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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 30 novembre 2005

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 30 NOV. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Joércio Gonçalves Pereira, C.SS.R., finora Rettore del Santuario Nazionale di "Nossa Senhora Aparecida", nell'Arcidiocesi di Aparecida (Brasile) e Superiore della medesima Comunità, Vescovo Prelato Coadiutore di Coari (superficie: 135.442; popolazione: 195.306; cattolici: 166.076; sacerdoti: 11; religiosi: 24), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1953 a Virginia (Brasile), ha emesso la professione solenne nella Congregazione del Santissimo Redentore nel 1982 ed è stato ordinato sacerdote nel 1983.
NEC/.../PEREIRA VIS 20051130 (80)

martedì 29 novembre 2005

INDULGENZA PLENARIA SOLENNITÀ IMMACOLATA


CITTA' DEL VATICANO, 29 NOV. 2005 (VIS). Un Decreto, reso pubblico oggi, firmato dal Cardinale James Francis Stafford, Penitenziere Maggiore di Santa Romana Chiesa, informa che il Santo Padre Benedetto XVI concederà ai fedeli l'Indulgenza plenaria nella solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, l'8 dicembre prossimo.

"Ora è vicino l'8 dicembre" - si legge nel Decreto - "giorno sacro all'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, nel quale si compiranno quarant'anni da quando il Servo di Dio Paolo VI, Sommo Pontefice, che già aveva proclamato la Vergine Maria Madre della Chiesa, chiudendo il Concilio Ecumenico Vaticano Secondo, dedicava grandi lodi alla Madonna, la quale, in quanto Madre di Cristo, è Madre di Dio ed è Madre spirituale di tutti noi".

"In questa solennità il Sommo Pontefice Benedetto XVI, quando a Roma renderà pubblico omaggio di lode alla Vergine Immacolata, desidera vivamente che tutta la Chiesa si unisca col cuore a Lui affinché i fedeli tutti, uniti nel nome della Madre comune, siano ognor più rafforzati nella Fede, aderiscano con maggiore dedizione a Cristo e amino i fratelli con più fervente carità: da qui provengono, come ha insegnato con grande sapienza il Concilio Vaticano II, le opere di misericordia verso gli indigenti, l'osservanza della giustizia, la tutela e la ricerca della pace".

"Perciò il Beatissimo Padre" - si legge ancora nel Decreto - " (...) ha benevolmente concesso il dono dell'Indulgenza plenaria, ottenibile alle solite condizioni (Confessione sacramentale, Comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni dello stesso Sommo Pontefice), con l'animo totalmente distaccato dall'affetto verso qualunque peccato, nella prossima solennità dell'Immacolata Concezione, dai fedeli, se parteciperanno ad un sacro rito in onore della stessa, o almeno offriranno un'aperta testimonianza di devozione mariana davanti ad una immagine della Madonna Immacolata esposta alla pubblica venerazione, aggiungendo la recita del Padre Nostro e del Credo e una qualche invocazione all'Immacolata".

"Infine" - termina il Decreto - "anche i fedeli, impediti per infermità o per altra giusta causa, nel medesimo giorno potranno ottenere lo stesso dono dell'Indulgenza plenaria in casa propria o dovunque si trovino, purché con l'animo distaccato da ogni peccato e con il proposito di compiere le suddette condizioni, appena sarà loro possibile, si uniscano nello spirito e nel desiderio alle intenzioni del Sommo Pontefice in preghiere alla Madonna Immacolata e recitino il Padre nostro e il Credo".
.../DECRETO INDULGENZA/STAFFORD VIS 20051129 (390)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 29 NOV. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Norbert Trelle, finora Ausiliare di Köln (Repubblica Federale di Germania), Vescovo di Hildesheim (superficie: 30.000; popolazione: 5.700.000; cattolici: 659.500; sacerdoti: 426; religiosi: 484; diaconi permanenti: 81), Repubblica Federale di Germania.
- Il Reverendo Pierre Nguyen Van De, S.D.B., Vescovo Ausiliare della Diocesi di Bui Chu (superficie: 1.350; popolazione: 1.336.400; cattolici: 380.130; sacerdoti: 58; religiosi: 475), Viêt Nam. Il Vescovo eletto, finora Professore nel Seminario Maggiore di Hanoi (Viêt Nam), è nato nel 1946 a Tri Buu (Viêt Nam), ha emesso i voti religiosi nella Società Salesiana di San Giovanni Bosco nel 1965 ed è stato ordinato sacerdote nel 1973.
NER:NEA/.../TRELLE:VAN DE VIS 20051129 (120)

AMMISSIONE AL SACERDOZIO E OMOSESSUALITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 29 NOV. 2005 (VIS). Oggi è stata pubblicata la "Istruzione circa i criteri di discernimento vocazionale riguardo alle persone con tendenze omosessuali in vista della loro ammissione al seminario e agli Ordini Sacri". Il Documento, datato 4 novembre, memoria di San Carlo Borromeo, Patrono dei Seminari, è firmato dal Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica e dall'Arcivescovo J. Michael Miller, C.S.B., Segretario della medesima Congregazione. Il 31 agosto scorso, il Santo Padre Benedetto XVI ha dato la sua approvazione all'Istruzione e ne ha disposto la pubblicazione.

Di seguito riportiamo estratti del documento che è stato pubblicato in inglese, francese, italiano, spagnolo, tedesco e portoghese.

INTRODUZIONE

"In continuità con l'insegnamento del Concilio Vaticano II e, in particolare, col decreto 'Optatam totius' sulla formazione sacerdotale, la Congregazione per l'Educazione Cattolica ha pubblicato diversi documenti per promuovere un'adeguata formazione integrale dei futuri sacerdoti, offrendo orientamenti e norme precise circa suoi diversi aspetti. Nel frattempo anche il Sinodo dei Vescovi del 1990 ha riflettuto sulla formazione dei sacerdoti nelle circostanze attuali. (...) In seguito a questo Sinodo, Giovanni Paolo II pubblicò l'Esortazione apostolica post-sinodale 'Pastores dabo vobis'".

