Inizio - VIS Vaticano - Ricevere VIS - Contattaci - Calendario VIS

Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

ultime 5 notizie

VISnews anche in Twitter Anche in YouTube

mercoledì 12 marzo 2008

BOEZIO E CASSIODORO: GRANDI FIGURE CRISTIANESIMO ANTICO

CITTA' DEL VATICANO, 12 MAR. 2008 (VIS). Prima dell'Udienza Generale, tenutasi nell'Aula Paolo VI, il Papa ha incontrato nella Basilica Vaticana un numeroso gruppo di studenti italiani ai quali ha detto: "La scuola oggi affronta notevoli sfide che emergono nel campo dell'educazione delle nuove generazioni. Per questo motivo la scuola non può essere soltanto luogo di apprendimento nozionistico, ma è chiamata ad offrire agli alunni l'opportunità di approfondire validi messaggi di carattere culturale, sociale, etico e religioso".

  "Chi insegna" - ha detto ancora il Pontefice - "non può non percepire anche il risvolto morale di ogni umano sapere, perché l'uomo conosce per agire e l'agire è frutto della sua conoscenza. Nell'odierna società, segnata da rapidi e profondi mutamenti voi, cari giovani che volete seguire Cristo, abbiate cura di aggiornare la vostra formazione spirituale, cercando di comprendere sempre più i contenuti della fede. Potrete così essere pronti a rispondere senza esitazioni a chi vi domanda ragione della vostra adesione al Signore".

  In un secondo tempo Benedetto XVI si è recato nell'Aula Paolo VI dove erano ad attenderlo migliaia di fedeli di tutto il mondo ed ha tenuto la catechesi dedicata alle due grandi figure del cristianesimo antico Boezio e Cassiodoro.

  "Boezio" - ha ricordato il Pontefice - "nato a Roma nel 480 circa dalla nobile stirpe degli Anicii, entrò ancora giovane nella vita pubblica, raggiungendo già a venticinque anni la carica di senatore. (...) Nonostante l'attività pubblica, non trascurò gli studi, dedicandosi in particolare all'approfondimento di temi di ordine filosofico-religioso. In questo ambito, cioè nell'impegno di promuovere l'incontro delle culture, utilizzò le categorie della filosofia greca per proporre la fede cristiana, anche qui in ricerca di una sintesi fra il patrimonio ellenistico-romano e il messaggio evangelico. Proprio per questo Boezio è stato qualificato come l'ultimo rappresentate della cultura romana antica e il primo degli intellettuali medievali".

  "La sua opera certamente più nota è il 'De consolatione philosophiae', che egli compose in carcere per dare un senso alla sua ingiusta detenzione. Era stato infatti accusato di complotto contro il re Teodorico per aver assunto la difesa in giudizio di un amico, il senatore Albino. (...) Processato e condannato a morte, fu giustiziato il 23 ottobre del 524".

  "Proprio per questa sua drammatica fine" - ha proseguito il Pontefice - "egli può parlare dall'interno della propria esperienza anche all'uomo contemporaneo e soprattutto alle tantissime persone che subiscono la sua stessa sorte a causa dell'ingiustizia presente in tanta parte della 'giustizia umana'".

  "La filosofia è, secondo Boezio, la vera medicina dell'anima. (lib. 1) (...)" e "l'uomo può sperimentare l'autentica felicità unicamente nella propria interiorità. (lib. II). Dio comunque resta il bene supremo verso cui tende ogni essere umano anche senza saperlo (lib. III)".

  Menzionando la triste esperienza di detenzione vissuta da Boezio, il Papa ha affermato: "Particolarmente assurda è poi la condizione di chi, ancora come Boezio (...), viene torturato a morte senza alcun altro motivo che non sia quello delle proprie convinzioni ideali, politiche e religiose. Boezio, simbolo di un numero immenso di detenuti ingiustamente di tutti i tempi e di tutte le latitudini, è di fatto oggettiva porta di ingresso alla contemplazione del misterioso Crocifisso del Golgota".

  Benedetto XVI ha dedicato la seconda parte della catechesi al contemporaneo di Boezio, Marco Aurelio Cassiodoro "un calabrese nato a Squillace verso il 485, che morì pieno di giorni a Vivarium introno al 580. Uomo di alto livello sociale" - ha detto il Papa - "si dedicò alla vita politica e all'impegno culturale come pochi altri nell'occidente romano del suo tempo".

  Con il fine di "recuperare, conservare e trasmettere ai posteri l'immenso patrimonio culturale degli antichi" - ha spiegato il Pontefice - Cassiodoro "fondò 'Vivarium', un cenobio in cui tutto era organizzato in modo tale che fosse stimato come preziosissimo e irrinunciabile il lavoro intellettuale dei monaci. E questo senza nessuno scapito per l'impegno spirituale monastico e cristiano e per l'attività caritativa verso i poveri".

  "Nel suo insegnamento" - ha ricordato ancora il Papa - "(...), soprattutto nel trattato 'De anima' e nelle 'Institutiones divinarum litterarum', la preghiera, (...), ha sempre una posizione centrale quale nutrimento necessario per tutti. (...) La ricerca di Dio, tesa alla sua contemplazione - annota Cassiodoro - "resta lo scopo permanente della vita monastica. Egli aggiunge però che, con l'aiuto della grazia divina, una migliore fruizione della Parola rivelata si può raggiungere con l'utilizzazione delle conquiste scientifiche e degli strumenti culturali 'profani'".

