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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 29 settembre 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 29 SET. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Giacomo Lanzetti, Vescovo di Alghero-Bosa (superficie: 2.012; popolazione: 106.400; cattolici: 106.200; sacerdoti: 91; religiosi: 208; diaconi permanenti: 3), Italia. Finora Ausiliare di Torino (Italia), il Vescovo Lanzetti succede al Vescovo Antonio Vacca, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico,

- Ha nominato il Monisgnore Sergio Pintor, Vescovo di Ozieri (superficie: 2.288; popolazione: 57.000; cattolici: 56.000; sacerdoti: 58; religiosi: 44), Italia. Il Vescovo eletto, finora Direttore dell'Ufficio CEI per la Pastorale della Sanità e Consultore del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, è nato ad Oristano (Italia), nel 1937 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1961.
NER:RE/.../LANZETTI:VACCA:PINTOR                      VIS 20060929 (140)


IL SACERDOZIO NON È MEZZO DI AVANZAMENTO SOCIALE

CITTA' DEL VATICANO, 29 SET. 2006 (VIS). Questa mattina, nel ricevere i Vescovi del Malawi al termine della quinquennale Visita "ad Limina Apostolorum", il Santo Padre Benedetto XVI ha ricordato che: "L'esuberanza con la quale i popoli dell'Africa offrono lode a Dio nel culto liturgico è nota in tutto il mondo, e la Chiesa in Malawi non fa eccezione".

  "Questa gioiosa celebrazione" - ha rilevato il Pontefice - "esprime la grande vitalità delle vostre comunità cristiane e riflette la predominanza di giovani nella popolazione del vostro Paese". Il Papa ha esortato i Vescovi a continuare a guidare i fedeli "con autentica paterna sollecitudine per una più profonda conoscenza del Signore Crocifisso e Risorto, sempre offrendo loro una solida catechesi" ed ha espresso l'auspicio che l'Università Cattolica del Malawi, recentemente inaugurata, "sia in grado di offrire un significativo contributo in questo campo (...), vi incoraggio a fare tutto il possibile per dotarla di risorse adeguate e per conservare un insegnamento di alto livello nella fedeltà al Magistero della Chiesa".

  "In un mondo dominato da valori secolari e materialistici" - ha proseguito il Papa - "può essere difficile mantenere lo stile di vita controcorrente tanto necessario al sacerdozio e alla vita religiosa. I sacerdoti nel vostro Paese, come coloro ai quali è rivolto il loro ministero, qualche volta si trovano in situazioni di necessità, mancando i mezzi necessari per il 'dignitoso mantenimento del clero ... e il sostenimento delle opere di apostolato e di carità'".

  "Sono certo" - ha ribadito il Papa - "che voi farete tutto ciò che è in voi per provvedere alle legittime necessità dei vostri collaboratori, mentre contemporaneamente li ammonirete contro l'eccessivo interesse per i beni materiali. Aiutate il vostro clero a non cadere nella trappola di considerare il sacerdozio come un mezzo di avanzamento sociale ricordando loro che 'l'unica ascesa legittima verso il ministero del pastore è la Croce'. (...) I responsabili della formazione nei seminari devono insegnare agli studenti che un sacerdote è chiamato a vivere per gli altri e non per se stesso".

  Benedetto XVI ha espresso apprezzamento perchè l'insegnamento dei Vescovi del Malawi si è esteso agli argomenti di carattere sociale, come dimostra la loro Lettera Apostolica di Pentecoste: "Rinnovare la nostra vita e la società con la potenza dello Spirito Santo". Il testo richiama l'attenzione sui "diversi mali sociali e morali che affliggono la Nazione. La sicurezza alimentare è minacciata non solo dalla siccità ma anche dalla inefficace gestione dell'agricoltura; la diffusione dell'AIDS è accresciuta dall'incapacità di rimanere fedeli al coniuge nel matrimonio e di praticare l'astinenza; i diritti delle donne, dei bambini e dei bambini non ancora nati sono cinicamente violati dal traffico di esseri umani, dalla violenza domestica e dall'aborto".

  "Non cessate mai di proclamare la verità e insistete 'in ogni occasione, opportuna e non opportuna'" - ha esortato il Papa - "perché 'la verità vi farà liberi'", ed ha invitato i Vescovi a seguire l'esempio del Buon Pastore "che non lascia mai incustodito il suo gregge e sempre lo protegge. (...) Prego affinché" - ha concluso il Pontefice - "il vostro popolo presti attenzione ai vostri insegnamenti così che la faccia della terra ne sia rinnovata e lo Spirito di Dio mantenga l'unità della vostra Nazione nel vincolo della pace".
AL/.../MALAWI                                   VIS 20060929 (560)


ALBANIA: PROMUOVERE CONVIVENZA CONFESSIONI RELIGIOSE

CITTA' DEL VATICANO, 29 SET. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto il Signor Rrok Logu, nuovo Ambasciatore della Repubblica di Albania presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

  Nel suo discorso il Santo Padre ha sottolineato che l'aspirazione del popolo albanese "alla verità e alla libertà (...) non è stata cancellata nemmeno dalla lunga e pesante dittatura comunista, dalla quale il popolo albanese è uscito non molto anni or sono. Per crescere in un clima di autentica libertà occorre un contesto etico-spirituale adeguato, fondato su una concezione dell'uomo e del mondo che ne rispecchi la natura e la vocazione".

  Condividendo l'aspirazione dell'Albania ad integrarsi anche istituzionalmente con le nazioni europee, Benedetto XVI ha espresso l'auspicio che "tale aspirazione trovi una valida e piena realizzazione, e che all'armonico processo di unificazione dell'Europa possa offrire un proprio peculiare contributo".

