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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 5 dicembre 2006

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2006 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli defunti nelle ultime settimane:

- Il Vescovo Joseph D'Silva, di Bellary (India), il 17 novembre, all'età di 74 anni.

- Il Vescovo Paul Vincent Dudley, emerito di Sioux Falls (Stati Uniti d'America), il 20 novembre, all'età di 79 anni.

- L'Arcivescovo Michel Hakim, B.S., Vescovo emerito di Saint-Sauveur de Montréal dei Greco-Melkiti (Canada), il 22 novembre, all'età di 85 anni.

- L'Arcivescovo Jean Mansour, Ausiliare emerito di Antiochia dei Greco-Melkiti (Siria), il 17 novembre, all'età di 78 anni.

- L'Arcivescovo Santiago Martínez Acebes, emerito di Burgos (Spagna), il 25 novembre, all'età di 80 anni.

- Il Vescovo Manuel D. Moreno, emerito di Tucson (Stati Uniti d'America), il 17 novembre, all'età di 75 anni.

- Il Vescovo Augusto José Zini Filho, di Limeira (Brasile), il 15 novembre, all'età di 73 anni.
.../DEFUNTI/...                                   VIS 20061205 (150)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Padre Alberto Serrano, I.E.M.E., Vescovo di Hwange (superficie: 43.427; popolazione: 345.265; cattolici: 41.118; sacerdoti: 34; religiosi: 58), Zimbabwe. Il Vescovo eletto, nato nel 1942 a Zaragoza (Spagna) ed ordinato sacerdote nel 1966, è stato finora Amministratore Diocesano della medesima Diocesi.

- Il Vescovo Sergio Alfredo Fenoy, finora Ausiliare di Rosario (Argentina), Vescovo di San Miguel (superficie: 206; popolazione: 845.000; cattolici: 810.000; sacerdoti: 95; religiosi: 335; diaconi permanenti: 7), Argentina.

- Il Monsignore Hugo Santiago, Vescovo di Santo Tomé (superficie: 29.011; popolazione: 152.700; cattolici: 137.800; sacerdoti: 18; religiosi: 32), Argentina. Il Vescovo eletto, finora Vicario Episcopale di Rafaela e Parroco di San Guillermo (Argentina), è nato nel 1954 a María Juana (Argentina) ed è stato ordinato sacerdote nel 1985.

- Consultori della Sezione Straordinaria dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, il Dottor Carlo Gilardi (Italia), il Dottor Peter D. Sutherland (Irlanda) ed il Dottor Robert J. McCann (Stati Uniti d'America).
NER:NA/.../...                                       VIS 20061205 (180)


EDUCAZIONE: RESPONSABILITÀ INSEGNANTI, GENITORI E PASTORI

CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2006 (VIS). Il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha inviato, a nome del Santo Padre, un Messaggio al Presidente Nazionale dell'UCIIM (Unione Cattolica Italiana Insegnanti di Scuola Media) Professor Luciano Corradini, ed ai partecipanti al XXII Congresso Nazionale dell'Associazione a Roma per discutere sul tema: "Educare nella scuola. Nuovi scenari, nuove responsabilità".

  "Sua Santità" scrive il Segretario di Stato nel Messaggio - "apprezza quanto codesta Associazione", fondata nel 1944 dal Professor Gesualdo Nosengo, "ha fatto e continua a fare in quest'ambito, operando attivamente nei complessi scolastici, promuovendo iniziative per l'aggiornamento culturale e pedagogico-didattico degli insegnanti, con particolare cura per la loro crescita religiosa e spirituale, e sostenendo ogni utile iniziativa tesa all'educazione della gioventù. Egli incoraggia a proseguire nel cammino intrapreso, affrontando con lungimirante coraggio le sfide dell'epoca moderna".

  "La formazione delle nuove generazioni, mai come in questo momento storico, esige un corale apporto di riflessione, accompagnato dall'elaborazione di strategie educative e pastorali atte a rispondere alle attese dell'universo giovanile del terzo millennio. Si tratta di comunicare ai giovani l'apprezzamento per il valore positivo della vita, suscitando in essi il desiderio di spenderla al servizio del Bene. E questo" - conclude il Cardinale Bertone - "domanda l'apporto responsabile di tutti: degli insegnanti e dei genitori, dei pastori e di ogni persona che ha veramente a cuore il futuro dell'umanità".
SS/EDUCAZIONE:UCIIM/BERTONE                       VIS 20061205 (240)


lunedì 4 dicembre 2006

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 4 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate quattordici Presuli della Conferenza Episcopale Italiana, Regione Lazio, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Pier Luigi Mazzoni, di Gaeta.

    - Il Vescovo Marcello Semeraro, di Albano.

    - Il Vescovo Giuseppe Matarrese, di Frascati.

    - Il Vescovo Domenico Sigalini, di Palestrina.

    - Il Vescovo Gino Reali, di Porto-Santa Rufina.

    - Il Vescovo Lino Fumagalli, di Sabina-Poggio Mirteto.

    - Il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma, con gli Ausiliari Arcivescovo Luigi Moretti, Vicegerente, Vescovo Enzo Dieci, Vescovo Armando Brambilla, Vescovo Salvatore Fisichella, Vescovo Paolino Schiavon, Vescovo Ernesto Mandara e Vescovo Benedetto Tuzia.
AL/.../...                                       VIS 20061204 (120)

COMUNICATO COSTRUZIONE GRATTACIELO BUCAREST

CITTA' DEL VATICANO, 4 DIC. 2006 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico, nella tarda mattinata di oggi, il seguente Comunicato:

  "In merito alla costruzione di un grattacielo attiguo alla storica Cattedrale romano-cattolica di San Giuseppe a Bucarest, la Sala Stampa della Santa Sede desidera precisare quanto segue:

1.    Alla fine di aprile scorso, l'Arcidiocesi di Bucarest ha informato la Segreteria di Stato della costruzione di un edificio di 19 piani in superficie (e 4 sotterranei), a distanza di meno di dieci metri dalla parete nord-est della Cattedrale di San Giuseppe; essa, di conseguenza, rischia di venire irreparabilmente danneggiata. Il timore è aggravato dal precedente della Chiesa armena che, per analoghi motivi, ha subito gravi lesioni. Varie volte, l'Arcivescovo ed il Vescovo Ausiliare di Bucarest sono venuti in Segreteria di Stato per aggiornare sul caso, di cui si sta occupando anche la Nunziatura Apostolica in Romania e sul quale la Santa Sede è stata interpellata da altre persone e istanze".