  "Viviamo infatti anche noi" - ha concluso il Pontefice - "in un tempo di incontro delle culture, di pericolo della violenza che distrugge le culture, e del necessario impegno di trasmettere i grandi valori e di insegnare alla nuove generazioni la via della riconciliazione e della pace. Questa via troviamo orientandoci verso il Dio con il volto umano, il Dio rivelatosi a noi in Cristo".
AG/BOEZIO:CASSIODORO/...                           VIS 20080312 (780)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 12 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Reverendo Guido Zendron, Vescovo di Paulo Afonso (superficie: 28.328; popolazione: 359.000; cattolici: 264.000;  sacerdoti: 29; religiosi:43), Brasile. Il Vescovo eletto, sacerdote "fidei donum" dell'Arcidiocesi di São Salvador da Bahia (Brasile), è nato a Lisignago (Trento), nel 1954 ed è stato ordinato sacerdote nel 1978. E' stato finora Membro della Commissione Statale per l'Insegnamento della Religione e Coordinatore della Catechesi dell'Arcidiocesi di Bahia.

- Il Padre Fernando José Monteiro Guimarães, C.Ss.R., finora Capo Ufficio della Congregazione per il Clero, Vescovo di Garanhuns (superficie: 8.734; popolazione: 612.000; cattolici: 551.000; sacerdoti: 41; religiosi: 123), Brasile. Il Vescovo eletto è nato a Recife (Brasile), nel 1946, ha emesso la professione perpetua nella Congregazione dei Redentoristi nel 1969 ed è stato ordinato sacerdote nel 1971.
NER/.../ZENDRON:MONTEIRO GUIMARÃES                   VIS 20080312 (120)

martedì 11 marzo 2008

CARDINALE BERTONE RIENTRA VIAGGIO ARMENIA E AZERBAIGIAN

CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2008 (VIS). Il 9 marzo scorso si è conclusa la Visita del Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, in Armenia ed Azerbaigian, Paesi che il Servo di Dio Giovanni Paolo II visitò rispettivamente nel 2001 e nel 2002. Il Porporato ha dovuto rinviare di due giorni il viaggio in considerazione della situazione creatasi in Armenia a seguito delle proteste e dello stato di emergenza dichiarato dal governo.

  Nella Sede Apostolica di Etchmiadzin, il Cardinale Bertone ha incontrato Sua Santità Karekin II, Patriarca Supremo e Catholicos di tutti gli Armeni, al quale ha consegnato una lettera del Santo Padre Benedetto XVI, in cui il Papa auspica la pace nel Paese e il proseguimento del dialogo ecumenico. Successivamente il Porporato ha incontrato la comunità cattolica dell'Armenia, che nel Paese è una minoranza.

  Il 6 marzo, il Cardinale Segretario di Stato ha lasciato Yerevan (Armenia) diretto in Azerbaigian, seconda tappa del suo Viaggio. A Baku, il Porporato ha consacrato e presieduto, a nome del Santo Padre, la cerimonia ufficiale di inaugurazione della prima Chiesa Cattolica dell'Azerbaigian, dedicata all'Immacolata Concezione, segno - ha detto il Porporato - di "autentica tolleranza religiosa", in un Paese a maggioranza musulmana.
 
  Uno dei momenti più significativi del Viaggio del Cardinale nella ex-repubblica sovietica - nella quale il 94,3% della popolazione è di religione musulmana - è stata la visita alla Moschea della capitale Baku. Il Cardinale Bertone è stato ricevuto, nella sua residenza, dal Capo dei Musulmani del Caucaso, Sheykh-ul-Islam Allah Shukur Pasha Zade, alla presenza anche dei Capi Religiosi della Chiesa Ortodossa Russa e della Comunità Ebraica.

  Al termine della visita alla Moschea di Baku, il Segretario di Stato ha partecipato ad una preghiera di benvenuto nella Cattedrale ortodossa russa, ed ha espresso l'auspicio di poter quanto prima "manifestare in modo visibile l'unità della Chiesa". Infine ha compiuto una visita alla Sinagoga della capitale.

  L'ultima cerimonia in programma della Visista del Cardinale Bertone in Azerbaigian è stata la celebrazione della Santa Messa, il 9 marzo, nella nuova Chiesa cattolica dell'Immacolata Concezione di Baku, dove il Segretario di Stato ha avuto parole di incoraggiamento per la piccola comunità cattolica del Paese. La Chiesa è stata edificata sul terreno che il Presidente Heydar Aliyev, padre dell'attuale Capo di Stato, volle donare a Papa Giovanni Paolo II in occasione del suo Viaggio Apostolico nel 2002.
.../VIAGGIO ARMENIA:AZERBAIGIAN/BERTONE               VIS 20080311 (370)


MOSTRA "MAGNIFICENZE VATICANE" FABBRICA DI SAN PIETRO

CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2008 (VIS). "Magnificenze Vaticane. Capolavori d'arte delle collezioni della Fabbrica di San Pietro" è il titolo della mostra che nel pomeriggio di oggi, alle 18:00, verrà inaugurata presso il Palazzo Incontro a Roma. Promossa dalla Provincia di Roma e dal Centro Europeo per il Turismo, la Mostra rimarrà aperta fino al 25 maggio 2008.

  Per la prima volta in tempi moderni saranno esposti oltre 130 pezzi recuperati dai depositi della Basilica Vaticana, restaurati e studiati da noti specialisti. Il percorso espositivo della Mostra "Magnificenze Vaticane" è articolato in diverse sezioni, tra loro interconnesse ma autonome per generi: architettura, pittura, scultura e arti applicate.