  Successivamente il Papa ha fatto riferimento all'opera della Chiesa Cattolica in Albania "per la promozione della fede e dei valori spirituali come pure per il sostegno a molteplici situazioni di bisogno", ed ha rievocato la figura della Beata Madre Teresa di Calcutta "che ha annunciato a tutti che Dio è amore e che ama ogni uomo, specialmente chi è povero e abbandonato (...). Di questo amore" - ha detto il Papa - "la Chiesa intende dare testimonianza con le sue opere educative ed assistenziali, aperte non solo ai cattolici ma a tutti".

  "Nel sottolineare l'impegno della Chiesa nell'esercizio dell'amore evangelico, desidero ricordare che un'eminente forma di carità è l'attività politica vissuta come servizio alla polis, alla 'cosa pubblica', nell'ottica del bene comune", un servizio proprio dei laici cattolici, "nel rispetto della legittima autonomia della politica e collaborando con gli altri cittadini alla costruzione di una nazione prospera, fraterna e solidale".

  Sottolineando che una delle sfide da affrontare è quella dell'emigrazione, il Santo Padre ha detto: "Se da una parte è necessario combattere le cause di tale fenomeno, occorre anche creare le condizioni perché quanti lo desiderino possano ritornare in patria".

  Riguardo ai rapporti ufficiali tra la Chiesa Cattolica e lo Stato, Benedetto XVI ha espresso apprezzamento per la normativa "approvata al fine di rendere esecutivo l'Accordo del 2002 tra la Santa Sede e la Repubblica di Albania" ed ha auspicato che "opportune intese seguano a regolare pure gli aspetti economici che rivestono non poca importanza".

  "La Santa Sede" - ha concluso il Pontefice - "vuole in tal modo contribuire al consolidamento in Albania dello stato di diritto e del necessario quadro giuridico per il reale esercizio dei diritti dei cittadini nell'ambito religioso. Ciò favorirà inoltre la convivenza tra le diverse Confessioni religiose presenti nel Paese, che hanno saputo finora offrire un esempio di vicendevole rispetto e collaborazione, da conservare e promuovere".
CD/CREDENZIALI/ALBANIA:LOGU                       VIS 20060929 (470)


COSTRUIRE IDENTITÀ EUROPA EREDITÀ SPIRITUALE E CULTURALE


CITTA' DEL VATICANO, 29 SET. 2006 (VIS).Oggi è stata reso pubblico il testo di una Lettera del Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, indirizzata al Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale per la Diocesi di Roma ed ai partecipanti al V Simposio Europeo dei Docenti Universitari, in corso a Roma dal 28 settembre al 1° ottobre, sul tema: "Dove va l'Europa? Cultura, popoli e istituzioni".

  Il Segretario di Stato precisa che il Papa, alla luce di quanto proposto nel discorso all'Università di Regensburg, il 12 settembre scorso, "indica l'obiettivo di una razionalità piena, fedele all'esperienza umana integrale, come compito precipuo dei docenti e degli studenti universitari cristiani, obiettivo da perseguire in dialogo costruttivo con tutti coloro che condividono la medesima passione per la verità e per l'uomo e sono disposti ad attuarla in modo non ideologico e nel reciproco rispetto delle diversità".

  "Su tale base culturale" - scrive il Cardinale Bertone - "si può realisticamente lavorare alla costruzione di una rinnovata identità europea, idonea ad offrire al mondo, di fronte a sfide epocali, il contributo di una inestimabile eredità spirituale e culturale, in grado di forgiare un umanesimo razionale e aperto alla rivelazione di Gesù Cristo, tollerante ma fermo nei principi etici".
SS/EUROPA:CULTURA/BERTONE                       VIS 20060929 (210)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 29 SET. 2006 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate tre Presuli della Conferenza Episcopale del Malawi, in Visita "ad Limina Apostolorum:

    - Il Vescovo Felix Eugenio Mkhori, di Lilongwe.

    - Il Vescovo Joseph Mukasa Zuza, di Mzuzu.

    - Il Vescovo Thomas Msusa, S.M.M., di Zomba.
AL/.../...                                         VIS 20060929 (60)

DIPLOMATICI ARTIGIANI DI PACE E DI DIALOGO SINCERO


CITTA' DEL VATICANO, 29 SET. 2006 (VIS). Questa mattina nella Sala Ducale in Vaticano, il Cardinale Tarcisio Bertone, nuovo Segretario di Stato, ha ricevuto i Membri del Corpo Diplomatico accreditati presso la Santa Sede.

  Nel suo primo incontro comune con i diplomatici, il Cardinale Bertone ha tenuto a ringraziare per le espressioni di simpatia ed i messaggi ricevuti in occasione della sua nomina il 15 settembre scorso.

  Il Porporato ha affermato che i nostri contemporanei si aspettano che i diplomatici siano "artigiani di pace, (...) uomini del diritto, della ragione, del dialogo sincero e che si impegnino a favore di un rinnovato impulso di solidarietà verso tutti i popoli, in particolare per ripensare la questione del debito dei paesi più poveri, al fine che mai più le persone, specialmente i bambini, muoiano di fame o di malattie endemiche, che mai più siano vittime innocenti di guerre e di conflitti locali, che mai più siano maltrattate per le proprie convinzioni o il proprio credo".

  "La dignità, la libertà e il rispetto incondizionato di ogni essere umano nei suoi diritti fondamentali" - ha proseguito il Segretario di Stato - "in particolare la libertà di coscienza e di religione, devono essere fra le nostre preoccupazioni fondamentali".

  In quanto diplomatici, ha detto il Cardinale Bertone, "voi siete particolarmente attenti a questi delicati problemi in tutto il mondo. Penso in particolare alla violenza in tutte le sue forme inflitta alle donne, ai bambini nati e non ancora nati. La difesa della vita, dal suo concepimento fino alla fine naturale, come pure la difesa della famiglia fondata sul matrimonio, sono anch'essi temi essenziali della vita sociale".

