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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 19 febbraio 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 19 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Adalberto Martínez Flores, finora Vescovo di San Lorenzo (Paraguay), Vescovo di San Pedro (superficie: 20.002; popolazione: 390.000; cattolici: 358.000; sacerdoti: 20; religiosi: 30), Paraguay.
NER/.../MARTÍNEZ FLORES                     VIS 20070219 (50)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 19 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Umbria), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Riccardo Fontana, di Spoleto-Norcia.

    - Il Vescovo Giovanni Scanavino, O.S.A., di Orvieto-Todi.

    - L'Arcivescovo Giuseppe Chiaretti, di Perugia-Città della Pieve.

    - Il Vescovo Pellegrino Tomaso Ronchi, O.F.M.Cap., di Città di Castello.

- Il Vescovo Gregor Maria Hanke, O.S.B., di Eichstätt (Repubblica Federale di Germania).

  Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio.
AL:AP/.../...                                       VIS 20070219 (100)


RISCOPRIRE E RIPROPORRE SACRAMENTO CONFESSIONE


CITTA' DEL VATICANO, 19 FEB. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto il Cardinale James F. Stafford, Penitenziere Maggiore della Penitenzieria Apostolica, con i Prelati e gli Officiali ed i Padri Penitenzieri delle Basiliche Papali dell'Urbe.

  Il confessore, ha affermato il Papa, "ottemperando con docile adesione al Magistero della Chiesa, (...) si fa ministro della consolante misericordia di Dio, evidenzia la realtà del peccato e manifesta al tempo stesso la smisurata potenza rinnovatrice dell'amore divino, amore che ridona la vita".

  "Sperimentando la tenerezza e il perdono del Signore" - ha proseguito il Pontefice - "il penitente è più facilmente spinto a riconoscere la gravità del peccato, più deciso nell'evitarlo per restare e crescere nella riannodata amicizia con Lui".

  Sottolineato che il confessore "non è spettatore passivo, ma 'persona dramatis', cioè strumento attivo della misericordia divina", il Santo Padre ha affermato: "Pertanto è necessario che egli unisca ad una buona sensibilità spirituale e pastorale una seria preparazione teologica, morale e pedagogica che lo renda capace di comprendere il vissuto della persona. Gli è poi assai utile conoscere gli ambiti sociali, culturali e professionali di quanti si accostano al confessionale, per poter offrire idonei consigli ed orientamenti spirituali e pratici".

  "Non dimentichi, il sacerdote" - ha ribadito il Pontefice - "che in questo Sacramento egli è chiamato a svolgere il compito di padre, di giudice spirituale, di maestro e di educatore. Ciò esige un costante aggiornamento: a questo vogliono provvedere anche i corsi del cosiddetto 'foro interno' promossi dalla Penitenzieria Apostolica".

  "Non possiamo predicare il perdono e la riconciliazione agli altri" - ha soggiunto il Pontefice - "se non siamo personalmente penetrati. Se è vero che nel nostro ministero ci sono vari modi e strumenti per comunicare ai fratelli l'amore misericordioso di Dio, è però nella celebrazione di questo Sacramento che possiamo farlo nella forma più completa ed eminente. Cristo ci ha scelti, cari sacerdoti, per essere i soli a poter perdonare i peccati in suo nome: si tratta allora di uno specifico servizio ecclesiale al quale dobbiamo dare la priorità".

  "Quante persone in difficoltà cercano il conforto e la consolazione di Cristo!" - ha esclamato il Pontefice ed ha concluso: "Quanti penitenti trovano nella confessione la pace e la gioia che rincorrevano da tempo! Come non riconoscere che anche in questa nostra epoca, segnata da tante sfide religiose e sociali, vada riscoperto e riproposto questo Sacramento?".
AC/CONFESSIONE/PENITENZIERIA APOSTOLICA              VIS 20070219 (410)


NON VIOLENZA CRISTIANA: RISPONDERE AL MALE CON IL BENE


CITTA' DEL VATICANO, 18 FEB. 2007 (VIS). Poco prima delle 12:00, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con le migliaia di fedeli e di pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  Il Papa ha commentato il Vangelo di oggi che "contiene una delle parole più tipiche e forti della predicazione di Gesù: 'Amate i vostri nemici' (Lc 6,27)" ed ha ricordato che essa: "È tratta dal Vangelo di Luca, ma si trova anche in quello di Matteo (5,44), nel contesto del discorso programmatico che si apre con le famose 'Beatitudini'. Gesù lo pronunciò in Galilea, all'inizio della sua vita pubblica: quasi un 'manifesto' presentato a tutti, sul quale Egli chiede l'adesione dei suoi discepoli, proponendo loro in termini radicali il suo modello di vita".

  "Ma qual è il senso di questa sua parola? Perché Gesù chiede di amare i propri nemici, cioè un amore che eccede le capacità umane? "In realtà" - ha spiegato Papa Benedetto XVI - "la proposta di Cristo è realistica, perché tiene conto che nel mondo c'è 'troppa' violenza, 'troppa' ingiustizia, e dunque non si può superare questa situazione se non contrapponendo un 'di più' di amore, un 'di più' di bontà. Questo 'di più' viene da Dio: è la sua misericordia, che si è fatta carne in Gesù e che sola può 'sbilanciare' il mondo dal male verso il bene, a partire da quel piccolo e decisivo 'mondo' che è il cuore dell'uomo".