  "Lo scopo di una così precisa distinzione" - si legge nel Comunicato Stampa che annuncia l'iniziativa - "è finalizzato a meglio rappresentare la pluralità di interventi in un unico centro quale è la Basilica di San Pietro, e testimoniare la qualità dei manufatti anche in quelle azioni solitamente ritenute di carattere minore, ma soprattutto la varietà e l'abilità creativa dei protagonisti della scena artistica romana che in ogni tempo, dal XIV al XX secolo, hanno aspirato e chiesto di poter lasciare una propria traccia nella Basilica Vaticana".

  "La basilica papale di San Pietro in Vaticano, nota universalmente quale centro della Cristianità, raccoglie all'interno la somma di importanti monumenti, frutto dell'ingegno e della creatività dei massimi artisti di ogni epoca. Ma prima di fermare sulla pietra o sul bronzo queste scintille di genio, esisteva una fase nella quale l'opera veniva abbozzata e verificata per poi essere eseguita. La riscoperta della tracce di questa preziosa impronta del passato (...), è l'argomento di questa grande ed unica esposizione". Il Comunicato precisa inoltre che la Fabbrica di San Pietro fu un'istituzione creata da Papa Giulio II nel 1506 per seguire le fasi di cantiere del nuovo edificio in costruzione e per assicurarne la manutenzione ordinaria e straordinaria.

  "Tra i capolavori poco conosciuti: il grande rotolo di Damasco con le armi di Papa Alessandro VII Chigi e i Candelabri e gli originali reliquiari in forma piramidale ideati e realizzati da Gian Lorenzo Bernini, il prezioso set di Candelieri e Croce acquistati da Papa Pio IX dal re di Napoli per la Basilica Vaticana; o la preziosa serie di paliotti in seta e ricamo in oro utilizzati nel Settecento per arredare l'altare maggiore durante le cerimonie di canonizzazione".

 "Il Quattrocento, a sua volta," - si legge ancora nel Comunicato - "è rappresentato dalla serie dei quattro Evangelisti eseguiti da due veri protagonisti della scena romana dell'epoca, Mino da Fiesole e Giovanni Dalmata. La parte pittorica, a sua volta è bene rappresentata con l'esposizione per la prima volta di frammenti e affreschi della decorazione interna della Basilica di San Pietro. (...) Una seconda sezione dell'esposizione è invece dedicata alla memoria, al patrimonio cartaceo conservato nell'Archivio Storico Generale della Fabbrica, con gli autografi di Benvenuto Cellini, Michelangelo, Carlo Maderno, Gian Lorenzo Bernini e altri".
.../MAGNIFICENZE VATICANE/...                       VIS 20080311 (490)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha eretto la Diocesi di Fajardo-Humacao (Porto Rico), con territorio dismembrato dall'Arcidiocesi di San Juan de Puerto Rico e dalla Diocesi di Caguas, rendendola suffraganea della Chiesa metropolitana di San Juan de Puerto Rico.

- Ha nominato il Reverendo Eusebio Ramos Morales, primo Vescovo di Fajardo-Humacao (superficie: 574; popolazione: 293.000; cattolici: 97.869; sacerdoti: 22; religiosi: 5; diaconi permanenti: 21), Porto Rico. Il Vescovo eletto, è nato a Maunabo (Porto Rico), nel 1952 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1983. E' stato finora Parroco della Parrocchia del "Santísimo Redentor" a Fajardo (Porto Rico) e Moderatore del Consiglio Presbiterale di Caguas (Porto Rico).

- Ha nominato il Reverendo Xolelo Thaddaeus Kumalo, Vescovo della Diocesi di Eshowe (superficie: 26.364; popolazione: 2.200.000; cattolici: 76.095; sacerdoti: 57; religiosi: 131), Sud Africa. Il Vescovo eletto è nato nel 1954 a Gogela (Sud Africa), ed è stato ordinato sacerdote nel 1991. E' stato finora Economo della Diocesi di Bethlehem (Sud Africa).

- Ha nominato il Monsignore Felipe Salazar Villagrana, Vescovo di San Juan de los Lagos (superficie: 12.000; popolazione: 974.000; cattolici: 951.000; sacerdoti: 315; religiosi: 519), Messico. Il Vescovo eletto è nato nel 1940 ad Amatlán de Cañas ed è stato ordinato sacerdote nel 1968. Finora è stato Amministratore diocesano della medesima Diocesi.
ECE:NER/.../RAMOS:KUMALO:SALAZAR                  VIS 20080311 (220)


lunedì 10 marzo 2008

RICHIAMARSI VALORI ALTI ESISTENZA FRONTE SECOLARIZZAZIONE

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAR. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i partecipanti alla Sessione Plenaria del Pontificio Consiglio della Cultura, in corso sul tema: "La Chiesa e la sfida della secolarizzazione".

  "Oggi più che mai" - ha detto il Papa - "la reciproca apertura tra le culture è un terreno privilegiato per il dialogo tra uomini e donne impegnati nella ricerca di un autentico umanesimo, aldilà delle divergenze che li separano".

 "La secolarizzazione, (...), invade ogni aspetto della vita quotidiana e sviluppa una mentalità in cui Dio è di fatto assente, in tutto o in parte, dall'esistenza e dalla coscienza umana. Questa secolarizzazione non è soltanto una minaccia esterna per i credenti, ma si manifesta già da tempo in seno alla Chiesa stessa".

  I credenti nel mondo, ha affermato Papa Benedetto XVI, "sono spesso segnati, se non condizionati, dalla cultura dell'immagine che impone modelli e impulsi contraddittori, nella negazione pratica di Dio: non c'è più bisogno di Dio, di pensare a Lui e di ritornare a Lui. Inoltre, la mentalità edonistica e consumistica predominante favorisce, nei fedeli come nei pastori, una deriva verso la superficialità e un egocentrismo che nuoce alla vita ecclesiale".

