fondamentali e sono forzati a lasciare la propria casa e ad abbandonare la famiglia sotto la minaccia della mano oscura del terrore e della criminalità; o coloro che sono caduti nell'infausta rete del commercio delle droghe e delle armi. Desidero incoraggiarvi a proseguire questo cammino di servizio generoso e fraterno, che non è il risultato di un calcolo umano, ma nasce dall'amore a Dio e al prossimo, fonte alla quale la Chiesa attinge la sua forza per portare a compimento la sua missione".
"Cari fratelli nell'Episcopato: perché la luce dell'Altissimo continui a rendere fecondo l'impegno profetico e caritativo della Chiesa in Colombia, insistete nello stimolare nei fedeli l'incontro personale con Gesù Cristo, di modo che (...) essi meditino con assiduità la Parola di Dio e partecipino (...) ai sacramenti, celebrati secondo le norme canoniche e i libri liturgici. Tutto ciò sarà mezzo propizio per un idoneo itinerario di iniziazione cristiana, inviterà tutti alla conversione e alla santità e coopererà al tanto necessario rinnovamento ecclesiale", ha concluso Benedetto XVI.
Iscriviti a:
Post (Atom)
Copyright © VIS - Vatican Information Service
In accordo con le norme internazionali sulla Proprietà Intellettuale e sui Diritti d'Autore, il VIS autorizza riprodurre le notizie contenute nei servizi del VIS, parzialmente o totalmente, sempre citando la fonte: (VIS - Vatican Information Service).
In accordo con le norme internazionali sulla Proprietà Intellettuale e sui Diritti d'Autore, il VIS autorizza riprodurre le notizie contenute nei servizi del VIS, parzialmente o totalmente, sempre citando la fonte: (VIS - Vatican Information Service).