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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 30 marzo 2005

GIOVEDÌ SANTO: SANTA MESSA DEL CRISMA E IN CENA DOMINI


CITTA' DEL VATICANO, 24 MAR. 2005 (VIS). Alle 9:30 di questa mattina, Giovedì Santo, nella Basilica Vaticana, il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi, ha presieduto a nome del Santo Padre, la Santa Messa del Crisma, concelebrata dai Cardinali, Vescovi e Sacerdoti presenti a Roma nel periodo pasquale.

All'inizio della Santa Messa, il Porporato ha dato lettura di un Messaggio fatto pervenire dal Santo Padre Giovanni Paolo II nel quale il Papa assicura che: "Dal mio appartamento, attraverso la televisione, sono spiritualmente tra voi, carissimi. Con voi rendo grazie a Dio del dono e mistero del nostro sacerdozio; insieme a voi e all'intera famiglia dei credenti, prego perché non manchino mai nella Chiesa numerosi e santi sacerdoti".

Nell'omelia, il Cardinale Re ha sottolineato che: "A noi, Presbiteri e Vescovi, il Giovedì Santo apre il cuore a rinnovare le promesse con le quali ci siamo legati a Cristo
Sacerdote nel giorno della nostra Ordinazione, e ci chiede l'impegno - e direi - il gusto di vivere in pienezza la bellezza del nostro ministero, nella sequela di Cristo, gioiosamente dedicati al servizio degli altri".

"In quest'anno dell'Eucaristia" - ha proseguito il Cardinale Re - "che ci aiuta a scoprire la bellezza e la forza dell'Eucaristia e la sua centralità, risuonano con particolare eloquenza nelle nostre menti e nei nostri cuori le parole dell'Enciclica 'Ecclesia de Eucharistia': 'la Chiesa vive dell'Eucaristia'; l'Eucaristia è 'il cuore e il vertice del mistero della Chiesa'; essa deve essere anche 'il cuore e il vertice del ministero sacerdotale'".

Ricordando che le parole scritte due anni fa dal Papa Giovanni Paolo II "ci portano a lui col pensiero", il Cardinale ha affermato: "Nella sua assenza, egli è più che mai presente a questa Messa Crismale e lo vogliamo ringraziare per la testimonianza che continua a darci anche col suo esempio di sereno abbandono a Dio che lo associa al mistero della Croce".

All'omelia hanno fatto seguito il rinnovamento delle promesse sacerdotali e la benedizione dell'olio per i catecumeni, i malati e i confermati.

Alle 17:30, nella Basilica Vaticana, il Cardinale Alfonso López Trujillo, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, ha presieduto a nome del Santo Padre, la Santa Messa "nella cena del Signore" e ha compiuto il "mandato" richiesto da Cristo per essere al servizio dei fratelli, con la Lavanda dei piedi a dodici Presbiteri.

Nel suo breve Messaggio, letto dal Cardinale al principio della Celebrazione Eucaristica, il Santo Padre scrive: "Con la mente e con il cuore sono vicino a voi. In questa sera del Giovedì Santo, Cristo ci invita a tornare spiritualmente con lui nel Cenacolo, per farci entrare in profondità nel mistero della sua Pasqua. Alla vigilia della sua morte, Egli compì due segni, che ogni anno si rinnovano nella liturgia. Lavò, dapprima, i piedi agli Apostoli, volendo dare loro l'esempio di un amore che si fa umile e concreto servizio. Poi consacrò il pane e il vino, quale sacramento del suo Corpo e del suo Sangue, dati in sacrificio per la nostra salvezza".

Nell'omelia, il Cardinale López Trujillo ha affermato che: "La lavanda dei piedi è prova di totale, decisivo e definitivo amore, 'sino all'estremo'. Senza perdere la signoria dovuta alla sua condizione di Figlio di Dio, il Signore si fa servo, e questa donazione di se stesso è sigillata nella croce dove l'Agnello di Dio salva l'umanità".

Sottolineando che: "In una cultura del godimento, assai diffusa, che sperimenta una grande paura della sofferenza, il Maestro esige dai discepoli di prendere la croce", il Porporato ha affermato: "Siamo chiamati ad una profonda conversione a Dio e ai veri valori, senza i quali non ci sarà un futuro degno dell'uomo, immagine di Dio, che per la redenzione raggiunge la più alta dignità di immagine: essere figlio di Dio".

Il Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia ha proseguito affermando: "L'Eucaristia dilata il cuore di tutta la famiglia umana, per i più poveri e bisognosi, che hanno diritto a una 'globalizzazione della solidarietà', e al riconoscimento e al rispetto dei diritti dell'uomo e dei diritti della famiglia, che sono fondamentali. I più deboli, innocenti, indifesi, ammalati sono spesso considerati un pesante fardello. L'uomo non è arbitro della vita e non può negare quel dono prezioso. Noi non possiamo odiare ciò che Dio ama".

"Immersi in questo Mistero della Pasqua" - ha concluso il Cardinale - "la nostra fervida preghiera è per il Santo Padre, strenuo difensore e testimone di ciò che è la vera qualità di vita, che dobbiamo proclamare e difendere, grati al Signore della vita per il suo servizio così generoso alla Chiesa e all'umanità".