  Ponendo in risalto il rischio di "cadere in un'atrofia spirituale e in un vuoto del cuore", il Papa ha detto: "Si rivela quanto mai urgente reagire a simile deriva mediante il richiamo dei valori alti dell'esistenza, che danno senso alla vita e possono appagare l'inquietudine del cuore umano alla ricerca della felicità: la dignità della persona umana e la sua libertà, l'uguaglianza tra tutti gli uomini, il senso della vita e della morte e di ciò che ci attende dopo la conclusione dell'esistenza terrena".

  "Sempre più la formula 'Etsi Deus non daretur' diventa un modo di vivere che trae origine da una specie di 'superbia' della ragione - realtà pur creata e amata da Dio - la quale si ritiene sufficiente a se stessa e si chiude alla contemplazione e alla ricerca di una Verità che la supera".

  "Quanto mai importante si rivela perciò l'impegno del Pontificio Consiglio della Cultura per un dialogo fecondo tra scienza e fede. (...) Questo dialogo continui nella distinzione delle caratteristiche specifiche della scienza e della fede. Infatti, ognuna ha propri metodi, ambiti", ma "entrambe sono chiamate a servire l'uomo e l'umanità, favorendo lo sviluppo e la crescita integrale di ciascuno e di tutti".

  "Esorto soprattutto i Pastori del gregge di Dio a una missione instancabile e generosa per affrontare, sul terreno del dialogo e dell'incontro con le culture, dell'annuncio del Vangelo e della testimonianza, il preoccupante fenomeno della secolarizzazione, che indebolisce la persona e la ostacola nel suo innato anelito verso la Verità tutta intera".
AC/CHIESA:SECOLARIZZAZIONE/...                       VIS 20080310 (440)


TELEGRAMMA DI CORDOGLIO SCOMPARSA CARDINALE DERY

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha indirizzato due telegrammi di cordoglio per la morte, il 6 marzo scorso, all'età di 89 anni, del Cardinale Peter Poreku Dery, Arcivescovo emerito di Tamale (Ghana); il primo all'Arcivescovo Gregory Ebo Kpiebaya, di Tamale (Ghana), ed un secondo al Signor Alipo Poreku, fratello del defunto Porporato.

  "Questo devoto Pastore" - scrive il Pontefice - "ha lasciato una luminosa eredità di preghiera, obbedienza alla volontà di Dio ed amore del prossimo. Per molti anni si dedicò con grande generosità al suo ministero sacerdotale ed episcopale al servizio dei fedeli della Diocesi di Wa e dell'Arcidiocesi di Tamale, predicando il Vangelo in situazioni difficili, con amore paterno, grande zelo e con cuore semplice, costantemente attento alle necessità dei poveri".
TGR/MORTE CARDINALE DERY/KPIEBAYA                   VIS 20080310 (140)

CONTRASTARE TUTTE LE FORME DI POVERTÀ

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAR. 2008 (VIS). Oggi è stato reso pubblico l'intervento del Monsignor Renato Volante, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (F.A.O.), nel corso della XXIX Sessione della Conferenza Regionale della F.A.O. per il Medio Oriente, svoltasi a Il Cairo (Egitto), dal 1° al 5 marzo.

  Nel suo discorso intitolato: "Promuovere la sicurezza alimentare con particolare attenzione alle condizioni dei piccoli agricoltori", Monsignor Volante ha affermato: "La Santa Sede dedica particolare attenzione a quelle iniziative portate a compimento a livello internazionale che si adoperano per risolvere le situazioni di fame, di carenza di alimenti, malnutrizione, specialmente in situazioni di grande necessità in alcune aree della terra".

  "La situazione della sicurezza alimentare in Medio Oriente è preoccupante nonostante uno sviluppo generale dovuto anche alla disponibilità degli alimenti destinati al nutrimento della popolazione. La scarsità d'acqua, oltre a condizionare la produzione agricola, influisce sul livello di vita, con una evidente opposizione fra le potenzialità reali e la volontà di prendere quei provvedimenti che garantiscono non solo il livello nutritivo e il consumo di cibo, ma, in senso più ampio, le condizioni sociali, la salute, in particolare in quelle aree che naturalmente sono a rischio di desertificazione".

  "Ciò significa prestare maggiore attenzioni ai piccoli agricoltori, spesso trascurati dalle istituzioni e dall'attività di cooperazione. Nello stesso modo alcune condizioni ambientali, certi fattori determinati dall'uomo e le malattie degli animali, obbligano le popolazioni nomadi a sradicarsi dal proprio 'habitat' e a dedicarsi alla produzione di cibo, guadagnandosi da vivere in modo diverso rispetto alle proprie tradizioni".

  "La Delegazione della Santa Sede invita a considerare i risultati della presente Conferenza in una prospettiva che coinvolge l'essere umano nella sua interezza, richiamando i valori fondamentali della storia, le culture diverse, le esperienze religiose e la vita sociale nel Vicino Oriente. Tali aspetti facilmente esprimono concetti di giustizia e di solidarietà che occorre mettere in pratica in politica, nei regolamenti e nelle azioni di lotta contro la povertà in tutte le sue dimensioni materiali e spirituali".
DELSS/MEDIO ORIENTE/FAO:VOLANTE               VIS 20080310 (350)


COMMISSIONE DI STUDIO VITA DELLA CHIESA IN CINA

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAR. 2008 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Dal 10 al 12 marzo corrente si riunirà, in Vaticano, la Commissione che il Papa Benedetto XVI ha istituito per studiare le questioni di maggiore importanza, relative alla vita della Chiesa in Cina. Fanno parte di detta Commissione i Superiori dei Dicasteri della Curia Romana, che sono competenti in materia, e alcuni rappresentanti dell'Episcopato cinese e di congregazioni religiose".