  Il Cardinale ha citato gli ambiti dove maggiore è "la difficoltà del legame fra l'aspetto profetico e le necessità concrete della vita - che un'etica umana deve anche considerare, particolarmente in un contesto di violenza, privata ed organizzata, segnata dalla pluralità delle opinioni in contrasto".

  Ambiti che interessano "la difesa sociale per garantire l'ordine oggettivo e la difesa dei diritti umani; la condanna della guerra, sul piano etico, e la sua esclusione come mezzo per risolvere eventuali divergenze fra gli Stati; la sicurezza che privilegia le componenti non militari e rafforza, in cambio, le strutture politiche, economiche e sociali; il disarmo, che deve comprendere tutti i tipi di arma, e diventare anche generale, compreso l'obiettivo del 'disarmo unilaterale' che riveste un grande valore etico e positivo".

  "Su tali temi" - ha sottolineato il Porporato - "non si fermerà mai la ricerca degli intellettuali e la riflessione degli organismi della Chiesa e delle comunità cristiane".

  "I documenti della Santa Sede, e soprattutto i testi del Magistero illuminato dei Papi del dopoguerra" - ha concluso il Segretario di Stato - "non sono testi sui quali si possa passare rapidamente o peggio che ci si possa permettere d'ignorare. Sono testi da leggere attentamente e da meditare, perché le idee si traducano in azioni pratiche, ed il mondo riconosca la forza e l'attualità del messaggio cristiano nel dono di sé e nel coraggio mediante i quali i cristiani agiscano in favore della pace, oggi, per tutti gli uomini".
SS/PACE:DIRITTI UMANI/BERTONE                     VIS 20060929 (1990)


giovedì 28 settembre 2006

UDIENZA AL NUOVO AMBASCIATORE GERMANIA

CITTA' DEL VATICANO, 28 SET. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto il Signor Hans Henning Horstmann, nuovo Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali. Nel suo discorso il Papa ha rievocato il recente Viaggio Apostolico nella sua terra natale ed ha nuovamente ringraziato le autorità tedesche che hanno collaborato alla sua buona riuscita.

  Il Santo Padre ha successivamente ricordato il forte senso di comunità condiviso da coloro che hanno la stessa fede, sperimentato durante il suo soggiorno in Germania, ed ha detto in proposito: "Dove la comunità prospera e i credenti, attraverso il messaggio della fede, diventano forti nel bene, è improntata al bene anche la vita comune della società, e, nel cittadino si rafforza la disponibilità ad assumersi la responsabilità del bene comune".

  Benedetto XVI si è soffermato successivamente sulla missione universale della Santa Sede che: "intende collaborare con tutte le persone di buona volontà al servizio dell'uomo, della sua dignità, integrità e libertà", ed ha sottolineato che al centro della sollecitudine pastorale della Chiesa è la salvezza dell'uomo e dell'umana società.

  "La fede in Gesù Cristo, proclamata dalla Chiesa" - ha detto il Pontefice - "può solo avvenire nella libertà. Perciò la tolleranza e l'apertura culturale devono caratterizzare l'incontro con l'altro. La tolleranza non deve però mai essere confusa con l'indifferenza perché ogni forma di indifferenza si oppone radicalmente  all'interesse cristiano della persona umana e alla sua salvezza".

   "La tolleranza di cui abbiamo urgente bisogno comprende il timor di Dio - il rispetto di ciò che per l'altro è cosa sacra." - ha detto il Papa citando le parole dell'omelia pronunciata sulla spianata della "Neue Messe" di München - "Ma questo rispetto per ciò che gli altri ritengono sacro presuppone che noi stessi impariamo nuovamente il timor di Dio. Questo senso di rispetto può essere rigenerato nel mondo occidentale soltanto se cresce di nuovo la fede in Dio, se Dio sarà di nuovo presente per noi ed in noi".

 Relativamente ai rapporti fra la Repubblica Federale di Germania e la Santa Sede, il Papa ha citato in primo luogo la salvaguardia del matrimonio e della famiglia, ed ha rilevato che la legislazione considera valide nuove forme di famiglia che minacciano l'integrità di questa istituzione. Altre preoccupazioni costanti della Chiesa sono l'aborto ed i problemi etici sollevati dalla ricerca sulle cellule staminali in rapporto alle moderne terapie.

  Infine, Benedetto XVI, ricordando che la Germania è divenuta una nuova patria per molte persone minacciate nel loro paese d'origine per motivi religiosi e politici, ha auspicato che il diritto di asilo sia garantito secondo il principio della giustizia ed ha riaffermato la sollecitudine della Santa Sede per una adeguata promozione dell'integrazione.
CD/CREDENZIALI/GERMANIA:HORSTMANN                   VIS 20060928 (470)


TUTTI GLI STATI DEVONO PROMUOVERE LIBERTÀ RELIGIOSA

CITTA' DEL VATICANO, 28 SET. 2006 (VIS). L'Arcivescovo Giovanni Lajolo, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, è intervenuto ieri a New York alla LXI Sessione dell'Assemblea Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite.

  L'Arcivescovo Lajolo, già Segretario per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato, ha affermato che la Santa Sede è favorevole alla riforma del sistema dell'Organizzazione delle Nazioni Unite in particolare riguardo ai temi della pace, dello sviluppo e dei diritti umani. "La necessità di migliorare il sistema per efficaci interventi umanitari" - ha detto il Presule - "nelle catastrofi causate dalla guerra, dai conflitti civili ed etnici, è una prova importante del piano di riforma dell'O.N.U.".