  "Giustamente questa pagina evangelica" - ha proseguito il Pontefice - "viene considerata la 'magna charta' della nonviolenza cristiana, che non consiste nell'arrendersi al male - secondo una falsa interpretazione del 'porgere l'altra guancia' (cfr Lc 6,29) - ma nel rispondere al male con il bene (cfr Rm 12,17-21), spezzando in tal modo la catena dell'ingiustizia. Si comprende allora che la nonviolenza per i cristiani non è un mero comportamento tattico, bensì un modo di essere della persona, l'atteggiamento di chi 'è così convinto dell'amore di Dio e della sua potenza', che non ha paura di affrontare il male con le sole armi dell'amore e della verità".

  "L'amore del nemico costituisce il nucleo della 'rivoluzione cristiana', una rivoluzione non basata su strategie di potere economico, politico o mediatico. La rivoluzione dell'amore, un amore che non poggia in definitiva sulle risorse umane, ma è dono di Dio che si ottiene confidando unicamente e senza riserve sulla sua bontà misericordiosa. Ecco la novità del Vangelo, che cambia il mondo senza far rumore. Ecco l'eroismo dei 'piccoli', che credono nell'amore di Dio e lo diffondono anche a costo della vita".

  "Cari fratelli e sorelle, la Quaresima, che inizierà mercoledì prossimo con il rito delle Ceneri, è il tempo favorevole nel quale tutti i cristiani sono invitati a convertirsi sempre più profondamente all'amore di Cristo. Domandiamo alla Vergine Maria, (...), che ci aiuti a lasciarci conquistare senza riserve da quell'amore, ad imparare ad amare come Lui ci ha amato, per essere misericordiosi come è misericordioso il nostro Padre che è nei cieli (cfr Lc 6,36)".

  Dopo la recita dell'Angelus, Benedetto XVI ha espresso la sua "spirituale vicinanza ad un Paese africano che sta vivendo momenti di particolare difficoltà: la Guinea. I Vescovi di quella Nazione" - ha detto il Papa - "mi hanno espresso la loro apprensione per la situazione di paralisi sociale, con scioperi generali e reazioni violente, che hanno causato numerose vittime. Nel domandare il rispetto dei diritti umani e civili, assicuro la mia preghiera perché il comune impegno a percorrere la via del dialogo porti a superare la crisi".

  Infine il Papa nel salutare i pellegrini polacchi ha ricordato l'iniziativa dei Vescovi secondo la quale "il prossimo Mercoledì delle Ceneri sarà in Polonia un particolare giorno di 'preghiera e penitenza di tutto il clero polacco'" ed ha affermato: "La preghiera per la santità dei sacerdoti colmi tutti i fedeli dello spirito di perdono, di riconciliazione e di reciproca fiducia".
ANG/NON VIOLENZA CRISTIANA:GUINEA:POLONIA/...    VIS 20070219 (670)


VISITA DI PAPA BENEDETTO XVI PONTIFICIO SEMINARIO MAGGIORE


CITTA' DEL VATICANO, 17 FEB. 2007 (VIS). Nel pomeriggio di oggi il Santo Padre Benedetto XVI si è recato in visita al Pontificio Seminario Romano Maggiore in occasione della Festa della Madonna della Fiducia, Patrona del Seminario, che si celebra il sabato precedente l'inizio della Quaresima.

  Nel corso dell'incontro il Papa ha risposto alle domande poste da sei seminaristi e, dopo aver salutato i Diaconi e i Superiori, ha cenato insieme con la Comunità del Seminario, ed infine è rientrato in Vaticano.
BXVI-VISITA/SEMINARIO ROMANO MAGGIORE/...               VIS 20070219 (100)


MEDICINA AL SERVIZIO SOFFERENZA FISICA E SPIRITUALE MALATO

CITTA' DEL VATICANO, 17 FEB. 2007 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo di una lettera del Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, al Presidente dell'Associazione "Medicina Dialogo Comunione", Giuseppe Mazzella, in occasione del Congresso Internazionale  "Comunicazione e relazionalità in medicina. Nuove prospettive per l'agire medico", in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore.

  Il Cardinale Bertone scrive che il tema del Congresso, tenutosi il 16 e 17 febbraio a Roma, "è particolarmente importante per la medicina contemporanea, sempre più soggetta a manipolazioni, a tentativi di distorsione della sua natura specifica, che è quella di un sapere al servizio dell'uomo malato, della sua sofferenza fisica e spirituale".

  "Fulcro di tale importante attività" - scrive ancora il Cardinale Segretario di Stato - "è imprescindibilmente una dimensione relazionale che si esplica in primo luogo nel rapporto tra il medico e il paziente, ma che vede coinvolti anche, e in maniera rilevante, tutta l'equipe medica, la struttura sanitaria o il contesto domiciliare e, non ultimi, i familiari delle persone malate".

  "Sarebbe tuttavia un errore identificare nella capacità relazionale e comunicativa il tutto della persona umana, negando, a chi questa capacità non ha, il valore intrinseco e oggettivo che appartiene alla persona umana come tale. È questa - come scrisse il venerato Papa Giovanni Paolo II nell'Enciclica 'Evangelium vitae' - una 'logica che tende a identificare la dignità personale con la capacità di comunicazione verbale ed esplicita e, in ogni caso, sperimentabile. È che, con tali presupposti, non c'è spazio nel mondo per chi, come il nascituro o il morente, è un soggetto strutturalmente debole, sembra totalmente assoggettato alla mercè di altre persone e da loro radicalmente dipendente e sa comunicare solo mediante il muto linguaggio di una profonda simbiosi di affetti'".