Al termine dell'omelia, il Celebrante ha lavato i piedi a dodici Presbiteri. Su indicazione del Papa, le offerte raccolte durante la Messa sono destinate alle popolazioni del Venezuela colpite dalla devastanti inondazioni del febbraio scorso.
GPII-SETTIMANA SANTA/GIOVEDÌ SANTO/... VIS 20050330 (820)

mercoledì 23 marzo 2005

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 23 MAR. 2005 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Arcidiocesi di Tanger (Marocco), presentata dall'Arcivescovo José Antonio Peteiro Freire, O.F.M., in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato Membri del Consiglio Direttivo della Pontificia Accademia per la Vita: il Vescovo Willem Jacobus Eijk, di Groningen (Paesi Bassi); il Monsignore Jean-Marie Musivi Mpendawatu (Repubblica Democratica del Congo); il Professor Angelo Fiori (Italia); la Professoressa Alicja Grzeoekowiak (Polonia), il Dottor Manfred Lütz (Germania) ed il Professor Patricio Ventura-Juncá del Tobar (Cile).
RE:NA/.../... VIS 20050323 (100)

DIRITTO ALLO SVILUPPO: INALIENABILE DIRITTO DELL'UOMO


CITTA' DEL VATICANO, 23 MAR. 2005 (VIS). L'Arcivescovo Silvano Tomasi, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite a Ginevra, è intervenuto ieri alla 61° Sessione della Commissione sui Diritti Umani ed ha dedicato il suo discorso ai progressi compiuti e a ciò che ancora rimane da fare per l'attuazione della Dichiarazione sul Diritto allo Sviluppo (1986).

"A quasi 20 anni dalla Dichiarazione sul Diritto allo Sviluppo" - ha affermato il Presule - "vasti settori delle popolazioni del mondo sono ancora esclusi dal godimento di tale diritto, così chiaramente proclamato in questo importante documento. 'Il diritto allo sviluppo è un diritto inalienabile dell'uomo in virtù del quale ogni essere umano e tutte le popolazioni devono poter contribuire e godere dello sviluppo economico, sociale, culturale e politico, nel quale si realizzano pienamente tutti i diritti umani e le libertà fondamentali".

Molto è stato fatto, ha detto l'Arcivescovo Tomasi, ma "è necessaria una rinnovata mobilitazione poiché il conseguimento degli obiettivi del Millennio appare a questo punto molto difficoltoso nei paesi in via di sviluppo". C'è ancora molta povertà nel mondo, ha sottolineato l'Osservatore Permanente, e in molte regioni si è verificato un peggioramento delle condizioni sanitarie, sussiste ancora l'analfabetismo e per molti il mancato accesso al nutrimento e all'acqua potabile.

L'Arcivescovo Tomasi ha ribadito che: "l'esperienza dimostra che l'attuazione del diritto allo sviluppo ha esito positivo se centrata sulla persona umana e sulle comunità umane, come sancisce la Dichiarazione sul diritto allo Sviluppo. La persona umana deve essere partecipante attiva e beneficiaria di tale diritto. La rete di istituzioni educative e sanitarie e le agenzie di assistenza, per esempio, dirette da organizzazioni che si fondano sulla fede, nella loro azione a favore dei più poveri del mondo, dimostrano di essere motori di cambiamento e di potenziamento perché si concentrano direttamente sulla persona umana e intendono lo sviluppo sostenibile come un elemento che mantiene un rapporto equilibrato fra le necessità delle singole persone e le comunità alle quali appartengono, e fra gli esseri umani e l'ambiente".

Il Nunzio ha inoltre ribadito che "la collaborazione deve superare le barriere geografiche e politiche", e deve includere "l'apertura dei mercati dei paesi sviluppati ai prodotti agricoli del sud del mondo e l'abbassamento delle tasse doganali per tali prodotti". Oltremodo importante, ha concluso l'Arcivescovo Tomasi, è dare ascolto alle comunità locali, altrimenti "i progetti di sviluppo finiscono con l'essere cattedrali nel deserto".
DELSS/SVILUPPO/GINEVRA:TOMASI VIS 20050323 (400)

IL PAPA BENEDICE I FEDELI DALLA FINESTRA DEL SUO STUDIO


CITTA' DEL VATICANO, 23 MAR. 2005 (VIS). Questa mattina il Santo Padre si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per benedire i fedeli presenti in Piazza San Pietro.

Nonostante oggi non fosse previsto lo svolgimento dell'Udienza Generale che tradizionalmente si tiene ogni mercoledì, alcune centinaia di persone - fra le quali un nutrito gruppo di polacchi - poco dopo le 11:00 si sono recate in Piazza San Pietro per vedere il Papa e ricevere la sua benedizione.

Le immagini di Giovanni Paolo II sono state ritrasmesse sugli schermi giganti collocati in Piazza San Pietro.
.../PAPA:BENEDIZIONE/... VIS 20050323 (110)

martedì 22 marzo 2005

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAR. 2005 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Maurice Konan Kouassi, finora Vescovo di Odienné (Costa d'Avorio), Vescovo di Daloa (superficie: 25.000; popolazione: 1.200.000; cattolici: 38.000; sacerdoti: 49; religiosi: 60; diaconi permanenti: 1), Costa d'Avorio. Il Vescovo Konan Kouassi succede al Vescovo Pierre-Marie Coty, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Raúl Cecilio Berzosa Martínez, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Oviedo (superficie: 10.565; popolazione: 1.062.198; cattolici: 1.003.777; sacerdoti: 624; religiosi: 1.257), Spagna. Il Vescovo eletto è nato ad Aranda de Duero (Spagna), nel 1957 ed è stato ordinato sacerdote nel 1982. Finora è stato Professore di Teologia Dogmatica nella Facoltà di Teologia del Nord della Spagna.
NER:RE:NEA/.../KOUASSI:COTY:BERZOSA VIS 20050322 (140)

VENERDÌ SANTO: COLLETTA IN FAVORE DELLA TERRA SANTA


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAR. 2005 (VIS). In una Lettera inviata ai Vescovi di tutto il mondo, la Congregazione per le Chiese Orientali lancia un appello in favore della comunità cristiana di Terra Santa affinché sia sostenuta con la Colletta del Venerdì Santo. La Lettera porta la firma del Cardinale Ignace Moussa Daoud, Prefetto della Congregazione, e dell'Arcivescovo Antonio Maria Vegliò, Segretario del medesimo Dicastero.

