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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 13 febbraio 2007

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE PER LA QUARESIMA 2007


CITTA' DEL VATICANO, 13 FEB. 2007 (VIS). È stato reso pubblico questa mattina, in lingua italiana, inglese, francese, spagnola, tedesca e portoghese, il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la Quaresima 2007, datato 21 novembre 2006, il cui titolo è tratto dal Vangelo di Giovanni: "Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto" (Gv 19,37). Riportiamo di seguito il testo integrale del Messaggio.

"Cari fratelli e sorelle!

  "'Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto' (Gv 19,37). È questo il tema biblico che quest'anno guida la nostra riflessione quaresimale. La Quaresima è tempo propizio per imparare a sostare con Maria e Giovanni, il discepolo prediletto, accanto a Colui che sulla Croce consuma per l'intera umanità il sacrificio della sua vita (cfr Gv 19,25). Con più viva partecipazione volgiamo pertanto il nostro sguardo, in questo tempo di penitenza e di preghiera, a Cristo crocifisso che, morendo sul Calvario, ci ha rivelato pienamente l'amore di Dio. Sul tema dell'amore mi sono soffermato nell'Enciclica 'Deus caritas est', mettendo in rilievo le sue due forme fondamentali: l'agape e l'eros".

  "L'amore di Dio: agape ed eros
Il termine agape, molte volte presente nel Nuovo Testamento, indica l'amore oblativo di chi ricerca esclusivamente il bene dell'altro; la parola eros denota invece l'amore di chi desidera possedere ciò che gli manca ed anela all'unione con l'amato. L'amore di cui Dio ci circonda è senz'altro agape. In effetti, può l'uomo dare a Dio qualcosa di buono che Egli già non possegga? Tutto ciò che l'umana creatura è ed ha è dono divino: è dunque la creatura ad aver bisogno di Dio in tutto. Ma l'amore di Dio è anche eros. Nell'Antico Testamento il Creatore dell'universo mostra verso il popolo che si è scelto una predilezione che trascende ogni umana motivazione. Il profeta Osea esprime questa passione divina con immagini audaci come quella dell'amore di un uomo per una donna adultera (cfr 3,1-3); Ezechiele, per parte sua, parlando del rapporto di Dio con il popolo di Israele, non teme di utilizzare un linguaggio ardente e appassionato (cfr 16,1-22). Questi testi biblici indicano che l'eros fa parte del cuore stesso di Dio: l'Onnipotente attende il 'sì' delle sue creature come un giovane sposo quello della sua sposa. Purtroppo fin dalle sue origini l'umanità, sedotta dalle menzogne del Maligno, si è chiusa all'amore di Dio, nell'illusione di una impossibile autosufficienza (cfr Gn 3,1-7). Ripiegandosi su se stesso, Adamo si è allontanato da quella fonte della vita che è Dio stesso, ed è diventato il primo di 'quelli che per timore della morte erano tenuti in schiavitù per tutta la vita' (Eb 2,15). Dio, però, non si è dato per vinto, anzi il 'no' dell'uomo è stato come la spinta decisiva che l'ha indotto a manifestare il suo amore in tutta la sua forza redentrice".

  "La Croce rivela la pienezza dell'amore di Dio
È nel mistero della Croce che si rivela appieno la potenza incontenibile della misericordia del Padre celeste. Per riconquistare l'amore della sua creatura, Egli ha accettato di pagare un prezzo altissimo: il sangue del suo Unigenito Figlio. La morte, che per il primo Adamo era segno estremo di solitudine e di impotenza, si è così trasformata nel supremo atto d'amore e di libertà del nuovo Adamo. Ben si può allora affermare, con San Massimo il Confessore, che Cristo 'morì, se così si può dire, divinamente, poiché morì liberamente' (Ambigua, 91, 1956). Nella Croce si manifesta l'eros di Dio per noi. Eros è infatti - come si esprime lo Pseudo Dionigi - quella forza 'che non permette all'amante di rimanere in se stesso, ma lo spinge a unirsi all'amato' (De divinis nominibus, IV, 13: PG 3, 712). Quale più 'folle eros' (N. Cabasilas, Vita in Cristo, 648) di quello che ha portato il Figlio di Dio ad unirsi a noi fino al punto di soffrire come proprie le conseguenze dei nostri delitti?".

 "'Colui che hanno trafitto'
Cari fratelli e sorelle, guardiamo a Cristo trafitto in Croce! È Lui la rivelazione più sconvolgente dell'amore di Dio, un amore in cui eros e agape, lungi dal contrapporsi, si illuminano a vicenda. Sulla Croce è Dio stesso che mendica l'amore della sua creatura: Egli ha sete dell'amore di ognuno di noi. L'apostolo Tommaso riconobbe Gesù come 'Signore e Dio' quando mise la mano nella ferita del suo costato. Non sorprende che, tra i santi, molti abbiano trovato nel Cuore di Gesù l'espressione più commovente di questo mistero di amore. Si potrebbe addirittura dire che la rivelazione dell'eros di Dio verso l'uomo è, in realtà, l'espressione suprema della sua agape. In verità, solo l'amore in cui si uniscono il dono gratuito di sé e il desiderio appassionato di reciprocità infonde un'ebbrezza che rende leggeri i sacrifici più pesanti. Gesù ha detto: 'Quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me' (Gv 12,32). La risposta che il Signore ardentemente desidera da noi è innanzitutto che noi accogliamo il suo amore e ci lasciamo attrarre da Lui. Accettare il suo amore, però, non basta. Occorre corrispondere a tale amore ed impegnarsi poi a comunicarlo agli altri: Cristo 'mi attira a sé' per unirsi a me, perché impari ad amare i fratelli con il suo stesso amore".