  "2. In seguito a ciò, la Segreteria di Stato non ha mancato di compiere gli opportuni passi presso le Autorità rumene, sia direttamente che tramite l'Ambasciata presso la Santa Sede, per chiedere la sospensione immediata dei lavori e la revoca delle rispettive autorizzazioni, anche in considerazione delle disposizioni del Trattato dell'Unione Europea circa le Condizioni Legali e le Misure per il Mantenimento del Patrimonio Culturale, del 1993, a cui la Romania ha aderito, e del Rapporto della Commissione statale per il Monitoraggio delle Costruzioni".

  "3. La Santa Sede ha preso conoscenza della Risoluzione con cui il Senato della Romania ha approvato il Rapporto della relativa Commissione di inchiesta, che chiede l'immediata sospensione dei lavori. Ad essa dovrebbe far seguito una decisione delle competenti Autorità".

  "4. La Segreteria di Stato continua a seguire da vicino la situazione, nella speranza che si trovi una soluzione rapida e soddisfacente alla spinosa questione, nei termini più sopra menzionati, a tutela della Cattedrale di Bucarest, del patrimonio storico che essa costituisce e dei valori di fede che rappresenta, non solo per la comunità cattolica, ma per tutta la popolazione rumena".
OP/GRATTACIELO CATTEDRALE/BUCAREST               VIS 20061204 (360)


DICHIARAZIONE CARDINALE HUMMES CELIBATO SACERDOTI


CITTA' DEL VATICANO, 4 DIC. 2006 (VIS). Di seguito riportiamo la dichiarazione rilasciata dal Cardinale Claudio Hummes, Prefetto della Congregazione per il Clero, relativa all'intervista riportata dal giornale "Estado de Sâo Paulo", sul celibato dei sacerdoti.

  "A proposito degli echi suscitati dalle mie parole riportate dal giornale 'Estado de São Paulo' desidero precisare quanto segue:

  "Nella Chiesa è sempre stato chiaro che l'obbligo del celibato per i sacerdoti non è un dogma, ma una norma disciplinare. Tanto è vero che essa vale per la Chiesa latina, ma non per i riti orientali, dove anche nelle comunità unite alla Chiesa cattolica è normale che vi siano sacerdoti sposati".

  "È tuttavia anche chiaro che la norma del celibato per i sacerdoti nella Chiesa latina è molto antica e poggia su una tradizione consolidata e su forti motivazioni, di carattere sia teologico-spirituale sia pratico-pastorale, ribadite anche dai Papi".

  "Anche nel recente Sinodo dei vescovi sui sacerdoti l'opinione più diffusa fra i padri era che un allargamento della regola del celibato non sarebbe stato una soluzione neppure per il problema della scarsità di vocazioni, che è da collegare piuttosto ad altre cause, a cominciare dalla cultura secolarizzata moderna, come dimostra l'esperienza anche delle altre confessioni cristiane, che hanno sacerdoti o pastori sposati".

  "Tale questione non è quindi attualmente all'ordine del giorno delle autorità ecclesiastiche, come recentemente ribadito dopo l'ultima riunione dei Capi dicastero con il Santo Padre".
.../CELIBATO SACERDOTI/HUMMES                       VIS 20061204 (240)


PRIMA VISITA UFFICIALE AL PAPA ARCIVESCOVO CHRISTODOULOS

CITTA' DEL VATICANO, 4 DIC. 2006 (VIS). Un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede rende noto che Sua Beatitudine Christodoulos, Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, farà visita al Santo Padre Benedetto XVI e alla Chiesa di Roma nei giorni 13-16 dicembre 2006.

  "L'Arcivescovo era stato a Roma per i funerali di Sua Santità Giovanni Paolo II, di venerata memoria," - si legge nel Comunicato - "ma è la prima volta che il Primate della Chiesa Ortodossa di Grecia si reca in visita ufficiale al Papa e alla Chiesa di Roma".

  "Il Santo Padre riceverà Sua Beatitudine Christodoulos e il suo seguito nella mattinata di giovedì 14 dicembre. Con una cerimonia nella Basilica di S. Paolo fuori le Mura, sarà consegnata all'Arcivescovo parte della preziosa Catena della prigionia di S. Paolo, che si conserva in quella Basilica. L'Università Lateranense conferirà all'illustre ospite una Laurea 'Honoris Causa'. Nel suo soggiorno, l'Arcivescovo e il suo seguito si recheranno in pellegrinaggio in alcuni luoghi santi di Roma (Basiliche, Catacombe)".

  "Il Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa di Grecia, nella sessione del 3 novembre 2006, come si riferisce nel Comunicato reso pubblico al termine dei lavori, 'ha espresso la propria gioia per la realizzazione di questa visita i cui frutti saranno positivi'".

