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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 12 dicembre 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 12 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha convocato la V Conferenza Generale dell'Episcopato Latino-americano, che avrà luogo ad Aparecida (Brasile), dal 13 al 31 maggio 2007, sul tema: "Discípulos y misioneros de Jesucristo para que nuestros pueblos en Él tengan vida" ("Yo soy el Camino, la Verdad y la Vida", Jn. 14,6).
- Ha nominato Presidenti della Quinta Conferenza Generale dell'Episcopato Latino-americano:

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi e Presidente della Pontificia Commissione per l'America Latina.

- Il Cardinale Francisco Javier Errázuriz Ossa, Arcivescovo di Santiago de Chile e Presidente del CELAM.

- Il Cardinale Geraldo Majella Agnelo, Arcivescovo di São Salvador da Bahia e Presidente della Conferenza Episcopale Brasiliana.

- Il Vescovo Andrés Stanovnik, O.F.M.Cap., di Reconquista (Argentina), e Segretario del CELAM, Segretario Generale della medesima Conferenza Generale.

 - Il Vescovo Odilo Scherer, Ausiliare di São Paulo (Brasile), e Segretario della Conferenza Episcopale del Brasile, Segretario Aggiunto della Quinta Conferenza Generale dell'Episcopato Latino-Americano.

- Ha nominato il Vescovo Dodë Gjergji, Amministratore Apostolico di Prizren (superficie: 11.800; popolazione: 2.100.000; cattolici: 65.000; sacerdoti: 53; religiosi: 88), Kosovo, trasferendolo dalla Diocesi di Sapë (Albania).

- Ha nominato il Monsignore Lucjan Augustini, finora Vicario Generale dell'Arcidiocesi Metropolitana di Shkodrë-Pult (Albania), Vescovo di Sapë (superficie: 2.544; popolazione: 200.000; cattolici: 90.000, sacerdoti: 12; religiosi: 54; diaconi permanenti: 1), Albania. Il Vescovo eletto è nato nel 1963 a Ferizaj (Kosovo) ed è stato ordinato sacerdote nel 1989.
NA:NER/.../...                                       VIS 20061212 (250)


MESSAGGIO PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA PACE 2007

CITTA' DEL VATICANO, 12 DIC. 2006 (VIS). Oggi è stato pubblicato il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la Giornata Mondiale della Pace (1° gennaio 2007), sul tema: "La persona umana, cuore della pace". Il Documento è stato pubblicato in lingua inglese, francese, spagnola, italiana, tedesca e portoghese.

  Di seguito riportiamo alcuni estratti del Messaggio:

  "All'inizio del nuovo anno, vorrei far giungere ai Governanti e ai Responsabili delle Nazioni, come anche a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, il mio augurio di pace".

  "Perché creato ad immagine di Dio, l'individuo umano ha la dignità di persona; non è soltanto qualche cosa, ma qualcuno, capace di conoscersi, di possedersi, di liberamente donarsi e di entrare in comunione con altre persone".

  "Anche la pace è insieme un dono e un compito. Se è vero che la pace tra gli individui ed i popoli - la capacità di vivere gli uni accanto agli altri tessendo rapporti di giustizia e di solidarietà - rappresenta un impegno che non conosce sosta, è anche vero, lo è anzi di più, che la pace è dono di Dio".

  "La trascendente 'grammatica', vale a dire l'insieme di regole dell'agire individuale e del reciproco rapportarsi delle persone secondo giustizia e solidarietà, è iscritta nelle coscienze, nelle quali si rispecchia il progetto sapiente di Dio. (...) La pace è quindi anche un compito che impegna ciascuno ad una risposta personale coerente col piano divino. Il criterio cui deve ispirarsi tale risposta non può che essere il rispetto della 'grammatica' scritta nel cuore dell'uomo dal divino suo Creatore".

  "In tale prospettiva, le norme del diritto naturale non vanno considerate come direttive che si impongono dall'esterno, quasi coartando la libertà dell'uomo. Al contrario, esse vanno accolte come una chiamata a realizzare fedelmente l'universale progetto divino iscritto nella natura dell'essere umano. (...) Il riconoscimento e il rispetto della legge naturale pertanto costituiscono anche oggi la grande base per il dialogo tra i credenti delle diverse religioni e tra i credenti e gli stessi non credenti. È questo un grande punto di incontro e, quindi, un fondamentale presupposto per un'autentica pace".

  "Il dovere del rispetto per la dignità di ogni essere umano, nella cui natura si rispecchia l'immagine del Creatore, comporta come conseguenza che della persona non si possa disporre a piacimento. Chi gode di maggiore potere politico, tecnologico, economico, non può avvalersene per violare i diritti degli altri meno fortunati. È infatti sul rispetto dei diritti di tutti che si fonda la pace. Consapevole di ciò, la Chiesa si fa paladina dei diritti fondamentali di ogni persona".

  "In particolare, essa rivendica il rispetto della vita e della libertà religiosa di ciascuno. Il rispetto del diritto alla vita in ogni sua fase stabilisce un punto fermo di decisiva importanza: la vita è un dono di cui il soggetto non ha la completa disponibilità. (...) Il diritto alla vita e alla libera espressione della propria fede in Dio non è in potere dell'uomo".

  "Per quanto concerne il diritto alla vita, è doveroso denunciare lo scempio che di essa si fa nella nostra società: accanto alle vittime dei conflitti armati, del terrorismo e di svariate forme di violenza, ci sono le morti silenziose provocate dalla fame, dall'aborto, dalla sperimentazione sugli embrioni e dall'eutanasia. Come non vedere in tutto questo un attentato alla pace? L'aborto e la sperimentazione sugli embrioni costituiscono la diretta negazione dell'atteggiamento di accoglienza verso l'altro che è indispensabile per instaurare durevoli rapporti di pace".

  "Per quanto riguarda poi la libera espressione della propria fede, un altro preoccupante sintomo di mancanza di pace nel mondo è rappresentato dalle difficoltà che tanto i cristiani quanto i seguaci di altre religioni incontrano spesso nel professare pubblicamente e liberamente le proprie convinzioni religiose. Parlando in particolare dei cristiani, debbo rilevare con dolore che essi non soltanto sono a volte impediti; in alcuni Stati vengono addirittura perseguitati, ed anche di recente si sono dovuti registrare tragici episodi di efferata violenza".

  "Vi sono regimi che impongono a tutti un'unica religione, mentre regimi indifferenti alimentano non una persecuzione violenta, ma un sistematico dileggio culturale nei confronti delle credenze religiose. In ogni caso, non viene rispettato un diritto umano fondamentale, con gravi ripercussioni sulla convivenza pacifica. Ciò non può che promuovere una mentalità e una cultura negative per la pace".

  "All'origine di non poche tensioni che minacciano la pace sono sicuramente le tante ingiuste disuguaglianze ancora tragicamente presenti nel mondo. Tra esse particolarmente insidiose sono, da una parte, le disuguaglianze nell'accesso a beni essenziali, come il cibo, l'acqua, la casa, la salute; dall'altra, le persistenti disuguaglianze tra uomo e donna nell'esercizio dei diritti umani fondamentali".

  "Costituisce un elemento di primaria importanza per la costruzione della pace il riconoscimento dell'essenziale uguaglianza tra le persone umane, che scaturisce dalla loro comune trascendente dignità. (...)  Le gravissime carenze di cui soffrono molte popolazioni, specialmente del Continente africano, sono all'origine di violente rivendicazioni e costituiscono pertanto una tremenda ferita inferta alla pace".

  "Anche la non sufficiente considerazione per la condizione femminile introduce fattori di instabilità nell'assetto sociale. Penso allo sfruttamento di donne trattate come oggetti e alle tante forme di mancanza di rispetto per la loro dignità; penso anche - in contesto diverso - alle visioni antropologiche persistenti in alcune culture, che riservano alla donna una collocazione ancora fortemente sottomessa all'arbitrio dell'uomo, con conseguenze lesive per la sua dignità di persona e per l'esercizio delle stesse libertà fondamentali. Non ci si può illudere che la pace sia assicurata finché non siano superate anche queste forme di discriminazione, che ledono la dignità personale, inscritta dal Creatore in ogni essere umano".