  Il Cardinale Bertone conclude la lettera auspicando che le "nuove prospettive" a cui si riferisce il titolo del Congresso si traducano "in una capacità comunicativa che ponga l'essere uomo al di sopra di quei valori fittizi che vengono sempre più imposti dalla società moderna: l'efficienza, la produttività, l'autonomia".
SS/COMUNICAZIONE:MEDICINA/BERTONE                VIS 20070219 (350)


RUOLO PRIMARIO CHIESA CATTOLICA IN AMERICA LATINA


CITTA' DEL VATICANO, 17 FEB. 2007 (VIS). Questa mattina, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI, nel ricevere in udienza i Rappresentanti Pontifici in America Latina, al termine delle riunione in preparazione alla Quinta Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano, ha rinnovato il suo apprezzamento per "l'importante servizio ecclesiale" da loro svolto "spesso tra non poche difficoltà dovute alla lontananza dalla patria d'origine, ai frequenti spostamenti e, talora, anche alle tensioni socio-politiche".

  Il Papa ha sottolineato che "Ogni Nunzio Apostolico è chiamato a consolidare i legami di comunione tra le Chiese particolari e il Successore di Pietro. A lui è affidata la responsabilità di promuovere (...), il dialogo e la collaborazione con la società civile per realizzare il bene comune. (...) Il vostro, cari Fratelli, è un ministero di comunione ecclesiale e un servizio alla pace e alla concordia tra i popoli".

  Ricordando che Giovanni Paolo II definì l'America Latina "Continente della speranza", Papa Benedetto XVI ha precisato che la Quinta Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano, in programma ad Aparecida (Brasile), nel maggio prossimo, alla quale interverrà personalmente, "si propone di definire le grandi priorità e di suscitare un rinnovato slancio alla missione della Chiesa al servizio dei popoli latino-americani nella circostanze concrete dell'inizio di questo secolo XXI. Tale ricapitolazione rinvia alla tradizione della cattolicità, la quale, (...) ha segnato con la sua impronta la struttura culturale che caratterizza fino ad oggi l'identità latino-americana".

  Le nazioni che compongono l'America Latina, ha proseguito il Pontefice, "si sentono come 'sorelle' e in effetti mirano a diventare una comunità, unita nella pace e nello sviluppo culturale ed economico. La Chiesa (...) si trova naturalmente in sintonia con ogni legittima aspirazione dei popoli ad una maggiore armonia e cooperazione, e reca il contributo che le è proprio, cioè quello del Vangelo".

  Benedetto XVI ha auspicato che "nei Paesi latino-americani dove la Carte costituzionali si limitano a 'concedere' libertà di credo e di culto, ma non 'riconoscono' ancora la libertà religiosa, si possano quanto prima definire le reciproche relazioni fondate sui principi di autonomia e di sana e rispettosa collaborazione".

  Il ruolo della Chiesa in America Latina "continua ad essere primario, grazie pure alla felice fusione tra l'antica e ricca sensibilità dei popoli indigenti con il cristianesimo e con la cultura moderna" - ha affermato il Pontefice sottolineando che: "La Chiesa Cattolica è l'istituzione che gode del maggior credito da parte delle popolazioni latino-americane. È attiva nella vita della gente, stimata per il lavoro che compie negli ambiti dell'educazione, della salute e della solidarietà verso i bisognosi. L'aiuto per i poveri e la lotta contro la povertà sono e rimangono una fondamentale priorità nella vita delle Chiese in America Latina. La Chiesa è anche attiva per gli interventi di mediazione che non raramente le vengono richiesti in occasione di conflitti interni".

  "Una così consolidata presenza deve però oggi tener conto, tra l'altro, del proselitismo delle sette e dell'influenza crescente del secolarismo edonista postmoderno. (...) Un'attenzione prioritaria merita proprio la famiglia, che mostra segni di cedimento sotto le pressioni di lobbies capaci di incidere negativamente sui processi legislativi. (...) Occorre ribadire che il matrimonio e la famiglia hanno il loro fondamento nel nucleo più intimo della verità sull'uomo e sul suo destino".

  Il Santo Padre ha ricordato inoltre altre tematiche religiose e sociali argomento di riflessioni dell'incontro di Aparecida, quali "il fenomeno della migrazione, strettamente collegato con la famiglia; l'importanza della scuola; (...) l'impegno ad informare in modo adeguato l'opinione pubblica sulle grandi questioni etiche secondo i principi del Magistero della Chiesa".

  Infine Benedetto XVI ha citato i movimenti ecclesiali che costituiscono, ha detto, "una valida risorsa per l'apostolato, ma vanno aiutati a mantenersi sempre fedeli al Vangelo e all'insegnamento della Chiesa, anche quando operano nel campo sociale e politico. In particolare, sento il dovere di ribadire che non spetta agli ecclesiastici capeggiare aggregazioni sociali o politiche, ma ai laici maturi e professionalmente preparati".