  In merito al tema dei diritti umani, l'Arcivescovo Lajolo ha sottolineato che la Santa Sede ritiene che "la promozione dei diritti umani sia una delle priorità dell'O.N.U. nel mondo" ed ha ricordato i tre diritti fondamentali più importanti: il diritto alla vita, alla libertà religiosa e il diritto di libertà di pensiero e di espressione comprendente la libertà di avere opinioni senza interferenze e di scambiare idee e informazioni, con il conseguente diritto della libertà di stampa.

  "Occorre riconoscere, tuttavia" - ha proseguito il Presule - "che non tutti i diritti fondamentali - ed in particolare i tre che ho sopra menzionato - sono adeguatamente salvaguardati in ogni nazione, anzi, in non pochi paesi, essi sono apertamente negati, anche in quegli Stati che fanno parte del Consiglio dei Diritti Umani".

  L'Arcivescovo Lajolo ha infine fatto riferimento alle reazioni dei musulmani di alcuni paesi al discorso che il Santo Padre ha tenuto all'Università di Regensburg il 12 settembre scorso ed ha affermato in proposito: "La reale intenzione di Benedetto XVI era quella di spiegare che 'la religione non ha niente a che vedere con la violenza, ma al contrario la religione si accorda con la ragione, nel contesto di una visione critica della società che cerca di escludere Dio dalla vita pubblica".

  "Tutte le parti interessate - la società civile e gli Stati - devono promuovere la libertà religiosa ed una sana tolleranza sociale che disarmi gli estremisti che rischiano di corrompere la società con il loro odio della vita e della libertà. Questo" - ha concluso l'Arcivescovo Lajolo - "sarà un contributo significativo alla pace fra i popoli, perché la pace può nascere soltanto nel cuore degli uomini".
DELSS/DIRITTI UMANI:ONU/LAJOLO                       VIS 20060928 (390)


RELIGIONE E RAGIONE RADICATI NELLA PERSONA UMANA

CITTA' DEL VATICANO, 28 SET. 2006 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo del discorso che l'Arcivescovo Silvano Tomasi, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio della Nazioni Unite e le Istituzioni specializzate a Ginevra, ha pronunciato il 21 settembre scorso, alla seconda sessione del Consiglio dei Diritti Umani.

  L'Arcivescovo Tomasi ha affermato che l'applicazione della Dichiarazione sull'eliminazione di tutte le forme di intolleranza e discriminazione per motivi religiosi "continua ad essere un obiettivo lontano", per cui, il lavoro svolto al riguardo "richiede un'azione concertata per la difesa della libertà religiosa i cui criteri siano riconosciuti dalla comunità internazionale".

  "La religione e la ragione e la tolleranza religiosa sono radicate nella persona, credente o meno. Concentrarsi sulle ideologie piuttosto che sulla persona e sulla comunità di credenti comporta il rischio di trasformare le rivendicazioni religiose in interessi politici".
DELSS/LIBERTÀ RELIGIOSA/GINEVRA:TOMASI               VIS 20060928 (150)


PRESA DI POSSESSO TITOLO CARDINALI O'MALLEY E RICARD

CITTA' DEL VATICANO, 28 SET. 2006 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha dato comunicazione delle prese di possesso che avranno luogo nei prossimi giorni:

- Il Cardinale Sean Patrick O'Malley, O.F.M.Cap., Arcivescovo Metropolita di Boston (Stati Uniti d'America), prenderà possesso del Titolo di Santa Maria della Vittoria, Via XX Settembre, 17, Roma, Domenica 1° ottobre, alle ore 18:30.

- Il Cardinale Jean-Pierre Ricard, Arcivescovo Metropolita di Bordeaux (Francia), prenderà possesso del Titolo di Sant'Agostino, Via della Scrofa, 80, Roma, Domenica 8 ottobre, alle ore 18:30.
OCL/POSSESSO TITOLI/...                               VIS 20060928 (100)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 28 SET. 2006 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Dottor Gunter Hirsch, Presidente della Corte di Cassazione della Repubblica Federale di Germania, con la Consorte

- Il Dottor Henry A. Kissinger
AP/.../...                                         VIS 20060928 (50)

mercoledì 27 settembre 2006

TOMMASO: SUA DETERMINAZIONE NEL SEGUIRE IL MAESTRO

CITTA' DEL VATICANO, 27 SET. 2006 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi, celebrata in Piazza San Pietro con la partecipazione di 30.000 persone, all'Apostolo Tommaso.

  La personalità di Tommaso si caratterizza, ha spiegato il Papa, per la "sua determinazione nel seguire il Maestro", della quale un esempio è l'esortazione che egli fece agli altri Apostoli, invitandoli ad andare con Gesù a Gerusalemme nonostante il pericolo che correvano. Tale determinazione "è davvero esemplare e ci offre un prezioso insegnamento: rivela la totale disponibilità ad aderire a Gesù, fino ad identificare la propria sorte con quella di Lui ed a voler condividere con Lui la prova suprema della morte. (...) La vita cristiana si definisce come una vita con Gesù Cristo, una vita da trascorrere insieme con Lui".

  Tommaso interviene anche nell'Ultima Cena quando Gesù predica la sua imminente dipartita precisando: "Del luogo dove io vado, voi conoscete la via" e l'Apostolo allora chiede: "Signore, non sappiamo dove vai, e come possiamo conoscere la via?" e Gesù risponde: "Io sono la via, la verità e la vita". "Ogni volta che noi sentiamo o leggiamo queste parole" - ha affermato il Santo Padre - "possiamo metterci col pensiero al fianco di Tommaso ed immaginare che il Signore parli anche con noi così come parlò con lui. Nello stesso tempo, la sua domanda conferisce anche a noi il diritto, per così dire, di chiedere spiegazioni a Gesù. In tal modo esprimiamo la pochezza della nostra capacità di comprendere, al tempo stesso ci poniamo nell'atteggiamento fiducioso di chi si attende luce e forza da chi è in grado di donarle".