"La presente Istruzione non intende soffermarsi su tutte le questioni di ordine affettivo o sessuale che richiedono un attento discernimento durante l'intero periodo della formazione. Essa contiene norme circa una questione particolare, resa più urgente dalla situazione attuale, e cioè quella dell'ammissione o meno al Seminario e agli Ordini sacri dei candidati che hanno tendenze omosessuali profondamente radicate".

1. MATURITÀ AFFETTIVA E PATERNITÀ SPIRITUALE

"Secondo la costante Tradizione della Chiesa, riceve validamente la sacra Ordinazione esclusivamente il battezzato di sesso maschile. Per mezzo del sacramento dell'Ordine (...) il sacerdote, (...), rappresenta sacramentalmente Cristo, Capo, Pastore e Sposo della Chiesa. A causa di questa configurazione a Cristo, tutta la vita del ministro sacro deve essere animata dal dono di tutta la sua persona alla Chiesa e da un'autentica carità pastorale".

"Il candidato al ministero ordinato, pertanto, deve raggiungere la maturità affettiva. Tale maturità lo renderà capace di porsi in una corretta relazione con uomini e donne, sviluppando in lui un vero senso della paternità spirituale nei confronti della comunità ecclesiale che gli sarà affidata".

2. L'OMOSESSUALITÀ E IL MINISTERO ORDINATO

"Il 'Catechismo della Chiesa Cattolica' (...) distingue fra gli atti omosessuali e le tendenze omosessuali. Riguardo agli 'atti', insegna che, nella Sacra Scrittura, essi vengono presentati come peccati gravi. La Tradizione li ha costantemente considerati come intrinsecamente immorali e contrari alla legge naturale. Essi, di conseguenza, non possono essere approvati in nessun caso".

"Per quanto concerne le 'tendenze' omosessuali profondamente radicate, che si riscontrano in un certo numero di uomini e donne, sono anch'esse oggettivamente disordinate e sovente costituiscono, anche per loro, una prova. Tali persone devono essere accolte con rispetto e delicatezza; a loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione".

"Alla luce di tale insegnamento, questo Dicastero, d'intesa con la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ritiene necessario affermare chiaramente che la Chiesa, pur rispettando profondamente le persone in questione, non può ammettere al Seminario e agli Ordini sacri coloro che praticano l'omosessualità, presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta 'cultura gay'".

"Non sono affatto da trascurare le conseguenze negative che possono derivare dall'Ordinazione di persone con tendenze omosessuali profondamente radicate".

"Qualora, invece, si trattasse di tendenze omosessuali che fossero solo l'espressione di un problema transitorio, come, ad esempio, quello di un'adolescenza non ancora compiuta, esse devono comunque essere chiaramente superate almeno tre anni prima dell'Ordinazione diaconale".

3. IL DISCERNIMENTO DELL'IDONEITÀ DEI CANDIDATI DA PARTE DELLA CHIESA

"Il solo desiderio di diventare sacerdote non è sufficiente e non esiste un diritto a ricevere la sacra Ordinazione. Compete alla Chiesa - nella sua responsabilità di definire i requisiti necessari per la ricezione dei Sacramenti istituiti da Cristo - discernere l'idoneità di colui che desidera entrare nel Seminario, accompagnarlo durante gli anni della formazione e chiamarlo agli Ordini sacri, se sia giudicato in possesso delle qualità richieste".

"La formazione del futuro sacerdote deve articolare, in una complementarità essenziale, le quattro dimensioni della formazione: umana, spirituale, intellettuale e pastorale. In questo contesto, bisogna rilevare la particolare importanza della formazione umana, fondamento necessario di tutta la formazione".

"Tenendo presente il parere di coloro ai quali hanno affidato la responsabilità della formazione, il Vescovo o il Superiore Maggiore, prima di ammettere all'Ordinazione il candidato, devono pervenire ad un giudizio moralmente certo sulle sue qualità. Nel caso di un dubbio serio al riguardo, non devono ammetterlo all'Ordinazione".

"Il discernimento della vocazione e della maturità del candidato è anche un grave compito del rettore e degli altri formatori del Seminario. Prima di ogni Ordinazione, il rettore deve esprimere un suo giudizio sulle qualità del candidato richieste dalla Chiesa".

Il direttore spirituale "pur essendo vincolato dal segreto, (...) rappresenta la Chiesa nel foro interno. Nei colloqui con il candidato, il direttore spirituale deve segnatamente ricordare le esigenze della Chiesa circa la castità sacerdotale e la maturità affettiva specifica del sacerdote, nonché aiutarlo a discernere se abbia le qualità necessarie. Egli ha l'obbligo di valutare tutte le qualità della personalità ed accertarsi che il candidato non presenti disturbi sessuali incompatibili col sacerdozio. Se un candidato pratica l'omosessualità o presenta tendenze omosessuali profondamente radicate, il suo direttore spirituale, così come il suo confessore, hanno il dovere di dissuaderlo, in coscienza, dal procedere verso l'Ordinazione".

"Rimane inteso che il candidato stesso è il primo responsabile della propria formazione. (...) Sarebbe gravemente disonesto che un candidato occultasse la propria omosessualità per accedere, nonostante tutto, all'Ordinazione. Un atteggiamento così inautentico non corrisponde allo spirito di verità, di lealtà e di disponibilità che deve caratterizzare la personalità di colui che ritiene di essere chiamato a servire Cristo e la sua Chiesa nel ministero sacerdotale".

CONCLUSIONE

"Questa Congregazione ribadisce la necessità che i Vescovi, i Superiori Maggiori e tutti i responsabili interessati compiano un attento discernimento circa l'idoneità dei candidati agli Ordini sacri, dall'ammissione nel Seminario fino all'Ordinazione. Questo discernimento deve essere fatto alla luce di una concezione del sacerdozio ministeriale in concordanza con l'insegnamento della Chiesa".

"I Vescovi, le Conferenze Episcopali e i Superiori Maggiori vigilino perché le norme di questa Istruzione siano osservate fedelmente per il bene dei candidati stessi e per garantire sempre alla Chiesa dei sacerdoti idonei, veri pastori secondo il cuore di Cristo".
CIC/SACERDOZIO PERSONE OMOSESSUALI/... VIS 20051129 (1060)

lunedì 28 novembre 2005

INVIATO SPECIALE CELEBRAZIONI SANTUARIO MARIAPÓCS


CITTA' DEL VATICANO, 26 NOV. 2005 (VIS). Oggi è stata resa pubblica una Lettera Pontificia, redatta in latino e datata 8 novembre, con la quale il Santo Padre Benedetto XVI nomina il Cardinale Peter Erdö, Arcivescovo di Esztergom-Budapest, Suo Inviato Speciale alle solenni celebrazioni giubilari che avranno luogo nel Santuario di Mariapócs (Ungheria), il 3 dicembre 2005.