  "Accanto all'ecologia della natura c'è (...) un'ecologia che potremmo dire 'umana', la quale a sua volta richiede un''ecologia sociale'. E ciò comporta che l'umanità, se ha a cuore la pace, debba tenere sempre più presenti le connessioni esistenti tra l'ecologia naturale, ossia il rispetto della natura, e l'ecologia umana. L'esperienza dimostra che ogni atteggiamento irrispettoso verso l'ambiente reca danni alla convivenza umana, e viceversa".

  "In questi anni nuove Nazioni sono entrate con slancio nella produzione industriale, incrementando i bisogni energetici. Ciò sta provocando una corsa alle risorse disponibili che non ha confronti con situazioni precedenti. Nel frattempo, in alcune regioni del pianeta si vivono ancora condizioni di grande arretratezza, in cui lo sviluppo è praticamente inceppato anche a motivo del rialzo dei prezzi dell'energia".

  "La distruzione dell'ambiente, un suo uso improprio o egoistico e l'accaparramento violento delle risorse della terra generano lacerazioni, conflitti e guerre, proprio perché sono frutto di un concetto disumano di sviluppo".

  "Urge pertanto, pur nel quadro delle attuali difficoltà e tensioni internazionali, impegnarsi per dar vita ad un'ecologia umana che favorisca la crescita dell''albero della pace'. Per tentare una simile impresa è necessario lasciarsi guidare da una visione della persona non viziata da pregiudizi ideologici e culturali o da interessi politici ed economici, che incitino all'odio e alla violenza. È comprensibile che le visioni dell'uomo varino nelle diverse culture. Ciò che invece non si può ammettere è che vengano coltivate concezioni antropologiche che rechino in se stesse il germe della contrapposizione e della violenza. Ugualmente inaccettabili sono concezioni di Dio che stimolino all'insofferenza verso i propri simili e al ricorso alla violenza nei loro confronti. È questo un punto da ribadire con chiarezza: una guerra in nome di Dio non è mai accettabile!"

  "Oggi, però, la pace non è messa in questione solo dal conflitto tra le visioni riduttive dell'uomo, ossia tra le ideologie. Lo è anche dall'indifferenza per ciò che costituisce la vera natura dell'uomo. (...)  Una visione 'debole' della persona, che lasci spazio ad ogni anche eccentrica concezione, solo apparentemente favorisce la pace. In realtà impedisce il dialogo autentico ed apre la strada all'intervento di imposizioni autoritarie, finendo così per lasciare la persona stessa indifesa e, conseguentemente, facile preda dell'oppressione e della violenza".

  "Alla tutela dei diritti umani fanno costante riferimento gli Organismi internazionali e, in particolare, l'Organizzazione delle Nazioni Unite, che con la Dichiarazione Universale del 1948 si è prefissata, quale compito fondamentale, la promozione dei diritti dell'uomo. A tale Dichiarazione si guarda come ad una sorta di impegno morale assunto dall'umanità intera. Ciò ha una sua profonda verità soprattutto se i diritti descritti nella Dichiarazione sono considerati come aventi fondamento non semplicemente nella decisione dell'assemblea che li ha approvati, ma nella natura stessa dell'uomo e nella sua inalienabile dignità di persona creata da Dio. È importante, pertanto, che gli Organismi internazionali non perdano di vista il fondamento naturale dei diritti dell'uomo. Ciò li sottrarrà al rischio, purtroppo sempre latente, di scivolare verso una loro interpretazione solo positivistica. Se ciò accadesse, gli Organismi internazionali risulterebbero carenti dell'autorevolezza necessaria per svolgere il ruolo di difensori dei diritti fondamentali della persona e dei popoli, principale giustificazione del loro stesso esistere ed operare".

  "A partire dalla consapevolezza che esistono diritti umani inalienabili connessi con la comune natura degli uomini, è stato elaborato un diritto internazionale umanitario, alla cui osservanza gli Stati sono impegnati anche in caso di guerra. Ciò purtroppo non ha trovato coerente attuazione, a prescindere dal passato, in alcune situazioni di guerra verificatesi di recente. Così, ad esempio, è avvenuto nel conflitto che mesi fa ha avuto per teatro il Libano del Sud, dove l'obbligo di proteggere e aiutare le vittime innocenti e di non coinvolgere la popolazione civile è stato in gran parte disatteso".

  "La dolorosa vicenda del Libano e la nuova configurazione dei conflitti, soprattutto da quando la minaccia terroristica ha posto in atto inedite modalità di violenza, richiedono che la comunità internazionale ribadisca il diritto internazionale umanitario e lo applichi a tutte le odierne situazioni di conflitto armato, comprese quelle non previste dal diritto internazionale in vigore".

  "Inoltre, la piaga del terrorismo postula un'approfondita riflessione sui limiti etici che sono inerenti all'utilizzo degli strumenti odierni di tutela della sicurezza nazionale. Sempre più spesso, in effetti, i conflitti non vengono dichiarati, soprattutto quando li scatenano gruppi terroristici decisi a raggiungere con qualunque mezzo i loro scopi. Dinanzi agli sconvolgenti scenari di questi ultimi anni, gli Stati non possono non avvertire la necessità di darsi delle regole più chiare, capaci di contrastare efficacemente la drammatica deriva a cui stiamo assistendo".

  "Altro elemento che suscita grande inquietudine è la volontà, manifestata di recente da alcuni Stati, di dotarsi di armi nucleari. Ne è risultato ulteriormente accentuato il diffuso clima di incertezza e di paura per una possibile catastrofe atomica".

  "Purtroppo ombre minacciose continuano ad addensarsi all'orizzonte dell'umanità. La via per assicurare un futuro di pace per tutti è rappresentata non solo da accordi internazionali per la non proliferazione delle armi nucleari, ma anche dall'impegno di perseguire con determinazione la loro diminuzione e il loro definitivo smantellamento. Niente si lasci di intentato per arrivare, con la trattativa, al conseguimento di tali obiettivi! È in gioco il destino dell'intera famiglia umana!"

  "Desidero, infine, rivolgere un pressante appello al Popolo di Dio, perché ogni cristiano si senta impegnato ad essere infaticabile operatore di pace e strenuo difensore della dignità della persona umana e dei suoi inalienabili diritti. (...) In Cristo noi possiamo trovare le ragioni supreme per farci fermi paladini della dignità umana e coraggiosi costruttori di pace".
MESS/GIORNATA MONDIALE PACE 2007/...                 VIS 20061212 (1820)


LA PERSONA UMANA, CUORE DELLA PACE

CITTA' DEL VATICANO, 12 DIC. 2006 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ed il Vescovo Giampaolo Crepaldi, Segretario del medesimo Dicastero, hanno presentato il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la Giornata Mondiale della Pace 2007, sul tema: "La persona umana, cuore della pace".

  "Possiamo affermare" - ha detto il Cardinale Martino - "che il Messaggio di quest'anno va letto e interpretato come una continuazione ed un completamento del Messaggio precedente. Al n. 1, infatti, il Santo Padre afferma che, 'rispettando la persona si promuove la pace, e costruendo la pace si pongono le premesse per un autentico umanesimo integrale'".

  Il Messaggio, ha spiegato il Cardinale Martino - "si presenta strutturato in tre parti (...). Nella prima parte si evidenzia 'il senso e il valore della connessione tra persona umana e pace' intese e proposte attraverso le categorie teologico-spirituali del 'dono e del compito'; nella seconda, la verità della persona umana è messa in relazione con il concetto nuovo e innovativo di 'ecologia della pace'; nella terza, la verità della persona umana è considerata in riferimento alla complessa realtà del rispetto dei suoi diritti fondamentali, del diritto umanitario internazionale e di alcune responsabilità inerenti all'azione delle Organizzazioni internazionali. Il Messaggio si conclude con un invito ai cristiani a farsi operatori di pace".