  "Domandiamo al Signore" - ha concluso il Pontefice - "per intercessione di Maria, che i frutti di questa vostra riunione e della prossima Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano vadano a beneficio di tutta la Chiesa".
AC/AMERICA LATINA/NUNZI                           VIS 20070219 (660)


venerdì 16 febbraio 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 16 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Albert D'Souza, finora Vescovo di Lucknow (India), Arcivescovo di Agra (superficie: 49.162; popolazione: 27.173.476; cattolici: 12.750; sacerdoti: 66; religiosi: 269), India.
NER/.../D'SOUZA                                     VIS 20070216 (40)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 16 FEB. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Marche), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Francesco Marinelli, di Urbino-Urbania-Sant'Angelo in Vado.

    - L'Arcivescovo Pietro Coccia, di Pesaro.

    - Il Vescovo Gervasio Gestori, di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto.

    - Il Vescovo Vittorio Tomassetti, di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola.

- Il Monsignor Pietro Spernanzoni, Amministratore Diocesano di Macerata-Tolentino-REcanati-Cingoli-Treia.

- Il Vescovo Arduino Bertoldo, di Foligno (Regione Umbria), in Visita "ad Limina Apostolorum".

  Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/.../...                                       VIS 20070216 (110)


20 FEBBRAIO PRESENTAZIONE CONGRESSO ACCADEMIA VITA


CITTA' DEL VATICANO, 16 FEB. 2007 (VIS). Martedì 20 febbraio, alle 11:30, avrà luogo, presso la Sala Stampa della Santa Sede, la Conferenza Stampa di presentazione del Congresso Internazionale "La coscienza cristiana a sostegno del diritto alla vita", promosso dalla Pontificia Accademia per la Vita, in programma in Vaticano il 23 e 24 febbraio prossimo.

  Alla Conferenza Stampa interverranno il Vescovo Elio Sgreccia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita; il Vescovo Anthony Fisher, Ausiliare di Sydney (Australia), Professore di Bioetica e Teologia Morale, Istituto Giovanni Paolo II di Sydney; il Professor Monsignor Jean Laffitte, Vice-Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, Professore di Antropologia e di Spiritualità coniugale presso l'Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia e la Professoressa Mónica López Barahona, Biologa, Professore di Bioetica e Direttore dell'Istituto di Bioetica presso l'Università Francisco de Vitoria, Madrid (Spagna).
OP/CONGRESSO ACCADEMIA VITA/SGRECCIA               VIS 20070216 (160)


giovedì 15 febbraio 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 15 FEB. 2007 (VIS).  Il Santo Padre:

- Ha accolto la rinunzia presentata dal Cardinale Julián Herranz Casado, all'incarico di Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, in ossequio a quanto previsto dal canone 354 del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Vescovo Francesco Coccopalmerio, finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di Milano, Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1938 a San Giuliano Milanese (Milano) ed è stato ordinato sacerdote nel 1962.

- Ha nominato il Vescovo Bruno Bertagna, che è Uditore Generale della Camera Apostolica, Vice-Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo.

- Ha nominato il Monsignore Juan Ignacio Arrieta Ochoa de Chinchetru, della Prelatura dell'Opus Dei, Segretario del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi.

- Ha nominato il Reverendo Jean Claude Randrianarisoa, finora Rettore del Seminario Interdiocesano di Teologia di Faliarivo (Madagascar), Vescovo di Miarinarivo (superficie: 18.000; popolazione: 445.284; cattolici: 247.000; sacerdoti: 43; religiosi: 71), Madagascar. Il Vescovo eletto è nato nel 1961 a Nandihizana Carion (Madagascar) ed è stato ordinato sacerdote nel 1991. Succede al Vescovo Raymond Razakarivony del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
RE:NA:NER/.../...                                   VIS 20070215 (230)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 15 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Marche), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Luigi Conti, di Fermo.

    - L'Arcivescovo Gianni Danzi, Prelato di Loreto e Delegato Pontificio per il Santuario Lauretano.

    - Il Vescovo Silvano Montevecchi, di Ascoli Piceno.

  Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva l'Arcivescovo Robert Sarah, Segretario della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AL:AP/.../...                                         VIS 20070215 (80)


INCONTRO RAPPRESENTANTI PONTIFICI DELL'AMERICA LATINA


CITTA' DEL VATICANO, 15 FEB. 2007 (VIS). Dal 15 al 17 febbraio, è in corso in Vaticano, un incontro dei Rappresentanti Pontifici dell'America Latina, convocato dal Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, in vista della Quinta Assemblea Generale del CELAM, che avrà luogo ad Aparecida (Brasile), dal 13 al 31 maggio.

  Un Comunicato rende noto che dopo l'introduzione del Cardinale Bertone, i venti Rappresentanti Pontifici insieme con l'Arcivescovo Leonardo Sandri, Sostituto della Segreteria di Stato e l'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, si scambieranno informazioni e rifletteranno insieme sulla situazione sociale, religiosa ed ecclesiale dell'America Latina.

  Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi e Presidente della Pontificia Commissione per l'America Latina, terrà una relazione introduttiva sulla Quinta Assemblea Generale del CELAM, con interventi integrativi del Cardinale Francisco Javier Errazuriz Ossa, Arcivescovo di Santiago de Chile (Cile), e del Cardinale Geraldo Majella Agnelo, Arcivescovo di São Salvador da Bahia (Brasile). I tre porporati sono i tre Presidenti designati dal Santo Padre per la prossima assemblea del CELAM.

