Inizio - VIS Vaticano - Ricevere VIS - Contattaci - Calendario VIS

Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

ultime 5 notizie

VISnews anche in Twitter Anche in YouTube

giovedì 17 aprile 2008

RELIGIONE FORZA PROPULSIVA STORIA AMERICANA


CITTA' DEL VATICANO, 16 APR. 2008 (VIS). Poco prima delle 10:30 (ora locale), il Santo Padre è giunto alla Casa Bianca, residenza ufficiale e privata del Presidente degli Stati Uniti d'America, Signor Gorge W. Bush, che era ad accoglierlo con la First Lady, Laura Welch Bush.

  Il Papa, di cui oggi ricorre l'81° Genetliaco, ha pronunciato un discorso dal podio allestito nel parco antistante la "White House", il "South Lawn". Erano presenti le Autorità politiche e civili statunitensi, i Cardinali degli Stati Uniti, il "Praesidium" della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d'America (USCCB), i Vescovi Ausiliari di Washington, Vescovo Francisco Gonzalez e Vescovo Martin Holley, il Vescovo Paul Stephen Loverde, di Arlington, nella cui giurisdizione si trova il Cimitero Nazionale di Arlington dove sono sepolti alcuni Presidenti ed i caduti di guerra statunitensi. Alla cerimonia erano presenti cinquemila persone.

  Ringraziando il Presidente Bush per l'invito a recarsi in "questo grande Paese", il Papa ha ricordato che la sua visita coincide con la celebrazione del secondo centenario dell'elevazione ad Arcidiocesi Metropolita della prima Diocesi del Paese, Baltimora, ed ha affermato: "Sono felice di essere ospite di tutti gli Americani. Vengo come amico e annunciatore del Vangelo, come uno che ha grande rispetto per questa vasta società pluralistica".

  "I cattolici americani" - ha proseguito il Pontefice - "hanno offerto, e continuano ad offrire, un eccellente contributo alla vita del loro Paese. (...) Confido che la mia presenza possa essere fonte di rinnovamento e di speranza per la Chiesa negli Stati Uniti, e rafforzi la determinazione dei cattolici a contribuire ancor più responsabilmente alla vita della Nazione".

  Il Santo Padre ha sottolineato che sin dagli albori della Repubblica "la ricerca di libertà dell'America è stata guidata dal convincimento che i principi che governano la vita politica e sociale sono intimamente collegati con un ordine morale, fondato sulla signoria di Dio Creatore" e nel processo che forgiò l'anima della Nazione americana "le credenze religiose furono un'ispirazione costante ed una forza propulsiva, come ad esempio nella lotta contro la schiavitù e nel movimento per i diritti civili. Anche nel nostro tempo, particolarmente nei momenti di crisi, gli Americani continuano a trovare la propria energia nell'aderire a questo patrimonio di ideali e di aspirazioni condivise".

  Riferendosi alle numerose tradizioni religiose presenti negli Stati Uniti, Benedetto XVI ha affermato che: "Storicamente, non solo i cattolici, ma tutti i credenti hanno qui trovato la libertà di culto secondo i dettami della loro coscienza, essendo al tempo stesso accettati come parte di una confederazione nella quale ogni individuo ed ogni gruppo può far udire la propria voce".

  "Ora che la Nazione deve affrontare questioni politiche ed etiche sempre più complesse, confido che il popolo americano trovi nella propria fede religiosa una fonte preziosa di discernimento e di ispirazione per perseguire un dialogo ragionevole, responsabile e rispettoso nello sforzo di edificare una società più umana e più libera".

  "La libertà non è solo un dono,  ma anche un appello alla responsabilità personale. Gli americani lo sanno per esperienza - quasi ogni città di questo Paese ha il suo monumento in onore di quanti hanno sacrificato la vita in difesa della libertà, in patria e all'estero. La difesa della libertà richiede che si coltivi la virtù, l'auto-disciplina, il sacrificio per il bene comune e un senso di responsabilità verso i meno fortunati. Esige inoltre il coraggio di impegnarsi nella vita civile, portando le proprie convinzioni religiose e i valori più profondi nel pubblico ragionevole dibattito".

  "La Chiesa, per parte sua, desidera contribuire alla costruzione di un mondo sempre più degno della persona umana, creata ad immagine e somiglianza di Dio" perché "è convinta che la fede diffonda una luce nuova su tutte le cose" e "ci ispira ad operare per una società più giusta e fraterna. La democrazia può fiorire soltanto, come compresero i vostri Padri fondatori, quando i responsabili politici e coloro che essi rappresentano sono guidati dalla verità e dalla saggezza, nata da fermi principi morali, nelle decisioni che riguardano la vita e il futuro della Nazione".

  "Da ben oltre un secolo gli Stati Uniti d'America hanno svolto un ruolo importante nella comunità internazionale" - ha concluso il Papa - "L'America tradizionalmente si è mostrata generosa nel venire incontro alle immediate necessità umane, promuovendo lo sviluppo ed offrendo soccorso alle vittime delle catastrofi naturali. Confido che la sollecitudine per la grande famiglia umana continui a trovare espressione nel sostenere i pazienti sforzi della diplomazia internazionale volti a risolvere i conflitti e a promuovere il progresso".

  Al termine della Cerimonia di benvenuto il Papa ha avuto un incontro privato con il Presidente Bush nello Studio Ovale e successivamente ha raggiunto la Nunziatura Apostolica di Washington per il pranzo con i Cardinali statunitensi e con il Praesidium della Conferenza Episcopale. Nel pomeriggio il Papa ha ricevuto i Rappresentanti di cinque fondazioni caritative: "The Knights of Columbus", "The Patrons of the Arts", "Centesimus Annus Pro Pontificie", "The Papal Foundation" e "The Franciscan Foundation for the Holy Land".
PV-USA/BENVENUTO/WASHINGTON                       VIS 20080417 (840)


DICHIARAZIONE INTERVISTA SANTO PADRE E PRESIDENTE U.S.A.

CITTA' DEL VATICANO, 16 APR. 2008 (VIS). Al termine del colloquio privato fra il Santo Padre Benedetto XVI e il Presidente degli Stati Uniti d'America George W. Bush, nello Studio Ovale della Casa Bianca, è stata rilasciata una dichiarazione congiunta della Santa Sede e della Presidenza degli Stati Uniti d'America.

  "Il Presidente Bush, in nome di tutti gli Americani, ha accolto il Santo Padre, ha presentato i suoi auguri in occasione del suo Genetliaco e lo ha ringraziato per la sua guida morale e spirituale,  che egli offre a tutta la famiglia umana. Il Presidente ha formulato i migliori voti augurali al Papa per l'esito del suo Viaggio Apostolico e per il discorso all'Organizzazione delle Nazioni Unite, ed ha espresso apprezzamento per la visita che il Papa compirà a 'Ground Zero' a New York".