  "L'Arcivescovo sarà ricevuto con calorosa fraternità ecclesiale e con l'onore dovuto al suo rango di Primate della Chiesa Ortodossa di Grecia. Nell'anno 2001 il Papa Giovanni Paolo II, di venerata memoria, nel suo pellegrinaggio sulle orme di San Paolo, si era recato all'Aeropago di Atene dove, dopo una cerimonia, era stata firmata una Dichiarazione comune con Sua Beatitudine l'Arcivescovo Christodoulos. Il Santo Padre era stato ricevuto nella sede del Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa di Grecia. Negli anni seguenti vi è stato uno scambio di visite fra una Delegazione del Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa di Grecia venuta a Roma, e una Delegazione del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani recatasi ad Atene. A queste iniziative sono seguiti altri fraterni e intensi contatti fra la Chiesa di Roma e la Chiesa Ortodossa di Grecia".
OP/VISITA CHRISTODOULOS/...                           VIS 20061204 (360)


BENEDETTO XVI RIEVOCA VIAGGIO IN TURCHIA

CITTA' DEL VATICANO, 3 DIC. 2006 (VIS). Prima della recita dell'Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha rievocato il recente Viaggio Apostolico in Turchia nel quale si è sentito "accompagnato e sostenuto dalla preghiera dell'intera Comunità cristiana".

  Il Papa ha espresso la speranza che da "questa indimenticabile esperienza spirituale e pastorale (...) possano scaturire frutti di bene per una cooperazione sempre più sincera tra tutti i discepoli di Cristo e per un dialogo proficuo con i credenti musulmani". Ringraziando le Autorità della Turchia ed il popolo turco per la "accoglienza degna del suo tradizionale spirito di ospitalità", il Santo Padre ha ricordato la comunità cattolica che vive nel Paese che si trova "in condizioni spesso non facili".

  La comunità cattolica di Turchia, ha precisato il Santo Padre "È veramente un piccolo gregge, variegato, ricco di entusiasmo e di fede che, potremmo dire, vive costantemente ed in maniera forte l'esperienza dell'Avvento sostenuto dalla speranza. In Avvento la liturgia ci ripete spesso e ci assicura, quasi a vincere la naturale nostra diffidenza, che Dio 'viene': viene a stare con noi, in ogni nostra situazione; viene ad abitare in mezzo a noi, a vivere con noi e in noi; viene a colmare le distanze che ci dividono e ci separano; viene a riconciliarci con Lui e tra di noi. Viene nella storia dell'umanità, a bussare alla porta di ogni uomo e di ogni donna di buona volontà, per recare agli individui, alle famiglie e ai popoli il dono della fraternità, della concordia e della pace".

  "Per questo l'Avvento è per eccellenza il tempo della speranza (...). Per vivere nel modo più autentico e fruttuoso questo periodo (...), la liturgia ci esorta a guardare a Maria Santissima, e ad incamminarci idealmente insieme a Lei verso la Grotta di Betlemme. Quando Dio bussò alla porta della sua giovane vita, Ella lo accolse con fede e con amore. Tra qualche giorno La contempleremo nel luminoso mistero della sua Immacolata Concezione. Lasciamoci attrarre dalla sua bellezza, riflesso della gloria divina, perché 'il Dio che viene' trovi in ognuno di noi un cuore buono e aperto, che Egli possa colmare dei suoi doni".
ANG/TURCHIA:AVVENTO/...                           VIS 20061204 (370)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Anthony Swamy Thomasappa, Vescovo di Chikmagalur (superficie: 14.015; popolazione: 2.984.422; cattolici: 37.397; sacerdoti: 72; religiosi: 266), India. Il Vescovo eletto, finora Professore del "St. Peter's Pontifical Seminary" a Bangalore (India), è nato nel 1951 a Mariannapalaya (India) ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. Succede al Vescovo John Baptist Sequeira, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre Paul Cremona, O.P., Arcivescovo di Malta (superficie: 246; popolazione: 395.000; cattolici: 375.000; sacerdoti: 689; religiosi: 1.454), Malta. L'Arcivescovo eletto, finora Parroco della Chiesa di Gesù Nazareno a Malta, è nato alla Valletta (Malta) nel 1946, ha emesso la Professione Solenne nell'Ordine dei Frati Predicatori nel 1967 ed è stato ordinato sacerdote nel 1969. Succede all'Arcivescovo Joseph Mercieca, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Diego Coletti, Vescovo di Como (superficie: 4.244; popolazione: 530.000; cattolici: 520.000; sacerdoti: 579; religiosi: 1.083; diaconi permanenti: 9), Italia. Finora Vescovo di Livorno (Italia), il Vescovo Coletti succede al Vescovo Alessandro Maggiolini, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Salvatore Di Cristina, Arcivescovo di Monreale (superficie: 1.509; popolazione: 232.250; cattolici: 215.000; sacerdoti: 136; religiosi: 325; diaconi permanenti: 2), Italia. L'Arcivescovo eletto, nato a Palermo (Italia), nel 1937 ed ordinato sacerdote nel 1960, è stato finora Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Palermo ed Amministratore Apostolico della medesima Arcidiocesi di Monreale (Italia).
NER:RE/.../...                                       VIS 20061204 (290)


LA PACE È LA META A CUI ASPIRA L'INTERA UMANITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2006 (VIS). Alle 17:00 di oggi pomeriggio, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, nella Basilica Vaticana, la Celebrazione dei Primi Vespri della Domenica I di Avvento.

  Nell'omelia pronunciata nel corso della Celebrazione il Santo Padre ha affermato: "All'inizio di un nuovo ciclo annuale, la liturgia invita la Chiesa a rinnovare il suo annuncio a tutte le genti e lo riassume in due parole: 'Dio viene'".

  "L'unico vero Dio, 'il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe'" - ha sottolineato il Pontefice - "non è un Dio che se ne sta in cielo, disinteressato a noi e alla nostra storia, ma è il-Dio-che-viene. È un Padre che mai smette di pensare a noi e, nel rispetto estremo della nostra libertà, desidera incontrarci e visitarci; vuole venire, dimorare in mezzo a noi, restare con noi. Il suo 'venire' è spinto dalla volontà di liberarci dal male e dalla morte, da tutto ciò che impedisce la nostra vera felicità. Dio viene a salvarci".

