CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2006 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha nominato il Vescovo Oscar Domingo Sarlinga, Vescovo di Zárate-Campana (superficie: 5.903; popolazione: 660.500; cattolici: 600.000; sacerdoti: 58; religiosi: 154; diaconi permanenti. 2), Argentina. Finora Ausiliare di Mercedes - Luján (Argentina), il Vescovo Sarlinga succede al Vescovo Rafael Eleuterio Rey, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.
- Ha nominato il Vescovo John Choi Young-su, Arcivescovo Coadiutore dell'Arcidiocesi di Daegu (superficie: 9.128; popolazione: 4.466.810; cattolici: 402.958; sacerdoti: 315; religiosi: 1.048), Corea. L'Arcivescovo Young-su è stato finora Ausiliare della medesima Arcidiocesi.
NER:RE:NEC/.../SARLINGA:REY:YOUNG-SU VIS 20060203 (120)
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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana... [+]
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venerdì 3 febbraio 2006
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 3 FEB. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate sei Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Democratica del Congo, in Visita "ad Limina Apostolorum":
- Il Vescovo Marcel Utembi Tapa, di Mahagi-Nioka.
- Il Vescovo Janvier Kataka Luvete, di Wamba.
- Il Vescovo Melchisedec Sikuli Paluku, di Butembo-Beni.
- Il Vescovo Théophile Kaboy Ruboneka, di Kasongo ed Amministratore Apostolico di Kindu.
- Il Vescovo Jean-Pierre Tafunga, S.D.B., di Uvira.
- Il Vescovo Dominique Kimpinde, di Kalemie-Kirungu.
Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/.../... VIS 20060203 (110)
- Il Vescovo Marcel Utembi Tapa, di Mahagi-Nioka.
- Il Vescovo Janvier Kataka Luvete, di Wamba.
- Il Vescovo Melchisedec Sikuli Paluku, di Butembo-Beni.
- Il Vescovo Théophile Kaboy Ruboneka, di Kasongo ed Amministratore Apostolico di Kindu.
- Il Vescovo Jean-Pierre Tafunga, S.D.B., di Uvira.
- Il Vescovo Dominique Kimpinde, di Kalemie-Kirungu.
Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/.../... VIS 20060203 (110)
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Udienze,
Visita 'ad Limina Apostolorum'
giovedì 2 febbraio 2006
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 2 FEB. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:
- Sei Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Democratica del Congo, in visita "ad Limina Apostolorum":
- L'Arcivescovo Laurent Monsengwo Pasinya, di Kisangani.
- Il Vescovo Dieudonné Uringi Uuci, di Bunia.
- Il Vescovo Joseph Banga Bane, di Buta.
- Il Vescovo Richard Domba Mady, di Doruma-Dungu.
- Il Vescovo Camille Lembi Zaneli, di Isangi.
- Il Vescovo Julien Andavo Mbia, di Isiro-Niangara.
- La Signora Siba Nasser, Ambasciatrice della Repubblica Araba di Siria, in visita di congedo.
AL:AP/.../... VIS 20060202 (100)
- Sei Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Democratica del Congo, in visita "ad Limina Apostolorum":
- L'Arcivescovo Laurent Monsengwo Pasinya, di Kisangani.
- Il Vescovo Dieudonné Uringi Uuci, di Bunia.
- Il Vescovo Joseph Banga Bane, di Buta.
- Il Vescovo Richard Domba Mady, di Doruma-Dungu.
- Il Vescovo Camille Lembi Zaneli, di Isangi.
- Il Vescovo Julien Andavo Mbia, di Isiro-Niangara.
- La Signora Siba Nasser, Ambasciatrice della Repubblica Araba di Siria, in visita di congedo.
AL:AP/.../... VIS 20060202 (100)
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Visita 'ad Limina Apostolorum'
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 2 FEB. 2006 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare dell'Arcidiocesi di Detroit (Stati Uniti d'America), presentata dal Vescovo Thomas J. Gumbleton, per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Monsignor Anthony Chirayath, Vescovo di Sagar dei Siro-Malabaresi (superficie: 39.020; popolazione: 4.538.500; cattolici: 6.710; sacerdoti: 36; religiosi: 249; diaconi permanenti: 1), India. Il Vescovo eletto, al presente Capo Ufficio del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, è nato nel 1941 a Aranattukara (India), ed è stato ordinato sacerdote nel 1970. Succede al Vescovo Joseph Pastor Neelankavil, C.M.I., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Eparchia, presentata in conformità al canone 210, paragrafo 1, del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali.
- Ha nominato il Reverendo Peter Machado, Vescovo di Belgaum (superficie: 44.215; popolazione: 11.939.363; cattolici: 29.525; sacerdoti: 120; religiosi: 426), India. Il Vescovo eletto è nato a Honavar (India), nel 1954 ed è stato ordinato sacerdote nel 1978. È stato finora Parroco a Kone e Segretario Regionale della Commissione per i Laici a Bangalore.
- Ha nominato il Monsignore José Colin Mendoza Bagaforo, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Cotabato (superficie: 8.889; popolazione: 1.809.618; cattolici: 823.640; sacerdoti: 71; religiosi: 167), Filippine. Il Vescovo eletto è nato a Cotabato nel 1954 ed è stato ordinato sacerdote nel 1980. Dal 2004 è stato Vicario Generale della medesima Arcidiocesi.
- Ha nominato l'Arcivescovo Odon Marie Arsène Razanakolona, di Antananarivo (Madagascar), Membro del Consiglio Speciale per l'Africa della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi.
RE:NER:NEA:NA/.../... VIS 20060202 (260)
- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare dell'Arcidiocesi di Detroit (Stati Uniti d'America), presentata dal Vescovo Thomas J. Gumbleton, per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Monsignor Anthony Chirayath, Vescovo di Sagar dei Siro-Malabaresi (superficie: 39.020; popolazione: 4.538.500; cattolici: 6.710; sacerdoti: 36; religiosi: 249; diaconi permanenti: 1), India. Il Vescovo eletto, al presente Capo Ufficio del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, è nato nel 1941 a Aranattukara (India), ed è stato ordinato sacerdote nel 1970. Succede al Vescovo Joseph Pastor Neelankavil, C.M.I., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Eparchia, presentata in conformità al canone 210, paragrafo 1, del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali.
- Ha nominato il Reverendo Peter Machado, Vescovo di Belgaum (superficie: 44.215; popolazione: 11.939.363; cattolici: 29.525; sacerdoti: 120; religiosi: 426), India. Il Vescovo eletto è nato a Honavar (India), nel 1954 ed è stato ordinato sacerdote nel 1978. È stato finora Parroco a Kone e Segretario Regionale della Commissione per i Laici a Bangalore.
- Ha nominato il Monsignore José Colin Mendoza Bagaforo, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Cotabato (superficie: 8.889; popolazione: 1.809.618; cattolici: 823.640; sacerdoti: 71; religiosi: 167), Filippine. Il Vescovo eletto è nato a Cotabato nel 1954 ed è stato ordinato sacerdote nel 1980. Dal 2004 è stato Vicario Generale della medesima Arcidiocesi.
- Ha nominato l'Arcivescovo Odon Marie Arsène Razanakolona, di Antananarivo (Madagascar), Membro del Consiglio Speciale per l'Africa della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi.
RE:NER:NEA:NA/.../... VIS 20060202 (260)
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Nomine ed altri atti pontifici
mercoledì 1 febbraio 2006
LA MISERICORDIA DI DIO È SUPERIORE A TUTTE LE SUE OPERE
CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2006 (VIS). Nella catechesi per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI con la partecipazione di 8.000 pellegrini, il Santo Padre Benedetto XVI ha commentato la prima parte del Salmo 144: "Lode alla Maestà divina".
Il Salmo - ha detto il Papa - è "una celebrazione intensa ed appassionata della regalità divina" che "è espressione del progetto salvifico di Dio. Egli non è indifferente riguardo alla storia umana, anzi ha nei suoi confronti il desiderio di attuare un disegno di armonia e di pace. A compiere questo piano è convocata anche l'intera umanità, perché aderisca alla volontà salvifica divina, una volontà che si estende a tutti gli 'uomini', a 'ogni generazione' e a 'tutti i secoli'. Un'azione universale, che strappa il male dal mondo e vi insedia la 'gloria' del Signore, ossia la sua presenza personale efficace e trascendente".
Nel Salmo 144, il Signore è "esaltato come un sovrano amoroso e tenero, preoccupato per tutte le sue creature" - ha ricordato il Santo Padre - "Noi non siamo in balia di forze oscure, né siamo solitari con la nostra libertà, bensì siamo affidati all'azione del Signore potente e amoroso, che ha nei nostri confronti un disegno, un 'regno' da instaurare. Questo 'regno' non è fatto di potenza e di dominio, di trionfo e di oppressione, come spesso accade per i regni terreni, ma è la sede di una manifestazione di pietà, di tenerezza, di bontà, di grazia, di giustizia, come si ribadisce a più riprese nel flusso dei versetti che contengono la lode. (...) Il Signore è 'lento all'ira e ricco di grazia'".
Benedetto XVI ha concluso la catechesi citando una frase del "Secondo discorso sul digiuno" di San Pietro Crisologo: "Grandi sono le opere del Signore. La sua misericordia è superiore a tutte le sue opere"
Al termine dell'Udienza, il Papa ha rivolto parole di saluto ai Dirigenti dell'Amministrazione Penitenziaria Italiana, dicendo loro: "La vostra presenza mi offre l'opportunità di richiamare i singoli e l'intera società al rispetto delle norme etiche e civili, che stanno alla base dell'umana convivenza".
Rivolgendosi ai pellegrini polacchi, il Papa ha ricordato la celebrazione, domani 2 febbraio, della Giornata della Vita Consacrata ed ha detto: "Ringraziamo Dio per le vocazioni religiose e chiediamo che sostenga con la grazia le sorelle e i fratelli che hanno scelto la castità, la povertà e l'obbedienza come cammino di santità".
AG/SALMO 144/... VIS 20060201 (410)
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Udienza generale
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 1 FEB. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre José Luiz Ferreira Salles, C.Ss.R., Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Fortaleza (superficie: 14.813; popolazione: 3.400.657; cattolici: 2.406.000; sacerdoti: 291; 1.152), Brasile. Il Vescovo eletto, finora Formatore dei Novizi della Provincia Brasiliana della C.Ss.R. a Fortaleza, è nato nel 1957 a Itirapina (Brasile), ha emesso la professione perpetua ed è stato ordinato sacerdote nel 1985.