"Questo Dicastero" - si legge nella Lettera - "segue in particolare modo il dramma della Comunità cristiana che sta continuamente diminuendo per la mancanza di pace e di stabilità. Tale Comunità è sempre più bisognosa di aiuto da parte di tutte le diocesi e di tutte le istituzioni ecclesiastiche".

La Colletta del Venerdì Santo, spiega la Lettera, ha l'obiettivo di "promuovere nei fedeli cristiani l'amore per la Terra del Signore, perché la Chiesa vi sopravviva, si senta amata e sostenuta dalla solidarietà di ogni cristiano, e continui a dare testimonianza di fede in Colui che in quella Terra è nato, ha predicato il Vangelo, è morto ed è risorto".

Ricordando che il Santo Padre Giovanni Paolo II "manifesta costantemente la Sua paterna vicinanza ai Cristiani della Terra Santa", il Cardinale Daoud scrive: "La pace nel mondo passa per Gerusalemme 'Città della Pace', quella 'Città Santa' e 'Capitale del monoteismo', come la chiamò Papa Paolo VI nel 1974. Per questo, spetta ad ogni cristiano di operare per quella pace desiderata, speciale dono di Dio che deve impegnare le nostre preghiere, i nostro sforzi e la nostra solidarietà".

Fu Papa Paolo V, nel Breve "Coelestis Regis" del 22 gennaio 1618, a stabilire per la prima volta che il Venerdì Santo fosse dedicato alla preghiera e alla "colletta" per la Comunità cattolica che vive in Terra Santa, colletta "pro terra sancta", e il mantenimento dei Luoghi delle Redenzione di Nostro Signore Gesù Cristo. Nel 1746 Papa Benedetto XIV la confermò con il Breve Apostolico "In supremo militantis Ecclesiae". L'ultimo documento pontificio dedicato esclusivamente alla Terra Santa e alla "Colletta" è stato l'Esortazione Apostolica di Papa Paolo VI "Nobis in animo" del 25 marzo 1974.
CEO/COLLETTA TERRA SANTA/DAOUD VIS 20050322 (360)

lunedì 21 marzo 2005

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAR. 2005 (VIS). Il Santo Padre:

- Il Vescovo John Atcherley Dew, Arcivescovo della Arcidiocesi di Wellington (superficie: 35.810; popolazione: 559.350; cattolici: 81.189; sacerdoti: 122; religiosi: 284), Nuova Zelanda. Finora Vescovo Coadiutore della medesima Arcidiocesi, il Vescovo Atcherley Dew succede al Cardinale Thomas Stafford Williams, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Paul Hinder, O.F.M.Cap., Vicario Apostolico di Arabia (superficie: 3.143.669; popolazione: 47.760.000; cattolici: 1.300.000; sacerdoti: 42; religiosi: 98; diaconi permanenti: 2), Penisola Arabica. Finora Vescovo Ausiliare del medesimo Vicariato, il Vescovo Hinder succede al Vescovo Giovanni Bernardo Gremoli, O.F.M.Cap., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale del medesimo Vicariato, presentata per raggiunti limiti d'età.

Sabato 19 marzo è stato reso noto che il Santo Padre ha nominato il Vescovo Stefan Cichy, finora Ausiliare di Katowice (Polonia), Vescovo di Legnica (superficie: 8.500; popolazione: 1.051.984; cattolici: 983.840; sacerdoti: 574; religiosi: 370), Polonia. Il Vescovo Cichy succede al Vescovo Tadeusz Rybak, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../... VIS 20050321 (200)

UNIV 2005: RINNOVARE LINGUAGGI DELL'ARTE E DELLA CULTURA


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAR. 2005 (VIS). Questa mattina, l'Arcivescovo Leonardo Sandri, Sostituto della Segreteria di Stato, ha dato lettura di un Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II ai partecipanti al XXXVIII Congresso Universitario UNIV, che quest'anno ha per tema: "Progettare la cultura: il linguaggio della musica". Al Congresso, tenutosi nell'Aula Paolo VI, è intervenuto il Vescovo Javier Echevarria Rodríguez, Prelato della Prelatura dell'Opus Dei.

Prima di ascoltare il Messaggio del Papa, 4.000 studenti e professori di oltre 200 Università di tutto il mondo, che partecipano alle attività formative promosse dalla Prelatura dell'Opus Dei, hanno visto un filmato relativo all'incontro del Santo Padre con i partecipanti all'UNIV 1985, Anno Internazionale della Gioventù.

"La musica, come tutti i linguaggi artistici" - scrive il Santo Padre - "avvicina l'uomo a Dio. (...) Ma allo stesso tempo, l'arte può a volte veicolare una concezione dell'uomo, dell'amore, della felicità che non corrisponde alla verità del disegno di Dio. Occorre pertanto operare un sano discernimento".

Il Papa esorta i giovani a "rinnovare i linguaggi dell'arte e della cultura" e ad impegnarsi con coraggio a "non accettare comportamenti e svaghi che siano all'insegna dell'eccesso e del rumore".

Ricordando che "la vocazione dei fedeli laici è di tendere alla santità, animando cristianamente le realtà temporali", Giovanni Paolo II scrive: "Pure per voi, cari studenti e docenti universitari, come amava ripetere San Josemaría, il lavoro e lo studio devono essere 'una continua orazione, con le stesse parole appassionate, ma ogni giorno con una musica diversa È missione molto nostra trasformare la prosa di questa vita in endecasillabi, in poesia eroica".