  "La liturgia dell'Avvento pone così in luce come la Chiesa dia voce all'attesa di Dio profondamente inscritta nella storia dell'umanità; un'attesa purtroppo spesso soffocata o deviata verso false direzioni".

  "Corpo misticamente unito a Cristo Capo, la Chiesa è sacramento, cioè segno e strumento efficace anche di questa attesa di Dio. In una misura nota a Lui solo la comunità cristiana può affrettarne l'avvento finale, aiutando l'umanità ad andare incontro al Signore che viene", con la preghiera e le "buone opere". "L'Avvento è più che mai adatto ad essere un tempo vissuto in comunione con tutti coloro - e grazie a Dio sono tanti - che sperano in un mondo più giusto e più fraterno".

  "In questo impegno per la giustizia" - ha proseguito il Pontefice - "possono in qualche misura ritrovarsi insieme uomini di ogni nazionalità e cultura, credenti e non credenti. Tutti infatti sono animati da un anelito comune, seppure diverso nelle motivazioni, verso un futuro di giustizia e di pace".

  Il Papa ha sottolineato ancora che: "La pace è la meta a cui aspira l'intera umanità! Per i credenti 'pace' è uno dei più bei nomi di Dio, che vuole l'intesa di tutti i suoi figli, come ho avuto modo di ricordare anche nel pellegrinaggio dei giorni scorsi in Turchia".

  "Iniziamo dunque questo nuovo Avvento - tempo donatoci dal Signore del tempo - risvegliando nei nostri cuori l'attesa del Dio-che-viene e la speranza che il suo Nome sia santificato, che venga il suo Regno di giustizia e di pace, che sia fatta la sua Volontà come in Cielo, così in terra".
HML/VESPRI AVVENTO/...                           VIS 20061204 (440)


RIUNIONE CONSIGLIO SPECIALE SINODO VESCOVI ASIA

CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2006 (VIS). Un Comunicato, reso pubblico oggi, rende noto che il 17 e 18 novembre si è tenuta a Roma la X Riunione del Consiglio Speciale per l'Asia della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi.

  Sotto la presidenza dell'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, i Cardinali, Arcivescovi e Vescovi, hanno affrontato "due argomenti di grande attualità contenuti nell'Esortazione Apostolica Postsinodale 'Ecclesia in Asia': le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata e il dialogo interreligioso".

  Relativamente al Continente asiatico, il Comunicato della Segreteria del Sinodo rende noto che: "Dal 1978 al 2004 è aumentato il numero del clero secolare del 05,56% e quello del clero regolare del 42,55%. Le vocazioni alla vita religiosa maschile non clericale sono aumentate del 38,72% e quelle femminili del 64,59%".

  Riguardo al dialogo interreligioso, prosegue il Comunicato: "È stato incoraggiante notare i numerosi sforzi e i buoni risultati a livello delle chiese particolari e delle Conferenze Episcopali per mantenere aperto il dialogo e la collaborazione con le grandi religioni nate nel continente asiatico, in particolare l'Islam, l'Induismo e il Buddismo, anche se non mancano difficoltà provocate da certi gruppi fondamentalisti in diversi Paesi. Si tratta di gruppi minoritari, dato che la grande maggioranza degli appartenenti alle religioni è aperta al dialogo della vita ed è disposta a collaborare con i cristiani e gli uomini di buona volontà nella promozione della giustizia e della pace come pure dei valori fondamentali della convivenza sociale, tra cui un posto importante lo occupa il rispetto della libertà religiosa".

  Infine il Comunicato precisa che dal 18 al 22 ottobre 2006 si è tenuto il Primo Congresso Missionario Asiatico a Chiang Mai (Thailanda), sul tema: "La Storia di Gesù: una celebrazione di fede e di vita", al quale hanno partecipato anche alcuni osservatori rappresentanti di religioni non cristiane.

  La prossima Riunione del Consiglio Speciale per l'Asia è stata fissata nei giorni 20-21 novembre 2007.
SE/SINODO ASIA/ETEROVIC                           VIS 20061204 (340)


COMUNICATO DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE

CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2006 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico oggi il seguente Comunicato:

  "La Santa Sede si sente in dovere di far conoscere la sua posizione in merito all'ordinazione episcopale del sacerdote Giovanni Wang Renlei, che ha avuto luogo giovedì, 30 novembre u.s., a Xuzhou nella provincia di Jiangsu (Cina Continentale)".

  "1) Il Santo Padre ha appreso la notizia con profondo dolore, poiché la suddetta ordinazione episcopale è stata conferita senza il mandato pontificio, vale a dire senza rispettare la disciplina della Chiesa cattolica circa la nomina dei Vescovi (cfr. canone 377, paragrafo 1, del Codice di Diritto Canonico)".

  "2) Quella di Xuzhou è l'ultima - in ordine di tempo - delle ordinazioni episcopali illegittime, che travagliano la Chiesa cattolica in Cina ormai da alcune decine di anni, creando divisioni nelle comunità diocesane e tormentando la coscienza di molti ecclesiastici e fedeli. Questa serie di atti estremamente gravi, che offendono i sentimenti religiosi di ogni cattolico in Cina e nel resto del mondo, è frutto e conseguenza di una visione della Chiesa, che non corrisponde alla dottrina cattolica e sovverte principi fondamentali della sua struttura gerarchica. Infatti, come precisa il Concilio Vaticano II, 'uno è costituito membro del Corpo episcopale in virtù della consacrazione sacramentale e mediante la comunione gerarchica col Capo del Collegio e con le membra' ('Lumen gentium', n. 22, primo capoverso)".