  "In questa prima riunione si prenderanno in esame le reazioni alla Lettera, che il Santo Padre ha indirizzato ai cattolici cinesi il 27 maggio 2007. Si approfondirà il ricco contenuto del Documento pontificio e, alla luce di esso, si considereranno i principali aspetti della vita della Chiesa in Cina".
OP/RIUNIONE CHIESA CINA/...                           VIS 20080310 (150)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Membri della Congregazione per le Chiese Orientali: il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi; il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli ed il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

- Il Cardinale Godfried Danneels, Arcivescovo di Malines-Brixelles, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del 1350° anniversario della nascita di San Willibrordo, che avranno luogo a Lussemburgo, dall'11 al 13 maggio 2008.
NA/.../...                                       VIS 20080310 (100)

UOMO CONSERVA DIGNITÀ ANCHE STATO DI COMA O EMBRIONE


CITTA' DEL VATICANO, 9 MAR. 2008 (VIS). In questa Quinta Domenica di Quaresima, il Santo Padre Benedetto XVI ha celebrato la Santa Messa nella Chiesa di San Lorenzo 'in Piscibus', in prossimità della Basilica di San Pietro, in occasione del XXV anniversario dell'istituzione del Centro Internazionale Giovanile San Lorenzo, inaugurato da Papa Giovanni Paolo II il 13 marzo 1983.

  Alla Celebrazione Eucaristica hanno partecipato circa duecento giovani, provenienti da tutto il mondo, che collaborano alle attività di formazione del Centro.

  Il Santo Padre ha letto solo la prima parte dell'omelia preparata ed ha continuato parlando a braccio soffermandosi sul significato della vita e della morte alla luce del Vangelo di questa quinta Domenica di Quaresima, sulla risurrezione di Lazzaro.

  "L'uomo" - ha detto il Papa - "pur essendo parte di questo grande biocosmo, lo trascende (...). Certo, l'uomo è sempre uomo con tutta la sua dignità, anche se in stato di coma, anche se allo stadio di embrione, ma se egli vive solo biologicamente, non sono realizzate e sviluppate tutte le potenzialità del suo essere. L'uomo è chiamato ad aprirsi a nuove dimensioni".

  L'uomo "è un essere che conosce. Certo anche gli animali conoscono, ma solo le cose che sono interessanti per la loro vita biologica. La conoscenza dell'uomo va oltre; egli vuol conoscere tutto, tutta la realtà, la realtà nella sua totalità; vuol sapere che cosa è questo suo essere e che cosa è il mondo. Ha sete di una conoscenza dell'infinito, vuole arrivare alla fonte della vita, vuole bere a questa fonte, trovare la vita stessa".

  "E abbiamo toccato così una seconda dimensione: l'uomo non è solo un essere che conosce; egli vive anche in relazione di amicizia, di amore. Oltre alla dimensione della conoscenza della verità e dell'essere, esiste, inseparabile da questa, la dimensione della relazione, dell'amore. E qui l'uomo si avvicina maggiormente alla fonte della vita, dalla quale vuol bere per avere la vita in abbondanza, per avere la vita stessa".

  "Potremmo dire che tutta la scienza è un'unica grande lotta per la vita; lo è soprattutto la medicina. In fin dei conti, la medicina è ricerca di contrapporsi alla morte, è ricerca dell'immortalità. (...). Proviamo ad immaginare che la medicina arrivi a trovare la ricetta contro la morte, la ricetta dell'immortalità. Anche in quel caso, si tratterebbe pur sempre di una medicina che si collocherebbe entro la biosfera".

  "È facile immaginare quel che succederebbe se la vita biologica dell'uomo fosse senza fine, fosse immortale: ci ritroveremmo in un mondo invecchiato, un mondo pieno di vecchi, un mondo che non lascerebbe più spazio ai giovani, al rinnovarsi della vita. Comprendiamo così che questo non può essere quel tipo di immortalità a cui aspiriamo; non è questa la possibilità di bere alla fonte della vita che noi tutti desideriamo. (...) Bere alla fonte della vita è entrare in comunione con questo amore infinito che è la fonte della vita".

  "I Padri della Chiesa hanno chiamato l'Eucaristia 'farmaco dell'immortalità'" - ha ricordato Papa Benedetto - "Ed è così, perché nell'Eucaristia entriamo in contatto, anzi in comunione, con il corpo risorto di Cristo, entriamo nello spazio della vita già risorta, della vita eterna. Entriamo in comunione con questo corpo che è animato dalla vita immortale e siamo così già da ora e per sempre nello spazio della vita stessa".
HML/VITA:MORTE/CENTRO SAN LORENZO                   VIS 20080310 (550)


CRISTO CI DONA SPERANZA AFFIDABILE DI VITA OLTRE LA VITA

CITTA' DEL VATICANO, 9 MAR. 2008 (VIS). Di ritorno dalla visita al Centro Internazionale Giovanile San Lorenzo, dove ha celebrato la Santa Messa, a mezzogiorno, il Santo Padre si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  Commentando il Vangelo di oggi, sulla risurrezione di Lazzaro, il Papa ha detto: "Si tratta dell'ultimo grande 'segno' compiuto da Gesù, dopo il quale i sommi sacerdoti riunirono il Sinedrio e deliberarono di ucciderlo; e decisero di uccidere anche lo stesso Lazzaro, che era la prova vivente della divinità di Cristo, Signore della vita e della morte".