  "Nella prospettiva del Messaggio, è il riconoscimento dell'ordine trascendente delle cose la base su cui dare fondamento al dialogo interreligioso e culturale finalizzato alla promozione della pace. (...) Per far progredire il fronte della pace, l'umanità di oggi deve far tesoro delle norme del diritto naturale che 'non vanno considerate come direttive che si impongono dall'esterno, quasi coartando la libertà dell'uomo".

  Il Santo Padre afferma inoltre che "alcuni beni sono e devono restare indisponibili; si tratta del diritto alla vita e del diritto alla libertà religiosa. (...) Possiamo riassumere la risposta del Santo Padre con le seguenti parole" - ha proseguito il Cardinale Martino - "il rispetto del diritto alla vita in ogni sua fase pone l'uomo davanti alla natura intesa come dono; (...) il diritto alla libertà religiosa apre la natura ad un fondamento che la trascende e, (...) la toglie alla completa disponibilità umana".

  Riguardo al tema dell'uguaglianza di natura di tutte le persone umane, il Santo Padre - ha precisato ancora il Porporato - ribadisce che "le disuguaglianze sociali e quelle di genere sono motivi preoccupanti di instabilità nella costruzione della pace".

   L'articolo 9 dedicato alla "ecologia della pace", riporta una serie di interrogativi del Santo Padre, i quali "pongono in evidenza come il problema del rapporto con la natura sia strettamente collegato con la costruzione, tra gli uomini e tra le Nazioni, di rapporti umani ecologici, ossia rispettosi della dignità della persona e dei suoi autentici bisogni".

  "Ai numeri 10 e 11 il Santo Padre offre il fondamento dell'ecologia della pace e la base su cui far crescere l''albero della pace'. (...) È possibile a patto che ci si lasci guidare da una visione corretta e la più ampia possibile della persona umana, perchè le riduzioni dell'uomo, del suo valore e della sua dignità spesso si pagano con il conflitto".

  "Il Messaggio papale" - ha proseguito il Cardinale Martino - "afferma che la pace è resa difficile anche dall'indifferenza per ciò che costituisce la vera natura dell'uomo. (...) Un simile atteggiamento è molto pericoloso per la pace, che non può costruirsi sul vuoto e sull'indifferenza, perché in questo caso il riconoscimento reciproco sarà solo formale, convenzionale, provvisorio".

  Nella terza parte del Messaggio, comprendente gli articoli dal 12 al 15, Benedetto XVI "afferma che una pace vera e stabile presuppone il rispetto dei diritti dell'uomo, ancorati ad una concezione 'forte' della persona umana. (...) I diritti esprimono le esigenze della natura dell'uomo scaturita dalla Creazione. Ci dicono di che cosa l'uomo ha bisogno nella sua esistenza per poter essere dignitosamente se stesso. Ci dicono come dobbiamo trattarlo per mantenerlo in conformità con la sua dignità. I diritti umani non reggono ai continui attacchi di cui sono fatti bersaglio, se non riscoprono continuamente questi loro significati".

  Il Santo Padre, ha aggiunto il Porporato, "richiama la vocazione originaria degli organismi internazionali e, soprattutto, delle Nazioni Unite, incitandoli a farsi paladini della promozione dei diritti umani" e "ritorna anche quest'anno sul valore del diritto umanitario internazionale", con riflessioni "ispirate da realismo e fiducia. (...) Per ultimo, troviamo il preoccupato richiamo papale al fatto che alcuni Paesi hanno manifestato la volontà di dotarsi di armi nucleari".

  "La conclusione del Messaggio di Benedetto XVI (...) è tutta dedicata ai cattolici, invitati ad essere infaticabili operatori di pace e strenui difensori della dignità della persona umana. (...) Il sentimento dell'appartenenza ecclesiale va vissuto in una generosa dedizione verso tutti, specialmente verso coloro che patiscono povertà e privazioni e che mancano del prezioso bene della pace".
OP/MESSAGGIO GIORNATA PACE/MARTINO                   VIS 20061212 (830)


lunedì 11 dicembre 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Gabriel Mbilingi, C.S.Sp., finora Vescovo di Lwena (Angola), Arcivescovo Coadiutore dell'Arcidiocesi di Lubango (superficie: 118.000; popolazione: 3.085.651; cattolici: 1.604.539; sacerdoti: 83; religiosi: 255), Angola.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare dell'arcidiocesi di Melbourne(Australia), presentata dal Vescovo Joseph Peter O'Connell, per raggiunti limiti d'età.

  Sabato 9 dicembre è stato reso noto che il Santo Padre ha nominato il Vescovo Marcel Madila Basanguka, Arcivescovo di Kananga (superficie: 33.000; popolazione: 2.264.000; cattolici: 1.363.000; sacerdoti: 123; religiosi: 345), Repubblica Democratica del Congo. L'Arcivescovo eletto è stato finora Ausiliare della medesima Arcidiocesi.
NEC:RE:NER/.../MBILINGI:O'CONNELL:BASANGUKA         VIS 20061211 (110)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate sette Presuli della Conferenza Episcopale Italiana, Regione Calabria, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Vittorio Luigi Mondello, di Reggio Calabria-Bova.

    - L'Arcivescovo Antonio Ciliberti, di Catanzaro-Squillace.

    - L'Arcivescovo Salvatore Nunnari, di Cosenza-Bisignano.

    - Il Vescovo Domenico Tarcisio Cortese, O.F.M., di Mileto-Nicotera-Tropea.

    - Il Vescovo Luciano Bux, di Oppido Mamertina-Palmi.

    - L'Arcivescovo Santo Marcianò, di Rossano-Cariati.

    - Il Monsignore Francesco Frandina,  Amministratore Apostolico di Crotone-Santa Severina.

  Sabato 9 dicembre il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale Italiana, Regione Lazio, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Delio Lucarelli, di Rieti.

    - Il Vescovo Luca Brandolini, C.M., di Sora-Aquino-Pontecorvo.

    - Il Vescovo Giovanni Paolo Benotto, di Tivoli.

    - Il Vescovo Lorenzo Chiarinelli, di Viterbo.

    - Il Vescovo Fabio Bernardo D'Onorio, O.S.B., Abate Ordinario di Montecassino.

    - Il Padre Emiliano Fabbricatore, O.S.B.I., Archimandrita dell'Abbazia di Santa Maria di Grottaferrata.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/.../...                                       VIS 20061211 (180)

CONCLUSIONE SCAVI BASILICA SAN PAOLO FUORI LE MURA

CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2006 (VIS). Questa mattina nella Sala Stampa della Santa Sede ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione di lavori che hanno portato alla luce il sarcofago di San Paolo nella Basilica romana di San Paolo fuori le Mura.

  Alla Conferenza Stampa hanno partecipato il Cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, Arciprete della Basilica di San Paolo, l'Archeologo Dottor Giorgio Filippi e l'Ingegner Pier Carlo Visconti, Delegato per l'amministrazione della Basilica di San Paolo fuori le Mura.

  Il Cardinale Cordero Lanza di Montezemolo si è soffermato sui seguenti punti: la nuova denominazione delle quattro Basiliche Maggiori Romane, che si chiameranno "Papali" e non più "Patriarcali"; del programma di riordinamento del complesso di San Paolo fuori le Mura, comprendente il progetto di stabilire un percorso pedonale per pellegrini e visitatori che permetta di definire un'area museale col chiostro e alcune parti all'intorno; i lavori intorno alla tomba di San Paolo e la collocazione di una lastra trasparente a pavimento per vedere i resti dell'abside costantiniana.