  "3) La Santa Sede, venuta a conoscenza all'ultimo momento della progettata ordinazione episcopale nella diocesi di Xuzhou, non ha mancato di fare quei passi, che erano possibili nel breve tempo a disposizione, affinché non si arrivasse a un atto che avrebbe prodotto una nuova lacerazione della comunione ecclesiale. Infatti un'ordinazione episcopale illegittima è un atto oggettivamente così grave che il diritto canonico stabilisce severe sanzioni per coloro che la conferiscono e la ricevono, sempre che l'atto sia compiuto in condizioni di vera libertà (cfr. canone 1382 del Codice di Diritto Canonico)".

  "4) È consolante constatare che, malgrado le difficoltà passate e presenti, la quasi totalità dei Vescovi, i sacerdoti, i religiosi, le religiose ed i laici in Cina, consapevoli di essere membra vive della Chiesa universale, hanno mantenuto una profonda comunione di fede e di vita con il Successore di Pietro e con tutte le comunità cattoliche sparse per il mondo".

  "5) La Santa Sede è consapevole del dramma spirituale e della sofferenza di quegli ecclesiastici - Vescovi consacranti e Ordinandi - che si trovano costretti a essere parte attiva di ordinazioni episcopali illegittime, contravvenendo in tal modo alla tradizione cattolica che in cuor loro vorrebbero seguire fedelmente. Essa, inoltre, partecipa al disagio interiore di quei cattolici - sacerdoti, religiosi, religiose e laici - che si vedono obbligati ad accogliere un Pastore, che sanno non essere in piena comunione gerarchica né col Capo del Collegio dei Vescovi né con gli altri Vescovi sparsi nel mondo".

  "6) Per quanto riguarda le ordinazioni episcopali, la Santa Sede non può accettare di essere messa di fronte a fatti compiuti. Pertanto, deplora il modo di procedere nell'ordinazione del sacerdote Wang Renlei, avvenuta a Xuzhou, e si augura che incidenti del genere non si ripetano in futuro".
OP/ORDINAZIONE EPISCOPALE ILLEGITTIMA/CINA       VIS 20061204 (530)


venerdì 1 dicembre 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Padre Manuel António Mendes dos Santos, C.M.F., Vescovo di São Tomé e Principe (superficie: 1.000; popolazione: 140.000; cattolici: 103.000; sacerdoti: 12; religiosi: 39), São Tomé e Principe. Il Vescovo eletto, finora Superiore Provinciale della Congregazione dei Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria, è nato nel 1960 a São Joanhinho (Portogallo), ha emesso la prima professione religiosa nel 1980, quella perpetua nel 1983 ed è stato ordinato sacerdote nel 1985. Il Vescovo Mendes dos Santos succede al Vescovo Abílio Rodas de Sousa Ribas, C.S.Sp., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Emílio Sumbelelo, Vescovo Coadiutore della Diocesi di Uije (superficie: 63.467; popolazione: 1.295.555; cattolici: 572.500; sacerdoti: 49; religiosi: 92), Angola. Il Vescovo eletto, finora Vicario Giudiziale della Diocesi di Benguela (Angola), è nato nel 1964 a Cubal (Angola) ed è stato ordinato sacerdote nel 1991.
NER:RE:NEC/.../DOS SANTOS:RIBAS:SUMBELELO               VIS 20061201 (180)


INTENZIONI DI PREGHIERA DEL PAPA PER IL MESE DI DICEMBRE


CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2006 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di dicembre è la seguente: "Perché Cristo, mite e umile di cuore, ispiri ai responsabili delle nazioni un uso saggio e responsabile del potere".

  L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perchè in ogni parte del mondo i missionari vivano con gioia ed entusiasmo la loro vocazione nella fedele sequela di Cristo".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/DICEMBRE/…                       VIS 20061201 (90)


TELEGRAMMA CORDOGLIO DEL PAPA VITTIME CICLONE FILIPPINE


CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2006 (VIS). Il Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato, ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio, a nome del Santo Padre, al Nunzio Apostolico nelle Filippine, Arcivescovo Fernando Filoni, per le vittime del ciclone abbattutosi ieri sulle Isole Filippine, che ha causato numerose vittime.

 "Profondamente rattristato dall'apprendere della tragica perdita di vite umane nel ciclone che ha colpito le Filippine orientali, Sua Santità Papa Benedetto XVI" - scrive il Porporato - "assicura tutte le persone colpite della sua vicinanza nella preghiera. Il Santo Padre raccomanda i defunti all'amorevole misericordia di Dio Onnipotente ed invoca sulle famiglie in lutto e su tutti i feriti la forza e la consolazione divina. Sua Santità prega anche per quanti si adoperano nei soccorsi e per tutti coloro che offrono assistenza alle vittime del disastro, incoraggiandoli a perseverare nei loro sforzo di portare soccorso e sostegno".
TGR/CICLONE FILIPPINE/BERTONE                               VIS 20061201 (160)


DOMENICA NUCLEO PRIMORDIALE DELL'ANNO LITURGICO

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2006 (VIS). È stato reso pubblico, questa mattina, il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI al Cardinale Francis Arinze, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, in occasione della Giornata di Studio che il Dicastero dedica oggi al tema: "La Messa domenicale per la santificazione del popolo cristiano".

  Nel testo, datato 27 novembre, il Papa ricorda che la Giornata odierna si celebra nell'anniversario della promulgazione della Costituzione "Sacrosanctum Concilium", dopo le Giornate precedenti dedicate al Martirologio Romano ed alla Musica Sacra.

  "La domenica" - scrive il Pontefice - "rimane il fondamento germinale e, insieme, il nucleo primordiale dell'anno liturgico, che attinge la sua origine dalla risurrezione di Cristo (...). La domenica è allora, per così dire, un frammento di tempo pervaso di eternità, perché la sua alba ha visto il Crocifisso risuscitato entrare vittorioso nella vita eterna".