  "Notissima, poi, e persino proverbiale è la scena di Tommaso incredulo, avvenuta otto giorni dopo la Pasqua", quando l'Apostolo che non aveva creduto a Gesù apparso in sua assenza, aveva detto: "'Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò!'.  In fondo" - ha commentato il Papa - "da queste parole emerge la convinzione che Gesù sia ormai riconoscibile non tanto dal viso quanto dalla piaghe. Tommaso ritiene che segni qualificanti dell'identità di Gesù siano ora soprattutto le piaghe, nelle quali si rivela fino a che punto Egli ci ha amati. In questo l'Apostolo non si sbaglia".

  "Il caso dell'Apostolo Tommaso" - ha sottolineato Benedetto XVI - "è importante per noi per almeno tre motivi: primo, perché ci conforta nelle nostre insicurezze; secondo, perché ci dimostra che ogni dubbio può approdare a un esito luminoso oltre ogni incertezza; e, infine, perché le parole rivolte a lui da Gesù ci ricordano il vero senso della fede matura e ci incoraggiano a proseguire, nonostante la difficoltà, sul nostro cammino di adesione a Lui".
AG/TOMMASO/...                                   VIS 20060927 (470)


TURISMO PORTA APERTA ALLA PACE E CONVIVENZA ARMONIOSA

CITTA' DEL VATICANO, 27 SET. 2006 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale odierna, tenutasi in Piazza San Pietro, il Santo Padre ha ricordato che oggi si celebra la Giornata Mondiale del Turismo "fenomeno sociale importante nel mondo contemporaneo. Auspico" - ha detto - "che il turismo promuova sempre più il dialogo e il reciproco rispetto delle culture, diventando così una porta aperta alla pace e alla convivenza armoniosa".

  "L'esempio di carità di San Vincenzo de' Paoli, di cui oggi facciamo memoria" - ha detto ancora il Pontefice - "spinga voi, cari giovani, ad attuare i progetti del vostro futuro in un gioioso e disinteressato servizio al prossimo. Aiuti voi, cari malati, ad affrontare la sofferenza come particolare vocazione d'amore, e solleciti voi, cari sposi novelli, a costruire una famiglia sempre aperta al dono della vita e ai poveri".
AG/SALUTI/...                                   VIS 20060927 (150)


martedì 26 settembre 2006

PRESENTAZIONE CONGRESSO MONDIALE TV CATTOLICHE

CITTA' DEL VATICANO, 26 SET. 2006 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, si è tenuta la Conferenza Stampa di presentazione del Congresso Mondiale delle Tv Cattoliche in programma a Madrid (Spagna), dal 10 al 12 ottobre, sul tema: "Il rapido sviluppo". Alla Conferenza Stampa sono intervenuti l'Arcivescovo John P. Foley, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali; Padre Federico Lombardi, S.J., Relatore del Congresso e Direttore del Centro Televisivo Vaticano (CTV); Don José Maria Gil, Segretario Esecutivo della Commissione dei mezzi di comunicazione sociale della Conferenza Episcopale Spagnola e la Dottoressa Leticia Soberón, del Comitato organizzativo internazionale del Congresso.

  L'Arcivescovo Foley ha precisato che obiettivo del Congresso è "riflettere sulla natura del fenomeno televisivo, studiare le opportunità che sono offerte alla Chiesa e valutare le possibilità di collaborazione tra queste iniziative, articolandole tra loro nel modo migliore".

  La partecipazione, ha spiegato l'Arcivescovo Foley, è stata limitata "a non più di 250 persone che lavorano in ambienti televisivi, di produzioni cattoliche, commissioni episcopali di comunicazione sociale e rappresentanti di facoltà di scienze della comunicazione di università di diversi paesi".

  Oltre ai temi connessi alla "l'identità cattolica" degli enti televisivi, il Presidente del Pontificio Consiglio ha ribadito che occorre lavorare "anche su temi molto pratici, come gli aspetti economici e amministrativi dell'industria televisiva, la professionalità del personale, la qualità e la varietà dei formati di programmazione, la qualità dell'informazione, le possibilità offerte dai cambiamenti tecnologici, etc.".

  Padre Lombardi, S.J.,  ha affermato a sua volta che: "Le TV cattoliche nel mondo - le più numerose sono in Europa e nelle Americhe -  sono una realtà molto variegata. (...) Vi sono TV create e sostenute dalle Conferenze Episcopali o da grandi Diocesi (Italia: SAT2000; Spagna: Popular TV; Francia: KTO; USA: Boston...). Vi sono TV create da iniziative di movimenti e enti religiosi o singole persone (USA: Eternal Word Television Network EWTN; Brasile: Cançao Nova...).

  "Oltre alle emittenti televisive" - ha proseguito Padre Lombardi - "vi sono numerosi centri di produzione di programmi televisivi di ispirazione cattolica" che servono le necessità di regioni o nazioni dove non possono esistere televisioni cattoliche ed istituzioni in grado di fornire aiuto economico per le iniziative ecclesiali.

  Riferendosi al CTV, di cui è Direttore, Padre Lombardi ha sottolineato che ha "proprio fra le sue finalità anche quella di servire le emittenti cattoliche, le quali sono praticamente tutte interessate alle immagini e informazioni delle attività del Santo Padre e del Vaticano, ma non tutte sono attualmente informate sui suoi servizi e non tutte hanno le possibilità tecniche per profittarne".