La missione che accompagnerà il Cardinale Erdö, è composta dal Monsignore István Pregun, Protosincello dell'Eparchia di Hajdúdorog e dal Monsignore Miklós Béres, Protosincello dell'Esarcato Apostolico di Miskolc.
BXVI-LETTERA/INVIATO SPECIALE/ERDO VIS 20051128 (90)

ASSICURARE ACCESSO RISORSE AGRICOLE E ALIMENTARI


CITTA' DEL VATICANO, 26 NOV. 2005 (VIS). Oggi è stato reso pubblico l'intervento del Monsignore Renato Volante, Capo della Delegazione della Santa Sede alla XXXIII Conferenza Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (F.A.O.), tenutasi a Roma dal 19 al 26 novembre.

Nel suo intervento pronunciato il 22 novembre scorso, il Capo della Delegazione della Santa Sede ha affermato che la sua Delegazione "è convinta che la sicurezza alimentare resta il frutto di azioni ispirate da una forte solidarietà, piuttosto che limitata a forme di assistenza o ad interventi che spesso non raggiungono lo scopo per il quale erano stati decisi pur avendo accurate e precise componenti".

Garantire un'adeguata alimentazione è "una componente essenziale di quel diritto allo sviluppo proprio di ogni persona, popolo, nazione, proclamato dalla Comunità internazionale, ma spesso disatteso negli impegni volti a realizzarlo, come confermano i dati offerti a questa Conferenza".

Il Monsignor Volante ha ribadito che: "Assicurare l'accesso alle risorse agricole ed alimentari rappresenta una modalità importante per l'eliminazione della povertà e quindi per attuare le strategie sin qui programmate".

"La Delegazione della Santa Sede" - ha proseguito il Capo della Delegazione - "auspica vivamente che si possa provvedere in forme adeguate a dare sostegno alle attività pratiche proprie delle popolazioni rurali - nel cui ambito non verrà mai sufficientemente sottolineata l'importanza della famiglia - che costituiscono la realtà economica di base per la maggior parte dei Paesi in via di sviluppo che hanno in particolare nelle monocolture, nelle risorse forestali o marine un riferimento essenziale, e molte volte purtroppo unico, per la loro sopravvivenza". In merito il Monsignor Volante ha auspicato che la prossima Conferenza sulla riforma agraria e lo sviluppo rurale, in programma in Brasile nel marzo prossimo "possa dare 'voce' e sostegno a quanti praticano quotidianamente l'agricoltura in piccola scala".

Monsignor Volante ha concluso il suo intervento sottolineando che: "Assumono una notevole importanza per lo sviluppo agricolo ed alimentare le questioni riguardanti il commercio dei prodotti dall'agricoltura, dalle foreste e dalla pesca".
DELSS/ALIMENTAZIONE/FAO:VOLANTE VIS 20051128 (340)

EDUCAZIONE CRISTIANA: TEMA CHIAVE PER LA POLONIA


CITTA' DEL VATICANO, 26 NOV. 2005 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto oggi in udienza il primo gruppo di Presuli della Polonia al termine della Visita "ad Limina Apostolorum".

"Ricordo con commozione" - ha detto il Papa all'inizio del suo discorso - "la grande preghiera con cui i polacchi hanno accompagnato Giovanni Paolo II, durante tutto il Pontificato e in modo particolare nei giorni del passaggio alla gloria del Signore. Sono grato di poter contare sullo stesso sostegno orante. È un dono che apprezzo molto e che chiedo continuamente".

Fra i temi affrontati con l'Episcopato polacco, il Santo Padre Benedetto XVI ha rivolto particolare attenzione alla questione dell'educazione cristiana alla luce dell'Esortazione Apostolica "Ecclesia in Europa" dove Giovanni Paolo II "sollecitava con ardore la Chiesa nel nostro continente a dedicare un'attenzione sempre maggiore all'educazione dei giovani alla fede".

"Il fedele e fruttuoso compimento della missione dell'educazione dinanzi a cui la Chiesa si trova oggi" - ha detto il Santo Padre - "richiede un'adeguata valutazione della situazione dei giovani che sono oggetto di tale missione. (...) Sono consapevole che le difficoltà economiche, l'indice di disoccupazione che si mantiene alto e la sollecitudine per garantire l'esistenza materiale incidono sulla forma di vita di numerose famiglie polacche. Non è possibile formare degli atteggiamenti veramente autentici, senza tener conto di questi problemi, di cui vive anche l'uomo giovane".

Benedetto XVI ha detto successivamente: "Bisogna anche vedere molti fenomeni positivi che sostengono ed aiutano l'educazione alle fede. Sono numerosissimi i giovani che manifestano una profonda sensibilità alle necessità altrui, specialmente a quelle dei poveri (...). Esiste anche un autentico interesse per le questioni di fede e di religione".

"L'educazione alla fede" - ha spiegato il Santo Padre - "deve consistere prima di tutto nello sviluppare ciò che nell'uomo è buono. (...) Nelle iniziative educative della Chiesa sarebbe anche opportuno (...) abituare i bambini e i giovani al gusto della preghiera. (...) Tra le varie forme di preghiera, un posto particolare spetta alla Liturgia. In Polonia i giovani partecipano numerosi e attivamente alla Santa Messa domenicale".

Nel contesto della nutrita partecipazione dei giovani polacchi ai movimenti cattolici, Benedetto XVI ha ricordato in particolare il movimento "Luce e Vita", la cui spiritualità è incentrata sull'incontro con Dio nella Sacra Scrittura e nell'Eucaristia ed ha esortato i Vescovi con queste parole: "Vi prego di sostenere questo movimento come particolarmente efficace nell'opera dell'educazione alla fede, senza, naturalmente, trascurare gli altri movimenti".