NEA/.../FERREIRA SALLES VIS 20060201 (70)
NEA/.../FERREIRA SALLES VIS 20060201 (70)
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Nomine ed altri atti pontifici
INTENZIONI APOSTOLATO PREGHIERA MESE DI FEBBRAIO
CITTA' DEL VATICANO, 2 GEN. 2006 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di febbraio è la seguente: "Perché la comunità internazionale sia sempre più consapevole dell'urgente dovere di porre fine al traffico di esseri umani".
L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perché nelle Missioni i fedeli laici avvertano la necessità di
servire il proprio Paese anche con un maggiore impegno nella vita politica e sociale".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/FEBBRAIO/… VIS 20060201 (80)
L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perché nelle Missioni i fedeli laici avvertano la necessità di
servire il proprio Paese anche con un maggiore impegno nella vita politica e sociale".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/FEBBRAIO/… VIS 20060201 (80)
martedì 31 gennaio 2006
MESSAGGIO DEL PAPA PER LA QUARESIMA 2006
CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2006 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la Quaresima 2006, datato 20 settembre 2005, ed intitolato: "Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione".
Di seguito riportiamo la versione integrale del Documento:
"Carissimi fratelli e sorelle!"
"La Quaresima è il tempo privilegiato del pellegrinaggio interiore verso Colui che è la fonte della misericordia. È un pellegrinaggio in cui Lui stesso ci accompagna attraverso il deserto della nostra povertà, sostenendoci nel cammino verso la gioia intensa della Pasqua".
"Anche nella 'valle oscura' di cui parla il Salmista (Sal 23,4), mentre il tentatore ci suggerisce di disperarci o di riporre una speranza illusoria nell'opera delle nostre mani, Dio ci custodisce e ci sostiene. Sì, anche oggi il Signore ascolta il grido delle moltitudini affamate di gioia, di pace, di amore. Come in ogni epoca, esse si sentono abbandonate. Eppure, anche nella desolazione della miseria, della solitudine, della violenza e della fame, che colpiscono senza distinzione anziani, adulti e bambini, Dio non permette che il buio dell'orrore spadroneggi".
"Come infatti ha scritto il mio amato Predecessore Giovanni Paolo II, c'è un 'limite divino imposto al male', ed è la misericordia ("Memoria e identità", 29 ss). È in questa prospettiva che ho voluto porre all'inizio di questo Messaggio l'annotazione evangelica secondo cui 'Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione' (Mt 9,36)".
"In questa luce vorrei soffermarmi a riflettere su di una questione molto dibattuta tra i nostri contemporanei: la questione dello sviluppo. Anche oggi lo 'sguardo' commosso di Cristo non cessa di posarsi sugli uomini e sui popoli. Egli li guarda sapendo che il 'progetto' divino ne prevede la chiamata alla salvezza. Gesù conosce le insidie che si oppongono a tale progetto e si commuove per le folle: decide di difenderle dai lupi anche a prezzo della sua vita. Con quello sguardo Gesù abbraccia i singoli e le moltitudini e tutti consegna al Padre, offrendo se stesso in sacrificio di espiazione".
"Illuminata da questa verità pasquale, la Chiesa sa che, per promuovere un pieno sviluppo, è necessario che il nostro 'sguardo' sull'uomo si misuri su quello di Cristo. Infatti, in nessun modo è possibile separare la risposta ai bisogni materiali e sociali degli uomini dal soddisfacimento delle profonde necessità del loro cuore. Questo si deve sottolineare tanto maggiormente in questa nostra epoca di grandi trasformazioni, nella quale percepiamo in maniera sempre più viva e urgente la nostra responsabilità verso i poveri del mondo. Già il mio venerato Predecessore, il Papa Paolo VI, identificava con precisione i guasti del sottosviluppo come una sottrazione di umanità. In questo senso nell'Enciclica 'Populorum progressio' egli denunciava 'le carenze materiali di coloro che sono privati del minimo vitale, e le carenze morali di coloro che sono mutilati dall'egoismo… le strutture oppressive, sia che provengano dagli abusi del possesso che da quelli del potere, sia dallo sfruttamento dei lavoratori che dall'ingiustizia delle transazioni' (n. 21)".
"Come antidoto a tali mali Paolo VI suggeriva non soltanto 'l'accresciuta considerazione della dignità degli altri, l'orientarsi verso lo spirito di povertà, la cooperazione al bene comune, la volontà di pace', ma anche 'il riconoscimento da parte dell'uomo dei valori supremi e di Dio, che ne è la sorgente e il termine' (ibid.)".
"In questa linea il Papa non esitava a proporre 'soprattutto la fede, dono di Dio accolto dalla buona volontà dell'uomo, e l'unità nella carità di Cristo' (ibid.). Dunque, lo 'sguardo' di Cristo sulla folla, ci impone di affermare i veri contenuti di quell''umanesimo plenario' che, ancora secondo Paolo VI, consiste nello 'sviluppo di tutto l'uomo e di tutti gli uomini' (ibid., n. 42). Per questo il primo contributo che la Chiesa offre allo sviluppo dell'uomo e dei popoli non si sostanzia in mezzi materiali o in soluzioni tecniche, ma nell'annuncio della verità di Cristo che educa le coscienze e insegna l'autentica dignità della persona e del lavoro, promuovendo la formazione di una cultura che risponda veramente a tutte le domande dell'uomo".
"Dinanzi alle terribili sfide della povertà di tanta parte dell'umanità, l'indifferenza e la chiusura nel proprio egoismo si pongono in un contrasto intollerabile con lo 'sguardo' di Cristo. Il digiuno e l'elemosina, che, insieme con la preghiera, la Chiesa propone in modo speciale nel periodo della Quaresima, sono occasione propizia per conformarci a quello 'sguardo'. Gli esempi dei santi e le molte esperienze missionarie che caratterizzano la storia della Chiesa costituiscono indicazioni preziose sul modo migliore di sostenere lo sviluppo".
"Anche oggi, nel tempo della interdipendenza globale, si può constatare che nessun progetto economico, sociale o politico sostituisce quel dono di sé all'altro nel quale si esprime la carità. Chi opera secondo questa logica evangelica vive la fede come amicizia con il Dio incarnato e, come Lui, si fa carico dei bisogni materiali e spirituali del prossimo. Lo guarda come incommensurabile mistero, degno di infinita cura ed attenzione. Sa che chi non dà Dio dà troppo poco, come diceva la beata Teresa di Calcutta: 'La prima povertà dei popoli è di non conoscere Cristo'. Perciò occorre far trovare Dio nel volto misericordioso di Cristo: senza questa prospettiva, una civiltà non si costruisce su basi solide".
"Grazie a uomini e donne obbedienti allo Spirito Santo, nella Chiesa sono sorte molte opere di carità, volte a promuovere lo sviluppo: ospedali, università, scuole di formazione professionale, micro-imprese. Sono iniziative che, molto prima di altre espressioni della società civile, hanno dato prova della sincera preoccupazione per l'uomo da parte di persone mosse dal messaggio evangelico. Queste opere indicano una strada per guidare ancora oggi il mondo verso una globalizzazione che abbia al suo centro il vero bene dell'uomo e così conduca alla pace autentica".
"Con la stessa compassione di Gesù per le folle, la Chiesa sente anche oggi come proprio compito quello di chiedere a chi ha responsabilità politiche ed ha tra le mani le leve del potere economico e finanziario di promuovere uno sviluppo basato sul rispetto della dignità di ogni uomo. Un'importante verifica di questo sforzo sarà l'effettiva libertà religiosa, non intesa semplicemente come possibilità di annunciare e celebrare Cristo, ma anche di contribuire alla edificazione di un mondo animato dalla carità. In questo sforzo si iscrive pure l'effettiva considerazione del ruolo centrale che gli autentici valori religiosi svolgono nella vita dell'uomo, quale risposta ai suoi più profondi interrogativi e quale motivazione etica rispetto alle sue responsabilità personali e sociali. Sono questi i criteri in base ai quali i cristiani dovranno imparare anche a valutare con sapienza i programmi di chi li governa".
"Non possiamo nasconderci che errori sono stati compiuti nel corso della storia da molti che si professavano discepoli di Gesù. Non di rado, di fronte all'incombenza di problemi gravi, essi hanno pensato che si dovesse prima migliorare la terra e poi pensare al cielo. La tentazione è stata di ritenere che dinanzi ad urgenze pressanti si dovesse in primo luogo provvedere a cambiare le strutture esterne. Questo ebbe per alcuni come conseguenza la trasformazione del cristianesimo in un moralismo, la sostituzione del credere con il fare. A ragione, perciò, il mio Predecessore di venerata memoria, Giovanni Paolo II, osservava: 'La tentazione oggi è di ridurre il cristianesimo ad una sapienza meramente umana, quasi a una scienza del buon vivere. In un mondo fortemente secolarizzato è avvenuta una graduale secolarizzazione della salvezza, per cui ci si batte sì per l'uomo, ma per un uomo dimezzato. Noi invece sappiamo che Gesù è venuto a portare la salvezza integrale' (Enc. Redemptoris missio, 11)".
"È proprio a questa salvezza integrale che la Quaresima ci vuole condurre in vista della vittoria di Cristo su ogni male che opprime l'uomo. Nel volgerci al divino Maestro, nel convertirci a Lui, nello sperimentare la sua misericordia grazie al sacramento della Riconciliazione, scopriremo uno 'sguardo' che ci scruta nel profondo e può rianimare le folle e ciascuno di noi. Esso restituisce la fiducia a quanti non si chiudono nello scetticismo, aprendo di fronte a loro la prospettiva dell'eternità beata. Già nella storia, dunque, il Signore, anche quando l'odio sembra dominare, non fa mai mancare la testimonianza luminosa del suo amore. A Maria, 'di speranza fontana vivace' (Dante Alighieri, Paradiso, XXXIII, 12) affido il nostro cammino quaresimale, perché ci conduca al suo Figlio. A Lei affido in particolare le moltitudini che ancora oggi, provate dalla povertà, invocano aiuto, sostegno, comprensione. Con questi sentimenti a tutti imparto di cuore una speciale Benedizione Apostolica".
MESS/QUARESIMA 2006/... VIS 20060131 (1410)
Di seguito riportiamo la versione integrale del Documento:
"Carissimi fratelli e sorelle!"