  "Sangue ed acqua
'Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto'. Guardiamo con fiducia al costato trafitto di Gesù, da cui sgorgarono 'sangue e acqua' (Gv 19,34)! I Padri della Chiesa hanno considerato questi elementi come simboli dei sacramenti del Battesimo e dell'Eucaristia. Con l'acqua del Battesimo, grazie all'azione dello Spirito Santo, si dischiude a noi l'intimità dell'amore trinitario. Nel cammino quaresimale, memori del nostro Battesimo, siamo esortati ad uscire da noi stessi per aprirci, in un confidente abbandono, all'abbraccio misericordioso del Padre (cfr. San Giovanni Crisostomo, Catechesi, 3,14 ss.). Il sangue, simbolo dell'amore del Buon Pastore, fluisce in noi specialmente nel mistero eucaristico: 'L'Eucaristia ci attira nell'atto oblativo di Gesù… veniamo coinvolti nella dinamica della sua donazione' (Enciclica 'Deus caritas est', 13). Viviamo allora la Quaresima come un tempo 'eucaristico', nel quale, accogliendo l'amore di Gesù, impariamo a diffonderlo attorno a noi con ogni gesto e parola. Contemplare 'Colui che hanno trafitto' ci spingerà in tal modo ad aprire il cuore agli altri riconoscendo le ferite inferte alla dignità dell'essere umano; ci spingerà, in particolare, a combattere ogni forma di disprezzo della vita e di sfruttamento della persona e ad alleviare i drammi della solitudine e dell'abbandono di tante persone. La Quaresima sia per ogni cristiano una rinnovata esperienza dell'amore di Dio donatoci in Cristo, amore che ogni giorno dobbiamo a nostra volta 'ridonare' al prossimo, soprattutto a chi più soffre ed è nel bisogno. Solo così potremo partecipare pienamente alla gioia della Pasqua. Maria, la Madre del Bell'Amore, ci guidi in questo itinerario quaresimale, cammino di autentica conversione all'amore di Cristo. A voi, cari fratelli e sorelle, auguro un proficuo itinerario quaresimale, mentre con affetto a tutti invio una speciale Benedizione Apostolica".
MESS/QUARESIMA 2007/...                         VIS 20070213 (1130)


L'ASSENZA DI DIO È PEGGIORE DELLA MISERIA MATERIALE


CITTA' DEL VATICANO, 13 FEB. 2007 (VIS). Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione del Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la Quaresima 2007: "Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto" (Gv 19, 37), alla quale sono intervenuti: l'Arcivescovo Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum"; il Monsignor Karel Kasteel, Segretario ed il Monsignor Giovanni Pietro Dal Toso, Sotto-Segretario del medesimo Dicastero, e Don Oreste Benzi, Presidente della Fondazione "Giovanni XXIII".

  L'Arcivescovo Cordes ha affermato che i Messaggi quaresimali dei Papi "ruotavano intorno alle opere di carità nel senso dell'impegno sociale di cristiani". Il Messaggio di quest'anno di Papa Benedetto XVI "mette con forza al centro il Dio Padre di Gesù Cristo e pone dunque un accento non antropocentrico, ma teocentrico. (...) Questo cambiamento del pensiero si può osservare in genere nella predicazione di Benedetto XVI. Sembra desiderare che ci rivolgiamo con più grande intensità al Padre nei cieli, che ci affidiamo al suo Figlio Gesù Cristo".

  "Certamente" - ha proseguito l'Arcivescovo Cordes - "anche a Benedetto XVI Dio appare come il grande assente nella nostra epoca - che l'uomo di oggi lo percepisca o meno. (...) Evidentemente il Papa non può arrendersi a questo impoverimento. L'assenza di Dio è peggiore della miseria materiale, poiché uccide ogni speranza ferma e lascia l'uomo solo con il suo dolore e il suo lamento".

  Il Presidente di "Cor Unum" ha inoltre precisato che nel Messaggio di quest'anno, "Il Papa riprende la riflessione su 'eros' e 'agape' avviata nell'Enciclica e vede queste due forme di amore incontrarsi nella loro pienezza in Cristo crocifisso. Dice: 'Solo l'amore in cui si uniscono il dono gratuito di sé e il desiderio appassionato di reciprocità infonde un'ebbrezza che rende leggeri i sacrifici più pesanti'".

  "Dunque anche nel messaggio quaresimale il Papa riallaccia alla pena che pesa sulle nostre vite per colpa nostra o di altri, e ci fa alzare lo sguardo dal basso verso l'alto: 'Guarderanno a colui che hanno trafitto!'. Sensibilità per la disperazione del mondo - non esclusivamente, eventualmente neppure primariamente per togliere la miseria con la propria forza, ma per cercare energia contro ogni rassegnazione nella sorgente dell'amore".

  L'Arcivescovo Cordes ha concluso il suo intervento sottolineando che: "Nessuno però, facendo appello a rivolgerci a Cristo, vuole sostituire il servizio dell'uomo con il servizio a Dio".

  Don Oreste Benzi ha affermato, a sua volta: "La Quaresima sia per ogni cristiano una rinnovata esperienza dell'amore di Dio donatoci in Cristo, amore che ogni giorno a nostra volta dobbiamo 'ridonare' al prossimo soprattutto a chi più soffre ed è nel bisogno".

  Successivamente Don Benzi ha richiamato "i grandi appuntamenti che Cristo sta dando a tutti i cristiani e soprattutto alle comunità e movimenti riconosciuti dalla Chiesa. Quali? La lotta per difendere la donna a non abortire, la lotta per il riconoscimento della vera famiglia, la lotta per vincere la droga, l'impegno per accogliere veramente gli immigrati a partire dai fratelli nella fede, l'impegno per accogliere gli zingari a partire dai fratelli nella fede, l'impegno per accogliere i carcerati e per superare le carceri, l'impegno per non essere impiegati della carità ma innamorati di Cristo, l'impegno per essere popolo, la lotta per la liberazione della schiavitù della prostituzione".
OP/MESSAGGIO QUARESIMA/CORDES                   VIS 20070213 (560)


PROMUOVERE MATURAZIONE COSCIENZA MORALE


CITTA' DEL VATICANO, 13 FEB. 2007 (VIS). Ieri, a fine mattinata, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza i partecipanti al Congresso Internazionale sul Diritto Naturale promosso dalla Pontificia Università Lateranense.

  Il Santo Padre ha iniziato il suo discorso, reso pubblico questa mattina, constatando "i grandi vantaggi" del progresso tecnologico, ma anche "le minacce di una distruzione della natura per la forza del nostro fare. C'è un altro pericolo meno visibile, ma non meno inquietante: il metodo che ci permette di conoscere sempre più a fondo le strutture razionali della materia ci rende sempre meno capaci di vedere la fonte di questa razionalità, la Ragione creatrice".

  "È proprio alla luce di queste constatazioni" - ha proseguito il Santo Padre - "che appare in tutta la sua urgenza la necessità di riflettere sul tema della legge naturale e di ritrovare la sua verità comune a tutti gli uomini (...). Questa legge ha come suo primo e generalissimo principio quello di 'fare il bene ed evitare il male'. È, questa, una verità la cui evidenza si impone immediatamente a ciascuno. Da essa scaturiscono gli altri principi più particolari, che regolano il giudizio etico sui diritti e sui doveri di ciascuno".