In merito alla collaborazione con la famiglia e con gli ambienti dei laici nel campo dell'educazione, il Papa ha riaffermato che: "La formazione delle giovani generazioni è un compito che spetta ai genitori, alla Chiesa e allo Stato. Perciò, rispettando un'opportuna autonomia, è necessaria una strettissima collaborazione della Chiesa con la scuola, con gli atenei e con altre istituzioni laiche".

"Quanto all'insegnamento della religione e alla catechesi nella scuola", essa "deve conservare la sua autentica dimensione evangelica di trasmissione e di testimonianza di fede", ha sottolineato Benedetto XVI. Per quanto attiene alla catechesi degli adulti, il Papa ha esortato i Vescovi a intensificare "gli sforzi per organizzare la catechesi degli adulti ove essa manchi e per sostenere gli ambienti, che già intraprendono un insegnamento di questo tipo".

La pastorale universitaria, del mondo della cultura e dei mezzi di comunicazione di massa sono stati gli ultimi argomenti trattati dal Papa nel suo discorso all'Episcopato polacco.

"Dopo anni di mancanza di libertà" - ha detto il Papa in merito alla pastorale universitaria - "la Chiesa ha potuto istituire in Polonia nuove proprie università e facoltà teologiche, la maggior parte delle quali è entrata nelle strutture delle università statali".

Successivamente il Papa ha affermato che la Polonia è entrata a far parte dell'Unione Europea con il suo "ricco patrimonio culturale basato sui valori cristiani" ed ha esortato la Nazione a non perdere questo patrimonio. Il Papa ha sottolineato parimenti il ruolo particolare dei mezzi di comunicazione di massa nel mondo della cultura ed ha affermato che essi "possono costituire un prezioso strumento di evangelizzazione" ed ha incoraggiato i Presuli "a stabilire un benevolo contatto con gli ambienti dei giornalisti e di altri operatori dei media. Potrebbe essere opportuno organizzare per loro un apposito settore della pastorale".

Benedetto XVI ha concluso il suo discorso citando la Dichiarazione del Concilio Vaticano II "Gravissimum educationis", nella quale i Padri Conciliari ricordavano "il dovere gravissimo di provvedere a che tutti i fedeli ricevano questa educazione cristiana, specialmente i giovani che sono la speranza della Chiesa".

"Questa esortazione è sempre attuale" - ha concluso il Santo Padre - "può darsi che sia più impegnativa oggi, di fronte alle nuove sfide che vengono poste dai fenomeni sociali attuali".
AL/POLONIA/... VIS 20051128 (780)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 26 NOV. 2005 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignore Mario Grech, Vescovo di Gozo (superficie: 67; popolazione: 32.335; cattolici: 31.709; sacerdoti: 189; religiosi: 135), Malta. Il Vescovo eletto, finora Vicario Giudiziale e Parroco di Kercem (Malta), è nato a Qala (Malta) nel 1957 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1984. Succede al Vescovo Nikol J. Cauchi, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Francisco Cases Andreu, finora Vescovo di Albacete (Spagna), Vescovo delle Islas Canarias (superficie: 4.106; popolazione: 979.606; cattolici: 832.665; sacerdoti: 256; religiosi: 593; diaconi permanenti: 1), Spagna. Il Vescovo Cases Andreu succede al Vescovo Ramón Echarren Ystúriz, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Rafael Palmero Ramos, finora Vescovo di Palencia (Spagna), Vescovo di Orihuela-Alicante (superficie: 4.415; popolazione: 1.260.000; cattolici: 1.155.000; sacerdoti: 401; religiosi: 861), Spagna. Il Vescovo Palmero Ramos succede al Vescovo Victorio Oliver Domingo, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre Benjamin Marc Ramaroson, C.M., Superiore Provinciale dei Padri Lazzaristi in Madagascar, Vescovo di Farafangana (superficie: 20.392 popolazione: 900.000; cattolici: 70.000; sacerdoti: 36; religiosi: 103), Madagascar. Il Vescovo eletto è nato a Manakara (Madagascar) nel 1955. Entrato nell'Istituto dei Padri Lazzaristi, ha emesso la professione religiosa nel 1980 ed è diventato sacerdote nel 1984.
NER:RE/.../... VIS 20051128 (270)

AVVENTO, CAMMINO DI AUTENTICA SANTIFICAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 26 NOV. 2005 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la celebrazione dei Primi Vespri della I Domenica di Avvento, con la quale ha inizio il nuovo anno liturgico.

Nell'omelia il Santo Padre ha commentato un passaggio della Prima Lettera di San Paolo ai Tessalonicesi (5, 23-24).

L'augurio manifestato dall'Apostolo, ha detto il Papa è "che ciascuno sia santificato da Dio e si conservi irreprensibile in tutta la sua persona - 'spirito, anima e corpo' - per la venuta finale del Signore Gesù".

"L'augurio espresso dall'Apostolo" - ha proseguito il Pontefice - "contiene una verità fondamentale, che egli cerca di inculcare nei fedeli della comunità da lui fondata e che possiamo riassumere così: Dio ci chiama alla comunione con sé, che si realizzerà pienamente al ritorno di Cristo, e Lui stesso si impegna a far sì che giungiamo preparati a questo incontro finale e decisivo".

Il Papa ha ribadito che: "Il futuro è, per così dire, contenuto nel presente o, meglio, nella presenza di Dio stesso, del suo amore indefettibile, che non ci lascia soli, non ci abbandona nemmeno un istante, come un padre e una madre non smettono mai di seguire i propri figli nel loro cammino di crescita".

"Di fronte al Cristo che viene" - ha sottolineato il Santo Padre - "l'uomo si sente interpellato con tutto il suo essere. (...) La santificazione è dono di Dio e iniziativa sua, ma l'essere umano è chiamato a corrispondere con tutto se stesso, senza che nulla di lui resti escluso".

"E come nella storia dell'umanità vi è al centro il primo avvento di Cristo e alla fine il suo ritorno glorioso, così ogni esistenza personale è chiamata a misurarsi con lui - in modo misterioso e multiforme - durante il pellegrinaggio terreno, per essere trovata 'in lui' al momento del suo ritorno".