  Il Dottor Giorgio Filippi ha affermato a sua volta che "è un dato incontrovertibile nella tradizione storica" che "la Basilica di San Paolo fosse sorte sulla tomba dell'Apostolo", mentre "l'identificazione del sepolcro originario è una questione rimasta aperta".

  "La Cronaca del Monastero" - ha proseguito l'Archeologo Filippi - "parla di un grande sarcofago marmoreo rinvenuto durante i lavori di ricostruzione della Basilica dopo l'incendio del 1823, nell'area della Confessione, sotto due lastre iscritte PAVLO APOSTOLO MART(YRI), di cui però non esiste traccia nella documentazione di scavo, a differenza degli altri sarcofagi che furono scoperti e rilevati nella stessa occasione".

  "Le indagini archeologiche nell'area tradizionalmente considerata il luogo di sepoltura dell'Apostolo, iniziate nel 2002 e terminate il 22 settembre 2006, hanno permesso di riportare alla luce un importante contesto stratificato, formato dall'abside della basilica costantiniana, inglobata nel transetto dell'edificio dei Tre Imperatori: sul pavimento di quest'ultimo, sotto l'altare papale, è stato riscoperto quel grande sarcofago del quale si erano perse le tracce e che veniva considerato fin dall'epoca teodosiana la Tomba di San Paolo".
OP/SAN PAOLO FUORI LE MURA/...                       VIS 20061211 (360)


TELEGRAMMA CORDOGLIO SCOMPARSA CARDINALE PAPPALARDO


CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC. 2006 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del telegramma di cordoglio che il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire al Cardinale Salvatore De Giorgi, Arcivescovo di Palermo (Italia), per la morte, avvenuta ieri, all'età di 88 anni, del suo predecessore alla medesima sede, Cardinale Salvatore Pappalardo.

  "Ho appreso con dolore la mesta notizia della scomparsa del Signor Cardinale Salvatore Pappalardo, Arcivescovo emerito di Palermo, e nell'elevare fervide preghiere a Dio perché conceda il riposo eterno a questo zelante e generoso Pastore, mi unisco spiritualmente al cordoglio di codesta comunità diocesana dove egli esercitò con sollecitudine il ministero episcopale. Ricordo con ammirazione la sua feconda e molteplice attività apostolica animata dal desiderio di annunciare Cristo e di accompagnare con il suo illuminato magistero il cammino di crescita morale e culturale della società palermitana. Nell'esprimere le mie sentite condoglianze ai familiari del compianto Porporato, a Lei, al presbiterio, alle comunità religiose ed a tutti i fedeli di codesta cara Arcidiocesi, di cuore imparto la confortatrice Benedizione Apostolica, quale segno di fede e di speranza cristiana nel Signore Risorto".
TGR/MORTE PAPPALARDO/DE GIORGI                   VIS 20061211 (200)


PARROCCHIA FARO CHE IRRADIA LUCE DELLA FEDE

CITTA' DEL VATICANO, 10 DIC. 2006 (VIS). Alle 9:00 di questa mattina, Seconda Domenica di Avvento, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato in visita pastorale alla Parrocchia di Santa Maria Stella dell'Evangelizzazione al Torrino (Nord), nel settore Sud della Diocesi di Roma, per la Celebrazione della Santa Messa e la Dedicazione della nuova Chiesa.

   "Questa parrocchia viene inaugurata durante il periodo di Avvento" - ha ricordato Benedetto XVI nell'omelia - "che ormai da sedici anni, la Diocesi di Roma dedica alla sensibilizzazione e alla raccolta di fondi per la realizzazione delle nuove chiese nelle periferie della città. Essa si va ad aggiungere agli oltre cinquanta complessi parrocchiali già realizzati in questi anni grazie allo sforzo economico del Vicariato, al contributo di tanti fedeli e all'attenzione delle autorità civili".

  "Chiedo a tutti i fedeli e cittadini di buona volontà di proseguire in questo impegno con generosità, affinché i quartieri che ancora ne sono privi possano avere al più presto la sede della loro parrocchia".

  "Soprattutto nel nostro contesto sociale largamente secolarizzato, la parrocchia è un faro che irradia la luce della fede" - ha sottolineato il Pontefice - "e viene incontro così ai desideri più profondi e veri del cuore dell'uomo, dando significato e speranza alla vita delle persone e delle famiglie".

  "La vostra comunità è viva e giovane!" - ha esclamato il Papa - "Giovane per la sua fondazione, avvenuta nel 1989, e ancor più per l'effettivo inizio delle sue attività. Giovane perché in questo quartiere del Torrino Nord è giovane la grande maggioranza delle famiglie e sono quindi numerosi i bambini e i ragazzi. Alla vostra comunità, pertanto, compete l'arduo e affascinante compito di educare i propri figli alla vita e alla gioia della fede. Confido che insieme, in spirito di sincera comunione, vi impegnerete nella preparazione ai sacramenti dell'iniziazione cristiana e aiuterete i vostri ragazzi, (...), a crescere nell'amore e nella fedeltà al Signore".

  Spiegando il significato dell'edificio sacro, Benedetto XVI ha affermato che: "L'edificio della chiesa esiste perché la Parola di Dio possa essere ascoltata, spiegata e compresa in mezzo a noi; esiste, perché la Parola di Dio operi fra noi come forza che crea giustizia ed amore".

  "La chiesa esiste" - ha detto ancora il Pontefice - "perchè in essa incontriamo Cristo, il Figlio del Dio vivente. Dio ha un volto. Dio ha un nome. In Cristo, Dio si è fatto carne e si dona a noi nel mistero della santissima Eucaristia".

  "La Parola è carne. Si dona a noi sotto le apparenze del pane e diventa così veramente il Pane di cui viviamo. Noi uomini viviamo della Verità. Questa Verità è Persona: essa ci parla e noi parliamo ad essa. La chiesa è il luogo d'incontro con il Figlio del Dio vivente e così è il luogo d'incontro tra di noi. È questa la gioia che Dio ci dà: che Egli si è fatto uno di noi, che noi possiamo quasi toccarlo e che Egli vive con noi. La gioia di Dio realmente è la nostra forza".

  "Così il Vangelo finalmente ci introduce nell'ora che stiamo oggi vivendo. Ci conduce verso Maria, che qui onoriamo come Stella dell'Evangelizzazione. (...) Maria ci dice, per quale scopo esistono gli edifici delle chiese: esistono perché dentro di noi si faccia spazio alla Parola di Dio; perché dentro di noi e per mezzo di noi la Parola possa anche oggi farsi carne".

  Papa Benedetto XVI ha compiuto finora due visite pastorali alla parrocchie di Roma: il 18 dicembre dello scorso anno, alla Parrocchia di Santa Maria Consolatrice a Casalbertone, sua chiesa titolare dal 1977 al 1993, e alla Parrocchia di Dio Padre Misericordioso nel settore Est della Diocesi di Roma, il 26 marzo 2006.
HML/MARIA STELLA EVANGELIZZAZIONE/...               VIS 20061211 (550)


RICONOSCERE PRESENZA COMUNITARIA PUBBLICA RELIGIONE

CITTA' DEL VATICANO, 9 DIC. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i partecipanti al 56° Congresso nazionale di studio, dedicato al tema: "La laicità e le laicità", promosso dall'Unione dei Giuristi Cattolici Italiani, in corso in questi giorni a Roma.

  L'origine del concetto di laicità, ha detto il Papa, indicava la "condizione del semplice fedele cristiano, non appartenente né al clero né allo stato religioso" e "durante il Medioevo ha rivestito il significato di opposizione tra i poteri civili e le gerarchie ecclesiastiche, e nei tempi moderni ha assunto quello di esclusione della religione e dei suoi simboli dalla vita pubblica mediante il loro confinamento nell'ambito del privato e della coscienza individuale. È avvenuto così che al termine di laicità sia stata attribuita un'accezione ideologica opposta a quella che aveva all'origine".