  "Tale è il principio del rispetto per la 'vita umana' dal suo concepimento fino al suo termine naturale" - ha ribadito il Pontefice - "non essendo questo bene della vita proprietà dell'uomo ma dono gratuito di Dio. Tale è pure il 'dovere di cercare la verità', presupposto necessario di ogni autentica maturazione della persona. Altra fondamentale istanza del soggetto è la 'libertà'. Tenendo conto, tuttavia, del fatto che la libertà umana è sempre una libertà condivisa con gli altri, è chiaro che l'armonia delle libertà può essere trovata solo in ciò che è comune a tutti: la verità dell'essere umano, il messaggio fondamentale dell'essere stesso, la 'lex naturalis' appunto".

  "E come non menzionare, da una parte, l'esigenza di 'giustizia' che si manifesta nel dare 'unicuique suum' e, dall'altra, l'attesa di 'solidarietà' che alimenta in ciascuno, specialmente se disagiato, la speranza di un aiuto da parte di chi ha avuto una sorte migliore? Si esprimono, in questi valori, norme inderogabili e cogenti che non dipendono dalla volontà del legislatore e neppure dal consenso che gli Stati possono ad esse prestare. Sono infatti norme che precedono qualsiasi legge umana: come tali, non ammettono interventi in deroga da parte di nessuno".

  "La legge naturale" - ha detto ancora il Pontefice - "è la sorgente da cui scaturiscono, insieme a diritti fondamentali, anche imperativi etici che è doveroso onorare. Nell'attuale etica e filosofia del Diritto, sono largamente diffusi i postulati del positivismo giuridico. La conseguenza è che la legislazione diventa spesso solo un compromesso tra diversi interessi: si cerca di trasformare in diritti interessi privati o desideri che stridono con i doveri derivanti dalla responsabilità sociale".

  "In questa situazione è opportuno ricordare che ogni ordinamento giuridico, a livello sia interno che internazionale, trae ultimamente la sua legittimità dal radicamento nella legge naturale, nel messaggio etico iscritto nello stesso essere umano. La legge naturale è, in definitiva, il solo valido baluardo contro l'arbitrio del potere o gli inganni della manipolazione ideologica. La conoscenza di questa legge iscritta nel cuore dell'uomo aumenta con il progredire della coscienza morale. La prima preoccupazione per tutti, e particolarmente per chi ha responsabilità pubbliche, dovrebbe quindi essere quella di promuovere la maturazione della coscienza morale".

  "Quanto fin qui detto ha applicazioni molto concrete se si fa riferimento alla famiglia" - ha spiegato il Papa - "cioè a quella 'intima comunità di vita e d'amore coniugale, fondata dal Creatore e strutturata con leggi proprie' (Costituzione pastorale 'Gaudium et spes', 48). Nessuna legge fatta dagli uomini può perciò sovvertire la norma scritta dal Creatore, senza che la società venga drammaticamente ferita in ciò che costituisce il suo stesso fondamento basilare".
 
  "Sento infine il dovere di affermare ancora una volta" - ha aggiunto il Pontefice - "che non tutto ciò che è scientificamente fattibile è anche eticamente lecito. La tecnica, quando riduce l'essere umano ad oggetto di sperimentazione, finisce per abbandonare il soggetto debole all'arbitrio del più forte. Affidarsi ciecamente alla tecnica come all'unica garante di progresso, senza offrire nello stesso tempo un codice etico (...), equivarrebbe a fare violenza alla natura umana con conseguenze devastanti per tutti".

 "L'apporto degli uomini di scienza è d'importanza primaria. Insieme col progredire delle nostre capacità di dominio sulla natura, gli scienziati devono anche contribuire ad aiutarci a capire in profondità la nostra responsabilità per l'uomo e per la natura a lui affidata. Su questa base è possibile sviluppare un fecondo dialogo tra credenti e non credenti; tra teologi, filosofi, giuristi e uomini di scienza, che possono offrire anche al legislatore un materiale prezioso per il vivere personale e sociale".

  Il Papa ha concluso il suo discorso auspicando che le giornate di studio "possano portare non solo a una maggior sensibilità degli studiosi nei confronti della legge morale naturale, ma spingano anche a creare le condizioni perché su questa tematica si arrivi a una sempre più piena consapevolezza del valore inalienabile che la 'lex naturalis' possiede per un reale e coerente progresso della vita personale e dell'ordine sociale".
AC/DIRITTO NATURALE/...                           VIS 20070213 (840)


lunedì 12 febbraio 2007

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 12 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate quattro Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Marche), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Edoardo Menichelli, di Ancona-Osimo.

    - Il Vescovo Giancarlo Vecerrica, di Fabriano-Matelica ed Amministratore Apostolico di Camerino-San Severino Marche.

    - Il Vescovo Gerardo Rocconi, di Jesi.

    - Il Vescovo Giuseppe Orlandoni, di Senigallia.

- Partecipanti al Congresso Internazionale sul Diritto Naturale promosso dalla Pontificia Università Lateranense.

  Sabato 10 febbraio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Jean-Marie Lustiger, Arcivescovo emerito di Parigi (Francia).

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/.../...                                       VIS 20070212 (120)


PRESENTAZIONE DELL'ANNUARIO PONTIFICIO 2007


CITTA' DEL VATICANO, 12 FEB. 2007 (VIS). Il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha presentato questa mattina al Santo Padre l'edizione 2007 dell'Annuario Pontificio in presenza dell'Arcivescovo Leonardo Sandri, Sostituto della Segreteria di Stato per gli Affari Generali, e di quanti hanno collaborato all'edizione del volume.

  Una nota di presentazione annuncia alcune novità riguardanti il nuovo Annuario. Durante il 2006 sono state erette dal Santo Padre 12 nuove Sedi Vescovili, 9 Sedi Metropolitane ed 1 Amministrazione Apostolica. In tutto sono stati nominati 180 nuovi Vescovi.

  Dal 2004 al 2005 i cattolici nel mondo sono passati da poco più di 1.098 milioni a circa 1.115 milioni, con un aumento dell'1,5% e poiché questa crescita relativa risulta assai vicina a quella della popolazione mondiale (1,2%), la presenza di cattolici nel mondo è risultata sostanzialmente invariata (17,20%).

  L'analisi geografica delle variazioni nel biennio mostra un aumento del 3,1% di cattolici nell'Africa, che ha invece aumentato la sua popolazione di poco meno del 2,5%. Anche nei continenti asiatico e americano si è registrato un aumento di cattolici superiore a quello della popolazione (2,71% contro l'1,18% per l'Asia e l'1,2% contro lo 0,9% per l'America. In Europa si assiste ad un lieve aumento dei cattolici ed ad una quasi stazionarietà della popolazione presente.