"Maria Santissima" - conclude il Pontefice - "vi aiuti a incontrare suo Figlio Gesù nella liturgia di questa Settimana Santa, e nei sacramenti della Penitenza e dell'Eucaristia".
MESS/UNIV 2005/SANDRI VIS 20050321 (300)

BENEDIZIONE DEL PAPA GIOVANI XX GIORNATA MONDIALE GIOVENTÙ

CITTA' DEL VATICANO, 20 MAR. 2005 (VIS). Al termine della Celebrazione della Domenica delle Palme e della Passione del Signore, presieduta dal Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma, il Santo Padre Giovanni Paolo II è apparso alla finestra del suo studio ed ha benedetto con un ramo d'ulivo i 50.000 fedeli, molti dei quali giovani partecipanti alla Giornata Mondiale della Gioventù, che affollavano Piazza San Pietro. L'Arcivescovo Leonardo Sandri, Sostituto della Segreteria di Stato, ha letto le riflessioni del Papa che precedono la recita dell'Angelus.

"Vent'anni orsono, proprio in questa Piazza, ebbero inizio le Giornata Mondiali della Gioventù. Per questo oggi mi rivolgo in modo speciale ai giovani. A voi, carissimi, che siete qui presenti, e a quelli di tutto il mondo".

"Carissimi giovani! Nel prossimo mese di agosto avrà luogo l'Incontro mondiale della Gioventù a Colonia, nel cuore della Germania e dell'Europa. Nella stupenda cattedrale di quella città si venerano le reliquie dei santi Magi, che perciò sono diventati in un certo senso le vostre guide verso quell'appuntamento. Essi vennero dall'Oriente per rendere omaggio a Gesù e dichiararono: 'Siamo venuti per adorarlo'. Queste parole, così ricche di significato, costituiscono il tema del vostro itinerario spirituale e catechistico verso la Giornata Mondiale della Gioventù".

"Voi oggi adorate la Croce di Cristo, che portate in tutto il mondo, perché avete creduto all'amore di Dio, rivelatosi pienamente in Cristo crocifisso".

Il Papa esorta i giovani con queste parole: "continuate senza stancarvi il cammino intrapreso per essere dovunque testimoni della Croce gloriosa di Cristo", e conclude il Messaggio affermando: "Sempre più mi rendo conto di quanto sia stato provvidenziale e profetico che proprio questo giorno, la Domenica della Palme e della Passione del Signore, sia diventato la vostra Giornata. Questa festa contiene una grazia speciale, quella della gioia unita alla Croce, che riassume in sé il mistero cristiano".
ANG/PALME:GIORNATA MONDIALE GIOVENTÙ/... VIS 20050321 (330)

DOMENICA PALME: DA CROCE DI CRISTO VENGONO ENERGIE NUOVE


CITTA' DEL VATICANO, 20 MAR. 2005 (VIS). Il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma, ha presieduto a nome del Santo Padre, la Celebrazione della Domenica delle Palme e della Passione del Signore. Prima dell'inizio della Messa, il Cardinale ha benedetto le palme e gli ulivi.

Durante la cerimonia la finestra dell'appartamento privato di Giovanni Paolo II è rimasta aperta, e, ad un lato di essa, è stata collocata una palma.

Alla Celebrazione hanno preso parte circa 50.000 fedeli, in maggioranza giovani, in occasione della ricorrenza diocesana della XX Giornata Mondiale della Gioventù, come preludio della Giornata che si celebrerà a livello internazionale, l'agosto prossimo, a Colonia (Germania).

Facendo riferimento al racconto della Passione del Signore che si narra nel Vangelo di oggi, il Cardinale Ruini ha affermato: "Dall'umiliazione, dalla sofferenza e dalla morte del Figlio di Dio prende luce il mistero di Dio e anche il mistero dell'uomo. Se guardiamo infatti alle tante sofferenze umane, soprattutto alla sofferenza non colpevole, rimaniamo come smarriti e siamo spinti a chiederci se veramente Dio ci vuol bene e si prende cura di noi, oppure se non ci sia, per caso, un destino malvagio che nemmeno Dio può cambiare".

"Nella croce di Cristo, invece, veniamo a contatto con il vero volto di Dio. (...) Nella croce di Cristo, infatti, il volto di Dio non perde la sua grandezza e il suo mistero, eppure diventa straordinariamente vicino e amico, perché è il volto di Colui che, nel proprio Figlio condivide fino in fondo anche il lato più oscuro della condizione umana".

Il Vicario del Santo Padre ha sottolineato che: "Perciò dalla croce di Cristo si diffondono una forza e una speranza di redenzione sull'intera sofferenza umana: il dramma e il mistero della sofferenza - che sono in fondo il dramma e il mistero della nostra vita - in questo modo non vengono eliminati, ma non ci appaiono più qualcosa di oscuro e insensato".

Rivolgendosi ai giovani presenti, il Porporato li ha esortati a seguire l'invito di Cristo: "'Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua'. Questa parola" - ha detto - "fa comprensibilmente paura, anzi, fa ancora più paura a noi, uomini del nostro tempo che siamo portati a vedere nella sofferenza soltanto qualcosa di inutile e di dannoso. Ma proprio questo è il nostro errore, che ci impedisce di comprendere non soltanto il significato della sofferenza, ma anche il senso della vita".