  Ponendo l'accento sul fatto che la laicità viene oggi comunemente intesa come "totale separazione tra lo Stato e la Chiesa, non avendo quest'ultima titolo alcuno ad intervenire su tematiche relative alla vita e al comportamento dei cittadini"; anzi "la laicità comporterebbe addirittura l'esclusione dei simboli religiosi dai luoghi pubblici destinati allo svolgimento delle funzioni proprie della comunità politica", Benedetto XVI ha rilevato che oggi in tale contesto si parla di "pensiero laico, di morale laica, di scienza laica, di politica laica. In  effetti,  alla base di tale concezione c'è una visione a-religiosa della vita, del pensiero e della morale: una visione, cioè, in cui non c'è posto per Dio, per un Mistero che trascenda la pura ragione, per una legge morale di valore assoluto, vigente in ogni tempo e in ogni situazione".

  "È compito, allora, di tutti i credenti, in particolare dei credenti in Cristo, contribuire ad elaborare un concetto di laicità che, da una parte, riconosca a Dio e alla sua legge morale, a Cristo e alla sua Chiesa il posto che ad essi spetta nella vita umana, individuale e sociale, e, dall'altra, affermi e rispetti la 'legittima autonomia delle realtà terrene'".

  Ricordando che ogni intervento diretto della Chiesa nella vita politica "sarebbe un'indebita ingerenza" - il Papa ha ribadito anche che "la 'sana laicità' comporta che lo Stato non consideri la religione come un semplice sentimento individuale, che si potrebbe confinare al solo ambito privato. Al contrario, la religione, (...) va riconosciuta come presenza comunitaria pubblica. Questo comporta inoltre che a ogni Confessione religiosa (purché non in contrasto con l'ordine morale e non pericolosa per l'ordine pubblico) sia garantito il libero esercizio delle attività di culto - spirituali, culturali, educative e caritative - della comunità dei credenti".

  "Alla luce di queste considerazioni" - ha proseguito il Pontefice - "non è certo espressione di laicità, ma sua degenerazione in laicismo, l'ostilità a ogni forma di rilevanza politica e culturale della religione; alla presenza, in particolare, di ogni simbolo religioso nelle istituzioni pubbliche. Come pure non è segno di sana laicità il rifiuto alla comunità cristiana, e a coloro che legittimamente la rappresentano, del diritto di pronunziarsi sui problemi morali che oggi interpellano la coscienza di tutti gli esseri umani, in particolare dei legislatori e dei giuristi".

  "Non si tratta, infatti," - ha spiegato il Pontefice - "di indebita ingerenza della Chiesa nell'attività legislativa, propria ed esclusiva dello Stato, ma dell'affermazione e della difesa dei grandi valori che danno senso alla vita della persona e ne salvaguardano la dignità. Questi valori, prima di essere cristiani, sono umani, tali perciò da non lasciare indifferente e silenziosa la Chiesa, la quale ha il dovere di proclamare con fermezza la verità sull'uomo e sul suo destino".

  Il Papa ha concluso il suo discorso sottolineando che è compito dei cristiani "far comprendere che la legge morale dataci da Dio, e che si manifesta a noi con la voce della coscienza, ha lo scopo, non di opprimerci, ma di liberarci dal male e di renderci felici. Si tratta di mostrare che senza Dio l'uomo è perduto e che l'esclusione della religione dalla vita sociale, in particolare la marginalizzazione del cristianesimo, mina le basi stesse della convivenza umana. Prima di essere di ordine sociale e politico, queste basi infatti sono di ordine morale".
AC/LAICITÀ/...                                   VIS 20061211 (700)


EUROPA TRAGGA NUOVA LINFA ANTICHE RADICI CRISTIANE

CITTA' DEL VATICANO, 8 DIC. 2006 (VIS). Nel primo pomeriggio di oggi, Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, il Papa si è recato in autovettura panoramica a Piazza di Spagna, per il tradizionale omaggio alla statua dell'Immacolata. Lungo il percorso che ha compiuto in piedi nell'autovettura panoramica, Papa Benedetto XVI ha salutato le migliaia di persone che affollavano le strade adiacenti.

  All'arrivo al monumento dell'Immacolata, una colonna sulla cui cima è collocata la statua della Vergine, di fronte alla sede dell'Ambasciata di Spagna presso la Santa Sede, il Papa ha benedetto un cesto di rose che è stato poi deposto ai piedi della colonna dell'Immacolata.

  "'Piena di grazia' Tu sei, Maria" - ha detto il Papa - "colma dell'amore divino dal primo istante della tua esistenza, provvidenzialmente predestinata ad essere la Madre del Redentore, ed intimamente associata a Lui nel mistero della salvezza (...). In Te brilla la dignità di ogni essere umano, che è sempre prezioso agli occhi del Creatore. Chi a Te volge lo sguardo, o Madre Tutta Santa, non perde la serenità, per quanto dure possano essere le prove della vita. Anche se triste è l'esperienza del peccato, che deturpa la dignità di figli di Dio, chi a Te ricorre riscopre la bellezza della verità e dell'amore, e ritrova il cammino che conduce alla casa del Padre".

  "'Piena di grazia' Tu sei, Maria, che accogliendo con il tuo 'sì' i progetti del Creatore ci hai aperto la strada della salvezza. Alla tua scuola, insegnaci a pronunciare anche noi il nostro 'sì' alla volontà del Signore. (...) Dacci il coraggio di dire 'no' agli inganni del potere, del denaro, del piacere; ai guadagni disonesti, alla corruzione e all'ipocrisia, all'egoismo e alla violenza. 'No' al Maligno, principe ingannatore di questo mondo. 'Sì' a Cristo, che distrugge la potenza del male con l'onnipotenza dell'amore. Noi sappiamo che solo cuori convertiti all'Amore, che è Dio, possono costruire un futuro migliore per tutti".

  "'Piena di grazia' Tu sei, Maria! Il tuo nome è per tutte le generazioni pegno di sicura speranza. Sì! Perché, come scrive il sommo poeta Dante, per noi mortali Tu 'sei di speranza fontana vivace' (Par., XXXIII, 12). A questa fonte, alla sorgente del tuo Cuore immacolato, ancora una volta veniamo pellegrini fiduciosi ad attingere fede e consolazione, gioia e amore, sicurezza e pace".

  "Vergine 'piena di grazia', mostraTi Madre tenera e premurosa per gli abitanti di questa tua città, perché l'autentico spirito evangelico ne animi ed orienti i comportamenti; mostraTi Madre e vigile custode per l'Italia e per l'Europa, affinché dalle antiche radici cristiane sappiano i popoli trarre nuova linfa per costruire il loro presente e il loro futuro; mostraTi Madre provvida e misericordiosa per il mondo intero, perché, nel rispetto dell'umana dignità e nel ripudio di ogni forma di violenza e di sfruttamento, vengano poste basi salde per la civiltà dell'amore".

  "MostraTi Madre specialmente per quanti ne hanno maggiormente bisogno: per gli indifesi, per gli emarginati e gli esclusi, per le vittime di una società che troppo spesso sacrifica l'uomo ad altri scopi e interessi. MostraTi Madre di tutti, o Maria, e donaci Cristo, la speranza del mondo! 'Monstra Te esse Matrem', o Vergine Immacolata, piena di grazia! Amen!".

  Lasciata Piazza di Spagna, il Santo Padre ha raggiunto la Basilica di Santa Maria Maggiore ove ha reso omaggio alla "Salus Populi Romani" e quindi è rientrato in Vaticano.
BXVI-OMAGGIO/IMMACOLATA/...                       VIS 20061211 (570)


ACCOGLIERE CON FEDE GESÙ NELLA NOSTRA VITA, COME MARIA


CITTA' DEL VATICANO, 8 DIC. 2006 (VIS). Alle ore 12.00 di oggi, Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  L'Immacolata Concezione, ha detto il Papa, è "una delle feste della Beata Vergine più belle e popolari" ed ha ricordato che: "Maria non solo non ha commesso alcun peccato, ma è stata preservata persino da quella comune eredità del genere umano che è la colpa originale. E ciò a motivo della missione alla quale da sempre Dio l'ha destinata: essere la Madre del Redentore".