"La Quaresima è il tempo privilegiato del pellegrinaggio interiore verso Colui che è la fonte della misericordia. È un pellegrinaggio in cui Lui stesso ci accompagna attraverso il deserto della nostra povertà, sostenendoci nel cammino verso la gioia intensa della Pasqua".
"Anche nella 'valle oscura' di cui parla il Salmista (Sal 23,4), mentre il tentatore ci suggerisce di disperarci o di riporre una speranza illusoria nell'opera delle nostre mani, Dio ci custodisce e ci sostiene. Sì, anche oggi il Signore ascolta il grido delle moltitudini affamate di gioia, di pace, di amore. Come in ogni epoca, esse si sentono abbandonate. Eppure, anche nella desolazione della miseria, della solitudine, della violenza e della fame, che colpiscono senza distinzione anziani, adulti e bambini, Dio non permette che il buio dell'orrore spadroneggi".
"Come infatti ha scritto il mio amato Predecessore Giovanni Paolo II, c'è un 'limite divino imposto al male', ed è la misericordia ("Memoria e identità", 29 ss). È in questa prospettiva che ho voluto porre all'inizio di questo Messaggio l'annotazione evangelica secondo cui 'Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione' (Mt 9,36)".
"In questa luce vorrei soffermarmi a riflettere su di una questione molto dibattuta tra i nostri contemporanei: la questione dello sviluppo. Anche oggi lo 'sguardo' commosso di Cristo non cessa di posarsi sugli uomini e sui popoli. Egli li guarda sapendo che il 'progetto' divino ne prevede la chiamata alla salvezza. Gesù conosce le insidie che si oppongono a tale progetto e si commuove per le folle: decide di difenderle dai lupi anche a prezzo della sua vita. Con quello sguardo Gesù abbraccia i singoli e le moltitudini e tutti consegna al Padre, offrendo se stesso in sacrificio di espiazione".
"Illuminata da questa verità pasquale, la Chiesa sa che, per promuovere un pieno sviluppo, è necessario che il nostro 'sguardo' sull'uomo si misuri su quello di Cristo. Infatti, in nessun modo è possibile separare la risposta ai bisogni materiali e sociali degli uomini dal soddisfacimento delle profonde necessità del loro cuore. Questo si deve sottolineare tanto maggiormente in questa nostra epoca di grandi trasformazioni, nella quale percepiamo in maniera sempre più viva e urgente la nostra responsabilità verso i poveri del mondo. Già il mio venerato Predecessore, il Papa Paolo VI, identificava con precisione i guasti del sottosviluppo come una sottrazione di umanità. In questo senso nell'Enciclica 'Populorum progressio' egli denunciava 'le carenze materiali di coloro che sono privati del minimo vitale, e le carenze morali di coloro che sono mutilati dall'egoismo… le strutture oppressive, sia che provengano dagli abusi del possesso che da quelli del potere, sia dallo sfruttamento dei lavoratori che dall'ingiustizia delle transazioni' (n. 21)".
"Come antidoto a tali mali Paolo VI suggeriva non soltanto 'l'accresciuta considerazione della dignità degli altri, l'orientarsi verso lo spirito di povertà, la cooperazione al bene comune, la volontà di pace', ma anche 'il riconoscimento da parte dell'uomo dei valori supremi e di Dio, che ne è la sorgente e il termine' (ibid.)".
"In questa linea il Papa non esitava a proporre 'soprattutto la fede, dono di Dio accolto dalla buona volontà dell'uomo, e l'unità nella carità di Cristo' (ibid.). Dunque, lo 'sguardo' di Cristo sulla folla, ci impone di affermare i veri contenuti di quell''umanesimo plenario' che, ancora secondo Paolo VI, consiste nello 'sviluppo di tutto l'uomo e di tutti gli uomini' (ibid., n. 42). Per questo il primo contributo che la Chiesa offre allo sviluppo dell'uomo e dei popoli non si sostanzia in mezzi materiali o in soluzioni tecniche, ma nell'annuncio della verità di Cristo che educa le coscienze e insegna l'autentica dignità della persona e del lavoro, promuovendo la formazione di una cultura che risponda veramente a tutte le domande dell'uomo".
"Dinanzi alle terribili sfide della povertà di tanta parte dell'umanità, l'indifferenza e la chiusura nel proprio egoismo si pongono in un contrasto intollerabile con lo 'sguardo' di Cristo. Il digiuno e l'elemosina, che, insieme con la preghiera, la Chiesa propone in modo speciale nel periodo della Quaresima, sono occasione propizia per conformarci a quello 'sguardo'. Gli esempi dei santi e le molte esperienze missionarie che caratterizzano la storia della Chiesa costituiscono indicazioni preziose sul modo migliore di sostenere lo sviluppo".
"Anche oggi, nel tempo della interdipendenza globale, si può constatare che nessun progetto economico, sociale o politico sostituisce quel dono di sé all'altro nel quale si esprime la carità. Chi opera secondo questa logica evangelica vive la fede come amicizia con il Dio incarnato e, come Lui, si fa carico dei bisogni materiali e spirituali del prossimo. Lo guarda come incommensurabile mistero, degno di infinita cura ed attenzione. Sa che chi non dà Dio dà troppo poco, come diceva la beata Teresa di Calcutta: 'La prima povertà dei popoli è di non conoscere Cristo'. Perciò occorre far trovare Dio nel volto misericordioso di Cristo: senza questa prospettiva, una civiltà non si costruisce su basi solide".
"Grazie a uomini e donne obbedienti allo Spirito Santo, nella Chiesa sono sorte molte opere di carità, volte a promuovere lo sviluppo: ospedali, università, scuole di formazione professionale, micro-imprese. Sono iniziative che, molto prima di altre espressioni della società civile, hanno dato prova della sincera preoccupazione per l'uomo da parte di persone mosse dal messaggio evangelico. Queste opere indicano una strada per guidare ancora oggi il mondo verso una globalizzazione che abbia al suo centro il vero bene dell'uomo e così conduca alla pace autentica".
"Con la stessa compassione di Gesù per le folle, la Chiesa sente anche oggi come proprio compito quello di chiedere a chi ha responsabilità politiche ed ha tra le mani le leve del potere economico e finanziario di promuovere uno sviluppo basato sul rispetto della dignità di ogni uomo. Un'importante verifica di questo sforzo sarà l'effettiva libertà religiosa, non intesa semplicemente come possibilità di annunciare e celebrare Cristo, ma anche di contribuire alla edificazione di un mondo animato dalla carità. In questo sforzo si iscrive pure l'effettiva considerazione del ruolo centrale che gli autentici valori religiosi svolgono nella vita dell'uomo, quale risposta ai suoi più profondi interrogativi e quale motivazione etica rispetto alle sue responsabilità personali e sociali. Sono questi i criteri in base ai quali i cristiani dovranno imparare anche a valutare con sapienza i programmi di chi li governa".
"Non possiamo nasconderci che errori sono stati compiuti nel corso della storia da molti che si professavano discepoli di Gesù. Non di rado, di fronte all'incombenza di problemi gravi, essi hanno pensato che si dovesse prima migliorare la terra e poi pensare al cielo. La tentazione è stata di ritenere che dinanzi ad urgenze pressanti si dovesse in primo luogo provvedere a cambiare le strutture esterne. Questo ebbe per alcuni come conseguenza la trasformazione del cristianesimo in un moralismo, la sostituzione del credere con il fare. A ragione, perciò, il mio Predecessore di venerata memoria, Giovanni Paolo II, osservava: 'La tentazione oggi è di ridurre il cristianesimo ad una sapienza meramente umana, quasi a una scienza del buon vivere. In un mondo fortemente secolarizzato è avvenuta una graduale secolarizzazione della salvezza, per cui ci si batte sì per l'uomo, ma per un uomo dimezzato. Noi invece sappiamo che Gesù è venuto a portare la salvezza integrale' (Enc. Redemptoris missio, 11)".
"È proprio a questa salvezza integrale che la Quaresima ci vuole condurre in vista della vittoria di Cristo su ogni male che opprime l'uomo. Nel volgerci al divino Maestro, nel convertirci a Lui, nello sperimentare la sua misericordia grazie al sacramento della Riconciliazione, scopriremo uno 'sguardo' che ci scruta nel profondo e può rianimare le folle e ciascuno di noi. Esso restituisce la fiducia a quanti non si chiudono nello scetticismo, aprendo di fronte a loro la prospettiva dell'eternità beata. Già nella storia, dunque, il Signore, anche quando l'odio sembra dominare, non fa mai mancare la testimonianza luminosa del suo amore. A Maria, 'di speranza fontana vivace' (Dante Alighieri, Paradiso, XXXIII, 12) affido il nostro cammino quaresimale, perché ci conduca al suo Figlio. A Lei affido in particolare le moltitudini che ancora oggi, provate dalla povertà, invocano aiuto, sostegno, comprensione. Con questi sentimenti a tutti imparto di cuore una speciale Benedizione Apostolica".
MESS/QUARESIMA 2006/... VIS 20060131 (1410)
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 31 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:
- Il Reverendo Clement Tirkey, finora Vicario Generale della Diocesi di Bagdogra (India), Vescovo della Diocesi di Jalpaiguri (superficie: 6.914; popolazione: 4.917.688; cattolici: 118.700; sacerdoti: 61; religiosi: 301), India. Il Vescovo eletto è nato nel 1947 nella Diocesi di Raigarh (India) ed è stato ordinato sacerdote nel 1978.
- Consultori della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede i Dottori Francesco Silvano, Walter M. Bonino e Antonio Chiminello.
NER:NA/.../... VIS 20060131 (90)
- Il Reverendo Clement Tirkey, finora Vicario Generale della Diocesi di Bagdogra (India), Vescovo della Diocesi di Jalpaiguri (superficie: 6.914; popolazione: 4.917.688; cattolici: 118.700; sacerdoti: 61; religiosi: 301), India. Il Vescovo eletto è nato nel 1947 nella Diocesi di Raigarh (India) ed è stato ordinato sacerdote nel 1978.
- Consultori della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede i Dottori Francesco Silvano, Walter M. Bonino e Antonio Chiminello.
NER:NA/.../... VIS 20060131 (90)
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Nomine ed altri atti pontifici
lunedì 30 gennaio 2006
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 28 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha eretto di Diocesi di Nongstoin e Jowai (India), con territorio dismembrato dall'Arcidiocesi di Shillong, rendendole suffraganee della medesima Sede Metropolitana.