  In questa pagina evangelica, Cristo affermando che Lazzaro si è addormentato esprime "con la metafora del sonno il punto di vista di Dio sulla morte fisica: Dio la vede appunto come un sonno, da cui ci può risvegliare" - ha spiegato il Pontefice - "Gesù ha dimostrato un potere assoluto nei confronti di questa morte." Ma "questa signoria sulla morte non impedì a Gesù di provare sincera compassione per il dolore del distacco. Vedendo piangere Marta e Maria e quanti erano venuti a consolarle, anche Gesù 'si commosse profondamente, si turbò' e infine 'scoppiò in pianto'" (Gv 11,33.35)".

  "Il cuore di Cristo" - ha proseguito il Pontefice - "è divino-umano: in Lui Dio e Uomo si sono perfettamente incontrati, senza separazione e senza confusione. Egli è l'immagine, anzi, l'incarnazione del Dio che è amore, misericordia, tenerezza paterna e materna, del Dio che è Vita".

  "Perciò dichiarò solennemente a Marta: "Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno". E aggiunse: "Credi tu questo?" (Gv 11,25-26). Una domanda che Gesù rivolge ad ognuno di noi; una domanda che certamente ci supera, supera la nostra capacità di comprendere, e ci chiede di affidarci a Lui, come Lui si è affidato al Padre".

  "Esemplare è la risposta di Marta: 'Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo' (Gv 11,27). Sì, o Signore! Anche noi crediamo, malgrado i nostri dubbi e le nostre oscurità;" - ha ribadito il Pontefice - crediamo in Te, perché Tu hai parole di vita eterna; vogliamo credere in Te, che ci doni una speranza affidabile di vita oltre la vita, di vita autentica e piena nel tuo Regno di luce e di pace".
ANG/RISURREZIONE/...                               VIS 20080310 (430)


NUOVO APPELLO DEL PAPA PACE IN TERRA SANTA ED IRAQ

CITTA' DEL VATICANO, 9 MAR. 2008 (VIS). Al termine della recita dell'Angelus, il Papa ha lanciato un nuovo appello per la pace in Medio Oriente e in Iraq.

  "Nei giorni scorsi, la violenza e l'orrore" - ha detto il Pontefice - "hanno nuovamente insanguinato la Terra Santa, alimentando una spirale di distruzione e di morte che sembra non avere fine. Mentre vi invito a domandare con insistenza al Signore Onnipotente il dono della pace per quella regione, desidero affidare alla Sua misericordia le tante vittime innocenti ed esprimere solidarietà alle famiglie e ai feriti".

  "Incoraggio, inoltre, le Autorità israeliane e palestinesi nel loro proposito di continuare a costruire, attraverso il negoziato, un futuro pacifico e giusto per i loro popoli e a tutti chiedo, in nome di Dio, di lasciare le vie tortuose dell'odio e della vendetta e di percorrere responsabilmente cammini di dialogo e di fiducia".

  "È questo il mio auspicio anche per l'Iraq" - ha proseguito il Pontefice - "mentre trepidiamo ancora per la sorte di Sua Eccellenza Monsignor Rahho e di tanti iracheni che continuano a subire una violenza cieca ed assurda, certamente contraria ai voleri di Dio".

  Infine il Santo Padre ha ricordato che giovedì prossimo, 13 marzo, alle ore 17:30, presiederà nella Basilica di San Pietro una Liturgia Penitenziale per i giovani della Diocesi di Roma: "Sarà un momento forte" - ha detto "di preparazione alla XXIII Giornata Mondiale della Gioventù, che celebreremo la Domenica delle Palme e che culminerà nel luglio prossimo con il grande incontro di Sydney. Cari giovani di Roma" - ha esclamato il Pontefice - "vi invito tutti a questo appuntamento con la Misericordia di Dio!"
ANG/TERRA SANTA:IRAQ:GMG/...                       VIS 20080310 (280)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 10 MAR. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- L'Arcivescovo Józef Wesolowski, Nunzio Apostolico nella Repubblica Dominicana e Delegato Apostolico in Porto Rico.

- Frère Alois, Priore della Comunità di Taizé.

- L'Arcivescovo Louis Kébreau, S.D.B., di Cap-Haïtien (Haiti), in Visita "ad Limina Apostolorum", con l'Arcivescovo emerito Hubert Constant, O.M.I.

- L'Arcivescovo Robert Zollitsch, di Freiburg im Breisgau (Repubblica Federale di Germania) e Presidente della Conferenza Episcopale Tedesca.

  Sabato 8 marzo il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- L'Arcivescovo Ivo Scapolo, Nunzio Apostolico in Rwanda.

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Guatemala, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Mario Alberto Molina Palma, O.A.R., di Quiché.
 
-    Il Vescovo Ponzalo de Villa y Vásquez, S.I., di Sololá-Chimaltenango.

-    Il Vescovo Pablo Vizcaíno Prado, di Suchitepéquez-Retalhuleu.

-    Il Vescovo Gabriel Peñate Rodríguez, Vicario Apostolico di Izabal.

-    Padre Octavio Sassu, O.P., Pro-Vicario del Vicariato Apostolico di El Petén.
AP:AL/.../...                                                               VIS 20080310 (180)

venerdì 7 marzo 2008

SCIENZE STORICHE: CAMPO DI GRANDE INTERESSE VITA CHIESA

CITTA' DEL VATICANO, 7 MAR. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano i Membri del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, "un campo di grande interesse per la vita della Chiesa", come ha sottolineato nel suo discorso.