  Una seconda relazione introduttiva, tenuta dal Cardinale Claudio Hummes, Prefetto della Congregazione per il Clero, verterà sulla situazione del clero e delle sette. Inoltre verranno messi a disposizione dei Rappresentanti Pontifici altri contributi elaborati dalle Congregazioni per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica e per l'Educazione Cattolica, dai Pontifici Consigli per la Famiglia, della Giustizia e della Pace e per la promozione dell'Unità dei Cristiani.

  La riunione si chiuderà sabato 17 febbraio con l'Udienza del Santo Padre.
OP/AMERICA LATINA:CELAM/...                       VIS 20070215 (260)


MERCOLEDÌ CENERI: MESSA PRESIEDUTA DAL PAPA SANTA SABINA


CITTA' DEL VATICANO, 15 FEB. 2007 (VIS). Il 21 febbraio prossimo, Mercoledì delle Ceneri, e giorno di inizio della Quaresima, il Santo Padre Benedetto XVI presiederà, alle ore 16:30, nella Chiesa di Sant'Anselmo all'Aventino, un momento di preghiera, cui farà seguito la processione penitenziale verso la Basilica di Santa Sabina, alla quale prenderanno parte i Cardinali, gli Arcivescovi, i Vescovi, i Monaci Benedettini di Sant'Anselmo, i Padri Domenicani di Santa Sabina ed alcuni fedeli.

  Al termine della processione, il Santo Padre presiederà nella Basilica di Santa Sabina, la Celebrazione Eucaristica con il rito di benedizione e di imposizione delle ceneri.
OP/MERCOLEDÌ CENERI/SANTA SABINA                   VIS 20070215 (110)


PREGHIERE DEL PAPA PER RICONGIUNGIMENTO FAMIGLIE COREA


CITTA' DEL VATICANO, 15 FEB. 2007 (VIS). Nel corso dell'incontro con il  Presidente della Repubblica della Corea, Signor Roh Moo-hyun, il Santo Padre Benedetto XVI ha consegnato al Capo di Stato una lettera nella quale afferma che la presente visita "serve a rafforzare i buoni rapporti esistenti fra la Corea e la Santa Sede" e rappresenta "anche un chiaro segno" della stima del Presidente per la Chiesa Cattolica.

  "Le chiedo" - scrive ancora il Santo Padre - "di trasmettere i miei cordiali saluti al popolo coreano e di assicurare tutti i suoi concittadini delle mie preghiere per la pace e la stabilità nella Penisola coreana e in tutta la Regione".

  "Per oltre cinquanta anni" - ricorda il Papa - "il popolo coreano ha sofferto le conseguenze della divisione. Le famiglie sono state separate, i parenti stretti sono stati allontanati l'uno dall'altro. (...) Prego per una rapida soluzione del problema che impedisce a tanti di comunicare fra loro".

  Papa Benedetto XVI osserva ancora che: "Sfortunatamente il mondo moderno è segnato da minacce crescenti alla dignità della vita umana. Desidero pertanto lodare quanti nel Paese si adoperano per promuovere e difendere la santità della vita, del matrimonio e della famiglia, aree nelle quali, come lei sa, la Chiesa Cattolica in Corea è particolarmente attiva".

  Successivamente il Papa fa riferimento al "rischio della corsa agli armamenti nucleari nella regione, che è ulteriore fonte di preoccupazione, pienamente condivisa dalla Santa Sede" ed invita tutte le parti interessate "a compiere ogni sforzo per risolvere le attuali tensioni mediante mezzi pacifici e ad astenersi da ogni gesto od iniziativa che metta in pericolo i negoziati, mentre occorre garantire che la parte più vulnerabile della popolazione della Corea del Nord abbia accesso agli aiuti umanitari".

  "Signor Presidente, il suo Paese" - conclude il Pontefice - "negli ultimi tempi ha sperimentato una notevole crescita economica, di cui rendo grazie a Dio, nello stesso tempo, devo constatare che non tutti i cittadini sono in grado di beneficiare pienamente di tale prosperità. Per cui invito il suo governo a lavorare in armonia con tutti coloro che si adoperano nella promozione del bene comune e della giustizia sociale".
AC/COREA/MOO-HYUN                               VIS 20070215 (380)


COMUNICATO VISITA PRESIDENTE REPUBBLICA DELLA COREA


CITTA' DEL VATICANO, 15 FEB. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza il Presidente della Repubblica di Corea, Signor Roh Moo-hyun, accompagnato dalla Consorte e dal Seguito.

  "Successivamente" - si legge nel Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede - "il Presidente ha incontrato il Segretario di Stato di Sua Santità, Eminentissimo Cardinale Tarcisio Bertone. Nei colloqui sono stati evocati i cordiali rapporti tra la Santa Sede e la Repubblica di Corea, nonché l'intesa e la cooperazione esistenti fra la Chiesa cattolica e le Autorità civili".