- Ha nominato il Reverendo Victor Lyngdoh, finora Parroco della Cattedrale di Shillong (India), Primo Vescovo di Nongstoin (superficie: 5.247; popolazione: 313.723; cattolici: 75.715; sacerdoti: 18: religiosi: 61), India. Il Vescovo eletto è nato nel 1956 a Wahlang (India) ed è stato ordinato sacerdote nel 1987.
- Ha nominato il Reverendo Vincent Kympat, Parroco e Direttore del "Laity Formation Centre" a Shillong (India), primo Vescovo di Jowai (superficie: superficie: 3.819; popolazione: 293.229; cattolici: 59.095; sacerdoti: 17; religiosi: 45), India. Il Vescovo eletto è nato a Mawsurong (India) nel 1946 ed è stato ordinato sacerdote nel 1977.
- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Évreux (Francia), presentata dal Vescovo Jacques David, per raggiunti limiti d'età. Gli succede il Vescovo Christian Nourrichard, finora Coadiutore della medesima Diocesi.
- Ha nominato il Padre Wojciech Giertych, O.P., che è Teologo della Casa Pontificia, Consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede.
- Ha nominato il Vescovo Vincenzo Apicella, finora Vescovo Ausiliare di Roma per il Settore Ovest della Diocesi, Vescovo della Diocesi Suburbicaria di Velletri-Segni (superficie: 397; popolazione: 122.690; cattolici: 119.690; sacerdoti: 96; religiosi: 270; diaconi permanenti: 12), Italia. Il Vescovo Apicella succede al Vescovo Andrea Maria Erba, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi.
- Ha nominato il Monsignore Benedetto Tuzia, finora Parroco della Parrocchia di San Roberto Bellarmino,Vescovo Ausiliare della Diocesi di Roma (superficie: 881; popolazione: 2.787.206; cattolici: 2.454.000; sacerdoti: 5.390; religiosi: 27.530; diaconi permanenti: 88), Italia. Il Vescovo eletto è nato a Subiaco (Italia) nel 1944 ed è stato ordinato sacerdote nel 1969.
- Ha nominato il Monsignore Paul Alois Lakra, Vescovo della Diocesi di Gumla (superficie: 5.316; popolazione: 901.217; cattolici: 150.296; sacerdoti: 122; religiosi: 277), India. Il Vescovo eletto è nato nel 1955 a Naditoli (India) ed è stato ordinato sacerdote nel 1993. É stato finora Amministratore Diocesano della medesima Diocesi.
- Ha nominato il Vescovo Rodrigo Aguilar Martínez, finora Vescovo di Matehuala (Messico), Vescovo di Tehuacán (superficie: 6.294; popolazione: 967.471; cattolici: 919.126; sacerdoti: 96; religiosi: 153), Messico.
RE:NA:NER:NEA:ECE/.../... VIS 20060130 (380)
- Ha eretto di Diocesi di Nongstoin e Jowai (India), con territorio dismembrato dall'Arcidiocesi di Shillong, rendendole suffraganee della medesima Sede Metropolitana.
- Ha nominato il Reverendo Victor Lyngdoh, finora Parroco della Cattedrale di Shillong (India), Primo Vescovo di Nongstoin (superficie: 5.247; popolazione: 313.723; cattolici: 75.715; sacerdoti: 18: religiosi: 61), India. Il Vescovo eletto è nato nel 1956 a Wahlang (India) ed è stato ordinato sacerdote nel 1987.
- Ha nominato il Reverendo Vincent Kympat, Parroco e Direttore del "Laity Formation Centre" a Shillong (India), primo Vescovo di Jowai (superficie: superficie: 3.819; popolazione: 293.229; cattolici: 59.095; sacerdoti: 17; religiosi: 45), India. Il Vescovo eletto è nato a Mawsurong (India) nel 1946 ed è stato ordinato sacerdote nel 1977.
- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Évreux (Francia), presentata dal Vescovo Jacques David, per raggiunti limiti d'età. Gli succede il Vescovo Christian Nourrichard, finora Coadiutore della medesima Diocesi.
- Ha nominato il Padre Wojciech Giertych, O.P., che è Teologo della Casa Pontificia, Consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede.
- Ha nominato il Vescovo Vincenzo Apicella, finora Vescovo Ausiliare di Roma per il Settore Ovest della Diocesi, Vescovo della Diocesi Suburbicaria di Velletri-Segni (superficie: 397; popolazione: 122.690; cattolici: 119.690; sacerdoti: 96; religiosi: 270; diaconi permanenti: 12), Italia. Il Vescovo Apicella succede al Vescovo Andrea Maria Erba, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi.
- Ha nominato il Monsignore Benedetto Tuzia, finora Parroco della Parrocchia di San Roberto Bellarmino,Vescovo Ausiliare della Diocesi di Roma (superficie: 881; popolazione: 2.787.206; cattolici: 2.454.000; sacerdoti: 5.390; religiosi: 27.530; diaconi permanenti: 88), Italia. Il Vescovo eletto è nato a Subiaco (Italia) nel 1944 ed è stato ordinato sacerdote nel 1969.
- Ha nominato il Monsignore Paul Alois Lakra, Vescovo della Diocesi di Gumla (superficie: 5.316; popolazione: 901.217; cattolici: 150.296; sacerdoti: 122; religiosi: 277), India. Il Vescovo eletto è nato nel 1955 a Naditoli (India) ed è stato ordinato sacerdote nel 1993. É stato finora Amministratore Diocesano della medesima Diocesi.
- Ha nominato il Vescovo Rodrigo Aguilar Martínez, finora Vescovo di Matehuala (Messico), Vescovo di Tehuacán (superficie: 6.294; popolazione: 967.471; cattolici: 919.126; sacerdoti: 96; religiosi: 153), Messico.
RE:NA:NER:NEA:ECE/.../... VIS 20060130 (380)
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Nomine ed altri atti pontifici
NON DIMINUIRE ATTENZIONE PROBLEMA DELLA LEBBRA
CITTA' DEL VATICANO, 28 GEN. 2006 (VIS). "Signore, se vuoi, puoi guarirmi" è il tema della 53ma Giornata Mondiale della Lebbra 2006 che si tiene domenica 29 gennaio. Il Cardinale Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, ha redatto un Messaggio indirizzato ai Presidenti delle Conferenze Episcopali nazionali ed ai Vescovi incaricati della Pastorale della Salute.
"La Chiesa in questa Giornata" - scrive il Porporato - "desidera mettersi in ascolto delle tante persone che ancora nel mondo sono colpite dal morbo di Hansen (...) e vuole dare voce al loro grido di aiuto, perché tutti insieme ci sentiamo coinvolti con le diverse possibilità e responsabilità nell'impegno di offrire risposte concrete al bisogno di cura dei malati di lebbra".
Il Cardinale ricorda che i progressi scientifici e farmacologici consentono di disporre di cure terapeutiche efficaci per la guarigione della lebbra nei suoi primi stadi, però "rimangono ampie fasce di persone malate e vaste zone del mondo, che non usufruiscono ancora di queste possibilità di cura, per diverse cause".
Il Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute cita le statistiche dell'Organizzazione Mondiale della Salute secondo le quali nel 2005 i casi dichiarati di lebbra erano in Africa 47.596, in America 36.877, nel Sud-Est asiatico. 186.182, nel Mediterraneo Orientale 5.398 e nel Pacifico occidentale 10.010 e sottolinea che secondo alcuni dati si è constatato un regresso della malattia: dai 763.262 malati nel 2001 si è passati ai 407.791 nel 2004. "La giusta e condivisa soddisfazione per i risultati raggiunti (...) non deve significare un minore impegno o una dimenticanza dei bisogni permanenti, delle cause endemiche del morbo, dei pregiudizi ancora esistenti: (...) Una caduta di attenzione al problema sarebbe particolarmente dannosa proprio nel momento in cui (...) si potrebbe fare uno sforzo decisivo per tentare di debellare definitivamente e in ogni parte del mondo la malattia della lebbra".
Il Cardinale Lozano Barragán invita gli organismi nazionali ed internazionali, le organizzazioni non governative e le Chiese locali a coordinare i loro programmi "per rispondere meglio alle attuali necessità di prevenzione e di cura delle persone a rischio o già malate di lebbra". Inoltre rileva l'urgente necessità di preparare "gruppi di operatori socio-sanitari che siano in grado di agire nel territorio diagnosticando per tempo la presenza del morbo e di curarlo".
Infine il Cardinale esprime gratitudine per l'opera svolta dalle comunità cristiane e dei missionari e missionarie per "l'impegno profuso nella lotta contro la malattia (...) e nella cura amorevole delle persone che ne sono state colpite". Il Cardinale Lozano Barragán sottolinea come "da sempre, la Chiesa in tanti paesi del mondo si sia adoperata con totale dedizione per l'accoglienza, la cura e il reinserimento sociale del malati di lebbra" ed esorta domenica 29 gennaio a "'fare memoria', nella Celebrazione Eucaristica del Corpo Totale di Cristo presente in tante persone e in famiglie che ancora soffrono per la malattia della lebbra".
CON-AVA/GIORNATA LEBBRA/LOZANO BARRAGÁN VIS 20060130 (500)
"La Chiesa in questa Giornata" - scrive il Porporato - "desidera mettersi in ascolto delle tante persone che ancora nel mondo sono colpite dal morbo di Hansen (...) e vuole dare voce al loro grido di aiuto, perché tutti insieme ci sentiamo coinvolti con le diverse possibilità e responsabilità nell'impegno di offrire risposte concrete al bisogno di cura dei malati di lebbra".
Il Cardinale ricorda che i progressi scientifici e farmacologici consentono di disporre di cure terapeutiche efficaci per la guarigione della lebbra nei suoi primi stadi, però "rimangono ampie fasce di persone malate e vaste zone del mondo, che non usufruiscono ancora di queste possibilità di cura, per diverse cause".