  "Per i primi cristiani la partecipazione alle celebrazioni domenicali costituiva la naturale espressione della loro appartenenza a Cristo, della comunione al suo Corpo mistico, nella gioiosa attesa del suo ritorno glorioso".

  "Quanto più oggi va ribadita la sacralità del giorno del Signore e la necessità di partecipare alla Messa domenicale!" - esclama il Papa - "Il contesto culturale in cui viviamo, segnato spesso dall'indifferenza religiosa e dal secolarismo che offusca l'orizzonte del trascendente, non deve far dimenticare che il Popolo di Dio, nato dall'Evento pasquale, ad esso deve ritornare come ad inesauribile sorgente, per comprendere sempre meglio i tratti della propria identità e le ragioni della propria esistenza".

  "La domenica non è stata scelta dalla comunità cristiana, bensì dagli Apostoli, ed anzi da Cristo stesso" - spiega il Pontefice - "il quale in quel giorno 'il primo giorno della settimana', risorse ed apparve ai discepoli, rinnovando l'apparizione 'otto giorno dopo'. (...) In ogni Celebrazione eucaristica domenicale si attua la santificazione del popolo cristiano, fino alla domenica senza tramonto, giorno del definitivo incontro di Dio con le sue creature".

  Benedetto conclude il Messaggio auspicando che la Giornata "contribuisca al recupero del senso cristiano della domenica nell'ambito della pastorale e nella vita di ogni credente".
MESS/DOMENICA/ARINZE                           VIS 20061201 (360)


CHIESA CHIEDE VIVERE LIBERAMENTE PER ANNUNCIARE CRISTO

CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2006 (VIS). Alle 8:30 di questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha celebrato la Santa Messa nella Cattedrale latina dello Spirito Santo di Istanbul, alla quale hanno partecipato fedeli delle varie comunità della città e di diversi riti della Chiesa cattolica. Erano presenti anche il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Sua Santità Bartolomeo I, il Patriarca Armeno Apostolico, Sua Beatitudine Mesrob II, il Metropolita Siro-Ortodosso, Filuksinos Yusuf Cetin ed i Rappresentanti delle Chiese protestanti presenti in Turchia.

  La Cattedrale latina dello Spirito Santo fu aperta al culto nel luglio del 1846. Presso l'Altare sono custodite le reliquie di alcuni santi, fra cui quelle di San Lino, Papa e martire (67-69), successore dell'Apostolo Pietro. Nel 1884 Papa Leone XIII donò alla Cattedrale una reliquia di San Giovanni Crisostomo e, nel maggio 1989, la Cattedrale fu affiliata alla Basilica Vaticana.

  All'interno del cortile della Cattedrale vi è una statua di Benedetto XV (1914-1922), eretta dai turchi nel 1919, a ricordo del suo impegno in favore delle vittime turche della guerra del 1915-18, che reca la scritta: "Al grande Pontefice della tragedia mondiale, Benedetto XV, benefattore dei popoli, senza distinzione di nazionalità o religione, in segno di riconoscenza, l'Oriente".

  Hanno visitato la Cattedrale dello Spirito Santo Papa Paolo VI, nel 1967, con il Patriarca Ecumenico Athenagoras ed il Papa Giovanni Paolo II, nel 1979, con il Patriarca Ecumenico Dimitrios I.

  Prima dell'inizio della Santa Messa, il Santo Padre ha benedetto nel cortile della Cattedrale una statua del Beato Giovanni XXIII, che sarà custodita in una chiesa del luogo, ed ha liberato tre colombe bianche.

  Nella celebrazione della Santa Messa votiva dello Spirito Santo, sono state usate le lingue: latina, turca, francese, tedesca, siriaca, araba e spagnola. Agli Armeni sono stati riservati il canto d'ingresso e il "Sanctus", ai Caldei, il Salmo responsoriale e il canto di offertorio in lingua aramaica ed ai Siri la proclamazione del Vangelo.

  Nell'omelia, Papa Benedetto XVI ha ricordato con San Paolo che: "lo Spirito è la sorgente permanente della nostra fede e della nostra unità. Egli suscita in noi la vera conoscenza di Gesù e pone sulle nostre labbra le parole della fede affinché noi possiamo riconoscere il Signore".

  "Manifestare lo Spirito, vivere secondo lo Spirito" - ha proseguito il Pontefice - "non significa vivere soltanto per sé, ma vuol dire imparare a conformarsi costantemente allo stesso Cristo Gesù, divenendo alla sua sequela servitore dei propri fratelli. Ecco un insegnamento molto concreto per ciascuno di noi, Vescovi, chiamati dal Signore a condurre il suo popolo facendoci servitori sulle sue orme".

  Il Papa ha ribadito che la Chiesa "ha ricevuto il compito di annunciare il suo Vangelo fino ai confini della terra, vale a dire di trasmettere agli uomini e alle donne di questo tempo una buona novella che non solo illumina ma cambia la loro vita, fino a passare e vincere la morte stessa. Questa Buona Novella non è soltanto una Parola, ma è una Persona, Cristo stesso, risorto, vivo!".

  "La missione della Chiesa non consiste nel difendere poteri, né ottenere ricchezze; la sua missione è di donare Cristo, di partecipare la Vita di Cristo, il bene più prezioso dell'uomo che Dio stesso ci dà nel suo Figlio".

  "Sapete bene che la Chiesa non vuole imporre nulla a nessuno" - ha sottolineato il Papa - "e che chiede semplicemente di poter vivere liberamente per rivelare Colui che essa non può nascondere, Cristo Gesù che ci ha amati fino alla fine sulla Croce e che ci ha dato il suo Spirito (...). Siate sempre aperti allo Spirito di Cristo e, pertanto, siate attenti a quelli che hanno sete di giustizia, di pace, di dignità, di considerazione per essi stessi e per i loro fratelli".