  Il numero dei sacerdoti, sia diocesani che religiosi, è passato nel biennio 2004-2005, da 405.891 a 406.411, con un aumento relativo dello 0,13%. Questo vale a livello mondiale in quanto per le singole ripartizioni geografiche le variazioni sono differenziate. A fronte di importanti incrementi per l'Asia e per l'Africa, dove si registra un + 3,80% e un + 3,55% rispettivamente si pongono l'Europa e l'America con una flessione di circa mezzo punto percentuale e l'Oceania con un calo dell'1,8%.

  Il numero degli studenti di filosofia o di teologia nei seminari diocesani o in quelli religiosi è passato da 113.044 nel 2004 a 114.439 nel 2005. Complessivamente nel biennio si è avuto un tasso di aumento dell'1,23%. Tale variazione relativa è stata positiva in Africa (3,46%), in Asia (2,90%) e in America (0,6%), mentre l'Europa ha fatto registrare un calo dell'1,9%. Il numero di seminaristi in Oceania si è stabilizzato intorno alle 950 unità.
AP/ANNUARIO PONTIFICIO 2007/BERTONE                   VIS 20070212 (380)


NON LASCIARE AMMALATI NELL'ABBANDONO E NELLA SOLITUDINE


CITTA' DEL VATICANO, 11 FEB. 2007 (VIS). Alle ore 16:30 di oggi, Memoria della Beata Maria Vergine di Lourdes, il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale del Papa per la Diocesi di Roma, ha celebrato nella Basilica Vaticana la Santa Messa per gli ammalati dell'UNITALSI (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali) ed i pellegrini dell'Opera Romana Pellegrinaggi, in occasione della XV Giornata Mondiale del Malato che quest'anno ha avuto per tema: "La cura pastorale e spirituale dei malati con patologie incurabili".

  Al termine della Celebrazione Eucaristica, il Santo Padre Benedetto XVI è giunto in Basilica per benedire i malati e rivolgere loro un discorso.

  "Cari amici, Maria, che con la sua fede ha accompagnato il Figlio fin sotto la croce" - ha detto il Santo Padre - "Lei che fu associata per un disegno misterioso alle sofferenze di Cristo, suo Figlio, mai si stanca di esortarci a vivere e a condividere con serena fiducia l'esperienza del dolore e della malattia, offrendola con fede al Padre, completando così ciò che manca nella nostra carne ai patimenti di Cristo".

  Riferendosi a quanti sono colpiti da malattie gravi e dolorose, il Santo Padre ha detto: "Ad essi vorremmo far sentire la vicinanza materiale e spirituale dell'intera comunità cristiana. È importante non lasciarli nell'abbandono e nella solitudine mentre si trovano ad affrontare un momento tanto delicato della loro vita. Meritevoli sono pertanto coloro che con pazienza ed amore mettono a loro servizio competenze professionali e calore umano. Penso ai medici, agli infermieri, agli operatori sanitari, ai volontari, ai religiosi e alle religiose, ai sacerdoti che senza risparmiarsi si chinano su di essi, come il buon Samaritano, non guardando alla loro condizione sociale, al colore della pelle o all'appartenenza religiosa, ma solo a ciò di cui abbisognano. Nel volto di ogni essere umano, ancor più se provato e sfigurato dalla malattia, brilla il volto di Cristo, il quale ha detto: 'Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me' (Mt 25, 40)".

  "Il pensiero nostro va alla grotta di Massabielle" - ha concluso il Pontefice - "dove si incrociano il dolore umano e la speranza, la paura e la fiducia. Quanti pellegrini, confortati dallo sguardo della Madre, trovano a Lourdes la forza di compiere più facilmente la volontà di Dio anche quando costa rinuncia e dolore, consapevoli che, come afferma l'apostolo Paolo, tutto concorre al bene di coloro che amano il Signore (...). Nessuno, specialmente chi si trova in condizioni di dura sofferenza, si senta mai solo e abbandonato. Tutti vi affido questa sera alla Vergine Maria. Lei, dopo aver conosciuto indicibili sofferenze, è stata assunta in Cielo, dove ci attende e dove anche noi speriamo di poter condividere un giorno la gloria del suo divin Figlio, la gioia senza fine".
AC/GIORNATA MONDIALE MALATO/...                   VIS 20070212 (480)


SOSTEGNO UMANO E SPIRITUALE MALATI INCURABILI


CITTA' DEL VATICANO, 11 FEB. 2007 (VIS). La Giornata Mondiale del Malato che si celebra oggi, memoria della Beata Maria Vergine di Lourdes, è stato il tema principale delle riflessioni del Santo Padre che hanno preceduto la recita dell'Angelus con le migliaia di fedeli e pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  "Quest'oggi" - ha ricordato Benedetto XVI - "la Chiesa fa memoria della prima apparizione della Vergine Maria a Santa Bernardetta, avvenuta l'11 febbraio del 1858 nella grotta di Massabielle, presso Lourdes. Un evento prodigioso che ha fatto di quella località, situata sul versante francese dei Pirenei, un centro mondiale di pellegrinaggi e di intensa spiritualità mariana. In quel luogo, da ormai quasi centocinquant'anni, risuona con forza il richiamo della Madonna alla preghiera e alla penitenza, quasi permanente eco dell'invito con cui Gesù inaugurò la sua predicazione in Galilea".

  "Quel Santuario è, inoltre, diventato" - ha proseguito il Santo Padre - "meta di numerosi pellegrini ammalati, che ponendosi in ascolto di Maria Santissima, sono incoraggiati ad accettare i loro patimenti e ad offrirli per la salvezza del mondo, unendoli a quelli di Cristo crocifisso. Proprio per il legame esistente tra Lourdes e la sofferenza umana, quindici anni or sono l'amato Giovanni Paolo II ha voluto che, in occasione della festa della Madonna di Lourdes, si celebrasse anche la Giornata Mondiale del Malato".

  "Quest'anno il cuore di questa ricorrenza è nella città di Seoul, capitale della Corea del Sud, dove a rappresentarmi ho inviato il Cardinale Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute. Rivolgo a lui e a quanti sono ivi radunati un cordiale saluto. Vorrei estendere il mio pensiero agli operatori sanitari del mondo intero, ben consapevole dell'importanza che riveste nella nostra società il loro servizio alle persone malate".