  "Nel corso dell'incontro, il Santo Padre e il Presidente hanno esaminato diversi argomenti di interesse comune per la Santa Sede e gli Stati Uniti d'America, fra i quali questioni di carattere morale e religioso nelle quali si sono impegnate ambedue le parti: il rispetto della dignità della persona umana; la difesa e la promozione della vita, il matrimonio e la famiglia; l'educazione delle future generazioni; i diritti umani e la libertà religiosa, specialmente in Africa. Riguardo a questo ultimo tema, il Santo Padre ha ringraziato gli Stati Uniti per i contributi finanziari offerti. Il Santo Padre ed il Presidente degli Stati Uniti hanno riaffermato il loro completo rifiuto del terrorismo, della strumentalizzazione della religione per giustificare atti immorali e violenti contro gli innocenti ed hanno ribadito la necessità di affrontare il terrorismo con mezzi adeguati nel rispetto della persona umana e dei suoi diritti".

  "Il Santo Padre ed il Presidente hanno dedicato una parte considerevole del tempo del colloquio al Medio Oriente, in particolare alla soluzione del conflitto israelo-palestinese, in linea con la visione di due stati che vivono uno accanto all'altro in pace e sicurezza; al loro sostegno reciproco per la sovranità e l'indipendenza del Libano ed alla loro comune preoccupazione per la situazione in Iraq e particolarmente lo stato precario delle comunità cristiane lì e nel resto della regione. Il Santo Padre ed il Presidente hanno espresso la speranza di una fine della violenza e di una rapida e totale soluzione della crisi che affligge la regione".

  "Il Santo Padre ed il Presidente hanno preso in esame la situazione in America Latina con riferimento, fra l'altro, agli immigranti, e alla necessità di una politica coordinata relativa all'immigrazione, specialmente in merito al trattamento umano e al benessere delle famiglie".
PV-USA/INTERVISTA PRESIDENTE/WASHINGTON               VIS 20080417 (430)


INCONTRO CON I VESCOVI: VITA INCENTRATA SU CRISTO


CITTA' DEL VATICANO, 16 APR. 2008 (VIS). Alle ore 17:45 (23:45 ora di Roma), il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Celebrazione dei Vespri con i Vescovi degli Stati Uniti d'America nel Santuario Nazionale della Immacolata Concezione di Washington.

  All'inizio dell'omelia il Papa ha sottolineato "la grande vitalità e creatività" del popolo americano, e la sua generosità verso i poveri e i bisognosi, che si manifesta anche nelle "innumerevoli forme di assistenza umanitaria offerta dai cattolici americani attraverso le Caritas cattoliche ed altre agenzie".

  "L'America è anche una terra di grande fede" - ha rilevato il Pontefice - "La vostra gente è ben conosciuta per il fervore religioso ed è fiera di appartenere ad una comunità orante. Ha fiducia in Dio e non esita ad introdurre nei discorsi pubblici ragioni morali radicate nella fede biblica. Il rispetto per la libertà di religione è profondamente radicato nella coscienza americana, un dato di fatto che ha contribuito a far sì che questo Paese attraesse generazioni di immigranti alla ricerca di una casa dove poter liberamente rendere culto a Dio secondo i propri convincimenti religiosi".

  "Le persone hanno oggi bisogno" - ha affermato il Pontefice - "di essere richiamate allo scopo ultimo dell'esistenza. (...) Senza Dio, (...), le nostre vite sono in definitiva vuote. (...).  Lo scopo di ogni nostra attività pastorale e catechetica, l'oggetto della nostra predicazione, il centro stesso del nostro ministero sacramentale deve esser quello di aiutare le persone a stabilire ed alimentare una simile relazione vitale con 'Cristo Gesù, nostra speranza' (1 Tm 1,1)."

  "In un'epoca" - ha proseguito il Pontefice - "in cui i progressi nelle scienze mediche portano nuova speranza a molti, possono essere suscitate sfide etiche in antecedenza inimmaginabili. Ciò rende più importante che mai assicurare una solida formazione negli insegnamenti morali della Chiesa a quei cattolici che sono impegnati nella sfera della salute. (...) Quali annunciatori del Vangelo e guide della comunità cattolica" - ha detto il Papa ai Vescovi - "voi siete chiamati anche a partecipare allo scambio di idee nella pubblica arena, (...) la vostra è una voce rispettata che molto ha da offrire alla discussione sulle questioni sociali e morali dell'attualità. (...) E' vostro dovere far sì che la formazione morale offerta ad ogni livello della vita ecclesiale rifletta l'autentico insegnamento del Vangelo della vita".

  "A tale proposito" - ha sottolineato il Santo Padre - "un argomento di profonda preoccupazione per noi tutti è la situazione della famiglia all'interno della società. (...) Il divorzio e l'infedeltà sono in aumento, e molti giovani uomini e donne scelgono di ritardare il matrimonio o addirittura di ignorarlo completamente. (...) Si vede un allarmante decremento di matrimoni cattolici negli Stati Uniti insieme ad un aumento di coabitazioni, nelle quali il reciproco donarsi degli sposi al modo di Cristo, mediante il sigillo di una pubblica promessa di vivere le esigenze di un impegno indissolubile per l'intera esistenza, è semplicemente assente".

  "È vostro compito proclamare con forza gli argomenti di fede e ragione che parlano dell'istituto del matrimonio, compreso come impegno per la vita fra un uomo e una donna, aperto alla trasmissione della vita. Tale messaggio dovrebbe risuonare di fronte alle persone di oggi, poiché è essenzialmente un "sì" incondizionato e senza riserve alla vita, un 'sì' all'amore e un 'sì' alle aspirazioni del cuore della nostra comune umanità, mentre ci sforziamo di portare a compimento il nostro profondo desiderio di intimità con gli altri e con il Signore".

  "Fra i segni contrari al Vangelo della vita" - ha detto il Papa - "(...), ve n'è uno che causa profonda vergogna: l'abuso sessuale dei minori" da parte del clero - "E' responsabilità che vi viene da Dio, quali Pastori, quella di fasciare le ferite causate da ogni violazione della fiducia, di favorire la guarigione, di promuovere la riconciliazione e di accostare con amorevole preoccupazione quanti sono stati così seriamente danneggiati".