"Ci guidi Maria Santissima, Vergine fedele, a fare di questo tempo di Avvento e di tutto il nuovo Anno liturgico un cammino di autentica santificazione, a lode e gloria di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo".
HML/VESPRI:AVVENTO/... VIS 20051128 (360)

SPEZZARE IL CERCHIO DELLA VIOLENZA IN SUDAN


CITTA' DEL VATICANO, 28 NOV. 2005 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto oggi in Vaticano il Cardinale Gabriel Zubeir Wako, Arcivescovo di Jartum (Sudan), accompagnato da un gruppo di pellegrini sudanesi. Il Papa ha rivolto brevi parole di saluto esprimendo la sua sollecitudine per la situazione del Paese che esce da un violento conflitto armato e soffre di una grave carestia sopratutto nella regione del Darfur.

"Vi ricevo con soddisfazione in Vaticano ed attraverso di voi saluto di cuore il popolo del vostro Paese." - ha detto il Santo Padre - "Desidero rassicurare voi delle mie preghiere e della mia profonda preoccupazione per lo sviluppo pacifico della vita civile ed ecclesiale nella vostra nazione".

"La cessazione della guerra civile e la promulgazione di una nuova Costituzione hanno portato speranza al popolo del Sudan che ha sofferto per tanto tempo. Mentre vi sono stati ostacoli sul cammino della riconciliazione, fra i quali la tragica morte di John Garang (Vice Presidente del Paese ed ex Leader dell'Esercito Mondiale di Liberazione del Sudan, morto in un incidente di elicottero il luglio scorso n.d.r.), in questi momenti esiste un'opportunità senza precedenti ed un chiaro dovere della Chiesa di contribuire in modo significativo al processo di perdono e di ricostruzione nazionale. Anche se una minoranza, i cattolici hanno molto da offrire mediante il dialogo interreligioso e l'offerta di servizi sociali estremamente necessari. Vi incoraggio perciò a prendere le necessarie iniziative per realizzare in tal modo la presenza salvifica di Cristo".

"L'orrore degli avvenimenti occorsi in Darfur, ai quali il mio amato Predecessore Papa Giovanni Paolo II aveva fatto riferimento in molteplici occasioni, indica la necessità di una risoluzione internazionale più forte per assicurare la sicurezza e i diritti umani fondamentali. Oggi, aggiungo la mia voce al grido di coloro che soffrono e vi assicuro che la Santa Sede, insieme al Nunzio Apostolico a Khartoum, continuerà a fare quanto possibile per porre fine al cerchio di violenza e miseria".
AC/SUDAN/WAKO VIS 20051128 (340)

IN AVVENTO SI RISVEGLIA SPERANZA DI RINNOVARE IL MONDO


CITTA' DEL VATICANO, 27 NOV. 2005 (VIS). Prima di recitare l'Angelus con i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha spiegato che il tempo liturgico dell'Avvento è "un tempo di grande suggestione religiosa, perché intriso di speranza e di attesa spirituale".

"In Avvento" - ha proseguito il Papa - "il popolo cristiano rivive un duplice movimento dello spirito: da una parte, alza lo sguardo verso la meta finale del suo pellegrinare nella storia, che è il ritorno glorioso del Signore Gesù; dall'altra, ricordandone con emozione la nascita a Betlemme, si china dinanzi al Presepe. La speranza dei cristiani è rivolta al futuro, ma resta sempre ben radicata in un evento del passato".

Sottolineando che l'Avvento "è il tempo in cui occorre che i cristiani risveglino nel loro cuore la speranza di potere, con l'aiuto di Dio, rinnovare il mondo", il Santo Padre ha citato nuovamente la Costituzione del Concilio Vaticano II "Gaudium et spes" sulla Chiesa nel mondo contemporaneo ed ha affermato: "è un testo profondamente pervaso di speranza cristiana. Mi riferisco in particolare al n. 39, intitolato 'Terra nuova e cielo nuovo'. Vi si legge: 'Sappiamo dalla rivelazione che Dio prepara una nuova abitazione e una terra nuova, in cui abita la giustizia. Tuttavia l'attesa di una terra nuova non deve indebolire, bensì piuttosto stimolare la sollecitudine nel lavoro relativo alla terra presente".
ANG/AVVENTO/... VIS 20051128 (240)

IN BREVE


IL SANTO PADRE BENEDETTO XVI HA RICEVUTO QUESTA MATTINA i partecipanti all'incontro della Fondazione Latinitas, istituita nel 1976 da Papa Paolo VI con il duplice obiettivo di studiare la lingua latina, la letteratura classica e cristiana e il latino medievale e la promozione della lingua con la pubblicazione di volumi in latino. La Fondazione pubblica il trimestrale "Latinitas" e tiene tutti gli anni il "Certamen Vaticanum", concorso internazionale di poesia e prosa in latino. La Fondazione ha anche curato il "Lexicon recentis latinitatis", un dizionario di più di 15.000 neologismi tradotti in latino.

LA COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE tiene la sua Sessione Plenaria annuale dal 28 novembre al 2 dicembre nella "Domus Sanctae Marthae" in Vaticano, sotto la presidenza dell'Arcivescovo William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Fra i temi trattati dalla Plenaria la sorte dei bambini morti senza battesimo, nel contesto del disegno salvifico universale di Dio, dell'unicità della mediazione di Cristo e della sacramentalità della Chiesa in ordine alla salvezza. Saranno inoltre esaminate le questioni dell'identità della natura e del metodo della teologia come 'scientia fidei' e l'approfondimento dei fondamenti della legge morale naturale, nella linea dell'insegnamento delle Lettere Encicliche di Giovanni Paolo II "Veritatis splendor" e "Fides et ratio".
.../IN BREVE/... VIS 20051128 (220)

AI GIOVANI: SOLO IN GESÙ TROVIAMO LA FELICITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 28 NOV. 2005 (VIS). Oggi è stato reso pubblico un Messaggio del Santo Padre ai giovani d'Olanda che hanno partecipato ieri a Nieuwegein (Paesi Bassi), alla Prima Giornata Nazionale della gioventù cattolica.