  "Soprattutto desidero manifestare la mia spirituale vicinanza e il mio affetto ai nostri fratelli e sorelle ammalati" - ha detto ancora il Pontefice - "con un particolare ricordo per coloro che sono colpiti da mali più gravi e dolorosi: ad essi, in modo speciale, è diretta in questa Giornata la nostra attenzione. È necessario sostenere lo sviluppo di cure palliative che offrano un'assistenza integrale e forniscano ai malati inguaribili quel sostegno umano e quell'accompagnamento spirituale di cui hanno fortemente bisogno".
ANG/GIORNATA MONDIALE MALATO/...                   VIS 20070212 (390)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 10 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Speyer (Germania), presentata dal Vescovo Anton Schlembach, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Dionisio Guillermo García Ibáñez, Arcivescovo Metropolita di Santiago de Cuba (superficie: 6.043; popolazione: 1.017.785; cattolici: 242.378; sacerdoti: 20; religiosi: 53; diaconi permanenti: 3), Cuba. L'Arcivescovo eletto, finora Vescovo di Santísimo Salvador de Bayamo y Manzanillo (Cuba), è nato a Guantánamo (Cuba) nel 1945, è stato ordinato sacerdote nel 1985 ed ha ricevuto l'ordinazione episcopale nel 1996. Succede all'Arcivescovo Pedro Claro Meurice Estíu, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha elevato la Prefettura Apostolica del Nepal (Nepal), al rango di Vicariato Apostolico, con la medesima denominazione e configurazione territoriale.

- Ha nominato il Padre Anthony Francis Sharma, S.I., attuale Prefetto Apostolico del Nepal, primo Vicario Apostolico del Nepal (superficie: 147.181; popolazione: 23.700.000; cattolici: 6.681; sacerdoti: 51; religiosi: 112), Nepal. Il Vescovo eletto, è nato a Kathmandu (Nepal), nel 1937, è entrato nella Compagnia di Gesù nel 1956 ed è stato ordinato sacerdote nel 1968.

- Ha confermato l'elezione fatta l'8 febbraio 2007 dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa Siro-Malankarese dell'Arcivescovo Isaac Cleemis Thottunkal, sinora Metropolita di Tiruvalla (India), ad Arcivescovo Maggiore di Trivandrum dei Siro-Malankaresi (superficie: 8.684; popolazione: 8.657.000; cattolici: 270.000; sacerdoti: 300; religiosi: 1.056), India.
RE:NER:ECE/.../...                                   VIS 20070212 (250)


ESPERIENZA VOLONTARIATO SCUOLA DI VITA


CITTA' DEL VATICANO, 10 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina i Membri della Confederazione Nazionale delle Misericordie d'Italia che riunisce oltre 700 Confraternite presenti su tutto il territorio nazionale, accompagnati da numerosi gruppi di Donatori di Sangue denominati "Fratres".

  Questa istituzione, "la più antica forma di volontariato organizzato sorta nel mondo" conta più di centomila volontari impegnati in modo permanente in ambito socio-sanitario, ha ricordato il Pontefice,e, rivolgendosi ai presenti, ha affermato: "Con la vostra presenza e la vostra azione contribuite a diffondere il Vangelo dell'amore di Dio per tutti gli uomini".

  "Quanto è necessario che anche oggi" - ha esclamato il Pontefice - "anzi specialmente in questa nostra epoca segnata da tante sfide umane e spirituali, i cristiani proclamino con le opere l'amore misericordioso di Dio. (...) Tante persone, infatti, che non facilmente accolgono Cristo ed i suoi esigenti insegnamenti, sono però sensibili alla testimonianza di quanti comunicano il suo messaggio mediante la testimonianza concreta della carità. L'amore è un linguaggio che giunge diretto al cuore e lo apre alla fiducia".

  "La vostra realtà associativa costituisce un tipico esempio dell'importanza che ha il conservare le proprie 'radici cristiane' in Italia e in Europa. Al giorno d'oggi le Misericordie non sono un'aggregazione ecclesiale, ma le loro radici storiche restano inequivocabilmente cristiane. Lo esprime il nome stesso: 'Misericordie', e lo manifesta anche il fatto, già ricordato, che alle vostre origini c'è l'iniziativa di un Santo. Ora, le radici, per continuare a portare frutto, devono mantenersi vive e salde".

  "È per questo" - ha proseguito il Pontefice - "che opportunamente proponete per i vostri soci dei periodici momenti di qualificazione e di formazione, per approfondire sempre più le motivazioni umane e cristiane delle vostre attività. Il rischio, in effetti, è che il volontariato possa ridursi a semplice attivismo. Se invece resta vitale la carica spirituale, può comunicare agli altri ben di più che le cose materialmente necessarie: può offrire al prossimo in difficoltà lo sguardo di amore di cui ha bisogno".

  Infine Papa Benedetto XVI ha manifestato il suo apprezzamento per la "importante funzione educativa" svolta dalle Misericordie che contribuisce "a tener viva la sensibilità ai valori più nobili, quali la fraternità e l'aiuto disinteressato a chi si trova in difficoltà" ed ha sottolineato che: "In particolare i giovani possono trarre beneficio dall'esperienza del volontariato, perché, se bene impostato, esso diventa per loro una 'scuola di vita', che li aiuta a dare alla propria esistenza un senso e un valore più alto e fecondo".

  Il Papa ha concluso il suo discorso ricordando che domani, 11 febbraio, festa della Madonna di Lourdes, ricorre la Giornata Mondiale del Malato, dedicata quest'anno alle persone affette da malattie inguaribili ed ha invocato la Vergine Immacolata, Madre della Misericordia, affinché "vegli su ogni vostra confraternita. (...) Vi aiuti" - ha detto Benedetto XVI - "a compiere con autentico amore la vostra missione, contribuendo così a diffondere nel mondo l'amore di Dio, sorgente di vita per ogni essere umano".
AC/VOLONTARIATO/MISERICORDIE                       VIS 20070212 (510)


FORMARE LE COSCIENZE AI VALORI FONDAMENTALI


CITTA' DEL VATICANO, 10 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina i Membri di una Delegazione della "Académie des Sciences Morales et Politiques" di Parigi, guidata dal Segretario perpetuo Signor Michel Albert che ha consegnato al Papa una medaglia commemorativa dell'iscrizione di Benedetto XVI all'Associazione in qualità di Membro straniero.

  Ringraziando i Membri della Delegazione, il Santo Padre ha tenuto a ricordare che l'Accademia "è sede di scambi e di dibattiti, che propongono alla cittadinanza ed al legislatore riflessioni per contribuire a 'trovare le forme di organizzazione politica più favorevoli al bene pubblico ed allo sviluppo dell'individuo".

  Il Papa ha sottolineato che nel mondo attuale è più urgente che mai "invitare i contemporanei ad una rinnovata attenzione a questi due elementi" ed ha affermato che: "lo sviluppo del soggettivismo, che comporta che ognuno tenda prendere se stesso comune unico punto di riferimento e a ritenere che le sue opinioni abbiano carattere di verità, ci spinge a formare le coscienze sui valori fondamentali, che non si possono disprezzare senza mettere in pericolo l'uomo e la società, e sui criteri oggettivi di una decisione, che presuppongono un atto di ragione".