  "Mentre si deve ricordare che la stragrande maggioranza dei sacerdoti e dei religiosi in America svolge un'eccellente opera nel recare il messaggio liberante del Vangelo alle persone affidate alle loro premure pastorali, è di vitale importanza che i soggetti vulnerabili siano sempre protetti da quanti potrebbero causare ferite".

  "I bambini hanno diritto di crescere" - ha sottolineato il Santo Padre - "con una sana comprensione della sessualità e il ruolo che le è proprio nelle relazioni umane. (...); essi hanno il diritto di essere educati negli autentici valori morali radicati nella dignità della persona umana. (...) Dobbiamo con urgenza riaffermare i valori che sorreggono la società, così da offrire a giovani e adulti una solida formazione morale. (...) Ogni membro della società può contribuire a questo rinnovamento morale e trarre beneficio da esso".

  "Pure i sacerdoti hanno bisogno della vostra guida e della vostra vicinanza durante questo tempo difficile. (...) In questo momento parte vitale del vostro compito è di rafforzare i rapporti con i vostri sacerdoti, specialmente in quei casi in cui è sorta tensione fra preti e Vescovi in conseguenza della crisi. È importante che continuiate a dimostrare nei loro confronti la vostra preoccupazione, il vostro sostegno e la vostra guida attraverso l'esempio".

  "Dobbiamo riscoprire la gioia di vivere un'esistenza incentrata su Cristo, coltivando le virtù ed immergendoci nella preghiera. (...) Il tempo trascorso nella preghiera non è mai gettato via, per quanto siano importanti i doveri che ci pressano da ogni dove".

  Nel corso dell'incontro di oggi pomeriggio, i Vescovi hanno rivolto al Papa alcune domande.

  Nella prima domanda è stato chiesto al Santo Padre di esprimere la propria valutazione sulla sfida del secolarismo in aumento nella vita pubblica e sul relativismo nella vita intellettuale, e i Suoi suggerimenti su come affrontare tali sfide dal punto di vista pastorale.

  "Forse il tipo di secolarismo dell'America pone un problema particolare: mentre permette di credere in Dio e rispetta il ruolo pubblico della religione e delle Chiese, sottilmente tuttavia riduce la credenza religiosa al minimo comune denominatore. La fede diviene accettazione passiva che certe cose 'là fuori' sono vere, ma senza rilevanza pratica per la vita quotidiana. Il risultato è una crescente separazione della fede dalla vita: il vivere 'come se Dio non esistesse'. Ciò è aggravato da un approccio individualistico ed eclettico alla fede e alla religione: lungi dall'approccio cattolico del 'pensare con la Chiesa', ogni persona crede di avere un diritto di individuare e scegliere, mantenendo i vincoli sociali ma senza una conversione integrale, interiore alla legge di Cristo".

  "Sono convinto che ciò di cui vi è bisogno sia un maggior senso del rapporto intrinseco fra il Vangelo e la legge naturale da una parte, e il perseguimento dall'altra dell'autentico bene umano, come viene incarnato nella legge civile e nelle decisioni morali personali. In una società che giustamente tiene in alta considerazione la libertà personale (...) il Vangelo deve essere predicato ed insegnato come un modo di vita integrale, che offre una risposta attraente e veritiera, intellettualmente e praticamente, ai problemi umani reali. (...) Credo che la Chiesa in America, in questo preciso momento della sua storia, ha di fronte a sé la sfida di ritrovare la visione cattolica della realtà e di presentarla in maniera coinvolgente e con fantasia ad una società che fornisce ogni genere di ricette per l'auto realizzazione umana".

  La seconda domanda ha riguardato "un certo silenzioso processo" mediante il quale i cattolici abbandonano la pratica della fede, talvolta mediante una decisione esplicita, ma più spesso quietamente e gradualmente allontanandosi dalla partecipazione alla Messa e dall'identificazione con la Chiesa.

  "Per prima cosa, come sapete, diviene sempre più difficile nelle società occidentali parlare in maniera sensata di 'salvezza'. Eppure la salvezza - la liberazione dalla realtà del male e il dono di una vita nuova e libera in Cristo - è al cuore stesso del Vangelo. Dobbiamo riscoprire, come ho già detto, modi nuovi e avvincenti per proclamare questo messaggio e risvegliare una sete di quella pienezza che soltanto Cristo può dare. È nella liturgia della Chiesa, e soprattutto nel sacramento dell'Eucaristia, che queste realtà vengono manifestate nel modo più potente e vengono vissute nell'esistenza dei credenti; forse abbiamo ancora molto da fare per realizzare la visione del Concilio circa la liturgia, come esercizio del sacerdozio comune e come slancio per un fruttuoso apostolato nel mondo".

  Infine alla domanda di esprimere una sua valutazione sul declino delle vocazioni, Benedetto XVI ha ricordato che: "La capacità di coltivare le vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa è un segno sicuro della salute di una Chiesa locale" ed ha riaffermato la necessità della preghiera: "Non parlo soltanto di preghiera per le vocazioni. La preghiera stessa, nata nelle famiglie cattoliche, nutrita da programmi di formazione cristiana, rafforzata dalla grazia dei Sacramenti, è il mezzo principale mediante il quale veniamo a conoscere la volontà di Dio per la nostra vita".

  Infine il Papa  si è soffermato sulla "immensa sofferenza sopportata dal Popolo di Dio nell'Arcidiocesi di New Orleans per effetto dell'uragano Katrina, come anche del suo coraggio nell'affrontare l'opera della ricostruzione. "Desidero fare dono all'Arcivescovo Alfred Hughes di un calice, nella speranza che esso sia accolto come segno della mia orante solidarietà verso i fedeli dell'Arcidiocesi e della mia personale gratitudine per l'infaticabile operosità che egli e gli Arcivescovi Philip Hannan e Francis Schulte hanno dimostrato nei riguardi del gregge affidato alle loro cure"
PV-USA/VESPRI:VESCOVI/WASHINGTON                 VIS 20080417 (1540)


MESSA, UNIVERSITARI E RAPPRESENTANTI ALTRE RELIGIONI

CITTA' DEL VATICANO, 17 APR. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI celebra questa mattina alle ore 10:00 (16:00 ora di Roma), la Santa Messa nel "Nationals Park Stadium" di Washington, il più moderno stadio di baseball degli Stati Uniti, che ha una capienza di 45.000 persone.