  Benedetto XVI ha spiegato che il fondamento biblico del dogma dell'Immacolata Concezione "si trova nelle parole che l'Angelo rivolse alla fanciulla di Nazareth: 'Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te'. "Piena di grazia" - nell'originale greco 'kecharitoméne' - è il nome più bello di Maria, nome che Le ha dato Dio stesso, per indicare che è da sempre e per sempre l'amata, l'eletta, la prescelta per accogliere il dono più prezioso, Gesù, 'l'amore incarnato di Dio'".

  "Possiamo domandarci: perché, tra tutte le donne, Dio ha scelto proprio Maria di Nazaret? La risposta è nascosta nel mistero insondabile della divina volontà. Tuttavia c'è una ragione che il Vangelo pone in evidenza: la sua umiltà. (...) Sì, Dio è stato attratto dall'umiltà di Maria, che ha trovato grazia ai suoi occhi. È diventata così la Madre di Dio, immagine e modello della Chiesa, eletta tra i popoli per ricevere la benedizione del Signore e diffonderla sull'intera famiglia umana".

  "Questa 'benedizione' non è altro che Gesù Cristo stesso. È Lui la Fonte della grazia, di cui Maria è stata colmata fin dal primo istante della sua esistenza. Ha accolto con fede Gesù e con amore l'ha donato al mondo. Questa è anche la nostra vocazione e la nostra missione, la vocazione e la missione della Chiesa: accogliere Cristo nella nostra vita e donarlo al mondo, 'perché il mondo si salvi per mezzo di Lui'".
ANG/IMMACOLATA CONCEZIONE/...                       VIS 20061211 (360)


ESPOSIZIONE "HABEMUS PAPAM" PALAZZO LATERANENSE


CITTA' DEL VATICANO, 7 DIC. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, nel Palazzo Apostolico Lateranense, il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha inaugurato l'esposizione: "Habemus Papam. Le elezioni pontificie da San Pietro a Benedetto XVI".

  L'esposizione presenta una vasta selezione di opere d'arte provenienti da collezioni vaticane e romane, che, come ha sottolineato il Porporato, "è stata concepita in maniera che, se da una parte offre una visione il più possibile completa dell'evoluzione storica del conclave, dall'altra non manca di far risaltare la misteriosa azione di Dio che, con la sua provvidenza, guida il cammino della Chiesa, fondata su Pietro e sui suoi legittimi Successori".

  "Il valore eminente di questa mostra, che cade nel 500° anniversario della Basilica di San Pietro e dell'inizio dei Musei Vaticani" - ha proseguito il Cardinale Bertone - "sta nell'aiutare a comprendere che, pur attraverso circostanze talora segnate da umane fragilità e da interessi politici, a guidare la scelta dei Sommi Pontefici è sempre Lui, il Signore. Cristo, con la forza del suo Spirito, conduce la Chiesa affidandola al suo Vicario in terra, il Papa, 'Servo dei servi'. E il Papa, pure quando sembrano prevalere intrighi, sotterfugi e scontri, non è mai venuto meno alla sua missione".

  Il Segretario di Stato ha ricordato ancora che: "Pur con le sue ombre, la storia della Chiesa è dunque storia di fede, di amore e di zelo" e citando "le fasi e le procedure legate alla morte e alle esequie del Pontefice, al conclave, alla proclamazione del nuovo Papa e alle cerimonie della sua presa di 'possesso'", il Cardinale Bertone ha osservato che: "ci si rende conto di quanto sia grande il contributo dato da tanti ecclesiastici alla vita della Chiesa. Si riesce anche a percepire la partecipazione, carica di forte emozione spirituale, del popolo cristiano".

  Successivamente, riferendosi alle riforme che hanno portato all'attuale struttura del conclave nei secoli, il Cardinale Bertone ha riaffermato che: "Dalla Costituzione 'Ubi periculum' del 1274 ad oggi la preoccupazione è stata sempre quella di tener lontana da influenze esterne l'elezione di colui che Dio sceglie per guidare il suo popolo. Flabelli, tiare, troni, sedie gestatorie, cerimoniali e usi rispondenti a culture e abitudini di ieri, oggi, sono scomparsi. Resta però immutato ciò che è essenziale al ministero del Successore di Pietro e il conclave costituisce, al riguardo, un momento di eloquente importanza".
SS/ESPOSIZIONE PONTEFICI/BERTONE                   VIS 20061211 (400)


domenica 10 dicembre 2006

IMPEGNARSI A COSTRUIRE LA "DIMORA DI DIO CON GLI UOMINI"

CITTA' DEL VATICANO, 10 DIC. 2006 (VIS). A mezzogiorno il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  Il Papa ha ricordato di aver avuto la gioia di dedicare una nuova chiesa parrocchiale, intitolata a Maria Stella della Evangelizzazione, nel quartiere del Torrino Nord di Roma ed ha detto: "È un avvenimento che, (...), acquista un significato simbolico all'interno del tempo liturgico dell'Avvento, mentre ci prepariamo a celebrare il Natale del Signore. In questi giorni la liturgia ci ricorda costantemente che 'Dio viene' a visitare il suo popolo, per dimorare in mezzo agli uomini e formare con loro una comunione di amore e di vita, cioè una famiglia".

  "La chiesa-edificio è segno concreto della Chiesa-comunità, formata dalle 'pietre vive' che sono i credenti" - ha spiegato il Pontefice - "immagine tanto cara agli Apostoli. San Pietro e San Paolo mettono in risalto come la 'pietra angolare' di questo tempio spirituale sia Cristo e che, stretti a Lui e ben compatti, anche noi siamo chiamati a partecipare all'edificazione di questo tempio vivo. Se dunque è Dio che prende l'iniziativa di venire ad abitare in mezzo agli uomini, ed è sempre Lui l'artefice principale di questo progetto, è vero anche che Egli non vuole realizzarlo senza la nostra attiva collaborazione. Pertanto, prepararsi al Natale significa impegnarsi a costruire la 'dimora di Dio con gli uomini' (...). Alla fine dei tempi, essa sarà completata e sarà la 'Gerusalemme celeste'"

  "L'Avvento ci invita a volgere lo sguardo verso la 'Gerusalemme celeste', che è il fine ultimo del nostro pellegrinaggio terreno. Al tempo stesso, ci esorta ad impegnarci con la preghiera, la conversione e le buone opere, ad accogliere Gesù nella nostra vita, per costruire insieme a Lui questo edificio spirituale del quale ognuno di noi - le nostre famiglie e le nostre comunità - è pietra preziosa".

  Al termine della recita dell'Angelus, il Santo Padre ha espresso la sua viva preoccupazione per la situazione in Medio Oriente "dove a spiragli di soluzione delle crisi che travagliano la regione si alternano tensioni e difficoltà che fanno temere nuove violenze".

  "Una speciale menzione merita il Libano, sul cui suolo, oggi come ieri, sono chiamati a 'vivere insieme uomini differenti sul piano culturale e religioso, per edificare una nazione di 'dialogo e di convivenza' e per concorrere al bene comune" - ha detto Benedetto XVI citando l'Esortazione Apostolica post-sinodale di Giovanni Paolo II, 'Una speranza nuova per il Libano' - "Condivido perciò, di fronte ai recenti avvenimenti, le forti apprensioni espresse dal Patriarca, Sua Beatitudine il Signor Cardinale Nasrallah Boutros Sfeir, e dai Vescovi maroniti nel Comunicato che hanno reso pubblico mercoledì scorso".