"La Croce di Gesù non deprime e non indebolisce. Da essa, al contrario, vengono energie sempre nuove, quelle che risplendono nelle imprese dei Santi e che hanno reso feconda la storia della Chiesa, quelle che oggi traspaiono con speciale chiarezza dal volto affaticato del Santo Padre".
HML/GIOVANI:CROCE/RUINI VIS 20050321 (470)

DICHIARAZIONE RELATIVA ORDINARIO MILITARE ARGENTINA


CITTA' DEL VATICANO, 19 MAR. 2005 (VIS). Ad una domanda dei giornalisti circa notizie provenienti dall'Argentina riguardo al Vescovo Antonio Juan Baseotto, C.SS.R., Ordinario Militare, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Dr. Joaquín Navarro-Valls, ha così risposto:

"Non faccio solitamente commenti su notizie di stampa. Circa quanto annunciato dalle agenzie sui provvedimenti presi dal Presidente dell'Argentina nei confronti del Vescovo Antonio Juan Baseotto, si rimane in attesa di una comunicazione ufficiale da parte argentina al Sommo Pontefice, che lo ha nominato Ordinario Militare".

"Ovviamente, se si impedisse di esercitare il ministero pastorale ad un Vescovo legittimamente nominato dalla Santa Sede secondo le norme del diritto canonico e degli accordi vigenti, ci si troverebbe di fronte ad una violazione della libertà religiosa oltre che dei predetti accordi".
OP/POLEMICA GOVERNO/ARGENTINA:BASEOTTO VIS 20050321 (140)

BOSNIA ED ERZEGOVINA: RISPETTARE I DIRITTI DI CIASCUNO


CITTA' DEL VATICANO, 19 MAR. 2005 (VIS). Nel pomeriggio di venerdì 18 marzo, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Dr. Joaquín Navarro-Valls, ha rilasciato la dichiarazione di seguito riportata, relativa alla visita al Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, del Signor Dragan Covic, Membro della Presidenza Collegiale della Bosnia ed Erzegovina:

"Durante l'incontro vi è stato un utile scambio di opinioni sull'attuale situazione del Paese. Il Presidente ha anche affidato al Cardinale Segretario di Stato i più vivi auguri al Santo Padre per una pronta guarigione".

"Da parte sua, il Segretario di Stato ha assicurato che trasmetterà volentieri tali voti a Sua Santità, il quale nutre grande interesse ed affetto per tutti i Popoli costitutivi della Bosnia ed Erzegovina".

"Il Cardinale Segretario di Stato ha poi assicurato come la Santa Sede ben comprenda le attuali difficoltà della situazione del Paese, auspicando che tutti i cittadini rispettino il diritto e che vengano rispettati i diritti di ciascuno".

"Al termine, Sua Eminenza ha trasmesso fervidi auguri da parte del Sommo Pontefice a tutti i Popoli componenti lo Stato della Bosnia ed Erzegovina, insieme con i migliori voti di pace ed armonia tra di essi".

"Il Cardinale Segretario di Stato ha infine presentato uno speciale saluto del Santo Padre al Cardinale Vinko Puljic, all'intero Episcopato, al clero e a tutti i fedeli cattolici del Paese".
OP/BOSNIA ERZEGOVINA/COVIC:NAVARRO-VALLS VIS 20050321 (240)

venerdì 18 marzo 2005

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 18 MAR. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Reverendo Fulgence Muteba Mugalu, finora Segretario Generale della Conferenza Episcopale Nazionale del Congo (CENCO), Vescovo di Kilwa-Kasenga (superficie: 54.000; popolazione: 441.716; cattolici: 130.200; sacerdoti: 26; religiosi: 38), Repubblica Democratica del Congo. Il Vescovo eletto è nato nel 1962 nella Diocesi di Kongolo (Repubblica Democratica del Congo), ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1990.

- Il Reverendo Vincent De Paul Kwanga Njubu, finora Direttore Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie nella Repubblica Democratica del Congo, Vescovo di Manono (superficie: 45.000; abitanti: 296.850; cattolici: 152.158; sacerdoti: 44; religiosi: 1), Repubblica Democratica del Congo. Il Vescovo eletto è nato nel 1956 a Budi (Repubblica Democratica del Congo), ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1985.

- Il Reverendo John Bosco Panya Kritcharoen, finora Parroco a Chombung e Direttore del Centro di Evangelizzazione, Vescovo di Ratchaburi (superficie: 31.362; popolazione: 2.237.381; cattolici: 15.730; sacerdoti: 71; religiosi: 88), Thailandia. Il Vescovo eletto è nato nel 1949 a Bangtan-Banpong (Thailandia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1976.

- Il Sacerdote Marco Antonio Cortez Lara, finora Parroco della Parrocchia di "Santa Lucia" in Ferreñafe, Vescovo Coadiutore di Tacna y Moquegua (superficie: 30.539; popolazione: 914.300; cattolici: 804.584; sacerdoti: 68; religiosi: 121; diaconi permanenti: 4), Perù. Il Vescovo eletto è nato nel 1957 a Chiclayo (Perù), ed è stato ordinato sacerdote nel 1985.

- Il Padre Luis Solé Fa, C.M., finora Parroco e Vicario Episcopale della Vicaria della Mosquitía, Diocesi di Trujillo, (Honduras), Vescovo di Trujillo (superficie: 25.500; popolazione: 280.000; cattolici: 230.000; sacerdoti: 17; religiosi: 23), Honduras. Il Vescovo eletto è nato a Tarragona (Spagna), nel 1946 ed è stato ordinato sacerdote nel 1973.
NER:NEC/.../... VIS 20050318 (290)

QUINTA RIUNIONE CONSIGLIO POST-SINODALE PER L'EUROPA


CITTA' DEL VATICANO, 18 MAR. 2005 (VIS). Oggi è stato reso pubblico un Comunicato del Sinodo dei Vescovi relativo alla Quinta Riunione, (7 marzo), del Consiglio della Segreteria Generale per la Seconda Assemblea Speciale per l'Europa, presieduta dall'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale.