  Alle 17:00 (23:00 ora di Roma), il Papa incontrerà il mondo universitario cattolico presso la "Catholic University" di Washington e successivamente, nel "Pope John Paul II Cultural Centre", che comprende un Centro di Studi sul Magistero del Pontefice polacco e della Chiesa Cattolica, ed una mostra permanente su Karol Wojtyla con esposizioni di capolavori vaticani, incontrerà circa 200 Rappresentanti di altre Religioni, ebrei, musulmani, indù, buddisti e giainisti. Nella "Polish National Room" il Papa saluterà i rappresentanti della Comunità ebraica ai quali consegnerà un Messaggio augurale in occasione della festa della Pasqua ebraica che inizia sabato 19 aprile.

  Al termine dell'incontro il Papa rientrerà alla Nunziatura Apostolica di Washington per la cena e il pernottamento.
PV-USA/UNIVERSITÀ:RELIGIONI/WASHINGTON               VIS 20080417 (170)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 17 APR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato l'Arcivescovo Slawoj Leszek Glodz, finora Arcivescovo-Vescovo di Warszawa-Praga (Polonia), Arcivescovo Metropolita di Gdansk (superficie: 2.500; popolazione: 979.972; cattolici: 918.319; sacerdoti: 722; religiosi: 767), Polonia. L'Arcivescovo Glodz succede all'Arcivescovo Tadeusz Goclowski, C.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../GLODZ:GOCLOWSKI                                     VIS 20080417 (70)

mercoledì 16 aprile 2008

PEDOFILIA INCOMPATIBILE CON MINISTERO SACERDOTALE

CITTA' DEL VATICANO, 15 APR. 2008 (VIS). A bordo dell'aereo diretto a Washington, atterrato alle 16:00 (22:00 ora di Roma), il Papa ha risposto ad alcune domande dei giornalisti presenti sul volo papale.

  Riferendosi alla questione dei preti pedofili che affligge la Chiesa americana, Benedetto XVI ha detto: "Sono mortificato e faremo tutto il possibile per assicurare che questo non si ripeta in futuro".

  "Escluderemo rigorosamente i pedofili dal sacro ministero: è assolutamente incompatibile" - ha detto Benedetto XVI - "e chi è veramente colpevole di essere pedofilo non può essere sacerdote".

  "Solo le persone sane potranno essere ammesse al sacerdozio e solo persone con una profonda vita personale in Cristo" - ha ribadito il Papa - "e che abbiano una profonda vita sacramentale. (...)  Io so che i Vescovi ed i rettori dei seminari faranno il possibile per esercitare un discernimento molto, molto severo, perché è più importante avere buoni sacerdoti che averne molti. (...) Speriamo di poter fare e di avere fatto e di fare in futuro ogni cosa sia in nostro potere per guarire queste ferite".

  Successivamente riferendosi alla visita di venerdì prossimo alla sede dell'Organizzazione delle Nazioni Unite a New York, nel sessantesimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, il Papa ha affermato: "A me sembra molto importante che il fondamento delle Nazioni Unite sia proprio l'idea dei diritti umani, dei diritti che esprimono valori non negoziabili, che precedono tutte le istituzioni e sono il fondamento di tutte le istituzioni".

  "Ed è importante che ci sia questa convergenza tra le culture che hanno trovato un consenso sul fatto che questi valori sono fondamentali, che sono iscritti nello stesso essere Uomo. Rinnovare questa coscienza che le Nazioni Unite, con la loro funzione pacificatrice, possono lavorare soltanto se hanno il fondamento comune dei valori che si esprimono poi in 'diritti' che devono essere osservati da tutti. Confermare questa concezione fondamentale e aggiornata in quanto possibile, è un obiettivo della mia missione".

  Rispondendo ad una domanda relativa al riconoscimento pubblico della religione negli Stati Uniti che potrebbe essere un possibile modello anche per l'Europa secolarizzata, Benedetto XVI ha ricordato che gli Stati Uniti "hanno incominciato con un concetto positivo di laicità", ma "laico doveva essere lo Stato proprio per amore della religione nella sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. (...) Certamente" - ha rilevato il Papa - "in Europa non possiamo semplicemente copiare gli Stati Uniti: abbiamo la nostra storia. Ma dobbiamo tutti imparare l'uno dall'altro".
PV-USA/INTERVISTA AEREO/WASHINGTON            VIS    20080416 (280)


INCONTRO CON PRESIDENTE BUSH E CELEBRAZIONE VESPRI


CITTA' DEL VATICANO, 16 APR. 2008 (VIS). Questa mattina, giorno del suo 81°Genetliaco, il Santo Padre Benedetto XVI celebra la Santa Messa in privato nella Cappella della Nunziatura Apostolica di Washington.

  Alle 10:00 (16:00 ora di Roma), Benedetto XVI si reca alla Casa Bianca dove ha luogo la Cerimonia di Benvenuto durante la quale pronuncia il primo discorso del suo Viaggio e, successivamente, rende una visita di cortesia al Presidente degli Stati Uniti d'America Signor George W. Bush.

 Alle 13:00, alla colazione in onore del Suo Genetliaco, il Papa pranza con i Cardinali degli Stati Uniti d'America e con il Presidente, Vice Presidente e Segretario Generale della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti d'America, rispettivamente il Cardinale Francis E. George, il Vescovo Gerald Kicanas ed il Monsignor David Malloy. Alle 16:45 (22:45 ora di Roma), il Santo Padre riceverà i rappresentanti di fondazioni caritative cattoliche: "The Knights of Columbus", "The Patrons of the Arts",  "Centesimus Annus Pro Pontificie", "The Papal Foundation" e "The Franciscan Foundations for the Holy Land".

  Alle 17:30 (23:30 ora di Roma), il Santo Padre raggiungerà il Santuario Nazionale dell'Immacolata Concezione dove presiederà la Celebrazione dei Vespri con i Vescovi degli Stati Uniti.

  Al termine della cerimonia il Papa farà ritorno alla Nunziatura Apostolica di Washington, per la cena in privato e il pernottamento.
PV-USA/BUSH:VESPRI/WASHINGTON                       VIS 20080416 (220)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 16 APR. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Benedito Gonçalves dos Santos, Vescovo di Presidente Prudente (superficie: 13.251; popolazione: 527.233; cattolici: 487.500; sacerdoti: 49; religiosi: 58), Brasile. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale e Parroco della Cattedrale della Diocesi di Paracatu, è nato a Paracatu (Brasile), nel 1958 ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. Succede al Vescovo José Libório Camino Saracco, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Charles Hammawa, Vescovo di Jalingo (superficie: 61.368; popolazione: 3.097.000; cattolici: 279.147; sacerdoti: 45; religiosi: 28), Nigeria. Il Vescovo eletto, finora Rettore del Seminario Maggiore di Jos (Nigeria), è nato nel 1962 ed è stato ordinato sacerdote nel 1987.