  "Noi della Chiesa" - ha concluso Padre Lombardi - "vogliamo sempre mettere la comunicazione al servizio della comunione, cioè della comprensione reciproca, del dialogo e della pace. Lo facciamo a diversi livelli: c'è un livello più specificamente locale, uno di area più ampia - regionale o nazionale -, uno di carattere universale (quello del servizio del Papa per l'unione della Chiesa). Questi livelli devono integrarsi, restando complementari, perché ognuno ha le sue competenze ed esperienze e ricchezze specifiche".

  Don José María Gil ha ringraziato la Santa Sede per la scelta di Madrid come sede del Congresso ed ha esteso i ringraziamenti alla Principessa delle Asturie, Donna Letizia Ortiz, che sarà la Presidentessa d'onore del Congresso, "ciò che esprime anche" - ha detto - "l'interesse della società civile per questo importante avvenimento ecclesiale".

  Al Congresso di Madrid partecipano, ha proseguito Don Gil, "trecento congressisti (...) provenienti da una cinquantina di paesi di tutti i continenti (...) soprattutto America Latina (...) per riflettere sui grandi obiettivi del Congresso (...) che sarà aperto a tutti i navigatori Internet interessanti a partecipare attraverso la web page: http://www.worldcongresstv.com".

  Così vi saranno "rappresentanti di tutti i settori del campo audiovisivo: grandi operatori delle telecomunicazioni (Telefónica, Hispasat), grandi catene (EWTN, Cançao Nova, TV Século 21, ESNE-El Sembrador) e canali TV cattolici diocesani e privati, da quelli strettamente religiosi e devozionali a quelli di ispirazione cristiana, come pure programmi religiosi nella TV pubblica (...), Centri Universitari di Comunicazione Sociale (Pontificie Università Salesiana e della Santa Croce, del Cile, Colombia e Argentina) e le Università di Navarra e Murcia, giornalisti (...), tecnici, (...) imprenditori (...), associazioni cattoliche di comunicazione (SIGNIS), commissioni e dipartimenti di comunicazione di conferenze episcopali (Germania, Italia, Portogallo, Mali, Croazia, Ecuador, Perù, Spagna..) e diocesi"

  "Speciale segnalazione" - ha concluso Don Gil - "merita il previsto ed atteso intervento di Padre Lombardi, S.J., sul Centro Televisivo Vaticano (CTV), vero referente per le televisioni cattoliche di tutto il mondo".

  La Dottoressa Leticia Soberón ha espresso l'auspicio che il Congresso segni un punto di partenza per la "costruzione di una rete solidale e vivace tra gli enti cattolici che lavorano in televisione".

  "Una delle iniziative più attese" - ha detto la Signora Soberón - "è la 'Banca Programmi' che faciliterà lo scambio gratuito di programmi televisivi tra le diverse istituzioni. Questo progetto è nato dalla preoccupazione delle televisioni più grandi per quelle più piccole e povere, con lo scopo di condividere con loro delle produzioni di valore universale. Ma questa prima mossa ha provocato uno spontaneo desiderio, da parte anche di realtà più piccole, di condividere anche le loro produzioni. La generosità di tutti si è evidenziata già a Medellin, nel Convegno latinoamericano di televisioni cattoliche, ma riguarda tante altre istituzioni in tutta la geografia mondiale".
OP/TELEVISIONI CATTOLICHE/...                       VIS 20060926 (880)


TURISMO PROPIZIATORE AUTENTICO SVILUPPO UMANO E SOCIALE

CITTA' DEL VATICANO, 26 SET. 2006 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico un Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI - datato 8 settembre - e firmato dall'allora Cardinale Segretario di Stato, Angelo Sodano, indirizzato al Dottor Francesco Frangialli, Segretario dell'Organizzazione Mondiale del Turismo (O.M.T.), in occasione della Giornata Mondiale del Turismo che si celebra il 27 settembre.

  Il Cardinale trasmette "il cordiale saluto di Sua Santità Benedetto XVI" agli organizzatori della Giornata Mondiale che quest'anno ha per tema: "Il turismo arricchisce" ed afferma che tale argomento "offre l'opportunità di riflettere su come qualificare ulteriormente una cultura del viaggio e della mobilità umana, quale si presenta nelle diverse forme del turismo contemporaneo".

  "Il turismo è un'indubbia risorsa di benessere" - scrive il Porporato - "perchè mette in movimento l'economia delle Nazioni (...). Nelle diverse mansioni legate all'attività turistica sono, inoltre, impiegati milioni di persone. (...) Nella reciproca accoglienza tra il visitatore e l'ospite si può realizzare quello scambio di beni della terra e della cultura che rende l'umana convivenza più fraterna e solidale".

  Come l'Organizzazione Mondiale del Turismo "ha più volte ricordato, il turismo è soprattutto affare di esseri umani. L'arricchimento che esso può produrre non deve essere, quindi, puramente economico o materiale", ma "propiziare un autentico sviluppo umano e sociale grazie alla crescente opportunità che offre di beni condivisi, di fecondi scambi culturali, di approccio a bellezze naturali e artistiche, di confronto fra mentalità, tradizioni e religioni diverse".

  "È auspicabile pertanto che gli Stati, le associazioni degli operatori turistici, le istituzioni universitarie e culturali, i sindacati di settore, incoraggino la formazione di competenze specifiche e l'offerta di garanzie dinamiche nell'accoglienza dei turisti".

  "È importante che si ponga in essere una persuasiva opera di educazione ai valori del turismo nei confronti e in difesa delle persone" - conclude il Cardinale Sodano - "delle comunità e dei beni naturali e culturali degli ospiti. Solamente così i nuovi areopaghi, quali sono il turismo e il tempo libero diventeranno risorse di vero arricchimento umano per tutti senza escludere coloro che partono da condizioni svantaggiate per la loro origine naturale o socio-culturale".
.../GIORNATA TURISMO/SODANO:FRANGIALLI               VIS 20060926 (340)


COMUNICATO SITUAZIONE ECCLESIALE ARCIVESCOVO MILINGO

CITTA' DEL VATICANO, 26 SET. 2006 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso noto oggi un Comunicato, di cui riportiamo il testo, sull'attuale situazione ecclesiale dell'Arcivescovo Emmanuel Milingo.