I lavori hanno seguito il previsto ordine del giorno, comprendente l'introduzione del Segretario Generale, una relazione sull'attività della Segreteria Generale della Quarta Riunione del Consiglio, una rassegna sul risultato della consultazione circa l'applicazione dell'Esortazione Apostolica Postsinodale "Ecclesia in Europa" ed una discussione su radici cristiane e vocazione spirituale dell'Europa secondo la dottrina esposta nel medesimo documento.

Dal dibattito sull'Esortazione Postsinodale è risultato che il documento rappresenta un punto di riferimento prezioso, tanto che alcune Conferenze Episcopali lo hanno scelto come programma pastorale per diversi anni seguendone i singoli capitoli, e parimenti l'Esortazione è stata al centro di diversi congressi, conferenze, studi, libri e articoli.

Si è anche discusso sul libro di recente pubblicazione del Santo Padre Giovanni Paolo II "Memoria e identità" nel quale il Papa ripresenta "in forma convincente il tema delle radici cristiane dell'Europa" e ricorda come la Polonia divenne una Nazione con il battesimo dei suoi abitanti, nel 966. Successivamente il Papa illustra la diffusione del Cristianesimo in Europa e sottolinea il suo contribuito decisivo "alla formazione dei Paesi dell'Europa occidentale". Nel Comunicato si legge inoltre che: "Nonostante l'omissione nel 'Trattato Costituzionale' dell'Unione Europea, l'idea della radici cristiane dell'Europa si è imposta all'opinione pubblica raccogliendo molti consensi fra i cristiani, cattolici, ortodossi e protestanti".

Infine è stato rilevato "come i rapporti ecumenici facciano progressi, ma non sempre gli sforzi della Chiesa Cattolica trovano frutto e corrispondenza nelle diverse Chiese. Ad ogni modo, seguendo l'esempio del Santo Padre, i cattolici continuano a pregare e ad operare con spirito ecumenico".
SE/CONSIGLIO:SINODO:EUROPA/ETEROVIC VIS 20050318 (320)

SACERDOTI: OBBLIGO DI DONARSI INTERAMENTE AL POPOLO DI DIO


CITTA' DEL VATICANO, 18 MAR. 2005 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, il Cardinale Darío Castrillón Hoyos, Prefetto della Congregazione per il Clero, ha presieduto la Conferenza Stampa di presentazione della Lettera del Santo Padre Giovanni Paolo II ai sacerdoti per il Giovedì Santo 2005, alla quale sono intervenuti anche l'Arcivescovo Csaba Ternyak, Segretario, ed il Monsignor Giovanni Carrù, Sotto-Segretario della medesima Congregazione.

Il Documento di undici pagine, datato 13 marzo, è stato pubblicato in lingua inglese, francese, spagnola, portoghese, italiana e polacca.

Il Cardinale Castrillón ha ricordato che la Lettera del Santo Padre "è sempre una viva testimonianza della premurosa carità del Successore di Pietro" e la Lettera di quest'anno "lo è in un modo del tutto particolare, perché è firmata da un luogo segnato dalla Croce di Cristo: l'ospedale", il Policlinico Gemelli.

"Il Papa" - ha detto il Porporato - "nel silenzio della sua sofferenza, ripete con l'esempio di una vita donata 'sino alla fine' l'affermazione paolina: 'Noi predichiamo Cristo crocifisso ... potenza di Dio e sapienza di Dio', amando con la carità di Cristo tutti gli uomini e completando nel suo corpo quello che manca alla passione dell'unico Salvatore e Redentore".

Giovanni Paolo II "Dalla sua croce" - ha proseguito il Cardinale - "addita ad ogni sacerdote l'insondabile dignità, conferitagli dall'Ordinazione, di poter pronunciare le parole della Istituzione del mistero eucaristico 'in persona Christi' e di ricevere la capacità di trasformare la propria esistenza sacerdotale in un dono radicale per la Chiesa e per l'umanità".

"Configurati a Cristo, noi sacerdoti, veniamo esortati dal Papa a trasformarci in pane eucaristico, rendendo grazie a Dio, con la nostra stessa esistenza, per l'opera di salvezza compiutasi nel suo Figlio Unigenito".

Il Prefetto della Congregazione ha affermato che il Santo Padre "ci ricorda 'l'obbedienza dell'amore', quel grato obbligo di donarci interamente al Popolo di Dio che ci è stato affidato, obbligo assunto il giorno della nostra Ordinazione sacerdotale, e che si manifesta, in modo esemplare per tutti i fedeli, nell'aderire all'autorevole discernimento dei Vescovi, imitando Cristo che nell'Ultima Cena affidò se stesso alla Chiesa. Si tratta di una donazione della nostra autonomia, anche di quella legittima, di una donazione contro la quale si ribella la cultura attuale che pretende la autorealizzazione della ragione svincolata da ogni limite".

"Ancora una volta, in quest'Anno dell'Eucaristia, il Santo Padre ci introduce con amore nel 'mysterium Paschae', che è il grande mistero della fede (...). Con la soavità della fede, veniamo invitati dal Papa a custodire con riverenza le norme liturgiche che non solamente tutelano ma fanno risplendere la sacralità del Rito. Accoglieremo, noi sacerdoti, le sue parole per essere custodi dell'Eucaristia, in una veglia continua ed in tutti gli angoli del mondo e porremo in ginocchio dinnanzi al Tabernacolo tutte le nostre solitudini".

Il Cardinale Castrillón ha concluso sottolineando che: "Nonostante il passare degli anni, rafforzati dalla parole del Papa, contageremo la giovinezza di Dio che è in noi e la irradieremo su coloro che incontreremo sul nostro cammino. (...) Dalla santità sacerdotale, il Santo Padre ci assicura che sorgerà la vita nuova della Chiesa, con vocazioni che garantiranno l'ardore della nuova evangelizzazione, alimentato dal pane di vita eterna".