Il Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute cita le statistiche dell'Organizzazione Mondiale della Salute secondo le quali nel 2005 i casi dichiarati di lebbra erano in Africa 47.596, in America 36.877, nel Sud-Est asiatico. 186.182, nel Mediterraneo Orientale 5.398 e nel Pacifico occidentale 10.010 e sottolinea che secondo alcuni dati si è constatato un regresso della malattia: dai 763.262 malati nel 2001 si è passati ai 407.791 nel 2004. "La giusta e condivisa soddisfazione per i risultati raggiunti (...) non deve significare un minore impegno o una dimenticanza dei bisogni permanenti, delle cause endemiche del morbo, dei pregiudizi ancora esistenti: (...) Una caduta di attenzione al problema sarebbe particolarmente dannosa proprio nel momento in cui (...) si potrebbe fare uno sforzo decisivo per tentare di debellare definitivamente e in ogni parte del mondo la malattia della lebbra".
Il Cardinale Lozano Barragán invita gli organismi nazionali ed internazionali, le organizzazioni non governative e le Chiese locali a coordinare i loro programmi "per rispondere meglio alle attuali necessità di prevenzione e di cura delle persone a rischio o già malate di lebbra". Inoltre rileva l'urgente necessità di preparare "gruppi di operatori socio-sanitari che siano in grado di agire nel territorio diagnosticando per tempo la presenza del morbo e di curarlo".
Infine il Cardinale esprime gratitudine per l'opera svolta dalle comunità cristiane e dei missionari e missionarie per "l'impegno profuso nella lotta contro la malattia (...) e nella cura amorevole delle persone che ne sono state colpite". Il Cardinale Lozano Barragán sottolinea come "da sempre, la Chiesa in tanti paesi del mondo si sia adoperata con totale dedizione per l'accoglienza, la cura e il reinserimento sociale del malati di lebbra" ed esorta domenica 29 gennaio a "'fare memoria', nella Celebrazione Eucaristica del Corpo Totale di Cristo presente in tante persone e in famiglie che ancora soffrono per la malattia della lebbra".
CON-AVA/GIORNATA LEBBRA/LOZANO BARRAGÁN VIS 20060130 (500)
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Statistiche della Chiesa Cattolica
PUNTO D'INCONTRO DIRITTO E PASTORALE: AMORE PER LA VERITÀ
CITTA' DEL VATICANO, 28 GEN. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto il Decano, i Giudici, gli Officiali e collaboratori del Tribunale Apostolico della Rota Romana, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario.
Dell'immensa eredità che Giovanni Paolo II ha lasciato in materia di diritto canonico, Papa Benedetto XVI ha voluto segnalare l'Istruzione "Dignitas connubii" sulla procedura da seguire nelle cause di nullità matrimoniale. "Il maggior contributo di questa Istruzione, che auspico venga applicata integralmente dagli operatori dei tribunali ecclesiastici, consiste nell'indicare in che misura e modo devono essere applicate nelle cause di nullità matrimoniale le norme contenute nei canoni relativi al giudizio contenzioso ordinario, in osservanza delle norme speciali dettate per le cause sullo stato delle persone e per quelle di bene pubblico".
Il Papa ha ricordato che nel corso dell'Assemblea del Sinodo sull'Eucaristia nell'ottobre scorso, i Padri Sinodali hanno invitato i tribunali ecclesiastici ad adoperarsi "affinché i fedeli non canonicamente sposati possano al più presto regolarizzare la loro situazione matrimoniale e riaccostarsi al banchetto eucaristico. Dall'altra parte, invece, la legislazione canonica e la recente Istruzione sembrerebbero, invece, porre dei limiti a tale spinta pastorale, come se la preoccupazione principale fosse quella di espletare le formalità giuridiche previste, con il rischio di dimenticare la finalità pastorale del processo. Dietro a questa impostazione si cela una pretesa contrapposizione tra diritto e pastorale in genere".
"In questo primo incontro con voi" - ha proseguito il Pontefice - "preferisco concentrarmi piuttosto su ciò che rappresenta il fondamentale punto di incontro tra diritto e pastorale: l'amore per la verità" ed ha ribadito che "lo scopo del processo è la dichiarazione della verità da parte di un terzo imparziale, dopo che è stata offerta alle parti pari opportunità di addurre argomentazioni e prove entro un adeguato spazio di discussione.. (...) Ogni sistema processuale deve tendere, quindi, ad assicurare l'oggettività, la tempestività e l'efficacia delle decisioni dei giudici".
Il Papa ha successivamente affermato che: "I processi poi, possono vertere anche su materie che esulano dalla capacità di disporre delle parti, nella misura in cui interessano i diritti dell'intera comunità ecclesiale. Proprio in questo ambito si pone il processo dichiarativo della nullità di un matrimonio: il matrimonio infatti, nella sua duplica dimensione naturale e sacramentale, non è un bene disponibile da parte dei coniugi né, attesa la sua indole sociale e pubblica, è possibile ipotizzare una qualche forma di autodichiarazione".
Indicando che: "Nessun processo è a rigore contro l'altra parte, come se si trattasse di infliggerle un danno ingiusto", Papa Benedetto ha affermato: "L'oggetto del processo è invece dichiarare la verità circa la validità o l'invalidità di un concreto matrimonio, vale a dire circa una realtà che fonda l'istituto della famiglia e che interessa in massima misura la Chiesa e la società civile".
"Il criterio della ricerca della verità" - ha detto ancora Papa Benedetto - "come ci guida a comprendere la dialettica del processo, così può servirci per cogliere l'altro aspetto della questione: il suo valore pastorale, che non può essere separato dall'amore alla verità. Può avvenire infatti che la carità pastorale sia a volte contaminata da atteggiamenti compiacenti verso le persone. Questi atteggiamenti possono sembrare pastorali, ma in realtà non rispondono al bene delle persone e della stessa comunità ecclesiale".
"La verità cercata nei processi di nullità matrimoniale non è tuttavia una verità astratta, avulsa dal bene delle persone. È una verità che si integra nell'itinerario umano e cristiano di ogni fedele. È pertanto assai importante che la sua dichiarazione arrivi in tempi ragionevoli".
Il Papa ha ribadito l'obbligo grave "di rendere l'operato istituzionale della Chiesa nei tribunali sempre più vicino ai fedeli. Inoltre, la sensibilità pastorale deve portare a cercare di prevenire le nullità matrimoniali (...) e ad adoperarsi affinché i coniugi risolvano i loro eventuali problemi e trovino la via della riconciliazione".
"Mi auguro che queste riflessioni" - ha concluso il Santo Padre - "giovino a far comprendere meglio come l'amore alla verità raccordi l'istituzione del processo canonico di nullità matrimoniale con l'autentico senso pastorale che deve animare tali processi. In questa chiave di lettura, l'Istruzione 'Dignitas connubii' e le preoccupazioni emerse nell'ultimo Sinodo si rivelano del tutto convergenti".
AC/.../ROTA ROMANA VIS 20060130 (700)
Dell'immensa eredità che Giovanni Paolo II ha lasciato in materia di diritto canonico, Papa Benedetto XVI ha voluto segnalare l'Istruzione "Dignitas connubii" sulla procedura da seguire nelle cause di nullità matrimoniale. "Il maggior contributo di questa Istruzione, che auspico venga applicata integralmente dagli operatori dei tribunali ecclesiastici, consiste nell'indicare in che misura e modo devono essere applicate nelle cause di nullità matrimoniale le norme contenute nei canoni relativi al giudizio contenzioso ordinario, in osservanza delle norme speciali dettate per le cause sullo stato delle persone e per quelle di bene pubblico".
Il Papa ha ricordato che nel corso dell'Assemblea del Sinodo sull'Eucaristia nell'ottobre scorso, i Padri Sinodali hanno invitato i tribunali ecclesiastici ad adoperarsi "affinché i fedeli non canonicamente sposati possano al più presto regolarizzare la loro situazione matrimoniale e riaccostarsi al banchetto eucaristico. Dall'altra parte, invece, la legislazione canonica e la recente Istruzione sembrerebbero, invece, porre dei limiti a tale spinta pastorale, come se la preoccupazione principale fosse quella di espletare le formalità giuridiche previste, con il rischio di dimenticare la finalità pastorale del processo. Dietro a questa impostazione si cela una pretesa contrapposizione tra diritto e pastorale in genere".
"In questo primo incontro con voi" - ha proseguito il Pontefice - "preferisco concentrarmi piuttosto su ciò che rappresenta il fondamentale punto di incontro tra diritto e pastorale: l'amore per la verità" ed ha ribadito che "lo scopo del processo è la dichiarazione della verità da parte di un terzo imparziale, dopo che è stata offerta alle parti pari opportunità di addurre argomentazioni e prove entro un adeguato spazio di discussione.. (...) Ogni sistema processuale deve tendere, quindi, ad assicurare l'oggettività, la tempestività e l'efficacia delle decisioni dei giudici".
Il Papa ha successivamente affermato che: "I processi poi, possono vertere anche su materie che esulano dalla capacità di disporre delle parti, nella misura in cui interessano i diritti dell'intera comunità ecclesiale. Proprio in questo ambito si pone il processo dichiarativo della nullità di un matrimonio: il matrimonio infatti, nella sua duplica dimensione naturale e sacramentale, non è un bene disponibile da parte dei coniugi né, attesa la sua indole sociale e pubblica, è possibile ipotizzare una qualche forma di autodichiarazione".
Indicando che: "Nessun processo è a rigore contro l'altra parte, come se si trattasse di infliggerle un danno ingiusto", Papa Benedetto ha affermato: "L'oggetto del processo è invece dichiarare la verità circa la validità o l'invalidità di un concreto matrimonio, vale a dire circa una realtà che fonda l'istituto della famiglia e che interessa in massima misura la Chiesa e la società civile".
"Il criterio della ricerca della verità" - ha detto ancora Papa Benedetto - "come ci guida a comprendere la dialettica del processo, così può servirci per cogliere l'altro aspetto della questione: il suo valore pastorale, che non può essere separato dall'amore alla verità. Può avvenire infatti che la carità pastorale sia a volte contaminata da atteggiamenti compiacenti verso le persone. Questi atteggiamenti possono sembrare pastorali, ma in realtà non rispondono al bene delle persone e della stessa comunità ecclesiale".
"La verità cercata nei processi di nullità matrimoniale non è tuttavia una verità astratta, avulsa dal bene delle persone. È una verità che si integra nell'itinerario umano e cristiano di ogni fedele. È pertanto assai importante che la sua dichiarazione arrivi in tempi ragionevoli".
Il Papa ha ribadito l'obbligo grave "di rendere l'operato istituzionale della Chiesa nei tribunali sempre più vicino ai fedeli. Inoltre, la sensibilità pastorale deve portare a cercare di prevenire le nullità matrimoniali (...) e ad adoperarsi affinché i coniugi risolvano i loro eventuali problemi e trovino la via della riconciliazione".