  "Fratelli e Sorelle, affidiamo in questo momento il nostro desiderio di servire il Signore alla Vergine Maria, Madre di Dio e Serva del Signore. (...) Insieme con Lei preghiamo ora Cristo Signore: Invia il tuo Spirito Santo, Signore, su tutta la Chiesa; che Egli abiti ciascuno dei suoi membri e che faccia di loro messaggeri del tuo Vangelo!".

  Al termine della Santa Messa, il Papa ha pronunciato alcune parole di saluto e di ringraziamento "per la comprensione e la pazienza dimostrate" in questi giorni e "per l'accoglienza davvero calorosa che mi è stata riservata, anche perché so che la mia presenza ha creato non pochi disagi alla vita quotidiana delle persone e della città".

  Infine il Papa ha raggiunto l'aeroporto di Istanbul, dove ha preso congedo dal Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, dal Patriarca Armeno Apostolico, dal Metropolita Siro-Ortodosso, e dai Membri della Conferenza Episcopale Turca. Prima di salire a bordo dell'aereo, il Papa ha ricevuto il saluto del Governatore della Regione, del Comandante militare e del Sindaco di Istanbul.
PV-TURCHIA/MESSA:CONGEDO/ISTANBUL                   VIS 20061201 (770)


CURARE FERITE SEPARAZIONE E RICOSTRUIRE UNITÀ CRISTIANI

CITTA' DEL VATICANO, 30 NOV. 2006 (VIS). Al termine della visita al Museo di Santa Sofia e alla Moschea Blu, dove ha condiviso con il Gran Mufti un momento di raccoglimento, il Papa Benedetto XVI è giunto al Patriarcato Armeno Apostolico di Istanbul, che è sotto la giurisdizione del Catholicos di Etchmiadzin, Sua Santità Karekin II, per assistere alla Celebrazione della Parola nella Cattedrale della Santa Madre di Dio. 

  Papa Benedetto XVI è stato accolto da Sua Beatitudine il Patriarca Mesrob II, il quale già a capo di una processione, ha accompagnato il Papa e il Seguito all'interno della Cattedrale di Santa Maria. Al termine della preghiera e del discorso del Patriarca, il Santo Padre ha rivolto ai presenti un breve discorso.

  "Con grande affetto saluto l'intera comunità armena apostolica" - ha detto Benedetto XVI - "a cui Ella presiede come pastore e padre spirituale. Estendo il mio saluto fraterno anche a Sua Santità Karekin II, Catholicos della Santa Etchmiadzin, e alla gerarchia della Chiesa Armena Apostolica. Rendo grazie a Dio per la fede e la testimonianza cristiana del popolo armeno, trasmesse da una generazione all'altra, spesso in circostanze davvero tragiche come quelle sperimentate durante il secolo passato".

  "Il nostro incontro è ben più che un semplice gesto di cortesia ecumenica e di amicizia." - ha sottolineato il Papa - "È un segno della nostra speranza condivisa nelle promesse di Dio e del nostro desiderio di vedere adempiuta la preghiera che Gesù elevò per i suoi discepoli alla vigilia della sua passione e morte: 'Perché tutti siano una cosa sola'. (...) Le tragiche divisioni che, lungo il tempo, sono sorte fra i seguaci di Cristo contraddicono apertamente alla volontà del Signore, sono di scandalo al mondo e danneggiano la santissima causa della predicazione del Vangelo a ogni creatura. Proprio mediante la testimonianza della propria fede e del proprio amore, i cristiani sono chiamati ad offrire un segno raggiante di speranza e di consolazione a questo mondo, così segnato da conflitti e da tensioni".

  "Dobbiamo perciò continuare a fare tutto il possibile per curare le ferite della separazione ed affrettare l'opera di ricostruzione dell'unità dei cristiani" - ha affermato Benedetto XVI elevando "un sentito grazie al Signore per la sempre più profonda relazione fraterna sviluppatasi fra la Chiesa Apostolica Armena e la Chiesa Cattolica".

  A conclusione del suo discorso il Papa ha citato le parole del Dottore della Chiesa Armena del XIII secolo Nerses di Lambron: "'Ora, poiché tutti abbiamo bisogno della pace con Dio, facciamo sì che l'armonia tra fratelli ne sia il fondamento'. Queste parole di Nerses non hanno perduto niente del loro potere" - ha concluso il Pontefice esortando a continuare "a pregare insieme per l'unità di tutti i cristiani, così che, ricevendo tale dono dall'alto con cuori disponibili, noi possiamo essere testimoni sempre più convincenti della verità del Vangelo e migliori servitori della missione della Chiesa".

  Al termine della cerimonia è stata svelata una lapide a forma di croce armena con iscrizioni in lingua latina ed armena a ricordo della visita alla Cattedrale dei tre Pontefici Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.
PV-TURCHIA/PATRIARCATO ARMENO/MESROB               VIS 20061201 (510)


giovedì 30 novembre 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 30 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Padre Gerard Pettipas, C.Ss.R., Arcivescovo di Grouard-McLennan (superficie. 224.596; popolazione: 120.530; cattolici: 47.028; sacerdoti: 14; religiosi: 23; diaconi permanenti: 2), Canada. L'Arcivescovo eletto, finora Parroco di St. Joseph in Grand Praire (Canada), è nato ad Halifax (Canada), nel 1950, ha emesso la sua prima professione nella Congregazione dei Redentoristi nel 1973 ed è stato ordinato sacerdote nel 1977. Succede all'Arcivescovo Arthé Guimond, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Joseph Chusak Sirisut, Vescovo di Nakhon Ratchasima (superficie: 41.148; popolazione: 5.220.430; cattolici: 5.429; sacerdoti: 27; religiosi: 35), Thailandia. Il Vescovo eletto, finora Professore al Seminario Maggiore Nazionale e Direttore del Centro di Ricerca Culturale e Religiosa a Sampran, è nato a Bang Nok Kwek (Thailandia), nel 1956 ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. Succede al Vescovo Joachim Phayao Mansap, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Emmanuel Bushu, Vescovo di Buéa (superficie: 13.410; popolazione: 957.000; cattolici: 295.630; sacerdoti: 59; religiosi: 72), Camerun. Finora Vescovo di Yagoua (Camerun), il Vescovo Bushu succede al Vescovo Pius Suh Awa del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Christophe Zoa, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Yaoundé (superficie: 4.964; popolazione: 1.591.960; cattolici: 700.700; sacerdoti: 307; religiosi:794), Camerun. Il Vescovo eletto, finora Cancelliere della medesima Arcidiocesi, è nato nel 1961 a Yaoundé (Camerun) ed è stato ordinato sacerdote nel 1991.
NER:RE:NEA/.../...                                   VIS 20061130 (230)