Versione integrale del testo.
OP/LETTERA PAPA SACERDOTI/CASTRILLÓN VIS 20050318 (550)

IL SANTO PADRE IN COLLEGAMENTO TELEVISIVO BENEDICE GIOVANI


CITTA' DEL VATICANO, 18 MAR. 2005 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, migliaia di giovani hanno partecipato ad un Incontro di preghiera e di Adorazione Eucaristica in preparazione alla XX Giornata Mondiale della Gioventù in programma a Colonia (Germania), l'agosto prossimo. Il Cardinale Vicario Camillo Ruini che ha presieduto l'Incontro, ha letto un Messaggio di Giovanni Paolo II. Successivamente, in collegamento televisivo dal suo studio privato, il Papa ha impartito la benedizione ai giovani che hanno risposto con un lungo ed entusiastico applauso.

"Desidero unirmi spiritualmente a voi ed esprimervi tutto il mio affetto" - scrive il Santo Padre nel Messaggio - "so che voi mi siete sempre vicini e non vi stancate di pregare per me. Vi saluto e ringrazio di cuore".

Successivamente il Papa prega: "'Adoro Te devote, latens Deitas!'. Eleviamo insieme lo sguardo a Gesù Eucaristia; contempliamolo e ripetiamogli insieme queste parole di San Tommaso d'Aquino, (...) 'Gesù, Ti adoro nascosto nell'Ostia!'. In un'epoca segnata da odi, egoismi, desideri di false felicità, da decadenza dei costumi, assenza di figure paterne e materne, instabilità in tante giovani famiglie e da tante fragilità e disagi di cui non pochi giovani sono vittime, noi guardiamo a Te, Gesù Eucaristia, con rinnovata speranza. Nonostante i nostri peccati, confidiamo nella tua divina Misericordia. (...) Il Padre celeste ci ha creati a sua immagine e somiglianza; da Lui abbiamo ricevuto il dono della vita, che tanto più riconosciamo preziosa dal momento del suo inizio fino alla morte, quanto più è minacciata e manipolata".

"Ti adoriamo, Gesù Eucaristia!" - si legge ancora nel Messaggio - "Adoriamo il tuo corpo ed il tuo sangue donati per noi e per tutti in remissione dei peccati. (...) Mentre Ti adoriamo, come non pensare alle tante cose che dovremmo fare per darti gloria? (...) Aiutaci, Gesù, a capire che per 'fare' nella tua Chiesa, (...) occorre imparare innanzitutto ad 'essere', a stare cioè con Te in adorazione, nella tua dolce compagnia".

Giovanni Paolo II continua: "O Gesù, Ti chiediamo che ogni giovane qui presente desideri unirsi a Te in un'eterna azione di grazie e s'impegni nel mondo di oggi e di domani per essere costruttore della civiltà dell'amore. Metta Te al centro della sua vita: Ti adori e Ti celebri. Cresca la sua consuetudine con Te, o Gesù Eucaristia! Ti riceva, partecipando con assiduità alla Santa Messa la domenica e, se possibile, ogni giorno. (...) Scaturiscano sante vocazioni al sacerdozio. (...) Crescano numerose vocazioni alla vita religiosa; sboccino generose vocazioni alla santità, che è la misura alta della vita cristiana ordinaria, specialmente nelle famiglie: di questo oggi più che mai la Chiesa e la società hanno bisogno".
MESS/GIOVANI/SAN GIOVANNI IN LATERANO:RUINI VIS 20050318 (470)

giovedì 17 marzo 2005

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAR. 2005 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Monsignore Luigi Negri, Vescovo di San Marino-Montefeltro (superficie: 800; popolazione: 65.725; cattolici: 63.130; sacerdoti: 76; religiosi: 99; diaconi permanenti: 1), Italia. Il Vescovo eletto, finora Docente di Storia della Filosofia e Introduzione alla Teologia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, è nato a Milano nel 1941 ed è stato ordinato sacerdote nel 1972.

- Il Cardinale Antonio María Rouco Varela, Arcivescovo di Madrid ed il Cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia, Membri della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede.
NER:NA/.../NEGRI:ROUCO:SCOLA VIS 20050317 (100)

MUSEO OLOCAUSTO È MONITO, TESTIMONIANZA, APPELLO


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAR. 2005 (VIS). Il 15 marzo, il Cardinale Jean-Louis Tauran, Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, si è recato a Gerusalemme, per partecipare, quale Rappresentante del Santo Padre, all'inaugurazione del Nuovo Museo della Storia dell'Olocausto, presso il Mausoleo Yad Vashem. Il suo discorso, pronunciato nella giornata di ieri, è stato reso pubblico questa mattina.

Il Cardinale Tauran ha assicurato i presenti della "vicinanza spirituale di Papa Giovanni Paolo II e della solidarietà della Chiesa Cattolica". Giovanni Paolo II visitò il Mausoleo di Yad Vashem il 23 marzo 2000, in occasione del suo Pellegrinaggio in Terra Santa. Nel Yad Vashem, Memoriale della Shoà, sono custodite alcune urne contenenti le ceneri delle vittime dei campi di sterminio.

"L'edificio che abbiamo appena inaugurato" - ha detto il Cardinale Tauran - "è un monito, una testimonianza ed un appello per il mondo intero. Nel riconoscere l'immensità delle sofferenze subite dal popolo ebraico, noi ci troviamo di fronte all'obbligo di restare vigili, all'esigenza di rifiutare l'indifferenza ed il terribile vuoto di un mondo senza Dio".