  Benedetto XVI ha successivamente rievocato la figura di Andreï Sakharov, al quale il Pontefice è succeduto in seno all'Accademia, affermando che il suo esempio ci ricorda "che è necessario, nella vita personale e pubblica, avere il coraggio di dire la verità e di seguirla, di esseri liberi in rapporto all'ambiente che spesso tende a imporre i suoi modi di vedere e i comportamenti da adottare".

  "Una delle sfide per noi contemporanei e particolarmente per i giovani" - ha detto ancora il Pontefice - "consiste nell'accettare di non vivere semplicemente nell'esteriorità, (...) ma sviluppare la vita interiore, luogo unificatore dell'essere e dell'agire, luogo del riconoscimento della nostra dignità di figli di Dio chiamati alla libertà (...). Quello che rallegra il cuore dell'uomo, è il riconoscersi figli e figlie di Dio, è una vita bella e buona sotto lo sguardo di Dio, come pure le vittorie conseguite sul male e contro la menzogna".

  Il Papa ha nuovamente proposto l'esempio di Andreï Sakharov ricordando che: "Se sotto il regime comunista, la sua libertà esteriore era ostacolata, la sua libertà interiore, che nessuno poteva togliergli, l'autorizzava a prendere la parola per difendere con fermezza i suoi compatrioti, in nome del bene comune. Ancora oggi, è importante che l'uomo non si faccia ostacolare da catene esteriori, quali il relativismo, la ricerca del potere e del profitto a tutti i costi, la droga, i rapporti affettivi disordinati, la confusione del matrimonio, il non riconoscimento dell'essere umano in tutti gli stadi della sua esistenza, dal concepimento alla morte naturale, inducendo a ritenere che esistano dei periodi nei quali l'essere umano non esista veramente".

  "Dobbiamo avere il coraggio di ricordare ai nostri contemporanei che cosa è l'uomo e che cosa è l'umanità" - ha concluso il Pontefice invitando "le Autorità civili e le persone che hanno una funzione nella trasmissione dei valori ad aver sempre il coraggio della verità sull'uomo".
AC/ACCADEMIA SCIENZE MORALI:POLITICHE/...               VIS 20070212 (520)


COSTA RICA: PROMUOVERE GIUSTIZIA E SOLIDARIETÀ


CITTA' DEL VATICANO, 10 FEB. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto il Signor Luis Paris Chaverri, nuovo Ambasciatore del Costa Rica presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

  Il Papa ha iniziato il suo discorso sottolineando la "forte impronta religiosa" del Costa Rica, che "riflette la fede del suo popolo dopo oltre cinque secoli dall'inizio dell'evangelizzazione".

  Il Santo Padre ha affermato che le diverse comunità ecclesiali "cooperano in ambiti tanto importanti quali l'insegnamento, l'assistenza ai più bisognosi, i servizi sanitari, la promozione della persona nella sua condizione di cittadino e di figlio di Dio" ed ha ricordato che i Vescovi del Costa Rica guardano con attenzione e preoccupazione al "crescente livello di povertà, all'insicurezza pubblica ed alla violenza familiare, ed alla forte immigrazione dai paesi limitrofi. Di fronte a queste situazioni a volte conflittuali e in difesa del bene comune, i Vescovi offrono la propria collaborazione con iniziative che favoriscono la comprensione e la riconciliazione, e portano alla promozione della giustizia e della solidarietà, favorendo il dialogo nazionale fra i responsabili della vita pubblica".

  Ricordando che "i progressi sociali non si realizzano applicando soltanto i necessari mezzi tecnici, ma promuovendo anche riforme che tengano conto di una considerazione etica della persona, della famiglia e della società", il Papa ha affermato che occorre "coltivare i valori morali come l'onestà, l'austerità e la responsabilità per il bene comune. In tal modo si contrasta l'egoismo personale e collettivo e la corruzione in qualsivoglia ambito, che impediscono ogni forma di progresso".

  Benedetto XVI ha elogiato le iniziative del Governo del Costa Rica "per promuovere nel mondo la pace e i diritti umani, la tradizionale vicinanza con le posizioni della Santa Sede in diversi consessi internazionali su questioni tanto importanti quali la difesa della vita umana e la promozione del matrimonio e della famiglia".

  "Tutti i costaricani, con le qualità che li distinguono, devono essere protagonisti ed artefici del progresso del Paese, cooperando ad una stabilità politica che consenta a tutti di partecipare alla vita pubblica". Al riguardo il Pontefice ha ricordato che "gli insegnamenti morali della Chiesa offrono valori e orientamenti che se tenuti in conto da quanti operano al servizio della Nazione, sono di grande aiuto per affrontare adeguatamente le necessità e le aspirazioni dei cittadini".

  Il Santo Padre ha successivamente fatto riferimento al "doloroso e vasto problema della povertà, con le sue gravi conseguenze nel campo educativo, della salute e degli alloggi, una sfida importante per i governanti e i responsabili dell'amministrazione pubblica in vista del futuro della Nazione".

  Di fronte a tale problema "è necessaria" - ha concluso il Pontefice - "una maggiore consapevolezza che permetta di affrontare la situazione attuale in tutti i suoi aspetti, cooperando ad un autentico impegno per il bene comune. Come in altre regioni, i poveri mancano dei beni primari e non trovano i mezzi indispensabili alla propria promozione e sviluppo integrale. Ciò colpisce soprattutto gli immigrati alla ricerca di un più elevato tenore di vita. Dinanzi a ciò, la Chiesa (...) si adopera per incoraggiare e promuovere iniziative volte a superare situazioni di emarginazione".
CD/CREDENZIALI/COSTA RICA:PARIS CHAVERRI               VIS 20070212 (530)


venerdì 9 febbraio 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 9 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Sacerdote Luis Tineo Rivera, Vescovo Ausiliare di Caracas (superficie: 790; popolazione: 4.760.000; cattolici: 3.465.000; sacerdoti: 545; religiosi: 1.941; diaconi permanenti: 13), Venezuela. Il Vescovo eletto, finora Parroco di "La Anunciación del Señor" e Direttore del settimanale arcidiocesano "La Iglesia Ahora", è nato nel 1948 a Cumaná (Venezuela) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1980.
NEA/.../TINEO RIVERA                                 VIS 20070209 (80)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 9 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.

- L'Arcivescovo Faustino Sainz Muñoz, Nunzio Apostolico in Gran Bretagna.

- L'Arcivescovo Vincenzo Pelvi, Ordinario Militare per l'Italia, in Visita "ad Limina Apostolorum".