Ricordando che molti dei giovani presenti all'incontro hanno partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù di Colonia l'agosto scorso, il Santo Padre Benedetto XVI scrive: "Cari amici, Gesù è il vostro vero amico e Signore, entrate in un rapporto di vera amicizia con Lui! Egli vi attende e solo in Lui troverete la felicità. Quanto è facile accontentarsi dei piaceri superficiali; (...) vivere solo per se stessi, apparentemente godendosi la vita! Ma prima o poi ci si rende conto che non si tratta di vera felicità, perché questa sta molto più in profondità: la troviamo soltanto in Gesù".

"Per questo" - scrive ancora il Pontefice - "vi invito a cercare ogni giorno il Signore, che non desidera altro se non che siate realmente felici. Intrattenete con Lui una relazione intensa e costante nella preghiera e, per quanto vi è possibile, trovate momenti propizi nella vostra giornata per restare esclusivamente in sua compagnia. (...) La recita del Rosario può aiutarvi ad imparare l'arte della preghiera con la semplicità e la profondità di Maria. È importante che al cuore della vostra vita ci sia la partecipazione all'Eucaristia. (...) Andate all'incontro con Gesù nella Santa Eucaristia, andate ad adorarlo nelle chiese e restate inginocchiati davanti al Tabernacolo".

Facendo riferimento al sacramento della Riconciliazione, il Santo Padre sottolinea che Gesù "vi attende per perdonare i vostri peccati e riconciliarvi con il suo amore. (...) Quale grande opportunità ci ha dato il Signore con questo Sacramento per rinnovarci interiormente e progredire nella nostra vita cristiana! Vi raccomando, fatene costantemente buon uso!".

"Se seguite Gesù" - scrive ancora il Santo Padre - "non vi sentite mai soli perché fate parte della Chiesa, che è una grande famiglia nella quale potete crescere nell'amicizia vera con tanti fratelli e sorelle nella fede, disseminati in ogni parte del mondo. Gesù ha bisogno di voi per 'rinnovare' l'odierna società. Preoccupatevi di crescere nella conoscenza della fede per essere suoi autentici testimoni. Dedicatevi a comprendere sempre meglio la Dottrina cattolica: (...) c'è in essa la risposta appagante per i vostri interrogativi di fondo".

Il Papa conclude il Messaggio con l'assicurazione delle sue preghiere per i ragazzi e le ragazze riuniti a Nieuwegein affinché accolgano "generosamente la chiamata del Signore" con la certezza che "solo rispondendo positivamente al suo appello, per quanto esigente possa sembrarvi, è possibile incontrare la felicità e la pace del cuore".
MESS/FELICITÀ/GIOVANI PAESI BASSI VIS 20051128 (440)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 28 NOV. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Signor Tula'epa Sa'ilele Malielegaoi, Primo Ministro dello Stato Indipendente di Samoa, con la Consorte e Seguito.

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale della Polonia, in Visita "ad Limina Apostolorum":
- L'Arcivescovo Stanislaw Nowak, di Czestochowa, con l'Ausiliare Jan Watroba.

- Il Vescovo Zygmunt Zimowski, di Radom con gli Ausiliari Vescovo Stefan Siczek ed il Vescovo Adam Odzimek.

- Il Vescovo Adam Smigielski, S.D.B., di Sosnowiec, con l'Ausiliare Piotr Skucha.

Sabato 26 novembre, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- S.E. Vsevolod, Arcivescovo di Scopelos (Chiesa Ortodossa Ucraina negli Stati Uniti d'America), e Seguito.

- Tredici Presuli della Conferenza Episcopale della Polonia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Jan Tyrawa, di Bydgoszcz.

- L'Arcivescovo Stanislaw Gadecki, di Poznan, con l'Ausiliare Vescovo Grzegorz Balcerek e con l'Arcivescovo emerito Juliusz Paetz.

- Il Vescovo Stanislaw Napierala, di Kalisz.

- L'Arcivescovo Zygmunt Kaminski, di Szczecin-Kamien, con gli Ausiliari Vescovo Jan Galecki e Vescovo Marian Blazej Kruszylowicz, O.F.M.Conv.

- Il Vescovo Kazimierz Nycz, di Koszalin-Kolobrzeg, con l'Ausiliare Pawel Cieslik e con il Vescovo emerito Ignacy Jez.

- Il Vescovo Adam Dyczkowski, di Zielona Góra-Gorzów, con l'Ausiliare Pawel Socha, C.M.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP:AL/.../... VIS 20051128 (210)

venerdì 25 novembre 2005

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 25 NOV. 2005 (VIS). Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva in udienza il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AP/.../... VIS 20051125 (30)

UNIVERSITÀ CATTOLICA: QUALITÀ RICERCA E FEDELTÀ MAGISTERO


CITTA' DEL VATICANO, 25 NOV. 2005 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha compiuto una visita alla sede romana dell'Università Cattolica del Sacro Cuore per l'inaugurazione dell'Anno Accademico.

La giornata ha avuto inizio con la Santa Messa celebrata dal Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale della Diocesi di Roma, alla quale hanno assistito studenti di altre sedi dell'Ateneo: Milano, Brescia, Piacenza-Cremona, Campobasso e Roma.

Alle 11:00, nell'Aula Magna della Facoltà di Medicina e Chirurgia "Agostino Gemelli", la cerimonia è iniziata con un breve discorso del Professor Lorenzo Ornaghi, Rettore dell'Università, seguito da un saluto del Cardinale Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Milano (Italia), Presidente dell'Istituto di Studi Superiori "Giuseppe Toniolo". Il Padre Gemelli, al quale è intitolata l'Università, affidò proprio all'Istituto Toniolo la fondazione di questa Università Cattolica.

Dopo le parole di saluto rivolte alle autorità accademiche, il Papa ha affermato: "Trovandoci qui insieme, illustri e cari amici, non possiamo non pensare ai momenti carichi di trepidazione e di commozione che abbiamo vissuto durante gli ultimi ricoveri di Giovanni Paolo II in questo Policlinico. In quei giorni verso il 'Gemelli' era rivolto da ogni parte del mondo il pensiero dei cattolici e non solo. Dalle sue stanze di ospedale il Papa ha impartito a tutti un insegnamento impareggiabile sul senso cristiano della vita e della sofferenza, testimoniando in prima persona la verità del messaggio cristiano. Desidero, pertanto, rinnovare l'espressione del grato apprezzamento mio e di innumerevoli persone per le cure premurose offerte al Santo Padre".