- Ha nominato il Reverendo Felix Femi Ajakaye, Vescovo Coadiutore della Diocesi di Ekiti (superficie: 5.700; popolazione: 2.384.000; cattolici: 331.275; sacerdoti: 60; religiosi: 62), Nigeria. Il Vescovo eletto, finora Parroco della "St. Michael Catholic Church" ad Opopogboro (Ado-Editi, Nigeria), è nato nel 1962 a Ibadan (Nigeria), ed è stato ordinato sacerdote nel 1987.
NER:RE:NEC/.../...                                   VIS 20080416 (190)


martedì 15 aprile 2008

INIZIO VIAGGIO APOSTOLICO STATI UNITI BENEDETTO XVI


CITTA' DEL VATICANO, 15 APR. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre è partito dall'aeroporto internazionale di Fiumicino alla volta degli Stati Uniti d'America, (percorso di oltre 7.000 chilometri), dove l'arrivo è previsto alle ore 16:00 (22:00 ora di Roma), dando inizio all'ottavo Viaggio Apostolico fuori d'Italia ed al primo in America del Nord e negli Stati Uniti d'America del suo Pontificato.

  Ad accogliere il Pontefice all'aeroporto "Andrews Air Force Base" di Washington saranno il  Signor George W. Bush, Presidente degli Stati Uniti d'America e la First Lady. Nel corso di questo primo incontro non sono previsti discorsi. La cerimonia ufficiale di benvenuto avrà luogo domani alle 10:30 (16:30 ora di Roma) alla Casa Bianca, residenza ufficiale e privata del Presidente degli Stati Uniti d'America.

  Successivamente Papa Benedetto XVI si dirigerà in automobile alla sede della Nunziatura Apostolica di Washington, dove soggiornerà.

  Domani, 16 aprile, ricorre l'81° Genetliaco di Papa Benedetto XVI e sabato 19 è il terzo anniversario della Sua Elezione al Pontificato.
PV-USA/ARRIVO/WASHINGTON                       VIS 20080415 (160)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 15 APR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Néstor Montesdeoca Becerra, S.D.B., Vicario Apostolico di Méndez (superficie: 25.691; popolazione: 183.348;  cattolici: 120.000; sacerdoti: 38; religiosi: 98), Ecuador. Il Vescovo eletto, finora Direttore della Comunità Salesiana Don Bosco in Quito - La Tola, (Ecuador), è nato nel 1957 a El Pan (Ecuador), ha emesso la Professione Perpetua nella Congregazione Salesiana nel 1982 ed è stato ordinato sacerdote nel 1986. Succede al Vescovo Pietro Gabrielli, S.D.B., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale del Medesimo Vicariato Apostolico, presentato per raggiunti limiti dì età.
NER:RE/.../MONTESDEOCA:GABRIELLI                 VIS 20080415 (110)


lunedì 14 aprile 2008

URGENTE "NUOVO UMANESIMO" PER CONSEGUIRE LA PACE


CITTA' DEL VATICANO, 12 APR. 2008 (VIS). Oggi è stato reso pubblico un Messaggio del Santo Padre indirizzato al Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace ed ai partecipanti al Seminario internazionale di studio sul tema: "Disarmo, sviluppo e pace. Prospettive per un disarmo integrale", tenutosi in Vaticano l'11 e il 12 aprile 2008.

  "Diverse aree del mondo continuano ad essere interessate da  tensioni e guerre, ed anche laddove non si vive la tragedia della guerra sono però diffusi sentimenti di paura e di insicurezza. Inoltre, fenomeni come il terrorismo su scala mondiale rendono labile il confine tra pace e guerra pregiudicando seriamente la speranza del futuro dell'umanità".

  "Come rispondere a queste sfide?" - si chiede il Pontefice - "Come riconoscere i 'segni dei tempi'? Occorre certamente un'azione comune sul piano politico, economico e giuridico, ma, prima ancora, è necessaria una condivisa riflessione sul piano morale e spirituale; appare sempre più urgente promuovere un 'nuovo umanesimo', che illumini l'uomo nella comprensione di se stesso e del senso del proprio cammino nella storia".

  "Lo sviluppo non può ridursi a semplice crescita economica" - ribadisce il Pontefice - "esso deve comprendere la dimensione morale e spirituale; un autentico umanesimo integrale non può che essere al tempo stesso solidale e la solidarietà è una delle espressioni più alte dello spirito umano, appartiene ai suoi doveri naturali (cfr Gc 2,15-16) e vale per le persone e per i popoli (Cost. past. "Gaudium et spes", 86); dalla sua attuazione dipendono il pieno sviluppo e la pace".

   "In questo vostro seminario voi riflettete su tre elementi tra loro interdipendenti: il disarmo, lo sviluppo e la pace. Non è infatti concepibile una pace autentica e duratura senza lo sviluppo di ogni persona e popolo: diceva Paolo VI che 'lo sviluppo è il nuovo nome della pace' (ivi, 87). Né è pensabile una riduzione degli armamenti, se prima non si elimina la violenza alla radice, se prima, cioè, l'uomo non si orienta decisamente alla ricerca della pace, del buono e del giusto".

  "Fino a quando sarà presente il rischio di un'offesa" - prosegue il Pontefice - "l'armamento degli Stati si renderà necessario per ragioni di legittima difesa, che è un diritto da annoverare tra quelli inalienabili degli Stati, essendo anche connesso al dovere degli stessi Stati di difendere la sicurezza e la pace dei popoli. Tuttavia, non appare lecito qualsiasi livello di armamento, perchè 'ogni Stato può possedere unicamente le armi necessarie per assicurare la propria legittima difesa' (Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, 'Il commercio internazionale delle armi', Città del Vaticano, 1994, p. 13)".
 
  In merito il Santo Padre ha rinnovato il suo appello "affinché gli Stati riducano la spesa militare per gli armamenti e prendano in seria considerazione l'idea di creare un fondo mondiale da destinare a progetti di sviluppo pacifico dei popoli".

  "Sul piano economico" - ha ribadito ancora il Pontefice - "bisogna adoperarsi affinché l'economia venga orientata al servizio della persona umana, alla solidarietà e non solo al profitto. Sul piano giuridico, gli Stati sono chiamati a rinnovare il proprio impegno, in particolare per il rispetto dei trattati internazionali vigenti sul disarmo e il controllo di tutti i tipi di armi, come pure per la ratifica e la conseguente entrata in vigore degli strumenti già adottati, come il 'Trattato sul divieto generale dei test nucleari' (...). È infine richiesto ogni sforzo contro la proliferazione delle armi leggere e di piccolo calibro, che alimentano le guerre locali e la violenza urbana, e uccidono troppe persone ogni giorno in tutto il mondo".