- Il Monsignore Michael W. Banach, Rappresentante Permanente della Santa Sede presso l'Agenzia Internazionale dell'Energia Atomica (A.I.E.A.), presso l'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (O.S.C.E.) e presso la Commissione Preparatoria del Trattato sull'Interdizione Globale degli Esperimenti Nucleari (CTBTO); Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale (O.N.U.D.I.) e presso l'Ufficio della Nazioni Unite a Vienna.

  Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP:AL/.../...                                       VIS 20070209 (150)


PROMOZIONE PIENO IMPIEGO E LAVORO DIGNITOSO PER TUTTI


CITTA' DEL VATICANO, 9 FEB. 2007 (VIS). L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto ieri alla 45ma Sessione della Commissione per lo Sviluppo Sociale del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite, sull'articolo 3 (a): "Tema prioritario: promozione del pieno impiego e di lavoro dignitoso per tutti".

  L'Arcivescovo Migliore ha ribadito che la comunità internazionale e i governi "devono assicurare un ambiente economico in grado di favorire e rendere disponibile un lavoro che sia dignitoso ed adeguatamente retribuito".

  Ponendo in rilievo che "l'uguaglianza di donne e uomini deve essere parimenti garantita nel come essi sono trattati nell'ambiente di lavoro, nei salari e nell'acquisizione della pensione", il Presule ha segnalato che: "È anche importante che gli uomini e le donne con famiglia ricevano salari adeguati, sufficienti a  sostenere le necessità familiari, specialmente riguardo alle responsabilità verso i figli".

  L'Osservatore Permanente ha sottolineato che "l'estrema povertà deve essere oggetto di particolare preoccupazione per ogni governo ed ogni società civile".

  Riferendosi alle persone anziane, l'Arcivescovo Migliore ha sottolineato la necessità di "una maggiore flessibilità nel sistema pensionistico e nel mercato del lavoro in modo da incoraggiare gli anziani che ancora possono e desiderano farlo, di dare il loro contributo alla società".

  L'Arcivescovo Migliore ha concluso il suo intervento ricordando gli emigranti che "spesso sono motivati dal mero desiderio di lavorare per sostenere le proprie famiglie. Anche essi meritano eque paghe ed equa protezione giuridica, anche in considerazione del fatto che il lavoro da essi svolto è frequentemente uno che nessun altro vuole svolgere. (...) Troppo spesso la mancanza di una normale vita familiare porta a mali come il traffico di esseri umani e la prostituzione, ai margini delle comunità di emigranti".
DELSS/LAVORO/ONU:MIGLIORE                       VIS 20070209 (300)


NUOVO PROGETTO PREVENZIONE PANDEMIE


CITTA' DEL VATICANO, 9 FEB. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Ministri delle Finanze di Italia, Regno Unito, Canada e Russia, in occasione della presentazione del progetto "Advance Market Commitment". Accompagnavano i Ministri la Regina Rania di Giordania e il Presidente della Banca Mondiale, Signor Paul Wolfowitz.

  Il Santo Padre ha ricordato che obiettivo di tale iniziativa è lo "sviluppo e la produzione di  vaccini contro malattie pandemiche che siano resi disponibili nei paesi più poveri" ed anche quello "di rispondere ad una delle sfide più urgenti nella prevenzione sanitaria, che colpisce in particolare nazioni già colpite dalla povertà e da gravi difficoltà".

  "Incoraggio di tutto cuore i vostri sforzi per realizzare questo nuovo programma e l'obiettivo di progredire nella ricerca scientifica per la scoperta di nuovi vaccini, urgentemente necessari per impedire la morte di milioni di esseri umani, inclusi numerosissimi bambini, a causa di malattie infettive, specialmente nelle aree del mondo ad alto rischio".

  Benedetto XVI ha rilevato ancora che: "In questa epoca di mercati globalizzati, ci preoccupa grandemente il crescente divario fra il livello di vita dei paesi che godono di grande ricchezza e di alti livelli di sviluppo tecnologico ed il livello dei paesi in via di sviluppo dove la povertà continua ad esistere ed anzi aumenta sempre più".

  "Assicuro il pieno appoggio della Santa Sede" - ha concluso il Pontefice - "per tale progetto umanitario, ispirato da uno spirito di umana solidarietà di cui il nostro mondo ha bisogno per superare ogni forma di egoismo e promuovere la pacifica coesistenza fra i popoli. Come ho affermato nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace, ogni servizio reso ai poveri è un servizio reso alla pace, perché: 'All'origine di non poche tensioni che minacciano la pace sono sicuramente le tante ingiuste disuguaglianze ancora tragicamente presenti nel mondo'".
AC/PROGETTO POVERI/...                               VIS 20070209 (320)


COLOMBIA: CONTINUARE ADOPERARSI CONCORDIA NAZIONALE


CITTA' DEL VATICANO, 9 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Vaticano il Signor Juan Gómez Martínez, nuovo Ambasciatore di Colombia presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

  Nel suo discorso il Papa ha affermato che il Diplomatico rappresenta una Nazione "che nel corso della sua storia si è distinta per la sua identità cattolica", una caratteristica che si manifesta anche "nell'apprezzamento dei fedeli per i Vescovi e i loro collaboratori, che cercano di conservare le tradizioni e le virtù ereditate dai progenitori".

  Benedetto XVI ha elogiato gli sforzi compiuti dalla Colombia "per ricercare la pace e la riconciliazione, con l'impegno di promuovere il progresso ed istituzioni democratiche più solide", e "gli obiettivi raggiunti verso una maggiore sicurezza e stabilità sociale, e nella lotta contro la povertà". Il Papa ha sottolineato anche i progressi in materia di educazione che hanno favorito "l'accesso di tutti i cittadini ai programmi di scolarizzazione ed istruzione universitaria, poiché l'educazione è il fondamento di una società più umana e solidale".

  Nonostante i traguardi raggiunti, Papa Benedetto XVI ha ricordato che nel Paese persistono tuttavia "altri problemi che attentano alla dignità della persona, all'unità della famiglia, ad un giusto sviluppo economico e ad una conveniente qualità della vita" ed ha esortato "tutti i colombiani a continuare ad adoperarsi per conseguire la concordia e la crescita armonica della Nazione".

  Il Santo Padre ha apprezzato che il nuovo Ambasciatore abbia sottolineato, nel suo discorso, "l'importante opera della Chiesa cattolica a favore della riconciliazione nazionale" ed ha menzionato "la partecipazione diretta di alcuni Vescovi, sacerdoti e religiosi in azioni volte all'edificazione della pace, la loro voce è risuonata anche in momenti decisivi della vita colombiana, nel ricordare quali sono le insostituibili basi del vero progresso umano e della pacifica convivenza".