  "La Santa Sede ha seguito con viva apprensione l'attività posta in essere recentemente da Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Emmanuel Milingo, Arcivescovo emerito di Lusaka, con una nuova Associazione di sacerdoti coniugati, seminando divisione e sconcerto fra i fedeli".

  "Esponenti a vario livello della Chiesa hanno invano cercato di contattare l'Arcivescovo Milingo, per dissuaderlo dal proseguire in azioni che provocano scandalo, sopratutto nei riguardi dei fedeli che hanno seguito il suo ministero pastorale a favore dei poveri e dei malati".

  "Tenuto conto della comprensione manifestata, anche di recente, dal Successore di Pietro verso questo anziano Pastore della Chiesa, la Santa Sede ha atteso con vigilante pazienza l'evolversi degli eventi, i quali, purtroppo, hanno condotto l'Arcivescovo Milingo a una condizione di irregolarità e di progressiva aperta rottura della comunione con la Chiesa, prima con l'attentato matrimonio e poi con l'ordinazione di quattro vescovi domenica 24 settembre a Washington D.C.".

  "Per questo atto pubblico sia l'Arcivescovo Milingo che i quattro ordinati sono incorsi nella scomunica 'latae sententiae', prevista dal canone 1382 del Codice di Diritto Canonico. Inoltre la Chiesa non riconosce e non intende riconoscere nel futuro tali ordinazioni e tutte le ordinazioni da esse derivate, e ritiene che lo stato canonico dei quattro presunti vescovi sia quello in cui si trovavano prima dell'ordinazione".

  "La Sede Apostolica, sollecita come è dell'unità e della pace del gregge di Cristo, aveva sperato nell'azione fraterna di persone vicine all'Arcivescovo Milingo, per un suo ripensamento e per un suo ritorno alla piena comunione con il Papa. Purtroppo, gli ultimi sviluppi hanno allontanato tali speranze".

  "In momenti di sofferenza ecclesiale come questo, si intensifichi la preghiera di tutta la comunità dei fedeli".
OP/ARCIVESCOVO MILINGO/...                           VIS 20060926 (310)


lunedì 25 settembre 2006

AI VESCOVI CIAD: CONSOLIDATE FRATERNITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 23 SET. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Presuli della Conferenza Episcopale del Ciad a conclusione della Visita "ad Limina Apostolorum". Nel suo discorso in lingua francese il Papa ha ricordato ai Presuli che "a immagine di Cristo, Buon Pastore, voi siete mandati per essere missionari della Buona Novella. Continuate a compiere questa missione con fiducia e coraggio!".

  "Con la proclamazione del Vangelo" - ha detto il Pontefice - "guidate le vostre comunità all'incontro con il Signore e aiutatele a testimoniare la loro speranza, contribuendo all'instaurazione di una società più giusta, fondata sulla riconciliazione e sull'unità fra tutti! La partecipazione regolare dei fedeli ai sacramenti, in particolare all'Eucaristia, darà loro la forza di porsi alla sequela di Cristo; essi proveranno allora il bisogno di condividere con i fratelli la gioia del loro incontro con il Signore".

  Successivamente il Papa, parlando dei sacerdoti e della loro "difficile ma esaltante missione di annunciare il Vangelo e di servire il Popolo di Dio", ha sottolineato che: "L'amicizia con il Cristo esige una costante e gioiosa ricerca di comunione di pensiero, di volontà e di azione con Lui,  nell'obbedienza umile e fedele". Benedetto XVI ha esortato i Vescovi dicendo loro: "Cari Fratelli nell'Episcopato preoccupatevi della vita spirituale dei vostri sacerdoti, incoraggiandoli a rimanere fedeli ad una regola di vita sacerdotale che li aiuti a conformare la loro esistenza all'appello ricevuto dal Signore".

  "Fra le sfide pastorali da affrontare" - ha proseguito il Pontefice - "vi è l'urgenza di proclamare la verità integrale sul matrimonio e la famiglia. In effetti è fondamentale dimostrare che l'istituzione del matrimonio contribuisce all'autentico sviluppo delle persone e della società, e permette di assicurare la dignità, l'uguaglianza e la vera libertà dell'uomo e della donna, come pure la crescita umana e spirituale dei figli".

  "Una seria formazione dei giovani favorirà un rinnovamento della pastorale familiare e contribuirà a superare le difficoltà di ordine sociale, culturale ed economico che, per numerosi fedeli, sono ostacoli al matrimonio cristiano. Che i giovani del vostro Paese, preservando i valori essenziali della famiglia africana, accolgano nella loro vita la bellezza e la grandezza del matrimonio cristiano che, nella sua unicità, presuppone un 'amore indissolubile e fedele degli sposi'".

 "L'attività caritativa, manifestazione dell'amore del prossimo, che ha le sue radici nell'amore di Dio, ha grande importanza nella pastorale delle vostre Diocesi", ha rilevato il Pontefice ed, esprimendo il suo apprezzamento ai religiosi e alle religiose impegnati nel settore, ha affermato: "Favorendo un'autentica solidarietà con le persone bisognose, senza distinzione di origine, non dimentichino esse la specificità ecclesiale delle loro attività e rafforzino la coscienza di essere credibili testimoni del Cristo".