  "Insieme a loro, chiedo ai libanesi e ai loro responsabili politici di avere a cuore esclusivamente il bene del Paese e l'armonia tra le sue comunità," - ha proseguito il Pontefice riferendosi al medesimo Documento - "ispirando il loro impegno a quell'unità che è responsabilità di tutti e di ciascuno e richiede sforzi pazienti e perseveranti, insieme a un dialogo fiducioso e permanente".

  "Auspico anche che la Comunità internazionale" - ha concluso Benedetto XVI -"aiuti ad individuare le urgenti soluzioni pacifiche ed eque necessarie per il Libano e per l'intero Medio Oriente, mentre invito tutti alla preghiera in questo grave momento".
ANG/AVVENTO:LIBANO/...                           VIS 20061211 (580)


giovedì 7 dicembre 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 7 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Doraboina Moses Prakasam, Vescovo di Nellore (superficie: 30.800; popolazione: 6.665.490; cattolici: 82.740; sacerdoti: 137; religiosi: 251), India. Il Vescovo Prakasam, finora Vescovo di Cuddapah (India), succede al Vescovo Pudhota Chinniah Balaswamy, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età
NER:RE/.../PRAKASAM:BALASWAMY                 VIS 20061207 (70)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 7 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale Italiana, Regione Lazio, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Salvatore Boccaccio, di Frosinone-Veroli-Ferentino.

    - Il Vescovo Vincenzo Apicella, di Velletri-Segni.

    - Il Vescovo Lorenzo Loppa, di Anagni-Alatri.

    - Il Vescovo Divo Zadi, di Civita Castellana.

    - Il Vescovo Girolamo Grillo, di Civitavecchia-Tarquinia.

    - Il Vescovo Giuseppe Petrocchi, di Latina-Terracina-Sezze-Priverno.

    - Dom Mauro Meacci, O.S.B., Abate di Subiaco.

- Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale Francis Arinze, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.
AL:AP/.../...                                       VIS 20061207 (110)

XI SEDUTA PUBBLICA DELLE PONTIFICIE ACCADEMIE

CITTA' DEL VATICANO, 7 DIC. 2006 (VIS). Questa mattina, nell'Aula nuova del Sinodo in Vaticano, si è tenuta la XI Seduta Pubblica delle Pontificie Accademie, organizzata quest'anno dalla Pontificia Accademia dell'Immacolata e dalla Pontificia Accademia Mariana Internazionale, sul tema: "L'Immacolata, Madre di tutti gli uomini, icona della bellezza e della carità divina".

  All'introduzione ai lavori da parte del Cardinale Paul Poupard, è seguito l'intervento dell'Arcivescovo Angelo Amato, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede e Membro della Pontificia Accademia Mariana Internazionale e l'intervento del Vescovo Stanislaw Nowak, di Czestochowa e Vice Presidente della Pontificia Accademia dell'Immacolata.

  Al termine della Seduta Pubblica, il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha dato lettura di un Messaggio di Papa Benedetto XVI ed ha consegnato, a nome del Santo Padre, il Premio delle Pontificie Accademie.

  Il Santo Padre, ha detto il Cardinale Bertone, si avvale di questa occasione "per rivolgere un caloroso incoraggiamento a tutti i cultori di Mariologia, affinché si impegnino sempre più ed intensifichino la loro attività nell'ambito dei Centri di studio e nel campo delle pubblicazioni scientifiche, prestando particolare attenzione ad una metodologia rispettosa dell'interazione feconda tra la 'via veritatis' e la 'via pulchritudinis', che si compendiano nella 'via caritatis'".

  Accogliendo la proposta del Consiglio di Coordinamento fra Accademie Pontificie, il Papa ha consegnato il Premio delle Pontificie Accademie alla Sezione Africana per i Congressi Mariologici, collegata alla Pontificia Accademia Mariana Internazionale, formata da giovani studiosi e docenti di Mariologia di vari Paesi africani.

  Il Cardinale Segretario di Stato ha segnalato, inoltre, che il Papa ha offerto anche una Medaglia del Pontificato allo studioso Padre Fidel Stockl, O.R.C., delle Filippine, per l'opera "Mary, Model and Mother of consacrated Life. A Marian Synthesis of Theology of consacrated Life based on the Teachings of John Paul II".
MESS/SESSIONE PONTIFICIE ACCADEMIE/BERTONE        VIS 20061207 (300)


mercoledì 6 dicembre 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 6 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Stanislaw Wojciech Wielgus, Arcivescovo Metropolita di Warszawa (superficie: 3.350; popolazione: 1.533.600; cattolici: 1.439.600; sacerdoti: 1.076; religiosi: 3.011), Polonia. L'Arcivescovo eletto, finora Vescovo di Plock (Polonia), è nato nel 1939 a Wierzohowiska (Polonia), è stato ordinato sacerdote nel 1962 ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 1999. Succede al Cardinale Józef Glemp, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha eretto la Diocesi di São José dos Pinhais (Brasile), con territorio dismembrato dall'Arcidiocesi di Curitiba, rendendola suffraganea della medesima Chiesa Metropolitana.

- Ha nominato il Vescovo Ladislau Biernaski, C.M., finora Ausiliare di Curitiba (Brasile), primo Vescovo della Diocesi di São José dos Pinhais (superficie: 7.172; popolazione: 649.556; cattolici: 497.454; sacerdoti: 58; religiosi: 165).

- Ha nominato Membri Ordinari della Pontificia Accademia per la Vita: il Vescovo Daniel Nlandu Mayi, Ausiliare e Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo); Il Professor John Haas (Stati Uniti d'America); il Professor Alejandro César Serani Merlo (Cile) e la Professoressa Mónica López Barahona (Spagna).
NER:RE:ECE:NA/.../...                               VIS 20061206 (200)


IN BREVE

LA PREFETTURA DELLA CASA PONTIFICIA ANNUNCIA che le Prediche per l'Avvento 2006 si terranno venerdì 15 e 22 dicembre, nella Cappella Redemptoris Mater e saranno dedicate al tema: "Imparate da me che sono mite ed umile di cuore" (Le Beatitudini evangeliche). "Le Beatitudini" - si legge nella Nota della Prefettura della Casa Pontificia - "sono l'autoritratto spirituale di Gesù di Nazareth, povero, mite, puro di cuore e perseguitato per la giustizia". Le riflessioni sulle Beatitudini si concentreranno quest'anno sulle Beatitudini degli afflitti e dei miti, "particolarmente consone allo spirito liturgico dell'Avvento e necessarie alla Chiesa nella presente situazione storica".  Le prediche di Avvento 2006 saranno tenute da Padre Raniero Cantelamessa, O.F.M.Cap., Predicatore della Casa Pontificia.

LUNEDÌ 11 DICEMBRE NELL'AULA GIOVANNI PAOLO II della Sala Stampa della Santa Sede, avrà luogo la presentazione dei lavori che hanno riportato alla luce il Sarcofago di San Paolo, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura. Interverranno il Cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, Arciprete della Basilica di San Paolo fuori le Mura; il Dottor Giorgio Filippi, Archeologo e l'Ingegner Pier Carlo Visconti, Delegato per l'amministrazione della Basilica di San Paolo fuori le Mura.
.../IN BREVE/...                                   VIS 20061206 (200)


PROMOZIONE DIGNITÀ UMANA E DIMENSIONE RELIGIOSA

CITTA' DEL VATICANO, 6 DIC. 2006 (VIS). L'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, è intervenuto, nel pomeriggio di lunedì scorso, al XIV Consiglio Ministeriale dell'OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa),  - Bruxelles, Belgio, 4-5 dicembre -, al quale erano invitati i Ministri degli Affari Esteri dei 56 Stati aderenti all'Organizzazione.

  "La Santa Sede" - ha detto l'Arcivescovo - "si augura vivamente che tale riunione rafforzi e metta in pratica la 'esperienza' dell'OSCE, affinando gli strumenti di cui dispone per pervenire al suo obiettivo finale: la pace e la stabilità della zona euro-atlantica, mediante società sicure e prospere, che promuovano la dignità della persona umana, riconoscendone la dimensione religiosa fondamentale".