"Mi auguro che queste riflessioni" - ha concluso il Santo Padre - "giovino a far comprendere meglio come l'amore alla verità raccordi l'istituzione del processo canonico di nullità matrimoniale con l'autentico senso pastorale che deve animare tali processi. In questa chiave di lettura, l'Istruzione 'Dignitas connubii' e le preoccupazioni emerse nell'ultimo Sinodo si rivelano del tutto convergenti".
AC/.../ROTA ROMANA VIS 20060130 (700)
SANTI: TESTIMONI PRIVILEGIATI DEL PRIMATO DELLA CARITÀ
CITTA' DEL VATICANO, 29 GEN. 2006 (VIS). Tema centrale delle riflessioni del Papa prima della recita dell'Angelus con i fedeli riuniti in Piazza San Pietro, è stato il primato della carità ed i suoi testimoni privilegiati: i santi.
Papa Benedetto ha ricordato la Sua prima Enciclica "Deus caritas est", pubblicata mercoledì scorso, dove scrive che i santi "hanno fatto della loro esistenza, pur con mille diverse tonalità, un inno a Dio Amore". In particolare il Papa ha citato i santi commemorati in questi giorni, Santi molto differenti tra loro: "L'Apostolo Paolo con i discepoli Timoteo e Tito" che "appartengono agli inizi della Chiesa, e sono missionari della prima evangelizzazione; nel Medioevo, Tommaso d'Aquino è il modello del teologo cattolico, che incontra in Cristo la suprema sintesi della verità e dell'amore; nel Rinascimento, Angela Merici propone una via di santità anche per chi vive in ambito laico; nell'epoca moderna, Don Bosco, infiammato dalla carità di Gesù Buon Pastore, si prende cura dei ragazzi più disagiati".
"In verità, tutta la storia della Chiesa è storia di santità, animata dall'unico Amore che ha la sua fonte in Dio. Infatti, solo la carità soprannaturale, come quella che sgorga sempre nuova dal cuore di Cristo, può spiegare la prodigiosa fioritura, nel corso dei secoli, di ordini, Istituti religiosi maschili e femminili e di altre forme di vita consacrata".
Il Papa ha concluso le sue riflessioni ricordando che "la Chiesa celebra il prossimo 2 febbraio, festa della Presentazione del Signore al Tempio, la Giornata della Vita Consacrata. Nel pomeriggio, come amava fare Giovanni Paolo II, presiederò nella Basilica Vaticana la Santa Messa. (...) Ringrazieremo insieme Dio per il dono della vita consacrata e pregheremo affinché essa continui ad essere nel mondo segno eloquente del suo amore misericordioso".
ANG/SANTITÀ/... VIS 20060130 (310)
Papa Benedetto ha ricordato la Sua prima Enciclica "Deus caritas est", pubblicata mercoledì scorso, dove scrive che i santi "hanno fatto della loro esistenza, pur con mille diverse tonalità, un inno a Dio Amore". In particolare il Papa ha citato i santi commemorati in questi giorni, Santi molto differenti tra loro: "L'Apostolo Paolo con i discepoli Timoteo e Tito" che "appartengono agli inizi della Chiesa, e sono missionari della prima evangelizzazione; nel Medioevo, Tommaso d'Aquino è il modello del teologo cattolico, che incontra in Cristo la suprema sintesi della verità e dell'amore; nel Rinascimento, Angela Merici propone una via di santità anche per chi vive in ambito laico; nell'epoca moderna, Don Bosco, infiammato dalla carità di Gesù Buon Pastore, si prende cura dei ragazzi più disagiati".
"In verità, tutta la storia della Chiesa è storia di santità, animata dall'unico Amore che ha la sua fonte in Dio. Infatti, solo la carità soprannaturale, come quella che sgorga sempre nuova dal cuore di Cristo, può spiegare la prodigiosa fioritura, nel corso dei secoli, di ordini, Istituti religiosi maschili e femminili e di altre forme di vita consacrata".
Il Papa ha concluso le sue riflessioni ricordando che "la Chiesa celebra il prossimo 2 febbraio, festa della Presentazione del Signore al Tempio, la Giornata della Vita Consacrata. Nel pomeriggio, come amava fare Giovanni Paolo II, presiederò nella Basilica Vaticana la Santa Messa. (...) Ringrazieremo insieme Dio per il dono della vita consacrata e pregheremo affinché essa continui ad essere nel mondo segno eloquente del suo amore misericordioso".
ANG/SANTITÀ/... VIS 20060130 (310)
PREGHIERE MALATI DI LEBBRA E VITTIME INCIDENTE POLONIA
CITTA' DEL VATICANO, 29 GEN. 2006 (VIS). Al termine della recita dell'Angelus con le migliaia di persone convenute in Piazza San Pietro, il Papa ha ricordato che oggi si celebra la Giornata mondiale dei malati di lebbra ed ha rivolto un appello ai responsabili delle Nazioni "affinché uniscano gli sforzi per superare i gravi squilibri che ancora penalizzano larga parte dell'umanità".
Ricordando che la celebrazione della Giornata mondiale dei malati di lebbra fu iniziata più di cinquant'anni fa da Raoul Follereau e fu portata avanti "dalle associazioni che si ispirano alla sua opera umanitaria", il Papa ha rivolto un saluto speciale a quanti soffrono per questa malattia ed ha incoraggiato "i missionari, gli operatori sanitari e i volontari impegnati su questa frontiera di servizio all'uomo".
"La lebbra" - ha detto ancora il Papa - "è sintomo di un male più grave e più vasto, che è la miseria. Per questo, sulla scia dei miei Predecessori, rinnovo l'appello ai responsabili delle Nazioni, affinché uniscano gli sforzi per superare i gravi squilibri che ancora penalizzano larga parte dell'umanità".
Nel salutare i pellegrini polacchi, il Santo Padre ha fatto riferimento al "tragico incidente" avvenuto ieri sera a Katowice, costato la vita a numerose persone rimaste schiacciate dal crollo del tetto del padiglione del Centro Internazionale Fieristico dove si teneva una esibizione di piccioni viaggiatori. "Affido alla misericordia di Dio" - ha detto Papa Benedetto - "quanti sono scomparsi, mi unisco nello spirito ai loro famigliari e a coloro che sono rimasti feriti. A tutti imparto la mia cordiale benedizione".
Infine Papa Benedetto si è rivolto ai 5.000 ragazzi e ragazze dell'Azione Cattolica di Roma, radunati in Piazza San Pietro alla fine del "Mese della Pace". Poco prima di liberare con due rappresentanti due colombe, simbolo della pace, il Papa ha detto dalla finestra del suo studio: "So che vi siete proposti di 'allenarvi alla pace', guidati dal grande 'allenatore' che è Gesù. Per questo affido a voi dell'Azione Cattolica Ragazzi il compito che ho proposto a tutti nel Messaggio del 1° gennaio: 'imparate a dire e fare sempre la verità, così diventerete costruttori di pace".
ANG/LEBBRA:INCIDENTE:PACE/... VIS 20060130 (370)
Ricordando che la celebrazione della Giornata mondiale dei malati di lebbra fu iniziata più di cinquant'anni fa da Raoul Follereau e fu portata avanti "dalle associazioni che si ispirano alla sua opera umanitaria", il Papa ha rivolto un saluto speciale a quanti soffrono per questa malattia ed ha incoraggiato "i missionari, gli operatori sanitari e i volontari impegnati su questa frontiera di servizio all'uomo".
"La lebbra" - ha detto ancora il Papa - "è sintomo di un male più grave e più vasto, che è la miseria. Per questo, sulla scia dei miei Predecessori, rinnovo l'appello ai responsabili delle Nazioni, affinché uniscano gli sforzi per superare i gravi squilibri che ancora penalizzano larga parte dell'umanità".
Nel salutare i pellegrini polacchi, il Santo Padre ha fatto riferimento al "tragico incidente" avvenuto ieri sera a Katowice, costato la vita a numerose persone rimaste schiacciate dal crollo del tetto del padiglione del Centro Internazionale Fieristico dove si teneva una esibizione di piccioni viaggiatori. "Affido alla misericordia di Dio" - ha detto Papa Benedetto - "quanti sono scomparsi, mi unisco nello spirito ai loro famigliari e a coloro che sono rimasti feriti. A tutti imparto la mia cordiale benedizione".
Infine Papa Benedetto si è rivolto ai 5.000 ragazzi e ragazze dell'Azione Cattolica di Roma, radunati in Piazza San Pietro alla fine del "Mese della Pace". Poco prima di liberare con due rappresentanti due colombe, simbolo della pace, il Papa ha detto dalla finestra del suo studio: "So che vi siete proposti di 'allenarvi alla pace', guidati dal grande 'allenatore' che è Gesù. Per questo affido a voi dell'Azione Cattolica Ragazzi il compito che ho proposto a tutti nel Messaggio del 1° gennaio: 'imparate a dire e fare sempre la verità, così diventerete costruttori di pace".
ANG/LEBBRA:INCIDENTE:PACE/... VIS 20060130 (370)
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 30 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:
- Il Signor Dieter Althaus, Ministro Presidente dello Stato Libero di Thüringen, con la Consorte e Seguito.
- Il Cardinale Antonio María Rouco Varela, Arcivescovo di Madrid (Spagna).
- Il Cardinale Salvatore De Giorgi, Arcivescovo di Palermo (Italia).
Sabato 28 gennaio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:
- Il Signor Karolos Papoulias, Presidente di Grecia, con la Consorte e Seguito.
- Il Monsignore Antoni Stankiewicz, Decano del Tribunale della Rota Romana.
Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/.../... VIS 20060130 (110)
- Il Signor Dieter Althaus, Ministro Presidente dello Stato Libero di Thüringen, con la Consorte e Seguito.
- Il Cardinale Antonio María Rouco Varela, Arcivescovo di Madrid (Spagna).
- Il Cardinale Salvatore De Giorgi, Arcivescovo di Palermo (Italia).
Sabato 28 gennaio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:
- Il Signor Karolos Papoulias, Presidente di Grecia, con la Consorte e Seguito.
- Il Monsignore Antoni Stankiewicz, Decano del Tribunale della Rota Romana.
Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/.../... VIS 20060130 (110)
venerdì 27 gennaio 2006
RICERCA DELLA VERITÀ CONDIZIONE DI UNA DEMOCRAZIA REALE
CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto il Presidente ed un gruppo di dirigenti delle Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani (A.C.L.I.), in occasione del 60° anniversario di fondazione.
Nel suo discorso il Santo Padre ha ricordato: le tre "consegne" o "fedeltà", che storicamente vi siete impegnati ad incarnare nella vostra multiforme attività". La prima è la "fedeltà ai lavoratori. È la persona 'il metro della dignità del lavoro'. Per questo il Magistero ha sempre richiamato la dimensione umana dell'attività lavorativa (...), senza dimenticare che il coronamento dell'insegnamento biblico sul lavoro è il comandamento del riposo. Esigere dunque che la domenica non venga omologata a tutti gli altri giorni della settimana è una scelta di civiltà".
"Dal primato della valenza etica del lavoro umano" - ha proseguito il Pontefice - "derivano ulteriori priorità: quella dell'uomo sullo stesso lavoro, del lavoro sul capitale, della destinazione universale dei beni sul diritto alla proprietà privata: insomma la priorità dell'essere sull'avere".
Sottolineando che nel nostro tempo la scienza e la tecnica "offrono possibilità straordinarie per migliorare l'esistenza di tutti", Papa Benedetto ha affermato che "un uso distorto di questo potere può provocare gravi e irreparabili minacce per il destino della vita stessa".
"La tutela della vita dal concepimento al suo termine naturale, e ovunque questa sia minacciata, offesa o calpestata, è il primo dovere in cui si esprime un'autentica etica della responsabilità, che si estende coerentemente a tutte le altre forme di povertà, di ingiustizia e di esclusione".
"La seconda consegna (...) è la fedeltà alla democrazia, che sola può garantire l'uguaglianza e i diritti per tutti. (...) La giustizia è il banco di prova di un'autentica democrazia. Ciò posto, non va dimenticato che la ricerca della verità costituisce al contempo la condizione di possibilità di una democrazia reale e non apparente: 'Una democrazia senza valori si converte facilmente in un totalitarismo aperto oppure subdolo, come dimostra la storia'" - ha detto Papa Benedetto citando l'Enciclica di Giovanni Paolo II "Centesimus annus":
"La terza consegna" - ha detto ancora il Santo Padre - "è la fedeltà alla Chiesa. Solo un'adesione cordiale ed appassionata al cammino ecclesiale garantirà quella necessaria identità che sa farsi presente in ogni ambito della società e del mondo, senza perdere il sapore e il profumo del Vangelo".
"Da laici e lavoratori cristiani associati" - ha concluso il Papa - "curate sempre la formazione dei vostri soci e dirigenti, nella prospettiva del peculiare servizio a cui siete chiamati. Come testimoni del Vangelo e tessitori di legami fraterni, siate coraggiosamente presenti negli ambiti cruciali della vita sociale".
AC/LAVORO/ACLI VIS 20060127 (440)
Nel suo discorso il Santo Padre ha ricordato: le tre "consegne" o "fedeltà", che storicamente vi siete impegnati ad incarnare nella vostra multiforme attività". La prima è la "fedeltà ai lavoratori. È la persona 'il metro della dignità del lavoro'. Per questo il Magistero ha sempre richiamato la dimensione umana dell'attività lavorativa (...), senza dimenticare che il coronamento dell'insegnamento biblico sul lavoro è il comandamento del riposo. Esigere dunque che la domenica non venga omologata a tutti gli altri giorni della settimana è una scelta di civiltà".
"Dal primato della valenza etica del lavoro umano" - ha proseguito il Pontefice - "derivano ulteriori priorità: quella dell'uomo sullo stesso lavoro, del lavoro sul capitale, della destinazione universale dei beni sul diritto alla proprietà privata: insomma la priorità dell'essere sull'avere".
Sottolineando che nel nostro tempo la scienza e la tecnica "offrono possibilità straordinarie per migliorare l'esistenza di tutti", Papa Benedetto ha affermato che "un uso distorto di questo potere può provocare gravi e irreparabili minacce per il destino della vita stessa".
"La tutela della vita dal concepimento al suo termine naturale, e ovunque questa sia minacciata, offesa o calpestata, è il primo dovere in cui si esprime un'autentica etica della responsabilità, che si estende coerentemente a tutte le altre forme di povertà, di ingiustizia e di esclusione".
"La seconda consegna (...) è la fedeltà alla democrazia, che sola può garantire l'uguaglianza e i diritti per tutti. (...) La giustizia è il banco di prova di un'autentica democrazia. Ciò posto, non va dimenticato che la ricerca della verità costituisce al contempo la condizione di possibilità di una democrazia reale e non apparente: 'Una democrazia senza valori si converte facilmente in un totalitarismo aperto oppure subdolo, come dimostra la storia'" - ha detto Papa Benedetto citando l'Enciclica di Giovanni Paolo II "Centesimus annus":
"La terza consegna" - ha detto ancora il Santo Padre - "è la fedeltà alla Chiesa. Solo un'adesione cordiale ed appassionata al cammino ecclesiale garantirà quella necessaria identità che sa farsi presente in ogni ambito della società e del mondo, senza perdere il sapore e il profumo del Vangelo".
"Da laici e lavoratori cristiani associati" - ha concluso il Papa - "curate sempre la formazione dei vostri soci e dirigenti, nella prospettiva del peculiare servizio a cui siete chiamati. Come testimoni del Vangelo e tessitori di legami fraterni, siate coraggiosamente presenti negli ambiti cruciali della vita sociale".
AC/LAVORO/ACLI VIS 20060127 (440)
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Libertà e diritti
SIATE SEGNI PROFETICI UMANITÀ LIBERATA RANCORE E PAURA
CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano i Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Democratica del Congo al termine della Visita "ad Limina Apostolorum".
Nel suo discorso il Papa ha ricordato "le profonde cicatrici che hanno lasciato nella memoria del popolo" i sanguinosi conflitti che il Paese ha vissuto negli ultimi anni ed ha lodato l'opera dei Vescovi congolesi che "hanno chiamato i responsabili locali a dar prova di responsabilità e coraggio affinché le popolazioni vivano nella pace e nella sicurezza". Il Papa ha incoraggiato la Conferenza Episcopale a "rimanere vigile per accompagnare il progresso in corso" nel processo di pacificazione del Paese.
Papa Benedetto XVI ha citato numerose volte l'Esortazione Apostolica post-sinodale "Ecclesia in Africa", della quale nel 2005 ricorreva il decimo anniversario di pubblicazione ed ha affermato: "Nel convocare l'Assemblea Sinodale Papa Giovanni Paolo II intendeva promuovere una solidarietà pastorale organica nel continente africano, affinché la Chiesa trasmettesse un messaggio di fede, di speranza e di carità credibile a tutti gli uomini di buona volontà, per un nuovo slancio missionario delle Chiese particolari. Mentre alcune Diocesi celebrano i cento anni di evangelizzazione, auspico che ciascuno di voi profitti per fare il punto sulla questione centrale della diffusione del Vangelo e ne tragga le conseguenze pastorali per la vita delle comunità locali affinché l'ardore apostolico dei pastori e dei fedeli sia rinnovato e la ricostruzione morale, spirituale e materiale unisca le comunità in una sola famiglia, segno di fraternità per i vostri contemporanei".
"Voi sottolineate" - ha proseguito il Pontefice - "la necessità di lavorare ad una evangelizzazione in profondità dei fedeli. Le comunità ecclesiali vive presenti in tutti i punti delle vostre Diocesi, ben riflettono questa evangelizzazione di vicinanza che rende i fedeli più adulti nella loro fede, in uno spirito di fraternità evangelica che stimola tutti a riflettere insieme sui diversi aspetti della vita ecclesiale. Queste comunità costituiscono così un prezioso baluardo contro l'offensiva delle sette che sfruttano la credulità dei fedeli fuorviandoli, proponendo una falsa visione della salvezza e del Vangelo ed una morale accomodante".
Benedetto XVI ha insistito sulla necessità della "formazione permanente dei responsabili di queste comunità, specialmente i catechisti" ed ha esortato i Presuli a dedicare le loro cure affinché "le Comunità ecclesiali vive siano veramente missionarie, desiderose non solo di accogliere il Vangelo di Cristo ma anche siano pronte a rendere testimonianza ai fratelli. (...) In questi tempi particolarmente decisivi per la vita del vostro paese, ricordate ugualmente ai fedeli laici l'urgenza d'assumere il rinnovamento dell'ordine temporale, chiamandoli ad 'esercitare sul tessuto sociale un influsso volto a trasformare non soltanto le mentalità, ma le stesse strutture della società in modo che vi si rispecchino meglio i disegni di Dio sulla famiglia umana".
Il Papa ha quindi salutato tutti i sacerdoti, i religiosi e le religiose che operano nel continente africano ed ha detto: "Conosco le condizioni difficili nelle quali molti di loro esercitano la loro missione e li ringrazio per il loro servizio spesso eroico". In merito Benedetto XVI ha invitato i Presuli ad esortare i sacerdoti "all'eccellenza nella vita spirituale e morale, ricordando loro il legame unico che associa i sacerdoti a Cristo, dei quali il celibato sacerdotale, vissuto nella perfetta castità, manifesta la profondità e il carattere vitale".
"Vi incoraggio inoltre" - ha proseguito il Pontefice - "a sviluppare sempre i legami di comunione nel vostro presbiterio diocesano. Come precisate nei vostri rapporti quinquennali, la permanenza dei conflitti ha talvolta negativamente influito sull'unità di tale presbiterio, favorendo lo sviluppo del tribalismo e di lotte di potere nefaste per l'edificazione del Corpo di Cristo, fonte di confusione per i fedeli".
"Esorto ciascuno a ritrovare la profonda fraternità sacerdotale che è propria dei ministri ordinati" - ha detto ancora il Santo Padre invitando i Vescovi ad incoraggiare i sacerdoti "ad esercitarsi reciprocamente alla carità fraterna, proponendo loro in particolare certe forme di vita comunitaria, per aiutarli a crescere insieme in santità nella fedeltà alla loro vocazione e alla loro missione, in piena comunione con voi".
"Al termine del nostro incontro, vi invito alla speranza. Da più di un secolo la Buona Novella è annunciata nella vostra terra. (...) Che le vostre comunità, incoraggiate dai testimoni della fede nel vostro Paese, in particolare la Beata Marie-Clémentine Anuarite Nengapeta ed il Beato Isidore Bakanja, siano segni profetici di un'umanità rinnovata dal Cristo, umanità liberata dal rancore e dalla paura".