  "Ci si è pure soffermati sulla situazione politica e sociale nell'Asia Orientale e, in particolare, sull'evoluzione del processo di riconciliazione nella Penisola coreana e sul rispetto e sulla promozione dei diritti umani in quella Regione".
OP/VISITA PRESIDENTE COREA/...                       VIS 20070215 (130)


mercoledì 14 febbraio 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 14 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Sacerdote John Moolachira, Vescovo di Diphu (superficie: 15.222; popolazione: 1.090.150; cattolici: 44.840; sacerdoti: 44; religiosi; 133), India. Il Vescovo eletto, già Rettore del Seminario Minore di Tezpur e Parroco di Udalguri (India), è nato nel 1951 a Puthusserykadavu (India), ed è stato ordinato sacerdote nel 1978.

- Ha nominato il Monsignore Daniel Fernández Torres, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di San Juan de Puerto Rico (superficie: 1.056; popolazione: 1.427.970; cattolici: 1.063.808; sacerdoti: 296; religiosi: 690; diaconi permanenti. 225), Porto Rico. Il Vescovo eletto, finora Parroco di "Nuestra Señora del Carmen" in Arecibo (Porto Rico), è nato a Chicago (Stati Uniti d'America), nel 1964 ed è stato ordinato sacerdote nel 1995.
NER:NEA/.../MOOLACHIRA:FERNÁNDEZ                   VIS 20070214 (130)


TELEGRAMMA DI CORDOGLIO DEL PAPA ATTENTATO BEIRUT


CITTA' DEL VATICANO, 14 FEB. 2007 (VIS). Riportiamo di seguito il testo del telegramma di cordoglio che il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire, tramite il Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone, al Cardinale Nasrallah Pierre Sfeir, Patriarca di Antiochia dei Maroniti (Libano), per le vittime dell'attentato, avvenuto ieri mattina alla periferia nord di Beirut, nel quale hanno perso la vita tre persone e venti sono rimaste ferite:

  "Profondamente addolorato per il grave attentato che ha colpito il Libano questa mattina, Sua Santità Papa Benedetto XVI prega Vostra Beatitudine di esprimere ai feriti ed alle famiglie delle vittime, la sua vicinanza spirituale e la sua preghiera. Affidando alla misericordia divina coloro che sono periti tragicamente, il Santo Padre invoca la protezione materna della Vergine Maria su tutta la Nazione libanese e supplica il popolo libanese e i suoi dirigenti di respingere all'unanimità la violenza e di ritrovare, in questo momento drammatico, le ragioni di uno slancio a favore dell'unità nazionale e del bene comune".
TGR/ATTENTATO LIBANO/SFEIR                       VIS 20070214 (170)


LE DONNE NON ABBANDONARONO GESÙ ORA DELLA PASSIONE


CITTA' DEL VATICANO, 14 FEB. 2007 (VIS).  L'Udienza Generale di questa mattina si è svolta in due diversi momenti: alle ore 10.30, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI ha incontrato i Presuli della Conferenza Episcopale delle Marche, in Visita "ad Limina Apostolorum", accompagnati dalle Autorità civili e dai fedeli in pellegrinaggio dalle diocesi marchigiane.

  Papa Benedetto XVI ha invitato a partecipare numerosi alla "Agorà giovani" in programma a Loreto il 1° e 2 settembre prossimo, ed infine, dando lettura di una preghiera a Maria di sua composizione, ha invocato la Vergine affinché questo incontro "sia il terreno fecondo della Chiesa italiana".

  Successivamente, nell'Aula Paolo VI, il Papa ha salutato i circa 20.000 diversi gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall'Italia e da ogni parte del mondo, ed ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi "alle molte figure femminili che hanno svolto un effettivo e prezioso ruolo nella diffusione del Vangelo".

  "Gesù" - ha ricordato il Pontefice - "scelse tra i suoi discepoli dodici uomini come Padri del nuovo Israele, gli scelse perché 'stessero con lui e anche per mandarli a predicare' (Mc 3,14-l5) (...), ma, oltre ai Dodici, colonne della Chiesa, padri del nuovo Popolo di Dio, sono scelte nel numero dei discepoli anche molte donne (...) che hanno svolto un ruolo attivo nel quadro della missione di Gesù. In primo luogo, il pensiero va naturalmente alla Vergine Maria, che con la sua fede e la sua opera materna collaborò in modo unico alla nostra Redenzione, (...). Divenuta discepola del Figlio, Maria manifestò a Cana la totale fiducia in Lui (cfr Gv 2,5) e lo seguì fin sotto la Croce, dove ricevette da Lui una missione materna per tutti i suoi discepoli di ogni tempo, rappresentati da Giovanni (cfr Gv 19,25-27)".

  Dopo aver menzionato le protagoniste di numerose pagine evangeliche, quali Marta e Maria, le sorelle di Lazzaro e Susanna, il Papa ha sottolineato che "i Vangeli ci informano che le donne, a differenza dei Dodici, non abbandonarono Gesù nell'ora della Passione (cfr Mt 27,56.61; Mc 15,40). Tra di esse spicca in particolare la Maddalena, che non solo presenziò alla Passione, ma fu anche la prima testimone e annunciatrice del Risorto (cfr Gv 20,1.11-18). Proprio a Maria di Magdala San Tommaso d'Aquino riserva la singolare qualifica di 'apostola degli apostoli'".