DICHIARAZIONE CONGIUNTA BENEDETTO XVI E BARTOLOMEO I

CITTA' DEL VATICANO, 30 NOV. 2006 (VIS). Al termine della Divina Liturgia, celebrata questa mattina nella Chiesa Patriarcale di San Giorgio, il Santo Padre Benedetto XVI e Sua Santità Bartolomeo I hanno proceduto alla firma di una Dichiarazione Congiunta nel Patriarcato Ecumenico ad Istanbul.

  Nella Dichiarazione il Papa e il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli ricordano gli incontri dei Predecessori che "hanno mostrato al mondo l'urgenza dell'unità e hanno tracciato sentieri sicuri per giungere ad essa, nel dialogo, nella preghiera e nella vita ecclesiale quotidiana".

  "Come Pastori" - scrivono nella Dichiarazione - "abbiamo innanzitutto riflettuto sulla missione di annunciare il Vangelo nel mondo di oggi. (...) Inoltre, non possiamo ignorare la crescita della secolarizzazione, del relativismo e perfino del nichilismo, soprattutto nel mondo occidentale. Tutto ciò esige un rinnovato e potente annuncio del Vangelo, adatto alle culture del nostro tempo. Le nostre tradizioni rappresentano un patrimonio che deve essere continuamente condiviso, proposto e attualizzato. Per questo motivo,  dobbiamo rafforzare le collaborazioni e la nostra testimonianza comune davanti a tutte le nazioni".

  "Abbiamo valutato positivamente il cammino verso la formazione dell'Unione Europea. Gli attori di questa grande iniziativa non mancheranno di prendere in considerazione tutti gli aspetti che riguardano la persona umana ed i suoi inalienabili diritti, soprattutto la libertà religiosa, testimone e garante del rispetto di ogni altra libertà. In ogni iniziativa di unificazione, le minoranze debbono essere protette, con le loro tradizioni culturali e le loro specificità religiose".

  Il Papa e il Patriarca ricordano anche le difficoltà che devono affrontare i cristiani in alcune parti del mondo "in particolare la povertà, le guerre e il terrorismo, ma anche le diverse forme di sfruttamento dei poveri, degli emigrati, delle donne e dei bambini. Siamo chiamati ad intraprendere insieme azioni a favore del rispetto dei diritti dell'uomo, di ogni essere umano, creato ad immagine e somiglianza di Dio, come pure per lo sviluppo economico, sociale e culturale".

  "Le nostre tradizioni teologiche ed etiche" - si legge ancora nel Documento - "possono offrire una solida base alla predicazione e all'azione comuni. Innanzitutto, vogliamo affermare che l'uccisione di innocenti nel nome di Dio è un'offesa a Lui e alla dignità umana. Tutti dobbiamo impegnarci per un rinnovato servizio all'uomo e per la difesa della vita umana, di ogni vita umana".

  Benedetto XVI e Bartolomeo I scrivono ancora: "Abbiamo profondamente a cuore la pace in Medio Oriente, dove nostro Signore ha vissuto, ha sofferto, è morto ed è risorto, e dove vive, da tanti secoli, una moltitudine di fratelli cristiani. Desideriamo ardentemente che la pace sia ristabilita su quella terra, che si rafforzi la coesistenza cordiale tra le sue diverse popolazioni, tra le Chiese e le diverse religioni che vi si trovano. A questo fine, incoraggiamo a stabilire rapporti più stretti tra i cristiani e un dialogo interreligioso autentico e leale, per combattere ogni forma di violenza e di discriminazione".

  "Nell'epoca attuale, davanti ai grandi pericoli per l'ambiente naturale, vogliamo esprimere la nostra preoccupazione per le conseguenze negative che possono derivare per l'umanità e per tutta la creazione da un progresso economico e tecnologico che non riconosce i propri limiti. Come capi religiosi, consideriamo come uno dei nostri doveri incoraggiare e sostenere gli sforzi compiuti per proteggere la creazione di Dio e per lasciare alle generazioni future una terra sulla quale potranno vivere".

  Al termine il Papa e il Patriarca hanno consumato la seconda colazione nella sede del Patriarcato Ecumenico ad Istanbul.

  Nel pomeriggio il Santo Padre si recherà in visita al Museo di Santa Sofia ed alla Moschea Blu, la più grande di Istanbul. Successivamente, nella sede del Patriarcato Armeno Apostolico di Istanbul, il Papa incontrerà Sua Beatitudine il Patriarca Mesrob II Mutafian, e, nella Rappresentanza Pontificia di Istanbul, il Metropolita Siro-Ortodosso, Sua Eccellenza Filuksinos Yusuf Cetin, ed il Gran Rabbino di Turchia, Sua Eccellenza Isak Haleva. Infine è in programma un incontro e la cena con i Membri della Conferenza Episcopale cattolica turca, nella sede della Rappresentanza Pontificia di Istanbul.
PV-TURCHIA/DICHIARAZIONE/BARTOLOMEO I                  VIS 20061130 (670)


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