  "Tuttavia" - ribadisce il Pontefice - "sarà difficile trovare una soluzione alle diverse questioni di natura tecnica senza una conversione dell'uomo al bene sul piano culturale, morale e spirituale".

  "La pace è un dono di Dio" - ricorda il Pontefice - "dono prezioso che va cercato e custodito anche con mezzi umani. Occorre pertanto l'apporto di tutti e si rende sempre più necessaria una corale diffusione della 'cultura della pace' e una condivisa 'educazione alla pace', soprattutto delle nuove generazioni, verso le quali quelle adulte hanno gravi responsabilità. Sottolineare il dovere di ogni uomo di costruire la pace, non significa peraltro trascurare l'esistenza di un vero e proprio diritto umano alla pace. Diritto fondamentale e inalienabile, dal quale anzi dipende l'esercizio di tutti gli altri diritti".

  "Volgendo lo sguardo alle concrete situazioni in cui vive oggi l'umanità si potrebbe essere presi da" - scrive il Pontefice - "un giustificato sconforto e da rassegnazione: nelle relazioni internazionali sembrano talvolta prevalere la diffidenza e la solitudine (...). La guerra però non è mai inevitabile e la pace è sempre possibile. Anzi doverosa! È giunto allora il momento di cambiare il corso della storia, di recuperare la fiducia, di coltivare il dialogo, di alimentare la solidarietà".

  "Questi sono i nobili obiettivi che hanno ispirato i fondatori dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, vera e propria esperienza di amicizia tra i popoli. Dall'impegno di tutti dipende il futuro dell'umanità. Solo perseguendo un umanesimo integrale e solidale, nel cui contesto anche la questione del disarmo assume una natura etica e spirituale, l'umanità potrà camminare verso l'auspicata pace autentica e duratura".
MESS/DISARMO:PACE/MARTINO                               VIS 20080414 (860)


VOCAZIONE E MISSIONE SONO INSEPARABILI

CITTA' DEL VATICANO, 13 APR. 2008 (VIS).  Alle ore 12:00 di oggi, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare il 'Regina Cæli' con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  "In questa quarta domenica di Pasqua, in cui la liturgia ci presenta Gesù come Buon Pastore, si celebra la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni" - ha ricordato il Papa affermando: "In ogni continente, le comunità ecclesiali invocano concordi dal Signore numerose e sante vocazioni al sacerdozio, alla vita consacrata e missionaria e al matrimonio cristiano e meditano sul tema: "Le vocazioni al servizio della Chiesa-missione".

  "Quest'anno la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni" - ha precisato il Pontefice - "si colloca nella prospettiva dell''Anno Paolino', che avrà inizio il 28 giugno prossimo per celebrare il bimillenario della nascita dell'apostolo Paolo, il missionario per eccellenza".

  "Nell'esperienza dell'Apostolo delle genti, che il Signore chiamò per essere 'ministro del Vangelo', vocazione e missione sono inseparabili. Egli rappresenta pertanto un modello per ogni cristiano, in maniera particolare per i missionari 'ad vitam', cioè per quegli uomini e quelle donne che si dedicano totalmente ad annunciare Cristo a quanti ancora non l'hanno conosciuto: una vocazione, questa, che conserva tuttora la sua piena validità".

  "Questo servizio missionario svolgono, in primo luogo, i sacerdoti, dispensando la Parola di Dio e i Sacramenti, e manifestando con la loro carità pastorale a tutti, soprattutto ai malati, ai piccoli, ai poveri, la presenza risanatrice di Gesù Cristo. Rendiamo grazie a Dio per questi nostri fratelli che si spendono senza riserve nel ministero pastorale, suggellando talora la fedeltà a Cristo con il sacrificio della vita, come è avvenuto anche ieri per i due religiosi uccisi in Guinea e Kenya. A loro va la nostra grata ammirazione insieme con la preghiera di suffragio".

 "Preghiamo pure perché sia sempre più nutrita la schiera di quanti decidono di vivere radicalmente il Vangelo mediante i voti di castità, povertà e obbedienza: sono uomini e donne che hanno un ruolo primario nell'evangelizzazione. Di essi, alcuni si dedicano alla contemplazione e alla preghiera, altri ad una multiforme azione educativa e caritativa, tutti però sono accomunati da un medesimo scopo: quello di testimoniare il primato di Dio su tutto e diffondere il suo Regno in ogni ambito della società".

  "Non va infine dimenticato" - ha detto infine il Santo Padre - "che anche quella al matrimonio cristiano è una vocazione missionaria: gli sposi, infatti, sono chiamati a vivere il Vangelo nelle famiglie, negli ambienti di lavoro, nelle comunità parrocchiali e civili. In certi casi, inoltre, offrono la loro preziosa collaborazione nella missione 'ad gentes'".
ANG/PREGHIERA VOCAZIONI/...                       VIS 20080414 (450)


IL PAPA CHIEDE DI PREGARE VIAGGIO APOSTOLICO STATI UNITI

CITTA' DEL VATICANO, 13 APR. 2008 (VIS). Questa mattina, al termine della recita del Regina Coeli con le migliaia di fedeli convenuti in Piazza San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricordato che martedì 15 aprile avrà inizio il suo Viaggio Apostolico negli Stati Uniti d'America, dove si recherà in visita a New York e Washington ed alla sede dell'Organizzazione delle Nazioni Unite.

  "Il mio proposito" - ha detto il Papa - "è di condividere la parola di vita di nostro Signore. In Cristo è la nostra speranza! Cristo è il fondamento della nostra speranza di pace, di giustizia e di libertà che scaturisce dalla legge divina realizzata nel suo comandamento di amarsi gli uni gli altri. Cari fratelli e sorelle, vi chiedo di pregare per il buon esito della mia visita, perché essa sia un tempo di rinnovamento spirituale per tutti gli americani".
ANG/VIAGGIO STATI UNITI/...                           VIS 20080414 (160)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 14 APR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Alain Castet, Vescovo di Luçon (superficie: 7.015; popolazione: 577.000; cattolici: 505.000; sacerdoti: 404; religiosi: 1.176; diaconi permanenti: 38), Francia. Il Vescovo eletto, è nato nel 1950 a Floirac (Francia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1975. E' stato finora Parroco di Saint-François-Xavier e Decano di Orsay-Breteuil (Francia) e dal 1995,  Membro del Consiglio Presbiterale dell'Arcidiocesi di Parigi.