  Riguardo alla dimensione umana, il Presule ha ribadito che: "La Santa Sede apprezza vivamente i documenti che intendono intensificare la lotta contro il traffico di esseri umani, con un approccio che si concentri sulle vittime. Il flagello dello sfruttamento dei minori, sovente legato al traffico di esseri umani, richiede particolare attenzione. La Chiesa Cattolica, nella maniera che le è propria, non mancherà di continuare a sensibilizzare la coscienza internazionale riguardo all'estensione e alla gravità di tale flagello".

  Sottolineando che la Santa Sede è particolarmente attenta alla questione della tolleranza, l'Arcivescovo Mamberti si è posto il seguente interrogativo: "Come possono le religioni promuovere con autorità ed efficacia il rispetto e la comprensione, se esse stesse sono vittime di stereotipi e pregiudizi?" ed ha ricordato che in un Paese appartenente all'OSCE un sacerdote cattolico è stato assassinato e dei cristiani sono rimasti vittime della violenza e dell'aggressione.

  Citando le parole pronunciate da Papa Benedetto XVI nel recente Viaggio Apostolico in Turchia: "Il riconoscimento del ruolo positivo delle religioni nel corpo sociale può e deve incitare le nostre società ad approfondire sempre più la conoscenza dell'uomo e a rispettare sempre meglio la sua dignità", il Presule ha espresso l'auspicio della Santa Sede che "tale conoscenza e rispetto appaiano con trasparenza e onestà nell'opera dell'OSCE e delle sue istituzioni, anche nell'ambito della tolleranza".
DELSS/PACE:RELIGIONI/OSCE:MAMBERTI                   VIS 20061206 (350)


CATECHESI DEDICATA RECENTE VIAGGIO APOSTOLICO TURCHIA

CITTA' DEL VATICANO, 6 DIC. 2006 (VIS). L'Udienza Generale di questo mercoledì si è tenuta dapprima nella Basilica Vaticana, dove erano convenuti fedeli di diverse città d'Italia e successivamente nell'Aula Paolo VI, dove il Papa ha incontrato i pellegrini provenienti da altri paesi.

  Salutando in particolare i fedeli delle Diocesi del Lazio, che accompagnavano i Vescovi in occasione della Visita "ad Limina Apostolorum", il Santo Padre ha detto: "Cari amici, vi incoraggio ad approfondire sempre di più la vostra vita di fede, tenendo ben presenti gli orientamenti emersi dal recente incontro della Chiesa Italiana a Verona", dell'ottobre scorso.

  "Una coraggiosa azione evangelizzatrice" - ha ribadito Benedetto XVI - "ne siamo certi, susciterà l'auspicato rinnovamento dell'impegno dei cattolici nella società, anche nel Lazio. Compito primario dell'evangelizzazione è indicare in Cristo Gesù il Salvatore di ogni uomo. Non stancatevi di affidarvi a Lui e di annunciarlo con la vostra vita in famiglia e in ogni ambiente. È questo che gli uomini anche oggi attendono dalla Chiesa e dai cristiani".

  Successivamente il Santo Padre ha raggiunto l'Aula Paolo VI dove erano ad attenderlo i pellegrini provenienti dall'estero ed ha proseguito l'udienza dedicando la catechesi di oggi al Viaggio Apostolico in Turchia, svoltosi dal 28 novembre al 1° dicembre scorso.

  "Anche i viaggi pastorali del Papa contribuiscono a realizzare la sua missione che si snoda 'a cerchi concentrici'" - ha detto Benedetto XVI spiegando che: "Nel cerchio più interno il Successore di Pietro conferma nella fede i cattolici, in quello intermedio incontra gli altri cristiani, in quello più esterno si rivolge ai non cristiani e all'intera umanità".

  All'ultimo cerchio corrisponde la prima giornata della Visita del Papa in Turchia e l'incontro con le Autorità civili. "Questa intensa serie di incontri ha costituito una parte importante della Visita" - ha detto il Benedetto XVI - "specialmente in considerazione del fatto che la Turchia è un Paese a larghissima maggioranza musulmana, regolato però da una Costituzione che afferma la laicità dello Stato. È dunque un Paese emblematico in riferimento alla grande sfida che si gioca oggi a livello mondiale: da una parte, cioè, occorre riscoprire la realtà di Dio e la rilevanza pubblica della fede religiosa, e dall'altra assicurare che l'espressione di tale fede sia libera, priva di degenerazioni fondamentaliste, capace di ripudiare fermamente ogni forma di violenza".

  Il Papa ha ricordato di aver insistito "sull'importanza che cristiani e musulmani si impegnino insieme per l'uomo, per la vita, per la pace e la giustizia" ed ha ribadito "che la distinzione tra la sfera civile e quella religiosa costituisce un valore e che lo Stato deve assicurare al cittadino e alle comunità religiose l'effettiva libertà di culto. Nell'ambito del dialogo interreligioso, la divina Provvidenza mi ha concesso di compiere, quasi alla fine del mio viaggio, un gesto inizialmente non previsto, e che si è rivelato assai significativo: la visita alla celebre Moschea Blu di Istanbul. Sostando qualche minuto in raccoglimento in quel luogo di preghiera, mi sono rivolto all'unico Signore del cielo e della terra, Padre misericordioso dell'intera umanità".

  "La seconda giornata mi ha portato ad Efeso" - ha proseguito il Pontefice - "e dunque rapidamente mi sono trovato nel 'cerchio' più interno del viaggio, a contatto diretto con la Comunità cattolica. (...) Presso la 'Casa di Maria' ci siamo sentiti davvero 'a casa', e in quel clima di pace abbiamo pregato per la pace in Terra Santa e nel mondo intero".

  "Il 'cerchio' intermedio, quello dei rapporti ecumenici, ha occupato la parte centrale di questo viaggio, avvenuto in occasione della festa di Sant'Andrea, il 30 novembre". In questo ambito, Papa Benedetto XVI ha ricordato di aver rinnovato, sulle orme di Papa Paolo VI, che incontrò il Patriarca Atenagora e di Papa Giovanni Paolo II, che fu accolto da Dimitrios I, "con Sua Santità Bartolomeo I questo gesto di grande valore simbolico, per confermare l'impegno reciproco di proseguire sulla strada verso il ristabilimento della piena comunione tra cattolici ed ortodossi. A sancire tale fermo proposito ho sottoscritto insieme con il Patriarca Ecumenico una 'Dichiarazione Congiunta', che costituisce un'ulteriore tappa in questo cammino"

  Sempre nell'ambito dei rapporti ecumenici il Papa ha ricordato gli incontri con il Patriarca della Chiesa Armena Apostolica, il Metropolita Siro-Ortodosso ed il Gran Rabbino di Turchia.

  "La mai visita si è conclusa" - ha detto infine il Papa - "ritornando al 'cerchio' più interno, e cioè incontrando la Comunità cattolica presente in ogni sua componente nella Cattedrale latina dello Spirito Santo, ad Istanbul. Hanno assistito a questa Santa Messa pure il Patriarca Ecumenico, il Patriarca Armeno, il Metropolita Siro-Ortodosso e i Rappresentanti delle Chiese protestanti. (...) Confortati dalla Parola di Cristo abbiamo vissuto l'esperienza di una rinnovata Pentecoste".

  Il Santo Padre ha concluso la catechesi dedicata al Viaggio in Turchia invocando Dio con queste parole: "Aiuti Iddio Onnipotente e Misericordioso il popolo turco, i suoi governanti e i rappresentanti delle diverse religioni, a costruire insieme un futuro di pace, sì che la Turchia possa essere un 'ponte' di amicizia e di fraterna collaborazione fra l'Occidente e l'Oriente".
AG/EVANGELIZZAZIONE:TURCHIA/...                       VIS 20061206 (840)


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