  "La consolidazione della fraternità fra le diverse comunità che compongono la Nazione, è un obiettivo che esige l'impegno di tutti, allo scopo di porre il paese al riparo da contese che non potrebbero che comportare nuove violenze. Il riconoscimento della dignità di ciascuno, dell'identità di ogni gruppo umano e religioso, e della sua libertà di praticare la propria religione, fa parte dei valori comuni di pace e di giustizia che tutti devono promuovere e nei quali i responsabili della società civile hanno un ruolo fondamentale".

  Il Santo Padre ha concluso il suo discorso rallegrandosi nell'apprendere che nel Ciad "i rapporti fra cristiani e musulmani sono generalmente buoni, grazie in particolare alla ricerca di una migliore conoscenza reciproca. Vi incoraggio a proseguire la collaborazione in uno spirito di dialogo sincero e di rispetto reciproco".
AL/.../CIAD                                       VIS 20060925 (590)


DIALOGO PERCHÈ SI COSTRUISCA UMANITÀ FRATERNA E SOLIDALE

CITTA' DEL VATICANO, 23 SET. 2006 (VIS). Questa mattina nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo il Santo Padre ha ricevuto in Udienza 98 Vescovi provenienti da 44 paesi di 4 continenti, che hanno partecipato al Seminario di aggiornamento promosso dalla Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
 
  Nel suo discorso ai presenti, dopo aver rivolto un saluto al Cardinale Ivan Dias, Prefetto del Dicastero Missionario, il Santo Padre ha ricordato "gli sforzi non indifferenti" compiuti dai Vescovi affinché a tutti sia data la possibilità di accogliere l'annuncio evangelico ed ha rilevato l'esigenza di evangelizzare la cultura e "alimentare un dialogo sincero ed aperto con tutti, perché insieme si costruisca un'umanità più fraterna e solidale".

  "Solo spinti dall'amore di Cristo" - ha proseguito il Pontefice - "è possibile portare a compimento questa fatica apostolica, che domanda l'ardore intrepido di chi per il Signore non teme nemmeno la persecuzione e la morte" ed in merito ha ricordato gli "eroici testimoni del Vangelo" dei secoli passati e dei nostri tempi come Suor Leonella Sgorbati, "missionaria della Consolata, barbaramente uccisa a Mogadiscio, in Somalia", il 17 settembre scorso.

  Per adempiere il compito di Pastori, Benedetto XVI ha ribadito che è essenziale che "per primi voi siate 'esempio in tutto di  buona condotta (...). Ecco perché è doveroso che diate primaria importanza nel vostro ministero episcopale alla preghiera e alla incessante tensione verso la santità. È importante che vi preoccupiate di una seria formazione dei seminaristi e di un permanente aggiornamento dei sacerdoti e dei catechisti".

  "Mantenere l'unità della fede nella diversità delle sue espressioni culturali è un altro prezioso servizio che vi è richiesto, cari Fratelli nell'Episcopato. Ciò esige che siate uniti al gregge, sull'esempio di Cristo Buon Pastore, e che il gregge cammini sempre unito a voi. Come sentinelle del Popolo di Dio, evitate con fermezza e coraggio le divisioni, specie quando sono dovute a motivi etnici e socio-culturali. Esse attentano infatti all'unità della fede e indeboliscono l'annuncio e la testimonianza del Vangelo di Cristo".

  Dopo aver espresso gioia e consolazione nel constatare una "costante fioritura di vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa", il Papa ha invitato i Presuli a preoccuparsi di "dotare i seminari di un numero sufficiente di formatori, scelti e preparati con cura, i quali siano anzitutto esempi e modelli per i seminaristi. (...) Dalla preparazione dei futuri sacerdoti e di tutti gli altri operatori della pastorale, in particolare dei catechisti, dipende l'avvenire delle vostre Comunità e quello della Chiesa universale".
AC/VESCOVI:EVANGELIZZAZIONE/DIAS                   VIS 20060925 (400)


VIVO RAMMARICO SANTA SEDE ESECUZIONE CATTOLICI INDONESIA

CITTA' DEL VATICANO, 23 SET. 2006 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico nella mattinata di oggi il seguente comunicato:

  "La Santa Sede ha appreso con vivo rammarico la notizia dell'avvenuta esecuzione dei Signori Fabianus Tibo, Dominggus da Silva e Marinus Riwu, ritenuti responsabili delle violenze di Poso, in Indonesia, nel 2000".

  "Al riguardo, la Segreteria di Stato è intervenuta ripetutamente presso le Autorità indonesiane per chiedere, a nome del Santo Padre, un gesto di clemenza in favore dei tre condannati. Oltre al telegramma reso pubblico il 12 agosto u.s., l'Eminentissimo Cardinale Segretario di Stato Angelo Sodano ha inviato al Capo dello Stato, Sua Eccellenza Susilo Bambang Yudhoyono, due lettere, in data rispettivamente del 5 dicembre 2005 e del 7 marzo 2006. Altri passi sono stati compiuti attraverso l'Ambasciata dell'Indonesia presso la Santa Sede il 13 dicembre 2005, il 14 febbraio e il 20 settembre 2006".

  "Collocandosi su un piano strettamente umanitario, ispirato alla nota posizione della Chiesa cattolica sulla pena di morte, e tenendo ben presenti le particolarità del doloroso caso, la Santa Sede, con i suoi interventi, ha inteso non da ultimo contribuire agli sforzi in favore del processo di riconciliazione in Indonesia e alla tradizionale pacifica convivenza fra gli appartenenti alle diverse religioni, che si auspica continuerà a contraddistinguere quel grande Paese".
OP/ESECUZIONE CATTOLICI/INDONESIA                   VIS 20060925 (230)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 23 SET. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Nunzio Apostolico in Swaziland, l'Arcivescovo James Patrick Green, Nunzio Apostolico in Sud Africa, Lesotho, Namibia e Delegato Apostolico in Botswana.
NN/.../GREEN                                     VIS 20060925 (50)

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