Citando il Messaggio del Santo Padre del 15 gennaio 2005, in occasione della celebrazione del 60° anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, il Cardinale Tauran ha affermato: "Papa Giovanni Paolo II ripete ancora una volta questa mattina a tutti quelli che sono disponibili all'ascolto che noi ricordiamo 'l'orrendo crimine perpetrato contro la nazione ebraica', che fu l'Olocausto, "perché tutti si rendano conto che quelle vicende tenebrose devono essere per gli uomini di oggi una chiamata alla responsabilità nel costruire la nostra storia".

"La Chiesa Cattolica" - ha affermato il Cardinale Tauran - "rispettando l'unicità dell'ebraismo e rimanendo legata nella fede alla sua eredità, insegna che non vi è posto o ragione per l'odio contro gli Ebrei. Ciò è un peccato contro Dio e contro l'umanità".
DELSS/MUSEO OLOCAUSTO/GERUSALEMME:TAURAN VIS 20050317 (320)

PANAMA: CONTRIBUIRE AI BUONI RAPPORTI FRA I POPOLI


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAR. 2005 (VIS). Il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, ha ricevuto questa mattina, a nome del Santo Padre, le Lettere Credenziali del nuovo Ambasciatore di Panama presso la Santa Sede, Signor Lawrence Edward Chewning Fábrega.

Nel Messaggio di Giovanni Paolo II che il Porporato ha consegnato al Diplomatico, il Papa esprime la sua gioia per "la continuità dell'intesa e della stretta collaborazione fra le Autorità pubbliche e la Chiesa a Panama", e fra il Paese e la Santa Sede.

"Mi è nota" - scrive il Pontefice - "la preoccupazione del suo governo di combattere la povertà nella quale tuttavia vive parte della popolazione, stabilendo condizioni più favorevoli per la creazione di lavoro e di controllo di fronte al flagello della corruzione. D'altra parte, la Chiesa ha contribuito e continuerà a contribuire all'autentico progresso del popolo con l'annuncio della Buona Novella".

Ricordando che il Panama "ha celebrato il primo centenario di vita repubblicana", Giovanni Paolo II afferma che: "Il cammino percorso per affermare l'identità storica e geografica offre motivi di speranza. Forte della sua identità, il suo Paese potrà continuare a dare un importante contributo, favorendo la comunicazione e i buoni rapporti con gli altri popoli del mondo".

Il Santo Padre afferma ancora che: "in questo momento, gli obiettivi raggiunti devono consolidarsi mediante risoluti impegni che permettano di affrontare quei fenomeni che potrebbero metterli in pericolo. In tal senso occorre destinare l'investimento delle risorse disponibili a progetti volti ad eliminare la povertà e a porre rimedio all'enorme divario nella distribuzione della ricchezza; a formare le diverse generazioni al rispetto della dignità di ogni gruppo etnico; migliorare il sistema educativo; rendere più agile l'applicazione del potere giudiziario e a rendere più umana e giusta la condizione dei detenuti affinché si faciliti il loro reinserimento nella società, e, infine, fornire i mezzi necessari per lo sviluppo integrale del popolo panamense".

"In questa prospettiva" - conclude il Pontefice - "desidero incoraggiare anche il governo di un popolo tanto accogliente, amico del dialogo e dalle profonde radici cristiane come è il popolo panamense, ad adoperarsi per conseguire condizioni migliori per l'autentico sviluppo della famiglia, a tutelare il ruolo della donna nei diversi ambiti della società e a creare anche migliori opportunità per i giovani".
CD/CREDENZIALI/PANAMA:CHEWNING VIS 20050317 (370)

PACE VERA COMPORTA RISPETTO DIGNITÀ INDIVIDUI E POPOLI


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAR. 2005 (VIS). Nella giornata di ieri, il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, ha dato lettura di un Messaggio del Santo Padre indirizzato al Cardinale Renato Raffaele Martino ed ai partecipanti alla Conferenza per commemorare il 40° anniversario della Costituzione pastorale del Concilio Vaticano II "Gaudium et spes". Promossa dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, la Conferenza è in corso in Vaticano dal 16 al 18 marzo.

Ricordando il tema della Conferenza: "L'appello alla giustizia. L'eredità della 'Gaudium et spes' quaranta anni dopo", Giovanni Paolo II scrive: "Talvolta, gli enormi progressi della scienza e della tecnologia possono infatti condurre a dimenticare questioni fondamentali di giustizia, nonostante la comune aspirazione ad una maggiore solidarietà tra i popoli e ad una strutturazione più umana delle relazioni sociali".

Giovanni Paolo II sottolinea che: "Il triste permanere di conflitti armati e le ricorrenti manifestazioni di violenza in moltissime parti del mondo costituiscono una riprova, e contrario, della inseparabile relazione tra giustizia e pace, secondo il fondamentale insegnamento proposto con coraggiosa chiarezza nella 'Gaudium et spes'. A tale riguardo, desidero riaffermare ancora una volta che la pace è opera della giustizia. Essa nasce infatti da quell'ordine sul quale il Divino Fondatore stesso ha voluto fosse edificata l'umana società".

"Come non approvare e incoraggiare, pertanto" - si interroga il Papa - "quegli uomini e quelle donne di buona volontà che pongono ogni impegno per creare condizioni di maggiore giustizia nel mondo? Una pace vera sulla terra comporta, infatti, la ferma determinazione di rispettare gli altri, individui e popoli, nella loro dignità, e la costante volontà di incrementare la fraternità tra i componenti della famiglia umana".

Il Papa conclude il Messaggio sottolineando la necessità di "non dimenticare mai la virtù dell'amore che porta al perdono, alla riconciliazione e che anima lo stesso impegno cristiano a favore della giustizia. Resti comunque indubitabile che il discorso sulla giustizia è fondamento per ogni retto ordinamento dell'ordine sociale".
MESS/GIUSTIZIA/MARTINO VIS 20050317 (340)
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