Ricordando che l'Università Cattolica del Sacro Cuore conta circa quarantamila iscritti, Benedetto XVI si è chiesto: "Come ne escono? Quale cultura hanno incontrato, assimilato, elaborato? Ecco la grande sfida, (...) dar vita ad un'autentica Università cattolica, che eccella per la qualità della ricerca e dell'insegnamento e al tempo stesso per la fedeltà al Vangelo e al magistero della Chiesa".

"L'Università cattolica" - ha proseguito il Pontefice - "è perciò un grande laboratorio in cui, secondo le diverse discipline, si elaborano sempre nuovi percorsi di ricerca in un confronto stimolante tra fede e ragione che mira a ricuperare la sintesi, (...) una sintesi contestata purtroppo da correnti importanti della filosofia moderna. (...) Le questioni fondamentali dell'uomo - come vivere e come morire - appaiono così escluse dall'ambito della razionalità e sono lasciate alla sfera della soggettività. Di conseguenza scompare, alla fine, la questione che ha dato origine all'università - la questione del vero e del bene - per essere sostituita dalla questione della fattibilità. Ecco allora la grande sfida delle Università cattoliche: fare scienza nell'orizzonte di una razionalità diversa da quella oggi ampiamente dominante, secondo una ragione aperta al trascendente, a Dio".

Benedetto XVI ha esortato i professori e gli studenti con queste parole: "Pertanto, cari amici, con rinnovata passione per la verità e per l'uomo gettate le reti al largo, nell'alto mare del sapere, confidando nella parola di Cristo, anche quando succede di sperimentare la fatica e la delusione del non avere 'pescato' nulla. Nel vasto mare della cultura Cristo ha sempre bisogno di 'pescatori di uomini', cioè di persone di coscienza e ben preparate che mettano le loro competenze professionali al servizio del Regno di Dio. Anche il lavoro di ricerca all'interno dell'Università, se svolto in una prospettiva di fede, fa già parte di questo servizio al Regno e all'uomo!".

Al termine del discorso, il Papa ha ricordato l'"Istituto Scientifico Internazionale Paolo VI di ricerca sulla fertilità e infertilità umana per una procreazione responsabile", fondato nel novembre 2000, che è "esempio eloquente di quella sintesi tra verità e amore che costituisce il centro vitale della cultura cattolica".

Il Santo Padre ha inoltre sottolineato che l'Istituto "nato per rispondere all'appello lanciato dal Papa Paolo VI nell'Enciclica 'Humanae vitae', si propone di dare una base scientifica sicura sia alla regolazione naturale della fertilità umana che all'impegno di superare in modo naturale l'eventuale infertilità. Facendo mio il grato apprezzamento del mio venerato Predecessore per questa iniziativa scientifica, auspico che essa possa avere il necessario sostegno nella prosecuzione della sua importante attività di ricerca".

Infine il Papa ha preso congedo dalle autorità accademiche e dagli studenti ed è rientrato in autovettura in Vaticano.
BXVI-VISITA UNIVERSITÀ/.../GEMELLI VIS 20051125 (690)

giovedì 24 novembre 2005

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 24 NOV. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina, in udienze separate:

- Nove Presuli della Conferenza Episcopale della Polonia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Marian Golebiewski, di Wroclaw, con l'Ausiliare Vescovo Edward Janiak e con l'Arcivescovo emerito Cardinale Henryk Roman Gulbinowicz.

- Il Vescovo Stefan Cichy, di Legnica, con l'Ausiliare Vescovo Stefan Regmunt e con il Vescovo emerito Tadeusz Rybak.

- Il Vescovo Ignacy Dec, di Swidnica.

- L'Arcivescovo Tadeusz Goclowski, C.M., di Gdansk, con l'Ausiliare Vescovo Ryszard Kasyna.

- L'Arcivescovo André Gaumond, di Sherbrooke (Canada), Presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici del Canada, con il Vice Presidente, Arcivescovo Vernon James Weisgerber, di Winnipeg e con il Segretario Generale, Monsignor Mario Paquette, P.H.

Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva in udienze separate nove Presuli della Conferenza Episcopale della Polonia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Jan Bernard Szlaga, di Pelplin.

- Il Vescovo Andrzej Wojciech Suski, di Torun, con l'Ausiliare Vescovo Józef Szamocki.

- L'Arcivescovo Henryk Muszynski, di Gniezno, con l'Ausiliare Vescovo Wojciech Polak e con il già Ausiliare Arcivescovo Szczepan Wesoly.

- Il Vescovo Wieslaw Alojzy Mering, di Wloclawek, con l'Ausiliare Vescovo Stanislaw Gebicki e con il Vescovo emerito Bronislaw Dembowski.
AL:AP/... VIS 20051124 (220)

CONCERTO DI NATALE DEDICATO ALLE MISSIONI D'ORIENTE


CITTA' DEL VATICANO, 24 NOV. 2005 (VIS). Sabato 3 dicembre, alle 18:00, nell'Aula Paolo VI in Vaticano, si svolgerà il tradizionale Concerto di Natale che quest'anno sarà dedicato alle missioni d'Oriente.

"L'evento musicale" - si legge in un Comunicato Stampa - "si propone quest'anno di sensibilizzare il grande pubblico al tema della vocazione missionaria della Chiesa e di raccogliere fondi per sostenere le Missioni nell'Est asiatico", dato che "il 2006 è stato proclamato 'Anno Saveriano' in onore del Patrono delle Missioni, San Francesco Saverio, del quale ricorre il quinto centenario della nascita, e il concerto ne segna ufficialmente l'apertura".

"Il programma del concerto ospiterà alcuni brani inediti di un musical sulla vita del santo, 'Xavier - sognando la Cina'", in ricordo dell'ultimo viaggio che il Santo gesuita intraprese alla volta della Cina, che non riuscì mai a raggiungere, perché ammalatosi, morì nell'isola di Sancián, a 100 km da Hong Kong, il 3 dicembre 1552.