  Riferendosi successivamente alle prime comunità cristiane, Benedetto XVI ha precisato che: "Anche nell'ambito della Chiesa primitiva la presenza femminile è tutt'altro che secondaria. (...) Dobbiamo a San Paolo una più ampia documentazione sulla dignità e sul ruolo ecclesiale della donna. Egli parte dal principio fondamentale, secondo cui per i battezzati non solo 'non c'è più né giudeo né greco, né schiavo, né libero', ma anche 'né maschio, né femmina'. Il motivo è che 'tutti siamo uno solo in Cristo Gesù' (Gal 3,28), cioè tutti accomunati nella stessa dignità di fondo, benché ciascuno con funzioni specifiche (cfr 1 Cor 12,27-30). L'Apostolo ammette come cosa normale che nella comunità cristiana la donna possa 'profetare' (1 Cor 11,5), cioè pronunciarsi apertamente sotto l'influsso dello Spirito, purché ciò sia per l'edificazione della comunità e fatto in modo dignitoso".

  "Pertanto la successiva, ben nota, esortazione a che 'le donne nelle assemblee tacciano' (1 Cor 14,34) va piuttosto relativizzata" - ha rilevato il Santo Padre - "Il conseguente problema, molto discusso, della relazione tra la prima parola - le donne possono profetare nell'assemblea - e l'altra - non possono parlare -, della relazione tra queste due indicazioni, apparentemente contraddittorie, lo lasciamo agli esegeti".

  "La storia del cristianesimo" - ha detto ancora il Papa - "avrebbe avuto uno sviluppo ben diverso se non ci fosse stato il generoso apporto di molte donne. Per questo, come ebbe a scrivere il mio venerato e caro Predecessore Giovanni Paolo Il nella Lettera apostolica 'Mulieris dignitatem', 'la Chiesa rende grazie per tutte le donne e per ciascuna... La Chiesa ringrazia per tutte le manifestazioni del 'genio' femminile apparse nel corso della storia, in mezzo a tutti i popoli e nazioni; ringrazia per tutti i carismi che lo Spirito Santo elargisce alle donne nella storia del Popolo di Dio, per tutte le vittorie che essa deve alla loro fede, speranza e carità: ringrazia per tutti i frutti della santità femminile' (n. 31)".

    "Anche noi ci uniamo a questo apprezzamento ringraziando il Signore" - ha concluso il Pontefice - "perché egli conduce la sua Chiesa, generazione dopo generazione, avvalendosi indistintamente di uomini e donne, che sanno mettere a frutto la loro fede e il loro battesimo per il bene dell'intero Corpo ecclesiale, a maggior gloria di Dio".

  Al termine dell'Udienza i familiari dei soldati israeliani Ehud Goldwaser e Eldad Regev che, dal giugno 2006, sono nelle mani degli Hezbollah in Libano, e di Gilad Shalit, prigioniero di Hamas dal 25 giugno, hanno consegnato al Papa una lettera per chiedere la liberazione immediata e senza condizioni dei militari.
AC/FIGURE FEMMINILI/...                        VIS 20070214 (820)


martedì 13 febbraio 2007

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE PER LA QUARESIMA 2007


CITTA' DEL VATICANO, 13 FEB. 2007 (VIS). È stato reso pubblico questa mattina, in lingua italiana, inglese, francese, spagnola, tedesca e portoghese, il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la Quaresima 2007, datato 21 novembre 2006, il cui titolo è tratto dal Vangelo di Giovanni: "Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto" (Gv 19,37). Riportiamo di seguito il testo integrale del Messaggio.

"Cari fratelli e sorelle!

  "'Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto' (Gv 19,37). È questo il tema biblico che quest'anno guida la nostra riflessione quaresimale. La Quaresima è tempo propizio per imparare a sostare con Maria e Giovanni, il discepolo prediletto, accanto a Colui che sulla Croce consuma per l'intera umanità il sacrificio della sua vita (cfr Gv 19,25). Con più viva partecipazione volgiamo pertanto il nostro sguardo, in questo tempo di penitenza e di preghiera, a Cristo crocifisso che, morendo sul Calvario, ci ha rivelato pienamente l'amore di Dio. Sul tema dell'amore mi sono soffermato nell'Enciclica 'Deus caritas est', mettendo in rilievo le sue due forme fondamentali: l'agape e l'eros".

  "L'amore di Dio: agape ed eros
Il termine agape, molte volte presente nel Nuovo Testamento, indica l'amore oblativo di chi ricerca esclusivamente il bene dell'altro; la parola eros denota invece l'amore di chi desidera possedere ciò che gli manca ed anela all'unione con l'amato. L'amore di cui Dio ci circonda è senz'altro agape. In effetti, può l'uomo dare a Dio qualcosa di buono che Egli già non possegga? Tutto ciò che l'umana creatura è ed ha è dono divino: è dunque la creatura ad aver bisogno di Dio in tutto. Ma l'amore di Dio è anche eros. Nell'Antico Testamento il Creatore dell'universo mostra verso il popolo che si è scelto una predilezione che trascende ogni umana motivazione. Il profeta Osea esprime questa passione divina con immagini audaci come quella dell'amore di un uomo per una donna adultera (cfr 3,1-3); Ezechiele, per parte sua, parlando del rapporto di Dio con il popolo di Israele, non teme di utilizzare un linguaggio ardente e appassionato (cfr 16,1-22). Questi testi biblici indicano che l'eros fa parte del cuore stesso di Dio: l'Onnipotente attende il 'sì' delle sue creature come un giovane sposo quello della sua sposa. Purtroppo fin dalle sue origini l'umanità, sedotta dalle menzogne del Maligno, si è chiusa all'amore di Dio, nell'illusione di una impossibile autosufficienza (cfr Gn 3,1-7). Ripiegandosi su se stesso, Adamo si è allontanato da quella fonte della vita che è Dio stesso, ed è diventato il primo di 'quelli che per timore della morte erano tenuti in schiavitù per tutta la vita' (Eb 2,15). Dio, però, non si è dato per vinto, anzi il 'no' dell'uomo è stato come la spinta decisiva che l'ha indotto a manifestare il suo amore in tutta la sua forza redentrice".