  "Fu Leone XIII" - ha ricordato il Pontefice - "che, di fronte a una storiografia orientata dallo spirito del suo tempo e ostile alla Chiesa (...) rese accessibile alla ricerca l'archivio della Santa Sede. (...) Leone XIII era convinto del fatto che lo studio e la descrizione della storia autentica della Chiesa non potessero che rivelarsi favorevoli ad essa".

  "Da allora il contesto culturale ha vissuto un profondo cambiamento", ha rilevato il Papa affermando: "Non si tratta più solo di affrontare una storiografia ostile al cristianesimo e alla Chiesa. Oggi è la storiografia stessa ad attraversare una crisi più seria, dovendo lottare per la propria esistenza in una società plasmata dal positivismo e dal materialismo. Entrambe queste ideologie hanno condotto a uno sfrenato entusiasmo per il progresso che, (...), determina la concezione della vita di ampi settori della società. Il passato appare, così, solo come uno sfondo buio, sul quale il presente e il futuro risplendono con ammiccanti promesse".

  "Tipico di questa mentalità è il disinteresse per la storia, che si traduce nell'emarginazione delle scienze storiche. (...) Ciò produce una società che, dimentica del proprio passato e quindi sprovvista di criteri acquisiti attraverso l'esperienza, non è più in grado di progettare un'armonica convivenza e un comune impegno nella realizzazione di obiettivi futuri. Tale società si presenta particolarmente vulnerabile alla manipolazione ideologica".

  "Il pericolo cresce in misura sempre maggiore" - ha proseguito il Pontefice - "a causa dell'eccessiva enfasi data alla storia contemporanea, soprattutto quando le ricerche in questo settore sono condizionate da una metodologia ispirata al positivismo e alla sociologia. Vengono ignorati, altresì, importanti ambiti della realtà storica, perfino intere epoche".

  "Pur quando non riguarda la storia propriamente ecclesiastica, l'analisti storica concorre comunque alla descrizione di quello spazio vitale in cui la Chiesa ha svolto e svolge la sua missione attraverso i secoli. Indubbiamente" - ha concluso il Pontefice - "la vita e l'azione ecclesiali sono sempre state determinate, facilitate o rese più difficili dai diversi contesti storici. La Chiesa non è di questo mondo ma vive in esso e per esso".
AC/.../PONTIFICIO COMITATO SCIENZE STORICHE               VIS 20080307 (390)


CONFESSIONE E TENEREZZA DIVINA VERSO PECCATORI


CITTA' DEL VATICANO, 7 MAR. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre, nel ricevere i partecipanti al Corso sul foro interno organizzato dalla Penitenzieria Apostolica, ha presentato alcune riflessioni sull'amministrazione del Sacramento della penitenza nella nostra epoca che "purtroppo va sempre più smarrendo il senso del peccato".

  "Occorre oggi" - ha affermato il Pontefice - "far sperimentare a chi si confessa quella tenerezza divina verso i peccatori pentiti che tanti episodi evangelici mostrano con accenti di intensa commozione".

  Riferendosi alla pagina evangelica della peccatrice perdonata, del Vangelo di Luca, Benedetto XVI ha sottolineato: "Eloquente il messaggio che traspare dal brano evangelico: a chi molto ama, Iddio tutto perdona. Chi confida in se stesso e nei propri meriti è come accecato dal suo io e il suo cuore si indurisce nel peccato. Chi invece si riconosce debole e peccatore si affida a Dio a da Lui ottiene grazia e perdono. E' proprio questo il messaggio che occorre trasmettere: ciò che più conta è di far comprendere che nel sacramento della Riconciliazione, qualsiasi peccato si sia commesso, se lo si riconosce umilmente e ci si accosta fiduciosi al sacerdote confessore, si sperimenta sempre la gioia pacificatrice del perdono di Dio".

  Rilevando che oggi si assiste ad una "certa disaffezione" nei confronti del Sacramento della Riconciliazione, il Papa ha affermato: "Quando si insiste solo sull'accusa dei peccati, che pure deve esserci e occorre aiutare i fedeli a comprenderne l'importanza, si rischia di relegare in secondo piano ciò che in esso è centrale, e cioè l'incontro personale con Dio, Padre di bontà e di misericordia".

  "L'impegno dei Pastori, e specialmente dei confessori, deve essere anche quello di porre in evidenza il legame stretto che esiste tra il sacramento della Riconciliazione e un'esistenza orientata decisamente alla conversione" di modo che "la grazia del Sacramento sostenga ed alimenti l'impegno ad essere fedeli discepoli del Signore".

  "Se viene meno quest'anelito incessante, la celebrazione del Sacramento rischia purtroppo di diventare qualche cosa di formale che non incide nel tessuto della vita quotidiana. D'altra parte, se, pur essendo animati dal desiderio di seguire Gesù, non ci si confessa regolarmente, si rischia poco a poco di rallentare il ritmo spirituale sino a indebolirlo sempre di più e forse anche spegnerlo".
AC/SACRAMENTO RICONCILIAZIONE/...                           VIS 20080307 (380)


UDIENZA AL PRIMO MINISTRO DEL LUSSEMBURGO

CITTA' DEL VATICANO, 7 MAR. 2008 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico,nella tarda mattinata di oggi, il seguente Comunicato:

  "Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza il Primo Ministro del Granducato di Lussemburgo, Sua Eccellenza il Signor Jean-Claude Juncker, il quale successivamente si è incontrato con Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati".

  "I cordiali colloqui hanno permesso di evocare i buoni rapporti esistenti tra la Chiesa Cattolica e il Granducato e passare in rassegna alcuni temi di comune interesse riguardanti l'attuale situazione del Paese. Si è fatto specifico riferimento alla difesa della vita umana e al processo legislativo in corso orientato alla liberalizzazione dell'eutanasia".