"Gli artisti che si avvicenderanno sul palcoscenico, nel segno dell'incontro tra le diversità di paesi, culture, religioni, esperienze di vita, ideali, generi e stili musicali, arriveranno da tutto il mondo per sottolineare, una volta di più, l'universalità della Chiesa".
.../CONCERTO NATALE IN VATICANO/... VIS 20051124 (190)

DIALOGO FRA LE CULTURE, FATTORE CHIAVE DI SVILUPPO


CITTA' DEL VATICANO, 24 NOV. 2005 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza un gruppo di rappresentanti degli Stati membri dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Agricoltura e l'Alimentazione (F.A.O.), accompagnati dal Direttore Generale Jacques Diouf, partecipanti ai lavori della XXXIII Conferenza di questa Organizzazione.

"È la prima volta che vi incontro ed è per me l'occasione di conoscere da vicino il vostro lavoro a servizio di un grande ideale: liberare l'umanità dalla fame". Il Santo Padre ha espresso il suo "sincero apprezzamento" per le iniziative che la F.A.O. svolge da sessant'anni "difendendo con competenza e professionalità la causa dell'uomo a partire proprio dal basilare diritto di ogni persona ad essere 'libera dalla fame'".

Successivamente il Santo Padre ha sottolineato il contrasto fra i progressi tecnologici e scientifici e la crescita continua della povertà nel mondo ed ha formulato l'auspicio che l'esperienza accumulata dalla F.A.O. in questi anni possa "aiutare a far emergere una metodologia atta ad affrontare con successo la lotta alla fame e alla povertà con quel concreto realismo che ispira gli interventi".

La F.A.O., ha detto ancora Benedetto XVI, "in questi anni, ha scelto di aprire nuovi orizzonti all'attività di cooperazione individuando nel 'dialogo tra le culture' un mezzo capace di favorire migliori condizioni di sviluppo e di sicurezza alimentare. Oggi più che mai c'è bisogno di strumenti in grado di vincere le ricorrenti tentazioni di conflitto tra diverse visioni culturali, etniche e religiose. Occorre fondare i rapporti internazionali sul rispetto della persona e dei principi cardine della convivenza, sulla fedeltà ai patti. (...) Occorre riconoscere che il progresso tecnico, pur necessario, non è tutto; vero progresso è solo quello che salvaguarda la dignità dell'essere umano nella sua interezza e consente ad ogni popolo di condividere le proprie risorse spirituali e materiali, a beneficio di tutti".

"In questo contesto" - ha proseguito il Pontefice - "vorrei ricordare quanto sia importante aiutare le comunità indigene, troppo spesso oggetto di indebite appropriazioni finalizzate al profitto. (...) Non va poi dimenticato che mentre alcune aree vengono sottoposte a misure e controlli internazionali, milioni di persone sono condannate alla fame, fino al rischio della vita, in zone dove sono in atto sanguinosi conflitti dimenticati dall'opinione pubblica perché ritenuti interni o etnici e tribali".

Il Papa ha affermato che l'iniziativa della F..O, di convocare i suoi Stati membri per discutere della riforma agraria e dello sviluppo rurale infonde "rinnovata fiducia". "Si tratta di un ambito non nuovo e verso il quale la Chiesa ha da sempre rivolto la sua attenzione preoccupandosi in particolare dei piccoli agricoltori rurali che rappresentano una parte rilevante della popolazione attiva, specialmente nei Paesi in via di sviluppo". Per promuovere lo sviluppo "forse una strada da percorrere potrebbe essere quella di assicurare alle popolazioni rurali le risorse e gli strumenti indispensabili ad iniziare dai mezzi di formazione e di educazione insieme a strutture organizzative che tutelino la piccola azienda agricola familiare e le forme cooperative".

Infine Papa Benedetto, ricordando che tra pochi giorni inizieranno a Hong Kong i negoziati riguardanti il commercio internazionale e i prodotti agricoli, ha affermato: "La Santa Sede auspica che a prevalere, responsabilmente, sia il senso di solidarietà verso chi è più svantaggiato e che si abbandonino interessi locali e logiche di potenza. Non si può dimenticare che la vulnerabilità del mondo rurale ha ripercussioni sulla sussistenza individuale e delle famiglie dei piccoli agricoltori, se è loro negato l'accesso al mercato". Il Papa ha ribadito infine "Per questo va anche sostenuto il ruolo della donna rurale, come pure vanno assicurati ai fanciulli, oltre alla nutrizione, gli elementi di base per la loro educazione".
AC/F.A.O./DIOUF VIS 20051124 620)

mercoledì 23 novembre 2005

ARCIVESCOVO FOLEY: CINEMA AL SERVIZIO DELL'ESSERE UMANO


CITTA' DEL VATICANO, 23 NOV. 2005 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, l'Arcivescovo John P. Foley, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, ha inaugurato, presso l'Università di Roma Tre, il IX Convegno Internazionale su Cinema e Spiritualità (22-23 novembre), sul tema: "La tentazione di credere".

Riferendosi al tema del Convegno, l'Arcivescovo ha affermato che: "Abbandonarsi alla tentazione di credere significa incamminarsi verso la faticosa ricerca della Verità, in un mondo come quello attuale nel quale si passa dall'indifferenza religiosa all'estremismo religioso, significa rispondere a Dio, nonostante l'umana incredulità mai del tutto sconfitta, significa fare un atto di coraggio, un salto di qualità a livello esistenziale".

Il Presidente del Pontificio Consiglio ha ricordato che "la tentazione di credere" in alcune produzioni cinematografiche "ha dato vita ad un dialogo tra l'uomo e Dio, capace di suscitare nello spettatore profondi spunti di riflessione, mettendolo a confronto con la sua più intima identità e con il suo prossimo".

"I grandi registi sanno raccontare le storie di uomini e donne di ogni tempo e cultura agli uomini e alle donne di oggi, facendo da eco ad esperienze personali di grande intensità. E proprio questa preziosa potenzialità del cinema mi spinge ad auspicare che esso continui a mettersi al servizio dell'uomo, per guidarlo ad una comprensione spirituale della propria esistenza".

L'Arcivescovo Foley ha sottolineato infine che: "Il cinema ha percorso oltre cento anni, ma continua a stupirci, a farci riflettere, a rimetterci in discussione, attraverso la magistrale arte di tutti quegli autori che hanno voluto condividere la loro esperienza spirituale con lo spettatore".
.../CINEMA:SPIRITUALITÀ/FOLEY VIS 20051123 (260)
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