  Successivamente Papa Benedetto XVI ha parlato della sua "preoccupazione per le leggi che riguardano questioni (...) quali la trasmissione e la difesa della vita, le malattie, l'identità della famiglia e il rispetto del matrimonio. Su tali temi (...) la Chiesa cattolica continuerà a proclamare incessantemente l'inalienabile grandezza della dignità umana. È necessario anche fare appello alla responsabilità dei laici presenti negli organi legislativi (...) affinché le leggi esprimano principi e valori conformi al diritto naturale e promuovano il vero bene comune".

  "È mio ardente desiderio che la Colombia ponga fine al crudele flagello dei sequestri di persona che minacciano così gravemente la dignità e i diritti delle persone" - ha ribadito il Papa - "Accompagno con le preghiere tutti coloro che si trovano ingiustamente privati della libertà ed esprimo la mia vicinanza alle loro famiglie, confidando nella loro pronta liberazione".

  "Al riguardo" - ha concluso il Pontefice - "le numerose istituzioni caritative, seguendo i progetti pastorali della Conferenza Episcopale e delle Diocesi, sono chiamate a prestare assistenza umanitaria ai più bisognosi, in particolare, agli sfollati,  tanto numerosi in Colombia, ed alle vittime della violenza. In tal modo offriranno anche testimonianza dello sforzo della Chiesa che, in virtù della propria missione e nelle circostanze vissute dalla Nazione, è artefice di comunione e di speranza".
CD/LETTERE CREDENZIALI/COLOMBIA:GOMEZ               VIS 20070209 (520)


giovedì 8 febbraio 2007

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 8 FEB. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Michele Giordano, Arcivescovo emerito di Napoli (Italia).

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale Italiana (Regione Lombardia), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Egidio Caporello, di Mantova.

    - Il Vescovo Giovanni Giudici, di Pavia.

    - Il Vescovo Claudio Baggini, di Vigevano.

- Sua Altezza Reale il Principe Alberto di Sassonia, con la Principessa Elmira.
AP:AL/.../...                                 VIS 20070208 (80)


PRESENTAZIONE MESSAGGIO DEL PAPA QUARESIMA 2007


CITTA' DEL VATICANO, 8 FEB. 2007 (VIS). Martedì 13 febbraio prossimo alle ore 11:30, presso la Sala Stampa della Santa Sede, avrà luogo la presentazione del Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la Quaresima 2007.

  Alla Conferenza Stampa interverranno l'Arcivescovo Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum", il Monsignor Karel Kasteel, Segretario e il Reverendo Giovanni Pietro Dal Toso, Sotto-Segretario del medesimo Pontificio Consiglio, e Don Oreste Benzi, Presidente della Fondazione "Giovanni XXIII".
OP/PRESENTAZIONE MESSAGGIO QUARESIMA/CORDES   VIS 20070208 (90)


DICHIARAZIONE DIRETTORE SALA STAMPA SANTA SEDE


CITTA' DEL VATICANO, 8 FEB. 2007 (VIS). Padre Federico Lombardi, S.J., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato questa mattina la seguente dichiarazione:

  "A proposito di quanto pubblicato questa mattina su un importante quotidiano italiano, smentisco che abbia avuto luogo recentemente un incontro fra il Segretario di Stato, Cardinale Tarcisio Bertone, e il Presidente del Consiglio italiano, Onorevole Romano Prodi, e che sia giunta in Vaticano una lettera dei Vescovi del Piemonte concernente la Presidenza della CEI".
OP/.../LOMBARDI                                             VIS 20070208 (90)


MULTIFORMITÀ CARISMI INSEPARABILI VITA DELLA CHIESA


CITTA' DEL VATICANO, 8 FEB. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i partecipanti all'incontro annuale dei Vescovi Amici del Movimento dei Focolari, in corso sul tema: "Il Cristo crocifisso e abbandonato, luce nella notte culturale" ed i partecipanti al IX Convegno dei Vescovi Amici della Comunità di Sant'Egidio, in corso sul tema: "La globalizzazione dell'amore".

  "Cari Fratelli nell'Episcopato" - ha detto il Papa - "la vostra vicinanza ai due Movimenti, mentre sottolinea la vitalità di queste nuove aggregazioni di fedeli, manifesta altresì quella comunione tra i carismi che costituisce un tipico 'segno dei tempi'".

  Ponendo in rilievo che: "La multiformità e l'unità dei carismi e ministeri sono inseparabili nella vita della Chiesa", il Santo Padre ha ribadito che: "Lo Spirito Santo vuole la multiformità dei Movimenti al servizio dell'unico Corpo che è appunto la Chiesa. E questo lo realizza attraverso il ministero di coloro che Egli ha posto a reggere la Chiesa di Dio: i Vescovi in comunione col Successore di Pietro".

  "Nel ricco mondo occidentale" - ha proseguito il Pontefice - "dove, anche se è presente una cultura relativista, non manca però al tempo tesso un diffuso desiderio di spiritualità, i vostri Movimenti testimoniano la gioia della fede e la bellezza dell'essere cristiani. Nelle vaste aree depresse della terra essi comunicano il messaggio della solidarietà e si fanno prossimi ai poveri e ai deboli con quell'amore, umano e divino, che ho voluto riproporre all'attenzione di tutti nell'Enciclica 'Deus caritas est'".

  "Il Movimento dei Focolari, proprio a partire dal cuore della sua spiritualità e cioè da Gesù crocifisso e abbandonato" - ha detto ancora il Pontefice - "sottolinea il carisma e il servizio dell'unità, che si realizza nei vari ambiti sociali e culturali (...), e attraverso le vie dell'ecumenismo e del dialogo interreligioso. La Comunità di Sant'Egidio, mettendo al centro della propria esistenza la preghiera e la liturgia, vuole farsi prossima di coloro che sperimentano situazioni di disagio e di emarginazione sociale".

  "Insieme è possibile affrontare con più forte slancio le sfide che ci interpellano in maniera pressante in questo inizio del terzo millennio: penso in primo luogo alla ricerca della giustizia e della pace e all'urgenza di costruire un mondo più fraterno e solidale, a partire proprio dai Paesi dai quali alcuni di voi provengono, e che sono provati da sanguinosi conflitti".

  "Mi riferisco specialmente all'Africa, continente che porto nel cuore e che spero possa finalmente conoscere un tempo di stabile pace e di vero sviluppo. Il prossimo Sinodo dei Vescovi africani sarà sicuramente" - ha concluso Papa Benedetto XVI - "un momento propizio per mostrare il grande amore che Dio riserva alle amate popolazioni africane".
AC/FOCOLARI:SANT'EGIDIO/...                           VIS 20070208 (460)


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