AL/REPUBBLICA DEMOCRATICA CONGO/... VIS 20060127 (760)
Nel suo discorso il Papa ha ricordato "le profonde cicatrici che hanno lasciato nella memoria del popolo" i sanguinosi conflitti che il Paese ha vissuto negli ultimi anni ed ha lodato l'opera dei Vescovi congolesi che "hanno chiamato i responsabili locali a dar prova di responsabilità e coraggio affinché le popolazioni vivano nella pace e nella sicurezza". Il Papa ha incoraggiato la Conferenza Episcopale a "rimanere vigile per accompagnare il progresso in corso" nel processo di pacificazione del Paese.
Papa Benedetto XVI ha citato numerose volte l'Esortazione Apostolica post-sinodale "Ecclesia in Africa", della quale nel 2005 ricorreva il decimo anniversario di pubblicazione ed ha affermato: "Nel convocare l'Assemblea Sinodale Papa Giovanni Paolo II intendeva promuovere una solidarietà pastorale organica nel continente africano, affinché la Chiesa trasmettesse un messaggio di fede, di speranza e di carità credibile a tutti gli uomini di buona volontà, per un nuovo slancio missionario delle Chiese particolari. Mentre alcune Diocesi celebrano i cento anni di evangelizzazione, auspico che ciascuno di voi profitti per fare il punto sulla questione centrale della diffusione del Vangelo e ne tragga le conseguenze pastorali per la vita delle comunità locali affinché l'ardore apostolico dei pastori e dei fedeli sia rinnovato e la ricostruzione morale, spirituale e materiale unisca le comunità in una sola famiglia, segno di fraternità per i vostri contemporanei".
"Voi sottolineate" - ha proseguito il Pontefice - "la necessità di lavorare ad una evangelizzazione in profondità dei fedeli. Le comunità ecclesiali vive presenti in tutti i punti delle vostre Diocesi, ben riflettono questa evangelizzazione di vicinanza che rende i fedeli più adulti nella loro fede, in uno spirito di fraternità evangelica che stimola tutti a riflettere insieme sui diversi aspetti della vita ecclesiale. Queste comunità costituiscono così un prezioso baluardo contro l'offensiva delle sette che sfruttano la credulità dei fedeli fuorviandoli, proponendo una falsa visione della salvezza e del Vangelo ed una morale accomodante".
Benedetto XVI ha insistito sulla necessità della "formazione permanente dei responsabili di queste comunità, specialmente i catechisti" ed ha esortato i Presuli a dedicare le loro cure affinché "le Comunità ecclesiali vive siano veramente missionarie, desiderose non solo di accogliere il Vangelo di Cristo ma anche siano pronte a rendere testimonianza ai fratelli. (...) In questi tempi particolarmente decisivi per la vita del vostro paese, ricordate ugualmente ai fedeli laici l'urgenza d'assumere il rinnovamento dell'ordine temporale, chiamandoli ad 'esercitare sul tessuto sociale un influsso volto a trasformare non soltanto le mentalità, ma le stesse strutture della società in modo che vi si rispecchino meglio i disegni di Dio sulla famiglia umana".
Il Papa ha quindi salutato tutti i sacerdoti, i religiosi e le religiose che operano nel continente africano ed ha detto: "Conosco le condizioni difficili nelle quali molti di loro esercitano la loro missione e li ringrazio per il loro servizio spesso eroico". In merito Benedetto XVI ha invitato i Presuli ad esortare i sacerdoti "all'eccellenza nella vita spirituale e morale, ricordando loro il legame unico che associa i sacerdoti a Cristo, dei quali il celibato sacerdotale, vissuto nella perfetta castità, manifesta la profondità e il carattere vitale".
"Vi incoraggio inoltre" - ha proseguito il Pontefice - "a sviluppare sempre i legami di comunione nel vostro presbiterio diocesano. Come precisate nei vostri rapporti quinquennali, la permanenza dei conflitti ha talvolta negativamente influito sull'unità di tale presbiterio, favorendo lo sviluppo del tribalismo e di lotte di potere nefaste per l'edificazione del Corpo di Cristo, fonte di confusione per i fedeli".
"Esorto ciascuno a ritrovare la profonda fraternità sacerdotale che è propria dei ministri ordinati" - ha detto ancora il Santo Padre invitando i Vescovi ad incoraggiare i sacerdoti "ad esercitarsi reciprocamente alla carità fraterna, proponendo loro in particolare certe forme di vita comunitaria, per aiutarli a crescere insieme in santità nella fedeltà alla loro vocazione e alla loro missione, in piena comunione con voi".
"Al termine del nostro incontro, vi invito alla speranza. Da più di un secolo la Buona Novella è annunciata nella vostra terra. (...) Che le vostre comunità, incoraggiate dai testimoni della fede nel vostro Paese, in particolare la Beata Marie-Clémentine Anuarite Nengapeta ed il Beato Isidore Bakanja, siano segni profetici di un'umanità rinnovata dal Cristo, umanità liberata dal rancore e dalla paura".
AL/REPUBBLICA DEMOCRATICA CONGO/... VIS 20060127 (760)
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Visita 'ad Limina Apostolorum'
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato l'Arcivescovo Marco Dino Brogi, che è Nunzio Apostolico, Consultore della Segreteria di Stato - Sezione per i Rapporti con gli Stati.
NA/.../BROGI VIS 20060127 (40)
NA/.../BROGI VIS 20060127 (40)
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Nomine ed altri atti pontifici
UDIENZE
CITTA' DEL VATICANO, 27 GEN. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Cardinale Marc Ouellet, Arcivescovo di Québec (Canada).
Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva l'Arcivescovo Angelo Amato, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/.../... VIS 20060127 (50)
Nel pomeriggio è in programma che il Santo Padre riceva l'Arcivescovo Angelo Amato, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/.../... VIS 20060127 (50)
giovedì 26 gennaio 2006
VIAGGIO DEL CARDINALE KASPER IN ARMENIA E GEORGIA
CITTA' DEL VATICANO, 26 GEN. 2006 (VIS). Dal 26 al 30 gennaio si terrà in Armenia, presso il Catholicossato di Etchmiadzin, la terza riunione della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e le Chiese orientali ortodosse. Istituita nel 2003, la Commissione mista ha tenuto due riunioni, la prima a Il Cairo (Egitto) nel 2004 e la seconda a Roma nel 2005.
Alla riunione, convocata dal Catholicos di tutti gli Armeni, Sua Santità Karekin II, assisteranno due Delegazioni - cattolica ed ortodossa - la prima guidata dal Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e la seconda dal Metropolita Amba Bishoy della Chiesa Copto-Ortodossa.
Un Comunicato reso pubblico oggi precisa che nel programma della riunione figurano "tre temi di studio e di dialogo correlati con il tema centrale della Chiesa come comunione: i Vescovi nella successione apostolica; il rapporto tra primato e sinodalità/collegialità; il funzionamento e l'importanza ecclesiologica dei sinodi a livello locale e ecumenico".
Inoltre dal 31 gennaio al 4 febbraio, il Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani si recherà in visita in Georgia, accompagnato dal Padre Jozef M. Maj, S.J., Officiale della Sezione Orientale del medesimo Pontificio Consiglio.
Obiettivo della visita, la prima che un Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani compie in Georgia nel corso degli ultimi quindici anni, risponde all'invito del Vescovo Giuseppe Pasotto, Amministratore Apostolico del Caucaso dei Latini, di visitare la comunità cattolica locale e di rendere una visita ufficiale a Sua Santità Ilia II, Catholicos Patriarca di tutta la Georgia e Primate della Chiesa ortodossa di Georgia.
Oltre a tenere una conferenza sul tema "I rapporti tra la Chiesa cattolica e l'ortodossia", il Cardinale Kasper presiederà una Santa Messa, il 2 febbraio, Festa della Presentazione del Signore, con la partecipazione del clero e dei fedeli del luogo e prenderà parte anche ad una preghiera ecumenica nella Cattedrale della Chiesa Apostolica Armena a Tbilisi (Georgia). Il Comunicato rende noto infine che il Cardinale si recherà in visita all'Accademia Ecclesiastica e ai santuari e luoghi di vita monastica più significativi della Chiesa Ortodossa.
CON-UC/VISITA ARMENIA:GEORGIA/KASPER VIS 20060126 (360)
Alla riunione, convocata dal Catholicos di tutti gli Armeni, Sua Santità Karekin II, assisteranno due Delegazioni - cattolica ed ortodossa - la prima guidata dal Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e la seconda dal Metropolita Amba Bishoy della Chiesa Copto-Ortodossa.
Un Comunicato reso pubblico oggi precisa che nel programma della riunione figurano "tre temi di studio e di dialogo correlati con il tema centrale della Chiesa come comunione: i Vescovi nella successione apostolica; il rapporto tra primato e sinodalità/collegialità; il funzionamento e l'importanza ecclesiologica dei sinodi a livello locale e ecumenico".
Inoltre dal 31 gennaio al 4 febbraio, il Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani si recherà in visita in Georgia, accompagnato dal Padre Jozef M. Maj, S.J., Officiale della Sezione Orientale del medesimo Pontificio Consiglio.
Obiettivo della visita, la prima che un Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani compie in Georgia nel corso degli ultimi quindici anni, risponde all'invito del Vescovo Giuseppe Pasotto, Amministratore Apostolico del Caucaso dei Latini, di visitare la comunità cattolica locale e di rendere una visita ufficiale a Sua Santità Ilia II, Catholicos Patriarca di tutta la Georgia e Primate della Chiesa ortodossa di Georgia.
Oltre a tenere una conferenza sul tema "I rapporti tra la Chiesa cattolica e l'ortodossia", il Cardinale Kasper presiederà una Santa Messa, il 2 febbraio, Festa della Presentazione del Signore, con la partecipazione del clero e dei fedeli del luogo e prenderà parte anche ad una preghiera ecumenica nella Cattedrale della Chiesa Apostolica Armena a Tbilisi (Georgia). Il Comunicato rende noto infine che il Cardinale si recherà in visita all'Accademia Ecclesiastica e ai santuari e luoghi di vita monastica più significativi della Chiesa Ortodossa.
CON-UC/VISITA ARMENIA:GEORGIA/KASPER VIS 20060126 (360)
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