  "E' stata riservata attenzione alla situazione internazionale, in particolare al futuro dell'Europa, al Medio Oriente e alla presenza dei cristiani, ai conflitti in varie parti del mondo e al dialogo interreligioso e interculturale".
OP/UDIENZA/LUSSEMBURGO:JUNCKER                   VIS 20080307 (160)


CONDIVIDERE "TECNOLOGIE PULITE" CON PAESI IN VIA DI SVILUPPO

CITTA' DEL VATICANO, 7 MAR. 2008 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il testo dell'intervento dell'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite a New York, nel corso della 62ma sessione dell'Assemblea Generale dell'O.N.U. (11 febbraio), sul tema: "Affrontare i cambiamenti climatici: le Nazioni Unite e il mondo all'opera".

  "L'uso di 'tecnologie pulite' è una componente importante dello sviluppo sostenibile" - ha affermato l'Arcivescovo Migliore - "Per aiutare i paesi in via di industrializzazione ad evitare gli errori che altri hanno commesso nel passato, i paesi altamente industrializzati devono condividere con  i primi le tecnologie più avanzate e più pulite".

  "Inoltre, occorre incoraggiare i mercati a patrocinare 'le economie verdi' e a non sostenere la domanda di beni la cui produzione è causa di degrado ambientale. I consumatori devono essere consapevoli che i loro modelli di consumo hanno un impatto diretto sull'ambiente".

  "La sfida dei cambiamenti climatici" - ha concluso il Presule - "è nel contempo a livello individuale, locale, nazionale e globale, per cui è necessaria una risposta coordinata a molteplici livelli. (...) Occorre un'alleanza globale per l'adozione di una coordinata strategia politica internazionale che assicuri a tutti un ambiente salubre".
DELSS/CAMBIAMENTI CLIMATICI/ONU:MIGLIORE               VIS 20080307 (210)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 7 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale del Guatemala, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Oscar Julio Vian Morales, S.D.B., di Los Altos, Quetzaltenango-Totonicapán.

    - Il Vescovo Rodolfo Francisco Bobadilla Mata, C.M., di Huehuetenango.

-    Il Vescovo Alvaro Leonel Ramazzini Imeri, di San Marcos.

   Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà in udienza l'Arcivescovo Angelo Amato, S.D.B., Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/.../...                                                        VIS 20080307 (90)

giovedì 6 marzo 2008

EVANGELIZZAZIONE CULTURE MISSIONE PRIORITARIA

CITTA' DEL VATICANO, 6 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto oggi in Vaticano i Presuli della Conferenza Episcopale del Guatemala, a conclusione della Visita "ad Limina Apostolorum".

  "Il vostro cuore di Pastori" - ha detto il Papa - "nutre preoccupazione per la crescita della violenza e della povertà che colpisce molta parte della popolazione, provocando una forte emigrazione, con gravi ripercussioni sulla sfera personale e familiare. Occorre perciò raddoppiare gli sforzi per mostrare a tutti il volto misericordioso del Signore, del quale la Chiesa è chiamata ad essere immagine, accompagnando e servendo con generosità e impegno coloro che soffrono e i più bisognosi".

  Successivamente il Santo Padre ha fatto riferimento al "profondo sentimento religioso, ricco di espressioni popolari" del popolo guatemalteco, "che deve esprimersi in solide comunità cristiane" ed ha ricordato ai Presuli che "la fermezza della fede e la partecipazione ai sacramenti renderanno forti i vostri fedeli davanti al rischio delle sette o di gruppi falsamente carismatici, che creano disorientamento e arrivano a mettere in pericolo la comunione ecclesiale".

  "La tradizione delle vostre culture trova nella famiglia" - ha proseguito il Pontefice - "il nucleo fondamentale dell'esistenza e della trasmissione della fede e dei valori", ma di fronte "alle serie sfide pastorali e umane" che si profilano per l'istituzione familiare "la Chiesa deve instancabilmente dedicarsi (...) a dotare di una solida formazione coloro che si preparano a contrarre matrimonio, infondendo costantemente fede e speranza nelle famiglie e offrendo loro l'aiuto necessario per poter assumere le proprie responsabilità".

  Papa Benedetto XVI ha anche menzionato il rapporto fra vescovi e sacerdoti ricordando ai Presuli che questi ultimi "hanno bisogno di essere incoraggiati a perseverare sulla via dell'autentica santità sacerdotale, essendo veri uomini di preghiera e a servirsi di mezzi idonei per ampliare la formazione umana e teologica".

  Infine, ricordando gli effetti sull'evangelizzazione del II Congresso Missionario Americano celebrato in Guatemala nel 2003 e della V Conferenza dell'Episcopato dell'America Latina e del Caribe (Aparecida, Brasile, 2007), il Santo Padre ha invitato i Presuli "a continuare con spirito rinnovato la missione di evangelizzazione della Chiesa nel contesto dei mutamenti culturali attuali e della globalizzazione, dando nuovo vigore alla predicazione e alla catechesi, proclamando Gesù Cristo, il Figlio di Dio, come fondamento e ragion d'essere di ogni credente".

  "L'Evangelizzazione delle culture" - ha concluso il Pontefice - "è una missione prioritaria perché la Parola di Dio sia resa accessibile a tutti e, accolta con la mente e con il cuore, sia luce che illumina e acqua che purifica, con il messaggio del Vangelo che annuncia la salvezza per tutto il genere umano".
AL/GUATEMALA/...                                       VIS 20080306 (440)


Copyright © VIS - Vatican Information Service