  Sabato 12 aprile è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Arcidiocesi di Kingston-in-Jamaica (Giamaica), presentata dall'Arcivescovo Lawrence Aloysius Burke, S.I., per raggiunti limiti d'età. Gli succede l'Arcivescovo Donald Reece, Coadiutore della medesima Arcidiocesi.

- Ha nominato il Cardinale Jozef Tomko, Presidente emerito del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali, Legato Pontificio per le celebrazioni del 49° Congresso Eucaristico Internazionale, che avranno luogo a Québec (Canada), dal 15 al 22 giugno 2008.

- Ha accolto la rinuncia presentata dal Cardinale Sergio Sebastiani all'incarico di Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede.

- Ha nominato il Vescovo Velasio De Paolis, C.S., finora Segretario del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo.

- Ha nominato il Padre Frans Daneels, O.Praem., Segretario del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, elevandolo in pari tempo alla dignità episcopale. Finora Promotore di Giustizia del medesimo Supremo Tribunale.

- Ha nominato il Monsignor Gianpaolo Montini, Promotore di Giustizia del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, finora Promotore di Giustizia Sostituto.

- Ha elevato alla dignità episcopale il Monsignore Juan Ignacio Arrieta Ochoa de Chinchetru, Segretario del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi.

- Ha nominato l'Arcivescovo Osvaldo Padilla, finora Nunzio Apostolico in Costa Rica, Nunzio Apostolico in Corea.

- Ha nominato il Sacerdote Alessandro Perego, Promotore di Giustizia "ad quinquennium" del Tribunale della Rota Romana, finora Difensore del Vincolo del medesimo Tribunale.

- Ha nominato il Professore Massimo Spina, che è Docente di Economia ed Organizzazione Aziendale presso l'Università degli Studi "Tor Vergata" e Direttore Amministrativo dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Consultore della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
NER:RE:NA:NN/.../...                              VIS 20080412 (370)


venerdì 11 aprile 2008

TELEGRAMMA SCOMPARSA CARDINALE CORRIPIO AHUMADA

CITTA' DEL VATICANO, 11 APR. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio al Cardinale Norberto Rivera Carrasco, Arcivescovo di México (Messico), per la morte, ieri 10 aprile, all'età di 88 anni, del Cardinale Ernesto Corripio Ahumada, Arcivescovo emerito della medesima Arcidiocesi.

  "Profondamente addolorato per la morte del caro Cardinale Ernesto Corripio Ahumada, Arcivescovo emerito di México, dopo una lunga malattia vissuta con grande serenità" - scrive il Papa - "esprimo il mio più sentito cordoglio a Lei, ai familiari del defunto e a tutto il diletto popolo messicano. Mi unisco a tutti per raccomandare alla misericordia del Padre celeste questo zelante Pastore che con tanto amore ha servito il suo gregge".

  "Il suo generoso ed intenso ministero episcopale a Tampico, e successivamente come Arcivescovo di Antequera, Puebla de los Ángeles e México, e per alcuni anni quale Presidente della Conferenza Episcopale del Messico, testimoniano il suo grande amore per Dio e per la Chiesa e la sua grande dedizione alla causa del Vangelo".
TGR/MORTE CORRIPIO/MESSICO:RIVERA                   VIS 20080411 (180)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 11 APR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Cardinale George Pell, Arcivescovo di Sydney (Australia).

- L'Arcivescovo Giuseppe Leanza, Nunzio Apostolico in Irlanda.

- Il Vescovo Pierre Bürcher, di Reykjavik (Islanda).

  Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà in udienza il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/.../...                                         VIS 20080411 (80)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 11 APR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Sacerdote Nicolas Brouwet, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Nanterre (superficie: 175; popolazione: 1.436.000; cattolici: 861.000; sacerdoti: 239; religiosi: 399; diaconi permanenti: 38), Francia. Il Vescovo eletto, finora Parroco di Saint-Pierre e Saint-Jacques a Neuilly-sur-Seine (Francia), è nato nel 1962 a Suresnes (Francia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1992.
NEA/.../BROUWET                                     VIS 20080411 (70)

giovedì 10 aprile 2008

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 10 APR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.

- Il Cardinale Franc Rodé, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica.

- Il Cardinale Fiorenzo Angelini Presidente emerito del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari.

- Il Vescovo Clemens Nickel, Vescovo di San Clemente a Saratov (Russia).

- Il Vescovo Vitus Huonder, di Chur (Svizzera).
AP/.../...                                         VIS 20080410 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 10 APR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Richard Edmund Pates, Vescovo di Des Moines (superficie: 32.223; popolazione: 749.000; cattolici: 97.356; sacerdoti: 93; religiosi: 87; diaconi permanenti: 76), Stati Uniti d'America. Il Vescovo Pates è stato finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di Saint Paul and Minneapolis (Stati Uniti d'America).

- Il Reverendo Anthony Basil Taylor, Vescovo di Little Rock (superficie: 137.600; popolazione: 2.779.154; cattolici: 112.755, sacerdoti: 148; religiosi: 315; diaconi permanenti: 59), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto, finora Vicario per i Ministeri e Parroco della "Sacred Heart Parish" a Oklahoma City (Stati Uniti d'America), è nato nel 1954 a Forth Worth (Stati Uniti d'America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1980.

- Il Monsignor James Douglas Conley, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Denver (superficie: 101.279; popolazione; 3.071.432; cattolici: 407.500; sacerdoti: 317; religiosi: 420; diaconi permanenti: 172), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1955 a Kansas City (Stati Uniti d'America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1985. E' stato finora è Parroco della "Blessed Sacrament Parish" a Wichita (Stati Uniti d'America).

- Il Reverendo Oscar Cantù, Vescovo Ausiliare di San Antonio (superficie: 60.036; popolazione: 2.094.485; cattolici: 680.515; sacerdoti: 356; religiosi: 1.050; diaconi permanenti: 319), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1966 a Houston (Stati Uniti d'America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1994. E' stato finora Parroco della "Holy Name Parish" a Houston (Stati Uniti d'America).

- Il Reverendo William J. Justice, Vescovo Ausiliare di San Francisco (superficie: 6.023; popolazione: 1.698.282; cattolici: 419.476.000; sacerdoti: 428; religiosi: 1.072; diaconi permanenti: 95), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1942 ed è stato ordinato sacerdote nel 1968. E' stato finora Vicario Episcopale per il Clero e Parroco di "Mission Dolores Basilica" a San Francisco (Stati Uniti d'America).

- Il Vescovo Marcelo Sánchez Sorondo, Membro del Comitato di presidenza del Pontificio Consiglio per la Famiglia, attualmente anche Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze e della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali.