  "La Croce rivela la pienezza dell'amore di Dio
È nel mistero della Croce che si rivela appieno la potenza incontenibile della misericordia del Padre celeste. Per riconquistare l'amore della sua creatura, Egli ha accettato di pagare un prezzo altissimo: il sangue del suo Unigenito Figlio. La morte, che per il primo Adamo era segno estremo di solitudine e di impotenza, si è così trasformata nel supremo atto d'amore e di libertà del nuovo Adamo. Ben si può allora affermare, con San Massimo il Confessore, che Cristo 'morì, se così si può dire, divinamente, poiché morì liberamente' (Ambigua, 91, 1956). Nella Croce si manifesta l'eros di Dio per noi. Eros è infatti - come si esprime lo Pseudo Dionigi - quella forza 'che non permette all'amante di rimanere in se stesso, ma lo spinge a unirsi all'amato' (De divinis nominibus, IV, 13: PG 3, 712). Quale più 'folle eros' (N. Cabasilas, Vita in Cristo, 648) di quello che ha portato il Figlio di Dio ad unirsi a noi fino al punto di soffrire come proprie le conseguenze dei nostri delitti?".

 "'Colui che hanno trafitto'
Cari fratelli e sorelle, guardiamo a Cristo trafitto in Croce! È Lui la rivelazione più sconvolgente dell'amore di Dio, un amore in cui eros e agape, lungi dal contrapporsi, si illuminano a vicenda. Sulla Croce è Dio stesso che mendica l'amore della sua creatura: Egli ha sete dell'amore di ognuno di noi. L'apostolo Tommaso riconobbe Gesù come 'Signore e Dio' quando mise la mano nella ferita del suo costato. Non sorprende che, tra i santi, molti abbiano trovato nel Cuore di Gesù l'espressione più commovente di questo mistero di amore. Si potrebbe addirittura dire che la rivelazione dell'eros di Dio verso l'uomo è, in realtà, l'espressione suprema della sua agape. In verità, solo l'amore in cui si uniscono il dono gratuito di sé e il desiderio appassionato di reciprocità infonde un'ebbrezza che rende leggeri i sacrifici più pesanti. Gesù ha detto: 'Quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me' (Gv 12,32). La risposta che il Signore ardentemente desidera da noi è innanzitutto che noi accogliamo il suo amore e ci lasciamo attrarre da Lui. Accettare il suo amore, però, non basta. Occorre corrispondere a tale amore ed impegnarsi poi a comunicarlo agli altri: Cristo 'mi attira a sé' per unirsi a me, perché impari ad amare i fratelli con il suo stesso amore".

  "Sangue ed acqua
'Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto'. Guardiamo con fiducia al costato trafitto di Gesù, da cui sgorgarono 'sangue e acqua' (Gv 19,34)! I Padri della Chiesa hanno considerato questi elementi come simboli dei sacramenti del Battesimo e dell'Eucaristia. Con l'acqua del Battesimo, grazie all'azione dello Spirito Santo, si dischiude a noi l'intimità dell'amore trinitario. Nel cammino quaresimale, memori del nostro Battesimo, siamo esortati ad uscire da noi stessi per aprirci, in un confidente abbandono, all'abbraccio misericordioso del Padre (cfr. San Giovanni Crisostomo, Catechesi, 3,14 ss.). Il sangue, simbolo dell'amore del Buon Pastore, fluisce in noi specialmente nel mistero eucaristico: 'L'Eucaristia ci attira nell'atto oblativo di Gesù… veniamo coinvolti nella dinamica della sua donazione' (Enciclica 'Deus caritas est', 13). Viviamo allora la Quaresima come un tempo 'eucaristico', nel quale, accogliendo l'amore di Gesù, impariamo a diffonderlo attorno a noi con ogni gesto e parola. Contemplare 'Colui che hanno trafitto' ci spingerà in tal modo ad aprire il cuore agli altri riconoscendo le ferite inferte alla dignità dell'essere umano; ci spingerà, in particolare, a combattere ogni forma di disprezzo della vita e di sfruttamento della persona e ad alleviare i drammi della solitudine e dell'abbandono di tante persone. La Quaresima sia per ogni cristiano una rinnovata esperienza dell'amore di Dio donatoci in Cristo, amore che ogni giorno dobbiamo a nostra volta 'ridonare' al prossimo, soprattutto a chi più soffre ed è nel bisogno. Solo così potremo partecipare pienamente alla gioia della Pasqua. Maria, la Madre del Bell'Amore, ci guidi in questo itinerario quaresimale, cammino di autentica conversione all'amore di Cristo. A voi, cari fratelli e sorelle, auguro un proficuo itinerario quaresimale, mentre con affetto a tutti invio una speciale Benedizione Apostolica".
MESS/QUARESIMA 2007/...                         VIS 20070213 (1130)


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