- Membri del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani: il Vescovo Gualtiero Bassetti, di Arezzo-Cortona-Sansepolcro (Italia); il Vescovo Florentin Crihalmeanu, di Cluj-Gherla, Claudiopoli-Armenopoli dei Romeni (Romania); il Vescovo Carlos Humberto Malfa, di Chascomús (Argentina) ed il Vescovo Hyginus Kim Hee-joong, Ausiliare di Kwangju (Corea).

- Consultori del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani: il Sacerdote Gorge Augustin, S.A.C., Docente di Teologia Dogmatica e Fondamentale presso la "Philosophisch-Theologische Hochschule der Pallottiner", Vallander (Germania); il Monsignor Piero Coda, della Diocesi di Frascati, Segretario della Pontifica Accademia di Teologia, Membro della "Commissione Mista Internazionale per il Dialogo Teologico tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa nel suo insieme" (Italia); Monsignor Marco Gnavi, Direttore dell'Ufficio per l'Ecumenismo, il Dialogo Interreligioso ed i Nuovi Culti del Vicariato di Roma; Padre Thomas Pott, O.S.B., del Monastero della Santa Croce in Chevetogne, Membro della "Commissione Mista Internazionale per il Dialogo Teologico tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa nel suo insieme" (Belgio); il Professor Dietmar W. Winkler, Docente di Scienze Bibliche e di Storia della Chiesa presso l'Università di Salzburg, Membro della "Commissione Mista Internazionale per il Dialogo Teologico tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa nel suo insieme" (Austria); Signora Antonia Willemsen, già Segretaria di "Kirche in Not", "Aiuto alla Chiesa che soffre", Membro del Consiglio di Gestione del "Comitato Cattolico per la Collaborazione Culturale" presso il Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani (Germania).
NER:NEA:NA/.../...                                  VIS 20080410 (570)


mercoledì 9 aprile 2008

SAN BENEDETTO PADRE DEL MONACHESIMO E PATRONO D'EUROPA


CITTA' DEL VATICANO, 9 APR. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale del Mercoledì, a San Benedetto da Norcia "padre del monachesimo occidentale che, con la sua vita e la sua opera, ha esercitato un influsso fondamentale sullo sviluppo della civiltà e della cultura europea". All'Udienza di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro, hanno partecipato 20.000 persone.

  "La fonte più importante sulla vita di questo Santo" - ha ricordato il Pontefice - "è il secondo libro dei 'Dialoghi'" di San Gregorio Magno che presenta San Benedetto come un "astro luminoso" che indica la via d'uscita "da questa 'notte oscura della storia'", la crisi di valori e di istituzioni, causata dal crollo dell'Impero Romano.

  "L'opera del Santo e, in modo particolare, la sua 'Regola'" - ha affermato il Santo Padre - "si rivelarono apportatrici di un autentico fermento spirituale che mutò nel corso dei secoli, ben al di là dei confini della sua Patria e del suo tempo, il volto dell'Europa, creando dopo la caduta dell'unità politica una nuova unità spirituale e culturale, quella della fede cristiana condivisa dai popoli del continente".

  "La nascita di San Benedetto viene datata intorno all'anno 480" - ha proseguito il Pontefice - "I suoi genitori benestanti lo mandarono per la sua formazione negli studi a Roma. Egli però non si fermò a lungo nella Città eterna. (...) Dopo un primo soggiorno nel villaggio di Effide (oggi: Affile) (...), si fece eremita nella non lontana Subiaco. Lì visse completamente solo in una grotta che, (...) costituisce 'il cuore' di un monastero benedettino chiamato 'Sacro Speco'. (...) Qui doveva sopportare e superare le tre tentazioni fondamentali di ogni essere umano: la tentazione dell'autoaffermazione e del desiderio di porsi al centro, la tentazione della sensualità e, infine, la tentazione dell'ira e della vendetta. Era infatti convinzione di Benedetto che, solo dopo aver vinto queste tentazioni, egli avrebbe potuto dire agli altri una parola utile per le loro situazioni di bisogno".

  Nell'anno 592 il Fondatore dell'Ordine Benedettino lasciò Subiaco per stabilirsi a Montecassino "un'altura che, dominando la vasta pianura circostante, è visibile da lontano". Secondo Gregorio Magno, ha precisato il Pontefice, questa decisione riveste "un carattere simbolico: la vita monastica nel nascondimento ha una sua ragion d'essere, ma un monastero ha anche una sua finalità pubblica nella vita della Chiesa e della società".

"Nell'intero secondo libro dei 'Dialoghi'" - ha detto ancora il Santo Padre - "Gregorio ci illustra come la vita di San Benedetto fosse immersa in un'atmosfera di preghiera, fondamento portante della sua esistenza. Senza preghiera non c'è esperienza di Dio. Ma la spiritualità di Benedetto non era un'interiorità fuori dalla realtà. Nell'inquietudine e nella confusione del suo tempo, egli viveva sotto lo sguardo di Dio e con il proprio sguardo rivolto verso Dio, pur senza perdere mai di vista i doveri della vita quotidiana e l'uomo con i suoi bisogni concreti".

  San Benedetto morì nell'anno 547. La celebre "Regola" "offre indicazioni utili non solo ai monaci, ma anche a tutti coloro che cercano una guida nel loro cammino verso Dio. Per la sua misura, la sua umanità e il suo sobrio discernimento tra l'essenziale e il secondario nella vita spirituale, essa ha potuto mantenere la sua forza illuminante fino ad oggi".

  "Paolo VI" - ha ricordato infine Papa Benedetto XVI - "proclamando il 24 ottobre 1964 San Benedetto Patrono d'Europa, intese riconoscere l'opera meravigliosa svolta dal santo mediante la 'Regola' per la formazione della civiltà e della cultura europea. Oggi l'Europa - uscita appena da un secolo profondamente ferito da due guerre mondiali e dopo il crollo delle grandi ideologie rivelatesi come tragiche utopie - è alla ricerca della propria identità".

  "Per creare un'unità nuova e duratura" - ha concluso il Pontefice - "sono certo importanti gli strumenti politici, economici e giuridici, ma occorre anche suscitare un rinnovamento etico e spirituale che attinga alle radici cristiane del Continente. Senza questa linfa vitale, l'uomo resta esposto al pericolo di soccombere all'antica tentazione di volersi redimere da sé - utopia che, in modi diversi, nell'Europa del Novecento ha causato, come ha rilevato il Papa Giovanni Paolo II, 'un regresso senza precedenti nella tormentata storia dell'umanità".
AG/SAN BENEDETTO/...                               VIS 20080409 (690)


Copyright © VIS - Vatican Information Service